San Cassiano – Fino al 4 novembre sarà possibile visitare a San Cassiano, nel fantoio ipogeo di piazza Cito, la mostra fotografica dedicata a Renata Fonte, l’assessore  alla cultura e alla pubblica istruzione di Nardò uccisa il 31 marzo del 1984. La mostra è stata realizzata nell’ambito del Festival “La Notte della Taranta” (quest’anno dedicato al paesaggio), ed è promossa dall’associazione ConTatto onlus di San Cassiano. Orari di apertura: mattina 9-12; pomeriggio 17-21,30 (chiuso il lunedì).

“I Luoghi di Renata, da Fiumefreddo a Porto Selvaggio” così s’intitola la mostra, un viaggio fotografico curato da Paolo Laku con la ricerca giornalistica di Gabriella Della Monaca: “Si parte da Fiumefreddo di Sicilia, in provincia di Catania, dove Renata ha atteso il ritorno nella sua casa, il Salento, guardando il mare, gli scavi archeologici di Torrerossa, la natura incontaminata sugli argini del fiume che diventerà Riserva Naturale nel 1984, anno in cui la giovane mamma venne assassinata”, commentano gli organizzatori. E poi il Salento, piazza Salandra e le piazze testimoni di battaglie sociali, i luoghi dell’estate salentina che videro il coinvolgimento di piccoli e grandi per salvare Porto Selvaggio dalla speculazione edilizia.

Una mostra itinerante. Ospitata con successo già nel mese di agosto a Nardò (presso Palazzo Personé), dopo San Cassiano la mostra toccherà anche altri paesi del Salento, per portare un messaggio di rispetto dell’ambiente che si traduce in bellezza da tutelare. Sabrina e Viviana Metrangola, le due figlie di Renata Fonte, con la loro testimonianza hanno reso ancora vivi i luoghi che videro la loro giovane madre battersi per ideali e obiettivi allora considerati utopistici e ora ampiamente condivisi. Merito anche di film, libri, intitolazione di strade e manifestazioni dedicate a Renata Fonte, tutti segni che invitano a riflettere sulla responsabilità collettiva di difendere l’ambiente.

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