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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

L'ospedale di Casarano

L’ospedale di Casarano

GALLIPOLI. Nonostante sul suo futuro si addensino pesanti nubi, il “Francesco Ferrari” risulta essere uno degli ospedali più “umanizzati” a livello regionale. Sono numerosi i reparti che eccellono, secondo opinioni diffuse; tra questi, solo per citarne due, Chirurgia pediatrica e Rianimazione. Dopo il trasferimento di Guglielmo Paradies, il reparto di Chirurgia pediatrica è stato in attesa di un nuovo primario per ben cinque anni. A traghettare verso il futuro il reparto, sino all’arrivo di Carlo Rossi, è stato Luigi Liotta.

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ospedale di gallipoliGALLIPOLI. Il “Sacro Cuore” di Gallipoli e il “Ferrari” di Casarano sono gli unici due ospedali in Puglia – insieme a uno di Taranto – a raggiungere la piena sufficienza in materia di “Umanizzazione”. E’ quanto emerso da una ricerca dell’agenzia specializzata in Sanità (Agenas) sulla “Valutazione partecipata del grado di Umanizzazione delle strutture di ricovero pubbliche e private”. Tra queste ultime raggiunge più della sufficienza il “Panico” di Tricase. Dall’ultima valutazione con i dati raccolti nel 2014 – realizzata a Gallipoli con il contributo del Tribunale dei diritti del malato (Tdm), con Unicell e con la commissione medica guidata dal dottor Egidio Dell’Angelo Custode (attualmente direttore dell’ospedale di Gallipoli, allora vicedirettore) e con Eliana Cortese dell’Urp – è emerso che la Puglia, su quattro aree di indagine, ha ottenuto complessivamente la sufficienza soltanto per l’accessibilità fisica, la vivibilità e il comfort dei luoghi di cura con un 6.05 a fronte di un 6.93 della media italiana.

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Ospedale Vito Fazzi di LecceLECCE. Nuova Rete assistenziale per i pazienti affetti dal Parkinson in provincia di Lecce. Lo annuncia la Asl Lecce “a coronamento di un percorso avviato circa dieci mesi fa” con il tavolo tecnico istituito presso l’assessorato alla Sanità della Regione Puglia. Vi hanno partecipato il dottor Giorgio Trianni, direttore dell’unità di neurologia del “Fazzi” di Lecce, ed il dottor Francesco Cacciatore, entrambi esperti nella diagnosi e cura dei disturbi del movimento. Ieri a Bari c’è stato l’ultimo passaggio tecnico che dovrà portare, con l’approvazione di una specifica delibera, alla nascita della rete regionale assistenziale e del Piano diagnostico terapeutico assistenziale per la malattia di Parkinson. L’obiettivo è quello di migliorare ed uniformare i livelli di assistenza nel territorio regionale, riducendo la mobilità dei pazienti. Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica a forte impatto sul paziente e sulla sua famiglia: in Puglia si stimano circa 10mila pazienti dei quali circa 2mila nella provincia di Lecce. Si considera che almeno il 20% di questi ultimi non riceve una diagnosi corretta oppure fa ricorso a tecniche di riabilitazione scarsamente specifiche. Tre i livelli di intervento individuati all’interno della Rete assistenziale: dal medico di medicina generale, che formula l’iniziale ipotesi diagnostica, allo specialista neurologo che opera in “ambulatori dedicati” sino al Centro specializzato (Hub) costituito dalla Unità operativa complessa di neurologia del “Fazzi” di Lecce in grado di assicurare terapie innovative o di alta complessità. Centri di “primo livello” sono previsti nei Distretti sanitari di Lecce, Gagliano del Capo, Nardò e Casarano (anche Presidio ospedaliero). La Rete assistenziale utilizzerà tecnologie innovative come la Scheda informatizzata Parkinson (strumento essenziale di continuità della cura). A promuovere la “rete” è stato il Direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli puntando ad “inevitabili e notevoli vantaggi per la Sanità pugliese: ottimizzazione delle risorse esistenti; de-ospedalizzazione dei pazienti con malattia cronica parkinsoniana, con abbattimento delle liste di attesa nei centri di riferimento; maggior facilità per i pazienti di ricevere assistenza specialistica in loco; accesso per il paziente domiciliarizzato a un’assistenza specialistica neurologica territoriale, prevenendone il senso di isolamento e la conseguente “sindrome dell’abbandono”.

 

GALLIPOLITribunale per i diritti del malato in campo, tra Gallipoli e Casarano, per l’11^ giornata Europea dei diritti del malato.  «Abbiamo deciso di dedicare questa giornata al problema che con più frequenza incontrano i cittadini che è quello di “accedere” alle cure necessarie. Come mostra l’ultimo rapporto PiT (“Programma integrato di tutela”) Salute, circa un cittadino su tre ci contatta – afferma Anna Maria De Filippi, coordinatrice provinciale del Tdm – perché fa fatica ad avere le cure di cui ha bisogno e nella metà dei casi ciò dipende dalle lunghe liste d’attesa”. Come ogni anno in occasione della Giornata Europea, il Tdm è presente in diversi momenti. Se la celebrazione a livello europeo avrà luogo a Bruxelles il 10 maggio, varie sono le iniziative locali. Dopo l’incontro di giovedì 5 maggio presso l’associazione Avulss (ospedale), la sezione di Gallipoli domenica 7 sarà presso la chiesa di S. Antonio di Padova, l’8 presso l’ospedale ed il 9 presso il distretto socio sanitario. Il Tribunale per i diritti del malato di Casarano, invece, sarà presente presso l’atrio dell’ospedale “Ferrari” domenica 7 maggio per informare i cittadini e gli utenti  sui loro diritti sanitari e per distribuire materiale informativo. Nel contempo una delegazione di volontari visiterà i reparti di Neurologia e di Ginecologia – Ostetricia.

GALLIPOLIIl diritto all’accesso tempestivo alle cure è il tema scelto a livello nazionale per la Giornata europea dei diritti del malato. “Abbiamo deciso di dedicare questa giornata al problema che con più frequenza incontrano i cittadini, violando il diritto primario che è quello di “accedere” alle cure necessarie. Infatti, come mostra l’ultimo rapporto PiT salute, circa un cittadino su tre ci contatta perché fa fatica ad avere le cure di cui ha bisogno e nella metà dei casi ciò dipende dalle lunghe liste d’attesa”, sottolinea la coordinatrice provinciale del Tribunale del malato e Cittadinanza attiva, Anna Maria De Filippi. Per questo motivo le sedi del Tdm di Casarano e Gallipoli hanno messo in campo alcune iniziative volte ad incontrare i cittadini, per informarli sui loro diritti di fronte alle liste d’attesa e altre disfunzioni sanitarie. Il Tribunale per i diritti del malato di Casarano sarà presente nell’atrio dell’Ospedale “F. Ferrari” il 7 maggio dalle ore 10 alle 12. Una delegazione di volontari visiterà i reparti di Neurologia e di Ginecologia-Ostetricia. Il Tdm di Gallipoli celebrerà l’undicesima Giornata con questo programma: il 5 maggio presso l’Associazione Avulss all’Ospedale Gallipoli; il 7 maggio nella chiesa di S. Antonio di Padova e l’8 maggio presso l’ospedale di Gallipoli. Il 9 maggio infine il Tdm di Gallipoli sarà presso il distretto sociosanitario di lungomare Marconi.

Nel fotomontaggio l'unione "ideale" tra "Ferrari" e "Sacro Cuore" e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

Nel fotomontaggio l’unione “ideale” tra “Ferrari” e “Sacro Cuore” e, da sinistra in basso in senso orario, Claudio Casciaro, Attilio De Marco, Gianni Stefàno e Stefano Minerva

CASARANO. Tutta “colpa” del nuovo “Vito Fazzi” col cantiere da 62 milioni che non parte. Ma anche del Dipartimento emergenza-urgenza e accettazione (Dea), in ritardo pure questo. Da qui parte il presidente Michele Emiliano per ritenere di poter rimettere mano al piano di riordino ospedaliero dato per definito, da ultimo, con una deliberazione della Giunta regionale del 14 marzo scorso, un mese fa, tra le strette maglie delle leggi di stabilità del governo datate 2015 e 2016. Rispondendo alle recenti sollecitazioni degli esponenti del Pd casaranese, Gabriele Caputo e Attilio De Marco, Emiliano prende in considerazione l’ipotesi di un polo ospedaliero unico “di primo livello” (secondo il piano ufficiale, lo era solo il “Sacro Cuore” di Gallipoli) con basi a Gallipoli e Casarano. Il presi- dente informa gli interlocutori che avrebbe incaricato il commissario straordinaria dell’Agenzia regionale per la sanità, Giancarlo Ruscitti, di preparare un progetto che pre- veda gli “ospedali riuniti” (come propose Piazzasalento nel giugno 2012, rilanciando l’idea dei medici Cgil di venti anni prima) Gallipoli- Casarano. A “Quotidiano” De Marco ha convintamente dichiarato di “essere arrivati a questo obiettivo grazie alla mediazione politica ed ai rapporti personali” e che, “tempo una settimana” ci sarà la proposta tecnica pronta per la Giunta regionale.

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Il "Ferrari"

Il “Ferrari”

CASARANO. Nonostante il suo futuro non sembri essere dei più rosei, il “Ferrari” si gode un lusinghiero primato. L’ospedale casaranese, infatti, è il presidio ospedaliero pugliese non dotato di neurochirurgia che conta il maggior numero di donatori di organi nel decennio 2007-2017. Contando ben 17 donatori, il “Ferrari” risulta essere il primo in assoluto in questa meritoria classifica. A seguire, ma molto distaccato, l’ospedale di Acquaviva delle Fonti, con dieci donatori. Molto più indietro tutti gli altri: San Paolo Bari con sette, Cerignola e Scorrano con tre, Tricase con due, Barletta e Trani con uno. Nessun donatore, invece, per Altamura, Castellana, Monopoli e San Severo. «E pensare – commenta il coordinatore locale per le donazioni, Giancarlo Negro (di Sannicola) – che tutto questo è stato possibile con soli quattro posti letto di Rianimazione. Eppure, si potrebbe fare ancora meglio». Purtroppo, il “Ferrari” può fare affidamento solo su quattro posti letto di rianimazione, sempre che non ci siano guasti. Anche se, in realtà, ce ne sarebbero altri sette che, con un po’ di “buona volontà”, potrebbero essere attivati sin da subito e che non possono essere messi in funzione a causa dell’assenza dell’impianto di condizionamento.

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Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitativa, stimolazione cognitiva e supporto alle famiglie con mensa e trasporto a domicilio: sono questi alcuni dei servizi offerti dalla struttura rivolta a dare una mano ai pazienti colpiti da Alzheimer e altre forme di demenza

Accoglienza, assistenza sanitaria, riabilitativa, stimolazione cognitiva e supporto alle famiglie con mensa e trasporto a domicilio: sono questi alcuni dei servizi offerti dalla struttura rivolta a dare una mano ai pazienti colpiti da Alzheimer e altre forme di demenza

TUGLIE. È stato inaugurato lo scorso 20 marzo, in via Tito Schipa a Tuglie, il centro diurno integrato “San Gabriele”, struttura dell’Ambito sociale di Gallipoli, comprendente i comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie. I servizi proposti sono quelli per il supporto cognitivo e comportamentale ai soggetti affetti da demenza. A partecipare all’inaugurazione la neurologa Antonella Vasquez, il geriatra Federico Vasquez, il sindaco Massimo Stamerra, il presidente della provincia Antonio Gabellone e l’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro. Gestito dalla cooperativa sociale “Regina della Pace” di Galatone, il Centro, le cui attività partiranno ufficialmente nelle prossime settimane, accoglierà (dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 17), persone affette dal morbo di Alzheimer e dai problemi legati alle varie forme di demenza.

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Ospedale F. Ferrari - CasaranoCASARANO. Casarano si mobilita in difesa dell’ospedale Ferrari. “Abbracciamo il nostro ospedale: giù le mani del Ferrari” è l’iniziativa in programma sabato primo aprile. Il comitato promotore, presieduto da Claudio casciaro, ha coinvolto semplici cittadini, associazioni, parrocchie, partiti, sindacati, parlamentari e consiglieri regionali salentini per realizzare una vera e propria catena umana attorno al presidio ospedaliero declassato a struttura di base del Piano di riordino ospedaliero varato dal Governatore Emiliano. Si partirà alle 9.30 da piazza San Domenico per giungere in corteo nei pressi dell’ospedale. Intanto sono significative le “perplessità” espresse dal  circolo cittadino del Partito Democratico nella lettera aperta inviata al presidente della Regione, Michele Emiliano. «Come circolo cittadino abbiamo il dovere di esprimerle quelle che sono le criticità del nostro territorio e per le quali chiediamo una risposta ed un confronto», si legge nella nota dove, dopo aver dato preso atto della necessità del riordino ospedaliero, si precisa che “decisioni tanto delicate non possano essere adottate senza tenere in considerazione, oltre ai dati oggettivi – che pure sono a favore del Ferrari – i bisogni e le richieste del territorio, senza ascoltare e conoscere le necessità delle popolazioni interessate. Esattamente quanto da lei rivendicato per altre situazioni». Il riferimento è alla campagna elettorale che vede Emiliano impegnato nella corsa a segretario nazionale del Pd. «Non riusciamo a comprendere la logica che sottintende alcune scelte che, non supportate per niente da dati oggettivi, mortificano un territorio ed offendono il lavoro e la professionalità di tanti operatori sanitari», scrive ancora il Pd di Casarano ricordando la decisione di autospendersi come circolo, maturata proprio in seguito all’adozione del Piano di riordino. «Non siamo stati considerati! Vorremmo poter discutere della questione, non solo come circolo ma soprattutto come appartenenti ad una comunità, a prescindere dai colori politici». La nota si conclude rinnovando la richiesta di un confronto “anche per ricucire un grave strappo interno al partito”. «Un riordino così strutturato è un danno anche per i cittadini di Gallipoli. A quando la realizzazione delle strutture di base? Non sarebbe il caso che siano realizzate e messe a regime prima di smantellare gli ospedali? Perché rinunciare a posti letto senza una reale motivazione? E un piano che prevede quasi esclusivamente tagli va incontro alle reali necessità della comunità pugliese?»: questi gli ultimi interrogativi del circolo cittadino dei democratici.

 

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Giuseppe Serravezza e Marianna Burlando

GALLIPOLI. I tumori non mollano. Nonostante le conquiste scentifiche e mediche; nonostante gli stimoli ad una vita più sana; nonostante il numero di iniziative ed asso- ciazioni e gruppi di volontari sul campo, i dati restano impietosi e confermano andamenti pesanti. La Lilt provinciale, la Lega per la lotta contro i tumori, ha diffuso i numeri basati su ricerche dell’Istat, l’Istiuto nazionale di statistica, relativi alle cause di mortalità del 2014. E la provincia di Lecce continua, in Puglia, ad indossare la maglia nera, con neoplasi ai polmoni e alla vescica più numerose che nelle province di Brindisi e Taranto, dove pure operano centri industriali di notevole importanza e incidenza. Alla conferenza stampa a Lecce hanno partecipato la presidente Marianna Burlando, il responsabile scientifico Giuseppe Serravezza; il manager del’Asl Silvana Melli e il presidente della Provincia Antonio Gabellone.

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IN EVIDENZA. A giorni l’ok alla prima Rete oncologica regionale»: l’annuncio del commissario dell’Ares (agenzia regionale sanità), Giovanni Gorgoni, è datato 8 febbraio scorso. Se da allora passi sono stati fatti è nella definizione della struttura su carte ufficiali ma poco ancora nella realtà è cambiato. Mentre circolano irridenti i numeri dei malati, sempre a livelli superiori alle medie nazionali, specie nel Salento. «Un mese fa circa ci hanno chiamati a Bari – racconta un testimone oculare, il dottor Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore dell’Unità complessa Casarano-Gallipoli – per chiederci consigli e suggerimenti. Dal canto mio ho risposto, raccogliendo consensi unanimi, la necessità di informatizzare tutti i servizi, per lo scambio rapido di elementi e analisi, senza continui spostamenti e perdite di tempo. Speriamo bene». La struttura della Rete, basata sul modello piuttosto diffuso nel Nord Italia, prevede al vertice la Consulta oncologica regionale (cui partecipa il dottor Serravezza anche) con compiti di indirizzo e verifica della gestione delle risorse; poi i quattro Dipartimenti integrati di Oncologia (Capitanata, Barese, Jonico-adriatico, Salentino), all’interno dei quali operano Gruppi di patologia interdisciplinare; quindi un Alto comitato di esperti. Obiettivo: realizzare aree omogenee di assistenza in tutta la Regione, che registra ogni anno 41mila ricoveri.

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CASARANO. Scuola più sicura, quella dell’Istituto comprensivo Polo Due, grazie all’apporto dei tre defibrillatori consegnati dai rappresentanti dei genitori. Lo scorso 14 febbraio è avvenuta la consegna ufficiale presso l’aula magna della scuola secondaria di primo grado di via Amalfi. I rappresentanti dei genitori hanno consegnato alla scuola le tre apparecchiature salvavita acquistate grazie alla raccolta fondi messa in atto dagli stessi  genitori  e alla quale  ha contribuito fattivamente la popolazione scolastica.

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defibrilaltoreGALATONE. Un altro defibrillatore manuale esterno donato dall’associazione galatonese Arma Aeronautica. Questa volta, a beneficiare del dispositivo, è stato l’istituto comprensivo Polo 1. Lo scorso 18 febbraio, presso l’aula magna della scuola Secondaria di primo grado di via Cadorna, è avvenuta la cerimonia di consegna dell’importante dono alla comunità scolastica. Alla manifestazione sono intervenuti il sindaco Livio Nisi; il presidente dell’associazione Arma Aeronautica di Galatone, primo maresciallo luogotenente Egidio Bove, nonché il presidente regionale della stessa associazione, generale Giuseppe Genghi. 

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ARADEO. Una delle associazioni più attive del paese e dell’intera provincia di Lecce, la Fratres, sezione “Dott. Nicola Frigino” di Aradeo è nei primissimi posti per numero di donazioni. A guidarla è Paolo Casaluci che si avvale nel suo lavoro di volontariato di ottimi collaboratori. Non è un caso che fra i consiglieri del gruppo provinciale sieda anche il segretario della sezione di Aradeo, l’attivissimo Davide Seclì. Con lui hanno cariche extracomunali Francesca Carallo (referente provinciale giovani) ed Andrea Minerba, revisore dei conti regionale. È comunque l’intero consiglio direttivo (composto anche dal vicepresidente Dino Carra, dal capogruppo Giovanni Mauro e dalle consigliere Daniela Aluisi ed Elena Gaballo) che merita apprezzamento per il lavoro svolto. L’associazione vanta una lunga storia e proprio in questi giorni festeggia i suoi 35 anni di attività, essendo nata nel 1982.

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La risonanza magnetica in arrivo e, nella fotina, Giacinto Scigliuzzo

La risonanza magnetica in arrivo e, nella fotina, Giacinto Scigliuzzo

SANNICOLA. Continua a crescere la “Città della Salute” di via Collina. La struttura sanitaria della Asl, inaugurata nell’aprile 2013 alla presenza dell’allora assessore regionale alla sanità Elena Gentile, è ormai punto di riferimento per tutta una serie di esami diagnostici cui ora si aggiunge anche la risonanza magnetica. Nei giorni scorsi le attrezzature sono state portate in sede per essere montate in attesa di avviare il servizio. La struttura attualmente ospita il servizio di continuità assistenziale (guardia medica), il centro prelievi, l’ambulatorio di riabilitazione per casi complessi, lo sportello per le prenotazioni e ticket, il centro antiviolenza con attività consultoriali, gli ambulatori per le vaccinazioni, cardiologia, fisiatria e attività libero professionali, dermatologia, ortopedia e reumatologia, con la attrezzature per effettuare la “Moc”, cioè la mineralometria ossea computerizzata utile per diagnosticare e prevenire le fragilità ossee e l’osteoporosi.

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L'ospedale di Copertino

L’ospedale di Copertino

ALEZIO. Ha fatto il giro d’Italia il caso (anticipato dal sito www.piazzasalento.it) della donna che, afflitta da dolori lancinanti alla pancia, nell’ultima di una serie di visite in ospedale ha partorito (nell’ospedale di Copertino) una bimba. A colpire soprattutto il fatto che la gravidanza non le era stata mai diagnostica, nè la famiglia – lui di Alezio, lei di San Donato – se l’ aspettava. Del resto, la donna (35enne) si era recata più di una volta presso il Pronto soccorso ospedaliero e sempre era tornata indietro con diagnosi che parlavano di blocco intestinale e problemi simili. Nelle decine di commenti registrati sul sito www.piazzasalento.it ci sono ovviamente espressioni di segno diverso, quando non opposto, tra il sospettoso con ricostruzioni superficiali ed assimilazioni forzate (“ma come si fa a non accorgersi… e la pancia?ˮ) e conferme invece di gravidanze molto particolari, senza sintomi neanche visivi (pancia, seno) e con mestruazioni anomale, come nel caso di cui si parla.

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parto-nursery-535x300ALEZIO. Va in ospedale per forti dolori all’addome e partorisce una bimba. È accaduto – alla fine di una gestazione a sua insaputa – ad una 35nne, sposata e completamente all’oscuro di essere incinta da poco meno di otto mesi. “In tutto questo periodo ho avuto anche le mestruazioni, sia pure saltuariamente”, ha detto la donna ai sanitari dell’ospedale di Copertino cui era stata indirizzata dopo un primo consulto col proprio medico. “Non ho avuto nessun altro segnale che mi facesse venire in mente una gravidanza”, ha continuato la neomamma che adesso sta bene come pure la neonata, che pesa un chilo e 800 grammi ed è in incubatrice.

claudio casciaro e ospedale casaranoCASARANO. Dalla grande mobilitazione ai ricorsi giudiziari. Questa la strada segnata per provare a salvare l’ospedale “Francesco Ferrari” dal previsto declassamento a struttura di base secondo il Piano di riordino ospedaliero disegnato dal governatore Emiliano. Primo banco di prova il trasferimento al “Vito Fazzi” di Lecce del reparto di Chirurgia pediatrica (destinato a diventare il “fulcro” del nascente Polo pediatrico) contro il quale si è schierato non solo il sindaco Gianni Stefàno, ma anche la Cisal-Sanità con un atto di diffida indirizzato alla Procura di Lecce, alla Asl, al Prefetto di Lecce e alla sezione regionale della Corte dei Conti. Intanto la Asl leccese ha risposto alla dura presa di posizione di Stefàno confermando che il trasferimento del reparto “avverrà nei tempi dovuti e secondo le norme”. La data del primo febbraio, infatti, risulta essere “puramente indicativa in quanto legata alla programmazione dei lavori, ormai in via di ultimazione, per sistemare il piano dell’ospedale “Vito Fazzi” destinato ad ospitare il reparto trasferito da Casarano”, come si legge in una nota ufficiale della Direzione generale della stessa Asl Lecce. Circa la legittimità dell’operazione, messa più volte in discussione dal sindaco Stefàno, la Asl conferma come “a questo disegno che guarda all’interesse pubblico non c’è alternativa: per legge, per opportunità e per le condizioni di sicurezza dovute ad un’utenza oggettivamente fragile, essendo Chirurgia pediatrica di Casarano è un reparto al servizio non del singolo ospedale ma dell’intera Asl, inquadrato nel decreto ministeriale 70 come struttura al servizio di un bacino sovraziendale, quindi anche delle Asl più vicine, come Taranto e Brindisi, che non dispongono di un reparto del genere”.

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mediciACQUARICA. Vogliono vederci chiaro e chiedono un risarcimento alla clinica i familiari di Franca, 64enne di Acquarica del Capo, morta nel 2015 per infezione da Escherichia Coli a seguito di un intervento cardochirurgico. “Non deve accadere mai più. Lo facciamo solo per lei, del resto è l’ultima cosa che resta da fare”, racconta l’avvocato Dario Malinconico, incaricato dagli eredi di curare i loro interessi e aiutarli a fare luce sulla scomparsa della donna. La donna era stata sottoposta a un intervento cardochirurgico, programmato e riuscito, presso la clinica Città di Lecce con innesto di arteria mammaria interna di sinistra per la rivascolarizzazione miocardica. Nonostante il persistente stato febbrile conseguente l’intervento e la positività all’ “Esterichia coli”, la paziente era stata dimessa il 13 luglio con segnalata iperpiressia e valori elevati di Ves. Dopo un breve periodo trascorso a casa, il quadro clinico è peggiorato: nuovamente ricoverata in clinica, la paziente era risultata positiva al batterio della “Klebsiella pneumoniae”, morendo il 19 ottobre.

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don Marcello SpadaGALLIPOLI. Quest’anno, si celebra a Nardò la “XXV Giornata mondiale del malato” in programma l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes. Ad organizzarla, nella diocesi di Nardò-Gallipoli, l’Ufficio per la pastorale della salute, diretto da don Marcello Spada, che, da Roma dov’è in udienza da Papa Francesco, coinvolge parroci, volontari e associazioni dell’ambito sanitario (Avulss, Cvs, Unitalsi e Avo) e ministri della Comunione, per la buona riuscita della “Giornata”. «L’appuntamento di Nardò – scrive nell’invito don Marcello, cappellano ospedaliero a Gallipoli e consigliere nazionale Avulss – ci dà la possibilità di sensibilizzare le comunità cristiane, civili e religiose a farsi carico delle problematiche riguardanti il mondo della salute e ad impegnarsi per rispondere alle necessità di una più adeguata e qualificata assistenza e cura delle persone malate, perché si sentano sempre più soggetti attivi nella famiglia di Dio».

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Anna Maria Colazzo, Michele Paglialunga, Maria Antonietta Muci, Annalisa Bevilacqua, Egidio Romano, Stefania Bianco

da sinistra: Anna Maria Colazzo, Michele Paglialunga, Maria Antonietta Muci, Annalisa Bevilacqua, Egidio Romano, Stefania Bianco

NARDÒ. “Un ospedale che non si vede, attivo 365 giorni l’anno”. Così Luciana Fracella, responsabile neretina di Ant (Assistenza nazionale tumori), descrive i “suoi” volontari che da quattro anni offrono assistenza domiciliare gratuita ai pazienti oncologici. Adesso però lo scoglio è un altro. Le richieste di aiuto aumentano e il gruppo non è sufficiente a coprire un territorio che comprende Nardò e gli altri Comuni del distretto socio-sanitario (Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo e Seclì). Da qui l’appello a fare volontariato. «In questi anni – spiega la referente – la sezione Ant “Don Tonino Bello” ha offerto assistenza medica specialistica mediamente a circa trenta pazienti al mese residenti nei vari Comuni, ma anche controlli dermatologici gratuiti per la prevenzione del melanoma.

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real galatone saluteGALATONE. Real Galatone sempre in prima fila nell’attenzione alla beneficenza e alla solidarietà. Sono state consegnate alla famiglie bisognose del territorio, infatti, le buste contenenti alimenti o giocattoli per bambini raccolte nel corso del triangolare di beneficenza prenatalizio disputato allo stadio comunale “G. Rizzo” di Galatone. “Un calcio per la solidarietà” è stata l’iniziativa alla quale hanno aderito, insieme alla squadra dell’associazione, anche la squadra di calcio amatoriale di Galatone e una squadra composta da rappresentanti di diverse associazioni galatonesi. Le buste raccolte hanno rappresentato il biglietto d’entrata allo stadio.

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GALLIPOLI. Il Piano di riordino ospedaliero torna in ballo e non per entrare in vigore, tra timori e speranze, ma per fare un altro tratto di procedura prima trascurata. Quanto costa questo riordino’ Quali i risparmi? E Le spese a quanto ammontano? A questo e ad altro risponderà la Commissione Bilancio della Regione Puglia. Il suo presidente il consigliere regionale Amati (Pd) ha accolto la richiesta del gruppo consiliare Cor e a breve convocherà la commissione. “La nostra non è una vittoria politica, sia chiaro, ma è una vittoria dei pugliesi. Anche perché – scrive dei Conservatori e riformisti, Zullo – in Commissione Sanità sia al presidente-assessore alla Sanità, Emiliano, sia al direttore Ruscitti avevamo esposto tutte le nostre perplessità su un Piano che non aveva fatto nessuno studio su come, a livello economico, l’attuazione avrebbe inciso sulle risorse del Sistema Sanitario Regionale. Noi non sappiamo ad oggi se si risparmiano risorse o si sprecano, eppure nel decreto ministeriale  70 del 2015 (che detta le linee guida dei Piani di riordino) è prevista in modo preciso la clausola di invarianza finanziaria, mentre la Legge di Stabilità 2016 (a cui bisogna parametrare i costi) ha decretato che il rapporto costi/ricavi negli ospedali non deve creare uno squilibrio superiore al 10% e comunque non deve essere superiore ai 10 milioni di euro. Non solo – conclude Zullo – gli Indicatori tendenziali di finanziamento dei micro-livelli di assistenza consigliano di ripartire le risorse sanitarie per il 51% alla medicina territoriale, il 44% all’assistenza ospedaliera e il 5% alla prevenzione. Se il Piano di Riordino Ospedaliero dovesse assorbire più del 44% è chiaro che si andranno a sottrarre risorse alla medicina territoriale e alla prevenzione. Insomma, vogliamo fin da oggi scongiurare che alla fine dell’anno il Bilancio della Sanità pugliese non sia in deficit e non abbia bisogno di correttivi. Così come non vogliamo che gli ospedali debbano trovarsi in una situazione di dover procedere a un Piano di rientro”.

Luca De Simone e Gabriele IndennitateNARDÒ. “Farmacia di turno”: nella quotidianità potrebbe capitare di aver bisogno urgentemente di un’informazione simile, soprattutto in un centro con molte attività che operano nel settore. A Nardò a risolvere il problema c’hanno pensato Luca De Simone e Gabriele Indennitate (foto), due giovanissimi studenti (classe ’94 e ’89) che partendo da un’esperienza personale hanno creato prima un sito web e poi un’app gratuita dal nome “Farmacia di Turno Nardò”. «Ci è capitato di dover cercare quale fosse la farmacia di turno e non è stato proprio facile – dicono i due – allora abbiamo pensato di mettere in piedi un servizio che possa essere davvero utile, in cui ogni giorno automaticamente sono fornite informazioni sulla turnazione, sugli indirizzi e sui recapiti d’emergenza di tutte, magari per accelerare tante tempistiche. Tutti i farmacisti sono stati molto disponibili e entusiasti dell’iniziativa»,

Luciana Minerba

Luciana Minerba

CASARANO. È allarme carenza medici nel reparto di Nefrologia del “Ferrari”. È Luciana Minerba (foto), responsabile locale dell’Associazione nazionali emodializzati (Aned) a chiedere a gran voce un intervento deciso da parte dei vertici della Asl. «Nel reparto di Nefrologia – spiega la Minerba – abbiamo 24 pazienti in emodialisi per turno, un reparto di degenza h24 e un ambulatorio sia per nefropatici sia per trapiantati, che serve 50 trapiantati, mentre altri 25 sono in lista d’attesa. A gestire tutta questa mole di lavoro è un solo medico per turno, che, per legge, non può lasciare incustodita la dialisi, visto si tratta di una pratica sub intensiva. Peraltro, viste le sue dimensioni, la sola dialisi avrebbe bisogno di due medici dedicati per turno». Da qui la richiesta di incentivare il numero di medici a disposizione del reparto. «Questi medici – taglia corto la Minerba – lavorano sette giorni su sette, senza straordinari e nessuna risorsa aggiuntiva e senza giorni di riposo. Grazie a Dio abbiamo degli infermieri straordinari, che, però, non possono sostituirsi ai medici. Peraltro, il tanto sbandierato piano assunzionale non prevede alcun medico per questo reparto.

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