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Notizie su salute, stili di vita e benessere dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Porto Cesareo – Gianfranco Amendola e Piero Angela, Bandabardò e Andrea Camilleri, Luca Carboni e Alessandro Cecchi Paone, don Luigi Ciotti e Licia Colò e poi Leonardo Ferragamo, Marisa Laurito, Neri Marcorè, Luca Mercalli, Piero Pelù, Nicola Piovani, Folco Quilici, Paola Saluzzi, Giovanni Soldini, Dario Vergassola, Alessandro Preziosi ed altre personali hanno messo la loro firma accanto a quelle di esponenti del mondo accademico (Ferdinando Boero dell’Unisalento, ad esempio) per chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed alla senatrice Paola Pelino ed al senatore Giuseppe Marinello, di mettere in calendario al più presto la legge che ha ultimato il suo percorso alla Camera un anno fa: quella che blocca l’uso di microplastiche che finiscono nei nostri scarichi domestici e quindi in mare. Le contengono saponi, creme, gel, dentifrici e molti prodotti cosmetici in commercio.

La Camera ha già detto sì: tocca al Senato. La battaglia, per l’approvazione della norma prima che si sciolga il Senato per le votazioni è stata lanciata dalle associazioni Wwf Italia, Legambiente, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks, Greenpeace. Oltre a scienziati e ricercatori, l’obiettivo  di salvare il mare, in definitiva, essendo non catturabili queste microplastiche (diametro massimo 5 millimertri) neanche dai filtri dei depuratori, è di attivare i filtri umani e di legge tanto che la campagna si chiama “Faidafiltro”, ha l’appoggio convinto di numerose Aree marine protette. L’adesione più recente in ordine di tempo è quella dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che comprende anche Portoselvaggio di Nardò. Ha affermato il presidente Remì Calasso: “Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Ne chiediamo l’immediata approvazione”.

Una delle sei minacce emergenti agli oceani. Si legge in un passaggio importante della nota in materia: “L’industria cosmetica utilizza microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’Unep, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano – si sottolinea – che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole”.

 

Taurisano – Infiltrazioni di acqua piovana in un’aula della scuola secondaria di primo grado del Polo 2 e, dopo i necessari sopralluoghi, il Sindaco Raffaele Stasi ha emesso oggi l’ordinanza di chiusura del plesso per il 20 e il 21, lunedì e martedì prossimi. Le piogge così copiosee continue di questi giorni hanno causato ampie macche di umico e il distacco in un’aula di parti dell’intonaco. Il 18 scorso, ieri, si aono avuti i sopralluoghi dei Vigili del fuoco e dei tecnici comunali, che hanno constatato la situazione di disagio ed anche di potenziali rischi per addetti docenti e scolari. Con la chiusura, l’ordinanza prevede uergenti lavori di manutenzione straordinaria.

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Sud Salento – “La setta con a capo la maga Clelia si è trasferita in Puglia, invito i pugliesi a stare in campana. Guardatevi intorno e non cascate nelle trappole”. Maurizio Costanzo durante il suo show con ospite MIchelle Hunziker, già vittima di un drammatico raggiro, ha lanciato il monito chiamando in causa direttamente il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa intervenire e debellare il gruppo che per quasi cinque anni ha immobilizzato la vita della showgirl.

L’appello al presidente Emiliano. La sua vicenda era stata richiamata giorni fa da un’altra trasmissione televisiva dove era andato a raccontare la sua storia un uomo del Sud Salento, che da anni cerca di sottrarre ad una setta pseudoreligiosa la propria moglie e cercare di recuperare un rapporto ormai finito a denunce e scontri; la coppia ha due figli di cui uno minore.

Il racconto di una vittima eccellente, Michelle Hunziker. Michelle Hunziker ha a sua volta raccontato la sua esperienza, che è simile a quella di tante altre vittime. “Ero giovane, una preda facilissima – ha detto da persona ormai affrancata da quella terribile soggezione – quando mi fecero conoscere una pranoterapeuta. Questa donna estremamente intelligente, abile a darti delle risposte. Da una pranoterapia all’altra diventò un punto di riferimento e ci sono scivolata dentro. Oggi sono fortunata, avrei potuto tacere, ma il mondo è infestato da queste sette”. Il modo di agire sembra essere comune ad ogni gruppo: “All’inizio ti sommergono di amore e ti fanno sentire importante. Quando sei cotta, iniziano a controllarti, a punirti. Il campanello di allarme deve scattare quando ti allontanano dalla tua famiglia. Attraverso questo meccanismo ti controllano”.

In questa regione l’11% dei gruppi esistenti in Italia. La presenza di sette in Puglia è un dato che non sorprende chi si occupa di contrastare tali gruppi, come afferma Luigi Corvaglia, psicologo e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Secondo l’Osservatorio della Comunità Papa Giovanni XXIII – dice lo psicologo – in Italia esistono più di 500 sette, di cui l’11% in Puglia, la più alta percentuale del Sud Italia. Questi dati riguardano tutti i culti minoritari ed autonomi rispetto a chiese e religioni ufficiali”.Il dottor Corvaglia si è attivato per il caso denunciato, sensibilizzando i Servizi sociali comunali dei paesi teatro della vicenda. Non ci sono state ad oggi risposte, come nessun tipo di intervento si è registrato da parte del clero locale che l’uomo. disperato. ha informato chiedendo aiuto.

 

Lecce – La Asl di Lecce chiama a raccolta i tecnici per illustrare i pericoli derivanti dal gas radon che si annida negli edifici. Dopo uno screening decennale su 400 istituti scolastici della provincia di Lecce, condotto dal Dipartimento di prevenzione, è emerso che il valore medio di concentrazione del gas è superiore rispetto a quanto registrato in una ricerca simile svolta nel 1991. Il radon è un gas radioattivo invisibile di origine naturale, particolarmente dannoso per la salute dell’uomo, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come la seconda causa, dopo il fumo da tabacco, del tumore al polmone che, come è noto, fa registrare livelli di incidenza molto elevati in provincia di Lecce. Si sviluppa dal sottosuolo, è presente nell’acqua e in alcuni materiali da costruzione e, in certi casi, si accumula negli edifici rappresentando un rischio per la salute degli occupanti. Per questo lo Spesal della Asl e l’Arpa hanno organizzato una giornata di studi che si svolgerà all’hotel Tiziano di Lecce il 7 dicembre (inizio alle 8.30), dedicata agli iscritti degli ordini degli ingegneri, degli architetti e dei geometri ma anche alle associazioni di settore e ai tecnici dei Comuni. L’obiettivo è quello di fornire elementi fondamentali per la corretta progettazione di nuove costruzioni edili e per la bonifica delle costruzioni esistenti che dovessero risultare inquinate. All’evento formativo darà il proprio contributo scientifico il Dipartimento di matematica e fisica dell’Università del Salento, che collabora da anni con Asl e Arpa nell’ambito della RePol, la Rete per la prevenzione oncologica leccese.

Claudio Casciaro

CASARANO – Comitato “Pro Ferrari” di nuovo sul piede di guerra con la proposta di iniziative clamorose. All’indomani della decisione con la quale il Tar, su ricorso della Asl, ha confermato la sospensiva dell’ordinanza con la quale il sindaco Gianni Stefàno aveva disposto la riapertura d’urgenza del reparto di Pediatria, il comitato civico parte all’attacco. Tra le iniziative proposte nel corso di una recente riunione vi sono lo sciopero della fame, la consegna al Prefetto delle schede elettorali dei cittadini casaranesi e il sit-in a Bari in occasione del Consiglio regionale monotematico sulla sanità in programma venerdì 24 novembre.Intanto, una nuova tegola sta per abbattersi sul “Ferrari”. Dopo il trasferimento a Gallipoli dei reparti di Ostetricia-Ginecologia e di Pediatria, anche Chirurgia pediatrica sembra ormai prossima ad abbandonare il “Ferrari”, alla volta del “Vito Fazzi” di Lecce.

Martedì 21 si terrà la riunione con le organizzazioni sindacali convocata dalla Asl allo scopo di programmare il trasferimento del personale di chirurgia pediatrica. Non mancano le critiche verso la Regione, soprattutto per non essersi resa disponibile per l’incontro in prefettura che si sarebbe dovuto tenere lo scorso 3 novembre. Il primo a stigmatizzare l’atteggiamento del presidente Michele Emiliano, ritenuto “arrogante e poco rispettoso”, è il presidente del comitato Claudio Casciaro, che sino ad oggi ha sempre cercato di stemperare i toni e di procedere sulla via della mediazione. Critico nei confronti del presidente della Regione, nonché assessore alla sanità, è anche il consigliere regionale Cosimo Borraccino. «Sinistra Italiana – dice Borraccino – continua a chiedere al presidente Emiliano di rivedere il piano di riordino ospedaliero e di rivedere le tante scelte sbagliate, compresa quella perpetrata ai danni della comunità di Casarano».

MAGLIE – Cambiare stile di vita e provare gusto: sembra uno slogan, ma è il contenuto di un progetto proposto dal Centro italiano femminile (Cif) di Maglie che sarà presentato domenica 19 novembre alle 17.30 nell’aula magna del Liceo “Capece”. Il titolo dell’iniziativa è “Cambio Stile (e ci provo Gusto) – Lo stile di vita interviene nella prevenzione dei tumori” e si pone in continuità con i precedenti interventi già promossi per la diffondere la cultura della prevenzione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, quattro malattie croniche (i tumori, le malattie cardiovascolari, le malattie respiratorie ed il diabete) sono responsabili dell’80% di tutti i decessi dovuti a malattia. La ricerca scientifica ha messo chiaramente in evidenza ciò che il buon senso suggerisce: esiste un legame fondamentale tra lo stile di vita e le malattie croniche. Si stima, ad esempio, che circa un terzo dei tumori più comuni possa essere prevenuto attraverso la dieta, mantenendo un peso-forma normale e praticando regolare esercizio fisico. Di conseguenza, modificare i comportamenti legati all’alimentazione e all’attività fisica può rappresentare un fattore determinante per prevenire e controllare le principali malattie croniche e, in particolare, l’insorgenza dei tumori. Da queste considerazioni nasce la volontà del Cif di stimolare piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane legate all’alimentazione e alla pratica di attività motorie che contribuiscano al benessere psico-fisico e alla prevenzione delle malattie. Si parte, quindi, dall’informazione e dalla proposta di buone prassi.

La scaletta dell’incontro di domenica prevede la presentazione del progetto da parte di Maria Rita De Giorgio, del direttivo Cif, che ha promosso e che coordina l’iniziativa; seguiranno gli interventi di Elisabetta De Matteis, oncologa Asl Lecce, su “Salute è mangiare sano: raccomandazione WCRF”; di Ilaria Mancarella, radiologa senologa Asl Brindisi su “Salute è muoversi: liberare il corpo per sentirsi bene”; di Laura Manzo, nutrizionista “Praticamente sano: le ricette della nutrizionista”. Il progetto comprende un percorso di interventi/apprendimento pratico che saranno realizzati nel corso dell’anno: Show-cooking di nutrizione culinaria, a cura della dott.ssa Laura Manzo, presso “Corte Campanile”: attività ludico-sportive in collaborazione con associazioni/scuole interessate ad organizzare delle attività semplici, pensate per chi normalmente non pratica alcuno sport; prevista la collaborazione di Podistica Magliese, Scuola di Balletto della maestra Caterina Caprioglio, Fiab Maglie Il Ciclone onlus, la maestra di yoga Carla Nataloni. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Maglie, Asl Lecce, Fidapa sezione Terra d’Otranto, Fondazione Capece, Proloco Unpli Maglie e Liceo Capece (informazioni al numero 327/2832177; email: cambiostilecif@gmail.com)

CASARANO – Sentenze che si susseguono mentre Casarano resta in attesa della convocazione del “tavolo tecnico” in Prefettura per ridiscutere, con Asl e Regione, il Piano di riordino ospedaliero. L’ultimo provvedimento della battaglia legale intrapresa dal Comune per difendere l’ospedale “Ferrari”, declassato a struttura di base, è la sentenza con la quale il Tar di Lecce da ragione alla Asl e sospende gli effetti dell’ordinanza con la quale il sindaco di Casarano Gianni Stefàno, lo scorso 17 ottobre, aveva “intimato” alla stessa Asl di riattivare il reparto di Pediatria dell’ospedale Ferrari. Il 28 marzo si discuterà nel “merito” della questione (il 20 febbraio è attesa la decisione sull’impugnazione del Piano) ma intanto il Comune è stato pure condannato al pagamento delle spese legali (1000 euro) del grado di giudizio. 

«Il reparto resterà dunque chiuso confermando la bontà del percorso del Piano di riordino ospedaliero la cui attuazione sta interessando la Puglia. Siamo nel giusto – afferma il presidente Michele Emiliano – e fin quando un tribunale non ci darà torto, noi continueremo ad operare secondo il piano di riordino. Constato che fino ad ora i tribunali continuano a darci ragione. Ieri è successo a Putignano, oggi succede a Casarano. Noi trasferiamo i reparti, non li chiudiamo. Li trasferiamo per la sicurezza dei pazienti, delle gravide, dei piccoli, dei neonati. Andiamo avanti».

TUGLIE – Prende forma, a Tuglie, il “Centro servizi sanitari” grazie alla convenzione firmata tra la Asl e l’Amministrazione comunale,  che prevede dieci anni in locazione, secondo un vecchio contratto, e poi altri quaranta in comodato d’uso gratuito. Da mercoledì 15 novembre, infatti, il trasferimento del servizio di guardia medica, da via Risorgimento a Largo Fiera, ha inaugurato ufficialmente la nuova struttura. Nelle prossime settimane saranno attivati alcuni ambulatori con i medici di base di Tuglie e, poi, anche gli ambulatori dedicati al prelievo del sangue e a quello per le vaccinazioni. Proprio in questa struttura sarà nuovamente accolta l’associazione Fidas, ma solo per la donazione del sangue mensile. L’ex “casa comunale” (ma prima ancora scuola) di Largo Fiera diventa così una sorta di “casa della salute”, nonostante molte associazioni sperassero nella realizzazione di un contenitore culturale.

Gallipoli – “Sarà una manifestazione importante e carica di un forte valore simbolico, in quanto rappresenterà la rinascita della storica sezione gallipolina, che, solo qualche
anno fa, con le sue 1.800 donazioni effettuate in un anno, rappresentava
l’associazione di donatori di sangue più grande della Provincia”: l’inaugurazione della nuova in via Galatone angolo via Nardò, in effetti, rappresenta un nuovo inizio per una associazione di donatori di sangue che ha tutte le intenzioni di rinverdire i vecchi record e riacquistare al più presto la fiducia in parte ferita da problemi di gestione sorti in seno al sodalizio alcuni mesi fa. “Con l’inaugurazione della nuova sede – dice il commissario della sede gallipolina, Antonio Mariano di Noha (Galatina) – Fidas Gallipoli riparte con entusiasmo per un rapporto vero, sincero e trasparente con tutti i donatori gallipolini e rappresenta la vittoria di 42 anni di gloriosa attività, di sacrifici e di impegno di tutti gli abitanti della città di Gallipoli”. Aggiunge il presidente provinciale Emanuele Gatto di Galatone: “Fidas Gallipoli è una delle 27 sezioni della Fidas leccese, che in questo particolare momento, è molto vicina ai donatori gallipolini insieme alle altre associazioni, a sostegno di una causa così nobile, a favore di tutte quelle persone, che necessitano di trasfusioni di sangue”. Alla cerimonia di sabato 18 vi sarà infatti una folta partecipazione di delegazioni provenienti dalle altre sedi. Questo il programma: alle 18 la Messa nella chiesa di San Lazzaro; alla fine trasferimento in corteo verso la nuova sede col tradizionale taglio del nastro;quindi la festa nel piazzale antistante la sezione della Fidas. Come buon auspicio un dato: di recente nel corso in un mese l’associazione ha raccolto 70 donazioni

Gallipoli – Si è conclusa in questi giorni la gara per avere in concessione per 25 anni l’ex Centro educativo climatico per ragazzi di lungomare Galilei. L’ha spuntata la srl “Salento Rssa (residenza sociosanitaria assistita)” di Novoli. Ha offerto il 5% di aumento sull’importo a base di gara che era di 25mila euro, per cui il canone annuo sale a 26.250 euro per un valore complesso per la durata della concessione di 656.250 euro. Del pacchetto fa parte però anche un investimento di 560mila euro circa per adeguare la struttura su due piani e ampia più di mille metri quadri allo scopo di  ospitare una ventina di persone anziane non autosufficienti e un centro di accoglienza per minori; intorno all’immobile vi è inoltre una zona verde di due ettari in cui dovrebbero sorgere in base al bando un campo di calcetto, due di tennis, e un percorso sportivo.

Sull’intera procedura però pende un ricorso al Tribunale amministrativo regionale promosso dalla società “Santa Rita” con sede ad Alezio, cui si era già opposta la società “Santa Rita”, spalleggiata dall’associazione di categoria Airp, al momento della pubblicazione del bando. Probabile che ne venga fuori un altro per cercare di bloccare i passi successivi cioè l’esito finale della gara e la firma della concessione. Secondo Airp e “Santa Rita” le strutture esistenti nell’Ambito sociale di zona – in particolare ad Alezio e Taviano – sono più che sufficienti per rispondere al fabbisogno del territorio. Il Comune di Gallipoli ha messo sul tavolo il dato che circa 4.550 gallipolini sono over 64 anni.

 

 

Salve – “Le Calendive & Friends 2018” è  il nome del particolare calendario che nei prossimi giorni verrà presentato in tre serate, alle ore 18.30, il 27, 28 e 30 novembre rispettivamente  presso Palazzo Ramirez di Salve, aula Consiliare del Comune di Morciano di Leuca e Auditorium Don Tonino Bello di Alessano. Il progetto è giunto alla seconda edizione, ideato e coordinato  da Irene Dongiovanni in continuità con le “Calendive 2017”. L’obiettivo è  dare un contributo concreto alla lotta contro il cancro, infatti, il ricavato della vendita dei calendari sarà devoluto in beneficenza a favore del progetto Ilma, un istituto di ricerca di Oncologia ambientale. Si tratta di una struttura all’avanguardia, concepita e realizzata dalla Lega per la lotta ai tumori (Lilt) di Lecce, un traguardo che sta divenendo realtà: il centro è infatti in costruzione sulla Provinciale Gallipoli-Alezio, in un’area di sette ettari di cave dismesse e interamente autofinanziata senza contributi pubblici.

“Nella prima edizione – spiega Irene Dongiovanni- proposi l’idea all’associazione  “Il Giardino dei semplici” di Salve, di cui facevo parte, la quale la ha felicemente sposata; quest’anno invece è nata l’associazione “Idee alla Vita, di cui sono presidente,  e insieme a Rosanna Conte e Paola Orlando abbiamo costituito un coordinamento sapendo di poter contare sulla professionalità e disponibilità del fotografo Aldo Isocento≫. “Le Calendive & Friends 2018” presenta alcune novità: prima tra tutte quest’anno  sono coinvolte tre comunità : Salve, Morciano e Alessano; in secondo luogo si è passati da undici Calendive ad un calendario di coppia. “È  stato più complesso da un punto di vista organizzativo – dice la presidente – in quanto sono state scelte 12 scene di film famosi da interpretare, mettendo  l’arte  e la disponibilità di 24 persone tra  modelle e modelli,  che hanno donato parte del  proprio tempo a favore della solidarietà”. Questa edizione avrà un  testimonial d’eccezione,  Gabriele Greco,  attore tv  di fiction di successo  tra cui “Vivere”, “Centovetrine” , “Capri 3” e “Squadra Antimafia”. Un incontro casuale con il giovane attore nel complesso storico di Leuca Piccola (Barbarano),dal quale è  scaturita una reciproca collaborazione. E tutto quanto col pensiero rivolto a tutte le vittime del cancro (nel casi più frequenti sono quelli al seno) per il quale le promotrici invitano ad una larga partecipazione e sensibilizzazione.

NOCIGLIA – Ha ripreso la sua marcia il “Freebike Tour del Salento”, la serie di escursioni promosse per promuovere la passione della bici, il territorio e soprattutto per sostenere l’attività della Lega italiana tumori (Lilt). Il 19 novembre la prossima tappa a Matino, cui seguirà Casarano (il 3 dicembre) e Monteroni (il 10) prima delle uscite programmate nel 2018 (Copertino, Leverano, Sannicola, Brindisi e Campi Salentina). Intanto si sono già svolte le tappe di Uggiano la Chiesa (il 29 ottobre) e di Nociglia (il 5 novembre). In quest’ultima uscita i ciclisti che hanno preso parte a “Pedalando, “padulando” da Nociglia a Specchia”, promossa dall’Asd Cicloclub Nociglia con il social group Mtb Matino, sono stati circa 150. L’escursione, favorita dal bel tempo, è partita da piazza Aldo Moro a Nociglia ed ha attraversato i territori di San Cassiano, Supersano, Surano, Montesano, Miggiano e Specchia. La comitiva ha pedalato in lungo e in largo nel Parco dei Paduli visitando la chiesetta di Sant’Eufemia ed ha scattato la consueta foto di gruppo presso la chiesa di Santa Caterina annessa al convento dei Francescani Neri. Poi, dopo la visita al frantoio ipogeo “Scupola” di Specchia, il rientro al Palazzo Baronale di Nociglia per il buffet finale.

Maruska Ciricugno

SANNICOLA. Al via a Sannicola la serie di appuntamenti per combattere “stress, ansie e paure” organizzati dall’associazione “Angeli per la salute naturale” presieduta dalla naturopata Maruska Ciricugno. Il primo appuntamento lunedì 13 novembre nella sede dell’associazione in via Pigna 13, dalle 18.30 alle 20. A seguire gli altri il 20 e 27 novembre, 4 e 11 dicembre. «I 5 incontri sono aperti a tutti e rivolti a chi vuole affrontare vari temi e problematiche partendo dal senso che ha un’esperienza o una situazione e andando in profondità dall’ottica della medicina naturopatica e psicosomatica. Ansia, stress e paure spesso si manifestano con sintomi che appaiono come fisici “ma non sono curabili con la tipica “pastiglia”. In questo caso questi incontri possono essere utili a comprendere meglio il proprio corpo e se stessi», afferma Ciricugno.

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CASARANO. Ricordo e impegno per i volontari dell’Aido di Casarano che domenica 12 novembre, alle ore 11, si ritrovano nella chiesa di San Domenico per la tradizionale messa di suffragio dei donatori. «Un’occasione – affermano i promotori – per dire grazie a chi, con un gesto d’amore immenso ha salvato la vita ad altri suoi fratelli». L’iniziativa promossa dalla sezione “Domenico Cataldo” dell’“Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule”, presieduta da Luca Sabato, è anche un “momento di riflessione” sull’importanza della donazione degli organi “poiché le liste d’attesa per un trapianto sono ancora molto lunghe e ancora molte sono le opposizioni al dono”. Presso l’ospedale “Ferrari” di Casarano, ad esempio, nel corso del 2017 su sei potenziali donatori idonei si sono registrati appena due consensi. A tal proposito l’Aido di Casarano, oltre ad invitare i cittadini presso la sede di Roma 26 per  avere informazioni e chiarimenti (ogni martedì dalle 19 alle 20), rilancia la proposta già avanzata nel 2015 8da semplice cittadino) dall’attuale Consigliere comunale Gianpiero Marrella al fine di poter inserire l’assenso alla donazione degli organi al momento del rilascio o del rinnovo della Carta d’identità. In tal senso deliberò la Giunta comunale già il 30 settembre del 2015 ma a tale atto di indirizzo non ha ancora fatto seguito l’applicazione concreta di tale opportunità.

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

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Sacro Cuore Gallipoli

GALLIPOLI. I nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione per i trattamenti della epatite C potranno essere ottenuti anche presso il “Sacro Cuore” di Gallipoli. L’ospedale di Gallipoli è il 28mo centro abilitato alla prescrizione di questi farmaci in Puglia: lo ha deciso qualche settimana fa la Commissione tecnica regionale farmaci, dando di fatto un riconoscimento alla Unità operativa di Medicina interna, diretta dal dottor Luigi Ria col contributo del dottor Francesco Felline, specialista in Epatologia che ha lavorato per un decennio presso il ”S. Orsola – Malpighi“ di Bologna. Elaborati nell’ambito del Piano di eradicazione dell’infezione da HCV in Italia, i nuovi undici criteri alla base della nuova rete medica, abbracciano gran parte dei malati, “anche i tanti asintomatici che fino a poco tempo fa non rientravano nei criteri di inclusione per beneficiare della terapia antivirale”, come precisa una nota dell’Asl Lecce. “Inoltre – prosegue la nota – sono compresi tutti gli operatori sanitari infetti da Hcv ed i pazienti con coinfezione Hcv ed Hiv o Hcv ed altre malattie croniche del fegato, diabete, obesità”. Si allargano, in sostanza, le maglie dell’accesso alle cure e Gallipoli diventa un punto di riferimento insieme agli altri quattro centri (Lecce,  Scorrano, Galatina e Casarano). A proposito dell’attività svolta dal dottor Felline ecco cosa dichiara il direttore medico del “Sacro Cuore”: «Un’importante esperienza clinica – dice il direttore Egidio Dell’Angelo Custode – e di gestione degli eventi avversi alla somministrazione dei farmaci che, a maggior ragione, è un patrimonio della nostra Unità operativa che, nel tempo, ha seguito numerosi pazienti in cura presso l’Azienda ospedaliera bolognese».

Racale – Solo per la sfilata sono stati “reclutati” 140 volontari; c’è la collaborazione di 109 gruppi e associazioni e quella di 17 Istituti scolastici; hanno dato il patrocinio undici Comuni: Galatone (apre la Sfilata della Band di Babbo Natale il 2 dicembre; Monteroni (3 dicembre); Specchia (8 dicembre); Sternatia (9); Maglie (il 10); Felline (14); Nociglia (16), Alliste (17); Melissano (20); Racale (21); Ugento (22); chiude Taviano il 23 dicembre.

Il programma edizione 2017 minuto per minuto. Per ogni tappa della raccolta benefica, a favore del Reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Lecce, già fissati luoghi, orari, iniziative e partecipanti extra: mercatini, artisti di strada, animazioni varie. Sono stati distribuiti i blocchetti per la riffa di Natale, come pure i  salvadanai. Presentatore in tutte le serate del tour sarà ancora Francesco Troisi.

Il programma è stato presentato domenica scorsa nella scuola di via Piemonte, alla presenza di tanti cittadini (posti in piedi) e dei Sindaci e amministratori comunali di Racale, Alliste, Ugento, Sternatia, Specchia, Nociglia, Taviano e Gallipoli, anche se quest’ultimo centro per quest’anno non fa parte della manifestazione. Ne ha parlato la segretaria generale della Band, Anna Del Tufo, dopo che in apertura Aurora Coppola di Taviano ha letto una breve poesia. Due filmati, curati da Marco e Daniele, hanno fatto vedere esponenti del mondo nazionale dello spettacolo, dello sport e della cultura lanciare appelli in favore dell’iniziative e il bilancio finora della raccolta della solidarietà che in sei anni ha messo insieme e “girato” all’associazione di genitori “Per un sorriso in più” oltre 120mila euro, tutto ovviamente documentato fino al centesimo.

Organizzazione trasparenza, tenacia e una grande capacità di coordinamento.   Ha sottolineato le caratteristiche più preziose del sodalizio Fernando D’Aprile, giornalista e presidente onorario della Band: “Questo appuntamento così faticoso (cominciano a lavorarci in piena estate) non è né dovuto né scontato: eppure loro ci sono sempre, puntuali; questa è la settima volta”. Tra le altre cose, la Band conquista anno dopo anno iniziative collaterali come quella del prossimo 26 novembre a cura dell’associazione “Walking club”: la presidente Federica Marinosci ha annunciato la manifestazione “Camminiamo per loro” ad Alliste. Anche il Sindaco padrone di casa, Donato Metallo, ha messo in rilievo “la meticolosa cura nella costruzione di una comunità sempre più grande, con una capacità ammirevole di passare dalle parole ai fatti”.

Il reparto ha finalmente l’organico completo. La presenza di quattro protagonisti del sistema sanitario, sia pure con ruoli diversi, ha fatto sì che sia venuto fuori un quadro aggiornato di alcuni settori. Il direttore del “Vito Fazzi” di Lecce, Gianpiero Frassanito, ha ricordato la nascita del polo oncologico che compie vent’anni e la stretta collaborazione subito nata con l’associazione “Per un sorriso in più”. “L’obiettivo che stiamo perseguendo è quello di ridurre al minimo i viaggi della speranza – ha detto il direttore – e grazie a loro il reparto ora è bello e funzionante”. Le buone notizie sono arrivate anche dal presidente dell’associazione di genitori Antonio Giammarruto: finalmente l’organico del reparto per durare i tumori dei piccoli (un primario e sei medici) ora è completo. Si va avanti con la telemedicina (consulti a distanza), costata 50mila euro come avvio; partono progetti su nutrizione e ricerca genetica; a breve sarà operativo anche un ambulatorio chirurgico oltre a numerosi corsi tra cui uno riservato a formare i volontari.

Il tumore al cervello il principale nemico. Il dottore Alessandro Cocciolo, dirigente dell’Unità operativa e oncologo ha tra l’altro presentato la ricerca per i tumori al cervello, presenti nel 25% dei casi dei malati in età pediatrica e dei considerevoli costi di progetti simili. L’oncologo ha fatto poi riferimento ad un altro percorso da fare con l’associazione di Lecce, per arrivare a modulare le esigenze e le risposte per fasce di età.

In campo anche per spingere verso il Polo pediatrico. Per “Tria Corda”associazione capofila della rete pro Polo pediatrico a Lecce, il presidente Antonio Aguglia ha ringraziato la Band per la cooperazione per un traguardo così importante: come segno visibile nelle Sfilate della solidarietà gli animatori porteranno un fioco appuntato sul petto. “Qui si vede la forza del volontariato”, ha detto tra l’altro Aguglia, che ha riconosciuto i meriti della dottoressa oncologa Titti Tornesello anche in questa operazione. A latere dell’incontro, al direttore Frassanito è stato chiesto se nel trasferimento al “Fazzi” di apparecchiature e personale dalla provincia, verrà salvaguardato il livello professionale raggiunto da alcune équipe come quella di Casarano: “Assolutamente sì – ha risposto – sono una ricchezza della Sanità salentina. Ma c’è un problema di cui poco si sa: molti dei nostri pediatri sono vicini alla pensione…”.  Il Polo di Lecce sarà l’unico dopo quello di Bari.

Solidarietà: la prima risposta c’è già. A chiudere l’intervento, emozionato come al solito, del presidente Giorgio Adamo: “Quando vai in quel reparto vedi i bambini sorridere; pure i loro genitori sorridono ma si sa che si sforzano: ecco, quando esci da lì capisci che non bisogna smettere, che non si può smettere”. Adamo ha indicato con motivato orgoglio la risposta di 140 volontari per dare vita alla Sfilata e alle tante repliche ed ha già annunciato la “prossima” tappa: a gennaio tutti di nuovo insieme per annunciare pubblicamente i risultati. In monete sonanti e sorridenti.

foto Emanuela Rizzo

Casarano – Forse si farà a metà della prossima settimana la riunione che doveva tenersi oggi alle 12,30 in Prefettura con il padrone di casa, Claudio Palomba, il comitato civico pro “Ferrari” col presidente Claudio Casciaro e il vicesindaco Ottavio De Nuzzo, e il direttore del Dipartimento sulla Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti. Il tema è sempre quello: riprendere in mano la bozza di accordo concordato in Regione il 24 ottobre e portare a compimento – secondo quanto ancora auspicano i protagonisti casaranesi – l’obiettivo dell’ospedale “a due gambe”, il “Gallipoli-Casarano”, polo di rifermento per l’intero territorio jonico. “Il dirigente regionale era a Roma per altri impegni per cui il signor Prefetto ci ha avvisato che l’incontro era rinviato . dice il presidente Casciaro – noi abbiamo la massima fiducia in Sua Eccellenza. E restiamo convinti che un ospedale come lo chiediamo noi sarebbe un punto di riferimento per tutto il Sud Salento”. Intanto si è tenuta una nuova assemblea al Sedile in cui sarebbero sorte diversità ancora una volta non tanto sull’obiettivo finale quando sulla tattica da seguire, anche perché parte dei contestatori, in particolare coloro che hanno tenuto vivo il presidio di Chirurgia pediatrica, ritengono inadeguata la stessa ipotesi di accordo che, peraltro, il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, ha rifiutato di firmare. A mezza voce qualcuno ha anche parlato di “una scusa” diplomatica (l’assenza di Ruscitti, ndr) per rinviare la questione che diventa sempre più spinosa.

“Sto per inviare al presidente Emiliano un appello affinché riporti la responsabilità delle scelte alla politica, togliendola dalle mani delle fazioni cittadine, dei tribunali, dei comitati”: lo afferma Gabriele Caputo, neosegretario cittadino dei democratici. “Se la nostra bozza presentata in aprile col consigliere Attilio De Marco era ‘tecnicamente fattibile’ – aggiunge Caputo – facciamone un unico presidio per un ampio territorio, risparmiando e tra l’altro gli affitti per alcuni servizi sanitari che potrebbero essere ubicati nel ‘Ferrari’. Poi quando e se deciderete di fare il grande ospedale tra Maglie e Melpignano, se ne riparlerà perché è ovvio che in quel caso qualche altro ospedale verrà assorbito. Nell’incertezza attuale, vaga nell’aria questo fantasma senza pace, da cui dipendono alcune scelte”. Rispetto alla protesta di oggi, che giudica sacrosanta, Caputo ha da fare solo un appunto: “Il trasferimento di Chirurgia pediatrica, reparto altamente qualificato, è l’unica mossa lungimirante (visto che non ne hanno neanche Brindisi e Taranto) di un piano di riordino sbagliato – sottolinea il segretario pd – considerato che ancora oggi i ricoveri in codice giallo e rosso superano di gran lunga quelli fatti a Gallipoli. Vorrei ricordare che anche per la stessa Asl, il ‘Ferrari’ ha la migliore attitudine al rientro finanziario rispetto ad altri”. Infine un dato extra sanitario ma valutato come importante in una realtà come quella casaranese, messa in ginocchio dalla crisi dei calzaturifici che ancora si fa sentire in assenza di altro: “La politica non può non tenere conto che l’ospedale a Casarano svolge anche una funzione economica e sociale; se alla città si toglie anche il terziario compreso l’indotto, che cosa rimane?”, conclude Caputo.

Casarano – Dalla cerimonia al Quirinale, alle trasmissioni in Rai; dagli Incontri con la ricerca a quelli nelle scuole, a “Un gol per la Ricerca, fino ai Cioccolatini “speciali” nelle piazze: dal 30 ottobre al 5 novembre sono questi i programmi dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) nell’ambito delle Giornate dedicate a far conoscere traguardi e indicare nuove sfide. L’Airc compie 50 anni dalla sua costituzione; oggi conta su 4 milioni e mezzo di sostenitori, 20mila volontari e 17 comitati regionali che garantiscono a circa 5mila ricercatori e studiosi il fabbisogno per il loro lavoro. Da sabato 4 novembre, tra gli altri appuntamenti, ecco i “Cioccolatini della Ricerca” in queste piazze salentine: Lecce,  galleria Mazzini lato P.zza Mazzini; Casarano, via Cavour, 5 c/o atrio Farmacia Unione cooperativa di consumo;  Castro, piazza Armando Perotti; Galatina, via Val D’Aosta,18 c/o Palestra  Family Sport Asd; Galatone, piazza Santissimo Crocifisso; Leverano, viro Menotti, di fronte al Municipio; Melendugno, piazza Monsignor Durante, piazza Risorgimento; Porto Cesareo, piazzale Pro loco; S. Maria di Leuca, via Cavaliere Tommaso Fuertes, 6 c/o caffetteria Martinucci; Tricase, lungomare Colombo, 15 c/o Menamè al Porto; Uggiano La Chiesa, piazza Umberto I.

Claudio Casciaro

Casarano – “Noi restiamo alla parola data dal signor prefetto: alle 12,30 del prossimo 3 novembre saremo in Prefettura a Lecce per mettere al centro la bozza di accordo con la Regione per l’ospedale unico Gallipoli-Casarano”: non demordono quelli del comitato “Pro Ferrari” che l’altro ieri sera si sono riuniti sull’argomento, nonostante i forti venti contrari che spirano da Gallipoli. Dice il presidente del comitato, Claudio Casciaro: “Mi sono preso la responsabilità di togliere il presidio a Chirurgia pediatrica perché per sua eccellenza era un punto importante. Così come è importante per noi la sua attenzione così ampiamente dimostrata”. Certo, anche nel concesso civico non mancano le voci discordanti; “Come in ogni movimento, ci sono i falchi e le colombe – risponde serafico Casciaro – ma l’obiettivo era e resta sempre unico. Sia però ben chiaro – aggiunge – che il presidio non ha in nessun modo intralciato l’attività clinica di quel reparto”. A fianco del comitato, tra gli altri, anche il consigliere regionale Mario Conca (M5S): “La soluzione più giusta sembra quella della fusione – scrive in una nota – che potrebbe garantire la copertura di tutto il Basso Salento. Il Ferrari ha già subito la chiusura di tre reparti (Ostetricia.Ginecologia, Pediatria, Chirurgia pediatrica da trasferire a Lecce, ndr)  che dovrebbero essere riaperti immediatamente per non perdere il bagaglio di competenze maturato negli anni”.

In questa situazione, col piano di riordino comunque in fase di attuazione, assumono maggiore evidenza prassi normali che però oggi appaiono piuttosto contraddittorie. Alcuni lettori segnalano: “L’ospedale di Gallipoli di primo livello e con la Scuola di Medicina e quant’altro, deve rivolgersi all’ospedale di Casarano per un elettroencefalogramma, non avendo Gallipoli né l’apparecchio né il personale abilitato a compiere accertamenti”.

PARABITA – Tanta partecipazione anche a Parabita per il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Antonio Schito. Quella di domenica 29 ottobre ha rappresentato l’occasione per la comunità parabitana di incontrare e salutare la prima guida pastorale della parrocchia di Sant’Antonio di Padova. Insieme al presule da anni alla guida della parrocchia di San Domenico a Casarano, la messa delle 18 è stata concelebrata dal casaranese don Albino De Marco e dal collaboratore parrocchiale  don Decio Merico (per molti anni arciprete alla Matrice di Casarano). Fu di don Antonio (parroco dal 1972 al 1999) l’idea di una nuova chiesa a causa dell’allargamento del rione a nord-est della città. Dopo quattro anni di lavori, la nuova chiesa (accanto a quella vecchia) è stata inaugurata lo scorso primo luglio. «Come si possono dimenticare quei primi anni fatti di sacrifici, di spazi che non c’erano! Quello che  oggi vedete realizzato è certamente il frutto del vostro amore nei confronti di questa grande famiglia parrocchiale», ha affermato emozionato don Antonio.

La parrocchia di Sant’Antonio ha pure aderito con un contributo economico al progetto promosso  dalla comunità di San Domenico di Casarano, e dallo stesso don Antonio, per aiutare un giovane seminarista, prossimo al sacerdozio, attraverso una borsa di studio. Al termine della celebrazione, alla quale ha preso parte anche il gruppo scout agesci “Parabita 1”, l’attuale parroco don Albino ha consegnato a don Antonio il dvd relativo all’inaugurazione della nuova chiesa. A seguire, spazio anche ad un piccolo momento di festa con il concerto bandistico “Sant’Antonio di Padova” di Parabita. Don Antonio ha voluto infine consegnare a tutti i presenti, un ricordino del suo 50° anniversario di sacerdozio celebrato lo  scorso 22 ottobre.

Nardò – Ha finalmente oltrepassato il frastuono delle polemiche  (soprattutto sui “padri” cui rendere omaggio) per entrare nel suo ambito più naturale e discreto il nuovo Servizio clinico di senologia, inaugurato oggi con due assenze pesanti che hanno fatto rumore.

Già in funzione: ecco il calendario delle visite. Nell’ex ospedale, da tempo ormai Presidio territoriale di assistenza (Pta) le donne possono trovare da subito a loro disposizione uno screening mammografico completo, con diagnosi sui vari livelli delle patologie mammarie. Il servizio – il secondo nell’Asl dopo quello di Lecce – vedrà operare da oggi in maniera stabile altri due medici, oltre a quello già operativo. Questo il calendario delle aperture: lunedì mattina screening, martedì mattina senologia, mercoledì pomeriggio screening, giovedì mattina senologia, venerdì mattina screening, sabato mattina senologia.

Un bel segnale in pieno “mese rosa”. All’inaugurazione, che arriva non a caso nel “mese rosa” dedicato alla prevenzione del tumore al seno e che allargherà considerevolmente la platea degli utenti nel seminterrato dell’ex ospedale, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore della Asl Lecce Silvana Melli, il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna, l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone (delegata dal presidente Michele Emiliano), il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune Oronzo Capoti (delegato dal sindaco Giuseppe Mellone), il direttore del distretto Oronzo Borgia e il referente del tavolo tematico sulla senologia del Comitato consultivo misto della Asl, Rita Tarantino.

L’Asl: “Prosegue il percorso per arricchire l’ex ospedale”. “Continua il percorso con cui arricchiamo di servizi il Pta di Nardò – ha voluto rimarcare la dottoressa Melli, rimandando agli anni in cui si è lavorato per dare un futuro utile all’ex nosocomio – un percorso che unisce strutture e territorio. Peraltro, inaugurare questo servizio nel mese “rosa”  è un segnale ulteriore di un cammino che ci ha portato in poco più di un anno e mezzo nelle strutture della nostra Asl ad incrementare del 22% il numero delle donne che hanno accettato di aderire allo screening senologico e di passare da 15 a 25 pazienti a seduta. Un altro segnale positivo è la crescita della consapevolezza tra le donne dell’importanza della prevenzione”.

Numeri in preoccupante crescita; cresce pure la prevenzione. “Visti i numeri che danno il cancro alla mammella in preoccupante crescita – ha sottolineato l’assessore  Capone – è chiaro che la prevenzione e la diagnosi precoce diventano decisive. In questo avvio del servizio a Nardò vedo una opportunità per rafforzare il presidio e, da un’altra prospettiva, per ridurre ulteriormente le liste d’attesa e l’angoscia che comportano”. “Per la città e per il territorio è un segnale importante – ha detto infine il vicesindaco Capoti – perché è la dimostrazione che con l’impegno di tutti è possibile invertire la tendenza del nostro ex ospedale, scientificamente privato di tutto nel corso degli ultimi anni. Oggi apriamo un nuovo ciclo”.

Finita la cerimonia, si è aperto il fuoco sugli assenti illustri. Chiusa la cerimonia, si è aperta un’altra pagina iniziata con la pubblicazione del grande manifesto dal titolo “Ospedale di Nardò – Apre un nuovo Reparto” a firma di “Pippi Melone” e raffigurante un contento Emiliano, cui il primo cittadino ha rivolto i ringraziamenti: “Nardò torna al centro delle politiche sanitarie regionali”. In nessuno degli intervento odierni sono riecheggiati però termini come ospedale e reparto; tutti hanno chiamato le cose col loro nome (Servizio di senologia) ,  probabilmente per evitare altre polemiche con chi ha segnalato in questi giorni la forzature contenute nel manifesto della discordia. Alcuni hanno fatto risalire a presunti screzi tra Mellone ed Emiliano (alla fine assenti entrambi alla inaugurazione) proprio quel messaggio, che finisce nell’archivio del grande comunicatore, qual è Mellone,  fascicolo dei meno riusciti.

 

GALLIPOLI. Dal 2012 al 2014, la mortalità per cancro al seno nella provincia di Lecce registra un incremento del 33%: si è passati da 135 a 179 decessi. Con un tasso di 4,4 decessi ogni 10mila abitanti. Il più alto in tutto il meridione e fra i più alti in Italia. Perché avviene ciò? Il nucleo centrale del report su questo specifico male presentato l’altro ieri dalla Lilt provinciale a Lecce è stato questo.

Perché le donne salentine guariscono meno di quelle del resto d’Italia? La risposta che la Lega italiana per la lotta al tumore si è data rispetto all’inquietante interrogativo si chiama: prevenzione tardiva in strutture pubbliche ma, soprattutto, preclusa o quasi alle fasce sociali più deboli perché più povere. Nel 1990 sempre in base a dati Istat riferiti al 2014, i decessi per cancro al seno a Lecce erano “solo” 115. A sostenerlo, con la sua solita intensa partecipazione, il direttore scientifico della Lilt, il dottor Giuseppe Serravezza di Casarano, e la presidente provinciale Marianna Burlando. Il dottor Serravezza ha richiamato uno ricerca fatta da specialisti inglesi in Sicilia. La ridotta sopravvivenza delle donne dell’isola che si ammalavano dipendeva dalla organizzazione dei percorsi diagnostici. A diagnosi tardive, guarigioni ridotte di numero.

E’ una questione di millimetri. Se il tumore viene scoperto quando è di appena un centimetro, la paziente se la cava quasi sempre; se il nodulo è cresciuto indisturbato fino a 3-4 centimetri, i rischi sono molto alti. La situazione siciliana così come accertata dagli studiosi d’Oltremanica, bene si attaglia alle condizioni in cui si trova la provincia di Lecce. Proprio pochi giorni fa anche il Tribunale dei diritti del malato di Puglia ha denunciato un dato: una mammografia in una struttura pubblica prevede un’attesa di quattro-cinque mesi. Troppi, ai fini di una diagnosi la più precoce possibile.

Quanto incide la povertà sulla diagnosi. Ma Serravezza a questo aggiunge un altro elemento verificato dalla Lilt: “Oggi noi abbiamo ceti sociali che arrivano alla diagnosi con gravissimo ritardo perché non hanno facile accesso alle strutture pubbliche e non hanno le possibilità economiche per rivolgersi alle strutture private. Ma questo – rimarca il direttore scientifico dell’associazione –  – avviene anche con l’Alpi, le strutture pubbliche a pagamentoUna conferma, come hanno rilevato studi francesi, che le diseguaglianze socio-economiche sono alla base delle diseguaglianze sanitarie».

Passi concreti richiesti alla Regione Puglia. Serravezza ha riferito di aver indirizzato al governo della Regione una lettera su questa “terribile situazione” che ha fatto ottenere immediatamente un incontro a Bari il 6 novembre prossimo. Vi si legge tra l’latro che “Mentre una buona parte delle nostre donne non riesce ad accedere ai servizi – scrive l’oncologo –  un’altra parte, quella dei ceti sociali medio-alti, usa e abusa delle strutture pubbliche: fanno le Tac, le Risonanze e poi si fanno curare a Milano o nella clinica privata. Non si può continuare a negare la realtà e vivere di annunci».

Pari condizioni per tutte le donne. “Questi sono dati allarmanti – ha concluso la presidente Burlando – unafetta consistente di donne hanno difficoltà di accesso ai servizi.  In una provincia così estesa come quella di Lecce  occorre garantire pari condizioni a tutte le donne, perchè in quei ritardi diagnostici c’è anche la difficoltà di raggiungere le sedi lontane».

GALLIPOLI – Un vero e proprio laboratorio dove “confezionare”, in tutta sicurezza, farmaci antitumorali per pazienti e operatori sanitari. È l’“Unità farmaci antiblastici” che la Asl di Lecce preannuncia in arrivo presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli. Il servizio, uno dei pochi esempi in tutta l’Italia meridionale – è destinato ad essere punto di riferimento per i reparti e il Day Hospital di oncologia ed ematologia ed è stato progettato “per soddisfare i bisogni dei presidi ospedalieri di Gallipoli e Casarano”. Entrerà in funzione quando saranno pronti i locali destinati ad ospitarlo, che a giorni – assicura la Asl – saranno consegnati alla ditta aggiudicataria dell’appalto. Bisognerà, dunque, attendere i “tempi tecnici”: «Circa 60 giorni lavorativi», assicura l’Azienda sanitaria.

L’“Ufa” di Gallipoli è contrattualmente già abilitata per preparare i farmaci antitumorali e per poter convalidare ogni passaggio connesso ai fini delle certificazioni. «Un’operazione che pochissimi centri possono effettuare, giacché – si legge nella nota della direzione generale della Asl – eÌ necessario superare periodicamente i controlli di qualità in grado di tutelare la salute dei pazienti, in termini di efficacia e di sicurezza clinica, e degli stessi operatori addetti al servizio».

Gallipoli – Data la tendenza manifestata in decenni di senso totalmente contrario, il contesto è per i più incredibile: Bari vuole decentrare. In questo caso si tratta dell’Università ed i corsi della Facoltà di Medicina, dal Policlinico nel resto della Puglia. E Gallipoli è apparsa in pole position questa mattina, quando è stato presentato il lavoro svolto fin qui, che risale a qualche mese fa e che punta ad un “ospedale d’insegnamento” come quelli di tradizione anglosassone.

L’idea da un convegno preelettorale sul cibo. L’idea era nata per la verità durante un convegno preelettorale di “Gallipoli Futura”, ospite il professore Rosario Polizzi dell’Università di Bari, facoltà di Medicina. I veleni post voto avevano fatto cadere ogni possibilità di dialogo per cui il frutto di quella chiacchierata era rimasta lettera morta. Quando il consigliere Vincenzo Piro – in agosto – ha tagliato il cordone con l’associazione per dissensi politici, ha portato con sé questo “tesoro”; incontro dopo incontro, Piro ha saputo “con un’abile regia”, come gli è stato pubblicamente riconosciuto, creare collegamenti e consensi. A cominciare da quelli con la consigliera delegata alla Sanità Titti Cataldi e al Sindaco Stefano Minerva  che hanno portato al voto unanime del Consiglio comunale. Tema: la disponibilità di Gallipoli ad ospitare corsi universitari di Medicina presso l’ospedale “Sacro Cuore”.

Il beneplacito del rettore dell’ateneo di Bari. Ne hanno parlato a mezzogiorno, oltre ai già citati Polizzi, già presidente del Consiglio del Corso di laurea di Medicina, in rappresentanza del rettore Antonio Felice Uricchio, la dottoressa Cataldi e Minerva, anche il dottore Pastore per l’Asl di Lecce e il direttore medico del presidio ospedaliero gallipolino, il neretino Egidio Dell’Angelocustode. Sembra un solco già tracciato, quello iniziato oggi, con tutti d’accordo: il Comune “che ha reagito in tempi rapidi ed incredibili per la politica”, come ha rilevato il professore Polizzi; l’Università di Bari che ha in atto un’analoga collaborazione nel Foggiano e che per Gallipoli ha mandato un autorevole “via libera”; l’Asl con l’ospedale “Sacro Cuore”, battezzato da tutti gli intervenuti come ufficialmente “di primo livello”. Ed anche il mondo imprenditoriale: apprezzamenti per la disponibilità praticata sono stati fatti al gruppo alberghiero Caroli Hotels. “Abbiamo fatto dei ragionamenti sul turismo sanitario che potrebbe esserci – dice il direttore del gruppo, Attilio Caroli Caputo – in un’ottica di puntare a dare più servizi e di maggiore qualità ospedaliera. Una opportunità per cui abbiamo dato la nostra collaborazione”.

Lodi per la solerzia dimostrata dagli Amministratori locali. “E’ un’iniziativa per cui mi sono spesa negli ultimi mesi incontrando l’entusiasmo del Sindaco – ha raccontato la consigliera Cataldi – e che darà lustro al nostro ospedale. Ma sono sicura che sarà un bene anche per gli ammalati che avranno qui, oltre agli studenti che potranno utilizzare le nostre apparecchiature, anche professionalità nuove”. “Due incontri col Sindaco, che ha colto subito la valenza dell’operazione  sono stati sufficienti”, ha detto il professore Polizzi, per il quale adesso ci sono due ipotesi in campo: la prima di una Scuola di Medicina che vedrebbe completare qui alcuni corsi clinici; una scuola per le professioni sanitarie (infermieri) la seconda. “Ma soprattutto desidero rilevare che qui a Gallipoli si raggiunge un obiettivo di valore regionale: far vivere in concreto la collaborazione tra colleghi ospedalieri e universitari, un grosso salto di qualità”, ha concluso il docente. Possibili fruitori i giovani intenzionati a intraprendere gli studi medici, fino a coinvolgere gli universitari impegnati in programmi Erasmus “considerato l’appeal di Gallipoli”.

Qui studenti e docenti per completare alcuni corsi. Data per acquisita la classificazione di primo livello e respinte le proteste campanilistiche (frasi inviate in quel di Casarano, come ovvio), Minerva ha lanciato la sua sfida: “Come comunità vogliamo dimostrare che questa struttura non è di primo livello solo sulla carta e che l’e attenzioni dell’Università di Bari sulle professionalità e le intelligenze del territorio non verranno deluse. Faremo in modo che Gallipoli sia componente importante in una filiera importante”. E forse c’è qualcun altro che spera di entrarci.

Le aspettative del Comune di Nardò. Nei retroscena di queste settimane si racconta anche di un incontro col Sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone, pronto a sostenere il “Sacro Cuore” in questa candidatura e speranzoso di ottenere qualcosa per l’ex ospedale ormai chiuso. Si spiega anche così la presenza stamane di due esponenti dell’Amministrazione neretina, l’assessore Maria Grazia Sodero (Politiche sociali) e la consigliera comunale e vicepresidente della Provincia, Paola Mita.

Prossimo passo: un tavolo paritetico per la scelta tra due possibilità. Il prossimo passo è rappresentato dalla richiesta del Comune di Gallipoli al preside della Facolta di Medicina e al Rettore Uricchio di costituire un comitato paritetico che esamini nei dettagli la situazione e porti ad una decisione. Delle due ipotesi prima citate, quella di Chirurgia medica sembra, ad oggi, la più fattibile anche se non prima di un anno: ci sono nuovissime sale operatorie, attrezzate di tutto punto che non richiedono investimenti ulteriori. Diversi il cammino per la Triennale di Infermieristica, che dovrebbe passare da un sostanzioso finanziamento da parte del Governo nazionale. L’incontro si è aperto con un minuto di raccoglimento in ricordo di Gimmi Manni di Taviano, perito nell’incidente dello scorso 23 ottobre sul cavalcavia della statale 101 poco fuori dalla città mentre era alla guida di un’autoambulanza diretta all’ospedale di Lecce.

Voce al Direttore

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