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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

NARDÒLunedì 25 settembre i 27 scolari di Boncore raggiungeranno gli istituti di Porto Cesareo a bordo dello scuolabus. La lieta novella per le famiglie della frazione neretina arriva oggi, quando l’Amministrazione ha ufficializzato l’avvio del servizio dalla prossima settimana. La ditta affidataria è la “Autolinee Roberto & Dongiovanni”, a un costo per le casse comunali di 176 euro al giorno. Il caos è nato quando la scuola di Boncore è stata chiusa per numero estremamente basso di iscritti, costringendo così le famiglie a trasferire i figli nelle scuole di LEverano, Veglie e Porto Cesareo. Con quest’ultimo Comune è nato un tira e molla durato mesi, che ha portato anche a momenti di tensione. Soddisfatta l’assessore all’Istruzione Maria Grazia Sodero, che tuttavia non risparmia attacchi al Comune di Porto Cesareo: «L’interesse dei bambini viene prima di tutto – dichiara l’avvocatessa di “Andare Oltre” – e a scanso di equivoci, ritengo corretta la decisione delle famiglie di spostare i figli altrove, visto che non è accettabile far frequentare loro una “pluriclasse” con studenti di età diverse e ovviamente diverse esigenze didattiche. Ma la presenza della scuola a Boncore, in ogni caso, ci aveva indotto lo scorso anno ad assicurare il servizio in via eccezionale, presupposto venuto meno in questo anno scolastico. Aggiungiamo così il settimo segmento di trasporto scolastico dopo averne ereditati solo quattro nel 2016 ed è un sacrificio rilevante della comunità neretina per supplire in un compito che nel caso specifico la legge assegna a un altro ente che non ha avuto la diligenza, la sensibilità e la responsabilità per svolgerlo. Nella consapevolezza che è una decisione paradossale e pericolosa, perché legittima il principio che una famiglia neretina che iscrive il figlio in uno qualsiasi dei 97 comuni della provincia, possa pretendere poi dal Comune di Nardò il servizio di trasporto. E non a caso la legge stabilisce una cosa diversa». « Resta l’amaro in bocca – sono invece le parole del consigliere Paolo Maccagnano (Fronte Democratico) – perché abbiamo dovuto superare anche le speculazioni dell’opposizione e l’azione chirurgica di mettere benzina sul fuoco tra i residenti di Boncore. Questo perché a loro non interessa la risoluzione dei problemi ma il loro misero tornaconto politico, per il quale non risparmiano strumentalizzazioni sui bambini. L’aspetto più curioso è che l’anno scorso i consiglieri di opposizione contestavano all’amministrazione di aver deciso il trasporto eccezionale su Porto Cesareo, oggi gli stessi lo reclamano a gran voce. C’è malafede oppure gran confusione». Per Cesare Dell’Angelo Custode, anch’egli come Maccagnano consigliere comunale di maggioranza di area Emiliano, “questa amministrazione alla fine dei conti ha ulteriormente allargato il servizio di trasporto scolastico. Ai consiglieri di opposizione resta l’ennesima magra figura”. Chiamata in causa, arriva la replica della minoranza consiliare. «Se il servizio è stato garantito – dichiarano i consiglieri Pd Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano – è merito di una battaglia portata avanti dai genitori degli alunni, ai quali abbiamo offerto supporto senza badare alle loro simpatie politiche. E se da un lato possiamo dirci soddisfatti per il servizio che, è bene ricordarlo, è garantito per adesso fino al 31 ottobre, dall’altro non possiamo non constatare le strumentalizzazioni di “personaggi” come Maccagnano e Dell’Angelo Custode». Le polemiche evidentemente  proseguiranno anche dopo il suono della campanella.  

Flavio Filoni

GALATONE. Partecipazione: a Galatone arrivano le Consulte comunali. È un provvedimento dell’ultimo Consiglio comunale quello che approva il nuovo regolamento per gli organismi che coinvolgono i cittadini nelle decisioni municipali. Saranno nove le Consulte da attivare nelle prossime settimane, alle quali si può richiedere l’iscrizione (attraverso i moduli che saranno messi a disposizione sul sito istituzionale dell’ente) a partire dal prossimo 2 ottobre: la prima è quella per le “politiche dell’energia e dell’innovazione”, poi “artigianato, industria,agricoltura,commercio”, “giovani e politiche giovanili”, “territorio, turismo e valorizzazione del patrimonio artistico,storico e culturale”. E ancora “sanità, ambiente e sicurezza”, “partecipazione e vita sociale”, “periferie e contrade”, “sport” e “politiche sociali e pubblica istruzione”.
Si realizza così uno dei punti cardine della campagna amministrativa del sindaco Flavio Filoni e dei suoi: il regolamento è stato approvato con gli undici voti favorevoli della maggioranza, mentre le forze di opposizione si sono astenute (assenti Roseto e Alemanno): prevede che possano richiedervi l’accesso tutti i residenti a partire dai sedici anni (non meno di sette membri per ogni raggruppamento). Potranno esprimere pareri – richiesti o di propria iniziativa – su vari temi, e a parte la prima convocazione che avverrà ad opera del Sindaco (che farà parte – di persona o tramite un delegato – del “pool”) eleggeranno al proprio interno chi guiderà i lavori.

Giuseppe Mellone

NARDÒ. Prima festa del tesseramento di “Andare oltre” fuori Nardò quest’anno. È stata infatti scelta la città di Lecce per rinnovare le iscrizioni nei centri in cui si è già presenti (come Galatina e Copertino) ma anche – negli auspici – nel resto della provincia. L’appuntamento è per sabato 23 settembre alle 11 in via D’Aragona (piazzetta  de I Merli). Si annunciano anche iniziative in arrivo.

“Siamo onorati – commenta Massimo Fragola, consigliere comunale a Lecce in maggioranza pro Sindaco Salvemini – di ospitare i militanti di Andare Oltre provenienti da tutta la provincia, con Pippi Mellone e gli altri giovani amministratori del movimento, in questa giornata che sarà speciale per il nostro gruppo: durante l’incontro, infatti, verrà commentato anche il Manifesto dell’Idea, che è il manifesto politico di Andare Oltre”.

La scelta di Lecce viene spiegata infine così da Gigi Maritati, segretario cittadino di Nardò: “Per la prima volta abbiamo passato il testimone in occasione di un evento che consideriamo fondamentale come la festa del tesseramento”. Aggiunge Melone: “Nell’occasione lanceremo il Manifesto dell’Idea: abbiamo avvertito l’esigenza di dotarci di una carta d’identità con la quale chiarire ai cittadini qual è l’identità di Andare oltre”.

CASARANO. Dopo gli incontri delle scorse settimane a  Patù e Parabita, confronto aperto a iscritti, elettori e simpatizzanti con Articolo Uno – Movimento Democratico e Progressista, questa sera, a partire dalle ore 19 presso il Sedile comunale in piazza San Giovanni a Casarano, per il dibattito “Prospettive di sviluppo del territorio: risorse, strumenti e proposte per un progetto di rilancio del sistema locale”. L’incontro, introdotto da Maria Teresa Bellante, coordinatrice Articolo Uno Mdp Casarano, sarà moderato dall’esperto di progettazione su fondi strutturali Umberto Vitali. Interverranno Guglielmo Forges Davanzati, docente di economia presso l’Università del Salento, Gigi Spedicato, docente di sociologia presso l’Università del Salento, l’onorevole Ernesto Abaterusso, coordinatore regionale e Presidente del Gruppo consiliare in Regione Puglia Articolo Uno – Mdp. Le conclusioni saranno affidate a Salvatore Piconese (foto), coordinatore provinciale Articolo Uno Mdp.

Lucio Tarricone e Cesare Dell’Angelo Custode

Nardò – “Su scarico a mare e depurazione delle acque, il risultato acquisito nel corso dell’incontro a Roma con il Commissario unico nominato dal Ministero dell’Ambiente, rende Nardò un luogo d’avanguardia in Italia nelle politiche ambientali. La caparbietà delle migliori forze politiche ed ambientaliste di Nardò ha portato alla soluzione ottimale della gestione dei reflui per la nostra città e per Porto Cesareo”: ne sono convinti i due consiglieri comunali del neonato gruppo “Fronte democratico neretino”, Paolo Maccagnano e Cesare dell’Angelo custode. Ma c’è anche chi la pensa diversamente ed anzi attacca sull’annunciato ma – secondo costoro – non realizzato nei fatti “scarico zero”.

Intanto i due consiglieri che si richiamano alla corrente del presidente Michele Emiliano, rispondono agli scettici che “vogliono vedere le carte” nutrendo più di un dubbio: “Nei prossimi giorni, la struttura dell’Ufficio del Commissario unico invierà il verbale della riunione e l’Amministrazione (comunale s’intende, ndr) lo potrà condividere con la cittadinanza. Con questa operazione si è definitivamente chiusa la pagina del vecchio protocollo d’intesa del 2015 – proseguono Maccagnano e Dell’Angelo custode – che prevedeva la realizzazione di una condotta sottomarina di 2 km per consentire lo scarico a mare del refluo non utilizzato per l’agricoltura in tabella 2 (quindi refluo non depurato al massimo). Ora, grazie alla ferma volontà del Presidente Emiliano di andare incontro alle esigenze dei territori, di cui si sono fatti portavoce alcuni Sindaci come il nostro Pippi Mellone, il Ministero, come ha già dimostrato per altri agglomerati come Sava e Manduria, ha dimostrato di voler aprire una nuova pagina che vada proprio in questa direzione”. Il risultato portato a casa consentirà, grazie ad investimenti per 13.800.000 €, di avere un grado di depurazione rispettoso dei parametri previsti dal Dm 185, ovvero un affinamento superiore anche perfino alla tabella 4, per tutto il refluo prodotto dai due comuni. L’acqua così depurata potrà essere utilizzata in agricoltura e per altri usi civici e, soprattutto, per il ravvenamento della falda attraverso la realizzazione di Ecofiltri. Solo in casi eccezionali, come nel caso di piogge torrenziali, il refluo, comunque depurato al massimo,  avrebbe come recapito la battigia, costentemente monitorato da videocamere”. I consiglieri di maggioranza si dicono poi “perplessi” per le dichiarazioni del consigliere regionale Cristian Casili,  M5S e vicepresidente della commissione ambiente, “che parla ancora di scarico a mare: evidentemente non conosce il progetto”.

Ma Casili non è il solo perplesso. Lucio Tarricone del centro studi “Salento nuovo”, anzi sembra più che convinto che qualcosa non quadri in questa “svolta” romana. A partire dal comunicato ufficiale del Comune con cui il Sindaco Mellone “comunica urbi et orbi ‘Scarico zero, via libera anche dal Commissario straordinario’: ci sorgono alcuni interrogativi su cui chiede risposte. A cominciare da questo passaggio della nota del Comune:  “Il Commissario straordinario unico in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue Enrico Rolle ha apprezzato fortemente la proposta di un impianto “scarico zero” che porterà all’eliminazione totale dello scarico di reflui in mare, SALVO che in particolari condizioni di emergenza (pioggia intensa e particolare abbondanza di acqua come in inverno) quando in mare finirebbe acqua già depurata”. Quindi, lo scarico ci deve essere per poter essere utilizzato nei periodi di surplus. Che vuol dire “ha apprezzato la proposta”? È stato presentato un progetto completo anche di costi ed è stato approvato? O è un semplice intendimento?”. Infine si tocca un altro punto delicato, dal punto di vista delle procedure di appalto già espletate per la condotta sottomarina: “Nel comunicato si legge che”iIl Commissario ha autorizzato Aqp a rescindere il contratto relativo alla condotta (già appaltato). Benissimo. Una decisione di tale portata che presuppone rischi per l’Ente si presuppone debba essere formalizzata. Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblici i documenti con i quali Aqp è stata autorizzata a rescindere il contratto in essere? Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblico il documento che si ritiene sia stato redatto e firmato da tutti i contraenti presenti all’incontro? Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblico il progetto esecutivo?”.

Salva

NARDÒ. Rescissione del contratto (già appaltato) per la realizzazione della condotta a mare lunga 2 km; scarico zero nello Jonio per i reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo ”salvo che in particolari condizioni di emergenza (pioggia intensa e particolare abbondanza di acqua come in inverno”; pace infine tra i due Comuni, avvinti in una lunga lotta sul destino da dare ai reflui fognari: queste le conclusioni cui è giunto il vertice di oggi presso il Ministero dell’Ambiente a Roma, cui hanno partecipato il commissario straordinario in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, Enrico Rolle; per Nardò il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio;  il vicesindaco di Porto Cesareo Silvia Tarantino e due tecnici comunali, Nicola D’Alessandro (Nardò) e Tarcisio Basile (Porto Cesareo). Adesso saranno gli uffici regionali a concretizzare i risultati odierni in un progetto basato sullo studio di fattibilità che presentava tre diversi ipotesi esecutive.

Mellone e il suo omologo di Porto Cesareo, Salvatore Albano, alla fine della riunione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta:  “Siamo molto soddisfatti  perché in questa maniera si supera una innaturale conflittualità tra due territori che hanno storia e prospettive comuni”.“Per Porto Cesareo – aggiunge Albano – si apre una nuova fase di tutela dell’ambiente e di arricchimento della città, che potrà conquistare un servizio atteso da anni”. Un successo per l’ambiente e per la politica che si riscontra anche nelle parole di Pippi Mellone: “Abbiamo trovato nel presidente Michele Emiliano, nel suo capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, nell’ingegnere Barbara Valenzano e anche nel dirigente del settore Risorse idriche della Regione Luca Limongelli (noto per la sua posizione pro scarico a mare definito “inevitabile” pr i reflui in surplus, in una intervista di poche mesi fa su “la voce di Nardò”, ndr), degli interlocutori eccezionali – sottolinea – che hanno messo i comuni di Nardò e Porto Cesareo nelle condizioni di superare un’emergenza che si è protratta per anni, trovando un accordo ad esclusivo vantaggio delle popolazioni e dell’ambiente e scongiurando la mannaia delle multe legate all’infrazione comunitaria”.

 

Nardò – La vicenda della chiusura del plesso scolastico nella frazione di Boncore, con le conseguenti difficoltà legate ai trasporti per gli scolari costretti a postarsi ni paesi vicini, Porto Cesareo in primis, ha assunto martedì le tonalità di uno scontro anche fisico. Se il confronto finora era stato sì teso, ma soltanto a livello verbale, nella giornata di ieri il registro è cambiato, con un principio di colluttazione – stando a quanto ricostruiscono il Sindaco Giuseppe Mellone ed i suoi sostenitori – in cui è volato qualche ceffone all’indirizzo del consigliere Paolo Maccagnano: “Oggi il consigliere Paolo Maccagnano è stato schiaffeggiato da una persona durante un confronto pubblico a Boncore” scrive Mellone, evocando il “clima che l’opposizione ha creato tra i residenti di Boncore, bombardati da falsità e raggiri”.

L’incontro cui ci si riferisce era stato indetto proprio per venire a capo del problema bus; oltre alla presenza dei residenti e dei delegati del Sindaco, c’erano due consiglieri di opposizione Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano; quest’ultimo pochi giorni fa aveva acceso i fari sulla problematica questione, al quale aveva risposto con l’assessore all’istruzione Mariagrazia Sodero illustrando alcune ipotesi di soluzione del problema. “Considero – ha attaccato ancora Mellone – Siciliano e Piccione i responsabili morali di quanto accaduto”. Al malcapitato consigliere sono giunte attestazioni di solidarietà da più parti. a partire dai propri colleghi in Consiglio. “Il Pd – si afferma in una nota dei democratici a firma del segretario Salvatore Falconieri — condanna fermamente il deprecabile gesto messo in atto ai danni del consigliere di maggioranza, nei confronti del quale manifesta ampia solidarietà. Nello stesso tempo – aggiunge Falconieri – rispedisce al mittente le dichiarazioni rilasciate dal sindaco secondo il quale l’accaduto sarebbe da addebitare esclusivamente al modo di fare politica dei consiglieri di opposizione”.
“Non si può giocare con le necessità delle persone”, afferma dal canto suo il consigliere Maccagnano, il quale nel primo pomeriggio di oggi con una nota ha fatto sapere che ha accettato le scuse che gli sono state presentate e che considera l’episodio definitivamente chiuso. “Il mio riferimento – chiarisce il consigliere – è ai consiglieri di opposizione che sebbene abbiano censurato l’accaduto, non hanno avuto l’intelligenza di comprendere che il grave episodio si è verificato anche e soprattutto a causa dei continui attacchi all’Amministrazione comunale”.

“Io ero lì per trovare una soluzione – scrive il consigliere Siciliano in una lettera aperta a Mellone – non per fomentare gli animi in una situazione di disagio molto avvertito e in un clima teso. Siamo stati i primi, io e il collega Daniele Piccione, a condannare quel ceffone, i primi a manifestare a Maccagnano il nostro rammarico”. Per i due consiglieri, venendo al problema sul tavolo, c’è da fare un protocollo d’intesa con Porto Cesareo per fissare alcuni punti fermi e risolvere il problema scuolabus.

Commenti molto critici verso il governo Mellone sono venuti infine anche dal coordinamento cittadino di Articolo 1 e dall’associazione culturale ep olitica “Nardò Bene Comune”. I primi vedono nell’aggressione al consigliere comunale “lo speccho fedele del degrado che investe da alcuni anni i rapporti tra i rappresentanti delle Istituzioni e tra gli stessi e la cittadinanza”. Dopo aver respinto il “gesto inconsulto del cittadino di Boncore”, Articolo 1 rileva “l’imbarbarimento del linguaggio e del confronto politico, che è anche il prodotto del modo rabbioso e aggressivo l’attività politica di Mellone quando era in minoranza ed anche adesso”.
“Un elettore ha schiaffeggiato un consigliere comunale perché, a suo dire, stanco di essere preso in giro sulla situazione delle scuole a Boncore. Mellone ha dato la colpa del fattaccio ai consiglieri di opposizione. Entrambi i fatti sono da condannare fermamente”: inizia così la nota di Nardò Bene Comune, che considera “falso che questo episodio di violenza sia da imputare ai consiglieri di opposizione”. “Oggi dobbiamo sottolineare altro: qualcosa di più grave. Da oggi, il sindaco (o chi scrive i suoi post) accusa esplicitamente l’opposizione – è l’accusa – di essere responsabile di violenze fisiche. Da oggi il sindaco ha deciso di portare lo scontro dalle idee alla violenza fisica. Ha detto ai suoi sostenitori che sono sotto attacco di violenze fisiche. Un fatto gravissimo”.

NARDÒ. L’“incompiuta” di via Incoronata? “Abbattiamone solo una parte, il resto recuperiamolo”. “Nient’affatto. È una vergogna da cancellare”. Continua la discussione sull’“ecomostro” più famoso della città. Dopo l’annuncio del sindaco Giuseppe Mellone di voler buttare giù entro fine 2017 l’edificio risalente agli anni Settanta, si susseguono le reazioni. Ora a intervenire è l’ex sindaco Rino Dell’Anna (Pd), che accusa l’attuale primo cittadino di “sfacciata e impattante azione propagandistica”. «Risulterebbe più utile ed economicamente più vantaggioso – afferma Dell’Anna – se l’attuale governo della città, considerate le abbondanti risorse di cui dispone al contrario delle precedenti, elaborasse un progetto di recupero della parte buona della struttura abbattendo solo la parte compromessa, destinando la parte restante a contenitore culturale e uffici a servizio del parco previsto dal Prg».

Replica Giuseppe Fracella, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia nonché vicesindaco proprio di Dell’Anna nel periodo 1998-2001: «Caro Rino – scrive Fracella –  gerontocomio e Palazzo di città sono la vergogna e l’orrore del vecchio sistema di finanziamenti a stralci. Quanti soldi inutili per progetti esecutivi mai realizzati, opere mai finite, cattedrali nel deserto. Quell’opera se inutile va abbattuta ed è ora che qualcuno lo faccia, affinché non diventi un feticcio da riproporre in ogni campagna elettorale».

A proposito di campagne elettorali, su questo argomento va ricordata quella delle amministrative 2011. Sei anni fa a intravedere l’abbattimento dello scheletro di cemento armato di via Incoronata fu il candidato sindaco Giancarlo De Pascalis. L’architetto neretino, poi non eletto, propose di “togliere di mezzo” l’edificio e riqualificare l’area verde presentando un progetto proprio davanti all’allora sindaco di Bari e Presidente del Pd pugliese Michele Emiliano.

Fibrillazioni in atto a Palazzo Balsamo negli ultimi giorni e questa mattina, per dare una “scossa” ed invitare il sindaco Stefano Minerva a dimostrare più polso e personalità nella gestione politica e amministrativa della città, il consigliere comunale di Italia Destati, Sandro Quintana, ha formalizzato una richiesta di dimissioni dalla presidenza della commissione Ambiente. La richiesta sarebbe stata protocollata nelle scorse ore presso il comando dei vigili in attesa che lunedì mattina possa poi transitare sul tavolo del sindaco e del presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro. Notizie ancora non confermate parlano di un epilogo legato ad alcune tensioni vissute negli ultimi giorni a palazzo di città e sfociate anche in un diverbio abbastanza accesso tra Quintana e il capogruppo dell’Udc, Caterina Fiore. Segnali che forse sul piano politico (o sul piano personale) qualcosa possa essersi incrinato e da qui la presa di posizione di Quintana che avrebbe imputato proprio al sindaco una scarsa autorevolezza nel gestire i rapporti e gli equilibri tra i gruppi consiliari e anche quelle che lui stesso ha definito “diatribe interne all’assise comunale”. Invocando anche “una programmazione seria e un sindaco più incisivo per Gallipoli”, Quintana ha inteso smuovere le acque rinunciando alla carica della presidenza della commissione Ambiente, ma essendo pronto anche ad un confronto politico immediato che lo potrebbe portare anche ad un ripensamento. Se invece le dimissioni saranno confermate il presidente dell’assise Rosario Solidoro convocherà a breve una riunione della sesta commissione per la nomina di un nuovo presidente.

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Nardò – Al lavoro i neoassessori Mino Natalizio (Ambiente) ed Ettore Tollemeto (Urbanistica). Al via infatti due progetti legati all’ambiente ed al contesto del territorio intercomunale. Il primo, presentato a marzo scorso, riguarda un finanziamento di 300mila euro ottenuto dal Comune per il tratto costiero Sant’Isidoro-Portoselvaggio e Palude del Capitano con interventi a tutela della biodiversità terrestre e marina pianificati dai professionisti Antonio Vetrugno e Giuseppe Piccioli Resta con la collaborazione di Andrea Vitale, Sergio Fai e dello stesso assessore Natalizio. Prevista la demolizione di ruderi sulla costa e in area Sic (Sito di interesse comunitario), mentre la località “Frascone” sarà oggetto di lavori di ingegneria naturalistica del tratto dunale, ripristino ecologico degli stagni e monitoraggio degli ambienti di grotta. Altre novità, divulgazione multimediale e sensibilizzazione diffusa per rafforzare il controllo sociale a tutela dell’ambiente. «Si applica un cambio di mentalità – ha commentato il Sindaco Giuseppe Mellone – perché possiamo pianificare tutte le strategie che vogliamo ma ognuno di noi deve diventare sentinella e condividere il dovere di difendere l’ambiente. Questo intervento agirà perciò sia sul territorio che sugli aspetti culturali e comunicativi».

Controllo sociale e responsabilizzazione individuale passano anche da un’altra iniziativa annunciata in questi giorni, stavolta dal neoassessore Ettore Tollemeto: gli “itinerari partecipati” di “Rigenerazione Urbana”. Si tratta di una candidatura per accedere al finanziamento comunitario sottoscritta con protocollo d’intesa dai Comuni di Nardò, Leverano e Porto Cesareo. Di questa opportunità si parlerà venerdì 8 e lunedì 18 settembre al Chiostro Carmelitani alle 18.30, incontri nei quali i cittadini potranno prender parte attivamente (per ulteriori informazioni, scrivere a info@rigenerazioneurbana.info). Alcune proposte già nell’aria: destinazione di immobili per finalità di inclusione sociale, realizzazione di opere pubbliche di efficientamento energetico, infrastrutture verdi e mobilità ciclo-pedonale, eliminazione barriere architettoniche. «Questo bando – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica – fornisce un’occasione concreta di sviluppo della nostra città e della qualità della vita di ognuno di noi. Primo atto di questa rinascita sarà l’abbattimento della “incompiuta” di via Incoronata ma segneremo tappe cruciali con Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) e Pug (Piano urbanistico generale). Un appello: chiedo ai neretini di partecipare manifestando bisogni ed esigenze per costruire tutti insieme la città del futuro».

Gallipoli – Un migliaio di persone in piazza Aldo Moro e un uomo solo sul palco: ieri sera la città all’opposizione ha accolto l’incito di “Gallipoli futura” e del suo leader di ritrovarsi per una riflessione a microfoni aperti. Iniziato nel tardo pomeriggio, l’incontro si è protratto fino a circa le 23, con le ultime due ore occupate dal comizio di Flavio Fasano. Prima c’è stato spazio per un pezzo teatrale, la distribuzione di copie del programma elettorale dell’associazione politico culturale che al ballottaggio ha perso per poche centinaia di voti, e di un cd con un discorso elettorale di Antonio La Trippa alias Totò, infine con una rassegna di problemi o “errori” commessi dalla Giunta di Stefano Minerva durante questa calda stagione (particolarmente preso di mira l’assessore al Turismo, Piccinno).

Carte alla mano, Fasano ha tenuto il pubblico attento, portandolo all’applauso ed anche allo scambio di battute, sciorinando dubbi (spinti fino a diventare sospetti), “chiari esempi di incapacità”, ritardi non più colmati se non a stagione finita (il caso di una discoteca chiusa per due settimane a settembre per aver ospitato molti più clienti dello stabilito, i parcheggi fatti e rimasti vuoti). Il tutto intervallato da un ritornello beffardo, “la banda degli onesti”, tratto da un altro film di Totò.

Tra le questioni poco chiare il candidato Sindaco fermatosi alla soglia dei 5.300 voti, ha principalmente annoverato il piano delle coste, elaborato nel novembre del ’15 dal commissario straordinario subentrato all’Amministrazione Errico e rimasto lì “chissà perché”. A corredo delle “ombre” ha ripreso la questione sorta tra una impresa che partecipava ad un bando per la concessione di un tratto di spiaggi e gli uffici comunali, “rei” di aver allungato i termini di partecipazione alla gara col risultato finale avverso a colro chep oi hanno sporto denuncia. Altre “ombre” sulle due procedure adottate per assumere vigili temporanei e non (col risultato anche qui di arrivare alle conclusioni ad agosto inoltrato) e sul recentissimo condono fiscale di Imu e Tasi approvato in Consiglio (qui Fasano ha indicato alcuni casi di grossi “evasori”, alcuni dei quali già in contenzioso col Comune per diverse centinaia di migliaia di euro).

Critiche dirette anche alla “politica portata avanti dalla Prefettura”, con il lungomare sud illuminato dal 16 agosto, l’ordinanza anti caper del 18 agosto, i permessi per i lidi di fare musica fino alle 2,30, il parcheggio nel porto “finito nel caos”. “Lo sviluppo di Gallipoli deve essere armonico e compatibile; la città non deve pagare alti prezzi di vivibilità per il vantaggio di pochi”, ha affermato, non prima di aver rilevato che “la tragedia che viviamo parte dal ontano, dalla prima Amministrazione Venneri, quando furono cancellati progetti già pronti e finanziati, come il parco di via Firenze e il porto turistico”.

Oggi sulle reti sociali, molto usate da “Gallipoli futura”, ampio spazio ai commenti soddisfatti del popolo di Fasano (tra cui molti giovani,  è stato notato). Tutti contenti anche per aver respinto il “sabotaggio”, due manifestazioni promosse dal Comune e concomitanti come orario: i gonfiabili per bambini in piazza Carducci e un concerto di pizzica in piazza Tellini (poco pubblico).

Gallipoli – Argomenti trattati nell’ultimo Consiglio e tutte le “criticità” della gestione amministrativa e della città saranno al centro della iniziativa politica organizzata da Gallipoli Futura per oggi 4 settembre in piazza Aldo Moro a partire dalle 18 e sino alle 23. Saranno allestiti il palco e dei gazebo per uno spettacolo politico e culturale, la proiezione di un video, gli interventi del presidente Luigi De Tommasi e dei consiglieri comunali, e si concluderà con un comizio di Flavio Fasano.

È la “campagna d’autunno” del gruppo di opposizione che si aggancia alle decisioni dell’assise cittadina del 31 agosto, in particolare sul via libera alla definizione agevolata delle controversie tributarie tra il Comune  e i cittadini che non sono in regola con il pagamento delle tasse, in particolare Imu e Tasi. Con l’approvazione del nuovo regolamento da parte dell’assise del 31 agosto vi è ora la possibilità di chiudere le controversie sul pagamento dei tributi locali eliminando il pagamento relativo a sanzioni e interessi di mora; saranno così abbattuti oneri per oltre 1,5 milioni di euro. Al momento sono almeno un centinaio i contribuenti morosi che potranno godere del “condono” per Imu e Tasi.

Quello sulle agevolazioni tributarie è uno degli argomenti su cui ha dato battaglia l’opposizione di Gallipoli Futura, che ha iniziato la sua campagna post estate. Già alla vigilia del Consiglio il gruppo ha parlato di “un beneficio immorale” a favore dei malpagatori delle tasse, che creerebbe anche degli “evidenti squilibri di bilancio”. Lo stesso gruppo di opposizione, con i consiglieri Mina della Ducata e Giuseppe Cataldi, si è visto respingere la proposta di modifica del regolamento comunale con l’istituzione di una commissione consiliare permanente di controllo.

Ma Gallipoli Futura non ha inteso abbassare la guardia ed ha incalzato la maggioranza del Sindaco Stefano Minerva con due interrogazioni urgenti: una di stretta attualità sulla stagione estiva con le denunce di alcuni imprenditori balneari e  “l’assordante mutismo del Sindaco in relazione ai gravi risvolti di ordine pubblico degli ultimi giorni”. L’altra interrogazione pone l’attenzione sulla situazione della darsena della “Bleu Salento” all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittima la realizzazione con concessione “di quello che è diventato poi un porticciolo turistico privato”.

Accolta dal Consiglio invece la proposta del consigliere Vincenzo Piro (ex Gallipoli Futura, ora nel Gruppo misto) per l’istituzione di una commissione provvisoria d’inchiesta relativa al rilascio del pass per il centro storico. In risposta a due precedenti interrogazioni sulle emissioni sonore e l’occupazione del suolo pubblico a firma dei consiglieri Piro e Giuseppe Cataldi, il Sindaco Minerva ha risposto che “le azioni di controllo e il numero di accertamenti complessivi mirati ad effettuare lo stato dei luoghi, sottolineando che i controlli sono stati superiori rispetto a quelli degli altri anni”.

Nardò – Proprio nelle stesse ore in cui infuria una nuova polemica su un’azione del Sindaco resa nota come beneficenza ma per molti vista come propaganda (un personale contributo ai meno abbienti affidato in gestione ad un’associazione vicina ai neofascisti di Casa Pound), ecco un’altra pietra nello “stagno della vecchia politica”, una delle sue, a scompaginare argini tradizionali e storiche contrapposizioni tra libertà plurali e dittature chiuse e autarchiche. Ecco allora una inattesa nota di Giuseppe Mellone sullo “Ius soli”, la controversa legge in camino da tempo per dare la cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. “Siamo di fronte ad un’occasione sprecata, ad una mancanza di lungimiranza che ci riporta alla mente le campagne d’odio perpetrate per decenni contro i cittadini meridionali. Negare il futuro ai meridionali non è servito a far crescere l’Italia. Negare il futuro agli ‘italiani di fatto’ non servirà a dare più diritti agli altri italiani”.

Lo spiazzamento che genera questa presa di posizione è forte, non c’è dubbio, soprattutto in quanti hanno dimenticato la sua battaglia (dall’opposizione) per l’istituzione del Registro delle unioni civili; la sua difesa dei braccianti extracomunitari e la richiesta delle costituzione in giudizio del Comune di Nardò, insieme al divieto – da Sindaco – di lavorare nei campi nelle ore più calde; le sue pubbliche posizioni contro la scuola privata, fino alla singolare discesa in campo nelle primarie del Pd,  partito ben diverso al suo che cercava il proprio segretario. Naturalmente nel suo comunicato Mellone chiama in causa “testimoni” bipartisan. Dopo aver rilevato, a scanso di equivoci e doppiezze di cui pure è spesso accusato, che “il combinato disposto tra la politica dell’odio e la cattiva informazione, sempre più piegata al business della paura e della cattiva politica, sta minando il futuro dell’Italia, attraverso la semina della malapianta del razzismo, che sta infestando la struttura sociale del nostro Paese alimentare covi di rancore e di ingiustizia”, il capo di “Andare oltre” cita la “lucidità con la quale politici come Rauti o Craxi leggevano, già trent’anni fa, il futuro di questo fenomeno, sforzandosi di formulare soluzioni e proposte”, ben altra cosa a suo dire del “livello infimo del dibattito odierno”.

Nel tentativo di superare la “incandescente polemica tra partiti politici orfani di idee, proposte e contenuti”, Mellone chiama in causa ancora una volta – pur sapendo di correre qualche rischio reale di dissenso fra i suoi – il presidente della Regione Michele Emiliano, suo estimatore. “Questa politica sterile, che parla alla pance non riuscendo a parlare alle teste, ha perso il proprio ruolo di guida. Per questo – è il passaggio riservato al governatore pugliese, Pd – invito i sindaci, che vivono le città e i problemi quotidiani delle persone, a prendere in mano il dibattito. Un appello che faccio anche al Sindaco di Puglia, Michele Emiliano. Sono convinto che in Italia non abbiamo bisogno di spargere ulteriore preoccupazione ed odio. In Italia abbiamo bisogno di dare risposte concrete agli italiani. Ed anche agli “italiani di fatto” e ai cittadini senza cittadinanza”.

Nardò – Anche cambi di sigle e casacche nel vivace consiglio comunale di ieri primo settembre. Roberto My, assente oggi in aula, lascia “Art.1” e passa a “La Puglia in più”. My era subentrato in consiglio con il Pd dopo le dimissioni dell’ex sindaco Marcello Risi, per poi passare al partito di Bersani e ora a quello del senatore Dario Stefano, già rappresentato in consiglio dall’ex vicesindaco Carlo Falangone. Altro movimento quello del consigliere Giancarlo Marinaci. Eletto un anno fa nella civica “Uniti per Antonio Vaglio” a sostegno del veterinario già sindaco della città, passò subito ai “Conservatori e Riformisti”. “Senza però che il capogruppo di riferimento esprimesse parere favorevole all’ingresso nel gruppo stesso”, precisa l’interessato. Marinaci così si dichiarò indipendente e ora chiede che gli sia riconosciuto “il ruolo di appartenenza al gruppo ‘Uniti per Antonio Vaglio’ quale unico rappresentante di quella lista eletto in consiglio”. Passa invece al gruppo misto (ma rimane in maggioranza pur non avendo gradito il rimpasto di giunta e soprattutto la defenestrazione dell’assessore Plantera) il consigliere Giuseppe Alemanno, che abbandona “Nardò 2021”. Gli altri due consiglieri che con Alemanno erano in “Nardò 2021”, Cesare Dell’Angelo Custode e Paolo Maccagnano e, azzerano il gruppo consiliare e ne fondano un altro presieduto da quest’ultimo: Fronte Democratico Neretino. Sigla non nuova ai pugliesi poiché ricorda molto “Fronte Democratico”, corrente trasversale interna al Pd lanciata a maggio dal governatore Michele Emiliano e aperta anche ai senza tessera. Nel frattempo le nomine ad assessori di Ettore Tollemeto e Giulia Puglia, eletti in “Andare Oltre”, fanno subentrare in consiglio comunale Tony Romano e Marcello Greco. Viavai di liste anche nell’esecutivo: spariti in un anno dalla giunta i simboli “Grande Nardò”, “Tutto per Nardò” e “Forza Nardò”.

Nardò. Giovani contro a Nardò. Sono il sindaco Giuseppe Mellone e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano: dopo il rimpasto in Giunta, il primo (nella recente intervista a Piazzasalento.it) aveva tirato in ballo il secondo in merito alla “inopportunità” delle lezioni di coerenza provenienti dalla famiglia Siciliano, riferendosi non solo al quasi 25enne consigliere Pd ma anche al padre Giovanni, fondatore negli anni Novanta del movimento civico “Città Nuova” ed ex consigliere provinciale di centrosinistra. «Se il sindaco si prende il fastidio di citare il sottoscritto – esordisce Siciliano jr – significa che sono sulla strada giusta. Io non do lezioni a nessuno. Nardò oggi ha una Giunta guidata dal cerchio magico “Mellone-Vaglio”, con Natalizio che ha dichiarato di sentirsi un “tecnico” dopo essere stato assessore in tutte le stagioni politiche. In sostanza Mellone si allea con l’apice della classe politica degli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda mio padre, sa difendersi benissimo da solo. Io e lui abbiamo storie politiche differenti. Lui è legato al mondo del civismo, io sono nato in un partito».

In vista del Consiglio comunale del primo settembre, chiamato ad eleggere il nuovo Presidente (dopo le dimissioni di Ettore Tollemeto nominato assessore), Siciliano non nega contatti con ex esponenti di maggioranza e anticipa l’intenzione di invitare ad una riunione pre-consiglio il consigliere Giuseppe Alemanno, “per valutare insieme chi e soprattutto se votare. Pur non avendo i numeri vogliamo mandare un messaggio alla città di coesione e unità”.

All’intervista “a tutto campo” di Mellone replica anche Lucio Tarricone, responsabile del Centro studi “Salento Nuovo”, indirettamente chiamato in causa dallo stesso Sindaco. «Straordinari i passaggi di Mellone in cui afferma di avere ereditato “una città stremata dalle peggiori Amministrazioni della storia neretina” ma dimenticando – afferma Tarricone – che al governo della città oggi ha imbarcato alcuni dei principali responsabili di “quello sfascio” ovvero l’ex Sindaco Vaglio che ha retto le sorti della Città per oltre dieci anni».

GALATONE. Nuove deleghe per i consiglieri comunali di maggioranza a Galatone. Le ha attribuite il sindaco Flavio Filoni sulla base del “principio cardine di partecipazione e co-operazione condivisa che ha contraddistinto l’intera campagna elettorale e il primo insediamento”. A Paolo Stella va l’incarico di collaborazione sulle tematiche relative ai rapporti con le associazioni cittadine, progetto “Galatone città cardioprotetta”, rapporti con il Gal “Terra D’Arneo”. Per Iacopo Inguscio l’incarico è, invece, sulle tematiche relative a politiche giovanili e centro storico. Protezione civile e innovazione tecnologica per Simone Forte, sicurezza e randagismo per Giuseppe Cardinale; promozione e sviluppo dell’artigianato per Donato Filoni, monitoraggio ambientale, politiche agricole e parco montagna spaccata per Crocifisso Aloisi, mobilità ed inclusione per Daniela Maglio, rapporti con le associazioni di Arma e combattentistiche e decoro urbano per Salvatore Liquori.

CASARANO. È “giallo” a Casarano per l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Un errore di forma rischia, infatti, di procurare non pochi problemi all’avvio dell’attività amministrativa dopo le recenti elezioni. Intanto è già saltato il Consiglio comunale convocato per le ore 18 di lunedì 28 agosto che prevedeva l’approvazione dei verbali della seduta del 31 luglio, l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2016 e dello stato patrimoniale e l’aggiornamento dei compensi per i revisori dei conti. L’avvio dei lavori è stato stoppato dalla presa d’atto, da parte del segretario comunale, che l’“immediata esecutiva” alla delibera del 9 agosto con la quale era stato eletto come presidente Alberto Vizzino era stata votata con lo stesso esponente di “Direzione Italia” già alla guida dell’Assise. A presiedere la necessaria votazione sull’immediata esecutività di quella delibera sarebbe dovuta essere Rosy Scarengella, ovvero la presidente provvisoria. A far valere l’irregolarità sono state le forze di opposizione con il Pd che starebbe valutando anche di ricorrere al Tar. La situazione potrebbe “sanarsi” con l’acquisizione dell’esecutività dell’atto incriminato dopo dieci giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta il 24 agosto. Resta però da capire cosa ne è delle successive delibere approvate, tra le quali quelle di nomina delle commissioni consiliari.

Nardò. Rimpasto, migranti, Sarparea, scuole, rapporti con le minoranze, tasse e agenda dei prossimi mesi: è un fiume in piena il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone alle prese con il periodo forse più delicato dalla sua elezione.  In relazione al suo ultimo atto, ovvero il rimpasto di Giunta dello scorso 24 agosto, Mellone replica alle accuse di aver accentrato i poteri, di aver affidato l’Ambiente all’ex assessore di centrosinistra Mino Natalizio e di aver defenestrato Francesco Plantera, paradossalmente dopo eventi estivi apprezzati da migliaia di spettatori. «I risultati del settore Cultura – dichiara Mellone – sono frutto del lavoro dello staff del sindaco, perlomeno per quanto riguarda questa stagione. Per portare a Nardò una tappa del festival itinerante della “Notte della Taranta” ha giocato un ruolo determinante il bel rapporto col presidente della fondazione Massimo Manera (che Mellone votò alle Provinciali 2014, ndr). Lo stesso vale per “Battiti Live”: il fratello del vicesindaco lavora a Telenorba e tali rapporti hanno influito sulla scelta di Nardò».

Sull’ingresso in giunta di Mino Natalizio, il Primo cittadino ricorda: «Con lui ho avuto un rapporto fraterno tra il 2011 e il 2014, facendo insieme un percorso comune che tutti ricorderanno. Reputo sbagliata la sua scelta del 2014 di entrare nell’Amministrazione Risi e la storia mi ha dato ragione. Ora si sono semplicemente riannodati i fili». L’ombra del Presidente della Regione su Palazzo Personè? «Emiliano ha saputo tutto a giochi fatti – sottolinea – e non esiste che mi vengano imposti assessori. Faccio scelte anche dolorose dal punto di vista umano ma sempre e solo con la mia testa». Eppure anche il consigliere comunale Giuseppe Alemanno, ora all’opposizione, lamenta una Giunta troppo sbilanciata a favore del Governatore. «Scuse buone per tirarsi fuori dalla mischia per altri motivi. Da un lato il Pd ci accusa di essere fascisti, dall’altro Alemanno ci accusa di essere troppo a sinistra. Si mettessero d’accordo. Piazzasalento.it  ha scritto “qualcuno teme che Alemanno lasci la maggioranza, qualcuno lo spera” ed anche il sottoscritto è fra coloro che lo sperano. Siamo oggi nelle condizioni di sceglierci i compagni di viaggio. I consiglieri Alemanno e Marinaci sono a loro agio coi peggiori rappresentanti del passato».

Preoccupazione per ipotetici indebolimenti della maggioranza consiliare? Mellone risponde così: «Venerdì eleggeremo il nuovo Presidente del Consiglio: prevedo una maggioranza superiore rispetto ai 17 voti che conquistò l’uscente Ettore Tollemeto». Altro tema, il “villaggio dell’accoglienza” per i braccianti stranieri inaugurato a Boncuri il 23 agosto, a lavoro nei campi ormai terminato. «Il Presidente Emiliano si è sostanzialmente insediato nell’estate 2015, noi qui al Comune nell’estate 2016. Nel 2017, nonostante sia stato un anno nefasto per la scomparsa di Stefano Fumarulo, è stato conseguito un risultato incredibile, con un investimento di 1milione 400mila euro. Sentir parlare di ritardi dell’Amministrazione comunale fa ridere. È stato un appalto gestito direttamente dalla Regione, con la quale io ho solo da complimentarmi».

Capitolo tasse, cavallo di battaglia della campagna elettorale contro Il Sindaco uscente Marcello Risi. Quando comincerà l’operazione taglio? «In questo primo anno abbiamo ridotto del 10% la tassa sui rifiuti ed eliminato le strisce blu dal centro urbano. Ora stiamo lavorando alla razionalizzazione della spesa e per applicare sistemi di controllo e scovare gli evasori».

Altro dubbio: la “fine” che farà la foresteria quest’inverno. «Se la lasciassimo lì il rischio vandalismo sarebbe elevatissimo. I container verranno messi in deposito: è un villaggio per soli lavoratori stagionali. E stavolta i tempi di smontaggio e montaggio saranno decisi dall’Amministrazione comunale». Poi bordate all’opposizione: «Ascoltare lezioni di coerenza dalla famiglia Siciliano fa ridere». E ancora: «Oggi il leader dell’opposizione è “l’avvocato degli schiavisti”» con riferimento a Giuseppe Cozza, avvocato difensore di un imprenditore condannato in primo grado nel processo “Sabr” e leader di “Officina Cittadina”, associazione politico-culturale molto critica verso l’Amministrazione. Al comitato “Salviamo la Sarparea”, che ha appena lanciato una campagna di raccolta fondi per difendere per vie legali dalla cementificazione l’uliveto di Sant’Isidoro, si limita ad augurare “buona fortuna”, aggiungendo però che col resort “il Comune avrà milioni di euro di oneri di urbanizzazione e centinaia di migliaia di euro di Imu” e che “non c’è alcun collegamento tra la questione Sarparea e l’avvicendamento dell’assessore De Tuglie”. Infine i progetti presenti e futuri: scuole, illuminazione votiva, abbattimento ecomostro Incoronata, edilizia: «La scuola di Boncore è chiusa per i pochissimi iscritti, visto che le famiglie preferiscono portare i ragazzi a Porto Cesareo. Quegli spazi saranno uffici comunali per dare rappresentanza, anche fisica, al territorio. Il 6 ottobre consegneremo le chiavi della scuola di via Bologna e così l’edificio di via Marzano sarà demolito. Le cinque classi invece della scuola materna di via Marzano da subito occuperanno lo stabile di via Marinai d’Italia. Ringrazio per questo il Presidente della provincia Antonio Gabellone». In via Generale Cantore, dove ha sede l’ex cinema “Antoniano”, “con il bando “Rigenerazione Urbana” e grazie alla collaborazione con vescovo e Curia spazio a edilizia popolare e sociale”. Per l’ex gerontocomio pronte “due proposte alle quali sta lavorando l’avvocato Vincenzo Renna (a titolo gratuito) e che si concretizzeranno a settembre”. Poi l’abbattimento dell’incompiuta dell’Incoronata e dei costi dell’illuminazione votiva: «Dal 1930 a oggi i nostri sono stati i primi controlli effettuati sugli impianti gestiti dalla ditta Borgia! Appurate mancanze e rischi per l’utenza. Revocata perciò la transazione: individueremo una nuova gestione». Infine il voto. Entro marzo si sciolgono le Camere e già qualcuno si chiede per chi voterà “Andare Oltre” alle politiche 2018. «Non è semplice dirlo ora – conclude il Primo cittadino – poiché il panorama politico nazionale non è esaltante. Non escludo l’invito a non andare a votare. La legge elettorale ha un ruolo importante: un conto è crociare un simbolo e mandare in Parlamento gente decisa nelle stanze di partito a Roma o ad Arcore, un conto è scegliere persone con le preferenze. In quest’ultimo caso, vedremo tra i candidati chi merita la nostra fiducia».

Nardò. «Francesco, non ti curar di loro». «La gente ha apprezzato il tuo operato partecipando a tutti i tuoi eventi». «A Nardò non sappiamo tenerci quello che c’è di buono». Sono solo alcune delle decine di messaggi che piovono da giorni sulla bacheca di Facebook dell’ex assessore a Cultura, Turismo e Formazione Francesco Plantera di recente sostituito dal Sindaco Giuseppe Mellone, che ha consegnato quelle deleghe ai fedelissimi di “Andare Oltre”, Ettore Tollemeto (Cultura e Formazione) e Giulia Puglia (Turismo). Gli altri due assessori che hanno dovuto lasciare la Giunta sono Graziano De Tuglie e Giulia Tedesco. Se i social network, con le dovute accortezze, sono a volte termometro delle tendenze della collettività “connessa”, si può affermare che Plantera è l’unico finora fra i tre ad aver ricevuto in rete pubblici attestati di stima e vicinanza da parte di cittadini “non politici”.

Silenziose invece le bacheche di De Tuglie e Tedesco. Con quest’ultima che, nonostante la “cacciata”, continua ad apprezzare tramite “mi piace” e condivisioni l’operato di Mellone. Va poi ricordato che Plantera alle comunali di un anno fa ha preso più voti (169) di De Tuglie (156) e Tedesco (92) e ha già dichiarato a chiare lettere che “questa esperienza amministrativa è solo un punto di partenza per il futuro”. Politico, s’intende. Gli attestati di solidarietà e stima (un centinaio in poche ore) e la volontà di continuare a occuparsi della cosa pubblica, lo rendono ora “osservato speciale”, sia da ex alleati che da nuovi ipotetici compagni di viaggio. Dove andrà, ancora presto per dirlo. Unico indizio: nel suo primo comunicato da ex assessore, il 40enne ha augurato buon lavoro alla nuova Giunta e ringraziato il consigliere comunale Giuseppe Alemanno (passato all’opposizione). Dimenticando di salutare il Sindaco Mellone.

Giuseppe Alemanno

NARDÒ. “Spartizione di poltrone, valzer di posti di potere sulla testa dei neretini. A 14 mesi dall’insediamento di questa Amministrazione comunale, siamo già al Mellone ter: l’opposizione di Palazzo Personè in una conferenza stampa questa mattina, va all’attacco dopo la sostituzione da parte del Sindaco di tre dei sette assessori. Questi numeri sono la prova “dell’inadeguatezza ad amministrare la seconda città della Provincia” per i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione (Pd), Roberto My (Articolo1), Carlo Falangone (Sinistra italiana) e Giancarlo Marinaci (indipendente).

«Mellone dà la riprova della presa in giro nei confronti di chi lo ha votato credendo nelle sue promesse di cambiamento totale della gestione della cosa pubblica e della politica. Nessuna traccia del nuovo Piano urbanistico generale, come anche del piano traffico e della riduzione delle tasse. Trionfano, invece – sostengono i cinque consiglieri – soldi a pioggia per incarichi diretti ad amici e rappresentanti politici». Le coneguenze di tale operato sarebbero però incoraggianti per le opposizioni: «Ci fa piacere – proseguono i consiglieri – prendere atto che siano sempre di più coloro che sia in Consiglio Comunale, sia tra i cittadini, sia tra i candidati che hanno sostenuto l’attuale coalizione che amministra Nardò, abbandonano questa  maggioranza». Il riferimento esplicito è al consigliere Giuseppe Alemanno, eletto in Forza Nardò (cioè Forza Italia) poi passato al neonato gruppo consiliare “Nardò 2021”, abbandonando gli azzurri ma non la maggioranza. Dopo il rimpasto ultimo ritenuto non condivisibile nel metodo e nel merito, e ritenuto troppo “filo-Emiliano”, Alemanno (fratello di Giovanni, candidato sindaco di “Andare Oltre” a Galatone due mesi fa) dovrebbe sancire in queste ore il passaggio all’opposizione. Nel frattempo un grazie ad Alemanno arriva da uno dei tre assessori defenestrati, Francesco Plantera. Entrambi compagni di partito in Fi ed entrambi in fuga dallo stesso lo scorso marzo per dissidi con la segreteria cittadina, potrebbero a questo punto  – c’è chi lo auspica e chi lo teme – proseguire insieme il proprio cammino politico dall’opposizione. «Un ringraziamento particolare – scrive l’ex assessore – va al consigliere Giuseppe Alemanno che ha condiviso con me questa esperienza politica ed amministrativa, e ai miei elettori che ringrazio per la fiducia accordatami e gli innumerevoli messaggi di stima e apprezzamento ricevuti in queste ore. Il rispetto per i miei elettori e la storia politica della mia famiglia mi stimolano a far sì che questa mia esperienza amministrativa diventi solo un punto di partenza per il futuro». L’attuale minoranza di Palazzo Personè invece così saluta il nuovo “compagno di banco”: «Al consigliere Alemanno rivolgiamo la nostra solidarietà per aver convissuto con una parte politica che sta facendo sprofondare Nardò nell’oblio dell’anonimato».

Nella stessa giornata di oggi ecco Infine la liquidatoria nota della segreteria cittadina del Pd, che parla espressamente di “un anno perso” per la città e di “incompetenza di sindaco e giunta”, per poi tornare alla grande questione interna ai Democratici, cioè il rapporto tra il sindaco Mellone e il governatore Michele Emiliano. «Non sarà millantando rapporti con gli esponenti del Partito democratico – scrivono dalla segreteria Pd locale, che ha ricevuto il beneplacito del commissario provinciale del partito – che Mellone risarcirà i cittadini per il mancato sviluppo del territorio di Nardò. Il Pd è, e rimane, all’opposizione di questa maggioranza di governo, completamente inconcludente nell’indirizzo politico e amministrativo».

Viale Ferrari

CASARANO. “Bergoglio, facile fare lo Ius con il Soli degli altri”: questo striscione, quanto meno irrispettoso,  appiccicato su di un muro in viale Ferrari ha fatto scattare la reazione del gruppo politico “Articolo 1 – movimento democratico e progressista” che lancia un appello alle autorità perché intervengano a rimuovere lo striscione – peraltro affisso illegalmente – firmato da un gruppo di estrema destra. “Chiediamo – dicono dal coordinamento casaranese di “Articolo 1” – a questa Amministrazione, alle Istituzioni religiose e scolastiche, alle famiglie di attivarsi per porre in essere azioni per diffondere una cultura basata sul rispetto e sulla dignità della persona”. Il gruppo politico sottolinea “l’importanza dello Ius soli, quale strumento di civiltà e integrazione, manifesta la propria indignazione verso il grave atto che il contenuto dello striscione porta con se. Intolleranza verso l’altro, non accettazione dello ‘straniero’ ma anche offesa e oltraggio alle istituzioni ecclesiastiche nella persona del pontefice: tutto questo avviene a Casaran; tutto questo avviene in un luogo del profondo sud che negli anni passati ha visto emigrare, diventare stranieri tanti concittadini, in Belgio, in America, In Germania, in Svizzera.  Non si riesce perciò a comprendere questo atteggiamento di chi ha voluto manifestare tanto disprezzo per la dignità di quei cittadini che, figli di stranieri, nascono in Italia ma non possono essere parte integrante di questo Paese”.

NARDÒ. “Lentezze e amnesie nel lavoro di qualche assessore”: così il Sindaco Giuseppe Mellone ha motivato il recente cambio di tre assessori; un quarto era stato sostituito alcuni mesi fa. Politicamente, esce dalla Giunta la storica destra neretina rappresentata da Graziano De Tuglie, dentro Mino Natalizio vicinissimo a Loredana Capone e Michele Emiliano; fuori Francesco Plantera candidato con “Forza Nardò” alias Forza Italia, dentro due melloniani della prima ora come Ettore Tollemeto e Giulia Puglia. Per fargli posto, via anche l’assessore all’Urbanistica Giulia Tedesco, candidata non eletta nella civica melloniana “Grande Nardò”. “È una Giunta oggi complessivamente più giovane, una squadra fresca e competente”, ha sottolineato Mellone riprendendo un tema a lui caro, quello dell’età. Anche se due dei tre assessori licenziati, Plantera e Tedesco, hanno 40 e 34 anni e il neoassessore all’Ambiente Mino Natalizio ne ha 49 quasi. Lunghi trascorsi nel centrosinistra, adesso Natalizio è il principale bersaglio della minoranza. Per il consigliere comunale Pd Lorenzo Siciliano, “Natalizio è il peggior voltagabbana che la storia di questa città ricordi, l’uomo per tutte le stagioni”.

Ma l’imprevedibile primo cittadino tira avanti, aumentando il proprio peso personale e politico, chiamando nell’Esecutivo esponenti che alle scorse comunali erano in altre coalizioni (gli assessori Lupo e Albano candidati con Vaglio, Natalizio a sostegno di Risi). Ne esce male nel giro di pochi mesi Forza Italia, sparisce la civica “Riprendiamoci Nardò” ed è un lontano ricordo il feeling con il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili. Chi conserva il posto di vicesindaco è Oronzo Capoti, da sempre vicino al consigliere regionale Saverio Congedo. Gli altri riferimenti politici in Giunta sono quello di Mellone (tre assessori, uno con “super delega”), quello di Antonio Vaglio (due assessori) e quello di area Loredana Capone (uno, Natalizio). Ecco servita la trasversalità che un tempo era sinonimo di trasformismo e veniva celata il più possibile (vedasi la precedente Amministrazione a guida di centrosinistra) e oggi è un segnale di “buongoverno”. L’unico della maggioranza a protestare è il consigliere comunale eletto in Fi e ora in “Nardò 2021”, Giuseppe Alemanno, vicino al consigliere regionale Andrea Caroppo, per il quale l’ultima interpretazione della trasversalità è davvero eccessiva, è negativo il metodo seguito; Alemanno si dice poi per niente convinto che i nuovi assessori siano più adeguati dei loro predecessori.

Ma il caso politico Nardò ha riverberi anche a Bari e a Lecce. Il Sindaco, in occasione dell’apertura del centro per lavoratori migranti di Boncuri, ha definito il suo governo in “armoniosa convergenza politica e amministrativa con il presidente della Regione Puglia, con l’assessore Loredana Capone e in generale con il percorso dell’ente regionale”. Subito sono scoppiate le reazioni. Il neosegretario neretino dei democratici Salvatore Falconieri ritiene che “il Presidente Emiliano e l’assessore Capone non possano permettere, al di là del giusto garbo istituzionale, di farsi strumentalizzare da un Sindaco che non ha nulla a che spartire con la storia del nostro partito. Sono convinto che prenderanno le distanze da Mellone”. In suo sostegno in mattinata è arrivato il pronunciamento ufficiale del partito provinciale: “In relazione alle recenti vicende politiche amministrative che hanno riguardato il Comune di Nardò, in seguito ad una riunione dell’organo di coordinamento politico, preciso che il Partito democratico della provincia di Lecce, il circolo Pd di Nardò e il gruppo consigliare Pd, sono all’opposizione della gestione del Sindaco Mellone”: firmato il sen. Salvatore Margiotta, commissario provinciale del partito. Il capogruppo di Articolo1 in Consiglio regionale, Ernesto Abaterusso, critica quanto accaduto e parla di “Pd senza anima dove ognuno è libero di convergere con chi vuole”. L’ex sindaco Marcello Risi dichiara che “in Articolo1 cresce l’area di chi vorrebbe uscire dalla maggioranza di Emiliano alla Regione”. Decisi i toni del deputato Federico Massa: «La spregiudicatezza con la quale il Sindaco di Nardò strumentalizza doverosi rapporti istituzionali per millantare una assurda e fantasiosa convergenza politica con prestigiosi esponenti del Pd è degna della sua ‘acerba’ cultura democratica. Si vergogni».

NARDÓ. A un anno dall’insediamento del Sindaco Giuseppe Mellone arriva il primo rimpasto. Fuori gli assessori Graziano De Tuglie, Giulia Tedesco e Francesco Plantera, dentro Mino Natalizio, la consigliera Giulia Puglia e il Presidente del consiglio Ettore Tollemeto (lo scranno di quest’ultimo andrebbe all’attuale vicepresidente vicario, Andrea Giuranna). Un altro mini-rimpasto lo si era avuto lo scorso gennaio, con l’uscita di scena di Daniela Dell’Anna (assessore al Welfare), sostituita da Stefania Albano (candidata con Vaglio alle ultime comunali), seppur con altra delega. Adesso questi altri cambiamenti, piuttosto radicali. Partiamo da uno degli assessorati più discussi negli ultimi mesi, quello all’Ambiente. Lascia la poltrona Graziano De Tuglie, storico militante della destra neretina; verrà sostituito da una vecchia conoscenza di Palazzo Personè: Mino Natalizio, già assessore all’Ambiente con Antonio Vaglio sindaco e alla Cultura durante l’amministrazione Risi. Natalizio si era già avvicinato al governo Mellone nei mesi scorsi, accettando l’incarico non retribuito di “Coordinatore del Parco di Portoselvaggio”. Ninete più incarico esecutivo per Giulia Tedesco (era candidata non eletta nella lista “Grande Nardò”) e Francesco Plantera (candidato non eletto in “Forza Nardò”). Al loro posto subentra l’attuale presidente del Consiglio Ettore Tollemeto: il quasi 33enne ingegnere eletto in “Andare Oltre” conserverà entrambe le deleghe. Destinati ad altro esponente di “Andare Oltre” Commercio e sviluppo economico: nuovo assessore la consigliera comunale Giulia Puglia, già presidente dell’associazione commercianti. Tale delega era stata finora nelle mani di Stefania Albano, alla quale andranno adesso Affari generali, Servizi demografici e statistici, Toponomastica, Pari opportunità, Qualità dei servizi al cittadino, Diritti civili e volontariato. L’ingresso in giunta di Tollemeto e Puglia “libera” due posti in Consiglio comunale, che saranno assegnati alla lista “Andare Oltre”, cioè ad Antonio Romano e Marcello Greco.

NARDÒ. “Ecco la prova della fondatezza delle nostre denunce su violazioni di leggi e regolamenti”: è il primo commento dei consiglieri di minoranza Lorenzo Siciliano (Pd), Daniele Piccione (Pd), Roberto My (Articolo 1 – Mdp), Carlo Falangone (La Puglia in Più) e Giancarlo Marinaci (indipendente) alla missiva che dalla Prefettura di Lecce è giunta in Comune a Nardò con la richiesta di chiarimenti sui fatti denunciati il 14 luglio dai cinque consiglieri. Nel “ringraziare il prefetto Palomba per l’ulteriore dimostrazione dell’alto senso delle istituzioni che lo contraddistingue”, gli oppositori consiliari si dicono sconfortati dal fatto che “la Politica debba sprofondare fino a questo infimo livello, ma i fatti verificatisi da un anno a questa parte non ci consentivano più di proseguire sulla strada della diplomazia”. “Decine di volte abbiamo sollecitato il Segretario generale del Comune di Nardò – sostengono i consiglieri di minoranza – affinché vengano rispettate le regole che disciplinano il funzionamento interno dell’ente. Veniamo costantemente sbeffeggiati, i nostri diritti vengono calpestati, le richieste di accessi agli atti relegate nel dimenticatoio, come anche le interrogazioni consiliari e tutte le istanze a nostra firma. Quello di cui siamo certi – è la conclusione – è che la trasparenza, la tanto decantata ‘casa di vetro’ si è rivelata una cappa soffocante per la democrazia”.

Oltre che sui tempi non regolamentari riguardanti interrogazioni, mozioni e accesso agli atti, dalla Prefettura si chiedono lumi su di una mancata convocazione d’urgenza della prima Commissione il 29 maggio scorso, di cui la stessa Prefettura aveva chiesto notizie già il 13 luglio. Elementi per una migliore comprensione dell’accaduto si sollecitano inoltre circa la deliberazione della Giunta comunale del novembre 2016 relativa all’affidamento a ditta privata per l’assistenza tecnica, senza procedure di evidenza pubblica. Il Prefetto infine comunica che il 14 giugno il collegio dei revisori dei conti è stato ricevuto; in quella occasione i professionisti hanno segnalato “asserite difficoltà nello svolgimento delle funzioni assegnate dalla legge”. Anche in questi casi si registrerebbero ritardi nella fornitura di documenti contabili su cui il collegio deve esprimersi.

Chiamato in ballo insieme al Sindaco Giuseppe Mellone, il presidente del Consiglio comunale Ettore Tollemeto ha subito replicato respingendo qualsiasi addebito (“difficile individuare – ha affermato – qualche censura al nostro operato, assolutamente lineare”) ed è andato all’attacco: “Forniremo al prefetto Palomba i chiarimenti che chiede, com’è normale prassi istituzionale. Ma è chiaro che la sortita dei consiglieri di minoranza è solo un’azione molto velleitaria, tesa a recuperare disperatamente visibilità. Le lamentele non hanno alcun fondamento e in qualche caso rivelano una certa inaccettabile approssimazione degli stessi consiglieri con le procedure e le regole. Basti pensare che incredibilmente si parla di presunte irregolarità in una riunione della commissione consiliare di controllo e garanzia che tecnicamente non si è mai costituita per mancanza del numero legale, cui hanno contributo gli stessi consiglieri di minoranza con la loro mancata presenza. Basti ricordare ancora che il rapporto difficoltoso con il collegio dei revisori è stato rappresentato al prefetto dal segretario generale Scrimitore e dal dirigente Falco ben prima di giugno e semmai è un problema per l’amministrazione più che per il collegio”.

Gallipoli – Botta e risposta tra l’Associazione commercianti e imprenditori e l’Amministrazione comunale. Tema: le prime valutazioni della stagione in corso, i nodi da sciogliere, le cose che sono cambiate. Venerdì scorso il presidente dell’associazione, Matteo Spada, con una nota ha toccato tre punti critici, partendo dalla premessa del calo registrato da più parti, ben maggiore – si afferma – del 10% in meno diffuso dalla sezione Turismo di Confindustria della provincia di Lecce: Noi abbiamo registrato un calo del 15-20%, con punte del 30”, sostiene Spada, per il quale ci sarebbe stata “impreparazione nell’affrontare la stagione estiva rispetto all’anno scorso”. Il “modello Gallipoli”, discusso nel bene e nel male, “non dà i frutti sperati” e quindi andrebbe rivisto da subito in chiave 2018. “Ciò che andrebbe da subito scongiurato è l’innesco di una spirale negativa che potrebbe mettere in evidenza il lassismo”, produttore di problematiche ricorrenti e scoraggianti per gli investimenti. L’associazione inserisce tra le principali criticità la litoranea per questioni di sicurezza e di decoro. Infine, viene lamentata la carenza di eventi promossi dall’Amministrazione comunale: “Come mai non si trovano le ricorse economiche necessarie per finanziare manifestazioni pubbliche? Come mai la capofila dell’industria turistica del Salento non può permettersi di ospitare eventi, a differenza di altri centri anche più piccoli?”.

La replica è a firma di Emanuele Piccinno, assessore delegato per questo settore. “Quello segnalato dall’associazione è un calo che ha colpito la città,  ma calo di cosa? Flussi turistici? Vendite dei locali commerciali? Affluenza? Parlare di calo generico appare troppo irrisorio;  generalizzare, in questo caso, si traduce in banalizzare un processo che  richiede molta più attenzione e analisi”, attacca Piccinno. Il ‘Modello Gallipoli’ “per qualcuno in crisi, può vantare tante  piccole conquiste e chi ha buona memoria e conosce la macchina  amministrativa sa quanto il meccanismo sia migliorato”, Dopo aver invitato il sodalizio di Spada a guardare oltre “il proprio orticello”, Piccinno ribatte punto per punto, non senza aver rimproverato i “cacciatori di like su Facebook” ricorrendo a video foto e commenti che arrecano “danni soprattutto a sé stessi”. Dunque, la litoranea sud: “Semplicemente posticipati di un mese, i lavori continueranno il primo di ottobre al fine di garantire maggiore  sicurezza e decoro”. Gli eventi “mancati”; “Gli eventi nel periodo estivo non sembrano mancare, le  risorse sono state spalmate su una serie di proposte in tutto l’arco  dell’anno come il concerto della Notte della Taranta che si può  sicuramente annoverare tra le manifestazioni locali e tradizionali più  importanti e che cerchiamo di confermare per il prossimo anno per destagionalizzare l’offerta. I soldi  spesi sono tangibili nel Gallipoli in Poesia, nel Salento Book Fest, nel  Premio Barocco, negli eventi in collaborazione con la Pro Loco e in  tanti altri eventi. Mi chiedo – conclude Piccinno – è meglio concentrare tutto in estate e non  spalmare le presenze? Come mai tutti i trends registrano un aumento delle  presenze a maggio e giugno e i vostri dati sono in calo? Da aprile fino  a luglio vi è stato un plus accertato sulle presenze che sicuramente non  vi è stato negli anni passati”.

 

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