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Santo Papa sindaco di Castrignano del Capo

Il sindaco di Castrignano del Capo

LEUCA. Castrignano del Capo, Patù e Gagliano del Capo viaggiano all’unisono per trovare i fondi utili alla cultura e agli spettacoli. Forse sarà l’embrione di un’intesa territoriale che potrebbe essere potenziata anche su altri settori dell’attività pubblica, intanto i tre municipi intorno a Santa Maria di Leuca hanno deciso di siglare un protocollo d’intesa per la partecipazione congiunta a un progetto culturale regionale.  Si tratta dell’Avviso pubblico approvato dalla Regione Puglia riguardante gli spettacoli dal vivo e le attività culturali, con un fondo di 18 milioni e mezzo di euro. In questi giorni è arrivato l’invito a formalizzare l’interesse a collaborare all’elaborazione di una proposta progettuale, relativa a una rassegna culturale del Capo di Leuca, da candidare all’Avviso pubblico. «Una proposta di rassegna culturale – si legge nella bozza che le Giunte stanno approvando – che valorizzi la peculiarità del Capo di Leuca come ponte verso il Mediterraneo, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici e dando in tal modo impulso all’economia del territorio». Ci sarà una partnership tra pubblico e privato e dovrà essere elaborato un progetto utile a promuovere il territorio del “Finibus terrae” dal punto di vista culturale.

NARDÒ. Nominato nei giorni scorsi il direttivo di “Nardò Bene Comune” che resterà in carica fino al 2019. A presiedere l’associazione politico-culturale, nata ufficialmente nell’ottobre 2016, sarà Antonio Manieri. Gli altri componenti: Lorenzo Ronzino (vicepresidente), Gaia Muci (segretaria generale), Stefania Ronzino (tesoriera) e i consiglieri Serena Marchese, Marialucia Rocca e Andrea Matilde Muci. «L’Associazione – scrivono da Nardò Bene Comune – si basa sulla volontà di persone libere che mettono a disposizione della comunità conoscenze, esperienza e valori per avviare una rivalutazione dell’azione politica svolta nell’interesse di tutti. Considerando il territorio e la sua cultura un bene comune, l’Associazione ha come unico scopo lo sviluppo di una consapevolezza civile attraverso l’esplicazione di valori quali legalità, etica e partecipazione alla vita politica e sociale». Non poche le iniziative che in meno di un anno hanno visto l’associazione farsi strada nel dibattito pubblico cittadino, tra denunce politiche che rimarcano la netta distanza dall’amministrazione comunale in carica, incontri letterari (Franco Arminio, Ada Fiore), mostre fotografiche e proiezioni. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è la campagna nazionale di Radicali Italiani “Ero straniero”, con cui si intendono raggiungere 50mila firme in Italia per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare che superi la Bossi-Fini e regoli meglio il soggiorno e l’inclusione socio-lavorativa dei cittadini stranieri non comunitari. A Nardò a promuovere la raccolta firme con “Nardò Bene Comune” c’è anche il locale circolo Arci di via Matteotti. «Per il tesseramento 2017 o per qualsiasi informazione – dichiarano Manieri e gli altri – si può contattare l’associazione all’indirizzo nardobenecomune@gmail.com, alla pagina Facebook “Nbc – Nardò Bene Comune” o presso lo spazio di via Carducci, 77».

 

protesta commercianti gallipoli2GALLIPOLI. Un incontro fissato per venerdì alle 10,30 presso la Capitaneria di Porto di Gallipoli e un incontro a breve in Prefettura per cercare di trovare una soluzione ai problemi del parcheggio nell’area portuale e, di conseguenza, al piano posteggi che, in quanto anche decentrati, abbisognano di un sistema di collegamenti con la città preciso, puntuale e poco costoso. Queste le decisioni prese dall’associazione “Commercianti e imprenditori”, presieduta da Matteo Spada, dopo l’incontro non prefissato e piuttosto teso avvenuto questa mattina in Comune con il Sindaco Stefano Minerva e oltre 50 operatori. “Sono stati esposti dagli operatori i motivi della protesta di ieri (luci e insegne di negozi e attività spente per protesta) – dice Spada – che ha lanciato un segnale forte e significativo. Il Sindaco non ha potuto fare a meno di appurare che un problema c’è. Alla nostra richiesta di alzare la sbarra e sospendere il servizio, ha risposto che non si sarebbero avute le adeguate garanzie di sicurezza dovute ai parcheggiatori abusivi e che la Capitaneria si sarebbe rimpossessata dell’area portuale negandoci in toto il parcheggio. Allora davanti a questa problematica relativa alla vigilanza, noi siamo disposti a farci carico del costo della vigilanza per quanto riguarda il presidio della zona, permettendo dunque l’apertura dei varchi. Ci è stato anche detto che la Capitaneria stessa ha preteso un sistema del genere per prevenire abusivismo e l’illegalità diffusa, quindi noi ci impegniamo anche economicamente a sostenere le spese per la sorveglianza del porto a fronte dell’apertura dello stesso”.

Tra le richieste dell’associazione, in primis la rimozione della sbarra e l’ottimizzazione del suolo dei parcheggi per aumentarne gli stalli; in un secondo momento l’installazione di parcometri come nelle altre zone della città e tariffe agevolate giornaliere e settimanali. A conferma di una mattinata difficile, toni netti anche nella nota del Comune. “Confrontandomi con loro dopo aver esaurito gli impegni già fissati in precedenza – afferma Stefano Minerva – mi sono reso subito conto che molti erano stati coinvolti in una protesta di cui non erano a conoscenza. Anzitutto, ci ho tenuto a rimarcare che questa Amministrazione è stata sempre attenta alle esigenze dei commercianti. A dimostrazione di ciò, circa 20 giorni fa vi era stato un incontro specifico sulle necessità e sulle esigenze del centro storico per capire come venire incontro alle varie categorie e cittadini. Inoltre, l’incontro era finalizzato a rivedere quelli che erano stati gli accordi presi sia con il presidente dell’associazione Commercianti e imprenditori di Gallipoli -per rendersi poi conto che gli accordi presi non erano idonei- e sia con il presidente dell’associazione B&b. Proprio dopo l’incontro del 26 giugno sono cambiati molti aspetti perché abbiamo attivato il piano dei parcheggi e messo a disposizione delle navette”.

Dopo aver ricordato nuovamente che le condizioni del parcheggio in discussione  del parcheggio nascevano dal Patto per la sicurezza e per evitare illegalità e per riconoscere la sicurezza e che l’area era stata concessa dalla Capitaneria a patto che fosse un parcheggio custodito, il Sindaco ha richiamato la decisione di abbassare la tariffa a 1,50 € all’ora e stabilito un abbonamento giornaliero di 10 € euro e sempre nell’arco orario 15-01 di notte “per consentire a chi lavora di mattina, come i pescatori, di usufruire del parcheggio gratuito”, sono arrivate le ultime novità: “A nostre spese abbiamo installato un’altra sbarra nella capitaneria per permettere di raggiungere le barche senza occupare posti nell’area del parcheggio. Ancora e grazie all’intervento del Prefetto, con un’ordinanza del sottoscritto abbiamo aumentato il parcheggio centrale da 300 a 400 posti, avendo quindi un totale di 400 posti per l’area da cui si accede tramite la sbarra, 100 nella zona della Lega navale, 100 posti della zona libera antistante e 120 altri posti acquisiti nella zona del Blu Salento, per un totale di circa 750 posti”. Anche il Sindaco ha confermato gli appuntamenti con Capitaneria di porto e Prefettura per i prossimi giorni, alla presenza del presidente Spada. “per capire insieme quale altre soluzioni potrebbero essere prese”. “Dopo la navetta gratuita di via Zacà (pressi cimitero, ndr) e dopo aver messo a disposizione quella cittadina che passa da via Rossellini e conduce i passeggeri nel centro storico – prosegue Minerva – ho ribadito come il sistema dei parcheggi tuteli anche residenti che spesso sono bistrattati soprattutto dal cattivo comportamento di alcuni commercianti. Ed è stato proprio ad alcuni commercianti che ho chiesto oggi di essere più collaborativi: sarebbe bello se tutti oltre a rivendicare i propri diritti rispettassero i propri doveri. Si parla di occupazione del suolo pubblico, musica ad alto volume, musica fuori orario, intralci vari per il passaggio dei cittadini: sono spesso alcuni imprenditori che, alzando la voce, dimenticano che prima di tutto hanno dei doveri nei confronti della città”.

(ha collaborato Anna De Matteis)

Luca Palamà

Luca Palamà

TAVIANO. Luca Palamà, consigliere e assessore nell’amministrazione Tanisi, si dimette abbandonando la politica. Era stato eletto nella lista di “Taviano Insieme” un anno fa, con circa 500 preferenze, terzo degli eletti ed era entrato in giunta in qualità di assessore alle Attività produttive, al Mercato floricolo e promozione del marchio Taviano “Città dei Fiori” e alla Polizia municipale. Dietro la sua decisione ci sarebbero motivi personali legati alla sua attività professionale, a tempo pieno, in qualità di medico in Ginecologia e Ostetricia presso l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. In pratica la sua professione lo spingerebbe ad ampliare il suo bagaglio di conoscenze professionali con nuove e più ambite specializzazioni all’estero. Sono indubbiamente un colpo pesante, per il sindaco Tanisi, le sue dimissioni in quanto l’entrata in lista di Luca Palamà aveva rappresentato, dal punto di vista politico, un valore aggiunto per quelle idee socialiste che portava, legate al passato del padre Salvatore. Come assessore si era impegnato parecchio nel settore floricolo, portando al Mercato una delegazione di compratori del Medio Oriente, interessati ai fiori del Salento. “Sono molto dispiaciuto – ha dichiarato il sindaco Tanisi – per questa decisione e intendo ringraziarlo per quanto si sia speso per la nostra città. Avevo raggiunto con lui una bella intesa e gli auguro un avvenire professionale prospero e foriero di grandi traguardi”. Gli subentra la consigliera Irene Giannì, già Pd, che ha fatto sapere di aver aderito ad Articolo 1.

Consiglieri e revisori nello scatto di Mellone

Consiglieri e revisori nello scatto di Mellone

NARDÒ. A un anno esatto di amministrazione per il sindaco Giuseppe Mellone è già tempo di bilanci, di palazzo e di piazza. Il primo è il rendiconto della gestione finanziaria 2016, approvato in aula lo scorso 14 giugno. Il secondo è il comizio tenuto a un anno dall’insediamento domenica 25 giugno in piazza Salandra. Partiamo dal 14. La votazione in Consiglio è stata preceduta da una mattinata burrascosa, con intervento finale delle forze dell’ordine. La scintilla: attorno alle 13 il sindaco Mellone riceve una “soffiata” e si precipita negli uffici comunali di via XX Settembre, fotografando tramite cellulare ciò che definisce un “abominio”: i consiglieri di minoranza (Siciliano, My, Piccione, Marinaci, Falangone), a poche ore dal Consiglio comunale riuniti con i Revisori dei conti, organo di controllo a disposizione di tutti i consiglieri. Per il sindaco è la “prova” del feeling tra la minoranza di Palazzo Personè e i revisori, arrivando a definirla “una riunione di partitoˮ. «Oggi sono saltate tutte le regole, scritte e non scritte – ha tuonato Mellone – sia sul versante della correttezza istituzionale di questi signori, sia su quello della deontologia professionale del collegio dei revisori». Intervengono i carabinieri per sedare gli animi e la minoranza convoca immediatamente una conferenza stampa. Per Lorenzo Siciliano (Pd) si è trattato di “schiaffi alla democrazia da parte del sindaco; abbiamo voluto questo incontro coi Revisori per chiedere chiarimenti sul voto di poche ore dopo in piena trasparenza; il Sindaco è arrivato inveendo contro i presenti; i consiglieri sono stati definiti “buffoni e pagliacci” dal primo cittadino, urlando in uffici pubblici». In questo clima si va in aula. Maggioranza granitica stretta attorno a Mellone: il Consiglio approva il consuntivo con 19 voti favorevoli e 4 contrari. Il 25 è il giorno del comizio in piazza Salandra davanti a circa trecento persone. Mellone ripercorre i suoi primi 12 mesi a Palazzo di città ed è il classico fiume in piena: «Giunta fatta in tre giorni, quote rosa rispettate, sprechi eliminati, il mio stipendio ridotto, per i migranti container climatizzati e ordinanza anticaldo presa a esempio da tutta Italia, parcheggi gestiti direttamente dal Comune e non più da società esterne e gratuiti nel centro urbano, revoca del protocollo d’intesa sulla condotta fognaria». Tra un richiamo alla Regione (“che ci ha assicurato…”) e l’altro (“abbiamo chiesto il sostegno alla Regione…”), a ribadire la linea diretta col presidente Emiliano, spazio poi ai progetti futuri: «Abbattimento dell’ecomostro di via Incoronata entro il 2017 e realizzazione di un parco, inaugurazione musei della Preistoria e del Mare nei prossimi giorni, impianto di compostaggio, scuole di via Marzano e via Bologna da ricostruire, 64 panchine di marmo nelle marine, realizzazione di un nuovo palazzetto nella 167 con intervento dei privati».

comune-melissanoMELISSANO. I debiti conteggiati dai tre commissari al lavoro sul dissesto del Comune ammontano a 13 milioni 350mila euro circa. Il totale dà conto delle richieste dei creditori dell’Ente giunte fino al 9 giugno scorso, ma ci sono in corso vertenze giudiziarie (si veda l’esproprio del laghetto Cellini) che potrebbero far lievitare quella cifra. Di questo e di altro ha reso conto il Sindaco Alessandro Conte in un comizio ad un anno dalla conquista della guida del paese. Il dissesto dichiarato in Consiglio l’11 dicembre scorso, con l’appendice drammatica degli addebiti della Corte dei conti a nove amministratori e due impiegati con responsabilità dirigenziali, ha ovviamente tenuto banco. “Abbiamo obbedito ad un ordine del Prefetto sollecitato dalla Corte dei conti – ha detto Conte in apertura – non potevamo fare diversamente. La pronuncia non era impugnabile”. Ora si è costretti a vendere “ciò che è vendibile del patrimonio comunale”, come ha chiarito il primo cittadino, aggiungendo un particolare. “Tutti i beni comunali vendibili non sono agibili, a partire dal cinema Aurora, per il cui passaggio di proprietà ancora da fare servono 8mila euro. Idem per l’ecocentro il cui passaggio non è stato mai perfezionato”. Circa la rideterminazione della spesa per i dipendenti comunali il Sindaco ha respinto le critiche: Siamo stati attaccati ma il provvedimento è finalizzato alla riduzione della spesa per il personale. Siamo in fase sperimentale, valutiamo eventuali correzioni in corsa”. In questa situazione largo alle iniziative “a costo zero”, come  la biennale su Luigi Corvaglia, la riapertura della biblioteca con quattro ragazzi del servizio civile; il programma Art bonus sul mecenatismo; la sagra Gusti e sapori, la serata di beneficienza per Amatrice; il Consiglio dei ragazzi, le Consulte giovanili e degli anziani. Ma anche la partecipazione al bando per le risorse necessarie a realizzare un centro polivalente per anziani a Palazzo Santaloja e sulla mobilità dolce per piste tra Melissano e Casarano. “Si poteva fare di più e meglio – ha concluso Conte – ma una cosa è certa: noi non spenderemo i soldi che non abbiamo. L’eco dei provvedimenti di sequestro per i vecchi amministratori è un monito per tutti”.

 

 

vincenzo piroGallipoli. I dissensi in “Gallipoli Futura”, quelli che s’intravvedevano in un filmato diffuso dalla stessa associazione a fine maggio, registrano uno strappo. Il consigliere comunale Vincenzo Piro lascia il gruppo di “Gallipoli futura” e aderisce al gruppo misto. Lo ha comunicato questa mattina al presidente del Consiglio comunale e al Sindaco. Anche in questo caso è il sodalizio politico culturale a darne notizia tramite la pagina di facebook del presidente Luigi De Tommasi. Con questo commento: “E’ doveroso informare gli elettori di aver ricevuto in data odierna, alle ore 10,23 in chat privata, dimenticandosi che sono anche il Presidente dell’Associazione che ha contribuito alla sua elezione, la comunicazione del Consigliere Piro che rassegna le sue dimissioni dal gruppo consiliare di Gallipoli Futura. Le stesse mi sono state annunciate sempre in privato qualche giorno fa, ma erano ormai assordanti ed anche “minacciose” come un temporale negli ambienti politici cittadini. Ci spiace non poter conoscere le motivazioni delle sue dimissioni, anche se possiamo immaginare quelle più recondite. Attendiamo ora che le menti più eccelse avviino la disputa sugli aspetti più intriganti, tralasciando le gravi problematiche della città e di questa Amministrazione comunale. Mi sento particolarmente deluso dal gesto!”.

Queste invece le ragioni di Piro: “Il mio percorso con Gallipoli Futura termina con la giornata di oggi. Non è stato facile questo passaggio e mai avrei creduto possibile farlo. Sono amareggiato, deluso, particolarmente dispiaciuto e rammaricato. Ma il mio impegno continuerà in Consiglio comunale nel gruppo misto e a fare opposizione a questa Amministrazione. Come scrivevo in un post, al momento della nomina, un anno fa, sarà un’opposizione sensata, opportuna e puntuale. Sensata perché appoggerà le azioni degne di Gallipoli e dei suoi cittadini. Opportuna perché non transigerà sulla possibile mala amministrazione. Puntuale perché rispetteró l’interesse della cittadinanza, le proposte e le esigenze reali”.

Nella riunione registrata e messa a disposizione di tutti di fine maggio erano emerse difficoltà non di poco conto, dalla linea da seguire rispetto alla Giunta Minerva (scontro frontale o atteggiamenti meno rigidi) al caso delle mozione contro un assessore coinvolto in una vicenda giudiziaria (con contorno di querele) prima presentata e poi ritirata, ai ruoli e ai rapporti tra associazione ed i suoi eletti (tre consiglieri prima del’abbandono di Piro).

REMIGIO VENUTICasarano. “Adesso parlo io” o, più elegantemente, “Inizia il percorso verso la verità”: questo il titolo dell’iniziativa politica di Remigio Venuti, già assessore e Sindaco della città, comunque personaggio attivo nella vita amministrativa ma dal 2011 con solo un ruolo nella direzione di un partito. Un comizio – ore 21 di venerdì 7 in piazza S. Giovanni elemosiniere – a campagna elettorale finita? E che verità c’è da affermare? “La verità dei fatti, oltre le speculazioni che continuano a farsi sul mio nome oltre misura. Un esempio? Quale che sia il candidato del centrosinistra alle comunali, non lo si attacca per quello che è, che propone,  ma si parla sempre e solo delle mie amministrazioni”. In effetti, sia nell’ultimo comizio elettorale sia in quello di chiusura per il ballottaggio, i governi Venuti sono stati chiamati in causa piuttosto spesso, pur non essendo il diretto interessato presente e in gara.

“Si straparla di Pit, di Area vasta senza avere una precisa conoscenza delle cose”, rimarca Venuti, per il quale esiste anche un problema di privacy continuamente violata. “Un linciaggio morale vero e proprio – dice – a cui voglio mettere fine, chiamando al confronto pubblico chi mi accusa. Spero che vengano, a cominciare dal Sindaco”. Qualche anno fa un precedente tentativo non andò bene: “Ma io insisto e inizio un percorso di verità per i cittadini, per la città che vuole sapere come stanno le cose”. Ma Venuti cittadino non rimprovera nulla al Venuti Sindaco” “Non è che sono così fesso da non sapere gli errori che ho fatto, ma qui mi si attacca sistematicamente per cose che non ho fatto! Questo è il nodo da sciogliere, in omaggio alla chiarezza e correttezza che la politica dovrebbe sempre onorare”.

Galatone - Flavio Filoni e la sua nuova Giunta
GALATONE. È stata ufficializzata ieri con l’attribuzione delle deleghe la nuova giunta del Comune di Galatone. Il sindaco Flavio Filoni ha tenuto per se’ la delega a cultura e turismo. Daniela Colazzo rivestirà anche la carica di vicesindaco e si occuperà di politiche urbanistiche e di rigenerazione urbana, pianificazione strategica del territorio, Galatone città educativa, materie relative alla pubblica istruzione; a Caterina Dorato andranno politiche sociali, politiche per la famiglia, emergenza abitativa, pari opportunità, servizio civile e attuazione programma elettorale; A Biagio Gatto sono stati affidati lavori pubblici, gestione e manutenzione del patrimonio, manutenzione stradale e illuminazione pubblica; a Maurizio Pinca sviluppo economico, attività produttive, politiche dell’energia, bilancio e tributi, formazione professionale; Roberto Bove si occuperà di ambiente, salute, verde pubblico, raccolta differenziata, polizia municipale, sport e personale, politiche comunitarie.

Luigi Arcuti con consiglieriARADEO. Con la formalizzazione delle deleghe e la convocazione per venerdì 30 giugno del primo Consiglio comunale dell’Amministrazione guidata da Luigi Arcuti, entra in carica la nuova Giunta e muove i primi passi questa nuova esperienza del centrosinistra dopo venti anni di opposizione. “Trasparenza, partecipazione, impegno a favore dei cittadini e dello sviluppo del paese” i buoni propositi che devono ora trasformarsi in programma di lavoro per i prossimi cinque anni. Dall’esame delle deleghe si evince chiaramente che l’obiettivo principale del nuovo Sindaco è di mantenere compatto l’intero gruppo che ha vinto le elezioni, assegnando deleghe ai consiglieri al di fuori della Giunta. Entrano in Giunta: Georgia Tramacere, (con l’incarico di Vicesindaco e deleghe a Cultura, Turismo e promozione del territorio, Politiche giovanili, Innovazione), Giovanni Mauro (Ambiente, Gestione rifiuti, Verde pubblico, Centro operativo comunale, Polizia municipale, Sicurezza urbana, Sanità e igiene), Tania D’Acquarica (Servizi sociali, Attività produttive, Sviluppo economico e territoriale, Agricoltura) e Fernando Guido (Bilancio, Servizi annonari, Finanziamenti comunitari). Incarichi anche ai consiglieri Franco Papadia (Affari generali, Lavori pubblici, Edilizia scolastica, Urbanistica e Pianificazione del territorio), Gianni Stefanelli (Pubblica istruzione, Sport e associazionismo, Integrazione, Randagismo), Clarissa Quido (Finanza e tributi, Servizi informatici e tecnologici). Per la presidenza del Consiglio (l’incarico è di nomina consiliare) il gruppo sosterrà nel Consiglio del 30 la candidatura di Antonio Musardo. Il Sindaco tiene per sé Personale, Patrimonio e Servizi cimiteriali. Nel primo Consiglio comunale, oltre al giuramento del Sindaco, anche la costituzione dei gruppi consiliari, la designazione dei componenti della Commissione elettorale e dell’Unione dei Comuni delle Serre Salentine e la presentazione delle linee programmatiche di mandato.

flavio filoniGALATONE. Il neo-eletto sindaco Flavio Filoni vestirà domani per la prima volta la fascia tricolore: il nuovo primo cittadino è atteso alle 18.30 a Palazzo dei Domenicani, per la cerimonia della proclamazione ufficiale ad opera del Prefetto, in una sala consiliare che già si prevede presa d’assalto dai supporters della coalizione “Costruiamo insieme”, sull’onda dell’entusiasmo per il recente trionfo. Entusiasmo tangibile già in occasione del comizio di ringraziamento di venerdì scorso, in cui Filoni e i suoi hanno avuto modo di festeggiare con la città e gli elettori: dal palco di piazza san Sebastiano – terreno di confronto dei sette candidati sindaco in competizione durante questa tornata amministrativa – prima le parole degli eletti della coalizione e poi quelle del sindaco in pectore. Un discorso improntato sulla volontà di avvicinarsi ai cittadini: “Già in questi giorni – ha detto Filoni – stiamo prendendo contezza di quali siano i problemi della città e le risorse a disposizione. Sposteremo simbolicamente – ha annunciato – l’ufficio del sindaco al piano terra di Palazzo dei Domenicani, perché sia facilmente accessibile a tutti”. Filoni ha anche annunciato le proprie dimissioni da segretario cittadino del Pd; bocche cucite invece circa indiscrezioni sulle nomine assessorili. “La piazza in festa” ha poi goduto delle note di Stefano Miglietta –  dei “Ligamemphis”, tribute band del cantautore emiliano, sottofondo abituale della campagna elettorale dell’esponente Pd – e del musicista Luigi Bruno, accompagnato da un largo ensemble.

IMG_7519CASARANO. Comizio di ringraziamento del rieletto sindaco Gianni Stefàno.
L’appuntamento è per questa sera, alle 21, in piazza Indipendenza.
Intanto, giovedì scorso, Stefàno è stato proclamato ufficialmente sindaco di Casarano per i prossimi cinque anni.
«Quella appena conclusa – ha commentato il primo cittadino – è stata una campagna elettorale difficile, ma il lavoro, l’impegno, il sacrificio hanno dato i loro frutti. Indosso la fascia tricolore per la seconda volta; una fascia che è sgualcita e scucita, questo perché è una fascia da combattimento e non da cerimonia. Vi assicuro che non c’è stato giorno, nei cinque anni trascorsi, in cui non ho sentito addosso la responsabilità che questa fascia comporta».
Poi il primo cittadino lancia un appello a cittadini e consiglieri.
«A chi pensa che i lavori pubblici degli ultimi tempi siano una trovata elettorale – incalza Stefàno – dico che non è così, visto che continueranno con la stessa cadenza anche nei prossimi mesi. A tutti i cittadini chiedo di essere vicini all’Amministrazione, anche sottolineando ciò che non va. Infine, a tutti i nuovi consiglieri auguro di poter svolgere il loro compito con spirito civico».
Il comizio odierno sarà seguito dal concerto di Valerio Zelli degli Oro.
(a.n.)

Il primo Consiglio comunale svoltosi in piazza San Giorgio (foto Raffaele Leopizzi). In alto, da sinistra, il sindaco Giorgio Toma e il neo eletto presidente del Consiglio comunale Enrico De Simone

Il primo Consiglio comunale svoltosi in piazza San Giorgio (foto Raffaele Leopizzi). In alto, da sinistra, il sindaco Giorgio Toma e il neo eletto presidente del Consiglio comunale Enrico De Simone

MATINO. Si è svolto in piazza San Giorgio il primo Consiglio comunale dopo le elezioni dell’11 giugno. Un evento simbolico finalizzato ad un “maggior coinvolgimento” dei cittadini matinesi nelle materie della politica, così come auspicato dalla nuova maggioranza. «Vogliamo amministrare la città anche con il supporto dei cittadini. Collaborando tutti insieme – ha annunciato il sindaco Giorgio Toma – potremo davvero aiutare quest’ Ente a crescere». Tra i punti all’ordine del giorno la nomina del Presidente del Consiglio votato all’unanimità. La carica è stata assegnata a Enrico De Simone alla sua prima esperienza politica (373 le preferenze dalle urne). A Pamela Lecci (consigliere di minoranza) è andata la carica di vice presidente. L’ex assessore alle Pari opportunità è risultata la più suffragata della sua lista “Matino la tua città democratica” con 401 voti. Tre i gruppi costituiti: “Amiamo Matino” con capogruppo Maria Antonietta Ferraro, “Forza Italia – Matino Democratica” con capo- gruppo Giorgio Caputo e “Lista Nuova” con l’unico consigliere, Antonio Costantino, subentrato dopo le dimissioni di Mario Romano, candidato sindaco per Lista Nuova. Clima disteso, per il momento, tra maggioranza e opposizione entrambi favorevoli a perseguire un’attività collaborativa. Anche consigli e proposte. «Non siate dei semplici alza- mano – ha affermato il candidato sindaco Giorgio Caputo – e siate responsabili nell’assunzione degli atti che tratterete». Non sono mancati i giudizi critici: il primo appunto è giunto dall’ex sindaco Tiziano Cataldi, che segnala come Toma abbia voluto trattenere a sé le deleghe più importanti in materia di Bi- lancio e Tributi. «Quest’azione, seppur nella piena prerogativa del Sindaco, non è in linea con lo spirito di rinnovamento annunciato in campagna elettora- le» ha sottolineato Cataldi.

RACALE. Il 26 giugno è partita ufficialmente la seconda legislatura a guida Donato Metallo. All’unanimità, Anna Maria Errico è stata eletta presidente del Consiglio con Maria Daniela Della Fonte, consigliera di minoranza, nominata vicepresidente. Dopo il giuramento, Metallo ha elencato le nomine assessorili e le rispettive deleghe. Maria Anna Tasselli, la più suffragata dalle preferenze, è stata nominata vicesindaco. A lei vanno le deleghe al Commercio e alle Attività produttive. In Giunta entrano anche Giulio Palumbo, assessore allo Sport, all’Agricoltura e alla Pubblica Istruzione; Elisa Francioso, assessore alle Politiche sociali, alle Politiche del Lavoro e al Contenzioso; Antonio Salset- ti, riconfermato al Bilancio e ai Tributi; Frediano Manni, che si occuperà di Spending Review, Innovazione tecnologica, Personale, Affari istituzionali, Polizia municipale e Randagismo. Tra l’ex vicesindaco e Daniele Manni sarà prevista una staffetta tra circa un anno e il secondo, come già nel precedente mandato, si occuperà di Urbanistica e Lavori pubblici. Queste le deleghe ai consiglieri: a Daniele Renna, riconfermato ufficiale di Governo di Torre Suda, vanno Politiche giovanili e Turismo; la presidente Errico sarà la titolare di Terza Età, Differenti Abilità e Alloggi di Edilizia popolare; ad Adriano Gravili le deleghe di Spettacolo e Servizi cimiteriali; Anna Toma curerà Ambiente, Centro storico e Associazionismo; Gloria Manni, invece, Infanzia, Cultura e Periferie. All’Unione dei Comuni vanno Toma, Salsetti, Gloria Manni e Gravili per la maggioranza, Della Fonte per la minoranza. Daniele Manni e Massimiliano Nenni saranno i capigruppo in Consiglio con Renna e Stefano Minutello rispettivi vice. Subito le prime schermaglie. La minoranza esce, per protesta, prima della votazione sulle linee programmatiche contestando al sindaco l’assessorato “con data di scadenza” assegnato a Frediano Manni, il mancato deposito della relazione agli atti, la “frammentarietà” delle deleghe assegnate e l’assenza della delega ai Lavori pubblici. Metallo replica che le linee programmatiche ricalcano il programma elettorale già pubblico, che i Lavori pubblici andavano avanti egregiamente anche quando Daniele Manni non aveva la delega; che la legge gli dà ampia facoltà di disporre delle deleghe che non sono “frammentate” ma ognuna delle quali abbraccia altri ambiti amministrativi e, per questo motivo, ognuna è, in un certo senso, omogenea all’altra.

Roberto My

Roberto My

NARDÒ. Il consigliere comunale Roberto My lascia il Pd (alle Comunali era nella lista ufficiale del partito) e approda ad “Articolo 1”. My era entrato in Consiglio comunale di recente, dopo le dimissioni di Marcello Risi, ex Sindaco; aveva raccolto 399 preferenze. Anche Risi comunque nei giorni scorsi ha ufficializzato un passaggio analogo motivato in una lunga lettera agli iscritti al Pd.

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

GALLIPOLI“Amministrative 2017 e il Modello Gallipoli, una città antesignana che un anno fa ha creduto nella forza del rinnovamento, nei giovani e nella trasparenza”, firmato Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, centrosinistra. “È ormai chiaro che scendere in campo con un polo civico libero e aperto al rinnovamento, capace di accogliere le migliori energie del territorio, vince”, firmato Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò, centrodestra. A distanza di un’ora si sono susseguiti questa mattina i due comunicati cui si fa riferimento, resi noti da due uomini politici poco più che trentenni e che non hanno mai nascosto di essere amici fin dai tempi degli studi universitari, sia pur militanti su sponde opposte. Ora entrambi e in perfetta sintonia tessono le lodi delle liste civiche innanzitutto, del salto generazionale, della messa in soffitta della “vecchia politica” dei compromessi e dei giochi di potere. L’unica divergenza sembra essere: quale è stato il modello originale che ha portato ai risultati di Lecce (Carlo Salvemini Sindaco, di sinistra; suo vice Alessandro Delli Noci, assessore fino a pochi mesi fa del governo di centrodestra del capoluogo), di Galatina (Sindaco espressione di liste civiche)? Quello di Gallipoli o quello di Nardò?
Afferma Minerva: “L’attuale scenario politico ora si configura come un importante allargamento del Pd, che si delinea a sua volta come un nuovo modello di Ulivo: una realtà che va dalla sinistra di Governo alle forze centriste deluse dalla vecchia destra, un’identità con un forte taglio generazionale, tenace e consapevole del fatto che il cambiamento è  l’unica vera arma di una rivoluzione pacifica del sistema”. Prosegue il primo cittadino di Gallipoli: “A Galatina, la vittoria del civismo dimostra che tale forza è  maggiore rispetto ai partiti di destra, che la vecchia politica entra in  crisi a favore delle nuove configurazioni”. Per poi concludere che “il Modello Gallipoli già un anno fa aveva dato la palese  dimostrazione che la collaborazione può condurre ad importanti risultati: ora con Lecce si può investire in sinergie a favore del  territorio. Insieme con Lecce, con sindaci come Donato Metallo a Racale  e Pippi Mellone a Nardò, si può lavorare in un’ottica condivisa e raggiungere le possibili e ardue vette”.
“Non è una questione di formule magiche – spiega a sua volta Mellone – ma di una semplice regola che si è imposta clamorosamente negli ultimi tempi, soprattutto a livello locale: i partiti tradizionali con i loro vecchi schemi, che potevano valere sino a qualche anno fa, sono perdenti quasi con sistematicità dove ci sono volti nuovi, forze civiche, idee improntate al rinnovamento e alla discontinuità. Serve freschezza, serve la rigenerazione di logiche e apparati, servono uomini e visioni che partono da basso e non dalle solite, vecchie e inaccessibili stanze.  Lo abbiamo dimostrato noi a Nardò giusto un anno fa – rimarca il Sindaco neretino con forti venature neofasciste – hanno replicato l’esperienza in queste ore sia Lecce che Galatina. A Lecce vince Carlo Salvemini, un volto storico della sinistra, ma con il contributo determinante di Alessandro Delli Noci, artefice di una delle più belle e intense esperienze di civismo degli ultimi anni e da oggi punto di forza della nuova amministrazione”. Linguaggi simili, analisi convergenti, programmazione unitaria: è la svolta dei trentenni, che disegnano modelli. Anche se la paternità potrebbe diventare oggetto di  contesa.

CASARANO. Confermando il risultato del primo turno, Gianni Stefàno ha vinto il ballottaggio e resta sindaco di Casarano. Al candidato del centro-destra sono andate il 60,59% delle preferenze nella sfida diretta contro Mauro Memmi.  Nessun ribaltone, dunque, ma la conferma di quanto accaduto nelle urne 15 giorni fa quando Stefàno superò il 46% (con Memmi al 28,4%) e le sue liste sfiorarono il 49% delle preferenze. In forte calo l’affluenza (complice anche il gran caldo) attestatasi al 48,43% contro il 64% del primo turno. In dato resta tale anche rispetto al 2012 quando tornò alle urne il 55,54% degli elettori contro il 69,75% del primo turno. Al ballottaggio, Stefàno è stato scelto da 5.424 casaranesi, appena 49 in meno rispetto all’11 giugno, mentre la “rimonta” di Memmi si è fermata a 167 voti in più (3.528 contro 3.361). In attesa di conoscere la composizione della nuova Giunta, hanno conquistato un posto in Consiglio Ottavio De Nuzzo, Laura Parrotta, Rosi Scarangella. Giovanni Ferrari, Alberto Vizzino, Giulia De Lentinis, Daniele Gatto, Adamo Fracasso, Aldo Torsello, Gianluca Musca e lo stesso Stefàno per la maggioranza; Mauro Memmi, Attilio De Marco, Umberto Totaro, Luigi Bartolomeo, Emanuele Legittimo ed Enrico Giuranno per la minoranza. Intanto, nottetempo, sui muri della città è comparso un manifesto di grandi dimensioni (6×3) nel quale vengono raffigurati, a mo’ di vignetta, alcuni tra i protagonisti “sconfitti”. Tra gli “sconfitti” inseriti anche una giornalista da tempo impegnata in inchieste sulla criminalità organizzata locale.

MATINO. Nuova Giunta e Consiglio comunale già convocato per domenica 25 giugno. Avvio lanciato, a Matino, per l’Amministrazione comunale guidata dal neoeletto Giorgio Toma. Le deleghe assessorili sono state assegnate ai primi cinque eletti della lista “Amiamo Matino”. Vice sindaco è Salvatore Coluccia (il più suffragato in assoluto con 793 voti) cui vanno anche le deleghe a Pubblica istruzione e servizi scolastici nonché Edilizia scolastica e manutenzione del patrimonio comunale. Lucetta Barone è il nuovo assessore alla Cultura e rapporti con le associazioni nonché Partecipazione e consulte. Ad Antonio Fusaro spetta Verde pubblico e spazi attrezzati. Massimiliano Romano è l’assessore alle Opere pubbliche e all’Impiantistica sportiva e sport mentre le deleghe di Emanuela Gatto sono quelle della Semplificazione e trasparenza, Politiche attive del lavoro e dell’occupazione, Tutela dei diritti dei minori. Ulteriori deleghe sono state conferite anche ad alcuni consiglieri comunali: attività produttive e sportello agricolo ad Enrico De Simone; pari opportunità, sportello ascolto problematiche familiari e decoro ed arredo urbano a Maria Antonietta Ferraro; Servizi sociali e formazione professionale per Leonardo Bianchi; politiche giovanili e informagiovani per Francesca Tornesello; protezione civile, sicurezza ambientale e sociale, tutela e benessere degli animali a Emanuele Coronese; gestione rifiuti e servizi cimiteriali per Massimo De Marco. Domenica 25 giugno, alle ore 20. C’è intanto la convocazione del primo Consiglio chiamato a convalidare gli eletti con la contestuale surroga del dimissionario Mario Romano (da “Lista Nuova” subentra Antonio Costantino). Previsto anche il giuramento del Sindaco con la comunicazione ufficiale della sua Giunta, la presa d’atto dei nuovi gruppi consiliari con la designazione dei rispettivi capigruppo e la nomina del presidente e del suo vice. Oltre ai primi argomenti di prassi, l’Assise dovrà inoltre eleggere i componenti del Consiglio dell’Unione dei Comuni “Unione jonica salentina”, così come della commissione elettorale e nominare, altresì, la commissione per l’aggiornamento degli elenchi comunali dei Giudici popolari.

 

L'ospedale di Casarano

L’ospedale di Casarano

CASARANO. Tra “passaggi” tecnici e “aperture” politiche, la vicenda dell’ospedale “Ferrari” rientra a pieno titolo nella campagna elettorale. All’ottimismo degli ultimi mesi del Partito democratico, con i consiglieri comunali Gabriele Caputo e Attilio De Marco “latori” dell’“ok” strappato al governatore Emiliano per una struttura di primo livello con “pari dignità” rispetto a Gallipoli, segue ora una brusca frenata da parte di Gianni Stefàno, sindaco uscente impegnato nella volata elettorale contro il candidato del centro-sinistra Mauro Memmi. A riaccendere la polemica è la nota del 15 giugno con la quale il direttore generale della Asl Silvana Melli, il direttore amministrativo Antonio Pastore e il direttore sanitario Antonio Sanguedolce chiedono alle organizzazioni sindacali di esprimersi, “entro il 23 giugno”, alla proposta di organizzazione dipartimentale delle unità operative semplici e complesse della Asl Lecce. «Dei proclami fatti dal presidente Emiliano e dal direttore di dipartimento Ruscitti rispetto alla modifica del Piano di riordino ospedaliero in favore del “Ferrari” nemmeno l’ombra”, sottolinea, però, Stefàno il quale ricorda anche come la stessa Regione abbia pure espresso le proprie “controdeduzioni” nel ricorso dinanzi al Tar presentato dal Comune per difendere le ragioni del “Ferrari”. «In particolare – afferma Stefàno – pur di giustificare il proprio operato, la Regione mette in discussione i finanziamenti accordati al “Ferrari” in quanto non in toto utilizzati e quindi non possono essere addotti a preclusione di nuove scelte della programmazione della rete ospedaliera rese necessarie dal nuovo quadro normativo». La Regione Puglia, insomma, “pur di declassare il Ferrari” negherebbe, il “processo comparativo” con gli altri nosocomi quale criterio di valutazione. Per il sindaco uscente, insomma, oltre ai “proclami” nulla di concreto vi sarebbe a difesa del “Ferrari”. L’esplicito riferimento è alla missiva di Emiliano ed alla successiva nota con la quale il direttore del dipartimento regionale della Salute, Giancarlo Ruscitti, avrebbe confermato la fattibilità tecnica dell’operazione “salvataggio” in sinergia con Gallipoli. «In ogni caso – conclude Stefàno – nella nota di Emiliano è scritto che il mantenimento del Ferrari ad ospedale di primo livello durerebbe fino al completamento della ristrutturazione del Vito Fazzi di Lecce e fino all’entrata in funzione del Dipartimento di emergenza urgenza dello stesso. In sostanza, il Francesco Ferrari di Casarano conserverebbe il primo livello a scadenza, e quindi giusto il tempo per lo svolgimento delle elezioni amministrative di Casarano.  Stesse considerazioni valgono per l’ipotesi di una divisione dei posti letto tra gli ospedali di Casarano e Gallipoli. Ipotesi sulla quale Ruscitti sarebbe favorevole ai fini della predisposizione della documentazione che dovrebbe servire a base della delibera regionale di modifica del piano di riordino». Secondo l’ipotesi “tecnica” valutata positivamente da Ruscitti, i 395 posti letto del nuovo presidio di Primo livello andrebbero distribuiti tra i 198 del “Ferrari” e i 197 del “Sacro Cuore”.

 

Il sindaco Stefano Minerva

Il sindaco Stefano Minerva

GALLIPOLI. “Oggi non è un giorno come tanti. 19 giugno 2016: una calda domenica di giugno in cui la città è tornata  a votare. Un ballottaggio sofferto, sentito, combattuto, ma alla fine  ecco giungere la vittoria. Se sono qui a scrivervi è per dirvi GRAZIE, grazie a chi ci ha  sostenuto, a chi ci ha votato, a chi ha scelto di migliorare questa  città insieme a noi”: inizia così il ricordo di Stefano Minerva che parte dalla sua elezione per poi percorrere, in una nota di suo pugno, un breve sunto delle sensazioni e delle difficoltà incontrate. “Grazie alla mia maggioranza che mi sta accompagnando in questo percorso  e grazie a chi mi sostiene costantemente, a chi è sempre al mio fianco,  a chi non perde mai l’entusiasmo”, dice il primo cittadino che poi si rivolge ad altri protagonisti all’opposizione: “Grazie anche a chi non lo fa ed è proprio a loro che porgo un sorriso. Premettiamo che è nel gioco delle parti controbattere, ricercare cavilli  e specchi sui cui arrampicarsi: dall’altra parte, spesso vi è solo  polemica, o politica che a dir si voglia, ed è dunque fare opposizione. Ma nonostante tutto, immaginate cosa sarebbe successo se ad avere la  meglio fosse stato il mio sfidante. Se no lo sapete, ve lo dico io: ora  la città sarebbe senza Sindaco. La legge Severino ha decretato, come  previsto in campagna elettorale, la sospensione dalla carica  amministrativa e questo ora si sarebbe tradotto in una città senza una  guida”. Chiaro il riferimento a Flavio Fasano (Gallipoli futura) ed alle vicende giudiziarie che lo hanno impegnato. La chiusa dell’intervento è riservato ai problemi: “Le difficoltà ci sono, i problemi sono tanti. L’impegno c’è, la forza e  l’impegno non mancano. L’estate si avvicina – conclude Minerva – e non potrò di certo  affermare che sarà tutto perfetto. Quello che vi prometto e che mi  impegnerò e farò il massimo per questa città. Ciò che mi auguro è che siano anche (e prima di tutto) i gallipolini ad  essere orgogliosi della propria città”.

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Mauro Memmi - Gianni StefAnoCASARANO. Comizi finali a Casarano in vista del ballottaggio di domenica 25 giugno. Questa sera, alle ore 21.30 presso i giardini comunali Ingrosso, il candidato del centro-sinistra Mauro Memmi chiuderà la campagna elettorale insieme al neo riconfermato sindaco di Racale, Donato Metallo. Stessa ora, ma in piazza San Giovanni, il comizio di Gianni Stefàno, forte del 46,38% di consensi ottenuti al primo turno contro il 28,48% del suo rivale. Nessun apparentamento (ufficiale o meno) è stato sottoscritto dai due sfidanti con gli sconfitti al primo turno, ovvero Enrico Giuranno (5 Stelle) ed Emanuele Legittimo (liste civiche).

sinistra gallipoliGALLIPOLI. Da Sel (il partito che faceva capo a Nichi Vendola) a Si (Sinistra italiana) e nuovo segretario: nei giorni scorsi gli iscritti al Circolo “Luigi Cavalera” hanno celebrato il loro primo congresso alla presenza del neosegretario provinciale e garante Danilo Scorrano di Sannicola. Discussione sulla situazione politica ed amministrativa locale e nazionale e poi la votazione unanime del segretario cittadino. La scelta è caduta su Massimo Esposito, riconfermato alla guida del circolo di via Acquedotto; tesoriere è Enzo Franco.  “Rilanceremo la nostra attività politica sulla scia di quello che abbiamo fatto in questi quattro anni al servizio della città di Gallipoli – è la dichiarazione di Esposito –  ripartendo e confrontandoci con l’amministrazione su questioni importanti come il rilancio del Porto Commerciale, la lotta contro il turismo inteso come divertimentificio, l’emergenza abitativa con la richiesta di rinnovo delle graduatorie degli alloggi popolari, legalità ambiente e  lotta al lavoro nero”.

Mauro Memmi e Gianni Stefàno

Mauro Memmi e Gianni Stefàno

CASARANO. Sarà scontro frontale, senza aiuti dall’esterno, per il ballottaggio del 25 giugno a Casarano. La sfida tra l’uscente Gianni Stefàno (centrodestra) e Mauro Memmi (centrosinistra) vedrà, infatti, i due contendenti usciti sconfitti al primo turno, Emanuele Legittimo ed Enrico Giuranno, nel ruolo di spettatori. «Siamo scesi in campo per innovare e cambiare. Oggi – afferma Legittimo (11,16% per lui con le tre civiche al 10.37%) –  non possiamo appoggiare chi volevamo lasciare fuori dal palazzo. E che nessuno giochi sulla necessità di stare uniti contro qualcuno, perché il vero cambiamento passa attraverso comportamenti concreti e testimonianza attiva. Siamo concentrati a continuare a costruire il futuro della nostra città e non appoggeremo nessuno dei due candidati arrivati al ballottaggio». Si tira fuori anche Giuranno (13.95% per lui, con il Movimento 5 stelle al 10.64%):«Non facciamo apparentamenti con nessuno anche perché i cittadini che ci hanno votato lo hanno fatto liberamente e liberamente decideranno a chi accordare la loro fiducia al turno di ballottaggio». Nessun apparentamento ufficiale, dunque, così come nella tradizione dei ballottaggi in città. A Memmi (28.48% al primo turno) toccherà provare a rosicchiare da solo i quasi 18 punti in percentuale (pari a 2112 voti) che, al primo turno, lo hanno distanziato dal sindaco uscente (46.38%). La distanza tra i due aumenta, però, nel confronto tra le cinque liste di Stefàno, che insieme arrivano al 48,99%, e le tre di Memmi, a quota 29,93%. Un risultato, quello delle cinque liste di centrodestra, che sfiora quel 50% che avrebbe reso “monca” l’eventuale vittoria al ballottaggio di Memmi per l’attribuzione, comunque, della maggioranza a Stefàno.  Intanto il candidato di centrosinistra prova a far leva su quanti si sono astenuti l’11 giugno , quando l’affluenza è stata solo del 64% (contro il 69,75 del 2012). Memmi  incassa pure la conferma del sostegno da parte di “Articolo Uno”, presente nella lista “Orgoglio, Casarano!” con Rocco Morgante (137) e Tilde Inguscio (93).  «Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto dai nostri due candidati: un movimento nato solo un mese fa a Casarano è stato in grado di esprimere due persone in grado di parlare e dire la propria idea di “città diversa” al fianco del candidato Mauro Memmi e insieme a tanti altri amici e compagni che in questo mese ci hanno dato il loro supporto», si legge nella nota di “Articolo Uno” – con la quale si chiede ai propri sostenitori “un ultimo sforzo per sostenere il nostro candidato sindaco al ballottaggio” con l’invito ad aderire ad “Articolo 1 – MDP”.

 

CASARANO. È la lista “Gianni Stefàno sindaco” ad aver raccolto il maggior numero di consensi a conferma del successo del sindaco uscente giunto non lontano dalla vittoria al primo turno (46,38% contro il 28.48 di Mauro Memmi). Nella stessa lista ottimi anche i risultati degli assessori uscenti: 671 i voti di Ottavio De Nuzzo (il più suffragato in assoluto) e 397 di Laura Parrotta (prima tra tutte le donne presenti nelle varie liste). Seguono Rosy Scarangella a quota 271, Gianni Ferrrari  201, Fabiola Casarano 170, Alessandro Antonaci 148, Roberta Monastero 110. Sempre con Stefàno, è Daniele Gatto (438) il più votato in “Direzione Italia” con Alberto Vizzino a 342, Giulia De Lentinis 282, Gianpiero Marrella 250, Antonio Memmi 171. Tra i “Popolari per Casarano” spiccano gli ex assessori Adamo Fracasso (304) e Matilde Macchitella  (228). Nella lista Fratelli D’Italia primo è Gianluca Musca (148), con Giacomo Bellomo 143 e Gabriele Fracasso 100, mentre tra i Verdi Aldo Torsello (figlio dell’assessore uscente Marcello) è a 204 voti e Francesca Romano a 137. Tra le liste a sostegno di Mauro Memmi è il Pd ad avere avuto maggiori voti: Attilio De Marco 485, Gabriele Caputo 317, Antonella Barlabà 224, Marco Nuzzo 204. Per “Orgoglio, Casarano” Umberto Totaro  è a 207, Anna Chiara Vismara a 193, Giuseppe Farina a 153 e Rocco Morgante a  137. Per l’Udc Luigi Bartolomeo ha ottenuto 290 voti e Massimo D’Aquino 283.Tra i 5Stelle è Massimo Leggio il primo con 181 voti, poi Agata Scorrano 163, Lavinia Mazzeo 135, Rocco Medello 111 e Joselita Sanfrancesco 97.Tra le liste a sostegno di Emanuele Legittimo abbiamo “Casarano insieme si può” con Giorgio Fortunato a 117 e Tamara Pacella a 100, “Casarano anno zero” con Marta Ghilardi a 102 e Giancarlo Zompì 84, “Pensa di  nuovo” con Anna Martina 47 e Salvatore Stomeo 31.

Ballottaggi a Casarano e Galatone, sindaci già eletti a Racale, Matino e Aradeo. Questa la sintesi della giornata elettorale di ieri nei centri dell’area ionico-salentina. A Casarano il sindaco uscente di centrodestra Gianni Stefàno sfiora l’impresa attestandosi intorno al 47%. Ardua sarà l’impresa di Mauro Memmi (centrosinistra) al ballottaggio del 25 giugno dovendo risalire dal 28%. Per i 5Stelle Enrico Giuranno è al 14% mentre Emanuele Legittimo, con le sue tre civiche, intorno all’11%. Sfida supplementare anche a Galatone con Flavio Filoni (centrosinistra) intorno al 42% che dovrà vedersela con l’uscente Livio Nisi al momneto intorno al 30% delle preferenze. Il quadro generale, sempre in attesa dei dati definitivi, vede Giovanni Alemanno al 10%, Sebastiano Zenobini al 6.6%, Claudio Botrugno al 5%, Franco Miceli al 3.5% e Salvatore Bruno al 2,7%. Nei centri dove non è previsto il doppio turno trionfa Donato Metallo (c-sx) che a Racale lascia a Massimo Basurto solo le briciole: 81.32% contro il 18,67%, ovvero 4.974 voti contro 1.142. A Matino Giorgio Toma (56.56%) sconfigge la lista del sindaco uscente Tiziano Cataldi guidata da Giorgio Caputo (34,46%) e l’ex sindaco Mario Romano (8.96%). Cambio di colore anche ad Aradeo dove il centro sinistra vince nettamente con Luigi Arcuti (54,73%) sugli assessori uscenti Rocco Conte (28.82%) e Giuseppe Menallo (8%) e sul 5Stelle Stefano Colizzi (8.34%).  Da segnalare a Ruffano l’affermazione di Antonio Cavallo (41%) su Maria Rosaria Orlando (39%), Luigi Fiorito (15,5%9 e Fernando Cazzato (4%) mentre a Tricase carlo Chiuri (44%) e Fernando Dell’Abate (20,7%) vanno al ballottaggio così come a Galatina Gianpiero De Pascalis (34%) e Marcello Pasquale Amante (22%).      

 

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