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Notizie ed aggiornamenti su politica ed elezioni locali dai Comuni della rete di Piazzasalento

Gallipoli – La nascita della nuova Giunta comunale (foto)ad opera del Sindaco Stefano Minerva, ancorché in un periodo per antonomasia di distrazioni dell’opinione pubblica, ha suscitato una serie di reazioni tra il serio e il faceto, l’ironico e il sarcastico attraverso canali tradizionali (comunicati ai media) e tecnologici come le reti social.

Flavio Fasano e Gallipoli Futura Tra i primi ad aprire le danze – pubblicando note e commenti vari – è stato il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano (foto): “Buon venerdì 17 giorno ideale per annunciare la “nuova” Giunta del Sindaco Minerva! Aver deciso di “cambiare” non è forse ammettere di non aver avuto la capacità di governare? Aver cambiato gli assessori ha forse risolto la evidente crisi della “raccogliticcia” maggioranza da ballottaggio, variopinta e saltellante, che ha permesso per soli 141 voti di andare al governo cittadino? Nulla da dire per nessuno a livello professionale, molto a livello politico-amministrativo!”. La butta anche sull’ironia l’associazione Gallipoli Futura che ieri e oggi ha prodotto numerosi interventi: “Con la Giunta comunale revocata in due colpi spariscono Futuro, Bellezza, Felicità e non per ultimo Creatività (le deleghe così denominate conferite dal Sindaco, ndr)”. Gli oppositori incalzano: “Dopo aver letto con attenzione il decreto n. 22 con il quale il Sindaco ha revocato i suoi assessori alla ricerca delle ragioni e motivazioni politiche del cambiamento che si vuole realizzare, vorremmo chiedere al Sindaco Minerva se ci può indicare dove posso trovare ” il programma politico… sulla cui base ha ricevuto l’investitura popolare.. per poter perseguire con piena efficienza ed operatività…”, così come si ben motiva nel provvedimento di revoca. Sarebbe utile anche ai nuovi assessori conoscere il programma, che lei ha posto a base delle motivazioni, per poter prendere da questo gli spunti necessari per raggiungere gli obbiettivi sperati e che i precedenti assessori hanno evidentemente mancato”.

Sandro Quintana In una lunga nota il consigliere comunale Sandro Quintana (Italia

Sandro Quintana

Destati), già vicino alla maggioranza per qualche tempo ed ex presidente della commissione consiliare Ambiente, in un passaggio sottolinea: “Ricapitoliamo: la staffetta famigliare ce l’abbiamo; il rapporto coniugale ce l’abbiamo; il vecchio che avanza ce l’abbiamo; il governo ombra ce l’abbiamo; la rassicurante ‘saggezza’ già  sperimentata ce l’abbiamo;  il diktat dai vertici ce l’abbiamo. Un mix esplosivo, una tavola imbandita con minuzia, lungimiranza, cui invitare solo alcuni prescelti, per non scontentare i parenti, i mariti, gli amici, gli amici degli amici, i mentori, gli amici dei mentori…”. E poi: “Spiegaci, Sindaco, perché non hai avuto l’energia, tu con i tuoi pochi anni, di liberarti dalle catene che da sempre avvinghiano la Città Bella! Tu consacri oggi la vittoria dei ”soliti noti”, tu ci riconsegni un copione già letto, ci condanni ad un immobilismo già vissuto”.

Silvia Coronese, chiarimenti e ringraziamenti Silvia Coronese, ex assessore, ha

Silvia Coronese

dapprima smentito voci e illazioni circa un “cambio” magari concordato in Giunta (“Vorrei specificare che io non sto cedendo il testimone a mia cognata, così come scrive qualche giornalista. Io e lei siamo due pianeti distinti e separati che non potranno mai incontrarsi”);  poi ha preso l’iniziativa di rispondere agli apprezzamenti ricevuti circa la sua attività amministrativa: “Le mie più grandi vittorie: l’affetto della gente e l’essere uscita da questa amministrazione così come vi sono entrata: sono rimasta la Silvia di sempre, fiera di non essere mai scesa a compromessi, di aver fatto il mio lavoro senza mai pensare a raggiungere scopi personali”. Quindi passa a rilevare temi ed argomenti di cui si è impegnata in questi due anni “perché non si faccia di tutta l’erba un fascio”. Dopo aver ringraziato i consiglieri del gruppo “Noi giovani con Minerva” che, “fino all’ultimo minuto hanno cercato di tutelare la mia posizione all’interno della Giunta”, Coronese ricorda il cambiamento intervenuto nella gestione della mensa scolastica “revicando l’appalto alla ditta, ma creando una cucina in loco esclusiva per le scuole di Gallipoli, una commissione mensa di vigilanza e controllo, e i moduli per avere la possibilità di detrarre fiscalmente l’acquisto dei biglietti mensa”. Grande attenzione agli anziani (cure termali e trasporto gratuito sui bus urbani), ai minori (con progetti personalizzati, in particolare per quei minori segnalati dal Tribunale per i minori). Per le famiglie è stata cambiata una convenzione con la ditta di raccolta differenziata dei vestiti usati, “che ha permesso di creare il primo parco giochi in centro città affollato e apprezzato”, mentre per i pacchi alimentari sono stati affidati alle parrocchie durante il periodo natalizio “di modo da non eliminare questo servizio”. Sempre a proposito di minori “è stata mia premura, essendo assente il sindaco in quel periodo, attivare un dialogo tra servizi sociali e forze dell’ordine per sgombrare il campo rom situato alle spalle della spiaggia Fontanelle e mettere in sicurezza tutti i bambini e ragazzini ivi presenti”.
In ultimo il grande impegno nella stesura del Piano sociale di zona “che , grazie all’accordo di programma con l’Aasl, è stato definito dagli stessi sindacati in cabina di regia una svolta storica”. Infine, circa la delega riguardo alla progettazione europea , il Comune di Gallipoli è stato vincitore di ben 4 progetti Interreg: uno per la partenza di un idrovolante che colleghi Gallipoli con Corfù, il secondo la creazione di una app per informare su tutti mezzi di trasporto esistenti tra i paesi del salento e la Grecia, la creazione di un attracco per le piccole navi da crociera e in ultimo, “ma non meno importante, un progetto per il recupero delle acque reflue da riutilizzare in agricoltura”. Puntando a recepire fondi europei soprattutto sui trasporti, “ho deciso – conclude il resoconto Silvia Coronese – di riaprire un dialogo con Fse, dialogo morto da anni ma che, una volta ripristinato ha permesso la riattivazione della metropolitana di superficie per collegare il centro con la zona pedonale di Baia verde e ottenere otto corse dirette con una sola sosta a Nardò per la stazione di Lecce, nonché formulare una serie di proposte insieme ai comuni di Casarano e Nardò per migliorare il piano di bacino e non risultare, come è stato negli ultimi 20 anni, tagliati fuori dal resto della Puglia”. “Tutto ciò – è il commento finale – grazie al mio impegno, alla mia passione per la politica, quella vera, quella che sogno da quando ero bambina, quella che non ti fa dormire la notte perché hai voglia di vedere crescere e migliorare la tua città”.

 

Elio Pindinelli Tirato in ballo nelle ultime giornate come “papabile”, Elio Pindinelli “a scanso di equivoci mi è doveroso precisare quanto già detto a commento di Piazzasalento: che qualcuno abbia potuto pensare a me è gratificante; affermare che poi ci sia stata una scelta tra me e qualcun altro è sbagliato in termini e nella sostanza. Le scelte sono abituato a farle da me e non certamente partecipando (come sembrerebbe ipotizzato dalla notizia) ad una fantasiosa roulette russa dei desiderata altrui”.

Il caso Udc: botta e risposta  La confusa posizione di questo partito in tutta questa

Emanuele Piccinno

fase piuttosto travagliata a cominciare dal caso che ha visto protagonista la consigliera Caterina Fiore, viene evidenziata, non senza ironie, proprio da alcuni esponenti locali di esso. Emanuele , ex assessore, posta su Facebook: “Caro sindaco ma l’assessore dr Angelo Mita da quale partito è rappresentato?”. “Partito o reparto?” commenta subito Caterina Fiore. Sandro Quintana, già esponente di quel partito,  interviene e conclude: “È stato nominato dal Segretario Regionale Totó Ruggeri dunque espressione dell’Udc… di quale Udc poi non si sa…visto che tu ti sei dimesso e la capogruppo epurata…”.

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – “Presento oggi la mia nuova squadra: due donne e tre uomini, grandi  professionisti che sapranno guidare sapientemente questa città. Una  giunta tecnico-politica che sarà subito al lavoro per affrontare le  problematiche di Gallipoli. Un nuovo punto di partenza. Ho piena fiducia  nel nuovo Esecutivo che agirà all’insegna della trasparenza e  dell’umiltà. Si respira un clima  positivo: tanto affiatamento e tanta  energia, sono sicuro che raccoglieremo subito i frutti del loro lavoro. Un grazie di cuore agli Assessori uscenti e buon lavoro a tutti!”: questo il commento del Sindaco Minerva dopo l’ultima modifica all’organigramma pronto già ieri sera. Nella nota del Comune s’informa che la Giunta verrà presentata ufficialmente nel corso della settimana entrante e che le deleghe ai cinque assessori verranno rese note “nei prossimi giorni”.

Chi sono gli assessori Come anticipato ieri sera da Piazzasalento, alla fine il primo cittadino ha optato per un radicale cambiamento. Tutti a casa gli assessori uscenti, squadra completamente nuova a Palazzo Balsamo. Entrano nelle stanze dei bottoni l’ex Sindaco, presidente dell’Ordine dei commercialisti provinciale e uno dei commissari mandati dalla Regione per i debiti della Festa della Focara di Novoli, Giuseppe Venneri; sostituisce in toto – quindi anche nella carica di vicesindaco,, il compagno di lista Cosimo Alemanno. Da “Grande Gallipoli” rilevano che il passaggio di testimone era previsto in accordi preelettorali e quindi è stato solo anticipato di qualche mese. Ex amministratore di lungo corso e componente del comitato dei saggi (voluto da Minerva ma che nel tempo ha fatto perdere le proprie tracce) Biagio Palumbo, già candidato Sindaco in un recente passato. Avrebbe voluto fare l’amministratore Angelo Mita, ma la sua candidatura di qualche tempo fa nella lista Udc non ebbe fortuna; Mita è uno dei primari dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ed è stato indicato dal numero uno del partito, il senatore Ruggeri. La componente sempre in piedi di Salvatore Guglielmetti (Crescere insieme la sua lista) piazza Paola Scialpi, candidata non eletta alle ultime Comunali nella lista “Italia destati – Sandro Quintana Sindaco” (37 preferenze).

Completa il governo “Minerva 2” Antonella Russo, il terzo avvocato in Giunta: è l’unica novità rispetto alle anticipazioni pubblicate ieri sera. Al suo posto il Sindaco avrebbe voluto Assunta Titti Cataldi (La Puglia in più), presidente della commissione consiliare Sanità, già in altre occasioni sollecitata ad assumersi responsabilità dirette di governo. Aveva sempre rifiutato ed anche questa volta ha tenuto duro, aprendo la strada alla moglie di un suo candidato Paolo Barba. In queste mosse avrebbe pesato il rapporto non più ottimale tra Cataldi e l’assessore uscente Dario Vincenti che, in caso di accettazione dell’assessorato da parte della sua compagna di lista, sarebbe entrato in Consiglio. A chi ieri sera gli anticipava la “rosa” dei papabili data per certa, Vincenti si era dimostrato in effetti assai scettico: “Finché non vedo la firma (di Titti Cataldi, ndr), non ci credo”. Aveva ragione.

Partite le scommesse Sono adesso partite le scommesse – complice anche il tempo che non consente molti diversivi – su quanto durerà la seconda Giunta Minerva. Se prevarrà il fattore venerdì 17 oppure un adattamento del detto popolare “Giunta (sposa) bagnata, Giunta fortunata”. Le opposizioni dentro e fuori il Consiglio comunale dalle prime battute non risparmiano ironie, allusioni e aperte accuse (se ne possono leggere in un altro articolo sul tema). (nella foto da sinistra Angelo Mita, Antonella Russo, Stefano Minerva, Paola Scialpi, Biagio Palumbo, Giuseppe Venneri).   

 

 

Gallipoli – Doveva essere il colpo politico di Ferragosto, studiato per varare finalmente, dopo un po’ di tentativi (almeno tre), la nuova Giunta comunale di Gallipoli. Invece ad un passo dalla conclusione ufficiale e dopo un pomeriggio di riunione con tutti i consiglieri della maggioranza, il Sindaco Stefano Minerva ha rinviato tutto a domani, venerdì 17. Forse c’è ancora qualche dubbio, qualche designazione non del tutto accolta dai consiglieri. Certo è che l’Esecutivo sarà nuovo di zecca: il decreto di revoca delle nomine è stato firmato dal Sindaco in serata. Tutti fuori, niente rimpasto, si cambiano tutti gli assessori rimasti (quattro, dopo l’abbandono in piena estate del titolare del Turismo e commercio, Emanuele Piccinno).

Ma l’intenzione di Minerva è ferma: questa volta si fa e si fa adesso. Anche se qualcuno dei papabili si è spinto a dire che – a stagione ormai andata – sarebbe meglio a questo punto procedere senza tanta fretta. I nomi? Dovrebbero essere, secondo i criteri di fondi indicati dal capo dell’Amministrazione, un misto di tecnici e di politici. Si va da Giuseppe Venneri, già primo cittadino, che prende il posto del vicesindaco Cosimo Alemanno della stessa lista “rande Gallipoli”; a Biagio Palumbo (foto), già ex amministratore, scelto al posto di un altro ex amministratore cittadino di cui si è parlato a lungo, Elio Pindinelli. Cede alla chiamata ripetuta Assunta Titti Cataldi (foto); con lei un altro medico in Giunta, il dottor Angelo Mita. Seconda donna assessore Paola Scialpi, avvocato, già Forza Italia e candidata alle ultime Comunali per il candidato Sindaco Sandro Quintana, sostenuta da Guglielmetti. Titti Cataldi assessore apre le porte del Consiglio al primo dei non eletti di “Puglia prima di tutto”, Dario Vincenti, assessore uscente.

L’ufficializzazione di dovrebbe avere, come detto, fra poche ore. Salvo imprevisti che – considerati i tentativi falliti finora – non sono proprio da escludere. Venuto a sapere dei presunti nomi nomi che affiancheranno Minerva nel governo cittadino, il capogruppo di Gallipoli Futura Flavio Fasano lancia la prima critica scomodando Fedro: “la montagna stava partorendo/ gemeva e lanciava grida immani/e sulla terra c’era grande attesa./ Ma quella partorì un topo”.

 

Galatone-Nardò – Buone notizie per la zona industriale Galatone-Nardò: l’area produttiva tra i due Comuni è stata inclusa nella Zes (Zona Economica Speciale) adriatica. Il piano di sviluppo varato dalla Regione a inizio agosto prevede infatti due macro-aree per le quali saranno previsti incentivi economici e agevolazioni fiscali che portino investimenti provenienti anche da oltre i confini della Puglia, grazie a un miglior collegamento con i porti vicini. Nella provincia di Lecce il progetto è stato disegnato su quasi 400 ettari di insediamenti produttivi, nei quali sono compresi le aree industriali (gestite dal consorzio Asi) di Lecce-Surbo, Galatina-Soleto e Galatone-Nardò, insieme al complesso di CasaranoMatino e al discusso intermodale di Melissano.

Una boccata d’ossigeno per le aziende dell’area, che da anni aspettano interventi in loro favore: sullo sfondo, gli annosi problemi che caratterizzano l’insediamento, dalla questione Acquedotto (manca un troncone che arrivi fino al polo e le aziende sono servite da pozzi privati) fino a quelle del depuratore, della sicurezza, dell’illuminazione e della viabilità delle arterie interne al sito gestito da Asi, con il Consorzio che da tempo fa orecchie da mercante davanti alle richieste della sigla “Assoimprese” che riunisce le ditte della zona. “L’introduzione della Zes può costituire un elemento più che positivo – commenta Angela Simone, presidente di Assoimprese Galatone-Nardò (suo vice Salvatore Durante) – per attrarre investimenti e favorire la crescita economica sull’esempio virtuoso di altri paesi che hanno già sperimentato con successo la creazione di ‘zone di vantaggio’ per l’insediamento di nuove imprese e il rafforzamento di quelle esistenti. Auspichiamo – dice la Simone – che il tutto si concretizzi, dopo anni di attese e disagi”.

La vicenda del distretto “abbandonato” – A luglio scorso erano stati i rappresentanti delle istituzioni a puntare di nuovo l’obiettivo sulla vicenda: la deputata pentastellata Soave Alemanno (di Nardò) aveva incontrato l’assessore pugliese allo sviluppo economico Antonio Nunziante, dopo le numerose sollecitazioni alla Giunta Regionale da parte del consigliere Cristian Casili. “La gestione dell’area da parte del consorzio Asi – aveva fatto sapere l’onorevole neretina – è carente dei più basilari servizi. Ciò nonostante, l’ente ingiunge pagamenti onerosi alle imprese che, non ricevendo i servizi necessari, sono costretti a provvedervi autonomamente e a sostenerne i costi”. Di luglio anche un’interrogazione urgente del consigliere Ernesto Abaterusso: “Chiedo alla Giunta se non ritenga necessario un urgente e forte intervento delle istituzioni perché siano avviate attività ispettive e di controllo sulla gestione del Consorzio – aveva scritto l’esponente di Leu – così da mettere in luce eventuali omissioni o azioni illegittime da parte dell’Asi di Lecce”.

Esultano le amministrazioni comunali dei due centri – “Questa sarà la svolta per la nostra zona industriale – dice il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone. – Ci saranno più imprese e più lavoro, con l’ingresso nelle zone economiche speciali a fiscalità agevolata, che garantiscono benefici fiscali e semplificazioni burocratiche ed amministrative. Chi investirà nella nostra zona industriale – aggiunge – dovrà mantenere qui l’azienda per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento. Una garanzia” conclude il numero uno di Palazzo Personé, con l’assessore allo sviluppo economico Giulia Puglia che nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti di Assoimprese. “Tale risultato – commentano invece dal Comune di Galatone – costituisce una possibilità concreta e reale per recuperare il divario storico e consentire che si avvii e si consolidi il percorso di crescita intrapreso dall’ente”.

Tuglie – Polemica politica a Tuglie tra minoranza e Sindaco in merito alla convocazione dei Consigli comunali e non solo. “Bene Comune” (con Antonio Vincenti, Alessandra Moscatello, Giovanni Petruzzi  e Leonida Marzano) ha chiesto un incontro “urgente” con il Prefetto di Lecce, denunciando una serie di situazioni ritenute “critiche”. L’ultimo riferimento è al Consiglio comunale dello scorso 30 luglio. Gravi le accuse del gruppo di opposizione che parla di “dati falsi” inseriti in Bilancio “per canoni di locazione e aggiornamento Istat insussistenti attesa la mancanza di legittimi contratti di locazione”. «Dopo aver venduto immobili e mobili, aver contratto un nuovo mutuo, la situazione di Bilancio resta critica tanto che per pagare anche solo gli stipendi si continua a dover ricorrere allo strumento dell’anticipo di cassa», si legge in una nota. Oltre alle “irregolarità” nella convocazione dei Consigli e nell’accesso agli atti (”quali quelli legati ai contenziosi dell’Ente”), “Bene Comune” segnala pure una situazione di “conflitto di interesse” nella concessione (”a titolo gratuito”) del campetto di calcetto comunale al marito dell’assessore Solida.

La replica del Sindaco Nel replicare alle accuse, il sindaco Massimo Stamerra critica a sua volta la minoranza per non aver disertato i lavori in Consiglio. «Non è più l’aula consiliare il luogo in cui confrontarsi bensì l’aula giudiziaria  in cui rappresentare ipotetici abusi amministrativi”, afferma Stamerra ricordando gli importanti punti all’ordine del giorno affrontati, dal centro ludico per la prima infanzia, al capitolato per l’affidamento di un front-office bar presso la pista ciclopedonale, al Piano di zona 2018-2020 sino all’approvazione del rendiconto 2017.  Nel merito dei rilievi mossi, Stamerra garantisce la corretta convocazione del Consiglio così come la regolarità nella concessione del campetto di calcetto, “così come fatto per tante altre associazioni di Tuglie”.

Casarano – Continua a far discutere, e non solo a Casarano, il caso dei due giovani ai quali sarebbe stato negato l’affitto di un appartamento perché omosessuali. Il fatto risale alla scorsa settimana quando due ragazzi, a quanto pare dopo aver già versato la caparra, si sarebbero sentiti rispondere dal proprietario dell’appartamento che l’affare non si sarebbe più concluso: o per aver scoperto le loro inclinazioni sessuali o per una presunta “insolvenza” della coppia. Sta di fatto che l’episodio ha provocato tantissime reazioni di indignazione, anche sui media nazionali.

Sulla vicenda interviene anche il coreografo e ballerino Gabriele Cantando, originario di Casarano, ma da anni residente a Roma. «Il mio paese d’origine – dice Cantando – ha un’apertura mentale meravigliosa, come tanti comuni di questa terra splendida che è il Salento e che però ogni tanto viene macchiata da alcuni episodi. Ovviamente, il proprietario dell’appartamento può decidere chi mettersi in casa. Io però lo invito a fare un passo indietro, a parlarne con qualcuno che lo possa aiutare a capire cos’è l’amore».

Poi Cantando rivolge un appello a fare fronte comune. «Non dobbiamo nasconderci – aggiunge l’artista – perché non c’è nulla per cui nascondersi. L’amore va manifestato. Rivolgo un invito a tutte le associazioni gay, a tutti gli amici omosessuali, ma anche a tutti gli amici eterosessuali del Salento: siate da supporto per chi subisce questo tipo di discriminazioni. Questa lotta va fatta insieme. I problemi veri sono altri: sono la fame, sono le guerre. Preoccuparsi di due persone che si amano lo trovo assurdo».

Interpellato sulla questione, il presidente dell’Università Popolare, Marco Mazzeo, rammenta come si tratti “del primo episodio del genere che si pone alla ribalta pubblica per la nostra comunità”. «Non conosco i fatti direttamente – dice – e penso che ognuno debba poter utilizzare i propri beni come meglio crede. È importante, però, che questa vicenda si trasformi in un momento di confronto fra posizioni diverse e non sia l’ennesima, stucchevole e dannosa occasione per imporre il proprio punto di vista. Abbiamo bisogno di un confronto critico che porti alla crescita collettiva e non di scontri faziosi e preconcetti che acuiscono le divisioni. Personalmente – continua Mazzeo – avrei fatto scelte diverse, ma il punto non è questo. L’importante è che questa sia un’occasione di crescita e confronto. Come Università Popolare, ci rendiamo disponibili ad agevolare un dibattito nel merito. In bocca al lupo ai ragazzi per la loro ricerca di casa, che sicuramente troveranno!».

Casarano – Non si spegne a Casarano l’eco della rimozione dell’ormai ex assessore Adamo Fracasso dall’esecutivo cittadino. L’improvvisa decisione assunta dal sindaco Gianni Stefàno ha aperto un dibattito sulle reali motivazioni (al di là del venir meno del “rapporto di fiducia” come indicato nella nota ufficiale) alla base del provvedimento così come sul futuro assetto della maggioranza. È il gruppo consiliare “Orgoglio Casarano”, in una nota a firma di Mauro Memmi e Umberto Totaro, ad esprimere “rinnovata preoccupazione” sulla vicenda riflettendo sulla risposta fornita dall’estromesso Fracasso, sin dal 2012 al fianco di Stefàno, come suo vice nella prima Amministrazione.

«Comprendiamo solo che chi denuncia gli errori di questo sindaco viene rimosso, in base all’applicazione della regola “omertà uguale fedeltà”. Ci aspettiamo – fanno sapere i due consiglieri di minoranza – un pronto e veritiero chiarimento, non potendo ora Stefano (come è solito fare) incolpare sull’accaduto chi l’ha preceduto o altri». “Orgoglio Casarano” punta l’indice sulla posta pari a circa 200mila euro “oggetto di riequilibrio di Bilancio nell’ultimo Consiglio comunale”. «Di tale somma, 180mila euro derivano da un’ordinanza di assegnazione delle somme del Tribunale di Lecce a favore della curatela fallimentare della società Area Sistema, che ha progettato e realizzato importanti interventi, sempre finanziati, tra i Comuni della stessa facenti parte con Casarano capofila. Ad oggi non è nota agli amministratori nè la natura del debito, né l’effettiva riferibilità solo al Comune capofila, in quanto costoro hanno omesso di accertare tutto ciò per otto mesi (atto di pignoramento notificato a gennaio 2018). Ulteriori 20mila euro sono dovuti all’Ato LE 3 in liquidazione, per aver omesso l’amministrazione Stefano di impegnare le somme nei bilanci del 2015 e 2016, evidenziando ripetutamente la gravissima incompetenza amministrativa».

 

 

Galatone – L’Amministrazione comunale risposte a Forza Italia in merito ai “dubbi” sorti sull’arrivo in città di due nuovi vigili stagionali. È di stamattina la nota con cui l’assessore alla Polizia municipale Roberto Bove ed il sindaco Flavio Filoni (foto) spiegano la vicenda dell’assunzione di due nuove unità (fino al 31 ottobre) utilizzando la graduatoria del Comune di Alessano. «La graduatoria del Comune di Neviano – spiegano da Palazzo dei Domenicani – non poteva essere utilizzata in quanto finalizzata ad assunzioni a tempo determinato». I due amministratori illustrano il quadro legislativo e le circolari ministeriali che hanno portato l’Ente ad attingere ad una graduatoria per contratti a tempo indeterminato (anche di un altro Ente, se non in possesso di una). Nei giorni scorsi era stata Emanuela Settimo De Mitri, coordinatrice di Forza Italia Galatone, a chiedere lumi sul perchè fosse stata stralciata la convenzione stipulata col Comune di Neviano con la successiva firma del patto con Alessano. Il discorso di Forza Italia puntava dritto dritto ad una delle due agenti selezionate in quanto ex candidata nelle liste di Filoni alle ultime amministrative.

“Rispettato l’ordine della graduatoria” «Sono stati contattati i Comuni di Gallipoli, Alessano e Lecce – illustrano Bove e Filoni – e una graduatoria a tempo indeterminato per agenti di polizia municipale risultava presente nei primi due. Il Comune di Gallipoli ha però precisato che per la propria pende un giudizio davanti al Tar. Abbiamo ritenuto opportuno accedere a quella di Alessano, approvata recentemente – dicono dall’Esecutivo – senza ricorsi giurisdizionali e con un elevato numero di candidati idonei».
Dopo la firma dell’intesa tra i due Comuni, la convocazione dei potenziali agenti. «Il Comando ha proceduto a contattare a mezzo mail i candidati idonei, nel rigoroso rispetto dell’ordine di merito, e a fronte di ben quindici unità contattate solo due hanno fornito la propria disponibilità alla chiamata, mentre gli altri hanno formalizzato la rinuncia. Altri cinque Comuni – aggiungono nella nota – nelle ultime settimane hanno utilizzato la graduatoria del Comune di Alessano».

“Eventi da destagionalizzare” Circa la tempistica dell’intera operazione (i tre mesi ci contratto portano al 31 ottobre, “ben oltre l’Estate Galatea” come evidenziato da Forza Italia), Filoni e Bove replicano: «Nostro auspicio è perseguire la destagionalizzazione degli eventi  realizzando stabilmente anche un cartellone di iniziative invernali. I servizi della Polizia municipale, anche sulle strade, saranno potenziati fino al 31 dicembre».

Giulia Puglia

Nardò – I principi generali su inquinamento, attività rumorose, sorgenti sonore, livelli di rumore ed altro; gli obiettivi precisi cioè pubblici esercizi, circoli privati, stabilimenti balneari e altri luoghi di ritrovo all’aperto o al chiuso, destinati allo sport, al tempo libero e allo spettacolo con utilizzo di impianti di diffusione sonora o strumenti musicali; terzo capitolo sulle attività temporaneamente rumorose, cioè spettacoli itineranti, manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore e che – salvo eccezioni – si terranno preferibilmente nelle aree mercatali di Nardò e Santa Maria al Bagno, largo della Quattro Colonne. In queste tre mosse il Consiglio comunale di Nardò intende contrastare gli eccessi acustici della movida e mettere ordine nella “giungla delle norme”.

 

Ecco allora il regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico, cioè una serie di norme per la gestione e il contenimento dell’inquinamento acustico, con particolare riferimento alle attività di pubblico spettacolo e intrattenimento musicale negli esercizi pubblici e in strutture simili. Tra i principi generali vi sono indicazioni sul contenuto di strumenti come la Dpia (documentazione di previsione d’impatto acustico), la Dpca (valutazione previsionale di clima acustico) e la Via (valutazione d’impatto acustico).

Per i locali di ritrovo con impianti di diffusione sonora e l’uso di strumenti musicali, sono previste limitazioni per quanto riguarda la diffusione di musica (dal vivo, con karaoke o dj) all’interno dei pubblici esercizi, consentita sino alle ore 1; da settembre ad aprile e sino alle ore 2 da maggio ad agosto (in ogni caso per non più di quattro ore al giorno e per non più di cinque giorni al mese). La diffusione di musica su aree esterne di esercizi pubblici gli orari sono diversi: da settembre ad aprile entro le ore 24 (e per i prefestivi entro le ore 1); da maggio ad agosto entro le ore 1 (e per i prefestivi entro le ore 2). In ogni caso, non è consentita per una durata superiore a cinque ore al giorno con intervallo minimo di due ore e per più di quattro giorni al mese (per non più di otto giorni da maggio ad agosto). Il titolare dell’attività “dovrà  – stabilisce il nuovo regolamento – comunque controllare il vociare e gli schiamazzi degli avventori e il rispetto della civile convivenza.

Manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore, queste saranno consentite nell’intervallo di tempo tra le ore 9 e le 24, salvo deroghe autorizzate dall’Amministrazione comunale sia per quanto riguarda i limiti temporali (sino alle ore 2:30 o le ore 4 per manifestazioni particolarmente rilevanti che abbiano il patrocinio del Comune) che acustici. Le deroghe valgono per le attività temporanee rumorose, ma non per i pubblici esercizi. Tra le sanzioni si va dalla diffida a eseguire la bonifica acustica all’inibizione dell’uso della sorgente sonora, dalla revoca dell’autorizzazione in deroga alla sospensione dell’attività rumorosa, sino alla sospensione della licenza. Le violazioni al regolamento sono punite con sanzioni che vanno da 258,23 a 10.329,14 euro.

“Il regolamento – spiega l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico, Giulia Puglia – mette finalmente ordine in un settore in cui sino a ieri c’era molta confusione, con problemi e inconvenienti gravi sia per l’amministrazione comunale che per i cittadini e gli operatori. Adesso sappiamo in maniera precisa e puntuale chi può fare una determinata cosa, come la può fare e entro quali limiti. Uno strumento che ci consente di fare un salto di qualità sul fronte della disciplina e della certezza di regole e norme”. “L’obiettivo – spiega l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – era quello di mettere insieme le esigenze di tutti e ci siamo riusciti. Abbiamo adesso riferimenti certi per i cittadini, per chi è titolare di attività di intrattenimento e spettacolo e anche per chi deve controllare che le prescrizioni siano rispettate”.

Gallipoli – “Da quando siamo a Riccione, ogni mese/mese e mezzo veniamo convocati al Palazzo dei congressi per programmare con il Comune. Ci chiedono se abbiamo idee, per esempio per Natale, o iniziative in preparazione; le confrontiamo con quelle loro e poi si arriva ad un programma unico per i turisti”: la chiave di volta per evitare che nulla sia definitivamente perduto, potrebbe essere questa. Ne parla Rocco Greco (foto), l’imprenditore gallipolino che ha portato un nuovo modo di stare in riva al mare nella patria – sessanta anni fa – degli stabilimenti balneari e dei divertimenti. “Il tavolo tecnico fino a qualche tempo fa si faceva anche a Gallipoli, poi più niente. Un errore non tenerlo attivo”.

La seconda patria in riva all’Adriatico “Come ci hanno accolti qui a Riccione? L’Amministrazione comunale è stata contentissima, ci hanno subito guardato bene e il Samsara è adesso un punto di forza della loro offerta turistica e lo portano come esempio, come mi dice anche lei (il cronista ha ascoltato su RadioDue Rai l’assessore al Turismo indicare il Samsara come lo stabilimento dove si balla tutto il giorno, ndr)”. Greco, da gallipolino e salentino, ci tiene a essere visto – col suo socio David Cicchella – come l’azienda salentina che va fuori portando il proprio apprezzato bagaglio, ma senza tagliare con le radici. Fuori fino a Budva, in Montenegro, dall’altra parte dell’Adriatico. “A Riccione facciamo ciò che facevamo e facciamo a Gallipoli, musica in spiaggia dalle 16 alle 20, non è cambiato niente”, dice. Nei fine settimana “arriviamo a numeri fortissimi”, aggiunge. Memtre il Samsara dello Jonio accusa un calo: “Eh sì, quelle notizie sui locali, chiusi, sugli eventi annullati certo non hanno giovato e i giovani si sono diretti altrove”. Anche verso il Samsara romagnolo, dove proprio questa sera dalle 17 alle 21 arrivano Merk & Kremont “tra i dj italiani più attivi nel mondo” recita una nota stampa.Il 9 è la volta di altri artisti dello stesso calibro, sempre italiani; il 12 in pedana “una leggenda della House, David Morales.

Insomma, in Romagna  tutte rose e fiori? E i controlli (con qualche guaio a seguire come quello scorso con la Capitaneria di porto di Gallipoli)? “Ci sono anche anche qui, li vogliamo i controlli per stare tranquilli. Forse perché vengono da 60 anni di turismo, le regole ci sono e sono più chiare; se vuoi lavorare come da programmi, non ci sono problemi per nessuno”. Nonostante questa stagione critica, Gallipoli intanto resiste come destinazione appetibile, come ha raccontato a Piazzasalento il direttore del gruppo alberghiero Attilio Caroli Caputo (“Continuano ad arrivare richieste di investitori che vogliono prendere in gestione strutture ricettive”, ha dichiarato). “Questo ci deve far pensare che non abbiamo perso tutto – commenta Greco – l’attenzione c’è ancora, nonostante i collegamenti più costosi rispetto ad altre famose località, più difficoltosi”.

Costi, servizi, programmi: le cose da cambiare “Abbassate i costi dei voli per Brindisi e degli affitti a Gallipoli e vedrete come la gente ritornerà… costi alti, servizi molto scarsi, trasporti e collegamenti quasi inesistenti. Vi consiglio delle vacanze in località turistiche come la Spagna, la Francia (per restare in Europa) e trovate da soli le differenze. Costa di meno una vacanza in Costa brava compreso volo e hotel a 5 stelle che un volo per la Puglia…” l’appassionato consiglio via Facebook di Isabella Cherillo di Alezio, che lavora nel settore della moda a Parigi. “Dobbiamo cambiare adesso:  la gestione deve essere migliorata come la programmazione ed i servizi. E sopratutto dobbiamo vendere il Salento tutto intero, non singole strutture. A questo serve una stretta collaborazione tra Enti locali e imprenditori”. Come fanno in Romagna, appunto. Anche utilizzando l’esperienza di un marchio salentino consolidato oggetto di attenzioni dei media (da ultimo ItaliaUno) per i beach party che, in zona Marano sul lungomare “fanno scatenare ed emozionare giovani e intere famiglie”.

Casarano – Non si è fatta attendere la risposta dell’ormai ex assessore Adamo Fracassso (foto), a neppure 24 ore dal “benservito” ricevuto dal sindaco Gianni Stefàno. Di ieri sera è, infatti, la nota con la quale Stefàno gli revoca le deleghe per il venir meno del “rapporto di fiducia intercorso finora”. Una decisione, questa, “totalmente inaspettata” per Fracasso.

La replica di Fracasso «Il rapporto di fiducia che sarebbe venuto meno sorprende i cittadini di Casarano  quanto il sottoscritto, perché i fatti – scrive su facebook il vice coordinatore provinciale di “Puglia popolare” – dimostrano il contrario, con un sostegno incondizionato e leale alla sua persona in ogni competizione dal lontano 2009».  Da Fracasso (già vicesindaco e rieletto lo scorso anno con il “Centro democratico cristiano – Popolari per Casarano”) arriva qualche indicazione su cosa possa aver incrinato i rapporti con Stefàno. Dalla richiesta di chiarimenti circa un debito fuori bilancio (“che, a mio avviso, non aveva i requisiti per essere riconosciuto”), a non meglio precisate “vicende amministrative”, sulle quali l’ex assessore avrebbe invitato a riflettere i consiglieri comunali. L’incertezza di merito, dunque, rimane anche se voci di corridoio fanno riferimento anche a “contatti” tra Fracasso ed alcuni esponenti dell’opposizione che non sarebbero risultati particolarmente graditi da Stefàno che avrebbe, a quanto pare, preso una decisione rapida, all’indomani del Consiglio comunale del 31 luglio dopo aver, tra l’altro, già convocato una conferenza stampa per il bilancio del primo anno del suo secondo mandato.

L’attentato dello scorso anno «Ho solo il rammarico di non aver dimostrato il mio disappunto rassegnando le mie dimissioni il 15 settembre scorso dopo aver riscontrato il silenzio del Sindaco in relazione al grave atto doloso subito dalla mia famiglia», conclude Fracasso in riferimento all’incendio dell’auto di famiglia.

Giunta da completare Si resta, intanto, in attesa di conoscere come Stefàno provvederà a ripristinare la sua Giunta. Per ora il Primo cittadino ha trattenuto per se le deleghe che erano di Fracasso (tra le quali Verde pubblico, Attività produttive e Cultura) rinviando a data da destinarsi la conferenza stampa sull’attuazione del programma amministrativo fissata per il 6 agosto.

Seclì – Improvvise dimissioni, a Seclì, del sindaco Antonio Casarano. Fatale lo scontro con la sua stessa maggioranza nel corso del Consiglio comunale del 31 luglio, chiamato ad approvare un’importante variante urbanistica per l’ampliamento della sala mensa di una Residenza socio-sanitaria del paese. La decisione, “maturata con notevole sofferenza”, è scaturita “dal comportamento dei consiglieri della mia maggiornanza palesata nell’espressione di voto maturata sull’ultimo punto dell’ordine del giorno nell’adunanza consiliare del 31 luglio”, scrive Casarano nella nota di dimissioni protocollata il primo agosto e indirizzata al segretario comunale Maria Elena Megha ed ai consiglieri comunali. «È venuto meno – scrive Casarano – il rapporto di fiducia tra l’organo massimo rappresentante del Comune e la propria maggioranza».

La discussione in Consiglio Malgrado alcune prescrizioni al progetto espresse anche dall’Ufficio tecnico comunale, oltreché da Provincia e Regione, i consiglieri di maggioranza avrebbero inteso “forzare” la mano, contro il parere dello stesso Sindaco, votando l’approvazione della variante (già portata all’attenzione del Consiglio lo scorso anno e poi rinviata). Da ciò una lunga discussione in aula, con toni particolarmente accesi, che deve aver portato a galla contrasti e rancori sino alle dimissioni del Primo cittadino.

La nota di Casarano «Preciso che il mio mandato è stato svolto fino a questo punto nell’assoluta imparzialità, trasparenza e serenità di giudizio e nell’intima convinzione di non aver mai perseguito interessi che non fossero quelli del mio Comune», scrive ancora Casarano il quale, congedandosi dalla guida dell’Amministrazione, fa sapere ai suoi concittadini di andar via “prima che quest’aura di specchiata fiducia possa essere offuscata”.

Dalla sfida elettorale del 2014 a quella del 2019 Casarano era alla guida del Comune dal maggio 2014 quando (con oltre il 66%) vinse la sfida elettorale contro Sonia Giaffreda (26%) e Anacleto Epifani (7%). Con lui in Giunta ci sono stati finora la sua vice Concettina Bongiorno e Armando Rondinella, esponenti della lista civica “Al servizio di Seclì”. Salvo sorprese, sarà un commissario straordinario a traghettare l’attività amministrativa sino alle elezioni previste nella scadenza naturale della prossima primavera.

 

Nardò – Settanta pali di illuminazione per rendere meno pericolo il tratto di litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo. I punti luce sono stati attivati in questi giorni sulla Provinciale 268 che collega la marina di Nardò a Porto Cesareo. Quel tratto di litoranea è in gestione al Comune per cui, essendo un’arteria di notevole importanza per il traffico veicolare e per particolari esigenze di sicurezza per automobili e pedoni, soprattutto durante il periodo estivo, è rientrato nel piano delle opere pubbliche del comune.

L’intervento è una parte della più generale azione di riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione in città in corso di esecuzione da parte dell’associazione temporanea di imprese Cpl Concordia-Alfa Impianti (per oltre 2 milioni 700mila euro, attivato dalla precedente Amministrazione del Sindaco Marcello Risi), che sta cambiando l’illuminazione nella direzione della modernizzazione e dell’efficienza. Ad oggi il progetto è stato realizzato quasi al 50% dei 4.675 punti luce che sono oggetto di interventi di riqualificazione energetica e adeguamenti sotto il profilo della sicurezza elettrica e statica. Dopo i pali sulla litoranea tra Sant’Isidoro e Porto Cesareo, sarà la volta di una serie di interventi specifici sui corpi illuminanti tra Sant’Isidoro e Torre Inserraglio.

“Questo tratto di litoranea – ricorda il Sindaco Giuseppe Mellone – è spento da sempre, con tutte le conseguenze relative su sicurezza e decoro con cui i neretini e non solo hanno avuto a che fare sino a ieri sera. Ne guadagna senza dubbio anche il fascino e la resa visiva di questa zona, soprattutto guardandola dal mare. L’intervento di riqualificazione generale della pubblica illuminazione in città sta proseguendo a buon ritmo, consentendoci anche di eliminare una serie di criticità croniche nel rapporto tra resa luminosa e consumi”.

“Più volte – aggiunge il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Oronzo Capoti – ho sperimentato personalmente quanto questa strada fosse pericolosa nelle ore serali e notturne, una condizione insostenibile soprattutto quando nei mesi estivi il flusso di automobili è elevatissimo. Senza dimenticare che ci sono aree abitate e quindi spesso anche persone a piedi o in bicicletta, sguarnite sino a ieri di ogni garanzia di incolumità. Tra le varie zone della città completamente sprovviste di illuminazione, questa era senza dubbio tra quelle più bisognose di un intervento”.

 

Gallipoli – L’immagine emblematica di questa estate gallipolina è sul lungomare Galilei, in prossimità della rotonda: alle 16,30 di un pomeriggio assolato come non mai l’1 di agosto, le bici che dovrebbero stare al mare, con i loro trasportati, sono invece tutte lì, sul piazzale. Perchè? “Perché non c’è nessuno”, ribatte l’addetto.

E’ questo il prevalente umore che pervade la città, a cominciare dagli operatori che sul turismo ed intorno al turismo da anni hanno finalizzato i loro interessi nei diversi settori del comparto.

Ci sono, è vero, delle autorevoli eccezioni, che predicano e praticano innovazione e qualità, ma il coro montante – basato ovviamente su percezioni piuttosto che su dati – è univoco anche se con accenti diversi. C’è chi parla di un  problema c’è ed è grave, tanto da pesare un -40 o addirittura -60% rispetto alla passata stagione soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi; c’è chi dice che le stime sono uguali allo scorso anno o addirittura migliori e chi invece sostiene afferma che forse è meglio non parlarne troppo per evitare pubblicità negativa sulla città.

Da aprile a giugno tutto bene Sindaco Stefano Minerva, citando Puglia Promozione, ed altri operatori concordano su di un dato di partenza: maggio e giugno (esclusa l’ultima settimana) sono stati mesi d’oro; per questo periodo lo confermano anche le cifre sulla raccolta dei rifiuti, lievemente superiori al giugno 2017. Gli stessi concordano anche sul calo di luglio, come se la rotta si fosse bruscamente invertita.

Poi in aumento solo le disdette In calo richieste, prenotazioni ed aumento delle disdette. Sarà un caso ma le “disdette” dei locali d’intrattenimento di grande richiamo – Parco Gondar e Cave – sono rispettivamente di fine maggio (annuncio che il locale non aprirà per l’estate con successivi inutili tentativi di deroghe fino a metà luglio) e fine giugno (notifica alle Cave di una ordinanza di chiusura a seguito di provvedimento giudiziario, con opposizioni varie fino a metà luglio). Molti di questi concerti hanno traslocato altrove, da Mancaversa di Taviano ad altre strutture gallipoline, ma probabilmente le novità dell’ultima ora sono arrivate tardi a chi aveva ormai già scelto altro. Magari Riccione, località Maran, dove il Samsara (sub iudice anch’esso qui) è ancora più famoso per essere il lido in cui i Beach Party durano tutto il giorno.

“La destinazione continua ad attrarre” Non tutti si stracciano le vesti. Attilio Caputo (foto), direttore del gruppo Caroli Hotels, rileva un andamento uguale allo scorso anno, con prenotazioni fino al 2019 grazie agli eventi proposti dal loro calendario già ben definito di settimana per settimana. “Le presenze in aumento degli stranieri non sono casuali. La destinazione risulta ancora appetibile: anche per il 2020 abbiamo concluso contratti con agenzie estere presso le nostre strutture. Inoltre resta forte la richiesta di investitori di fuori pronti a prendere in gestione strutture alberghiere di target elevato”.

“La qualità non conosce crisi” Su tasto qualità batte anche Giuseppe Coppola, presidente

della sezione Turismo di Confindustria e imprenditore agroenogastronomico, “per uscire dalla logica di singole fortunate iniziative con risultati importanti ma non consolidati nel segmento

Giuseppe Coppola

del turismo giovanile”. “Dove la ricettività si è stabilizzata su livelli elevati, i numeri sono in crescita – sottolinea Coppola, per cui la crisi di oggi risulra inversamente proporzionale alla qualità dell’offerta. Allora questo è il momento in cui c’è una svolta per ripensare e riprogrammare un modello che sia da esempio anche nazionale”. Le aziende del gruppo hanno registrato un andamento stabile come arrivi. A “Freedom in tour” non si parla di crisi. L’agenzia viaggi e tour operator registra un aumento del 25% e un boom di prenotazioni per agosto in zona lido San Giovanni . Dice la titolare Maria Rosaria Traisci: “La nostra agenzia è sempre andata controtendenza puntando a lavorare con con le famiglie piuttosto che con gruppi di giovanissimi”.

Addetti alle pulizia boccheggianti Un osservatore degli utenti che frequentano, anno dopo anno, il suo chiosco-edicola di piazza Carducci, su corso Roma, Marcello Selvaggio, nota il cambiamento: “Mancano tanti ragazzi con le loro comitive; ora, non so dire se il calo è avvenuto per la pubblicità negativa della chiusura di Cave e Parco Gondar e per la sorte incerta del Samsara, ma so per certo che tanti giovani hanno preferito altre mete ed un indice di questo calo è per me la bassa vendita di magneti (che hanno sostituito le classiche cartoline)”. Sconforto dalle parole di un’agenzia di pulizie operante esclusivamente a Baia verde: “Non sappiamo che fare, c’è un calo di richieste per i nostri servizi dell’80%. Incredibile, non sappiamo come andare avanti”.

Tra gli albergatori la brusca frenata è attestata da Vito Ria, direttore degli Hotel 33 Baroni e Fly, conta richieste in meno del 20% e calo del fatturato generale di quasi il 30%. Meno peggio le strutture extra-alberghiere. “Cresce anche il fenomeno di quanti telefonano e cercano di spuntare un prezzo inferiore a quello stabilito e qualche volta dobbiamo accettare

Stefan Carlino

per non perdere i clienti”. Tante famiglie, giovani coppie che però si sono iniziate a vedere a metà luglio: Stefan Carlino, agenzia Carlino Tourist, mette un segno meno però all’extra alberghiero e con prenotazioni last minute e con posti ancora liberi per agosto. “E’ però impensabile arrivare a stagione iniziata con i lavori a sud della litoranea incompleti, senza illuminazione, sicurezza e altro. Le famiglie nostre ospiti hanno continuamente segnalato questi disservizi, in cui la colpa è anche della Soprintendenza”. Sulla critica agli amministratori pubblici punta deciso Peschiulli, titolare del Picador: “Il problema è nato 5 anni fa ed è esploso oggi con il cambio di viabilità della zona pedonale dei lidi, la chiusura di strutture ed un piano marketing completamente sbagliato. Da un sondaggio fatto personalmente ai fornitori di alimenti e bevande, si parla di – 70% ad oggi di vendite”.

Aspettative azzerate: ora risposte alle tante domande” “Si tratta di una stagione che, ad

Matteo Spada

oggi, ha a dir poco tradito le aspettative”, conclude Matteo Spada, presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori. “Si viaggia purtroppo su percentuali sconfortanti sotto ogni punto di vista su tutti i settori – continua Spada- tranne le poche eccezioni nell’ambito della ristorazioni. Il commercio in generale ha subìto forti cali, ma quello che è preoccupante sono i numeri che ci arrivano dalle strutture ricettive: numeri preoccupanti, se teniamo conto che la maggior parte delle strutture consultate sono del centro storico, b&b compresi. La cosa che accomuna quasi tutte le strutture sono le disdette, che quasi superano il numero delle prenotazioni per agosto. Questo, senza contare le strutture al di fuori del centro storico, che soffrono ancora di più”. Spada invoca un tavolo di confronto con la politica su quesiti e domande a cui al più presto dare risposte.

A settembre primo incontro sul futuro Dal Comune intanto si annuncia un summit generale con gli amministratori locali e l’assessore regionale all’Industria turistica, Loredana Capone, per riparare i problemi riscontrati e mettere le basi per un migliore 2019. Sperando – sottolinea qualcuno – che non sia l’unico: l’anno scorso, stessi stimoli e stessi impegni, si registrò un solo incontro in ottobre in Comune. Poi, più niente.

Ha collaborato Anna De Matteis 

 

 

Casarano – Novità nella Giunta comunale di Casarano : il sindaco Gianni Stefàno ha, infatti, “revocato” la delega assessorile ad Adamo Fracasso. A venir meno è stato “il rapporto di fiducia intercorso finora”, come scritto in una nota diffusa da Palazzo di città in tarda serata. Si tratta di una “defezione” importante, che apre nuovi scenari (finora imprevisti) all’interno dell’esecutivo che guida la città dal 2017. In realtà è lo stesso Stefàno a ringraziare Fracasso “per il contributo apportato all’azione amministrativa dal 2012 sino ad oggi”, ricordando il ruolo di vice-sindaco svolto dall’ormai ex assessore. A Fracasso, eletto nelle file del “Centro democratico cristiano – Popolari per Casarano” (sue 304 preferenze), erano state conferite le deleghe a Verde pubblico e Qualità della vita, Attività produttive, Innovazione tecnologica, Politiche comunitarie e Cooperazione internazionale,  Agenda digitale, Decoro urbano, Cultura e Programmazione strategica. Tali deleghe vengono, al momento, assunte “ad interim” dallo stesso Sindaco, “sino alla nomina di un nuovo assessore che sarà individuato congiuntamente con i consiglieri, gli assessori e le forze politiche che compongono la maggioranza”.

La revoca 24 ore dopo il Consiglio comunale La revoca giunge il giorno dopo lo svolgimento del Consiglio comunale che, tra le altre cose, ha approvato il rendiconto di gestione 2017 e alcune variazioni al Bilancio 2018-2020. Non è dato, tuttavia, sapere se il “venir meno della fiducia” possa essere maturata nel corso dell’Assise. Di certo si tratta di uno “scricchiolio” di rilievo anche perchè, finora, le due Amministrazioni guidate da Stefàno si sono caratterizzate da una particolare solidità facendo registrare (nel dicembre 2013) soltanto la staffetta (programmata) tra Paolo Bandiello e Marcello Torsello.

Castrignano del Capo – Aderisce alla Lega di Salvini la giovane consigliera comunale di Castrignano del Capo Giulia Chiffi (foto). Eletta nel 2016 con la lista civica “Progetto futuro” (a sostegno del candidato sindaco Francesco Petracca, poi sconfitto dall’attuale primo cittadino Santo Papa), la Chiffi ha reso noto il passaggio al partito che ancora oggi ufficialmente si chiama Lega Nord come figura tuttora sul suo sito, nel corso del Consiglio comunale dello scorso 27 luglio.

«Per me è la più coerente maturazione di un percorso politico che ho iniziato anni fa al fianco del consigliere regionale Andrea Caroppo, oggi segretario regionale della Lega», ha affermato la consigliera di minoranza facendo sapere di sostenere tutte le tematiche del partito di Salvini, “dalla difesa e promozione della famiglia all’alleggerimento della pressione fiscale, dalla salvaguardia delle tradizioni locali alla sicurezza, dal controllo dei flussi migratori alla tutela di agricoltura e artigianato”. Il suo rappresenta un passaggio importante nell’ottica della futura “Lega del Salento”, come affermato dal segretario provinciale del partito di Salvini, Elisa Rizzello.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – E’ del 26 luglio scorso, la decisione del Consiglio di Stato intervenuto merito alla scottante questione – per i locali – legata al mercatino serale di Leuca.
Lo scorso 5 luglio il Tar di Lecce ha rigettato la richiesta di sospensiva, confermando lo spostamento del mercatino estivo dalla centralissima area demaniale prospiciente il lungomare Cristoforo Colombo, dov’era collocato sino all’estate scorsa, su via Madre Elisa Martinez (dai piedi della scalinata a risalire verso via Panoramica). L’ordinanza era stata impugnata innanzi al Consiglio di Stato che, ritenendola legittima, ha confermato lo spostamento in via Martinez, rigettando il ricorso degli operatori titolari dei chioschi.
L’opposizione in Consiglio non demorde “Ciò che l’opposizione contesta da mesi, a prescindere dalla legittimità dei provvedimenti, è l’assoluta inadeguatezza del sito individuato dall’Amministrazione per l’allestimento del mercatino serale e il metodo adottato per il suo spostamento – commenta subito Francesco De Nuccio (foto), consigliere di minoranza e portavoce del gruppo “Città insieme” – tale atteggiamento, oltre ad innescare il contenzioso con i commercianti ha privato la marina di un’importante attrattiva turistica cagionando danni economici alle famiglie e alla collettività”. De Nuccio definisce il sito “insicuro, insalubre e pericoloso”, “Si tratta di una strada carrabile gravata dal transito obbligatorio dei mezzi pesanti a cavallo di un incrocio pericolosissimo che intreccia via Martinez a via Panoramica, principale asse di penetrazione all’abitato di Leuca”, insiste De Nuccio, per il quale occorrerebbe rivedere la situazione in occasione del Documento strategico per il commercio che l’Amministrazione dovrà redigere e portare in Consiglio comunale.

La situazione attuale In Via Martinez e negli altri siti individuati per la collocazione del mercatino, si sono intanto conclusi i lavori per la predisposizione dell’area. E’ stato delimitato il corridoio per il passaggio dei pedoni e ultimata l’installazione della segnaletica verticale. Come da programma i chioschi “no food” andranno su via Martinez i “chioschi food” saranno collocati nei pressi del Playtime (tra via Panoramica e via Martinez) e nelle vicinanze del ponte Benedetto XVI. Ad oggi, con agosto alle porte, nessun chiosco è stato ancora allestito nelle aree predisposte e resta da capire in quanti, tra gli operatori coinvolti, accetteranno di sistemarsi nel nuovo sito.

Gallipoli – Un Consiglio dal sapore particolare quello che si è svolto questa mattina a Palazzo Balsamo, in centro storico. Particolare non per gli argomenti da trattare – quasi tutti di normale amministrazione – quanto per essere la prima uscita della maggioranza che regge Stefano Minerva dopo le dimissioni dell’assessore Emanuele Piccinno (Turismo e Commercio le sue pesanti deleghe) e l’avvio di una serie di incontri tra Sindaco e consiglieri della sua coalizione. Allora occhi puntati sul posto occupato di solito dalla capogruppo dell’Udc, stesso partito di Piccinno, Caterina Fiore, al centro di una vicenda adesso consegnata agli organi inquirenti. Il suo posto è rimasto vuoto; a differenza di quello di Federica Portolano, compagna di partito, presente e votante con la maggioranza.

A mettere il dito sugli equilibri e sulla stessa composizione attuale della maggioranza è stato il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, con una interrogazione urgente (dieci i giorni per la risposta consentiti dal regolamento). Fasano ha premesso che non è la prima volta che si ha notizia di “ultimatum lanciati ai suoi stessi assessori” e di volontà di potenziamento dell’azione amministrativa, per poi arrivare ai nodi attuali: “Il primo è quello che vede la capogruppo dell’Udc, con lei in maggioranza, protagonista il 2 luglio scorso di gravissimi fatti istituzionali perché accaduti all’interno del palazzo di città e per i quali Ella solo molto tempo dopo ha riservato laconici comunicati sui giornali; l’altro, quello delle dimissione dalla Giunta proprio dell’assessore al turismo, guarda caso anch’egli dell’Udc avvenute il 18 ultimo scorso”. Per conoscere il pensiero del Sindaco su tali vicende (Fasano avrebbe preferito anche una presa di posizione del presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro), Fasano ha depositato l’interrogazione urgente.

Per il resto i lavori sono scivolati via piuttosto tranquillamente tra una trentina di debiti fuori bilancio (comprese sentenze giudiziarie e parcelle legali), alcune variazioni di bilancio, l’applicazione dell’avanzo di Amministrazione, atto di sostegno per i lavoratori del call center “Progetto Vendita”. Il segretario generale è stato autorizzato svolgere le sue funzioni anche a Martignano (suo primo Comune quando rientrò nel Salento). Appunti sono venuti dai consiglieri Fasano e Giuseppe Cataldi per la scarsa comprensione della delibera sul progetto Trust; sulle variazioni di bilancio e l’invito dei revisori ad inviare alla Corte dei conti il rendiconto con tutti i debiti fuori bilancio riconosciuti.

I conti del servizio rifiuti Particolare e non nuovo invece è stato lo scontro sulla modifica del piano economico-finanziario del servizio di gestione dei rifiuti e delle tariffe per l’applicazione della Tari, argomenti su cui Gallipoli Futura aveva già annunciato un esposto alla magistratura contabile. Le modifiche proposte e approvate non hanno convinto l’opposizione: “La verità è che cercate disperatamente di eludere tutte le regole del buon governo ma in sede di conto consuntivo ci penseremo noi a continuare a scoprire e denunciare tutte le manovre elusive del rispetto dei vincoli di bilancio e della finanza pubblica”.

 

Nardò – La Commissione di controllo e garanzia- istituita per statuto per quelle finalità e perciò presieduta da un componente della minoranza – a Nardò non riesce a riunirsi e svolgere il proprio compito. Lo denunciano, ancora una volta i consiglieri Carlo Falangone (foto), Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Giancarlo Marinaci, Roberto My. “A due anni dall’insediamento di questa Amministrazione, la Commissione di controllo e garanzia non riesce a svolgere il compito previsto dallo Statuto e dal regolamento che disciplina il funzionamento delle commissioni a causa dell’assenza sistematica ed ingiustificata di tutti i Consiglieri comunali di maggioranza facenti parte della commissione stessa, in qualità di componenti. E’ bene ricordare – scrivono in una nota i cinque membri della minoranza – come siano state convocate più di venti sedute dall’inizio della legislatura, e puntualmente si è verificata l’assenza costante dei Consiglieri di maggioranza. E’ evidente – concludono i cinque consiglieri – come il comportamento assunto da parte dei Consiglieri di maggioranza sia finalizzato ad ostacolare a tutti i costi l’unica funzione di controllo e garanzia, nonché di attività pienamente democratica, affidata alle forze consiliari di minoranza. E ciò in barba alla trasparenza, alla partecipazione, al confronto e al rispetto dei ruoli istituzionali, caratteristiche così tanto decantate da questa nefasta Amministrazione”. Una preoccupata nota è stata inviata alcune settimane fa al prefetto Claudio Palomba.

Altro fronte di scontro è in queste ore invece il Nucleo di valutazione dei dipendenti comunali, in seno al quale si sono registrate le

dimissioni di due componenti: il segretario generale del Comune e il dirigente della Regione Patrizio Giannone (di Sannicola). Ad attaccare è Lorenzo Siciliano, del Pd: “L’avviso pubblico per l’individuazione di due componenti esterni per il Nucleo di valutazione mi rammarica, ma non mi meraviglia. L’avviso giunge dopo le dimissioni del segretario generale e del dott. Patrizio Giannone, entrambi designati da Mellone all’insediamento di questa nefasta Amministrazione”. Le loro dimissioni appaiono a Siciliano “incomprensibili solo fino ad un certo punto”. A suo parere, poi giungono “puntuali all’esatta metà della legislatura in corso”, avrebbero tutto il sapore di una staffetta essendo il Nucleo di valutazione “è un organismo comunale la cui composizione è, al 90 per cento, costituita da nomi dichiaratamente vicini all’attuale Giunta municipale e al Sindaco pro tempore, lo stesso sindaco che, in campagna elettorale, dal palco di piazza Salandra, prometteva ai neretini di “dare vita ad un nucleo di valutazione non politicizzato”. Il consigliere Siciliano sospetta perciò che “le due nuove nomine – a cui andranno ben 5000 euro annui a testa – siano con ogni probabilità già designate, infiocchettate e pronte per essere ratificate” dal Sindaco Mellone, a cui spetta l’ultima parola in merito, come specifica lo stesso avviso pubblico.

Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica

Presicce Acquarica del Capo – Il nuovo Comune nato dalla fusione si chiamerà Presicce-Acquarica: lo hanno deciso i rispettivi Consigli comunali riuniti il 23 a Presicce e il 24 ad Acquarica. Tra i consiglieri, in undici hanno detto sì ad Acquarica (due gli assenti) mentre i presiccesi – pur approvando la deliberazione da inviare alla Regione con la richiesta formale – hanno registrato due voti contrari e qualche asperità nel corso dei lavori, tanto che il Sindaco Riccardo Monsellato ha invitato tutti quanti ad uscire da visioni sospettose (“svendita del paese”, calcoli elettorali…) ed a guardare alla questione, dando ai cittadini tutti gli strumenti per poi poter decidere liberamente nel referendum consultivo che si terrà su convocazione della Regione.

Il cammino verso la nascita di un unico Ente procede, dunque. Nell’atto approvato in questi ultimi giorni si richiama per sommi capi tutto il percorso compiuto ed iniziato il 4 giugno del 2015 con i Consigli comunale decisi a “avviare la progettazione e la realizzazione della fusione dei due Comuni. Erano state fissate in quella sede anche le tappe: rappresentare questa volontà ai cittadini “tempestivamente e periodicamente”; renderli consapevoli sugli esiti delle attività svolte; istituire un apposita commissione consiliare consultiva per l’esame di tutte le iniziative preparatorie del processo di aggregazione. Quindi nel dicembre 2016 vi era stato l’affidamento di un incarico per lo studio di fattibilità al prof. Luigino Sergio. La Commissione consiliare per la fusione si era poi insediata il 29 marzo dell’anno scorso. Di quello studio hanno avuto contezza i Consigli comunali dei due paesi riuniti nel giugno scorso con l’approvazione delle rispettive Giunte agli inizi di luglio. Oltre a Monsellato, l’altro protagonista principale è stato Francesco Ferraro (nella foto con Monsellato).

Ma ancorché vicini alla fine della procedura, le resistenze non mancano, come già descritto in precedenti articoli di Piazzasalento e consultabili sul sito. Gli echi si sono avuto anche in queste ore. C’è chi accusa le due Amministrazioni di non aver coinvolto fino in fondo i cittadini; chi ha da ridire sul nome proposto in cui Presicce figura prima di Acquarica e chi parla di una “presiccesità perduta”, nel senso della identità di una comunità. Fino ai dubbi di chi pensa che i finanziamenti a valle dell’operazione fusione, previsti dalle norme statali, siano in realtà poco concreti. Si va adesso verso il referendum il cui esito è però consultivo e non vincolante. Consci di ciò, alcuni hanno annunciato su Facebook la volontà do mettere in campo un comitato per il no. Di questo si può stare certi: se ne discuterà ancora.

Blasi, il padre della legge regionale: “Atto coraggioso e straordinario” ” Intanto il consigliere regionale Sergio Blasi, padre della legge regionale sul tema, saluta con favore quest’ultimo passaggio: “Un evento storico e straordinario nella storia della Puglia che non accadeva da più di 90 anni. Un plauso alle comunità e alle loro Istituzioni che si sono dimostrate mature e proiettate verso il futuro. Un traguardo reso possibile da una mia legge regionale, la n°34 del 2014”. Per Blasi “quest’atto importante e coraggioso giunge a coronamento di un percorso politico certosino, portato avanti in Consiglio regionale grazie anche al contributo tecnico del prof. Luigino Sergio”. Quindi il capitolo dei finanziamenti: “Per le comunità di Acquarica e di Presicce, oltre al miglioramento delle performance amministrative e al risparmio legato alle economie di scala, si aggiungeranno trasferimenti statali e regionali pari a 17 milioni 760.867,36 euro in dieci anni. Un’occasione di crescita economica e culturale a cui non si può rinunciare”.

 

 

 

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Galatone – E’ partita stamattina la nuova sperimentazione del traffico veicolare. Le novità riguardano viale Aldo Moro – arteria tra le più importanti in città – e via Pagliarulo: entrambi i tratti (su cui è stata installata l’apposita segnaletica) saranno interessati dal senso unico di circolazione. Secondo le nuove disposizioni nei prossimi mesi via Aldo Moro sarà infatti percorribile soltanto nella direzione da via Savoia verso piazza Pertini, mentre in via Pagliarulo sarà consentito soltanto “risalire” da via Palombaio (la strada adiacente alla “villa” di piazza Itria) verso via Metello e la zona “Cappuccini”, non il contrario.

“Si tratta di una soluzione con un tempo di sperimentazione di alcuni mesi, in cui si auspica che tutti i problemi di viabilità di cui i cittadini hanno discusso possano essere risolti” fanno sapere dal Comune. Ma qualche esercente storce il naso: “Comprendiamo la necessità di intervenire su un’arteria molto importante per il nostro paese – scrive l’Unione commercianti Galatone riferendosi all’interdizione di via Moro – e siamo consapevoli del fatto che qualsiasi decisione non potrà mai essere completamente soddisfacente per tutti. Auspichiamo tuttavia che l’intervento venga rivisto, quantomeno ascoltando le voci di tutti gli interessati”.

“La decisione di rendere via Aldo Moro a senso unico – spiega, interpellato, l’assessore alla Polizia municipale Roberto Bove (foto) – è dovuta alle difficoltà che il traffico congestionato crea sull’intero tratto, con il conseguente pericolo per residenti e alunni, vista la vicinanza della scuola media e, tra l’altro, l’assenza di parcheggi per gli abitanti. Per via Pagliarulo – continua Bove – la questione riguarda soprattutto l’alta velocità con cui le auto arrivano dal ‘ponte’ (il sovrappasso ferroviario nei pressi della via per Gallipoli, ndr), una situazione di pericolo da prevenire”.

Soluzioni tutte da sperimentare, come tutte le modifiche già attuate nei mesi passati: la chiusura del centro storico alle auto in alcuni orari, i semafori “lampeggianti” in alcuni incroci strategici per rendere il traffico più scorrevole, il senso unico di via Palombaio, cui da qualche mese si può accedere solo entrando da via Scorrano, che con la nuova viabilità della vicina via Pagliarulo potrebbe essere reso effettivo solo negli orari di entrata e uscita da scuola. “Stamattina ho incontrato e sentito qualche esercente interessato – racconta l’assessore – e in realtà sono abbastanza sereni, stanno capendo la situazione. Noi stiamo provando e vagliando, aspettiamo per vedere se funziona”. Il confronto tra le due parti comunque è rimandato nelle sedi istituzionali: venerdì 27, nella sala consiliare del Comune, a partire dalle 16 i commercianti incontreranno gli amministratori.

Titti Cataldi

Gallipoli – Con i festeggiamenti per Santa Cristina, il Sindaco Stefano Minerva – come anticipato da Piazzasalento – ha iniziato oggi il giro di consultazioni dei consiglieri della maggioranza per uno scambio di idee e ipotesi circa il futuro prossimo dell’Amministrazione comunale. Le accelerazioni imposte dal caso che ha visto protagonista la consigliera Caterina Fiore di inizio mese e soprattutto le dimissioni di pochi giorni fa dell’assessore Emanuele Piccinno (entrambi sono stati eletti nella lista Udc, fanno presagire che questa volta il capo dell’Amministrazione andrà fino in fondo. Oggi il Sindaco ha incontrato Tony Piteo, originariamente eletto nel Pd poi passato nel gruppo misto ma rimanendo fedele alla coalizione. Domani sarà la volta dei consiglieri Titti Cataldi (Puglia in più), Gianpaolo Abate e Cosimo Nazaro (Noi Giovani con Minerva). Poi toccherà ai consiglieri Pd e di Grande Gallipoli (che esprime il vicesindaco Cosimo Alemanno).

Giovedì sarebbe fissato un incontro anche con Salvatore Guglielmetti (Crescere insieme, pro Sandro Quintana Sindaco), impegnato in questi giorni in ambienti politici romani, il che fa pensare che nel giro di consultazioni saranno coinvolti anche consiglieri originariamente all’opposizione ma poi, nei fatti, avvicinatisi alla maggioranza vincente.  Tra cui Vincenzo Piro, già Gallipoli Futura e poi nel “misto”. In attesa di vedere gli sviluppi che coincideranno con la fine della grande festa e la riunione del Consiglio comunale convocato dal suo presidente, Rosario Solidoro (Pd) per il 27 mattina, resta nell’aria una domanda: quali saranno i rapporti futuri tra Minerva, la sua maggioranza e il gruppo Udc, composto da Caterina Fiore e Federica

Portolano? Quest’ultima oggi ha partecipato e votato con la maggioranza alla riunione di due commissioni consiliari, Bilancio e Ambiente.

 Le dichiarazioni di Fiore e Portolano Non pare sia nelle intenzioni di Minerva, almeno fino a questo momenti, di incontrarsi anche con il gruppo Udc. Intanto però sono le due consigliere a voler dire qualcosa sulla loro posizione a proposito del precedente articolo di Piazzasalento e le vicende politico-amministrative della città. “Io non sarei più parte della maggioranza? Non è esatto quello che avete scritto – afferma Caterina Fiore – perché io non ho ricevuto alcuna comunicazione in merito da parte di nessuno. Voglio poi aggiungere che con la consigliera Portolano c’è una amicizia storica, che continuerà a prescindere da come andranno queste cose”. “Non ci sono assolutamente frizioni fra me ed i colleghi di partito – tiene a precisare la Portolano (foto a sinistra)- non abbiamo preso ancora nessuna decisione come partito, con le consultazioni ancora da fare”. E la palla passa a Minerva ed alla maggioranza dei consiglieri, mentre prende quota l’ipotesi di una giunta “tecnica” per superare l’empasse attuale e rilanciare l’azione amministrativa.

L’attacco di Fasano “Anche in questo 2018, non è la Santa ma è il Sindaco Minerva che “porta la Steddra”. ”Lo scorso anno avemmo le luminarie montate il 7 luglio e smontate il 10 agosto e pure cadenti. Quest’anno, proprio oggi (giorno di vigilia) il Sindaco – senza formalizzare alcuna “crisi”, senza procedere ad alcun “azzeramento dell’esecutivo”, avvial el consultazioni… ma di cosa e su cosa!!?”: inizia così il nuovo attacco di Flavio Fasano, capogruppo di Gallipoli Futura, il quale giudica “pazzesco e al di fuori di ogni logica, al di fuori di ogni pur minima coerenza, il comportamento del Sindaco”.  “In piena estate, con servizio di nettezza urbana inadeguato e costosissimo, con la “strada maledetta” ancora inagibile e priva di illuminazione, con la situazione parcheggi in alto mare, con il Centro storico sempre più ingestibile. – scrive su Facebook Fasano – Minerva pensa bene di “avviare le consultazioni”… Il “dilemma minerviano” e di quei “Consiglieri del Ballottaggio” che lo sostengono – incalza l’esponente di minoranza – solo per i loro interessi, sapete quale sarebbe? Se fare una “Giunta tecnica” oppure un “rimpastino”, oppure azzerare tutti gli assessori comprendendo anche il presidente del Consiglio comunale”: cosa c’entri non l’ho capito”, conclude Fasano.

 

Gallipoli – Lunedì il Sindaco Stefano Minerva inizierà gli incontri con i gruppi della maggioranza per definire l’uscita della crisi apertasi con le dimissioni dell’assessore Emanuele Piccinno (Turismo e Commercio) e il passaggio all’opposizione della sua compagna di partito, Caterina Fiore, dopo l’accaduto del 2 luglio che l’ha vista protagonista contro l’operato di un vigile. In quest’ultimo caso è la maggioranza che, non ritenendo adeguate le scuse contenute in una lettera inviata agli ormai ex colleghi della coalizione di governo, ha deciso di allontanarla (nella foto Minerva e Piccinno; sotto, Caterina Fiore).

La nuova maggioranza Cosa farà l’altro consigliere dell’Udc? Federica Portolano, confidano persone a lei vicine, non sarebbe intenzionata a seguire i suoi amici di partito, sia per vicinanza al Sindaco Minerva che per latenti frizioni non nuove con il resto del gruppo. Numericamente quindi, la perdita per la coalizione sarebbe di un consigliere, ma se si pensa che altri eletti (come Vincenzo Piro) si sono avvicinati all’Amministrazione comunale, il saldo pro Sindaco potrebbe considerarsi in attivo.

Le due strade davanti a Minerva Fatta salva la maggioranza numerica, davanti a Minerva – che prova il terzo tentativo di cambiare in tutto o in parte la Giunta – ci sono due strade: la prima porta ad una Giunta composta da tecnici (una vecchia idea del consigliere di minoranza Sandro Quitana). Per non dover passare dalla strettoia delle rappresentanze dei vari gruppi in seno all’Esecutivo, Minerva sarebbe propenso a percorre questa soluzione. “Ma quali tecnici? Anche professionisti che in passato hanno fatto gli amministratori comunali? Non se ne parla”, gli dirà qualcuno dei convocati per lunedì. L’altra ipotesi in campo è l’azzeramento e la nomina di un nuovo governo, una volta che è venuto meno da solo un obiettivo (revocare la delega a Piccinno). Resterebbe nel mirino l’assessore Anna Sergi, il cui operato vine giudicato nelle stanze che contano non sufficiente. Ma in questo caso lo sponsor Guglielmetti non avrebbe manifestato alcuna accondiscendenza, facendo tramontare un eventuale appoggio al l’ingresso in .

Il Consiglio comunale si riunisce il 27 prossimo Per adempimenti legislativi (come l’assestamento del bilancio del 2019) e per altro è stato convocato dal presidente Rosario Solidoro il Consiglio comunale. I lavori si apriranno con le discussioni rilevati a due interrogazioni di Gallipoli Futura, una sulla spiaggia della Purità (l’opposizione intravede il rischio della privatizzazione) e la seconda sulle proroghe contrattuali per il servizio rifiuti, i bus urbani e società per la gestione dei parcheggi. Figura poi la presa d’atto di una delibera della Giunta sul progetto di cooperazione per i trasporti sostenibili Trust, variazioni di bilancio e riconoscimento di debiti non previsti in bilancio. Si esaminerà poi il piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti e delle rariffe Tari per l’anno in corso. In coda il sostegno ai lavoratori del call center Progetto Vendita.

Non figura tra gli argomenti quello richiesto con urgenza dalla minoranza del capogruppo Flavio Fasano, “in relazione ai gravissimi fatti accaduti nella mattinata del 2 luglio” per poi assumere “le necessarie ed opportune determinazioni”. Ciò sarà sicuramente motivo di scontro ulteriore tra Gallipoli Futura di Fasano e Giuseppe Cataldi e la maggioranza, già criticata duramente per la “sceneggiata napoletana in piena regola”, come è stata definita l’uscita dalla Giunta dall’assessore dimissionario. “Possiamo dire che Piccinno se n’è andato così com’era venuto, privo di qualsivoglia ragione o titolo”, scrivono i due consiglieri in una nota in cui lamentano tra l’altro l’assenza “di un qualsivoglia elemento politico ed amministrativo”.

Ernesto Abaterusso

Patù – Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione del partito,  è il nuovo coordinatore pugliese di Art. 1 – Movimento democratico e progressista Mdp. Lo ha designato ieri a Bari l’assemblea regionale dei delegati. L’assemblea si è tenuta presso l’Hotel Parco dei Principi; ne fanno parte 250 delegati. Nel corso della discussione l’assemblea ha condiviso il documento nazionale e i contributi pervenuti e ha confermato “le linee guida che indirizzeranno il movimento: maggiore radicamento sul territorio, rilancio della capacità di incidere e indirizzare a livello programmatico le azioni del governo regionale sui temi cardine quali il piano di gestione dei rifiuti, la lotta alla Xylella, l’Ilva, la salvaguardia dell’ambiente, Il Mezzogiorno, la sanità, il diritto al lavoro”, come si legge in una nota del partito.

L’assemblea regionale ha poi proceduto all’elezione del coordinatore regionale ed ha infine deciso di definire il coordinamento regionale insieme alla costruzione di gruppi di lavoro sulle questioni più importanti della Puglia. “Sono onorato per la fiducia riposta in me da questa assemblea – ha affermato Abaterusso, che è di Patù – continueremo a lavorare al massimo, con la collaborazione di tutti i nostri militanti, per risvegliare il popolo della sinistra che, disilluso dalle politiche messe in campo in questi anni, ha deciso di abbandonare la battaglia politica. C’è bisogno di un’inversione di tendenza. Di politiche nuove che siano attente ai diritti fondamentali, al lavoro, al Mezzogiorno, ai giovani, alla scuola e, più in generale, all’eguaglianza”.

L’assemblea regionale sarà riconvocata nella prossima settimana per l’elezione, su proposta dei coordinamenti provinciali, dei componenti degli altri organismi dirigenti.

Emanuele Piccinno

GallipoliAggiornamento – Nel clima politicamente teso che attraversa l’attività amministrativa locale, – emerso con lo scontro pubblico tra un consigliere comunale ed un vigile urbano appena rientrato da un sopralluogo in una sala giochi colpita da ordinanza di chiusura – si sono aggiunti in queste ore altri particolari. E’ di ieri la notizia di una lettera a firma della consigliera in questione, Caterina Fiore, con cui ha chiesto scusa ai suoi colleghi dell’assise cittadina, giustificando il proprio comportamento un po’ troppo fuori le righe come un momento di particolare nervosismo. Giustificazione non ritenuta sufficiente dalla maggioranza di cui faceva parte come eletta nella lista Udc, come l’assessore dimissionario Emanuele Piccinno, tanto che ad oggi la Fiore viene ritenuta all’opposizione, non essendo giunte le auspicate (da più parti) dimissioni. Ad alcuni amici la consigliere avrebbe preannunciato la sua adesione al movimento di Salvini (Lega Nord).

Poco più che formale il commento del Sindaco Stefano Minerva: “Ho preso atto della decisione dell’assessore Piccinno, peraltro protocollata. Le ho accolte ritenendole irrevocabili.Lo ringrazio per il lavoro svolto e gli faccio un ‘in bocca al lupo’ per il suo futuro”: altro non dice il primo cittadino Minerva (foto sotto) ma negli ambienti a lui vicini riprende a circolare con forza l’idea dell’azzeramento della Giunta comunale, già tentato un paio di volte e poi arenatosi. Forse nel mirino del Sindaco si era sentito lo stesso Piccinno, ritenuto da tutti molto vicino alla compagna di partito finita in un brutto caso da cui il dimissionario non aveva preso le distanze.

Nuovo panorama politico con azzeramento della Giunta Nella nuova geografia politica che va emergendo, l’Udc uscirebbe dalla coalizione di governo con le due rappresentanti, Caterina Fiore (262 preferenze) e Federica Portolano (192), subentrata con la nomina ad assessore proprio di Piccinno (288 preferenze). Il pallino adesso è in mano a Minerva che pare avere la volontà di chiudere presto questa fase e ritrovare nuovo slancio. Si confronterà con i gruppi consiliari della sua colazione e con i partiti (con una anomalia non di poco conto: il suo, il Pd, non ha da tempo un coordinatore cittadino). Entro domani è prevista una riunione della maggioranza e in tempi brevi la nuova Giunta comunale.

Gallipoli – Nel pieno di una delle estati più difficili della sua storia recente, la città perde il suo assessore al Turismo e Commercio, i due settori più delicati e complicati da gestire soprattutto durante l’exploit della bella stagione. Emanuele Piccinno ha questa mattina rassegnato le sue dimissioni, con una lettera al Sindaco Stefano Minerva e per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro ed al segretario generale del comune.

Per quali motivi? Piccinno parte – in una lettera non breve – dalla constatazione che ci sono stati “tre anni di intenso e proficuo lavoro”, di “progetti condivisi” e  “importanti realizzazioni”: “Ho cercato di svolgere il mandato con tenacia, umiltà e correttezza – prosegue – mettendo a disposizione dell’intera comunità le mie competenze, il mio tempo e non solo”. Poi l’assessore arriva al punto dolente alla base della sua decisione formale. “Nuove situazioni, nuovi comportamenti, evidentemente nuovi scenari o scelte comportamentali non facilmente comprensibili, mi spingono a prendere la gravosa decisione di restituire, con qualche rimpianto, la delega affidatami”, scrive Piccinno. Questo concetto viene ribadito poche righe dopo: “Non nego il dispiacere di questa mia scelta, e la delusa convinzione che conservavo di completare questa esperienza e percorso con i miei colleghi di maggioranza, ma evidentemente modi differenti di vedere e concepire la collaborazione ed il lavoro da svolgere non mi permettono più di proseguire oltre”.

Grandi ringraziamenti a dirigenti e dipendenti dei suoi settori Di più non dice Piccinno, eletto nella lista dell’Udc, prima di passare ai ringraziamenti di rito ma, forse, non solamente di rito in questo caso. Tra gli altri, Sindaco compreso e consigliere del suo gruppo, Piccinno infatti plaude, significativamente, ai “dirigenti e tutti i dipendenti comunali, in particolare quelli dei miei settori di competenza, per la disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato: il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

Definito da sempre come in buoni rapporti personali col capo dell’Amministrazione, dell’ex titolare di deleghe “pesanti” a Turismo e Commercio non si ricordano particolari motivi di attrito col resto della Giunta; anzi in riunioni pubbliche e conferenze stampa lo si è notato quasi sempre tra i presenti. Cosa ha fatto allora traboccare il vaso? L’unico episodio che viene in mente adesso a molti è il caso dello scontro plateale tra la consigliera comunale Caterina Fiore, anche lei dell’Udc, con un vigile nell’ufficio della Polizia urbana del 2 luglio scorso. A Piazzasalento che aveva raccontato l’accaduto, il legale della consigliera Fiore aveva chiarito che la protagonista aveva lamentato “la condotta apparentemente informata ad una manifesta disparità di trattamento nei confronti dei cittadini di Gallipoli in generale e degli esercenti pubblici in specie. Segnatamente, la mia assistita rilevava di avere reiteratamente rappresentato ad alcuni uffici l’anomalo modus operandi in ragione del quale, se in alcune occasioni si registrava una più che singolare solerzia, in altre parevasi eccessivamente indugiare; e quindi ne chiedeva spiegazione”.

Il caso era ed è ormai politico L’episodio (con querela del vigile ed un rapporto al commissario di un agente di polizia presente in quegli agitati frangenti) era subito diventato politico. Il Sindaco Minerva ne aveva preso nettamente le distanze, condannando quel comportamento “poco decoroso” per un amministratore pubblico. Non vi erano state altre reazioni, se non quelle della opposizione consiliare di Gallipoli Futura che ha chiesto con urgenza la riunione del consiglio comunale sul caso. La questione però non si era fermata alle note ufficiali. Più di un componente della maggioranza aveva chiesto le dimissioni della Fiore; anche i vertici istituzionali ed esecutivi avevano caldeggiato questa soluzione; sembra che lo stesso Sindaco le abbia sollecitate. Ma le dimissioni, ad oggi, 18 luglio, non sono arrivate. Anzi si potrebbe pensare che il problema politico abbia alla fine coinvolto indirettamente anche Piccinno e stia scuotendo il partito che rappresentano in Comune.

Le ipotesi in campo Sono subito fioccate ovviamente le interpretazioni, le più diversificate. Da chi sostiene che è l’inizio della crisi ufficiale della Giunta Minerva, a chi ritiene invece che si sia imboccata la strada per varare una nuova squadra di governo, rimpasto avviato un paio di volte dal primo cittadino e finora sempre rimasto a metà. Ma in ambiente comunali si vocifera anche di una manovra concordata tra Minerva e Piccinno, finalizzata a stanare i dirigenti provinciali dell’Udc e “costringerli” a prendere posizione sullo spinoso caso Fiore che starebbe facendo salire pericolosamente la tensione anche in seno al partito. Le dimissioni dell’assessore, con una lettera dai toni affettuosi verso il Sindaco e le lodi al personale messo sotto attacco pochi giorni fa, sarebbero segni evidenti, secondo costoro, di una manovra che dovrebbe portare da qui a poco ad un nuovo Esecutivo.

 

 

 

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