San Giorgio a giugno è festa lo stesso

San Giorgio- processione benedizione dei campi matino
MATINO. In questi giorni i riti civili si uniscono a quelli religiosi, per celebrare il patrono della città. Il protettorato di San Giorgio ha origine antiche, si fa risalire all’anno mille,  stesso periodo in cui fu costruita la chiesa che porta il nome del Santo. Secondo la legenda, i primi abitanti della comunità matinese si affidarono a San Giorgio, dopo che questi giunse per sconfiggere il drago che viveva in uno stagno nei pressi della città.

Il mostro, con il suo alito, aveva il potere di uccidere gli abitanti del luogo, fino a che il re decise che gli venissero date in pasto due pecore al giorno, ma quando queste terminarono le vittime predilette del drago divennero le giovani fanciulle. Fino a quando la sorte scelse come vittima sacrificale la figlia del re. Fu allora che in sella ad un cavallo bianco San Giorgio strappò dalle fauci del drago la giovane convertendo il popolo alla fede cristiana. La devozione verso il Santo si rafforzò ancor di più nel 1867 quando si verificò il miracolo di san Giorgio. In quel periodo il Salento fu colpito da una terribile epidemia di colera. La popolazione cercò allora l’intercessione dei santi: a Gallipoli Santa Cristina, a Casarano San Giovanni Elemosiniere e a Matino san Giorgio.

Il 27 febbraio del 1867, mentre erano in corso le preghiere pubbliche, il simulacro del protettore iniziò a trasudare e in pochi giorni la città fu liberata dal morbo. Un giovane prete, don Giovan Battista Nassisi, asciugò la fronte del Santo con dei fazzoletti, uno dei quali fu inviato al vescovo di Nardò, ordinario del luogo, monsignor Luigi Vetta. Da allora, anche quest’occasione è divenuta motivo di celebrazione con la festa di “San Giorgi piccinnu” in programma, per l’appunto, proprio ogni 27 febbraio dell’anno.

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