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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Inaugurazione del Presidio sanitario estivo a Gallipoli

GALLIPOLINuovo Presidio sanitario estivo a Gallipoli in via Sant’Angelo, nel cuore del centro storico. Sono così in tutto 22 i punti di assistenza predisposti dalla Asl Lecce lungo la costa salentina. A Gallipoli l’altro presidio è sul lungomare Marconi, all’ingresso monumentale del vecchio ospedale. In più, sul lungomare Galilei è in servizio un’ambulanza h24. La finalità di tali “guardie turistiche” è quella di garantire un’assistenza sanitaria di base evitando, nel contempo, di ingolfare i Pronto soccorso degli ospedali.  In via Sant’Angelo, in particolare, è prevista una turnazione con sette medici in attività ambulatoriali 24 ore al giorno. «Avere un ulteriore presidio sanitario – afferma il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva – risponde alla necessità dettata dal fatto che Gallipoli, più di ogni altra località turistica del Salento, ha un afflusso turistico imponente, con una popolazione che d’estate passa da 21mila abitanti a oltre 200mila. L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione i locali idonei e l’Asl ha prontamente fornito la strumentazione sanitaria e il necessario personale». Al sindaco fa eco il direttore generale della Asl, Silvana Melli: «Grazie a questa collaborazione operativa con l’Ente locale si riesce ad assicurare a residenti e turisti un’assistenza sanitaria per le necessità di minore gravità, mentre per le emergenze vere e proprie si può fare ricorso al servizio 118 e al Pronto soccorso dell’Ospedale di Gallipoli. Un’offerta sanitaria completa, dunque, e in grado di garantire un’estate più sicura a tutti: in caso di bisogno, trovare un medico sarà molto più semplice». All’inaugurazione di mercoledì 19 luglio sono intervenuti alcuni amministratori comunali, il direttore medico dell’Ospedale di Gallipoli, Egidio dell’Angelo Custode, e il direttore del Distretto socio sanitario, Roberto Vergaro.

CASARANOQuali migliori testimonial della donazione degli stessi donatori? È questa l’idea che ha animato la singolare campagna estiva di sensibilizzazione dei donatori di sangue dell’associazione Adovos “Fabio Abbruzzese”. Mente e motore dell’iniziativa è stata Maria Prete, vulcanico presidente dell’Adovos di Casarano, che ha iniziato a pensare a come sensibilizzare alla donazione in modo diretto e originale, quando ancora erano in corso i preparativi per la raccolta straordinaria di sangue organizzata nella sede dell’associazione lo scorso 14 giugno, in occasione della Giornata mondiale della donazione. In quella circostanza, la Prete ha pensato bene di chiedere ai circa trenta donatori che erano accorsi alla sua chiamata la disponibilità per una campagna di sensibilizzazione. Impossibile, per un donatore, declinare un invito del genere. Per poter dar corpo alle idee di Maria Prete, però, c’era bisogno anche di un fotografo sensibile a tali tematiche. A rispondere all’appello, senza esitazioni ed a titolo gratuito, è stato Antonio Parrotto, dello studio Infinitoperfetto di Parabita. Parrotto ha scattato, oltre alla classica foto di gruppo, diversi altri scatti che ritraggono i donatori a gruppi di cinque. Il messaggio, però, è sempre lo stesso: «Un donatore di sangue lo sa. L’estate non significa solo vacanza. Passa a donare prima di partire».

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ospedale di gallipoli

L’ospedale di Gallipoli

agata coppola-tdm gallipoliGALLIPOLI. Traccia il bilancio dei primi sei mesi del 2017 il Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Gallipoli, la rete di Cittadinanzattiva che opera presso il Presidio ospedaliero “Sacro Cuore di Gesù” dal 1998, offrendo un servizio di consulenza e intervento per la tutela dei diritti dei cittadini in ambito sanitario, assistenziale, pubblico e privato e in difesa e tutela dell’ambiente. Sono state 46 le segnalazioni raccolte da gennaio 2017, classificate secondo i seguenti criteri: accessibilità, adeguatezza, fruibilità dei servizi di pubblica utilità. Il Tdm nota che nel primo semestre le segnalazioni sono diminuite rispetto gli anni precedenti forse perché l’attuale location non è immediatamente accessibile essendo situata al secondo piano Torre A presso la sede Avulls.

14 le segnalazioni inserite nella categoria “accessibilità”, in riferimento a difficoltà nella fruizione dei servizi, ostacoli nell’ acquisizione dei farmaci. I “punti di debolezza” su cui occorre intervenire, secondo il Tdm, sono i tempi di attesa e Informazioni sulla struttura e sui servizi offerti . Sono 12 le segnalazioni per “adeguatezza”:  diagnosi e terapia, condizione e funzionamento dei servizi, comportamento del personale. Qui occorrerebbe intervenire su informazione sulla modalità di funzionamento dei servizi e umanizzazione del personale. In quanto a “fruibilità dei servizi di pubblici utilità” (tra cui servizi di sostegno, di trasporto per disabili; livello di soddisfazione dei cittadini, condizioni delle strutture, trattamento utenti, sprechi; trasparenza delle modalità di erogazione di servizi, sicurezza ambientale e fisica) le segnalazioni sono 20. I “punti di debolezza” su cui amministrazioni socio-sanitarie devono intervenire sono : l’Informazione al cittadino (spesso ignaro di alcuni servizi sociali e sanitari offerti in forma integrata) e la Cura dell’ambiente e dei servizi di pubblica utilità.

Il Tdm di Gallipoli, guidato da Agata Coppola, ha inoltre svolto l’attività denominata “Diritti a tinte forti” per “rilevazione criticità”, focalizzata, ad esempio, su monitoraggio sui ricoveri in Pronto soccorso, monitoraggio dei servizi alla salute erogati ai cittadini sul territorio fuori dall’ospedale e tra le mura domestiche; monitoraggio dei “ Tempi di attesa”; “informazione” con incontri e congressi; “formazione” con diversi corsi e giornate di studio; “pubbliche relazioni” attraverso la partecipazione a inaugurazioni, spettacoli, manifestazioni sacre; “comunicazioni” con trasmissione di report e newsletter agli aderenti, presentazione di libri.

Fra i volontari (Agata Coppola, Fiorella Di Marco, Luciana Fiorito, Mariarosaria Fontò, Filomena Fontanarosa, Anna Rita Fontò, Elisabetta Pietrangeli, Anna Lucia Ventruto), la direzione sanitaria e tutti gli operatori sanitari del “Sacro Cuore”,  è costante una grande ed operosa collaborazione. Un esempio è il lavoro svolto per sviluppare il monitoraggio nazionale “Valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”, l’indagine che ha visto la partecipazione di 278 strutture, 286 associazioni, 594 cittadini sul territorio nazionale, il 18 maggio presso il “Vito Fazzi” di Lecce. L’ equipe gallipolina era composta dalla dirigente presso il  P.O. di Gallipoli, Fabiola Musarò e la responsabile dell’URP locale, Eliana Cortese e dai referenti civici: la presidente regionale di Unicell di Lecce, Maria Lucia Cillo, la responsabile del Tdm di Gallipoli, Agata Coppola con Mariarosaria Fontò, la presidente Avulls di Gallipoli Giusy Occhineri, la presidente Apa Sud Salento Rita Manco.

GALLIPOLI. “Città cardioprotetta? Eppure le teche sono vuote.” A chiederselo è un lettore gallipolino, il quale dopo una passeggiata in diversi punti della città ha notato la presenza delle colonnine totem ancora sprovviste, però, di defibrillatori. Nelle immagini le teche presenti nei pressi del municipio in via Pavia, in piazza Giovanni XXIII e in via Alfieri, sprovviste di apparecchi come quelle dislocate nei pressi di stazione e lungomare. Intanto dal Comune di Gallipoli fanno sapere che, circa i tempi di attivazione, è attesa entro il mese di luglio una conferenza stampa di presentazione del servizio di “città cardioprotetta”, con l’installazione degli apparecchi.

Presidi sanitari estivi Asl LecceLa Sanità pubblica arriva al mare con i 21 Presidi sanitari estivi attivati dalla Asl lungo tutto il litorale ionico e adriatico. La rete interessa le località turistiche di maggior afflusso come: Casalabate, Torre Chianca, Frigole, San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Torre Lapillo, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Otranto, Santa Cesaria terme, Castro, Andrano, Tricase porto, Santa Maria di Leuca, Torre San Giovanni, Torre Vado, Lido Marini, Gallipoli, Torre Suda e la Marina di Mancaversa. I locali in cui vengono ospitati i presidi sono messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali, mentre l’Asl Lecce assicura il personale, i farmaci e le attrezzature sanitarie necessarie per garantire il funzionamento delle strutture. L’obiettivo è quello di offrire un’assistenza sanitaria adeguata per quanto riguarda i casi non urgenti (codice bianco) o poco critici (codice verde), in modo da evitare il sovraffollamento del Pronto soccorso. Per i casi di maggiore gravità, invece, sarà cura del medico far intervenire il 118. Per far fronte ad ogni genere di urgenza è inoltre prevista la presenza 24 ore su 24 di 11 ambulanze con a bordo autista-soccorritore e soccorritore collegate con la centrale operativa del 118. Il Servizio di emergenza, attivo fino al 15 settembre, è fornito da associazioni di volontariato contrattualizzate dalla Asl e sarà strategicamente dislocato nelle località con maggior presenza di residenti e turisti, ovvero Gallipoli, Torre San Giovanni, Sant’Isidoro, Torre Vado, Santa Maria al Bagno,  Casalabate, Torre Chianca, San Cataldo, San Foca, Torre Lapillo.

Scuola Polo 2 Casarano - defibrillatoreSull’“attenti”, a partire dal primo luglio, ci sono anche le società sportive dilettantistiche: per gli operatori che promuovono le attività sociali all’insegna dello sport è arrivato l’obbligo della presenza del defibrillatore semi-automatico all’interno degli impianti utilizzati. Un provvedimento (il decreto dei Ministeri della Salute e dello Sport è datato giugno 2016) che i sodalizi attendevano già da tempo: l’obbligo esisteva già per le società professionistiche dal 2014, e per una serie di intoppi amministrativi l’estensione alle dilettantistiche è arrivata solo a partire dalle imminenti stagioni sportive. Oltre al dispositivo, che dovrà essere “facilmente raggiungibile”, le società dovranno farsi carico anche della manutenzione e del cambio periodico delle piastre, oltre che avere nel proprio organico almeno un responsabile in possesso delle certificazioni necessarie per l’utilizzo. Già da diversi anni molte amministrazioni e numerose associazioni – anche non legate al mondo dello sport – hanno donato e messo a disposizione alcuni apparecchi. A Gallipoli dovrebbero essercene in  circolazione cinque (alcuni impiantati nelle cassette di sicurezza collocate nei punti strategici della città), donati lo scorso anno dall’associazione “Città Futura”. Anche a Nardò, pochi anni fa, l’amministrazione comunale ne ha messo cinque a disposizione dei gruppi sportivi. A Sannicola sono state da poco individuate le aree nevralgiche in cui saranno collocati i tre defibrillatori acquisiti tre anni fa. A Casarano – a marzo – i rappresentanti dei genitori del Polo 2 ne hanno donati tre all’istituto – mentre già erano presenti all’interno del Polo 3. In generale, sono ormai poche le scuole della provincia che non hanno già avviato l’iter per attrezzarsi e in molti Comuni si comincia a ragionare sull’opportunità di collocarli nei luoghi pubblici di rilievo. Rimanendo sugli atleti, secondo l’associazione “Salute Salento” in provincia di Lecce sono 690 le Federazioni sportive con le varie discipline associate con 42mila atleti coinvolti. Non quelli – ovviamente – degli sport “a ridotto impegno cardiocircolatorio”, come bocce, golf, biliardo, tiro con l’arco.

 

ospedale gallipoli2GALLIPOLI. La Regione autorizza gli straordinari per i medici addetti alle autoemoteche, per favorire la raccolta di sangue in luglio e agosto, mesi che notoriamente ne richiedono molto; i prelievi possono così essere fatti presso le ambulanze attrezzate che andranno in giro, domeniche comprese, in collaborazione con le associazioni dei donatori. Ma i problemi non sono risolti, anzi. Al Servizio trasfusionale dell’ospedale di Gallipoli è comparso dal 3 luglio questo cartello: “Si comunica che il servizio trasfusionale,  fino a nuova disposizione, sarà aperto dalle 8 alle 14”.  Motivo: carenza di medici. Non ce ne sono abbastanza per assicurare tutti i servizi e neanche per sostituire eventuali assenze motivate. Preoccupate le associazioni dei donatori di sangue, che avevano intanto ottenuto che le autoemoteche tornassero a circolare per la raccolta.

ospedale gallipoliGALLIPOLI. Emergenza sangue superata: lo afferma l’Asl di Lecce con una nota di questa mattina. La carenza di sangue aveva causato due giorni fa il blocco delle sale operatorie dell’ospedale “Vio Fazzi” di Lecce. Da lì era scattato un appello a tutti i donatori ed alle loro associazioni affinché producessero uno sforzo supplementare per superare il grave stop. La risposta c’è stata, come testimoniano i servizi trasfusionali di Gallipoli, Casarano, Lecce, Galatina e Copertino. “Nella giornata di ieri l’appello alla donazione ha prodotto una forte sensibilizzazione tra i donatori volontari – si legge in una nota del’Asl – ma anche tra le persone che si sono avvicinate per la prima volta a questa modalità di rendersi utili verso il prossimo. Nella mattina di oggi la no-stop in tutti i centri immunotrasfusionali della Asl di Lecce ha fatto registrare un buon afflusso di donatori, segno che la donazione di sangue sta facendo sempre più breccia nella sensibilità dei salentini. C’è ancora tempo per compiere un bel gesto di altruismo”. Ma la guardia non va abbassata, sottolineano medici e associazioni dei volontari: con luglio e soprattutto agosto in arrivo, la richiesta di sangue sicuramente salirà tra esigenze, normali, traumi, incidenti, turisti con patologie che richiedono trasfusioni.

 

Marta Colella

Marta Colella

ACQUARICA DEL CAPO. “Dimagrire con la testa”: questo il tema di un convegno che si terrà ad Acquarica sabato 17 giugno alle ore 19,30, presso la sede dell’associazione “Micaela Greco”, organizzatrice dell’evento. Relatori del convegno saranno Mariangela Stasi (biologa, nutrizionista e ricercatrice), Marta Colella (psicologa-psicoterapeuta, terapeuta Emdr), Francesco Cazzato (medico chirurgo, specialista in Chirurgia generale). “In Italia più di un terzo della popolazione adulta (il 34,2%) risulta essere in sovrappeso e quasi un individuo su dieci (il 9,8%) è obeso, ha dichiarato la dottoressa Marta Colella. Le persone in sovrappeso o obese rappresentano una categoria sociale che spesso diviene oggetto di pregiudizi, discriminazioni e stereotipi. Erroneamente, infatti, si ritiene che il comportamento alimentare e il peso di una persona dipendano esclusivamente dalla propria volontà, non tenendo conto, invece, della concomitanza di fattori genetici, sociali e psicologici, ha aggiunto la dottoressa Colella. Da queste premesse nasce, dunque, la necessità di un intervento integrato e multidisciplinare, che coinvolga diverse figure professionali (medico, dietologo, nutrizionista, psicologo), al fine di assicurare un più rapido miglioramento delle condizioni del paziente e garantire risultati duraturi nel tempo”. Moderatrice della serata Erina Pedaci (vice-presidente della “Micaela Greco”. Appuntamento di sabato 17 è presso la sede dell’associazione in via Pedaci 43.

Ospedale CasaranoTAURISANO. Un malore dopo il vaccino, e in paese scoppia l’allarme. Nei giorni scorsi a Taurisano un bambino di 15 mesi è finito in ospedale in preda alle convulsioni e con la febbre a 40. Secondo i genitori, a causare i malesseri è stata la somministrazione del vaccino «Mprv» (morbillo-parotite-rosolia-varicella) e di quello contro l’epatite A. Fortunatamente il piccolo ora sta bene ed è tornato a casa. Le convulsioni e la febbre sono arrivate dopo otto giorni dalla somministrazione. Il padre del bambino contesta le modalità di vaccinazione: «Secondo le linee guida dell’Aifa – afferma – se al vaccino morbillo-parotite- rosolia si combina quello per la varicella, si aumenta il rischio di convulsioni febbrili. Perché queste linee guida non sono state seguite?

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esami-sangueLECCE. I laboratori analisi della Asl Lecce stamattina sono tornati a funzionare regolarmente. «L’aggiornamento del sistema informativo è stato completato, per cui è stata ripristinata la gestione informatizzata del processo di lavorazione (ritiro prelievi e refertazione) e i disagi avvertiti dall’utenza nella giornata di ieri sono rientrati completamente», fa sapere la Asl in una nota ufficiale. Il disguido ha riguardato, in particolare, l’attività esterna dei laboratori analisi dell’ospedale “Vito Fazzi”, della Cittadella della Salute di Lecce, di Galatina, Copertino, Nardò e dei relativi centri prelievi (Area Nord), mentre le urgenze interne sono state comunque garantite con l’attività manuale da parte degli operatori. Qualche ulteriore ritardo potrà verificarsi a causa del carico di lavoro da smaltire, per cui Asl Lecce confida nell’impegno degli operatori e nella collaborazione degli utenti. Nessun problema, invece, nei laboratori analisi di Casarano, Gallipoli, Scorrano, Poggiardo e centri prelievi collegati (Area Sud), dove l’attività è proseguita regolarmente.

 

 

GALLIPOLI. Secondo l’autorevole parere del presidente dell’Accademia di storia dell’arte sanitaria di Roma, prof. Giovanni Jacovelli, rappresenta un “unicum” su tutto il territorio nazionale il “Museo di storia della medicina del Salento” inaugurato sabato 27 presso l’ospedale “S.Cuore” di Gallipoli. Ubicato al piano terra con ingresso dalla seconda torre, contiene 140 oggetti (tutti con un proprio cartello esplicativo) tra strumenti, tavoli operatori e apparecchiature sanitarie delle varie specialità in uso sin dalla metà del secolo scorso, oltre a foto riproducenti le “camerate” di un tempo nel vecchio ospedale di via Lecce. A idearlo e poi realizzarlo sono stati il direttore amministrativo Fausto Gatto, l’ortopedico Ninì Coluccia e il direttore dell’ufficio tecnico Giuseppe Albahari, oltre dieci anni fa quando la sede amministrativa dell’ASL era a Maglie con dirigenti Enrico Viola e Sergio Marsano, ora facenti parte del Comitato tecnico scientifico assieme a Nicola Filograna (ex primario di radiologia) e ai già citati Gatto, Coluccia e Albahari. Il logo del museo è stato elaborato dai ragazzi del Liceo artistico di Parabita diretto da Cosimo Prete. Annunciata la presenza del Governatore Michele Emiliano, ha poi affidato ad una videoconferenza il suo saluto alle Autorità politiche e sanitarie riunite nella sala convegni al secondo piano. Apprezzate dai presenti le parole espresse da Emiliano nei confronti del presidio ospedaliero gallipolino. Assieme al Museo di storia della medicina, sono state inaugurate anche le nuove sale operatorie, l’Ufficio Relazioni col Pubblico e il “Codice Rosa” (un “pronto soccorso” specifico in caso di violenza sulle donne). A benedire il museo e le nuove strutture sanitarie è stato il cappellano ospedaliero, don Marcello Spada (Gallipoli).

L'ospedale di Casarano

L’ospedale di Casarano

GALLIPOLI. Nonostante sul suo futuro si addensino pesanti nubi, il “Francesco Ferrari” risulta essere uno degli ospedali più “umanizzati” a livello regionale. Sono numerosi i reparti che eccellono, secondo opinioni diffuse; tra questi, solo per citarne due, Chirurgia pediatrica e Rianimazione. Dopo il trasferimento di Guglielmo Paradies, il reparto di Chirurgia pediatrica è stato in attesa di un nuovo primario per ben cinque anni. A traghettare verso il futuro il reparto, sino all’arrivo di Carlo Rossi, è stato Luigi Liotta.

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ospedale di gallipoliGALLIPOLI. Il “Sacro Cuore” di Gallipoli e il “Ferrari” di Casarano sono gli unici due ospedali in Puglia – insieme a uno di Taranto – a raggiungere la piena sufficienza in materia di “Umanizzazione”. E’ quanto emerso da una ricerca dell’agenzia specializzata in Sanità (Agenas) sulla “Valutazione partecipata del grado di Umanizzazione delle strutture di ricovero pubbliche e private”. Tra queste ultime raggiunge più della sufficienza il “Panico” di Tricase. Dall’ultima valutazione con i dati raccolti nel 2014 – realizzata a Gallipoli con il contributo del Tribunale dei diritti del malato (Tdm), con Unicell e con la commissione medica guidata dal dottor Egidio Dell’Angelo Custode (attualmente direttore dell’ospedale di Gallipoli, allora vicedirettore) e con Eliana Cortese dell’Urp – è emerso che la Puglia, su quattro aree di indagine, ha ottenuto complessivamente la sufficienza soltanto per l’accessibilità fisica, la vivibilità e il comfort dei luoghi di cura con un 6.05 a fronte di un 6.93 della media italiana.

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Ospedale Vito Fazzi di LecceLECCE. Nuova Rete assistenziale per i pazienti affetti dal Parkinson in provincia di Lecce. Lo annuncia la Asl Lecce “a coronamento di un percorso avviato circa dieci mesi fa” con il tavolo tecnico istituito presso l’assessorato alla Sanità della Regione Puglia. Vi hanno partecipato il dottor Giorgio Trianni, direttore dell’unità di neurologia del “Fazzi” di Lecce, ed il dottor Francesco Cacciatore, entrambi esperti nella diagnosi e cura dei disturbi del movimento. Ieri a Bari c’è stato l’ultimo passaggio tecnico che dovrà portare, con l’approvazione di una specifica delibera, alla nascita della rete regionale assistenziale e del Piano diagnostico terapeutico assistenziale per la malattia di Parkinson. L’obiettivo è quello di migliorare ed uniformare i livelli di assistenza nel territorio regionale, riducendo la mobilità dei pazienti. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica a forte impatto sul paziente e sulla sua famiglia: in Puglia si stimano circa 10mila pazienti dei quali circa 2mila nella provincia di Lecce. Si considera che almeno il 20% di questi ultimi non riceve una diagnosi corretta oppure fa ricorso a tecniche di riabilitazione scarsamente specifiche. Tre i livelli di intervento individuati all’interno della Rete assistenziale: dal medico di medicina generale, che formula l’iniziale ipotesi diagnostica, allo specialista neurologo che opera in “ambulatori dedicati” sino al Centro specializzato (Hub) costituito dalla Unità operativa complessa di neurologia del “Fazzi” di Lecce in grado di assicurare terapie innovative o di alta complessità. Centri di “primo livello” sono previsti nei Distretti sanitari di Lecce, Gagliano del Capo, Nardò e Casarano (anche Presidio ospedaliero). La Rete assistenziale utilizzerà tecnologie innovative come la Scheda informatizzata Parkinson (strumento essenziale di continuità della cura). A promuovere la “rete” è stato il Direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli puntando ad “inevitabili e notevoli vantaggi per la Sanità pugliese: ottimizzazione delle risorse esistenti; de-ospedalizzazione dei pazienti con malattia cronica parkinsoniana, con abbattimento delle liste di attesa nei centri di riferimento; maggior facilità per i pazienti di ricevere assistenza specialistica in loco; accesso per il paziente domiciliarizzato a un’assistenza specialistica neurologica territoriale, prevenendone il senso di isolamento e la conseguente “sindrome dell’abbandono”.

 

GALLIPOLITribunale per i diritti del malato in campo, tra Gallipoli e Casarano, per l’11^ giornata Europea dei diritti del malato.  «Abbiamo deciso di dedicare questa giornata al problema che con più frequenza incontrano i cittadini che è quello di “accedere” alle cure necessarie. Come mostra l’ultimo rapporto PiT (“Programma integrato di tutela”) Salute, circa un cittadino su tre ci contatta – afferma Anna Maria De Filippi, coordinatrice provinciale del Tdm – perché fa fatica ad avere le cure di cui ha bisogno e nella metà dei casi ciò dipende dalle lunghe liste d’attesa”. Come ogni anno in occasione della Giornata Europea, il Tdm è presente in diversi momenti. Se la celebrazione a livello europeo avrà luogo a Bruxelles il 10 maggio, varie sono le iniziative locali. Dopo l’incontro di giovedì 5 maggio presso l’associazione Avulss (ospedale), la sezione di Gallipoli domenica 7 sarà presso la chiesa di S. Antonio di Padova, l’8 presso l’ospedale ed il 9 presso il distretto socio sanitario. Il Tribunale per i diritti del malato di Casarano, invece, sarà presente presso l’atrio dell’ospedale “Ferrari” domenica 7 maggio per informare i cittadini e gli utenti  sui loro diritti sanitari e per distribuire materiale informativo. Nel contempo una delegazione di volontari visiterà i reparti di Neurologia e di Ginecologia – Ostetricia.

GALLIPOLIIl diritto all’accesso tempestivo alle cure è il tema scelto a livello nazionale per la Giornata europea dei diritti del malato. “Abbiamo deciso di dedicare questa giornata al problema che con più frequenza incontrano i cittadini, violando il diritto primario che è quello di “accedere” alle cure necessarie. Infatti, come mostra l’ultimo rapporto PiT salute, circa un cittadino su tre ci contatta perché fa fatica ad avere le cure di cui ha bisogno e nella metà dei casi ciò dipende dalle lunghe liste d’attesa”, sottolinea la coordinatrice provinciale del Tribunale del malato e Cittadinanza attiva, Anna Maria De Filippi. Per questo motivo le sedi del Tdm di Casarano e Gallipoli hanno messo in campo alcune iniziative volte ad incontrare i cittadini, per informarli sui loro diritti di fronte alle liste d’attesa e altre disfunzioni sanitarie. Il Tribunale per i diritti del malato di Casarano sarà presente nell’atrio dell’Ospedale “F. Ferrari” il 7 maggio dalle ore 10 alle 12. Una delegazione di volontari visiterà i reparti di Neurologia e di Ginecologia-Ostetricia. Il Tdm di Gallipoli celebrerà l’undicesima Giornata con questo programma: il 5 maggio presso l’Associazione Avulss all’Ospedale Gallipoli; il 7 maggio nella chiesa di S. Antonio di Padova e l’8 maggio presso l’ospedale di Gallipoli. Il 9 maggio infine il Tdm di Gallipoli sarà presso il distretto sociosanitario di lungomare Marconi.

Nel fotomontaggio l'unione "ideale" tra "Ferrari" e "Sacro Cuore" e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

Nel fotomontaggio l’unione “ideale” tra “Ferrari” e “Sacro Cuore” e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

CASARANO. Tutta “colpa” del nuovo “Vito Fazzi” col cantiere da 62 milioni che non parte. Ma anche del Dipartimento emergenza-urgenza e accettazione (Dea), in ritardo pure questo. Da qui parte il presidente Michele Emiliano per ritenere di poter rimettere mano al piano di riordino ospedaliero dato per definito, da ultimo, con una deliberazione della Giunta regionale del 14 marzo scorso, un mese fa, tra le strette maglie delle leggi di stabilità del governo datate 2015 e 2016. Rispondendo alle recenti sollecitazioni degli esponenti del Pd casaranese, Gabriele Caputo e Attilio De Marco, Emiliano prende in considerazione l’ipotesi di un polo ospedaliero unico “di primo livello” (secondo il piano ufficiale, lo era solo il “Sacro Cuore” di Gallipoli) con basi a Gallipoli e Casarano. Il presi- dente informa gli interlocutori che avrebbe incaricato il commissario straordinaria dell’Agenzia regionale per la sanità, Giancarlo Ruscitti, di preparare un progetto che pre- veda gli “ospedali riuniti” (come propose Piazzasalento nel giugno 2012, rilanciando l’idea dei medici Cgil di venti anni prima) Gallipoli- Casarano. A “Quotidiano” De Marco ha convintamente dichiarato di “essere arrivati a questo obiettivo grazie alla mediazione politica ed ai rapporti personali” e che, “tempo una settimana” ci sarà la proposta tecnica pronta per la Giunta regionale.

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Il "Ferrari"

Il “Ferrari”

CASARANO. Nonostante il suo futuro non sembri essere dei più rosei, il “Ferrari” si gode un lusinghiero primato. L’ospedale casaranese, infatti, è il presidio ospedaliero pugliese non dotato di neurochirurgia che conta il maggior numero di donatori di organi nel decennio 2007-2017. Contando ben 17 donatori, il “Ferrari” risulta essere il primo in assoluto in questa meritoria classifica. A seguire, ma molto distaccato, l’ospedale di Acquaviva delle Fonti, con dieci donatori. Molto più indietro tutti gli altri: San Paolo Bari con sette, Cerignola e Scorrano con tre, Tricase con due, Barletta e Trani con uno. Nessun donatore, invece, per Altamura, Castellana, Monopoli e San Severo. «E pensare – commenta il coordinatore locale per le donazioni, Giancarlo Negro (di Sannicola) – che tutto questo è stato possibile con soli quattro posti letto di Rianimazione. Eppure, si potrebbe fare ancora meglio». Purtroppo, il “Ferrari” può fare affidamento solo su quattro posti letto di rianimazione, sempre che non ci siano guasti. Anche se, in realtà, ce ne sarebbero altri sette che, con un po’ di “buona volontà”, potrebbero essere attivati sin da subito e che non possono essere messi in funzione a causa dell’assenza dell’impianto di condizionamento.

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Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitativa, stimolazione cognitiva e supporto alle famiglie con mensa e trasporto a domicilio: sono questi alcuni dei servizi offerti dalla struttura rivolta a dare una mano ai pazienti colpiti da Alzheimer e altre forme di demenza

Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitativa, stimolazione cognitiva e supporto alle famiglie con mensa e trasporto a domicilio: sono questi alcuni dei servizi offerti dalla struttura rivolta a dare una mano ai pazienti colpiti da Alzheimer e altre forme di demenza

TUGLIE. È stato inaugurato lo scorso 20 marzo, in via Tito Schipa a Tuglie, il centro diurno integrato “San Gabriele”, struttura dell’Ambito sociale di Gallipoli, comprendente i comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie. I servizi proposti sono quelli per il supporto cognitivo e comportamentale ai soggetti affetti da demenza. A partecipare all’inaugurazione la neurologa Antonella Vasquez, il geriatra Federico Vasquez, il sindaco Massimo Stamerra, il presidente della provincia Antonio Gabellone e l’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro. Gestito dalla cooperativa sociale “Regina della Pace” di Galatone, il Centro, le cui attività partiranno ufficialmente nelle prossime settimane, accoglierà (dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 17), persone affette dal morbo di Alzheimer e dai problemi legati alle varie forme di demenza.

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Ospedale F. Ferrari - CasaranoCASARANO. Casarano si mobilita in difesa dell’ospedale Ferrari. “Abbracciamo il nostro ospedale: giù le mani del Ferrari” è l’iniziativa in programma sabato primo aprile. Il comitato promotore, presieduto da Claudio casciaro, ha coinvolto semplici cittadini, associazioni, parrocchie, partiti, sindacati, parlamentari e consiglieri regionali salentini per realizzare una vera e propria catena umana attorno al presidio ospedaliero declassato a struttura di base del Piano di riordino ospedaliero varato dal Governatore Emiliano. Si partirà alle 9.30 da piazza San Domenico per giungere in corteo nei pressi dell’ospedale. Intanto sono significative le “perplessità” espresse dal  circolo cittadino del Partito Democratico nella lettera aperta inviata al presidente della Regione, Michele Emiliano. «Come circolo cittadino abbiamo il dovere di esprimerle quelle che sono le criticità del nostro territorio e per le quali chiediamo una risposta ed un confronto», si legge nella nota dove, dopo aver dato preso atto della necessità del riordino ospedaliero, si precisa che “decisioni tanto delicate non possano essere adottate senza tenere in considerazione, oltre ai dati oggettivi – che pure sono a favore del Ferrari – i bisogni e le richieste del territorio, senza ascoltare e conoscere le necessità delle popolazioni interessate. Esattamente quanto da lei rivendicato per altre situazioni». Il riferimento è alla campagna elettorale che vede Emiliano impegnato nella corsa a segretario nazionale del Pd. «Non riusciamo a comprendere la logica che sottintende alcune scelte che, non supportate per niente da dati oggettivi, mortificano un territorio ed offendono il lavoro e la professionalità di tanti operatori sanitari», scrive ancora il Pd di Casarano ricordando la decisione di autospendersi come circolo, maturata proprio in seguito all’adozione del Piano di riordino. «Non siamo stati considerati! Vorremmo poter discutere della questione, non solo come circolo ma soprattutto come appartenenti ad una comunità, a prescindere dai colori politici». La nota si conclude rinnovando la richiesta di un confronto “anche per ricucire un grave strappo interno al partito”. «Un riordino così strutturato è un danno anche per i cittadini di Gallipoli. A quando la realizzazione delle strutture di base? Non sarebbe il caso che siano realizzate e messe a regime prima di smantellare gli ospedali? Perché rinunciare a posti letto senza una reale motivazione? E un piano che prevede quasi esclusivamente tagli va incontro alle reali necessità della comunità pugliese?»: questi gli ultimi interrogativi del circolo cittadino dei democratici.

 

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Giuseppe Serravezza e Marianna Burlando

GALLIPOLI. I tumori non mollano. Nonostante le conquiste scentifiche e mediche; nonostante gli stimoli ad una vita più sana; nonostante il numero di iniziative ed asso- ciazioni e gruppi di volontari sul campo, i dati restano impietosi e confermano andamenti pesanti. La Lilt provinciale, la Lega per la lotta contro i tumori, ha diffuso i numeri basati su ricerche dell’Istat, l’Istiuto nazionale di statistica, relativi alle cause di mortalità del 2014. E la provincia di Lecce continua, in Puglia, ad indossare la maglia nera, con neoplasi ai polmoni e alla vescica più numerose che nelle province di Brindisi e Taranto, dove pure operano centri industriali di notevole importanza e incidenza. Alla conferenza stampa a Lecce hanno partecipato la presidente Marianna Burlando, il responsabile scientifico Giuseppe Serravezza; il manager del’Asl Silvana Melli e il presidente della Provincia Antonio Gabellone.

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IN EVIDENZA. A giorni l’ok alla prima Rete oncologica regionale»: l’annuncio del commissario dell’Ares (agenzia regionale sanità), Giovanni Gorgoni, è datato 8 febbraio scorso. Se da allora passi sono stati fatti è nella definizione della struttura su carte ufficiali ma poco ancora nella realtà è cambiato. Mentre circolano irridenti i numeri dei malati, sempre a livelli superiori alle medie nazionali, specie nel Salento. «Un mese fa circa ci hanno chiamati a Bari – racconta un testimone oculare, il dottor Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore dell’Unità complessa CasaranoGallipoli – per chiederci consigli e suggerimenti. Dal canto mio ho risposto, raccogliendo consensi unanimi, la necessità di informatizzare tutti i servizi, per lo scambio rapido di elementi e analisi, senza continui spostamenti e perdite di tempo. Speriamo bene». La struttura della Rete, basata sul modello piuttosto diffuso nel Nord Italia, prevede al vertice la Consulta oncologica regionale (cui partecipa il dottor Serravezza anche) con compiti di indirizzo e verifica della gestione delle risorse; poi i quattro Dipartimenti integrati di Oncologia (Capitanata, Barese, Jonico-adriatico, Salentino), all’interno dei quali operano Gruppi di patologia interdisciplinare; quindi un Alto comitato di esperti. Obiettivo: realizzare aree omogenee di assistenza in tutta la Regione, che registra ogni anno 41mila ricoveri.

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CASARANO. Scuola più sicura, quella dell’Istituto comprensivo Polo Due, grazie all’apporto dei tre defibrillatori consegnati dai rappresentanti dei genitori. Lo scorso 14 febbraio è avvenuta la consegna ufficiale presso l’aula magna della scuola secondaria di primo grado di via Amalfi. I rappresentanti dei genitori hanno consegnato alla scuola le tre apparecchiature salvavita acquistate grazie alla raccolta fondi messa in atto dagli stessi  genitori  e alla quale  ha contribuito fattivamente la popolazione scolastica.

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defibrilaltoreGALATONE. Un altro defibrillatore manuale esterno donato dall’associazione galatonese Arma Aeronautica. Questa volta, a beneficiare del dispositivo, è stato l’istituto comprensivo Polo 1. Lo scorso 18 febbraio, presso l’aula magna della scuola Secondaria di primo grado di via Cadorna, è avvenuta la cerimonia di consegna dell’importante dono alla comunità scolastica. Alla manifestazione sono intervenuti il sindaco Livio Nisi; il presidente dell’associazione Arma Aeronautica di Galatone, primo maresciallo luogotenente Egidio Bove, nonché il presidente regionale della stessa associazione, generale Giuseppe Genghi. 

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Da luglio il vostro giornale andrà più in là, per diventare una “piazza” grande - in prospettiva - quanto il Sud Salento. Abbandoniamo perciò...