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Personalità, personaggi, persone. Quando la notizia si focalizza sui singoli. Dai Comuni della rete di Piazzasalento

UGENTO. Grave lutto per il vescovo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli per la morte della sorella Franca (81 anni). La donna viveva con il presule, nel vescovado, e pochi giorni fa aveva subito un trauma cranico a seguito di una caduta accidentale. Dopo il ricovero presso il Vito Fazzi di Lecce, le condizioni di salute dell’anziana si erano aggravate, sino alla morte avvenuta nel primo pomeriggio di oggi. La camera ardente sarà aperta dalle 8 alle 12 di martedì 21 novembre presso la “Casa Betania” di Tricase. La salma sarà poi traslata a Ugento, per i funerali in cattedrale alle 15,30. Subito dopo il feretro proseguirà per Sannicandro, dove mercoledì pomeriggio si svolgeranno i funerali presso la parrocchia del Carmine e dove sarà successivamente sepolta nella tomba di famiglia

Gallipoli – Ora si guarda a Lecce per vedere quali iniziative prenderà, come da regolamento, il segretario provinciale del partito democratico, Ippazio Morciano (Sindaco di Montesano), informato delle dimissioni di Antonella Bentivoglio, datate il 18 scorso ma trapelate poche ore prima. Il percorso più probabile è la nomina di un commissario-reggente e la convocazione dell’assemblea degli iscritti. L’abbandono della coordinatrice, eletta quasi all’unanimità un anno fa circa, ha sorpreso non poco i militanti. Anche perché l’ormai ex dirigente ha pubblicamente scelto di passare direttamente al partito Articolo 1 – movimento democratico e progressista. I cui vertici si sono congratulati con lei via facebook ed anche direttamente. “Il Pd non mi rappresenta più” s’intitola la nota ufficiale a firma della Bentivoglio, in cui sono contenute le motivazioni politiche generali: “Il Pd di Renzi ha svilito i valori fondanti la storia della sinistra, cui mi sento di appartenere – scrive l’ex segretaria – in nome di politiche neoliberali capaci solo di allargare la forbice delle diseguaglianze sociali e di creare nuove sacche di povertà”. Si rimarcano tutti i limiti e le critiche avanzate dai vertici di Articolo 1 e si confessa “una lunga e sofferta riflessione” prima della decisione. Prevenendo critiche o sospetti circa eventuali altre ragioni alla base dell’uscita dai dem, Antonella Bentivoglio rivolge lo sguardo all’Amministrazione comunale retta da un sindaco pd: “Al Pd locale, che per un anno ho guidato con serietà e dedizione, affiancata dal Sindaco e dai rappresentanti del partito nell’assise consiliare, auguro buon lavoro, così come all’amministrazione comunale. Un particolare augurio voglio rivolgerlo a Stefano Minerva, che ho fortemente sostenuto e con cui ho avuto un confronto franco e propositivo in assoluto e reciproco rispetto dei ruoli. Il mio auspicio – è la conclusione – è che egli possa esprimere sempre al meglio la sua capacità di mettersi al servizio della città, nella prospettiva di un proficuo lavoro nell’interesse della collettività che è chiamato ad amministrare”.

 

Gallipoli – “Il Carnevale gallipolino 2018 non si farà più”: ad affermarlo è Stefano Coppola, presidente della “Fabbrica del Carnevale Gallipoli”, che solo pochi giorni fa aveva rivelato con entusiasmo a Piazzasalento le novità che avrebbero dovuto caratterizzare questa nuova edizione, in particolare lo svolgimento della sfilata dei carri e dei gruppi mascherati non più su corso Roma ma sul lungomare Galilei.

Dall’annuncio delle novità all’abbandono. Cos’é successo di tanto importante in questi giorni da far cambiare totalmente e rapidamente scenari e decisione? “ Mi sono reso conto che mancano i tempi utili per programmare quest’edizione – risponde Coppola – purtroppo ci siamo messi tutti in moto troppo tardi e poi ci siamo stancati di vivere sempre di risposte dell’ultimo momento (chiaro il riferimento ai tempi amministrativi e burocratici, ndr)”.

“Facciamo un accordo per almeno 5 anni”. Il problema, pare di capire, starebbe nella impossibilità di programmare con i dovuti margini temporali. “Avremmo bisogno – prosegue il presidente – di un protocollo d’intesa di almeno cinque  anni; di sicuro non possiamo più continuare così. Fino a pochi giorni fa credevamo di farcela, ma fisicamente ci siamo resi conto di non riuscirci in queste condizioni; tenendo anche presente che noi della Fabbrica lavoriamo mesi e mesi senza alcun rimborso: potremo, per esempio, trovare il modo di far lavorare un paio di persone per capannone per tre-quattro mesi l’anno con una retribuzione. Per fare questo avremmo bisogno però di aiuti concreti. Questi i motivi per cui quest’anno il Carnevale non si farà”.

Il Sindaco: “Deciso da tempo contributo extra e capannoni”.  A stretto giro arriva la risposta del Sindaco Stefano Minerva, piuttosto sorpreso e dispiaciuto: “Come forse non si era fatto mai in precedenza, abbiamo programmato l’evento Carnevale portando da 22mila a 30mila euro il contributo, soprattutto per incentivare la partecipazione dei gruppi mascherati. I capannoni sono già a loro disposizione: che cosa altro si vuole?”. Certezze economiche e certezze logistiche sarebbero quindi già acquisite. E per il trasferimento della kermesse storica sul lungomare? Niente da fare? “Non la escludiamo ma uno stravolgimento simile della storia del Carnevale non si può decidere in dieci giorni e sotto pressioni poco rispettose.  Anche perché – conclude Minerva – sempre con l’assessore Piccinno adesso siamo presi dall’organizzazione del Natale e delle feste di fine anno. Ogni cosa a suo tempo”.

Nardò – “Per il suo quotidiano impegno nella difesa delle donne e dei minori vittime di abusi e violenze”: con questa motivazione oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, un’onorificenza al Merito della Repubblica italiana alla neretina Roberta Rizzo, funzionaria della Squadra mobile della Questura di Rimini, per aver partecipato all’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri nell’agosto scorso nella città romagnola. «Nell’ambito dell’attività prestata – si legge nella nota del Quirinale – presso la Seconda Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori, prostituzione e reati sessuali”, Roberta Rizzo svolge quotidianamente l’attività di ascolto delle numerose donne che si rivolgono alla Sezione specializzata, quali vittime di abusi e prevaricazioni, cercando di stabilire un rapporto empatico e di fiducia e fornendo loro ogni rassicurazione in relazione agli strumenti normativi vigenti, nonché ogni supporto di concerto con le autorità sanitarie locali ed i centri antiviolenza. Ha partecipato, in prima persona, alle molteplici attività investigative su maltrattamenti domestici e abusi sessuali a donne e minori. Ha lavorato con Francesca Romana Capaldo nell’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri di Rimini». Con la 56enne neretina fra i trenta premiati dal Capo dello Stato per atti di eroismo, solidarietà, soccorso, inclusione sociale, promozione della cultura, legalità e contrasto alla violenza, c’è un altro salentino. Si tratta di Gaetano Fuso, 41enne di Calimera affetto da sclerosi laterale amiotrofica, divenuto Cavaliere “per la determinazione e la forza d’animo con cui ha portato a compimento il progetto ‘La Terrazza-Tutti al mare!’ per i malati di Sla e di altre patologie neurodegenerative”. A San Foca sorge infatti una terrazza sul mare attrezzata per ospitare i malati in modo sicuro e senza barriere.

Gallipoli – “Apprendo dai giornali che, secondo l’Onorevole Sisto, che ha sempre sostenuto che una condanna per reati fiscali o contro la Pubblica Amministrazione non fosse ostativa a nulla, il Parlamento dovrebbe discutere della eventuale sospensione del Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva. Siamo ben oltre i “due pesi e due misure”; ma ho fiducia, presto l’Onorevole Sisto tornerà a tuonare contro il giustizialismo: si chiama “garantismo a fasi alterne”. Comunque, la vicenda è stata chiarita e Stefano, con il quale pure mi capita di essere in disaccordo, continua a fare ciò per cui lo hanno votato i cittadini di Gallipoli”: lo scrive su facebook l’on. Federico Massa, leccese, con riferimento all’interrogazione del suo collega Sisto di Bari (entrambi sono peraltro avvocati) sull’incidente occorso a Minerva in terra argentina, alla fine di una battuta di caccia e al momento di prendere il volo per tornare in Italia. Il rinvenimento di due anatre e di un armadillo andino in una delle sue valigie, ha procurato a Minerva problemi con la polizia aeroportuale conclusisi poi (il 20 ottobre scorso) con il proscioglimento pieno del primo cittadino gallipolino. Il parlamentare barese si è rivolto al Ministro dell’Interno Minniti per sapere se fosse a conoscenza dell’accaduto e perché si valuti l’ipotesi di sospendere dalle sue funzioni il Sindaco. Da qui l’ironia di Massa sulle presunte oscillazioni di Sisto tra garantismo e giustizialismo.

Tutta la vicenda, che risale al 13 giugno scorso in quel di Buenos Aires, ruota adesso su di un dato: Minerva è stato prima fermato e poi arrestato per presunto contrabbando di prede venatorie protette oppure si è trattato di un “malinteso”, come afferma il diretto interessato, chiarito quasi subito in aeroporto e poi definitivamente dalla magistratura argentina?  Della prima ipotesi si dice convinto da tempo (suo un post su facebook di metà settembre) Flavio Fasano. Anche l’on. Sisto lo è. Nella sua interrogazione a Minniti cita un documento dei carabinieri dell’ambasciata italiana a Buenos Aires in cui si parla di “arresto del connazionale Stefano Minerva”, al quale sarebbero stati sequestrati 3mila euro in contanti. La magistratura argentina il 20 ottobre scorso non solo ha archiviato ogni cosa perché “il fatto non costituisce reato” ma ha voluto aggiungere – come sottolinea con forza il Sindaco – che “i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità di Stefano Minerva”, che continua a ribadire che non vi è stato alcun arresto.

Antonella Bentivoglio

Gallipoli – Dimissioni in casa Pd. Ad andare via è la coordinatrice Antonella Bentivoglio eletta quasi all’unanimità un anno fa. Ieri sera c’è stata una riunione del direttivo dei dem in cui si è parlato  ancora una volta dell’andamento dell’Amministrazione comunale guidata da Stefano Minerva, anche lui del partito democratico. È stata ribadita l’esigenza di dare una svolta nella realizzazione del programma elettorale e di mettere mano alla Giunta con un rimpasto non più rinviabile. Lo stesso Sindaco già in precedenza si era detto convinto di un necessario cambio di passo e di un rilancio dell’azione politica ed amministrativa da parte dell’organo esecutivo. Sarebbero emersi dei malcontenti per una presunta scarsa comunicazione tra partito ed amministratori. Nelle ore successive invece è arrivata a maturazione una decisione probabilmente covata da tempo: lasciare il ruolo ed il partito per valutazioni squisitamente politiche. che porterebbero Antonella Bentivoglio verso Articolo 1 e verso Ernesto Abaterusso, segretario dei democratici e progressisti di Puglia. La diretta interessata non smentisce ma rimanda tutto – per le motivazioni complete – ad un comunicato in arrivo nelle prossime ore.

Gallipoli – Partono le iscrizioni per la decima edizione della “Rassegna poetica in lingua e in vernacolo dedicata ad Aldino De Vittorio”, poeta, scultore e artista gallipolino venuto a mancare nel 2006. Al concorso, indetto dall’Anmi (Associazione nazionale marinai d’Italia) di Gallipoli con presidente Carmelo Scorrano, possono prendervi parte tutti i poeti di Gallipoli (e non solo) con due lavori, uno in vernacolo ed uno in lingua con tema libero che non superi le trenta righe. Le opere dovranno pervenire entro il 28 novembre all’indirizzo “Amni, Lungomare Marconi 3, 73014 Gallipoli (Le) oppure tramite mail ad anmi-gallipoli@libero.it . La premiazione si terrà il 2 dicembre presso la sede Anmi e la quota di iscrizione è di 10 euro per le spese di segreteria. Info al 345 1829607. “E’ un piacere ricordare ogni anno con questa rassegna l’amico Aldino De Vittorio, artista poliedrico e socio Anmi fino all’ultimo giorno della sua vita – afferma il presidente Scorrano – e già si sta confermando il successo degli scorsi anni, con richieste di partecipazione da poeti gallipolini, di Lecce e addirittura da La Spezia”.

Gallipoli – “Non è assolutamente vero che sono stato arrestato. Non è vero che avevo cacciato specie protette o in estinzione. E’ stato solo un malinteso della polizia aeroportuale che l’autorità giudiziaria ha subito chiarito”: decisamente, le vacanze di giugno scorso per una battuta di caccia in Argentina (non la prima in quelle zone) da adesso per il Sindaco cacciatore non sono più solo un ricordo non piacevole – le ispezioni alla frontiera gli hanno fatto perdere l’aereo di rientro on Italia – ma sono anche oggetto di una interrogazione parlamentare. La firma il deputato barese di Forza Italia, avv. Francesco Paolo Sisto. L’atto ufficiale rivolto al Ministro degli Affari esteri Angelo Alfano, “con risposta in commissione”, chiede chiarimenti sull’episodio ed arriva ad adombrare una ipotesi di “sospensione del Sindaco” per l’accaduto giudicato assai poco onorevole per un rappresentante delle Istituzioni.

“Il tutto si è risolto con l’archiviazione”. Anche su quest’ultimo punto Minerva replica in una nota ufficiale diffusa questo pomeriggio, con annessa copia dell’atto integrale del giudice argentino Pablo Yadarola del 20 ottobre scorso: “Il tutto si è risolto con l’archiviazione ‘perchè il fatto non costituisce reato’ e come ribadiscono i giudici argentini, i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità del sottoscritto. Questa la verità dei fatti”. Infine la conclusione con un commento: “Spiace, pertanto, che la politica si occupi di queste questioni che non hanno alcuna valenza giuridica e giudiziaria, che sottraggono inutilmente tempo ai veri problemi che riguardano ila collettività”.

Una vacanza privata tra una polemica e l’altra. Una vacanza privata iniziata con polemiche e finita allo stesso modo. Quel viaggio ad inizio giugno in Sud America, insieme ad un amico – un professionista gallipolino  appassionato come lui di caccia – era cominciata con una polemica. L’avevano attizzata su facebook gli animatori di “Gallipoli Futura”: “Ma come, sta per arrivare l’estate, c’è da lavorare per organizzare tutto al meglio e il Sindaco se ne va in Argentina?!”. Al momento del ritorno da una battuta venatoria certamente soddisfacente, come altre volte era stato da quelle parti, accade l’imprevisto. E’ il 13 giugno e al controllo in aeroporto i viaggiatori italiani attesi da Alitalia consegnano i bagagli per i controlli di routine. Sono del tutto tranquilli, come chi sa di non aver nulla da temere (atteggiamento che rimarcherà non poco il magistrato che poi si esprimerà sul caso). Invece qualcosa che non va c’è. La macchina ai raggi X segnala materiale organico: i poliziotti aprono il trolley e trovano, avvolti nel cellophane,  due anatre e  un armadillo peloso andino. Non sono specie animali che corrono il rischio di scomparire, specie l’armadillo, ma non possono essere portati fuori dall’Argentina.

L’amara sorpresa all’imbarco: la polizia blocca tutto. Minerva è sorpreso: nessuno dei compagni con cui ha cacciato ha intravisto problemi nel portare a casa i frutti dell’attività venatoria. Collabora pienamente con le autorità che glielo riconoscono: non c’è nessun segno che volesse occultare le prede. Sarebbe stato un atto di contrabbando. Gli animali sequestrati vengono consegnati al Museo naturale “Bernardino Rivadavia”. Si può tornare a casa anche se con 24 ore di ritardo sul previsto. Ma pazienza.

La brutta avventura arriva alle orecchie degli avversari. Agli occhiuti aderenti dell’associazione che ha appoggiato Flavio Fasano alle Amministrative del 2016, arriva qualche soffiata. Non gli pare vero un “regalo” così inatteso: s’informano e iniziano i messaggi in rete all’apparenza criptici ma con cui si vuole far montare  l’attenzione su “un grave fatto” che prima o poi verrà alla luce. A settembre ne esce un altro intitolato “Il Sindaco Minerva e l’armadillo”. Il testo: “Pare che le vicende di caccia argentine del Sindaco Minerva lo abbiano visto tristemente famoso proprio per questo animaletto… magari custodito in valigia? Sindaco, abbi il coraggio di ammettere quanto accaduto… prima che venga fuori tutta la verità da chi sa già tutto”. Troppi particolari: può essere tutto inventato, con rischi di querela? Il Sindaco, interpellato dal giornalista, non conferma né smentisce: “Sono fatti del tutto privati, senza conseguenza alcuna”, dice chiudendola lì.

Scoppia il caso dopo due giorni dall’uscita indenne di Fasano dal processo: coincidenza? Chi non l’ha chiusa lì e forse, secondo qualcuno, aspettava il momento buono per giocarsela (“Sappiamo già tutto…” è di settembre) potrebbero essere stati gli avversari politici. A meno che non sia stato un puro caso ma il calendario dice che entra ufficialmente in Parlamento questo fatto giusto due giorni dopo che Fasano esce  indenne da un procedimento penale.  Va ricordato che il magistrato argentino emette la sua assoluzione il 20 ottobre a Buenos Aires e i documenti – a voler continuare a dare voce ai sospetti – non impiegano più un mese per attraversare l’Atlantico. Nel caso in cui non ci siano concatenazioni ed un regista, l’atmosfera che circola sembra indicare comunque la strada che continuerà a percorrere sul piano politico “Gallipoli Futura”: sarà opposizione dura, probabilmente e ancora. Impraticabile alla fine potrebbe risultare il terreno per qualche pontiere che pure c’è nel movimento e che aspira ad un ruolo attento e meticoloso ma anche propositivo, al limite della collaborazione su alcuni temi centrali della vita cittadina. A breve si vedrà.

 

 

 

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Da sinistra: Massimo Esposito, Pierpaolo Ronzino (uno dei fondatori del circolo la Salle) e Luigi Della Rocca (anche lui uno dei fondatori)

Gallipoli – Finita l’estate, ripartono gli appuntamenti del circolo di scacchi “La Salle” di Gallipoli, attiva sul territorio da oltre 25 anni. E stavolta ce n’è davvero per ogni gusto: si parte con un corso gratuito di scacchi aperto a tutti, compresi i principianti, che partirà sabato 18 novembre presso i locali dell’oratorio San Lazzaro alle ore 17. Per chi invece si cimenta già da tempo nell’arte dello scaccomatto, sempre presso l’oratorio San Lazzaro, è previsto per domenica 19 novembre alle ore 17 un torneo di scacchi intitolato ad un grandissimo esponente della storia scacchistica mondiale, “Mikhail Tal” che varrà anche come “Campionato sociale lampo”, una delle versioni più interessanti del gioco degli scacchi in cui ogni giocatore ha a disposizione solo 5 minuti per concludere la partita. Infine, durante il periodo natalizio, appuntamento fisso con il tradizionale torneo semi lampo intitolato a “Bobby Fisher” arrivato ormai alla sua ventesima edizione.  “Il circolo scacchi La Salle Gallipoli, fondato nel 1990 – afferma Massimo Esposito – si è distinto negli anni e per la partecipazione dei suoi soci a numerose manifestazioni nazionali ed internazionali, ma anche per l’organizzazione delle stesse. Ha formato tantissimi ragazzi e vanta diverse collaborazioni con le scuole locali. Ormai è stabilmente impegnato nel campionato italiano a squadre, in cui vanta anche la partecipazione nella serie B, affronterà nel 2018 la serie C con la solita determinazione e spirito sportivo che da sempre lo contraddistingue”.

Gallipoli – Una festicciola molto informale ieri sera ha riportato il sorriso nella sede dell’associazione politico culturale “Gallipoli Futura”. Poche ore prima la Corte d’Appello di Lecce aveva chiuso un processo pendente sul loro leader, Flavio Fasano, quando era assessore provinciale.

Gallipoli Futura brinda e s’interroga. L’inchiesta iniziata nel 2003 ha sancito una assoluzione e una prescrizione per altri presunti reati. Fasano, che non ha perso l’occasione per criticare duramente i magistrati incassando una replica altrettanto secca dall’Associazione nazionale magistrati, sezione di Lecce, rientra in Consiglio comunale. “Dopo tanti problemi una notizia positiva – dice il presidente Luigi De Tommasi, riferendosi ad entrambe le cose. Niente analisi politiche per ora “ma abbiamo riportato il sorriso tra noi, ci voleva”, come confida De Tommasi. Che non si nasconde che adesso si apre una pagina nuova in cui c’è da decidere (e lo si farà a breve nel direttivo e poi in un’assemblea generale) la linea da adottare: uno scontro frontale, un muro contro muro come è stato per certi versi finora o una disponibilità a collaborare ad affrontare qualche grosso problema della città. “Lo deciderà la maggioranza”, afferma il presidente dell’associazione che ha perso il ballottaggio per circa 200 voti nel giugno di un anno fa. Che stessero maturando due linee in “Gallipoli Futura” lo si era compreso già durante l’assemblea del maggio scorso. Poi era arrivata l’uscita dal gruppo del consigliere Vincenzo Piro, ora nel gruppo misto di Palazzo Balsamo e portatore della linea “dialogante” con il Sindaco Stefano Minerva e la sua Amministrazione. “Per affrontare i problemi insieme – conclude De Tommasi – a parte quel che decideremo, bisogna essere in due e non è certo che dall’altra parte sarebbero eventualmente d’accordo…”.

Chiesto il rilancio: rimpasto della Giunta in vista? Ma non è solo da questo versante che la città può attendersi qualche novità. Domani sera si riunisce di nuovo il direttivo del Pd, il partito del Sindaco. Lo ha già fatto un mese fa, “quindi non è che ci riuniamo per qualche motivo specifico”, dicono con riferimento al ritorno a tutto tondo di Fasano nell’agone politico. In effetti il tema che si sono posti i dirigenti democratici subito dopo l’estate è un altro: l’esigenza di un rilancio dell’Amministrazione comunale nei modi e nei tempi che vorrà il primo cittadino. Che sembra aver condiviso l’orientamento che passerebbe – stando anche a quanto detto da Minerva in un incontro con il “comitato dei saggi” – attraverso un rimpasto in Giunta. Ma prima di intervenire in assetti delicati in cerca di nuovi equilibri faticosi da raggiungere, Minerva avrebbe dato una ultima chance: “Nei prossimi sei mesi voglio vedere un cambio di passo degli assessori”. Tutto ciò in un contesto che si va riscaldando per l’arrivo delle elezioni politiche che non possono che creare ulteriori fibrillazioni, oltre quelle già registrate, come l’ufficiale lettera di rimproveri per non aver affrontato e risolto vecchi problemi a firma di quattro consiglieri comunali della maggioranza.

 

 

 

CASARANO – Una panchina rossa per dire “no” alla violenza domestica. È l’iniziativa della Fidapa di Casarano che giovedì 16 novembre prevede un doppio appuntamento: in mattinata, alle ore 11, in viale Stazione si terrà la cerimonia di inaugurazione della “panchina rossa”, che la Fidapa Casarano ha inteso donare alla città per ricordare le numerose vittime di violenza di genere e per sensibilizzare alla denuncia. In serata, alle 17.30 nell’aula magna dell’Istituto comprensivo Polo 3 “G. Galilei” di piazza San Domenico si terrà il convegno dal titolo “Violenze domestiche: un fenomeno troppo in crescita”. Tra le testimonianze anche quella della giovane conduttrice e cantante (di Teramo) Angelica Volpi che ha dedicato il suo brano inedito “Per sempre” a tutte le donne vittime dei femminicidi.
Sono previsti gli interventi di Maria Cristina Rizzo, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Lecce e di Cosimo Lorè, docente di Scienze medico legali e forensi presso l’Università di Siena. All’incontro, moderato dalla giornalista Cecilia Leo, prenderanno parte anche la Fiammetta Perrone, Maria Nuccio e Anna Maria Tunno, rispettivamente segretaria nazionale, segretaria del distretto Sud-Est e presidente della sezione di Casarano della Fidapa, insieme a Rita Augusta Primiceri, dirigente del Polo 3 ed al sindaco Gianni Stefàno.

CASARANO – Il Politecnico del Made in Italy sforna i primi “laureati”. Si è svolta nei giorni scorsi a Casarano la cerimonia di consegna degli attestati agli studenti che hanno portato a termine il corso biennale in modellistica e stile per la calzatura, tra l’altro già assunti in aziende del settore. Alla cerimonia erano presenti anche i docenti e i ragazzi che da poco hanno iniziato il nuovo ciclo di formazione. «Il settore – dice il presidente Luciano Barbetta, titolare dell’omonima azienda a Nardò – è in forte crescita ed il fenomeno potrebbe generare grosse opportunità per nuove iniziative anche auto imprenditoriali nel mondo della moda e per veri posti di lavoro che attraverso una formazione specialistica mirata potrebbero allentare l’esodo di quella numerosa schiera di giovani che delusi lasciano la loro terra per altre destinazioni e spesso senza più farne ritorno». Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente Michele Zonno. «Il flusso continuo di tali figure – precisa Zonno – è una condizione abilitante per la crescita e lo sviluppo di aziende impegnate in produzioni di elevatissima qualità». Da questo punto di vista, i risultati ottenuti sono lusinghieri. «Stiamo cercando – aggiunge il direttore Demetrio Manco – di contribuire alle necessità, di alta formazione e servizi specializzati, espresse dalle aziende delle produzioni moda, abbigliamento e calzature, ma ancora tanta strada resta da fare: ci conforta riscontrare che la quasi totalità delle persone formate beneficiano di un elevato tasso di occupazione in aziende del territorio e non solo». Intanto, sono aperte le iscrizioni per il nuovo ciclo di formazione in modellistica e stile abbigliamento (informazioni al numero 392/9057987 – info@polimade.it).

MURO LECCESE. Si terranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa dell’Annunziata, in piazza del Popolo, partendo dal Palazzo del Principe, dove è stata allestita la camera ardente, i funerali di Totò Negro, l’assessore regionale al  Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità, spentosi a 64 anni dopo una malattia affrontata con coraggio. Anche se molto provato, ha continuato a portare avanti il suo impegno di assessore con la serena disponibilità che è stata la cifra distintiva del suo operato. Impegno,  generosità verso gli altri, in particolare gli ultimi,  e mitezza sono le qualità che oggi gli vengono riconosciute nelle numerose attestazioni di cordoglio da tutti i partiti  e da quanti lo hanno conosciuto.

Per il presidente regionale Michele Emiliano, Negro era “un uomo mite, onesto, generoso e competente, protagonista di tante battaglie a difesa della Puglia e dei pugliesi. Un compagno di lavoro straordinario, che ti entusiasmava. Soprattutto, aveva una sensibilità che gli consentiva di comprendere da Assessore al Welfare anche le situazioni più complicate”. “Umiltà e gentilezza” evidenziate anche nel ricordo dell’on. Salvatore Capone. Ancora accento sulle doti umane nell’attestazione di cordoglio del gruppo regionale Pd  che sottolinea “il sorriso e la disponibilità con i quali affrontava ogni situazione, ma soprattutto l’impegno e la serietà che metteva nella sua attività politica e professionale”. Nel ricordo dell’onorevole Teresa Bellanova: “Un politico equilibrato, sobrio, capace di equilibrio pur nella distanza delle posizioni politiche”.

Non solo spiccate qualità umane, ma anche competenza politica come sottolineato da Ernesto Abaterusso, capogruppo Art.1 Mdp: “Con lui la Puglia perde oggi un assessore valido, un uomo di spiccata intelligenza, una figura di politico e amministratore appassionato che ha sempre messo al servizio del territorio e dei cittadini il suo impegno e le sue competenze” . Il suo nome resterà legato all’ istituzione del  Reddito di dignità che porta il suo nome come ricordano i consiglieri regionale della Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e  Giuseppe Turco: “Con la scomparsa di Totò Negro la Puglia da oggi perde un uomo esemplare, un uomo dalle comprovate virtù professionali e politiche, ma soprattutto il padre di una legge indimenticabile come il Reddito di dignità che, da oggi, porterà il suo nome”. Piero Rossi, il garante dei detenuti ricorda dell’assessore Negro  “ la particolare sensibilità dell’uomo e la grande capacità empatica di entrare in relazione sia col personale penitenziario che coi detenuti, per le vicende dei quali mostrava sincero interesse”. L’associazione Pronto soccorso dei poveri sottolinea l’ impegno   “sempre in prima linea per aiutare le famiglie in difficoltà anche contribuendo personalmente a pagare le bollette. Per questo, il Consiglio direttivo dell’associazione delibererà per cambiare il suo nome: d’ora in poi  l’associazione si chiamerà “Pronto Soccorso dei Poveri – Salvatore Negro”.

C’è chi ricorda l’impegno di Negro negli anni in cui ricoprì il ruolo di sindaco nel suo paese Muro Leccese. In un post il prof . Paul Arhur  scrive: “Come Sindaco è stato artefice di aver portato Muro Leccese alla ribalta, facendolo diventare uno dei paesi più importanti della Terra d’Otranto per la cultura, per la storia, per l’archeologia, e non solo. E’ stato anche un grande amico. Spero che tutti si ricorderanno di quello che hai fatto”.

MURO LECCESE – È scomparso, a soli 64 anni, l’assessore regionale Salvatore Negro. La notizia si è diffusa nella mattinata a Muro Leccese, suo paese d’origine dove mercoledì 15 novembre si terranno i funerali, ed è stata comunicata dal presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e dal governatore Michele Emiliano poche ore fa in apertura dell’assise consiliare convocata per quest’oggi ma, ovviamente, rinviata. «Totò Negro era una bella persona, aperto, sensibile, di buon carattere, di rara umanità», questo il commosso ricordo di Loizzo dell’assessore al Welfare battuto da un male incurabile.
Nato il 2 gennaio 1953 a Muro Leccese, dove risiedeva, Negro (laureato in architettura), ha iniziato la carriera politica nella Democrazia Cristiana, è stato eletto nel 1980 nel Consiglio comunale del suo paese, di cui è stato sindaco per due mandati, dal 1995 al 2004. Il quinquennio successivo lo ha visto vicepresidente della Provincia di Lecce, fino al 2009.
Nel 2010 ha avviato l’esperienza in Consiglio regionale, con l’elezione nelle liste dell’Unione di Centro. Fino al termine della legislatura ha presieduto il Gruppo consiliare, partecipando anche all’attività delle commissioni consiliari allo sviluppo economico ed ai servizi sociali. L’impegno in materia sociale è continuato nella decima legislatura regionale. Confermato nella circoscrizione di Lecce, nella lista “I Popolari”, ha assunto la responsabilità dell’assessorato al Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità nella Giunta Emiliano. Altri incarichi lo hanno visto componente del Consiglio dell’Ordine degli architetti di Lecce, di cui ha assunto la vicepresidenza dal 1989 al 1992, del Consiglio nazionale dell’Unione delle Province italiane (Upi) e del direttivo regionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

Flavio Fasano

Gallipoli – Assolto dall’accusa di abuso d’ufficio; prescritti gli altri capi d’accusa relativi a falso ideologico, corruzione (di altri due casi ne era uscito già assolto), turbativa d’asta: dopo nove anni di indagini e processi (non solo quello di primo grado in cui era stato condannato a 3 anni e sei mesi), Flavio Fasano può ritenere chiusa una vicenda che ha influito e tornerà ad influire – in senso positivo questa volta – sulla sua carriera politica.

Può rientrare in Consiglio, per la seconda volta. L’ex assessore provinciale finito sotto processo con gli esiti finali di oggi, può adesso tornare in Consiglio comunale. Sarà la seconda volta, per la verità, dopo il decreto del prefetto del 3 agosto che ne aveva impedito la convocazione alla seduta di insediamento dell’assise cittadina uscita dalle elezioni del giugno precedente. E per la seconda volta ne uscirà Mina Della Ducata, subentrata a Fasano da ultimo nel gennaio scorso. Altri quattro imputati di questa complessa vicenda relativa ad un appalto di cartellonistica ed all’assunzione di un impiegato in un Comune e che ha visto impegnati i magistrati per quasi quattro anni d’indagini, erano stati definitivamente scagionati  nel giugno del 2016; i quattro avevano scelto il rito abbreviato. Quella sentenza oggi appare in qualche modo premonitrice per i sostenitori di Fasano che era tornato in campo per la campagna elettorale comunale sfiorando di circa 200 voti il ritorno a Palazzo Balsamo come Sindaco. Da un presunto danno erariale era stato poi assolto – insieme al Presidente della Provincia Giovanni Pellegrino ed agli altri assessori – dalla corte dei conti di Bari.

Tra gli intrecci della vicenda anche la discusa applicazione della “legge Severino”. Ad intrecciare ancor più i fili dell’inchiesta e dei magistrati giudicanti era intervenuta nel frattempo anche la legge anti corruzione, la cosiddetta “legge Severino”, la cui applicazione ha trovato a Lecce ed altrove non pochi ostacoli e interpretazioni. Ma oggi è tempo di sollievo e di qualche sassolino che ovviamente Fasano non rinuncia a togliersi dalle scarpe: Dopo ben nove anni  di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere – scrive in una nota – finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato”. Ringrazia il suo avvocato (Andrea Fares del Foro di Milano) che ha “nel merito evidenziato la falsità delle accuse come anche la distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità”.

La prescrizione cancella senza processo “ma la colpa è dei magistrati”. E quasi per prevenire l’obiezione circa la prescrizione (cioè la scadenza dei termini di legge entro cui portare a giudizio una causa) che in pratica cancella i presunti reati, Fasano risponde: “Vale solo la pena evidenziare come la prescrizione è solo il frutto di una gravissima patologia del processo che vede come unici responsabili gli stessi magistrati che per loro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale”.

Il pensiero più caro a “Gallipoli Futura” in crisi. Un ringraziamento finale è riservato al movimento cittadino che l’ha sostenuto “ed ha sempre creduto in me e sofferto con me durante questa lunghissima ingiustizia, in particolate a tutti i componenti di Gallipoli Futura”. La restituzione a tutti gli effetti del leader non si sa però se avrà, dal punto di vista politico, la forza necessaria per un rilancio dell’associazione politico-culturale, attraversata da alcune mesi da nodi politici difficilmente districabili circa la linea da tenere nei confronti dell’Amministrazione Minerva (lotta frontale o atteggiamento critico ma propositivo) e dall’abbandono tre mesi fa di un consigliere passato al gruppo misto.

GALATONE– Distinguo e prese di posizione all’interno del Partito democratico. Anche a Galatone, come in altre realtà nazionali, dove il recente cambio nella segreteria cittadina ha dato il “la” alle diverse anime del partito. In forte polemica con l’Amministrazione comunale e con il gruppo dirigente locale risulta la posizione del segretario uscente Luigi Maglio, lo scorso 19 ottobre battuto alle elezioni per la segreteria del circolo cittadino dal 29enne Cosimo Vetere. «Il Pd di Galatone che vogliamo – afferma il neosegretario – lavorerà in modo trasparente e plurale, con metodo votato all’attivismo e all’iniziativa, al fine di coinvolgere la cittadinanza con la partecipazione ed acquisire maggiore efficacia nell’azione sul territorio. Si parte, quindi, con l’obiettivo di aprire il Pd a tutta la comunità». Sessanta le preferenze Vetere contro le 20 dell’uscente Maglio, il quale commenta: «Prendo le distanze da un gruppo che ritengo politicamente “inaffidabile” pur avendo sostenuto convintamente Flavio Filoni e aver retto il partito prima e dopo la sua elezione, mettendomi a disposizione della causa. Mi era stato chiesto di fare un passo indietro – rivela – offrendomi la presidenza della sezione, ma ho rifiutato chiarendo che una elezione è sempre sintomo di democrazia». Secondo Maglio, che già alle ultime Regionali fu molto critico con i vertici del partito, “anche a Galatone si dovrebbe pensare a un polo di sinistra alternativo al Pd”. L’appello sembra rivolto soprattutto al gruppo “Galatone Bene Comune”, che con il candidato Sebastiano Zenobini alle ultime amministrative ha sfiorato il 7 percento e non risparmia le sferzate alla maggioranza.

Insieme al giovane neosegretario, si è insediato anche il resto dell’organo dirigente: la vicesegretaria Veronica De Mitri, i segretari organizzativi Alessandro Vinci e Antonio Ramundo, la responsabile rapporti esterni Annamaria Monaco e la responsabile della comunicazione Eugenia Testa, oltre al tesoriere Cosimo Migali.

Tricase – Mercoledì 15 novembre la città di Tricase e, in particolare la Parrocchia di S. Antonio”, si ritroverà insieme a don Donato Bleve per ricordare e riflettere sui suoi 50 anni di sacerdozio a servizio della comunità. Si inizierà con la Messa celebrata alle ore 17 da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, nella chiesa antica di piazza dei Cappuccini in occasione del 46° anniversario della istituzione della parrocchia. La manifestazione proseguirà nella Sala del Trono di Palazzo Gallone (sede del Comune) dove, alle ore 18.30 sarà presentato il libro dedicato al cinquantenario, quale numero speciale di “Siamo la Chiesa” bimestrale religioso sociale edito dalla stessa Parrocchia di S. Antonio fin dal 1973. Dopo i saluti del sindaco, avv. Carlo Chiuri, il direttore de “Il Volantino” avv. Alessandro Distante, moderatore dell’incontro, dialogherà con il prof. Hervé A. Cavallera, ordinario di Storia della Pedagogia nell’Università del Salento e presidente della sezione tricasina della Società di Storia patria per la Puglia, con mons. Salvatore Palese,docente emerito di Storia della Chiesa nel Pontificio seminario maggiore di Molfetta e con monsignor Angiuli al quale saranno affidate anche le conclusioni della serata. L’iniziativa ha il patrocinio della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, della Città di Tricase e della sezione locale della Società di storia patria per la Puglia. Il volume in tema raccoglie 15 testimonianze sulla figura e l’opera di don Donato Bleve; è corredato da numerose fotografie e contiene, fra l’altro una lunga ed inedita intervista al festeggiato e quattro suoi editoriali comparsi negli ultimi 46 anni su “Siamo la Chiesa” dedicati a temi vari tra cui la denuncia sulle condizioni di lavori in alcuni ambiti del settore calzaturiero negli anni Settanta del secolo scorso; la protesta verso il metodo dell’imposizione centrale del candidato al collegio senatoriale di Tricase; la presa di posizione netta nei confronti del cambio della guida diocesana in quegli stessi anni e l’appello pastorale per una Chiesa rinnovata e al passo con i tempi.

 

 

Nardò – Commemorazione Caduti di Nassiriya, domani 14 novembre cerimonia a Palazzo Personè. Alle 10 nell’aula consiliare “Renata Fonte” verrà reso omaggio ad Alessandro Carrisi, militare dell’Esercito originario di Trepuzzi che con altri 18 connazionali ha perso la vita nell’attentato terroristico del 12 novembre 2003, quando un’autocisterna con a bordo due kamikaze si fece esplodere nella base militare italiana in Iraq. Alessandro, caporale volontario in ferma breve del “Sesto Reggimento Trasporti” di Budrio (Bologna), aveva 23 anni ed era in Iraq da poche settimane. In quell’attentato, uno dei più cruenti mai subiti dall’Italia, rimase ferito anche un militare di Nardò: il vicebrigadiere Sandro Maritati, che nel 2012 ha ricevuto un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Insieme al sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, al consigliere comunale Giuseppe Verardi, al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Francesco Mandoi (di Galatone) e altre autorità, alle celebrazioni di domani saranno presenti Giuseppe Taurino e Morris Carrisi, rispettivamente sindaco di Trepuzzi e fratello del militare scomparso a Nassiriya. «Il nostro Alessandro Carrisi – ricorda il consigliere Giuseppe Verardi – era impegnato nell’opera che ha visto in campo l’Italia per ripristinare la pace in quelle terre lontane. Un impegno che ho condiviso, partecipando a varie missioni internazionali». «Porgiamo ogni onore – sono invece le parole del Sindaco Giuseppe Mellone – al fratello italiano e salentino Alessandro Carrisi, che sentiamo presente al nostro fianco, nella consapevolezza che l’Italia e l’Europa abbiano il dovere di affrontare, con mezzi e modi aggiornati alle esigenze contemporanee, la sfida per la sicurezza internazionale». Ai familiari di Carrisi il sindaco di Nardò consegnerà una targa ricordo a nome della città e dopo l’incontro verrà deposta una corona di fiori in via Caduti di Nassiriya (zona 167).

Nardò – È l’allenatore del momento. I social lo acclamano da giorni. Real Madrid? Barcellona? Chelsea? No: Ternana. Sandro Pochesci, romano, 54enne, da quest’anno allena gli umbri in serie B dopo una gavetta nei campionati minori. Sabato 11 novembre alla vigilia del match contro il Novara l’allenatore ha detto la sua sulla Nazionale di calcio sconfitta dalla Svezia e sull’incerta qualificazione degli azzurri ai prossimi mondiali. Col suo marcato accento romanesco, ormai popolarissimo in rete, il mister non le ha mandate a dire: «Oltre che ad avere perso contro una squadra di profughi, ci siamo fatti pure menare. Ma che siamo diventati tutti pariolini?». E ancora: «La Svezia vale una squadra di Lega Pro e noi ci abbiamo perso!». E la sintetica: «Ci menano e piagnemo!». I suoi pittoreschi attacchi hanno fatto rapidamente il giro del web. L’interessato rischia adesso il deferimento, anche se nel frattempo si è scusato per i toni accesi.

A Nardò c’è chi non ha affatto dimenticato la sua arte oratoria. Domenica 20 dicembre 2015: allo stadio “Giovanni Paolo II” si gioca Nardò-Fondi (serie D, girone H). Il risultato finale sarà di uno a uno. Sulla panchina dei laziali siede proprio lui, mister Pochesci. A fine gara il vulcanico allenatore romano affronta i giornalisti neretini in sala stampa: difende l’arbitro che ha espulso un giocatore del Nardò (precisando di averne elogiati alcuni in passato finiti poi in serie A); invita i neretini a non trovare alibi per il pareggio interno e dice “Bravo!” a un cronista che sceglie di non parlare di arbitri. Alessandro Capoti, responsabile del sito www.nardogranata.com, ricorda bene quel dopogara di due anni fa e un battibecco con l’allenatore romano oggi divenuto idolo della rete: «Pochesci non è uno stupido, è un allenatore temprato nelle categorie dilettantistiche. Ama provocare e polemizzare a viso aperto anche se a Nardò in conferenza stampa fu subito pungolato dal sottoscritto. Dispiace vederlo attaccare la Nazionale in quel modo sguaiato. A Nardò fu molto più educato. A tratti simpatico».

 

Nardò – Giorni importanti in casa Frata Nardò. Non solo per la prima squadra, impegnata nel campionato di Serie B, ma anche per il florido settore giovanile. Il punto della situazione di coach Michele Battistini, responsabile del settore giovanile granata, partendo dall’Under 18 (settimana prossima l’esordio stagionale con Mens Sana Mesagne): «Crediamo tantissimo in questa categoria – afferma l’allenatore neretino doc – in quanto alcuni ragazzi possono ambire ai grandi palcoscenici. Abbiamo cercato di rendere questa squadra quanto più competitiva possibile, rimpinguando il roster con gli innesti di due stranieri: Luka Cepic e Pavle Mijatovic». Under 15 e 14 sono invece dirette da Fabrizio Durante: «L’under 15 è un gruppo nuovo – analizza Battistini – tecnicamente valido; l’under 14 in estate ha perso elementi importanti, ma il roster è composto da molti ragazzi che nella scorsa annata vinsero il campionato under 13». E proprio quest’ultima compagine è diretta dallo stesso Battistini in collaborazione con l’istruttrice Fabiana Liquori: «Un gruppo nuovo e numeroso – nota – puntiamo tanto sulla prestazione e sulla coltivazione delle qualità tecniche, i risultati passano in secondo piano. E abbiamo deciso di ingaggiare un preparatore atletico, Francesco Inguscio, perché crediamo fortemente sia fondamentale – conclude Battistini – curare al meglio la condizione e la struttura fisica dei ragazzi, dai più grandi ai più piccini».

GALLIPOLI. La vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato sarà a Gallipoli domenica 12 novembre per parlare di Papa Francesco, di cui racconterà aneddoti e spaccati di vita, e del suo ultimo libro “Ho incontrato Francesco” (Edizioni Paoline), scritto a quattro mani con la giornalista del TG5 Alessandra Buzzetti  “Ho incontrato Francesco”.  Ospite del parroco della cattedrale di Sant’Agata, monsignor Piero De Santis (di Copertino, vicario episcopale per l’evangelizzazione e direttore dell’Istituto di pastorale pugliese), la Caricato aprirà il sesto Convegno parrocchiale delle confraternite, delle associazioni e dei gruppi ecclesiali del centro storico di Gallipoli. “La vita cristiana: un cammino che dal fonte battesimale porta alla Gerusalemme del Cielo” il tema di quest’anno. Giornata densa di appuntamenti quella di domenica 12, che già alle ore 10, al cimitero, vedrà le nove confraternite, le altre associazioni laicali del centro storico e il loro padre spirituale mons. De Santis impegnati nella tradizionale visita ai defunti, con la sosta nelle rispettive cappelle confraternali. Alle 18 l’incontro con la  Caricato sul tema “La santità e i santi nel magistero e nella testimonianza di Papa Francesco” e alle 19,30 la messa. Lunedì 13, alle 19, sarà il vescovo della diocesi di Nardò – Gallipoli, mons. Fernando Filograna,  a parlare sul tema “La vita interiore anima e forza nel cammino verso la santità”. Martedì 14 alle ore 19, sempre in cattedrale, la volontaria Titti Martina, dell’associazione umanitaria “ForLife onlus” parlerà sul tema “Le virtù umane e cristiane: dono e impegno per una vita santa”. «Questo convegno – afferma mons. De Santis, promotore e organizzatore della tre giorni di formazione – segna un momento particolarmente importante per la vita della comunità. È un’occasione di grazia che ci permette di crescere nella comunione con il Signore e tra noi; permette di sintonizzarci con il cammino della Chiesa diocesana, che continua a riflettere sulla vita battesimale, ed offre a tutti l’opportunità della formazione permanente che ci abilita ad essere Chiesa “in uscita”». 

Alliste – È stato aperto mercoledì l’Ecocentro comunale di Alliste, sulla strada per Felline. “Un progetto ed un’idea che, per poterla realizzare, negli anni scorsi, mi ha visto impegnato in più vesti e su più fronti: da Sindaco del nostro Comune, ma anche e sopratutto da vicepresidente dell’Ato Lecce 3 e da consigliere provinciale componente della Commissione Ambiente”: lo afferma Antonio Ermenegildo Renna, già sindaco per due consiliature ed ora vicesindaco. L’amministratore comunale ricorda anche sulla principale rete sociale che il progetto fu finanziato dapprima con circa 220mila euro con fondi dell’Ato 3 e successivamente con fondi della Regione Puglia e dell’Unione europea. “Nella primavera del 2016, quando vennero ultimati i lavori, si era pensato ad un inaugurazione alla presenza di rappresentanti degli Enti coinvolti, degli uffici interessati alla realizzazione della struttura ma anche al coinvolgimento delle famiglie e delle scolaresche con momenti anche di spettacoli teatrali, a tema ambientale, realizzati dai ragazzi per la sensibilizzazione e l’informazione sull’importanza della struttura. Una serie di problemi, tra i quali quelli inerenti la gestione – ricorda Renna – hanno spostato a ieri il momento dell’apertura.
Sono convinto che, nei prossimi giorni, tutta l’Amministrazione, insieme all’attuale assessore all’Ambiente, Marilù Rega, saprà promuovere iniziative di coinvolgimento ed informazione delle scolaresche e della cittadinanza”. Tra i ringraziamenti “uno particolare va all’amico e Sindaco Renato Rizzo che, anche da assessore all’ambiente nel periodo 2006/2016, si è impegnato alla risoluzione dei non pochi problemi che abbiamo dovuto affrontare durante la fase di progettazione e realizzazione dell’opera ed ora in quella di avvio della gestione, affidata, provvisoriamente, alla Gial Plast Srl di Taviano”. L’Ecocentro è dotato di un’isola ecologica, di una sezione adibita a compostiera di comunità, di una sezione per la didattica per far apprendere il ciclo corretto di gestione dei rifiuti. “Sono convinto che, se ben sfruttato – conclude Renna – l’Ecocentro darà un importante servizio ai cittadini e potrà contribuire a risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti per le strade e nelle campagna”.

Alezio – Ha avuto un altro effetto positivo il premio giornalistico intitolato allo scomparso Antonio Maglio. Nell’ultima edizione dell’agosto scorso, la manifestazione che si tiene ad Alezio per volontà dell’associazione omonima, aveva ospitato per conferigli il premio alla carriere Tony Capuozzo, inviato speciale delle reti Mediaset. In quella occasione Capuozzo aveva preso contatto con la complessa questione relativa il terribile morbo che affligge gli ulivi del Salento (e non solo, ormai), causandone la morte. Alezio, Gallipoli, Taviano rappresentano purtroppo la “culla” in cui il patogeno da quarantena ha attecchito per la prima volta nei primi mesi del 2013, prima di essere diagostica scientificamente dal professore Martelli Agraria, Università di Bari) nell’ottobre dello stesso anno. Da quel momento in poi si è srotolata una drammatica quanto incredibile storia piena di contraddizioni, tra presunti complotti, obiettivi ostacoli (data la novità assoluta della Xylella in Europa), ricercatori messi alla gogna e piani d’interventi appassiti – pure loro – sul nascere. L’ideatore e conduttore della trasmissione “Terra!” si era impegnato ad approfondire l’argomento e così è stato.  Poco prima della mezzanotte del 6 novembre “Terra!” ha trasmesso una puntata ricca di chiarimenti e approfondimenti che ha avuto molto successo. Una forte denuncia contro inefficienze e narrazioni insensate, una pagina pressoché esemplare di buona informazione. L’associazione “Antonio Maglio” ha ringraziato Tony Capuozzo e la sua squadra di inviati. Per vedere la puntata ecco il link: http://www.video.mediaset.it/video/terra/full/a-macchia-d-olio-6-novembre_773570.html.

COLLEPASSO. Luigi Pantaleo “Gino” Malorgio l’ultimo partigiano di Collepasso ancora vivente dei 14 collepassesi che combatterono per la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, è scomparso pochi giorni fa. Nato a Collepasso il 15 marzo 1920, uno degli undici figli (6 maschi e 5 femmine) di Isaia e Maria Malerba, Gino Malorgio è morto a 97 anni a Scipione Passeri, frazione di Salsomaggiore Terme, dove si era sposato e viveva dalla fine della guerra. Dalla moglie Rina Gennari aveva avuto i figli Graziella, Mauro e Franco, quest’ultimo deceduto da alcuni anni per una grave malattia.

Dalla Russia alle Brigate Garibaldi. Il 4 luglio 1942 il soldato Malorgio fu spedito in Russia con il Corpo di spedizione italiano (Csir) e fu uno dei pochissimi rientrati da quella tragica avventura. Dopo l’8 settembre e lo sbandamento generale che ne seguì, Gino decise di combattere nella Resistenza, assumendo il nome di “Alberto”, con la 31° Brigata Garibaldi “Forni”, operante nella zona ovest della provincia di Parma, dove si trovava in quel periodo. Per oltre un anno, dal 7 marzo 1944 al 25 aprile 1945, visse sulle montagne e partecipò ad azioni militari contro i nazi-fascisti.

Stellette e medaglie per il valore durante e dopo la guerra. Dopo la caduta del regime, lo Stato riconobbe a Malorgio la qualifica di “Partigiano combattente” e lo autorizzò a fregiarsi del distintivo della Guerra di Liberazione con due stellette d’argento. A Salsomaggiore Gino era ben conosciuto. Dipendente del Comune nella manutenzione di strade e canali, era stimato e benvoluto da tutti per la sua cordialità, bontà e generosità. Volontario della onlus “Assistenza pubblica”, aveva ricevuto dal Comune prima una medaglia di bronzo e poi d’oro per i suoi atti di altruismo.

Citato in paese in ogni ricorrenza e lui si emozionava. Il Comune, in occasione del 63° Anniversario della Liberazione, gli aveva conferito un Attestato di merito per la sua attività di partigiano. Fu anche componente del complesso bandistico di Salsomaggiore, in continuità con la tradizione della sua famiglia. Sino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso, Gino tornava spesso a Collepasso, cui era rimasto “legatissimo”, dice il nipote Antonio, docente del Liceo Capece di Maglie, che aggiunge: “Lo zio si metteva sempre a piangere per l’emozione quando si parlava di Collepasso”. E il suo paese non lo ha mai dimenticato. Il suo nome e la partecipazione alla Resistenza sono stati spesso citati in scritti di autori locali e ricordati nelle varie ricorrenze. In occasione del 68° Anniversario della Liberazione, il Comune gli conferì un Attestato di benemerenza. Sebbene assente per motivi di salute, Gino inviò un commosso messaggio alla cerimonia tenutasi alla presenza di autorità civili e militari, associazioni, scuole, esponenti dell’Anpi e cittadini.

L’Anpi Lecce ricorda l’eroico cittadino combattente. Appresa la sua scomparsa, l’Anpi di Lecce si è subito associata “al dolore dei familiari per la scomparsa dell’eroico cittadino e partigiano di Collepasso, combattente per la giustizia e la libertà del popolo italiano”. Agostino, un altro dei numerosi nipoti residenti a Collepasso, ha scritto: “Zio Gino combatté contro il fascismo per la libertà. Tantissimi di questi eroi morirono sul campo di battaglia. Che il loro sacrificio non risulti vano, soprattutto oggi, in cui certi valori sono andati a farsi benedire. Onore e grande rispetto ai partigiani morti per la libertà. Riposa in pace, zio”.

Nardò – Stefano Russo riparte dalla Serie B. Il 28enne portiere neretino ha siglato un accordo triennale con la Salernitana, attualmente al sesto posto in cadetteria, a soli tre punti dal primato. Per lui si tratta di un ritorno allo stadio “Arechi”, avendo già militato tra le file dei campani nel 2014/15 ma in Serie C, categoria nella quale ha vestito anche le maglie di Ascoli, Juve Stabia e, nella passata stagione, Vibonese (37 presenze all’attivo). Russo ritrova la seconda serie nazionale dopo sei anni: l’ultima volta nel 2011/12 quando, con un’altra campana, la Nocerina, scese in campo sei volte. Mossi i primi passi nel Brindisi, il portiere neretino indosserà la maglia granata numero 33; attualmente le gerarchie del tecnico Alberto Bollini prevedono il serbo Radunovic coi gradi da titolare e il lituano Adamonis come suo vice; a Russo spetterà il ruolo di terzo portiere con l’ambizione di ritrovare presto il sapore del campo. Indicazioni in tal senso arriveranno già nel prossimo match: domenica 12 novembre, alle ore 15, la Salernitana sarà ospite del Cesena. Per Russo comincia un “nuovo inizio”.

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...