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Gallipoli –  Nell’assestamento e nelle variazioni del bilancio della Regione Puglia, approvato ieri un emendamento che ha introdotto fondi per studiare ancora più da vicino le piante di ulivo che, pur trovandosi nella zona infetta, non presentano alcun sintomo della malattia portata dal batterio Xylella. La proposta approvata dalla maggioranza è partita dai banchi della minoranza pentastellata, precisamente dal consigliere regionale Cristian Casili di Nardò, capogruppo. (nella foto di Giovanni Melcarne un ulivo scheletrico e un semenzale senza ombra di disseccamento; sotto, Casili)

Nei prossimi mesi – afferma Casili – potremo avere ulteriori elementi per sviluppare nuove strategie di controllo e gestione dei disseccamenti dei nostri ulivi. Tutto ciò grazie ad un mio emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria, un emendamento che tentavo di far approvare da oltre un anno e mezzo”. Si tratta di 200mila euro per la “promozione di attività di studio e monitoraggio del germoplasma locale nella zona colpita dalla xylella, per l’individuazione di piante di ulivo tolleranti al disseccamento”. Previsto il coinvolgimento delle Università e degli enti di ricerca, in particolare dell’UniSalento territorialmente interessata, e degli operatori agricoli locali, la Regione avvierà un monitoraggio e un censimento con l’esatta collocazione geografica delle piante coltivate e dei semenzali resistenti per poi promuovere “attività di studio e ricerca sul germoplasma locale”.

Casili, che fa di professione l’agronomo, spiega: “Il germoplasma locale rappresenta una risorsa genetica fondamentale per la salvaguardia delle caratteristiche peculiari delle produzioni locali, costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura, che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia. Si tratta di soluzioni alternative all’introduzione di cultivar alloctone – continua il consigliere regionale – che, essendo estranee ai nostri ambienti, richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino. Sono frequenti le segnalazioni provenienti dai produttori olivicoli leccesi di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo della malattia, per queste ragioni ritengo opportuna un’attività di censimento per ottenere informazioni volte ad individuare le caratteristiche di queste piante”.

Secondo queste indicazioni fatte proprie dal governo pugliese, il Salento diventerebbe un vero e proprio laboratorio a cielo aperto (di cui già oggi ci sono dei prodromi come i campi sperimentali di Presicce), poiché “lo stesso costituisce un semenzale diffuso nonché un importante bacino di informazioni relative alla variabilità genetica e, al contempo, si favorirebbe la promozione di studi sul germoplasma locale di piante che ad oggi non manifestano alcun sintomo pur trovandosi nei focolai dove la recrudescenza della malattia è molto forte. È ora – conclude Casili – che si monitori questa parte del nostro territorio (la zona rossa, con nucleo originario tra Gallipoli e Taviano, ndr) da tempo abbandonata a se stessa perché considerata infetta ma che, invece, conserva importantissime informazioni utili per tutta la nostra regione”.

Santa Maria al Bagno (Nardò) – Un calendario di eventi ed appuntamenti estivi per adulti ed anche piccoli aperti al pubblico, in un giardino d’altri tempi nella restaurata Villa degli Angeli, un luogo che di solito e in tanti vediamo solo da fuori: irrompe nella estate neretina il programma della struttura residenziale che ha trovato un modo originale di mettere a frutto – ma con ingresso libero fino ad esaurimento della capienza – uno scrigno architettonico, artistico e botanico datato Ottocento salentino. L’apertura di questa antica dimora appartenuta alla famiglia Frigino è fissato per giovedì 19 alle ore 21.

Ad accogliere i visitatori in via Giovan Battista Galvani 5, ci sarà uno staff pronto ad illustrare la storia e le bellezze del luogo: il grande salone arricchito da un mosaico con lo stemma nobiliare della famiglia, prima proprietaria che lo fece realizzare a due artigiani turchi fatti arrivare appositamente; l’incantevole terrazza, che ospiterà un Cocktail Party offerto dai gestori; gli oltre mille metri quadrati di giardino con due Araucarie secolari di oltre 25 metri d’altezza ed il giardino di Cycas alcune delle quali centenarie.

Dallo Yoga al tango argentino “Un’occasione unica per ammirare in tutto il suo splendore questa meraviglia architettonica – si legge nella nota di presentazione della catena di eventi – dopo i lunghi lavori di restauro. Un appuntamento dedicato all’arte e alla cultura che avrà molti ospiti e numerose performance”. Tra queste (anche alcune con attività residenziali), iniziative dedicate al benessere con lezioni di Yoga, T’ai Chi Ch’uan, Tango argentino e scherma con ospiti Pino Belgioioso, Sabrina Vergari, Marco Campobasso, Barbara Giannetti, Paolo e Roberto Cazzato, Roberto Gagliardi, Angela Cosi, Gianfranco Russo e Alessandro Bollino. In cartellone un ciclo di lezioni dedicate ai sapori mediterranei con piatti e ricette di Siria, Libano, Palestina, Algeria, Marocco, Tunisia, Spagna, Grecia e Croazia; un progetto dedicato alla fotografia, curato da FotoScuolaLecce che presenterà quattro mostre di giovani artisti; una mostra di arte digitale ed un ciclo di conferenze con illustri studiosi ed anche reading letterari con autori ed editori.

“Letture senza frontiere” è lo spazio riservato ai più piccoli con quattro appuntamenti, con fiabe e racconti in lingua originale: “Ali Baba” (arabo), “Marsha e Orso” (russo), “Robin Hood” (inglese), “Belle e Sebastien” (francese). A completare il fitto programma, una serie di incontri a sfondo gastronomico tra cui spicca quello col pasticciotto declinato in tutte le sue ormai numerose varianti e alla pasta fatta in casa. “Si tratta di un progetto di valorizzazione degli spazi – continua la nota diffusa dagli organizzatori – fortemente voluto per ridare un’anima a questa Villa incantevole, offrendo la possibilità di godere della magica atmosfera dei luoghi, anche ai visitatori locali e ai numerosi turisti presenti, arricchendo così l’offerta del territorio”.

 

 

 

Gallipoli – La puntata di Superquark di oggi, mercoledì 18 luglio alle 21.25 affronterà il problema del “Disseccamento rapido dell’olivo” determinato dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa. La popolare ed accreditata trasmissione di Piero Angela si sofferma sul dramma che sta vivendo da ormai cinque anni l’olivicoltura salentina e, da qualche tempo, anche brindisina e barese (marginalmente).

Questo un passo del comunicato pubblicato dall’Ufficio stampa della Rai: “Un’incredibile catena di errori ha trasformato la Xylella fastidiosa in una minaccia per gli ulivi di tutto il Mediterraneo”. gli inviati sono i giornalisti Giovanni Carrada e Rossella Li Vigni, che sono andati a vedere gli uliveti e a parlare con i ricercatori.

Domani invece dovrebbe giungere in Puglia il ministro delle Risorse agricole, Gian Marco Centinaio, come conferma una nota della Regione. Il ministro sarà a Bari e poi nel Salento, in particolare nella zona di Gallipoli ed a sud della città, dove si sono riscontrate le prime presenze della Xylella. .

Sabato 21 luglio, infine, in un uliveto secolare nelle campagne di Tiggiano, al tramonto (ore 19), si terrà il primo evento organizzato da “Save The Olives”, organizzazione no profit presieduta dall’imprenditore di Andria, Pietro Petroni. e nata con lo scopo di concentrare le forze di chi sta lottando contro la xylella. Si tratta di un concerto dei cameristi del Teatro “La Scala” di Milano. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di opinion leader, stampa, stakeholders e attori del territorio e di sensibilizzare il pubblico sul tema e a raccogliere fondi sulla ricerca.

Casarano – Dai banchi del liceo ai “banconi” da laboratorio il passo è stato breve per il 18enne Simone Marigliano. Lo studente del liceo scientifico linguistico “Vanini” di Casarano si è aggiudicato la 14^ edizione del concorso nazionale “Lo studente ricercatore” indetto dall’Istituto Ifom di Milano, fondato nel 1998 dalla Fondazione italiana per la ricerca sul cancro (Firc) e rinomato centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare. Lo studente ha centrato in pieno l’obiettivo del “rapido trasferimento dei risultati dal laboratorio alla pratica diagnostica e terapeutica”, la “mission” dell’Istituto, superando brillantemente il difficile test di ammissione insieme ad altri nove giovani studenti selezionati tra le centinaia di candidature giunte da tutta Italia. Il concorso è un progetto unico nel suo genere in quanto consente, ogni anno, ad una ristrettissima cerchia di liceali di vivere in prima persona la ricerca scientifica lavorando intensamente per 15 giorni fianco a fianco con ricercatori provenienti da tutto il mondo. Marigliano (che affronterà la maturità il prossimo anno) ha avviato il 25 giugno il suo stage soggiornando nella guest house internazionale di Ifom e lavorando nell’Unità di Colture cellulari sotto la guida della ricercatrice Ilaria Rancati.  La sua candidatura è stata sostenuta tanto dalla dirigente Maria Grazia Attanasi quanto dal professor Gianni D’Aprile.

 

Scorrano – E’ cominciato oggi l’evento clou per Scorrano: i festeggiamenti in onore di Santa Domenica, che salvó il paese dalla peste nel 1600. Milioni di luci illumineranno per cinque giorni il centro storico del paese dove sono attese circa 120mila persone tra devoti e turisti. Oltre ai molto sentiti riti religiosi, sono in programma spettacoli pirotecnici, concerti bandistici, degustazioni di prodotti tipici con il progetto “M’illumino di Gusto”, concerti e tante altre sorprese organizzate dal comitato Santa Domenica, dal Comune di Scorrano, dal parroco don Massimo De Donno e da Eventi Marketing e Comunication per un costo di circa 200mila euro.

Sul versante civile, lo spettacolo più atteso resta però quello delle luminarie. Si resta incantati davanti alle imponenti luminarie allestiste per l’occasione dai maestri di questa arte, che a Scorrano sono di casa. A dare il loro contributo saranno le ditte Cesareo De Cagna e figli di Maglie, “Marianolight” di Lucio Mariano di Corigliano d’Otranto, De Filippo (Salerno) e Parisi di Taurisano,  che creeranno incredibili scenografie rappresentando monumenti e santi con luci a led molto più tecnologiche degli anni passati che garantiranno una maggiore illuminazione. Queste realizzazioni sono state esportate in tutto il mondo e hanno reso questa festa tra le più belle d’Italia. La novità assoluta di quest’anno sarà la possibilità, data dalle ditte De Cagna e Mariano, di personalizzare i colori delle luminarie e le modalità di accensione tramite un app sul proprio ipad. Le accensioni, che saranno trasmesse in diretta su Telenorba, saranno ogni giorno alle ore 21,23 e alle ore 00.15. Per gli spettacoli pirotecnici, che faranno da contorno alle imponenti luminarie. Le ditte partecipanti saranno Mega Angelo di Scorrano, “Francesco Mega srl (Scorrano), “Fratelli Pannella (Ponte), Senatore fireworks (Cava de’ Tirreni). Gli spettacoli si susseguiranno per tutta la giornata a partire dalle ore 6,30 del mattino di venerdì 6 luglio fino alle ore 24 per l’esibizione notturna.

La promozione dell’artigianato agroalimentare d’eccellenza  “M’illumino di gusto” è giunto intanto alla sua quarta edizione. La manifestazione si svolgerà in via Re Ladislao, in pieno centro storico. Per l’occasione sarà allestito anche un vero e proprio laboratorio artigianale in cui i maestri aderenti all’Associazione pasticcieri salentini di Confartigianato Imprese Lecce prepareranno davanti al pubblico il famoso pasticciotto salentino, prodotto tipico ed emblema della pasticceria.

“Anche quest’anno celebriamo i festeggiamenti in onore della nostra patrona, Santa Domenica – afferma il Sindaco Guido Stefanelli – e sono  particolarmente onorato di portare il mio saluto e quello di tutta l’Amministrazione comunale. Rivolgo il più sentito ringraziamento a tutti i cittadini, ai fedeli, al parroco don Massimo De Donno e al comitato Santa Domenica per il loro impegno profuso ai fini della buona riuscita dell’evento”.  Il Sindaco infine richiama tutti “ad una puntuale osservanza del piano di sicurezza predisposto congiuntamente alla Prefettura e alla Questura di Lecce: la collaborazione, in questo momento di concordia e felicità per la nostra comunità, siamo sicuri che sarà l’elemento vincente della festa patronale”.

M.M.

 

 

Alliste – È stata depositato in Prefettura, il 29 giugno scorso, il progetto per la realizzazione di una rete di sorveglianza sul territorio di Alliste e Felline. Ad annunciarlo è Angelo Catamo (foto), presidente del Consiglio comunale che, in cooperazione con l’assessore ai Servizi sociali Anna Lucia Causo e l’Ufficio di Polizia municipale, ha curato l’intero progetto indirizzato, previa approvazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al Ministero dell’Interno.

Il progetto prevede una richiesta di finanziamento a valere sui “Fondi di riserva speciale” del Ministero dell’Economia e delle Finanze di circa 70mila euro a fronte di un cofinanziamento di 20mila euro. Il piano progettuale intende dotare le cittadine di un sistema di videosorveglianza munito di una moltitudine di telecamere di nuova generazione collegate in rete wi-fi, con ottima risoluzione di immagini e con la possibilità di poter ospitare anche il traffico dati degli operatori privati che vorranno monitorare in remoto le proprie aziende: le telecamere andrebbero ad essere posizionate nei punti strategici del territorio di Alliste e Felline al fine di prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, quali incendi di auto e aziende, danneggiamento di edifici pubblici, furti e rapine ad esercizi commerciali e a private abitazioni, reati in materia di sostanze stupefacenti e normative sugli abbandoni dei rifiuti pericolosi.

Porto Cesareo – Inquietanti scoperta nelle acque di Porto Cesareo, in piena Area marina protetta: vi è in atto una inspiegabile moria di Pinna nobilis, comunemente chiamate cozze penne. Lo hanno rilevato nei giorni scorsi gli operatori scientifici subacquei dell’Amp Porto Cesareo (foto) che si sono immersi nei siti sottoposti a monitoraggio in base ad un progetto di qualche anno fa. La moria sembra essersi verificata negli ultimi sei mesi: durante il precedente monitoraggio di novembre, le cozze penne erano vive. Per questo particolare gli studiosi credono che l’epidemia sia verosimilmente da ascriversi ad un agente patogeno. Le immersioni, proseguite anche in altri siti, hanno registrato il dato che la moria interessa l’intera costa sino a profondità accertata di 40 metri.

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha immediatamente inoltrato la segnalazione del fenomeno al  Ministero dell’Ambiente, Reparto ambientale delle Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ispra, l’Asl di Lecce servizio veterinario, Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare). Dice il  direttore dell’Amp Porto Cesareo, dottor Paolo D’Ambrosio: “Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori monitoraggi in sinergia con il settore veterinario dell’Asl di Lecce al fine di eseguire approfondimenti epidemiologici e tossicologici”.

La Direttiva europea del 2008 E’ del giugno 2008 la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy) (2008/56/CE), successivamente recepita in Italia nel 2010. La Direttiva si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea, avendo come obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per tutte le acque marine. L’Amp Porto Cesareo, in questo contesto,  ha ottenuto specifiche istruzioni nell’ambito del monitoraggio per la Marine Strategy, tra cui appunto la Pinna nobilis, e da 2016 ha individuato, nell’area di propria competenza, tre siti con diverse migliaia di organismi.

Maglie – Domenica 10 giugno, alle 20.30 nell’atrio del Liceo scientifico Da Vinci si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori del XVII Certamen nazionale fisico-matematico “Fabiana D’Arpa”. Dopo i saluti della dirigente Annarita Corrado e di Renato Orta, docente del Politecnico di Torino, avrà luogo la cerimonia della premiazione  alla presenza di Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Vincenzo Melilli, dirigente Uff.VI U.S.P Lecce; Sebastiano Leo, assessore regionale; Andrea Fabbri, direttore del collegio universitario “Einaudi” di Torino; Ernesto Toma, sindaco di Maglie e Mariano Longo, docente UniSalento. Nel corso della serata saranno premiati anche i vincitori delle borse di studio “Leonardo da Vinci” e dei Giochi della chimica e saranno consegnati alla dott.ssa Assunta Tornesello (di Alezio) i fondi raccolti a favore del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Fazzi di Lecce. La serata sarà condotta dal prof. Francesco Piccolo della compagnia teatrale “La Busacca”; suonerà l’orchestra del liceo scientifico diretta dal maestro Armando Ciardo. L’iniziativa ha il patrocinio del Politecnico di Torino, dell’Unisalento, del collegio universitario Renato Einaudi di Torino, della città di Maglie, della Provincia di Lecce, della Regione Puglia e della città di Vernole.

Il Certamen, istituito nel 2001, è intitolato a Fabiana D’Arpa di Vernole,  eccellente allieva del Da Vinci, scomparsa all’età di ventitre anni, alla vigilia della laurea in ingegneria elettronica che stava per conseguire al Politecnico di Torino e che nel luglio del 2005  le è stata conferita post mortem. Il Certamen si ispira ai valori che facevano parte della personalità di Fabiana: “pertinace, puntiglioso esercizio del dovere, lo slancio verso il bello ed il vero, la ricerca dell’eccellenza”. Per questo le condizioni di partecipazione al Certamen sono molto selettive: sono ammessi gli studenti che frequentano  l’ultimo anno di un corso di studi secondari di secondo grado  che  negli ultimi due anni scolastici siano stati ammessi alla classe successiva con una votazione media di 9/10 in matematica, fisica, scienze naturali e di 8/10 di media nelle restanti discipline di studio. La prova riguarda argomenti di matematica e fisica ed è predisposta dai docenti del Politecnico di Torino. I premi che saranno consegnati domenica: al primo classificato un ulivo d’argento, al secondo il premio soggiorno Mediterranea vacanze, al terzo il Premio collegio universitario Renato Einaudi di Torino, al quarto Premio speciale città di Vernole.

Poggiardo – Inaugurazione, venerdì 8 giugno alle ore 11.30, del nuovo centro di Senologia del Distretto sociosanitario di Poggiardo. La struttura è allestita presso il Presidio territoriale assistenziale (ex ospedale “Pispico”) e sarà attiva sia con sedute di screening mammografico che con sedute di senologia clinica, grazie all’utilizzo del mammografo di ultima generazione Senographe Pristina 3D (GE), che permette l’opzione della Tomosintesi digitale della mammella. Tale piattaforma permette un “estremo contenimento” della dose di radiazioni, grazie ad un’eccellente visibilità delle lesioni mammarie rispetto a una tradizionale acquisizione mammografica 2D, e permette anche una “nuova esperienza di compressione della mammella”, che consente di alleviare l’ansia e di mettere a proprio agio le pazienti durante l’esame. Oltre ad alleviare lo “stress da esame”, “questa tecnologia  risponde anche alle esigenze dei tecnici, facilitandone il lavoro, e dei radiologi, essendo in grado di ottimizzare il processo diagnostico”, come fa sapere la direzione generale della Asl.

La cerimonia di inaugurazione Alla cerimonia inaugurale interverranno il direttore generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, i medici di Medicina generale, la referente del tavolo tematico di Senologia,  Rita Tarantino, il responsabile dello screening aziendale Daniele Sergi e i sindaci dei Comuni del Distretto (con Poggiardo anche Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino, Nociglia, Ortelle, San Cassiano, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano e Uggiano La Chiesa).

Già avviato lo “screening mammografico” Il servizio di screening mammografico, già avviato il 5 marzo scorso, è rivolto a donne tra i  50 e i 69 anni e si svolge nei giorni di lunedì e mercoledì e, per approfondimenti diagnostici mammografici ed ecografici, il mercoledì, venerdì e sabato. Per ogni seduta sono previste circa 25 pazienti che, prima di eseguire l’esame, compilano una scheda anamnestica e lasciano in consegna eventuali esami precedenti. Le mammografie vengono successivamente visionate (in doppio cieco), da 2 medici radiologi, i quali,  se ritengono necessario completare l’esame con ecografia mammaria o con un approfondimento radiografico mirato, contatteranno personalmente la paziente. Le sedute di senologia clinica si svolgono nelle giornate di martedì e giovedì e coinvolgono le pazienti di fascia d’età non compresa nello screening o quelle che hanno richieste prioritarie (con urgenza U o B), per un esame mammografico e di ecografia mammaria.

 

Nardò – “Unitre in festa”: sabato 9 giugno dalle 20.30 al teatro comunale, l’Università delle Tre Età si ritrova per festeggiare la fine dell’anno accademico. Durante la serata non mancheranno momenti dedicati a esecuzione di musica polifonica e conferimento del titolo di socio onorario a diverse personalità del territorio. «Sarà un grande momento di festa per le attività svolte in questo Anno accademico – dichiara il presidente Giovanni Però (foto) – che verrà allietato dall’inno nazionale, dall’inno Europeo e da quello dell’Unitre. L’Unitre è una associazione onlus che non si chiude su se stessa ma si apre all’esterno verso la comunità intera, interessandosi di salute, scuola, finanza, economia, letteratura, matematica e fisica, storia e geografia economica, passando per attività che vanno dal burraco agli scacchi, dalle escursioni didattiche a quelle artistiche e archeologiche ecc., avendo come motto lo “star bene con sé per stare bene con gli altri”.

“Sono tre età a confronto continuo – conclude Però – osmotiche, liberatrici, appassionate, vive, costituenti un unicum sociale che parla, dibatte, pensa, sperimenta, aiuta, consiglia, ama. Noi saremo lì, nel Teatro comunale il 9 giugno alle ore 20 per offrirvi una serata diversa, gioiosa, spensierata».

 

Gallipoli – La Commissione europea ha tirato le somme: l’area da quarantena a causa dell’attacco della Xylella fastidiosa è aumentata, annettendo una fascia di territorio della provincia di Bari. Troppo pochi gli ulivi infetti e non abbattuti né rimossi. Nel 2018 su 241 ordinanze neanche una ha raggiunto lo scopo, L’anno precedente il numero si è attestato su circa 900 eradicazioni. Certo, ci sono vincoli normativi, paesaggistici, urbanistici che andrebbero superato con un decreto apposito; ci sono problemi col catasto non aggiornato per cui è difficile spesso individuare i titolari dell’appezzamento ai quali notificare le ordinanze, per cui si pensa di trovare il modo di procedere d’urgenza, rinviando a dopo le procedure burocratiche. Ma i conti non tornano e la delegazione europea arrivata lunedì in zona, è ripartita per Roma e poi Bruxelles portando con sé solo gli apprezzamenti per un sistema di monitoraggio nella zona di contenimento che ha funzionato. Dai loro dati si evince che su circa 7 milioni di piante, soltanto 3.800 in quell’area sono risultate colpite dal batterio e nessuna in focolai in cui gli alberi contagiati sono stati rimossi.

Gli ispettori della Ue, direzine generale per la salute e la sicurezza delle piante, hanno fatto il loro lavoro ed ora tocca al Ministero delle politiche agricole ed alla Regione Puglia cercare di rinviare, quantomeno, la nuova mappa redatta (foto) da cui si evince l’indicazione di una nuova zona infetta, come preannunciato e temuto nelle scorse settimane. Comunque vada, le condizioni politiche intorno al grave problema sembrano finalmente essersi chiarite: l’intero Consiglio regionale ha votato un documento pieno di impegni da rispettare, da parte della Regione, del governo centrale e dell’Europa, ritenuta per la prima volta in modo esplicito colpevole di scarsa vigilanza alle frontiere (principalmente nel porto di Rotterdam, il più trafficato del continente) circa l’importazione di specie vegetali e di piante ornamentali. Si tratta di vedere adesso cosa concretamente produrrà questo nuovo ed inedito clima unitario da cui tutti si attendono molto. Anche per recuperare qualcosa dei cinque anni di polemiche, ricorsi, ricerche, scontri. E senza nessun provvedimento concreto.

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

Gallipoli – Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, la tecnica degli innesti e molto altro. Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello presso la propria sede di via Bari ricercatori e docenti universitari lo scorso 31 maggio, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta al fastidioso batterio. «Abbiamo sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto – ha detto il presidente Pantaleo Piccinno alla platea – abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori, non solo pugliesi, convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari di rigenerazione ambientale e agricola».

L’assemblea Giovani Coldiretti

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro. Gianluca Bleve (di Tricase) e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto “Passata d’oliva”, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre (foto) dell’Università del Salento ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi – una sinergia tra ricercatori e agricoltori – che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione.  Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato. Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca Basile Caramia, ha spiegato il progetto “Biosavex” che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione ed anche il progetto “Sogesom”, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti. «Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia – ha detto il professor Gucci dell’Università di Pisa – le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali».

Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Pianta colpita da Xylella

Gallipoli – Come individuare il batterio da quarantena Xylella fastidiosa, che vive e si riproduce nei vasi xilematici degli ulivi e di altre piante? A trovare un sistema diagnostico nuovo ci hanno pensato i ricercatori dell’Università del Salento e del Consiglio nazionale delle ricerche Nanotec di Lecce che hanno visto il loro studio pubblicato in questi giorni su “Scientific Reports, rivista del gruppo “Nature”. Il sistema ideato dal gruppo di ricerca si basa su microsensori ad elevata sensibilità e riesce ad individuare la presenza del patogeno che affligge gli alberi del territorio salentino, comparso circa cinque anni fa proprio nelle campagne tra Gallipoli, Taviano, Racale,  con tempi rapidi di analisi. “Si tratta di un primo importante passo avanti verso la diagnostica in-situ, come valido strumento nelle mani degli esperti del settore per le analisi su campo”, si fa notare in una nota di Unisalento. Ed a costi contenuti.

“Il rilevamento di Xylella fastidiosa, viene solitamente eseguito con tecniche di laboratorio (Elisa e Pcr). In questo lavoro, invece – afferma Serena Chiriacò, ricercatrice del Cnr – i due metodi tradizionali sono stati confrontati con il nuovo test elaborato su biochip elettrochimici, ottenendo risultati sovrapponibili a quelli dei test tradizionali, ma con vantaggi significativi in termini di costi e tempo impiegato per l’analisi”. “Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche – commenta Andrea Luvisi, ricercatore dell’Università del Salento – rappresenta un’utile risorsa per le azioni di monitoraggio, attività imprescindibile per il contenimento dell’epidemia”.

Questo è solo uno degli ultimi frutti di una solida collaborazione tra l’Università del Salento ed il Cnr Nanotec, che ha permesso la creazione di un team fortemente interdisciplinare con la presenza di patologi e fisiologi vegetali, biologi, biotecnologi e fisici, che hanno lavorato insieme alla realizzazione di un biosensore innovativo in grado di rilevare la presenza del fitopatogeno. “Il lab-on-chip realizzato – concludono i ricercatori – comprende anche un modulo microfluidico che consente di effettuare l’analisi su piccoli volumi di campione, e le sue prestazioni sono competitive rispetto ai metodi diagnostici convenzionali, ma con gli ulteriori vantaggi di portabilità (l’intero dispositivo misura pochi centimetri quadrati), costi contenuti e facilità d’uso. Una volta industrializzata, la tecnologia proposta potrà fornire un metodo di analisi made in Salento, utile per attuare uno screening su larga scala”.

Gallipoli – Dal Salento a New York, un’azienda leccese che negli anni ha saputo affermarsi tra le eccellenze a livello internazionale nel campo del web: è la storia di “Upvision”, fondata nel 2007 da Francesco Fiore (di San Cesario) e Luigi Sciolti (di Acquarica di Lecce), e cresciuta nel tempo fino alla recente apertura di una sede milanese. Anche quest’anno (come già da quattro edizioni), Upvision sarà partner del Web Marketing Festival (www.webmarketingfestival.it), l’evento di spicco sull’innovazione digitale in programma dal 21 al 23 giugno a Rimini. “Questo festival l’abbiamo un po’ visto nascere – spiega Francesco Fiore – Luigi ha partecipato come relatore fin dalle primissime edizioni, quando l’evento si teneva ancora a Roma. Poi dal 2015 ho cominciato a tenere anch’io degli interventi: nell’edizione di quest’anno, parlerò di come ridurre l’incidenza della spesa pubblicitaria sul fatturato di un e-commerce, ricollegandomi alla figura dell’e-commerce manager, cui ho dedicato un libro pubblicato lo scorso anno”. Il festival di Rimini si conferma quindi come una occasione per confrontarsi e tastare il polso di un settore in continuo cambiamento: “L’atmosfera che si respira al Web Marketing Festival è molto stimolante: qui rivediamo colleghi (tanti, anche salentini), incontriamo clienti, facciamo formazione e ne riceviamo a nostra volta. Il contatto con altre realtà del settore è il valore aggiunto del festival ed è fondamentale per un lavoro come il nostro, che si basa sul costante aggiornamento”, rimarca Fiore.

Da Lecce a Milano, con un salto negli Usa – L’esordio di Upvision è simile a quello di tante realtà di provincia, ma l’evoluzione è singolare e ha proiettato l’azienda fra i più autorevoli partner di Google. “Dieci anni fa, dopo un incontro fortuito sul web, io e Luigi abbiamo deciso di unire le forze e creare una realtà strutturata, per rispondere a una domanda crescente di servizi in ambito web”, racconta l’amministratore – e inizialmente eravamo solo noi due, mentre oggi il team è composto da dieci persone, professionisti che arrivano da vari paesi fra Lecce e il Capo di Leuca ed anche da Brindisi e Taranto (il team in foto, quasi al completo). Ogni figura è specializzata in un determinato ambito e lavorando in sinergia accompagniamo le aziende dalla creazione del sito web per e-commerce alla promozione dello stesso, per raggiungere precisi obiettivi di fatturato. Da qualche mese, inoltre, abbiamo realizzato il sogno di aprire, accanto a quella di Lecce, una sede a Milano, cuore del mercato in ambito digitale”. I riconoscimenti, del resto, non mancano. “Nel 2015, a Dublino, abbiamo ritirato il premio Google Power up – Trofeo “Best in quality”, assegnato alle realtà europee che si distinguono per la preparazione del proprio team sui prodotti Google. Da un anno e mezzo, poi, siamo diventati premier partner di Google e a settembre dello scorso anno siamo stati invitati al Global Summit di New York: è stata un’esperienza bellissima, che ci ha permesso di entrare in contatto con aziende di livello mondiale e di visitare la sede newyorkese di Google”.

 

La corsa al web e il mercato che cambia – Negli ultimi dieci anni, il mercato dei servizi web è cambiato profondamente, modificando di conseguenza il modo di comunicare con le aziende: “Qualche anno fa era difficile convincere gli imprenditori ad avvicinarsi al web per raggiungere quote di mercato”, spiega Francesco. “Oggi, invece, la situazione si è capovolta: alle volte dobbiamo faticare per spiegare agli imprenditori che investire su canali pubblicitari non adatti a un determinato progetto significa buttare via soldi inutilmente. Il problema è che oggi tutti vogliono essere sul web ed è cresciuta l’offerta di questi servizi, che in molti casi sono però servizi improvvisati e non aiutano a raggiungere i risultati sperati”.

Anna Barbieri

Gallipoli – “Sono convinta che ciò potrà essere una buona opportunità per i nostri artigiani, che saranno stimolati a reinventarsi una ragione nuova per fare artigianato e recuperare la passione alle manualità preziose che hanno reso grande il nostro Paese e che purtroppo rischiano di andare perdute”: lo commenta così il protocollo d’intesa tra Confederazione nazionale artigianato (Cna) della provincia di Lecce e l’Apulia film commission della Regione Puglia, Anna Barbieri (foto), presidente dell’Unione benessere e sanità della Cna provinciale e firmataria dell’accordo insieme a Maurizio Sciarra, presidente di Apulia film commission, Maurilio Antonio Natale, presidente della Cna leccese. L’accordo è stato raggiunto con la collaborazione della consigliera  Chiara Coppola (di Racale).

“Il protocollo d’intesa sottoscritto – si legge nel documento finale – si fonda sul comune convincimento che fra le due realtà possano essere raggiunte intese e politiche comuni a favore delle professioni e delle imprese dell’artigianato e del settore audiovisivo”. L’Afc, del resto, è nata proprio per incentivare produzioni cinematografiche in Puglia, contribuendo alle stesse e producendo occasioni di lavoro e di promozione del territorio. L’agenzia, da questo punto di vista, è ormai una realtà di rilievo nazionale ed oltre ed è al centro di film e produzioni varie di buona qualità.

L’obiettivo economico del patto è quello di “creare un circuito virtuoso di sviluppo professionale e territoriale grazie all’offerta locale di servizi competitivi, maestranze, ottimizzazione dei costi, ritorno di immagine certo”. Da qui l’esigenza comune di “rafforzare i legami con i territori, veicolare le esperienze reciproche, divulgare le azioni che valorizzano l’importanza sociale ed economica del settore audiovisivo, studiare l’andamento del mercato”. Il protocollo ha validità tre anni.

 

Muro Leccese – “Al di là di ciò che vedi” è il volume di Alessandro Astore (nella foto) che viene presentato lunedì 28 maggio alle ore 20 a Muro Leccese. L’appuntamento, organizzato dalla locale Amministrazione comunale, è a Palazzo del Principe in piazza del Popolo. Nel suo volume (Maggioli editore), l’autore di Casarano (dottore in ingegneria civile), forte dei suoi studi condotti anche in Cina, si sofferma sull’analisi delle strutture in legno ad incastro in Cina e Giappone e sulla loro particolare resistenza ai terremoti. «Nell’immaginario collettivo il legno è considerato un materiale “debole”, ma ha una resistenza a trazione e compressione di gran lunga superiore all’acciaio ed al calcestruzzo», afferma l’autore nel rilanciare anche in Italia tale tecnica costruttiva, ad incastro e senza l’utilizzo di chiodi o colle.

Galatone – Il divorzio si è consumato davanti ad una platea di una ventina di persone, convocate lì dal comitato locale dei Cinque stelle. Le strade si sono divise ma non quella sera di lunedì scorso al Palazzo marchesale di Galatone ma un paio di giorni prima, sabato 19, quando Cristian Casili di Nardò, Antonella Laricchia e quattro parlamentari del Movimento hanno diffuso il loro Patto anti xylella in dieci punti ed il “Popolo degli Ulivi” tutto intero ha strabuzzato gli occhi, incredulo. Galatone è stata l’occasione per il primo contatto ravvicinato tra i componenti di quella che era stata fino a poco fa un’anima sola.

Strade separate: chi a Bari con altri due “No”, chi a lavorare per il patto Maurizio Maccagnano dei pentastellati ha cercato di moderare tra le ultime posizioni di Cristian Casili, e Crocifisso Aloisi, uno dei principali animatori dell’associazione informale che – peraltro – ha dato appuntamento a domani, venerdì 25 maggio alle 9 a Bari per una manifestazione nei pressi della sede Rai al grido di “No agli espianti” e “No ai pesticidi”. E’ il decreto Martina di cui si parla, ma ormai con voci diverse. “Sulla questione del disseccamento, io ho definito “un teatrino” le contrapposizioni – ha afferma Casili – non perché volessi delegittimare l’opera sia della scienza sia di chi vi si contrappone, ma perché siamo ancora qui a parlarne senza fare nulla: gli agricoltori sono molti confusi. La politica – ha detto Casili in un clima quasi surreale – che doveva uscire da queste contrapposizioni, non l’ha fatto: se guardiamo il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, un giorno con i magistrati con l’appoggio dei comitati popolari ed ambientalisti, un giorno con la scienza”. Sì, va bene la critica politica, ma intanto che cosa è accaduto ai Cinque stelle per un cambio così radicale di linea? “Il Movimento 5 Stelle ha cambiato posizione? Si è semplicemente evoluto – ha ribattuto Casili – di fronte all’evoluzione della malattia del disseccamento, e rispetto ad alcune posizioni rimaste fisse da anni su di un problema così complesso e ad una malattia che cambia continuamente”.

Casili: “Le cose sono cambiate, basta con vecchie posizioni” Casili ha “semplicemente guardato quello che sta accadendo” ed ha cambiato registro, nella speranza di chiudere un patto in cui siano presenti e attivi anche gli ambientalisti che però non siano ancora ancorati ad infruttuose posizioni tipo “la frode Xylella”, il “complotto” internazionale eccetera. Come si ricorderà, i dieci punti contengono sì il diserbo meccannico, le buone pratiche agricole, alcune innovazioni ma non chiudono più porte e finestre agli eradicamnti “chirurgici” poiché “ogni albero colpito è fonte di inoculo” per altri contagi e neancheescludono i trattamenti chimici “compatibili”. “ La politica in questo momento, anche a costo di essere impopolare, deve alzare la testa di fronte a posizioni che non possiamo più permetterci cercando al contempo di essere costruttivi anche verso coloro che nella fascia di contenimento stanno subendo misure molto drastiche”, ha detto chiaro e tondo il consigliere regionale. 

Delusione e rabbia. Aloisi: “Ci saremmo aspettati l’appoggio della politica locale” Un prezzo da pagare, lo sa bene Casili che lo ha toccato con mano, ci sarà: in qualche cosa si trasformeranno il disappunto, l’amarezza, l’incredulità, persino rabbia, respirati nella sala dell’antico palazzo. Come la delusione di Aloisi, che rimarca un tratto ancora in comune: aver contestato gli attori protagonisti di questa vicenda,, ricercatori compresi. “Il movimento dei cittadini continua a vivere una pressione fortissima; si sta cercando addirittura di additare questi ultimi come i responsabili dell’avanzata del batterio. Allora, con l’ultimo decreto Martina, per rasserenare il clima, ci saremmo aspettati l’appoggio almeno dalla politica regionale (dopo l’abbandono della politica nazionale), e che i nostri rappresentanti locali avrebbero preso la palla al balzo per richiedere un cambio di attori e ripartire da zero. Invece – rincara la dose Aloisi – ci siamo sentiti accusare di complottismo e di essere noi i colpevoli della diffusione del batterio. Il batterio Xylella fastidiosa è stato trovato dal Cnr nell’ottobre del 2013 e si è gridato dopo pochi mesi all’epidemia; ma già tre anni prima, nel 2010, si era tenuto un convegno a Bari per formare dei tecnici su come affrontare il batterio se un giorno si fosse presentato”. “Loro” hanno avuto tutto il tempo a disposizione tutte le risorse e le competenze: possibile che si sia lasciato lì a Gallipoli quel focolaio, se la soluzione era l’eradicazione? Siamo stanchi di sentire queste falsità”.

Nessun ripensamento: “Paghi chi non ha fatto nulla contro il problema” Nessun ripensamento o riesame delle posizioni fin qui sostenute, neanche in assenza di un partner che si riteneva affidabile e prezioso è trapelato durante l’incontro e subito dopo. Le parole d’ordine della manifestazione indetta a Bari domani stanno lì a dimostrarlo. Come le reazioni al vetriolo sulle reti sociali: “Va tutto bene, tanto Pd e M5S ora vanno d’amore e d’accordo sulla Xylella”, vi si legge. C’è chi protesta anche contro gli interventi di “eliminazione delle piante ospiti spontanee lungo fossi, canali e strade: un punto di gravità assoluta”. “Andiamo tutti a Bari per fermare la distruzione degli ulivi, l’avvelenamento delle persone, l’attacco alla Costituzione”, è l’appello di Luigi Russo, un altro degli esponenti di spicco del “Popolo”. Che davanti a Casili ha lanciato una sua proposta: “Io chiedo è questo: se in tutti questi anni non si è trovata la soluzione da parte di chi ha gestito questa questione, perché un movimento politico come i 5 Stelle non chiede la dimissione di chi si è occupato della vicenda finora, visto che non hanno saputo risolvere il problema? La responsabilità scientifica e politica si sta ora riversando sui cittadini attivi perché qualcuno non ha saputo fare il suo mestiere”. Sipario.

(Nella foto da sinistra Maurizio Maccagnano, Crocifisso Aloisi, Cristian Casili)

Ha collaborato Anna De Matteis

Gallipoli – La polemica non è certo mancata ed anche aspra, durante il Consiglio regionale monotematico – dopo i precedenti in cinque anni quasi dall’individuazione del batterio della Xylella nelle campagna tra Gallipoli e Taviano – svoltosi ieri a Bari. Ma la situazione – insieme alla pressione della Commissione europea sempre più preoccupata dall’espandersi del contagio – è tale che il presidente dell’assise Mario Loizzo (foto) sta puntando a trovare un momento di sintesi tra le parie posizioni per “fronteggiare” eventuali altre richieste e decisioni finalizzate a tenere sotto il più stretto controllo la grave malattia che ha colpito in particolare gli ulivi salentini. “Il Consiglio regionale si sforzerà di produrre una posizione unica e condivisa da tutte le forze politiche in occasione del sopralluogo che gli ispettori Ue faranno in Puglia la prossima settimana per verificare lo stato di attuazione delle misure di contrasto all’avanzare della xylella”, recita una nota diffusa da Bari. “A questo obiettivo punta la mediazione del presidente del Consiglio regionale che a conclusione del dibattito – si legge ancora – ha invitato le forze politiche a rinviare il voto sui quattro ordini del giorno presentati nel corso della seduta, per individuare in ciascuno di essi gli elementi propositivi da inserire in un documento che caratterizzi la posizione della Puglia”. Capigruppo e consiglieri accettando la proposta avanzata dal presidente Loizzo, sono al lavoro per giungere ad un documento unitario che possa poi essere votato all’unanimità dal Consiglio regionale nella riunione in programma la prossima settimana.

Com’è noto, è intenzione dei commissari europei estendere la “zona rossa”, praticamente tutta la provincia di Lecce, di altri 20 km verso nord, intaccando così le limitrofe province di Brindisi e Taranto.

Gallipoli – Particolarmente partecipata stamattina la seconda edizione della “Gallipoli Run – Corri per la ricerca” svoltasi in località Torre San Giovanni. Organizzata dalla Lega Tumori di Lecce, a sostegno del “Centro Ilma” e patrocinata da Fidal e Coni, vi hanno partecipato complessivamente oltre 2mila atleti.
Primi a raggiungere il traguardo della 10mila metri (sono stati 515 i runners iscritti) Francesco Quarato, della Team Pianeta Sport di Massafra con 33:35 e Emanuela Gemma, della Tre Casali di San Cesario, che ha così registrato il nuovo record della manifestazione con 38:51 .
Grande partecipazione anche per le altre due gare non competitive, con quasi 1.500 iscritti: tra di essi anche il Sindaco Stefano Minerva accompagnato dalla madre Maria Rosco, il direttore scientifico Lilt provinciale Giuseppe Serravezza di Casarano e il presidente nazionale Francesco Schittulli, presenti poi all’arrivo degli atleti assieme alla presidente Marianna Burlando. L’Istituto comprensivo 2° Polo (dirigente Lucilla Vaglio di Nardò) si è conquistata una targa per l’alto numero di alunni partecipanti (oltre 100). A chiusura della manifestazione, la presidente Burlando ha dichiarato: “Una corsa per conservare la salute e fare in modo di non ammalarsi. Ai ricercatori del nascente Centro Ilma i partecipanti alla GallipoliRun affidano la tutela della Salute, a loro chiedono la comprensione delle cause oncoambientali locali e la conseguente applicazione dei risultati evidence based per rimuovere le fonti e le contaminazioni che si correlano alle patologie tumorali”. Come si ricorderà, Gallipoli Run sostiene la prevenzione primaria, attraverso la ricerca delle cause alla base della genesi dei tumori. “Il Centro Ilma è in fase di costruzione, ma la ricerca è già iniziata”, fanno infatti sapere gli organizzatori.

Parabita – Volge al termine l’esperienza internazionale maturata dall’istituto d’istruzione secondaria superiore “E.Giannelli” di Parabita, nell’ambito del progetto  formativo Erasmus, denominato “Note of Europe”. La macchina organizzativa avviata nel 2015, oltre ad essere stata guidata dal liceo diretto da Cosimo Preite, ha coinvolto varie scuole tra Spagna, Romania, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Germania, Regno Unito e Turchia. A caratterizzare la fine dell’anno scolastico sarà pure l’undicesima edizione di “Art Happening”, una vetrina delle attività didattiche con progetti di respiro nazionale ed internazionale che sono state svolte dagli studenti attraverso l’alternanza scuola-lavoro. Dal 20 al 26 maggio, le otto delegazioni europee approderanno nella città delle Veneri, per far conoscere attraverso performance coreutiche, musicali e artistiche quanto è stato realizzato nel corso dei tre anni sui temi comuni della musica e della danza. Tra gli importanti traguardi raggiunti anche la costituzione (nel febbraio 2016) dell’orchestra “Noe-Notes of  Europe” ad Alicante, in Spagna.

Una settimana di eventi Il ricco programma degli appuntamenti prevede lunedì 21 maggio alle 18 il convegno internazionale “Erasmus Plus” nell’atrio di palazzo Ferrari. La sera successiva alle 21 seguirà il musical “Un sogno per la vita” a cura degli indirizzi musicale (con sede a Casarano) e artistico nel teatro Italia di Gallipoli. Mercoledì 23 maggio alle 17.30 gli allievi delle scuole partner proporranno il festival internazionale di musica “Contest Noe” presso il teatro comunale di Tuglie. Condurranno la serata i professori Valentina Iala e Vincenzo Sarinelli. Al termine dell’incontro, la professoressa Marilena De Pietro, comunicherà gli esiti di valutazione del progetto “Notes of Europe”. Nuovamente, il teatro Italia, ospiterà giovedì 24 maggio, il concerto “Notes of Europe” condotto da Jenny Van Den Broeck, con composizioni di musica barocca, brani scelti dalla produzione di Giuseppe Verdi e tributo a Nino Rota a cura dei professori Mauro Potenza, Enrico Tricarico e Francesco Protopapa. Venerdì 25 maggio alle 9.45, a chiudere il calendario degli eventi è il teatro di Tuglie, con la conferenza “Creatività, arte e dialogo interculturale” moderata dal giornalista del Tgr Puglia, Antonio Gnoni. A fare gli onori di casa saranno  il dirigente Cosimo Preite e la “proiect  designer” di Erasmus “Notes of Europe”, Jenny Van Den Broeck. Dopo i saluti istituzionali di alcune autorità politiche del territorio e dei rappresentanti delle delegazioni partner del progetto “Erasmus”, la parola passerà al regista Edoardo Winspeare, al coreografo Freddy Franzutti e al project manager di “Proàgò srl”, Ettore Bambi. Seguiranno gli interventi della giornalista del Messaggero, Donatella Bertozzi e del rettore della basilica della Coltura, padre Francesco Marino.

 

Gallipoli – Un patto col territorio, che è finora mancato, ed una convivenza forzata ma il più possibile innocua da attuarsi in dieci mosse: i consiglieri regionali del M5S Antonella Laricchia e Cristian Casili (di Nardò, al centro) ed i loro parlamentari Patty L’Abbate, Ruggiero Quarto, Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese hanno presentato oggi la loro “ricetta” per cercare di venire a capo di un flagello che è sembrato, almeno finora, incontenibile, individuato per la prima volta nel bacino del Gallipolino e poi propagatosi fino alle province di Brindisi e Taranto. “Con queste linee guida – hanno affermato – il Movimento parte dall’emergenza per far evolvere l’agricoltura pugliese in un’agricoltura sostenibile e di qualità. Per quello proponiamo un vero e proprio “patto con il territorio”: è indispensabile che Governo nazionale, Regione, Comuni, consorzi, ricercatori, agricoltori e cittadini, formino una efficiente “rete operativa” per gestire e contenere in modo condiviso l’avanzare della Xylella. Riteniamo che la Regione Puglia, con i suoi ritardi e inefficienze nelle politiche agricole inerenti la questione, abbia gravi responsabilità; né discutibili piani e decreti legislativi calati dall’alto possono porre un serio freno alla propagazione del batterio”.

Il primo dei dieci punti riguarda le buone pratiche agricole; il secondo interessa il diserbo meccanico “eseguendolo ovunque possibile nel periodo giovanile di sviluppo del vettore philaenus spumarius meglio noto come “sputacchina”;
poi è previsto il diserbo con tecniche innovative nelle aree pubbliche e in quelle marginali difficilmente raggiungibili “attraverso il ricorso a prodotti non residuali oppure ricorrendo alla già collaudata tecnica del pirodiserbo o alla innovativa tecnica del vapore d’acqua ad alta temperatura la cui fattibilità è già oggetto di studio e approfondimento. I Cinque stelle non escludono poi il ricorso a trattamenti con prodotti fitosanitari sostenibili nelle fasce di contenimento nei periodi di diffusione degli adulti di Philaenus spumarius. “Tali prodotti – specificano – devono manifestare efficacia verso il vettore e al contempo contemperare le esigenze delle aziende in Biologico, limitando i trattamenti obbligatori a due secondo tempi e modalità previsti dalle norme vigenti e usando principi attivi compatibili con l’ambiente e la salute”. Da introdurre in questo campo un abbattimento dei costi per l’acquisto di questi presidi fitosanitari attraverso aiuti economici”.

Neppure le eradicazioni sono esclusa ma con “Interventi chirurgici” interessanti le piante malate “dato che gli alberi colpiti da Xylella sono ulteriori fonti di inoculo”. A tale scopo vanno trovate le risorse necessarie per rendere più efficienti i monitoraggi, “dando costante e trasparente informazione agli agricoltori e ai cittadini”. Capitolo reimpianto (sesto punto) nella zona infetta con cultivar ritenute idonee che manifestano tolleranza/resistenza al batterio, “incentivando lo studio e la ricerca sul germoplasma autoctono e l’individuazione di semenzali locali che manifestino resistenza/tolleranza al disseccamento”. Va poi aperto il capitolo della rigenerazione del paesaggio dell’olivo e ricostruzione paesaggistica delle aree maggiormente colpite “che tenga conto dei caratteri identitari del paesaggio pugliese e delle esigenze di carattere sociale ed economici”. Da introdurre poi monitoraggi estesi e ripetuti della Regione, eseguiti con modalità idonee anche per studi geostatistici”. Per concludere gli esponenti del M5S chiedono , controlli tempestivi ed efficaci sull’adempimento delle azioni di controllo del vettore, con sanzioni ed
esecuzione in danno e una ricerca scientifica multidisciplinare “mirata alla comprensione della diffusione e gestione di Xylella fastidiosa”.

Nardò – “Porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi dell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò; realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “eco filtri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano

proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”: a sollevare il delicato e vecchio problema su cosa si scarica nel torrente Asso è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Leu, foto), di Patù, che ieri ha presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale, guidata dal presidente Michele Emiliano, ad intervenire nella indicata ed auspicata direzione prima citata.

Tutto nelle vore, acque piovane e non  “Nel territorio di Nardò, nelle contrade Paduli e Colucce, ad alcuni km a nord dell’abitato, nei pressi della strada provinciale per Leverano, si verifica da molto tempo un probabile inquinamento ambientale ai danni delle acque sotterranee e della salute pubblica. Tale probabile inquinamento delle acque sotterranee (falde acquifere) – rileva Abaterusso – si realizza per immissione di reflui, rivenienti da depurazione fognaria, in cavità carsiche delle rocce (inghiottitoi), ossia le vore Colucce, Parlatano, Olivari, Manieri 1 e Manieri 2, nelle quali, trasportati dal Torrente Asso, confluiscono i reflui prodotti dai depuratori fognari di Copertino, Nardò zona Industriale, Maglie impianto consortile, Galatone, Neviano, Aradeo”. Nell’Asso confluiscono anche le acque piovane convogliate da numerosi canali naturali, raccolte dal grande bacino idrografico omonimo che parte dalle zone di Collepasso, Casarano, Cutrofiano e così “giunge, per pendenza naturale dei luoghi fino a Nardò, attraversandone in periferia anche l’abitato (non è ultimato il nuovo ramo del canale che dovrebbe sostituire il tratto urbano dell’Asso). Anche le acque piovane trasportate dal torrente Asso e dai suoi affluenti confluiscono nel sistema carsico delle vore nella zona di Nardò”. Anche perché l’importante bacino idrico del torrente non ha uno sbocco in mare.

Mille metri cubi all’ora di refluo fognario: il torrente mai in secca La preoccupazione contenuta nella mozione di Abaterusso deriva anche dal fatto che il torrente dovrebbe riceve solo ed esclusivamente acque di origine meteorica e, di conseguenza, dovrebbe rimanere in secca in assenza di precipitazioni piovose. Così invece non è anche perché “negli ultimi ‘60 anni gli afflussi di acque al Torrente Asso sono nettamente aumentati e grande parte di tali afflussi sono oggi rappresentati da acque di origine non meteorica, provenienti da ben cinque impianti di depurazione fognaria civili ed industriali, che scaricano all’interno del torrente Asso un volume complessivo giornaliero di oltre mille metri cubi/ora di refluo fognario” per cui Abaterusso deduce che “è ragionevolmente ipotizzabile che il carico inquinante giunga fino alle marine di Torre Squillace, S. Isidoro, Frascone e Torre Inserraglio“. Da qui la richiesta al Governo regionale di bloccare tale inquinamento e di inserire questo ingente flusso liquido nel piani di recupero e riutilizzo in fase di studoo alla Regione, Con Aqp e Autorità idrica.

 

Otranto – Dopo il successo delle passate edizioni, in occasione della terza “Festa dei musei” organizzata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, anche ad Otranto sono state programmate varie iniziative per domani, domenica 20 maggio, a cura del Sistema museale dell’Università del Salento attraverso delle visite guidate gratuite accompagnati dagli operatori di Sistema museo. I musei in programma sono il Musa – museo storico archeologico, a Lecce in via di Valesio angolo viale San Nicola, che sarà aperto dalle ore 10 alle ore 13; il Museo di biologia marina “Pietro Parenzan” di Porto Cesareo, aperto dalle ore 9 alle ore 13 con visite guidate previste dalle ore 11 alle ore 12. Otranto ospiterà la “Festa” presso la Punta della Palascia dalle ore 16 alle ore 18 e anche qui ci sarà la possibilità di usufruire delle visite guidate dalle dalle ore 16 alle ore 17.

Il Sistema museale di Ateneo dell’Università del salento (Sma) è stato istituito nel 2009 con lo scopo di promuovere e valorizzare l’attività delle strutture museali dell’Università nei settori della ricerca scientifica, della promozione della cultura, dell’acquisizione e conservazione dei reperti e dei documenti. Lo Sma si pone l’obiettivo di avvicinare in maniera coinvolgente e dinamica gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado ai saperi scientifici e alla conoscenza del territorio. “Siamo felicissimi e onorati di ospitare- dichiara Domenica De Donno (foto), assessore al marketing turistico e all’identita culturale di Otranto – il Museo sull’ecologia degli ecosistemi mediterranei presso la Punta della Palascia e di poter offrire il nostro territorio per questi fantastici eventi culturali e scientifici”. “Nel museo – afferma Davide Calcagnile, operatore museale per l’UniSalento – sarà raccontata la storia del faro dopo aver visionato alcuni filmati della mostra sulla bellezza del patrimonio naturale e sulla biodiversità. Verrà, anche, allestita una mostra su lagune e sviluppo delle società del Mediterraneo; infine, la visita si concluderà sulla terrazza panoramica. L’obiettivo è di associare strumenti di descrizione della natura, propri della scienza e della più avanzata ricerca in campo ambientale, strumenti propri dell’arte e della storia dell’uomo”.

M.M.

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...