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Notizie su turismo e accoglienza turistica dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Nardò – “Visti i risultati, era doveroso venire incontro alla richiesta del’associazione che gestisce il museo, che attira tanti visitatori e suscita molto interesse tra i turisti”: questo il commento dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio che ha relazionato in Giunta circa l’esigenza di nuovi spazi avanzata da ultimo nel giugno scorso a firma del presidente dell’associazione Amici Museo di Porta falsa, Riccardo Quaranta. Alla base vi è un protocollo d’intesa dell’aprile 2015 per la gestione del giacimento culturale da parte del’associazione che lo ha creato e che ha donato di recente circa 500 altri attrezzi e oggetti che aspettano solo di essere messi in bella mostra (attualmente sono depositati nell’ex Istituto agrario cittadino). La soluzione è stata agevolata anche dal trasferimento di alcuni uffici comunali da Palazzo Personé al nuovo Palazzo di città, nell’ex tribunale di via Falcone e Borsellino. Il locale individuato – già Ufficio tributi – e che sarà passato alle cure dell’associazione si trova a pianoterra del Castello Acquaviva d’Aragona ed è facilmente collegabile con il Museo esistente. Nelle cinque sezioni in cui si articola il Museo contadino si stima siano passati nello scorso anno circa diecimila visitatori.

Gallipoli – “Anche d’inverno la stessa canzone… Abbiamo ascoltato le lamentele  di cittadini residenti in alcune zone della città che ci riferiscono di come sia difficile riposare a causa delle attività di bar e pizzerie che organizzano balli di gruppo e karaoke, tutto documentato da video, anche durante la stagione invernale, non tenendo conto dei divieti imposti per quanto riguarda il limite dei decibel ed orari”: lo scrive l’associazione “Gallipoli Attiva”, imputando lo stato di cose segnalato alla “negligenza del Comune nel vigilare sul comportamento degli avventori che sostano fuori dai locali (non sempre la responsabilità della rumorosità deriva infatti dai locali) anche fuori gli orari di chiusura”. Il sodalizio presieduto da Massimo Potenza, aggiunge anche una “sempre più tollerata occupazione del suolo pubblico, con pedane e gazebo permanenti anche durante il periodo invernale”. Dopo aver notato con soddisfazione l’iniziativa presa da quattro consiglieri di maggioranza (Tony Piteo, Sandro Quintana, Salvatore Guglielmetti, Cosimo Nazaro hanno invocato con urgenza soluzioni a problemi simili nel periodo estivo appena trascorso), Potenza  dichiara che intende ampliarla “sino a ricomprendere le criticità che si verificano nel periodo invernale in alcune zone della città, nella speranza che l’Amministrazione si attivi e ci eviti di reiterare (a cadenza annuale) questa richiesta, considerato che, da diversi anni, le problematiche irrisolte sono sempre le stesse”. “Gallipoli Attiva” annuncia infine la richiesta di un incontro col Sindaco Stefano Minerva.

Gallipoli – “Il Carnevale gallipolino 2018 non si farà più”: ad affermarlo è Stefano Coppola, presidente della “Fabbrica del Carnevale Gallipoli”, che solo pochi giorni fa aveva rivelato con entusiasmo a Piazzasalento le novità che avrebbero dovuto caratterizzare questa nuova edizione, in particolare lo svolgimento della sfilata dei carri e dei gruppi mascherati non più su corso Roma ma sul lungomare Galilei.

Dall’annuncio delle novità all’abbandono. Cos’é successo di tanto importante in questi giorni da far cambiare totalmente e rapidamente scenari e decisione? “ Mi sono reso conto che mancano i tempi utili per programmare quest’edizione – risponde Coppola – purtroppo ci siamo messi tutti in moto troppo tardi e poi ci siamo stancati di vivere sempre di risposte dell’ultimo momento (chiaro il riferimento ai tempi amministrativi e burocratici, ndr)”.

“Facciamo un accordo per almeno 5 anni”. Il problema, pare di capire, starebbe nella impossibilità di programmare con i dovuti margini temporali. “Avremmo bisogno – prosegue il presidente – di un protocollo d’intesa di almeno cinque  anni; di sicuro non possiamo più continuare così. Fino a pochi giorni fa credevamo di farcela, ma fisicamente ci siamo resi conto di non riuscirci in queste condizioni; tenendo anche presente che noi della Fabbrica lavoriamo mesi e mesi senza alcun rimborso: potremo, per esempio, trovare il modo di far lavorare un paio di persone per capannone per tre-quattro mesi l’anno con una retribuzione. Per fare questo avremmo bisogno però di aiuti concreti. Questi i motivi per cui quest’anno il Carnevale non si farà”.

Il Sindaco: “Deciso da tempo contributo extra e capannoni”.  A stretto giro arriva la risposta del Sindaco Stefano Minerva, piuttosto sorpreso e dispiaciuto: “Come forse non si era fatto mai in precedenza, abbiamo programmato l’evento Carnevale portando da 22mila a 30mila euro il contributo, soprattutto per incentivare la partecipazione dei gruppi mascherati. I capannoni sono già a loro disposizione: che cosa altro si vuole?”. Certezze economiche e certezze logistiche sarebbero quindi già acquisite. E per il trasferimento della kermesse storica sul lungomare? Niente da fare? “Non la escludiamo ma uno stravolgimento simile della storia del Carnevale non si può decidere in dieci giorni e sotto pressioni poco rispettose.  Anche perché – conclude Minerva – sempre con l’assessore Piccinno adesso siamo presi dall’organizzazione del Natale e delle feste di fine anno. Ogni cosa a suo tempo”.

Ugento – Quattro anni e mezzo di galera a Pasquale Preite, 64enne di Ugento, tre  anni a Ines Stamerra, 26 anni di Salve, e due anni a Giordana Dalila De Leone, 23 anni di Racale: è finito così il processo di primo grado a carico di questo gruppo che ha tentato con mezzi anche brutali di “convincere” il titolare di un lido di Torre San Giovanni, di pagare il “pizzo”, tentando di farsi consegnare l’incasso completo riveniente da ombrelloni e sdraio. La vicenda ha avuto inizio nella tarda primavera del 2015. le indagini sono subito scattate grazie alla denuncia dell’operatore turistico, titolare anche di un ristorante. I carabinieri di Ugento ed il pubblico ministero Stefania Mininni hanno condotto le indagini, raccogliendo elementi e testimonianze, comprese quelle dei familiari del malcapitato ma coraggioso imprenditore. Alle minacce, portate avanti in un episodio brandendo un’ascia e cercando di colpire la vittima designata, aveva partecipato con incitamenti e insulti la Stamerra; con la De Leone, aveva aggredito anche la moglie e il figlio del titolare dello stabilimento. Calci e pugni erano gli altri “mezzi” usati per convincere la preda a pagare (richieste frequenti di 500 euro a “visita”) per non avere guai maggiori. A fine luglio la decisione di non cedere. Dopo poco più di due anni la sentenza di colpevolezza del trio.

Località Sant’Isidoro di Nardò

Nardò – Non trova pace il nuovo assetto urbanistico della costa, disciplinato da ultimo dal Piano comunale delle coste varato pochi mesi fa. S’intrecciano casi precedenti ed attuali tra scelte dell’Amministrazione, aspiranti concessionari che litigano e giudici amministrativi di continuo chiamati in ballo. E’ di questi giorni la notizia che una società che aveva vinto la gara anche per comparazione con il concorrente, è stata esclusa proprio per l’intervento di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce cui si era rivolto il secondo classificato. La prima società, che peraltro non ha presentato istanza al Consiglio di Stato lasciando che la sentenza diventasse definitiva, è “La Nave”; la ricorrente è la “Oasi srl”. Il nodo del contendere una concessione di demanio marittimo a Sant’Isidoro, lotto 10, per realizzare uno stabilimento balneare. La revoca con determina è datata 15 novembre ed è a firma del dirigente comunale che segue queste materie. La sentenza del Tar non è stata appellata neanche dal Comune, pure chiamato in causa. I giudici hanno ritenuto errato tra l’altro che il Comune abbia preso in esame la domanda di concessione de “La Nave” del giugno 2015 per una parte del lotto indicato come ampliamento di una concessione già esistente del 2008, trascurando il fatto che l'”Oasi” ne aveva già prodotta una per l’intero lotto 10 nel febbraio dello stesso anno. Errata anche la decisione di mettere in comparazione le due domande aventi oggetti diversi (una ampliamento, l’altra nuova concessione).

Intanto ecco un altro ricorso. I giudici del Tar sono stati intanto richiamati in causa da un altro esposto firmato da una decina di residenti nel tratto che va dalle Quattro colonne di S. Maria al Bagno a Santa Caterina. Motivo: pur contando una trentina di km di litorale, in appena due km sono stati concentrati – dal pino coste citato . ben 16 lidi, con assai probabile aumento dei  problemi di traffico e di quiete. In questo caso è l’intero Piano ad essere impugnato. I ricorrenti infatti “data la particolare rilevanza della costa e dei siti interessati” ritengono, col loro legale avv. Daniele Montinaro, che lo strumento di programmazione urbanistica andava sottoposta a Vas, Valutazione ambientale strategica. Il riferimento è alla Palude del Capitano, Portoselvaggio, Torre Uluzzo, Grotte di capelvenere.

 

SANNICOLA – Gita al castello a Polignano a Mare e al castello di Conversano, per la mostra del pittore e fotografo dadaista americano Man Ray, con l’associazione Ionia di Sannicola presieduta da Marilena De Stasio (iscrizioni al numero 347/8552157). La partenza alle 7.30 di domenica 19 novembre davanti a Villa Excelsa; per le 9.30 è previsto l’arrivo a Conversano e la visita alla mostra; per le 11.30 si partirà verso Polignano dove, nel pomeriggio, si visiteranno il centro storico, le terrazze panoramiche, la lama monachile e la statua di Domenico Modugno. Rientro a Sannicola in serata.

Gallipoli – Dietro a tanti appuntamenti che danno lustro alla città ci sono inevitabilmente ansie e contrattempi, che magari sfuggono ai più: così, visto da dietro le quinte, è l’atmosfera anche per l’evento clou di fine anno, il tradizionale “sparo del Pupo”.

“Basta navigare a vista, bisogna programmare”. Ce la stanno mettendo tutta i ragazzi dei “Cantieri di Capodanno” perché anche il 2017 (come da qualche tempo in qua sta accadendo grazie a loro) si chiuda nel migliore dei modi, consegnando così al nuovo anno una tradizione tutta gallipolina. Loro però, quelli dei “Cantieri”, non vorrebbero più come accaduto finora, “navigare a vista e col fiato sul collo”. Reclamano una necessaria e chiara programmazione concordata col Comune per la notte di S. Silvestro e l’1 di gennaio, quest’ultima data voluta proprio dal Comune.

Un evento unico con venti gruppi già al lavoro. Sono un fiume in piena Giuseppe Chetta (conosciuto con lo pseudonimo di Peppe Art) e Gianfranco Scialpi, rispettivamente presidente e vice dell’associazione che ha tra l’altro il merito di aver messo insieme una ventina di gruppi sparsi nei vari quartieri (salvo qualche eccezione). “Un evento unico nel suo genere: non ve ne sono altri al mondo di spettacoli simili” dicono Chetta e Scialpi. E’ questa la ragione per cui, già da febbraio hanno scritto al Sindaco Stefano Minerva sollecitando la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che coinvolga Comune e Regione Puglia che però non si è concretizzato. “Di recente ci siamo incontrati con Minerva e l’assessore regionale Loredana Capone che si sono dimostrati disponibili – dicono – ma sino ad ora abbiamo visto niente e manca  poco al 31 dicembre”. Il riferimento è alla “riunione strategica per la prossima stagione” tenutasi in Comune a fine ottobre. In quella sede si è capito che l’iniziativa dei Cantieri avrebbe potuto essere confezionata in un progetto da presentare per il bando “InPuglia365” rivolto proprio a quanti con le loro manifestazioni attraggono turisti e vacanzieri nella “bassa stagione”.

“Collaboriamo col Comune, ma urgono risposte”. Sia chiaro che noi siamo per la collaborazione e non intendiamo attaccare nessuno del Comune”. Nella richiesta protocollata a  febbraio si evidenziava anche la necessità di locali dove poter lavorare ed anche di un congruo contributo economico. “Alcuni nostri associati ci chiedono insistentemente locali dove poter lavorare, e noi (il loro quartiere è quello di via Agrigento, ndr) abbiamo gli stessi loro problemi; ci stringiamo nelle spalle, non sapendo che risposte dare.

Emergenza locali: l’ipotesi dei garage dell’ex caserma dei carabinieri. Si parla di locali Proprio l’altro giorno ci è stato detto che, forse, ci avrebbero dato qualche garage dell’ex caserma dei Carabinieri, ma occorre fare in fretta”. Al recente bando dell’assessore al Turismo Emanuele Piccinno che invitava a presentare progetti per l’imminente periodo natalizio, l’associazione di Chetta e Scialpi ha replicato con una nota protocollata il 14 ottobre in cui si reiterano le richieste di febbraio con allegata una bozza di programma, che prevede oltre allo sparo del pupo a mezzanotte, anche mostre, concerti e spettacoli,  dal 27 dicembre a tutto l’1 gennaio, che chiuderebbe le manifestazioni con un gran concerto di Capodanno, l’incendio di un Gigante in cartapesta e i fuochi d’artificio.

NOCIGLIA – Ha ripreso la sua marcia il “Freebike Tour del Salento”, la serie di escursioni promosse per promuovere la passione della bici, il territorio e soprattutto per sostenere l’attività della Lega italiana tumori (Lilt). Il 19 novembre la prossima tappa a Matino, cui seguirà Casarano (il 3 dicembre) e Monteroni (il 10) prima delle uscite programmate nel 2018 (Copertino, Leverano, Sannicola, Brindisi e Campi Salentina). Intanto si sono già svolte le tappe di Uggiano la Chiesa (il 29 ottobre) e di Nociglia (il 5 novembre). In quest’ultima uscita i ciclisti che hanno preso parte a “Pedalando, “padulando” da Nociglia a Specchia”, promossa dall’Asd Cicloclub Nociglia con il social group Mtb Matino, sono stati circa 150. L’escursione, favorita dal bel tempo, è partita da piazza Aldo Moro a Nociglia ed ha attraversato i territori di San Cassiano, Supersano, Surano, Montesano, Miggiano e Specchia. La comitiva ha pedalato in lungo e in largo nel Parco dei Paduli visitando la chiesetta di Sant’Eufemia ed ha scattato la consueta foto di gruppo presso la chiesa di Santa Caterina annessa al convento dei Francescani Neri. Poi, dopo la visita al frantoio ipogeo “Scupola” di Specchia, il rientro al Palazzo Baronale di Nociglia per il buffet finale.

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

Gallipoli – “Ho fatto l ‘amore con uno di loro, per mia volontà. Poi gli altri ragazzi mi hanno palpeggiata e infine buttata fuori di casa”: questo era stato il senso della denuncia ai vigili urbani e ai carabinieri fatta nella notte tra il 17 e il 18 agosto scorso da una 19enne di Bergamo. Come “violenti” erano additati sette suoi coetanei di Torino e dintorni. Un riscontro presso il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” aveva dato esito negativo. L’inchiesta era stata aperta dalla Procura della Repubblica di Lecce mentre sui meda sbancava il “nuovo caso a Gallipoli” (“nuovo” forse perché si faceva riferimento ad una “caso di stupro della precedente stagione, rivelatosi del tutto inesistente) ed ora sono giunte le conclusioni: nessun reato è stato riscontrato, neanche quello dei palpeggiamenti che integra quello ben più grave di violenza sessuale. Quanto accaduto in via Rosmini, zona Lido San Giovanni, era stata appena una scaramuccia e niente più. Anche la presunta vittima ha ridimensianto il tutto, ritirando la denuncia a carico dei sette giovani.

TUGLIE – Da Lecce a Tuglie per assaporare il vino novello. “Il treno dell’antico San Martino” è l’iniziativa (gratuita) proposta sabato 11 novembre nell’ambito del progetto regionale “InPuglia365” insieme a “Rotaie di Puglia”. La prenotazione è obbligatoria al numero 347/1225188 oppure con la mail rotaiedipuglia@gmail.com. Alle 15.10 la partenza dalla stazione di Lecce con il treno delle ferrovie del Sud- Est con arrivo alla fermata del Museo della Civiltà contadina di Tuglie alle 16.30. Seguirà la visita al museo, la dimostrazione dell’antico modo di produrre il vino nel Salento e la degustazione del novello insieme ad alcune pietanze tipiche. Alle 18.40 la ripartenza verso Lecce con arrivo previsto per le 20.

Torre San Giovani (Ugento) – Nel Villaggio per antonomasia, almeno nel Capo del Sud Salento, stanno per salutare gli ultimi ospiti di un’altra stagione da incorniciare: “Una stagione ottima, a conferma di quella dell’anno scorso”. Prima doverosa sottolineatura: qui la stagione è iniziata il 29 aprile (la prossima il 23 aprile) e si chiude il 28 ottobre. Seconda sottolineatura: la struttura nel 2016 ha funzionato col 94% di posti occupati; quest’anno si è rimasti a quel livello anche se si sono aggiunte 67 camere in più dopo la realizzazione di un progetto di ampliamento. Lievitate anche le presenze, di conseguenza, da 162mila a 180.443. ad affollare il “Robinson club Apulia” sono per il 60% stranieri provenienti da diverse parti dell’Europa (si sente parlare soprattutto la lingua tedesca); italiani per la restante parte. “Quest’anno abbiamo avuto anche ucraini”, annota il direttore storico del club, Mario Mauro (foto), di Minervino di Lecce, al posto di comando da 24 anni. Ha gestito per 189 giorni un battaglione di 410 persone, la grandissima parte delle quali ha lavorato per sei mesi di fila.

Dalle villette del resort si raggiunge il litorale ugentino attraversando una pineta; ci sono programmi per bambini (è il loro regno” promette una pubblicità della catena “Nicolaus club” di cui fa parte il “Robinson”), per ragazzi, per intere famiglie. Ed escursioni tutto intorno per lo più in bici. E poi centro benessere, comfort vari e servizi di livello, insomma è al turismo di un target medio-alto che si rivolge la struttura perché, evidentemente, la scelta fatta 32 anni fa, paga: “Sì, puntare all’eccellenza paga; puntare all’accoglienza paga – sottolinea il dottor Mauro – ed è su quello che dovremmo insistere dappertutto. Quando facciamo riunioni con la Regione, sento miei colleghi albergatori lamentarsi dei b&b, perché tolgono clientela. Fatta salva la sacrosanta lotta a chi agisce in nero, chiediamoci piuttosto perché attirano clienti ed operiamo di conseguenza, migliorando la nostra offerta”. A questo appunto, dettato anche dalla lunga esperienza. il direttore del Villaggio ne aggiunge un altro, stimolato dalla vecchia querelle su questi centri vacanze “chiusi” al mondo: “Non è vero: i nostri ospiti – risponde – vanno in giro dappertutto, vogliono conoscere il territorio da Gallipoli a Otranto, ad Alberobello ma se restano in zona di questi tempi trovano dappertutto chiuso; è desolante vedere 200 metri di spiaggia animata e kilometri e kilometri di deserto. Bisognerebbe chiedere agli operatori turistici di restare attivi almeno per sei mesi l’anno. Attività in perdita? Sono sicuro che in breve ci sarebbe un sistema funzionante per una stagione di norma ben più lunga dell’attuale”.  Trasporti permettendo, ovviamente: “Questi numeri hanno del miracoloso anche per questo – conclude il dottor Mauro – quante difficoltà per arrivare fin qui, con compagnie aeree che cancellano voli, con altre che fanno scalo solo a Bari”. Per fortuna, arrivati sul posto, si dimenticano di tutto. E ritornano.

Gallipoli – C’è un altro tipo di turismo a Gallipoli che sta prendendo sempre più piede da circa sei anni: si tratta dello “slow tourism”, un tipo di vacanza più lenta e responsabile, a contatto con la natura, che invita i turisti a scoprire i luoghi rispettandoli.  Sono vacanze particolari che vanno da aprile fino a giugno, si ferma nei mesi di luglio e agosto – perché troppo caldi e affollati – e riprende nei mesi di settembre e ottobre, mesi meno affollati e meno afosi. I turisti che preferiscono questo tipo di vacanza si spostano per il Salento in bicicletta, armati solo d uno zainetto, una cartina geografica e una macchina fotografica. Questi soggiorni organizzati dai tour operators, durano circa una settimana, indimenticabile per lo stretto contatto con la natura ed è la preferita dei turisti per lo più stranieri, in aumento di anno in anno; sono tutti sopra i 50 anni, provengono soprattutto da Svizzera, Norvegia e Paesi bassi, Regno Unito e Francia; arrivano a Bari, da lì a Lecce e quindi iniziano a visitare il Salento solo con le due ruote. Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto, Lecce le tappe più visitate in assoluto. La vacanza media di questo tipo di turista consiste in lunghe pedalate e brevi fermate nelle spiagge libere la mattina, mentre pomeriggio e sera sono dedicati alle passeggiate a piedi per i centri storici e per i ristoranti a caccia di piatti tipici. “Stiamo tornando ora da Santa Maria di Leuca – affermano i coniugi Gautschi di Zurigo – ora andremo a visitare la spiaggetta della Purità, di cui ci hanno parlato tanto.  In questi giorni visiteremo chiese e centro storico e vogliamo andare a cena nei ristoranti per assaggiare i piatti locali a base di pesce”.

Anche un gruppo di turisti di Manchester, appena arrivati in città, non vedono l’ora di conoscere questi posti che hanno tanto sentito nominare; vogliono visitare assolutamente anche Matera e Ostuni prima della partenza, come anche un piccolo gruppo proveniente da San Francisco. Infine, una coppia della Norvegia ormai in partenza si dimostra soddisfatta dei luoghi visitati e della temperatura mite pur essendo autunno inoltrato, che permette ancora i bagni in mare, a differenza del loro Paese dove sembra già inverno. “Gallipoli e il Salento in generale, soprattutto lungo le coste, hanno delle condizioni strutturali che facilitano i turisti a visitare il territorio e conoscere le sue peculiarità – afferma Vito Ria, atleta, ciclista, insegnante di educazione fisica e direttore dell’hotel “33 Baroni”, una delle strutture cittadine che ospitano questi “turisti lenti” in questa stagione – mi riferisco al fatto che le coste sono piuttosto pianeggianti ed offrono continuamente scenari cangianti dall’alba al tramonto. La mia proposta per la città è di puntare proprio su questo slow tourism, sia per la qualità sia per i periodi che vengono richiesti che escludono luglio agosto, evitando così il ritmo commerciale dei mesi estivi. Il turismo lento per il nostro Salento è quello che va per la maggiore, perché i ritmi lenti permettono di metabolizzare meglio le risorse del territorio, senza contare che quel ritmo genera una condizione fisica di benessere e di ottimismo. A Gallipoli ad esempio – continua Ria – basterebbero poche accortezze per ospitare e richiamare ancora di più questo tipo di turismo, come una pista ciclabile, maggiore segnaletica, alcuni portabici per il parcheggio delle biciclette ecc. Con poche attenzioni la città potrebbe venire anche incontro alle esigenze di questo tipo di turismo”.

Nardò – I francesi sopra a tutti (nel 36% di presenze straniere) ma già ad aprile e maggio arrivi importanti tanto da fare di quella appena trascorsa una stagione positiva. Quanto, bisognerà attendere i dati ufficiali. Primi bilanci e analisi intanto dallo Iat (Informazioni e accoglienza turistica) di Nardò, che nei giorni scorsi ha stilato e consegnato all’Amministrazione e all’Agenzia regionale “Puglia Promozione” l’annuale report sui visitatori della città che chiedono informazioni  presso il punto di piazza Salandra. “Abbiamo sottoposto ai visitatori circa 20mila questionari – spiega Antonio Micali, responsabile della “Turismo d’Autore” che gestisce il servizio – in cui venivano chieste ai turisti che accettavano di compilarlo informazioni come il luogo in cui alloggiavano, il motivo della scelta di Nardò, il livello d’apprezzamento sulla ristorazione, sulle strutture, sugli eventi programmati nel territorio durante il loro periodo di permanenza”.

Dati in crescita ma ancora parziali. Dati del tutto parziali, come tiene a precisare Micali, in quanto il report non è “esaustivo delle dinamiche turistiche: non è detto che tutti quelli che sono passati da qui, ad esempio, abbiano dormito e mangiato qui – precisa – ma abbiamo registrato un incremento che è grossomodo del 35 per cento: questi dati andranno poi incrociati con quelli degli aeroporti e di “Puglia Promozione” che conosce i flussi nelle strutture ricettive, nei b&b, nelle case vacanza. Abbiamo notato comunque anche una buona tenuta della ristorazione, e una crescita qualitativa dei bed and breakfast, che ora sono ben strutturati e al riparo dalle lamentele che negli anni scorsi registravamo”.
Rilevazioni dall’1 gennaio al 10 ottobre. Le rilevazioni sono avvenute su un periodo che va dal primo gennaio di quest’anno al 10 ottobre, e tanti sono i fenomeni che si osservano su una scala così ampia: “Il 40% dei 20mila intervistati sono francesi: questo – afferma Micali – fa capire quanto sia importante avere un volo diretto internazionale, in questo caso da Parigi, della Ryan Air, che ha una ricaduta sul territorio tangibile. Gli italiani provenienti in gran parte da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto, accorrono soprattutto tra luglio e agosto – rivela – ma quest’anno abbiamo già avuto numeri importanti tra aprile e maggio: il calendario di quei due mesi era pieno di ponti festivi, compreso quello di Pasqua, dei quali molti visitatori hanno approfittato”.

Tappa obbligata dei gruppi. Stando al responsabile dello Iat, un termometro del fenomeno è dato dal flusso dei gruppi, che sembrano seguire alcune tappe ben precise in quest’area: “Noi non abbiamo strutture che riescano ad ospitare i grandi gruppi organizzati, quindi quando questi visitano la città è perché da Lecce si riversano sul territorio: in questa dinamica Nardò risulta una meta spontanea – analizza – su un percorso che trova anche i comuni di Galatone, Galatina, Gallipoli. Se sono ancora più organizzati, poi, si spostano fino a Santa Maria di Leuca”.

Il 68% delle presenze alloggia a Gallipoli, Porto Cesareo e altrove. Tra le indicazioni su cui riflettere ecco quello delle capacità ricettive della città e delle sue marine: solo il 32% delle presenze censite dallo Iat alloggiano in strutture ricettive del luogo; il resto si “accasa” a GallipoliPorto Cesareo e piccoli centri dell’immediato entroterra. In un commento molto soddisfatto e “di svolta” del Sindaco Giuseppe Mellone, vi è un riferimento specifico a quest’ultima situazione: “Il cruccio è la mancanza delle grandi e medie strutture ricettive, che ritengo essenziali a condizione che siano insediamenti rispettosi del contesto e adeguati agli standard della nostra città”. “La crescita è stata favorita dalle nostre scelte – dice l’assessore al Turismo Giulia Puglia –  ma non è il caso di sedersi sugli allori, occorre lavorare ancora sulle cose che non vanno”.

ALEZIO. Ha entusiasmato i suoi ospiti provenienti da tutta Italia il racconto gastronomico e culturale promosso dalla Confraternita del Pampascione salentino, scelto dalla “Federazione italiana circoli enogastronomici” per il suo 36° raduno. All’iniziativa (dal 2 all’8 ottobre) hanno attivamente preso parte 25 confraternite  per un totale di 170 presenze, a cui si somma il movimento di appassionati ed esperti del settore enogastronomico. Un successo annunciato dal ricco programma, a partire dalle giornate preliminari di carattere turistico, fino agli appuntamenti dedicati a olio, vino e altri prodotti del territorio, come lezioni conoscitive e laboratori realizzati in collaborazione con varie associazioni di categoria (Aprol, Coldiretti, Ais). Accompagnati da paludamenti e stendardi, le confraternite, dopo aver sfilato sul ponte seicentesco di Gallipoli, hanno dato il via all’evento con un momento istituzionale all’interno della sala ennagonale del Castello angioino, dove gli ospiti hanno ricevuto i saluti del presidente della Provincia Antonio Gabellone e dall’assessore regionale  Loredana Capone. Assenti, invece, il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva e i suoi rappresentanti. Entusiastica la risposta dei partecipanti: «A premiarci è stato lo spirito conviviale dell’iniziativa, la scelta dei luoghi e i menù selezionati. Riteniamo – afferma il priore Vinicio Malorgio – di aver centrato l’obiettivo di far conoscere il territorio raccontando le sue tipicità, con un’appendice relativa alle tradizioni di Acaya e Galugnano, che venerano la “Madonna de li pampasciuni”, tradizione che rivive nell’attività della nostra confraternita». Ciliegina sulla torta per la nomina a socio onorario di Renzo Arbore, il quale ha salutato i suoi nuovi confratelli con un video.

«Non potevamo aspettarci di meglio dal raduno in terra salentina: location bellissime, tanta cultura, menù ricercati e mai ripetitivi. Ma ciò che ci ha colpito maggiormente è stata l’accoglienza strepitosa. Ringrazio a nome di tutti gli ospiti la Confraternita del pampascione nelle persone del priore Vinicio Malorgio, Fredy Pedaci, Roberta Casto, Giuseppe Abbatepaolo e tutti i confratelli, per averci fatto sentire davvero a casa», afferma il presidente “Fice” Marco Porzio, della Confraternita del Gorgonzola di Cameri (Novara). A conclusione del tour culturale-enogastronomico, tappa ad Alezio, con messa e foto di rito sotto il “cappallone” della Lizza: gli ospiti sono stati accolti dal sindaco Vincenzo Romano e dall’assessore alla Cultura Walter De Santis, il quale ha coordinato le visite guidate nel santuario, accanto a quelle nel museo messapico (a cura di Akra Iapygia) e nelle catacombe (con Valerio Giorgino). Il prossimo anno l’organizzazione del raduno passerà nelle mani della Confraternita del Tortél Dóls a Colorno, in provincia di Parma, poi toccherà a Moncalieri e Modena.

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GALLIPOLI. La promozione della Puglia e del Salento, in particolare, lontana dalle derive del “turismo industriale” e, magari, opportunità di lavoro per i giovani del territorio. Questi gli obiettivi dell’associazione “Venere Jonica” che si è presentata nei giorni scorsi  presso il Grand’Hotel Tiziano di Lecce affrontando il tema “Salento,Venere d’eccellenza tra cultura, territorio e gusto”. «Scopo dell’associazione – afferma il presidente Giuseppe Orazio Di Cagno – è il sostegno e la salvaguardia dei beni artistici ed architettonici della nostra regione. Per attuare tale ambizioso progetto, abbiamo intenzione di finanziare, con svariate iniziative quali visite guidate e raccolta fondi, la manutenzione di alcune antiche residenze nobiliari, di ville mediterranee fortificate e di chiese in stato di abbandono e di degrado che necessitano di particolare cura». Altro obiettivo quello della “promozione dei prodotti tipici” attraverso un calendario di eventi (sfilate di moda, corsi di cucina e convegni) da programmare.

Alla conferenza stampa di presentazione, con il presidente Di Cagno, erano presenti anche Deborah Fedele (di Tuglie) quale vice-presidente e Serena Vitali  (di Casarano) segretario generale. Tra  gli interventi, moderati da Mariangela Petruzzelli (ideatrice del premio e del format “Miss Chef”), quelli di Rosanna Calcagnile, direttrice dell’Accademia di moda “Calcagnile academy” e del consigliere regionale Cristian Casili. Hanno preso parte all’iniziativa anche diversi imprenditori baresi (Confimprenditori di Bari rappresentati da Michele Desario), esponenti di sodalizi filantropici (Maria Ciccarese, presidente del Cif di Copertino) e giornalisti (Bruno Conte).

Centro storico di Gallipoli

GALLIPOLI. Gallipoli è fra le cinque località più economiche per farvi le vacanze in luglio e in agosto: è quanto emerge da uno studio in cui sono state esaminate circa 500mila richieste di prenotazione di alloggi per vacanze. Il costo notte nella città jonica è stato di 70 euro, contro gli 80 dell’Isola d’Elba e 82 del Lago di Garda. Più “risparmiose” di Gallipoli definita “capitale del divertimento e della vita notturna”, risultano secondo questo campione Trapani (57) e Riccione (49).

L’indagine è stata condotta dall’agenzia di comparazione di affitti di alloggi per vacanze “Likibu” ed è vasata sulle prenotazioni di italiani ed europei. Il budget per una settimana almeno è stato di 1.078 euro, che scende per gli italiani 943 euro e sale per francesi (1.107), inglesi (1.190) e tedeschi (1.227 euro). Novantadue giorni è il tempo di prenotazione medio; 81 per gli italiani. Destinazioni preferite? L’Italia per il 32% degli italiani, ma la meta preferita dei turisti dell’Ue è invece la Spagna (27%), secondo anche tra le mete degli italiani. Per i prezzi più convenienti comunque l’Italia non la batte nessuno sempre in tema di costo di un tetto per la vacanza. Infine il soggiorno medio degli italiani è di nove notti.

GALLIPOLI. E’ dedicato ai sapori pugliesi l’appuntamento di domenica 24 con l’iniziativa “99 Borghi – #raccontodiPuglia” promossa da Confcommercio Puglia in collaborazione con Confguide Puglia, Regione Puglia e Pugliapromozione. E tra i 99 borghi protagonisti domenica brilleranno anche Gallipoli, Ugento, Tricase, Supersano, Galatina e – naturalmente – Lecce. Il progetto, giunto alla quarta edizione, ha lo scopo di far riscoprire i borghi di Puglia spesso turisticamente dimenticati ma ricchi di storie e tradizioni, grazie alle guide turistiche abilitate dalla Regione Puglia, organizzate da Confguide – Confcommercio, le quali saranno ambasciatori del territorio, dello stile di vita e dell’immagine turistica del territorio e della comunità. Nelle sue tre edizioni ha coinvolto nel tempo più di 90 comuni della Puglia, con un riscontro di pubblico notevole: più di 5mila prenotazioni online per le visite guidate e quasi 13mila partecipanti in tutto.

La partecipazione all’evento è gratuita e le visite guidate si svolgeranno durante la mattina con inizio alle ore 10. A Gallipoli il punto di ritrovo sarà il piazza Aldo Moro, con visita a: Santuario del Canneto, chiesa di Santa Cristina e Fontana Antica; Cattedrale dedicata a Sant’Agata tra barocco e carparo. Sosta in piazza per scoprire la lavorazione del giunco, arte antica di intreccio per realizzare le nasse, attrezzi da pesca. La visita alla Chiesa della Madonna della Purità permetterà ai fruitori di conoscere le confraternite e i riti della Settimana Santa. Gli appuntamenti negli altri borghi da visitare: Galatina (punto di ritrovo corso Porta Luce, 1);  Supersano (punto di ritrovo piazza Quattro Fontane); Lecce (punto di ritrovo Porta Napoli – piazzetta Angelo Rizzo); Tricase (punto di ritrovo piazza Giuseppe Pisanelli); Ugento: (punto di ritrovo piazza Colosso n. 10).

È possibile seguire l’iniziativa sui social tramite la pagina Facebook e il profilo Instagram “99 borghi”. Per informazioni: www.99borghi.it

LEUCA. Trasformare i classici itinerari turistici in viaggi narrativo-esperienziali è l’obiettivo del progetto “Dal racconto la bellezza”, che sarà presentato domenica 27 agosto (ore 17) presso la sala riunioni della Basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, a Leuca. Diretto dall’associazione Liquilab e sviluppato da uno staff composto da Ornella Ricchiuto, Ippolito Chiarello, Eugenio Imbriani e Giuseppe Ricchiuto, il progetto prevede l’individuazione di nuove terminologie e narrazioni per il racconto corale dei luoghi del Salento, attingendo all’antropologia, all’arte e a tutto quel patrimonio immateriale fatto di credenze popolari, leggende e folclore.

Durante l’incontro di domenica 27 agosto, dopo i saluti istituzionali da parte dell’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo, il tavolo di discussione sarà aperto al focus group “Dal progetto alla visione”, cui prenderanno parte gli stakeholder dello sviluppo locale, con Giuseppe Ricchiuto di Liquilab e Daniela Talà (Sannicola) di Artis Puglia Sviluppo nel ruolo di facilitatori.

Alle 19 si prosegue al faro di Leuca, dove attori, musicisti, performer, danzatori e cantanti della “Compagnia Liquilab” metteranno in scena il percorso narrativo “Sul calar del tramonto Melisso e Arìstula, turbine d’amor e castigo. La leggenda di Leucàsia”, per la regia di Ippolito Chiarello. Gianluca Preite (accompagnato da Giorgia Santoro e Manuela Rorro) racconterà i luoghi con la voce narrante dell’Ulivo, simbolo del Salento e testimone dello scorrere del tempo. A viaggiatori e partecipanti il compito di farsi esploratori, cercando nell’esperienza del viaggio le proprie radici, per connetterle all’anima profonda del territorio che si sta visitando. Ingresso gratuito. Info al 348 3467609.

Gallipoli – Botta e risposta tra l’Associazione commercianti e imprenditori e l’Amministrazione comunale. Tema: le prime valutazioni della stagione in corso, i nodi da sciogliere, le cose che sono cambiate. Venerdì scorso il presidente dell’associazione, Matteo Spada, con una nota ha toccato tre punti critici, partendo dalla premessa del calo registrato da più parti, ben maggiore – si afferma – del 10% in meno diffuso dalla sezione Turismo di Confindustria della provincia di Lecce: Noi abbiamo registrato un calo del 15-20%, con punte del 30”, sostiene Spada, per il quale ci sarebbe stata “impreparazione nell’affrontare la stagione estiva rispetto all’anno scorso”. Il “modello Gallipoli”, discusso nel bene e nel male, “non dà i frutti sperati” e quindi andrebbe rivisto da subito in chiave 2018. “Ciò che andrebbe da subito scongiurato è l’innesco di una spirale negativa che potrebbe mettere in evidenza il lassismo”, produttore di problematiche ricorrenti e scoraggianti per gli investimenti. L’associazione inserisce tra le principali criticità la litoranea per questioni di sicurezza e di decoro. Infine, viene lamentata la carenza di eventi promossi dall’Amministrazione comunale: “Come mai non si trovano le ricorse economiche necessarie per finanziare manifestazioni pubbliche? Come mai la capofila dell’industria turistica del Salento non può permettersi di ospitare eventi, a differenza di altri centri anche più piccoli?”.

La replica è a firma di Emanuele Piccinno, assessore delegato per questo settore. “Quello segnalato dall’associazione è un calo che ha colpito la città,  ma calo di cosa? Flussi turistici? Vendite dei locali commerciali? Affluenza? Parlare di calo generico appare troppo irrisorio;  generalizzare, in questo caso, si traduce in banalizzare un processo che  richiede molta più attenzione e analisi”, attacca Piccinno. Il ‘Modello Gallipoli’ “per qualcuno in crisi, può vantare tante  piccole conquiste e chi ha buona memoria e conosce la macchina  amministrativa sa quanto il meccanismo sia migliorato”, Dopo aver invitato il sodalizio di Spada a guardare oltre “il proprio orticello”, Piccinno ribatte punto per punto, non senza aver rimproverato i “cacciatori di like su Facebook” ricorrendo a video foto e commenti che arrecano “danni soprattutto a sé stessi”. Dunque, la litoranea sud: “Semplicemente posticipati di un mese, i lavori continueranno il primo di ottobre al fine di garantire maggiore  sicurezza e decoro”. Gli eventi “mancati”; “Gli eventi nel periodo estivo non sembrano mancare, le  risorse sono state spalmate su una serie di proposte in tutto l’arco  dell’anno come il concerto della Notte della Taranta che si può  sicuramente annoverare tra le manifestazioni locali e tradizionali più  importanti e che cerchiamo di confermare per il prossimo anno per destagionalizzare l’offerta. I soldi  spesi sono tangibili nel Gallipoli in Poesia, nel Salento Book Fest, nel  Premio Barocco, negli eventi in collaborazione con la Pro Loco e in  tanti altri eventi. Mi chiedo – conclude Piccinno – è meglio concentrare tutto in estate e non  spalmare le presenze? Come mai tutti i trends registrano un aumento delle  presenze a maggio e giugno e i vostri dati sono in calo? Da aprile fino  a luglio vi è stato un plus accertato sulle presenze che sicuramente non  vi è stato negli anni passati”.

 

GALLIPOLI. Su 27 appartamenti preventivamente individuati ed oggi ispezionati, ben 24 sono risultati superaffollati e quindi sanzionabili in base all’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva del 12 luglio scorso. Sono i risultati dell’ultima operazione della Guardia di finanza, Compagnia di Gallipoli, nelle zone di Baia verde e Torre San Giovanni della pedata. In 24 abitazione sono state contate 181 persone ospitate, di cui 15 minorenni. Per ogni persona in più rispetto ai parametri in vigore, il proprietario dell’appartamento deve pagare 350 euro, previsto inoltre lo sgombero anche coattivo.

Si rileva che l’anno scorso i controlli di questo tipi nelle zone già note per l’alto numero di alloggi abitati solo durante la stagione estiva, furono soltanto tre. Quest’anno il numero sarà sicuramente superato poichè si prevedono altre verifiche a tappeto.

Dall’inizio dell’estate le Fiamme gialle fanno sapere di aver  ispezionato 84 appartamenti con 496 persone alloggiate; contate 66 violazioni per 177 persone in più e per un totale di 62mila euro di multe. Si tratta, si fa notare inoltre, di un fenomeno “comune a tutte le città a vocazione marcatamente turistica” che inquina pesantemente, tra le altre cose, il mercato legale delle affittanze di alloggi.

GALLIPOLI. L’ondata ferragostana non c’è stata. Il sabato prima del fatidico 15 agosto, di solito c’era il caos in via Taviano e nell’area adiacente il cimitero del Terminal del bus in arrivo dal Nord, dal Centro e anche dal Sud Italia. Oggi no, oggi è sembrato un giorno estivo qualsiasi, a detta di tutti: autisti del servizio navette, addetti dei vicini bar e conducenti di pullman, abituati a vedere ben altri scenari qui a Gallipoli. Di ragazzi ce n’è tanti, in partenza e in arrivo, e ad ascoltarli un primo campanello che segnala cambiamenti in arrivo lo si percepisce. “Questo è il terzo anno consecutivo che vengo a Gallipoli – afferma Nicola, un ragazzo di Napoli mentre preleva il suo trolley dalla navetta per andare verso il  pullman che lo porterà a casa – e devo dire che ci siamo abbastanza divertiti. Ogni giorno siamo andati in spiaggia al Samsara e la sera insieme ai miei amici abbiamo fatto il giro di tutte le discoteche. Però questo è l’ultimo anno che verrò qui, alla fine ci sono sempre le stesse cose già viste, ora vogliamo  qualche cosa di nuovo. Il prossimo anno sicuramente troveremo un’altra meta. Chissà, magari torneremo tra qualche anno per vedere se ci sono novità”.

Accanto a lui altri ragazzi sono pronti a ripartire. “Noi abbiamo preferito venire a fare una vacanza i primi giorni di agosto perché volevamo vedere il concerto di J-Ax e Fedez al Parco Gondar – afferma Marco, circondato da alcuni amici tutti di Cassino – e adesso stiamo ripartendo, perché abbiamo saputo che a Ferragosto qui a Gallipoli c’è troppo caos. Abbiamo anche fatto il giro di tutte le discoteche e siamo andati anche ad una serata dello Zen a ballare in spiaggia; adesso si va contenti. Tanto abbiamo visto tutto, non c’era più niente di interessante da vedere. Noi siamo venuti solo per i locali”.

Partiti i primi pullman, ecco arrivare gli altri ragazzi, questa volta da Torino, eccitati ed emozionati di vivere una vacanza in quella città così famosa e “piena di vita giorno e notte”; ne hanno sentito parlare tanto dagli amici (che ci sono già stati) e di cui hanno letto tanto su internet. “Abbiamo saputo che questa è la nuova Ibiza, non potevamo mancare – dice Sonia – qui si dice che il divertimento è assicurato a tutte le ore. Siamo venuti per andare in discoteca e ai concerti, per ballare e non pensare a niente”.  Accanto a lei, una sua amica afferma di essere venuta anche per rilassarsi e godersi il mare; ma appena gli amici la sentono dire questo, ribattono scherzando che di sicuro se ne andrà più stanca di quando è arrivata. Perché a Gallipoli “non c’è tempo per dormire”.

MANCAVERSA. Mancaversa apre al turismo anche con l’attivazione dell’“Info point”. Lo sportello aperto in piazza Sant’Anna nella marina di Taviano offre informazioni ai villeggianti ogni giorno, festivi compresi, dalle ore 9 alle 23. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale nell’ambito dell’avviso pubblico relativo ai Comuni che aderiscono alla rete regionale. Oltre a distribuire gratuitamente materiale informativo e promozionale sul territorio, l’Info point fornisece supporto all’accoglienza degli ospiti, supporta gli utenti nella consultazione del database dell’Agenzia Pugliapromozione ed offre assistenza turistica e sanitaria nei confronti dei turisti stranieri in merito all’utilizzo del Servizio sanitario nazionale.
Il personale dello sportello, dotato di badge e di idonee divise identificative, si occupa anche dell’animazione dei principali social network in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche, coinvolgendo gli utenti nella condivisione di notizie, immagini e video. È data, inoltre, la possibilità agli operatori economici del territorio di esporre i propri prodotti enogastronomici, artigianali ed artistici, oltre che organizzare giornate aperte al pubblico in occasione delle quali sarà possibile effettuarne la vendita negli spazi antistanti la sede dell’Info Point, mediante personale messo a disposizione dagli operatori interessati.

GALLIPOLI. “A Gallipoli adesso c’è troppo caos, meglio andare altrove”. Pare essere questa la considerazione principale, a detta di numerosi operatori turistici, che orienta la scelta dei vacanzieri verso altre mete salentine, in questo particolare periodo “dedicato” all’esercito di adolescenti, o poco più, che già da questo sabato ha invaso la città, mentre calano in quasi tutte le strutture ricettive le presenze nella prima settimana da agosto. Dai campeggi ai B&b, dagli alberghi alle case vacanza, la valutazione in negativo è unanime. La conferma da un altro dato: alcuni grandi tour-operator propongono offerte proprio per questi primi giorni di agosto.

Uno dei motivi considerati fisiologici secondo gli operatori è il fatto che chi le ferie in questo mese, preferisce la seconda settimana. “Certamente – chiosa Mario Emanuele Barba- presidente dell’associazione Bbed and breakfast- tutto questo gran parlare di caos, sporcizia, prezzi elevati ed altro ci sta penalizzando. Così come le difficoltà organizzative relative ai parcheggi e ai trasporti locali. Il clamore mediatico e la pubblicità negativa che purtroppo anche da soli ci stiamo facendo stanno portando questi risultati. C’è un evidente livellamento in basso per tutti nel mese di agosto o per chi lavora solo con una certa clientela”. Commenta Andrea Coppola dell’agricamper Torre Sabea: “Il calo in questa prima settimana è evidente, purtroppo la clientela di giovani adulti e famiglie sceglie sempre meno Gallipoli in questi giorni caotici mentre i più giovani tendono a prenotare a ridosso di Ferragosto”.

Anche luglio non è stato dei migliori, nonostante le rosee aspettative di un giugno, a detta di tutti, sopra la media.  “La tendenza ormai è questa – commenta Vito Ria titolare di tre strutture alberghiere- la prima di agosto si fatica a riempire in particolare ora che l’offerta è aumentata tanto, la tariffa media pro capite per pernottamento è scesa parecchio e per questo periodo la richiesta è calata del 10%. Assistiamo però ad un piacevole aumento di presenze nei mesi di giugno e settembre che vanno a compensare”. Quando evidentemente il turista informato sa di trovare una Gallipoli più godibile. Intanto che si decida il da farsi, a Baia Verde è tutto un altro affare: il primo round è iniziato tra sabato e domenica, in migliaia sono arrivati. Assiepati ad ogni angolo, con trolley e buste della spesa, in fila per un prelievo bancomat, per un cornetto, per fittare una bicicletta o in attesa di una navetta che li traghetti verso la trasgressione. E la litoranea al buio del crepuscolo è tornata ad essere il solito girone infernale.

 

Il nuovo lido in costruzione a Leuca

LEUCA. L’iter amministrativo che ha portato, a Santa Maria di Leuca, all’apertura di un lido balneare accanto alle bagnarole ottocentesche finisce nel mirino della Regione Puglia. È stato il coordinatore nazionale dei Verdi, l’onorevole Angelo Bonelli, a sollevare il caso e inviare una documentazione fotografica direttamente al Governatore Michele Emiliano. «Le segnalo che nel comune di Castrignano del Capo sono in corso di ultimazione i lavori per la realizzazione di uno stabilimento balneare in una delle ultime spiagge libere di quel territorio. I lavori – ha scritto Bonelli –  sono stati autorizzati dal Comune con permesso di costruire n.121 del 22.12.2016 ma la concessione sul demanio marittimo è stata rilasciata il 3.04.2017 con numerazione n. 2. Come è possibile che sia stato rilasciato un permesso a costruire quando ancora il titolo giuridico della concessione non era stato rilasciato?». Emiliano ha annunciando l’apertura di un’istruttoria.
«Abbiamo attivato un sistema di vigilanza civica e istituzionale – ha risposto Emiliano – quello che ho visto, dalla galleria di immagini che ha avuto la sensibilità di girarmi, colpisce, a prescindere dalla legittimità delle procedure concessorie e autorizzatorie rilasciate dal Comune. Su mia sollecitazione, l’assessore e la struttura regionale competente hanno già provveduto ad attivare l’Autorità marittima per l’acquisizione della documentazione istruttoria comunale. Non appena riceverò gli esiti della verifica tecnico-amministrativa e di compatibilità al Piano Regionale delle Coste – ha assicurato – la informerò di ogni notizia in merito alla regolarità».

Voce al Direttore

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