Salvati i beach party: i retroscena

spiagge gallipoli

GALLIPOLI. “Ripensamento? In realtà i gestori dei lidi hanno deciso di fare riferimento all’ordinanza balneare della Regione Puglia. Mi sono sentito col Prefetto e abbiamo dato il nostro assenso, purché nei beach party ci sia moderazione. Resta però il blocco delle feste notturne, così come stabilito in Prefettura”. Così, dopo appena 48 ore dallo stop “concordato” in Prefettura a Lecce venerdì scorso, per iniziativa di Assobalneari  e – soprattutto – dei gestori dei lidi gallipolini le carte in tavola cambiano, ma non tanto a sentire il Sindaco Francesco Errico. Il quale richiama tutti quanti a essere “più sereni “ nei giudizi e a considerare i vari aspetti di un problema come questo. Tra cui, probabilmente, anche quello di mantenere il blocco degli happy hours  e di vedersi  poi sospendere l’ordinanza dai giudici amministrativi:  in attesa della sentenza di merito, il problema si sarebbe risolto da sé…

– I GESTORI DEI LIDI CI RIPENSANO Tutto sembra nato da una contestazione al vertice di Assobalneari che in Prefettura il 23 agosto – forse per evitare guai più seri ai propri iscritti come il ritiro delle concessioni e la chiusura delle attività per comportamenti fuori legge – si era impegnato per lo stop degli aperitivi molto alcolici (col sospetto non provato che siano stati serviti anche a minorenni) e delle feste danzanti tra sera e notte. “Così non va bene – devono aver detto al loro presidente Mauro Della Valle – praticamente è la nostra morte. Rinunciamo semmai alle feste ma non agli happy hours”. E Della Valle, “a mente fresca”, come ha dichiarato ai giornali lunedì scorso, ha dovuto prenderne atto escogitando questa nuova soluzione, alla fine di una riunione piuttosto animata all’hotel  Vittoria con i concessionari degli arenili.

– BAGNI E BASTA.  ANZI NO “Ci siamo accorti che gli umori e i colori delle spiagge in queste ore (senza happy hours, ndr) sono stati fortemente compromessi”, ha dichiarato il presidente Della Valle, accogliendo l’esigenza fattagli presente dai suoi associati di “cambiare rotta”. Lo stesso rappresentante dei gestori degli stabilimenti balneari aveva invece detto alla fine della riunione in Prefettura: “Una decisione doverosa (quella del  ritorno alle specifiche attività di balneazione,  ndr) perché gli imprenditori sono dalla parte dello Stato e delle Istituzioni”.

– IL PUGNO SUL TAVOLO C’è da dire però che la riunione a Lecce del 23 agosto, giudicata da più parti assai tardiva, aveva messo sul tavolo questioni molto spinose e delicatissime, soprattutto per i concessionari di lidi e i titolari di discoteche: immediati impegni erano stati chiesti dal Prefetto Giuliana Perrotta per “creare un argine ai fenomeni dell’uso di sostanze alcoliche nella fascia pomeridiana nel lidi balneari; alle condotte illecite nei locali di pubblico intrattenimento; alla violazione dei limiti di capienza propri delle strutture, alla degenerazione del divertimento in ano dei diritti di quiete e sicurezza”. E per far capire a tutti che non si stesse scherzando, il Prefetto aveva richiamato i casi dei lidi chiusi a Porto Cesareo e il rispetto dei minori come “valore non negoziabile” con chiaro riferimento al divieto di dare loro alcolici; inoltre aveva chiesto l’elenco dei “buttafuori” impiegati dai lidi nel servizio di sicurezza, sotto l’occhio vigile di Cataldo Motta, Procuratore antimafia.

– UNO DEI NODI Da Baia verde alla Conca d’oro (zona di Lido San Giovanni), in tanti si sono posti una domanda, da cittadini che ad una richiesta di aiuto, in casi davvero a rischio, si sono sentiti rispondere ai centralini di polizia carabinieri: “Non possiamo farci nulla, non ci sono uomini”. Abbandonati: si sono sentiti abbandonati in tanti in questo scorcio centrale di agosto. Gli stessi  gestori di lidi e locali pubblici si lamentano: “Il numero di carabinieri e poliziotti sul territorio è stato del tutto inadeguato rispetto alle esigenze che le presenze turistiche imponevano. Tale fenomeno non è stato certo nuovo; lo si era avuto anche nel 2011 e nel 2010”, credendo poco all’effetto sorpresa palesato da qualche parte. Pure il Comune ha fatto le sue pressioni, ma invano: è rimasto con i suoi vigili, sia pure quasi raddoppiati e pagati con i soldi delle multe. Così, la “capitale del turismo giovanile” è rimasta con gli stessi organici di forze di polizia che si registrano in città a gennaio. Anzi, solo sabato 24 si sono notate due auto dell’Anticrimine vicino al Commissariato, mentre l’anno scorso la squadra di poliziotti era giunta a Gallipoli a inizio estate.

– CONTROLLI PAROLA MAGICA Vada per l’ordinanza regionale che tiene aperti gli stabilimenti dalle 16 alle 20 per attività ricreative e ludiche. “Ma con moderazione” ribadisce il Sindaco Errico. Che vuol dire? Ci si fida dopo quello che sembra essere successo e che ha dato la stura a trasmissioni su Rai1 dal titolo “Che succede a Gallipoli?”? Risponde il capo dell’Amministrazione comunale, che comunque rivendica il fatto di aver risolto il problema dell’inquinamento acustico, rispetto all’anno passato: “Non dovendo più seguire le feste notturne, useremo quelle risorse per i controlli sugli alcolici, l’abusivismo e la capienza lecita nei singoli locali e stabilimenti”.

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