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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Gallipoli – A chi lottava tra la vita e la morte nel Settecento veniva riservato, come estremo tentativo, un soffietto rettale on fumo di tabacco. Prima e dopo quel periodo credenze e dicerie mediche non si contano; di alcune si trovano tracce scritte. Ma il tentativo, comprensibilmente umano, di trovare rimedi salvifici (spessissimo rivelatosi invece dannosi) non accenno a diminuire. Adesso in Italia si ‘ in piena bagarre con al centro i vaccini: “Dieci sono troppi”, “sono somministrati troppo presto”, “causano l’autismo”, “hanno gravi effetti collaterali”. Queste ed altre “controindicazioni” non hanno allo stato alcun fondamento scientifico eppure – a differenza di pochissimi decenni fa suscitano un grande interesse e movimenti fieramente convinti delle proprie buone ragioni che prescindono dalle conferme in sede di esiti acclarati.

È la rete a generare una propagazione di tesi a volte troppo disinvolte e ad azzerare i saperi di chi magari ai vaccini, per fare un esempio attuale, al loro studio ed all’impiego che se ne va ha dedicato una vita. Cosa fare per limitare i danni sul piano medico e a diffondere notizie verificate su varie patologie? Se lo sono chiesti alcuni medici del Policlinico di Bari: Vincenzo Montinaro (originario di Alezio), Francesca Cianciotta, Vicenzo Di Leo, Chiara Villani, Silvia Matino, Pasquale Gallo, Marica Giliberti, Vincenza Colucci. La risposta è stata: contrastare la disinformazione digitale con notizie certe e verificate nel campo della nefrologia. “Estrapoliamo notizie scientifiche rilevanti per la Medicina e soprattutto la Nefrologia – spiega il dottor Montinaro – provenienti dagli ultimi studi e li forniamo con un breve commento”. E poi via in rete ciò che fino a poco fa era destinato solo a riviste specializzate. La svolta – in un mondo spesso ingessato da procedure e consuetudini anche non scritte come quello medico – non è da poco ed è basata su di una ricerca del World Economic Forum del 2013, in cui si rileva che “la disinformazione digitale di massa è uno dei principali rischi per la società moderna”.  Medici specialisti in campo allora,  per dare un contributo a selezionare le notizie scientifiche e quelle “cospiratorie”, attinte queste ultime per lo più da mezzi di informazione alternativi cui si rivolgomo quanti sono critici verso i media tradizionali. “La differenza sostanziale tra le due tipologie di notizie – sottolineano i nefrologi del Policlinico – è la possibilità di verificarne il contenuto. Delle notizie cospiratorie (e spessissimo dannose per la salite dei malati) è difficilissimo risalire alle fonti ma propagano terapie fortemente alternative a quelle raccomandate”.  Si veda come esempio l’articolo sui progressi nel trattamento della nefrite lupica del dottor Montinaro, in cui si citano dati (4.222 soggetti esaminati), fonti (laboratori delle università di Sidney e Bari), i 53 studi inclusi nella ricerca.  Come dire, carta canta. Per chi non vuole inseguire le ben più comode ma pericolose “bufale”.

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L’ospedale di Casarano

CASARANO – Una riorganizzazione “affrettata” per la quale sarebbe stato più opportuno attendere l’esito del ricorso al Tar presentato dal Comune. Questa la posizione del Comitato civico “Pro Ferrari” il giorno dopo l’ufficializzazione, da parte della Asl, della chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale cittadino, destinato a diventare un semplice ambulatorio. Se da un versante si ipotizzano nuovi ricorsi e mobilitazioni, dall’altro si attende che al “sacrificio” del punto nascita faccia seguito la rimodulazione del Piano di riordino che preveda  l’ospedale di Casarano quale struttura di Primo livello (e non di base come previsto in un primo momento) con i reparti suddivisi con il “Sacro Cuore” di Gallipoli. Occorre, in sostanza, mettere “nero su bianco” gli accordi e le rassicurazioni (finora verbali) “strappate” nei mesi scorsi a Bari presso il Dipartimento Salute della Regione. Di certo c’è che da domenica 24 settembre non si potrà più nascere al “Ferrari” con l’eccezione sino al 30 per le urgenze.
Della chiusura di Ostetricia al “Ferrari” ne hanno parlato questa mattina, ovviamente in modo ironico, anche Marco Presta e Antonello Dose  nella trasmissione radiofonica “Il ruggito del coniglio” su Radio 2 riprendendo l’appello di una partoriente apparso su un giornale locale.
Clicca sul riquadro in basso per ascoltare (minuto 27:30)

CASARANO. Chiude ufficialmente il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale “Ferrari” di Casarano. A rendere operativa, dalla mezzanotte del 23 settembre, la decisione assunta con il Piano di riordino della Regione è ora la deliberazione n. 2044 del 18 settembre della Asl Lecce pubblicata quest’oggi sull’Albo Pretorio. All’interruzione di tutti i ricoveri – dalla mezzanotte di sabato 23 – si affianca la “progressiva dimissione delle pazienti ricoverate con contestuale comunicazione della disattivazione alla centrale del 118 e agli ospedali dei comuni limitrofi”. Dal 23 al 30 l’ormai “ex” punto nascita del “Ferrari” conserverà l’attuale “assesto organizzativo delle turnazioni” ma al solo fine di far fronte ad “eventuali emergenze” che dovessero giungere in ospedale con “mezzi propri”. I nuovi ricoveri verranno quindi “dirottati” al “Sacro Cuore” di Gallipoli e in altri ospedali della zona. Stesso discorso anche per il reparto di Pediatria. Nella delibera si ritiene “non più ulteriormente procrastinabile” la decisione adottata e si ricorda che la chiusura del reparto fosse stata già prevista per il primo settembre, salvo poi rinviarla al 30 accogliendo la richiesta di proroga avanzata dal sindaco di Casarano Gianni Stefàno. Sul fronte casaranese si riteneva, infatti, fondamentale procrastinare la chiusura in vista dell’attesa decisione del  Tar sul ricorso avanzato dal Comune contro il Piano di riordino che declassa il “Ferrari” ad ospedale di base. Così, però, non è e ora si può dire con certezza che da sabato 23 settembre (fatte salve le urgenze sino al 30) non si nascerà più. Nella delibera della Asl si fa anche riferimento alle ragioni “tecnico – scientifiche compiutamente esposte al sindaco di Casarano” nel corso dell’audizione dello scorso primo agosto ed all’informativa rivolta ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali (il 2 agosto) e ai pareri espressi da direttori e dirigenti medici responsabili delle Unità operative interessate nelle riunioni del 31 luglio e del 4 agosto. La decisione di rendere operativa la chiusura del punto nascita e di pediatria, insieme a quella già prevista di Chirugia pediatrica, pare in contrasto non le garanzie giunte di recente circa la possibilità di conservare una struttura di Primo livello seppur insieme al “Sacro Cuore” di Gallipoli.

Una volta chiuso il punto nascita, il reparto di Ostetricia del “Ferrari” effettuerà solo prestazioni ambulatoriali e Day service (ecografie, traslucenza, amniocentesi, ambulatorio gravidanza fisiologica e ad alto rischio) mentre per Ginecologia saranno garantire Screening K Portio, visite ginecologiche, isteroscopie, colposcopie ed altre e Pediatria garantirà le ordinarie attività di tipo ambulatoriale e il Day service di Endocrinologia pediatrica, comprese le consulenze in favore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia pediatrica.

Bendetta Pellegrino

GALATONE. Torna a far parlare di se la giovane ricercatrice Benedetta Pellegrino. Dopo esser stata, lo scorso anno, tra i 27 giovani oncologi europei ammessi al corso accademico internazionale per il conseguimento del “Certificate of competence in Breast Cancer”, la 28enne galatonese, nei giorni scorsi, si è aggiudicata anche la prestigiosa borsa di studio dell’Esmo (European society for medical oncology), assegnata ai più promettenti oncologi europei: su sei borse di studio per il 2017, ben tre sono andate a ricercatori italiani, di cui una proprio alla Pellegrino. Grazie al supporto di Esmo i giovani ricercatori potranno sviluppare specifiche ricerche oncologiche presso i più importanti istituti europei. Il lavoro della dottoressa Pellegrino, in particolare, si svolgerà a Barcellona, presso l’Istituto oncologico Vall d’Hebron, dove lavorerà sulle risposte del sistema immunitario nell’ambito dei tumori alla mammella.

PARABITA – Il “Gruppo emergenza Salento” è pronto  ad avviare  il nuovo anno associativo all’insegna della prevenzione. Si  partirà il  prossimo 19 settembre, alle ore 19, con un corso BLS (“massaggio cardiaco”) e di disostruzione delle vie aeree. «Si tratta di un appuntamento importante per apprendere le tecniche salvavita. Con un solo massaggio cardiaco si possono aumentare di molto le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita di arresto cardio-circolatorio», afferma il presidente Davide Arnoldi. Le nozioni relative alle manovre salvavita sottoposte ai corsisti rappresentano una sorta di vademecum con le varie azioni che il soccorritore dovrà mettere in atto per non andare in panico ed aumentare il lasso di tempo per la defibrillazione del paziente.  Quanti intendono prendere parte ai corsi possono fornire la propria adesione presso la sede dell’associazione di via San Pasquale (presso il campo sportivo), dove avranno luogo gli incontri.

Poggiardo – Riprende l’attività della prima sala operatoria dell’ospedale “Pispico” di Poggiardo con l’avvio dei nuovi “Day service chirurgici”, come definito nel protocollo d’intesa tra il sindaco Giuseppe Colafati e il direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli firmato nel luglio scorso. Già dal 4 settembre scorso sono ora possibili interventi di ortopedia, chirurgia generale e urologia. Prende corpo, quindi, il  “Presidio territoriale di assistenza” (“Pta”) che diventa un vero e proprio “Polo chirurgico” in cui sono chiamati a operare professionisti come i chirurghi ortopedici Giuseppe Rollo (direttore Dipartimento Ortopedia Asl Lecce) e Marco Giaracuni, i chirurghi di Chirurgia generale Antonio Avantaggiato, Donato Salerno, Antonella Malara, il chirurgo vascolare Francesco Buttazzo, l’oculista Ezio Leucci e l’urologo Antonio Filoni. In sala operatoria  un’équipe composta da chirurghi, anestesista e personale infermieristico dedicato, con dotazione strumentale e tavolo operatorio rinnovati. Per il momento gli interventi avverranno due giorni a settimana, a organico completo tutti i giorni; sarà operativo anche il laboratorio di analisi mentre per l’attività della seconda sala operatoria occorre aspettare ancora; il direttore del Distretto socio-sanitario Virna Rizzelli, si sta adoperando perché l’attesa sia breve. 

Per l’ospedale di Poggiardo è in atto, quindi, il programma di riconversione in “Pta” come delineato nella delibera 337, con cui la Direzione generale della Asl di Lecce ha licenziato la  scheda progettuale finanziata con 4,4 milioni di fondi europei che prevede, tra l’altro, oltre il Day service chirurgico, anche l’attivazione di 28 posti letto per la residenza sanitaria assistenziale per anziani e 12 posti letto per l’area di degenza territoriale per adulti (Ospedale di comunità). Come definito nel protocollo d’intesa firmato nel luglio scorso, si va verso la differenziazione delle prestazioni del Day service: il distretto di Poggiardo, in via prioritaria e non esclusiva, sarà Polo per la chirurgia generale e ortopedica, mentre quello di Maglie (che dispone di tre sale operatorie attrezzate) sarà specializzato per la chirurgia oculistica e plastica.

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BARI. “Innovazione e sostenibilità delle cure: le proposte da Sud”, è il tema del Forum Mediterraneo in Sanità organizzato da AreSS Puglia e Fondazione Sicurezza in Sanità, che si terrà il 12 e 13 settembre nel contesto della Fiera del Levante a Bari. Un dialogo tra esperti per ascoltare pazienti e operatori e analizzare il tema “salute” dall’interno, tra storie di successo e ipotesi di innovazione. Dopo l’apertura alle 9,30 con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il sottosegretario al Ministero della Salute Davide Faraone, subito diversi spunti di riflessione e di confronto per conoscere più in profondità cosa sta accadendo nel contesto sanitario pubblico.
Il primo evento mattutino “Persona – partecipazione e responsabilità” (Sala Auditorium – ore 11,30), presenterà i risultati di due diversi progetti sul clima organizzativo e sull’umanizzazione delle cure nelle strutture di ricovero, con la Asl Lecce capofila di quest’ultimo progetto a livello regionale. La sessione sarà coordinata da Nicola Pinelli, Direttore Generale della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Sarà quindi Nicola Bellè, del Laboratorio Management e Sanità (MeS) Scuola Sant’Anna Pisa, ad entrare nei dettagli della ricerca “Professionista e clima organizzativo: i risultati 2017 delle Aziende Sanitarie pugliesi”. A seguire l’approfondimento su “Paziente e Umanizzazione: la valutazione partecipata 2017 degli ospedali pugliesi”, con l’intervento di Sonia Giausa, responsabile scientifico del Progetto Regionale per l’ASL Lecce, e Sara Carzaniga coordinatrice della ricerca Agenas “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”.

Seguirà il commento dei risultati delle ricerche, con l’intervento di Tonino Aceti, coordinatore Nazionale del Tribunale Diritti del Malato – Cittadinanzattiva, di Filippo Anelli, presidente ordine dei medici di Bari (OMCeo) e di Giovanna Teresa Pontiggia, segretaria dell’Ordine degli Psicologi di Puglia.

GALLIPOLI. Un gesto di generosità senza limiti riaccende tante grandi speranze per l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli, alla sua prima prova nell’espianto di fegato. E’ successo tutto tra sabato notte e domenica, quando è stato portato a termine un iter che ha visto scendere in campo un team di professionisti provenienti da diverse strutture sanitarie, con rapidità di decisione e d’azione. A far scattare il processo è stato il consenso al prelievo da parte dei familiari di un 87enne salentino, deceduto per un’improvvisa emorragia cerebrale, e seguito dall’osservazione di morte cerebrale conclusasi domenica mattina alle 7,20. Poi i controlli finali per valutare l’idoneità degli organi e la tipizzazione tessutale, con il coinvolgimento del laboratorio analisi di Lecce e l’avvio delle comunicazioni con i Centri Trapianti di tutta Italia, incrociando i criteri di compatibilità con le liste d’attesa. Il fegato dell’uomo è stato prelevato da un’équipe arrivata domenica pomeriggio da Torino e ripartita in tarda serata.
Quella portata a termine è stata la prima osservazione di morte cerebrale seguita da consenso al prelievo per l’ospedale gallipolino: “E’ l’inizio di un percorso nuovo che nasce dal grande gesto dei familiari di un uomo scomparso improvvisamente, cui dobbiamo essere grati: una persona perbene, irreprensibile e ligia al dovere. Di fronte alla perdita di una vita cara, saper vedere oltre e pensare agli altri è segno di umanità e generosità non comuni”, ha spiegato il direttore medico Egidio Dell’Angelo Custode. Alla nuova strada intrapresa dal “Sacro Cuore” sta lavorando con dedizione Franco Mosticchio, medico esperto in procedure di donazione e prelievo, prima a Casarano e ora a Gallipoli (nella commissione medica Asl impegnata nel processo assieme anche al neurologo del presidio di Casarano Alberto Bernardi e un tecnico di elettroencefalografia giunto dall’Ospedale di Scorrano): “Stiamo costruendo un team in grado di attivare queste procedure complesse. Ma, insieme a tutto ciò, bisogna ricordare la splendida risposta della ASL nel far nascere un gruppo di collaboratori che credono fortemente nella donazione e nei trapianti d’organi. Qui a Gallipoli – conclude Mosticchio – hanno lavorato assieme i professionisti di tre Ospedali e del Laboratorio analisi di Lecce: un gioco di squadra che questa azienda sanitaria è in grado di realizzare”. Un lavoro che sta producendo risultati importanti: nel 2017 gli ospedali della ASL di Lecce hanno portato a termine otto donazioni con prelievo d’organi, molti dei quali multiorgano.

NARDÒ. Il “Grande Fratello” nel 2015; prima ancora Miss Italia (2011) e il programma tv “Veline” (2012). Poi, lo scorso 7 settembre, riecco in uno studio televisivo la 25enne neretina Mary Falconieri, stavolta non per parlare di spettacolo ma di salute. Intervistata da Barbara D’Urso, Mary ha rivelato che una predisposizione genetica la espone a un’alta probabilità di ammalarsi di tumore. Perciò si farà asportare i seni e, dopo aver realizzato il sogno di diventare mamma, anche le ovaie. Decisioni difficili, laceranti, definitive.

«Ho una storia familiare critica – spiega Mary – con mia mamma colpita da tumore dieci anni fa a 35 anni; mia zia a 37 anni e mia cugina a 31. Sotto consiglio dei medici ho eseguito il test genetico, scoprendo che senza intervento ho l’85% di rischio tumore».

A pochi giorni da quell’intervista, su cui ha molto riflettuto prima di esporsi di nuovo davanti al grande pubblico televisivo, la giovane donna ripercorre la sua storia: «Ho saputo di essere positiva alla mutazione del gene Brca1 ad aprile, dopo un test all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ho guardato in faccia la realtà e rivissuto i momenti negativi della mia vita con mamma, zia e cugina malate di tumore (più altri casi di parenti lontani)». Così Mary affronta la situazione mettendo da parte ansie e paure: consulta oncologi e senologi e poi vola a Milano, direzione Istituto europeo di Oncologia. «Non ho esitato un secondo – ricorda adesso  – a prendere la decisione: mi opero. Non potrò allattare i miei figli ma non avrò il tumore al seno!”». Poi le reazioni degli amici. «Mi facevano i complimenti per il coraggio ma io so solo che amo la vita e voglio viverla, finché posso, in salute. Puoi nascondere quello che vuoi e far finta di nulla ma poi i nodi vengono al pettine». Altro passaggio delicato e coinvolgente, la scelta di raccontare la sua vicenda in un popolare salotto televisivo. «Mi son chiesta: perché non mandare un buon messaggio ai telespettatori spiegando l’importanza della prevenzione?! Ne ho parlato con gli autori. Ammetto che, stavolta sì, ho avuto paura. Di essere fraintesa». Rischio superato: tantissimi i telespettatori che continuano a scriverle in questi giorni. Un plauso a Mary (impegnata nel corso di studi di infermieristica) arriva anche dai suoi concittadini dell’Ant “Don Tonino Bello”, che si occupa di assistenza oncologica: «Condivido la decisione di Mary Falconieri di seguire i consigli dei medici – dichiara la delegata neretina Luciana Fracella – perché la prevenzione salva la vita. Da quest’anno l’Ant organizza anche giornate dedicate alla prevenzione del tumore tiroideo, essendo riusciti ad acquistare un ecografo». Già, la prevenzione: tema sul quale Mary torna ormai spesso. Con una raccomandazione finale: «Lasciamo stare il gossip: stiamo parlando di cose serie».

Gallipoli – L’ipotesi “Ospedali riuniti” tra Gallipoli e Casarano è “tecnicamente percorribile”. A garantirlo ora a “Piazzasalento” non sono solo gli amministratori comunali, gli esponenti del Pd ed il comitato civico di Casarano che se ne sono occupati a più riprese, ma il direttore sanitario della Asl Lecce, Antonio Sanguedolce, all’indomani dell’incontro svoltosi in Regione per provare a “ridefinire” il Piano di riordino, con il direttore del dipartimento “Promozione della salute”, Giancarlo Ruscitti, alla presenza del Sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, e del presidente del comitato “Pro Ferrari”, Claudio Casciaro.

«Ne verrebbe fuori un unico polo ospedaliero, decisamente di ottimo livello, spalmato su due strutture. Il “Sacro Cuore”, tra l’altro, – conferma Sanguedolce, rispondendo indirettamente ad alcune opposizioni emerse a Gallipoli – rimarrebbe sostanzialmente così com’è, con Punto nascita e Pediatria, ad esempio». Per arrivare a tale soluzione, oggi osteggiata in riva allo Ionio e un tempo neppure considerata a Casarano, spetta ora al governatore Michele Emiliano ed alla sua Giunta rimettere mano (per l’ennesima volta) al Piano di riordino ospedaliero e far seguire gli atti alle promesse verbali peraltro anticipate agli interlocutori casaranesi (l’“inversione di rotta” era stata anticipata, giusto prima delle ultime elezioni amministrative, dai consiglieri comunali del Pd Attilio De Marco e Gabriele Caputo). Una bozza per garantire la “convivenza” – con pari dignità, si ribadisce – delle due strutture sarebbe già stata elaborata garantendo al “Ferrari” sei posti in Rianimazione ed i reparti di Neurologia , Urologia e Cardiologia oltre ad alcuni ambulatori “potenziati” come quelli di Pediatria e di Endocrinologia pediatrica.

«Se e quando dalla regione dovesse arrivare tale “imput” in termini di provvedimento definitivo, come Asl saremo pronti a rendere operativa da subito la redistribuzione dei reparti e delle specialità secondo una tempistica e un calendario che andrà stilato», conclude il direttore sanitario Sanguedolce.

Gallipoli – Tra “le Ali” (33 posti), “Serenity” (25), “Casa del sorriso” (25), “Villa Armonia (80, tutte a Taviano); “Santa Rita” (94 posti, Alezio) e “Suore degli angeli” (18 posti, Gallipoli), ci sono disponibili 275 posti letto per non autosufficienti, oltre e 40 posti letto in fase di assegnazione alle Suore compassioniste di Alezio; ancora, la “S. Rita” ha in corso il completamento del progetto comunale originario portando la capienza ad un totale di 168 posti letto: davanti a questo quadro,  c’è ancora esigenze di Rssa (realtà sociosanitarie assistenziali) nell’Ambito di zona di Gallipoli? Lo chiede criticamente l’Associazione italiana residenze private (Airp) al presidente della Regione ed assessore alla Sanità, Michele Emiliano; all’assessore al Welfare Salvatore Negro; al coordinatore amministrativo del settore, dott. Campobasso; al Responsabile del Servizio organizzazione  assistenza ospedaliera e specialistica, dott.ssa Elena Memeo.

Il casus belli è stata la deliberazione della Giunta comunale gallipolina del luglio scorso (n. 274 del 13 del mese) con cui il governo cittadino presieduto da Stefano Minerva ha deciso di destinare ad una realizzazione di Rssa da 40 posti letto l’ex Ceduc di lungomare Galilei; nella stessa struttura dovrebbero trovare ospitalità i soggetti da accogliere in una Comunità di pronta accoglienza per altri venti posti. Tale Residenza dovrebbe essere assegnata a soggetti privati per la gestione, per cui è in corso un bando di gara.

E’ sulla Rssa ipotizzata che l’Airp ha sollevato problemi, basati sul fatto che è in base al fabbisogno dell’Ambito che si possono autorizzare o meno nuove strutture per questo settore. Il dato messo in rilievo dal Comune – una popolazione di 4.500 over 64 anni e appena 16 posti letto disponibili – è da ritenersi errato in quanto le esigenze devono essere calcolate su base distrettuale e non comunale, si ribadisce dall’Associazione nazionale, che cita leggi e regolamenti della Regione Puglia e di altre Regioni (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte). L’Airp inoltre ribadisce l’esigenza di una “equa e razionale programmazione” e chiede ufficialmente di “verificare che vengano rispettate le norme relative al fabbisogno su base distrettuale”, oltre naturalmente al possesso di tutte le autorizzazioni ”previste da leggi e regolamenti al fine di ripristinare una situazione di certezza e legalità”.

Il contenzioso è aperto. Con l’aggiunta che dalla società “Santa Rita” è partito un ricorso al Tribunale amministrativo regionale; il Comune si è costituito in questi giorni, nominando in sua difesa un legale.

L’ospedale di Casarano

CASARANO. La Regione rinvia al 30 settembre la chiusura del Punto nascita dell’ospedale “Ferrari” di Casarano. La notizia è di poche ore fa e trova conferma ufficiale sul sito della Regione Puglia. «Il direttore del Dipartimento politiche della salute e benessere sociale della Regione Puglia Giancarlo Ruscitti comunica di aver accolto la richiesta del sindaco di Casarano di procrastinare al 30 settembre 2017 la disattivazione del Punto nascita dell’Ospedale della stessa cittadina», si legge nella nota. Lo slittamento (dalla data del 1 agosto prevista in un primo momento) tiene, dunque, conto di un’espressa richiesta in tal senso da parte del sindaco Stefàno il quale si era detto “meravigliato” dell’accelerazione data dalla Asl leccese all’attuazione del Piano di riordino sanitario della Regione. Punto di riferimento rimane l’attesa pronuncia da parte del Tar sul ricorso avanzato dal Comune che dovrebbe arrivare giusto entro settembre. Il Dipartimento regionale retto da Ruscitti, con tutta probabilità, avrà valutato opportuno attendere tale pronunciamento per evitare possibili discordanze con l’annunciato trasferimento dei reparti di Ostetricia e Ginecologia al “Sacro Cuore” di Gallipoli.

Contro la tabella di marcia resa nota dalla Asl, che prevedeva la data “operativa” del primo agosto per la chiusura del Punto nascita, si era schierato nei giorni scorsi anche il Comitato civico “Pro Ferrari” insieme alla richiesta di un tavolo tecnico per la valutazione delle “criticità” del Piano di riordino ospedaliero.

CASARANO. Secondo la tabella di marcia resa nota dalla Asl mancano oramai appena 20 giorni alla data di chiusura del punto nascita del “Ferrari” e, intanto, a Casarano monta la protesta.  Ad annunciare una ferma alzata di scudi sono il comitato civico Pro Ferrari e le organizzazioni sindacali che invocano, a gran voce, l’istituzione di un tavolo permanente sulle criticità del Piano di riordino ospedaliero e, soprattutto, una moratoria sulla disattivazione del punto nascita, in attesa del pronunciamento del Tar in merito al ricorso presentato dal Comune di Casarano. Il presidente del comitato, Claudio Casciaro (foto), contesta il dato sul numero dei parti “che penalizza Casarano, anche se pur sempre superiore a quelli dei nosocomi di Scorrano e Gallipoli”, in quanto “riferito ad un periodo in cui il reparto di ostetricia del presidio di Casarano era chiuso per ristrutturazione”. Il comitato, inoltre, chiede la convocazione di un tavolo di confronto anche sulla ventilata chiusura del reparto di Pediatria.

«La Pediatria di Casarano – fanno sapere dal comitato – è una delle migliori, se non la migliore della provincia, con attrezzature all’avanguardia, collaborazioni con i più prestigiosi centri internazionali e conti economici nella media e con un bacino di utenza di gran lunga superiore rispetto a quello degli altri ospedali. I bambini al di sotto dei 16 anni nel circondario di Casarano sono 23.206, conto i 12.577 di Scorrano e i 5.816 di Gallipoli». Sulla base di queste considerazioni, il comitato chiede che vengano mantenuti dieci posti letto, attivando, contestualmente, il servizio di osservazione breve intensiva, allo scopo di ridurre al minimo i ricoveri impropri.

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Ospedale “Sacro Cuore di Gesù”

Nuovo allarme della Asl di Lecce per far fronte ad un momento di forte carenza di sangue. Dopo l’emergenza che nel giugno scorso aveva causato il blocco delle sale operatorie dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, torna a farsi sentire il direttore generale della Asl leccese, Silvana Melli: «Serve uno sforzo comune – ha sottolineato durante la conferenza stampa –  perché è in gioco qualcosa di importante per la salute e vita di ognuno». Mobilitate tutte le associazioni di donatori, a cui sono state inviate le autoemoteche in diverse piazze del Salento. In quattro uscite sono state raccolte 134 sacche, lo stretto necessario per evitare di andare in emergenza, ma un quantitativo non sufficiente per stare tranquilli.

Nell’ultimo triennio le donazioni sono cresciute in modo sensibile, passando dalle 11.834 sacche del primo semestre 2015 alle 13.901 del primo semestre 2017, grazie all’opera di sensibilizzazione, alle periodiche campagne di raccolta con autoemoteca e all’attività dei centri immunotrasfusionali degli ospedali di Lecce, Gallipoli, Casarano, Galatina e Copertino (si può donare sangue dal lunedì al sabato), in cui, a seguito dell’ultimo appello di giugno è stato registrato un buon afflusso di donatori. Ma la guardia non va abbassata, sottolineano medici e associazioni dei volontari: nei mesi estivi la richiesta di sangue continua a salire tra esigenze, normali, traumi, incidenti, turisti con patologie che richiedono trasfusioni.

MELISSANO. La tragica morte della piccola Serena, rimasta soffocata a causa di un pezzo di carne che le ha ostruito le vie aeree, ha fatto ritornare alla ribalta il discorso sulla necessità di conoscere le manovre per il primo soccorso, al fine di prevenire eventi fatali come quello che ha colpito la famiglia Bianco il 30 luglio scorso. Per questo motivo, l’Asd Moto Club Nitro di Melissano, presieduta da Marco Cosi (foto), organizza per questa sera, 8 agosto, presso il Centro culturale “Quintino Scozzi”, in via Piazza Vecchia, una dimostrazione gratuita teorico-pratica di rianimazione cardiopolmonare (Rcp) e disostruzione delle vie aeree da praticare sia a livello pediatrico, sia sugli adulti.

Interverranno gli esperti Sara Cosi e Carlo Ravasio, istruttori di Irc Comunità, associazione culturale senza fini di lucro che ha lo scopo di promuovere la lotta alla morte cardiaca improvvisa e diffondere la cultura dell’emergenza sanitaria nella società civile attraverso, appunto, programmi d’informazione e formazione alle manovre di primo soccorso. L’incontro avrà inizio alle ore 20.30. Per informazioni, contattare il numero 347-9164436.

La nuova farmacia a Parabita

PARABITA. Arriva a Parabita la terza farmacia, dopo anni di attese (il concorso era stato avviato nel 2015) e richieste da parte dei residenti della zona nord – est del paese. L’esercizio è intitolato a Sant’Antonio di Padova, già protettore dell’omonimo rione, e sarà gestita dal dottor Mario Corciulo (di Salve) e dalla dottoressa Giovanna Rizzello (di Spongano). La nuova farmacia , sita al civico 5/B di via Gabriele Ferrari,   sarà  ufficialmente inaugurata domenica 6 agosto,  alle 20.30.

ALEZIO. Altro prestigioso riconoscimento tributato all’oncologa pediatrica Assunta “Titti” Tornesello di Alezio. Questa volta il plauso per l’attività medico-scientifica svolta le è venuto dall’associazione nazionale Fidapa, animata da donne che operano nei vari campi professionali, delle arti e dell’imprenditoria. Il “Premio nazionale Eccellenze Fidapa BPW Italy” per la sezione Professioni è stato assegnato dopo una difficile selezione appunto alla dottoressa Tornesello . La commissione nazionale ha dovuto decidere alla fine tra sette curriculum relativi a nominativi di aree tematiche diverse, tutte nell’ambito del Distretto Sud Est. La scelta finale per il Premio nazionale Eccellenze è caduta quindi sulla socia della sezione di Gallipoli, medico  specialista in Pediatria, Ematologia ed Oncologia pediatrica, Neonatologia e Patologia neonatale. Ricercatrice dal 1995 presso l’Università Cattolica di Roma,  la dottoressa Tornesello è Responsabile dell’Unità operativa di Oncologia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce che in pratica è nato e cresciuto intorno a lei, che ha lavorato in precedenza per lunghi anni nel “Bambin Gesù” di Roma. Docente di Oncologia ed Ematologia pediatrica presso la Scuola di specializzazione Università cattolica di Roma e l’Università di Chieti, è autrice di numerosissime pubblicazioni scientifiche e comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali. In quanto coordinatrice dei progetti scientifici dell’associazione di genitori “Per un sorriso in più” di Lecce, si presta ad iniziative sociali e di promozione per colmare con raccolta di fondi e contributi (si veda l’iniziativa annuale con la “Band di Babbo Natale” di Alliste) i bisogni strutturali e di personale del reparto. Anche per questo le vengono riconosciute unanimemente “profonde doti umane”. La premiazione avverrà nella città di Roma il 23 settembre nell’ambito dell’assemblea nazionale Fidapa; intanto la premiata può raccogliere gli auguri più caldi da parte della presidente  distrettuale Fiammetta Perrone, degli altri dirigenti dell’associazione,  delle presidenti di sezioni e delle socie del Distretto Sud Est.

CASARANO. Il “Ferrari” di Casarano perde il Punto nascita ma conserva l’area “materno-infantile”. La “consolazione” arriva dall’incontro tecnico-organizzativo svoltosi ieri pomeriggio presso la Direzione generale della Asl Lecce alla presenza dei direttori del presidio e dei reparti di Pediatria e Ostetricia-Ginecologia del “Ferrari” di Casarano e del “Sacro Cuore” di Gallipoli. L’incontro ha rappresentato l’avvio del percorso che già dal prossimo primo settembre porterà alla disattivazione del Punto nascita dell’ospedale di Casarano, così come previsto dal Piano di riordino della Regione Puglia. I diversi passaggi organizzativi avverranno “nei tempi giusti e in modo concertato e condiviso con i clinici di entrambi gli ospedali interessati, per garantire un percorso idoneo e sicuro”, come scritto nel comunicato della direzione generale della Asl leccese. Allo studio c’è, però, la possibilità di assicurare al nosocomio casaranese  “servizi sanitari diurni pediatrici e ginecologici”: niente posti letto per i ricoveri ma la garanzia di prestazioni ambulatoriali e in day service. Nel corso di altri incontri, anche con le organizzazioni sindacali, verrà valutata la distribuzione del personale. In particolare, “Pediatria e Ostetricia di Gallipoli saranno dotate del personale medico necessario per assorbire le attività dismesse a Casarano, il che comporterà anche una più adeguata organizzazione del lavoro nei reparti coinvolti”.

L’importante tema è stato al centro anche del dibattito del primo Consiglio comunale svoltosi ieri nel quale Attilio De Marco (Pd) ha confermato che, secondo quanto già dichiarato in campagna elettorale, “l’ospedale rimarrà di Primo livello”. «Il “Ferrari” era divenuto di base e ora non lo è, a prescindere dal destino del Punto nascita», ha affermato De Marco. Da parte sua il sindaco Gianni Stefàno attende di incontrare (a giorni) il direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli e il direttore del Dipartimento regionale alla Salute, Giancarlo Ruscitti, e non sono escluse nuove azioni legali contro  gli ultimi provvedimenti della Asl.  «Pensavo che la regione avrebbe atteso l’esito del ricorso al Tar che sarà deciso ad ottobre. Non capisco il perché di tale accelerazione», afferma Stefàno. Critico anche il consigliere comunale Emanuele Legittimo, ex presidente del Comitato civico “Pro Ferrari”, il quale afferma: «Abbiamo lottato in passato come comunità nonostante la costante presenza di quella componente di casaranesità che se non ci fosse farebbe di Casarano una Città. Ci portano via due reparti e, come ho sempre detto, un potenziale polo pediatrico di eccellenza. La politica regionale non ha voluto ascoltare né tantomeno attenersi ai criteri oggettivi, penalizzando un intero comprensorio. Non sono serviti i “buoni auspici” o i rapporti preferenziali sbandierati in campagna elettorale da esponenti del centro sinistra».

MELISSANO. A poche ore dall’assurda morte di Serena Bianco, la ragazzina di Melissano soffocata da un boccone andato di traverso, sono in tanti a chiedersi se e come la piccola poteva essere salvata. Una risposta arriva dagli istruttori impegnati nei corsi per diffondere la conoscenza e la pratica delle manovre di disostruzione. « Non è bello affrontare argomenti simili quando è ormai è troppo tardi, è un po’ una sconfitta, ma se informazione significa anche formazione, allora parliamone pure», afferma Luigi Benvenga, docente istruttore “Blsd , Irc/Giec” (sigla che in inglese sta per rianimazione cardiopolmonare). Dopo 40 anni di lavoro da infermiere professionale nel Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli, Benvenga collabora da 10 anni come docente istruttore, insieme al cardiologo Giacinto Pettinati (di Casarano) in questo delicato settore di insegnamento, tenendo corsi in scuole, uffici pubblici, commissariati e  caserme. «Può capitare a chiunque di ritrovarsi  all’improvviso in situazioni di emergenza, quando per salvare una vita non c’è nemmeno tempo per attendere l’arrivo dell’ambulanza o del medico: è allora che un cittadino deve essere all’altezza della situazione, intervenendo con delle specifiche ma al tempo stesso semplici  tecniche di rianimazione cardiopolmonare», afferma l’istruttore nel ricordare come la frequenza dei corsi in questione è pure gratuita. Appena due anni fa, a Gallipoli,  un professore salvò da morte certa uno studente del “Quinto Ennio” in arresto cardiaco ricorrendo alle giuste tecniche. Per salvare la vita di accidentalmente ha il respiro ostruito occorre far ricorso alla cosiddetta “Manovra di Heimlich” (dal nome del suo inventore statunitense), una tecnica di primo soccorso che con una particolare compressione sotto il diaframma serve per disostruire le vie aeree dai corpi estranei. Ma l’equipe di Pettinati e Benvenga non è la sola ad operare in questo senso sul territorio. “Non riesco a capacitarmi al pensiero che si possa perdere una bambina come in un soffio. Noi al consultorio non solo assistiamo le ragazze in dolce attesa, ma le prepariamo anche a ciò che le aspetterà subito dopo il parto: anche alle emergenze rianimatorie come la “Manovra di Heimlich” appunto: il corso della durata di una settimana appena è totalmente gratuito: l’ultimo conclusosi appena 10 giorni fa ha visto la partecipazione di 150 persone, e in autunno ripartiamo. Il consultorio è presso il vecchio ospedale: aiutateci ad aiutarvi”, conclude con un sorriso amaro Matilde Scialpi, ostetrica del Consultorio familiare di Gallipoli.

Casarano. Punto nascita e Chirurgia pediatrica chiusi dal primo settembre. Questa la perentoria scadenza stabilita da una nota del Dipartimento regionale salute e in virtù della quale la Asl di Lecce è chiamata a chiudere i due reparti entro il mese di agosto. Si dà corso, così, ad alcune delle disposizioni previste dal piano di riordino ospedaliero che ridisegna completamente la geografia sanitaria salentina.

La sensazione è che il depotenziamento del “Ferrari” a ospedale di base sia già in corso, anche perché all’impegno del presidente Michele Emiliano e del direttore del Dipartimento salute Giancarlo Ruscitti, in merito alla realizzazione di un polo ospedaliero unico di primo livello tra Casarano e Gallipoli, non è seguito alcun atto concreto in questa direzione, almeno finora. Il piano prevede la chiusura dei reparti di Ostetricia e ginecologia di Casarano, Galatina e Copertino. Una volta attuato il piano, le partorienti dovranno recarsi negli ospedali di Scorrano o Gallipoli, entrambi ampliati di 32 posti letto a testa, oppure al “Vito Fazzi” di Lecce che continuerà a disporre dei suoi 50 posti letto. In base ai dati raccolti dal Comitato percorso nascite del Ministero della salute, nel 2015, gli ospedali a rischio, in quanto non raggiungevano la soglia dei 500 parti annui, erano Gallipoli con 337 parti, Scorrano con 412 e Casarano con 429 parti. Nel quadro del piano di riordino, alla fine, ad essere penalizzato però sarà il “Ferrari”, quello tra i tre con i risultati migliori. Diversa sorte spetterà a Chirurgia pediatrica, che confluirà al “Fazzi”», dove è prevista l’istituzione di un polo pediatrico.

Va ricordato infine che per ottobre è stata fissata la discussione del ricorso al Tar presentato dal Comune di Casarano contro il piano di riordino. Una analoga opposizione a cura di un Comune del Barese nei giorni scorsi è stata respinta dal Tar di Bari.

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Inaugurazione del Presidio sanitario estivo a Gallipoli

GALLIPOLINuovo Presidio sanitario estivo a Gallipoli in via Sant’Angelo, nel cuore del centro storico. Sono così in tutto 22 i punti di assistenza predisposti dalla Asl Lecce lungo la costa salentina. A Gallipoli l’altro presidio è sul lungomare Marconi, all’ingresso monumentale del vecchio ospedale. In più, sul lungomare Galilei è in servizio un’ambulanza h24. La finalità di tali “guardie turistiche” è quella di garantire un’assistenza sanitaria di base evitando, nel contempo, di ingolfare i Pronto soccorso degli ospedali.  In via Sant’Angelo, in particolare, è prevista una turnazione con sette medici in attività ambulatoriali 24 ore al giorno. «Avere un ulteriore presidio sanitario – afferma il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva – risponde alla necessità dettata dal fatto che Gallipoli, più di ogni altra località turistica del Salento, ha un afflusso turistico imponente, con una popolazione che d’estate passa da 21mila abitanti a oltre 200mila. L’Amministrazione comunale ha messo a disposizione i locali idonei e l’Asl ha prontamente fornito la strumentazione sanitaria e il necessario personale». Al sindaco fa eco il direttore generale della Asl, Silvana Melli: «Grazie a questa collaborazione operativa con l’Ente locale si riesce ad assicurare a residenti e turisti un’assistenza sanitaria per le necessità di minore gravità, mentre per le emergenze vere e proprie si può fare ricorso al servizio 118 e al Pronto soccorso dell’Ospedale di Gallipoli. Un’offerta sanitaria completa, dunque, e in grado di garantire un’estate più sicura a tutti: in caso di bisogno, trovare un medico sarà molto più semplice». All’inaugurazione di mercoledì 19 luglio sono intervenuti alcuni amministratori comunali, il direttore medico dell’Ospedale di Gallipoli, Egidio dell’Angelo Custode, e il direttore del Distretto socio sanitario, Roberto Vergaro.

CASARANOQuali migliori testimonial della donazione degli stessi donatori? È questa l’idea che ha animato la singolare campagna estiva di sensibilizzazione dei donatori di sangue dell’associazione Adovos “Fabio Abbruzzese”. Mente e motore dell’iniziativa è stata Maria Prete, vulcanico presidente dell’Adovos di Casarano, che ha iniziato a pensare a come sensibilizzare alla donazione in modo diretto e originale, quando ancora erano in corso i preparativi per la raccolta straordinaria di sangue organizzata nella sede dell’associazione lo scorso 14 giugno, in occasione della Giornata mondiale della donazione. In quella circostanza, la Prete ha pensato bene di chiedere ai circa trenta donatori che erano accorsi alla sua chiamata la disponibilità per una campagna di sensibilizzazione. Impossibile, per un donatore, declinare un invito del genere. Per poter dar corpo alle idee di Maria Prete, però, c’era bisogno anche di un fotografo sensibile a tali tematiche. A rispondere all’appello, senza esitazioni ed a titolo gratuito, è stato Antonio Parrotto, dello studio Infinitoperfetto di Parabita. Parrotto ha scattato, oltre alla classica foto di gruppo, diversi altri scatti che ritraggono i donatori a gruppi di cinque. Il messaggio, però, è sempre lo stesso: «Un donatore di sangue lo sa. L’estate non significa solo vacanza. Passa a donare prima di partire».

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ospedale di gallipoli

L’ospedale di Gallipoli

agata coppola-tdm gallipoliGALLIPOLI. Traccia il bilancio dei primi sei mesi del 2017 il Tribunale per i diritti del malato (Tdm) di Gallipoli, la rete di Cittadinanzattiva che opera presso il Presidio ospedaliero “Sacro Cuore di Gesù” dal 1998, offrendo un servizio di consulenza e intervento per la tutela dei diritti dei cittadini in ambito sanitario, assistenziale, pubblico e privato e in difesa e tutela dell’ambiente. Sono state 46 le segnalazioni raccolte da gennaio 2017, classificate secondo i seguenti criteri: accessibilità, adeguatezza, fruibilità dei servizi di pubblica utilità. Il Tdm nota che nel primo semestre le segnalazioni sono diminuite rispetto gli anni precedenti forse perché l’attuale location non è immediatamente accessibile essendo situata al secondo piano Torre A presso la sede Avulls.

14 le segnalazioni inserite nella categoria “accessibilità”, in riferimento a difficoltà nella fruizione dei servizi, ostacoli nell’ acquisizione dei farmaci. I “punti di debolezza” su cui occorre intervenire, secondo il Tdm, sono i tempi di attesa e Informazioni sulla struttura e sui servizi offerti . Sono 12 le segnalazioni per “adeguatezza”:  diagnosi e terapia, condizione e funzionamento dei servizi, comportamento del personale. Qui occorrerebbe intervenire su informazione sulla modalità di funzionamento dei servizi e umanizzazione del personale. In quanto a “fruibilità dei servizi di pubblici utilità” (tra cui servizi di sostegno, di trasporto per disabili; livello di soddisfazione dei cittadini, condizioni delle strutture, trattamento utenti, sprechi; trasparenza delle modalità di erogazione di servizi, sicurezza ambientale e fisica) le segnalazioni sono 20. I “punti di debolezza” su cui amministrazioni socio-sanitarie devono intervenire sono : l’Informazione al cittadino (spesso ignaro di alcuni servizi sociali e sanitari offerti in forma integrata) e la Cura dell’ambiente e dei servizi di pubblica utilità.

Il Tdm di Gallipoli, guidato da Agata Coppola, ha inoltre svolto l’attività denominata “Diritti a tinte forti” per “rilevazione criticità”, focalizzata, ad esempio, su monitoraggio sui ricoveri in Pronto soccorso, monitoraggio dei servizi alla salute erogati ai cittadini sul territorio fuori dall’ospedale e tra le mura domestiche; monitoraggio dei “ Tempi di attesa”; “informazione” con incontri e congressi; “formazione” con diversi corsi e giornate di studio; “pubbliche relazioni” attraverso la partecipazione a inaugurazioni, spettacoli, manifestazioni sacre; “comunicazioni” con trasmissione di report e newsletter agli aderenti, presentazione di libri.

Fra i volontari (Agata Coppola, Fiorella Di Marco, Luciana Fiorito, Mariarosaria Fontò, Filomena Fontanarosa, Anna Rita Fontò, Elisabetta Pietrangeli, Anna Lucia Ventruto), la direzione sanitaria e tutti gli operatori sanitari del “Sacro Cuore”,  è costante una grande ed operosa collaborazione. Un esempio è il lavoro svolto per sviluppare il monitoraggio nazionale “Valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”, l’indagine che ha visto la partecipazione di 278 strutture, 286 associazioni, 594 cittadini sul territorio nazionale, il 18 maggio presso il “Vito Fazzi” di Lecce. L’ equipe gallipolina era composta dalla dirigente presso il  P.O. di Gallipoli, Fabiola Musarò e la responsabile dell’URP locale, Eliana Cortese e dai referenti civici: la presidente regionale di Unicell di Lecce, Maria Lucia Cillo, la responsabile del Tdm di Gallipoli, Agata Coppola con Mariarosaria Fontò, la presidente Avulls di Gallipoli Giusy Occhineri, la presidente Apa Sud Salento Rita Manco.

GALLIPOLI. “Città cardioprotetta? Eppure le teche sono vuote.” A chiederselo è un lettore gallipolino, il quale dopo una passeggiata in diversi punti della città ha notato la presenza delle colonnine totem ancora sprovviste, però, di defibrillatori. Nelle immagini le teche presenti nei pressi del municipio in via Pavia, in piazza Giovanni XXIII e in via Alfieri, sprovviste di apparecchi come quelle dislocate nei pressi di stazione e lungomare. Intanto dal Comune di Gallipoli fanno sapere che, circa i tempi di attivazione, è attesa entro il mese di luglio una conferenza stampa di presentazione del servizio di “città cardioprotetta”, con l’installazione degli apparecchi.

Presidi sanitari estivi Asl LecceLa Sanità pubblica arriva al mare con i 21 Presidi sanitari estivi attivati dalla Asl lungo tutto il litorale ionico e adriatico. La rete interessa le località turistiche di maggior afflusso come: Casalabate, Torre Chianca, Frigole, San Cataldo, San Foca, Torre dell’Orso, Torre Lapillo, Santa Maria al Bagno, Sant’Isidoro, Otranto, Santa Cesaria terme, Castro, Andrano, Tricase porto, Santa Maria di Leuca, Torre San Giovanni, Torre Vado, Lido Marini, Gallipoli, Torre Suda e la Marina di Mancaversa. I locali in cui vengono ospitati i presidi sono messi a disposizione dalle Amministrazioni comunali, mentre l’Asl Lecce assicura il personale, i farmaci e le attrezzature sanitarie necessarie per garantire il funzionamento delle strutture. L’obiettivo è quello di offrire un’assistenza sanitaria adeguata per quanto riguarda i casi non urgenti (codice bianco) o poco critici (codice verde), in modo da evitare il sovraffollamento del Pronto soccorso. Per i casi di maggiore gravità, invece, sarà cura del medico far intervenire il 118. Per far fronte ad ogni genere di urgenza è inoltre prevista la presenza 24 ore su 24 di 11 ambulanze con a bordo autista-soccorritore e soccorritore collegate con la centrale operativa del 118. Il Servizio di emergenza, attivo fino al 15 settembre, è fornito da associazioni di volontariato contrattualizzate dalla Asl e sarà strategicamente dislocato nelle località con maggior presenza di residenti e turisti, ovvero Gallipoli, Torre San Giovanni, Sant’Isidoro, Torre Vado, Santa Maria al Bagno,  Casalabate, Torre Chianca, San Cataldo, San Foca, Torre Lapillo.

Voce al Direttore

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Le immagini che scorrono e scorreranno sugli schermi fino a sera tardi ed in parte anche domani, sono le ultime che hanno il sapore...