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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Gallipoli – La puntata di Superquark di oggi, mercoledì 18 luglio alle 21.25 affronterà il problema del “Disseccamento rapido dell’olivo” determinato dal batterio da quarantena Xylella fastidiosa. La popolare ed accreditata trasmissione di Piero Angela si sofferma sul dramma che sta vivendo da ormai cinque anni l’olivicoltura salentina e, da qualche tempo, anche brindisina e barese (marginalmente).

Questo un passo del comunicato pubblicato dall’Ufficio stampa della Rai: “Un’incredibile catena di errori ha trasformato la Xylella fastidiosa in una minaccia per gli ulivi di tutto il Mediterraneo”. gli inviati sono i giornalisti Giovanni Carrada e Rossella Li Vigni, che sono andati a vedere gli uliveti e a parlare con i ricercatori.

Domani invece dovrebbe giungere in Puglia il ministro delle Risorse agricole, Gian Marco Centinaio, come conferma una nota della Regione. Il ministro sarà a Bari e poi nel Salento, in particolare nella zona di Gallipoli ed a sud della città, dove si sono riscontrate le prime presenze della Xylella. .

Sabato 21 luglio, infine, in un uliveto secolare nelle campagne di Tiggiano, al tramonto (ore 19), si terrà il primo evento organizzato da “Save The Olives”, organizzazione no profit presieduta dall’imprenditore di Andria, Pietro Petroni. e nata con lo scopo di concentrare le forze di chi sta lottando contro la xylella. Si tratta di un concerto dei cameristi del Teatro “La Scala” di Milano. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione di opinion leader, stampa, stakeholders e attori del territorio e di sensibilizzare il pubblico sul tema e a raccogliere fondi sulla ricerca.

Nardò – Il servizio di trasporto dei braccianti dal campo di accoglienza fino al posto di lavoro (su questo aspetto si registra la mancata indicazione dei campi coltivati da parte delle aziende); il servizio mensa: sarà su questi due problemi da risolvere la prossima riunione in Prefettura sul caporalato. Il servizio mensa in particolare era uno dei nei rilevato già in precedenza dal sindacato Flai Cgil che oggi rileva ancora: “Ai lavoratori è fatto divieto di consumare pasti all’interno delle stanze loro assegnate eppure manca un servizio mensa adeguato e ciò scoraggia i migranti a fermarsi nel villaggio”. Nella Foresteria montata a fine agosto 2017 sono attualmente ospitati 50 lavoratori contrattualizzati e 67 iscritti alle liste dei Centri per l’impiego su circa 300 posti letto.

Questo pomeriggio in Prefettura si è tenuto il “Tavolo permanente” previsto dal Protocollo di intesa in materia di lavoro stagionale in agricoltura nei territori di Nardò e dei Comuni vicini, sottoscritto il 28 luglio 2017. All’incontro hanno partecipato il prefetto Claudio Palomba, il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, rappresentanti di Regione, Provincia, Asl, Spesal, Inps, Protezione civile, Cir, Caritas, associazioni del Terzo settore, organizzazioni datoriali e sindacali.

“La macchina organizzativa, nonostante gli incontri succedutisi fin da febbraio, alla fine non ha sortito effetti tempestivi sul piano dei servizi. La campagna delle angurie – ha rimarcato la segretaria provincia della Cgil, Valentina Fragassi – è in pieno svolgimento e volge quasi al termine e noi siamo ancora qui a ragionare delle condizioni di accesso al villaggio di accoglienza. Fermo restando il grande impegno della Prefettura, che ringraziamo per l’attività di coordinamento del tavolo, spiace constatare come i problemi del 2018 siano sostanzialmente identici a quelli del 2017: ossia l’assenza dei servizi di mensa, trasporto e mercato del lavoro; esattamente ciò su cui prospera il caporalato. Registriamo migliori condizioni di accoglienza, ma anche una gestione contorta e regolamentata in maniera a noi formalmente ancora sconosciuta; siamo ancora a ragionare di servizi relativi a mercato del lavoro, trasporti e mensa. Con parti datoriali e istituzioni vogliamo rafforzare il percorso segnato dalla legge sul caporalato (la 199/2016): per questo tavoli come quello prefettizio devono servire a fare dei passi in avanti».

Con un suo camper il sindacato è in giro da settimane per cui, con la responsabile Monica Accogli, ha un punto di osservazione privilegiato: “Grazie ad “Ancora in campo” abbiamo potuto incontrare decine di migranti a cui l’accesso al campo (riservato ai lavoratori contrattualizzati o iscritti alle liste dei Centri per l’impiego, ndr) è precluso. Vivono a ridosso del villaggio o in giacigli di fortuna. E abbiamo visto imprenditori che hanno reclutato lavoratori proprio tra i migranti esterni al campo di accoglienza. Per questo motivo auspichiamo un maggiore intervento dell’Ispettorato del Lavoro e delle forze dell’ordine». Apertura e disponibilità sono emerse dal Comune e dalla Prefettura circa la mensa e l’assegnazione di uno spazio ad associazioni e sindacati. “Dissentiamo dal primo cittadino quando dice che il villaggio di accoglienza va chiuso al 31 agosto: spesso la campagna di raccolta prosegue ben oltre – sottolineano i sindacalisti – arrivando fino ai primi di dicembre. Abbiamo il dovere di garantire condizioni di vita dignitose ai braccianti finché questi saranno impegnati nella raccolta».

 

 

 

Casarano – Ritorno a casa in veste di esperta per la ricercatrice Annalena Venneri che martedì 17 luglio, alle 19.30 nel chiostro comunale, sarà a Casarano invitata dalla commissione comunale Pari opportunità, per un incontro sul tema delle problematiche dell’Alzheimer. La professoressa Venneri è ordinario di Neuropsicologia presso la clinica traslazionale dell’Università di Sheffield e specialista in neurologia comportamentale delle demenze nonché responsabile per la clinica della memoria per l’ospedale universitario della stessa città inglese. Dopo aver frequentato il liceo classico a Casarano, la Venneri ha studiato medicina all’Università di Modena e psicologia alla Università di Padova conseguendo un master a Padova e il dottorato nel Regno Unito oltre a numerosissimi incarichi professionali, accademici e clinici e ad un lungo elenco di pubblicazioni. Sono sue alcune importanti ricerche che di recente hanno gettato nuova luce sui meccanismi alla base della malattia dell’Alzheimer.

 

Gallipoli – Ad annunciarlo sulla sua pagina Facebook domenica 15 luglio è il governatore Michele Emiliano: la Regione Puglia ha acquistato e distribuito 200 sedie “Job” con cui i disabili potranno accedere alle spiagge. Si tratta appunto di sedie da mare per disabili, costruite con materiali resistenti all’acqua marina, che permettono l’accesso alla spiaggia e la balneazione a persone con disabilità.

Il nome “Job” proviene dal simpatico acronimo campano “Jamme ‘o bagno”. «Il tramonto su alcune spiagge pugliesi sarà più libero – ha scritto Emiliano – e i disabili potranno accedere alle spiagge libere gestite dalle amministrazioni locali. Il numero di sedie Job distribuite ad ogni Comune – conclude il governatore – è proporzionato alla lunghezza delle coste di ciascun Comune costiero». La notizia non arriva in una data a caso ma proprio nel giorno in cui a Roma e altre città italiane si celebra il “Disability Pride”, un’iniziativa nata per portare tra la gente i temi riguardanti il mondo della disabilità.

Di seguito i Comuni della provincia di Lecce beneficiari e, tra parentesi, il numero di sedie assegnate: Lecce (4), Trepuzzi (2), Squinzano (3), Vernole (2), Melendugno (4), Otranto (7), Santa Cesarea Terme (3), Castro (2), Diso (1), Andrano (1), Tricase (2), Tiggiano (1), Corsano (1), Alessano (1), Gagliano del Capo (3), Castrignano del Capo (2), Patù (1), Morciano di Leuca (1), Salve (2), Ugento (3), Alliste (1), Racale (1), Taviano (1), Gallipoli (6), Galatone (1), Nardò (6), Porto Cesareo (5).

 

Gallipoli – Il kayak classico è un’imbarcazione monoposto che, come si sa, per solcare il mare richiede al suo unico vogatore di schiaffeggiare le onde con una pagaia a due pale. “Gallipolinkayak”, manifestazione che avrà luogo nella “Città Bella” domani, domenica 15, si propone invece di trasformare un’esperienza solitaria in un’occasione di condivisione. Ulteriore conferma di questo intento è il fatto che per la prima volta l’evento sia organizzato da tre associazioni in collaborazione: Kayak Club Gallipoli, Circolo della vela e Lega navale italiana – sezione di Gallipoli. Sarà possibile unirsi ai cinquanta iscritti provenienti da Gallipoli e Santa Caterina di Nardò presentandosi entro le 9 di domenica presso il Circolo della vela, all’interno dell’area portuale.

“L’obbiettivo è avvicinare le persone al mare nel modo più naturale – dice Americo Barba, segretario del Circolo della Vela – mostrando loro che lo si può vivere anche senza mezzi a motore”. “Questo raduno unisce i promotori della cultura del kayak a Gallipoli – spiega Marianna Ghiaccio, presidente del Kayak Club – intesa come rispetto del silenzio e dell’ambiente marino. Il kayak è uno sport che invita all’ascolto, al rispetto, alla socialità, e con questo raduno vogliamo dare segno di una cittadinanza positivamente attiva alla valorizzazione del mare della nostra città”.

“Per me che lo pratico da oltre trent’anni è il modo migliore per vivere il mare rispettandolo – conclude Anna Rita Miggiano, responsabile del gruppo canoa/kayak di Lni -. e consente di fare attività fisica a chiunque, non inquina e disturba poco gli animali. Quest’anno il tema è la condivisione: del tempo, della bellezza e del cibo”.

M.C.

Nardò -Non ci sono rischi di inquinamento della falda acquifera, tramite le vore in cui finiscono i reflui depurati degli impianti di Aradeo, Neviano, Maglie, Galatone e Copertino: lo afferma l’Acquedotto pugliese con una nota in cui si assicura che “i depuratori che rilasciano le acque trattate nel canale Asso sono tutti regolarmente autorizzati e funzionano correttamente, rispettando i limiti previsti dalla legge”. Nel ribadire che “i depuratori sono presidi sanitari a tutela del territorio e della qualità di vita complessiva dell’area servita, con l’esclusivo compito di restituire al loro ciclo naturale e con modalità compatibili e rispettose dell’ambiente, le acque provenienti dalle abitazioni dei cittadini allacciate regolarmente alla pubblica fogna”,

Aqp ricorda che gestisce 184 depuratori, “un parco impiantistico tra i più grandi e più evoluti d’Italia sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista della qualità del refluo restituito, utilizzando oltre alla tradizionale tecnologia a fanghi attivi con sedimentazione classica, quella a membrana e sperimentando tipologie di trattamento alternative ed eco-sostenibili”. Sono inoltre in corso “decine di interventi per l’ulteriore potenziamento e adeguamento dell’impiantistica: previsti fino al 2023 investimenti per 346 milioni di euro”.

La mozione, approvata, di Abaterusso Proprio trattamenti alternativi ed ecosostenibili sollecitava la mozione del consigliere regionale Ernesto Abaterusso circa i pericoli di inquinamento del bacino dell’Asso, che attualmente assorbe i reflui con le numerose vore che si trovano in quel territorio.  La nota di Aqp sembra replicare proprio alla mozione approvata dal Consiglio reginale pugliese, in cui si legge che “si impegna la Giunta a  porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi  nell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò ed a realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “ecofiltri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”.

 

Nardò – Arriverà all’esame del prossimo Consiglio comunale il regolamento per l’istituzione e la selezione di Ispettori ambientali, volontari collaboratori del Comune, per una stringente educazione alla corretta raccolta dei rifiuti ed al loro smaltimento. Questo l’ultimo provvedimento, in ordine di tempo, dell’Amministrazione neretina che quest’anno ha avviato la raccolta differenziata nelle sue marine. Il via libera propedeutico all’aula consiliare è stato dato nei giorni scorsi dalla II Commissione consiliare, che ha approvato le regole che disciplinano la nuova figura di volontario.

Prima un corso, poi per strada con i vigili “Si tratta di un servizio volontario non retribuito – si chiarisce in una nota del Comune – finalizzato ad attività informativa ed educativa sul corretto conferimento dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, ma anche a una funzione di vigilanza e controllo del rispetto dei regolamenti comunali e delle ordinanze sindacali relative a deposito, gestione, raccolta e smaltimento. Una nuova carta da giocare anche nella offensiva costante contro l’abbandono indiscriminato di rifiuti, dal momento che l’Ispettore può contestare infrazioni o reati in materia ambientale e, in questo senso, collaborerà in maniera molto stretta con la Polizia locale”. Gli Ispettori saranno individuati alla fine di un corso di formazione di 20 ore (gratuito) e di un esame finale (prova scritta a risposte multiple).

“Sono convinto da sempre che l’educazione e la cultura del rispetto siano decisive se parliamo di tutela dell’ambiente – spiega l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio (foto)- ma sono certo che potrà essere utile anche una figura come quella dell’Ispettore ambientale, che andrà a vigilare su tanti comportamenti scorretti, ma che dovrà essere soprattutto un “accompagnatore” di ognuno di noi verso le buone pratiche sui rifiuti”.

No ai sacchi neri per la raccolta dei rifiuti domestici  Nei giorni scorsi invece da Comune e Bianco Igiene Ambientale, società che gestisce il servizio nell’Aro con capofila Nardò, è partito l’appello a non usare buste o sacchi di plastici neri e comunque opachi per raccogliere i rifiuti domestici. L’iniziativa si spiega dopo aver riscontrato, a seguito di controlli a campione, che in quei bustoni ci finisce di tutto. A mo’ di esempio si citano alcuni casi: in un bustone abbandonato in via Sardegna a Santa Caterina gli operatori di Bianco Igiene Ambientale hanno riscontrato che circa l’80% del contenuto era costituito da materiali recuperabili. Complessivamente il servizio porta a porta con la differenziata starebbe riscontrando esiti “più che positivo” soprattutto negli abitati di Santa Maria al Bagno, Mondonuovo, Santa Caterina, località Cafari e Torre Inserraglio, in tutto tremila utenze.

Nardò – Carenza idrica a Boncore, proteste dei residenti contro l’Acquedotto pugliese. Ma forse questa volta l’Aqp non c’entra molto. Ci sarebbero state infatti delle manomissioni abusive e anonime ovviamente, che avrebbero danneggiato alcune condutture, causando di consegnenza anomalie  nella erogazione dell’acqua nelle case. Questo sostiene lo stesso Acquedotto pugliese, con una nota ufficiale: ” Sabato 7 luglio, nell’abitato di Boncore (frazione di Nardò), si sono verificati due episodi di anomalo abbassamento della pressione nelle reti, uno nel corso della mattinata ed un altro in serata, causati dalla manomissione da parte di ignoti degli organi di manovra posti sulle condotte che alimentano l’abitato”.

Le strutture di servizio di Aqp avrebbero ridotto al minimo i disagi, si afferma nella nota per cui “la piena funzionalità della rete è stata ripristinata già nella nottata”. Si starebbero adesso valutando gli elementi del fatto accaduto per decidere se segnalare o meno anche all’autorità giudiziaria la vicenda. A parte quello che – si spera – resti un episodio “non dipendente dall’impegno di Aqp, l’azienda conferma l’adeguatezza del servizio alle esigenze della comunità locale”.

Interrogazione alla Regione Sull’allarme già partito dagli abitanti, era intervenuto subito con una interrogazione urgente il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Art. 1- Leu), rilevando l’erogazione dell’acqua solo per poche ore al giorno. ““Non è pensabile né accettabile che in piena stagione estiva ci siano centinaia di famiglie e turisti privati di un servizio primario, indispensabile e insopprimibile come l’acqua corrente ed è inoltre assurdo che tale problema sembri essere legato alla mancanza di una rete idrica adeguata a rispondere alle richieste dell’utenza”, ha sostenuto Abaterusso, invitando la Regione a prendere le iniziative necessarie affinché l’accaduto non capiti più. 

Gallipoli Casarano – Nuovi primari in arrivo nel Sud Salento. “Con questi provvedimenti la Direzione generale ha di fatto avviato una metodologia di organizzazione dipartimentale con l’obiettivo di portarla a regime in tempi ragionevoli e su tutta la rete ospedaliera. Tutto ciò consentirà una più razionale organizzazione finalizzata all’uso efficiente delle risorse umane e all’aumento della efficacia e della qualità delle cure per i cittadini: vengono supportate così le nomine di oggi dell’Asl di Lecce che riguardano gli ospedali di Gallipoli, Casarano, Galatina e Copertino, subito dopo l’istituzione del  Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia per l’urgenza di attivare la Rete traumatologica aziendale.

Ecco allora le novità per il “Sacro Cuore” di Gallipoli di primo livello e il “Ferrari” di Casarano, ospedale di base. Con specifici provvedimenti la direzione generale ha affidato al direttore della Chirurgia di Copertino, dottor Donato De Giorgi, 63 anni, la guida ad interim della Chirurgia di Gallipoli. Alla dottoressa Stefania Romano, di Nardò – già direttore facente funzioni della Chirurgia del “Vito Fazzi” di Lecce, ospedale di secondo livello, sino all’arrivo del dottor Marcello Spampinato – è stata affidata la direzione della Chirurgia di Casarano, attualmente priva di funzione primariale.

Dopo i recenti provvedimenti regionali che hanno definito l’assetto della rete ospedaliera tra gli Ospedali di Copertino e Galatina (delibera del 10 luglio 2018, in attuazione i un’altra delibera della Regione del 28 giugno scorso circa la “Riorganizzazione degli Ospedali di Galatina e Copertino”, è stato nominato direttore del Dipartimento il dottor Giuseppe Rollo, attualmente responsabile dell’Ortopedia del “Vito Fazzi” che avrà il compito di indicare alla Direzione generale “le modalità organizzative delle Rete traumatologica e di proporre una specializzazione dei diversi nodi della rete, supportando ove necessario le attività cliniche”, come si legge in una nota della stessa Asl. (nella foto il dottor De Giorgi al “Sacro Cuore” con alcuni componenti del comitato pro ospedale; a destra il presidente Scigliuzzo; sotto, la dottoressa Stefania Romano)

 

Casarano – Lavori da oltre 14 milioni di euro per cambiare il volto e la storia dell’ospedale “Ferrari”. Sono quelli che porteranno, nel giro dei 36 mesi previsti (termine che la Asl punta a far rispettare) a modificare dal punto di vista strutturale e funzionale il nosocomio cittadino. Nel progetto non c’è solo la costruzione della nuova quarta torre ma anche la messa in sicurezza dell’intera struttura e l’acquisto di apparecchiature elettroniche “per rispettare i requisiti di accreditamento che negli anni sono cambiati”, come affermato dal direttore generale della Asl Lecce Ottavio Narracci, presente alla posa della prima pietra di lunedì 9 luglio insieme al presidente della Regione Michele Emiliano. Il progetto prevede una struttura “più moderna, funzionale, adeguata alle norme antincendio e antisismiche e al passo con i tempi dal punto di vista della dotazione strumentale e diagnostica”.

Dialogo aperto con Gallipoli Lavori, dunque, da fare perché l’ospedale possa restare tale, a prescindere dal “classamento” cui è stato destinato: al momento “di base” salvo future ipotesi di “collaborazione” con il “Sacro Cuore” di Gallipoli. «Oggi i due ospedali sono un avamposto per quest’area del Salento e devono, perciò, dialogare – ha affermato Narracci – in una prospettiva che coinvolge il nuovo ospedale del Sud Salento e il nuovo Dipartimento di emergenza e accettazione del Fazzi di Lecce». Dopo il sacrificio imposto con il taglio già avvenuto delle Unità operative  di Ginecologia, Pediatria e Chirurgia pediatrica, l’obiettivo esplicitato dallo stesso direttore generale è quello di poter “suggerire” nuove soluzioni, come quella di conservare Neurologia, Ortopedia, Urologia e Terapia intensiva, sempre in un’ottica “dialogante” con Gallipoli, così come sostenuto da tutti gli autorevoli interlocutori intervenuti alla cerimonia. «La Regione – ha affermato Narracci – ha già dato prova di saper fare scelte oculate mantenendo Malattie infettive a Galatina, così come auspichiamo che Pneumologia possa continuare la sua attività a Gallipoli».

Reparti che si spostano La posa della prima pietra per il nuovo “Ferrari” (a 50 anni esatti dalla sua inaugurazione) è stata, in realtà, anticipata dal taglio di alcuni alberi d’alto fusto posti lungo il perimetro del cantiere. I lavori sono stati affidati alla ditta Edilcostruzioni srl di Vitigliano (Santa Cesarea Terme). La quarta torre sorgerà per 6.700 metri quadrati sulla stessa superficie oggi occupata dalla vecchia struttura a due piani costruita alla fine degli anni ‘60 e adibita a servizi amministrativi e ospiterà, distribuiti su quattro livelli, al piano terra il nuovo Centro unico prenotazioni (Cup) direttamente collegato con l’area prelievi e il laboratorio analisi e con l’area farmaceutica, senza interferire con le aree di degenza che invece, opportunamente aggiornate e dotate di idonei sistemi di sicurezza, occuperanno i due piani superiori, mentre il seminterrato ospiterà vani tecnologici, archivi e depositi. Grazie alla realizzazione della nuova torre, nell’attuale terza confluiranno la parte chirurgica ed altri reparti. Nelle restanti due torri verranno concentrate le attività con durata H12: area ambulatoriale, servizi logistici, amministrativi e uffici operativi.

In arrivo il nuovo Distretto sanitario Casarano avrà anche una nuova sede di Distretto e un Poliambulatorio distrettuale (finora nel quartiere Pietrabianca), “per la cui realizzazione partirà a breve l’iter per impiegare i fondi strutturali”. Agli oltre 14 milioni previsti per l’edilizia ospedaliera dalla legge 67/88 (95% dallo Stato e il 5% dalla Regione), la Asl potrà attingere anche a 10 milioni di fondi Fesr per “investimenti strutturali di natura sanitaria”. «Per realizzare tutto ciò – ha, però, rimarcato Narracci –  abbiamo bisogno di un processo di coesione, di un clima di serenità e armonia sociale, oggi testimoniato dalla presenza dei sindaci, dei sindacati e dei cittadini».

La viabilità cambia con due accesi A lavori ultimati cambierà, e non poco, anche l’assetto dell’intero nosocomio, a partire dagli accessi che saranno diversificati per gli utenti e i mezzi di soccorso. Al termine dell’intero programma di intervento strutturale, infatti, il Pronto soccorso sarà spostato nella terza torre e direttamente collegato con il gruppo operatorio, riducendo di fatto tempi e spazi degli attuali percorsi.

Nardò – “Si impegna la Giunta a  porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi  nell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò ed a realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “ecofiltri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”: è approvata oggi la mozione presentata da Ernesto Abaterusso (foto) in Consiglio regionale. 

Ernesto Abaterusso

 “Nel territorio di Nardò, nelle contrade Paduli e Colucce, ad alcuni km a nord dell’abitato, nei pressi della strada provinciale per Leverano, si verifica da molto tempo un probabile inquinamento ambientale ai danni delle acque sotterranee e della salute pubblica – rileva Abaterusso nella mozione – e tale probabile inquinamento delle acque sotterranee (falde acquifere) si realizza per immissione di reflui, rivenienti da depurazione fognaria, in cavità carsiche delle rocce (inghiottitoi), ossia le vòre Colucce, Parlatano, Olivari, Manieri 1 e Manieri 2, nelle quali, trasportati dal Torrente Asso, confluiscono i reflui prodotti dai depuratori fognari di Copertino, Nardò zona industriale, Maglie consortile, Galatone, Neviano, Aradeo”. Nel torrente confluiscono anche le acque piovane convogliate da numerosi canali naturali, raccolte dal grande bacino idrografico omonimo che parte dalle zone di Collepasso, Casarano, Cutrofiano e giunge, per pendenza naturale fino a Nardò, attraversandone in periferia anche l’abitato (non è ultimato il nuovo ramo del canale che dovrebbe sostituire il tratto urbano dell’Asso). Anche le acque piovane trasportate dal torrente Asso e dai suoi affluenti confluiscono nel sistema carsico delle vòre citate e vanno a rimpinguare la falda idrica sotterranea (l’unica funzione per cui erano state individuate).

Particolare non di poco conto: il bacino idrografico dell’Asso non ha uno sbocco a mare, ma soltanto all’interno delle vòre, Semplice il motivo: l’Asso viene sì classificato come “Bacino idrografico con immissione nel mare Jonio” nei pressi di “lido dell’Ancora”, a Sant’Isidoro, ma lì – tramite un canale scolmatore – non giunge mai “a causa della pendenza in salita assunta dal canale in contrada Grotta”, come sottolinea il consigliere regionale che rileva anche che “negli ultimi 60 anni gli afflussi di acque al Torrente Asso sono nettamente aumentati”. Infine, altra ipotesi preoccupante, va tenuto presente che le acque sotterranee sono caratterizzate da un lento movimento in direzione generalmente delle risorgive sparse lungo la costa, ragione per cui è ragionevolmente ipotizzabile che il carico inquinante arrivi fino alle marine di Torre Squillace, S. Isidoro, Frascone e Torre Inserraglio“.

 

Giuseppe Mellone

Nardò – “L’apertura del campo istituzionale sancisce la fine del sistema emergenziale che in questi ultimi tre decenni ha vessato Nardò, i suoi abitanti e migliaia di lavoratori giunti sul territorio e sfruttati alla bisogna. In questo contesto meraviglia la presa di posizione tutta politica del Consiglio italiano per i rifugiati e delle associazioni Meticcia Lecce e Diritti a Sud, che vorrebbero proseguire con una accoglienza senza regole, mantenendo sul territorio persone che, prive di titolo, non possono lavorare in regola”: attaccato sul piano della coerenza con precedenti dichiarazioni a seguito dei criteri di accesso alla Foresteria per braccianti con contratto di lavoro, il Sindaco Mellone ribatte subito.

“Senza contratto di lavoro non si entra nella Foresteria” Mellone non usa più termini come “delinquenti, nullafacenti e accattoni” per indicare coloro che sono sprovvisti di regolare contratto ed ugualmente presenti a Boncuri, ma ribadisce con forza il suo ragionamento: “Aborro questo sistema che rende disponibili un numero incalcolabile di fratelli vulnerabili e invisibili – dice – uomini che diventano facilmente carne da macello nelle mani degli sfruttatori e rimpolpano un sistema di sfruttamento attivo da tre decenni, un sistema in cui hanno sguazzato in troppi e che stiamo contrastando con ogni mezzo, fin dal primo giorno dell’insediamento. Noi abbiamo tracciato un solco tra legalità e illegalità, liberando Nardò dal marchio infamante dello schiavismo e iniziando a mettere ordine nel difficile rapporto tra mondo agricolo e migrazioni”.

Il Sindaco non entra nel merito delle due principali obiezioni: gli alloggi, per le norme che regolano il settore agricolo, spetta alle aziende fornirli, invece qui sono le Istituzioni pubbliche a farvi fronte con soldi pubblici. Secondo appunto: non è colpa dei migranti se sono sfruttati da datori di lavoro senza scrupoli, per cui non possono essere pure “criminalizzati”.

“Solo in questo modo – conclude invece convinto Mellone – spezzeremo la catena dello sfruttamento. Le associazioni che scrivono al prefetto per contestare la nostra linea, possono accomodarsi fuori. Il perimetro del campo istituzionale, ospitato su terreno comunale, non è luogo per fare politica.  Quindi chi vuole dare un tetto agli irregolari, favorendo di fatto gli sfruttatori, si organizzi, comprando lenzuola e letti e aprendo le porte della propria casa. Nel campo istituzionale non c’è spazio per l’illegalità”.

 

 

 

 

 

Lecce – Guasto riparato e il Servizio d’emergenza sanitaria 118 torna a funzionare a pieno regime. Nel pomeriggio di lunedì 9 luglio l’interruzione forzata provocata da un serio problema che ha impegnato i tecnici per il ripristino, avvenuto, infatti, a 24 ore di distanza. Per ovviare alla situazione, nel pomeriggio di ieri la Asl di Lecce aveva diramato dei numeri alternativi per poter contattare il Servizio d’emergenza sanitaria. Da quest’oggi, però, la situazione è ritornata alla normalità con il solito 118.

Lecce – Un guasto tecnico ha bloccato, dal primo pomeriggio, il 118 del Servizio d’emergenza e la Asl Lecce invita, per ogni emergenza sanitaria, ad utilizzare i seguenti numeri: 0832-352367 / 0832-359666 / 0832-354532 / 0832-354200 / 0832-352758. Una nota della Asl informa che i tecnici sono al lavoro da questo pomeriggio per ovviare al problema e ripristinare prima possibile il servizio.

Casarano – Il “punto di equilibrio” è ancora da trovare ma per l’ospedale Ferrari di Casarano e per il Sacro Cuore di Gallipoli si prospetta un futuro di “serena collaborazione”. È quanto auspicato (presenti i sindaci delle due città) dal presidente della Regione Michele Emiliano, questo pomeriggio a Casarano per la posa della prima pietra della quarta torre dell’ospedale “Ferrari”. Più che di “ospedali riuniti”, Emiliano ha però preferito parlare di “collaborazione” tra le due strutture sanitarie alle quali il Piano di riordino ha attribuito ruoli diversi: Gallipoli classificata di primo livello, Casarano di base. «L’ipotesi di una collaborazione non è tramontata ma serve trovare il punto di equilibrio. Per questo ho bisogno dei Sindaci, della loro saggezza e capacità di dialogo». Il governatore non ha fatto mancare parole di elogio per la città ed il suo ospedale. «Il “Ferrari” è uno struttura storica. Ci stiamo investendo milioni di euro e avrà un ruolo “centrale”. Di una sua chiusura non si è mai parlato ma mi sono trovato davanti a scelte dolorosissime – ha spiegato Emiliano – tra due grandi realtà ospedaliere vicinissime che ora, però, se pronte a condividere obiettivi complementari, potranno migliorare l’offerta sanitaria complessiva del territorio. Non so se i tempi sono maturi, ma sento per istinto che una soluzione può esserci».

La pace: dalle lettere agli abbracci La pace con il sindaco Gianni Stefàno, già anticipata dal recente scambio di lettere, è stata suggellata da un affettuoso scambio d’abbracci (ad uso e consumo di telecamere e fotografi) così come l’ipotesi della collaborazione con Gallipoli ha trovato il suo momento emblematico nella foto che ritrae i tre protagonisti principali della vicenda: ovvero i due sindaci e il governatore. «Non c’è mai stato uno scontro di campanile tra Casarano e Gallipoli ma solo il desiderio di aprire un dibattito, credo legittimo, sul ruolo del nostro ospedale. L’obiettivo comune è quello di una sanità migliore. Con i lavori in programma il “Ferrari” ha maggiori potenzialità che, ne siamo certi, verranno messe a frutto», ha affermato Stefàno ringraziando per la presenza tanto il primo cittadino di Gallipoli, Stefano Minerva, quanto i tanti colleghi del comprensorio. Insieme agli assessori regionali Salvatore Ruggeri e Loredana Capone, erano presenti anche i sindaci (o loro delegati) di Racale, Taviano, Collepasso, Ruffano, Supersano, Matino, Presicce, Collepasso e Taurisano.

Il sindaco di Gallipoli «La mia posizione, così come quella del collega Stefàno, non è delle più semplici in questa situazione. Ognuno – ha affermato Minerva (invitato ad intervenire dallo stesso Emiliano) – è portatore degli interessi della propria comunità. Soprattutto d’estate, Gallipoli è protagonista assoluta, e merita un ospedale di Primo livello, ma mai abbiamo attaccato la città di Casarano e la sua struttura ospedaliera. Non sta a me classificare “Ferrari”. Le nostre battaglie non vanno a discapito di altri e se c’è da una battaglia comune per il territorio, per quel che posso anch’io darò una mano».

Il progetto da 14,2 milioni Nel merito del progetto da 14,2 milioni di euro si è soffermato il direttore generale della Asl Lecce, Ottavio Narracci, presente insieme al direttore sanitario Antonio Sanguedolce, al direttore amministrativo Antonio Pastore, al direttore medico del “Ferrari” Gabriella Cretì, al vicario della Diocesi di Nardò-Gallipoli, mons. Gino Ruberto, al presidente del Comitato civico “Pro Ferrari” Claudio Casciaro (che ha ricordato l’impegno di mediazione del Comitato), a vari operatori sanitari e semplici cittadini. Per Narracci l’apertura del cantiere per quarta torre “segna una nuova pagina della storia sanitaria di questo territorio, che avrà una struttura adeguata alle norme e in grado di assicurare percorsi diagnostici, clinici e chirurgici all’altezza di un ospedale moderno”. Il direttore della Asl si è soffermato soprattutto su alcuni reparti da “tutelare”: su tutti Neurologia, Ortopedia, Urologia e Terapia intensiva.

Nardò – L’anno scorso per i notevoli ritardi – a fine agosto – nel montaggio delle 80 casette con container per i servizi messe a disposizione dal governo regionale; quest’anno per le rigide norme volute dal Sindaco circa gli aventi diritto ad entrare nel villaggio: i braccianti migranti di Boncuri, chiamati qui per le raccolte di angurie e pomodori, sembrano non trovare mai pace.

Nella foresteria da 320 posti circa 70 lavoratori Il primo cittadino Mellone, che ha ristretto l’accesso ai soli lavoratori con regolare contratto di lavoro o coloro che dimostrino di essere lavoratori agricoli in attesa di occupazione, possono accedere al campo, convinto che così si limitano caporali e sfruttamento ma anche altro. “Non c’è spazio nel campo e nella nostra città per delinquenti, nullafacenti e accattoni”, rimarca il sindaco  che chiama questo suo provvedimento “antimafia sociale”. “Ho preteso regole rigide per l’accesso al campo e ho contestualmente scritto a Prefettura e forze dell’ordine perché venga profuso il massimo impegno per allontanare da Nardò coloro che stazionano senza titolo. Essere inflessibili è l’unico mezzo per far funzionare questo meccanismo di prevenzione”. La Foresteria così gestita  (e rimontata agli inizi di giugno) metterebbe fine “a tre decenni di barbarie e politica menefreghista o complice”.

“Primi nuclei di accampamenti” Non la pensano così quanti hanno commentato queste misure sulle reti sociali: c’è chi sottolinea che la gran parte dei braccianti è ” e con questo sistema di gestione li si consegna ai caporali per vitto, alloggio, medicine; c’è chi già intravede cosa potrebbe accadere a Boncuri e dintorni, segnalando i primi gruppi di lavoratori che cominciano ad arrangiarsi come possono (leggasi rischio di tendopoli). In campo scende anche con una nota “Diritti a Sud”, l’associazione che della lotta allo sfruttamento ha fatto una attività economica con proprie produzioni agricole  a “sfruttazero” guadagnandosi la prima pagina dell’inserto “Buone Notizie” del milanese Corriere della sera, il principale quotidiano nazionale (nella foto la presidente Rosa Vaglio).

“Fatto un favore agli imprenditori, non ai lavoratori” “Diritti a Sud, insieme a Cir (Consiglio italiano rifugiati) e all’associazione Meticcia Lecce – inizia la nota – esprimono il loro totale dissenso rispetto alle parole del Sindaco, che definisce ‘delinquenti, nullafacenti e accattoni’ i migranti che sono rimasti fuori dal campo istituzionale, perché privi di contratto di lavoro e che pertanto sono costretti a vivere nelle campagne circostanti Nardò in ricoveri di fortuna, come ormai accade da troppi anni” Secondo le tre realtà associative “ormai gli sfruttati, coloro che imprenditori senza scrupoli costringono a lavorare senza tutele e contratti, gli stessi che il Sindaco Mellone fino all’anno scorso chiamava ‘fratelli migranti’, oggi sono ancora una volta criminalizzati e relegati ai margini, proprio come sta accadendo a livello nazionale”. “Se l’intervento pubblico e i soldi dei contribuenti devono servire a liberare gli imprenditori dagli oneri previsti dalla normativa di settore, fra cui la concessione dell’alloggio per i propri lavoratori migranti e contrattualizzati, noi non ci stiamo”. I tre sodalizi si rivolgono perciò  al Prefetto affinché intervenga a ripristinare una condizione di diritto e tutela diffusa, così come richiesto nella lettera a Lui mandata dal Cir di Lecce”.

Nei giorni scorsi a rilevare che qualcosa non andava erano stati i sindacalisti della Flai Cgil che ha presentato il loro “sportello aperto” e itinerante con attività di consulenza  nel mese di luglio e di agosto il lunedì ed il mercoledì dalle ore 6 alle ore 17 nelle campagne di Nardò, Porto ant’Isidoro e Copertino; il martedì ed il giovedì vicino al villaggio accoglienza di Boncuri dalle ore 18 alle ore 20. I   sindacalisti  avevano rilevato a villaggio ormai pronto, alcuni lavoratori dormivano su giacigli di fortuna. «Rispetto allo scorso anno nel mese di luglio la macchina dell’accoglienza è riuscita a preparare per tempo il villaggio di accoglienza, con moduli abitativi dignitosi. Il problema – aveva detto la segretaria generale della Flai Cgil Lecce, Monica Accogli – rispetto allo scorso anno, è legato alla gestione della struttura e al regolamento, a dire il vero avvolto nel mistero visto che nessuno ce lo ha fornito, che ne disciplina ingresso ed uso». Si segnala infine che il servizio refezione non è ancora partito ma accanto alla Foresteria ne è sorto uno gestito da alcuni ospiti.

 

 

 

Lecce – Un mare di magliette rosse per arginare “l’emorragia di umanità”: non si può rimanere insensibili di fronte alle tante morti di migranti in mare, soprattutto di bambini: così Lecce ha visto scendere in campo anche l’Ordine dei medici provinciale. All’iniziativa lanciata dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, da Legambiente, Arci e Anpi, hanno aderito anche i medici salentini.

“Un gesto di responsabilità e di fraternità“, come ha spiegato il presidente di Omceo Lecce, Donato De Giorgi, ieri a manifestare davanti alla sede dell’Ordine, in via Nazario Sauro a Lecce. «Non ha più senso stare zitti o girarsi dall’altra parte – ha detto De Giorgi – di fronte a un mare Mediterraneo che anziché luogo di scambio, di pace e di opportunità sta diventando il cimitero delle nostre coscienze. In rappresentanza dei medici della provincia di Lecce credo che sia importante mandare un messaggio forte”.

“Fare il medico – ha precisato il presidente De Giorgi – è sicuramente una grande opportunità e un grande impegno. Ma essere medico secondo noi è un dovere preciso che deve essere vissuto con orgoglio. Noi pensiamo al valore della vita in assoluto, senza retorica e senza facili buonismi, per riaffermare il valore della vita, soprattutto dei bambini. I medici sono in campo e operano senza distinzione di razza e di credo politico o religioso».
De Giorgi ha quindi insistito sul ruolo del medico nelle società a tutte le latitudini: quello di garantire la salute a tutti. E con riferimento alle condanne che sono state comminate a chi opera per trarre in salvo i migranti ha aggiunto, « Non è più condannabile chi si prende cura dei migranti. O chi asserisce e afferma che è impossibile girarsi dall’altra parte. Invece – considera con disappunto il presidente De Giorgi – questo soccorritore francese che si era preso cura dei migranti era stato condannato a quattro mesi. Ma viene poi assolto con formula piena, perché il fatto, viceversa, è degno di encomio».

Da nota di Salute Salento

Porto Cesareo – L’Area marina protetta di Porto Cesareo inanella un altro successo. Il suo progetto su biodiversità ed ecosistemi si è classificato al primo posto nella graduatoria dei soggetti richiedenti ed ammessi all’aiuto pubblico del 2 maggio 2018, fondi Feamp  2014/2020, Misura 1.40 “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili” di provenienza europea.

Obiettivo del nuovo progetto tanto apprezzato è la “protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell’ambito di attività di pesca sostenibili”. Il primo posto nella graduatoria stilata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca vale un finanziamento di 50mila euro.

“Il progetto – spiega il direttore di Amp Paolo d’Ambrosio – è stato finalizzato alla realizzazione di studi propedeutici alla definizione di un piano di gestione per le attività di pesca sostenibile nelle Aree marine protette italiane. Nel merito, la nostra Riserva ha prodotto un’attività sulla piccola pesca artigianale nell’Amp Porto Cesareo e sulla valutazione dell’impatto ambientale e socio economico. Obiettivo generale – conclude il direttore – sarà quello di effettuare uno studio propedeutico alla redazione di un piano locale della pesca, che sia essenzialmente sostenibile sotto il profilo ambientale ed anche e soprattutto efficiente in termini di risorse, oltre che innovativo, competitivo e basato sulle conoscenze”.

Il lavoro di acquisizione dati si svilupperà in due azioni tra loro complementari e che completano il quadro delle informazioni già a disposizione dell’Ente, necessarie alla successiva predisposizione del piano di gestione della pesca sostenibile sia da un punto di vista ambientale che socio-economico: l’Azione I prevede la costruzione di una mappa delle pressioni di pesca. Tale studio permetterà di ottenere informazioni spazialmente esplicite (mappe) relative alla pressione di pesca effettuata su ciascun habitat ed all’uso dell’Area.

L’Azione II comprende infine l’acquisizione di informazioni socio-economiche. “Tali informazioni di dettaglio consentiranno di ottenere un quadro conoscitivo esaustivo – si legge nella nota dell’Amp – propedeutico alla redazione di piani di gestione della pesca correttamente integrati e rispettosi delle esigenze di basso impatto ambientale e miglioramento della qualità della vita dei pescatori professionisti”.

Racale – Rientra nell’ambito del progetto “Una campagna per le campagne”, finanziato dalla Provincia di Lecce, il cantiere sociale di cittadinanza attiva per la “Giornata ecologica” di domenica 8 luglio. Pochi mesi fa, infatti, l’amministrazione comunale di Racale, risultata tra quelle vincitrici del suddetto bando provinciale, ha ritenuto utile stanziare parte dei fondi, destinati secondo il bando alla pulizia dai rifiuti di campagne e periferie, anche nel territorio di Torre Suda.

Il perché è ravvisabile nella bellezza della propria marina: uno specchio d’acqua a ridosso di un paesaggio agreste caratterizzato da campi ricchi di macchia mediterranea e “caseddhri”. Una bellezza che, troppo spesso purtroppo, è vittima del vandalismo dell’uomo che ne fa delle discariche a cielo aperto. La pulizia del territorio partirà in mattinata, alle 7:30, dalla piazzetta Stella Maris e annovererà, oltre ai cittadini volontari, la collaborazione di Gial Plast (Taviano) e di diverse associazioni locali.

“È un’occasione per sensibilizzare i concittadini e i turisti che già animano la nostra marina di tutelare il paesaggio – spiega la consigliera comunale con delega all’Ambiente, Anna Toma – Sarà una mattinata innanzitutto all’insegna dell’ecologia, ma anche della socializzazione e dell’educazione ambientale per promuovere comportamenti virtuosi e corretti nei confronti dell’ambiente che è bene comune”.

Gallipoli – “Donate il sangue, senza sangue non c’è vita”: questo lo slogan della Fidas Gallipoli con presidente Marilù Bembi (foto) per lanciare l’emergenza estiva di sangue. Nella nuova locandina, l’appello a donare accanto ad una fetta di anguria completamente bianca, simbolo di mancanza di sangue e quindi di vita; e poi l’invito a recarsi domenica 8 luglio al sesto piano della Torre B presso l’ospedale “Sacro cuore” di Gallipoli, dalle ore 8,15 fino alle 11,30, portando con sé un documento di riconoscimento.

E’ consigliabile inoltre, prima di recarsi a donare il sangue, consumare una colazione leggera escludendo latte e latticini in genere. “Stiamo avvisando tutti i possibili donatori – afferma la presidente Marilù Bembi- per cercare di sensibilizzare quante più persone possibili, soprattutto in questi mesi, dato che anche i donatori più assidui hanno problemi (spesso per motivi di lavoro) a recarsi a fare una donazione ed il bisogno di sangue aumenta. Per questo, a settembre inizieremo delle campagne di informazione ancora più forti, con dei congressi e dei convegni insieme a medici, personale medico e ad altre associazioni per cercare di sensibilizzare quanta più gente possibile. La mia speranza è che, quando viene detto da qualcuno quel “Sì, vengo a donare”, venga poi preso come impegno personale; perché c’è gente che ha bisogno ogni 15 giorni di ricevere quella sacca di sangue per vivere”.

A.D.M.

Casarano – Il presidente della Regione Michele Emiliano sarà a Casarano per la posa della prima pietra della quarta torre dell’ospedale “Ferrari”. Lunedì 9 luglio, alle 16, è in programma la cerimonia ufficiale alla presenza del direttore generale della Asl Lecce Ottavio Narracci, del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna e del sindaco Gianni Stefàno. Non sarà un semplice cerimonia, però, visti i rapporti a lungo burrascosi intercorsi tra Regione e Comune, ovvero tra Emiliano e Stefàno, prima del recente “disgelo” che ha visto i due protagonisti di uno scambio di lettere improntato al reciproco rispetto.

La speranza della comunità casaranese è che la presenza del Governatore regionale in città possa portare ad una concreta apertura del progetto degli “Ospedali riuniti” (con Gallipoli già di primo livello nel Piano di riordino ospedaliero) scongiurando il definitivo declassamento del “Ferrari”. Il comitato civico “Pro ferrari”, con il presidente Claudio Casciaro, parla, infatti, della posa della prima pietra come “momento fondamentale per il rilancio del “Ferrari”.  Per un totale di 14,2 milioni di euro (garantiti dal Programma di investimenti sanitari della legge 67 del 1988) si provvederà non solo a realizzare la nuova quarta torre ma anche a completare ed adeguare a norma la terza, a rinnovare le attrezzature tecnologiche e ad ottenere il necessario accreditamento istituzionale delle strutture. La Asl, da parte sua ha sempre spiegato che le opere in programma non entrano in conflitto con quanto previsto dal Piano di riordino ospedaliero che ha declassato l’ospedale cittadino con la chiusura di alcuni reparti (chirurgia pediatrica e ostetricia su tutti).

 

 

Salve – Brusco inizio giornata stamattina per gli operatori che sul litorale del Comune di Salve si occupano di noleggiare gli ombrelloni e i lettini ai bagnanti. La Capitaneria di porto di Gallipoli, dopo aver constatato che l’attività di noleggio veniva svolta in modo irregolare in quanto in assenza del servizio di salvataggio previsto come essenziale dalla legge, ha dovuto agire bloccando le attività di balneazione. All’origine del disagio un precedente accaduto due giorni fa e dovuto al fatto che i noleggiatori cominciassero ad assegnare i lettini e gli ombrelloni prima che il servizio di salvataggio, affidato alla Protezione civile “La Torre”, fosse attivo, cioè alle ore 9.

Probabilmente in seguito a un tentativo di ridefinizione degli accordi tra l’Amministrazione comunale e l’associazione La Torre, si è giunti alla revoca dell’atto col quale veniva conferito incarico alla stessa. Con delibera del 4 luglio il Comune ha proceduto al ritiro dell’incarico conferito.  Di conseguenza stamattina sono stati “riconsegnati” i natanti strumentali al servizio che sono stati depositati all’entrata del Comune di Salve (foto) e rimosse le torrette di salvataggio dal demanio. Ulteriore conseguenza: gli operatori che avevano noleggiato lettini ed ombrelloni sono nuovamente stati multati poichè irregolari.

Di disappunto le reazioni dei bagnanti. “Stamattina è stato il caos – racconta un uomo originario di Salve, residente al Nnord e tornato qui in ferie – alcuni avevano montato gli ombrelloni e poi li hanno smontati e restituito i soldi ai clienti, per paura di un secondo verbale. Altri hanno rischiato e si sono beccati il secondo verbale da 1000 euro in tre giorni”.

La Protezione civile “La Torre”  forniva il servizio di salvataggio da più di 20 anni. Ora il timore principale è che questo disservizio che si è venuto a creare, se non risolto a breve, incida sul mantenimento del privilegio della bandiera blu, di cui dal 2009 il litorale salvese si fregia.

 

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Scorrano – Il “Sistema di trasporto d’emergenza neonatale” (“Sten”) funziona a dovere e salva la vita ad un neonato. Il protocollo salvavita è stato attivato presso l’ospedale “Delli Ponti” di Scorrano dove un piccolo è nato con una cardiopatia congenita in grado di mettere a rischio la sua sopravvivenza. Il neonato è stato, quindi, stabilizzato in in brevissimo tempo nel Punto nascita dall’equipe dello Sten-Utin di Lecce e trasportato, in tutta sicurezza, al Giovanni XXIII di Bari con l’ambulanza dedicata partita da Lecce. «L’aver salvato un neonato da solo giustifica la presenza dello sten. Senza, molto probabilmente, non ci sarebbe stato lo stesso esito», fa sapere Giuseppe Presta, direttore dell’Unità terapia intensiva neonatale e responsabile dello Sten per l’area del Salento (che copre Lecce e Brindisi). «A Scorrano – aggiunge Presta – il Punto nascita ha fatto un lavoro ottimo, seguendo il protocollo per la saturazione in modo preciso, monitorando i parametri vitali del bambino e mettendo subito in evidenza il deficit di saturazione. L’allarme è partito rapidamente e poi siamo stati attivati noi del trasporto d’emergenza: il sistema, dal Punto nascita allo Sten e all’Hub, ha risposto a dovere».

 

Nardò – Tra i campi di Boncuri e dell’Arneo, tra Nardò Sant’Isidoro e Copertino e poi fin nel Nord Salento, in territorio di Guagnano da qualche giorno “prestano” servizio i sindacalisti della Cgil, federazione dei lavoratori agricoli (Flai). A bordo di un camper – già visto da queste parti nell’estate scorsa – va avanti così il progetto di assistenza e controllo “Ancora in campo” contro il caporalato e tute le sue forme. L’obiettivo è stare vicini ai braccianti, in gran parte migranti, farsi vedere ed essere pronti ad incontrarli offrendo loro servizi, informazioni e anche piccoli aiuti come cappelli di paglia.

Calendario e orari per gli incontri Le attività sono previste nel mese di luglio e di agosto con questo caldnario: il lunedì ed il mercoledì dalle ore 6 alle ore 17 nelle campagne; il martedì ed il giovedì vicino al villaggio accoglienza di Boncuri dalle ore 18 alle ore 20.

Il villaggio è già pronto ma si dorme fuori, su giacigli di fortuna «Rispetto allo scorso anno nel mese di luglio la macchina dell’accoglienza è riuscita a preparare per tempo il villaggio di accoglienza, con moduli abitativi dignitosi. Il problema – dice la segretaria generale della Flai-Cgil Lecce, Monica Accogli – rispetto allo scorso anno, è legato alla gestione della struttura e al regolamento, a dire il vero avvolto nel mistero visto che nessuno ce lo ha fornito, che ne disciplina ingresso ed uso». Dal regolamento per l’accesso ignoto ai più scaturisce “una situazione grottesca: nonostante i numerosi incontri svolti in Prefettura a partire da febbraio, ci ritroviamo con il campo già pronto eppure coi migranti che continuano a dormire su giacigli di fortuna, per strada o nelle masserie alla periferia di Nardò”. Un evidente paradosso.

Lavoratori in diminuzione Sembra inoltre, a giudizio della Flai Cgil, che la tendenza registrata lo scorso anno, ossia di una generale diminuzione dei lavoratori nell’agro di Nardò, sia confermata: “I lavoratori – conclude Monica Accogli – infatti sembrano impegnati soprattutto nelle aree più distanti. Proveremo anche ad intensificare il confronto con le aziende agricole e le istituzioni locali per attivare effettivamente la Rete del Lavoro agricolo di Qualità e per una completa applicazione della Legge 199 del 2016 contro il caporalato».

Gallipoli – Tornano le tende da campeggio nella “Città Bella”, ma non di turisti votati al risparmio. Sono quelle di sette ragazzi di quindici e sedici anni del Gruppo Scout Copertino 1, accampatisi la notte tra sabato e domenica scorsi sui pontili della sede nautica della Lega navale italiana sezione di Gallipoli, al Rivellino.
Al risveglio, i giovani esploratori si sono imbarcati su Taoro, la grande barca a vela che li ha accompagnati in un’avventura in mare. A fargli da guida è stato lo skipper Giuseppe Giannelli, membro dell’associazione presieduta da Fabrizio Guarini.

L’iniziativa fa capo al progetto “In mare stat virtus”, avviato dal Gruppo Scout con Legambiente e il Consorzio Area marina protetta di Porto Cesareo. Tra gli scopi perseguiti, l’avvicinamento alla cultura nautica e l’uso consapevole dell’ambiente marino, cari anche alla Lni, da sempre impegnata nella sensibilizzazione a riguardo.

“Sono stati i ragazzi a scegliere i temi della legalità e dell’ambiente – spiega Francesco Galignano, capo scout – noi li abbiamo solo aiutati a svilupparli. L’esperienza a Gallipoli è il culmine di un percorso annuale che ci ha portato a partecipare a giornate di pulizia delle spiagge, visitare musei di biologia marina, parlare di senso civico con il vicesindaco di Copertino, l’avv. Laura Alemanno, studiare la storia di Renata Fonte, scoprire il parco marino di Portoselvaggio in kayak col club di Nardò. I ragazzi erano contentissimi. Ognuno di loro ha preso un impegno contro l’inquinamento del mare. C’è chi ha promesso di evitare bottigliette e chi di utilizzare buste in tela. Tutti abbiamo aderito alla campagna ‘Plastic Radar’ di Greenpeace sulla segnalazione dei rifiuti in mare”.

“È stato bello ospitare questi giovani scout – fanno sapere dal gruppo Vela della Lni – ed essergli vicini in questi primi passi verso la navigazione a vela.“

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...