Dopo l’alba magica Tramonto su S.Mauro con un imprevisto

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Sannicola. Ormai sembra un triste cliché: si va a San Mauro per documentare una bella manifestazione culturale, come la visita di una scolaresca alla scoperta delle meraviglie botaniche o di un gruppo di turisti alla scoperta del patrimonio architettonico e storico e si finisce per incontrare un incendio.

Era già avvenuto a inizio luglio (“piazzasalento” n. 13): l’incendio era divampato il giorno prima e aveva distrutto tutto il costone della montagna, per cui il naturalista, era stato costretto a parlare ai bambini dei danni provocati alla natura dagli incendi, invece delle meraviglie che di solito si possono osservare lì.

E’ avvenuto di nuovo in occasione dell’evento “Tramonto a San Mauro” organizzato dall’amministrazione comunale assieme al servizio civile. Numerosi ospiti avevano affollato la piccola chiesetta per ammirarne, al calar del sole, le bellezze architettoniche e gli splendidi affreschi, sentirne raccontata la storia e le leggende: il santo che giungeva profugo lungo le coste dell’Italia, l’inseguimento dei nemici, la sua morte, i compagni che riportavano le spoglie in patria, il naufragio sulle nostre coste, il nuovo inseguimento, la strage, la distruzione anche dei cadaveri.

Ma la loro attenzione, ben presto, è stata attratta non dal fuoco della leggenda ma dal fumo ben più reale che si levava al di là della collina poco oltre la Montagna Spaccata. Un canadair faceva la spola tra il mare e la collina mentre camion ed altri mezzi antincendio si avvicendavano sia dalla parte bassa della collina che da quella alta. L’incendio in realtà, probabilmente doloso come gli altri, aveva preso vigore nel bosco di Santa Maria, ma il vento lo aveva spinto al di qua della collina. Anche alcuni volontari si erano uniti ai vigili del fuoco nell’intento di limitare i danni.

A Lido Conchiglie la scena appariva surreale: tramontato il sole, il fuoco appariva più evidente in lingue che scendevano lungo la collina, pericolosamente prossimo alle abitazioni e ad un albergo. Nella strada che costeggia la Pro loco si erano riversati gli abitanti, silenziosi e preoccupati. «Passeremo la notte in piedi – commentava una signora – come per San Lorenzo: non possiamo andare a dormire con il fuoco così vicino». Dopo alcune ora l’incendio è stato domato.

Restano i danni e la preoccupazione che il costone roccioso, ora senza radici di alberi a trattenerlo, alle prime piogge possa crollare.

Maria Cristina Talà

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