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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Galatone – La Fidas di Galatone ed il Comune promuovono un incontro pubblico al fine di informare circa il consenso consapevole in merito alla donazione degli organi. “Una scelta in Comune” è il tema dell’appuntamento di giovedì 24 maggio, alle 18.30, presso palazzo Marchesale con la presentazione del progetto promosso dalla Fidas. Interverranno il sindaco Flavio Filoni, il responsabile dei servizi demografici Maurizio pagano, il presidente Fidas Galatone Italo Gatto e l’anestesista Giancarlo Negro (di Sannicola in servizio presso l’ospedale “Ferrari” di Casarano) insieme alle testimonianze dell’ex onorevole Lorenzo Ria (di Taviano), di Rita Cuna e di Teresa Gatto. «L’iniziativa nasce per informare e sensibilizzare l’intera comunità nel dare il giusto peso ad una scelta responsabile e di civiltà. Da oggi – fanno sapere i promotori – quanti richiederanno o rinnoveranno la carta d’identità potranno esprimere la propria volontà sulla donazione degli organi e registrarsi nel sistema informativo trapianti. Il progetto, sperimentato in altre regioni e adottato a Galatone tra i primi comuni della Puglia, ha portato un notevole incremento in tema di vite umane salvate».

Nardò – Accoglienza turistica e mobilità locale: Comune e privati scaldano i motori in attesa dell’estate 2018. Palazzo Personè ha annunciato in queste ore il sistema di mobilità turistica che da giugno interesserà la città e, soprattutto, turisti e visitatori. Si tratta di taxi boat, apecalessinio e minibus elettrici. L’obiettivo è quello di associare la mobilità con vere e proprie immersioni nel paesaggio e nella storia di Nardò, tra itinerari e percorsi sostenibili. Il Comune ha affidato tale servizio di taxi boat, api calessino e minibus elettrici (beni acquisiti nell’ambito del Sac Arneo-Costa dei Ginepri), all’impresa “Salento Open Tour”.

Da giugno al 30 settembre ogni giorno un taxi boat, dalle 9.30 alle 20 partirà dalla darsena di Santa Caterina per visite guidate su prenotazione. Due gli itinerari, di circa due ore ciascuno: uno Portoselvaggio-Torre Uluzzo-Palude del Capitano-Sant’Isidoro, l’altro Santa Maria al Bagno-Quattro Colonne-Montagna Spaccata. Previsto anche un itinerario archeologico in mare in collaborazione con il Museo della Preistoria. Costo: a partire da 15 euro a persona.

Altro servizio sarà quello degli apecalessini, con tre itinerari. Ogni giorno partenze da piazza Salandra per visite guidate di un’ora nel centro storico nelle fasce orarie 9.30-12.30 e 18-22. Costo: da 5 euro a persona. Secondo itinerario: giro panoramico di trenta minuti, al costo di cinque euro a persona, nelle marine di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. In questo caso il servizio sarà attivo il martedì, giovedì, sabato, domenica nei mesi di giugno e settembre e tutti i giorni a luglio e agosto. Fasce orarie: 9.30-12.30 e 18-22. Terzo itinerario: Parco di Portoselvaggio, con collegamento tra aree di sosta e ingressi al Parco, nei pressi di Villa Tafuri e a Torre Uluzzo. Le api calessino effettueranno su richiesta anche trasferimenti tra le due marine, dalla stazione ferroviaria e dalla fermata di SalentoinBus verso b&b e altre strutture ricettive neretine. Infine, al costo di 2 euro a persona si potrà visitare Portoselvaggio anche a bordo di minibus elettrici da 13 posti tutti i giorni, da giugno a settembre, nella fascia oraria 9-20.

«Per la prima volta in maniera così strutturata – ha dichiarato l’assessore al Turismo Giulia Puglia (foto) – è offerta al turista la possibilità di vivere la città integralmente, spostandosi in modo veloce e sostenibile tra i suoi angoli più belli. Abbiamo fatto un lavoro faticoso per mettere le tessere al posto giusto in questo mosaico che è il sistema di mobilità turistica, grazie al quale valorizziamo davvero Nardò e per cui la città non credo abbia nulla da invidiare a località più blasonate del Salento e della Puglia, che però hanno un vantaggio innegabile per aver programmato molti anni prima di noi». L’assessore al Turismo si sofferma anche su un’altra recente iniziativa finalizzata all’accoglienza turistica: il corso gratuito d’inglese, appena terminato, che il Comune ha organizzato nei mesi scorsi per commercianti e operatori turistici. Il 22 maggio al Chiostro dei Carmelitani sono stati consegnati gli attestati di partecipazione a commercianti, gestori di strutture ricettive, ristoratori, camerieri, ecc. che hanno seguito le lezioni. Le attività didattiche, coordinate dalla cooperativa Fluxus, sono state affidate alle insegnanti Alessandra Greco, Maria Mollone (madrelingua inglese) e Debbie Stacey (inglese residente a Nardò da pochi mesi). «È stata una esperienza molto utile – ha dichiarato in questo caso l’assessore Puglia – soprattutto per le tante persone che hanno l’esigenza di relazionarsi con ospiti stranieri. Ovviamente anche l’occasione per la città di crescere e colmare questo antico deficit dell’accoglienza. Ci sono le premesse per ripetere il corso il prossimo anno».

Corigliano d’Otranto – Castello de’ Monti sabato 26 maggio alle ore 18.30 ospiterà un incontro informativo sulla cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. “Io dono, non so per chi ma so perchè” è organizzato da Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) in collaborazione con il Comune di Corigliano nell’ambito delle iniziative della Festa dello Sport 2018. L’incontro affronterà tutti gli aspetti medico-scientifici, psicologici e sociali che consentono la donazione e il trapianto. Inoltre grande spazio sarà riservato ad approfondimenti di medici specialisti e alle testimonianze di donatori, riceventi e familiari dei donatori per divulgare la cultura della donazione come opportunità per offrire, a chi ne ha bisogno, non una speranza ma una effettiva certezza per ritornare a vivere. Dopo l’introduzione della sindaca Dina Manti (foto) e della responsabile dell’ufficio anagrafe Nadia Vizzi, la dirigente del Centro regionale trapianti della Puglia Raffaella Guido illustrerà l’attuale situazione nella nostra regione in materia di donazione; a seguire il responsabile donazione e trapianti dell’ospedale di Scorrano Domenico Corlianò interverrà sul tema “morte cerebrale  e consenso alla donazione” mentre Maria Caterina Carbonara, coordinatrice territoriale per i trapianti d’organo all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, approfondirà gli aspetti che riguardano la manifestazione di volontà alla donazione di organi e tessuti; chiuderanno l’incontro le testimonianze di donatori, di riceventi e di familiari di donatori. L’incontro sarà moderato da Rita Cuna, presidente della delegazione pugliese Aitf (Associazione italiana trapiantati di fegato).
Il Comune di Corigliano d’Otranto, come tantissimi altri comuni in Puglia e in Italia, ha aderito al progetto nazionale Una scelta in comune per offrire a tutti i cittadini che richiedono o rinnovano la carta d’identità, l’opportunità di esprimere in piena consapevolezza la loro adesione o il rifiuto alla donazione.

 

Gallipoli – Con l’approssimarsi dell’estate, ritorna d’attualità l’annoso dilemma dei divieti per gl’incalliti frequentatori della scogliera di scirocco nel tratto delle due grotte “del diavolo” e “dei monaci”: come poter prendere la tintarella e tuffarsi in mare, senza infrangere la legge? Alla base della querelle vi è infatti una diversa regolamentazione di quel tratto, con provvedimenti autorizzativi da un lato e restrittivi dall’altro.

Intanto va detto che sin dal 2016 c’è un’ordinanza (la n. 49) della Capitaneria di Porto, quale polizia marittima, che interdice in quel tratto di scogliera “sia il transito che la sosta” a chiunque; il Comune aveva installato infatti ben visibili i paletti di divieto. Ma nello stesso tratto lo stesso Comune ha autorizzato, a seguito di una perizia geologica, il rinnovo dell’autorizzazione ad installare, come per gli anni passati, delle giostre per bambini.  Lo stridio tra i due atteggiamenti, dal punto di vista burocratico legittimi, appare evidente. “Per quale arcano motivo il divieto vale solo per noi?”, si chiedono nuovamente i bagnanti affezionati, segnalando l’apparente enigma a piazzasalento.

Non vi è nulla di misterioso, in quanto i giostrai hanno sempre goduto di regolare autorizzazione comunale stagionale rilasciata dal dirigente dell’ufficio tecnico ing. Giuseppe Cataldi (ora in pensione): da ultimo, l’anno scorso a seguito di perizia geotecnica a firma di Gianluigi Barone (di recente nominato gestore provvisorio del Parco naturale di “Punta Pizzo-Isola Sant’Andrea”) e Antonio Inguscio, entrambi di Nardò, a integrazione di altra perizia precedente a firma del geologo Marcello De Donatis di Ruffano, che esclusero pericolo di crolli. Intanto però i paletti con i cartelli di divieto in più lingue fanno ancora bella mostra di sé: “Se le perizie rassicuranti valgono per le giostre – sottolineano i bagnanti – a maggior ragione dovrebbero valere anche per quello sparuto numero di bagnanti habitué della scogliera di scirocco. Durante la precedente stagione estiva, apparve chiaro il controsenso tanto che dal Comune, dopo avere interpellato gli uffici competenti, parve di capire che sarebbero stati rimossi.

Invece non è accaduto nulla. Spiega il perché l’assessore al Demanio, Dario Vincenti. “Ho sentito sull’argomento e sulle ultime istanze il competente ufficio tecnico. Il pericolo di crollo non riguarda la zona su cui insistono le giostre, ma solo quella poco più distante, che s’affaccia direttamente sul mare”. Basta poco, giusto qualche metro e il pericolo per l’incolumità pubblica si materializza. I bagnanti incalliti sono avvertiti.

 Gallipoli – Cambia qualcosa nel funzionamento della zona a traffico limitato nel centro storico cittadino. Il lavoro fatto dalla commissione consiliare, presieduta da Vincenzo Piro, è giunto in Consiglio oggi per le decisioni finali, Che riguardano intanto l’abolizione dei pass per i non residenti, anche se proprietari di immobili nella città vecchia (erano 466). Ridotti i permessi idi circolazione anche per i medici: finora era sufficiente risultare iscritti all’ordine dei medici per poter transitare liberamente; da adesso occorrerà dimostrare di operare sul territorio (tipo servizio di Guardia medica, medici di base); fatti salvi i pass per i medici residenti in città (in totale erano 151). Gli automezzi che servono gli esercizi commerciali e di ristorazione potranno rifornire i loro clienti ma solo fino alle 16 per operazioni di carico-scarico. Infine gli stalli riservati alla Curia, sono stati ridotti da otto a due. Prima di questi tagli, i permessi erano 3.935. La ztl è in vigore dallo scorso 22 aprile e durerà fino al 30 settembre; copre la fascia oraria dalle 9 fino alle 2 di notte del giorno successivo.

La commissione consiliare, che aveva ascoltato indicazioni e richieste di associazioni e operatori del centro storico, aveva anche proposto l’abolizione dell’attuale sistema di parcheggi nell’area portuale. “Lì resta tutto com’è adesso – chiarisce il consigliere Piro – ma il Sindaco si è impegnato a risolvere il problema dei residenti; si va verso aree riservate e gratuite. In complesso si poteva fare qualcosa di più – conclude Piro – partiamo e vediamo come va”.

“Dopo i lavori portati avanti dalla commissione presieduta dal  consigliere Vincenzo Piro, oggi il Consiglio comunale ha approvato  un regolamento storico – è il commento del Sindaco Stefano Minerva – . in grado di andare incontro alle esigenze dei  cittadini. La politica non si fa con i comunicati su Facebook o con gli  esposti, la politica si fa con gli atti amministrativi: questa  Amministrazione ha avuto il coraggio di ridurre notevolmente i permessi  e inserendo la possibilità dei pass a tempo per i fornitori fino alle  ore 16. Avevamo preso l’impegno con la città e così è stato: una  promessa tangibile, concreta, volta al bene della città. Un impegno  importante ignorato dall’opposizione che non ha preso parte alla  commissione e che ha dato prova del proprio disinteresse anche oggi con  la pagliacciata della presenza in aula consiliare tra il pubblico. La  politica è una cosa seria, noi continuiamo con il nostro impegno e con segnali precisi verso la tutela dei cittadini stessi.”

Nardò – Sessanta visite dermatologiche gratuite per la prevenzione del melanoma. La Fondazione ANT Italia onlus riserva per i cittadini di Nardò la possibilità di effettuare un controllo dei nei sospetti nei giorni 24 e 25 maggio (dalle ore 15 alle 19) e sabato 26 maggio (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19) presso l’ambulatorio di dermatologia dell’ex ospedale di Nardò. Le visite con l’ausilio del videodermatoscopio saranno realizzate da Serena De Trane, medico chirurgo specializzato in dermatologia e venereologia.

La prevenzione rappresenta l’arma più efficace per combattere il cancro. È per questo che la Fondazione ANT in questi ultimi anni ha dedicato particolare attenzione ai progetti di sensibilizzazione ed educazione sanitaria nelle scuole e sul territorio ed ai progetti di diagnosi precoce. La fondazione, ad oggi, ha offerto 148.288 visite gratuite in 78 province italiane. Prendendo come riferimento il 2016, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati cittadini (29%), alle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (26%), al contributo del 5×1000 (15%) e a lasciti e donazioni (9%). Solo il 15% deriva da fondi pubblici. Per info e prenotazioni 342/7683503 (Luciana Fracella, delegata ANT “Don Tonino Bello” di Nardò).

Gli operatori al lavoro. Sotto, da sinistra, i sindaci di Casarano, Parabita e Matino: Gianni Stefàno, Alfredo Cacciapaglia e Tiziano Cataldi

Acquarica del Capo Montesano Palmariggi – Dieci dipendenti delle ditte appaltatrici per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sul piede di guerra: non ricevono gli stipendi con puntualità per cui nei prossimi giorni potrebbero verificarsi “spontanei blocchi della raccolta”. Lo hanno comunicato con una raccomandata i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl; intestatarie le società Armando Muccio, Icom srl, Coop Sud Scarl, tutte e tre di Taurisano. Ad oggi i dieci addetti non hanno ancora incassato il salario di aprile.

“Eppure i Comuni interessati hanno quasi tutti adempiuto ai loro obblighi nei pagamenti alla concessionaria – spiega Paolo Taurino della Fp  Cgil – Acquarica ad esempio è in perfetta regola, un paio di mesi di ritardo registra Montesano salentino. Per evitare questi grossi disagi abbiamo chiesto ai Comuni che corrispondano loro gli stipeni per po irivalersi sul canone contrattuale, ma in un incontro ad Acquarica, le imprese coinvolte hanno detto di no”.

E’ dunque stato di agitazione adesso: “I sindacati chiedono ai Sindaci con urgenza – è scritto in una nota delle cinque sigle – una riunione per avviare le procedure di raffreddamento della nascente vertenza , auspicando l’immediata risoluzione del problema”. I sindacati sollecitano le Amministrazioni comunali interessate ad informare i cittadini dello stato di agitazione e delle possibili conseguenze.

 

 

Porto Cesareo – Andrà ai Sud Sound System, a Romina Power, all’associazione Giulia (giornaliste unite libere e autonome) e a Titti Tornesello (foto), l’oncologa di Alezio a capo del reparto di Oncoematologia pediatrica del “Fazzi” il premio “Virtù e conoscenza”. Questi i primi nomi che sono trapelati durante la presentazione del documentario omonimo fatto venerdì scorso in Provincia a Lecce e sabato a Porto Cesareo, alla presenza del presidente della Provincia Antonio Gabellone (di Tuglie), del Sindaco Salvatore Albano, dell’assessore all’Istruzione, Università, Formazione professionale e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo; il direttore del Polo biblio-museale per la Puglia Luigi De Luca, di rappresentanti Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici del Mibact e del Miur – Ufficio scolastico per la Puglia, della presidente di “Integra Onlus” e con la conduzione del giornalista Rai, Enzo Delvecchio.

Il documentario, con la regia di Agnese Correra e la colonna sonora composta da Gloria Arnesano con gli Euphonic, è stato realizzato grazie alla costituzione di una specifica Rete scolastica ed al patrocinio della Provincia di Lecce, Comune di Porto Cesareo, Regione Puglia, Ministero dell’Interno, MiBact, Ufficio scolastico regionale per la Puglia, Unione dei Comuni Union3 (otto Enti tra cui Porto Cesareo), Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo), Università del Salento e Università degli Studi di Bari. L’opera filmica ha come obiettivo la promozione dell’integrazione interculturale, il dialogo interreligioso e l’interscambio delle conoscenze, la valorizzare delle diversità, la promozione del territorio con le sue risorse umane ed il suo inestimabile patrimonio paesaggistico, artistico e culturale.

Maglie – Il discusso piano di lottizzazione convenzionata nella zona delle Franite è stato nei giorni scorsi oggetto di una audizione alla Regione Puglia. L’assessore alla Pianificazione territoriale, Alfonsino Pisicchio, ha ascoltato il consigliere regionale Cristian Casili (di Nardò) del M5S, il consigliere pentastellato del Comune di Maglie, Antonio Izzo, e l’avvocato Raffaele Cesari in rappresentanza del  Coordinamento per la tutela del territorio magliese (Cttm). «Grazie alla nostra audizione  – è il commento del consigliere Casili – abbiamo ottenuto rassicurazioni importanti dall’assessore Pisicchio sul rispetto dei vincoli e delle prescrizioni contenute nella delibera del 2014 con la quale la Giunta regionale aveva rilasciato il parere paesaggistico per il Piano di lottizzazione convenzionata della zona ‘Fraganite’ a Maglie. Prescrizioni di cui il Comune avrebbe dovuto verificare l’ottemperanza da parte dei lottizzanti. Speriamo che grazie ai chiarimenti forniti finalmente venga scritta la parola fine al rimpallo di responsabilità tra Comune di Maglie e Regione Puglia».

La vicenda inizia nel 2013 con l’approvazione da parte del Comune di Maglie del Piano di lottizzazione  con villette a schiera prospicienti il viale delle Franite,  frequentato da sempre e in ogni stagione dai magliesi che lo ritengono una specie di “percorso della salute”. Si costituì subito il coordinamento per la tutela del territorio magliese con alcuni interventi (raccolta firme, banchetti di sensibilizzazione) a difesa di una zona che dovrebbe mantenere le sue caratteristiche peculiari.

Anche la  Regione Puglia  nel  2014 con una delibera ha riconosciuto il valore paesaggistico storico culturale del comparto interessato (nella zona c’è il menhir Crocemuzza) e  ha dato parere favorevole alla lottizzazione rilasciando il parere paesaggistico con prescrizioni e indirizzi “la cui ottemperanza deve essere verificata da parte del Comune”.  Sono stati presentati in seguito dai lottizzanti  nuovi eleborati progettuali che il Cttm ha giudicato in violazione delle prescrizioni regionali. La questione – piuttosto articolata e annosa – è arrivata in Consiglio comunale con una mozione dell’opposizione (bocciata)  che impegnava il Comune a verificare l’ottemperanza alle prescrizioni della Regione.  Da qui “il rimpallo di responsabilità” tra Regione e Comune a cui sembra aver posto fine nei giorni scorsi l’audizione regionale a Bari: «Abbiamo ristabilito finalmente il perimetro della corretta progettualità e il rispetto di quanto prescritto nella delibera regionale 1175/2014. Riteniamo che le puntuali e dettagliate prescrizioni impartite siano da ritenersi vincolanti e non modificabili, per garantire la tutela dell’area interessata dal Piano», concludono i pentastellati.

Intanto il Comune per il prossimo 5 giugno è stata convocata una Conferenza di servizi proprio su questo argomento. (da sinistra località Le Franite, Raffaele Cesari, Antonio Izzo)

 

 

 

 

 

Nardò – Ricevere un passaggio in auto per andare a effettuare una visita medica o per svolgere commissioni, non avendo altri mezzi. Destinatari del servizio gratuito saranno anziani, disabili e coloro che per varie ragioni sono impossibilitati a muoversi. È la sintesi del progetto “Noi con voi”, con il quale l’Amministrazione comunale garantirà il trasporto ai cittadini neretini in difficoltà. Il servizio sarà gestito dall’azienda “Gms Global Mobility System”, la quale concederà al Comune in comodato d’uso gratuito un Fiat Doblò attrezzato per trasporto disabili (fino a tre passeggeri) e una Fiat Punto.

I mezzi messi a disposizione, fa sapere il Comune, sono frutto delle risorse finanziarie derivanti dalla locazione agli operatori economici locali di spazi pubblicitari sulla superficie esterna dello stesso mezzo. Il comodato ha la durata di due anni ed è rinnovabile. «L’integrazione delle persone diversamente abili, degli anziani e di tutte le persone svantaggiate – ha dichiarato l’assessore al Welfare Maria Grazia Sodero (foto) – è una mission importantissima per l’Amministrazione comunale e per enti e organismi che offrono servizi di carattere sociale. Peraltro, così come strutturato, il progetto costituisce una utilità, oltre che per i diretti beneficiari, anche per l’amministrazione comunale che può garantire il servizio, e per il tessuto imprenditoriale, per il quale può essere un ottimo veicolo di promozione».

Gallipoli – Particolarmente partecipata stamattina la seconda edizione della “Gallipoli Run – Corri per la ricerca” svoltasi in località Torre San Giovanni. Organizzata dalla Lega Tumori di Lecce, a sostegno del “Centro Ilma” e patrocinata da Fidal e Coni, vi hanno partecipato complessivamente oltre 2mila atleti.
Primi a raggiungere il traguardo della 10mila metri (sono stati 515 i runners iscritti) Francesco Quarato, della Team Pianeta Sport di Massafra con 33:35 e Emanuela Gemma, della Tre Casali di San Cesario, che ha così registrato il nuovo record della manifestazione con 38:51 .
Grande partecipazione anche per le altre due gare non competitive, con quasi 1.500 iscritti: tra di essi anche il Sindaco Stefano Minerva accompagnato dalla madre Maria Rosco, il direttore scientifico Lilt provinciale Giuseppe Serravezza di Casarano e il presidente nazionale Francesco Schittulli, presenti poi all’arrivo degli atleti assieme alla presidente Marianna Burlando. L’Istituto comprensivo 2° Polo (dirigente Lucilla Vaglio di Nardò) si è conquistata una targa per l’alto numero di alunni partecipanti (oltre 100). A chiusura della manifestazione, la presidente Burlando ha dichiarato: “Una corsa per conservare la salute e fare in modo di non ammalarsi. Ai ricercatori del nascente Centro Ilma i partecipanti alla GallipoliRun affidano la tutela della Salute, a loro chiedono la comprensione delle cause oncoambientali locali e la conseguente applicazione dei risultati evidence based per rimuovere le fonti e le contaminazioni che si correlano alle patologie tumorali”. Come si ricorderà, Gallipoli Run sostiene la prevenzione primaria, attraverso la ricerca delle cause alla base della genesi dei tumori. “Il Centro Ilma è in fase di costruzione, ma la ricerca è già iniziata”, fanno infatti sapere gli organizzatori.

Porto Cesareo – Si è svolta oggi come previsto dal programma “Clean Sea Life”, la giornata dedicata dalla pulizia straordinaria dei fondali e dell’ambiente marino.  La seconda edizione dell’evento “A pesca di rifiuti”, ultimata con una raccolta davvero straordinaria (anche con notevole preoccupazione per l’incuria di tanta gente verso la natura) di rifiuti di ogni genere. L’iniziativa di sensibilizzazione e protezione del mare si è svolta con le stesse modalità dello scorso anno: la pulizia della costa con pescatori sportivi, associazioni e liberi cittadini e la pulizia dei fondali marini con esperti sommozzatori ed apneisti dalle 9 alle 13 in località Santo Isidoro di Nardò, Isola dei Conigli e isole minori di Porto Cesareo. L’evento rientra nel progetto europeo della Direttiva del 17 giugno 2008 sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy).

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha subito aderito al progetto “Clean Sea LIfe”, cofinanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma “Life” di sensibilizzazione per la riduzione dei rifiuti marini), in collaborazione con i Comuni di Porto Cesareo e Nardò e con il supporto della Capitaneria di Porto – Guardia costiera di Gallipoli, Ufficio locale marittimo di Porto Cesareo ed Ecotecnica, ha organizzato un doppio appuntamento

La prima attività del programma ha avuto il seminario/breaking dal titolo “Il Problema dei rifiuti in mare” l’11 maggio nel pomeriggio, nel Museo di biologia marina di Porto Cesareo.

Nardò – Approvato ieri dalla Giunta comunale il progetto definitivo per estendere la rete pluviale in  zona Pagani, con bitumazione delle strade a fondo naturale, finalizzato ad evitare gli allagamenti a casa delle piogge. Questo elaborato è necessario per poter partecipare all’avviso pubblico regionale per il Por Puglia 2014-2020, progetti e finanziamenti di derivazione europea, che all’Asse VI, Azione 6.4 prevede fondi per “Infrastrutture per il convogliamento e lo stoccaggio delle acque pluviali”. Si tratta di un intervento atteso almeno sin dal 1981, quando l’allora Eaap (Acquedotto pugliese) preparò un progetto generale per l’abitato di Nardò, realizzato nel corso degli anni solo parzialmente. Zona Pagani è tra quelle che più risentono di disagi a seguito di piogge. Il progetto comunale ammonta a 1 milione e mezzo di euro ed è stato redatto dai tecnici Salvatore Cristian Filieri, Alfredo Inno, Manuela Lega e Sara Falangone.

“L’intervento prevede la realizzazione della rete pluviale nell’area più a sud di zona Pagani (quella più critica) – si legge in una nota del Comune – , di una vasca di trattamento delle acque, di una vasca di accumulo per il riutilizzo civico delle acque meteoriche, di una vasca di smaltimento e di un sistema di pompaggio per l’uso civile delle acque trattate. Quest’area comprende via Lezzi, via Leonardo, via De Martino, via Saponaro, via Codacci Pisanelli, via Bardoscia, via San Bonaventura da Lama. Al fine di consentire la realizzazione di un efficace sistema di convogliamento e smaltimento l’intervento sarà completato con la bitumazione delle strade e la realizzazione di cordoli e marciapiedi”. Il progetto prefigura anche l’ampliamento della rete in prossimità dell’infrastruttura già esistente nell’area più a nord di zona Pagani, con la realizzazione di caditoie stradali lungo la viabilità di prolungamento di via Vaglio e di due tratti di fognatura pluviale su via Mariano e via degli Speleologi (con caditoie). Nelle due aree, infine, sarà predisposto un sistema di teleallarme che invia segnali acustici in caso di allagamenti e consente la videosorveglianza anche a scopo di prevenzione degli incendi.
”Risolveremo nel più breve tempo possibile – assicura il sindaco Giuseppe Mellone, che punta al finanziamento dell’opera – anche questa antica criticità della città, in una zona che è cresciuta molto negli ultimi anni e che ormai rientra nel tessuto urbano”.

 

Gallipoli – Un patto col territorio, che è finora mancato, ed una convivenza forzata ma il più possibile innocua da attuarsi in dieci mosse: i consiglieri regionali del M5S Antonella Laricchia e Cristian Casili (di Nardò, al centro) ed i loro parlamentari Patty L’Abbate, Ruggiero Quarto, Giovanni Vianello e Gianpaolo Cassese hanno presentato oggi la loro “ricetta” per cercare di venire a capo di un flagello che è sembrato, almeno finora, incontenibile, individuato per la prima volta nel bacino del Gallipolino e poi propagatosi fino alle province di Brindisi e Taranto. “Con queste linee guida – hanno affermato – il Movimento parte dall’emergenza per far evolvere l’agricoltura pugliese in un’agricoltura sostenibile e di qualità. Per quello proponiamo un vero e proprio “patto con il territorio”: è indispensabile che Governo nazionale, Regione, Comuni, consorzi, ricercatori, agricoltori e cittadini, formino una efficiente “rete operativa” per gestire e contenere in modo condiviso l’avanzare della Xylella. Riteniamo che la Regione Puglia, con i suoi ritardi e inefficienze nelle politiche agricole inerenti la questione, abbia gravi responsabilità; né discutibili piani e decreti legislativi calati dall’alto possono porre un serio freno alla propagazione del batterio”.

Il primo dei dieci punti riguarda le buone pratiche agricole; il secondo interessa il diserbo meccanico “eseguendolo ovunque possibile nel periodo giovanile di sviluppo del vettore philaenus spumarius meglio noto come “sputacchina”;
poi è previsto il diserbo con tecniche innovative nelle aree pubbliche e in quelle marginali difficilmente raggiungibili “attraverso il ricorso a prodotti non residuali oppure ricorrendo alla già collaudata tecnica del pirodiserbo o alla innovativa tecnica del vapore d’acqua ad alta temperatura la cui fattibilità è già oggetto di studio e approfondimento. I Cinque stelle non escludono poi il ricorso a trattamenti con prodotti fitosanitari sostenibili nelle fasce di contenimento nei periodi di diffusione degli adulti di Philaenus spumarius. “Tali prodotti – specificano – devono manifestare efficacia verso il vettore e al contempo contemperare le esigenze delle aziende in Biologico, limitando i trattamenti obbligatori a due secondo tempi e modalità previsti dalle norme vigenti e usando principi attivi compatibili con l’ambiente e la salute”. Da introdurre in questo campo un abbattimento dei costi per l’acquisto di questi presidi fitosanitari attraverso aiuti economici”.

Neppure le eradicazioni sono esclusa ma con “Interventi chirurgici” interessanti le piante malate “dato che gli alberi colpiti da Xylella sono ulteriori fonti di inoculo”. A tale scopo vanno trovate le risorse necessarie per rendere più efficienti i monitoraggi, “dando costante e trasparente informazione agli agricoltori e ai cittadini”. Capitolo reimpianto (sesto punto) nella zona infetta con cultivar ritenute idonee che manifestano tolleranza/resistenza al batterio, “incentivando lo studio e la ricerca sul germoplasma autoctono e l’individuazione di semenzali locali che manifestino resistenza/tolleranza al disseccamento”. Va poi aperto il capitolo della rigenerazione del paesaggio dell’olivo e ricostruzione paesaggistica delle aree maggiormente colpite “che tenga conto dei caratteri identitari del paesaggio pugliese e delle esigenze di carattere sociale ed economici”. Da introdurre poi monitoraggi estesi e ripetuti della Regione, eseguiti con modalità idonee anche per studi geostatistici”. Per concludere gli esponenti del M5S chiedono , controlli tempestivi ed efficaci sull’adempimento delle azioni di controllo del vettore, con sanzioni ed
esecuzione in danno e una ricerca scientifica multidisciplinare “mirata alla comprensione della diffusione e gestione di Xylella fastidiosa”.

Nardò – “Porre in essere nei confronti di Aqp ogni intervento necessario a impedire il perpetrarsi dell’immissione illegale di scarichi di reflui di depurazione fognaria nelle falde acquifere attraverso le vòre suddette in territorio di Nardò; realizzare in tempi brevi un nuovo piano di trattamento e recupero dei reflui fognari rispondente alla filosofia del riuso agricolo, civile e industriale, mediante la costruzione delle vasche di assorbimento dette “eco filtri”, dello stesso tipo di quelle previste nel piano

proposto per la depurazione dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo, con l’obbligo per tutti i depuratori che attualmente scaricano in Asso, di realizzare nel proprio territorio un tale analogo progetto, al fine di scongiurare la prosecuzione dello scarico inquinante nel torrente Asso e nella falda”: a sollevare il delicato e vecchio problema su cosa si scarica nel torrente Asso è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Leu, foto), di Patù, che ieri ha presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale, guidata dal presidente Michele Emiliano, ad intervenire nella indicata ed auspicata direzione prima citata.

Tutto nelle vore, acque piovane e non  “Nel territorio di Nardò, nelle contrade Paduli e Colucce, ad alcuni km a nord dell’abitato, nei pressi della strada provinciale per Leverano, si verifica da molto tempo un probabile inquinamento ambientale ai danni delle acque sotterranee e della salute pubblica. Tale probabile inquinamento delle acque sotterranee (falde acquifere) – rileva Abaterusso – si realizza per immissione di reflui, rivenienti da depurazione fognaria, in cavità carsiche delle rocce (inghiottitoi), ossia le vore Colucce, Parlatano, Olivari, Manieri 1 e Manieri 2, nelle quali, trasportati dal Torrente Asso, confluiscono i reflui prodotti dai depuratori fognari di Copertino, Nardò zona Industriale, Maglie impianto consortile, Galatone, Neviano, Aradeo”. Nell’Asso confluiscono anche le acque piovane convogliate da numerosi canali naturali, raccolte dal grande bacino idrografico omonimo che parte dalle zone di Collepasso, Casarano, Cutrofiano e così “giunge, per pendenza naturale dei luoghi fino a Nardò, attraversandone in periferia anche l’abitato (non è ultimato il nuovo ramo del canale che dovrebbe sostituire il tratto urbano dell’Asso). Anche le acque piovane trasportate dal torrente Asso e dai suoi affluenti confluiscono nel sistema carsico delle vore nella zona di Nardò”. Anche perché l’importante bacino idrico del torrente non ha uno sbocco in mare.

Mille metri cubi all’ora di refluo fognario: il torrente mai in secca La preoccupazione contenuta nella mozione di Abaterusso deriva anche dal fatto che il torrente dovrebbe riceve solo ed esclusivamente acque di origine meteorica e, di conseguenza, dovrebbe rimanere in secca in assenza di precipitazioni piovose. Così invece non è anche perché “negli ultimi ‘60 anni gli afflussi di acque al Torrente Asso sono nettamente aumentati e grande parte di tali afflussi sono oggi rappresentati da acque di origine non meteorica, provenienti da ben cinque impianti di depurazione fognaria civili ed industriali, che scaricano all’interno del torrente Asso un volume complessivo giornaliero di oltre mille metri cubi/ora di refluo fognario” per cui Abaterusso deduce che “è ragionevolmente ipotizzabile che il carico inquinante giunga fino alle marine di Torre Squillace, S. Isidoro, Frascone e Torre Inserraglio“. Da qui la richiesta al Governo regionale di bloccare tale inquinamento e di inserire questo ingente flusso liquido nel piani di recupero e riutilizzo in fase di studoo alla Regione, Con Aqp e Autorità idrica.

 

Patù – Una passeggiata in bici, con annessa caccia al tesoro, è quanto propone la pro loco di Patù domenica 20 maggio. Il tradizionale appuntamento primaverile quest’anno seguirà la via dei Messapi, con partenza alle ore 8.30 da piazza Indipendenza. Il ciclo corteo percorrerà le stradine del borgo e quelle dei paesi limitrofi tracciando un percorso intriso di cultura, tradizione e mistero. Alla caccia al tesoro possono partecipare grandi e piccoli uniti in squadre (massimo 5 componenti) e muniti di ingegno e tanta curiosità. Alla partenza, ogni squadra riceverà una mappa con le indicazioni per ritrovare un tesoro nascosto dagli stessi Messapi oltre mille anni fa: tutte le prove per la risoluzione degli enigmi si svolgeranno all’interno del perimetro della Masseria San Nicola. In palio sono previsti, oltre al tesoro, molti premi e riconoscimenti alla squadra più giovane, alla più simpatica e a quella più originale. « Abbiamo pensato di unire sport, gioco e storia in un unico evento. Sarà – afferma Giovanni Brigante, presidente della Pro loco e portavoce dell’intero direttivo – non solo l’occasione per stare insieme ma anche il pretesto per ricordare il “tesoro culturale” che gli antichi Messapi hanno lasciato nella nostra terra».

 

Gallipoli – Di 24 squadre ne sono rimaste soltanto quattro: le big four del campionato Amatori Salento Over 30 si incroceranno sabato prossimo, nell’ambito delle semifinali che si disputeranno alle 16 in contemporanea. Al Comunale di Muro Leccese si giocherà la gara Muro Amici Giallorossi – Taurisano, mentre sul campo di Tiggiano si affronteranno il Tricase e il Melissano. Sono queste le quattro compagini che si daranno battaglia dopo un campionato molto combattuto e sublimato da un ottimo tasso tecnico.

In attesa delle finali di campionato e di Coppa Salento che si disputeranno al “Capozza” di Casarano per i primi di giugno, si è chiuso il primo capitolo della stagione che ha raccontato le gesta di alcuni protagonisti. Il Tricase è stato trascinato dalle reti del capocannoniere Umberto Minerva (foto a sinistra) )arrivando primo nel Girone Sud, ma anche il Taurisano ha fatto affidamento sulla vena realizzativa di Claudio Potenza. Per quanto riguarda il Muro (primo nel Girone Centro) si sono messi in luce il casaranese Andrea Tridici e Armando Gabrieli, mentre il Melissano ha potuto contare sulle ottime performance del taurisanese Rocco Stasi, nonostante la pesante assenza per infortunio del capitano Donato Greco. In Coppa Salento, invece, le semifinali vedranno fronteggiarsi l’Amatori Maglie e il Muro Amici Giallorossi da una parte, e l’Ugento e l’Amatori MontesanoMiggiano dall’altra. Le date delle due gare sono ancora da stabilirsi, ma lo spettacolo è assicurato.

“Quest’anno abbiamo avuto un campionato di altissimo livello con alcuni ex giocatori che hanno militato in categorie di spessore – spiega Loris Bavone (a destra) di Supersano, responsabile della Asd Amatori Salento insieme a Lello Legari e Damiano Merico -. Oltre all’over 30, per l’anno prossimo intendiamo organizzare un campionato Over 40 per allargare il nostro movimento e dare spazio ad un’altra fascia d’età”.

Nardò – Riqualificazione di Sant’Isidoro, incontro “esplorativo” e progetti annunciati. Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio e il consigliere delegato alla pesca e alla valorizzazione delle risorse del mare Giuseppe Verardi (foto), hanno incontrato nella marina operatori economici e residenti per informarli che il Comune parteciperà a un bando Por Puglia 2014-2020 teso a promuovere il patrimonio naturale. La prima consultazione, fa sapere Palazzo Personè, è utile a valutare criticità ambientali e logistiche di Sant’Isidoro e portata dell’intervento. Ai rappresentanti della marina è stato illustrato il progetto che, se finanziato, andrà ad eliminare il cemento dalla costa, sostituendolo con più verde e piste ciclabili. In particolare, gli interventi attraverseranno il litorale in un’area che va dalla torre costiera al confine con le aree interessate dalle attuali attività del “Jolly Mare”. Si “metterà mano” anche alle zone di sosta pedonale e all’area antistante i giardini pubblici che dovrebbe essere resa ordinata e distinta tra piste ciclabili e pedonali e aree di sosta per gli autoveicoli. Spariranno, assicura l’Amministrazione neretina, edifici privi di concessione demaniale, recinzioni, aree che appartenevano al litorale sabbioso oggi trasformate in parcheggio e reti infrastrutturali che limitano la visuale.

«Se il progetto dovesse essere finanziato – dichiara il consigliere comunale Giuseppe Verardi – sarebbe una svolta straordinaria per Sant’Isidoro, che ha una caratterizzazione strutturale e ambientale vecchia di molti decenni. Il progetto prevede tanto verde e l’eliminazione del cemento, oltre a cospicui interventi di arredo urbano». Verardi promette però che anche in caso di mancato finanziamento la marina non sarà privata di attenzioni e interventi: «A prescindere dal finanziamento – conclude infatti il consigliere delegato – l’amministrazione comunale ha tracciato la strada per la riqualificazione della marina che certamente nel corso degli anni passati non ha avuto la stessa attenzione riservata alle altre. Questo è un progetto molto valido, ma se non dovesse avere riscontro finanziario con questa misura, lo candideremo alle prossime e cercheremo altre opportunità per avere a disposizione risorse che ci consentano di intervenire». Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, a Sant’Isidoro in via Giusti è stato realizzato un rialzo pedonale e sono stati annunciati ulteriori interventi di eliminazione del cemento dalla scogliera anche in località Quattro Colonne, nella marina di Santa Maria al Bagno.

Gallipoli – Mercoledì 23 maggio alle ore 12 si riunirà il Consiglio regionale per un’altra seduta avente per tema “Xylella e il disseccamnto nel territorio pugliese”. relazionerà ai consiglieri l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia; tirerà le somme il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (foto). Nella stessa giornata ad un paio di migliaia di km da Bari, i Servizi fitosanitari degli Stati dell’Unione si ritrovano per esaminare gli ultimi dati e stabilire se spostare o meno la fascia cuscinetto ancora più a nord, praticamente alle porte di Bari. Terzo appuntamento: il 25 a Bari è indetta una manifestazione delle associazioni ambientaliste e movimenti per chiedere il ritiro del “decreto Martina”, l’atto con cui si recepiscono le indicazioni operative della Commissione Ue in fatto di contenimento della diffusione del micidiale batterio con il blocco – tramite insetticidi – del principale insetto vettore, la “sputacchina”.

Intanto anche il Comune di Gallipoli ha preso posizione. con un’ordinanza il Sindaco Stefano Minerva ha vietato interventi con insetticidi sul territorio gallipolino. Ma come detto, il fronte dei Sindaci non è compatto, anzi solo una minoranza ha messo mano ad ordinanze sindacali o ricorsi giudiziari (con Zollino che rivendica la primogenitura, il 3 maggio, strappandola a Nardò). A tal proposito il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) ha provocatoriamente rivolto loro una domanda: “Sanno quanti trattamenti si utilizzano per le produzioni orticole, per i vigneti e quant’altro? Perchè non fanno una campagna di informazione per i contadini che entrano nelle farmacie agricole e comprano il glifosato inquinando le campagne?”. Dalla lista delle sostanze chimiche che il Servizio fitosanitario pugliese sta per emanare, proprio in virtù del decreto ministeriale, dovrebbe sparire l’Imidacoprid messo fuori legge dall’Ue proprio in queste settimane.

La giunta nazionale della Cia, infine, dopo un sopralluogo nel Brindisino e a Presicce, ha ribadito i suoi punti fermi. Che sono abbattimenti degli alberi infetti (motivo per cui i ritardi accumulati hanno messo l’Italia sotto accusa a Bruxelles) senza più indugi; concreti aiuti per il mondo olivicolo così duramente colpito ed al settore del vivaismo; usare nei quattro trattamenti previsti da qui a dicembre solo di sostanze che vanno bene anche per aziende condotte con protocolli bio (la differenza di costi dovrebbe essere, secondo la Confederazione italiana agricoltori, a carico delle Istituzioni). Messa all’angolo da più parti, la Regione mete a punto la linea difensiva chiamando  in causa i ricorsi giudiziari che hanno rallentato ogni tipo di attività; le resistenze degli agricoltori; i vincoli di natura urbanistica e paesaggistica. “Per questo è necessario – ha dichiarato l’assessore Leonardo Di Gioia – un decreto legge che semplifichi gli interventi da parte dei nostri uffici”.

 

Tricase – Ritorna anche quest’anno, dal 20 al 26 maggio su tutto il territorio regionale, la Settimana della biodiversità pugliese promossa dalla Regione Puglia, con una serie di incontri con mostre, seminari, presentazioni di libri, visite guidate nei campi dove sono conservate le piante autoctone, degustazioni. L’iniziativa rientra nel progetto regionale “Conoscere l’agrobiodiversità pugliese” finanziata dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Tra gli altri Enti è presente anche il Parco naturale regionale Costa OtrantoSanta Maria di Leuca– bosco di Tricase con una serie di appuntamenti.
Si inizia alle 9 di domenica 20 con una visita guidata al Belvedere dei frutti minori a Marittima di Diso con il biologo del parco, dott. Francesco Minonne (foto). Il Belvedere dei frutti minori è uno spazio agricolo dedicato al recupero degli alberi tipici della tradizione salentina fuori dal mercato tradizionale: pero Monaco, fico Paolo, azzeruolo, gelso, carrubo, sorbo, melograno. Si tratta di 45 alberi da frutto che un tempo erano molto diffusi, poi quasi scomparsi e ora recuperati nel Balvedere, che è stato inaugurato a marzo scorso, grazie al progetto integrato Re.Ge.Fru.P, (recupero del germoplasma frutticolo pugliese) promosso dalla Regione Puglia con lo scopo di recuperare le specie frutticole autoctone. Dopo la visita al Belvedere si passerà a quella dei paesaggi agrari costieri.
Nel pomeriggio altro appuntamento questa volta nel territorio di Tricase sul tema” Tricase e le colture orticole tradizionali”. Alle 17, presso la chiesa dei diavoli, ci saranno alcune proiezioni: “Diversity food” di Klesha Production, cartoon sulle varietà tradizionali, “La Pestanaca di Santu Pati”, documentario di Pierpaolo Battocchio Biata, produzioni di Terrarossa per il Sac Porta d’Oriente, “La cicoria bianca di Tricase” di Salento Km0 e in anteprima “La marcia del seme”. L’iniziativa è a cura della coop Terrarossa, la Masseria Nonno Tore e l’azienda agricola Gli Orti di Peppe, sempre in collaborazione con il Parco naturale Otranto-Leuca e Meditinere. Successivamente nella masseria Nonno Tore saranno rivelate le proprietà del carciofo spinoso di Tricase, coltivato nella zona fin dall’Ottocento. Nell’azienda agricola Gli orti di Peppe ci sarà un laboratorio pratico alla scoperta di antiche varietà locali. La giornata si chiuderà con un aperitivo “marenna” alla chiesa dei diavoli: birra al carciofo tricasino, vino biodiverso dei bambini, stuzzichini”furesi”. Necessaria l’adesione al 320 7709937

Taviano – Terz’ultimo appuntamento del corso “Prendersi cura del malato di Alzheimer e di se stessi”, giovedì 17 maggio presso la sala “A. Ria” del palazzo Marchesale di Taviano. L’appuntamento è organizzato dall’associazione Salento Alzheimer (nella persona di Ilenia De Pascalis, psicologa e psicoterapeuta di Taviano) e in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali del Comune, guidato da Serena Stefanelli, con il patrocinio dell’Ordine professioni infermieristiche di Lecce e dell’Ordine degli assistenti sociali. Durante la serata, moderata dalla professoressa Anna Cesi, volontaria dell’associazione, si discuterà di “terapie non farmacologiche – stimolazione cognitiva; terapia occupazionale; laboratori creativi” e interverranno le psicologhe Anita Scrascia e Ilenia Carangelo.

La testimonianza «I nove incontri proposti dal corso di quest’anno sono stati preceduti da un convegno, sempre a Taviano. È importante – afferma Anna Cesi, che ha iniziato ad impegnarsi come volontaria proprio in occasione della malattia di suo marito, l’ex sindaco di Presicce Leonardo La Puma, deceduto pochi mesi fa – che anche quanti si prendono cura del paziente malato di Alzheimer, abbiano cura di loro stessi. È fondamentale per affrontare nel migliore dei modi la malattia e per non sentirsi isolati». Accanto alla terapia farmacologica (che a volte poco può) si fanno sempre più strada le attività che riescono a  stimolare il paziente. «L’effetto dei farmaci può aiutare all’inizio ma poi dura poco, quindi bisogna conoscere le terapie non farmacologiche. Per avere risultati concreti – continua la volontaria – si può fare moltissimo durante i primi stadi della malattia, che non è per nulla semplice e che cambia il paziente e chi lo cura. Ma guai a chiudersi: si fa male a se stessi e agli altri. Io ho portato mio marito dappertutto, al cinema, al teatro e ora informare è diventata la mia battaglia personale, porto avanti la mia esperienza».

I prossimi appuntamenti Scopo degli incontri formativi è, infatti, quello di affiancare e fornire aiuto ai familiari, creando una rete di contatti “virtuosi”, facendo conoscere le strutture che propongono servizi specifici. Il prossimo appuntamento dell’associazione Salento Alzheimer sarà a Parabita per l’“Alzheimer caffè” presso il Giardino del Sorriso del centro di solidarietà, sabato 19 maggio alle ore 17. Sarà un momento di condivisione e di divertimento. Mentre si pensa già a settembre, in occasione della giornata mondiale dell’Alzheimer, per una tre giorni di eventi informativi che si svolgeranno a Presicce.

 

Gallipoli – Un dato che poco circola ma che è reale è che proprio qui, in queste zone del Gallipolino fino ad AlezioTaviano, Racale, Melissano, Alliste e Ugento, dove per prima ha colpito la Xylella fastidiosa quattro anni fa circa, lasciando dietro di sé un deserto grigiastro, le quattro irrorazioni con insetticidi che dovrebbero essere fatte entro dicembre – come indicato da Direttive Ue e rilanciato dal ministero e dalla Regione – non si faranno poiché gli insetti vettori, dove tutto è secco, semplicemente non ci sono.

Nelle zone secche trattamenti inutili ormai. Il problema dei patentini L’altro dato è che per attuare questi interventi con i componenti chimici indicati (acetamiprid, neonicotinoide, e deltametrina, piretroide) i contadini devono essere “abilitati” da un patentino che conseguono dopo un corso specifico: quanti ce ne sono operativi e disposti ad eseguire gli obblighi ormai in vigore? I patentini, già prima della comparsa del batterio venuto dal Centro America, erano conseguiti proprio perchè quelle sostanze, unite ad altre, vengono utilizzate come da routine per combattere in agricoltura comuni parassiti, come ad esempio la mosca dell’ulivo e la tignola, oltre che per disinfestazioni urbane (per esempio, quelle anti larvali contro le zanzare). “Decreto ministeriale e deliberazione regionale sembrano fatti apposta per far vedere alla Commissione europea che l’Italia sta facendo quanto dovuto”: c’è chi lo dice a mezza voce, considerando  comunque che le sostanze da impiegare nei trattamenti sono state valutate e approvate dall’Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, anche se su alcuni di questi vi è una discussione in corso che potrebbe portare ad un eventuale blocco dell’utilizzo nel prossimo anno. Ad oggi l’Efsa, anche sul temuto principio attivo denominato glifosate, si è espressa classificandolo come non carcerogeno (contraria la Svezia). Naturalmente se ci si limita nelle dosi e dei tempi consentiti: da qui l’esigenza, rilevata da più parti, di continui controlli e monitoraggi.

In campo gli europarlamentari Fitto e De Castro Nel frattempo anche questa volta come in precedenza in altri momenti topici (l’esistenza o meno della Xylella, il piani per eradicazioni mirate) è tutto uno scontro in cui, troppo spesso, il punto centrale – bloccare almeno gli insetti vettori – si smarrisce nel polverone delle polemiche settarie. Provano a introdurre qualche elemento di auspicato equilibrio due europarlamentari che, fin dagli inizi, hanno portato in seno all’Unione europea una linea mediana e unitaria; Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti europei) e Paolo De Castro (Socialisti e democratici, nella foto). “Basta “santoni” nell’agricoltura pugliese, molti dei quali sono gli stessi che hanno impedito di mettere in atto il piano di eradicazione degli ulivi infettati dalla xyella o presenti nella zona cuscinetto e che oggi hanno iniziato una nuova crociata contro l’uso dei fitofarmaci previsti nel decreto del Ministero dell’Agricoltura proprio come “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana”.

“Stare dalla parte della scienza”: richiamo ai Sindaci Fitto e De Castro si schierano con gli scienziati, i ricercatori, gli esperti contro “pseudo ambientalisti che, purtroppo, in alcuni casi rivestono anche ruoli pubblici e quindi producono danni peggiori con i loro provvedimenti”, con riferimento ad alcuni Sindaci (Nardò, Nociglia, Scorrano che hanno messo mano ad ordinanze urgenti vietando l’uso dei pesticidi; Galatone ha intrapreso invece la strada del ricorso giudiziario contro il decreto Martina). “Gli insetticidi previsti nel decreto – ribadiscono i due europarlamentari – sono autorizzati non solo dal Ministero della Sanità, ma dalla Commissione europea che affida all’Efsa (sicurezza alimentare) il minuzioso controllo che viene svolto da un gruppo di scienziati altamente qualificati. Noi ci fidiamo di loro! Ci fidiamo della parole di chi, come il prof Martelli, oggi spiega che sono da sempre stati usati (anche nell’agricoltura biologica) e che i risultati, quelli positivi, che la nostra agricoltura ha raggiunto negli ultimi 50 anni sono dovuti anche al loro uso”. Infine un altro riferimento ad amministratori pubblici locali: “Bene ha fatto il sindaco di Lecce a non imbarcarsi in questa crociata senza senso e senza scienza. Chi ha ruoli istituzionali non dovrebbe mai cavalcare ondate populistiche così pericolose che nel Salento hanno già prodotto danni irreparabili”.

Il ricorso di Galatone: “Dal 2019 alcuni neonicotinoidi indicati nel decreto saranno vietati” “Il decreto appare in contrasto con quanto previsto dallo stesso Ministero nel “Piano di azione nazionale (Pan) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” introdotto con decreto del 22 gennaio 2014 che stabilisce: “ai fini della tutela della salute e della sicurezza pubblica è necessario ridurre l’uso dei prodotti fitosanitari o dei rischi connessi al loro utilizzo nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, ricorrendo a mezzi alternativi (meccanici, fisici, biologici)”; si legge nella deliberazione della Giunta comunale galatonese presieduta da Flavio Filoni. “La stessa autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – si aggiunge – aveva concluso che “la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere”, conclusione che poi ha comportato la messa al bando di 3 neonicotonoidi (imidacloprid, il clothianidin e il tiamethoxam). Infine il 27 aprile scorso i Paesi membri dell’Ue hanno approvato la richiesta della Commissione europea di porre fine all’utilizzo nei campi all’aperto dei tre neonicotinoidi nocivi a partire dalla fine del 2018, consentendone l’uso solo in serra.  Non si vede quindi come alcuni di questi neonicotinoidi siano inseriti nel  decreto nell’elenco dei pesticidi/insetticidi da usare per la lotta al Philaenus spumarium (il principale insetto vettore, ndr)”.

 

 

Andrano – Promuovere la ricerca scientifica e saperla comunicare, attraverso una divulgazione critica che parta dalla scuola: questo il senso della “Festa della scienza”, che giunge alla sua IX edizione e si terrà dal 15 al 19 maggio, con il castello Spinola-Caracciolo a fare da principale teatro degli eventi. Organizzata dal Comune di Andrano, con il patrocinio della Regione Puglia e il supporto scientifico dell’Istituto Pasteur-Italia, dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), dell’Università del Salento e dell’Università La Sapienza di Roma, la Festa della scienza si svilupperà quest’anno intorno al tema “Trasformazioni” e avrà come ospite d’onore lo scienziato Pier Paolo Di Fiore, che opera a livello internazionale nel campo dell’oncologia molecolare.

Nella nona edizione studenti ed esperti insieme Accanto a esperti del settore, i protagonisti saranno soprattutto i ragazzi delle scuole di primo e secondo grado: sfruttando il linguaggio semplice e immediato tipico dei giovani, saranno chiamati a diventare divulgatori in erba, con lo scopo di far capire alla cittadinanza le ripercussioni che la scienza ha nella vita quotidiana di tutti. Ad aprire la manifestazione saranno i laboratori didattici e di lettura creativa in programma domani, martedì 15, e mercoledì 16 maggio presso la scuola primaria di Andrano: qui, dalle ore 9 alle 13, sotto la guida di Paola Bisconti (foto) e del gruppo di lavoro della biblioteca comunale, i bambini scopriranno come raccontare la scienza e le figure delle donne scienziate. I laboratori si concluderanno con una mostra aperta al pubblico giovedì 17 (dalle ore 16 alle 19) presso il castello Spinola-Caracciolo.

Le novità, i rischi veri o presunti Sempre al castello, nella serata di venerdì (ore 18) ricercatori e docenti si confronteranno nella tavola rotonda sul tema “Trasformazioni, tumori e timori: tra progressi della scienza, fake news e scoop giornalistici”. Introduce Antonio Musarò (direttore scientifico della manifestazione), modera la giornalista Roberta Villa. Intervengono: Elena Piccinin (ricercatrice Airc – Università di Bari), Michele Maffia (Unisalento), Angela Santoni (Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti) e Pier Paolo Di Fiore (Istituto europeo di Oncologia – Milano, foto).

Laboratorio “Capire per crescere” Sabato 19, nella giornata conclusiva, si parte con la conferenza stampa presso la biblioteca del parco (ore 10), per poi spostarsi (alle 11) nella scuola secondaria di primo grado di Andrano, dove verrà inaugurato il laboratorio scientifico “Capire per crescere”. A partire dalle 15 si torna poi al castello, dove verranno presentati e distribuiti i volumetti del progetto “I ragazzi del Pasteur”, libri che uniscono un testo scientifico a un fumetto realizzato partendo da una sceneggiatura scritta dagli studenti. Nel corso della serata, inoltre, ci saranno la premiazione del concorso rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Lecce (che partecipano con elaborati video sul tema della divulgazione scientifica); e alle 19 una lectio magistralis di Pier Paolo Di Fiore.

Nardò – Se l’obiettivo dell’ordinanza urgente “anti-pesticidi” emanata dal Sindaco di Nardò Giuseppe Mellone lo scorso 11 maggio era quello di scatenare reazioni, si può considerare ampiamente centrato: da giorni infatti se ne registrano a decine e di segno non univoco. Il decreto Martina e la successiva deliberazione della Giunta regionale, come si ricorderà, prevede quattro trattamenti con insetticidi da qui a dicembre nel tentativo di contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa, batterio che da quattro anni sta decimando gli uliveti salentini. Ecco così servito a Nardò il divieto di usare pesticidi, ritenuti anch’essi dannosi per piante, animali e uomini. Mellone è stato il primo sindaco in Puglia a prendere un provvedimento simile seguito dal suo collega di Nociglia; ma altri amministratori hanno annunciato che si muoveranno allo stesso modo. Il “qui non si passa” di Mellone al Ministero, a Nardò è piaciuto persino in casa Pd. Il consigliere comunale Lorenzo Siciliano, dopo aver chiesto un Consiglio comunale monotematico sul tema, ha definito tale ordinanza “mirata a tutelare biodiversità e salute umana, ma che ritengo possa essere condivisa e rivista in alcune parti qualora ne emergesse la necessità, attraverso un confronto con il comparto interessato”. Idem il segretario cittadino dei Giovani democratici Matteo Rizzo, secondo il quale “il Sindaco Mellone ha fatto ciò che giustamente andava fatto. Proteggere la comunità da rischi del genere deve essere la prima preoccupazione di un Sindaco, che si professi di destra, di centro, o di sinistra. Mi auguro che la sana “disobbedienza” di Nardò sia presa da esempio anche dagli altri Sindaci dei diversi Comuni pugliesi”.

Lo scetticismo arriva invece dalle vicine Galatone e Lecce. Crocifisso Aloisi, consigliere comunale galatonese con delega all’Agricoltura, è un attivista della prima ora della lotta contro i provvedimenti presi da Ue, Governo e Regione in materia di Xylella e ulivi. Eppure Aloisi, che per curriculum non può certo essere accusato di remare contro il “Popolo degli Ulivi”, così commenta questa vicenda: «Sappiate che fare un’ordinanza o un manifesto pubblico è molto semplice, la parte più difficile è rendere concreto ciò che si dice nell’ordinanza o manifesto. Forse avete anche dimenticato che non ci interessa piantare qualche bandierina ma vogliamo concretamente risolvere i problemi. E non parliamo prima ma dopo – sottolinea il consigliere – e proprio per quanto riguarda i pesticidi vorrei farvi notare che il nostro Comune ha aderito all’iniziativa europea Città libere da pesticidi, adottando un’apposita delibera di Giunta in tempi non sospetti, la delibera numero 82 del 22 marzo 2018».

A tirarsi fuori da “provvedimenti“ anti-pesticidi è poi il sindaco di Lecce Carlo Salvemini. «Non firmerò – ha scritto oggi rispondendo alle sollecitazioni  – un’ordinanza per vietare l’uso dei fitofarmaci; né impugnerò con ricorso al Tar il decreto sulle “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana”. Pur rispettando le motivazioni dell’articolato fronte civico che invoca la disubbidienza nei confronti delle decisioni prese dal Ministero per l’Agricoltura, voglio spiegare perché ho preso questa decisione. Che non scaturisce dall’ignorare le ragioni di tutela di salute pubblica che vengono esposte per contrastare il cosiddetta decreto Martina. Ma – semmai – dal rispetto che si deve ad un tema così delicato, che mi impone di avere fiducia negli organi sovraordinati dell’ordinamento dello Stato su questioni così complesse. Non può essere dimenticato che possono essere impiegati per i trattamenti indicati esclusivamente i prodotti fitosanitari autorizzati dal Ministero della Salute e dalla Commissione Europea, sempre secondo le condizioni d’uso ammesse». «Il processo che autorizza l’uso di fitofarmaci – sottolinea Salvemini in un altro passaggio – è rigorosissimo e sottoposto a periodico aggiornamento. Come posso io sindaco, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili dentro l’Amministrazione, ignorare questi elementi di conoscenza in nome di un generico principio di precauzione? Credo nella scienza e nel suo metodo. Credo nell’articolato sistema di tutele comunitarie e nazionali poste a tutela della salute pubblica. Credo nello Stato di diritto e quindi che l’agire dello Stato e dei suoi organi sia sempre vincolato e conforme alle leggi vigenti. Credo che gli organi dello Stato le autorità agiscono secondo il principio della buona fede. Ma soprattutto credo che la nostra organizzazione sociale si regga su un atto di fiducia”.

Il dibattito ha superato, com’era prevedibile, i confini salentini. È di ieri anche la presa di posizione del giornalista del “Foglio”, quotidiano nazionale, Luciano Capone. «Dopo i sindaci che vietano il kebab, l’energia nucleare e i sottomarini – commenta sarcastico il giornalista campano – c’è anche quello che vuole proibire i pesticidi pensando addirittura di poter bloccare un decreto ministeriale con un’ordinanza comunale. I pesticidi non solo non uccidono (sono controllati e autorizzati da persone e istituzioni più competenti, con rispetto parlando, del sindaco di Nardò), ma il loro uso per contenere un batterio da quarantena come la Xylella fastidiosa è uno strumento necessario per non far avanzare la malattia che secca gli ulivi”. Si tratta per il commentatore di “un disastro epocale, che è già visibile negli uliveti del Salento desertificati dalla Xylella. Ma la cosa più rivelatrice di questi tempi insensati – conclude – è che nessuno, senza saperlo prima, potrebbe individuare il partito o l’area politica di riferimento del sindaco di Nardò. Un sindaco con questa presa di posizione potrebbe essere del M5S, della destra sovranista, della Lega o del Pd pugliese di Michele Emiliano”.

Tornando da queste parti, su Facebook tra applausi e critiche all’iniziativa del Sindaco neretino, c’è chi solleva un argomento ed aspetti collegati su cui chiede risposte: “Ma gli amministratori neretini – scrivono su Facebook – sanno che sostanze si usano, in base a protocolli per l’agricoltura, per la coltivazione delle angurie in centinaia di ettari dell’Arneo? Sono vietate anche quelle?”.  (nella foto da sinistra Mellone, Siciliano, Rizzo)

Tricase – Il carcinoma prostatico, chirurgia e altre discipline per la cura del paziente affetto di tumore: questo il tema del congresso medico che si terrà giovedì e venerdì prossimi nella Sala dell’ospedale “Cardinale Panico”. L’iniziativa curata dal dottor Giancamillo Carluccio (dDirettore di Urologia dell’ospedale di Tricase). mette al centro la complessità degli interventi di diagnosi e cura del carcinoma prostatico “che è è tale da creare condizioni di eccessiva variabilità e scarsa congruità / continuità / integrazione delle procedure, tutte condizioni che facilitano lo scostamento dalle Linee guida specifiche”, si legge in una nota degli organizzatori. Ogni sforzo medico deve essere quindi posto nella identificazione uno strumento metodologicamente standardizzato che migliori l’operatività di tutte le strutture coinvolte nei diversi processi di diagnosi e cura”. Per fare ciò, occorre definire gli
obiettivi singoli e quelli comuni; i ruoli di ciascuna delle figure potenzialmente coinvolte; i tempi e gli ambiti di intervento.

“Questo convegno, oltre all’obiettivo dell’aggiornamento professionale – ribadiscono i promotori – pone al centro il confronto tra medici di discipline diverse, ormai divenuto lo standard in oncologia e, in particolare per i tumori della prostata, le opzioni diagnostiche e terapeutiche sono basate su un approccio multidisciplinare, che rappresenta il valore aggiunto nella scelta di un trattamento personalizzato. Nel convegno sarà dato ampio spazio al confronto clinico e chirurgico, alla più recente ricerca scientifica inerente alla malattia prostatica. L’urologo, l’oncologo, il radioterapista avranno modo, confrontandosi con il radiologo e medico di medicina nucleare, di discutere le attuali controversie sulla diagnosi e terapia dei tumori della prostata, al fine di modulare la strategia terapeutica più idonea per il singolo paziente. La partecipazione al congresso, totalmente gratuita, è aperta a medici specialisti di radiologia, gastroenterologia, chirurgia generale, ginecologia, medicina nucleare, radioterapia, oncologia, anatomia patologica, chirurgia generale, medici di Medicina generale. 

Nella prima giornata il programma prevede cinque sessioni di lavoro; nella seconda chirurgia live e questionario finale.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...