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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Nardò – “Gli amministratori comunali di Nardò aderiscano alla Giornata nazionale del dono”. L’appello è del consigliere Lorenzo Siciliano (Pd) che ha elaborato una proposta di deliberazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale. «Considerato che gli Amministratori rivestono un ruolo di rappresentanza che dovrebbe essere contraddistinto, innanzitutto, dal valore della solidarietà si propone l’adesione alla Giornata nazionale del dono, istituita con la Legge 110 del 14/07/2015. Una giornata simbolo della civiltà alla quale gli Amministratori sono liberi di aderire, senza alcun vincolo, anche in relazione alla possibilità individuale di ciascuno a poter donare, impegnandosi nella donazione da tenere presso uno dei centri di donazione del sangue – sezioni trasfusionali, presenti sul territorio». Siciliano fa riferimento all’esigenza di aderire alla “Giornata” che la legge ha fissato per il 4 ottobre a causa del “costante aumento del bisogno di sangue e dei suoi componenti a causa dell’invecchiamento della popolazione e di cure sempre più numerose e nuove”. «Il sangue – afferma il consigliere – è indispensabile per moltissime terapie e non solo nelle situazioni di emergenza. La donazione, nella quasi totalità dei casi, è destinata a molti tipi di malati, a quelli oncologici e alle persone che hanno emorragie importanti per traumi, interventi chirurgici, tra cui i trapianti, o durante il parto. Fermo restando che è destinata al libero arbitrio di ciascuno la scelta di rendersi donatore di sangue abituale, si ritiene quella dell’istituzione di una giornata dedicata alla donazione un esempio virtuoso di solidarietà che gli amministratori della Città possono, in tal modo, trasmettere all’intera comunità».

 

Casarano – Una cerimonia per premiare i protagonisti di due progetti dalla profonda valenza sociale. Si è svolto domenica scorsa l’incontro organizzato nell’Aula magna dell’ospedale “Ferrari” dal Tribunale per i diritti del malato di Casarano allo scopo di premiare i vincitori del progetto sulla prevenzione del bullismo, attivato nel polo 2 e nel polo 3, e i protagonisti del progetto “Chi ha meno può dare di più”, che coinvolge, dal 2008, undici ragazzi con sindrome Down impiegati come volontari nei servizi sociosanitari della Asl sotto la supervisione dei rispettivi tutor. Nell’ambito del progetto sul bullismo, sono stati nominati ambasciatori di Cittadianzattiva gli alunni Samuele Padovano, Alessia Pisanò, Gloria D’Aquino, Chiara Metafuni del Polo 2 e Angelica De Salvatore, Francesca Falconieri, Federico Giosuè Marigliano, Alessio Ferrari, Chiara Letizia, Matteo Memmi del Polo 3. «Questi alunni – spiega la dirigente provinciale del Tdm, Anna Maria De Filippi – hanno cambiato in meglio i loro comportamenti e si sono impegnati ad essere cittadini attivi, motivando il loro impegno». La seconda parte della manifestazione è stata dedicata al progetto “Chi ha meno può dare di più”. «Nel 2008 – dice la De Filippi – quando li ho incontrati per la prima volta, questi ragazzi erano giovanissimi, timidi, impacciati, sempre seduti vicino ai loro genitori. Oggi continuiamo a chiamarli ragazzi, ma sono ragazzi adulti, più sicuri di sé, indipendenti, socievoli, impegnati anche in altre attività sociali, insomma uomini e donne che hanno saputo riscoprire il sentimento dell’amore con una storia tenerissima e bellissima». Si tratta di Daniele Buccarella, Mirko Cataldi, Antonella Cavalieri, Davide De Giovanni, Chiara De Matteis, Maria Francesca De Pasquale, Elisabetta Fresca, Gian Vito Marra, Raffaele Marra, Luigi Palma e Pasquale Sicuro, impiegati nei servizi di Gallipoli, Maglie, Martano, Tricase e Poggiardo. Denso di commozione, infine, l’addio al volontariato attivo da parte di Anna Maria De Filippi, già presidente regionale di Cittadinanzattiva e protagonista di battaglie civiche e sociali di risonanza nazionale.

 

Gallipoli – Ospedali e strutture sanitarie messe alla prova, da giorni, per l’influenza stagionale. La Asl Lecce corre ai ripari potenziando l’organico dei Pronto soccorsi nei sei ospedali pubblici della provincia (Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino, Galatina e Scorrano, nonché nel Punto di Primo intervento di Nardò) con la proroga sino al 31 gennaio del contratto a tempo determinato di 26 medici. Un passaggio “tecnico” in attesa di completare la procedura di assunzione a tempo indeterminato dei 53 medici vincitori di concorso, dei quali in 20 hanno già sottoscritto il nuovo contratto. In tal modo la Asl punta a superare le difficoltà organizzative dei Pronto soccorso “e ad accorciare i tempi di permanenza degli utenti, migliorando in modo sensibile il servizio”.  Tra i provvedimenti varati a fine 2017 c’è anche la conferma sino al 30 giugno 2018 di 80 dirigenti medici. Malgrado il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (ovvero programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, al fine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali, le difficoltà della struttura sanitaria non mancano.

La situazione al “Sacro Cuore” – Tra gli ospedali che “reggono” bene l’urto dell’emergenza c’è il “Sacro Cuore” di Gallipoli. «Non siamo ancora ai livelli estremi di guardia e ciò grazie al senso di abnegazione del personale, sia medico che paramedico», fanno sapere al nosocomio di via Alezio. Anche qui, quindi, le difficoltà non mancano, come denunciato di recente dalla Cgil Fp provinciale e ospedaliera che ha parlato di “situazione di collasso” dovuta a carenza di personale, soprattutto infermieristico e Oss, indicando ad esempio la Pediatria, unica tra Casarano e Gallipoli, in cui l’infermiera di turno è costretta a sobbarcarsi anche il lavoro non di sua competenza dell’operatore socio-sanitario, sottraendolo di fatto, all’assistenza del bambino-ammalato. Ora, alla situazione già precaria si aggiunge, l’emergenza “epidemia influenzale”. Negli ultimi giorni a Lecce c’è stato un primo incontro, a livello di dirigenti Asl, nel quale si è deciso di lasciare liberi i ricoveri nell’ospedale di Gallipoli, ricorrendo alla già preannunciata “task force” con il reclutamento dei medici di base solo nel caso di ulteriore bisogno. Al momento, dunque, la situazione appare sotto controllo.

I medici di base – Ma il surplus di lavoro sta condizionando anche i medici di base (malgrado i tanti vaccini somministrati) con una polemica serpeggiante perché gli studi medici in questo periodo vanno ben oltre i consueti orari di apertura. Nel poliambulatorio di via del Mare, uno tra i più affollati dell’intero territorio, il dottor Francesco Coluccia (medico specialista, con il massimo degli assistiti e quasi 40 anni di esperienza professionale) butta, però, acqua sul fuoco delle polemiche, ritenendo al momento ancora “azzardate” eventuali valutazioni comparative rispetto alle epidemie influenzali degli anni passati. «I dati dei miei soli pazienti – afferma – sono assolutamente parziali. Se ne saprà qualcosa di più solo nei prossimi giorni, ad emergenza superata». Intanto il picco più elevato dell’influenza si dovrebbe avere solo proprio in questa settimana, secondo le analisi dell’Osservatorio epidemiologico regionale che, finora, in Puglia avrebbe accertato il decesso di sei persone (per lo più anziane e affette da gravi patologie che non si erano sottoposte a vaccinazione antinfluenzale) per patologie legate all’attacco influenzale.

Racale – Pazienti (finalmente) coinvolti direttamente nell’uso terapeutico della cannabis. La recente richiesta di ascolto (l’ennesima) da parte dell’associazione “LapianTiamo” di Racale ha prodotto il risultato sperato (ritenuto “molto positivo” da parte dei diretti interessati) con la prevista partecipazione dei rappresentanti individuati dalle associazioni di pazienti nell’ambito della Rete aziendale della Asl per la prescrizione di cannabis ad uso terapeutico. All’incontro in direzione generale del 9 gennaio erano presenti il direttore generale della Asl Lecce Antonio Sanguedolce, la referente della direzione sanitaria Maria Rita Canitano, il primario di Nefrologia del “Fazzi” Giorgio Trianni ed una delegazione dell’associazione racalina, insieme ad una rappresentanza da Taranto e da Foggia. Gli ammalati che sono costretti a fare ricorso alla cannabis per alleviare i sintomi di sclerosi multipla, tumori, epilessie e altre gravi patologie, da sempre lamentano le difficoltà nell’individuare medici disposti alle prescrizioni. « Nell’intera provincia di Lecce – fanno sapere i diretti interessati – su circa 300 pazienti aventi diritto, il servizio pubblico mette a disposizione appena due medici: uno a Gallipoli ed un altro a Scorrano, ma la Asl impone pure il requisito della territorialità per cui le nostre difficoltà aumentano. « Su questi temi delicati serve una diagnosi precisa per individuare il farmaco e la terapia giusta, secondo linee guida e regole chiaramente definite » , ha affermato Trianni mentre Sanguedolce ha auspicato “un cambio di passo sull’intera questione”. « Per questo abbiamo istituito un gruppo aziendale multidisciplinare, con il coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei pazienti », ha affermato il direttore sanitario il quale ha garantito che il tavolo di lavoro sarà permanente “con riunioni a cadenza periodica”. Sui requisiti della “prescrizione” e dell’”appropriatezza” ha insistito pure Trianni ricordando come “la Asl Lecce sia stata una delle prime in Italia ad applicare una delibera regionale per il trattamento della Sla. Oggi ci sono diversi pazienti in terapia, anche dal “Gemelli” di Roma”. Tra i prossimi passaggi dell’operazione “coinvolgimento” è prevista l’integrazione della delibera del 23 giugno 2017 con i rappresentanti dell’associazione “LapianTiamo” “in modo da migliorare la comunicazione tra le parti e affrontare i casi specifici all’interno del gruppo di lavoro, con percorsi formativi dedicati, come richiesto dai pazienti”.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Cristian Casili (di Nardò), il quale, parlando di “inerzia del Governo regionale”, sollecita il presidente Emiliano ad intervenire. «Chiederemo con forza che venga discussa la proposta di legge per la coltivazione e trasformazione in loco della cannabis teraupetica», afferma Casili il quale inviata anche la Giunta ad autorizzare le Asl all’importazione diretta della cannabis anche fuori dai confini europei, come avviene oggi con l’Olanda».  Anche per mettere fuori gioco il mercato nero, Casili rinnova la richiesta già avanzata mesi fa ad Emiliano per “allestire i laboratori galenici all’interno delle farmacie territoriali e ospedaliere e procedere con le importazioni dirette».

 

L’avvocato Stefano Gallotta

Gallipoli – Sono tanti gli automobilisti salentini “vittime”, con le loro auto, del carburante sporco distribuito negli ultimi giorni del 2017. A raccogliere, in questi giorni, denunce e segnalazioni è l’associazione di consumatori e utenti “Codici” Puglia impegnata ad avviare l’azione risarcitoria. Una trentina, al momento, quanti si sono rivolti al “Centro per i diritti del cittadino”, ma c’è da credere che tale numero è destinato a crescere vista l’estensione su vasta scala del problema verificatosi, nelle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto tra Natale e i primi giorni del nuovo anno. A provocare vari problemi di carburazione sarebbe stato il carburante non correttamente raffinato prima di essere distribuito ad alcuni impianti. Per questo, “Codici Puglia” sta avviando una richiesta collettiva per ottenere il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali ed extrapatrimoniali, subiti dagli automobilisti che variano, a seconda dei casi, da alcune centinaia ad alcune migliaia di euro. Tra le raccomandazioni fornite c’è quella di ritrovare lo scontrino attestante il rifornimento ovvero di raccogliere testimonianze di altri clienti, anche attraverso l’esame dei filmati delle telecamere.  «Chiederemo – afferma Stefano Gallotta (foto) , l’avvocato che sta seguendo la questione per Codici Puglia -)   il rimborso delle spese di riparazione sostenute e il risarcimento di tutti i danni sofferti dagli automobilisti, rivolgendoci, in prima istanza, ai gestori delle pompe di benzina e alle compagnie petrolifere coinvolte. Quando si va a fare rifornimento si stipula un contratto con il distributore. Pertanto, se il prodotto ricevuto ed utilizzato non è conforme, bisogna chiedere i danni al benzinaio e all’azienda petrolifera che, poi, potranno eventualmente rivalersi nei confronti di chi ha causato il disagio. Questo senza dover attendere i risultati delle indagini che sta svolgendo la magistratura». Per aderire all’iniziativa o avere maggiori informazioni si può contattare l’associazione Codici Puglia al numero 377/3500500 (email: codici.corato@codici.org).

Gallipoli – Riduzione al minimo dei viaggi fuori; diagnosi sempre più precoci; ricerche genetiche a partire dal cancro al cervello; sempre più telemedicina, per consulti a distanza ma sempre in un contesto prezioso di supporto globale, permanente e gratuito ai piccoli, alle loro famiglie, all’Unità operativa di Oncoematologia pediatrica che si avvia finalmente ad avere l’organico medico previsto e consolidare standard di assoluto rilievo.

Venti anni vissuti e compiuti insieme. Hanno compiuto i 20 anni insieme il reparto del “Vito Fazzi” di Lecce e l’associazione di genitori di bambini malati “Per un sorriso in più”, e insieme li hanno ricordati, poco prima di Natale a Lecce, in una sala dell’hotel Tiziano.  A modo loro: facendo il punto della situazione delle cure, della lotta contro il tempo “perchè il tempo lavora contro di noi”, per dirla con le parole della dottoressa Titti Tornesello, di Alezio, il tassello professionale ed umano  intorno a cui un progetto è diventato realtà. Con tante tappe, tanti stop e molti intoppi, soprattutto per la persistente carenza di personale, come ha ricordato il presidente del sodalizio Antonio Giammarruto: “Persino una diffida all’Asl – dice, con l’aria di chi oggi se ne duole un po’ – ma siamo andati sempre avanti, imparando a fare le cose migliori nelle condizioni peggiori”.

Il piccolo Gioele, le note  di “Imagine”, i video della Band di Babbo Natale. Chissà cosa avrà pensato Gioele vedendo, dal cielo, tanti visi commossi e contenti per il duro lavoro svolto, con il cuore stretto dalla paura di non farcela. Avrà sorriso anche lui con i suoi compagni quando sono stati chiamati i genitori-volontari formati apposta per diffondere conforto e speranza tutto intorno: a loro targhe e attestati a fissare il dono generoso della propria esperienza a chi ne ha avuto bisogno. Vanno le note di “Imagine” di John Lennon (“forse sono un sognatore, ma forse non solo il solo…”) e le immagini della Band di Babbo Natale, di Alliste e dintorni “l’associazione più assidua negli ultimi sette anni anni con consistenti contributi”, rileva il presidente (a breve ci sarà il bilancio del Natale 2017 e si avvertono segnali di un nuovo record nella raccolta di fondi). Anche qui soldi sono diventati borse di studio per giovani medici, apparecchiature, arredi a misura di bimbo, accoglienza quotidiana, assistenza psicologica, centro ascolto e un appartamento per familiari non residenti qui.

Quanta strada fatta, ma ancora il cammino è lungo. “E’ cambiata molto Oncoematologia – ha detto la dottoressa Tornesello che ha ringraziato Band, Rotary di Nardò e Lions – e sono aumentate le richieste e le necessità. Si è sempre alla ricerca di di trattamenti meno tossici e più efficaci. Ma la soluzione è assolutamente lontana. A volte centralizzare in altra sede il paziente è ineludibile, sotto l’incalzare della malattia”. “La nuova frontiera – ha aggiunto il dottor Andrea Carai dell’omologo reparto del “Bambin Gesù” di Roma da cui proviene la dottoressa Tornesello – è riuscire a distinguere le varie forme di tumori che finora abbiamo messo sotto uno stesso nome. Viaggi fuori proprio quando è necessario: le tecnologie ci consentono di comunicare in tempo reale avendo tutti a disposizione gli stessi dati di base, per poi decidere insieme ed aggiornarsi continuamente”.

Due donne, “i nostri due fiori d’acciaio, Titti e Rita”. Ringraziamenti e incoraggiamenti a questo molto ben riuscito compost di professionalità e solidarietà sono venuti dal Sindaco di Lecce Carlo Salvemini, dai parlamentari Rocco Palese, Dario Stefàno e Salvatore Capone, dalla dirigente di Ares Paola Povero. Ed anche da Antonio Pastore e Patrizia Ciminiello, dirigenti Asl: “Un impegno giornaliero che dura da 20 anni; si avverte la forte sensazione di un reparto umano, sereno quasi; la dedizione e la caparbietà ci hanno lasciato sgomenti in certi passaggi. Grazie a queste due donne, Titti e Rita (Masciullo, moglie del presidente dell’associazione, ndr), i nostri due fiori d’acciaio”.

L’accoglienza al primo contatto, le lezioni scolastiche che proseguono, le eccellenze.  “L’accoglienza, il primo contatto con l’ospedale è un momento fondamentale nel percorso di cura”, ha rilevato il dirigente psicologo Giuseppe Palma, che ha anche richiamato la “normalità” della presenza di una scuola e delle lezioni tra quelle mura. E’ il frutto di un altro progetto comune,, con l’Ufficio scolastico provinciale diretto da Enzo Nicolì. Ne ha parlato la prof.ssa Roberta Manco: “Il servizio pubblico scolastico lo è stato a tutti gli effetti, con docenti distaccate, nel rispetto dei principi costituzionali e in pieno accordo con le famiglie e con le scuole di provenienza”. Un’eccellenza, anche in questo particolare modo di proseguire nella formazione, sia pure in un modo più accentuatamente ludico. “Sarebbe bello che non ci fosse un altro anniversario simile fra vent’anni, per un semplice motivo: mancanza di utenti”, ha chiosato il coordinatore dei lavori, Fernando D’Aprile, direttore di “Piazzalento“. Così Gioele e la sua squadra – i veri animatori di tutto ciò – avranno vinto un’altra partita.  (nella foto sopra, Fabiola Nucci di Taviano, Rosaria Manni di Racale, Alessandra Ricchiuto di Ugento, Antonio Cimmino di Racale e Rita Masciullo)

Gallipoli – Il “picco” dell’influenza – dicono gli esperti – deve ancora arrivare ma è bastata già la prima settimana del 2018 per proiettare il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli su livelli pressoché estivi (quando la popolazione raggiunge numeri da record). Finora sono stati, infatti, oltre 700 gli accessi registrati al Pronto soccorso, con un trend destinato a salire ancora, in attesa del periodo di maggiore incidenza previsto da metà gennaio sino a fine mese. «Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – afferma il primario del reparto Antonio Girau – gli accessi giornalieri sono raddoppiati. Il più delle volte si tratta di complicanze di patologie preesistenti aggravate dall’influenza. Stiamo affrontando quest’emergenza con le sole nostre forze, stringendo i denti, e quando qualcuno dei nostri colleghi medici o paramedici sta per cedere ai sintomi dell’influenza, lo si imbottisce di “tachipirina” e si va avanti assicurando un altro turno di lavoro.  Le persone più a rischio – continua il dottor Girau – sono i bambini e gli anziani, che poi smistiamo a seconda delle necessità nei vari reparti. Altrove so di colleghi che hanno bloccato i ricoveri: noi ce la stiamo mettendo tutta per scongiurare quest’evenienza, preferendo utilizzare i reparti meno affollati piuttosto che mandare a casa i malati abbisognevoli di cure: ieri ad esempio – è sempre il primario a riferirlo – abbiamo  preferito assicurare la pronta assistenza medica ricoverando in Ortopedia persone con evidenti problemi respiratori e trattenere in osservazione qui in pronto soccorso due persone. In emergenza si fa quel che si può». Malgrado i “grandi numeri”, al momento non si sono registrati casi particolarmente critici. La Asl di Lecce, da parte sua, già da giorni ha adottato un Piano di potenziamento facendo ricorso a nove mezzi di soccorso supplementari messi a disposizione gratuitamente dalle associazioni di volontariato convenzionate. Sempre dei giorni scorsi è il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (quelli programmabili) per gli ospedali di Copertino, Lecce (“Fazzi”) e Scorrano, sempre al dine di rendere disponibile un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali.

Medici di base, Guardia medica e vaccini – L’emergenza è percepibile anche negli ambulatori medici di base sempre  superaffollati, così come la stessa Guardia medica in stato d’assedio. «I vaccini distribuiti sono andati quasi del tutto esauriti e i primi risultati positivi si intravvedono. Ma ancora non basta, occorre insistere sempre di più sulla prevenzione, specie nelle scuole», fa sapere Pasquale Piro, dirigente medico responsabile del servizio di “continuità assistenziale”, con l’incarico di coordinare le problematiche connesse ai vaccini.«Tre anni fa, quando si fece tutto quel gran parlare sul decesso di persone anziane e ammalate collegando i casi alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, nessuno ha poi detto quanti anziani si sarebbero potuti salvare se avessero fatto quello stesso vaccino», afferma Piro. Per quanti sono in questi giorni a letto con l’influenza malgrado il vaccino fatto, il dottore assicura: «I benefici del vaccino sono sempre di gran lunga superiori rispetto alla loro asserita inutilità o ai rischi stessi che il vaccino può provocare».

Casarano – Il tema della sanità è al centro del primo corso di formazione alla politica organizzato, a Casarano, dalla locale sezione del Partito Democratico in collaborazione con l’associazione “Storia Futura” su concessione del “Circolo Dossetti” di Milano. “I luoghi del potere nella società contemporanea” il filo conduttore del ciclo di incontri che si apre quest’oggi, lunedì 8 gennaio, alle ore 17,30 presso la sezione del partito in via Padova. Prima lezione: la sanità, ovvero “costruire un modello nuovo di sanità in cui le professioni, i servizi, le relazioni, l’organizzazione del lavoro sono ripensate radicalmente, un modello su cui, poi, cucire una norma adeguata”, affermano i promotori. La presentazione del tema è affidata a Ivan Cavicchi, docente dell’Università Tor Vergata, con gli interventi di Gabriele Caputo, segretario Pd di Casarano, e Luca Emilio Caputo, presidente del Circolo Dossetti di Milano che, annualmente, organizza corsi di formazione alla politica. Le conclusioni sono affidate a Ippazio Morciano, segretario provinciale del Pd, e all’onorevole Salvatore Capone, membro della commissione Affari sociali della Camera. Al termine dei lavori si darà l’avvio alla raccolta firme per la richiesta di modifica del regolamento regionale per il Riordino ospedaliero e la nascita degli “Ospedali riuniti dell’arco jonico”, operazione questa promossa dal Pd di Casarano e sostenuta da numerose segreterie locali, al fine di creare un’unica struttura di primo livello tra gli ospedali di Casarano e Gallipoli.

Patù – Si è tenuta il 5 gennaio a Patù, presso Palazzo Pedone, la” festa del donatore” organizzata da Avis, per condividere con la comunità il traguardo raggiunto nel 2017: “Abbiamo chiuso l’anno con 112 donazioni, non era mai successo a Patù e questo risultato è motivo di orgoglio per tutto il paese”: a parlare è il presidente dell’associazione Iwano De Solda, premiato dall’Amministrazione comunale il 27 dicembre scorso per il suo impegno sociale e associazionistico.
“E’ stato un anno davvero importante per la nostra associazione e se siamo riusciti a raggiungere questo risultato è stato grazie all’impegno di ognuno di noi – rileva il presidente – ogni goccia di sangue rappresenta il dono più grande che possiamo fare a chi vive nella difficoltà e nella malattia. Spesso non ci rendiamo conto di come un semplice gesto possa cambiare la vita a qualcuno gratificando noi stessi. L’auspicio, per il 2018, è quello di festeggiare altri ambiziosi traguardi. Questa festa è stata un nuovo punto di partenza, un modo per sensibilizzare chi ancora non fa parte della nostra comunità di donatori e ringraziare chi invece ci ha sempre sostenuto sposando la nostra causa e dando un concreto contributo”.
In merito al riconoscimento ottenuto per il lavoro sociale svolto nel 2017 aggiunge: “Salire sul Podio delle eccellenze 2017 del Comune di Patù è stato un onore e uno stimolo per fare meglio. Il premio simbolico che abbiamo ricevuto ci riempie di orgoglio e appartiene ad ogni donatore Avis della nostra piccola comunità”.

Ha collaborato Luana Prontera

Alessandra Boccardo

Nardò – “Non procrastinabili” la dotazione di una nuova apparecchiatura Tac (tomografia assiale computerizzata) essendo quella in attività “è logorata da intenso utilizzo” e l’assegnazione al servizio di personale medico necessario. Inoltre, sempre “nello spirito del Protocollo d’intesa a suo tempo sottoscritto da Regione, Asl e Comune di Nardò” non siano ulteriormente rinviate l’attivazione del servizio di Chirurgia vascolare; la realizzazione dell’Unità di degenza territoriale in sostituzione del reparto di Lungodegenza (destinato ad essere attribuito a struttura ospedaliera);   della Residenza sanitaria assistita e del Suap (Centro risvegli). E’ questo il pro memoria inviato oggi alla direttrice generale dell’Asl, Silvana Melli, e al direttore del Presidio territoriale di assistenza (Pta), collocato nell’ex ospedale “San Giuseppe – Sambiasi”, Oronzo Borgia, neretino. Lo firmano la coordinatrice di Articolo 1, Alessandra Boccardo, e il consigliere comunale Roberto My. I promotori fanno riferimento ad un convegno pubblico di prima di Natale sul rilancio del Pta e, oltre a ribadire l’esigenza di potenziare e migliorare l’offerta sanitaria del Poliambulatorio neretino, riconoscono comuque l’impegno manifestato finora  dai vertici Asl e del direttore Borgia.

“Chiediamo, pertanto a voi – concludono i firmatari in rappresentanza del soggetto politico che rappresentano – di voler profondere ogni impegno al fine di dare corso agli interventi richiesti, nel convincimento che il settore pubblico abbia il compito di offrire servizi sanitari ai cittadini in grado di rendere effettivo per tutti il diritto alla salute”.

Casarano –  Applicazione di soluzioni innovative per il trattamento di fanghi prodotti dai depuratori civili per il riutilizzo in agricoltura: il progetto – che contempla il “Fitorimedio” – proposto dal Comune di Casarano, è stato finanziato con 570mila euro dalla Regione e riguarda il depuratore al servizio della città e di Matino e Taviano. Il fitorimedio è una tecnologia verde che utilizza piante per bonificare l’ambiente. Comprende in particolare la stabilizzazione dell’ambiente o la rimozione sia di inquinanti organici (per esempio pesticidi) che di metalli pesanti. Nel caso di inquinanti organici si utilizzano piante in grado di tollerarli, assorbirli, metabolizzarli e renderli meno tossici.

Nel caso specifico, di cui dà notizia il Comune con riferimento ad una deliberazione regionale del 28 dicembre scorso, la proposta sperimentale ha come obiettivo “il risanamento e/o abbattimento dei contaminanti tossici per la salute umana presenti nei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque civili. Dal Comune, oltre alla naturale soddisfazione, si fa notare che nell’elenco degli interventi ammessi al finanziamento (Por 2014-2020, azione 6.4. finalizzato anche al risparmio idrico e riabilitazione dei corpi idrici degradati) composto da sette destinatari su 13 manifestazioni d’interesse pervenute a Bari, “Casarano è l’unico Comune finanziato: gli altri sono Irsa-Cnr, Acquedotto pugliese e Università, insieme a partners”.

“Sono molto soddisfatto di questo finanziamento – commenta il Sindaco Gianni Stefàno – per gli obiettivi che con questo progetto ci siamo proposti di raggiungere, e per questo ringrazio i tecnici che lo hanno curato. Ci inorgoglisce  essere stati l’unico Comune ad essere finanziato. Questo prova una alta  attenzione dell’Amministrazione comunale verso le problematiche ambientali”.

Gallipoli – Motori diesel che improvvisamente si spengono, mezzi di soccorso chiamati ad intervenire e ricoveri in officine di riparazione. E sempre con la stessa diagnosi: il sistema di alimentazione del motore intasato o bloccato. Centinaia, forse migliaia gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che tra Natale e i primi giorni dell’anno hanno chiesto l’intervento del meccanico lamentando incresciosi problemi alla vettura. La diagnosi – questo il dato curioso e sconcertante allo stesso tempo, è risultata essere “guasti all’alimentazione e filtri intasati”.

Sono gli stessi meccanici a certificare che il danno è stato causato dal cosiddetto “gasolio sporco” nel serbatoio. Così sono partiti i controlli della Guardia di finanza, che già in passato aveva scoperto irregolarità in una trentina di impianti di distribuzione in Puglia, sequestrando 3.900 litri di carburante. La prima replica è di Eni, la statale Ente nazionale idrocarburi: «Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto (foto) rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso – fa sapere la società d bandiera – approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti».

Il presidente provinciale di Federconsumatori Lecce, Antonio Moscaggiuri, dà qualche consiglio ai malcapitati automobilisti: «Innanzitutto è necessario dar prova che il danno subito sia stato causato dal cosiddetto ”gasolio sporco”. Questa certificazione può essere richiesta alla stessa officina che ha effettuato la riparazione. Altro aspetto fondamentale è provare presso quale distributore abbiamo effettuato il rifornimento di carburante. La prova può essere data, ad esempio, dalla stessa ricevuta rilasciata dal rifornitore o essere ricavata in caso di pagamento effettuato con bancomat o carta di credito». Queste dunque le “premesse” da allegare alla richiesta di rimborso, da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a distributore e compagnia petrolifera.

Analoga reazione da parte di “Codici Puglia”, associazione che si occupa di tutela dei diritti dei cittadini e che sta avviando una “azione collettiva”, cioè una class action. Tramite l’avvocato Stefano Gallotta (foto), “Codici” fa sapere che verrà richiesto senz’altro “il rimborso delle spese di riparazione sostenute e il risarcimento di tutti i danni sofferti dagli automobilisti, rivolgendo le legittime pretese, in prima istanza, ai gestori delle pompe di benzina e alle compagnie petrolifere coinvolte, per aver illegittimamente somministrato carburante inidoneo. I consumatori, che solitamente non conservano lo scontrino dopo aver fatto rifornimento, possono comunque dimostrare di aver fatto rifornimento, ad esempio grazie alle prove testimoniali oppure attraverso l’esame dei filmati delle telecamere”. Va ricordato che in alcuni casi i costi per le riparazioni dell’automobile hanno superato i mille euro.

 

Casarano – Non c’è nessun rapporto tra Chirurgia pediatrica trasferita a Lecce e il caso della bimba con problemi respiratori. Il Sindaco di Casarano ha denunciato fatti non veri. Evidenti i danni all’immagine dell’Asl di Lecce e della Regione per la cui tutela si procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria. Questo il succo della pronta replica della direzione generale dell’Asl, a firma del direttore del Dipartimento Politiche della salute, Giancarlo Ruscitti, e del direttore sanitario dell’Asl, Antonio Sanguedolce (Qui l’articolo di ieri).

La denuncia del Sindaco portata in Procura dall’Asl. Oltre a preannunciare azioni legali e la “riserva di costituirsi parte civile verso quanti si siano resi responsabili di eventuali reati”, la dettagliata nota ricostruisce punto per punto quanto accaduto nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorsi, qui riportato integralmente: “Quanto scritto relativamente al caso della piccola ricoverata a Casarano, non corrisponde a verità. Il sindaco di Casarano ha quindi denunciato fatti non corrispondenti al vero, poi raccolte senza le necessarie verifiche e pubblicate. La falsa rappresentazione dei fatti sarà sottoposta alla Procura della Repubblica di Lecce per quanto di competenza. La relazione del direttore facente funzioni dell’unità operativa di Rianimazione dell’Ospedale di Casarano, dott. Francesco Mosticchio, rende chiaro che il caso è stato preso in carico tempestivamente dall’Unità operativa di Rianimazione e che nulla ha a che fare questa vicenda con il trasferimento in corso dell’Unita operativa di Chirurgia pediatrica, oggetto di contestazione da parte del sindaco di Casarano. Si ricorda che il Tar di Lecce ha respinto la domanda giudiziaria del Comune di Casarano, intesa a bloccare il trasferimento del reparto di Chirurgia Pediatrica all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. È chiaro il tentativo del sindaco di Casarano di danneggiare l’immagine della Asl di Lecce e della Regione Puglia narrando ai mass media fatti difformi da quelli realmente accaduti”.

“Ecco come sono andate realmente le cose”. Continua la nota ufficiale: “Questi i fatti riferiti dal dottor Mosticchio. La sera dello scorso 2 gennaio la bambina coinvolta nella vicenda presentava a casa la comparsa di tosse accompagnata da lamento senza altri sintomi. La mattina presto del 3 gennaio è stata trovata dai genitori in stato di coma con convulsioni. Accompagnata direttamente con mezzo proprio al pronto soccorso di Casarano, dal triage di accettazione risultava: rosso-molto critico, con diagnosi di crisi convulsiva con perdita di coscienza. Veniva pertanto allertato il rianimatore di turno che alle 07:29, esattamente dopo cinque minuti dall’arrivo in pronto soccorso e quindi immediatamente, disponeva il ricovero urgente. Appena stabilito il percorso di cura, essendo il reparto di rianimazione pieno con pazienti in soprannumero (5), sono state contattate le Rianimazioni di altri Presidi ospedalieri, ottenendo la disponibilità di un posto letto in Rianimazione a Gallipoli. Si è quindi organizzato il trasferimento a Gallipoli di un paziente adulto con problematiche esclusivamente respiratorie, condividendo con i familiari tale scelta, considerando che a Gallipoli vi è anche la consulenza specifica pneumologica e liberando quindi un posto letto in Rianimazione a Casarano per la piccola paziente. La piccola si trova quindi attualmente regolarmente ricoverata presso il reparto di Rianimazione di Casarano, dove viene adeguatamente assistita con piena disponibilità di tutti i presidi necessari all’assistenza intensiva. Ad oggi le condizioni cliniche della paziente sono in miglioramento”.

“Nessuna fase dell’assistenza alla piccola poteva riguardare Chirurgia pediatrica”. Questa la conclusione della radicale smentita: “Dalla relazione, quindi, si evince che nessuna delle fasi di assistenza alla piccola paziente ha riguardato patologie trattabili presso il reparto di Chirurgia Pediatrica recentemente trasferito. Di qui la decisione di Regione e Asl di procedere a denunziare i fatti all’Autorità giudiziaria con riserva di costituirsi parte civile verso coloro che si saranno resi responsabili di eventuali reati”.

 

Casarano – È scontro aperto sulla comunità riabilitativo-assistenziale psichiatrica per pazienti autori di reato ad elevata complessità (Crap dedicata) che dovrebbe sorgere in via Agnesi a cura di un imprenditore privato. Dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale della modifica al regolamento di igiene e sanità che impedisce l’istituzione di tali strutture entro i 500 metri da scuole ed altre aree sensibili, infuria la polemica. L’Amministrazione ha inteso in tal modo rispondere alle richieste di tutela e maggiore sicurezza da parte del comitato dei cittadini residenti in via Agnesi.

Già nel corso dei lavori del Consiglio comunale ultimo si erano registrate scintille sul delicato argomento. «La proposta di deliberato – ha dichiarato in Consiglio comunale Attilio De Marco (Pd), che ha abbandonato l’aula al momento del voto per incompatibilità – è illegittima e non mancheranno le sedi in cui ciò verrà accertato. Le aree sensibili sono state individuate sulla base della legge regionale 43 del 2013, che però si occupa di case da gioco d’azzardo e non di strutture socio sanitarie». Inoltre il circolo locale di Articolo 1 ha accusato l’Amministrazione comunale di voler “ghettizzare” i destinatari finali del servizio. Perplessità e dubbi che sono venuti anche da altre parti, tanto da portare Palazzo dei domenicani a fare due lunghi e articolati comunicati nel giro di 24 ore per chiarire la vicenda.

«Nessuna ghettizzazione – ha precisato il Sindaco Gianni Stefàno – riteniamo, piuttosto, di avere adottato un provvedimento che persegue finalità di carattere generale e di utilità pubblica. Noi vogliamo che queste specifiche persone possano stare in delle strutture adeguate che consentano loro il giusto percorso di recupero e reinserimento sociale, con l’adeguata attenzione a tutela della loro salute e della salute di tutti cittadini, delle famiglie, dei bambini e degli anziani».

«Vorremmo far presente – aggiungono dal comitato dei residenti di via Agnesi – che l’attuale comunità opera nella sede di via Agnesi da 12 anni e che abbiamo convissuto e fraternizzato con gli ospiti della struttura, che sono diversi da quelli previsti per la Crap dedicata. La libertà di impresa è sacrosanta, ma non deve collidere con la sicurezza e la tranquillità. Riteniamo che il provvedimento dell’Amministrazione, che peraltro non siamo stati noi a suggerire, vada in questa direzione».

 

Casarano – Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio scorsi i genitori di una bimba di 2 anni sono arrivati trafelati in ospedale: la piccola era in preda ad un a crisi respiratoria, urgeva un intervento per evitare il peggio.

“Non siamo operativi”, la risposta da Lecce. Dopo un primo comprensibile momento di confusione (essendo il reparto di Pediatria chiuso), i medici del Pronto soccorso si sono dati da fare intanto per chiedere lumi al “Fazzi” di Lecce dove sono finiti apparecchi e strumenti proprio un giorno prima, secondo il piano che accorpa a Lecce la Pediatria in un unico Polo per il Sud della Puglia. Anestesisti e infermieri si sono sentiti rispondere che il reparto del capoluogo non era ancora operativo e che quindi se la dovevano cavare da soli. Così è stato e alla fine la bimba è tornata a respirare regolarmente, un po’ come tutti i presenti alla rischiosa situazione.

Una grave situazione che riaccende la contesa. La pesante contraddizione, che rientra nel piano regionale di riordino ospedaliero, non poteva sfuggire a quanti sono in trincea non tanto sul destino di Pediatria (con annessi Chirurgia pediatrica e punto nascite), quanto sulla classificazione del nosocomio casaranese, al momento presidio di base (mentre il “Sacro Cuore” di Gallipoli è ospedale di primo livello). “Questa mattina – scrive il Sindaco Gianni Stefàno – ho scritto ai Nas (nucleo anti sofisticazioni) dei carabinieri, ndr) di Lecce per sollecitare, ancora una volta, il loro intervento. Ho inviato la nota per conoscenza anche a Sua eccellenza il Prefetto di Lecce. Nella nota di oggi ho segnalato il gravissimo episodio verificatosi presso l’Ospedale di Casarano nella notte tra il due e il 3 gennaio scorso. È inconcepibile quanto si è verificato. Non si può rischiare la vita di una bambina di due anni in conseguenza di un intempestivo trasferimento di reparti”. Dopo aver richiamato la tappa del ricorso presentato al Tar e che sarà discusso nel merito a fine febbraio, il primo cittadino afferma che “qualcuno si dovrà assumere le responsabilità della anticipata attuazione di quel Piano, anche in assenza delle autorizzazioni e certificazioni previste dalla legge”.

“Mancano autirizzazioni e certificazioni” la tesi del Sindaco. Stefàno ricorda i vari interventi effettuati in materia nelle ultime settimane: il 22 dicembre “ho scritto al Direttore generale dell’Asl di Lecce e a tutti gli altri soggetti interessati, per chiedere l’annullamento in autotutela di tutti gli atti che comportano il trasferimento di reparti dall’Ospedale di Casarano verso gli Ospedali di Lecce e di Gallipoli, in assenza delle autorizzazioni e certificazioni necessarie. Circostanza, quest’ultima, attestata dalla stessa Asl di Lecce”. Nel successivo 28 “avevo segnalato l’assenza delle autorizzazioni e certificazioni e chiesto l’intervento dei Nas di Lecce, col fine di tutelare la salute dei pazienti e degli operatori sanitari”. Mentre l’Asl procedeva sul cammino prefissato, “l 2 gennaio scorso le apparecchiature e tutte le attrezzature del reparto di Casarano sono state smontate alla presenza di Polizia, Guardia di finanza e Carabinieri presenti materialmente sul posto per garantire lo spostamento”.

Stoccata al Sindaco Minerva, critico per l’intervento dei Nas al “Sacro Cuore” chiesto da Stefàno. Infine, Stefàno lancia un nuovo attacco al Sindaco di Gallipoli. “l Sindaco di Gallipoli, che ha scritto oggi un post sulla sua pagina Facebook (e nei giorni precedenti su Piazzasalento, ndr) a seguito di un controllo dei Nas presso l’Ospedale di Gallipoli, voglio fare notare che davanti a fatti gravissimi come quello della bambina dell’altra notte non è proprio il caso di fare politica. Che avevo chiesto l’intervento dei Nas era un fatto già reso noto, non vedo dove sia la sorpresa”, rimarca il Sindaco casaranese. Che conclude sostenendo che “qui non si tratta né di alimentare, come dice lui, una guerra tra paesi, che non c’è, né di trincerarsi dietro la difesa di un ospedale di primo livello solo perché si è amici del Presidente di turno”.

L’iniziativa politica del Pd pro Ospedali riuniti Gallipoli-Casarano. Non demorde neanche il partito democratico. Nell’ambito di un incontro formativo proprio sulle politiche sanitarie che si terrà domenica 7 gennaio in via Padova, dove si trova la sede del Pd, si lancerà una raccoltà di forme a cui tutto il territorio è chiamato a rispondere. L’obiettivo è resuscitare l’intesa che era stata stilata nel giugno scorso e poi ripresa in ottobre con l’obiettivo di creazione un unico polo ospedaliero su due plessi, in grado di rispondere al meglio alle richieste della popolazione dell’arco jonico. A questo documento sono  poi arrivate le convergenze di numerosi circoli pd: Acquarica del Capo, Collepasso, Ruffano, Suupersano, Taurisano, Racale, Taviano, Alliste, Matino, Melissano, Ugento. Il segretario dei dem, Gabriele Caputo, invita tutte le associazioni della città a rispondere in massa sottoscrivendo la petizione.

Torre San Giovanni (Ugento) – Un tuffo per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto a quello nuovo. Con la promessa di importanti novità per la fine del 2018, già in preparazione, almeno a livello di elaborazione mentale. Per il secondo anno consecutivo, l’associazione Officina turistica Ugento

ha organizzato il “Tuffo di fine anno” nelle acque di Torre San Giovanni. Il pomeriggio del 31 dicembre una quindicina di persone si sono ritrovate sulla spiaggia antistante il villaggio “Poseidone” e, con un bagno fuori stagione, hanno brindato al nuovo anno.

“Per la fine del 2018 – spiega il presidente dell’associazione, Manolo Perruccio – stiamo organizzando qualcosa di ancora più particolare, considerato l’interesse che questa nostra iniziativa ha suscitato in questi due anni. È un modo diverso dal solito per brindare alla chiusura del vecchio anno e all’arrivo del nuovo, per salutare ciò che ci stiamo lasciando alle spalle e attendere ciò che il futuro ci riserverà. Abbiamo intenzione di coinvolgere anche i paesi vicini, contattando diverse associazioni, per fare in modo che la nostra iniziativa diventi un appuntamento fisso per Ugento e per le località limitrofe e coinvolga sempre più persone”.

 

Nardò – Nuovo attacco della opposizione democratica all’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Mellone. Al centro questa volta la condizione dell’asfalto stradale, delle strisce che regolano la circolazione ed il programma annunciato (15 strade da rifare completamente) e poi lasciato lì. A firmare la reprimenda è il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano che ad una circostanziata nota allega anche foto con buche piene d’acqua piovana. “Sono bastati due giorni di lieve pioggia per far comparire lungo le strade cittadine buche di dimensioni notevoli, che oltre a rappresentare un vero e proprio pericolo per pedoni, ciclisti, motociclisti e disabili – rileva Siciliano – procurano ingenti danni ad automobili e veicoli in generale, causando, dunque, sinistri e conseguenti contenziosi a carico del Comune di Nardò”. Oltre al manto stradale, si segnalano “tombini lasciati aperti, banchine colabrodo, strade non asfaltate interamente allagate per giorni e fognatura inesistente (via Pisanelli, via Lezzi, via Bardoscia solo per citarne alcune in zona Pagani). Se si rivolge lo sguardo alle marine, poi, si tocca l’apice del malgoverno: tra S. Isidoro e Torre Squillace l’abbandono è ormai una realtà”.

A proposito delle strade da asfaltare Siciliano afferma che “abbandonare definitivamente ogni tipo di programmazione in tal senso mi sembra uno schiaffo alla dignità dei neretini che pagano le tasse davvero troppo sonoro: con il solito manifesto, sette mesi fa,  il Sindaco pro tempore comunicò che a distanza di poco tempo sarebbero state asfaltate circa 15 strade: invito tutti a prendere visione di quante, di quelle quindici strade, siano state realmente asfaltate”. Nessuna traccia poi di “nuove reti fognarie, a parte il collettamento della fogna di Porto Cesareo a quella di Nardò che attende ancora di essere fermato dai carri armati di Melloniana memoria”.

Fanno da contraltare, secondo il consigliere dem, “i soldi che si spendono e spandono quattrini pubblici in incarichi legali a pioggia per amici e parenti di rappresentanti politici, bagni pubblici d’oro per oltre 4.000 euro al mese, uno staff del Sindaco da oltre 200mila euro in cinque anni e tante altre prebende in patrocini e collaborazioni ad eventi di dubbio gusto”. Conclusione: “È la rivoluzione-imbroglio che si smaschera autonomamente giorno dopo giorno”.

Giuseppe Verardi

Nardò – Cinque interventi per rendere maggiormente accessibili le spiagge della marina neretina di Sant’Isidoro. Li ha progettati il Comune di Nardò che li ha visti approvare dalla Giunta comunale nei giorni scorsi: li finanzierà l’Area marina protetta di Porto Cesareo. Si tratta di opere di “ingegneria naturalistica e riqualificazione costiera finalizzate alla riduzione delle barriere architettoniche, al recupero e alla rinaturalizzazione di alcune aree a Sant’Isidoro e Lido dell’Ancora;, previste dal progetto Less Barrier. Il primo degli interventi è previsto a Lido dell’Ancora e consentirà la realizzazione di una barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti in pietra esistenti e la realizzazione di una pedana in legno per accessibilità e fruibilità della spiaggia. Il secondo sarà realizzato alla spiaggetta di San Nicola per le stesse modalità e finalit come per la terza opera a Sant’Isidoro. Il quarto intervento prevede il completamento della delimitazione e della protezione del cordone dunale della spiaggia di Sant’Isidoro (lungomare Cristoforo Colombo); l’ultimo sarà il rinforzo della barriera verde a protezione della spiaggia, la demolizione dei manufatti esistenti e il prolungamento della pedana in legno. Le criticità e quindi gli interventi necessari sono stati individuati dall’Area funzionale n. 1 del Comune di Nardò e dal consigliere comunale Giuseppe Verardi, delegato alla pesca e alle risorse del mare nonché ai rapporti con i residenti di Sant’Isidoro.

I fondi provengono dal bilancio del consorzio dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, ente di cui fa parte anche Nardò. I relativi progetti hanno il parere favorevole degli uffici Urbanistica e Paesaggio del Comune di Nardò, della Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio, del Servizio Demanio costiero e portuale della Regione Puglia e l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Comune di Nardò, consegnatario delle aree demaniali interessate dagli interventi, coordinerà le operazioni. “Il tratto di costa interessato – dice il consigliere Verardi – ha urgente bisogno di interventi come quelli preventivati, sia per un discorso generale di tutela e riqualificazione delle spiagge, sia per una esigenza di valorizzazione a fini turistici. Nel corso dei decenni in questa zona non si è intervenuto oppure lo si è fatto nel modo sbagliato. Il problema dell’accessibilità di queste aree ha reso un tratto di costa bellissimo il più delle volte non fruibile o non completamente fruibile”.

Casarano – Cinque stelle in campo, appena passate quasi tutte le feste. L’aria elettorale comincia a produrre le prime mobilitazioni dei concorrenti in campo. I “grillini” di Casarano annunciano una serie di incontri su temi che stanno “molto a cuore” del movimento. Gli incontri saranno moderati da Stefano Pennetta (foto) , attivista di “lungo corso” del Movimento 5 Stelle di Casarano, docente di Diritto ed economia al Liceo economico sociale . Il primo dei quattro appuntamenti raccolti sotto l’unico titolo di “Siamo Stato noi” e che si protrarranno per tutto il mese di febbraio, si terrà l’11 gennaio alle ore 18 presso il Sedile comunale. Si parlerà di “Tap (il gasdotto internazionale al centro di forti opposizioni popolari, con approdo a San Foca di Melendugno, ndr) e di difesa del nostro territorio” con tecnici e testimoni diretti, tra cui il portavoce comunale del movimento Giampaolo Falco , il presidente del Centro servizi volontariato, Luigi Russo, e un’attivista delle “Mamme no tap”, la signora Federica De Giorgi. “A questo – si legge in una nota del M5S – seguiranno altri eventi che vedranno tra gli ospiti i consiglieri regionali Cristian Casili, Rosa Barone e Antonio Trevisi.  Con loro e con i cittadini si parlerà di legalità, economia e olio d’oliva nell’ormai tradizionale appuntamento de ‘I Cunti te l’oju’. Con noi sarà presente l’immancabile e sempre attivo portavoce del Comune di Casarano, Enrico Giuranno”.

Lecce – Arrivano ad appena 48 ore dall’inizio del nuovo anno i primi provvedimenti adottati dalla Asl Lecce per far fronte alla grande richiesta di servizi sanitari negli ultimi giorni. Boom di chiamate alla Centrale operativa del 118 e Pronto soccorso presi d’assalto: il picco è stato registrato oggi, 2 gennaio, dovuto principalmente a patologie stagionali, in particolare legate all’influenza, con 233 richieste d’aiuto solo nella mattinata. Non si sono fatte attendere le contromisure, con due importanti interventi. Il Direttore del 118, Maurizio Scardia, d’intesa con il Direttore Sanitario ASL, Antonio Sanguedolce, ha messo in campo il Piano di potenziamento previsto in questi casi, affiancando le 25 ambulanze e le sei automediche già in dotazione con nove mezzi di soccorso supplementari messi a disposizione gratuitamente dalle associazioni di volontariato convenzionate. Inoltre i Pronto soccorso dovranno dare priorità ai pazienti giunti in ambulanza, proprio per rendere disponibili i mezzi di soccorso per ulteriori chiamate d’emergenza.

Come stabilito in precedenza per l’ospedale di Copertino, anche per il “Vito Fazzi” di Lecce e il “Veris Delli Ponti” di Scorrano è stato deciso il blocco temporaneo dei ricoveri ordinari (programmabili) in modo da rendere disponibili un maggior numero di posti letto per le patologie stagionali e influenzali. Uniche eccezioni per le emergenze e i pazienti neoplastici.

ASL Lecce raccomanda di far ricorso al 118 e recarsi al Pronto soccorso solo nei casi di necessità, in questo modo si evitano casi di sovraffollamento delle strutture, inutili attese e un uso improprio delle ambulanze che, così facendo, vengono sottratte a casi più complessi. E’ consigliabile inoltre rivolgersi ai medici di Medicina generale, ai pediatri di Libera Scelta e al servizio di guardia medica nelle situazioni di lieve entità o comunque meno gravi.

 

Parabita – Si chiude con un sogno realizzato il 2017 del Centro di solidarietà Madonna della Coltura onlus. Il “Giardino del sorriso” e il “Giardino dell’incontro”, due aree verdi attrezzate realizzate su un terreno adiacente alla casa di riposo, sono stati inaugurati lo scorso 18 dicembre e sono ora a disposizione dei suoi ospiti e di quanti – anche dall’esterno – ne vogliano usufruirne. Il Giardino del sorriso è uno spazio relax riservato ai malati d’Alzheimer: un percorso chiuso, per evitare che possano allontanarsi o incappare in pericoli, con piante aromatiche non nocive in caso di ingerimento, panchine e mille accortezze per far sì che gli ammalati possano trascorrere qualche momento all’aria aperta in tutta serenità. Il Giardino dell’incontro è, invece, un percorso ellittico alle pendici del campanile della Basilica della Madonna della Coltura, collegato con il cortile della chiesa stessa. Al suo interno cespugli con fiori di stagione, sedili e, presto, anche le icone per la recita del Rosario. Il terreno, di proprietà della Diocesi di Nardò-Gallipoli, è stato donato al Centro di Solidarietà in comodato d’uso, a riconoscimento anche del grande lavoro svolto in questi anni dalla struttura e dal presidente Fiorentino Seclì (foto). Per realizzare i due giardini sono stati impiegati i contributi derivanti dal 5×1000 del 2014, 2015 e 2016, insieme ai proventi di alcune iniziative organizzate dal Centro, per un totale di circa 40mila euro.

Gallipoli – Mentre si registrano i primi incidenti dovuti al maneggiamento di botti e petardi (a Surano un giovane di 25 anni è finito al Pronto soccorso per alcune schegge che lo hanno colpito vicino ad un occhio nella Notte di Natale), partono appelli e raccomandazioni. Ed anche una esplicita ordinanza di divieto di sparare fuochi d’artificio nella notte che apre al nuovo anno. A Nardò il Sindaco Giuseppe Mellone  ha impartito queste disposizioni: “A partire dalle ore 19 di domenica 24 dicembre e sino alle ore 7 di lunedì 8 gennaio non sarà consentito sul territorio comunale accendere, lanciare e sparare fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e simili”. Il divieto è contenuto nell’ordinanza n. 700 del 20 dicembre scorso, con cui si prova ad azzerare i rischi della consuetudine dell’accensione e del lancio di fuochi d’artificio nel corso degli ultimi giorni dell’anno. “In particolare, questa usanza implica il pericolo di danni alla incolumità delle persone e una serie di conseguenze per la quiete pubblica in ambito urbano e soprattutto in prossimità di scuole, uffici pubblici e luoghi aperti al pubblico. Com’è noto, i Comuni, in base alla vigente normativa, non possono vietare la vendita degli artifici pirotecnici quando si tratta di prodotti per i quali è consentita la commercializzazione, ma possono disciplinarne le modalità e i tempi di utilizzo”, si legge nella nota comunale sull’ordinanza.

Appello congiunto a Gallipoli della consigliera Caterina Fiore (foto) e del consigliere Vincenzo Piro. “Siamo in un periodo dell’anno molto particolare dove, specialmente a Gallipoli, si sente forte il richiamo della tradizione. I pupi, fiore all’occhiello della cultura tradizionale gallipolina, rappresentano dei micro-eventi molto attesi in ogni quartiere. Quest’anno però sentiamo il dovere di fare un appello alla cittadinanza e di spronare la collettività ad un festeggiamento responsabile e consapevole”. Cosa vogilano significare queste parole viene così esplicitato: “Nel rispetto di chi ci circonda – affermano Fiore (maggioranza) e Piro (indipendente, ex Gallipoli Futura) – invitiamo tutti a non acquistare o far uso dei cosiddetti botti di Capodanno al fine di non ledere la sensibilità sia degli animali che delle persone. Sappiamo tutti quanto un boato possa destare fastidio ai nostri amici a quattro zampe, per questo motivo chiediamo uno sforzo collettivo: abbandoniamo l’idea di un Capodanno rumoroso in favore di uno più rispettoso”.

Gallipoli – La carcassa di un capodoglio in avanzato stato di decomposizione è stata rinvenuta questa mattina in località Rivabella (foto). Lo spiaggiamento è stato segnalato agli uffici comunali, per gli adempimenti del caso, dalla Capitaneria di porto ed anche dal servizio apposito dell’Asl che ha richiesto di provvedere “con urgenza al fine di evitare i rischi igienico-sanitari”, alla rimozione e alla distruzione della carcassa. Gli uffici comunali hanno così individuato due ditte per le operazioni che comportano automezzi tecnicamente adatti.  Così, per il recupero e il trasporto del capodoglio l’incarico è stato affidato dalla ditta Montinaro Davide di Sannicola, in possesso di un mezzo cingolato e di una terna gommata per portare la carcassa dalla spiaggi al bordo della strada per una spesa di 1.098 euro. Per lo smaltimento vero e proprio la scelta è caduta, motivatamente, su di una impresa di San Pietro in Lama, la “Fratelli De Carlo”. In quest’ultimo caso i costi sono stati di 4.194,30 euro, tra chiamata d’urgenza e il peso di quel che resta del capodoglio.

Collepasso – Tre anni fa, nel giorno di Natale, moriva improvvisamente a 69 anni il prof. Salvatore “Totò” Ria (foto), storico docente di matematica e scienze della scuola media del paese. Noto era il suo impegno per il rispetto e la conservazione dell’ambiente, in particolare delle specie floreali tipiche delle Serre salentine, in cui cercava di coinvolgere con passione e competenza l’intera comunità e i suoi alunni con diverse iniziative. Meno nota, invece, la sua adesione all’Aido, l’associazione per la donazione degli organi. La più grande lezione di amore e generosità il prof. Ria l’ha impartita, infatti, subito dopo la morte con la donazione dei suoi organi: reni, fegato e cornee, espiantati presso l’ospedale di Casarano da équipe mediche specializzate, hanno permesso di ridare vita e “luce” ad altre persone, che gli saranno grate per sempre. La “fiaba del Natale di Totò”, titolò allora un blog locale nel riportare la notizia del docente che non solo “inseguiva orchidee e muretti a secco” sulle colline di Sant’Eleuterio, ma che aveva ridato gioia e vita a tre trapiantati e alle loro famiglie con l’estremo e nobile gesto della donazione dei suoi organi. Dopo la sua scomparsa, l’Aido ha voluto intitolare al prof. Ria il Gruppo di Collepasso.

Per ricordarlo, il Gruppo Aido ha indetto un concorso a lui intestato e riguardante la donazione e il trapianto degli organi. Il concorso è rivolto agli studenti della terza media e delle classi quarte e quinte dell’Istituto tecnico economico “De Viti De Marco” di Casarano, filiale di Collepasso. I due primi premi dell’importo di € 250 sono finanziati dal generoso contributo della vedova insegnante Matilde Fiore, docente presso la locale scuola primaria.
Grazie alla collaborazione delle due dirigenti scolastiche Maria Grazia Cucugliato e Francesca Conte, si è tenuto prima di Natale (foto), presso l’auditorium dell’Istituto tecnico, un incontro informativo con le classi interessate. Hanno presentato l’iniziativa Donato Fracasso, presidente del Gruppo Aido, Luigi Ria, dirigente medico dell’ospedale di Gallipoli, e Luigi Gianfreda, medico di base in pensione. Un incontro particolarmente interessante ed emozionante, che ha registrato diversi interventi degli studenti e le testimonianze di due trapiantati di Collepasso: Elio Piscopo e il giovane Luca Bonatesta, che pochi mesi fa ha ricevuto in donazione un rene dalla madre.

Nardò – “Le nuove fototrappole arrivano al momento giusto – commenta l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – perché dopo aver ripulito le strade dai rifiuti, ora possiamo monitorarle con un numero di fototrappole più ampio e quindi con maggiori possibilità di incastrare gli sporcaccioni. Il territorio è grandissimo e questi strumenti non sono mai sufficienti, ma contiamo sull’effetto dissuasivo che possono fare”: forse arrivano anche nel periodo più giusto, quello delle festività, con una produzione assolutamente extra di scarti di ogni tipo le videocamere ai cui “occhi” si affidano quanti vorrebbero vedere il proprio territorio senza cumuli di immondizie in tanti posti delle campagne soprattutto. Continua l’assessore Natalizio: “Un intervento straordinario, finanziato con 25mila euro dalla Regione Puglia sulla base di un’apposita ordinanza del presidente Michele Emiliano alla fine della scorsa estate, cui ora serve dare continuità con l’adeguata attività di monitoraggio consentita dalle fototrappole e con la conseguente azione sanzionatoria nei confronti degli sporcaccioni. Una strategia che sino ad ora ha dato buonissimi frutti”.

Dall’inizio dell’anno le apparecchiature elettroniche impiegate dal Corpo di Polizia locale di Nardò, guidato dal comandante Cosimo Tarantino, hanno “incastrato” 70 persone (non tutte della città) intente a commettere un vero e proprio reato ambientale. Per molti di loro, in seguito alle verifiche effettuate, è poi scattata la segnalazione per il mancato pagamento della Tassa sui rifiuti, a conferma che quanti gettano dove capita i rifiuti (spesso gli “ingombranti”), lo fanno proprio perché non pagano la Tari. Le telecamere di ultima generazione in funzione finora, sono autoalimentate e dotate di memoria rimovibile e sensori notturni.

Si tratta di quattro nuovi “occhi elettronici” che, come richiesto dall’Amministrazione comunale, “Bianco Igiene Ambientale” ha acquistato e messo a disposizione ora della Polizia locale per le attività di monitoraggio e prevenzione dei reati ambientali. Altri otto saranno consegnati a gennaio per un problema di approvvigionamento del fornitore.
“Una novità di estrema importanza – si sottolinea in una nota del Comune – come ha dimostrato il risultato dell’intervento di pulizia e rimozione dei rifiuti abbandonati sui cigli stradali, completato nei giorni scorsi dopo tre mesi di intenso lavoro. L’ingente quantità di rifiuti individuata e raccolta sul territorio neretino rende assolutamente necessaria un’azione ancora più stingente contro chi sfregia l’ambiente e il paesaggio”.

Voce al Direttore

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C’era una volta un orco, ovviamente mostruoso come vuole l’antica tradizione romana. Compariva invariabilmente – sarà stato un maleficio – non appena qualcuno accennava...