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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

PARABITA. «Mai vista tanta gente in Comune; c’è la fila per incontrare i commissari, non appena sono in sede. E loro danno appuntamenti a tutti coloro che vogliono incontrarli». A rimarcare l’insolito viavai sono alcuni dipendenti comunali visibilmente sorpresi. Forse lo sono anche i tre funzionari, i viceprefetti Andrea Cantadori (in campo anche in occasione dei precedenti scioglimenti dei Consigli comunali nei primi anni ’90 in cui toccò a Gallipoli e Surbo), Gerardo Quaranta e il dirigente Sebastiano Giangrande, che intanto portano avanti la macchina amministrativa a loro affidata col decreto del 17 febbraio scorso per una durata di 18 mesi. Oggi (giovedì 23 marzo) metteranno mano al bilancio di previsione, da approvare entro il 31. Nei bar e nei circoli intanto fa ancora discutere il traumatico provvedimento adottato dal Governo basato su 37 pagine fitte di dati, riscontri, intercettazioni, motivazioni di sentenze, indagini di poliziotti, carabinieri e finanzieri e di funzionari pubblici. A leggerle e rileggerle, compresi i nove documenti allegati, si colgono rimandi e sfumature ed anche restroscena poco noti.

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NARDÒ. Le affermazioni dell’assessore regionale Giovanni Giannini a conclusione di un convegno in tema a Gallipoli nei primi di marzo (tante le ipotesi allo studio, numerosi i progetti ma nell’immediato lo scarico a mare dei reflui depurati è inevitabile, in sintesi); a metà dello stesso mese l’annuncio inequivocabile e non nuovo del presidente Michele Emiliano (Mai più scarichi a mare): ce n’è a sufficienza per scatenare una nuova polemica sul destino finale dei liquami depurati, a cominciare da quelli di Nardò (ora si scarica sotto costa a Torre Inserraglio) e finire a quelli di Gallipoli (litoranea nord, poco fuori la città nuova. Ma, a questo punto, a chi e cosa si deve credere? Se lo chiedono ormai in tanti, compresi gli abitanti di Sava-Manduria, alle prese con lo stesso problema, e di Porto Cesareo che sollecita il rispetto degli accordi. Tra gli “sconcertati” figura di certo l’ex Sindaco Marcelo Risi, peraltro, compagno di partito (Pd) di Emiliano. «Nardò è uno dei pochissimi comuni rivieraschi in Italia, a vocazione turistica, che ormai da moltissimi anni ha la costa sfregiata dallo scarico direttamente in battigia di reflui fognari spesso non depurati.

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In alto da sinistra in senso orario Donato Rainò, Gianluca Vincenti, Giulia Miglietta e Marco Gnoni

In alto da sinistra in senso orario Donato Rainò, Gianluca Vincenti, Giulia Miglietta e Marco Gnoni

TAVIANO. Con il quarto incontro, programmato per venerdì 10 marzo alle ore 18,30, siamo al giro di boa per i corsi di “Formazione politica e sociale” organizzati dall’associazione “V. Bachelet”. Si parlerà di “Territorio, paesaggio e beni culturali” con Marco Brocca, ricercatore di Diritto Amministrativo presso l’Università del Salento. Con lui a dibattere ci saranno anche: l’architetto Serena Chetta, presidente associazione “Cambia-Menti”; Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano e presidente “Borghi Autentici d’Italia” e il consigliere regionale Cristian Casili. Nei precedenti incontri si è parlato di Costituzione, di Pubblica Amministrazione e di Welfare e sviluppo economico. Nei successivi si discuterà di Crisi della democrazia (27 marzo), Sviluppo del territorio (6 aprile), Funzione dei partiti politici (20 aprile) e di Legalità e giustizia nella pubblica amministrazione (23 maggio). Il riscontro della partecipazione è positivo sotto tutti punti di vista; la sala è sempre piena. «Se ne sentiva proprio il bisogno» è stato il commento di molti. Quale sia un primo bilancio dei corsi fatto da quattro giovani partecipanti.

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politici nardoNARDÒ. Quattro eletti “anti-Mellone” che passano con Mellone. Altri quattro, stavolta eletti col nuovo Sindaco, che cambiano gruppo pur restando in maggioranza. In Giunta due assessori che alle comunali erano candidati in una coalizione diversa da quella che ha poi vinto. Un altro assessore che abbandona il suo partito rimanendo in Giunta. Sono i numeri – al momento – dei cambi di casacca a Palazzo Personè in appena otto mesi di Amministrazione Mellone. Quindici a nove: questi erano i rapporti di forza in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione all’indomani del voto. L’opposizione era rappresentata dagli eletti nelle liste di Vaglio e Risi (niente seggi ai grillini). Ad oggi i viavai di consiglieri e assessori hanno modificato e non di poco gli assetti. A far opposizione sono ri- masti in quattro: i pd Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione, l’ex Sindaco Marcello Risi e l’ex vicesindaco Carlo Falangone. Paolo Maccagnano, eletto con Liberal di Risi, nei giorni scorsi ha infatti ufficializzato il suo passaggio al neonato gruppo melloniano “Nardò 2021”, insieme a Cesare Dell’Angelo Custode (anch’egli eletto con Risi) e all’ex Forza Italia Giuseppe Alemanno (il cui fratello, Giovanni, è candidato sindaco Augusto Greco Andrea Giuranna di “Andare Oltre” a Galatone).

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NARDÒ. Al Chiostro dei Carmelitani un incontro organizzato da studenti di estrema destra e davanti al Comune un controraduno antifascista. Così è trascorso a Nardò il pomeriggio dell’11 marzo, con le zone interessate presidiate dalle forze dell’ordine. Tutto comincia quando “Blocco studentesco”, associazione propaggine della neofascista “Casa Pound”, organizza a Nardò un incontro per parlare di istituti scolastici e riforma Del Rio. Un incontro al quale oltre ai vertici locali e nazionali dell’associazione intervengono il sindaco Giuseppe Mellone, il vicesindaco Oronzo Capoti e il consigliere provinciale Antonio Tondo. Davanti a Palazzo Personè invece il controraduno antifascista. Qui le associazioni presenti contestano agli amministratori neretini, sindaco in primis, l’ospitalità concessa all’estrema destra, peraltro in un immobile comunale: Unione degli Studenti, Coordinamento Universitario “Link Lecce”, Anpi, Arci Nardò Centrale, Arci Provincia di Lecce, Zei, Diritti a Sud, Sinistra Italiana Salento, Nardò Bene Comune, Giovani Democratici. Presenti i consiglieri comunali Daniele Piccione, Marcello Risi e Lorenzo Siciliano. Ha mantenuto la promessa anche l’avvocato Giuseppe Cozza, ex amministratore (consigliere comunale e assessore negli anni Novanta) che aveva annunciato la sua presenza alla manifestazione antifascista. «Porterò una semplice rosa rossa – aveva detto il professionista alla vigilia – e la depositerò all’ingresso di Palazzo Personè, per ricordare che la liberazione dell’Italia dal Fascismo costò un prezzo altissimo e per ricordare al primo cittadino Mellone che Nardò è e rimarrà sempre antifascista!».

piazzaSalandraNARDÒ. Non è solo Napoli questo pomeriggio ad essere sorvegliata speciale per eventuali scontri conseguenti a presenze e contro manifestazioni di carattere politico. Se parte della capitale partenopea si è mobilitata, Sindaco in testa contro la partecipazione ad un convegno del leghista Matteo Salvini (il capo del’Amministrazione napoletana aveva suggerito un altro luogo invece della Mostra d’Oltremare), a Nardò le tensioni sono montate dopo che il Comune, Sindaco Giuseppe Mellone, ha concesso all’organizzazione Blocco studentesco, filiazione di Casa Pound, il Chuiostro dei carmeltina in centro storico. L’iniziativa ha per tema “La gestione degli istituti scolastici alla luce della riforma Delrio, problemi attuali e prospettive future”; vi partecipano il Sindaco insieme al presidente della Provincia Antonio Gabellone ed a due consiglieri provinciali neretini Antonio Tundo e Paola Mita (quest’ultima di Fi), il rappresentante locale Andrea De Giorgi e il coordinatore nazionale Ares Prehm. A scendere in campo per prima è stata l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, sezione di Lecce: “Il metodo di annunciare le cose all’ultimo momento è ormai tipico di questa formazione di estremisti di destra che si arroccano dietro la destra populista e xenofoba  di Salvini, ma non solo, a quanto pare, visto che anche a Lecce una loro lista sosterrà il candidato di tutto il centrodestra. Le associazioni antifasciste, che si riconoscono nella Carta costituzionale, e nei suoi valori di cui la lotta di Liberazione è parte costitutiva, si mobiliteranno con un presidio e con la contro informazione a Nardò”. Viene quindi annunciato il presidio antifascista dalle 18 alle 22 in piazza Salandra. “Appare inquietante, oltre che grave – conclude l’Anpi leccese – che rappresentanti di cariche elettive istituzionali si adoperino a sdoganare formazioni che hanno collezionato reati di aggressione in tutta Italia ed anche a Lecce, e che dell’apologia di fascismo fanno la loro caratteristica peculiare”. Nota di protesta anche dal consigliere regionale Ernesto Abaterusso: “La scelta dell’amministrazione comunale di Nardò di concedere il Chiostro dei Carmelitani per lo svolgimento del congresso organizzato dall’Associazione Blocco studentesco, che fa capo a Casa Pound,  forza politica che si è sempre dichiarata antidemocratica, neofascista e xenofoba, appare fortemente inopportuna. Trovo discutibile che il Sindaco di una città che si è sempre contraddistinta nell’affermare i valori della libertà e della democrazia abbia autorizzato un evento, che rischia di trasformarsi in una fonte di tensione e di contrapposizioni della quale tutti noi faremmo volentieri a meno. Il Sindaco di Nardò ha mostrato, dal punto di vista politico, il suo vero volto che, peraltro, non ha mai nascosto”. Poi una stoccata a quanti, dal centrosinistra, in questi primi mesi dopo le elezioni, si dice siano vicini se non proprio di sostegno al Sindaco Mellone: “Voglio sperare che ciò possa contribuire a fare chiarezza anche in casa di alcuni esponenti del centrosinistra che, in modo più o meno esplicito, hanno finora flirtato, anche in maniera goffa, con la nuova amministrazione di Nardò”. Il fronte che sostiene il presidio democratico, formato da diverse associazioni e gruppi, mostra però qualche crepa. Dall’Arci di Galatina arriva il dubbio che si stia riproducendo lo stesso copione di due anni fa: stessi attori (l’allora consigliere comunale Mellone, Gabellone, Blocco studentesse locale), stessa risposta (Anpi e associazioni): “Va bene, perfetto, chi difende la Costituzione giustamente vuole dare segno tangibile del proprio presidio – commentano dal’Argi galatinese – ma già si parla dell’accorre di diversi esponenti da varie parti della provincia di Blocco. Dall’altra part si organizzano pezzi della ‘sinistra dei fumogeni?. E che cosa faremo signori oggi? Co godremo la solita gara a chi fa più il pacifico? Ma c’è qualcuno, di sinistra e anche di destra, che come noi vede qualcosa di distorto in questo meccanismo sempre uguale a se stesso?”.

Rega Maria Luce detta MariluALLISTE. Il Comune di Alliste si è allineato a quanto prevede la recente normativa in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e su convivenze di fatto (L. 76 del 2016) ed è pronto a ricevere e perfezionare le domande delle coppie che vorranno ufficializzare il loro legame affettivo davanti allo Stato. Le unioni civili si costituiscono con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di Stato civile, alla presenza di due testimoni. La dichiarazione va poi registrata negli archivi dello stesso Stato civile. I partner acquistano stessi diritti e stessi doveri. «Senza alcuna retorica – dice l’assessore al Welfare e alle Pari opportunità, Marilù Rega (foto) – posso affermare che per me sarà un grande piacere e un vero onore, come assessore di riferimento, aiutare, dal punto di vista procedurale, coloro che oggi hanno finalmente la possibilità di costituire ufficialmente la loro unione».

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Da sinistra in alto in senso orario l'attuale primo cittadino Donato Metallo, Frediano Manni, Luigi Nuzzo, Francesco Cimino, Flavio Carlino, Massimo Basurto

Da sinistra in alto in senso orario l’attuale primo cittadino Donato Metallo, Frediano Manni, Luigi Nuzzo, Francesco Cimino, Flavio Carlino, Massimo Basurto

RACALE. Ultimi sgoccioli di mandato per l’Amministrazione guidata da Donato Metallo, in carica da maggio 2012, alla guida della lista “Io amo Racale”, risultata vincitrice della competizione elettorale col 42,98% dei suffragi (3.075 voti). Al secondo posto, quasi doppiata, arrivò la lista “X la città nuova” con Lorenzo Ria candidato sindaco e col 24,56% delle preferenze (1.757 voti). Quindi Francesco Cimino e la lista “Alleanza per Racale” (20,53%, 1.469 voti) e Silvio Causo con “Racale è Tua” (11,94%, 854 voti). L’unica certezza, al momento, è la ricandidatura di Metallo a sindaco e la quasi certa conferma di gran parte della sua squadra che gli è stata affianco in questi cinque anni, ossia Frediano Manni, Anna Maria Errico, Daniele Manni, Antonio Salsetti, Valerio Alfarano, Daniele Renna, Massimo Minutello e Anna Maria Tasselli. L’unica mancata riconferma sarebbe quella dell’attuale assessore alla Sanità, Roberto Ferenderes, che non si ricandiderebbe e potrebbe lasciare spazio a qualcuno a sé vicino.

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Edoardo Rimo melissanoMELISSANO. Il nuovo Consiglio dei Ragazzi capeggiato nel sindaco Edoardo Rimo è stato presentato ufficialmente alla comunità il 10 febbraio. Gremitissima la sala consiliare nella quale si è svolta la proclamazione, introdotta dalla consigliera Valeria Marra. Insieme a Edoardo, 10 anni, alunno della V B della prima- ria e candidato della lista “Rim… bocchiamoci le maniche”, è stata proclamata vice sindaca (candidata della lista sconfitta “Costruiamo il nostro futuro”) Martina Sarcinella. Sono stati nominati assessori Francesco Cortese, Anna Chiara Spennato, Lorenzo Greco e Vito Nassisi e consiglieri Luigi Galati, Giorgio Placì, Manuel Olivieri e Francesco Caporale. Il progetto è stato curato dalla prof.ssa Maria Sannino col supporto della maestra Rosalba De Matteis.

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giunta nardoNARDÒ. A Palazzo Personè i primi tumulti del 2017 si tingono di rosa. Tutte donne, infatti, le protagoniste delle mosse politiche che hanno tenuto banco nelle ultime settimane. Si parte dal primo mini-rimpasto in Giunta. A lasciare la squadra del Sindaco Giuseppe Mellone è Daniela Dell’Anna, fino a poche settimane fa assessore ai Servizi sociali. Dell’Anna, melloniana della prima ora (alle comunali era candidata nella civica “Tutto per Nardò”, terza come preferenze) si dimette ufficialmente per impegni lavorativi e familiari. Una lettura che non convince parecchi, soprattutto alla luce del neo-ingresso in Giunta. Si tratta della dietologa Stefania Albano, neretina, attualmente in servizio presso il presidio ospedaliero di Gallipoli. La dottoressa Albano, a differenza della dimissionaria, alle elezioni comunali era candidata in una civica a sostegno di Antonio Vaglio ed è parente acquisita di quest’ultimo.

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Mino Frasca e Mirella Bianco

Mino Frasca e Mirella Bianco

NARDÒ. «Sei mesi di tempo rappresentano un lasso temporale adeguato per trarre alcune conclusioni in un contesto politico ed amministrativo completamente cambiato». Comincia così l’intervento di Mino Frasca (Cor) che dopo il primo semestre Mellone traccia un’analisi dello stato di salute del suo partito, commissariato dopo la sconfitta elettorale alle comunali. L’accusa a Frasca era quella di aver sostenuto al ballottaggio Risi anziché Mellone. L’accusato si di- fende sostenendo di di non preso posizione pubblica alcuna. Adesso, a sei mesi da quelle polemiche, Frasca registra le dimissioni dal consiglio comunale di Mirella Bianco, eletta nei Cor con oltre 500 voti: «Esprimo fraterna solidarietà a Mirella Bianco, prima degli eletti in una lista che nella nostra città ha avuto il quorum più alto a livello nazionale. Mirella meritava, da parte dei vertici provinciali una primogenitura che non le è stata riconosciuta, non un isolamento istituzionale da parte della segreteria provincia- le, che ha commissariato l’unica sezione cittadina operativa e strutturata. Scelta da me accettata ma non condivisa».

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gallipoli consiglioGALLIPOLI. Una gestione sostenibile e condivisa delle “alghe” spiaggiate lungo i tratti costieri e il loro impiego per contrastare l’erosione. Si muovono in tale direzione i 24 Comuni salentini che nei giorni scorsi hanno partecipato, con i propri delegati (amministratori e funzionari responsabili del Demanio), al tavolo tecnico promosso dall’amministrazione comunale di Gallipoli, dall’Area marina protetta e dal Comune di Porto Cesareo e da Federbalneari Salento per dare avvio al protocollo d’intesa che porterà ad una gestione condivisa delle cosiddette biomasse vegetali spiaggiate. La firma dell’intesa (al quale molte delle municipalità chiamate in causa hanno già aderito formalmente) agevola la terza delle cinque opzioni poste dalle linee guida regionali per il trattamento delle biomasse, o quella di movimentare gli accumuli di posidonia, raccolta e custodita in appositi centri, in porzioni di territorio o di tratti costieri che necessitano di operazioni di ripascimento o di ricostruzione dei cordoni dunari e delle spiagge erose.

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operazione-Coltura-16.12.15PARABITAAd un anno e due mesi dall’operazione “Coltura”, che permise ai carabinieri del Ros di Lecce di smantellare un sodalizio dedito allo spaccio di droga e alle estorsioni, giunge ora l’ufficialità dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita, su decisione del Consiglio dei ministri, “per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata”. Nella rete cadde anche l’allora vicesindaco Giuseppe Provenzano, a lungo detenuto in carcere prima di ottenere i domiciliari. «A norma dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata del Consiglio comunale di Parabita (LE) e la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Mazzarà Sant’Andrea (ME) e dell’affidamento della gestione dell’ente ad una commissione straordinaria»: questo lo stralcio ufficiale del provvedimento adottato oggi e reso noto nel comunicato stampa n. 13 del Consiglio dei Ministri. Prima delle dimissioni di Provenzano, fu lo stesso Sindaco Cacciapaglia a revocare le deleghe conferite al suo allora vice. A Parabita giunse pure la Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi con il compito di vagliare gli atti amministrativi e verificare gli allora ipotizzati “condizionamenti”.

 

stefano minerva
stefano minerva

Il sindaco Stefano Minerva

GALLIPOLI. “Con riferimento alla segnalazione riportata nell’interrogazione del Consigliere di “Gallipoli Futura” del 15.02.2017, si rende noto che il Comune di Gallipoli ha già espletato tutta l’attività di competenza”: arriva a stretto giro di posta la risposta del Sindaco Stefano Minerva a Mina Della Ducata, che aveva sollevato il caso di una presunta occupazione di demanio marino ad opera di una società del settore intrattenimento nella zona dello stadio “Antonio Bianco”. “In particolare – scrive Minerva – il Comando di Polizia municipale, già nell’anno 2014, ha rilevato un’occupazione in assenza di titolo concessorio dell’area identificata in catasto al Foglio 20, P.lla 419, con relativo fabbricato. Pertanto, è stata posta in essere tutta la conseguente attività di competenza della Polizia giudiziaria. E’ stata, inoltre, espletata tutta l’attività amministrativa correlata, con emanazione della relativa Ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi”. Il Sindaco ricorda poi che “allo stato attuale, pende un giudizio innanzi al Consiglio di Stato avente ad oggetto il rigetto dell’istanza di concessione demaniale marittima in sanatoria presentata dalla Società interessata, nonché la connessa Ordinanza di rirpistino dello stato dei luoghi. Il Collegio ha concesso l’invocata misura cautelare, in attesa della definizione della vicenda nel merito”. Per l’area in questione, in attesa della conclusione del giudizio pendente, è stato concessio un permesso provvisorio e comunque la società in questione “sta regolarmente versando il canone demaniale marittimo previsto dalla normativa”.

Foto di archivio

Foto di archivio

GALLIPOLI. Nel Consiglio comunale di questa sera, che ha ratificato l’accordo tra Comuni dell’area jonica per usufruire di un bando ministeriale sui beni culturali (valorizzazione e gestione), il consigliere comunale Mina Della Ducata del gruppo “Gallipoli futura” ha presentato due interrogazioni. In una si rileva il fatto che “Gallipoli Futura è costretta ad attendere mesi per ottnere i documenti e le informazioni richieste che servono per poter adempiere ai compiti di controlo dell’azione amministrativa”. In particolare si tratta di tre proposte di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale entro trenta giorni dalla loro presentazione e dopo essere state poste all’attenzione delle commissioni competenti; si richiamano le date di presentazione (13, 15 e 19 dicembre) per concludere che il presidente del Consiglio comunale non ha rispettato i termini regolamentari, facendo trascorrere oltre un mese. Nella seconda, sempre a firma della consigliera, si solleva un caso di presunta occupazione abusiva di un’area collocata dietro lo stadio comunale da parte di una struttura d’intrattenimento, chiedendo al Sindaco Stefano Minerva di “eliminare con urgenza questa situazione procedendo a riscuotere anche quanto dovuto”.

Il baby sindaco Anna Rita Imperiale, al centro, al momento dell'elezione con compagni e insegnanti. Alle sue spalle il sindaco "senior" Massimo Stamerra

Il baby sindaco Anna Rita Imperiale, al centro, al momento dell’elezione con compagni e insegnanti. Alle sue spalle il sindaco “senior” Massimo Stamerra

TUGLIE. Anche il primo sindaco baby di Tuglie, Anna Rita Imperiale, ha la sua Giunta. Ad affiancarla saranno gli assessori Luca Cosimo Cataldo e Nicoletta Tarantino assessori. Al primo, oltre alla delega a sport e giochi è stato affidato anche il ruolo di vicesindaco, alla Tarantino, invece, è stato affidato il ruolo di assessore al tempo libero. Nomine speciali anche per alcuni consiglieri: Marta De Santis curerà i rapporti con le associazioni e si dedicherà alle politiche ambientali, oltre che a rivestire il ruolo di componente della commissione della biblioteca comunale, Viola Carrisi ha, invece, l’incarico speciale alla pubblica istruzione, Antonio Molle quello per l’assistenza ai giovani e agli anziani, e Davide Minerba quello per cultura e spettacolo. Il baby sindaco ha dato ampio spazio a quello che sarà il programma amministrativo da attuare nel corso del mandato.

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Foto di archivioGALLIPOLI. È attualmente in carcere l’uomo che col suo esposto ha messo in agitazione una città. A Gallipoli in questi giorni non si fa che parlare di una presunta compravendita di voti durante le ultime elezioni amministrative, tra il primo turno ed il voto finale del ballottaggio. I sette indagati sono sotto torchio; il  9 gennaio scorso (convocazione in Procura comunicata il giorno prima è toccato al primo ad essere interrogato, dei sei finora ascoltati a Palazzo di Giustizia di Lecce. Uno di loro avrebbe ammesso questo presunto traffico illegale. Si parla – ma ovviamente non ci sono riscontri o verifiche – di persone di spicco in città, tra politici e imprenditori, e di dazioni di 50 euro a voto. All’esposto il firmatario avrebbe allegato anche una registrazione acustica di una di queste trattative. Le indagini sono seguite dal procuratore aggiunto Antonio De Donno con i finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura. “Della trasparenza, della buona politica e della legalità noi abbiamo fatto la nostra bandiera – ha dichiarato il Sindaco Stefano Minerva, che sette mesi fa la spuntò su Flavio Fasano – e quindi se le indagini appurassero che qualcuno ha inquinato la campagna elettorale, è giusto che paghi”. Non è certamente la prima volta che su Gallipoli soffia un vento del tutto anomalo e fuorilegge. Più di recente, è di tre anni fa l‘assoluzione di un consigliere provinciale gallipolino accusato – insieme ad altri cinque coinvolti tra Gallipoli e Matino – di voto di scambio. In quel caso l’oggetto del desiderio per cui si sarebbe sollecitato il voto era un pezzo di strada da asfaltare.

Da sinistra, Flavio Filoni e Giovanni Alemanno

Da sinistra, Flavio Filoni e Giovanni Alemanno

GALATONE. C’è fermento in paese visto l’approssimarsi delle elezioni comunali. Per ora sono solo due i candidati sindaco ufficiali: Flavio Filoni, 35 anni, titolare di un’agenzia viaggi e consigliere comunale d’opposizione, sostenuto da Pd, Unione democratici di centro, Insieme per Galatone, Galatone protagonista, CambiaMenti e #lamegliogioventù; e Giovanni Alemanno, 33 anni, agente assicurativo, ex consigliere comunale, sostenuto da La Destra, Azzurro popolare, “Meritocrazia”, un’altra civica in via di definizione ed anche da “Andare oltre”, il movimento politico del sindaco di Nardò, Pippi Mellone. Alemanno, nell’ufficializzare la propria candidatura, ha annunciato che lavorerà “per rendere protagonista un’intera collettività”. «Faremo riferimento solo ed esclusivamente ai cittadini di Galatone», ha poi aggiunto sottolineando pure il “No” “ai poteri forti ed alle decisioni prese nei palazzi del potere”.

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Il municipio e, da sopra a sinistra in senso orario, Luigi Arcuti, Paolo Manta, Giuseppe Menallo e Rocco Conte

Il municipio e, da sopra a sinistra in senso orario, Luigi Arcuti, Paolo Manta, Giuseppe Menallo e Rocco Conte

ARADEO. Almeno per il centrosinistra sembra che ci sia un accordo sulla persona da candidare alla carica di Sindaco nelle prossime elezioni di primavera. Salvo cambiamenti dell’ultima ora, sembra che ormai ci sia piena convergenza sul consigliere uscente Luigi Arcuti. In ogni caso si attende per i prossimi giorni l’ufficializzazione della candidatura. Intanto il gruppo che dovrebbe esprimere la candidatura di Arcuti ha diffuso il simbolo e il nome con il quale dovrebbe competere “Aradeo Cambia” ed un primo comunicato stampa, dove si legge che il loro è un “progetto di tutti” che parte da lontano ed è condiviso unitariamente dai consiglieri uscenti, dal Partito Democratico e dall’associazione Liberamente. Obiettivo comune, un centrosinistra unito dopo due decenni di lacerazioni. Sembrano ancora in alto mare le scelte dell’Amministrazione uscente di centrodestra e del Movimento 5 Stelle. Il centrodestra amministra il paese da 20 anni, dapprima con Gerardo Filippo e poi con l’attuale sindaco Daniele Perulli, non più candidabile per aver diretto il Comune per due mandati. Al suo posto avrebbero dato la disponibilità a candidarsi gli assessori Rocco Conte e Giuseppe Menallo. Ma si fanno anche nomi di candidature esterne, sia di persone già impegnate in passato nella politica locale sia anche di nuovi ingressi.

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Cristian Casili

Cristian Casili

NARDÒ. L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto, rilasciando il piano della “Oasi Sarparea” ha sottolineato: «Si tratta di un progetto sostanzialmente diverso, con meno volumetrie e una accurata rilevazione delle alberature; è un progetto di maggiore qualità sia nel contesto complessivo che nei singoli fabbricati». Tocca, com’è noto, alla Giunta comunale adesso intervnire in materia, E mentre continua a defilarsi l’assessore Graziano De Tuglie, ambientalista pugnance, il Sindaco Giuseppe Mellone si schiera su posizioni prudenti: ha partecipato alla presentazione dell’elaborato urbanistico alle Quattro colonne” a cura degli imprenditori “per ascoltare”. «Ritengo prematuro ogni commento. Il piano non abbiamo avuto il tempo di vederlo; toccherà all’ingegnere D’Alessandro, che ha le competenze necessarie, valutare questo importante progetto». Da allora più nulla, se non una battuta su “Quotidiano”: «Invidio quei sedicenti ambientalisti che esprimono giudizi netti senza nemmeno aver visto il progetto».

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Da sinistra in alto in senso orario Francois Fracella, Paolo Marzano, Fabio Capone e Antonio Previdero

Da sinistra in alto in senso orario Francois Fracella, Paolo Marzano, Fabio Capone e Antonio Previdero

NARDÒ. Il clima referendario è alle spalle ma il dibattito tra sì/no non si placa. Stavolta non si parla di Costituzione ma del resort di lusso che un’investitrice inglese intende costruire in un uliveto secolare in zona “Sarparea” a Sant’Isidoro. Scempio ambientale o opportunità di sviluppo? Al dilemma provano a rispondere operatori culturali, imprenditori e artisti. Francois Fracella, 41enne da anni trapiantato a Londra, spiega il suo sì: «Lasciate in pace ’sti signori che vogliono costruire, purché abbiano gusto e rispetto dei luoghi. Hanno acquistato un terreno e ricevuto i pareri necessari, quindi agiscono rispettando le leggi. Qualcuno si prenderà finalmente cura di quest’uliveto millenario e lo curerà come merita! Indigniamoci, piuttosto, per la mancanza di mezzi pubblici. Ci sono turisti che non vengono da noi perché non saprebbero muoversi come nel resto del mondo!». Meno netto Fabio Capone, musicista. «Non conosco benissimo la situazione – confessa il bassista dei “Bambini Latini” – ma un’operazione simile potrebbe avere ripercussioni positive. Sarei favorevole se ci fosse trasparenza e tutto venisse eseguito alla luce del sole».

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Piazza Castello con il Municipio

Piazza Castello con il Municipio

TAURISANO. Siamo indignate, offese e maltrattate». Numerose associazioni di Taurisano scrivono al sindaco Raffaele Stasi e alla giunta per esprimere la loro contrarietà alla convenzione stretta con l’associazione «A.Gi.Mus», con sede a Roma e a Specchia. La lettera è stata resa nota sul profilo Facebook del movimento «Insieme per Taurisano». Nella missiva viene ricordato che Taurisano è sede di uno dei più prolifici panorami associativi del Basso Salento. «Ci sono associazioni che operano sul territorio da decenni, altre da pochi anni, ma tutte possono vantare un curriculum di alto livello». Viene ricordato anche lo spirito di collaborazione tra i diversi gruppi, che negli anni ha dato vita a importanti iniziative. «Con le associazioni – si legge nella lettera – la comunità ha avuto modo di crescere, e oggi riteniamo irrispettoso che questo non ci venga riconosciuto dalla giunta comunale». Una decisione, quella di stringere la convenzione con «A.Gi.Mus», che non va proprio giù alle associazioni locali: «Siamo indignate perché l’associazione con cui l’amministrazione ha scelto di convenzionarsi non offre niente di nuovo rispetto a quello che le associazioni locali gratuitamente e con tanti sacrifici hanno dato a Taurisano nel corso degli anni».

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consiglio-comunale-gallipoliGALLIPOLI. Diffida al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro, da parte dei tre consiglieri di “Gallipoli futura”. Motivo del nuovo attacco: il “disegno illegittimo ed irrispettoso, di negare atti dovuti per legge. Non riconoscendo a favore dei Consiglieri comunali di opposizione (i soli sono quelli di “Gallipoli Futura”), una serie di diritti che impediscono di svolgere l’attività garantita dalla legge, dallo Statuto e dai Regolamenti”. L’elenco degli appunti critici, esposti con notevole veemenza, è lungo. In particolare si lamenta che “da oltre due mesi non viene  rilasciata la  documentazione richiesta e sollecitata più volte (per regolamento, sono tre i giorni in cui deve essere rilasciata – art. 24) né vengono assegnati i locali sede del gruppo, né l’attrezzatura ed il personale necessario per svolgere l’attività, contrariamente a quello che invece fanno i Consiglieri di maggioranza, che si appoggiano e usufruiscono del personale e dell’attrezzatura nella sede di via Pavia”. Numerosi sarebbero stati i solleciti al presidente Solidoro con altrettante rassicurazioni in merito. Inoltre, a distanza di “oltre un mese” non viene convocato il Consiglio comunale e non vengono messi all’ordine del giorno gli argomenti inviati al Sindaco “che obbligatoriamente vanno iscritti all’ordine del giorno del Consiglio comunale entro i trenta giorni dalla richiesta”. Niente risposta neanche sulla proposta di discutere in commissione la regolamentazione delle trasmissioni video del Consiglio comunale. “Il Sindaco e la Giunta, forti del Suolassismo – rilevano infine i tre consiglieri – si appropriano di competenze che sono del Consiglio comunale (delibere diindirizzi per il Piano regolatore delle aree portuali; modalità di svolgimento delle gare per le concessioni demaniali; per il Ceduc. Abbiamo, purtroppo, ora la certezza che questo Suo comportamento sia non solo omissivo, ma danneggi tutti i Consiglieri comunali che si vedono espropriati delle loro prerogative e competenze fissate dall’art. 42 del T.U. 267/2000 dequalificando l’organo consiliare che, da riferimento centrale della programmazione, passa ad un ruolo secondario e di scarsa importanza”.

caffe in redazione stefano minervaGALLIPOLI. Tre incontri ad alto livello, dall’insediamento ad oggi; diverse ipotesi progettuali vagliate e definite ma anche il primo divorzio da un altro Sindaco trentenne, quello di Nardò, vecchia conoscenza politica sia pure da sponde diverse e col quale ha avuto modo di praticare linee amministrative comuni come per il contrasto alle trivellazioni o durante l’allarme mense scolastiche. A dividerli adesso è la gestione dei reflui fognari depurati. Ha detto Stefano Minerva durante il “Caffè in redazione” cui ha partecipato il 27 scorso (foto): “Con l’assessore ed i dirigenti della Regione e i vertici dell’Acquedotto pugliese abbiamo definito il quadro operativo, che prevede una condotta a mare a due-tre chilometri dalla costa in casi di emergenze, per cancellare così il divieto di balneazione sul litorale nord”. Gallipoli dice sì allo scarico a mare, Nardò invece col Sindaco Mellone è ferma sul “no” intransigente, tanto da generare forti tensioni con dirigenti regionali del settore. Il progetto complessivo cui mira Gallipoli, col depuratore di via Scalelle, punta al riutilizzo totale di quelle ricorse irrigue, come ha rilevato nella stessa occasione anche l’assessore e vicesindaco Cosimo Alemanno. Da qui la preparazione e la naturalizzazione della rete di canali dei consorzi di bonifica, che riceveranno reflui affinati al massimo livello per irrigare i campi. E nel caso di produzione abnorme di reflui da smaltire? Si ricorrerà alle vecchie cave e, appunto, alla condotta al largo, ad oggi senza alternative. Minerva non lo dice per motivi “diplomatici” ma certamente giudica più realistica e praticabile la sua via d’uscita rispetto alla linea dura dei vicini neretini.

piazza patuPATÙ. Con delibera di Consiglio comunale n. 46 del 13.12.2016 il Comune di Patù a ufficializzato la riadesione all’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” di cui fanno parte Alessano, Corsano, Gagliano, Morciano di Leuca, Salve, Tiggiano. Patù ha fatto parte dell’Unione fino al 23 marzo 2015, data in cui il Consiglio comunale deliberava il recesso a decorrere dal 1° gennaio 2016. L’Amministrazione, di recente, assieme al Comune di Castrignano del Capo, ha richiesto l’adesione all’Unione dei Comuni al fine di conferire maggior forza e rappresentatività all’intero territorio del Capo di Leuca, che verrebbe in tal modo ad essere “unificato”. La richiesta è stata accolta il 5 dicembre scorso.

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Belli, bravi, geniali. Furbi, anche. Magari in parte è vero. Ma ogni tanto è salutare andare oltre l'autocompiacimento e vedere come ci vedono gli...