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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

Nardò. C’è anche un neretino tra i componenti della nuova Segreteria provinciale del Pd leccese. Si tratta di Lorenzo Siciliano, consigliere comunale di Nardò (con 456 preferenze alle amministrative 2016 e 25 anni appena compiuti, è il più giovane consigliere di Palazzo Personè) e attualmente membro della direzione Pd pugliese. Sostenitore della mozione Morciano-Orlando all’ultimo congresso dem, a Siciliano spetterà la delega di responsabile enti locali. «Per il ruolo che mi è stato affidato – ha dichiarato – sono certo di poter contare su un grande Partito, che saprà coadiuvarmi in un compito esaltante, ma anche decisamente complicato. Per adesso voglio ringraziare il circolo della mia Città e tutti i suoi iscritti, il suo Segretario, il mio collega in Consiglio comunale Daniele Piccione e il segretario provinciale Ippazio Morciano per questa attestazione di fiducia che spero di non deludere». In tutto siederanno in segreteria 14 componenti tra uomini e donne. Nomi e deleghe: Pierluigi Bianco (vicesegretario provinciale), Alessandro Calò (infrastrutture, trasporti e mobilità), Fabrizio Cananiello (lavoro e sanità), Francesca Carone (politiche sociali e abitative), Giacomo Cazzato (comunicazione e politiche giovanili), Francesca Frisenda (associazionismo, volontariato e terzo settore), Giacomo Fronzi (istruzione, formazione e cultura), Anna Maria Monaco (giustizia, diritti e legalità), Anna Rita Picci (politiche agricole e risorse agroalimentari, Lavinia Puzzovio (turismo e promozione territoriale), Andrea Romano (responsabile organizzazione), Andrea Russo (ambiente, territorio e politiche energetiche) e Valerio Stendardo (politiche economiche e attività produttive).

Nardò – “In vista delle prossime elezioni politiche, preso atto del livello assolutamente insoddisfacente della discussione che vede protagonista il mondo politico pugliese e nazionale e tenuto conto che, allo stato attuale, vengono completamente escluse dall’agenda politica le emergenze reali dei cittadini, gli amministratori dei Comuni salentini lanciano un documento, con l’obiettivo di riportare le esigenze del territorio al centro dell’agenda politica”. si annuncia così il “Documento politico per le Elezioni 2018- ima occasione per il territorio”.  I primi firmatari sono Alessandro Delli Noci, vicesindaco di Lecce; Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò, di “Andare Oltre”; Marcello Amante, Sindaco di Galatina; Andrea Pulli, vicesindaco di Squinzano; Antonio Tondo, consigliere provinciale, neretino e di “Andare Oltre”. “In Italia emerge la necessità di riconsegnare centralità ai cittadini – apre il documento – che attraverso una crescente disaffezione al voto e una palpabile sfiducia verso il parlamento, manifestano insofferenza per una democrazia non pienamente rappresentativa. C’è l’urgenza di riconoscersi in nuove proposte, in politici differenti dal passato, preparati e radicati sul territorio”. I successivi capitoli riguardano “La situazione del territorio” (“Il Salento manifesta profondi bisogni di cambiamento, dettati da spinte economiche, sociali, demografiche e culturali che investono l’intera Puglia. Questi bisogni stridono con lo scollamento tra lo stato centrale e le esigenze delle comunità locali, stremate dai problemi concreti e dalle necessità immediate” è l’incipit): il “Cosa fare”, che parte dalla nuova legge elettorale per “utilizzarla al meglio” soprattutto nella parte dei collegi, rivendicando ruoli primari per gli amministratori e le comunità: “In questa situazione ciò che fa la differenza – sostengono i cinque proponenti – sono le radici, la militanza civica e sociale, il valore delle singole donne e dei singoli uomini che dovranno essere rappresentativi di movimenti civici, associazioni culturali, sociali e ambientaliste per poter fare la differenza, con la forza della propria storia politica e personale”. Le “conclusioni” chiudono così: “Non possiamo consegnare il futuro del Salento agli yes-men dei partiti o ai candidati selezionati con i click su una piattaforma. Ora o mai più i partiti ed i movimenti devono fare una scelta utile per i cittadini o cedere il passo all’antipolitica”.

Ruffano – Anna Rita Picci è stata riconfermata segretaria cittadina del Pd di Ruffano e Torrepaduli. La segretaria uscente e ricandidata ha incassato una riconferma per acclamazione, da parte dell’assemblea del partito, con gli iscritti in aumento. Anna Rita Picci è stata eletta la prima volta alla guida del partito nel marzo del 2015, per due anni ha fatto opposizione esterna al Consiglio comunale. “Ma un merito in questi due anni mi sento di prendermelo – commenta – quello di aver gettato un faro su quella che è l’attività amministrativa. Abbiamo riportato tra la cosiddetta società civile il diritto e il dovere di informarsi, perchè la politica del delegare agli altri ciò che regola la propria vita, deve finire. In ogni casa c’è un computer e tutti lo sanno usare, quindi niente di più facile e comodo risulta essere quello di scaricare i provvedimenti pubblicati sull’albo pretorio online”. Oggi il Pd conta su di un seggio in Consiglio con  Nicola Fiorito, candidato alle scorse amministrative in una lista civica e già Sindaco. Tra le priorità che il partito si è dato quella di avviare una ricognizione tra i vari circoli del territorio sul tema molto delicato: la Xylella.  “Vogliamo dare – conclude la Picci –  anche assistenza ai piccoli proprietari su come muoversi per affrontare questa dramma e soprattutto rimettere al centro della discussione la scienza”.

Gallipoli – A metà della prossima settimana tornerà a riunirsi il Consiglio comunale gallipolino. E per la seconda volta vi farà ingresso Flavio Fasano, contendete di Stefano Minerva per la poltrona di Sindaco poi sospeso con decreto prefettizio per una vicenda giudiziaria, adesso comunque risolta (. Un ritorno insomma. “Ma io non me ne sono mai andato”, ribatte l’interessato che stamattina ha informato di aver ricevuto il provvedimento di reintegro nell’assise cittadina a firma del viceprefetto Gentilucci. Da dove riparte l’azione del consigliere Fasano? “Spero di trovare un clima diverso, che ci sia meno arroganza e meno chiusura perchè le emergenze sono sempre lì, dopo 17 mesi dal voto”. E le enumera, partendo dal cantiere sulla litoranea sud “con i lavori iniziati a metà ottobre e adesso da un po’ di tempo di nuovo sospesi, col crescente rischio di forti disagi la prossima estate e anche prima”. Poi il problema della nettezza urbana “dove l’appalto prevede un organico con 25 unità in meno”; il piano parcheggi, a cominciare da quello del porto, In agenda ovviamente anche il centro storico: “Non è possibile che esista solo per 20-30 giorni di caos e dopo sia un mortorio”. Come segno di novità, però, vorrebbe vedere finalmente assegnata una stanza per svolgere attività amministrativa con l’altro consigliere, Giuseppe Cataldi: “Ce l’hanno indicata a Palazzo Balsamo, come richiesto, ma solo sulla carta”. “Sono comunque disponibile, ci dicano le loro intenzioni e vediamo se possiamo risolvere qualcuna delle tante questioni che stanno lì dove le abbiamo lasciate”, la conclusione.

Presicce – La discussione sul Piano urbanistico generale intercomunale fa breccia nei cittadini di Presicce e Acquarica del Capo che, dopo un’intervista su questo giornale on line dall’architetto Salvatore Mininanni, si sono costituiti in comitato e hanno iniziato una  discussione sugli spazi, potenzialità e criticità riguardanti i due paesi. Questa è probabilmente la prima reazione della società civile al percorso che ormai sta procedendo verso un obiettivo del tutto nuovo da queste parti e che aveva visto finora sul palco rappresentanti istituzionali, esperti e tecnici. “Dopo una serie di incontri tra noi e grazie all’informazione fornita da Piazzasalento sull’argomento,   abbiamo deciso di creare un’occasione di confronto – ha affermato Andrea Negro, tra i promotori -. Ci preme saper quale sia lo stato delle cose e capire che direzione si vuole dare al territorio”. La sala conferenze di Presicce ieri sera perciò era piena di gente attenta, per la gioia dell’architetto Mininanni, che aveva sempre lamentato lo scarso interesse della popolazione verso i lavori, specialmente del workshop “Re-forming Salento”, svoltosi dal 18 al 23 settembre, durante il quale diversi professionisti, provenienti da varie parti del mondo, hanno studiato il territorio per ripensarlo e valorizzarlo.. “La partecipazione è strategica – ha esordito Mininanni – ogni persona che ha qualcosa da dire è per noi una proposta utile”. Poi, con l’aiuto di slide, ha esposto i lavori e le discussioni sostenute dal gruppo di lavoro finalizzate alla redazione del Pug.

“Presicce e Acquarica sono “aree interne”, ovvero a basso sviluppo – ha continuato- ma hanno grandi risorse territoriali, scarsamente utilizzate; la popolazione sta invecchiando e i giovani vanno via. Il piano deve scoprire le risorse, attrarre investimenti e cercare di far rivivere i centri”. Poi è stata la volta dei componenti del comitato che hanno iniziato ad esporre i diversi problemi sulla mobilità: le piste ciclabili e le due principali barriere che dividono i centri abitati dal resto del territorio, ovvero la linea ferroviaria a nord e la Statale 274 a sud. Oltre due ore di discussione non sono bastate per esaurire dubbi e curiosità. Ora però la voglia di affrontarli non manca; l’architetto urbanista ha dato piena disponibilità per altri incontri. Fusione o no, questa discussione sul Pug può essere comunque una buona occasione di crescita.

 

 

MATINO – Mario Romano, 67 anni di Matino, dirigente in pensione della Regione Puglia, subentra in Consiglio regionale in seguito alla recente scomparsa di Totò Negro. Quest’oggi l’ufficializzazione della surroga per il primo dei non eletti (nel 2015 ebbe 3.770 preferenze) nella circoscrizione di Lecce nella lista “Popolari”. Sposato e padre di due figli, Romano (cugino dell’omonimo ex sindaco ricandidatosi lo scorso giugno) inizia la sua carriera politica nel 1969 nella Democrazia Cristiana, fino ad essere eletto consigliere comunale di Matino (carica che conserva sino al 1993). Dal 1980 al 1985  ricopre il ruolo di assessore e nel quinquennio successivo, fino la 1990, è pure vicesindaco. Nel 1995 si candida per la prima volta al Consiglio regionale e nel 1999 alle elezioni amministrative della Provincia di Lecce. Ora nelle liste dei “Popolari” è Francesca Fersino (di Casarano) la prima dei non eletti.

“Non posso nascondervi il sentimento di profonda tristezza che attraversa il mio animo nel dover occupare, per cause di forza maggiore, lo scranno lasciato vuoto dal caro amico Totò Negro”, ha affermato Romano al suo insediamento.

Gallipoli – “Anche d’inverno la stessa canzone… Abbiamo ascoltato le lamentele  di cittadini residenti in alcune zone della città che ci riferiscono di come sia difficile riposare a causa delle attività di bar e pizzerie che organizzano balli di gruppo e karaoke, tutto documentato da video, anche durante la stagione invernale, non tenendo conto dei divieti imposti per quanto riguarda il limite dei decibel ed orari”: lo scrive l’associazione “Gallipoli Attiva”, imputando lo stato di cose segnalato alla “negligenza del Comune nel vigilare sul comportamento degli avventori che sostano fuori dai locali (non sempre la responsabilità della rumorosità deriva infatti dai locali) anche fuori gli orari di chiusura”. Il sodalizio presieduto da Massimo Potenza, aggiunge anche una “sempre più tollerata occupazione del suolo pubblico, con pedane e gazebo permanenti anche durante il periodo invernale”. Dopo aver notato con soddisfazione l’iniziativa presa da quattro consiglieri di maggioranza (Tony Piteo, Sandro Quintana, Salvatore Guglielmetti, Cosimo Nazaro hanno invocato con urgenza soluzioni a problemi simili nel periodo estivo appena trascorso), Potenza  dichiara che intende ampliarla “sino a ricomprendere le criticità che si verificano nel periodo invernale in alcune zone della città, nella speranza che l’Amministrazione si attivi e ci eviti di reiterare (a cadenza annuale) questa richiesta, considerato che, da diversi anni, le problematiche irrisolte sono sempre le stesse”. “Gallipoli Attiva” annuncia infine la richiesta di un incontro col Sindaco Stefano Minerva.

Gallipoli – Ora si guarda a Lecce per vedere quali iniziative prenderà, come da regolamento, il segretario provinciale del partito democratico, Ippazio Morciano (Sindaco di Montesano), informato delle dimissioni di Antonella Bentivoglio, datate il 18 scorso ma trapelate poche ore prima. Il percorso più probabile è la nomina di un commissario-reggente e la convocazione dell’assemblea degli iscritti. L’abbandono della coordinatrice, eletta quasi all’unanimità un anno fa circa, ha sorpreso non poco i militanti. Anche perché l’ormai ex dirigente ha pubblicamente scelto di passare direttamente al partito Articolo 1 – movimento democratico e progressista. I cui vertici si sono congratulati con lei via facebook ed anche direttamente. “Il Pd non mi rappresenta più” s’intitola la nota ufficiale a firma della Bentivoglio, in cui sono contenute le motivazioni politiche generali: “Il Pd di Renzi ha svilito i valori fondanti la storia della sinistra, cui mi sento di appartenere – scrive l’ex segretaria – in nome di politiche neoliberali capaci solo di allargare la forbice delle diseguaglianze sociali e di creare nuove sacche di povertà”. Si rimarcano tutti i limiti e le critiche avanzate dai vertici di Articolo 1 e si confessa “una lunga e sofferta riflessione” prima della decisione. Prevenendo critiche o sospetti circa eventuali altre ragioni alla base dell’uscita dai dem, Antonella Bentivoglio rivolge lo sguardo all’Amministrazione comunale retta da un sindaco pd: “Al Pd locale, che per un anno ho guidato con serietà e dedizione, affiancata dal Sindaco e dai rappresentanti del partito nell’assise consiliare, auguro buon lavoro, così come all’amministrazione comunale. Un particolare augurio voglio rivolgerlo a Stefano Minerva, che ho fortemente sostenuto e con cui ho avuto un confronto franco e propositivo in assoluto e reciproco rispetto dei ruoli. Il mio auspicio – è la conclusione – è che egli possa esprimere sempre al meglio la sua capacità di mettersi al servizio della città, nella prospettiva di un proficuo lavoro nell’interesse della collettività che è chiamato ad amministrare”.

 

Gallipoli – Treno della Memoria 2018: l’Amministrazione comunale cofinanzia la partecipazione di tre giovani 18-35enni  con 150 euro e testa. Tempo per fare domanda: le ore 12 del 7 dicembre. Vi possono partecipare ragazze e ragazzi residenti nel territorio gallipolino e che non abbiano usufruito in  precedenza di tale agevolazione (per il Comune questa è la seconda edizione del progetto). Il “percorso di formazione”, perchè di questi si tratta – è promosso e organizzato dal Comitato scientifico  dell’associazione “Treno della Memoria”, composto da docenti universitari,  ricercatori e formatori provenienti da tutta Italia. Il programma è supportato da materiale educativo, didattico e bibliografico consegnato  nel corso di ciascun incontro preparatorio nonché da un apposito volume  di supporto e analisi storica. Uno straordinario viaggio lungo i sentieri più aspri e duri della Memoria europea: “I partecipanti avranno la possibilità di vivere dapprima l’esperienza di  una “micro-tappa” (o Praga o Budapest) della durata di due giorni – dicono gli organizzatori – che  precede l’arrivo a Cracovia offrendo così ai partecipanti un’ esperienza  educativamente e storicamente più completa grazie ad uno spaccato  significativo del  secolo  scorso attraverso viaggi in luoghi diversi in  Europa (Praga, Terezin, Lidice, Budapest). La tappa più importante e intensa del progetto è sicuramente il viaggio  verso Cracovia dove i due momenti centrali sono rappresentati dalla  visita guidata all’ex ghetto ebraico di Cracovia e quella ai campi di  concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau, a cui è dedicata  un’intera giornata che si conclude con una cerimonia di commemorazione  presso il Piazzale dell’Appello”.  Il viaggio, previsto dal 23 al 31 gennaio 2018, ha un costo di 350€. abbattuto a 200 euro col contributo comunale.

 

Gallipoli – “Apprendo dai giornali che, secondo l’Onorevole Sisto, che ha sempre sostenuto che una condanna per reati fiscali o contro la Pubblica Amministrazione non fosse ostativa a nulla, il Parlamento dovrebbe discutere della eventuale sospensione del Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva. Siamo ben oltre i “due pesi e due misure”; ma ho fiducia, presto l’Onorevole Sisto tornerà a tuonare contro il giustizialismo: si chiama “garantismo a fasi alterne”. Comunque, la vicenda è stata chiarita e Stefano, con il quale pure mi capita di essere in disaccordo, continua a fare ciò per cui lo hanno votato i cittadini di Gallipoli”: lo scrive su facebook l’on. Federico Massa, leccese, con riferimento all’interrogazione del suo collega Sisto di Bari (entrambi sono peraltro avvocati) sull’incidente occorso a Minerva in terra argentina, alla fine di una battuta di caccia e al momento di prendere il volo per tornare in Italia. Il rinvenimento di due anatre e di un armadillo andino in una delle sue valigie, ha procurato a Minerva problemi con la polizia aeroportuale conclusisi poi (il 20 ottobre scorso) con il proscioglimento pieno del primo cittadino gallipolino. Il parlamentare barese si è rivolto al Ministro dell’Interno Minniti per sapere se fosse a conoscenza dell’accaduto e perché si valuti l’ipotesi di sospendere dalle sue funzioni il Sindaco. Da qui l’ironia di Massa sulle presunte oscillazioni di Sisto tra garantismo e giustizialismo.

Tutta la vicenda, che risale al 13 giugno scorso in quel di Buenos Aires, ruota adesso su di un dato: Minerva è stato prima fermato e poi arrestato per presunto contrabbando di prede venatorie protette oppure si è trattato di un “malinteso”, come afferma il diretto interessato, chiarito quasi subito in aeroporto e poi definitivamente dalla magistratura argentina?  Della prima ipotesi si dice convinto da tempo (suo un post su facebook di metà settembre) Flavio Fasano. Anche l’on. Sisto lo è. Nella sua interrogazione a Minniti cita un documento dei carabinieri dell’ambasciata italiana a Buenos Aires in cui si parla di “arresto del connazionale Stefano Minerva”, al quale sarebbero stati sequestrati 3mila euro in contanti. La magistratura argentina il 20 ottobre scorso non solo ha archiviato ogni cosa perché “il fatto non costituisce reato” ma ha voluto aggiungere – come sottolinea con forza il Sindaco – che “i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità di Stefano Minerva”, che continua a ribadire che non vi è stato alcun arresto.

Antonella Bentivoglio

Gallipoli – Dimissioni in casa Pd. Ad andare via è la coordinatrice Antonella Bentivoglio eletta quasi all’unanimità un anno fa. Ieri sera c’è stata una riunione del direttivo dei dem in cui si è parlato  ancora una volta dell’andamento dell’Amministrazione comunale guidata da Stefano Minerva, anche lui del partito democratico. È stata ribadita l’esigenza di dare una svolta nella realizzazione del programma elettorale e di mettere mano alla Giunta con un rimpasto non più rinviabile. Lo stesso Sindaco già in precedenza si era detto convinto di un necessario cambio di passo e di un rilancio dell’azione politica ed amministrativa da parte dell’organo esecutivo. Sarebbero emersi dei malcontenti per una presunta scarsa comunicazione tra partito ed amministratori. Nelle ore successive invece è arrivata a maturazione una decisione probabilmente covata da tempo: lasciare il ruolo ed il partito per valutazioni squisitamente politiche. che porterebbero Antonella Bentivoglio verso Articolo 1 e verso Ernesto Abaterusso, segretario dei democratici e progressisti di Puglia. La diretta interessata non smentisce ma rimanda tutto – per le motivazioni complete – ad un comunicato in arrivo nelle prossime ore.

Gallipoli – “Non è assolutamente vero che sono stato arrestato. Non è vero che avevo cacciato specie protette o in estinzione. E’ stato solo un malinteso della polizia aeroportuale che l’autorità giudiziaria ha subito chiarito”: decisamente, le vacanze di giugno scorso per una battuta di caccia in Argentina (non la prima in quelle zone) da adesso per il Sindaco cacciatore non sono più solo un ricordo non piacevole – le ispezioni alla frontiera gli hanno fatto perdere l’aereo di rientro on Italia – ma sono anche oggetto di una interrogazione parlamentare. La firma il deputato barese di Forza Italia, avv. Francesco Paolo Sisto. L’atto ufficiale rivolto al Ministro degli Affari esteri Angelo Alfano, “con risposta in commissione”, chiede chiarimenti sull’episodio ed arriva ad adombrare una ipotesi di “sospensione del Sindaco” per l’accaduto giudicato assai poco onorevole per un rappresentante delle Istituzioni.

“Il tutto si è risolto con l’archiviazione”. Anche su quest’ultimo punto Minerva replica in una nota ufficiale diffusa questo pomeriggio, con annessa copia dell’atto integrale del giudice argentino Pablo Yadarola del 20 ottobre scorso: “Il tutto si è risolto con l’archiviazione ‘perchè il fatto non costituisce reato’ e come ribadiscono i giudici argentini, i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità del sottoscritto. Questa la verità dei fatti”. Infine la conclusione con un commento: “Spiace, pertanto, che la politica si occupi di queste questioni che non hanno alcuna valenza giuridica e giudiziaria, che sottraggono inutilmente tempo ai veri problemi che riguardano ila collettività”.

Una vacanza privata tra una polemica e l’altra. Una vacanza privata iniziata con polemiche e finita allo stesso modo. Quel viaggio ad inizio giugno in Sud America, insieme ad un amico – un professionista gallipolino  appassionato come lui di caccia – era cominciata con una polemica. L’avevano attizzata su facebook gli animatori di “Gallipoli Futura”: “Ma come, sta per arrivare l’estate, c’è da lavorare per organizzare tutto al meglio e il Sindaco se ne va in Argentina?!”. Al momento del ritorno da una battuta venatoria certamente soddisfacente, come altre volte era stato da quelle parti, accade l’imprevisto. E’ il 13 giugno e al controllo in aeroporto i viaggiatori italiani attesi da Alitalia consegnano i bagagli per i controlli di routine. Sono del tutto tranquilli, come chi sa di non aver nulla da temere (atteggiamento che rimarcherà non poco il magistrato che poi si esprimerà sul caso). Invece qualcosa che non va c’è. La macchina ai raggi X segnala materiale organico: i poliziotti aprono il trolley e trovano, avvolti nel cellophane,  due anatre e  un armadillo peloso andino. Non sono specie animali che corrono il rischio di scomparire, specie l’armadillo, ma non possono essere portati fuori dall’Argentina.

L’amara sorpresa all’imbarco: la polizia blocca tutto. Minerva è sorpreso: nessuno dei compagni con cui ha cacciato ha intravisto problemi nel portare a casa i frutti dell’attività venatoria. Collabora pienamente con le autorità che glielo riconoscono: non c’è nessun segno che volesse occultare le prede. Sarebbe stato un atto di contrabbando. Gli animali sequestrati vengono consegnati al Museo naturale “Bernardino Rivadavia”. Si può tornare a casa anche se con 24 ore di ritardo sul previsto. Ma pazienza.

La brutta avventura arriva alle orecchie degli avversari. Agli occhiuti aderenti dell’associazione che ha appoggiato Flavio Fasano alle Amministrative del 2016, arriva qualche soffiata. Non gli pare vero un “regalo” così inatteso: s’informano e iniziano i messaggi in rete all’apparenza criptici ma con cui si vuole far montare  l’attenzione su “un grave fatto” che prima o poi verrà alla luce. A settembre ne esce un altro intitolato “Il Sindaco Minerva e l’armadillo”. Il testo: “Pare che le vicende di caccia argentine del Sindaco Minerva lo abbiano visto tristemente famoso proprio per questo animaletto… magari custodito in valigia? Sindaco, abbi il coraggio di ammettere quanto accaduto… prima che venga fuori tutta la verità da chi sa già tutto”. Troppi particolari: può essere tutto inventato, con rischi di querela? Il Sindaco, interpellato dal giornalista, non conferma né smentisce: “Sono fatti del tutto privati, senza conseguenza alcuna”, dice chiudendola lì.

Scoppia il caso dopo due giorni dall’uscita indenne di Fasano dal processo: coincidenza? Chi non l’ha chiusa lì e forse, secondo qualcuno, aspettava il momento buono per giocarsela (“Sappiamo già tutto…” è di settembre) potrebbero essere stati gli avversari politici. A meno che non sia stato un puro caso ma il calendario dice che entra ufficialmente in Parlamento questo fatto giusto due giorni dopo che Fasano esce  indenne da un procedimento penale.  Va ricordato che il magistrato argentino emette la sua assoluzione il 20 ottobre a Buenos Aires e i documenti – a voler continuare a dare voce ai sospetti – non impiegano più un mese per attraversare l’Atlantico. Nel caso in cui non ci siano concatenazioni ed un regista, l’atmosfera che circola sembra indicare comunque la strada che continuerà a percorrere sul piano politico “Gallipoli Futura”: sarà opposizione dura, probabilmente e ancora. Impraticabile alla fine potrebbe risultare il terreno per qualche pontiere che pure c’è nel movimento e che aspira ad un ruolo attento e meticoloso ma anche propositivo, al limite della collaborazione su alcuni temi centrali della vita cittadina. A breve si vedrà.

 

 

 

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Michele Emiliano

Bari – Appello della Regione ai Comuni interessati all’istruttoria delle richiestre di risarcimento per i danni causati dal batterio Xylella: “Fate presto, siete in ritardo”. Lo ha firmato l’assessore alle Risorse agroalimentari: “Non tutti i Comuni interessati hanno terminato la procedura di inserimento dei dati delle istanze presentate dagli agricoltori colpiti da Xylella fastidiosa, al fine di quantificare il danno e consentire agli stessi di accedere finalmente ai risarcimenti previsti dal decreto legislativo 102 del 2004. E’ per questo motivo – prosegue Di Gioia – che ho ritenuto opportuno scrivere al presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, sì da sollecitare le amministrazioni comunali nel portare a termine le richieste”. SEmpre dalla Regione si apprende che “dai dati raccolti da portale telematico, messo a punto da Innovapuglia, su 1.627 istanze protocollate e relativi fascicoli aziendali validati, risultano oggi 807 le domande, ricadenti in 72 Comuni salentini, per le quali non è possibile ancora determinare il danno”. Il motivo che blocca le procedure sta in “diverse anomalie cui è necessario provvedano con rapidità le Amministrazioni comunali”. “Sono certo – conclude -, nella piena responsabilità e collaborazione dei Comuni, cui per legge è affidata la chiusura di tale procedura, si possa in tempi strettissimi risolvere e superare tali disfunzioni, che purtroppo gravano ogni giorno di più sugli agricoltori e le loro attività produttive. E, al contempo, allungano l’attesa di quanti hanno, invece, già terminato la propria richiesta”.

Nardò – Tra le iniziative recentemente programmate dal circolo del Pd neretino, oggi alle 19 in piazza Pio XI tocca alla prpiezione del documentario-film di Walter Veltroni “Quando c’era Berlinguer”, il docu-film di Walter Veltroni. Il film racconta la vita del segretario del PCI Enrico Berlinguer dalle sue origini sassaresi fino alla morte avvenuta a Padova a Piazza della Frutta nel 1984 durante un comizio. Nella prima parte viene chiesto a diversi giovani universitari chi fosse Enrico Berlinguer, ma nella maggior parte dei casi non lo sanno. La vita di Berlinguer viene raccontata con le parole di coloro che in primis l’hanno conosciuto: dai compagni di partito, come Giorgio Napolitano, la figlia Bianca Berlinguer, l’ex Presidente del Consiglio Arnaldo Forlani, l’ex presidente dell’URSS Michail Gorbacev, il cantautore Jovanotti, il fondatore delle Brigate Rosse Alberto Franceschini e molti altri. Le interviste vengono intervallate con i numerosi video dell’epoca, come le tribune politiche e i vari discorsi fino a giungere al suo funerale il 13 giugno 1984 a Roma. “Questo è un punto d’inizio di quella che sarà la sfida sulla memoria e sulla cultura che intende portare avanti il Partito democratico in questa Città – sottolinea il consigliere comunale Lorenzo Siciliano – specie alla luce di un profondo decadimento del dibattito politico a cui assistiamo negli ultimi mesi. I democratici e le democratiche sentono forte il dovere di rompere il muro dell’intolleranza nei confronti della Politica vissuta e praticata senza fare uso di inutili e dannosi slogan populisti”.

Gallipoli – Una festicciola molto informale ieri sera ha riportato il sorriso nella sede dell’associazione politico culturale “Gallipoli Futura”. Poche ore prima la Corte d’Appello di Lecce aveva chiuso un processo pendente sul loro leader, Flavio Fasano, quando era assessore provinciale.

Gallipoli Futura brinda e s’interroga. L’inchiesta iniziata nel 2003 ha sancito una assoluzione e una prescrizione per altri presunti reati. Fasano, che non ha perso l’occasione per criticare duramente i magistrati incassando una replica altrettanto secca dall’Associazione nazionale magistrati, sezione di Lecce, rientra in Consiglio comunale. “Dopo tanti problemi una notizia positiva – dice il presidente Luigi De Tommasi, riferendosi ad entrambe le cose. Niente analisi politiche per ora “ma abbiamo riportato il sorriso tra noi, ci voleva”, come confida De Tommasi. Che non si nasconde che adesso si apre una pagina nuova in cui c’è da decidere (e lo si farà a breve nel direttivo e poi in un’assemblea generale) la linea da adottare: uno scontro frontale, un muro contro muro come è stato per certi versi finora o una disponibilità a collaborare ad affrontare qualche grosso problema della città. “Lo deciderà la maggioranza”, afferma il presidente dell’associazione che ha perso il ballottaggio per circa 200 voti nel giugno di un anno fa. Che stessero maturando due linee in “Gallipoli Futura” lo si era compreso già durante l’assemblea del maggio scorso. Poi era arrivata l’uscita dal gruppo del consigliere Vincenzo Piro, ora nel gruppo misto di Palazzo Balsamo e portatore della linea “dialogante” con il Sindaco Stefano Minerva e la sua Amministrazione. “Per affrontare i problemi insieme – conclude De Tommasi – a parte quel che decideremo, bisogna essere in due e non è certo che dall’altra parte sarebbero eventualmente d’accordo…”.

Chiesto il rilancio: rimpasto della Giunta in vista? Ma non è solo da questo versante che la città può attendersi qualche novità. Domani sera si riunisce di nuovo il direttivo del Pd, il partito del Sindaco. Lo ha già fatto un mese fa, “quindi non è che ci riuniamo per qualche motivo specifico”, dicono con riferimento al ritorno a tutto tondo di Fasano nell’agone politico. In effetti il tema che si sono posti i dirigenti democratici subito dopo l’estate è un altro: l’esigenza di un rilancio dell’Amministrazione comunale nei modi e nei tempi che vorrà il primo cittadino. Che sembra aver condiviso l’orientamento che passerebbe – stando anche a quanto detto da Minerva in un incontro con il “comitato dei saggi” – attraverso un rimpasto in Giunta. Ma prima di intervenire in assetti delicati in cerca di nuovi equilibri faticosi da raggiungere, Minerva avrebbe dato una ultima chance: “Nei prossimi sei mesi voglio vedere un cambio di passo degli assessori”. Tutto ciò in un contesto che si va riscaldando per l’arrivo delle elezioni politiche che non possono che creare ulteriori fibrillazioni, oltre quelle già registrate, come l’ufficiale lettera di rimproveri per non aver affrontato e risolto vecchi problemi a firma di quattro consiglieri comunali della maggioranza.

 

 

 

Acquarica Presicce – La proposta è stata lanciata dal Sindaco di Acquarica del Capo ed è stata accettata da tutti i commissari: si preparino delle slide o schede riassuntive, chiare ed esaustive da vedere dalla commissione paritetica al prossimo incontro e poi iniziare a parlare con i cittadini, spiegare per bene cosa significa la fusione dei Comuni. L’esigenza nasce dalla constatazione, riscontrata tra tutti i componenti della commissione (mancavano i consiglieri Del Sole e Tamborrini di Presicce) che bisogna iniziare quanto prima a diffondere le informazioni giuste ai cittadini, che per il momento discutono sì, tra il serio e il faceto, senza avere la possibilità di fugare i propri dubbi e senza notizie certe. “Non basta dire che dalla fusione si otterranno dei vantaggi economici – hanno verificato i commissari – sono importanti, sicuramente, ma ci sono altri aspetti pratici che andrebbero affrontati”. Su questi ultimi si è concentrato il lavoro della commissione, dal cambio della toponomastica, nel caso di strade con lo stesso nome, alle differenti tariffe fino alla creazione di un nuovo ed unico gonfalone. Il professore Luigino Sergio, redattore dello studio di fattibilità ha iniziato a dare risposte: “La fusione non avviene immediatamente dopo il voto del referendum – ha spiegato – ci sono dei tempi da rispettare, intanto, dovesse vincere il sì, si procede alla nomina di un commissario coadiuvato da un comitato consultivo nel quale partecipano i sindaci decaduti. I regolamenti che si seguiranno saranno quelli del Comune più grande, in questo caso Presicce, mentre la partecipazione a consorzi o ad aziende potrà essere regolata in tre anni”. È stato anche ricordato che sono i Sindaci a dover chiedere alla Regione di indire il referendum, e spetta all’ente regionale organizzarlo. Non si può votare dall’estero. “La fusione non esclude che altri Comuni contigui possano chiedere di aggiungersi al nuovo Ente “, ha aggiunto Sergio, al quale in molti hanno risposto con una battuta: “Pensiamo prima a fondere i nostri”.

 

MURO LECCESE. Si terranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa dell’Annunziata, in piazza del Popolo, partendo dal Palazzo del Principe, dove è stata allestita la camera ardente, i funerali di Totò Negro, l’assessore regionale al  Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità, spentosi a 64 anni dopo una malattia affrontata con coraggio. Anche se molto provato, ha continuato a portare avanti il suo impegno di assessore con la serena disponibilità che è stata la cifra distintiva del suo operato. Impegno,  generosità verso gli altri, in particolare gli ultimi,  e mitezza sono le qualità che oggi gli vengono riconosciute nelle numerose attestazioni di cordoglio da tutti i partiti  e da quanti lo hanno conosciuto.

Per il presidente regionale Michele Emiliano, Negro era “un uomo mite, onesto, generoso e competente, protagonista di tante battaglie a difesa della Puglia e dei pugliesi. Un compagno di lavoro straordinario, che ti entusiasmava. Soprattutto, aveva una sensibilità che gli consentiva di comprendere da Assessore al Welfare anche le situazioni più complicate”. “Umiltà e gentilezza” evidenziate anche nel ricordo dell’on. Salvatore Capone. Ancora accento sulle doti umane nell’attestazione di cordoglio del gruppo regionale Pd  che sottolinea “il sorriso e la disponibilità con i quali affrontava ogni situazione, ma soprattutto l’impegno e la serietà che metteva nella sua attività politica e professionale”. Nel ricordo dell’onorevole Teresa Bellanova: “Un politico equilibrato, sobrio, capace di equilibrio pur nella distanza delle posizioni politiche”.

Non solo spiccate qualità umane, ma anche competenza politica come sottolineato da Ernesto Abaterusso, capogruppo Art.1 Mdp: “Con lui la Puglia perde oggi un assessore valido, un uomo di spiccata intelligenza, una figura di politico e amministratore appassionato che ha sempre messo al servizio del territorio e dei cittadini il suo impegno e le sue competenze” . Il suo nome resterà legato all’ istituzione del  Reddito di dignità che porta il suo nome come ricordano i consiglieri regionale della Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e  Giuseppe Turco: “Con la scomparsa di Totò Negro la Puglia da oggi perde un uomo esemplare, un uomo dalle comprovate virtù professionali e politiche, ma soprattutto il padre di una legge indimenticabile come il Reddito di dignità che, da oggi, porterà il suo nome”. Piero Rossi, il garante dei detenuti ricorda dell’assessore Negro  “ la particolare sensibilità dell’uomo e la grande capacità empatica di entrare in relazione sia col personale penitenziario che coi detenuti, per le vicende dei quali mostrava sincero interesse”. L’associazione Pronto soccorso dei poveri sottolinea l’ impegno   “sempre in prima linea per aiutare le famiglie in difficoltà anche contribuendo personalmente a pagare le bollette. Per questo, il Consiglio direttivo dell’associazione delibererà per cambiare il suo nome: d’ora in poi  l’associazione si chiamerà “Pronto Soccorso dei Poveri – Salvatore Negro”.

C’è chi ricorda l’impegno di Negro negli anni in cui ricoprì il ruolo di sindaco nel suo paese Muro Leccese. In un post il prof . Paul Arhur  scrive: “Come Sindaco è stato artefice di aver portato Muro Leccese alla ribalta, facendolo diventare uno dei paesi più importanti della Terra d’Otranto per la cultura, per la storia, per l’archeologia, e non solo. E’ stato anche un grande amico. Spero che tutti si ricorderanno di quello che hai fatto”.

GALLIPOLI – Brindisi con il “Rosatellum” in Transatlantico tra Rocco Palese ed Ettore Rosato. Il primo (di Acquarica del Capo) parlamentare di Forza Italia ha, infatti, omaggiato il collega triestino, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati, con un vino realizzato “ad hoc” dalla cantina pugliese Li Cuti, della famiglia Coppola di Gallipoli, per ringraziarlo dell’ultima legge elettorale ormai nota come “Rosatellum”, dal nome del suo promotore. Assonanza colta al volo della cantina Li Cuti e dall’onorevole Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera. «Grazie a questa legge vinceremo le elezioni. Ancora grazie mille!», ha affermato Palese nel consegnare a Rosato, davanti ai cronisti parlamentari incuriositi, sei bottiglie del rosé che sull’etichetta hanno pure la sua foto. Rosato (l’onorevole) ha accettato lo “scherzo”sorridente ringraziando per l’inedito regalo.

MURO LECCESE – È scomparso, a soli 64 anni, l’assessore regionale Salvatore Negro. La notizia si è diffusa nella mattinata a Muro Leccese, suo paese d’origine dove mercoledì 15 novembre si terranno i funerali, ed è stata comunicata dal presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e dal governatore Michele Emiliano poche ore fa in apertura dell’assise consiliare convocata per quest’oggi ma, ovviamente, rinviata. «Totò Negro era una bella persona, aperto, sensibile, di buon carattere, di rara umanità», questo il commosso ricordo di Loizzo dell’assessore al Welfare battuto da un male incurabile.
Nato il 2 gennaio 1953 a Muro Leccese, dove risiedeva, Negro (laureato in architettura), ha iniziato la carriera politica nella Democrazia Cristiana, è stato eletto nel 1980 nel Consiglio comunale del suo paese, di cui è stato sindaco per due mandati, dal 1995 al 2004. Il quinquennio successivo lo ha visto vicepresidente della Provincia di Lecce, fino al 2009.
Nel 2010 ha avviato l’esperienza in Consiglio regionale, con l’elezione nelle liste dell’Unione di Centro. Fino al termine della legislatura ha presieduto il Gruppo consiliare, partecipando anche all’attività delle commissioni consiliari allo sviluppo economico ed ai servizi sociali. L’impegno in materia sociale è continuato nella decima legislatura regionale. Confermato nella circoscrizione di Lecce, nella lista “I Popolari”, ha assunto la responsabilità dell’assessorato al Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità nella Giunta Emiliano. Altri incarichi lo hanno visto componente del Consiglio dell’Ordine degli architetti di Lecce, di cui ha assunto la vicepresidenza dal 1989 al 1992, del Consiglio nazionale dell’Unione delle Province italiane (Upi) e del direttivo regionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

Flavio Fasano

Gallipoli – Assolto dall’accusa di abuso d’ufficio; prescritti gli altri capi d’accusa relativi a falso ideologico, corruzione (di altri due casi ne era uscito già assolto), turbativa d’asta: dopo nove anni di indagini e processi (non solo quello di primo grado in cui era stato condannato a 3 anni e sei mesi), Flavio Fasano può ritenere chiusa una vicenda che ha influito e tornerà ad influire – in senso positivo questa volta – sulla sua carriera politica.

Può rientrare in Consiglio, per la seconda volta. L’ex assessore provinciale finito sotto processo con gli esiti finali di oggi, può adesso tornare in Consiglio comunale. Sarà la seconda volta, per la verità, dopo il decreto del prefetto del 3 agosto che ne aveva impedito la convocazione alla seduta di insediamento dell’assise cittadina uscita dalle elezioni del giugno precedente. E per la seconda volta ne uscirà Mina Della Ducata, subentrata a Fasano da ultimo nel gennaio scorso. Altri quattro imputati di questa complessa vicenda relativa ad un appalto di cartellonistica ed all’assunzione di un impiegato in un Comune e che ha visto impegnati i magistrati per quasi quattro anni d’indagini, erano stati definitivamente scagionati  nel giugno del 2016; i quattro avevano scelto il rito abbreviato. Quella sentenza oggi appare in qualche modo premonitrice per i sostenitori di Fasano che era tornato in campo per la campagna elettorale comunale sfiorando di circa 200 voti il ritorno a Palazzo Balsamo come Sindaco. Da un presunto danno erariale era stato poi assolto – insieme al Presidente della Provincia Giovanni Pellegrino ed agli altri assessori – dalla corte dei conti di Bari.

Tra gli intrecci della vicenda anche la discusa applicazione della “legge Severino”. Ad intrecciare ancor più i fili dell’inchiesta e dei magistrati giudicanti era intervenuta nel frattempo anche la legge anti corruzione, la cosiddetta “legge Severino”, la cui applicazione ha trovato a Lecce ed altrove non pochi ostacoli e interpretazioni. Ma oggi è tempo di sollievo e di qualche sassolino che ovviamente Fasano non rinuncia a togliersi dalle scarpe: Dopo ben nove anni  di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere – scrive in una nota – finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato”. Ringrazia il suo avvocato (Andrea Fares del Foro di Milano) che ha “nel merito evidenziato la falsità delle accuse come anche la distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità”.

La prescrizione cancella senza processo “ma la colpa è dei magistrati”. E quasi per prevenire l’obiezione circa la prescrizione (cioè la scadenza dei termini di legge entro cui portare a giudizio una causa) che in pratica cancella i presunti reati, Fasano risponde: “Vale solo la pena evidenziare come la prescrizione è solo il frutto di una gravissima patologia del processo che vede come unici responsabili gli stessi magistrati che per loro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale”.

Il pensiero più caro a “Gallipoli Futura” in crisi. Un ringraziamento finale è riservato al movimento cittadino che l’ha sostenuto “ed ha sempre creduto in me e sofferto con me durante questa lunghissima ingiustizia, in particolate a tutti i componenti di Gallipoli Futura”. La restituzione a tutti gli effetti del leader non si sa però se avrà, dal punto di vista politico, la forza necessaria per un rilancio dell’associazione politico-culturale, attraversata da alcune mesi da nodi politici difficilmente districabili circa la linea da tenere nei confronti dell’Amministrazione Minerva (lotta frontale o atteggiamento critico ma propositivo) e dall’abbandono tre mesi fa di un consigliere passato al gruppo misto.

GALATONE– Distinguo e prese di posizione all’interno del Partito democratico. Anche a Galatone, come in altre realtà nazionali, dove il recente cambio nella segreteria cittadina ha dato il “la” alle diverse anime del partito. In forte polemica con l’Amministrazione comunale e con il gruppo dirigente locale risulta la posizione del segretario uscente Luigi Maglio, lo scorso 19 ottobre battuto alle elezioni per la segreteria del circolo cittadino dal 29enne Cosimo Vetere. «Il Pd di Galatone che vogliamo – afferma il neosegretario – lavorerà in modo trasparente e plurale, con metodo votato all’attivismo e all’iniziativa, al fine di coinvolgere la cittadinanza con la partecipazione ed acquisire maggiore efficacia nell’azione sul territorio. Si parte, quindi, con l’obiettivo di aprire il Pd a tutta la comunità». Sessanta le preferenze Vetere contro le 20 dell’uscente Maglio, il quale commenta: «Prendo le distanze da un gruppo che ritengo politicamente “inaffidabile” pur avendo sostenuto convintamente Flavio Filoni e aver retto il partito prima e dopo la sua elezione, mettendomi a disposizione della causa. Mi era stato chiesto di fare un passo indietro – rivela – offrendomi la presidenza della sezione, ma ho rifiutato chiarendo che una elezione è sempre sintomo di democrazia». Secondo Maglio, che già alle ultime Regionali fu molto critico con i vertici del partito, “anche a Galatone si dovrebbe pensare a un polo di sinistra alternativo al Pd”. L’appello sembra rivolto soprattutto al gruppo “Galatone Bene Comune”, che con il candidato Sebastiano Zenobini alle ultime amministrative ha sfiorato il 7 percento e non risparmia le sferzate alla maggioranza.

Insieme al giovane neosegretario, si è insediato anche il resto dell’organo dirigente: la vicesegretaria Veronica De Mitri, i segretari organizzativi Alessandro Vinci e Antonio Ramundo, la responsabile rapporti esterni Annamaria Monaco e la responsabile della comunicazione Eugenia Testa, oltre al tesoriere Cosimo Migali.

Nardò – Che c’entrano, nella contesa politica neretina, un videogioco, Pinocchio e gli zombie? Prima di rispondere va detto che esiste una forma di comunicazione che la tecnologia finora non è riuscita a soppiantare: i manifesti per strada. Lo sa bene il sindaco Giuseppe Mellone, che a sua firma ne commissiona parecchi dai tempi in cui era consigliere comunale d’opposizione, fino ad aver contagiato oggi anche gli avversari. Così da diversi mesi maggioranza e opposizione se le “suonano” non solo in aula consiliare, sui giornali e sul web ma anche riempiendo le plance pubblicitarie di slogan e fotomontaggi che irridono le “truppe nemiche”, sfociando a volte in denunce e querele. Vediamo le ultime affissioni. Il 5 ottobre il Pd per accusare Mellone di trasformismo si affida a Pac-Man, popolare videogame degli anni Ottanta. Imitando la grafica del noto gioco elettronico, dove per vincere vanno “mangiati” i pallini disseminati per strada, nel manifesto dem il “mangiatore” è “Andare Oltre”, partito del sindaco, che divora le altre liste di maggioranza. Pochi giorni dopo replica, sempre con manifesto, “Andare Oltre”: richiamandosi alla vittoria di Mellone alle elezioni comunali 2016, stavolta Pac-Man “mangia” il Pd.

Altra vicenda, altra affissione. Il 30 ottobre apre i battenti il servizio di Senologia clinica presso il Presidio territoriale di assistenza (Pta). L’inaugurazione è preceduta da un manifesto del Sindaco nel quale il Presidio sanitario viene definito “Ospedale” e il servizio in attivazione un “Reparto”. L’opposizione urla alla truffa semantica e diffonde un manifesto con Mellone raffigurato col lungo naso di Pinocchio, non essendoci più né l’ospedale né quindi i reparti.

Finita qui? Macché! Il 5 novembre manifesto-controreplica di “Andare Oltre”, coi consiglieri comunali di opposizione definiti a caratteri cubitali “Vecchi mostri” e i loro volti trasformati con un espediente grafico in zombie colorati di verde. Mentre qualcuno ipotizza querele, la città comincia a chiedersi a chi giovi questo clima. Tipografi a parte, s’intende.

 

 

CASARANO. Due Consigli comunali in meno di 24 ore e a Casarano scoppia la polemica. Dopo l’Assise di giovedì 2 novembre (con all’ordine del giorno solo l’approvazione del progetto “Biblioteca di comunità) è, infatti, partita la convocazione anche per venerdì 3, in seduta “straordinaria e urgente”, per la necessaria “rinegoziazione” dei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti. Scadenza “ampiamente prevedibile” e quindi da programmare in tempo debito, secondo le forze di opposizione. «L’urgenza è stata determinata dal fatto che proprio il 3 novembre scadeva il termine che la Cassa depositi e prestiti aveva concesso agli Enti (scadenza peraltro già sfuggita nello scorso aprile). Questo episodio è emblematico dell’incapacità e dell’improvvisazione che sinora ha caratterizzato l’azione amministrativa: si naviga a vista, si vive alla giornata», affermano in una nota, dai banchi dell’opposizione, Mauro Memmi, Attilio De Marco, Umberto Totaro e Luigi Bartolomeo. Gli stessi consiglieri ricordano anche “l’illegittimo insediamento alla carica di presidente del Consiglio comunale, la mancata attivazione della mensa scolastica nei tempi dovuti, le commissioni ancora senza presidenza”.
Lo strettissimo lasso di tempo tra la i due consigli, e tra la convocazione delle relative commissioni, viene evidenziata anche dal 5Stelle Enrico Giuranno il quale afferma: «Ancora una volta il messaggio tra le righe è chiaro: “se proprio non hai nulla da fare e puoi venire ce ne faremo una ragione, ma se non vieni è meglio!».

MATINO – Nuovo segretario cittadino per il Partito Democratico di Matino. Il congresso celebrato in questi giorni ha indicato Luigi Antonio Coppola, 53 anni avvocato, già consigliere comunale e coordinatore di “D.L. – La Margherita”. «A lui il compito “non semplice di ridisegnare un percorso di partecipazione per il Partito Democratico di Matino, che non ha mai avuto vita facile nell’ambito della dialettica politica cittadina», affermano i Dem. «Ho accettato questo ruolo con entusiasmo, ma con la consapevolezza – afferma Coppola – che ci sia molta strada in salita da percorrere. Obiettivo prioritario ritengo sia quello di unire, superando vecchi e nuovi ostacoli ed incomprensioni, in nome di un grande e partecipato progetto politico cittadino, che possa portare alla riscoperta dello “strumento Partito”, al servizio del cittadino e della comunità».Il congresso ha poi designato Emanuele Romano, 38 anni avvocato, quale delegato all’Assemblea provinciale del partito, “con il compito ulteriore di promuovere e coordinare la nascita a Matino dei “Giovani Democratici”, l’organizzazione giovanile del Partito Democratico. Tra gli altri, nel direttivo anche Antonio Marsano (tesoriere), Giorgio Simone, Mirko Vitali, Daniela Angiulli e Giorgio Muci. La sede del partito è in via Trieste 4.

ALEZIO – Con la prima nota ufficiale, danno appuntamento nella sede di via Matteotti “per dialogare e confrontarsi su problemi, proposte, iniziative per il paese” i promotori del movimento civico “Grande Alezio”, che nei giorni scorsi si è presentato guardando alle elezioni comunali di primavera prossima. Dal gruppo si annunciano tavoli di discussione tematici quali “innovazione tecnologica, attività produttive, sociale, settore tecnico”. Durante la presentazione hanno preso la parola Salvatore Magno, Roy De Santis, Piero Stanca, Fabio Minerva, Teresa Perrone, Francesca Paglialonga, Massimiliano Gianfreda, Andrea Barone, Elisa Conversano. I prossimi appuntamenti in sede: giovedì attività produttive; venerdì settore tecnico, imprese e operatori del settore edile.

Voce al Direttore

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