Home Temi Politica
Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

Nardò – Impianto di compostaggio. Anzi no, solo di smaltimento plastica. Nel già infuocato dibattito cittadino interviene anche l’ex sindaco di Nardò, l’avvocato Marcello Risi con una rivelazione non proprio di poco conto.

Riassunto delle puntate precedenti su di un tema delicato La Regione Puglia annuncia nei giorni scorsi la costruzione, a breve, di un impianto di compostaggio a Soleto o a Nardò. Da entrambe le comunità partono preoccupazioni e richieste di chiarimenti. A Nardò protesta l’opposizione, consiliare e non. Alcuni pezzi del centrosinistra locale invitano alla mobilitazione contro l’ipotesi dell’impianto neretino. Il sindaco Giuseppe Mellone contrattacca e assicura: a Nardò non nascerà alcun impianto di compostaggio, la sede scelta dalla Regione è Soleto; due giorni fa annuncia di aver querelato i cinque consiglieri di minoranza e il segretario del Pd neretino per “procurato allarme”. Un impianto per accogliere rifiuti però Nardò lo avrà comunque ed è lo stesso sindaco a rivelarlo: «A Nardò – scrive su Facebook – si tratterà la plastica puntando sull’economia circolare».

“Solo plastica? Ma il Comune aveva chiesto anche l’altro” In campo scende oggi l’ex sindaco Marcello Risi che, carte alla mano, va all’attacco di Comune e Regione. «La devastante coppia sindaco Mellone e governatore Emiliano – attacca Risi – ha deciso: Nardò avrà sul suo territorio un nuovo impianto di trattamento di rifiuti. Secondo le notizie più aggiornate, sarà un centro per selezione e trattamento della plastica al servizio di almeno tre province e sorgerà a Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro, a circa quattro chilometri dalla località marina). Premesso che gli impianti sono necessari, che se i rifiuti si producono poi vanno smaltiti e trattati (e preferibilmente riciclati) e che i ritardi della Regione nel settore sono il risultato di decenni di politiche assolutamente inadeguate, restano grandi punti interrogativi. Perché prima di realizzare nuovi impianti nella nostra città – domanda Risi – non si bonifica definitivamente la discarica di Castellino (foto sopra), a due passi dal centro abitato, fra Nardò e Galatone?». E’ più o meno la stessa richiesta avanzato dal consigliere regionale Cristian Casili, anch’egli rampognato dal Sindaco. Per Risi l’Amministrazione comunale “non in grado di farsi ascoltare e subalterna al potere regionale” mentre quella regionale è “rapida sulla realizzazione del nuovo impianto (già funzionante nel 2020), ma si nasconde dietro infinite improbabili analisi e irritanti rinvii quando si chiede conto di Castellino”. Il colpo è in coda: «Il sindaco Mellone – sottolinea Risi – si era candidato per ospitare a Pendinello un impianto di compostaggio (trattamento rifiuti umidi), ma in Regione la domanda del Comune di Nardò (arrivata per prima) è scivolata all’ultimo posto della graduatoria (il sesto). L’impianto sorgerà così a Soleto (nonostante Mellone)».

“E’ la Regione che non ha voluto, non il Sindaco”. E spunta u n altro disco rosso L’interesse per il compostaggio, smentito dal Sindaco Mellone nella polemica di questi giorni, viene ripreso e rilanciato in rete dal consigliere Lorenzo Siciliano, il quale pubblica i documenti regionali. «Il mega impianto per lo smaltimento della frazione organica – scrive Siciliano – non verrà realizzato a Nardò non perché il Sindaco o qualche suo sodale ha evitato che ciò avvenisse. Tutt’altro. Il Comune di Nardò è stato il primo Comune in Puglia a presentare una candidatura per accogliere questo tipo di impianto attraverso una manifestazione d’interesse del 25 gennaio 2018. È stata la Regione Puglia a non ritenere idoneo il sito del Comune di Nardò per diverse ragioni, tra cui l’incompletezza della documentazione inviata, tanto da relegare l’ente all’ultimo posto con il minor punteggio. Di più. Con quella manifestazione d’interesse, Mellone ha disatteso una delibera di Consiglio comunale, la n. 25 del 2006, che al punto 2 del deliberato “manifestava con fermezza l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Nardò.”».

Nelle ultime ore si è espresso infine anche l’ambientalista Massimo Vaglio, due anni fa sostenitore dell’attuale primo cittadino ma col tempo allontanatosi da quest’ultimo proprio per le forti divergenze in materia ambientale. «A proposito dell’impianto di trattamento plastica che tante polemiche sta suscitando in città – scrive Vaglio – ritengo che il luogo prescelto (“Pendinello”, ndr) sia ideale per insediare una ennesima attività non di certo salubre, essendo lo stesso già gravemente contaminato dalle diossine generate dalla ex discarica cittadina di rifiuti solidi urbani indifferenziati, dove per decenni gli stessi sono stati smaltiti tramite combustione. Quindi – conclude Vaglio con amarezza – meglio sporcare sullo sporco, se proprio lo si deve fare, che sporcare altri luoghi puliti!».

Luigi Rizzello

Spongano – I fuochi d’artificio hanno salutato domenica notte la vittoria di Gigi Rizzello e la sua lista Progetto Spongano. Non ce l’hanno fatta i due contendenti: Salvatore Donno con la lista UniAmo Spongano e Alfredo Marti con Uniti per la Svolta. Vittoria netta per Gigi Rizzello con 1.051 voti (43,64%), Donno si è fermato a 714 (29,65%), Marti a 643 (26,70). Ma l’emozione per il risultato si avverte ancora nelle parole del neosindaco: «A livello personale – dice Rizzello – sento di dover dedicare questo traguardo ai miei familiari, alle mie due figlie e in particolare a mia moglie. Dedico l’intero successo del gruppo alle persone che ci hanno sostenuto fin dal primo momento e non ci hanno mai più lasciato soli». Un successo che li ha lasciati increduli: «Siamo ancora sorpresi del risultato raggiunto e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno creduto nelle nostre idee! Grazie grazie grazie!» scrivono i supporters sulla pagina fb della lista dando appuntamento al comizio di ringraziamento in piazza Vittoria.

Campagna all’insegna della partecipazione È stata una campagna partecipata, complice l’uso dei social da parte di tutte e tre le liste. Anche gli sponganesi che erano fuori, impossibilitati a tornare in paese, hanno avuto la possibilità di seguire la competizione. Non sono mancati i tradizionali comizi e gli intramontabili santini: «Durante la campagna elettorale, specie all’inizio – sottolinea Rizzello – abbiamo trovato difficoltà nel far comprendere un diverso modo di fare politica: un gruppo di cittadini uniti, liberi, aperti all’ascolto e al confronto democratico». D’altronde tutto il programma elettorale era incentrato sul coinvolgimento attivo dei cittadini: «Abbiamo proposto un programma concreto e realizzabile incentrato sul coinvolgimento diretto dei cittadini. Vogliamo partire da questo concetto, dalla voglia di creare corresponsabilità: questo è il punto di partenza tangibile che ci permetterà di far crescere la nostra comunità». Il neo sindaco punta su “un grande lavoro di squadra che ci porterà ad individuare diversi ambiti di intervento e diversi progetti”.

La squadra al lavoro In questi giorni tutta la squadra è al lavoro per realizzare il primo intervento: «Stiamo lavorando per valorizzare gli spazi già esistenti destinati a famiglie e ai bambini e agli anziani: arriva l’estate ed è giusto offrire degli spazi idonei e attrezzati. Subito dopo ogni assessore e consigliere deciderà su quale proposito porre l’attenzione nei prossimi mesi». Il gruppo degli eletti è pronto a lavorare: «Già da lunedì scorso abbiamo iniziato a confrontarci e a tracciare le linee guida della nostra futura azione amministrativa; nei prossimi giorni – assicura Rizzello – ufficializzeremo tutte le deleghe e gli incarichi. Ci preme sottolineare che nella nostra squadra saranno presenti soprattutto i cittadini, tutte le persone che avranno voglia di contribuire al bene di Spongano». Si torna, così, al punto di partenza: tutti attivi e corresponsabili per il futuro del paese.

Nardò – Dopo gli attacchi rivolti al sindaco Mellone da consiglieri regionali e comunali sull’impianto di trattamenti dei rifiuti, non poteva mancare la replica del diretto interessato. Tutto è nato quando la Regione Puglia annuncia la realizzazione di un impianto di compostaggio a Nardò (in località “Pendinello” a Sant’Isidoro) o a Soleto. Da qui dubbi e perplessità, manifestate tra gli altri dai neretini Cristian Casili (consigliere regionale M5S), Giovanni Siciliano (ex consigliere provinciale di centrosinistra) e Lorenzo Siciliano (figlio di Giovanni e consigliere comunale Pd). Nel mirino finiscono così il governatore Emiliano e il sindaco Giuseppe Mellone, accusati di voler trasformare la marina di Sant’Isidoro da località turistica a sede di conferimento rifiuti e di non aver ancora agito per la messa in sicurezza della discarica di Castellino.

Replica al vetriolo alle critiche di Casili e Siciliano Il primo cittadino smentisce la nascita dell’impianto a Nardò e ribadisce che la sede scelta per il compostaggio è Soleto. «Leggo – aggiunge poi il primo cittadino, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa risalente alle ultime elezioni politiche – rilievi e appunti al sottoscritto sulla prospettiva di un impianto a Nardò da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili. Rilievi che, pur se ben confezionati, appaiono simili a discussioni da bar. Proprio sull’ambiente, non solo non abbiamo mai avuto un sostegno tangibile dal nostro rappresentante in Regione, ma continuiamo a subire un inutile ronzio, al quale, fino ad oggi, non ho mai risposto. Ma ora i 5 Stelle, con la Lega, governano l’Italia e io posso far finta di dimenticare le sciocchezze inaudite dette da Casili per contestare i rapporti di collaborazione tra la Lega, il mio movimento e la mia maggioranza, ma non posso chiudere gli occhi su un fatto importante: oggi il Ministro dell’Ambiente è del Movimento 5 Stelle. Le politiche ambientali e dei rifiuti, quindi, dipendono da scelte del movimento di cui fa parte il consigliere regionale Casili».

“Da domani il riciclo della plastica” Se a Nardò il compostaggio non si farà, lo stesso non si può dire per il trattamento della plastica: «A Nardò da domani ricicleremo la plastica – aggiunge il sindaco – con occasioni di sviluppo per una filiera a economia circolare. Inoltre portando l’umido a Soleto, abbattiamo i costi di trasporto. Tutto a vantaggio dei cittadini». Mellone riserva poi una replica anche a Giovanni Siciliano, che aveva invitato alla mobilitazione popolare contro l’eventuale impianto di compostaggio: «Non mi stupisce vedere che Casili – prosegue il primo cittadino – sia appaiato a vecchi politici della “generazione Castellino”, come Giovanni Siciliano, padre di altri mille disastri e calamità politiche per la Nardò degli ultimi venti anni, protagonista del peggiore Pd nostrano del quale, forse, è esponente».

La controreplica di Casili «Mi spiace aver precisato al Sindaco e al suo compagno Emiliano – ribatte subito il consigliere regionale pentastellato – di mettere in sicurezza quanto prima e una volta per tutte la discarica di Castellino: tanti tanti annunci e ancora pochi fatti. Mellone la prossima volta si scelga Compagni migliori di Emiliano che si è dimostrato il peggior governatore di sempre».

Nardò Bene Comune: “Benefici e bonifiche? Mai visti da queste parti”  «Un impianto nella bella marina di Sant’Isidoro – scrive il movimento politico presieduto da Antonio Manieri – che dovrebbe portare “benefici” alla comunità: ovviamente non in termini di salute e di bene comune, ma solo di riduzione tariffaria. Una storia, quella dei benefici mai goduti, terribilmente simile a quella che portò alla nascita del vero eco-mostro di Nardò e cioè la discarica di Castellino mai bonificata, simile alla bugia dello scarico zero a Torre Inserraglio, simile all’ormai sfumata bufala degli idrovolanti che avrebbero dovuto portare da Santa Caterina a Corfù. La promessa di un taglio in bolletta in cambio di un impianto “a casa nostra”, insomma, ha l’odore acre del fumo negli occhi. Una cosa del genere, prima di dare l’ok e ratificare accordi con la Regione, richiederebbe incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare bene la questione e ascoltare il punto di vista di cittadini e portatori di interesse. Non stiamo mica decidendo di fare una rotatoria! »

Mellone denuncia tutta l’opposizione. Il Pd chiama i giornalisti Finita qui? Certo che no. Ieri 14 giugno i cinque consiglieri comunali di opposizione (Siciliano, Piccione, My, Marinaci e Falangone) chiedono la convocazione della Commissione Ambiente per parlare, si legge nell’oggetto, “della probabile realizzazione di un impianto di compostaggio in località Pendinello” e stamattina il segretario cittadino del Pd, l’avvocato Salvatore Falconieri, ha annunciato per domenica 17 giugno una raccolta firme a Sant’Isidoro contro l’impianto di compostaggio. Due episodi che hanno nuovamente fatto infuriare il sindaco Mellone. Poche ore fa il primo cittadino è tornato sull’argomento annunciando stavolta di voler querelare per procurato allarme tutta l’opposizione consiliare neretina. «Ho proceduto quest’oggi – ha dichiarato Mellone – a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Stanno da ore parlando di un impianto di compostaggio a Nardò e preparano conferenze stampa, sit-in e richieste di commissione sul nulla! Ancora una volta un atto utile solo a scatenare odio sociale e paura, montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. L’impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti». Nel frattempo il Pd neretino conferma per le 19.30 di oggi una conferenza stampa nella sede del circolo in piazza Pio XI.

Nardò – Si terrà oggi la discussione in Regione sui tre impianti di compostaggio di prossima realizzazione in Puglia: uno nel Foggiano, uno tra Brindisi e Taranto e un altro tra Nardò e Soleto nel Salento. Quest’ultimo scatena il dibattito nel territorio, con esponenti politici che di vario orientamento ,a che chiedono una riflessione maggiore sul tema delicato. Prendono così posizione  i consiglieri regionali Sergio Blasi (Pd) e Cristian Casili (M5S), l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano (Pd).
Blasi: “Positivo che la gestione sia pubblica ma sbagliato farlo a Nardò”. «Sono tre – spiega Blasi – le considerazioni da fare. La prima, positiva, riguarda la gestione pubblica degli impianti. Da tempo, infatti, sostengo il passaggio a una gestione interamente pubblica del ciclo dei rifiuti tutte le sue fasi, dalla raccolta allo smaltimento. E devo dire che questa decisione va esattamente in questa direzione, l’unica possibile per preservare il settore dal rischio di infiltrazioni criminali. La seconda considerazione riguarda la tecnica di compostaggio. Da quanto emerge, lo smaltimento non avverrà per mezzo di un processo aerobico bensì di “digestione anaerobica”. Questo è da evitare». Il riferimento dell’esponente del Pd è alla differenza tra due modalità opposte di “sbarazzarsi” dei rifiuti urbani: il sistema aerobico (all’aria) e il sistema anaerobico (in assenza d’aria). L’aerobico demolisce la sostanza organica in modo “naturale”, senza produrre gas combustibili. Anzi, se con l’aerobico si utilizzano sostanze organiche selezionate, magari provenienti da raccolta differenziata spinta, sfalci e potature verdi, si può ricavare ottimo fertilizzante per impieghi agricoli e florovivaistici. L’anaerobico invece produce gas e percolato liquido inquinante. Il rifiuto esausto viene poi “stabilizzato” in presenza d’aria e, seppur definito “compost”, potrebbe in realtà avere composizione chimica e perciò qualità inferiore al “vero” compost aerobico. Addirittura il sistema anaerobico potrebbe generare altro rifiuto da conferire sempre in discarica. Quest’ultima sembra essere l’ipotesi seguita per l’impianto di Nardò (o di Soleto), che preoccupa Blasi. «Credo che Soleto – prosegue l’ex sindaco di Melpignano – sia più idoneo a ospitare questo genere di impianto, in primis perché Nardò ha già pagato in termini ambientali con la discarica di Castellino e poi perché l’impianto dovrebbe nascere nella splendida marina di Sant’Isidoro, che merita di essere valorizzata con interventi migliorativi anziché con lo smaltimento della frazione umida. Per altro, Sant’Isidoro risulterebbe poco sensata anche dal punto di vista logistico. Soleto, trovandosi al centro del Salento, sarebbe più facilmente raggiungibile dai camion provenienti da ogni parte della provincia, con beneficio per tutti, addetti ai lavori e cittadini. Mi attiverò – promette infine Blasi – affinché anche queste criticità vengano superate, nella convinzione che questi tre impianti di compostaggio pubblici possono rappresentare l’inizio di un nuovo modo di concepire e gestire il ciclo regionale dei rifiuti».
Le reazioni neretine: Giovanni Siciliano, Lorenzo Siciliano e Cristian Casili. Un no all’eventuale impianto a Sant’Isidoro arriva da due ferrei sostenitori di Blasi: l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il figlio Lorenzo, consigliere comunale del Pd. «No all’impianto di compostaggio a Nardò in località “Pendinello” – scrive Giovanni Siciliano su Facebook – a mille metri dalla marina di Sant’Isidoro. Chiedo ai neretini di manifestare il proprio dissenso, se necessario anche attraverso pubbliche manifestazioni». «Nonostante si tratti di un impianto a intera gestione pubblica, dunque rappresentativo di un punto di svolta in un panorama desolante come quello del ciclo dei rifiuti in Puglia – scrive invece Lorenzo Siciliano – i dubbi sono diversi e degni di approfondimento. Innanzitutto perché, da quanto emerge, lo smaltimento avverrà per mezzo di un processo anaerobico; altro punto nodale è la portata di questo impianto, che sarà di circa 55mila tonnellate. Nardò, in tal modo, si candiderebbe a ospitare il rifiuto umido (o plastico, secondo alcune notizie emerse) della metà dei Comuni della Provincia di Lecce. Ritengo inoltre assolutamente inidoneo il sito individuato per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. Chiederò la convocazione urgente – conclude il giovane consigliere comunale – della Commissione Ambiente, alla quale invitare il commissario dell’Ager Gianfranco Grandaliano e il Sindaco Mellone. Su questa questione la nostra attenzione sarà massima». Pochi minuti fa è tornato sull’argomento anche il consigliere regionale Cristian Casili. «Oggi in Regione – ricorda il pentastellato neretino – si discute il piano dei rifiuti per la Puglia. Anche qui si registra il fallimento del Governo Emiliano. Vanno bene gli impianti pubblici, ma perché non puntare su impianti aerobici di dimensioni più piccole? In provincia di Lecce, per esempio, piuttosto che puntare su un impianto anaerobico di 60mila tonnellate potremmo puntare sulla dislocazione di due impianti aerobici più piccoli di 20-30mila tonnellate, uno al centro e uno a sud della Provincia, così da essere anche più facilmente raggiungibili dai comuni conferenti». Una proposta, quella di Casili, che appare in linea con quella avanzata dal suo collega del Pd Blasi. Anche ieri il capogruppo in Regione dei Cinque Stelle si era espresso sull’argomento, precisando così la propria posizione: «Siamo favorevoli a questo tipo di impiantistica, a patto però che vengano date garanzie adeguate e che si sistemino, una volta per tutte, le criticità ambientali pregresse, come appunto la discarica di Castellino e la sua messa in sicurezza, dopo che per anni ha ricevuto i rifiuti di mezza provincia. Quindi Emiliano e Mellone, prima di attivarsi su altri progetti, diano garanzie alla popolazione in termini di sicurezza ambientale e certezza dei ristori».

Gallipoli – Nell’Università del Salento, in occasione delle elezioni del 22 e 23 maggio c’è stato il rinnovo degli organi di rappresentanza degli studenti. Partito così, con qualche ritardo di tropo nel conteggio di voti e seggi, il rinnovo della rappresentanza studentesca in seno ai vari organismo che durerà due anni. Tra questi anche il Consiglio degli studenti: è formato da 28 rappresentanti, uno eletto per ogni corso di studi e, tra le varie materie su cui ha potere, è parte dell’elettorato attivo per l’elezione del Rettore, ha diritto di voto sull’approvazione del bilancio e rappresenta l’Università del Salento in occasione nelle relazioni con i rappresentanti delle altre università. All’interno del Consiglio viene eletto il presidente e il vicepresidente con elezione a maggioranza assoluta.

Nel Consiglio siedono cinque associazioni universitarie: Link – Coordinamento universitario (13 seggi), Studenti indipendenti – Udu (5 seggi), Focus studenti Lecce (5 seggi), Icaro Unisalento (4 seggi), Swip – Social Work In Progress (1 seggio). “Sono contento della mia elezione nel Consiglio degli Studenti, frutto del lavoro svolto soprattutto dai miei compagni nei due anni che hanno preceduto le elezioni di maggio.” Così commenta la sua elezione Lorenzo D’Amico (Presicce), studende di Sociologia e rappresentante nel CdS per l’Area Sociologica eletto con la lista Studenti indipendenti – Udu. Aggiunge D’Amico: “Adesso siamo pronti a lavorare, ripartendo da questo risultato e continuare a crescere.”

È di Matino, invece, il rappresentante nel CdS per l’Area politologica Riccardo Carlino candidato con la lista Icaro Unisalento, studente di Scienze politiche e già rappresentante degli studenti: “L’impegno profuso negli ultimi due anni – dichiara – ha procurato a me e alla mia associazione un ottimo risultato, concedendoci la possibilità di sedere nel Consiglio degli Studenti. L’obiettivo è quello di non disattendere le aspettative riposte dagli studenti nei nostri confronti.”

Lorenzo Liaci studia Lettere moderne ed è stato eletto nel Consiglio degli studenti con la lista Link – Coordinamento universitario che così commenta la sua elezione: “Una grande soddisfazione personale e per la mia associazione, siamo pronti ad impegnarci per il bene degli studenti e del diritto allo studio”.

Ha collaborato Jacopo Sabato

Giurdignano – La gioia era esplosa non appena il risultato aveva cominciato a prendere una forma sempre più corposa a favore di Monica Gravante. Del resto, se i numeri hanno una voce e un senso, c’è poco da interpretare: 978 voti e il 74,39%, di “Sempre insieme verso il futuro”,la lista di cui Gravante era a capo. Dopo la festa i ringraziamenti. Si parte dalla piazza virtuale di Fb: «Non riesco a rispondere a tutti ad uno ad uno per come meritate. Lo farò, però. Siamo un paese semplice ma sempre profondamente capace di valutazioni e scelte intelligenti ed equilibrate. A chi continua a scrivere che Giurdignano non è pronto al cambiamento, voglio soltanto dire che sono rimasti veramente in pochi ciechi e inconsapevoli che il cambiamento è iniziato da un pezzo !…e, mentre continuano a perdere tempo prezioso in questa ostinata ed assurda cecità, Giurdignano, più unita e festosa che mai, continua a cambiare !» scrive su Fb in risposta ai numerosi post di auguri e complimenti.

«Il cambiamento – dice – non è una parola, è una predisposizione e una capacità rivolta prima di tutto verso se stessi: i miei cittadini, sempre in numero maggiore, mi hanno ascoltata e stanno imparando a buttare giù i muri della divisione radicata, la mentalità si sta aprendo e sta cambiando. È una grande conquista e proseguiremo su questa strada, non potrei fare diversamente: andrei contro me stessa». Che i cittadini siano coinvolti, si vede dall’esplosione di gioia registrata in un video: gioia e commozione dopo una campagna elettorale “non particolarmente difficile ma molto bassa, fatta di insulti e pettegolezzi e, quindi, più che difficile “pericolosa” per gli animi dei cittadini”. Termini ricorrenti: i miei cittadini, il mio paese, a cui è dedicata la vittoria: « La mia vittoria è la vittoria del mio paese, la dedico a Giurdignano». Un paese che “ha una sua connotazione turistica – dice – e non è il cagnolino al guinzaglio di nessuno: è il Giardino megalitico d’Italia, uno dei più importanti d’Europa : accoglierà turisti, visitatori e camminatori grazie anche al percorso via Francigena in cui è rientrato”. Ma anche un paese di grandi e antiche tradizioni “come le Tavole di San Giuseppe”.
Subito al lavoro «La mia squadra è prontissima, la scelta è tra i più suffragati. Con me in Giunta le due donne più votate» dice la neo sindaca riconfermata, quindi Gabriella Vilei, già vicesindaco nella passata legislatura e Maria Cristina Accoto. Chiare le idee sui primi interventi da fare: «Lavori negli istituti scolastici, preparazione degli eventi estivi, campi scuola per ragazzi ». Si prospetta un’estate di lavoro per Monica Gravante, ma soprattutto un’estate “condivisa” da tutti i cittadini.

Gallipoli – Articolo 1 – Mdp/Leu si riorganizza a Lecce e in provincia. Il coordinatore provinciale, Salvatore Piconese (foto), Sindaco di Uggiano La Chiesa, ha nominato i dirigenti provinciali che si riuniranno per la prima volta lunedì 18 giugno, alle ore 17.30, presso il coordinamento provinciale di Lecce. Del direttivo fanno parte Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patù, vice coordinatore; Francesca Torsello, Sindaco di Alessano; Matilde Surano, assessore di Melissano; Dori Mengoli, assessore di Soleto; Anna Inguscio, consigliera comunale di Copertino e consigliera provinciale; Nunzio Dell’Abate, consigliere comunale di Tricase, Silvio Merico, consigliere comunale di Uggiano la Chiesa, Francesco Volpe, che ricoprirà la carica di tesoriere, Alfonso Rampino (Trepuzzi), Stefano Prete (Parabita), Daniela Sindaco (Galatina), Gianni Colucci (Lecce), Irene Strazzeri (Lecce), Mauro Maggio (Squinzano), Eduardo Calò (Zollino), Barbara Sergi(Castrignano del Capo), Barbara Marino (Carmiano), Alessandra Boccardo (Nardò), Pierluigi Melcarne (Gagliano del Capo), Monica Viva (Porto Cesareo), Pierluigi Valentino (Leverano) e Antonella Bentivoglio (Gallipoli).

“Si parte con un nuovo gruppo dirigente che, negli ultimi mesi, ha dimostrato, sul campo, competenza, radicamento e passione politica. Affronteremo con grande determinazione – afferma Piconese, già segretario provinciale del Pd prima della scissione – l’attuale fase politica che con la nascita del governo Lega-M5S sposta sempre più l’asse politico nazionale a destra”. Liberi e uguali “dovrà ricostruire il campo progressista e dovrà contribuire alla nascita di un nuovo partito della sinistra in Italia”. Ma senza trascurare le problematiche locali come “il lavoro, l’occupazione e le vertenze sindacali, la Xylella e l’impoverimento del mondo agricolo, la sanità, le infrastrutture e lo sviluppo economico”.

Neviano – Tassa sui rifiuti, Unità cure primarie e scricchiolii in maggioranza: a Neviano il sindaco Silvana Cafaro interviene per dire la sua e per mettere i classici puntini sulle “i”. Dopo l’ultimo Consiglio comunale che ha varato l’aumento della Tari, il Primo cittadino commenta il discusso provvedimento (in questi giorni nuovamente contestato dalle opposizioni) ma dice la sua anche sulla “distanza” palesata dal vicesindaco Raffaele Birtele e sull’ormai conclusa vicenda del trasferimento dell’Unità cure primarie in via Tuglie.

L’aumento della Tassa sui rifiuti Un aumento, quello sulla Tari, che la maggioranza non avrebbe voluto. «Il problema spazzatura è stato seguito da Birtele – sottolinea la Cafaro – e se me ne fossi occupata io sin da subito avrei smontato tutto già dal primo momento. Mi sono trovata a trattare solo alla fine e mi hanno obbligato a firmare, altrimenti sarei stata denunciata. Secondo me il nuovo servizio non partirà nemmeno a ottobre, visto che la ditta ha già chiesto altri 180 giorni a partire dal 31 agosto». Una questione che vede coinvolti tutti i comuni dell’Aro 6, di cui, con Neviano, fanno parte anche Galatone, Seclì, Sannicola, Tuglie, Galatone, Collepasso, Aradeo e Nardò. «Stiamo convocando una riunione dei sindaci – continua il Sindaco – alla quale mi recherò accompagnata da un avvocato e da un tecnico: avevo dato disposizione perché il contratto non fosse firmato, ma siamo stati costretti, e per questioni di Bilancio abbiamo dovuto convocare il Consiglio per la Tari». Il punto all’ordine del giorno, che ha trovato l’opposizione della minoranza di piazza Concordia (dentro e fuori dal Palazzo), era stato ritirato dalla precedente assise: “Ero ancora in trattative e pensavo di non far firmare il contratto a nessuno, ma i sindaci hanno ceduto ingiustamente, come dice anche il presidente Gabellone”.

Capitolo Birtele Sembra destinata a far discutere ancora la posizione del vicesindaco e assessore al bilancio Birtele – il più suffragato alle amministrative di tre anni fa – da qualche tempo assente alle riunioni della Giunta e del Consiglio comunale. «Iniziare dal giorno dopo la mia elezione a parlare di prossima candidatura mi è sembrato eccessivo. È normale questo atteggiamento da parte di un vicesindaco? Per me – si chiede la Cafaro – non è rottura totale ma quando si fa parte di un’Amministrazione, da consigliere o da assessore, bisogna prendersi qualche responsabilità. Per il futuro politico non ho ancora in mente nulla. Questo è già il secondo mandato e quello che mi interessa è lasciare il paese in buone condizioni: da masseria, Neviano è diventata una cittadina».

Unità cure primarie In questi giorni, intanto, è andato definitivamente in porto il tanto discusso trasferimento dell’Unità cure primarie da via Dante a via Tuglie. «Per la questione sono stata dietro al presidente della Regione un’intera giornata, ottenendo garanzie sull’ordinanza», spiega il Sindaco. Il caso sta animando da tempo il dibattito in città anche perché tre consiglieri di minoranza su quattro (tra cui Luigi Stifani, uno dei medici del “supergruppo”) rivendicavano la destinazione d’uso della struttura di via Tuglie (casa-rifugio per donne vittima di violenza), in cui l’Ucp (già da stamattina) è ormai operativo. «Via Dante era un tugurio, non mi premono i medici ma i prelievi che si effettuano lì dentro, le visite cardiologiche e specialistiche, oltre al fatto che in quella sede i dottori prendessero il doppio dello stipendio. L’ex scuola Giovanni XXIII è una struttura nuova e non utilizzata», conclude il Primo cittadino.

Il Consiglio torna a riunirsi Intanto giovedì 14 giugno, alle ore 16, il Consiglio tornerà a riunirsi per discutere cinque punti all’ordine del giorno: tra questi l’approvazione del rendiconto di gestione 2017 e l’approvazione delle bozze dello statuto e della convenzione del Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’Ambito territoriale sociale di Galatina.

Gallipoli – È finalmente giunto il tanto atteso momento – da parte della società sportiva soprattutto – del confronto tra Amministrazione comunale e Gallipoli Football 1909. L’incontro, avvenuto presso gli uffici comunali di via Pavia, ha avuto come tema principale il rifacimento del manto erboso del “Bianco”, condizione necessaria per ottenere l’omologazione dello stadio dalla Figc Puglia, ma non solo. Il Sindaco Stefano Minerva, accompagnato dal consigliere comunale Caterina Fiore e dall’ingegnere comunale Bolognese, ha piacevolmente sorpreso la delegazione giallorossa composta dai soci Jose Buccarella (foto), Stefano Carrozza e Nico Manta (oltre che dagli ingegneri Biagio Ferilli e Antonio Monaco e Davide Di Girolamo) manifestando la piena volontà di dare il via ai lavori di sostituzione del terreno di gioco sintetico, ma anche di ristrutturazione di tribune e ambienti adiacenti.

“Siamo stati sempre ottimisti – commenta Jose Buccarella, amministratore unico del Gallo -. I tempi dipenderanno ora dalla burocrazia, ma il Sindaco ci ha presentato un piano concreto che prevede la partecipazione al bando del protocollo d’intesa Anci-Ics. L’obbiettivo è consegnare a squadra e città un impianto completamente ristrutturato e agibile. Il rischio di un nulla di fatto c’è ancora ma oggi ci sentiamo più sicuri e possiamo guardare avanti. La società si ritroverà a breve per fare il punto”. Il bando fa capo all’iniziativa “Sport Missione Comune 2018” e si aprirà il 5 luglio. Prevede l’ammissione a contributi per il totale abbattimento degli interessi su mutui per il finanziamento di progetti di impiantistica sportiva stipulati con lo stesso Istituto di credito sportivo.

In una nota sul proprio sito ufficiale, il Gallipoli calcio ha poi ringraziato Sindaco e Amministrazione per la disponibilità e sensibilità dimostrate. (foto Massimo Coribello)

M.C.

Nardò – Nuovo regolamento per la tanto attesa ztl (zona a traffico limitato) nel centro storico: se ne parla oggi, 13 giugno, alle 19 al Chiostro dei Carmelitani di corso Vittorio Emanuele. Relatori l’assessore alla Polizia locale e alla Mobilità Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia Locale Cosimo Tarantino e il consulente per il Piano urbano della mobilità sostenibile, Cosimo Chiffi. Durante l’incontro verrà presentato il nuovo regolamento per l’accesso alle zone a traffico limitato e alle aree pedonali nel cuore antico della città. L’obiettivo di Palazzo Personè è quello di evitare verticistiche imposizioni dall’alto favorendo in questa decisione, per quanto possibile, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità. Per questo l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a intervenire e proporre osservazioni e suggerimenti per migliorare il nuovo regolamento prima che lo stesso segua il suo iter (commissioni preposte e Consiglio comunale). (nelle foto da sinistra Tollemeto, Chiffi, Tarantino)

«Vogliamo condividere il regolamento con gli interessati e con tutta la città – dichiara infatti l’assessore Ettore Tollemeto – non solo in questo incontro ma per il tempo che servirà ad accogliere il punto di vista di chi vive nel centro storico, ci lavora o lo frequenta. Il regolamento ha un suo impianto già definito e non cambierà nei princìpi di fondo ma ovviamente è migliorabile con contributi utili e costruttivi. Quello che è certo – conclude l’esponente della giunta Mellone – è che dovrà cambiare profondamente l’approccio di tutti a questa zona della città. È arrivato il momento di dimostrare che siamo capaci di stare al passo con le città che da tempo hanno reso i centri storici luoghi profondamente vivibili».

Come si ricorderà, a fine 2017 l’Amministrazione comunale annunciò per il 2018 la chiusura totale al traffico del centro storico già a partire dalla primavera e l’apertura di un presidio di polizia urbana in piazza Salandra per tre giorni a settimana. Un segnale che aveva fatto ben sperare residenti e non solo, specialmente chi abita in zone prese d’assalto dagli automobilisti perché non comprese nell’area monumentale attorno a piazza Salandra, già formalmente chiusa al traffico dal 2015. Ad oggi il presidio di polizia locale è effettivamente attivo ma della tanto attesa chiusura totale al traffico nemmeno l’ombra. Probabilmente sarà lo stesso Tollemeto, domani, a chiarire anche questo aspetto.

Alezio – Cambia volto il Consiglio comunale aletino all’indomani della vittoria di Andrea Barone e della sua lista “Grande Alezio”. L’esperimento civico di orientamento di centrodestra ha convinto gli elettori aletini collezionando 1304 voti. Barone, commercialista e consigliere di minoranza uscente, con i suoi 42 anni è il Sindaco più giovane della storia politica aletina. La parabola centrosinistra targata Vincenzo Romano, partita nel 2008, si conclude invece con 1190 voti e il 35,18%. Dieci anni fa i suffragi erano stati 1888 a fronte di una scelta fra tre schieramenti (Pdl con Cosimo Caroppo e la civica di Sandro Buccarella), mentre nel 2013, quando gli sfidanti erano in quattro, si arrivò a 1865 voti.

Gli eletti in Consiglio Notevole l’affermazione di Roy De Santis, candidato più suffragato con 456 voti e prossimo vicesindaco. Il giovane avvocato è alla sua seconda prova con le urne: già nel 2013 era nella squadra di Rocco Luchina, assieme a Eleonora Romano (182), Fabiola Margari (161), risultate stavolta elette in Consiglio assieme a Gianpaolo Sansò (307), il quale dall’opposizione negli ultimi cinque anni di amministrazione Romano, passa ora tra i banchi della maggioranza. Tra i nuovi volti entrati a far parte dell’assise cittadina ci sono anche Gabriele Bottazzo (127), Fabiana Longo (121), Roberta Toscano (113). Seconda elezione per Teresina Perrone (110), ex consigliere delegato alle Politiche turistiche, ma al comune di Gallipoli, durante l’amministrazione Francesco Errico. La posizione di primo dei non eletti con 100 preferenze è occupata da Massimiliano Gianfreda, tra i fondatori di “Grande Alezio”. Lo seguono Rosario Borra (68), Elena D’aprile (80), Marcello Silletta (50).

L’opposizione di ex e aspiranti sindaci Nuovi ingressi tra i banchi dell’opposizione, ma si tratta di volti noti: riconfermata in Consiglio la presenza di Paola De Mitri, candidata alla poltrona di Primo cittadino ed ex vice di Vincenzo Romano, per dieci anni alla guida del governo cittadino e ora secondo fra i candidati più suffragati con 371 preferenze. I restanti due scranni sono occupati dagli altri aspiranti sindaci non eletti: Rocco Luchina di “Andare Oltre”, al suo secondo tentativo dopo la sconfitta con “Il Popolo delle Libertà” nel 2013 ed ex capogruppo di minoranza nell’assise comunale, e Guido Sansò della civica “Noi per Alezio”, ex segretario della sezione cittadina del PD, da cui il sindacalista ha preso le distanze a gennaio scorso, dimettendosi anche dalla carica di assessore allo sport.

Sorprese e mancate riconferme per “Uniti per Alezio” Votata al cambiamento e al “ricambio generazionale” anche, al suo interno, la lista numero 2 “Uniti per Alezio”, che fa segnalare i risultati positivi di alcune new entry, rispetto alle “performance” di diversi volti noti. Seconda per numero di preferenze nella squadra di centrosinistra è Valentina Longo, con 264 preferenze, seguita a tre punti di distacco da Armenia Cotardo. Entrambe le “sorprese” del voto 2018 sono alla prima candidatura. Sempre tra i più giovani, presente anche alla sfida elettorale del 2013, c’è Dario Urso che porta a casa 135 suffragi. Perdono il loro posto in Consiglio Walter De Santis, assessore alla cultura della legislatura appena conclusa, con 98 voti, e Vittorio Grazioli, presidente del Consiglio comunale, che ne porta a casa 166. Chiudono la lista dei non eletti Cristian De Marco (38), Pamela Ienna (77), Laura Minerva (85), Rosa Sciugliuzzo (48), Assunta Solida (87), Emiliano Tarantino (128).

I non eletti di “Andare Oltre” e “Noi per Alezio” Più votata della lista numero 1 “Noi per Alezio” risulta essere Alessandra Sansò, figlia del candidato sindaco, con 122 preferenze. Il cambio squadra non giova a Ivan Ferrari e Luigi Gaetani, entrambi protagonisti anche della tornata elettorale precedente all’interno, però, di “Uniti per Alezio”. I due candidati raccolgono rispettivamente 73 e 36 voti. Gli altri non eletti: Luigi Alemanno (13), Chiara Blanco (31), Gabriele De Vittorio (53), Giovanni Fuso (18), Marco Martello (25), Alfredo Nigrisoli (6), Serenella Ortis (22), Nicoletta Ingrosso (7). Spicca, nella lista numero tre “Andare Oltre” il risultato dell’agente di polizia Roberto Bramato, che porta a casa 94 voti. Le preferenze espresse dai votanti si suddividono tra i tanti volti nuovi della politica cittadina: Orsola Albano (15), Sara Aquila (47), Anna Rosa Bolognese (45), Simonetta Caporale (19), Fabio Cherillo (31), Veronica Crusi (29), Roberta della Torre (37), Federica Parata (17), Marta Porcino (43), Federico Talà (35), Diego Tarantino (63).

 

Gallipoli – Può capitare: le elezioni di qualsiasi tipo hanno procedure complesse, articolate e lunghe. Per quadrare i conti tra elettori, votanti, schede consegnate e schede utilizzate; schede contestate, verbali, conclusioni, fino alla proclamazione degli eletti la strada non è proprio facile. Ci vuole un po’ d’esperienza, tanta pazienza e savoir faire, soprattutto in capo al presidente della prima sezione, per concludere al più presto il percorso tracciato. Possono però anche capitare incongruenze e imprecisioni che alla fine fanno ammattire, perdere tempo e saltare i nervi. negli undici Comuni andati all’esame degli elettori, in due in questa tornata si sono fatte le ore piccole. In entrambi i casi, peraltro, per una scheda che mancava all’appello ed in Comuni sotto i 15mila abitanti.

Nel caso verificatosi a Salve, un errore non di poco conto era stato commesso proprio all’atto della consegna delle schede ai seggi elettorali. In uno, il numero quattro, ufficialmente ne erano state affidate 1.770, nella pratica erano però 1.669. Per individuare lo sbaglio le schede sono state ricontate ben cinque volte. Avviate le operazioni di scrutinio, sempre nella sezione della scuola di via Carducci, è emersa qualche lacuna relativo all’alto numero di votanti (“oltre gli 800 – rileva una scrutinatrice – mentre le altre sezioni ne avevano più o meno 500”) provenienti dalle “case sparse”: in buona parte di residenti che abitano in altre parti d’Italia. Non ci sono state code, ma le operazioni hanno proceduto a rilento, a volte interrotte perchè – data la presenza di gente affluita qui dagli altri seggi ormai chiusi – non si poteva nemmeno ascoltare ciò che gli operatori del seggio dicevano. Le verbalizzazioni, in conclusione, hanno richiesto l’aiuto di altre sezioni. La proclamazione del nuovo Sindaco, Francesco Villanova, è avvenuta alle 6 suonate da un bel pezzo.

Ad Alezio, invece, l’inghippo ovviamente non desiderato, si è avuto alla sezione due ed è emerso a valle, cioè alla conclusione dello scrutinio ed alla definizione dei totali finali in base alle varie caselle da riempire. Anche qui però mancava all’appello una scheda. Il primo riconteggio – non unico – delle schede messe l’una sull’altra per liste e candidati sindaci (quattro in corsa) – verso l’1,30. Si è andati avanti in questa situazione per un bel pezzo di notte tanto che il nuovo Sindaco, Andrea Barone, è stato proclamato verso le 8. Un’attesa piuttosto lunga e faticosa, insomma, anche se con il dolce in fondo (per chi ha vinto).

 

graziano scorrano

Graziano Scorrano

Sannicola – Il risultato delle urne, con Cosimo Piccione riconfermato alla guida del Comune, mette nuovamente nelle mani della lista “Sannicola Cambia” la maggioranza all’interno del Consiglio comunale: otto sono i seggi nell’assise a favore degli uscenti vittoriosi, contro i quattro dell’opposizione.

Ad entrare in Consiglio tutti gli ex assessori: il vicesindaco Graziano Scorrano (foto) risulta il più suffragato, con ben 844 preferenze; l’ex presidente del Consiglio Ilenia Petrachi ne colleziona 318, mentre 274 sono quelle guadagnate dall’ex assessore all’Urbanistica Giuseppe Monteduro. Non bastano a Mary Cataldi – consigliera uscente – i suoi 209 voti: risulta la nona arrivata nella lista a sostegno di Piccione, e dunque la prima dei non eletti. Tra i volti nuovi spicca l’ottimo risultato di Maria Pia Gioffreda: per la titolare del centro servizi Caaf ben 407 preferenze, seconda nella lista solo a Scorrano. Seguono poi Amedeo Manco (399 voti), Valentina Mercuri (390), Mariangela Marra: per lei 320 preferenze. Ottavo nella graduatoria, e quindi anche lui eletto, è Patrizio Romano, con 232 schede in suo favore. Rimangono momentaneamente fuori, oltre alla Cataldi, i candidati Marta Aloisi (206 preferenze), Anselmo De Filippo (172) e Serena Schirosi (144).

L’opposizione “critica” annunciata da Paolo Farachi dopo la pesante sconfitta, sarà composta per metà (due consiglieri su quattro) da attori protagonisti anche della legislatura passata: oltre al candidato sindaco Farachi, siederanno tra i banchi della minoranza Valerio Nocera (il più suffragato tra i suoi con 427 preferenze) e l’ex vicesindaco Luigi Colella, che si è portato a casa 309 suffragi. Ci sarà anche Luana Moscatello (219 voti), con la casella del primo dei non eletti occupata dalla docente Piera Tarantino (191). Rimangono alla porta anche Daniela Talà (174 voti), Giusi De Filippo (155), Marilena De Stasio (140, Danilo Scorrano (133), Stefano Bidetti (118), Giovanni Mosca (105), Elisabetta Fiorito (102) e Alessandro De Matteis con i suoi 69 voti.

Francesco Villanova

Salve – La conferma è arrivata dopo le 6 e la proclamazione degli eletti poco dopo le 7, ma per chi ci sta provando da una decina di anni, cosa volete che sia una notte in bianco. Francesco Villanova (foto), al suo terzo tentativo, è infatti diventato Sindaco del suo paese, Salve. La sua lista ha preso 206 voti in più del concorrente Nicola De Lecce, espressione in buona parte dell’Amministrazione comunale uscente guidata per due consiliature da Vincenzo Passaseo.

Su un totale di 2.976 votanti, ovvero il 52,75% degli elettori (cinque anni fa la percentuale era stata del 59 circa), i voti dati alla lista numero uno “Con noi per Salve” con Francesco Villanova candidato sindaco ha preso 1.544 voti, mentre la lista numero due “Insieme per Salve città di tutti” con Nicola De Lecce ha preso 1.337 preferenze; in percentuale il 53,59 il vincitore e il 46,40 lo sconfitto. Le schede non valide sono state 95 di cui 26 bianche. Ed ecco le preferenze espresse dai votanti. Per la lista uno: Antonio Cavallo 136; Giulio Cazzato 59; Marco Corciulo 48; Francesco De Giorgi 197; Walter De Blasi 60; Luigi De Solda 74; Giovanni Lecci 303; Nicola Passaseo 62; Matteo Pepe 191; Patrizia Pizzolante 87; Silvana Simone 78; Cosimo Stranieri 56. Per la lista due: Walter Guido Aquilino 56; Concetta Maria Candido 61; Simona Conte 166; Felice Corciulo 69; Fabiola D’Alba 73; Alessandra De Iudicibus 63; Elisa Giaccari 63; Luigi Giccari 47; Luigi Marzo 57; Vincenzo Passaseo 200; Veronica Rosafio 21; Luigi Villanova detto Gino 292.

Il nuovo Consiglio comunale è quindi così composto: Villanova Sindaco; con lui Giovanni Lecci (il più votato), Francesco De Giorgi, Matteo Pepe, Antonio Cavallo, Patrizia Pizzolante, Silvana Simone, Luigi De Solda, Nicola Passaseo; per la minoranza Nicola De Lecce, Luigi Villanova, Vincenzo Passaseo, Simona Conte.

Al telefono il neo eletto sindaco risponde con un filo di voce. “Non ho dormito per niente e alle sette è già fissato un corteo per ringraziare i miei sostenitori in attesa della festa che ci sarà sabato sera – afferma Francesco Villanova – sarò un sindaco da marciapiede”. E alla domanda su quale sia stata la carta vincente risponde: “La vicinanza ai cittadini. La mia è stata la vittoria del popolo. In tutti questi anni ho ascoltato i miei concittadini e ho fatto tesoro delle loro richieste, per poter crescere e far migliorare l’attività amministrativa. Ho messo al centro la dignità dell’uomo, non ho mai smesso di impegnarmi, non mi interessava vincere quanto piuttosto che le mie idee e il mio modo di vedere la vita potesse essere attuato”.

by -
0 357

Giuseppe Maglie

Montesano Salentino – Piazza piena fino all’ultima sera, confronto appassionato e corretto, responso elettorale finale: torna in Comune un amministratore che ci è stato già dal 2003 al 2013, in Giunte di centrosinistra come esponente dell’Udc: “Ma oggi non ho appartenenze” chiarisce il neoeletto Giuseppe Maglie (foto, Uniti per Montesano), che con i suoi 993 voti ha prevalso su Massimo Maglie (Vivere Montesano), fermatosi a 766 voti. E l’82% di elettori votanti. Decisiva sembra essere stata la sezione tre, dove il Maglie eletto ha raccolto 389 suffragi, l’aspirante bocciato 242; comunque il neo primo cittadino aveva prevalso seppure di poche decine di voti anche nelle altre due sezioni.

“Sì, siamo stati il Comune in cui c’è la percentuale più alta di votanti: parto da qui, da un bel momenti di democrazia, e da un confronto serrato ma corretto”, dice Maglie, che nella sua lista “Uniti per Montesano” aveva anche la segretaria locale del Pd, non eletta. Queste le preferenze espresse sulle schede: con Giuseppe Maglie, Antonella Botrugno 41, Donato Contaldi 68, Eros Verardo 200, Giuseppe Fiorentino 192, Antonio Rizzello 79, Rocco Sparascio 54, Luigi Rocco Tarantino 70, Luigi Rizzello 58, Alessandro Verardo 133, Silvano Tempesta 25. Per la lista “Vivere Montesano” (candidato sindaco Massimo Maglie) Tony Maglie 91, Marta Corrado 86, Alessandra Rizzo 88, Mauro Verardo 32, Ezio Margarito 88, Alessio Lecci 187, Francesco Tempesta 97, Daniele Piccinni 26, Paola Solda 38, Francesco Foca 56.

Siederanno in Consiglio comunale quindi per la minoranza Massimo Maglie, Alessio Lecci, Alessandro Verardo, Francesco Tempesta; per la maggioranza col Sindaco Maglie, Eros Verardo, Giuseppe Fiorentino, Donato Contaldi, Luigi Rocco Tarantino, Luigi Rizzello, Antonio Rizzello.

Con la rinuncia alla candidatura del Sindaco e del vicesindaco uscenti, Montesano gira pagina. Con un problema demografico, comune a numerosi altri centri salentini e del Sud. “Da alcuni anni siamo attestati su di un numero di abitanti piuttosto stabile anche se tendenzialmente in calo – dice Maglie – e i giovani continuano ad andare via: c’è da pensare e da operare di conseguenza”. Un altro problema, intanto, è forse più urgente: “Troviamo un Comune sostanzialmente in una situazione di pre dissesto”, sottolinea il Sindaco a poche ore dall’insediamento, che ricorda l’arrivo del commissario ad acta mandato dalla Prefettura l’anno scorso per chiudere i conti di un bilancio. “Occorre rimboccarsi le maniche e lavorare sodo”, conclude fiducioso il Maglie che sorride.

 

Luigi Rizzello

Spongano – Ai cittadini di Spongano chiamati al voto è piaciuto il “Progetto”  di Gigi Rizzello (foto) più della “Svolta” di Alfredo Marti  e dell’“UniAmo Spongano” di Salvatore Donno. Il risultato delle Amministrative del 10 giugno dà la netta vittoria a Rizzello e la sua lista “Progetto Spongano” con 1.051 voti (43,64%), Donno si ferma a 714 (29,65%), Marti a 643 (26,70).  Su 2.422 elettori hanno votato 2454 (71,71%), schede non valide 45 di cui 12 bianche.“Progetto Spongano” avrà in Consiglio comunale otto seggi; due vanno a “UniAmo Spongano” e altrettanti a “Uniti per la svolta”.

I più suffragati nelle lista vincitrice sono stati: Giancarlo Marti (175), Stefano Donadeo (134), Vittorio Alemanno (122), Paolo Paiano (108), Antonio Marti (100), Michele Casarano  (81) Serena Bramato (51 )Marco De Ronzo (51). Della lista di Alfredo Marti hanno preso più voti: Vincenzo Tarantino (154) e  Maria Elena Pedone (86); in quella di Salvatore Donno, Fernando Scarciglia (120) e Vittoria Borlizzi 102.

Il nuovo Consiglio comunale vede nella maggioranza i consiglieri: Giancarlo Marti, Stefano Donadeo, Vittorio Alemanno, Paolo Paiano, Antonio Marti, Michele Casarano, Serena Bramato,Marco De Ronzo.Sui banchi dell’opposizione: Alfredo Marti, Vincenzo Tarantino, Salvatore Donno, Fernando Scarciglia.Stefano Donadeo e Antonio Marti sedevano sui banchi della maggioranza anche nella passata legislatura  del sindaco Antonio Candido; Vincenzo Tarantino nei 5 anni scorsi faceva parte della maggioranza, ora è nella minoranza; Salvatore Donno rimane fisso sui banchi dell’opposizione.

 

Santa Cesarea Terme – Pronunciamento inequivocabile nella corsa per il Comune a Santa Cesarea Terme. l’uscente non solo è stato riconfermato (come accade spesso, per la verità) ma le urne lo indicano primo con un distacco dalla concorrente tanto consistente da poter tranquillamente parlare di doppiaggio. Pasquale Bleve (foto), con la sua lista lista “Insieme con responsabilità” ce la fa con 1.290  preferenze (il 65,82%), e viene riconfermato sindaco per i prossimi cinque anni; la sua maggioranza in Consiglio comunale avrà otto seggi.  Maria Corvaglia con “Costruiamo insieme il futuro” si ferma a 632 voti (34,17%); va quindi all’opposizione con quattro seggi.  Su 2.655 elettori, ha votato il 78,83%; 36 le schede non valide di cui 12 bianche.

I più suffragati nella lista vincitrice sono: Massimiliano Cristiano (189), Simone De Rinaldis (158), Giuseppe Maggio (155),Antonio Giunco (139),Salvatore Damiano (125), Anna Elisa Ciullo (109).Lucio Guida (99), Fedele Corsano (97) che siederanno come consiglieri sul banchi della maggioranza con il sindaco Pasquale bleve . Della lista “Costruiamo insieme il futuro” i più votati sono: Ivan Raffaele Maschio (96), Francesco Elia (72), Sergio De Notarpietro (65) che occuperanno i  dell’opposizione insieme al candidato sindaco Maria Corvaglia. Della maggioranza della scorsa legislatura facevano già parte  come assessori Massimiliano Cristiano e Giuseppe Maggio; come consiglieri con deleghe assessorili  Antonio Giunco e Salvatore Damiano; Anna Elisa Ciullo era assessore di estrazione extraconsiliare. Sergio De Notarpietro, invece,  dai banchi della maggioranza della scorsa legislatura, passa a  quelli dell’opposizione.

Giurdignano – Il paese non cambia, anzi triplica: i voti della candidata vincitrice sono quasi il triplo della sfidante. Così l’avvocato Monica Gravante (foto) viene confermata per i prossimi cinque anni. Si conclude il questo modo la competizione  con Giovanna Accoto, già consigliera d’opposizione, a capo della lista “Impegno e condivisione” . La lista vincitrice “Sempre insieme verso il futuro” ha preso 978 voti (il 74, 39%) e i sette seggi;  la lista “Impegno e condivisione” guidata da Giovanna Accoto si è fermata a 337 voti (il 25, 60%); tre i loro seggi.  Gli elettori sono stati 1764, votanti 1355 (81%), schede non valide 39 di cui 15 bianche.

Della lista vincitrice entreranno in Consiglio comunale: Maria Cristina Accoto (113), Amedeo Ciullo (82) , Alessandro  Cursano (64), Emilio Pantaleo D’Aurelio (62), Fabio Protopapa (90), Gabriella Vilei (313), Antonio Vizzino (46). Gabriella Vilei è stata vicesindaco nella precedente legislatura e si è riconfermata la regina delle preferenze; Emilio D’aurelio, consigliere, aveva la delega al bilancio.  Sui banchi dell’opposizione siederanno oltre il candidato sindaco  Giovanna Accoto, i consiglieri  più suffregati: Cristian De Giuseppe (75) e Salvatore Coia (37).

Cosimo Piccione

Sannicola – Cosimo Piccione è stato riconfermato per altri cinque anni alla guida del Comune di Sannicola.
È così che finisce una campagna elettorale intensa e feroce, con il primo cittadino uscente e la sua lista “Sannicola Cambia” che si impongono sonoramente su Paolo Farachi e su “Futuro Comune”: tra le due fazioni oltre mille voti di scarto, che sanciscono alla fine delle operazioni di spoglio il netto risultato del 63,6 percento delle preferenze a favore di Piccione (2394 le schede collezionate dall’uscente) contro il 36,4 percento dello sfidante (per Farachi e i suoi 1370 voti).

Una giornata elettorale turbolenta, con alcuni tafferugli registrati ai seggi: le forze dell’ordine sono dovute intervenire per sedare un paio di “scambi vivaci” tra sostenitori avversi, prima nel seggio centrale di via Collina e poi anche in quello della frazione di Chiesanuova: vicenda, quest’ultima, che ha visto coinvolto anche il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, negli scorsi giorni attivo a sostegno della lista di centro-sinistra. Anche il silenzio elettorale del sabato era stato teso, con i due candidati impegnati sui social in un botta e risposta sui compensi ricevuti da Farachi per gli incarichi esterni da avvocato affidatigli dal Comune negli anni passati. Nel complesso le operazioni di voto sono comunque filate lisce: sono stati esattamente 3859 i sannicolesi recatisi alle urne nelle sette sezioni allestite tra il centro e le frazioni, e cioè il 63,67 percento degli aventi diritto, un dato in calo – come negli altri comuni – rispetto alla tornata di cinque anni fa.

In serata sono tanti i cittadini ad assistere allo spoglio, molti direttamente all’interno dei seggi: è chiuso il comitato di Sannicola Cambia, i cui candidati attendono il verdetto nell’atrio della scuola di via Collina. Non c’è Cosimo Piccione, che arriva poco prima delle 2, sommerso dagli abbracci e dagli applausi dei suoi sostenitori in festa: “Una soddisfazione grandissima e un risultato eccellente – commenta a caldo il primo cittadino appena rieletto – ma era nell’aria, anche perché abbiamo lavorato bene in questi anni ed era una riconferma annunciata. Devo tutto – afferma il sindaco tra una stretta di mano e una foto – ai miei concittadini che hanno creduto in me, nella squadra e nel progetto”. E sugli avversari: “Non mi aspettavo un risultato così netto, anche perché avevamo tutta la vecchia politica di Sannicola contro quella che io chiamo la lista del popolo. Mi auguro che Farachi faccia un’opposizione costruttiva, diversamente da quella degli ultimi cinque anni: io sono anche pronto al dialogo e alle proposte costruttive. Già da domattina – conclude – siamo di nuovo al lavoro”.

Paolo Farachi passa invece tutta la notte a seguire le proiezioni di voto in diretta insieme ai suoi sostenitori, all’interno del comitato di Futuro Comune, in piazza della Repubblica: già dopo un’ora dall’inizio degli scrutini si respira un’aria di sconfitta alimentata dai dati che arrivano dai seggi.  “Non mi aspettavo una forbice così ampia, vedendo come siamo stati accolti” afferma l’avvocato, che promette di continuare a lavorare per Sannicola: “Siamo pronti a un’opposizione critica, che non significa contraria al paese e al comune, quindi dove ci saranno delle proposte positive per la comunità risponderemo anche noi positivamente ma – afferma – vigileremo perché l’amministrazione operi alla luce della trasparenza, della legalità e della democrazia. Ci aspettavamo che i toni aspri utilizzati – conclude – influenzassero l’elettorato in nostro favore. Non è stato così e prendiamo atto anche di questo, ma ciò non significa che cambieremo i nostri”.

Alezio – Sfida tesissima ad Alezio, dove l’assalto tentato dalla lista “Grande Alezio” pone fine a dieci anni di amministrazione di centrosinistra. A decidere le sorti del paese sono stati sei aletini su dieci, con ancora un calo nell’affluenza: dal 63,95% del 2013, sugli aventi diritto di voto (4663) la percentuale di elettori è stata del 60,55, di dieci punti inferiore alle votazioni di dieci anni fa, quando si recò alle urne il 70,4% degli aletini.

Vittoria dunque dell’ex assessore al Bilancio di qualche anno fa, Andrea Barone, candidato sindaco della civica “Grande Alezio” con il 38,55% su Paola De Mitri, ex vicensindaco alla guida di “Uniti per Alezio” che ha raccolto il 35,18%. A fare la differenza sono 114 voti, a chiusura di un testa a testa serrato in corso di scrutinio: accanto a uno scarto di 20-30 schede inizialmente in due sezioni, la forbice si era ristretta sino a toccare la parità nella prima delle cinque sezioni scrutinate, con 216 voti a ciascuna delle due liste in testa. Lievissimo margine tra i restanti due contendenti alla poltrona di sindaco:  “Noi per Alezio” e Guido Sansò, ex assessore e outsider della lista di De Mitri raccoglie il 13,18% con 446 voti; fanalino di coda per soli quattro voti all’esperimento aletino di “Andare oltre” e il suo candidato Rocco Luchina. Alla squadra del poliziotto aletino va il 13,06%.

“E’ stata una lunga notte, siamo un po’ storditi ma felici – commenta il neoeletto Andrea Barone -. E’ il coronamento di una competizione partita nove mesi fa. Abbiamo raccolto un buon consenso da parte dei cittadini, ma sapevamo sarebbe stato un testa a testa. Non era facile mettere in campo una proposta di cambiamento dopo i dieci anni di governo dell’amministrazione uscente e gia questo è per noi un motivo d’orgoglio. Ringrazio quanti hanno fatto parte di questa squadra, anche chi non entrerà in Consiglio comunale. Ci mettiamo subito in moto per lavorare al bene del paese. Spero in una fattiva collaborazione da parte di tutti”.

Il nuovo Consiglio L’assise cittadina è ora così composta: della lista risultata vincente che si aggiudica i 2/3 dei seggi i nuovi consiglieri saranno Roy De Santis (il candidato che ha raccolto il maggior numero di preferenze in assoluto, con 456 voti), Gianpaolo Sansò (307), Eleonora Romano (182), Fabiola Margari (161), Gabriele Bottazzo (127), Fabiana Longo (121), Roberta Toscano (113), Teresina Perrone (110). Tra i banchi dell’opposizione i candidati sindaci sconfitti Paola De Mitri, Guido Sansò e Rocco Luchina, ai quali si aggiunge l’ex sindaco Vincenzo Romano della lista “Uniti per Alezio”, a cui spettano due seggi. L’ex primo cittadino chiude la sua campagna elettorale da consigliere raccogliendo 371 preferenze.

Il Comune di Sannicola

Sannicola – Sannicola al voto. Saranno aperti dalle 7 alle 23 i sette seggi (tra la sede scolastica di via Collina e l’ex scuola elementare di San Simone) che accoglieranno i circa 4.500 elettori chiamati a scegliere la squadra di governo per i prossimi cinque anni. La sfida, tra le più infuocate che si ricordino, è tra l’uscente Cosimo Piccione (lista “Sannicola Cambia”) e Paolo Farachi (lista “Futuro Comune”.

Sette donne e cinque uomini nella squadra di Piccione: di questi, quattro amministratori della passata legislatura. Sono la psicologa Ilenia Petrachi, 40 anni, negli ultimi cinque anni presidente del Consiglio comunale e assessore alle Politiche sociali. L’altra donna della maggioranza uscente a tentare il bis a Palazzo di Città è la 27enne Mery Cataldi, sotto l’Amministrazione Piccione consigliera e in alcune fasi con deleghe specifiche affidatele dal Sindaco. Anche il numero due del sindaco uscente, il fisioterapista Graziano Scorrano (38 anni), è pronto al verdetto delle urne: nella Giunta si è occupato dei settori Commercio, Sport, Ambente e Promozione del territorio. Deleghe pesanti (urbanistica, edilizia, agricoltura) che ha avuto in mano anche il quarto “ricandidato” tra le file di Sannicola Cambia, il 69enne Giuseppe Monteduro, geometra in pensione, tra i fondatori della lista civica cinque anni fa.

Giovani e agguerriti gli altri volti femminili che corrono con Piccione: è una funzionaria doganale e una commercialista la 41enne Serena Schirosi, dal palco attiva proprio sui temi del bilancio; 28 anni quelli dell’ingegnere civile Marta Aloisi, operativa con la sua professione a Sannicola e nei comuni limitrofi; tra le file di Piccione anche la responsabile del centro per l’assistenza fiscale (e gestore di un bar) Maria Pia Gioffreda, 26 anni per lei. Compirà trent’anni proprio nel fatidico giorno delle elezioni il medico chirurgo Valentina Mercuri, di formazione senese e da quattro anni di nuovo a Sannicola. C’è anche la libera professionista nel campo dell’arte e del restauro Mariangela Marra (35 anni): anche lei – come quasi tutte le sue compagne di viaggio – madre e con una nuova gravidanza in arrivo. Tra gli uomini si annoverano Anselmo De Filippo, 72 anni, sottufficiale in pensione e una grande passione per le gare podistiche; in passato ha ricoperto ruoli in Giunta ma col centrosinistra; il 42enne Patrizio Romano è impiegato nel settore dell’arredamento ed è presidente della Consulta di San Simone; Amedeo Manco (52 anni), funzionario dell’agenzia delle entrate (settore immobiliare) e titolare con la moglie di alcune aziende.

Anche tra i nomi a sostegno di Farachi ci sono ex amministratori che lo affiancano nella corsa alla poltrona più alta di Piazza della Repubblica.  Ha 54 anni Danilo Scorrano, cinque anni fa candidato sindaco uscito sconfitto dal confronto con Piccione, proprio dopo aver superato Farachi alle primarie: titolare di un’agenzia immobiliare, è anche consigliere provinciale e segretario di Sinistra italiana. L’altro consigliere d’opposizione uscente è Valerio Nocera, 45 anni, una vita da sindacalista attivo in tutta la provincia a difesa degli interessi dei lavoratori. Proviene daii banchi dell’opposizione uscente , ma in Consiglio ci era entrato con quelli che oggi sono i suoi avversari: è il revisore dei conti Luigi Colella, 45 anni, per un anno e mezzo è stato vicesindaco della lista di maggioranza, prima del tanto discusso strappo. È segretario locale di “Area Popolare”. Ha una passata esperienza amministrativa anche Stefano Bidetti, 51 anni, architetto che nella Giunta Nocera ha ricoperto la casella dell’urbanistica; guida l’associazione “Rodogallo”. A sostegno di Farachi anche Giusi De Filippo, quarant’anni, commercialista impiegata in uno studio privato e in passato membro della commissione pari opportunità. Ha coordinato lo “Sportello donna”, invece, come membro attuale della commissione, la 58enne Marilena De Stasio: è educatrice professionale Asl e sindacalista nel comparto Sanità, oltre che presidente dell’associazione “Ionia”. Ha 51 anni Elisabetta Fiorito, imprenditrice agricola, vicepresidente della coop olearia di Sannicola; collabora con l’Unisalento per la salvaguardia del pisello riccio. C’è anche Giovanni Mosca, 49 anni, attivo in diversi campi, dall’agricoltura alla ristorazione, dalla logistica industriale alla Pubblica amministrazione. Altro nome squisitamente politico quello della 42enne Luana Moscatello, dal 2016 tesserata con Mdp ma in passato anche segretaria locale del Pd; è impiegata in un’azienda privata e avvocato. Ha 55 anni Daniela Talà, che si presenta con all’attivo numerose esperienze in diversi ministeri sulle politiche attive del lavoro. Nel 2015 ha fondato l’Istituto di Alta formazione dl Turismo Puglia. Ha 59 anni Alessandro De Matteis, imprenditore agricolo nell’azienda di famiglia e agrotecnico che si prefigge di portare nel palazzo le istanze delle frazioni. Infine la docente di italiano e latino Piera Tarantino, 56 anni, attiva con la sua professione al liceo scientifico di Casarano: nella vita sociale, lavora da sempre nell’Azione cattolica, in veste di responsabile ed educatrice.

Sannicola è uno dei 761 Comuni che rinnoveranno i propri Consigli comunali in Italia. Qui cinque anni fa Cosimo Piccione si era imposto su Danilo Scorrano per 2.183 voti su 1.654, 56% contro il 44. A votare si erano recati 66 elettori su cento.

Acquarica del Capo – Il Comune di Acquarica del Capo, con un comunicato dice “No” ai rifiuti del Lazio convocando un Consiglio comunale straordinario per sabato 9 giugno alle ore 18.30, in piazza dell’Amicizia. La Regione Puglia, infatti, con apposita delibera ha accolto formalmente la richiesta della Regione Lazio di trasferimento dei rifiuti indifferenziati da Roma in Puglia presso gli impianti di Foggia, di Cavallino, di Ugento e di Poggiardo. Dalla Regione però, nei giorni scorsi, sono arrivate ulteriori rassicurazioni sul fatto che non sarà interessato l’impianto di Ugento. ”Riteniamo che il territorio e la salute dei cittadini acquaricesi e salentini, non debbano essere ancora una volta svenduti, per questioni di esclusivo interesse politico – spiega nel comunicato, il sindaco Francesco Ferraro”. All’incontro saranno invitati a presenziare il Presidente della Regione Puglia , i consiglieri regionali, il Presidente della Provincia di Lecce, i parlamentari e le associazioni del territorio. “Ci aspettiamo che il Presidente Emiliano e i suoi Assessori vengano in piazza a spiegare ai pugliesi il perché di questa scelta che ancora una volta aggraverebbe ulteriormente il carico degli impianti pugliesi e in particolare quelli salentini – sottolinea il sindaco – compromettendo ancora una volta il nostro territorio”.

Paolo Farachi

Sannicola – Ultimo giorno di campagna elettorale per Sannicola, con i candidati sindaco Paolo Farachi e Cosimo Piccione pronti alla sfida delle urne di domenica 10 giugno. Le rispettive liste “Futuro Comune” e “Sannicola Cambia” si sono date in questi giorni battaglia sui palchi di piazza della Repubblica e delle frazioni, dalle quali tutti i 24 aspiranti ad entrare in Consiglio Comunale hanno parlato ai cittadini, negli ultimi giorni anche con due comizi a sera.
Tanti i temi caldi sul piatto. È aspro lo scontro tra la lista del sindaco uscente e l’ex vicesindaco Luigi Colella, durante l’ultima legislatura passato tra i banchi dell’opposizione e ora uomo di punta degli sfidanti per Palazzo di Città: la scelta di aderire al Gal “Porta a Levante” facente capo all’area adriatico (mentre Sannicola e le sue marina gravitano su quella jonica), la questione del finanziamento per il polo scolastico ottenuta in extremis, le stesse cause dell’allontanamento di Colella dalla Giunta: in più occasioni gli uomini e le donne di Sannicola Cambia, come lo stesso Piccione, e il commercialista sannicolese si sono vicendevolmente chiamati in causa sui risultati portati a casa prima o dopo lo strappo tra le parti. “Non si è mai integrato con la maggioranza, non mi fiderei di lui e in ogni caso il 10 giugno avrà perso politicamente” ha attaccato il sindaco, cui Colella ha

Cosimo Piccione

ribattuto punto per punto lamentando però gravi scorrettezze: “Di fronte alla prospettiva di perdere il potere si è messa in moto la macchina del fango che millantando, minacciando e alludendo, cerca di confondere gli elettori” lo sfogo affidato al suo profilo Facebook. E c’è chi assicura che lo scontro sarebbe sul punto di prolungarsi in ben altre aule.

Poi il bilancio e le opere pubbliche: “Un consuntivo di diciotto interventi” – ribadiscono da Sannicola Cambia – “con un “ndebitamento ridotto di anno in anno”, come sostengono gli uscenti. “La situazione delle casse comunali è pericolosamente malmessa” replicano da piazza della Repubblica Farachi e i suoi, che mettono una serie di punti interrogativi sullo stato di alcune opere e intanto puntano i fari su quelle necessarie nei rioni, mentre Piccione – anche se ormai a ridosso del traguardo – continua a chiedere un confronto diretto davanti ai cittadini: “Facciamolo per affrontare le questioni con i documenti alla mano, anche la Prefettura ha dato il suo parere favorevole, Farachi dice no perché ha paura”. “Molti sono indignati dai toni e dai modi della lista concorrente”, replica lo sfidante. Ultimi – e attesi – appelli al voto stasera, prima del silenzio elettorale di sabato. Poi la parola ai cittadini.

 

Santa Cesarea Terme – Le  elezioni amministrative di domenica prossima assumono per S. Cesarea una importanza particolare per due motivi fondamentali: avvengono alla vigilia della stagione estiva, che per una località marina è il periodo più intenso, e per la presenza delle terme che ne hanno segnato la nascita e lo sviluppo (mancato, per alcuni). Al di là della campagna elettorale, infatti, un dato è sotto gli occhi di tutti: la differenza con le altre marine che negli ultimi anni hanno goduto di maggiori crediti turistici, pur possedendo S. Cesarea delle potenzialità enormi e una tradizione di tutto rispetto. I cittadini di S. Cesarea e delle frazioni, Vitigliano e Cerfignano, sono chiamati a esprimere la preferenza tra due liste, due programmi, due squadre: la prima guidata del sindaco uscente, il medico Pasquale Bleve, “Insieme con responsabilità”, a cui si contrappone “Costruiamo insieme il futuro” con candidato sindaco l’avvocato Maria Corvaglia.

La continuità alla base del programma di Bleve Il programma di Bleve è incentrato tutto sulla continuità nella collaborazione con la squadra per portare a termine le opere iniziate  «Chiedo a tutti gli elettori – dice – la fiducia per riconfermare tutta la mia squadra formata da giovani e meno giovani, alcuni con esperienza amministrativa altri alla prima esperienza, ma tutti animati da una gran voglia di fare bene, di portare a termine progetti già in corso come il consolidamento di tutta la costa di Santa Cesarea Terme per rendere fruibili tutte le nostre discesa mare». Il nodo cruciale di tutti i programmi futuri è senz’altro lo sviluppo delle Terme, in particolare delle Nuove Terme, costruite, mai inaugurate e ora in grave degrado. «Ora che la regione Puglia vende le proprie quote detenute nella società Terme – sottolinea Bleve – è nostro obiettivo acquisire il pacchetto di maggioranza all’interno della società per rilanciare questo gioiello non ancora sfruttato, al massimo anzi… Per quanto riguarda il nuovo Centro Termale stiamo pensando ad una sua conversione in un grosso centro di riabilitazione  per creare nuove possibilità occupazionali».

Identità e sopravvivenza in quello di Corvaglia Il programma della seconda lista “Costruiamo insieme il futuro” si fonda su un aspetto che ha diverse ramificazioni: il problema identitario di S. Cesarea che si materializza nel fenomeno di spopolamento della marina. «Il capoluogo – dice Maria Corvaglia –  ha raggiunto livelli di sopravvivenza preoccupanti. I cittadini, per usufruire dei servizi essenziali, sono costretti a spostarsi nelle frazioni. Per contrastare la tendenza  allo spopolamento riteniamo importante incentivare l’apertura anche durante il periodo invernale delle attività commerciali che offrono servizi fondamentali, incentivandola tramite la riduzione delle imposte comunali. A questo si affianca un consistente programma di rigenerazione urbana, con azioni di riqualificazione del patrimonio  edilizio con interventi di natura culturale e sociale per un miglioramento della qualità della vita. L’apertura invernale delle attività commerciali nel capoluogo  può essere favorita da un processo di destagionalizzazione  del turismo termale». Per le Terme si ritiene prioritario un confronto con la Regione Puglia: «La Società Terme è in un momento di transizione, visto che la Regione Puglia intende dismetterne la partecipazione in tempi brevi. Intendiamo  confrontarci prioritariamente con la Regione Puglia per meglio definire il modo di essere della Società termale e per ridare un nuovo assetto alla località, agli stabilimenti e alla loro utilizzazione, avendo come primo obiettivo la destagionalizzazione. Nessuna scelta potrà essere fatta senza il coinvolgimento dei lavoratori termali e della stessa cittadinanza, considerata la natura stessa del comune di S. Cesarea Terme, sorto per realizzare gli stabilimenti termali e per sfruttare le sorgenti».

Spongano – La campagna elettorale corre sul web, in particolare sulle pagine di Facebook. Metodi tradizionali (comizi, santini, porta a porta), si intrecciano con quello che ormai sta caratterizzando le campagne elettorali a tutti i livelli, l’uso della rete che con le sue maglie raggiunge  anche chi non si scomoda per sentire i comizi in piazza (tanto c’è la diretta Facebook). I tre candidati sindaci, con gli slogan delle rispettive liste, dalla loro pagina annunciano i comizi, presentano la squadra, postano le foto, spiegano le parti del programma.  E intanto accolgono suggerimenti e commenti anche dai concittadini che sono lontani.

“Progetto Spongano” Partecipazione e vivibilità sono le due parole chiave della lista “Progetto Spongano” guidata da Luigi Rizzello, 53 anni, dipendente della Provincia di Lecce. «Il programma amministrativo – dice –  prevede una serie di iniziative per  rendere Spongano un paese vivibile ad ogni età, un luogo ideale per far crescere i nostri figli ed accogliere turisti.  C’è la volontà di creare diverse zone pedonali in prossimità di scuole, piazze e ville, con l’obiettivo di regolamentare anche i limiti di velocità in diversi punti del paese. Attingeremo ai fondi europei per la creazione di piste ciclabili da realizzare sia all’interno del paese, sia come collegamento con i paesi limitrofi. Un paese a misura d’uomo vuol dire anche porre attenzione al decoro urbano, valorizzando il centro storico con il miglioramento di cartellonistica stradale, illuminazione e verde urbano. Un progetto di video sorveglianza servirà a far sentire più tranquilli i nostri concittadini».  L’intervento prioritario e urgente, però, secondo Rizzello è  “coinvolgere i concittadini per anni esclusi dalla vita amministrativa”. «Durante gli incontri rionali abbiamo capito di quali opere pubbliche interessarci, subito: Zona Uro, un parco destinato alle famiglie, allo sport gratuito e accessibile a tutti, e alla cultura. Sono previsti interventi di riqualificazione degli spazi e la predisposizione di zone destinate ai bambini, alla pratica sportiva e ad eventi musicali/culturali. Altra azione importante sarà quella relativa al progetto “Anziani Attivi”: vorremmo valorizzare il futuro centro diurno con l’attivazione di iniziative  ed attività ricreative e formative per anziani».

“Uniti per la svolta” Lo slogan che caratterizza la lista guidata da Alfredo Marti, classe 1964, impiegato, è “Uniti per la svolta”. Per il candidato sindaco la “svolta” deve avvenire prima di tutto “nel rapporto comunicativo con i cittadini”, il  che significa “farli sentire parte attiva delle nostre scelte, dare il giusto valore alla qualità della vita, riqualificare il centro storico e le aree dismesse creando nuovi spazi verdi con la realizzazione di un parco dedicato alle attività ricreative e del tempo libero per le famiglie. Interagire in modo energico con tutte le associazioni locali per la promozione del territorio dando vitalità e visibilità alla nostra comunità”. Nel programma un’attenzione particolare è dedicata alla famiglia . « La famiglia – dice  – sarà sempre al centro delle nostre politiche sociali che si tradurranno in collaborazione concreta a quelle famiglie in difficoltà. Forte sarà l’impegno sulla prevenzione di alcune tematiche importanti come il bullismo, dipendenze (alcol, fumo, ecc,), violenza sulle donne. Molta attenzione sarà data agli anziani, agevolando la loro vita presso il proprio domicilio ampliando i servizi di assistenza con persone qualificate». Per quanto riguarda le opere pubbliche la priorità “sarà il completamento del palazzetto dello sport per dare la possibilità alle numerose associazioni sportive presenti sul territorio di usufruire di una struttura idonea alle loro esigenze. Associazioni che sono grande risorsa imprescindibile della nostra Spongano attraverso i loro impegni sportivi locali e nazionali”.

“UniAmo Spongano” È “ascoltare” la cosa più urgente da fare per  il candidato sindaco Salvatore Donno, tecnico  radiologo, classe 1959, a guida della lista “UniAmo Spongano”.  «Più importante e urgente – dice –  riteniamo sia l’ascolto dei cittadini  di Spongano che da quasi trent’anni  soffrono di quel distacco creato dalle  amministrazioni comunali che si sono succedute  nel  tempo e che li hanno visti spettatori  e succubi di un inspiegabile timore riverenziale». Fondamentale la partecipazione dei cittadini e la trasparenza da parte dell’Amministrazione, che significa anche “informare su tutto ciò che riguarda le iniziative che man mano  vengono avviate e portate a compimento  nel loro massimo grado della  pubblica utilità”. Per quanto riguarda le opere pubbliche secondo Donno “occorre dare precedenza assoluta  al completamento della rete idrica e fognante dell’abitato”.  «Le parti più periferiche dell’abitato – aggiunge – vedono case prive di rete  idrica e fognante con notevoli ricadute  negative  sulla qualità della vita  per  i residenti  che sono costretti a comprare l’acqua per riempire  le cisterne  con notevoli esborsi  in contemporaea allo svuotamento dei relativi  pozzi neri. Le reti idriche e fognanti  non sono opere di urbanizzazione secondaria bensì  primaria  e aver trascurato  da anni questo problema  consolida  il fatto che abbiano ragione  tutti quei cittadini  che  per anni si sono lamentati senza ricevere adeguata attenzione  dalle varie amministrazioni locali che si sono defilate recitando sempre  lo stesso “ritornello”: non ci sono risorse finanziarie disponibili».

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...