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Notizie su turismo e accoglienza turistica dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Gallipoli – Fa ancora parlare di se l’operazione “Baia verde” svoltasi tra il 16 e il 17 settembre del 2014 che contò 15 arresti per vari e pesanti reati, dall’associazione mafiosa a ricatti, estorsioni, minacce. I poliziotti del Commissariato di polizia di Gallipoli hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso a carico di un 43enne gallipolino, già noto alla forze dell’ordine, posto finora in regime di detenzione domiciliare. La misura restrittiva è connessa proprio a quella operazione di polizia e carabinieri, una delle più importanti degli ultimi anni.

Nell’occhio del ciclone finirono le nuove leve del clan Padovano in cui – secondo gli investigatori – le redini del comando erano passate da padre in figlio. In quel processo conclusosi nel dicembre 2015, Angelo Padovano, 26 anni, figlio di Salvatore Padovano, fu condannato ad una pena di 10 anni e mezzo di carcere; undici anni al suo sodale e praticamente famigliare (compagno della sorella) Roberto Parlangeli, 38 anni di Carmiano. Erano per i giudici i vertici riconosciuti dell’organizzazione che aveva cercato di mettere le mani sui lucrosi traffici che ruotano intorno al turismo a Gallipoli, dai servizi di security ai parcheggi. Condanne di rilievo ci furono anche per altri nove malviventi tra Gallipoli, Carmiano, Squinzano, Lecce e Galatone.

Nel luglio del 2015 ci fu anche una “Baia verde 2”, dopo tre anni di attività investigativa di natura patrimoniale condotta dai carabinieri del Ros, guidati dal colonnello Paolo Vincenzoni, con l’aiuto della compagnia di Gallipoli, coordinata dal capitano Michele Maselli, che aveva portato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di più di un milione di euro.

 

 

Claudio Palomba

Porto Cesareo – Lunedì il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica torna a riunirsi, questa volta con all’ordine del giorno un solo argomento: la situazione a Porto Cesareo, tra movimenti criminali espliciti e frequenti (ai danni di negozi, bar, ristoranti, abitazioni private) e infiltrazioni nei gangli dell’imprenditoria turistica (stabilimenti balneari, villaggi, intrattenimento). Si esaminerà la questione, più a fondo evidentemente di quanto fatto ieri mattina in Prefettura a Lecce, con l’obiettivo dichiarato di “potenziare i controlli su Porto Cesareo”, come auspicato dall’Amministrazione comunale col Sindaco Salvatore Albano, e dal comitato spontaneo di commercianti che stamani si sono ritrovati per fare il punto della situazione in Comune. Una rete, non si sa ancora quanto vasta, di videovigilanza sembra essere già un risultato acquisito.

“Abbiamo bisogno sin da subito del potenziamento dei controlli – hanno sottolineato con forza alcuni esercenti – di un’attività investigativa che dia risultati utili e, soprattutto, della presenza sul posto sia di giorno e soprattutto di notte di forze di polizia che pattuglino il territorio. Non ci sentiamo sicuri, abbiamo paura per noi e per i nostri figli. La microcriminalità, fenomeno peraltro diffuso in più parti del territorio nazionale”. Il comitato rappresenta anche la preoccupazione, piuttosto diffusa in paese, che tanti episodi delinquenziali messi insieme possano danneggiare l’immagine di una delle marine più ricercate del Salento e quindi la sua economia. “Per tutto questo, in attesa delle decisioni che nell’immediato saranno prese dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, torniamo a chiedere, e insisteremo, un incontro diretto con il prefetto Claudio Palomba”.

Ritiene necessario alzare il livello del controllo del territorio il Sindaco che non si nasconde pericoli e appetiti troppo pericolosi che quei venti km di costa attraggono: “I pochi carabinieri presenti non sono sufficienti a coprire una costa così, non possono fare turnazioni adeguate nelle 24 ore e svolgere al meglio l’attività di prevenzione. Porto Cesareo è realtà appetibile per molti, necessita di maggiore attenzione a tutti i livelli”. Compreso quello della criminalità organizzata che privilegia il turismo (insieme alle attività dei Comuni in tema particolarmente della gestione dei rifiuti) come settore in cui penetrare anche per ripulire i soldi sporchi procacciati con traffico di droga, gioco d’azzardo, usura ed estorsioni. Proprio in questi giorni la Commissione parlamentare antimafia ha ribadito l’allarme sulla “permeabilità del settore turistico”; da diverso tempo questo allarme suonano i magistrati della Direzione investigativa antimafia e della Direzione nazionale e distrettuale che indicano i punti di maggiore pressione nel Salento: le aree e i movimenti economici connessi di Porto Cesareo,  Gallipoli e Ugento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torre Sabea

Gallipoli – La creazione di un percorso cittadino storico-culturale che preveda come filiera il Castello, il Rivellino, il Museo comunale, la Torre S. Giovanni alla Pedata ed altri beni: con questo obiettivo programmatico, l’Amministrazione comunale, su iniziativa dell’assessore Dario Vincenti (foto), ha compiuto oggi un altro passo. Dopo l’iniziativa per revocare la concessione del Rivellino alla “Cinema teatri riuniti”, con cui Comune e Soprintendenza hanno in atto una contesa decennale, adesso tocca a Torre Sabea, adiacente all’omonimo camping storico realizzato dall’ingegnere Niccolò Coppola di Alezio, lungo la litoranea nord. Da diversi anni – si parla di decenni – l’antica torre è stata data in concessione come residenza estiva ad una famiglia milanese.

Anche questo è un manufatto demaniale marittimo che la Giunta presieduta da Stefano Minerva vuole far rientrare negli obiettivi da valorizzare, in considerazione del notevole interesse storico, artistico e della funzione storica del bene. “In linea con il percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale, la valorizzazione del manufatto  in questione rappresenta la possibilità di favorire un’integrazione fra organizzazione delle risorse culturali, organizzazione turistica e sviluppo economico-sociale, vista anche la forte potenzialità in termini di attrattività dettata anche dalla sua ubicazione”, si fa notare in una nota del Comune.

Pertanto, il bene da acquisire avrà la funzione di “memoria storica”, che rimandi alle ragioni per le quali quella Torre di avvistamento è stata edificata, ne contenga tracce concrete da mettere in mostra: manufatti utili a strategia di difesa (palle di cannone, cannoni e quant’altro). Circa la gestione, il governo cittadino si dice aperto a più possibilità, anche “la collaborazione con soggetti e/o partner pubblici e privati, che possano curare l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di percorsi didattici e attività formative attinenti al patrimonio naturalistico territoriale”.

 

Casarano – Casarano e la chiesetta di Santa Maria della Croce fanno bella mostra di se alla Btm di Lecce. La fiera del turismo “Business tourism management” in programma dal 22 al 24 febbraio presso l’ex convento degli Agostiniani, rappresenta ormai da quattro anni una vetrina d’eccellenza per gli operatori del settore riuscendo a mettere in contatto i vari comparti interessati, dalla comunicazione turistica al “digital marketing”, dai social media alla finanza agevolata. All’evento vi partecipa anche quest’anno l’associazione ArcheoCasarano “Origini e futuro” con il presidente Alessandro De Marco per promuovere, nell’ambito del progetto “Touch Casaranello”, la chiesetta da sempre “scrigno prezioso” con il quale la città riesce a far parlare di se ben oltre i confini regionali. Di recente, proprio grazie al progetto sviluppato da ArcheoCasarano e finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, il monumento simbolo di Casarano ha vissuto una nuova vita luce godendo di una grande rilevanza culturale. «Tantissime le novità e gli eventi in programma, tra cui – afferma De Marco – la proiezione di un “virtual tour” che permetterà di visitare la chiesa con un percorso virtuale capace di far immergere lo spettatore nell’atmosfera mistica e spirituale e di far godere della bellezza dei suoi mosaici e affreschi”.

Cutrofiano – Cutrofiano aderisce a “M’Illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Rai Radio 2. “Spegni le luci, accendi la piazza” è il tema della giornata di venerdì 23 febbraio nella quale l’Amministrazione comunale invita i cittadini, le scuole, le attività commerciali e gli uffici pubblici ad aderire “attraverso azioni concrete e semplici accorgimenti dell’utilizzo della corrente elettrica”. Tante le iniziative promosse, a partire dalle 18.30, dallo Sportello ambiente: in contemporanea con lo spegnimento del Municipio e di Palazzo Filomarini (foto), il Consiglio comunale dei ragazzi propone “Accendiamo  le menti” mentre la cooperativa “29nove” sarà alle prese con le letture sotto le stelle. Della scuola di danza “Scarpette rosa”, invece, lo spettacolo “Sia il bianco il tuo colore”.

Come consuetudine, anche il Comune di Nardò ha aderito alla 14ma campagna promossa da “Caterpillar”. che dal 2005 chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili in un pomeriggio di febbraio. Quest’anno la giornata individuata è quella di domani, venerdì 23 febbraio, e l’amministrazione comunale ha deciso di spegnere le luci artistiche del Castello Acquaviva d’Aragona a partire dalle ore 18.

 

Aradeo – Un successo a tutto tondo per la 30^ edizione del Carnevale Aradeino che domenica 18 febbraio ha salutato il 2018 con la seconda sfilata. Fugate le preoccupazioni per la pioggia (che già aveva costretto gli organizzatori a rinviare la data del 13), la giornata di festa è durata fino a tarda sera, animata lungo il percorso da Maria Neve Arcuti, Mariasole Giuri e Andrea Seterino, speakers/animatori di RNS 93.4, l’emittente radiofonica che segue la sfilata fin dalle origini. Curatissimi e affollatissimi i gruppi mascherati ed i grandi carri allegorici in cartapesta. Coinvolte le quarte classi della scuola primaria che hanno anche vinto il primo premio nella loro categoria con un lavoro sui 70 anni della Costituzione italiana. In piazza la grande festa, animata dall’ormai storico presentatore Michele Bovino e da Cesko degli Après la Classe. Quello del 2018 verrà ricordato come il carnevale dei grandi numeri con diverse migliaia di spettatori,  molti venuti dai paesi vicini. «È stata una scommessa vinta dopo il fermo di due anni della manifestazione, quando sembrava difficile ricominciare», afferma soddisfatto Damiano Mascello, il presidente del Gruppo carnevalesco. Entusiasmo anche nelle parole del sindaco Luigi Arcuti (con un passato di 11 anni da presidente del Gruppo Carnevalesco): «La festa segna il ritorno del Carnevale aradeino nel panorama delle importanti manifestazioni artistico-culturali del Salento, un evento che dà grandi possibilità di rilancio dell’intera comunità». A conferma di ciò la notizia che il Carnevale Aradeino ha vinto, insieme ad un ristretto numero di altri Comuni, un bando regionale che permette di finanziare la manifestazione per i prossimi tre anni. Quest’anno una mano importante, oltre che dagli sponsor, è stata data da Antonello Minerba che ha concesso gratuitamente alcuni suoi capannoni per costruire e conservare i carri allegorici. Molte le iniziative in cantiere del Gruppo carnevalesco: avviare corsi per la lavorazione della cartapesta, organizzare una sfilata in piena stagione estiva, promuovere un evento natalizio, puntare ad un evento ancora migliore per l’anno prossimo. Intanto gli organizzatori fanno sapere di aver assegnato il premio Solidarietà, frutto della generosità dei cittadini di Aradeo e dei gruppi partecipanti, all’associazione “Per un sorriso in più”.

Gallipoli – Quella parte della litoranea sud interessata dal cantiere da 2 milioni di euro, quando sarà pronta? Se n’è parlato più di una settimana fa in commissione consiliare Lavori pubblici (e prima ancora in un incontro amministratori-imprenditori a inizi gennaio)  con molti uditori attenti e preoccupati. Amministratori e il dirigente responsabile hanno provato a rassicurare operatori e commercianti circa l’avanzamento dei lavori giunti – secondo le dichiarazioni in quella sede ufficiale – alla fase di pavimentazione e piantumazione del verde.  Allo stato dei fatti, che si evince dalle foto allegate, salgono però le preoccupazioni e i dubbi circa le sorti della stagione balneare per gli stabilimenti che insistono nel segmento che va dalla Baia verde al canale dei Samari.

Il tratto di strada interessato appare per tutta la sua lunghezza un cantiere quasi fermo o che progredisce a rilento: un percorso completamente sterrato; assenza di strumenti e mezzi di lavoro; nessuna traccia di illuminazione, sulla quale peraltro vi è divergenza di opinione tra Comune e Soprintendenza; tutto quasi sovrapponibile alle immagini di due mesi  fa,  ad eccezione dei tracciati degli impianti idrici, predisposti in prossimità dei lidi , per permettere alle autopompe dei vigili del fuoco di allacciarsi alla condotta in caso di incendi della pineta. In alcuni punti inoltre sembrano essere state puntellate le aree di sosta.

Durante l’incontro, sia l’opposizione che gli operatori avevano sollevato forti perplessità circa la viabilità di soccorso e il poco spazio a disposizione per far defluire le centinaia di turisti che a piedi raggiungono i lidi e permettere, al contempo, un eventuale passaggio di biciclette e mezzi di soccorso. In base ai puntelli posizionati, tra piazzole e manto vegetale, in effetti lo spazio per la corsia pedonale e, all’occorrenza, carrozzabile, risulta ridotto secondi i più. Al momento la costa è irraggiungibile in auto a partire dal primo ingresso di Baia Verde dove sono state apposte le transenne per evitare di trovarsi di fronte allo sbarramento del cantiere e al senso vietato di rientro in Baia Verde e fino allo svincolo in prossimità del canale dei Samari. Mentre restano da risolvere i problemi relativi a operazioni di carico e scarico e al conferimento dei rifiuti.

Va ricordato che la prima consegna dei lavori all’associazione temporanea d’imprese (la Fea srl di Castelfranco Emilia e la Macchia di Genga, Ancona) è avvenuta nel marzo 2017 (problemi di scadenza dei termini entro cui avviare l’intervento finanziato da Ue e Regione); poi vi è stata l’interruzione estiva e la riconsegna dei lavori lo scorso ottobre, con inizio effettivo nei primi di novembre e con conseguenti frequenti interruzioni tanto che l’assessore Cosimo Alemanno ha dovuto fare pressioni sulle imprese per sollecitare una maggiore produttività.

Gallipoli – Smontare tutto? Ci vogliono tre-quattro settimane per rimuovere un lido; poi per rimontare tutto quanto ne occorrono di più perchè c’è da rifare prima permessi, autorizzazioni, sopralluoghi, collaudi. Per non parlare dei lidi (“Zeus” e “Zen”, quest’ultimo per un provvedimento precedente) che si trovano proprio nella parte della litoranea sud coinvolta direttamente dai lavori di riqualificazione ed attualmente impraticabile.

Impossibile rimuovere le strutture, rifare le procedure e rimontarle in tempi utili. Per non far saltare l’avvio della stagione balneare fissato per l’1 di aprile, il giorno dopo le ordinanze comunale di smantellamento di cinque lidi, in base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012 e del 2017 si affacciano già richieste di soluzioni-tampone, prima fra tutte una deroga allo sgombero, tesi sostenuta da Cna balneatori e Federbalneari. Anche se c’è chi fa notare che, nelle determinazioni a firma del tecnico comunale responsabile, non ci sono termini perentori entro cui lasciare libero l’arenile, una volta concesso (nel 2010) e poi ritrovatosi senza una autorizzazione paesaggistica valida. Cosa diversa insomma, insomma, dalle ordinanze che hanno colpito “Samsara” e “Zen” in cui si stabilisce chiaramente che la rimozione delle strutture deve essere fatta entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

Si profilano altre battaglie legali. Non bisogna essere indovini per prevedere altre battaglie legali da parte dei titolari di “Punta della Suina” (Li Foggi), “Zues” (Baia verde), “Spiaggia club (zona stadio), “Rivabella” e “La Bussola” (Rivabella). Toti Di Mattina, per esempio, interessato alla gestione di “Punta della Suina”, per esempio, si dice certo della sua situazione: ci sarebbe una sentenza a suo favore del Tar di Lecce, non appellata e quindi efficace, che però il Comune non avrebbe in alcun modo considerato ma che certamente sarà fatta valere nelle sedi adeguate. “Abbiamo appreso di ennesime revoche della licenza stagionale per cinque lidi di Gallipoli, a circa un mese dall’apertura. Pretendere che in 30 giorni i titolari possano smontare e, dopo aver ottenuto i permessi necessari, rimontare le proprie strutture, è una sfida al buon senso”, afferma Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione di Articolo 1. “Riteniamo ragionevole la loro richiesta di una deroga che permetta di posticipare di qualche mese le operazioni imposte dalla sentenza. È questione che non riguarda solo l’interesse di alcuni imprenditori – conclude il consigliere regionale – attiene alla crescita e alla credibilità di una comunità che dal turismo trae lavoro, sviluppo, e persino servizi. La volontà di collaborare con le istituzioni è stata infatti in più occasioni dimostrata dagli imprenditori turistici”.

Il Consiglio di Stato ha finora sempre ribaltato le sentenze del Tar. Anche se in realtà, non si tratta di un caso ma di una verifica chiesta da più parti dello stato delle concessioni demaniali, al centro anche di appetiti criminali come più volte richiamato da magistrati antimafia. Con numerose sentenze a favore, sul piano della salvaguardia ambientale, la Soprintendenza si sente forte di ribaditi pareri e conclusioni: su 24 ricorsi in Appello contro sentenze del Tar, l’ha spuntata finora in 13 circostanze; le altre undici sono in arrivo e assai probabilmente seguiranno lo stesso indirizzo delle precedenti.

Soprintendenza: “I controlli richiesti da noi non ancora completati in nessun Comune”. A “Nuovo Quotidiano di Puglia” la soprintendente Maria Piccarreta ha chiarito: “I provvedimenti del Comune di Gallipoli non hanno nulla a che vedere con la ricognizione chiesta da noi (risalgono cioè a sentenze del CdS, ndr); sono i Comuni a rispondere eventualmente di mancato controllo”. Le verifiche chieste dalla Soprintendenza, invece, non sono state completate da nessun Ente locale per cui “dati i tempi, non ci sarà nell’immediato lo smontaggio di lidi” per effetto di questi controlli ancora in corso.

Galatone – Giornata di pulizie quella di domenica 18 febbraio a Galatone grazie all’impegno del comitato di quartiere “San Luca – Fulcignano – Serre”. Si tratta di un gruppo di residenti del rione situato a ridosso dell’antico castello di Fulcignano costituitosi  spontaneamente nel novembre scorso (presidente Enrico Spagna). In mattinata, dalle 9, è in programma la giornata “verde” (con raduno in via Gobetti) organizzata in collaborazione con il gruppo “Galatonesi a raccolta”. Al grido di “pulito è più bello”, residenti e volenterosi si armeranno di guanti e ramazze per ripulire alcune aree del quartiere dai rifiuti gettati in maniera indiscriminata, recuperando le aiuole disseminate nelle piazzette della zona e falciando le erbacce che invadono le strade. Una domenica mattina all’insegna dell’azione diretta sul territorio, in collaborazione con un’associazione – quella dei volontari di “Galatonesi a raccolta” – che negli scorsi mesi si è distinta per gli interventi nelle aree periferiche della città, ripulendo da rifiuti di ogni genere le campagne e i cavalcavia utilizzati come discarica a cielo aperto, oltre che sensibilizzando al rispetto dell’ambiente.

Le proposte per il traffico – Pochi giorni fa, inoltre, il comitato si è reso protagonista anche di un’altra importante iniziativa, redigendo alcune proposte di modifica alla circolazione stradale nel rione, partendo dall’esperienza diretta e dalle difficoltà che in alcuni tratti viari il traffico crea: con tanto di mappatura e materiale fotografico, i residenti hanno inoltrato all’Amministrazione comunale (in procinto di varare un nuovo Piano traffico) le osservazioni su alcuni sensi di marcia delle strade del rione, segnalando le eventuali modifiche da apportare alla viabilità, e anche ottenendo un incontro con l’assessore al ramo per discutere le criticità evidenziate. «L’invito alla partecipazione alle iniziative è aperto a tutti, nell’ottica del rilancio di un quartiere spesso dimenticato».

Gallipoli – Non poteva durare ancora il silenzio dell’Amministrazione Minerva dopo le cinque determinazioni del dirigente comunale di tre giorni fa, che ordina di smontare altrettanti lidi senza più autorizzazione paesaggistica, pur senza citare i termini temporali entro qui tale operazione va compiuta da parte dei concessionari di demanio marittimo.  Il primo cittadino Stefano Minerva e l’assessore al Turismo, Emanuele Piccinno, prendono la parola per svolgere le loro considerazioni e per concludere con questa proposta operativa: “Per esprimere ancora di più il nostro sentimento di vicinanza, intendiamo passare all’azione concreta invitando imprenditori, portatori di interesse, rappresentanti di categoria ad aprirsi in un ragionamento complessivo in un Tavolo tecnico sul turismo, pubblico e allargato, che ora deve divenire un coro a più voci, in cui chiederemo a tutte le Istituzioni del territorio di aiutare questa Amministrazione e il territorio in questo cammino. Il nostro dovere è garantire il diritto di tutti a vivere un futuro migliore”.

Patto per la sicurezza, legalità e attenzioni particolari. Dopo il clamore suscitato dai citati provvedimenti, Minerva e Piccinno premettono che “poco vi è da dire sul rispetto di prassi e regolari procedimenti burocratici rispetto ai quali la politica poco ha a che fare e che a volte basta poco per condannare: a tal proposito, l’attuale Amministrazione conferma la volontà ad agire per garantire il bene comune nel pieno rispetto della legalità e trasparenza”. Si richiama per questo subito il “Patto sulla Sicurezza” che ha portato l’Amministrazione “a rivolgere la propria attenzione capillarmente su vari settori per garantire un ordine generale che vada dal suolo pubblico al commercio. Uno sforzo non da sottovalutare, ma che poco varrà se in esso non confluiscono volontà ed interesse di tutte le Istituzioni che ora hanno il dovere di compiere questo percorso di crescita insieme alla città”.”

Sostegno alla rete imprenditoriale che ha investito nello sviluppo. In un momento di difficoltà come questo, non è in alcun modo accettabile l’indifferenza da parte di chi deve fungere da stampella in questo cammino. La nostra rete imprenditoriale – sottolineano Minerva e Piccinno – è costituita da persone perbene e lungimiranti che hanno saputo investire nello sviluppo del territorio con professionalità e ragionevolezza. Per tal motivo, intendiamo esprimere la più sincera vicinanza e il reale sostegno  particolarmente a coloro i quali sono stati coinvolti nella ‘vicenda smontaggio’ a cui chiediamo pazienza, appellandoci al contempo alla Regione per accelerare i tempi del Tavolo costituito sull’argomento. L’occhio vigile sulla tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio deve sposare però la vision imprenditoriale:
avere le strutture turistiche aperte tutto l’anno vuol dire rispettare il piano di destagionalizzazione che da due anni stiamo attuando e su cui sono incentrati i nostri sforzi”. E proprio per mettere insieme esigenze ed aspettative diverse ma non divergenti, ecco l’idea del “Tavolo” pubblico sul turismo a cui l’intera città è chiamata adesso a partecipare. “A questa sfida noi rispondiamo che ci siamo, e manifestiamo la nostra concreta presenza a tutti gli imprenditori che stanno subendo le conseguenze di una burocrazia talvolta poco chiara”, concludono Sindaco ed assessore.

 

 

Aradeo – Il Carnevale di Aradeo si conferma uno degli appuntamenti più importanti dell’intera provincia. Dopo il grande successo di domenica scorsa, che ha fatto registrare la presenza di diverse migliaia di spettatori, i carri ed i gruppi mascherati della 30^ edizione del Carnevale aradeino torneranno in strada nel primo pomeriggio di domenica 18 febbraio lungo lo storico percorso che va da viale della Libertà fino a piazza San Nicola. C’è grande attesa per questa seconda sfilata, inizialmente prevista per martedì 13 e poi rinviata a causa del maltempo, perché gli organizzatori del Gruppo Carnevalesco “Oscar Tramacere”, con in testa il loro presidente Damiano Mascello, sono riusciti a coinvolgere non solo tantissimi cittadini (grandi e piccoli) del luogo, ma anche numerosi gruppi provenienti da Neviano, Maglie, Seclì e Sogliano. In testa ci saranno sempre i musicisti della Banda Città di Aradeo, anche se non in divisa ufficiale perché successivamente impegnati in vari gruppi mascherati. Allestiti due palchi lungo il percorso, entrambi con spazi destinati alle performance musicali e scenografiche. Sul palco centrale, in piazza, i due presentatori, Michele Bovino e Cesko degli Après la Classe. Radio ufficiale dell’evento è RNS 93.4. Da sottolineare la presenza tra i gruppi mascherati di due associazioni di diversamente abili, “Santa Laura” di Seclì e “Abilmente insieme” di Noha. Domenica si conosceranno i vincitori delle sette categorie stabilite dagli organizzatori: gruppi mascherati, gruppi mascherati con lavori in cartapesta, carri (di 1^ e di 2^ categoria), gruppi mascherati abbinati ai carri, premio simpatia e premio solidarietà.  Prima della premiazione finale verrà estratto il vincitore della “Lotteria dello Sciacuddhruzzi”, che prende il nome dal folletto simbolo del carnevale aradeino. Al servizio d’ordine collaborano 185 volontari di Protezione civile, Misericordia, Pro Loco e “Appassionati dell’ultima ora”. Questa edizione riporta il carnevale aradeino allo splendore degli anni passati, dando lustro, dopo due anni di fermo, ad una manifestazione che è ormai entrata a fra parte delle tradizioni culturali salentine e questo grazie ad un gruppo di infaticabili che oltre all’entusiasmo, hanno dimostrato di possedere consolidate competenze nella lavorazione della cartapesta e nella costruzione dei carri meccanici.

Gallipoli – In un clima piuttosto teso e precario dopo la raffica di ordinanze di sgombero rivolte ad alcuni lidi senza più i requisiti (almeno questo si presume al momento), ecco un “via libera” ad una richiesta di concessione che risale a fine 2016, esattamente il 20 ottobre di quell’anno. Le procedure seguite dal Comune sono state giudicate del tutto legittime dai giudici del Tribunale amministrativo di Lecce. Ad avvenuta stesuta del verbale finale, la commissione di valutazione  e comparazione aveva assegnato 2.700 metri quadri di litorale, all’altezza della prima entrata alla Baia verde, alla società XBeach” di Gallipoli,  per realizzare una spiaggia libera con servizi.

Non avevano accettato il responso tre dei quattro concorrenti: la “Totem arts srl” di Gallipoli, la ditta Luigi Cavalera e Mario De Nuzzo della “Higreen power” di Lecce. Le loro motivazioni però sono state ritenute o irricevibili o da respingere, per cui la decisione finale dell’organismo esaminatore è stata confermata. La concessione ha la durata di sei anni.

Resta da vedere eventuali sviluppi per un esposto che fu inviato anche all’attenzione della Procura della Repubblica di Lecce. Sotto i riflettori della polemica politica era finita anche la proroga alla scadenza del bando, che gli uffici comunali competenti avevano ritenuto fondato e motivato concedere.

Nardò – Con il “Darwin Day” il mondo celebra a febbraio lo scienziato britannico Charles Darwin. Anche Nardò celebrerà il padre dell’evoluzionismo con un calendario di conferenze ed escursioni, tutti ad accesso gratuito, tra centro storico e Portoselvaggio. Le iniziative hanno inizio sabato 17 febbraio. Alle 16.30 al Museo della Preistoria di piazzetta Sant’Antonio incontro sul tema “Gli animali selvatici del Salento di ieri e di oggi” a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e laboratorio di paleontologia rivolto a ragazzi in età scolare.

Il 23 febbraio alle 9.30, sempre al Museo della Preistoria, attualmente in gestiore alla società “Nomos” di Salice salentino, in programma la conferenza “Attenti al lupo? La presenza di Canis lupus nel Pleistocene del Salento” a cura del professor Raffaele Sardella del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per l’occasione è previsto un saluto da parte delle autorità cittadine e della soprintendente Maria Piccarreta. Sabato 3 marzo alle 9, infine, si terrà un’escursione nel Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano, con laboratori di geologia e paleontologia intitolati “A spasso con Darwin. Viaggio nell’evoluzione di Portoselvaggio”, a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e dei geologi Francesca Lagna e Andrea Vitale.

Anche quest’anno a organizzare il “Darwin Day” sono “R.eTe. Ricerca e Territorio” e Museo della Preistoria con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi di Lecce e Taranto e dell’assessorato ad Ambiente, Parchi e Musei del Comune di Nardò (nella foto una escursione a Portoselvaggio a cura del Museo della Preistoria).

 

Racale – Il Comune di Racale incassa il via libera della Regione per il nuovo Ecocentro comunale a Torre Suda. Insieme all’ok della sezione Ciclo rifiuti e bonifiche del competente Dipartimento, arrivano anche 300mila euro da co-finanziare con appena 4mila euro di fondi comunali. «Presto anche Torre Suda, i suoi abitanti, i turisti e gli operatori commerciali e turistici avranno questo servizio in più», afferma soddisfatto il sindaco Donato Metallo. Altro risultato importante è quello della certificazione, per il mese di gennaio 2018, della percentuale della raccolta differenziata che si attesta al 65,71%, ovvero tra i primi posti nell’intera regione. «Anche quest’anno, nonostante i vari aumenti dei costi, la tassa sulla spazzatura rimarrà invariata, come accade da un po’ di anni a questa parte», fa sapere il Sindaco ricordando come nel 2018 sono previsti 50mila euro di investimenti in attività di educazione e sensibilizzazione verso le tematiche ambientali.

Hab cycle a Portoselvaggio

Nardò – Ammontano a 201mila euro gli interventi previsti per il 2018 per il Parco di  Portoselvaggio e pronti ad essere inseriti nella programmazione comunale generale del Comune. Con una apposita relazione, il caposervizio ingegnere Antonella Fiorentino chiarisce anche che della somma totale, 35mila euro sono a carico del bilancio comunale in via di elaborazione in questi giorni.

L’elenco comincia con 19mila euro destinati alla fornitura e posa in opera dei bagni chimici; altri 15mila sono riservati alla fornitura di materiali per la pulizia e la manutenzione delle aree boscate e per interventi naturalistici a cura dell’Arif (l’agenzia regionale per irrigazione e forestazione); quindi si pensa alla pulizia delle zone maggiormente frequentate da turisti (15mila euro), mentre 18mila sono destinati ad iniziative di studio di aree archeologiche per la ricerca, tutela e valorizzazione del Distretto paleolitico del Parco. Ottomila euro sono per le convenzioni per azioni di sorveglianza e tutela del parco (ambulanza, Croce rossa, Guardie ecozoofile, Capitaneria di porto e Gev). Per la manutenzione dei beni immobili presenti nel parco ecco 10mila euro. Il grosso dei fondi – 108mila euro – è finalizzato a installazione e rifacimento cartellonistica, sentieristica, attività nel parco; tali soldi provengono dal Piano di attuazione provinciale dell’ambiente della Provincia di Lecce. Chiude il programma lo svolgimento di attività nell’ambito del progetto regionale “Vivere nei parchi” di PugliAmica (8mila euro).

Gallipoli – Annullata l’autorizzazione paesaggistica, lidi da smantellare: cinque determinazioni a firma del tecnico responsabile del settore gettano altra benzina sul fuoco già acceso da precedenti problemi arrivati davanti alla magistratura competente e risoltesi con drastiche ordinanze: rimozioni di strutture nate per l’attività balneare e – questo il reato contestato – diventate altro. In base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012, esattamente il 7 settembre, si trovano oggi senza autorizzazione paesaggistica, fondamentale per mantenere le attività avviate, gli stabilimenti balneari  “Punta della suina” di Pierpaolo Garofalo – Its srl e “Spiaggia club” di Roberto Coi sulla litoranea sud; “Lido Rivabella” di Fabiola Leone e “Lido La Bussola” Barbara Fiore sulla litoranea nord. Si basa su di una sentenza del Consiglio di Stato del 19 giugno 2017 un analogo provvedimento che riguarda “Zeus – Mare azzurro” di Lucia Alessandrelli.

L’autorizzazione paesaggistica cancellata per sentenze di qualche anno fa (tranne un caso). “Solo in data odierna – scrive il dirigente – a conclusione di una ricognizione di tutte le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate, questo Ufficio è venuto a conoscenza della emissione delle sentenze del Consiglio di Stato”. Pressoché immediatamente, si è messo nero su bianco l’ordine alla società interessata della “rimozione della struttura balneare ove presente sul territorio”. Il provvedimento viene inviato “per opportuna conoscenza e competenza” alla Soprintendenza ai beni ambientali artistici storici della Puglia e al comando della Polizia urbana. La notifica dell’atto. per autorizzazioni paesaggistiche datate tutte 2010, sono in corso. Ma c’è chi mette le verifiche effettuate dal Comune su larga scala in diretta relazione alle denunce pubbliche e – c’è da giurarci – pressioni ufficiose provenienti dalla Direzione distrettuale e nazionale antimafia circa le infiltrazioni di gruppi criminali nelle principali attività collegate al turismo.

L’antefatto che ha portato alla situazione attuale. La vicenda che ad oggi si conclude così, muove i primi passi nel 2009 quando le società concessionarie del demanio marittimo chiedono al Comune l’autorizzazione paesaggistica necessaria per mantenere per tutto l’anno in piedi le strutture balneari. Il Comune acconsente, tramite la Commissione paesaggio, il 30 novembre 2010. Dà invece parere contrario la Soprintendenza (allora “per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Lecce, Brindisi e Taranto”). Il 21 gennaio 2011 così motiva la propria presa di posizione: “le strutture balneari in esame, per dimensioni contrastano con l’ambito paesistico caratterizzato dalla presenza di dune e vegetazione autoctona”. Il Comune a questo punto, il 21 marzo 2011, nega l’autorizzazione paesaggistica. I concessionari non ci stanno ovviamente e si va al Tar di Lecce.

Di giudizio in giudizio fino alla parola finale. I giudici amministrativi ritengono che non ci siano “particolari ragioni a sostegno dell’obbligo di rimuovere le strutture nel periodo invernale e che le relative operazioni di rimozione finirebbero per danneggiare l’ambiente piuttosto che preservarlo”. Questa volta sono le Amministrazioni interessate a non essere d’accordo: si va al Consiglio di Stato. Nella sentenza i giudici della Sezione sesta, richiamano il conflitto tra una norma della Regione Puglia e la Corte costituzionale (la n. 232 del 2008) con la prima dichiarata illegittima; ritengono l’Appello fondato e ribaltano le considerazioni del Tar di Lecce, dando in sostanza via libera agli orientamenti di Soprintendenza e Comune di Gallipoli. Tranne che per lo “Zeus”, il pronunciamento del CdS è del settembre 2012 e sembra fermare l’orologio sull’aspetto del contrasto delle  “dimensioni” degli stabilimenti non compatibili, secondo il soprintendente, con l’ambiente circostante.

Le prime reazioni sono di “Gallipoli Futura”: “Inaudito!”. Se dall’Amministrazione comunale non giungono, al momento, reazioni e commenti, a mettere il sale sulla ferita apertasi ci pensano gli esponenti di “Gallipoli Futura”. “Sconcerta non poco prendere atto di come fin dal settembre 2012 – attacca il capogruppo Flavio Fasano – per la struttura di Punta della Suina, per esempio, il Consiglio di Stato avesse espresso parere contrario; tale sentenza aveva confermato il parere contrario della Soprintendenza con la evidente conseguenza di una immediata rimozione della struttura balneare, come oggi, a distanza di sei anni, riporta la determinazione n. 299. Inaudito”. Per Fasano, che poche settimane fa aveva chiesto l’accesso agli atti relativi a tutte le concessioni e autorizzazioni balneari a seguito delle vicende legate al “Samsara” e che richiama il clima elettorale del 2012 per il rinnovo del Consiglio comunale, “è del tutto superfluo dire che tutto questo che si denuncia è l’esatto contrario della trasparenza, della legalità, dell’efficienza, della tutela e del rispetto dei diritti di tutti”.

 

 

 

Gallipoli – Il clou sarà una settimana di full immersion (non o almeno non solo) nel mare cristallino di Gallipoli il prossimo novembre, preceduta da una serie di incontri-sopralluoghi, schizzi e bozze per poi giungere ad una “offerta” finale alla città su come far risplendere quello scrigno chiamato comunemente centro storico. E’ l’ultimo parto assemblato dallo staff del gruppo Caroli Hotels, su una idea di un antico frequentatore di Gallipoli: “Da almeno 15 anni vengo qui da voi, ho notato un centro storico trattato, in modo distratto, un po’ sorprendente, con un mercatino in cui si vende di tutto, ma qui la memoria è importante, tra confraternite, chiese; intorno alla Fontana greca gira il mondo, antico e contemporaneo”: ha detto anche questo l’altra sera (12 febbraio) all’incontro al Bellavista Hotel l’architetto Vincenzo Vallone di Telese Terme, in provincia di Benevento, dove vive e lavora. Sono in grandissima parte in Campania le sue realizzazioni urbanistiche, tutte all’insegna del recupero di memorie appunto, di tratti della storia e di eliminazione di aggiunte, trascuratezze e brutture.

Un patto tra professionisti e chi ci mette le mani. Ci vuole, prima, un patto vero tra professionisti e artigiani; una azione comune seguendo le indicazioni della Soprintendenza “che deve fornire le linee di comportamento soprattutto nel campo edilizio”. Gli artigiani richiamati non sono solo quelli d’arte ma anche elettricisti ed idraulici, tutti magari convinti che l’architettura può migliorare la salute delle persone anche con il loro contributo e con cui i professionisti hanno un rapporto da ricostruire.

Ok dal Politecnico di Bari e da 14 aziende (solo tre della città). E’ partita l’opera di sensibilizzazione presso enti ed istituzioni, piccole aziende. Il Politecnico di Bari, facoltà di Architettura ha risposto e suoi saranno gli studenti in architettura coinvolti. Forse si aggiungerà anche l?Istituto d’arte di Lecce. Per fare cosa? “Attraverso una comune visione culturale, far capire che insieme si possono fare cose importanti – dice Vallone (nessuna parentela con i Vallone salentini) – creare una coscienza collettiva, introdurre il senso della vergogna in rapporto alla bellezza”. Qualche esempio operativa: l’eliminazione delle superfetazioni, recuperare decorazioni, intarsi, incisioni; proteggere le pietre e i lavori in ferro battuto nel quadro cromatico generale (da definire una volta per tutte, dopo tanti annunci). “E tante altre cose – affermano i promotori, col direttore Attilio Caroli Caputo in testa – purché le stesse possano potenziare e concretizzare la bellezza esistente, sopra e sotto l’isola del borgo antico. Al termine dell’esperienza, che si intende ripetere negli anni, anche al fine di valutare gli effettivi passi compiuti nella direzione del recupero della preziosa realtà gallipolina, la documentazione elaborata, in supporti multimediali, cartacei e 3D, sarà consegnata agli Enti istituzionali durante una tavola rotonda”.

Cavi, tubi, pompe di calore: mai più così. Niente più cavi elettrici che attraversano frontali austeri, o tubazioni o pompe di colare messe così come capita, senza nessun rispetto. Dice Fabrizio Benvenga, uno dei pochi artigiani aderenti di Gallipoli, specialista nella lavorazione di cristalli: “Col salmastro che divora tutto, si sostituiscono infissi e vetrate di nicchie senza molta attenzione e rispetto”.  In questo primo elenco di artigiani disponibili, oltre a Vetreria Cristalvetri di Benvenga, figurano Falegnameria Scarpina, Makers Young di Gallipoli;  gli altri sono tutti di fuori città: AB Stilcasa Casarano; Impresa Leopizzi 1750 Parabita; Fonderie De Riccardi Maglie; Luminarie fratelli Parisi Taurisano; Vetreria Due Emme Matino; Falegnameria De Nuzzo Melissano: Pitardi Cavamonti Maglie; Pavimenti De Filippi Lecce; De Pascalis Impianti Galatina; Officina Mosaico Otranto.

Gallipoli – Sono venuti a trovare i redattori di “Piazzasalento” in via Sigismondo Castromediano a Gallipoli ieri nel primo pomeriggio, alcuni partecipanti del percorso formativo intitolato “Tecnico per l’attività di incoming e della promozione del turismo sostenibile attraverso le applicazioni Itc (Information Communication Technology)”. Il corso, iniziato a fine gennaio terminerà il 10 marzo. Sono stati ricevuti dal direttore Fernando D’Aprile, col quale hanno dialogato a lungo, i tutor Antonio Tondo e Lorenzo Falangone, entrambi di Nardò, Chiara Apollonio, Chiara De Marco, Santo Stefania (tutte e tre di Nardò), Giorgia Chimaca di Galatone e Valentina Pinto di Copertino.

Al centro dell’incontro, notizie sul funzionamento di una redazione giornalistica, sulle novità in corso almeno a partire dal 2007, anno di nascita degli smarphone, sulle difficoltà editoriali tradizionali e la crisi dei lettori, sul futuro dei giornali di carta. Al centro le tecniche, ben diverse, tra articoli di giornale e comunicazione aziendale e istituzionale.

Il corso, a cura del’organismo formativo “Arnia,”, società cooperativa di Tuglie,  rientra nel programma “Garazia Giovani” (Youth Guarantee) che è il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. In sostanza l’Unione Europea ha stanziato dei finanziamenti per gli Stati con tassi di disoccupazione superiori al 25% e tra questi rientra anche l’Italia. Questi soldi devono essere investiti da ogni Paese con attività di formazione, politiche attive di orientamento, sostegno e aiuti per l’inserimento nel mondo del lavoro. Lo scopo è far sì che i giovani possano trovare un posto di lavoro o un percorso formativo entro pochi mesi.

Gallipoli – Revocare la concessione agli imprenditori privati che la detengono,  acquisire l’ultimo pezzo del Castello all’uso pubblico, utilizzare tutte le possibili fonti di finanziamento per i recupero e il restauro del bene: sono queste le indicazioni principali impartite al funzionario responsabile del procedimento dalla Giunta comunale guidata da Stefano Minerva e fissate su carta con una deliberazione del 9 febbraio scorso. Tutti presenti (tranne l’assessore Anna Sergi) a questa decisione, in qualche misura, storica, che potrebbe portare anche i 789 metri quadri del Rivellino – luogo tra i più fotografati come sfondo da neo sposi – nella disponibilità dell’Ente locale per finalità ovviamente culturali che nell’atto ufficiale si accennano anche: ideazione, organizzazione e gestione di percorsi didattici, attività formative riguardanti il patrimonio artistico culturale e territoriale, le specifiche tradizioni popolari. La gestione di un tale pacchetto potrebbe essere a carico del Comune o di soggetti privati.

Costruito nel XVI secolo il caratteristico fortino; si cercano fondi per il recupero. Il governo gallipolino prevede inoltre il ricorso ad un tecnico esterno “per l’elaborazione della documentazione tecnica necessaria alla presentazione della relativa istanza presso la competente Autorità marittima e per verificare se sussistono eventuali criticità dal punto di vista statico”. Si apre la caccia anche a fondi europei e nazionali, in grado di garantire la sicurezza del fortino – opera particolare dell’ingegnere militare Francesco Giorgio Martini presso la corte di Urbino, realizzato nel XVI secolo – e la sua conservazione “ai fini della pubblica fruizione”. In questo capitolo rientra l’indicazione di presentare subito una manifestazione d’interesse alla Fondazione Sud, bando  storico-artistico e culturale 2017 “Il bene torna comune” per la valorizzazione del bene del Demanio marittimo.

Una contesa legale che dura da 10 anni. Con richiesta di risarcimento danni. Non è difficile supporre che l’iniziative del Comune abbia la strada spianata, considerata l’annosa vertenza giudiziaria che lo vede contrapposto da quasi dieci anni con i concessionari, gli imprenditori Petrucelli: dopo aver ottenuto nel 2003 il via libera da Soprintendenza e Comune al progetto (un contenitore di iniziative culturali attivo tutto l’anno quindi con copertura in legno dell’arena, acquistata da ditta di Melissano), e dopo aver avviato i lavori, la società “Cinema teatri riuniti”, meno di due anni fa ha acceso un procedimento giudiziario per risarcimento danni causati – è la loro tesi – dalle continue interruzioni del cantiere nonostante i lavori procedessero in assoluto rispetto del progetto approvato. Questa “coltellata”, come si lascia sfuggire un collaboratore degli imprenditori, non servirà certo a rasserenare  i rapporti esacerbati da dieci anni di carte bollate e da sentenze – si sottolinea – tutte favorevoli alla società, compresa quella del Consiglio di Stato. “Abbiamo ed avremmo rispettato in piano la destinazione d’uso, questo è chiaro…”, è l’unico deluso commento dopo che oggi alla “Cinema teatri riuniti” è stata notificata la decisione dell’Amministrazione comunale, la quarta dall’inizio di questa interminabile contesa (Venneri, Barba, Errico le precedenti).

Ricognizione dei beni comunali in corso, priorità del governo gallipolino. Il Comune però viaggia su di un altro binario e in un progetto generale finalizzato a “valorizzare il patrimonio comunale, tutelarlo ed ottimizzare le risorse rivenienti”. Una puntuale ricognizione della situazione è stata avviata fin dall’insediamento della nuova maggioranza, si fa sapere da via Pavia: “Nell’ambito di tale attività di censimento – dichiara l’assessore al Bilancio Giovanni Vincenti – si è incastonato un obiettivo prioritario: dopo il passaggio a titolo gratuito del Castello dal Demanio alla città, si è impartito agli uffici l’indirizzo affinché il manufatto noto come Rivellino segua la stessa strada”, restituendo così la sua fisionomia integrale e originaria al famoso Castello sul mare.

L’assessore Vincenti: “Altre iniziative simili in arrivo”. “Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto – commenta l’assessore Vincenti – , nella convinzione che sia dovere del buon amministratore privilegiare un uso dei beni  dislocati sul territorio per esaltarne il pregio storico ed  architettonico, la vocazione naturale e le peculiarità, puntando sempre al soddisfacimento del pubblico  interesse, obiettivo che si estrinseca  sia nelle attività di recupero e valorizzazione dei beni, che nella  capacità di garantirne la massima fruizione pubblica”. Il censimento dei beni comunali dati in concessione prosegue, ovviamente. Ci sono altre novità di questo tipo in arrivo? L’assessore risponde così: “Sì, anzi colgo l’occasione  per comunicare che sono in arrivo altre iniziative per recuperare alla  fruibilità pubblica altri importanti siti demaniali”.

 

 

Gallipoli – Va al Milan la 15^ edizione del trofeo Caroli Hotels under 14. Nella finale di questa mattina (martedì 13 febbraio) disputata alle 10,45 presso lo stadio “Bianco” di Gallipoli, i rossoneri allenati da Nava hanno avuto la meglio per 3 a 1 sui “cugini” dell’Inter guidati in panchina da Mandelli. Prima della finalissima era stato il Sassuolo a battere la Lazio (1-0) conquistando il terzo posto. Della sezione Aia di Casarano i due giovani arbitri designati a dirigere gli incontri: Marco Colazzo per la finale, Emanuele Bleve per la finalina. Per il Milan, che succede al Tor Tre Teste Roma nell’albo d’oro della manifestazione, si tratta della quinta affermazione al Trofeo Caroli Hotels Under 14 dopo i successi ottenuti nel 2006, 2009, 2013 e 2016.

Tutti i premi – Tra le premiazioni dell’ultima giornata del torneo anche quella per il fair play ai giapponesi del Fourwind Japan. Altri premi a Stefano Nava, allenatore del Milan; al capocannoniere Stojanovic (Hellas Verona) con 8 reti; premio “Giovane promessa” a Ivan del Milan (autore di due reti nella finale); premio alla carriera a Rocco Villarosa; squadra rivelazione l’Ausonia Calcio 1931. Per i giocatori premiati il portiere della Spal, Pezzolato, l’attaccante del Sassuolo, Baldari, il centrocampista della Juventus, Hasa ed il difensore della Roma, Catena. Premio fedeltà al Nick Bari; premio simpatia alla Lazio e premio staff a Salvatore Mangia. I premi speciali “La Giovane Italia” sono andati a Felline (Lecce), Bonavita (Inter) Savane (Inter), Antolini (Juventus), Salvemini (Sassuolo), Accornero (Genoa), Anane (Milan), Cherubini (Lazio).

Salve – Un ricordo del poeta Cosimo Russo a un anno dalla sua prematura scomparsa. “Per poco tempo” (Manni editore) è la raccolta di versi che viene presentata giovedì 15 febbraio, alle 17.30, presso la Biblioteca comunale di Salve. Alla serata prendono parte il sindaco Vincenzo Passaseo, Mario Carparelli del Presidio del Libro del Capo di Leuca, e Luigina Paradiso, madre del poeta e curatrice del volume. In chiusura letture di Elisa Maggio, della compagnia teatrale “Salve in scena”. Di recente, sempre al fine di ricordare la memoria di Russo (nato nel 1972 a Gagliano del Capo) c’è stata anche l’inaugurazione di una targa collocata fuori dalla stazione di Arigliano (frazione di Gagliano del Capo). «Al contrario di tutte le altre targhe commemorative, questa contiene un dettato di poesia che vuol risvegliare un messaggio d’amore che stiamo perdendo. Un messaggio per le genti, scritto fuori dall’ultima stazione d’Italia e consegnato idealmente ai viaggiatori che da ogni parte del mondo arriveranno qui», afferma la signora Paradiso.“L’hai sentito il treno delle nove e mezza di sera / […] / farti dimenticare gli avanzi e i disavanzi, / spingerti sulla portiera dei sogni nel vagone dell’irreale”: questi alcuni dei versi della poesia “Il treno della Sud Est”.  È sempre la madre dell’autore a spiegare come fu lo stesso figlio Cosimo a scegliere il titolo della raccolta, pubblicata postuma. «Lui era molto riservato, aveva tanti scritti nel cassetto e io, di nascosto, avevo già cominciato a mandarne alcuni alle case editrici. Poi, prima di andare via, Cosimo lasciò detto che gli sarebbe piaciuto veder pubblicate le sue poesie, così le ho tirate fuori e le ho spedite a Manni, che già conosceva il suo valore. Il titolo “Per poco tempo” l’ha scelto mio figlio: intendeva dire che la poesia era una passione che coltivava nel suo poco tempo sottratto agli impegni quotidiani, al lavoro, alla famiglia».

Il ricordo – Fra le parole che molti intellettuali hanno speso per Cosimo Russo, significative sono quelle pronunciate da Elio Ria (di Tuglie), che all’inaugurazione della targa commemorativa ha detto: «La cosa che mi ha colpito della poesia di Mimmo è che lui non ha avuto bisogno di sforzarsi di trovare lo straordinario in cose lontane: lo ha trovato invece nella quotidianità. Ha descritto il territorio e la sua gente con la capacità di cogliere la bellezza nella semplicità, senza mai cadere nel banale. E l’ha fatto con una precisione delle parole che solo i poeti hanno». In quella stessa occasione, Lara Savoia (di Salve), ha poi aggiunto: «Ho visto in Cosimo un poeta della luce. Le sue poesie mi ricordano le quattro stagioni di Vivaldi: un breve inverno mitigato dall’immenso sole dell’estate».

 

Nardò – La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell’Aro 6 ha ormai le settimane contate, Presto le novità contenute nella gara d’appalto conclusasi nel novembre scorso dopo quasi quattro anni, diventeranno realtà per l’intero territorio di Nardò e per gli altri Comuni che fanno parte dell’Ambito ottimale, cioè Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Seclì, Tuglie. A spuntarla, come si ricorderà, sono state tre imprese salentine in associazione temporanea: la “Bianco Igiene ambientale” di Nardò, la “Gial Plast” di Taviano e la “Armando Muccio” di Taurisano. Le tre società hanno portato a casa un appalto da 102 milioni 986.734, 96, vale a dire 11 milioni 443mila euro annui. L’affidamento definitivo della gara con capofila Nardò e passata attraverso varie traversie ed un commissariamento (nel marzo scorso, da parte della Regione), è datato 20 novembre. In una nota del Comune si parla di “novità nei prossimi mesi” e, oltre al potenziamento del servizio, si ricorda la raccolta del rifiuto organico (previa distribuzione ovviamente del bidoncino dedicato). “Tali miglioramenti del servizio – si sottolinea – non comporteranno alcun costo “finale” per i cittadini”.

Intanto però da maggio nelle marine neretine scompariranno  i bidoni e sarà introdotta la raccolta porta-a.porta del rifiuto differenziato. Il servizio riguarderà le marine di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Torre Inserraglio, che registrano una maggiore presenza di popolazione residente nei 12 mesi dell’anno. “I cittadini non dovranno più fare i conti con situazioni di sporcizia e cattivo odore generate dai bidoni, soprattutto durante la stagione estiva. L’Amministrazione comunale e Bianco Igiene Ambientale (capofila) – si conclude – hanno già programmato la pulizia e il lavaggio straordinario delle sedi stradali che da anni ospitano i bidoni, non appena questi verranno rimossi in coincidenza dell’avvio del servizio di raccolta porta a porta”.

 

Gallipoli – Sfilate che saltano e programmi da rivedere in fretta e furia per quella che, nel rispetto della tradizione, sarebbe dovuta essere l’ultima giornata del Carnevale. Come già accaduto sabato 10, invece, anche per il “Martedì grasso” gli organizzatori delle varie feste hanno dovuto fare i conti con i capricci del tempo. A Gallipoli salta la sfilata nel centro storico ma il programma previsto resta condensato nel salone di San Lazzaro dove, dalle 17, si esibiranno i ragazzi dell’Istituto superiore “Giannelli” ed i vari gruppi in gara prima della premiazione finale e della cerimonia del Campanone. Sabato 17 resta confermata, inoltre, la presenta de Lu Titoru al carnevale di Nardò.

Niente sfilata questo pomeriggio neppure a Casarano dove gli organizzatori hanno scelto di unire la festa della Pentolaccia, già programmata per domenica 18, con la chiusura del Carnevale: tutto si svolgerà presso i giardini comunali William Ingrosso. Anche Aradeo ha rinviato la sfilata prevista oggi: se ne parlerà per il finesettimana.

Sabato 17 chiude, invece, il Caranevale di Matino che ha dovuto fare i conti con il maltempo già sabato 10. Per il Carnevale del Capo, invece, la festa finale di Castrignano del Capo prevista per oggi è stata rinviata a domenica 18 (mentre Patù ha già anticipato a lunedì 12) e Morciano, invece, salta di una settimana: da sabato 10 a sabato 17.

Maglie – Anche Arci-Biblioteca di Sarajevo aderisce al ricorso contro la Bei, la banca europea d’investimenti, che ha finanziato il gasdotto in costruzione, che porterà il gas dall’Azerbaigian (Asia) in Italia ed Europa. “Dopo l’incontro informativo di sabato scorso  “Tap? No grazie” tenutosi a Maglie, organizzato dal Coordinamento tutela del territorio magliese a cui aderisce anche Arci-Biblioteca di Sarajevo – si legge in una nota del sodalizio – abbiamo deciso di sottoscrivere il ricorso per l’impugnazione della decisione della Bei di erogare un finanziamento pubblico al progetto privato Tap. L’asociazine magliese ritiene che “in tutta la vicenda Tap non si siano tenute in alcun conto le istanze democratiche di un territorio che in più occasioni e in diverse forme, anche di carattere istituzionale, ha espresso la propria contrarietà all’opera ritenendola dannosa per l’ambiente e incompatibile con il modello di sviluppo turistico del Salento”.

Richiamando l’inchiesta giornalistica del settimanale “L’Espresso”, si segnalano dubbi  sulla reale utilità dell’opera e sulla trasparenza delle operazioni economiche ad essa connesse: “Il gasdotto Tap non diversificherà affatto le fonti di approvvigionamento energetico internazionale, come viene invece dichiarato – si afferma – perché sicuramente  trasporterà gas russo e iraniano in quanto i giacimenti in Azerbaigian non sono sufficienti a garantire il rifornimento previsto. Quest’opera, prima di approdare a Melendugno e continuare lungo la dorsale appenninica verso l’Europa del Nord, parte e attraversa Paesi in cui vigono sistemi dittatoriali che calpestano sistematicamente i diritti umani. La Politica deve saper guardare oltre gli interessi economici ed avere uno sguardo di larga proiezione sia in termini di approvvigionamento energetico e tutela ambientale che in termini di rispetto della democrazia e dei diritti delle persone”.

 

Per questi ed altri motivi Arci-Biblioteca di Sarajevo invita persone e associazioni a sottoscrivere il ricorso al fine di bloccare l’opera. C’è tempo fino al 16 febbraio prossimo, scrivendo esclusivamente all’indirizzo ricorsobei@gmail.com; indicare nell’oggetto: Adesione al ricorso Bei Tap; indicare nel testo il proprio nome e cognome e codice fiscale.

Intanto, continuano gli scontri tra forze di polizia e manifestanti: l’altro ieri nel cantiere nei pressi della marina di San Foca, si è registrata una sassaiola conclusasi con cinque feriti (una donna è stata ricoverata all’ospedale di Scorrano).

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