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Uggiano La Chiesa – La Scuola dell’infanzia di Uggiano è stata selezionata tra le migliori dieci “buone pratiche” in Italia da Legambiente Napoli nell’ambito del progetto Ecosistema scuola. Per questo il Comune è stato invitato a Napoli al primo Forum ecologista sulle scuole di Legambiente il 18 ottobre prossimo. Vi parteciperà una delegazione dell’Amministrazione comunale, e guidata dal Sindaco Salvatore Piconese,  il dirigente scolastico Luigi Moscatello,  rappresentanti dei genitori, dei bambini accompagnati d una docente.

Si tratta del primo forum ecologista su processi e strumenti innovativi per la sicurezza e la qualità degli edifici e dei servizi scolastici organizzato dall’associazione ambientalista a livello nazionale. La giornata dell’incontro napoletano prevede una serie di riunioni tematiche riguardanti il mondo della scuola; Uggiano parteciperà alla sessione “L’ambiente di apprendimento. Qualità, servizi, vivibilità e benessere a scuola” per presentare il dossier sulla scuola dell’infanzia di Casamassella, frazione del paese, che ha per titolo “Scuola in classe A, senza gas radon e senza legionella”.

L’Amministrazione comunale, lo scorso mese, ha inaugurato il nuovo edificio scolastico (dopo i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica) con una cerimonia di intitolazione del plesso a Don Tonino Bello. L’edificio scolastico risulta tra le prime scuole d’Italia in classe energetica A, e l’unica, invece, a livello nazionale ad aver eliminato il gas radon e il rischio di legionella. Nella sessione ci saranno, oltre ad Uggiano, anche le delegazioni dei sindaci di Casal di Principe, Renato Natale, e di Caggiano, Giovanni Caggiano, i quali parleranno delle loro esperienze inerenti i beni confiscati alle mafie dati in dotazione alle scuole e delle collaborazioni tra scuole e territorio per la realizzazione di mense scolastiche a km Zero.

Siamo onorati dell’invito che ci ha rivolto Legambiente. La nostra scuola – è il commento del Sindaco Piconese – è stata selezionata tra le prime 10 “buone pratiche” a livello nazionale, per la riduzione dei consumi di energia, per l’utilizzo delle fonti rinnovabili, per l’abbattimento del 90% delle emissioni di CO2 in atmosfera e per aver eliminato completamente il gas radon e il rischio di legionella. Andiamo a Napoli per presentare un “modello” di scuola: nuova, efficiente, confortevole ad impatto ambientale pari a zero”.

Alezio – Dipendenze e cyberbullismo, paure, conflitti, persino isolamento. nell’era in cui si è permanentemente connessi: questi ed altri temi, al centro del Mese del benessere psicologico dell’Ordine degli psicologi di Puglia, sono stati ieri sera affrontati nell’iniziativa in programma ad Alezio nell’aula consiliare del Comune con un pubblico attento e per certi versi preoccupato. L’incontro è stato organizzato dalla dottoressa Francesca Paglialonga ed ha toccato sotto vari aspetti lo sviluppo tecnologico, mai così impetuoso come in questi ultimi lustri, e la sua incidenza nella vita quotidiana di tutti.(nella foto da sinistra gli ingegneri Leo e Caroppo; il Sindaco Barone, la psicologa Francesca Paglialonga, il direttoreD’Aprile, il criminologo Feltri)

Non sono tutti problemi quelli che si hanno di fronte. Il convegno infatti nella prima parte ha trattato degli assillanti e delicatissimi effetti delle perenni interconnessioni col mondo, dei rischi di dipendenza e di cattivi incontri sia pure a volte solo virtuali, delle devianze che spesso hanno come prede ragazzi e ragazze. Nella seconda parte psicologa e criminologo – Francesca Paglialonga e Andrea Feltri – hanno lasciato il posto a due ingegneri informatici – Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi di Alezio – alle tecnologie “buone”, quelle che aiutano fisicamente coloro che ne hanno bisogno, gli strumenti realizzati con la ricerca di ieri e di oggi e quelli che potrebbero arrivare domani.

Introdotto e condotto dal direttore di piazzasalento.it, Fernando D’Aprile, l’evento si è aperto con la dottoressa Paglialonga che ha snocciolato dati che, in buona sostanza, dicono che delle tecnologie non si può più fare a meno, sono troppo dentro la nostra vita: il 73% dei dispositivi elettronici vengono utilizzati per collegarsi ad internet; il maggior rischio di dipendenza lo corrono le persone tra i 15 ed i 40 anni; il 75% degli adolescenti usa le connessioni dopo le 23. Oltre a tenersi in contatto con le persone che ci interessano, spesso si finisce ad isolarsi dal reale, dal contatto con chi ci è seduto vicino e ci si mette a scorrere il display; fanno acquisti on line in modo compulsivo o si gioca senza limiti.

Tempo perso vietare l’uso di smartphone e tablet: i tentativi di blocco creano rabbia e depressione, senso di esclusione e disturbi del sonno soprattutto nei ragazzi. Non resta che la condivisione con protagonisti gli adulti. “Spesso i ragazzi credono – è stato rimarcato dagli esperti – che quanto scrivono o fotografano e poi postano magari su facebook, resti lì tra di loro; non immaginano che ogni cosa viene classificata ed elaborato in centri anche lontanissimi da noi”. Condividere allora quanto accade in questa particolarissima ed inedita fase è la strada: “L’adolescente va protetto, non è in grado di regolarsi da solo, non è pronto a valutare pericoli e vantaggi collegati ad una certa decisione”, ha detto tra l’altro la promotrice della riunione, che ha anche spiegato come il cervello di un 15enne ha alcune regioni che si sviluppano in tempi diversi: quella sentimentale prima di quella razionale.

Pedofilia ed internet: il rapporto perverso che si sviluppa in rete con tutti i vari passaggi, dal primo contatto che sembra del tutto casuale a quello sempre più intimo fino all’incontro vero, attraverso sottili lavorii psicologici in cui la vittima predestinata si sente rassicurata e protetta dal nuovo “amico”, messo abilmente in antitesi persino ai propri genitori. L’anonimato insidioso, il lucro che traggono organizzazioni criminali, la cyberpedolifia e pedopornografia, i ricatti on line, il furto dei dati personali: il dottor Feltri ha insistito su quelli che ormai sono riconosciuto come veri e nuovi reati. Con alcuni consigli finali, tra cui affiancare i bambini; prevenire possibili adescamenti; prevenire dipendenze da internet e non pubblicare mai foto di minori al mare o seminudi.

Gli algoritmi che aiutano a superare limiti funzionali, quali quelli della vista, della deambulazione, ma anche per migliorare la propria autonomia, oppure quelli usati per stimolare attività cognitive e aumentare la sicurezza e l’assistenza domiciliare intercettando magari i primissimi segnali di una perdita di equilibrio e quindi intervenire immediatamente hanno parlato, con una buona dose di convinzione ed entusiasmo, Marco Leo e Andrea Caroppo, entrambi ricercatori presso il Consiglio nazionale delle ricerche di Lecce.

Lavorando insieme a psicologi, sociologi, medici i due ingegnere hanno tratteggiato anche alcuni esperimenti in atto che potrebbero, da qui a cinque-dieci anni, entrare nelle vite di alcuni. Tra una presentazione di un progetto a Monaco di Baviera per garantire a chi ha problemi con la vista spostamenti senza rischi in ambienti complessi, prodotto da una impresa israeliana, e le sperimentazioni in alcuni centri salentini disponibili (Alessano, Matino) di home lab, Leo ha “anticipato” l’arrivo di un robottino, su cui ha messo gli occhi l’elvetica ETH di Zurigo,  in grado di aprire e chiudere porte,  aiutare a sollevare oggetti, raccogliere rifiuti in giardino, insomma un “assistente virtuale” ma concretamente utile.

Delle pillole endoscopiche (per evitare tipi di indagini cliniche dolorose) che vengono ingerite ed espulse normalmente e intanto filmano con due telecamerine, e delle solette elettroniche ha raccontato, tra l’altro, Caroppo. Nel suo futuro prossimo ci sono una piattaforma di stimolazione cognitiva da impiegare contro le forme lievi di Alzheimer ed una per effettuare esercizi ed analisi a casa propria per poi trasmetterle ai medici curanti.Hanno aperto e chiuso i lavori il vicesindaco Roy De Santis e il Sindaco Andrea Barone; entrambi hanno ringraziato gli organizzatori per l’occasione di conoscenza e informazione fornita. Altre ne seguiranno qui e nel resto del Sud Salento secondo un programma di massima, fatti e da fare: a Casarano, Tricase, Ugento, Otranto, Aradeo, Maglie, Scorrano, Nardò. 

 

 

 

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Il Fai (Fondo ambiente italiano), sezione di Avellino, per le “Giornate Fai d’Autunno” giunte al venticinquesimo anno,“ha posto la sua attenzione sul bene naturale più rilevante esistente nel territorio irpino: l’acqua” e quindi sulle sorgenti più famose, quelle dei siti dell’Acquedotto pugliese, che concorrono “per il 25% al fabbisogno idrico della Puglia”, come sottolinea il presidente dell’Aqp Simeone di Cagno Abbrescia. Sabato 13 e domenica 14 ottobre, quindi, visite guidate alle sorgenti  Madonna della Sanità di Caposele (Av),  Sorgente Peschiera Pollentina in Cassano Irpino (Av), e l’Impianto di potabilizzazione in Conza della Campania (Av). Come dire l’inizio della storia dell’Acquedotto pugliese e la fine della sete in Puglia, fino a Leuca (1939). A corredo delle Giornate Fai d’Autunno anche una Giornata di studio su “Acqua bene comune”, l’11 ottobre a Bari, presso il Palazzo dell’Acquedotto pugliese.

Da Caposele a Santa Maria di Leuca i 4mila metri cubi di acqua al secondo che sgorgano dalla montagna Paflagone in provincia di Avellino impiegano cinque giorni per arrivare a Santa Maria  di Leuca dopo aver percorso 384 chilometri. E raccontano una storia che è iniziata 150 anni fa per soddisfare un bisogno primario della Puglia assolata e “siticulosa”, sitibonda come la definiva Orazio (Epod.3,14). Il medesimo Orazio nella V satira del Primo libro dei suoi “Sermones” , in cui racconta il viaggio da Roma a Brindisi, arrivato ad Ascoli Satriano, annota la meraviglia dei suoi compagni di viaggio perché l’acqua aveva un costo, era venduta, l’acqua che romani e campani consideravano “vilissima”, di nessun conto, abituati a vederla sgorgare da fontane pubbliche e private. In Puglia, invece “venit vilissima rerum/hic aqua”  qui l’acqua si paga.  Virgilio (Nelle Georg.( 3, 425) accenna alla presenza di invasi d’acqua piovana nel Salento (con rane e ranocchi) , acqua che ristagna d’inverno e si prosciuga a primavera. Strabone sottolinea  la scarsità d’acqua nella regione pugliese, nel Salento «(Il suo terreno) pur povero d’acqua non di meno lo si vede ricco di pascoli e di foreste».  Qualche temporaneo invaso d’acqua qua e là, ma complessivamente la Puglia ha avuto una sete “storica” prima della realizzazione dell’Acqudotto  pugliese” che fu salutato come una delle opere più grandiose del tempo.

L’idea geniale (e vitale) dell’ingegnere Rosalba. Fu l’ingegnere salernitano Camillo Rosalba, funzionario del Genio civile, il primo ispiratore della struttura di base dell’Acquedotto. Nel 1868, infatti, suggerì il progetto  di captare l’acqua del Sele, che per natura si versa sul versante tirrenico, e trasportarla invece sul versante opposto per mezzo di una galleria che doveva arrivare nella valle dell’Ofanto. Il progetto all’epoca sembrò molto ambizioso, avveniristico e costoso, per questo fu momentaneamente abbandonato. Nel 1904 venne bandita una gara internazionale per la costruzione dell’Acquedotto, vinta dalla “Società anonima italiana Ercole Antico e soci concessionaria dell’Acquedotto Pugliese” che si aggiudicò i lavori per 125 milioni di lire. L’acqua arrivò a Bari  nell’aprile del 1925, nel 1918 a Brindisi, nel  nel 1939 a Santa Maria di Leuca dove la costruzione della cascata sottolineò enfaticamente la vittoria su un percorso accidentato anche da polemiche politiche. L’arrivo dell’Acquedotto in provincia di Lecce pose fine a una situazione difficile: dei  130 comuni (attualmente ricadenti nella provincia di Lecce, Brindisi e Taranto), solo 6 erano dotati di acquedotto (compresi Brindisi e Taranto), 7 usavano sorgenti naturali, tutti gli altri attingevano da cisterne pubbliche e private e da pozzi. spesso fonte di infezioni. La paura di malattie (nel 1866 sulla Puglia si era abbattuto il colera provocato dall’acqua inquinata) era stata ormai allontanata per sempre.

Dalle fonti alla ciclovia Il futuro è anche una ciclovia che partendo da Caposele approda a Santa Maria di Leuca (450 chilometri).  La legge di Stabilità del 2016, infatti,  ha inserito la Ciclovia di Acquedotto Pugliese – tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). Il percorso si snoda sul canale principale e su strade secondarie e piste di servizio dell’Aqp e i  primi tratti sono già percorribili.  Una  “Guida della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”, scritta da Roberto Guido e edita da Ediciclo, accompagna la narrazione di una realtà che tocca la storia della Puglia nei suoi vari aspetti.

Racale – L’impianto di illuminazione pubblica è vecchio e fa spendere troppo, ma il Comune non ha i fondi per ammodernarlo: problema insormontabile? Pare di no, se la soluzione viene dal project financing: in altri termini, un’azienda privata si accolla i costi per la realizzazione e gestione di un’opera pubblica, in questo caso l’illuminazione stradale.

Città ecosostenibile – Questa la strada percorsa dall’Amministrazione comunale guidata da Donato Metallo (in foto). Dal suo profilo facebook, il Sindaco fa sapere che presto verrà lanciato un bando per individuare l’azienda cui affidare i lavori e spiega più nel dettaglio il progetto: “Abbiamo circa 300 punti luce di pubblica illuminazione di proprietà comunale. Spendiamo ogni anno diversi soldi per il consumo di energia elettrica (sono vecchie lampade che consumano tantissimo) e per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Non abbiamo somme da investire per rimetterle a nuovo (la situazione del nostro bilancio è risaputa, ed è un bel regalo che abbiamo ereditato), ma non ci perdiamo d’animo, si può fare. Un’impresa propone quello che viene definito ‘project financing’. Cioè dice: voi spendete fra energia e manutenzione 100, io faccio l’investimento, efficiento energeticamente i vostri impianti e voi mi date per tot anni quello che spendete ogni anno, anzi anche meno di quello che spendete. L’azienda investe cambiando i punti luce con la nuova tecnologia a led: con la riduzione dei consumi e quindi del costo di fornitura di energia elettrica la stessa azienda si ripaga l’investimento fatto e crea il suo guadagno”. Il Sindaco conclude: “La nostra città consumerà meno energia, sarà più sostenibile e pulita”.

Led, wi-fi e telecamere – Oltre alla sostituzione delle vecchie lampadine con led a basso consumo, il progetto prevede la copertura wi-fi e un impianto di videosorveglianza, per rendere la città “connessa” e più sicura. Il tutto senza che il Comune spenda un euro in più.

 

Lecce – Liste d’attesa azzerate, strutture collegate in rete e percorsi di cura personalizzati: questi i positivi risultati della Asl Lecce nell’ambito della prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla mammella. «ll progetto ha rimesso ordine alla senologia e azzerato le liste d’attesa della Asl Lecce dove oggi bastano uno-due giorni per fare un esame mammografico generale e ogni donna ha a disposizione un percorso individuale», fa sapere l’azienda sanitaria. Nel corso del 2017 si sono avute 42mila prestazioni di senologia istituzionale (30mila delle quali erogate dal pubblico) arrivando al 75% di adesioni allo screening mammografico: si tratta dei numero frutto della “felice sintesi del dialogo instaurato tra esperti, pazienti e associazionismo”. Il riferimento è al progetto  “Io Sono” avviato 12 anni fa con l’impulso dell’associazione “Sos per la vita”, ed in particolare di Rita Tarantino e Nicola Pastore (rispettivamente presidente e vice), condiviso dalla Direzione generale della Asl leccese e dal Comitato consultivo misto, con l’apporto del Tavolo tematico per la Senologia dello stesso.

Le prestazioni Tale progetto prevede un percorso di diagnosi per la donna sana e uno di cura per quella ammalata. Si inizia dalla “segmentazione delle prestazioni” che diventano di routine (ogni 18-24 mesi) per le donne asintomatiche per crescere di livello per le pazienti già operate di cancro alla mammella (“follow-up”) sino all’agenda delle urgenze, a quella dei controlli e q quella per familiarità (ultima arrivata), riservata  alle donne con familiarità al tumore tra i parenti più stretti e positive al test genetico BRCA1.

Visite di controllo per oltre l’80% delle donne invitate Fondamentale, per il funzionamento del sistema, è lo screening mammografico, “riorganizzato e potenziato nell’ultimo biennio”. Nel 2017 sono state, infatti, contattate 25.978 donne tra i 50 e i 69 anni in tutto il Salento, con un’adesione pari al 75,4% (19.604): la migliore performance in Puglia (54% il dato medio) e tra le migliori in Italia (dati del Rapporto Bersagli 2017 della Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa). Netto l’incremento rispetto al 2016, quando aveva aderito il 59,1%, e confermato anche nei primi otto mesi del 2018, con un’adesione dell’81,1% (14.375 donne su 17.722). «Effetto evidente – fa sapere la direzione generale della Asl – della crescita di una nuova sensibilità tra le donne e, contestualmente, dell’aumento dei centri screening e del numero di mammografie per ogni seduta, passate da 15 a 25».

Liste d’attesa Per abbattere le liste d’attesa, la Asl ha poi istituito il gruppo di lavoro per la Senologia, composto da esperti, medici e rappresentanti dei pazienti e dell’associazionismo. Attualmente ne fanno parte: Rita Tarantino, Daniele Sergi, Fabrizio Quarta, Franco Vantaggiato Pisanò, Luigi Morgante, Franca Carluccio, Rossella Stifani e Nicola Pastore. Il gruppo opera di concerto con Massimo Torsello, direttore del Dipartimento diagnostica per immagini. Il flusso delle richieste è stato regolato con la creazione di Cup senologico con operatrici adeguatamente formate. In più sono stati potenziati gli strumenti informativi, in particolare l’opuscolo “Noi insieme a te per la Prevenzione” e il Punto Rosa.

Le nuove tecnologie Centri collegati in rete «Parallelamente – fa sapere ancora al Asl – si è investito fortemente sulle tecnologie, collegando in rete i vari centri, potenziando gli ecografi già in uso e acquistando nove mammografi 3D di ultima generazione». I nuovi macchinari sono stati distribuiti tra il Polo Oncologico e i dieci Distretti socio sanitari (Campi Salentina, Casarano, Gagliano del Capo, Galatina, Gallipoli, Lecce, Maglie, Martano, Nardò, Poggiardo). Al termine del percorso di cura, la donna positiva viene affidata alla Breast Unit dove un’équipe multidisciplinare esamina il caso e decide il percorso terapeutico più adeguato. Sul versante della riabilitazione, infine, opera il servizio di linfodrenaggio per il trattamento del linfedema secondario. «Così – conclude la Asl – ogni donna del Salento, di qualsiasi età e condizione, può dirsi realmente protagonista del programma di prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla mammella della Asl Lecce».

 

Scorrano – L’Amministrazione comunale di Scorrano ha segnalato quattro luoghi del suo territorio allo staff del progetto Geneo della Lilt, la lega italiana per la lotta ai tumori provinciale. Geneo, cui hanno aderito già numerosi Enti locali, mira a controllore lo stato di salute dei suoli salentini in correlazione con le aree a rischio per le neoplasie. Si entra, cosi, nel vivo della ricerca oncologica ambientale per contrastare e ridurre la presenza di sostanze ad attività genotossica responsabili della contaminazione chimica del suolo e nocive per la salute umana essendo anche causa dell’aumento della casistica di tumori nel Salento.

Alcune sostanze ritenute responsabili di queste gravi malattie sono cromo, piombo, mercurio, ciclodieni; benzene, pesticidi. Il Centro Ilma, istituto di ricerca per l’oncologia ambientale in via di realizzazione sulla strada provinciale AlezioGallipoli, si occuperà di monitorare e aggiornare le mappe secondo i parametri di sostenibilità e sicurezza.

Questo il commento del vicesindaco e assessore alle Politiche ambientali di Scorrano, Carmelo Presicce (foto): “Abbiamo deciso anche noi – afferma l’assessore – di abbracciare questo progetto della Lilt perché vogliamo conoscere lo stato del nostro suolo per poter prevenire uno dei maggiori mali del nostro territorio, l’incidenza tumorale”. I luoghi oggetto di studio saranno quattro ma sono tenuti segreti, come richiesto dagli esperti del progetto Geneo, in modo che non possano essere manomessi dall’intervento dell’uomo a tal punto da condizionare l’attività di ricerca.

“Posso assicurare – conclude l’assessore alle Politiche ambientali – che i punti interessati sono molto vicini ai luoghi più frequentati del paese e che la nostra Amministrazione farà di tutto per coadiuvare nei lavori gli esperti del progetto Geneo”.

M.M.

 

Taurisano – Proseguono le attività del progetto Erasmus plus, che mira a proiettare la scuola di Taurisano su uno scenario europeo: protagonisti gli studenti delle terze medie dell’Istituto comprensivo Polo 2, coinvolti in una serie di attività che li vedranno interagire con coetanei e docenti provenienti da Lituania, Norvegia, Polonia, Portogallo e Ungheria.

Un Erasmus speciale – Stilato dalla professoressa Gianna Linda Galati (docente di inglese nella stessa scuola), il progetto è stato avviato nel 2017 e si concluderà il prossimo anno. L’obiettivo è l’apprendimento della matematica secondo metodologie innovative, anche ludiche, intrecciando questa materia con altri saperi. Centrale è poi lo scambio di buone pratiche in campo didattico, ma più in generale si mira a far interagire a 360° le culture dei paesi coinvolti. Come spiega la stessa Galati, “La particolarità del progetto sta nel rivolgersi ai ragazzi della scuola media, mentre di solito l’Erasmus è un’esperienza che viene fatta all’università”.

Gli incontri transnazionali sono alla base del progetto – In rappresentanza dell’istituto di Taurisano durante i meeting già svoltisi in Lituania e Ungheria c’erano la referente Galati, la professoressa Teresa Tarantino (che insegna matematica) e la vicepreside Anna Rita Caroli. Fra le buone pratiche proposte dall’Italia, le docenti hanno portato “Geometriko”, un gioco strategico-didattico per l’insegnamento ludico della geometria piana ideato dal professor Leonardo Tortorelli (insegnante di matematica presso il liceo scientifico “Da Vinci” di Maglie).

Roberto Rocca

Erasmus plus ha già portato i ragazzi di Taurisano in Portogallo: nell’aprile di quest’anno, infatti, alcuni studenti delle classi terze (scelti sulla base del merito) sono stati ospitati presso famiglie portoghesi. Mentre già a gennaio 2018 insegnanti e referenti delle scuole di Lituania, Norvegia, Polonia, Portogallo e Ungheria sono arrivati a Taurisano, visitando poi il Salento (con tappe a Gallipoli e Otranto). La fase finale del progetto prevede poi per i ragazzi di tutti i paesi coinvolti una trasferta in Polonia, il prossimo marzo.

Un libro del fotografo Roberto Rocca per raccontare il Salento ai norvegesi – In questi giorni si sta svolgendo l’incontro fra docenti e referenti in Norvegia: come sempre succede nel corso di questi incontri transnazionali, le nazioni si scambiano doni (prodotti tipici, manufatti, libri) che rappresentano al meglio il proprio paese. Dalla scuola taurisanese, per raccontare il Salento, si è deciso di donare ai colleghi norvegesi una copia del libro del fotografo Roberto Rocca (di Taurisano): il volume, intitolato “Il Salento”, è un libro fotografico in edizione multilingue, in cui Rocca mette a frutto la sua esperienza di fotografo per importanti riviste del settore turistico.

 

Nardò – Tecnologie e capitale umano; buone pratiche e innovazione delle imprese salentine; industria 4.0 (ossia la quarta rivoluzione industriale) e le opportunità: temi di grande attualità in discussione ed approfondimento domani 21 settembre alle ore 14,30 (e fino alle 19) presso l’Edificio Aldo Romano (ex Ibil, Sala Fermi, nel complesso Ecotekne sulla via Lecce-Monteroni. Hanno promosso l’iniziativa l’Ordine degli Ingegneri di Lecce, Confindustria Lecce e il Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Lecce, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione e il Laboratorio di Ingegneria economico – gestionale dell’Università del Salento.

Due gli aspetti principali della cosiddetta “Quarta rivoluzione industriale” al centro del convegno: l’introduzione delle nuove tecnologie nel contesto produttivo e l’acquisizione da parte del capitale umano aziendale delle competenze richieste per governare il paradigma competitivo imposto da Industria 4.0 alle imprese. Obiettivi di fondo: favorire un incremento della produttività e una ripresa degli investimenti e dell’occupazione soprattutto nelle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. Senza tralasciare il miglioramento del rapporto di collaborazione tra imprese, professionisti e formatori. Da qui viene la convergenza dell’Ordine degli ingegneri con l’associazione degli imprenditori.

In particolare, i vantaggi fiscali e tecnologici previsti dal Piano Industria 4.0,

Marco Cataldo

saranno illustrati, accanto alle trattazioni tecniche dei relatori, anche attraverso quattro casi di studio e testimonianze di aziende del territorio. “Abbiamo grandi aspettative sulla nuova sinergia che vede gli ingegneri con le loro specifiche competenze tecniche e professionalità al fianco delle imprese nella sfida dell’innovazione tecnologica e della re-ingegnerizzazione verso Industria 4.0″, sottolinea il presidente degli ingegneri  Raffaele Dell’Anna, di Nardò. “Industria 4.0 – afferma il Presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro – ha portato effetti positivi sia in termini di innovazione, sia di qualificazione delle risorse umane e della produzione delle imprese che hanno colto l’opportunità per un cambio di rotta, accelerando un processo di ricambio tecnologico/ produttivo e di investimenti che hanno generato benefici effetti anche sull’economia reale. Da questo confronto ci aspettiamo un contributo importante sull’industria del futuro. Il territorio deve certamente colmare numerosi gap in termini di competitività con il resto del Paese, ma è necessario comprendere, grazie anche agli esempi dei casi di studio riportati, quanto investire in innovazione e capitale umano produca valore aggiunto non solo per le imprese ma anche per il territorio tutto”. (nelle foto da sopra Raffaele Dell’Anna e Marco Cataldo)

La rivoluzione tecnologica a cui stiamo assistendo – dice la professoressa Giuseppina Passiante, Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione di Unisalento – apre scenari di opportunità per le nostre imprese proiettandole in dinamiche produttive e distributive sempre più caratterizzate dall’intangibile. Il capitale umano è, in questo contesto, il motore della crescita e l’asset prioritario su cui costruire le basi dell’industria e dei sistemi produttivi del futuro. In tal senso, l’Università ha la responsabilità di accompagnare le imprese e le istituzioni fornendo loro risorse umane qualificate, capaci di identificare nelle tecnologie ad alta intensità di conoscenza utili strumenti per innovare i prodotti, i processi, le strutture organizzative. E’ in questa direzione che guardano le attività didattiche e di ricerca del Laboratorio di Ingegneria economico-gestionale”.

Il programma degli interventi moderati dall’ingegnere Serena Pagliula (foto) di Nardò e dal dottor Pasquale Del Vecchio di Unisalento, prevede alle 15 i saluti di Giancarlo Negro, Raffaele Dell’Anna, prof. Giuseppe Grassi, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’ateneo salentino. Università del Salento. A seguire gli interventi: ll ruolo dell’Ingegnere nel Piano Industria 4.0 a cura dell’ing. Francesca Felline (Ordine degli Ingegneri); Piano Industria 4.0, aspetti fiscali del dott. Antonio Cacciapaglia di Galatone e residente a Nardò, commercialista;   Tecnologie abilitanti nel Piano Industria 4.0, dell’ing. Marco Cataldo di Parabita (Ordine degli Ingegneri): Industria 4.0 un approccio graduale per le Pmi pugliesi  dell’ing. Nicola Intini, Bosch Brembate. Quindi si procederà dopo una breve pausa con Competenze e capitale umano nel Piano Industria 4.0 della professoressa Passiante.

I casi di studio selezionati sono quattro e riguardano la Cog srl di Lecce di cui parlerà il dottor Giacinto Colucci; la Rina Consulting spa di Genova presentata dall’ing. Paola Rametta; la D. F. V. di Surano col dottor Luciano De Francesco e la Pronto Bio sas di Scorrano con Daniela Comendulli e l’ing. Nicola Fiore.

 

 

 

 

Gallipoli – La Xylella sottospecie Pauca parla ormai tedesco (un focolaio, eradicato), spagnolo (Alicante, Isole Baleari, in una serra in Andalusia), francese (Corsica e Costa azzurra da epidemia), oltre che salentino e pugliese: lo si evince dalla relazione svolta a Roma in questi giorni davanti alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati da uno dei protagonisti della ricerca, il Cnr di Bari e il dottor Pierfederico La Notte, tra risposte incoraggianti, altre deprimenti e opposizioni polemiche ormai da accantonare.

Un albero malato in due anni crea un cimitero intorno a sé L’inedita partita – con un batterio che, inserito in un nuovo contesto rispetto a quello di provenienza, ha costretto i ricercatori a cominciare da zero – si sta giocando su più tavoli: per cercare di limitare l’azione del principale insetto vettore si è arrivati a pensare di inficiarne persino l’attività sessuale, per dire che si sta lavorando a 360 gradi per trovare la coesistenza utile ed economicamente sostenibile tra batterio e ulivi, ma anche mandorli e ciliegi. Senza tralasciare uno degli elementi fonte di recriminazioni e scontri, il fattore tempo essenziale soprattutto nella zona cuscinetto: “Un alberto infetto che rimane al suo posto per due anni genera una diffusione della malattia disastrosa”, ha raccontato La Notte.

Il quadro più aggiornato del flagello che ha colpito la zona del Gallipolino cinque anni fa per poi diventare un problema italiano ed europeo, è stato presentato mercoledì scorso a Montecitorio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella. Il ricercatore dell’Istituto  per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, ha ricevuto alla fine i complimenti per contenuti, completezza e pacatezza. L’Istituto da cui proviene è il coordinatore di numerosi progetti di ricerca di atto, a cominciare dai due a carattere internazionale, Horizon 2020 e X Factor con 29 partner, multidisciplinare e con studiosi sparsi per il mondo, da Taiwan al Brasile ed agli Stati uniti. Ha insomma la bussola in mano, dovendo interfacciarsi anche con l’Osservatorio fitosanitario regionale e nazionale e con gli organismi europei come quello sulla sicurezza alimentare (Efsa). Lo sguardo del ricercatore ha infatti spaziato sui diversi piani, con passaggi inediti o poco noti: in Italia si è giunti alla convinzione che il batterio non era più eradicabile e che quindi si doveva cambiare strategia passando al contenimento nel 2015; in Corsica e alle Baleari la “non eradicabilità” della Xylella è stata dichiarata nel dicembre scorso.

Colpiti 22mila km quadrati in Europa Accertata la provenienza dal Costa Rica (Centro America), questa specie di batterio ha finora colpito 22mila km quadrati di territorio europeo (lo 0,5%), La strategia del tamponamento si è basata su quattro pilastri stabiliti a livello mondiale: controllo vivai, monitoraggio, inoculo, insetto vettore. Ma ricercatori e studiosi hanno dovuto fare i conti con numerosi elementi diversi da zona a zona: ad esempio, qui nel Salento la gamma delle piante ospiti è salita a 31 specie; in America i vettori sono del tutto diversi da quelli individuati in Italia (l’anno scorso ne sono stati intercettati altri due anche se il principale resta la Sputacchina); cambiano da caso a caso anche le metodologie d’intervento.

Per la Sputacchina, di conseguenza, si è giunti a definire il raggio d’azione (cento metri circa), a pensare a piante-trappola, ad erbe repellenti, fino ai messaggi vibrazionali che l’insetto emette a scopo riproduttivo. “Le linee di studio sono proprio tante – ha sottolineato il dottor La Notte – e adesso nutriamo forti speranze sulle resistenze genetiche di alcune specie”. Sulle 15 esaminate due si sono rivelate, com’è noto, resistenti al batterio, il Leccino (la terza varietà più diffusa nel Salento) e la F17 Favolosa. “Questo punto di arrivo – ha continuato il ricercatore – ha portato a rimuovere il divieto di reimpianto nella zona infetta ed ora lì si può ripartire”. la novità sta nel fatto che il Leccino può essere usato come argine naturale alla diffusione del contagio: riceve il batterio, lo ospita ma non lo trasmette.

Si apre uno spiraglio anche per i Monumentali .L’esperto ha fato riferimento ad un caso segnalato da Giovanni Melcarne, agronomo e produtture di un olio Dop di Gagliano del Capo: “Questa Ogliarola di 80 anni colpita da Xylella, per metà risulta innestata, circa 50 anni fa con Leccino. La parte innestata è quella a sinistra, l’apparato fogliare di Ogliarola a destra. Questa pianta è la più bella evidenza empirica, mai trovata fino ad ora, e fa diventare sempre più reale la possibilità di salvare i nostri Monumentali”, ha affermato Melcarne su Facebook (foto in alto; a sinistra il convegno su Xylella alla Fiera del Levante). Ma la ricerca riguarda anche i semenzali selvatici, l’inoculazione in serra, il sovrainnesto su piante infette e tanto screening: su 12 ettari privati nel Sud Salento sono state innestate 440 varietà italiane ed europee nell’aprile 2016; con gli altri fondi della Regione in arrivo l’esperimento  continuerà “e forse potremo restituire le chiome agli alberi secolari”.

Altro capitolo: le medicine Un versante su cui “i risultati non sono stati finora incoraggianti” è quello della ricerca dei medicinali adatti, di qualcosa che applicato alle piante le faccia guarire. Qualcosa di importante, soprattutto per i vivai di barbatelle della vite della zona di Otranto, si è registrato ancora una volta quando sono state scoperte e testate alcune varietà inattaccabili dalla Xylella e che hanno procurato l’annullamento del divieto per la loro movimentazione. Qualcos’altro di importante si potrebbe ottenere se ci fossero controlli adeguati sui materiali vegetali in ingresso un Europa: “Solo che il Cile ha due punti d’ingresso, l’Unione europea ben 42: questo sistema lascia molto a desiderare”. E preoccupare, anche per il futuro.

Racale – Scuola innovativa e di talento, quella rappresentata dal prof. Daniele Manni, unico insegnante italiano tra i 12 finalisti all’Innovation and Entrepreneurship Teaching Excellence Awards, premio dedicato all’eccellenza didattica in tema di innovazione e imprenditorialità. Italo-canadese, figlio di genitori racalini espatriati oltreoceano, Manni è da circa un trentennio docente di Informatica presso l’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce. Il 20 e 21 settembre prossimi, sarà lui a rappresentare l’Italia alla 13^ Conferenza Europea sull’Innovazione e l’Imprenditorialità, ad Aveiro in Portogallo.

La sfida con docenti da università di tutto il mondo – La capacità di stimolare l’inventiva e la spinta all’autoimprenditorialità l’ha reso celebre in Italia e all’estero. Suo il merito della creazione di numerose giovani startup in campo economico e sociale, fatto questo che già nel 2015 gli è valso la candidatura al Nobel per l’insegnamento, il Global Teacher Prize. Un altro dettaglio degno di nota è che nella competizione europea in Portogallo il prof. Manni sarà l’unico docente di scuola superiore e concorrerà con colleghi di didattica innovativa provenienti dalle più prestigiose e rinomate università europee, asiatiche e americane: Kevin Chu Wing Ki (Open University of Hong Kong – Cina), Dries Faems (University of Groningen – Olanda), Paul Flynn (National Universty of Ireland Galway – Irlanda), Christian Friedl (FH Joanneum University of Applied Sciences Graz – Austria), Angela Hamouda (Dundalk Institute of Technology – Irlanda), Sara Calvo Martinez (Middlesex University London – UK), Viviana Molina Osorio (Universidad Autónoma de Manizales – Colombia), Jeffrey Sohl (University of New Hampshire – USA), Christy Suciu (Boise State University – USA), Ralf Wagner (Kassel University – Germania).

Ogni candidato è chiamato a presentare un proprio progetto: Manni relazionerà su un lavoro dal titolo A 15-year experience in teaching Entreprenership in high school, con cui dimostrerà come un’educazione ispirata all’imprenditorialità può apportare benefici alla forma mentis degli studenti di età compresa tra i 14 e 18 anni, indipendentemente dalla loro aspirazione a una futura carriera da imprenditori.

Uno stimolo all’autoimprenditorialità, fin dalla scuola – “Sono particolarmente contento di questa notizia, perché grazie all’eco che ne dà la stampa consente di raggiungere tante scuole e tanti docenti in Italia, affinché anche loro possano cambiare qualcosa nella propria didattica e nel proprio approccio agli studenti – spiega il prof. Manni. – Inoltre, questo è uno stimolo in più per incentivare gli studenti delle scuole superiori all’autoimprenditorialità”. Proprio la sinergia che il prof. Manni ha saputo instaurare con i suoi studenti ha portato alla concretizzazione di progetti ben avviati e conosciuti: fra questi la startup sociale Mabasta (Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti); xCorsi, piattaforma web dedicata alla formazione; Smart Siti, per la progettazione smart di siti web; #InBeautyWeTrust, startup che si occupa di marketing del territorio attraverso la cultura della bellezza.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Leuca come mai prima d’ora è stata vista: è ciò che propone una nuova App per telefonini con la “realtà aumentata” Italyra è stato realizzato da “Ibs company” da un’idea dei soci fondatori dell’azienda Angelo Michele Marzullo e Emanuele Lecci. Martedì 28 agosto alle ore 21 presso la Lega navale di Leuca è in programma la conferenza stampa di presentazione del progetto con l’illustrazione della prima cartografia di Leuca realizzata completamente in “realtà aumentata” e finanziata interamente dalle aziende del posto che hanno creduto e investito nel contenuto innovativo del progetto.

La guida interattiva Si tratta di una guida turistica interattiva, disponibile gratuitamente per Play Store e App Store, che ha per scopo quello di  aiutare il viaggiatore a scoprire gli angoli più nascosti e particolari del territorio Semplicemente inquadrando con la fotocamera un monumento o un sito (come il Santuario o il ponte del Ciolo), il visitatore potrà avere tutte le informazioni e curiosità sul sito inquadrato. Le informazioni potranno anche essere ascoltate tramite il microfono dello smartphone (grazie ad autoguide in sette lingue). «È un progetto nazionale che sta ricevendo l’apprezzamento e l’adesione di molte aziende. Attualmente – afferma Emanuela Palma, direttore operativo del progetto – copriamo circa 100 le città italiane e l’intenzione è quello di espandere i nostri orizzonti». Il progetto è stato patrocinato dai Comuni di Castrignano del Capo e di Patù e finanziato interamente dalle 20 aziende del posto che hanno aderito. Le 10.000 cartografie sono a disposizione, presso infopoint, Pro loco, Comuni e Iat dei centri che hanno aderito.

Casarano – Musica e solidarietà mercoledì 22 agosto alle 20.30 presso i giardini comunali “William Ingrosso” a Casarano. I volontari della locale sezione della Lilt, con la responsabile Tina Stefàno, propongono la “Serata danzante sotto le stelle” con le musiche di Alfonso Amarè (foto). L’appuntamento, con il patrocinio del Comune di Casarano, permetterà di sostenere le iniziative promosse dalla Lega contro i tumori impegnata, con il responsabile scientifico Giuseppe Serravezza, nella realizzazione del centro Ilma (sulla AlezioGallipoli), ovvero la “cittadella” della prevenzione, riabilitazione e ricerca contro le malattie tumorali.

Gallipoli –  Nell’assestamento e nelle variazioni del bilancio della Regione Puglia, approvato ieri un emendamento che ha introdotto fondi per studiare ancora più da vicino le piante di ulivo che, pur trovandosi nella zona infetta, non presentano alcun sintomo della malattia portata dal batterio Xylella. La proposta approvata dalla maggioranza è partita dai banchi della minoranza pentastellata, precisamente dal consigliere regionale Cristian Casili di Nardò, capogruppo. (nella foto di Giovanni Melcarne un ulivo scheletrico e un semenzale senza ombra di disseccamento; sotto, Casili)

Nei prossimi mesi – afferma Casili – potremo avere ulteriori elementi per sviluppare nuove strategie di controllo e gestione dei disseccamenti dei nostri ulivi. Tutto ciò grazie ad un mio emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria, un emendamento che tentavo di far approvare da oltre un anno e mezzo”. Si tratta di 200mila euro per la “promozione di attività di studio e monitoraggio del germoplasma locale nella zona colpita dalla xylella, per l’individuazione di piante di ulivo tolleranti al disseccamento”. Previsto il coinvolgimento delle Università e degli enti di ricerca, in particolare dell’UniSalento territorialmente interessata, e degli operatori agricoli locali, la Regione avvierà un monitoraggio e un censimento con l’esatta collocazione geografica delle piante coltivate e dei semenzali resistenti per poi promuovere “attività di studio e ricerca sul germoplasma locale”.

Casili, che fa di professione l’agronomo, spiega: “Il germoplasma locale rappresenta una risorsa genetica fondamentale per la salvaguardia delle caratteristiche peculiari delle produzioni locali, costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura, che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia. Si tratta di soluzioni alternative all’introduzione di cultivar alloctone – continua il consigliere regionale – che, essendo estranee ai nostri ambienti, richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino. Sono frequenti le segnalazioni provenienti dai produttori olivicoli leccesi di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo della malattia, per queste ragioni ritengo opportuna un’attività di censimento per ottenere informazioni volte ad individuare le caratteristiche di queste piante”.

Secondo queste indicazioni fatte proprie dal governo pugliese, il Salento diventerebbe un vero e proprio laboratorio a cielo aperto (di cui già oggi ci sono dei prodromi come i campi sperimentali di Presicce), poiché “lo stesso costituisce un semenzale diffuso nonché un importante bacino di informazioni relative alla variabilità genetica e, al contempo, si favorirebbe la promozione di studi sul germoplasma locale di piante che ad oggi non manifestano alcun sintomo pur trovandosi nei focolai dove la recrudescenza della malattia è molto forte. È ora – conclude Casili – che si monitori questa parte del nostro territorio (la zona rossa, con nucleo originario tra Gallipoli e Taviano, ndr) da tempo abbandonata a se stessa perché considerata infetta ma che, invece, conserva importantissime informazioni utili per tutta la nostra regione”.

Santa Maria al Bagno (Nardò) – Un calendario di eventi ed appuntamenti estivi per adulti ed anche piccoli aperti al pubblico, in un giardino d’altri tempi nella restaurata Villa degli Angeli, un luogo che di solito e in tanti vediamo solo da fuori: irrompe nella estate neretina il programma della struttura residenziale che ha trovato un modo originale di mettere a frutto – ma con ingresso libero fino ad esaurimento della capienza – uno scrigno architettonico, artistico e botanico datato Ottocento salentino. L’apertura di questa antica dimora appartenuta alla famiglia Frigino è fissato per giovedì 19 alle ore 21.

Ad accogliere i visitatori in via Giovan Battista Galvani 5, ci sarà uno staff pronto ad illustrare la storia e le bellezze del luogo: il grande salone arricchito da un mosaico con lo stemma nobiliare della famiglia, prima proprietaria che lo fece realizzare a due artigiani turchi fatti arrivare appositamente; l’incantevole terrazza, che ospiterà un Cocktail Party offerto dai gestori; gli oltre mille metri quadrati di giardino con due Araucarie secolari di oltre 25 metri d’altezza ed il giardino di Cycas alcune delle quali centenarie.

Dallo Yoga al tango argentino “Un’occasione unica per ammirare in tutto il suo splendore questa meraviglia architettonica – si legge nella nota di presentazione della catena di eventi – dopo i lunghi lavori di restauro. Un appuntamento dedicato all’arte e alla cultura che avrà molti ospiti e numerose performance”. Tra queste (anche alcune con attività residenziali), iniziative dedicate al benessere con lezioni di Yoga, T’ai Chi Ch’uan, Tango argentino e scherma con ospiti Pino Belgioioso, Sabrina Vergari, Marco Campobasso, Barbara Giannetti, Paolo e Roberto Cazzato, Roberto Gagliardi, Angela Cosi, Gianfranco Russo e Alessandro Bollino. In cartellone un ciclo di lezioni dedicate ai sapori mediterranei con piatti e ricette di Siria, Libano, Palestina, Algeria, Marocco, Tunisia, Spagna, Grecia e Croazia; un progetto dedicato alla fotografia, curato da FotoScuolaLecce che presenterà quattro mostre di giovani artisti; una mostra di arte digitale ed un ciclo di conferenze con illustri studiosi ed anche reading letterari con autori ed editori.

“Letture senza frontiere” è lo spazio riservato ai più piccoli con quattro appuntamenti, con fiabe e racconti in lingua originale: “Ali Baba” (arabo), “Marsha e Orso” (russo), “Robin Hood” (inglese), “Belle e Sebastien” (francese). A completare il fitto programma, una serie di incontri a sfondo gastronomico tra cui spicca quello col pasticciotto declinato in tutte le sue ormai numerose varianti e alla pasta fatta in casa. “Si tratta di un progetto di valorizzazione degli spazi – continua la nota diffusa dagli organizzatori – fortemente voluto per ridare un’anima a questa Villa incantevole, offrendo la possibilità di godere della magica atmosfera dei luoghi, anche ai visitatori locali e ai numerosi turisti presenti, arricchendo così l’offerta del territorio”.

 

 

 

Gallipoli – La puntata di Superquark di oggi, mercoledì 18 luglio alle 21.25 affronterà il problema del “Disseccamento rapido dell’olivo” determinato dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa. La popolare ed accreditata trasmissione di Piero Angela si sofferma sul dramma che sta vivendo da ormai cinque anni l’olivicoltura salentina e, da qualche tempo, anche brindisina e barese (marginalmente).

Questo un passo del comunicato pubblicato dall’Ufficio stampa della Rai: “Un’incredibile catena di errori ha trasformato la Xylella fastidiosa in una minaccia per gli ulivi di tutto il Mediterraneo”. gli inviati sono i giornalisti Giovanni Carrada e Rossella Li Vigni, che sono andati a vedere gli uliveti e a parlare con i ricercatori.

Domani invece dovrebbe giungere in Puglia il ministro delle Risorse agricole, Gian Marco Centinaio, come conferma una nota della Regione. Il ministro sarà a Bari e poi nel Salento, in particolare nella zona di Gallipoli ed a sud della città, dove si sono riscontrate le prime presenze della Xylella. .

Sabato 21 luglio, infine, in un uliveto secolare nelle campagne di Tiggiano, al tramonto (ore 19), si terrà il primo evento organizzato da “Save The Olives”, organizzazione no profit presieduta dall’imprenditore di Andria, Pietro Petroni. e nata con lo scopo di concentrare le forze di chi sta lottando contro la xylella. Si tratta di un concerto dei cameristi del Teatro “La Scala” di Milano. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di opinion leader, stampa, stakeholders e attori del territorio e di sensibilizzare il pubblico sul tema e a raccogliere fondi sulla ricerca.

Casarano – Dai banchi del liceo ai “banconi” da laboratorio il passo è stato breve per il 18enne Simone Marigliano. Lo studente del liceo scientifico linguistico “Vanini” di Casarano si è aggiudicato la 14^ edizione del concorso nazionale “Lo studente ricercatore” indetto dall’Istituto Ifom di Milano, fondato nel 1998 dalla Fondazione italiana per la ricerca sul cancro (Firc) e rinomato centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare. Lo studente ha centrato in pieno l’obiettivo del “rapido trasferimento dei risultati dal laboratorio alla pratica diagnostica e terapeutica”, la “mission” dell’Istituto, superando brillantemente il difficile test di ammissione insieme ad altri nove giovani studenti selezionati tra le centinaia di candidature giunte da tutta Italia. Il concorso è un progetto unico nel suo genere in quanto consente, ogni anno, ad una ristrettissima cerchia di liceali di vivere in prima persona la ricerca scientifica lavorando intensamente per 15 giorni fianco a fianco con ricercatori provenienti da tutto il mondo. Marigliano (che affronterà la maturità il prossimo anno) ha avviato il 25 giugno il suo stage soggiornando nella guest house internazionale di Ifom e lavorando nell’Unità di Colture cellulari sotto la guida della ricercatrice Ilaria Rancati.  La sua candidatura è stata sostenuta tanto dalla dirigente Maria Grazia Attanasi quanto dal professor Gianni D’Aprile.

 

Scorrano – E’ cominciato oggi l’evento clou per Scorrano: i festeggiamenti in onore di Santa Domenica, che salvó il paese dalla peste nel 1600. Milioni di luci illumineranno per cinque giorni il centro storico del paese dove sono attese circa 120mila persone tra devoti e turisti. Oltre ai molto sentiti riti religiosi, sono in programma spettacoli pirotecnici, concerti bandistici, degustazioni di prodotti tipici con il progetto “M’illumino di Gusto”, concerti e tante altre sorprese organizzate dal comitato Santa Domenica, dal Comune di Scorrano, dal parroco don Massimo De Donno e da Eventi Marketing e Comunication per un costo di circa 200mila euro.

Sul versante civile, lo spettacolo più atteso resta però quello delle luminarie. Si resta incantati davanti alle imponenti luminarie allestiste per l’occasione dai maestri di questa arte, che a Scorrano sono di casa. A dare il loro contributo saranno le ditte Cesareo De Cagna e figli di Maglie, “Marianolight” di Lucio Mariano di Corigliano d’Otranto, De Filippo (Salerno) e Parisi di Taurisano,  che creeranno incredibili scenografie rappresentando monumenti e santi con luci a led molto più tecnologiche degli anni passati che garantiranno una maggiore illuminazione. Queste realizzazioni sono state esportate in tutto il mondo e hanno reso questa festa tra le più belle d’Italia. La novità assoluta di quest’anno sarà la possibilità, data dalle ditte De Cagna e Mariano, di personalizzare i colori delle luminarie e le modalità di accensione tramite un app sul proprio ipad. Le accensioni, che saranno trasmesse in diretta su Telenorba, saranno ogni giorno alle ore 21,23 e alle ore 00.15. Per gli spettacoli pirotecnici, che faranno da contorno alle imponenti luminarie. Le ditte partecipanti saranno Mega Angelo di Scorrano, “Francesco Mega srl (Scorrano), “Fratelli Pannella (Ponte), Senatore fireworks (Cava de’ Tirreni). Gli spettacoli si susseguiranno per tutta la giornata a partire dalle ore 6,30 del mattino di venerdì 6 luglio fino alle ore 24 per l’esibizione notturna.

La promozione dell’artigianato agroalimentare d’eccellenza  “M’illumino di gusto” è giunto intanto alla sua quarta edizione. La manifestazione si svolgerà in via Re Ladislao, in pieno centro storico. Per l’occasione sarà allestito anche un vero e proprio laboratorio artigianale in cui i maestri aderenti all’Associazione pasticcieri salentini di Confartigianato Imprese Lecce prepareranno davanti al pubblico il famoso pasticciotto salentino, prodotto tipico ed emblema della pasticceria.

“Anche quest’anno celebriamo i festeggiamenti in onore della nostra patrona, Santa Domenica – afferma il Sindaco Guido Stefanelli – e sono  particolarmente onorato di portare il mio saluto e quello di tutta l’Amministrazione comunale. Rivolgo il più sentito ringraziamento a tutti i cittadini, ai fedeli, al parroco don Massimo De Donno e al comitato Santa Domenica per il loro impegno profuso ai fini della buona riuscita dell’evento”.  Il Sindaco infine richiama tutti “ad una puntuale osservanza del piano di sicurezza predisposto congiuntamente alla Prefettura e alla Questura di Lecce: la collaborazione, in questo momento di concordia e felicità per la nostra comunità, siamo sicuri che sarà l’elemento vincente della festa patronale”.

M.M.

 

 

Alliste – È stata depositato in Prefettura, il 29 giugno scorso, il progetto per la realizzazione di una rete di sorveglianza sul territorio di Alliste e Felline. Ad annunciarlo è Angelo Catamo (foto), presidente del Consiglio comunale che, in cooperazione con l’assessore ai Servizi sociali Anna Lucia Causo e l’Ufficio di Polizia municipale, ha curato l’intero progetto indirizzato, previa approvazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al Ministero dell’Interno.

Il progetto prevede una richiesta di finanziamento a valere sui “Fondi di riserva speciale” del Ministero dell’Economia e delle Finanze di circa 70mila euro a fronte di un cofinanziamento di 20mila euro. Il piano progettuale intende dotare le cittadine di un sistema di videosorveglianza munito di una moltitudine di telecamere di nuova generazione collegate in rete wi-fi, con ottima risoluzione di immagini e con la possibilità di poter ospitare anche il traffico dati degli operatori privati che vorranno monitorare in remoto le proprie aziende: le telecamere andrebbero ad essere posizionate nei punti strategici del territorio di Alliste e Felline al fine di prevenire e contrastare fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, quali incendi di auto e aziende, danneggiamento di edifici pubblici, furti e rapine ad esercizi commerciali e a private abitazioni, reati in materia di sostanze stupefacenti e normative sugli abbandoni dei rifiuti pericolosi.

Porto Cesareo – Inquietanti scoperta nelle acque di Porto Cesareo, in piena Area marina protetta: vi è in atto una inspiegabile moria di Pinna nobilis, comunemente chiamate cozze penne. Lo hanno rilevato nei giorni scorsi gli operatori scientifici subacquei dell’Amp Porto Cesareo (foto) che si sono immersi nei siti sottoposti a monitoraggio in base ad un progetto di qualche anno fa. La moria sembra essersi verificata negli ultimi sei mesi: durante il precedente monitoraggio di novembre, le cozze penne erano vive. Per questo particolare gli studiosi credono che l’epidemia sia verosimilmente da ascriversi ad un agente patogeno. Le immersioni, proseguite anche in altri siti, hanno registrato il dato che la moria interessa l’intera costa sino a profondità accertata di 40 metri.

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha immediatamente inoltrato la segnalazione del fenomeno al  Ministero dell’Ambiente, Reparto ambientale delle Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ispra, l’Asl di Lecce servizio veterinario, Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare). Dice il  direttore dell’Amp Porto Cesareo, dottor Paolo D’Ambrosio: “Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori monitoraggi in sinergia con il settore veterinario dell’Asl di Lecce al fine di eseguire approfondimenti epidemiologici e tossicologici”.

La Direttiva europea del 2008 E’ del giugno 2008 la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy) (2008/56/CE), successivamente recepita in Italia nel 2010. La Direttiva si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea, avendo come obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per tutte le acque marine. L’Amp Porto Cesareo, in questo contesto,  ha ottenuto specifiche istruzioni nell’ambito del monitoraggio per la Marine Strategy, tra cui appunto la Pinna nobilis, e da 2016 ha individuato, nell’area di propria competenza, tre siti con diverse migliaia di organismi.

Maglie – Domenica 10 giugno, alle 20.30 nell’atrio del Liceo scientifico Da Vinci si terrà la cerimonia di premiazione dei vincitori del XVII Certamen nazionale fisico-matematico “Fabiana D’Arpa”. Dopo i saluti della dirigente Annarita Corrado e di Renato Orta, docente del Politecnico di Torino, avrà luogo la cerimonia della premiazione  alla presenza di Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce; Vincenzo Melilli, dirigente Uff.VI U.S.P Lecce; Sebastiano Leo, assessore regionale; Andrea Fabbri, direttore del collegio universitario “Einaudi” di Torino; Ernesto Toma, sindaco di Maglie e Mariano Longo, docente UniSalento. Nel corso della serata saranno premiati anche i vincitori delle borse di studio “Leonardo da Vinci” e dei Giochi della chimica e saranno consegnati alla dott.ssa Assunta Tornesello (di Alezio) i fondi raccolti a favore del reparto di onco-ematologia pediatrica dell’ospedale Fazzi di Lecce. La serata sarà condotta dal prof. Francesco Piccolo della compagnia teatrale “La Busacca”; suonerà l’orchestra del liceo scientifico diretta dal maestro Armando Ciardo. L’iniziativa ha il patrocinio del Politecnico di Torino, dell’Unisalento, del collegio universitario Renato Einaudi di Torino, della città di Maglie, della Provincia di Lecce, della Regione Puglia e della città di Vernole.

Il Certamen, istituito nel 2001, è intitolato a Fabiana D’Arpa di Vernole,  eccellente allieva del Da Vinci, scomparsa all’età di ventitre anni, alla vigilia della laurea in ingegneria elettronica che stava per conseguire al Politecnico di Torino e che nel luglio del 2005  le è stata conferita post mortem. Il Certamen si ispira ai valori che facevano parte della personalità di Fabiana: “pertinace, puntiglioso esercizio del dovere, lo slancio verso il bello ed il vero, la ricerca dell’eccellenza”. Per questo le condizioni di partecipazione al Certamen sono molto selettive: sono ammessi gli studenti che frequentano  l’ultimo anno di un corso di studi secondari di secondo grado  che  negli ultimi due anni scolastici siano stati ammessi alla classe successiva con una votazione media di 9/10 in matematica, fisica, scienze naturali e di 8/10 di media nelle restanti discipline di studio. La prova riguarda argomenti di matematica e fisica ed è predisposta dai docenti del Politecnico di Torino. I premi che saranno consegnati domenica: al primo classificato un ulivo d’argento, al secondo il premio soggiorno Mediterranea vacanze, al terzo il Premio collegio universitario Renato Einaudi di Torino, al quarto Premio speciale città di Vernole.

Poggiardo – Inaugurazione, venerdì 8 giugno alle ore 11.30, del nuovo centro di Senologia del Distretto sociosanitario di Poggiardo. La struttura è allestita presso il Presidio territoriale assistenziale (ex ospedale “Pispico”) e sarà attiva sia con sedute di screening mammografico che con sedute di senologia clinica, grazie all’utilizzo del mammografo di ultima generazione Senographe Pristina 3D (GE), che permette l’opzione della Tomosintesi digitale della mammella. Tale piattaforma permette un “estremo contenimento” della dose di radiazioni, grazie ad un’eccellente visibilità delle lesioni mammarie rispetto a una tradizionale acquisizione mammografica 2D, e permette anche una “nuova esperienza di compressione della mammella”, che consente di alleviare l’ansia e di mettere a proprio agio le pazienti durante l’esame. Oltre ad alleviare lo “stress da esame”, “questa tecnologia  risponde anche alle esigenze dei tecnici, facilitandone il lavoro, e dei radiologi, essendo in grado di ottimizzare il processo diagnostico”, come fa sapere la direzione generale della Asl.

La cerimonia di inaugurazione Alla cerimonia inaugurale interverranno il direttore generale della Asl di Lecce Ottavio Narracci, i medici di Medicina generale, la referente del tavolo tematico di Senologia,  Rita Tarantino, il responsabile dello screening aziendale Daniele Sergi e i sindaci dei Comuni del Distretto (con Poggiardo anche Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino, Nociglia, Ortelle, San Cassiano, Sanarica, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano e Uggiano La Chiesa).

Già avviato lo “screening mammografico” Il servizio di screening mammografico, già avviato il 5 marzo scorso, è rivolto a donne tra i  50 e i 69 anni e si svolge nei giorni di lunedì e mercoledì e, per approfondimenti diagnostici mammografici ed ecografici, il mercoledì, venerdì e sabato. Per ogni seduta sono previste circa 25 pazienti che, prima di eseguire l’esame, compilano una scheda anamnestica e lasciano in consegna eventuali esami precedenti. Le mammografie vengono successivamente visionate (in doppio cieco), da 2 medici radiologi, i quali,  se ritengono necessario completare l’esame con ecografia mammaria o con un approfondimento radiografico mirato, contatteranno personalmente la paziente. Le sedute di senologia clinica si svolgono nelle giornate di martedì e giovedì e coinvolgono le pazienti di fascia d’età non compresa nello screening o quelle che hanno richieste prioritarie (con urgenza U o B), per un esame mammografico e di ecografia mammaria.

 

Nardò – “Unitre in festa”: sabato 9 giugno dalle 20.30 al teatro comunale, l’Università delle Tre Età si ritrova per festeggiare la fine dell’anno accademico. Durante la serata non mancheranno momenti dedicati a esecuzione di musica polifonica e conferimento del titolo di socio onorario a diverse personalità del territorio. «Sarà un grande momento di festa per le attività svolte in questo Anno accademico – dichiara il presidente Giovanni Però (foto) – che verrà allietato dall’inno nazionale, dall’inno Europeo e da quello dell’Unitre. L’Unitre è una associazione onlus che non si chiude su se stessa ma si apre all’esterno verso la comunità intera, interessandosi di salute, scuola, finanza, economia, letteratura, matematica e fisica, storia e geografia economica, passando per attività che vanno dal burraco agli scacchi, dalle escursioni didattiche a quelle artistiche e archeologiche ecc., avendo come motto lo “star bene con sé per stare bene con gli altri”.

“Sono tre età a confronto continuo – conclude Però – osmotiche, liberatrici, appassionate, vive, costituenti un unicum sociale che parla, dibatte, pensa, sperimenta, aiuta, consiglia, ama. Noi saremo lì, nel Teatro comunale il 9 giugno alle ore 20 per offrirvi una serata diversa, gioiosa, spensierata».

 

Gallipoli – La Commissione europea ha tirato le somme: l’area da quarantena a causa dell’attacco della Xylella fastidiosa è aumentata, annettendo una fascia di territorio della provincia di Bari. Troppo pochi gli ulivi infetti e non abbattuti né rimossi. Nel 2018 su 241 ordinanze neanche una ha raggiunto lo scopo, L’anno precedente il numero si è attestato su circa 900 eradicazioni. Certo, ci sono vincoli normativi, paesaggistici, urbanistici che andrebbero superato con un decreto apposito; ci sono problemi col catasto non aggiornato per cui è difficile spesso individuare i titolari dell’appezzamento ai quali notificare le ordinanze, per cui si pensa di trovare il modo di procedere d’urgenza, rinviando a dopo le procedure burocratiche. Ma i conti non tornano e la delegazione europea arrivata lunedì in zona, è ripartita per Roma e poi Bruxelles portando con sé solo gli apprezzamenti per un sistema di monitoraggio nella zona di contenimento che ha funzionato. Dai loro dati si evince che su circa 7 milioni di piante, soltanto 3.800 in quell’area sono risultate colpite dal batterio e nessuna in focolai in cui gli alberi contagiati sono stati rimossi.

Gli ispettori della Ue, direzine generale per la salute e la sicurezza delle piante, hanno fatto il loro lavoro ed ora tocca al Ministero delle politiche agricole ed alla Regione Puglia cercare di rinviare, quantomeno, la nuova mappa redatta (foto) da cui si evince l’indicazione di una nuova zona infetta, come preannunciato e temuto nelle scorse settimane. Comunque vada, le condizioni politiche intorno al grave problema sembrano finalmente essersi chiarite: l’intero Consiglio regionale ha votato un documento pieno di impegni da rispettare, da parte della Regione, del governo centrale e dell’Europa, ritenuta per la prima volta in modo esplicito colpevole di scarsa vigilanza alle frontiere (principalmente nel porto di Rotterdam, il più trafficato del continente) circa l’importazione di specie vegetali e di piante ornamentali. Si tratta di vedere adesso cosa concretamente produrrà questo nuovo ed inedito clima unitario da cui tutti si attendono molto. Anche per recuperare qualcosa dei cinque anni di polemiche, ricorsi, ricerche, scontri. E senza nessun provvedimento concreto.

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

Gallipoli – Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, la tecnica degli innesti e molto altro. Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello presso la propria sede di via Bari ricercatori e docenti universitari lo scorso 31 maggio, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta al fastidioso batterio. «Abbiamo sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto – ha detto il presidente Pantaleo Piccinno alla platea – abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori, non solo pugliesi, convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari di rigenerazione ambientale e agricola».

L’assemblea Giovani Coldiretti

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro. Gianluca Bleve (di Tricase) e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto “Passata d’oliva”, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre (foto) dell’Università del Salento ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi – una sinergia tra ricercatori e agricoltori – che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione.  Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato. Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca Basile Caramia, ha spiegato il progetto “Biosavex” che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione ed anche il progetto “Sogesom”, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti. «Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia – ha detto il professor Gucci dell’Università di Pisa – le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali».

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