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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

Presicce – Quattro voci, quattro punti di vista, per un unico scopo: presentare il Comitato del no e accennare alle prime motivazioni sul perché essere contrari al progetto di fusione tra Presicce e Acquarica, oggetto del referendum del prossimo 16 dicembre. L’incontro-dibattito si è svolto giovedì 18 ottobre in piazza del Popolo e si è basato sul confronto fra le motivazioni dei due schieramenti, quello del sì (anch’esso con una folta rappresentanza) e del no alla fusione.

L’introduzione è stata affidata alla presidente del Comitato del no Francesca Stendardo, presentatasi all’appuntamento con in mano lo studio di fattibilità. “Chi dice che basta solo leggere per informarsi, sta mentendo. In questo periodo ho avuto modo di confrontarmi più con quelli del sì che con quelli del no: questo ci deve essere, il confronto vero. A chi sollecitava il nostro Comitato a scendere nell’arena, ricordo che esso si è già esposto con azioni concrete: come l’invio della lettera alla settima Commissione della Regione Puglia, in cui abbiamo denunciato che il percorso mancava di partecipazione. Ci preoccupa proprio la fretta con cui si vuole chiudere questo processo”. E continua a spiegare: “Il no nasce dalla nausea della velocità con cui bisogna esprimersi. I veri protagonisti sono le due comunità, le due autonomie municipali che con il voto del 16 ci assumiamo la responsabilità di eliminare. Per fare buone politiche bisognerebbe prima studiare e poi scegliere, mentre la fusione è scelta a priori, per scelta politica e finanziaria”.

La questione economica divide: per i sostenitori del no, non è un argomento valido o esclusivo per scegliere la fusione. Ed è questo il tema che si ripete nei commenti successivi. Come in quello di Tommaso Ciriolo, il secondo a prendere la parola: “Quali sono i reali vantaggi? Certezza di finanziamenti? Benessere per tutti? Riqualificazione? Non condividiamo il metodo e la tempistica, che non permette la discussione profonda che ci dovrebbe essere. Quante persone sanno che a paesi più grandi corrispondono tasse maggiori? Perché noi in poco tempo vogliamo fare passi da gigante, mentre non è stato presentato nessun progetto? Siamo qui a iniziare un percorso di conoscenza e non dobbiamo farci abbindolare da finti orizzonti”.

Un’altra donna per il terzo intervento. Si tratta di Fania Ciccarone che espone i suoi dubbi come chi l’ha preceduta: “Ricordiamo che la fusione sarà irreversibile, proprio per questo è un obbligo essere informati su tutto. I finanziamenti verranno utilizzati per la macchina amministrativa. Magari per i primi dieci anni tutto andrà bene, e poi? Che succederà al Sindaco dell’undicesimo anno? Ci sarà il dissesto finanziario? Siamo folli se chiediamo certezze?”

Chiude il giovane Rocco Gennaro, di Acquarica, che punta il dito sul tempo perduto a partire dal 2015: “Mi viene da sorridere sentendo dire che grazie alla fusione si abbassano le tasse. Uno degli argomenti del sì è relativo agli introiti: cosa faremo con questi soldi? Investire in demagogia non è mai stato concreto”.

Gallipoli – Il rinnovo per altri cinque anni del servizio del trenino per il centro storico ad una società di cui fa parte un consigliere comunale componente della maggioranza, apre un altro fronte tra l’opposizione, in questo caso i consiglieri di Gallipoli Futura Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, e l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Stefano Minerva. A produrre una segnalazione al prefetto ed una interrogazione urgente è la decisione formalizzata in una delibera della Giunta comunale del 9 ottobre scorso, con cui si proroga di un altro quinquennio la concessione datata 1 gennaio 2014 alla ditta Ciu’ Ciuf Train di Federica Portolano, consigliera comunale, e Valentina Alemanno.

La deliberazione sotto accusa Nell’atto della Giunta (assente solo l’assessore Angelo Mita) del 9 ottobre  si richiama il servizio esercitato col Trenino Lillipuziano che rientra nella categoria delle “attrazioni di spettacolo viaggiante”, rilevando che “lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante”, che “in cinque anni l’operatore sig.ra Portulano ha rispettato tutte le condizioni e prescrizioni previste nella concessione” e che “ha ricevuto apprezzamenti dalle famiglie e dalle scuole”. Ragion per cui si “reputa opportuno far proseguire alla ditta citata l’attività già avviata” dando indirizzi al dirigente competente di avviare le procedure per il rinnovo della concessione.

La lettera al Prefetto “Riteniamo che i fatti così come accaduti e puntualmente riportati nell’interrogazione in oggetto, meritino la Sua cortese attenzione con l’adozione dei provvedimenti necessari ad impedire un affidamento di servizi senza alcuna gara ed inoltre – fatto ugualmente gravissimo –un’evidente turbativa alla libertà di voto in relazione all’imminente tornata elettorale per l’elezione del Presidente della Provincia del 31 ottobre p.v”: lo scrivono al prefetto, Maria Teresa Cucinotta, i due consiglieri allegando “l’atto deliberativo censurato” chiedendone “l’immediata revoca con contestuale coinvolgimento dell’Autorità anticorruzione”.

Le accuse di Fasano e Cataldi I denuncianti partono intanto dal Regolamento per l’esercizio e la concessione di aree comunale” evidenziando che in materia di attività dello spettacolo viaggiante vi è l’obbligatorietà  a procedere  con “selezione pubblica riservata agli esercenti le attività di spettacolo viaggiante”. “Restiamo ancor più sconcertati dalla naturalezza (oseremmo dire spregiudicatezza) con la quale si ritiene di affrontare e risolvere quello che sappiamo essere un problema politico – scrivono nell’interrogazione urgente rivolta al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro – infarinando il tutto e partecipando, come Sindaco, all’approvazione di una delibera di Giunta per prorogare una concessione ancora in essere  – scadenza 31.12.2018 – alla Consigliera comunale di maggioranza, ben sapendo che da qui ad appena dieci giorni vi saranno le elezioni del Presidente della Provincia a cui Ella parteciperà in contrapposizione ad altro candidato e condizionando così pesantemente la competizione che si gioca tutta sulla base di “voti ponderati”  (e sappiamo quanto pesi un voto di Gallipoli rispetto ad altri Comuni più piccoli)”. Da qui una serie di domande su di una tempistica ritenuta sospetta (troppo anticipato il rinnovo si sostiene, tra altro) e l’accusa a Minerva di aver agito “in evidente conflitto d’interessi”. La conclusione, come già nella nota al prefetto, è di ritiro della deliberazione incriminata.

(nella foto il Consiglio comunale)

Antonella Russo

Gallipoli – Con lo scorso mese si è concluso il periodo turistico più intenso per la città. E con settembre si completa anche il quadro di un indicatore che piazzasalento.it ha preso come tra i più oggettivi circa l’andamento delle presenze in città. Anche settembre, come giugno e luglio, riporta un segno meno in fondo alla colonna sulla quantità dei rifiuti solidi urbani: – 98.580 chilogrammi rispetto all’anno precedente, passando da un milione 577.000 kg a un milione 479.420 kg.

Segno negativo era stato registrato, come si ricorderà a giugno (-115.396 chili) e a luglio (-69.020). Se l’era cavata agosto con un + 10.110, risultato non facile da raggiungere se si considera che si parla di una quantità di oltre 2 milioni e mezzo di immondizie. Proprio prendendo spunto da queste oscillazioni in campo negativo, si trae però la convinzione che l’estate appena trascorsa non è poi andata così male, parlando in termini generali.

Il commento dell’assessore “I dati confermano che vi é stato un calo minimo di presenze, ma testimoniano anche una crescita qualitativa della tipologia turistica, poiché è ovvio che un tipo di turismo più adulto ha anche abitudini diverse, comportanti produzione minore di rifiuti. L’ambizione – è il commento del’assessore Antonella Russo – rimane quella di innalzare la qualità dell’offerta, allargandola a turisti stranieri(le presenze nei mesi pre e post estivi indicano già dati positivi). Senza dimenticare che Gallipoli deve mantenere la peculiarità di essere aperta ad un turismo a 360 gradi e dunque anche a quello giovanile, non sempre sinonimo di negatività”. L’assessore rimarca infine “una preziosa forma di collaborazione tra Amministrazione comunale e operatori turistici”. “Si sono già tenuti due tavoli tecnici con gli operatori del settore, e se ne terranno con cadenza settimanale per un coordinamento sempre più efficace, In cui l’amministrazione crede fortemente”, conclude l’assessore.

Va infine ricordato che la gran parte dei rifiuti domestici prendono la strada che porta al biostabilizzatore di Poggiardo in località Pastorizze gestito da Progetto Ambiente Lecce 2; cartoni, plastica, barattoli, vetro, carta, ingombranti, pneumatici vanno allo smaltitore Gial Plast di Taviano; tv, monitor ed apparecchiature elettriche alla Progest società cooperativa di Galatone; metalli alla Nikanth di Manni Margherita a Racale, contrada Paramonte; inerti e legno infine alla CM Recuperi srl di Surbo.

Leuca (Castrignano del Capo) –  Torna un vecchio sogno che si chiama Città del Capo di Leuca. Ed è tornata mercoledì, 17 ottobre, presso l’hotel Terminal di Leuca, in un incontro dal titolo “Identità e governo del territorio: una città per il Capo di Leuca” voluto e promosso dall’associazione Italia Nostra. Al centro della comune riflessione l’idea di analizzare e valutare la convenienza di una possibile fusione di tre Comuni del Sud Salento: Patù, Gagliano del Capo e Castrignano del Capo.

“Le fusioni servono per mettere insieme le funzioni dei Comuni e non a fondere le comunità – chiarisce il professore Luigino Sergio, esperto in gestione enti locali e autore di pubblicazioni in materia – i cittadini e i Sindaci devono riflettere e discutere sull’opportunità di intraprendere questo discorso.  Oggi lo Stato e le Regioni concedono incentivi e finanziamenti ai piccoli paesi che decidono di fondersi, tra qualche anno le cose andranno diversamente e le fusioni diventeranno inesorabili, prescritte per legge e prive risorse finanziarie”.

Una riflessione puntuale, precisa ed anche appassionata quella che il prof. Sergio, che ha esposto a coloro che erano attenti al confronto, il suo punto di vista: “Il forte calo demografico incide sull’entità dei trasferimenti in entrata ai Comuni e che va riducendosi sempre di più – afferma l’esperto – e se questi tre Comuni dovessero procedere con la fusione, beneficerebbero di un contributo annuale massimo di oltre un milione e mezzo di euro”.

Ad illustrare ulteriormente la normativa in vigore, prospettandone gli aspetti positivi e quelli negativi, è stato l’avvocato amministrativista Carlo Ciardo: “I comuni che si fondono hanno la possibilità di fare nuove assunzioni, cosa che oggi è preclusa per le piccole municipalità – ha rilevato tra l’altro – l’analisi valutativa è necessaria, tuttavia, non bisogna fondersi per paura, né avere paura di fondersi”. Presenti, in rappresentanza dei Comuni stimolati alla discussione, il Sindaco di Gagliano del Capo, Carlo Nesca, il vicesindaco di Castrignano del Capo, Giuseppina Maruccia e il primo cittadino di Patù, Gabriele Abaterusso.

Ritengo che un unico Comune più grande possa creare una condizione di maggior solidità economica attribuendo un maggior peso nelle trattative con gli altri enti”, ha affermato Nesca, esprimendo vivo interesse verso la prospettiva di fusione.  Più cauta la posizione del vicesindaco Maruccia: “Occorre riflettere, valutare e confrontarsi con i cittadini perché, se è vero che potrebbero esserci dei vantaggi economici, è vero anche che bisognerebbe confrontarsi con i risvolti pratici di una simile ed eventuale operazione”. Disponibile all’ascolto ma altrettanto cauto il primo cittadino di Patù: “A mio avviso, collaborare per lo sviluppo complessivo del territorio è una priorità su cui stiamo già lavorando da tempo. Tuttavia, occorre valutare se l’operazione prospettata sia la migliore perchè la fusione potrebbe garantire delle agevolazioni fiscali ma non ridurrebbe il fenomeno dello spopolamento. Non è detto – conclude – che unendo tre Comuni considerati inefficienti, se ne possa costituire uno efficiente”.

Parabita – E’ definitivo lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Parabita. Il Consiglio di Stato ha accolto e confermato le motivazioni della Prefettura di Lecce e del Ministero dell’Interno che il 17 febbraio 2017 avevano mandato a casa l’Amministrazione comunale guidata da Alfredo Cacciapaglia, al suo secondo mandato, per infiltrazioni della criminalità organizzata locale nella gestione della cosa pubblica.

Nulla da fare, dunque, per l’Amministrazione uscente, nonostante la decisa opposizione e la sentenza del Tar Lazio favorevole in un primo momento a Cacciapaglia che lo scorso marzo aveva riportato in sella Sindaco e Giunta, facendo pensare ad un esito differente nei giudizi successivi. Per i giudici di Palazzo Spada di Roma, che hanno depositato oggi la loro sentenza, invece lo scioglimento della massima assise cittadina era legittimo. C’erano quindi tutti i presupposti richiesti dalla legge, dicono da Roma, per applicare l’art. 143 del Testo unico e avviare una gestione straordinaria del Comune.

Gli avvocati Pietro Quinto e Luciano Ancora, intanto, che hanno difeso l’Amministrazione Cacciapaglia, hanno dichiarato che una volta conosciute le motivazioni della sentenza d’appello e, in particolare, il profilo riguardante la tardività del ricorso d’appello notificato dall’Avvocatura generale dello Stato il 30 maggio 2018, assumeranno tutte le opportune iniziative che l’ordinamento consente a tutela degli interessi degli Amministratori di Parabita. Sin d’ora, spiegano i legali, verrà proposto il ricorso avverso il provvedimento di proroga della gestione commissariale che ha impedito lo svolgimento delle elezioni amministrative già indette per il 31 ottobre prossimo per il rinnovo del Consiglio comunale. Ciò perché – sostengono i due legali – la proroga è avvenuta al di fuori dei termini consentiti dall’art. 143 Tuel (Testo unico enti locali) e in assoluta carenza degli “eccezionali motivi” che giustificano la proroga della gestione straordinaria dell’Ente Locale.

Alfredo Cacciapaglia

A Parabita, nel frattempo, rimarranno fino alla prossima primavera i commissari straordinari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande (foto sopra). Poi si procederà con nuove elezioni. Di Parabita (ed anche di Surbo e Sogliano Cavour) ha intanto parlato proprio in questi giorni il prefetto Claudio Palomba, in procinto si lasciare Lecce per altra sede per un normale avvicendamento. Nel bilancio del suo triennio il prefetto ha ricordato anche i tre Comuni sciolti per infiltrazioni criminali ed ha ammonito ancora una volta le forze politiche locali dal non cedere a pressioni e ammiccamenti da parte di presenze locali estranee alla legalità ed alla civiltà di cui il Comune è il principale presidio.

Gallipoli – Attività produttive, turismo e ambiente in Puglia tra libera iniziativa economica e percorsi di sviluppo sostenibile: questi i temi al centro di una “due giorni” con inizio alle 15 di domani, venerdì 19 ottobre, al teatro Schipa di Gallipoli. Organizzano il confronto, dopo una estate decisamente pesante per la città jonica in particolare, l’Ordine dei commercialisti e esperti contabili della provincia di Lecce, presieduto dal gallipolino Giuseppe Venneri, con il loro Consiglio nazionale e la Fondazione Messapia dello stesso Ordine professionale.

In un periodo di grandi sfide, inedite opportunità e vantaggi – afferma il presidente Venneri – che si ripercuotono su tutta l’economia di un territorio quale quello salentino, abbiamo voluto promuovere e organizzare un momento di confronto su una tematica, quella del turismo, particolarmente avvertita dagli operatori del settore. Il Salento oggi è meta sempre più amata dai turisti provenienti da ogni parte del mondo, attratti dalle sue bellezze, dal mare limpido e cristallino, dalle tipicità architettoniche. Una Terra ricca di emozioni che, purtroppo, si scontra con l’inadeguatezza delle infrastrutture e dell’accoglienza di qualità. Non solo. Con l’avvento del turismo di massa e della globalizzazione il turismo si è trasformato in uno dei fenomeni economici e sociali più importanti a livello globale, driver strategico per tutte le attività. E per questa sfida dobbiamo essere pronti”. I primi numeri intanto del periodo gennaio-luglio parlano di un +8%. (nella foto Venneri e Minerva)

Bisogna introdurre strumenti fiscali concreti ed operativi – aggiunge Fabio Corvino, presidente della Fondazione Messapia – per sostenere il patrimonio culturale e artistico. E’ possibile con gli incentivi al turismo digitale, sgravi fiscali per l’ammodernamento di strutture ricettive e il cosiddetto Art Bonus. Sono cambiati i turisti così come gli operatori che lavorano con il turismo. Si può dire che anche il turismo “viaggia”, a suo modo, passando da un turismo di destinazione a uno di motivazione. L’importanza non è più centrata sulla località scelta come luogo di arrivo ma sul valore esperienziale, sulla percezione del posto, sulla voglia di imparare, sperimentare, vivere pienamente il luogo stesso e conoscere la sua gente. In questa nuova competizione non possiamo più rimanere impreparati”.

Il programma si apre con i saluti istituzionali di Venneri e Corvino, dei presidenti di Regione (Michele Emiliano) e Provincia (Antonio Gabellone), del Sindaco Stefano Minerva (sarà assente il ministro Centinaio). Poi il via alla prima sessione di lavori incentrata su Attività produttive e turismo dalla gioventù ala maturità: guadagno facile o maturità?. Previsti gli interventi di Giuseppe Laurino del Consiglio nazionale dei commercialisti; Donato Speroni dell’Avsis(alleanza per lo sviluppo sostenibile); il senatore Rosario Costa; l’architetto Alfredo Foresta; l’architetto Daniele Kihlgren (le esperienze di Santo Stefano in Sessanio e Matera); Vittorio Sgarbi (cultura, arte, turismo e commercio).

La seconda sessione inizierà alle 9,30 di sabato con “la scatola degli attrezzi del policy-maker: sistemi agroculturali, industrie culturali e creative, proprietà intellettuali, indicazioni geografiche ed assets immateriali del territorio”. Interventi in programma di Achille Coppola (Consiglio nazionale dell’Ordine), Loredana Capone, assessore regionale all’Industria turistica; Clelia Maria Puzzo (Fao); Francesca Toso; Rocco Palma dell’Università Cattolica di Milano; Antonio De Vito , direttore generale Puglia Sviluppo spa. Spunti, riflessioni ei ndicazioni che ben si attagliano anche alla fase che vive Gallipoli, con i suoi maggiori centri d’attrazione (Parco Gondar, Samsara su tutti) fuori gioco per questioni giudiziarie e vertenze infinite poggiate su presunte violazioni ed incerte norme che rendono difficile l’intraprendere; come per i lidi con l’annnosa altalena autunnale tra smontaggi e no e come per i pontili per barche da diporto ad Otranto da rimuovere. Discorso a parte per quanti partono con l’idea di sfruttare ambiente e lacune amministrative per fare i propri comodi ed incappano nelle reti della magistratura prima o poi.

 

Gallipoli – Un finanziamento di 2 milioni 750mila euro circa per rinnovare l’illuminazione pubblica e gli impianti di edifici comunali allo scopo di ridurre le bollette e le emissioni di CO2. E’ andato a buon fine il progetto presentato insieme ad altri 22 Comuni salentini (capofila Campi Salentina) per partecipare al Grows, ovvero Green Revolution of Wealth in Salento (Rivoluzione verde per la ricchezza del Salento, facente parte della Misura comunitaria Elena (European local energy assistance). Dei circa sei milioni richiesti – a tanto ammonta il progetto riguardante Gallipoli – sono stati finanziati interventi per 2 milioni relativamente all’illuminazione; la restante parte dei fondi sarà utilizzato per l’efficientamento  energetico di alcuni immobili.

Il progetto generale dei 23 Comuni si è visto finanziarie per circa la metà: sono giunti così a destinazione 55 milioni di euro sui 124.681.445 inizialmente richiesti, che comunque  potranno aumentare qualora il raggruppamento di Enti locali dia prova di efficienza nell’utilizzo di quelli assegnati.  sodalizio di Enti  garantisca efficienza nei lavori finanziati. L’adesione al Grows aveva avuto il voto unanime del Consiglio comunale gallipolino.

Il commento dell’assessore “Stiamo  realizzando – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Biagio Palumbo (foto) –  quello che amo definire un percorso virtuoso, intercettando fondi  straordinari per necessità utili all’intera collettività ed all’interesse pubblico. Assieme a questo, l’obiettivo è quello di  attivare altre progettualità che presuppongano stessi mezzi ed identiche  finalità nei diversi Comuni”.

Il percorso è stato avviato dalla Commissione dell’Unione europea in  collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei) e mira ad  aumentare il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti  rinnovabili in edifici e strutture di proprietà dei Comuni; rendere più efficiente l’illuminazione pubblica e migliorare nel frattempo la mobilità sostenibile locale, comunale e intercomunale, attraverso  l’introduzione di veicoli elettrici van, car e bike sharing per  soddisfare – in modo “green” appunto – le esigenze di mobilità in tragitti casa-lavoro e quelli finalizzati ad attività di svago e  tempo libero, considerata la vocazione turistica dell’area.

Oltre al Comune di Gallipoli e al capofila Campi, fanno parte del progetto Grows Arnesano, Carmiano, Castrì di Lecce, Copertino, Guagnano, Leverano, Lizzanello, Morciano di Leuca, Nardò, Novoli, Salice, Squinzano, Surbo, Trepuzzi, Veglie, Vernole ed Enti del Tarantino e del Brindisino. Il prossimo mese i 23 Enti si rivedranno per stabilire il cronoprogramma degli interventi.

 

Casarano – L’ipotesi di sostituire in Giunta l’uscente Adamo Fracasso con Giampiero Marrella provoca una frattura all’interno del Cdc di Casarano. A tale proposta, avanzata nei giorni scorsi dal partito fondato in città da Claudio Casciaro, rispondono ora il vice segretario Antonio Fracasso e la consigliera Matilde Macchitella insieme a Guido Gianfreda, Antonella Fattizzo, Alessandro De Marco e Amedeo Sabato, i quali parlano di scelta “antidemocratica” frutto di “accordi personali”. Fracasso è stato esautorato lo scorso primo agosto per il “venir meno del rapporto di fiducia” come affermato dal sindaco Gianni Stefàno. Dopo due mesi e mezzo (nel corso dei quali è stato lo stesso Primo cittadino a trattenere con se le deleghe dell’ex assessore, tra le quali verde pubblico, attività produttive e cultura), il Centro democratico cristiano è ritornato a farsi avanti dapprima proponendo un rientro di Fracasso e ora con la soluzione Marrella, consigliere eletto in Direzione Italia e da poco confluito in Puglia Popolare e nel movimento cittadino Cdc.

La nota dei dissidenti «Abbiamo appreso da giornali, e prima ancora dai social, che Fracasso, quale segretario del Cdc, ha proposto al sindaco la nomina di Marrella, persona stimata e competente, per ricoprire la carica di assessore in quota al gruppo», si legge nella nota diffusa ieri sera da Torsello, Macchitella e dagli altri quattro firmatari. Ciò che viene contestato è il fatto tale decisione “non è scaturita da un confronto democratico all’interno del movimento e neppure da una preventiva comunicazione agli iscritti”. Al contrario, la nota con la quale è stata sostenuta la candidatura di Marrella faceva riferimento “ad un ampio e sereno dibattito”. Da qui l’invito a Casciaro per l’avvio all’interno di “un dibattito leale e costruttivo”.

Spongano  Come avvicinare i cittadini alla vita amministrativa rendendoli attivamente partecipi dell’amministrazione della città? È la domanda che si è posta la neo eletta Giunta di Spongano, guidata dal Sindaco Luigi Rizzello. È nata così una proposta: far vivere una giornata da assessori ai giovani (studenti della secondaria di primo e secondo grado) e, in generale, a quanti tra i cittadini ne faranno richiesta. Sarà “un modo coinvolgente di essere cittadini attivi, consentendo anche una tangibile e consapevole presa d’atto di quelli che sono gli impegni quotidiani, le responsabilità e i doveri di un amministratore comunale”, dichiarano gli organizzatori.

Domande anche online – Chi desidera diventare assessore per un giorno, potrà fare domanda sia online, sia rivolgendosi agli uffici comunali. La giornata scelta per permettere quest’esperienza agli “aspiranti assessori” sarà il lunedì, giorno della settimana in cui gli uffici sono aperti anche di pomeriggio.

Avviso pubblico a sportello – “L’avviso pubblico – dice il Sindaco Rizzello, eletto a capo della lista civica “Progetto Spongano” nelle amministrative dello scorso 10 giugno – non prevede data di scadenza, è a sportello“. Questo significa che l’iniziativa andrà avanti finché ci saranno cittadini interessati. “L’assessore per un giorno – continua il Sindaco – comincerà a conoscere gli uffici comunali, apprenderà la differenza tra determina e delibera, e tutto ciò che serve per capire come funziona la macchina amministrativa. Potrà scegliere il ‘suo’ assessorato di riferimento, assecondando la predisposizione a occuparsi di un settore più vicino ai propri interessi. Possiamo farlo partecipare alla simulazione di una riunione di Giunta e ascolteremo le sue proposte”.

Collaborazione con le scuole – Entusiasta dell’iniziativa l’assessore alle politiche giovanili Giancarlo Marti (in foto): “La proposta – dice – in questi giorni sta facendo il giro dei social incontrando molti consensi. Useremo anche i mezzi di comunicazione tradizionali. Chiediamo collaborazione alle scuole perché questo progetto ha una valenza formativa, è un’occasione di formazione della coscienza civica dei ragazzi e si pone come sostegno al ‘loro’ Consiglio comunale, che c’è già”. Come si procederà praticamente? “Una volta ricevute le domande, ci sarà una selezione in ordine di adesione. Si potranno formare anche gruppi omogenei, e scegliere di utilizzare la mattina o il pomeriggio del lunedì, oppure l’intera giornata. Ascolteremo le proposte e i suggerimenti degli aspiranti assessori per un giorno”.

Uggiano La Chiesa – La Scuola dell’infanzia di Uggiano è stata selezionata tra le migliori dieci “buone pratiche” in Italia da Legambiente Napoli nell’ambito del progetto Ecosistema scuola. Per questo il Comune è stato invitato a Napoli al primo Forum ecologista sulle scuole di Legambiente il 18 ottobre prossimo. Vi parteciperà una delegazione dell’Amministrazione comunale, e guidata dal Sindaco Salvatore Piconese,  il dirigente scolastico Luigi Moscatello,  rappresentanti dei genitori, dei bambini accompagnati d una docente.

Si tratta del primo forum ecologista su processi e strumenti innovativi per la sicurezza e la qualità degli edifici e dei servizi scolastici organizzato dall’associazione ambientalista a livello nazionale. La giornata dell’incontro napoletano prevede una serie di riunioni tematiche riguardanti il mondo della scuola; Uggiano parteciperà alla sessione “L’ambiente di apprendimento. Qualità, servizi, vivibilità e benessere a scuola” per presentare il dossier sulla scuola dell’infanzia di Casamassella, frazione del paese, che ha per titolo “Scuola in classe A, senza gas radon e senza legionella”.

L’Amministrazione comunale, lo scorso mese, ha inaugurato il nuovo edificio scolastico (dopo i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica) con una cerimonia di intitolazione del plesso a Don Tonino Bello. L’edificio scolastico risulta tra le prime scuole d’Italia in classe energetica A, e l’unica, invece, a livello nazionale ad aver eliminato il gas radon e il rischio di legionella. Nella sessione ci saranno, oltre ad Uggiano, anche le delegazioni dei sindaci di Casal di Principe, Renato Natale, e di Caggiano, Giovanni Caggiano, i quali parleranno delle loro esperienze inerenti i beni confiscati alle mafie dati in dotazione alle scuole e delle collaborazioni tra scuole e territorio per la realizzazione di mense scolastiche a km Zero.

Siamo onorati dell’invito che ci ha rivolto Legambiente. La nostra scuola – è il commento del Sindaco Piconese – è stata selezionata tra le prime 10 “buone pratiche” a livello nazionale, per la riduzione dei consumi di energia, per l’utilizzo delle fonti rinnovabili, per l’abbattimento del 90% delle emissioni di CO2 in atmosfera e per aver eliminato completamente il gas radon e il rischio di legionella. Andiamo a Napoli per presentare un “modello” di scuola: nuova, efficiente, confortevole ad impatto ambientale pari a zero”.

Presicce – Entra nel vivo a Presicce la campagna referendaria sulla fusione con Acquarica del Capo. Domenica 14 ottobre, alle 18,30 in piazza del Popolo, si terrà l’incontro “Botta e risposta”, una sorta di question time proposto dal comitato per il Si, in cui i cittadini possono avanzare le proprie domande. A rispondere ci saranno anche i sindaci e i consiglieri di maggioranza e opposizione dei due Comuni.

Il comitato per il No si presenta “Per non fare con-fusione” è, invece, il tema proposto dal comitato per il No giovedì 18 ottobre alle 18,30 presso la sala convegni di palazzo Ducale. Nell’occasione verrà presentato il comitato del No al referendum. «Avremo delle slide con le quali illustreremo alcune delle nostre ragioni. La nostra – spiega la presidente Francesca Stendardo – sarà una campagna a km0». Altre iniziative seguiranno, sui due fronti, nel corso delle settimane (per il 21 il No ha in programma il volantinaggio in piazza Pertini).

 Gallipoli – Mentre si susseguono proteste e denunce con foto e filmati, qualcosa si muove sul fronte allagamenti alla Baia verde, come preannunciato anche in Consiglio comunale. Sabato 27 ottobre, in mattinata, si svolgerà un sopralluogo nella Baia verde. Vi parteciperanno amministratori e tecnici comunali, i docenti universitari Angelo Tursi, Pierfrancesco Delfino, Giacomo Scarascia Mugnozza, Ezio  Ranieri e Francesco Gentile dell’Università degli Studi di Bari, tutti specialisti in tematiche idrogeologiche ed ambientali, ed i tecnici del consorzio di bonifica Ugento  Li Foggi, principale accusato.

Un impegno rispettato “L’incontro – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Decoro urbano e Marine,  Biagio Palumbo – rappresenta la naturale conseguenza dell’impegno  assunto dall’Amministrazione Comunale nel porre seri rimedi alla  situazione che si è verificata più degli altri anni in Baia Verde, incontro preceduto da un lavoro preparatorio”.  A seguito della diffida della Giunta comunale, il consorzio di bonifica ha comunicato di avere già effettuato  dei lavori di pulizia dei canali nelle prime settimane di quest’estate; questi interventi però sarebbero stati sospesi perché gli automezzi occupavano la strada vicinale Madonna del Carmine, unica via che dalla Baia Verde consente il ritorno a Gallipoli, alle spalle dello  Stadio, e praticamente bloccavano la normale circolazione.

Il consorzio di bonifica ha comunicato anche al Comune che le manutenzioni dei canali in quel comparto del litorale sud saranno ripresi in questi giorni. Intanto l’assessore Palumbo informa sul percorso che intende seguire: “Una  volta ricevuta la relazione dei tecnici e il progetto con gli interventi da  eseguire, sarà compito dell’Amministrazione Comunale  richiedere alla Regione Puglia un finanziamento straordinario per  realizzare le opere necessarie. Comprendiamo perfettamente lo stato  d’animo dei residenti in Baia Verde e le difficoltà in cui loro si  trovano – conclude Palumbo – ma occorre comprendere d’altra parte che non sono lavori facili  da eseguire e che occorrerà il tempo necessario. Confermo però l’impegno di questa  Amministrazione per la risoluzione del problema e il tavolo tecnico di fine mese va esattamente in tale direzione”.

Era stata l’opposizione a portare in Consiglio l’argomento l’11 settembre prossimo, sollecitando gli interventi sui canali ma anche chiedendo lo stop al cantiere sulla litoranea in prossimità del canale dei Samari per verificare eventuali connessioni con il mancato drenaggio delle acque pluviali. Nei giorni scorsi l’associazione del quartiere col suo presidente, Giuseppe Bruno, era tornata alla carica ed una residente aveva sporto denuncia presso la caserma dei carabinieri.

Nardò – Cinquantanove i progetti presentati e 26 quelli finanziati per complessivi 257mila euro. Sono i numeri di “Facciamo Scuola”, iniziativa dei consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle che, tagliandosi lo stipendio, hanno destinato dei fondi a progetti a realizzare nelle scuole pubbliche pugliesi. «Dopo aver destinato oltre 132.790 euro alla sanità pugliese con il primo Restitution Day – dichiarano oggi i consiglieri regionali Rosa Barone, Antonio Trevisi, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Antonella Laricchia e Cristian Casili (capogruppo, di Nardò) – per acquistare sale cinema e macchinari  per i reparti di pediatria (era l’anno 2016; nel Leccese coinvolti gli ospedali di Lecce, Galatina, Copertino, Casarano e i reparti pediatrici di Scorrano, Gallipoli e Tricase, ndr), il nostro pensiero è tornato ai più giovani».

Semplice e diretto il criterio annunciato per selezionare i progetti da finanziare, massimo 10mila euro per ogni scuola: circa 3.500 iscritti alla piattaforma Rousseau, la “casa” web utilizzata dal Movimento, hanno preso visione dei progetti scolastici e votato il preferito. Sette gli istituti scolastici vincitori in provincia di Bari, 6 in provincia di Taranto, 4 in provincia di Foggia e 3 rispettivamente nelle province di Brindisi, Lecce e Bat.

Tra le scuole beneficiarie ce n’è una di Nardò. L’Istituto di istruzione superiore “Vanoni” di via Acquaviva riceverà un finanziamento di circa 9mila euro. Soddisfatta la deputata neretina del Movimento Cinque Stelle Soave Alemanno (foto). «I ragazzi della scuola hanno presentato un progetto sul settore tecnico-turistico per il nuovo corso sul Turismo sportivo – afferma la Alemanno – chiedendo la dotazione di un pulmino 9 posti per partecipare a manifestazioni e campionati sportivi studenteschi».

Diversi gli ambiti nei quali si interverrà: diritto allo studio, integrazione, lotta all’abbandono scolastico, abbattimento barriere architettoniche, allestimento laboratori, orti didattici, attrezzature informatiche, sport, turismo e gastronomia. Si va ad esempio dall’acquisto di attrezzature per palestre ai defibrillatori, dagli orti didattici agli strumenti informatici e persino, in un caso, all’acquisto di un forno per realizzare un laboratorio di ceramica.

 

Gallipoli – A poche ore dalla presentazione delle candidature ufficiali per la Presidenza della Provincia, il centrodestra ha trovato la soluzione: il suo candidato presidente, per prendere il posto del fittiano Antonio Gabellone, di Tuglie, è Gianni Marra, primo cittadino di Squinzano ed anche primo candidato proposto da Forza Italia agli altri alleati prima che cominciasse un vorticoso giro di candidature durate lo spazio di un mattino.

Ne hanno fatto le spese in diversi, da ultimo il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, il quale sembrava godere dell’appoggio di Direzione Italia di Raffaele Fitto, e di Puglia Popolare di Luigi Mazzei. Si era in attesa del sì del candidato quando lo scenario è cambiato improvvisamente e ieri i protagonisti sono tornati al punto di partenza. Con qualche sedia vuota. (foto di Gianni Marra e Stefano Minerva)

Nel frattempo infatti il Sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone, ed il movimento Andare oltre che a quel tavolo si era seduto non proprio convintamente, si è alzato e se n’è andato, un po’ per la scarsa fortuna della sua autocandidatura della prima ora, un po’ perché deluso dalle dinamiche visibili e celate del centrodestra salentino, con riunioni su riunioni senza esito. Adesso Mellone ed il suo movimento hanno dichiarato di avere le mani libere di poter scegliere a chi affidare i propri voti.

Forse presto si capirà cosa intenda fare un altro gruppo – Puglia popolare con Luigi Mazzei di Calimera – che ha provato a sostenere e portare avanti la candidatura di Colafati, fittiano, con gli esiti noti. Mazzei ha espresso una forte ed aspra contrarietà si quanto accaduto negli ultimi due giorni; potrebbe essere la spinta decisiva per converegre, come si dice da più parti, su Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, pd, assai vicino al presidente della Regione Michele Emiliano che a Bari ha già fatto posto in Giunta al referente regionale di puglia popolare, il neo assessore Cassano.

Gallipoli – In Comune questa mattina si sono ritrovati una ventina di tecnici, tra geometri ingegneri ed architetti, tutti gallipolini e tutti per lo stesso motivo: “Sindaco, così non possiamo lavorare”. Lungo l’elenco delle doglianze, il cui nodo centrale è l’organico in sofferenza dopo l’uscita per limiti pensionistici meno di un anno fa del capo storico dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Giuseppe Cataldi, e di altri dipendenti non ancora rimpiazzati o in pianta stabile oppure con convenzioni con professionisti esterni.

C’è un problema di dirigenza, è vero – ammette l’assessore ai Lavori pubblici ed Urbanistica, Biagio Palumbo – ma qui manca anche la truppa”. Per il primo aspetto è in corso la procedura concorsuale per individuare il nuovo responsabile; sono giunte in Comune istanze di 64 interessati. Per il secondo invece, dopo l’ondata di pensionamenti, si studiano formule compatibili con le norme in essere (per ogni tre pensionamenti, si può fare una assunzione), in prima battuta convenzioni con tecnici esterni.

Ma c’è altro tra le richieste di attenzione formulate dai tecnici gallipolini. Il sistema telematico per l’inoltro delle pratiche non rilascia né il numero di protocollo né le

Biagio Palumbo

indicazioni necessarie per individuare il responsabile del procedimento. I 15 giorni previsti dalla legge per le prime comunicazioni relative ad una pratica trascorrono inosservati; come i trenta giorni entro cui deve essere avviata l’istruttoria. “Poi vogliamo che le eventuali integrazioni ci siano chieste tutte in una volta, non con questo stillicidio di richieste che non fanno altro che allungare procedure e allontanare risultati e investimenti”, è stato affermato. Generale il malcontento circa le pratiche in sanatoria, bloccate un po’ dappertutto “con i Comuni e lo Stato che non incassano un euro”; tutto gallipolino invece il mancato controllo delle Scia (comunicazioni di inizio di attività edilizie) per cui c’è chi specula e ne approfitta impunemente. “Non si fanno controlli neanche a campione”, è stato denunciato, col risultato che chi abusa – con un tecnico compiacente – e va oltre con interventi strutturali o aumenti di volumetria, poi deve fermarsi alle soglie di una impossibile agibilità dell’immobile.

Risponde l’assessore Palumbo: “Da dicembre i problemi telematici saranno risolti e per i permessi di costruire introdurremo la firma digitale. Per il resto, cercheremo in tutti i modi di migliorare il coordinamento del personale tecnico”. Attualmente il dirigente dell’Ufficio, che si è venuto a trovare in questa delicata fase di passaggio, è l’architetto Mauro Bolognese di Alezio, proveniente dal Comune di Galatone.

Gallipoli – Le volontarie del Tribunale dei diritti del malato di Gallipoli hanno partecipato – insieme a quelli di Cerignola e Bari – allo stress test sulle liste di attesa elaborato dal Ministero della Salute che aveva chiesto a Cittadinanzattiva la collaborazione. Il primo ottobre in tutta Italia e nelle stesse ore sono stati interpellati i centralini delle varie Aziende sanitarie locali (Asl), ponendo loro le stesse domande e raccogliendo i dati riversati poi allo stesso Ministero.

Per il lavoro svolto nello stress test il gruppo di Gallipoli è stato particolarmente apprezzato dal coordinatore nazionale del Tribunale dei diritti del malato, Tonino Aceti. Nel ringraziare per il “prezioso lavoro”, Aceti segnala l’apprezzamento pervenuto dal Ministero della salute “che è rimasto impressionato della nostra capacità di intervento e precisione”. A Gallipoli hanno partecipato Agata Coppola (foto), coordinatrice del Tdm di Gallipoli, Fiorella Di Marco, Luciana Fiorito, Maria Rosaria Fontò, Annarita Fontò, Elisabetta Pietrangeli, Annalucia Ventruto. Il loro contributo servirà a cercare di trovare cause e rimedi che accorcino le attese presso ospedali e centri medici.

Il gruppo di Gallipoli in particolare si è occupato nel corso dello stress test di acquisire dai Centri unici di prenotazione (Cup) i tempi di attesa aziendali delle 58 prestazioni previste dal piano nazionale di controllo delle liste di attesa; verificare col centralino se e come fosse possibile collegarsi col Ministero; effettuare otto chiamate registrate dal call center del Ministero e riportarle in schede; redigere un verbale finale con i risultati del test al coordinatore nazionale del Tdm. Il dottor Aceti il 4 ottobre scorso si è poi incontrato con i funzionari ministeriali; tra l’altro si è stabilito di “dare vita a percorsi collaborativi indirizzati al superamento delle criticità o difformità”.

Questi i dati emersi infine dal test riguardanti l’Asl di Lecce: visita endocrinologica 175 giorni di attesa; RM pelvi, prostata e vescica 270 giorni; risonanza magnetica all’encefalo 9 mesi ma con l’intervento del Dg; rinnovo del piano terapeutico per malati diabetici 12 mesi;
elettromiografia 360 giorni; esofagogastroduodenoscopia 108 giorni; visita endocrinologica 175 giorni; sigmoidoscopia con endoscopio flessibile 394 giorni.

Da annotare infine che in via sperimentale ed a livello nazionale si è dato vita a livello nazionale al numero telefonico di pubblica utilità 1500 allo scopo di informare ed ascoltare i cittadini.

 

Gallipoli – Dopo la grana rifiuti (con nuovo slattamento della questione), ecco il sistema portuale commerciale e diportistico al centro delle attenzioni dei quattro consiglieri comunali delle opposizioni che hanno presentato oggi in Comune la richiesta di riunire il Consiglio. Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi di Gallipoli Futura, Caterina Fiore e Sandro Quintana, indipendenti, nell’assise cittadina da convocare entro il mese come da regolamento comunale, propongono alla maggioranza indicazioni sul piano regolatore del porto commerciale, sull’immediato futuro della darsena Bleu Salento ora che la vicenda giudiziaria si è conclusa a favore del Comune, e di quella del progetto di ampliamento di Porto Gaio, più recente.

Sulle tre questioni i quattro consiglieri hanno le loro idee ben chiare, come argomentato nelle tre pagine della deliberazione proposta al voto. Chiedono intanto “lo stato di attuazione della deliberazione della Giunta comunale n. 141 del 2016 (il 29 novembre di quell’anno la Giunta aveva espresso degli indirizzi sul piano regolatore portuale, ndr) che però ad oggi non avrebbe sortito alcun passo concreto. Da qui la richiesta al Sindaco della nomina di un progettista che “tenga anche conto della pianificazione esistente”.

Sul punto della darsena gestita dalla srl leccese Bleu Salento, i consiglieri richiamano la sentenza del Consiglio di Stato del 3 agosto 2017 in base alla quale è stata “riconosciuta l’illegittimità pregressa delle concessioni precedenti statuendo così la immediata disponibilità dell’intera struttura al Comune di Gallipoli”. La bozza della proposta impegna il Sindaco ed il dirigente del settore a fare tutto quanto necessario per dar corso con immediatezza alle procedure che rendano fruibile la struttura fin dalla prossima primavera”. Il Comune si dovrebbe quindi attivare per individuare “con procedura ad evidenza pubblica” il soggetto che se ne dovrà occupare della struttura “nel rispetto della sentenza definitiva del Consiglio di stato”.

L’intricata matassa intorno al progetto di ampliamento della darsena Porto Gaio per iniziativa di una società di Nardò. Qui Fasano e gli altri consiglieri “impegnano il Sindaco con la Giunta ed il dirigente comunale del settore di esprimere parere negativo per motivi di “non idoneità al progetto di ampliamento a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione del territorio comunale ed alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, nonché alla migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”. Sulla costruzione di una diga foranea lunga 600 metri lineari, il 23 luglio scorso si era espressa, con parere favorevole, la conferenza dei servizi.

Gli oppositori rilevano una contraddizione dell’Amministrazione comunale che, nella fase istruttoria della stessa conferenza dei servizi, il 27 settembre 2017, per bocca del Sindaco affermava che “non sia idoneo (il progetto di ampliamento, ndr) a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici…”. Successivamente e sempre nella conferenza dei servizi istruttoria – scrivono i quattro consiglieri – il 23 maggio 2018 “senza alcun motivo” il Sindaco dichiarava “l’assenso di massima di questa Amministrazione comunale… atteso che il progetto appare coerente con la migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”.

 

 

 

Gallipoli – E’ di nuovo ressa ai Centri per l’impiego. In questi giorni a Gallipoli ed altrove si registrano file di utenti in attesa del proprio turno. Per fare cosa? La gran parte delle persone, in grande maggioranza donne, sono lì per i cosiddetti “patti di servizio individuali” previsti dal decreto legislativo 150 del 2015. Tale norma presiede all’iscrizione alle liste di attesa degli stessi centri. Per poter essere in regola con l’iscrizione, i diretti interessati devono sostenere un colloquio di un’ora con l’impiegato addetto e poi, oltre alla consegna o verifica  dei dati personali, deve compilare un questionario alla fine del quale si individuano le sue potenzialità professionali.

Questo passaggio relativo alla regolare iscrizione alle liste di attesa è diventato ancora più importante adesso che sembra imminente l’attivazione del reddito di cittadinanza da parte del governo Conte, che annette per questo ed altro compiti delicati ed importanti ai Centri per l’impiego sparsi sul territorio nazionale. Cpi che però, soprattutto a Sud, registrano carenze di organici e di mezzi (piazzasalento ha documentato la situazione di quello gallipolino).

Si spiegano anche così le code mattutine e pomeridiane (solo il martedì). Ieri alle 15 e qualche minuto nella piccola piazzola antistante l’ingresso al Centro per l’impiego gallipolino c’erano una ventina di persone in attesa della riapertura degli uffici. Una volta che si è spalancata la porta, sono entrate nei locali del Centro e si sono messe ad attendere il proprio turno. Poi è arrivata una sgradita ma doverosa avvertenza degli addetti che hanno chiarito alle 16,30 e con i locali ancora pieni di gente, che “fra un’ora chiudiamo: dalle 17,30 non si può fare più nulla perché si bloccano i collegamenti”, con riferimento ai computer. “E’ impossibile servire tutta questa gente – dice sconsolata una impiegata – ed anche volendo restare oltre l’orario di servizio, è perfettamente inutile perché alle 17,30 ci tolgono i collegamenti coi computer”. Un cartello affisso all’entrata avverte perciò  che si potranno soddisfare le esigenze di 30 interessati nei turni mattutini e di 15 nell’apertura pomeridiana del martedì.

A chi cerca lavoro, già confuso dai vari “redditi” (c’è anche quello regionale) e dall’effettiva possibilità di goderne in tutto o in parte, la segnalazione ha avuto l’effetto di aumentare preoccupazione ed agitazione. Chi è lì per non pregiudicarsi l’occasione se non proprio di un lavoro stabile, almeno di un sussidio economico da qualsiasi parte provenga, resiste: si arma di pazienza e spera di farcela senza dover tornare il giorno dopo. Qualcuno, tra le decine presenti nel pomeriggio di ieri, invece alza i tacchi e imprecando contro gli impiegati “fannulloni, che non capiscono niente”, va via furioso, mentre i bambini si allontanano dalle mamme e corrono tra le scrivanie.

Si lavora in situazioni caotiche “Ma poi attingono da queste graduatorie?” si chiede scettico un uomo in attesa. Gerardo Imperiale, uno degli addetti, testimonia: “Vediamo gente esasperata, non ne può più e spesse volte se la prende ingiustamente con noi. Noi li capiamo, ma che ci possiamo fare? Se si lavora in condizioni di caos come quella di oggi, non solo si lavora male, ma c’è anche il rischio di errori, con danni che per un disoccupato rischiano di essere seri se non proprio irreparabili”, conclude preoccupato. “A livello europeo – conclude un altro impiegato – siamo già il fanalino di coda in quanto a organizzazione lavorativa con strumenti, come si può ben vedere, vetusti, locali inadatti ed insalubri, personale insufficiente e utenza di ogni genere”.

 

Giuseppe Colafati

Gallipoli – A poco più di 24 ore dalla presentazione delle candidature per il voto che si terrà a Palazzo dei celestini il 31 ottobre, il centrodestra salentino dimostra difficoltà nel presentarsi come coalizione competitiva. Il sorgere e il repentino tramontare dell’ultimo candidato, che sembrava  quello giusto per scendere in campo, la dice lunga. In un turbinio di note e toni accessi e sempre più aspri, il nome di Giuseppe Colafati, Sindaco di Poggiardo, sembra già storia passata, dopo meno di 24 ore dall’annuncio da cui traspariva una convergenza ampia e l’attesa per il “sì” del prescelto.

Invece, proprio da coloro che lo avevano indicato come candidato di largo consenso, Colafati è stato messo da parte uscitando le ire di qualche alleato. In particolare di Luigi Mazzei (Puglia

Giuseppe Mellone

popolare) che ha parlato “di operazione pilatesca” rivolto a Raffaele Fitto ed ai suoi, poiché proprio a Fitto faceva riferimento il Sindaco appena giubilato. Parole di fuoco che lambiscono anche il più rappresentativo esponente di Direzione Italia nel Salento, Antonio Gabellone, apparso in un primo momento convergente su Colafati. Mazzei ha rincarato la dose tacciando di ambiguità il partito di Fitto, che propone e poi ritira i suoi Sindaci, rilanciando l’idea originaria presentata da Gabellone di un “candidato di transizione”. L’ex candidato presidente in una breve nota odierna aveva affermato di “rimettere alla mia parte politica ogni opportuna valutazione”. Che è arrivata intorno alle 14.

La durezza dello scontro tra Puglia popolare e fittiani potrebbe preludere ad un abbandono del tavolo del centrodestra da parte dei primi. I quali, dato non trascurabile, sia pure da poco con il loro capo regionale Cassano sono entrati nell’orbita di Michele Emiliano e nella sua Giunta. Il passo per loro verso la candidatura di Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, potrebbe rivelarsi davvero breve. A meno che in queste ore di telefonini spenti e di mancate risposte, non maturi qualcosa di straordinario da far tornare al tavolo delle trattative le varie anime. Magari compreso Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò.

Operazione alquanto difficile ricucire col neretino che per primo era sceso in campo sfidando partiti e partitini. Gia ieri il suo movimento Andare oltre, col coordinatore provinciale Giancarlo Erroi, nel sottolineare che il tavolo si era rivelato “il sesto inutile tavolo”, annunciava di aver abbandonato il centrodestra, ricordando che Ao aveva portato come possibili candidati Mellone, Massimo Martella (Lega) e Guido Stefanelli (Direzione Italia). “Data l’evidente incapacità del centrodestra di individuare un nome rappresentativo e in grado di vincere, il movimento Andare Oltre ringrazia Fratelli d’Italia e Area popolare” e annuncia la linea che – salvo ripensamenti – seguirà: “Il movimento, una volta ufficializzate le candidature, deciderà chi sostenere, sentiti tutti gli amministratori, i dirigenti e i militanti”. Conoscendo il feeling tra Mellone ed Emiliano, che ha sostenuto Minerva, qualcuno già scommette su come andrà a finire.

 

 

L’assessore regionale Giovanni Giannini

Ugento – Ci sono Ugento al quinto posto con un milione 200mila euro, come Galatone al 16° e Ruffano (800mila euro) subito dopo; Melissano al 24° 800mila euro.. tutti fanno parte dei Comuni che hanno visto approvare oggi i progetti di fognatura pluviale presentati per il finanziamento. Si trovano tra i primi 28 paesi nella graduatoria licenziata oggi con una determina del settore lavori pubblici guidato dal’assessore Giovanni Giannini (foto), con una disponibilità di 30 milioni. Altri 122 progetti sono risultati finanziabili e per loro c’è l’impegno di reperire le risorse necessarie. Il fabbisogno finanziario per tutti questi è di 150 milioni 444mila euro. Le domande pervenute sono state 154, i progetti esclusi solo quattro. L’avviso pubblico venuto a conclusione era quello per “Interventi relativi alla realizzazione di sistemi per la gestione delle acque pluviali nei centri abitati”.

Fra ribassi rivenienti dalle gare per assegnare i lavori ed altri fondi di possibile recepimento (quelli impiegati oggi sono del Por Puglia 2014-20), possono nutrire buone speranze anche altri Comuni del Sud Salento che seguono il 28° posto in graduatoria, come Matino (30°), Presicce (33°), Melpignano (34°), Palmariggi (38°), Alessano (43°). Seguono Andrano, Bagnolo del Salento, Seclì, Castrignano del Capo (65°).

Il bando era finalizzato, si ricorda in una nota della Regione, “alla realizzazione e/o adeguamento dei recapiti finali, al completamento degli schemi idrici di fognatura pluviale nei centri abitati, alla realizzazione di infrastrutture idrauliche atte alla separazione delle acque nere dalle acque bianche, alla realizzazione di schemi idrici per favorire il recupero e riutilizzo”.

Lotta agli allagamenti a causa delle forti piogge “Lo smaltimento delle acque pluviali in recettori finali senza il previo trattamento – ha commentato l’assessore Giovanni Giannini – rappresenta un impatto negativo su suolo e sottosuolo; pertanto, è necessario potenziare le reti pluviali sui territori edificati ed i relativi recapiti finali, sia per evitare i consueti disastrosi allagamenti ad ogni minimo evento piovoso, sia anche per limitare sensibilmente l’afflusso di portata anomala in ingresso agli impianti di depurazione, specie nel caso di eventi meteorici intensi”. Giannini non si nasconde la sproporzione tra fabbisogno e finanziamenti disponibili e così risponde: “Fermo restando l’impegno a reperire eventuali maggiori e nuove risorse da dedicare allo scorrimento della graduatoria, l’approvazione della graduatoria relativa ai primi interventi ammissibili al finanziamento disponibile è un passo importante verso obbiettivi di conservazione e miglioramento della qualità dei corpi idrici pugliesi, nonché di sicurezza dei cittadini dagli allagamenti: obiettivi concreti che stanno a cuore alla Giunta regionale e ne caratterizzano l’azione di governo”.

mar, 09 ottobre 2018 @ 13:22

Presicce – Secondo appuntamento per il comitato del sì alla fusione Presicce Acquarica del Capo dopo la presentazione ufficiale di domenica scorsa. In vista del referendum del 16 dicembre con il quale i cittadini potranno esprimersi sulla possibilità o meno di fondere in un unico ente i due comuni, il comitato “Insieme” invita tutti coloro che volessero saperne di più “A lezione di fusione – 90 minuti per sapere tutto (e di più) sulla fusione” come recita il titolo dato all’appuntamento. Chi fosse interessato può recarsi alle 19.30 presso la sede, in via Roma 7 (gli organizzatori raccomandano massima puntualità). Gli approfondimenti saranno a cura del prof. Luigino Sergio (foto), l’esperto che ha redatto lo studio di fattibilità per la fusione. Intanto il comitato ha messo a disposizione una mail per chiunque volesse chiedere informazioni o risolvere dubbi: insieme@presicce-acquarica.it

Gagliano del Capo – Aumenta la tariffa per la mensa ed il trasporto scolastico ed è polemica a Gagliano del Capo. A sollevare la questione sono stati il consigliere regionale Antonio Trevisi ed il consigliere comunale Francesco Ciardo, entrambi del Movimento 5 Stelle. Nello specifico il costo della mensa scolastica per i bambini della materna è passato dai 2 euro (a pasto) dello scorso anno scolastico a 2,60 euro attuali. «Non si possono far ricadere sulle famiglie i debiti dell’Amministrazione comunale. È inaccettabile – scrivono i 5 Stelle – che il Comune di Gagliano abbia aumentato i costi della mensa e del trasporto scolastico per i bambini che frequentano la scuola materna, senza un adeguato preavviso e giustificando tale scelta con la necessità di spostare i fondi a disposizione per il rifacimento delle strade». E sul trasporto scolastico i due pentastellati fanno sapere che tale servizio è stato sempre gratuito, dal 1981, “per i ragazzi delle aree senza scuole”.

L’Amministrazione comunale Alla luce delle dimissioni dell’assessore ai Servizi sociali Raffaella Coppola, che lo scorso 27 settembre ha abbandonato il gruppo consiliare di maggioranza, a precisare i contorni della questione è l’assessore al Turismo e ai Lavori pubblici Antonio Ercolani che afferma: «È vero che ci sono stati degli aumenti delle tariffe, non è vero, invece, che alla base dell’aumento ci sia l’intento di destinare quelle somme al rifacimento del manto stradale o che non si stia tenendo conto delle fasce più deboli. Si potrebbe parlare di vere e proprie “fake news”: l’aumento di 0,60 centesimi a pasto è dovuto esclusivamente al nuovo appalto della mensa». Allo studio vi è anche una manovra da finanziare con 8-10mila euro “che permetterà alle categorie più deboli di avere agevolazioni o, in alcuni casi, esenzioni per il servizio mensa scolastica e trasporto”. E proprio in merito al servizio trasporto, Ercolani smentisce Trevisi: «Le scuole medie non hanno diritto al trasporto gratuito, così come non ne hanno diritto le scuole elementari ad eccezione dei ragazzi residenti a San Dana e quelli che si trovano in particolari situazioni per cui è stati adottati specifici provvedimenti».

 

Casarano – Da Casarano a Roma con due autovetture per partecipare al concistoro che ha visto monsignor Angelo De Donatis diventare cardinale. «È questo l’addebito che mi viene fatto?», replica il sindaco Gianni Stefàno con riferimento a quanto segnalato nei giorni scorsi da quattro consiglieri di minoranza (Mauro Memmi, Umberto Totaro, Attilio De Marco e Luigi Bartolomeo) Davanti ai rilievi presentati alla Procura della Corte dei conti per la presunta “scorretta gestione delle risorse pubbliche” nella trasferta dello scorso 29 giugno, il Primo cittadino rilancia.

«Tutto quanto riportato è vero: sono state utilizzate due autovetture per sei persone: una persona estranea all’Amministrazione ha viaggiato in ognuna delle due autovetture, ovvero il coniuge del Sindaco ed il coniuge del presidente del consiglio», conferma Stefàno dicendosi “pronto a risponderne davanti al giudice” non senza attaccare, a sua volta, i suoi accusatori, su due questioni .«Il consigliere di minoranza ha in mente di chiedere se per questa trasferta istituzionale del Sindaco, come per tantissime altre, sono state richieste somme a titolo di rimborso per spese di vitto e alloggio?», afferma Stefàno rivolto a Memmi. Altra nota relativa alla verifica se “in passato, coloro che ci hanno preceduti nel Governo di questa città hanno rinunciato a domandare ed ottenere i predetti rimborsi e se si sono astenuti dal far partecipare la propria consorte in seno a cerimonie di rappresentanza istituzionale anche all’estero”.

Circa la lamentata assenza di coinvolgimento dell’intero Consiglio comunale sull’importante missione romana, il Sindaco conferma che il regolamento del Consiglio comunale prevede che, in casi come questo, “possa” essere nominata una delegazione comunale: «Non “deve essere nominata”».

Gallipoli – Stefano Minerva per il centrosinistra, civiche comprese; il suo collega di Poggiardo, Giuseppe Colafati, raggruppa il centrodestra anche se manca il sì di tutti ancora; Giuseppe Mellone, autocandidato della prima ora, resta alla finestra: giornata decisiva oggi per definire gli scenari di quel che resta della Provincia dopo la riforma di qualche anno fa. Palazzo dei Celestini ha ancora il suo fascino però, se i partiti e i movimenti si sono dati da fare per trovare il posto migliore da cui fare la corsa al massimo scranno.

Il Pd e la galassia che fa riferimento al centrosinistra hanno chiuso la partita che li riguardava lanciando il Sindaco di Gallipoli, politicamente legato al presidente Michele Emiliano e con due anni di esperienza amministrativa nella cittadina jonica. Il passo indietro che ha spianato la strada a Minerva, 32 anni, è stato quello di Giuseppe Taurino, Sindaco di Trepuzzi. Le ultime perplessità di Sinistra italiana, che ha provato a proporre Marco Potì di Melendugno, sono cadute in serata.

Nel centrodestra invece nel pomeriggio è intervenuta una nuova idea, avanzata da Puglia popolare: il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, 52 enne, al secondo mandato. Tramontate le candidature in ballo, da Squinzano (Marra) a Nociglia (Stefanelli), Colafati è apparso come un nome in grado di raccogliere i maggiori consensi in un’area che da Lecce in giù stenta a trovare quel minimo di unità che la renda protagonista.

Per qualche ora, dopo aver sparato a zero contro partiti e partitocrazia, il Sindaco Giuseppe Mellone di Nardò (Andare oltre) si è seduto a quel tavolo tanto detestato ma ha raccolto pochi consensi (Fratelli d’Italia fra questi) e qualche dubbio. Ma chi lo conosce bene giura che non rimarrà certo estraneo alla contesa. Del resto Mellone non ha fatto mai mistero del suo rapporto personale con Emiliano, sbandierato anche per agitare le acque dei democratici neretini; l’ipotesi ad oggi più probabile propende per uno sguardo certamente non malevolo verso Minerva.

Sulla rete sociale il Sindaco gallipolino ha espresso la sua evidente gioia. A piazzasalento dichiara: “Mi hanno inteso come un candidato su cui possono convergere i maggiori consensi, il più dialogante e questo mi fa molto piacere, come il fatto che Gallipoli non aveva mai avuto un candidato alla presidenza della Provincia”. E a chi dice, ignorando la nuova legge per l’elezione del presidente provinciale, che sarà un Sindaco a metà tempo, risponde: “No, non toglierò, eventualmente fossi eletto, nessuna attenzione al governo della mia città, anzi questo riconoscimento premia anche Gallipoli e mi stimola ancora di più ad andare avanti”.

Cauto appare Colafati; la notizia lo ha raggiunto mentre era impegnato ad assolvere ad una promessa familiare: la partita di calcetto col figliolo e la sua squadra. “Dire che non sono contento non sarebbe corretto. Quando qualcuno pensa a te – aggiunge il candidato vicino “da sempre” a Raffaele Fitto – è sempre una cosa gratificante”. Per tutto il resto si vedrà già da domanittina quando cecherà di capire meglio la nuova situazione e ragionare in proposito. Buone le possibilità che il centro destra chiuda sul suo nome che ha però dovuto incamerare il “no” di Mellone.

 

Presicce – Proprio nel punto in cui i due paesi si uniscono, in via Roma (dal lato del comitato è Presicce, attraversando la strada, sul marciapiede di fronte è già Acquarica) da ieri è operativo il comitato “Insieme” favorevole alla fusione tra i due comuni. Manifesti sulle pareti, un piccolo palco e dietro, in grande, la scritta con lo slogan “Insieme”. La cerimonia di inaugurazione è stata relativamente breve e dopo, per festeggiare, vino e tarallini per tutti. Tra il pubblico i due sindaci, Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro, l’ex onorevole Rocco Palese (di Acquarica), i giovani referenti del comitato i tanti simpatizzanti, ma anche qualche curioso contrario alla fusione.

L’attore Antonio Monsellato e gli altri interventi Ad iniziare la serata, trasmessa in diretta sulla pagina facebook del gruppo, è stato l’attore presiccese Antonio Monsellato (recentemente in tv nella fiction con Luisa Ranieri) che ha recitato il discorso proferito da Obama per la sua seconda candidatura alla Casa Bianca. Lo slogan che ha fatto il giro del mondo (“Yes, we can”) ha acceso gli animi anche nel comitato che vedono possibile e vantaggiosa la fusione (il 16 dicembre è stata fissata la data per il referendum nei due paesi). «Comunque vada sarà una festa perché i cittadini si esprimeranno liberamente su questo tema”, ha affermato Andrea D’Amico, uno dei referenti del comitato. Ci sarà anche un sito internet dedicato ed un indirizzo di posta elettronica mentre già domenica prossima, 14 ottobre, è previsto un nuovo momento di confronto aperto al pubblico (“in cui si potranno fare tutte le domande che si vogliono”).  A seguire, Antonio Corsano che ha parlato dell’opportunità che non si può mancare, del “capitale sociale” su cui si può contare per costruire il futuro e del voto come dovere civico. Ha chiuso la serata Daniela De Pascalis (originaria di Maglie e sposata a Presicce): «I due paesi convivono da sempre: è arrivato il momento di formalizzare questa unione. I fondi che ci sono a disposizione sono importanti, se lo sono per una famiglia, perché non dovrebbero esserlo per due Comuni?». E poi: «Non bisogna farsi prendere in giro da chi vuole mischiare le carte» (in riferimento a chi accosta l’argomento fusione a Burgesi). In chiusura viene citato pure Churchil (“Diamo spazio al futuro”) con la richiesta di fiducia da parte di tutti e l’invito a guardare avanti, ad essere predisposti all’ascolto e soprattutto ad usare “toni pacati”. Al contrario di ciò che finora si è visto sui social.

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