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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

giorgio caputo giorgio salvatore toma mario romanoMATINO. Tre candidati a Sindaco e 39 aspiranti allo scranno di consigliere comunale. Questi i numeri che fanno sintesi della bagarre scatenatasi nella formazione delle liste in vista delle elezioni amministrative dell’11 giugno. In campo “Matino la tua città democratica” con Giorgio Caputo, “Amiamo Matino” con Giorgio Salvatore (Jonny) Toma e “Lista nuova” con Mario Romano. Tra gli aspetti che caratterizzano questa nuova tornata elettorale, primo fra tutti la scelta di non il sindaco uscente, Tiziano Cataldi, che pur sostiene il suo possibile successore, il 58enne Giorgio Caputo, finora suo assessore al Bilancio.

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Il raduno antifascista dell'11 marzo scorso, davanti al Comune

Il raduno antifascista dell’11 marzo scorso, davanti al Comune

NARDÒ. Manifestazione nazionale antifascista, Nardò scalda i motori in attesa del corteo che oggi alle 16.30 partirà da via XX Settembre e percorrerà le vie cittadine. Numerosi i movimenti e le associazioni che hanno detto sì all’Anpi, organizzatrice in tutta Italia dell’evento. Dal circolo Arci “Nardò Centrale” a Nardò Bene Comune, da Diritti a Sud al Comitato No Tap, da Terra Rossa ad Arcygay Salento e Salento pride, fino ai circoli Anpi di Martano e Galatone. Adesioni anche dalla politica e dal mondo studentesco: Articolo 1, Sinistra Italiana, Giovani Democratici, Rifondazione Comunista, Monteroni a Sinistra, Unione Degli Studenti, Link Lecce, Rete della Conoscenza Lecce, Studenti Indipendenti. Perché proprio Nardò come “meta” di questa manifestazione che denuncia il pericolo dei nuovi fascismi? È la sezione leccese dell’Anpi a spiegarlo: «Queste ideologie informano anche la giunta di Nardò a partire dal suo sindaco, che ha pure lanciato un suo movimento politico chiamato “Andare oltre” che a Lecce appoggia la candidatura di Delli Noci ed è presente anche in altri comuni. Il motto “Andare oltre” è copyright di Pino Rauti, già segretario nazionale del Msi, già inquisito a suo tempo per lo stragismo degli anni ’70». A Nardò in effetti da qualche tempo le lancette dello scontro politico sono tornate indietro di decenni. Vuoi per le amicizie del sindaco Giuseppe Mellone, mai rinnegate né nascoste, con esponenti di CasaPound, vuoi per alcuni recenti episodi di cronaca. Lo scorso 11 marzo ad esempio il Comune patrocinò un incontro organizzato da “Blocco Studentesco”, associazione studentesca di estrema destra, propaggine proprio di CasaPound. Nelle stesse ore protestarono per questo movimenti e sinistre locali. Qualche tempo dopo sul web è apparso un video risalente al 2012 in cui si riconosce un giovanissimo Mellone ricordare Sergio Ramelli invocando il saluto romano. Un mese fa invece alcuni disegni inneggianti al fascismo (poi rimossi da parroci e boyscout di Galatone) sono apparsi a Santa Maria al Bagno, marina simbolo dell’accoglienza ai profughi ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Anche per queste ragioni il Coordinamento regionale antifascista ha scelto Nardò per questa manifestazione.

Rino Giuri

Rino Giuri

NARDÒ. Si dimette il coordinatore del Pd, Rino Giuri. Già consigliere e capogruppo del Pci e poi del Pds, Giuri ha ricoperto quella carica dal marzo del 2014. Problemi di salute, la motivazione che questa volta non sembrerebbe però tanto vaga quanto diplomatica. Certo è che le recenti vicende che hanno preceduto e seguito le primarie del partito democratico del 30 aprile devono aver inciso a favore di una decisione cui Giuri pensava da un po’ di tempo, almeno dal dicembre scorso. “Ma quella è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, dice il dimissionario, che pensa ai rapporti sempre più tesi e ingestibili con Michele Emiliano e Loredana Capone, presidente e assessore regionali, che lui – anche quando pochi ci credevano – aveva indicato come segreti supporters di Giuseppe Mellone candidato a Sindaco. “Come non mi hanno inteso quando ho segnalato gli spostamenti, a fine aprile delle comunali, quando segnalavo gli spostamenti prima di Fi e della lista di Oronzo Capoti (Fitto) verso Mellone e poi, per il ballottaggio, di tutte le liste fittiane e pro Vaglio verso Mellone”, sottolinea Giuri. Che  non appare amareggiato, semmai fisicamente provato “perché – dice- quando uno sente le responsabilità avverte anche il peso crescente delle stesse davanti ad un coacervo sempre più evidente di interessi e di personaggi che disistimo da tempo e che oggi fanno parte di un comitato d’affari nel senso più spinto del termine”. E adesso? “Non rinnoverò la tessera, dopo la sterzata a destra di Renzi – conclude – ma resto a disposizione di quei giovani che vorranno utilizzare la mia esperienza”.

CASARANO. Confronto pubblico tra candidati sindaco a Casarano, venerdì 26 maggio alle ore 19 presso l’auditorium comunale. L’iniziativa è di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato con il coinvolgimento delle associazioni Libera, Aido, Photosintesi e Anteas servizi.  Introduce la serata Anna Maria De Filippi, coordinatrice provinciale del Tribunale per i diritti del malato. Moderatore del dibattito è l’avvocato Giovanni Bellisario. Tra gli interventi programmati quelli di Francesco Capezza (Libera), Luca Sabato (Aido), Donato Giorgino (Photosintesi) e Luciano Toma (Anteas).

Alfredo Cacciapaglia

Alfredo Cacciapaglia

PARABITA. Si deciderà il 28 febbraio prossimo la vertenza davanti alla Giustizia amministrativa in merito allo scioglimento del Consiglio comunale di Parabita per infiltrazioni criminali di stampo mafioso. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio, cui si era rivolto l’ex Sindaco Alfredo Cacciapaglia assistito dall’avvocato Pietro Quinto. Il “tutti a casa” per i gravi motivi citati era suonato il 17 febbraio scorso. Nell’udienza del 24 maggio i giudici del Tar Lazio hanno ordinato il deposito, entro 90 giorni, di due importanti documenti citati a lungo nel decreto di scioglimento del ministero dell’Interno: la relazione della Commissione ispettiva del 28 novembre 2016 e il parere del Comitato provinciale ordine e sicurezza datato 21 ottobre dello stesso anno. I giudici vogliono copie senza gli “omissis” apposti nei due documenti per motivi di riservatezza. Questo il commento delL’avvocato di Cacciapaglia: “Trattasi di documenti che nella sostanza sono conosciuti dai ricorrenti e che sono stati ampiamente censurati nel ricorso introduttivo. Dall’esibizione in forma integrale di tali atti non dovrebbero, quindi, emergere novità sostanziali sull’oggetto del contenzioso e sulle contestazioni formulate nei confronti dell’Amministrazione Cacciapaglia”.

liste galatoneGALATONE. Sono sette i candidati sindaco in campo per le elezioni comunali del prossimo 11 giugno (uno in più rispetto al 2012) con 25 liste (sei in più rispetto all’ultima competizione) per un totale di 386 aspiranti consiglieri. Diversi i giovani e i volti nuovi. In lizza c’è Salvatore Bruno, ex sindacalista e docente di lingue straniere in pensione sostenuto dalle civiche “Liberazione e Partecipazione” e “Ragione Popolare”. Con la civica di sinistra “Galatone Bene Comune”, in campo Sebastiano Zenobini, 54 anni docente di lettere. Flavio Filoni, 36 anni, consigliere d’opposizione uscente e titolare di un’agenzia viaggi, è invece il candidato sindaco della coalizione allargata di centrosinistra: Pd, “Insieme per Galatone”, Udc, “CambiaMenti”, Galatone protagonista e “#La meglio gioventù”; candidati al consiglio tra le fila della coalizione, i consiglieri d’opposizione uscenti Caterina Dorato, Biagio Gatto e Roberto Bove.

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comune dei casarano - foto 2014 -  (3)CASARANOEntra nel vivo la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Casarano. Molto attivi i quattro candidati alla carica di sindaco. Quest’oggi il tour nei quartieri vede Enrico Giuranno e i candidati del Movimento 5 stelle in via Poerio (contraba Botte) alle ore 18 ed il via Casciaro alle 20. Lo scorso 14 maggio c’è stata, invece, la presentazione dei 16 della lista presso l’auditorium comunale dove, invece, Gianni Stefàno ha presentato i “suoi” venerdì 19. A sostegno dello stesso sindaco uscente, questa sera alle 18,30 presso il Bar Core caffè (Palazzo Ieca), la sezione Fratelli d’Italia-AN Casarano presenta i propri candidati alla presenza dell’onorevole Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera, e degli esponenti provinciali e regionali del partito. Mercoledì 24 alle ore presso la villa comunale ci sarà l’apertura della campagna elettorale e la presentazione dei candidati per Mauro Memmi che il 26 sarà  al ristorate “Il Sorriso – Casina Calò” per una cena di autofinanziamento. Giovedì 25 maggio alle ore 20 in piazza San Giovanni ci sarà la presentazione delle liste e del progetto di città per il candidato sindaco Emanuele Legittimo.   

NARDÒ. «Scarico zero? Impossibile! Rimozione del divieto di balneazione a Torre Inserraglio? Se lo scordino, i neretini!». È quanto emerso dalla conferenza stampa tenuta dal Pd neretino lo scorso 15 maggio dopo l’ufficializzazione della nomina del commissario governativo Enrico Rolle, chiamato a occuparsi della depurazione di Nardò e Porto Cesareo. All’incontro nel circolo di piazza Pio XI presenti il coordinatore cittadino Rino Giuri, il parlamentare leccese Fritz Massa e i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione e Roberto My. Dal deputato dem è partito l’affondo all’ultimo progetto reflui liquidi urbani, targato Mellone-Emiliano, che non prevede condotta sottomarina ma riuso delle acque in agricoltura e altri ambiti: «“Scarico zero” è un’espressione impropria! Non esiste riuso in agricoltura che risolva il problema – ha dichiarato Massa – pratica percorribile solo in alcuni periodi dell’anno e a determinate condizioni.

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ARADEO. Bisogna andare indietro nel tempo, quando si votava con la vecchia legge elettorale in cui ogni partito presentava i suoi candidati, per trovare un così alto numero di liste: quattro. Dall’inizio degli anni ’90, con il nuovo sistema maggioritario, la competizione è stata sempre fra centrodestra e centrosinistra. Le ultime quattro amministrazioni sono state guidate dal centrodestra, due con Gerardo Filippo e due con l’uscente Daniele Perulli, che nell’ultima tornata elettorale fu certamente favorito da un centrosinistra che si presentò diviso in due liste (la stessa cosa era successa con la prima Amministrazione Filippo). Ora la situa- zione fra i due schieramenti è capovolta: il centrosinistra si presenta con una lista unitaria ed è il centrodestra a presentarsi con due liste differenti. In più in questa competizione c’è l’incognita del Movimento 5 Stelle, alla sua prima esperienza in elezioni amministrative.

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RACALE. Sarà sfida tra Donato Metallo e Massimo Basurto per la conquista del seggio da sindaco di Racale e della maggioranza nel nuovo Consiglio comunale che sarà rinnovato l’11 giugno. Metallo, a capo della lista civica “Io amo Racale”, che conta sull’appoggio del Pd, sua area di riferimento, e dell’Udc, ha portato con sé buona parte della sua attuale maggioranza. In lista ci sono gli assessori uscenti Annamaria Errico, Daniele Manni, il vicesindaco Frediano Manni, Antonio Salsetti e i consiglieri Valerio Alfarano, Massimo Minutello, Luigi “Gimmy” Nuzzo (passato in maggioranza a metà legislatura ma eletto con “Alleanza per Racale” con Francesco Cimino candidato sindaco), Giulio Palumbo (eletto consigliere in sostituzione di Lorenzo Ria nella lista “X la città nuova” e poi divenuto indipendente), Daniele Renna e Marianna Tasselli.

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Daniele Perulli

Daniele Perulli

ARADEO. Il Consiglio Comunale dello scorso 27 aprile è stato probabilmente l’ultimo con l’attuale sindaco Daniele Perulli. Ed alla fine dei lavori, come poteva essere prevedibile per lui e per il gruppo che guida il paese da vent’anni, a prevalere è stata l’emozione. «Sono entrato giovanissimo ed esco da uomo maturo”, ha dichiarato Perulli nel suo intervento finale di ringraziamento rivolto all’intero Consiglio. È stato per dieci anni vice di Gerardo Filippo e per altri dieci Primo cittadino e quasi certamente non si ricandiderà alle prossime elezioni comunali dell’11 giugno per il rinnovo del Consiglio comunale, come pure si è pensato fino a qualche giorno fa, quando si dava per certo la sua presenza al fianco di Amedeo Giuri.

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NARDÒ. Protagonista indiscussa del campionato politico neretino 2016/2017 è sicuramente lei: la querela. Non importa se concreta, sfiorata o solo annunciata. Ricordiamo qualche caso emerso da un anno a questa parte. Si è cominciato piuttosto presto. Nel maggio 2016, durante la campagna elettorale, sulla bacheca Facebook del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili un utente offende pesantemente l’allora candidato sindaco Antonio Vaglio (foto), che dichiarerà di rivolgersi alle forze dell’ordine. Altri episodi “social” scuoteranno gli animi nello stesso periodo. Dopo il voto, a inaugurare le querele nell’era Mellone è l’ex sindaco Marcello Risi. Antefatto: la nuova Giunta convoca il primo Consiglio comunale per il 30 luglio 2016. La minoranza dichiara illegittima tale convocazione poiché i consiglieri devono ricevere la relativa notifica con almeno cinque giorni d’anticipo e non il giorno prima. Quindi nuova convocazione e Consiglio slittato al 6 agosto.

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RACALE. Entra nel vivo la campagna elettorale per le comunali di domenica 11 giugno. La squadra capitanata dal primo cittadino uscente Donato Metallo (sostenuto da Partito democratico e Udc), candidato sindaco per “Io amo Racale”, è già schierata in campo e attende l’arrivo dei suoi avversari. Massimo Basurto, ex sindaco 2007-2012, sta continuando a lavorare, non senza difficoltà, per la selezione dei candidati che lo accompagneranno nella sfida a Metallo.

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Da sinistra Saverio Congedo, Oronzo Capoti e Giuseppe Fracella

Da sinistra Saverio Congedo, Oronzo Capoti e Giuseppe Fracella

NARDÒ. Il terremoto politico Mellone- Emiliano, ma non solo quello. I fari mediatici puntati sul Sindaco rischiano di offuscare altri movimenti in atto. Nuovi traslochi o, meglio, nuove “casacche” in maggioranza? L’ultimo ad avvicinarsi alla compagine governativa, come si ricorderà, è stato Mino Natalizio, già assessore comunale in passate giunte di centrosinistra. Ad aprile Mellone ha nominato Natalizio “Coordinatore del Parco di Porto- selvaggio”. Ma qualcosa si muove anche nella destra “classica”. Il consigliere regionale Saverio Congedo, passato di recente dai fittiani di “Direzione Italia” ai “Fratelli d’Italia”, potrebbe portare con sé (ufficialmente o meno) il vicesindaco di Nardò Oronzo Capoti. Eletto nella civica melloniana “Libra” e poi nominato vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Capoti è da sempre vicino a Congedo. A Nardò tra l’altro esiste già, inaugurato ad aprile, un circolo di FdI, del quale fa parte Giuseppe Fracella.

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politica galatoneGALATONE. Trovano conferma i grandi numeri previsti per le elezioni amministrative dell’11 giugno Sette i candidati sindaco di sicuro in lizza, almeno 24 liste a loro supporto sempre in attesa che dallo staff centrale di M5S giunga la risposta alla richiesta di certificazione avanzata dalle due liste con candidati Sebastiano Moretto e Sonia Rizzello. Da ultimo, ha annunciato la propria discesa in campo Sebastiano Zenobini con la civica “Galatone Bene Comune”, ”che raccoglie l’eredità di cinque anni di battaglie sostenute dal circolo politico-culturale 1° Maggio su ambiente, legalità e trasparenza. Occorre recuperare il dialogo con i cittadini attraverso una maggiore trasparenza nell’azione amministrativa, una rendicontazione periodica e un bilancio partecipato», sostiene il 54enne Zenobini.

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TUGLIE. Botta e risposta, tra maggioranza e opposizione, in seguito all’ultimo Consiglio comunale con l’approvazione del programma triennale delle opere pubbliche ed il Bilancio di previsione 2017/2019. «Anche quest’anno – afferma il sindaco Massimo Stamerra – se pur con difficoltà, siamo riusciti a chiudere la previsione di importanti interventi con prudenza, senza pesare sulle tasche dei cittadini. Nessuna tassa è stata aumenta. Purtroppo, però, la politica regionale sulla gestione dei rifiuti, da Vendola a Emiliano, ha comportato una serie di criticità e di errori che si stanno riflettendo sul sistema complessivo. L’assenza sul territorio di impianti di compostaggio ha messo tutti i Comuni in una posizione di debolezza nei confronti dei gestori degli impianti, i quali impongono tariffe sempre più care, determinando di fatto una spesa maggiore. Una situazione, quindi che ci vede obbligati a sostenere costi di smaltimento aggiuntivi e che ricadranno sui cittadini, essendo la Tari, per legge, un servizio a totale carico dei contribuenti ed ecco perché saranno cinque e non più quattro le rate per il pagamento».

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Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica

Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica

ACQUARICA. Continua l’iter intrapreso da Presicce e Acquarica che dovrebbe portare all’unione dei due comuni. Quello della fusione di centri con popolazione inferiore a 5.000 abitanti è un orientamento sancito nel 1990 con la legge 142 su “modifiche territoriali, fusione ed istituzione dei comuni”. Col passare del tempo la necessità di risparmiare e ridurre i costi della politica è andata crescendo fino ad arrivare all’approvazione della legge n. 56 del 2014, meglio conosciuta come legge Delrio, che intimava ai comuni piccoli di procedere alla fusione con altri centri, garantendo un incremento considerevole delle rimesse statali per la durata di dieci anni. Fu a seguito della scadenza fissata dalla legge Delrio che Acquarica e di Presicce hanno intrapreso il percorso che dovrebbe portare alla fusione. Il 3 giugno 2015 il consiglio comunale di Presicce ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo sulla fusione; atto che il giorno dopo è stato approvato dal consiglio comunale di Acquarica. Successivamente i due comuni hanno fatto richiesta alla Regione Puglia di un finanziamento di 30mila euro da destinare ad uno studio di fattibilità del progetto di fusione e poco tempo dopo i due consigli comunali hanno scelto i consiglieri che hanno dato vita ad una commissione che si è riunita per la prima volta il 21 aprile scorso registrando però diverse assenze, tanto da indurre i due sindaci (Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica, foto) a convocare congiuntamente l’8 maggio prossimo presso la sala consiliare del comune di Acquarica i consigli comunali dei due comuni.

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CASARANO. Quattro candidati e non più di 13 liste in campo per l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale. I numeri delle amministrative dell’11 giugno rappresentano un ridimensionamento rispetto al 2012 (sei candidati e 20 liste) quando Gianni Stefàno si impose al ballottaggio (con il 66%) su Attilio De Marco. Il Sindaco uscente riparte dalla squadra di centro-destra (senza Forza Italia) che lo ha sostenuto in questi cinque anni caratterizzati dalla stabilità in Giunta, con l’eccezione dell’avvicendamento tra Paolo Bandiello e Marcello Torsello (che in questo turno lascia spazio al figlio Aldo). “Per la città che cresce” è lo slogan scelto da Stefàno che punta a catturare con- sensi grazie all’avvio e al completamento di molte opere pubbliche. «Malgrado il corposo lavoro fatto in questi cinque anni, molto ancora c’è da fare», ha affermato nel corso della sua presentazione al cinema Manzoni. In risposta alle polemiche circa la “matrice” di molti progetti, Stefàno ha ricordato di aver intercettato in questi anni 32 milioni di risorse, garantendo nel prossimo programma la ristrutturazione dell’intero centro storico della città.

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Michele Emiliano

Michele Emiliano

GALLIPOLI. “Il Presidente Michele Emiliano con 1.241 voti è risultato il candidato segretario di gran lunga più suffragato nella provincia di Lecce”: lo sottolinea in una nota la segretaria del circolo pd di Gallipoli, Antonella Bentivoglio. “Le elezioni primarie di domenica 30 aprile – prosegue la dirigente democratica – hanno visto una grande partecipazione popolare, superiore a quella delle primarie del 2013. Ne è risultato un partito unito e compatto attorno al suo sindaco Stefano Minerva, la cui lista, Noi per Emiliano, ha ottenuto un’affermazione netta, quasi plebiscitaria È una risposta che i cittadini hanno dato all’impegno del sindaco nei confronti della città e soprattutto all’attenzione che egli ripone a quella parte della società meno fortunata”. Anche per il Pd di Gallipoli però le primarie sono “uno strumento di partecipazione democratica, ma, come ha dichiarato il segretario regionale Lacarra, per essere uno strumento credibile devono essere indubbiamente regolamentate. Per rendere più trasparente il processo democratico occorre prevedere che agli eletti degli altri partiti non può essere concesso di scegliere il segretario di un partito avverso. Ciò, peraltro, contenuto nello statuto del partito democratico”. Infine la chiusa che è anche un auspicio che rimanda alla parola d’ordine della mozione Emiliano: “Nondimeno si pone la questione politica che è risultata a livello nazionale, l’incertezza dei rapporti interni al partito. C’è il problema del Pd – conclude la Bentivoglio – di considerare tutte le anime, nonostante la schiacciante vittoria di Renzi. Cosa farà  il segretario del Pd? Terrà conto della piattaforma politica di Orlando ed Emiliano? O rinuncerà al contributo di quelle idee e di quei progetti? È un problema posto dal successo di Renzi, considerato che su interi territori Renzi non ha vinto”.

Nardò – Poco dopo le 18 le urne delle primarie del Pd hanno lasciato il chiostro di S. Antonio in direzione federazione provinciale di Lecce. Lì in queste ore si deciderà se annullare il voto a causa dell’alto e decisivo numero di votanti di chiara provenienza del centrodestra neretino oppure ritenerlo valido ma fino alle 14,30, quando i rappresentanti delle mozioni facenti capo a Renzi e Orlando hanno abbandonato il seggio.

È l’epilogo di una giornata che doveva essere di democrazia finalizzata alla scelta del segretario nazionale del Pd e che invece si è trasformata in un caso di cui già se parlava a livello nazionale, per l’esplicito appoggio con annesso invito al voto fatto dal Sindaco Giuseppe Mellone all’indirizzo di Michele Emiliano e da quest’ultimo non rifiutato.
Seggio aperto alle otto secondo quanto stabilito. L’affluenza è alta da subito. Ma anche la tensione, dati i precedenti e date le contromisure messe in atto dal partito ufficiale, retto a Nardò da Rino Giuri. Durante la mattinata decine di persone si sono messe in fila per votare. La fila di destra è riservata agli iscritti del Pd, quella di sinistra ai non elettori del Pd; quella di sinistra è lunghissima, quella di destra no. È il primo esplicito segnale che l’invito pressante di Mellone e dei suoi – con raffiche di telefonate e contatti ai propri sostenitori – è arrivatpo a segno. Dopo l’accoglimento pubblico delle tesi della nuova Amministrazione sugli scarichi dei reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo,  i melloniani vogliono votare Emiliano. E lo fanno vedere senza alcun problema. Consiglieri comunali di maggioranza e assessori si presentano al seggio per votare per il nuovo capo dei democratici ma vengono mandati via. È il caso dell’assessore all’Urbanistica Giulia Tedesco, alla quale viene impedito di votare. Idem Paolo Maccagnano, eletto nel centrosinistra e poi passato con Mellone con un altro gruppo consiliare. Maccagnano viene spintonato fuori dal seggio dal consigliere comunale pd Daniele Piccione, che rimarca con forza che si tratta di primarie di un partito che non è il suo. All’ingresso del seggio è ben presente un cartello che indica che non possono votare iscritti ad altre liste o movimenti politici. Il divieto, dicono dalle aree Renzi e Orlando, è esteso anche a candidati alle scorse elezioni comunali in liste diverse dal Pd, presentatori di liste, rappresentanti di lista o eletti in direttivi di movimenti e partiti diversi dal Pd,; tutti quei nomi sono stati raccolti per tempo dai dirigenti democratici locali.
La tensione prende anche loro. All’interno del seggio ci sono altri manifesti. È ancora affisso quello che il Pd locale ha diffuso alcune settimane fa, in cui si attacca il Sindaco Mellone con un “basta menzogne” per la questione condotta fognaria. Quel manifesto ne ha anche per il governatore poiché contiene la scritta “promesse impossibili di Emiliano”. Salvatore Russo (Pd area Emiliano) strappa e butta via quei manifesti. Va su tutte le furie il coordinatore del circolo Giuri: “Questo posto oggi è sede del Pd! Quel manifesto non andava assolutamente rimosso! Non conteneva alcuna indicazione di voto!”. Proseguono le polemiche e prosegue la fila dei non iscritti, inesauribile. A mezzogiorno hanno votato circa seicento elettori. Renziani e orlandiani sono preoccupatissimi: è evidente, dicono, che la stragrande maggioranza dei votanti è qui per Emiliano (che nelle primarie degli iscritti ha preso solo sei voti) inviati da Mellone. “Non sanno manco dove si trova la sezione del Pd”, dice amareggiato un dirigente dei Giovani Dem.
Fuori dal seggio, oltre a eletti e dirigenti di centrosinistra, continuano a stazionare i melloniani: i consiglieri comunali Fedele, Giuranna, De Mitri, il presidente del Consiglio Ettore Tollemeto. Arriva al seggio Vincenzo Renna, che alle comunali 2016 ha sostenuto Mellone presentando una lista a suo sostegno. Non vogliono farlo votare perciò.  Sostenitore di Emiliano, Renna litiga con loro e si rivolge alle forze dell’ordine, che dalla mattinata presidiano il seggio: riesce a votare. In tutta risposta l’ex sindaco Rino Dell’Anna (oggi Pd), chiede di mettere a verbale la richiesta di annullamento di tutto il voto neretino. La lite tra Renna e rappresentanti di seggio prosegue anche dopo, senza particolari conseguenze. La marea di votanti non si riduce nemmeno all’ora di pranzo. La fila è tanta. In una situazione normale, sarebbe un’ottima notizia per il Pd.
Alle 14,30 scatta il blocco del voto. Gli scrutatori dell’area Orlando si ritirano dal seggio e parlano di “irregolarità gravissime” perché ha votato in maniera massiccia e organizzata il centrodestra. I renziani stanno per fare altrettanto. Infine se ne vanno pure loro. Comunica Marcello Risi (ex sindaco, area Orlando): “L’area Orlando e l’area Renzi hanno chiesto l’annullamento delle operazioni di voto a Nardò. Ritirati tutti gli scrutatori espressione delle due aree. Gravissime irregolarità nei seggi per questa massiccia partecipazione del centrodestra a favore di Emiliano. Molti non aventi diritto hanno votato. Nei seggi e nei pressi dell’ingresso al seggio continua è stata la presenza di esponenti e amministratori della destra vicini al sindaco Mellone. Hanno votato dirigenti e candidati del centrodestra per scegliere il segretario del partito avversario”. “Questa è la loro idea di democrazia”, conclude un iscritto. (Ha collaborato Stefano Manca)

 

NARDÒ. Asse Mellone-Emiliano alle primarie, il Pd insorge. Le polemiche iniziano in mattinata con un messaggio del sindaco di Nardò inviato via Whatsapp: «Ti chiedo di votare e sostenere con forza la candidatura di Michele Emiliano alla segreteria poiché ha dimostrato di avere un occhio di riguardo per Nardò e con cui ho personalmente un ottimo rapporto. Dalla condotta alla discarica, dall’ospedale al Parco, Nardò ha un gran bisogno di avere riferimenti certi e solidi in Regione». Il “comizio social” di Mellone scatena le ire del Pd neretino. I consiglieri comunali Lorenzo Siciliano e Daniele Piccione e il coordinatore cittadino del partito Rino Giuri convocano una conferenza stampa per denunciare l’insolito feeling sindaco-governatore. «Invitiamo chi si sente vicino al Pd e al centrosinistra – è l’auspicio di Daniele Piccione – a partecipare alle primarie del 30 aprile. Sarà una giornata di democrazia e civiltà e tale vogliamo che rimanga. Non vorremmo avere sgradite situazioni e tensioni». «Il Pd deve consentire il confronto al suo interno e capisco le contrapposizioni – tuona Rino Giuri – ma non è possibile che importanti pezzi del partito vadano a intessere rapporti coi fascisti rautiani! “Andare Oltre” (il movimento del sindaco Mellone, ndr) è stata fondata da Pino Rauti! Se il Pd sarà questo qualcuno di noi non ci sarà più!». Tra i “pezzi importanti del Pd” a sostegno di Mellone, Giuri indica anche la vicepresidente della Regione Loredana Capone e il capo di gabinetto di Emiliano Claudio Stefanazzi: quest’ultimo per Giuri è forse “il principale artefice di questo accordo”. «Denunciamo il possibile inquinamento del voto di domenica – dichiara invece il consigliere comunale Lorenzo Siciliano – e mi affido all’intelligenza degli elettori di Mellone. Si chiedano, costoro: perché il mio sindaco mi invita a votare alle primarie di un partito avversario? È come se noi fossimo andati a votare al congresso di Andare Oltre!». Non tarda l’attesa replica del sindaco Mellone, la cui dichiarazione nel frattempo ha fatto il giro della Puglia. «Le primarie del Partito Democratico – scrive il primo cittadino – sono aperte e non lo ha deciso Pippi Mellone. Sono stato eletto dopo un governo di centrosinistra, raccogliendo oggettivamente la delusione e la sfiducia che quella esperienza ha generato a Nardò. Mi pare sia un dato incontrovertibile. A quella gente chiedo di votare per Emiliano. Ho il diritto o no di rivolgermi a una parte significativa del mio elettorato? Dov’è lo scandalo? Prima che un patrimonio del centrosinistra, Michele Emiliano è un patrimonio della Puglia». A sostegno di Mellone e di Emiliano interviene Giancarlo De Pascalis, l’architetto neretino che nel 2011 fu candidato sindaco di una coalizione che comprendeva proprio il Pd e una civica di destra con candidato consigliere il giovanissimo Mellone. Per De Pascalis quella del Pd neretino è «una baraonda illogica e ipocrita» proprio perché nel 2011 Mellone e Pd furono alleati. «E nel corso della consiliatura conseguente – prosegue il professionista – Giuseppe Fracella, figura della Destra autentica e oggi delegato nazionale di Fratelli d’Italia, è assessore della Giunta Risi, nel frattempo retta anche dal Pd». Ma cosa accadrà quindi domenica 30 aprile se i melloniani si presenteranno al seggio allestito presso il Chiostro di Sant’Antonio? «Non faremo votare dirigenti di partiti e movimenti melloniani – taglia corto Siciliano – né loro candidati alle scorse elezioni comunali. Voti solo chi si riconosce nel Pd!».

Vincenzo Passaseo

Vincenzo Passaseo

SALVE. Continua l’iter per l’approvazione definitiva del Piano urbanistico generale di Salve. L’incontro pubblico del 31 marzo scorso, che ha preceduto la convocazione della seconda conferenza di co-pianificazione per l’esame del Documento programmatico preliminare, si è svolto nella sala consiliare del Comune in una cornice di notevole partecipazione popolare. Gli interventi del sindaco Vincenzo Passaseo (foto) e del progettista del Pug, ingegner Claudio Conversano (di Alezio) hanno sollecitato l’attenzione dei cittadini e di rappresentanti di associazioni, che non hanno mancato di formulare quesiti e dubbi. All’ultimo incontro però non hanno partecipato i due consiglieri di minoranza, Francesco Villanova e Giovanni Lecci, che hanno motivato la loro scelta con un manifesto pubblico in cui accusano Sindaco e Amministrazione di aver sbagliato a forzare i tempi di approvazione dello strumento urbanistico, visto che ormai manca poco alla fine del mandato.

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Qui sopra, e a seguire in senso orario, C. Botrugno, F. Filoni, Livio Nisi, G. Alemanno, F. Miceli, S. Moretto, Sonia Rizzello e S. Bruno

Qui sopra, e a seguire in senso orario, C. Botrugno, F. Filoni, Livio Nisi, G. Alemanno, F. Miceli, S. Moretto, Sonia Rizzello e S. Bruno

GALATONE. A poco più di 70 giorni dal voto (l’11 giugno la data prescelta), mentre si continua a lavorare su liste e coalizioni, per le vie del paese spuntano i primi comitati elettorali. Si allunga l’elenco dei candidati sindaco e si ingrossano le fila degli aspiranti consiglieri. In lizza per la carica più alta di Palazzo dei Domenicani c’è Salvatore Bruno sostenuto da due liste civiche (“Liberazione e partecipazione” e “Ragione popolare”). In lizza anche Flavio Filoni sostenuto da una coalizione allargata di centrosinistra (Partito democratico, Unione di centro, Insieme per Galatone, Galatone protagonista, CambiaMenti, La meglio gioventù). Centrodestra frammentato ancor di più rispetto alla passata tornata elettorale. In corsa ci sono l’attuale sindaco Livio Nisi (Direzione Italia, Fratelli d’Italia, Livio Nisi sindaco, Impegno politico, Galatone attiva); Giovanni Alemanno (Andare oltre, Meritocrazia-Giovanni Alemanno sindaco, Alleanza galatea per la sovranità popolare, Azzurro popolare); l’ex primo cittadino Franco Miceli sostenuto da tre liste civiche; e l’ex vicesindaco – dimessosi qualche giorno fa dalla giunta di Nisi – Claudio Botrugno (Forza Italia).

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Emanuele PiccinnoGALLIPOLI. Avrà un nuovo capitolo anche nelle aule giudiziarie lo scontro politico degenerato nelle ultime settimane tra il gruppo di opposizione di Gallipoli Futura e l’assessore al Turismo e Commercio di Palazzo Balsamo, Emanuele Piccinno (foto). Dopo la mozione di sfiducia prima presentata e poi ritirata in extremis dal capogruppo Giuseppe Cataldi e il comunicato, poi rettificato con un ulteriore nota congiunta di Gallipoli Futura (nella parte che attribuiva erroneamente il reato di associazione di stampo mafioso al componente della giunta Minerva), l’assessore comunale Piccinno ha presentato una denuncia-querela in Procura sulla vicenda e contro il consigliere Giuseppe Cataldi e il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi.

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CASARANOEntra nel vivo, a Casarano, la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del Sindaco. Gianni Stefàno, primo cittadino uscente, sabato 8 aprile ha presentato la propria candidatura presso la sala Masaccio dell’Hotel Tiziano, a Lecce. «In questi cinque anni sono stati raggiunti gli obiettivi fissati nel programma di governo del 2012, ed altri se ne sono aggiunti», afferma Stefàno pronto a dare “continuità” al suo impegno.  Alla conferenza stampa di presentazione anche i coordinatori locali e provinciali dei partiti della coalizione, con gli onorevoli  Rocco Palese e Roberto Marti (Conservatori e riformisti) ed il senatore Francesco Bruni (appena traghettato dai Cor nel gruppo misto). Martedì 18 aprile alle ore 19 presso l’auditorium comunale “Gino Pisanò” si terrà, invece,la presentazione ufficiale del candidato sindaco Mauro Memmi che ha lanciato il progetto “100 idee per la città” invitando la città a “partecipare attivamente alla realizzazione del programma elettorale”. Venerdì 7, intanto, c’è stata l’inaugurazione del comitato centrale di Emanuele Legittimo, in piazza San Domenico, che ha presentato i suoi “laboratori progettuali”, ovvero una serie di incontri tematici  programmati in dieci tappe: le prime dal 20 al 22 aprile.

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