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Gastronomia, enologia, sagre, ricette e tradizioni della tavola dai Comuni della rete di Piazzasalento

ARADEO – Nel fondo Luna, alla periferia di Aradeo, in questi giorni si raccoglie lo zafferano. L’antica coltura un tempo tipica del Salento, è stata seminata ad agosto. Già seicento anni fa l’umanista Antonio De Ferraris, nelle pagine del suo “De situ Japigiae” lo descriveva come una spezia coltivata in Terra d’Otranto da tempo immemorabile e molto probabilmente pianta spontanea di queste terre. Ne è conferma l’antica ricetta della “scapece” gallipolina. Ad Aradeo, l’iniziativa di recuperare questa antica spezia si deve a tre giovani del luogo: Sergio Minerba, Fausto Chirivì e Maurizio Bono. C’è in loro la volontà e la caparbietà di produrre nella loro tenuta agricola il puro zafferano biologico del Salento e per questo si affidano a laboratori. Sono loro che nell’aurora salentina raccolgono i fiori delicati prima che il sole si affacci e li schiuda. Lo stesso giorno li essiccano su una brace di legna d’ulivo, un’operazione che sprigiona nell’aria antichi odori e profumi. L’integrità degli “stimmi” è sinonimo di purezza ed di alta qualità del prodotto rispetto allo zafferano commercializzato in polvere. Oltre all’uso gastronomico, la spezia è utilizzata per le sue sorprendenti proprietà benefiche sull’organismo. È’ antidepressivo, influenza positivamente l’attività celebrale, favorisce le funzioni digestive ed è pure un afrodisiaco naturale.

Cursi – L’ulivo e il suo frutto prezioso al centro di un appuntamento mattutino in calendario per il 19 novembre a cura di “Salento Faber”, l’associazione culturale che opera nel Salento per la promozione di eventi nei settori del sociale e per la sensibilizzazione alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente, in collaborazione con il progetto “Terrae” di G.Local Tour. Il programma è stato approvato e finanziato nell’ambito di “Autunno365” di Puglia Promozione, finalizzato ad attrarre movimento turistico con manifestazioni culturali e legate alle tradizioni locali. L’azienda agricola Tenuta Palma (sulla Bagnolo-Cursi) ospiterà i partecipanti a partire dalle 10, per un confronto utile sull’ulivo e sull’olio extravergine di oliva. Dopo una visita al frantoio e ai luoghi dove avviene l’estrazione, l’agronomo Pantaleo Greco farà il punto sull’epidemia di Xylella fastidiosa, si proverà a pensare a nuove sfide per la difesa degli uliveti, si parlerà di innovazioni e impianti e sulla possibilità di aumentare la produttività. Interverrà infine la nutrizionista Marta Nicolì per illustrare le proprietà benefiche e nutrizionali dell’olio di oliva. Al termine dei lavori si potrà degustare l’olio novello in abbinamento a legumi tradizionali del territorio. La partecipazione è gratuita, è gradita la prenotazione (info 3288310000). Gli appuntamenti di “Salento Faber” proseguiranno fino a dicembre con tappe in altri luoghi del Salento.

Nardò. La Cantina sociale di Nardò brinda ai suoi primi 80 anni. E per l’occasione raduna tutti nel suo stabilimento, al civico 43 di via De Gasperi il prossimo sabato 18 novembre alle ore 20, per una serata di tradizione e musica. Obiettivo dell’evento “Cantina in festa” è la promozione dello storico sodalizio presieduto da Luigi Durante, dei prodotti e delle tradizioni locali, con degustazioni a cura di “Bassafiamma” e vino, naturalmente. Sul palco allestito in largo stazione saliranno Luigi Bruni & Mediterranean psychedelic orkestra e “Quattru venti” con Rachele Andrioli, Rocco Nigro, Emanuele Licci, Giancarlo Paglialunga. L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Nardò, il quale ha comunicato di non poter concedere il contributo economico richiesto inizialmente dalla Cantina sociale, pari a 800 euro, ma di concedere la collaborazione dell’Ente tramite la fornitura di un congruo numero di transenne.

Approfondimento anche su cucina povera e legumi, per grandi e piccoli, con l’evento collaterale promosso da Fluxus Cooperativa e finanziato nell’ambito del bando regionale InPuglia365 – sapori e colori d’autunno, sempre in via De Gasperi. “Salento, dove è ricca la cucina povera” metterà in tavola – e in cattedra – il “Cece di Nardò” con l’esperienza degustativa al buio guidata dal gastronomo-giornalista Massimo Vaglio. I partecipanti, bendati, assaggeranno un piatto di legumi, e impareranno a riconoscere, dal punto di vista organolettico, le caratteristiche e il gusto del cece locale, rispetto alle altre varietà. Per i bambini, inoltre, spazio a giochi e filastrocche, assieme a un cono di carta paglia di ceci fritti, lo snack tipico di un tempo. 

ALEZIO. “Seducente”, così lo definisce Dave MacIntyre, wine columnist e firma tra le  più autorevoli al mondo. Protagonista è lo “Scaliere Negroamaro 2014” di casa Rosa del Golfo, finita nella speciale rubrica sui vini consigliati dal prestigioso quotidiano Washington Post che ha dedicato uno spazio alle produzioni provenienti dallo stivale. “L’Italia è probabilmente il paese che più di tutti gli altri può vantare la più grande diversità di uve e di vini al mondo – anticipa McIntyre nella sua rubrica – qui di seguito una selezione dei tanti tesori che questo paese può offrire”. A svettare sui cinque vini selezionati è il Salento, secondo un giudizio di eccellenza che assegna alle produzioni vinicole da una a tre stelle. Tra “eccellente” e “eccezionale”, con due stelle e mezzo, si posiziona proprio lo Scaliere, a pari merito con il Masciarelli Trebbiano d’Abruzzo 2016.

“Questo ennesimo tributo ai nostri vini è per noi motivo di orgoglio e di gioia”, afferma Damiano Calò, presidente dell’azienda. “Il fatto che un quotidiano così prestigioso, stimato e “riconosciuto” a livello mondiale come il Washington Post parli di un nostro vino in termini così lusinghieri, è sicuramente una grandissima soddisfazione ma è soprattutto un motivo per continuare a lavorare duramente lungo la strada che abbiamo intrapreso da anni, quella che mette al centro del nostro universo la qualità dei vini e l’amore per la nostra terra”.

 

 

CASARANO – Nuovi appuntamenti con il “Viv(ai)o Mammarao”, il laboratorio urbano promosso a Casarano dall’Ente Santa Cecilia per valorizzare l’area di via Pimmenthel. Sabato 11 novembre, dalle ore 16, sarà festa per San Martino con il laboratorio di pasta fatta a mano, burattini e giochi. Martedì 21, dalle 9 alle 12, ci sarà la “Giornata dei diritti dei bambini” con i piccoli coinvolti in laboratori creativi e riflessioni. “Storie sotto l’albero” del 16 dicembre propone, introduce, invece, il tema natalizio con racconti, filastrocche e giochi a tema. Si replica il 19 dicembre con la Pastorale in giro per la città ed il 21 con gli “auguri in bici” alle 15.30 e la tombolata al  Centro anziani delle 16.30.

TAURISANO. Grandi numeri e partecipazioni d’eccellenza per la dodicesima edizione di Agrogepaciok, il Salone nazionale della gelateria, pasticceria, cioccolateria e dell’artigianato agroalimentare svoltosi a Lecce dal 4 all’8 novembre. In migliaia ( con un +12% di presenze rispetto al 2016) hanno affollato il centro fieristico di piazza Palio per scoprire novità ed eccellenze del settore gastronomico nei 10mila metri quadri di area espositiva che ha ospitato più di 130 aziende, in rappresentanza di ben 350 marchi. «Una vetrina di eccellenza per il territorio, che da tempo scommette sul settore agroalimentare come volano di sviluppo dell’economia pugliese, ma anche un’occasione di formazione imperdibile per tanti giovani e professionisti che operano in questo settore», come affermato dai promotori.

Anche quest’anno, infatti, il Salone ha proposto oltre 200 ore di lezioni con grandi chef e maestri chiamati a confrontarsi su tecniche e trucchi del mestiere. Poi masterclass, concorsi nazionali, laboratori in diretta e tantissimi appuntamenti hanno arricchito anche questa edizione. Fra questi, il “Forum di cucina” coordinato da Gigi Perrone (presidente dell’Associazione cuochi Salentini) ha ospitato il noto chef marchigiano Moreno Cedroni (2 stelle Michelin), che ha tenuto uno showcooking sulla sua cucina di mare, rivisitando due piatti della tradizione salentina: “lu quataru” (tipica zuppa di Porto Cesareo) e la “mignulata alla gallipolina”. Il “Forum di pasticceria” coordinato da Antonio Rizzo (presidente Associazione Pasticceri Salentini) ha ospitato invece il pasticcere e cuoco di fama mondiale Rossano Boscolo. Altre dimostrazioni “sul campo” per il “Forum di panificazione” e  nel “Forum di pizzeria”, coordinato da Giuseppe Lucia, campione europeo di pizza acrobatica.

Giovani protagonisti, infine, anche quest’anno nel concorso “Dolci talenti in Puglia” riservato a studenti e pasticceri under 25, vinto dal 21enne di Taurisano Claudio Basile con una reinterpretazione del babà dal titolo “Benvenuti al Sud” (secondo Samuele Vergaro, terzo Matteo Leone). Poi le Olimpiadi del Gelato mediterraneo, vinte quest’anno da Claudio Bove (di Putignano) che ha preceduto Gianluigi De Marco e Caterina Melle. Per il contest “Birrangolo in cucina”, invece, primo posto a Omar Zuccaro (di Lizzanello) e premio per l’estetica ad Angelo Pagliara. Il concorso “Dolci tradizioni – Premio Andrea Ascalone” per il miglior pasticciotto ha premiato Antonella Biasco, di Specchia, titolare della pasticceria Dolcemente a Tricase.

TUGLIE – Da Lecce a Tuglie per assaporare il vino novello. “Il treno dell’antico San Martino” è l’iniziativa (gratuita) proposta sabato 11 novembre nell’ambito del progetto regionale “InPuglia365” insieme a “Rotaie di Puglia”. La prenotazione è obbligatoria al numero 347/1225188 oppure con la mail rotaiedipuglia@gmail.com. Alle 15.10 la partenza dalla stazione di Lecce con il treno delle ferrovie del Sud- Est con arrivo alla fermata del Museo della Civiltà contadina di Tuglie alle 16.30. Seguirà la visita al museo, la dimostrazione dell’antico modo di produrre il vino nel Salento e la degustazione del novello insieme ad alcune pietanze tipiche. Alle 18.40 la ripartenza verso Lecce con arrivo previsto per le 20.

CASARANO – Casarano “premia” Casarano: facile il gioco di parole per il riconoscimento che l’Amministrazione comunale intende consegnare al giovane concittadino vincitore ai recenti Campionati mondiali di pasticceria svoltisi a Milano. Giovedì 9 novembre sarà il sindaco Gianni Stefàno a consegnare un riconoscimento ad Enrico Casarano, il più giovane della rappresentativa azzurra salita sul tetto del mondo. Nei giorni scorsi sono stati in tanti, sui social, ad esprimere la propria soddisfazione per la vittoria iridata. E non è neppure mancata la festa a casa Casarano al rientro del campione del mondo in città. Lo scorso 4 novembre, il pasticcere è stato premiato anche a Lecce nel corso del salone Agrogepaciok “per aver portato il Salento alle vette più alte della pasticceria”.

Gallipoli – Si scrive “Salexpo”, si legge “Il Salento a tavola”. Si terrà anche quest’anno a Gallipoli dal 9 al 12 novembre la seconda edizione dell’appuntamento dedicato alla promozione dei prodotti locali salentini, con diversi stand che saranno allestiti al Bellavista club con degustazione e vendita. Partecipano all’evento le classi degli Istituti alberghieri salentini di Lecce, Otranto, Nardò, Santa Cesarea Terme e Ugento, che visiteranno l’esposizione e faranno la spesa ai banchi per organizzare un menù che cucineranno al ristorante del Bellavista Club sotto la guida degli Chef Euro-Toques Italia, Onofrio Terrafino e Massimo De Matteis, che poi premieranno i migliori menù. Il programma di quest’edizione sarà ricco di dibattiti e confronti sulle tematiche della “Dieta mediterranea,” patrimonio immateriale dell’umanità Unesco; si terranno inoltre veri e propri corsi di cucina salentina aperti a tutti e gratuiti dove Chef Euro-Toques Italia insegneranno l’arte culinaria usando i prodotti presenti.

Ospite d’onore di Salexpo 2017 è l’ “Ape Agrofattorino” che nasce per ridare il giusto valore ai prodotti della Puglia, in particolare del Salento, portando i sapori locali direttamente a tavola: una piattaforma che permette di acquistare e ricevere a domicilio frutta e verdure fresche e prodotti tipici salentini. Durante i giorni di Salexpo inoltre sarà possibile scoprire un menù di ingredienti tradizionali, che saranno rivisitati dallo chef della casa nei diversi ristoranti salentini. In programma anche interviste radiofoniche, percorsi enogastronomici e degustazioni varie.

Nella serata di San Martino sarà infine allestito un percorso evocativo ed enogastronomico alla ricerca dei sapori inesplorati dei vini salentini, a cui seguirà una cena solidale a sostegno della Casa della Carità di Lecce al Ristorante del Bellavista Club.

PARABITA – Affermazione da record per Solaika Marrocco, la giovane di Parabita “prima donna” capace di aggiudicarsi il prestigioso premio “Birra Moretti Grand Cru”. Lunedì 6 novembre, al ristorante “Lume” di Milano, la serata finale nella quale la 22enne ha sbaragliato la concorrenza degli altri nove ammessi all’ultimo atto del concorso che ha coinvolto oltre 160 giovani chef e sous-chef under 35, ai quali è stato chiesto di inventare una ricetta a tema. Soliaka, chef del “Primo Restaurant” di Lecce, ha conquistato la giuria con i suoi “Turcinieddhi glassati” ovviamente “alla birra” realizzati con marmellata di cipolla all’arancia, critmi in tempura e infuso di luppolo (in abbinamento con “La Bianca” della Moretti). Il premio, giunto alla sua settima edizione e promosso dalla Fondazione Birra Moretti in collaborazione con Identità Golose, “ha offerto un’occasione importante di scouting tra i talenti della ristorazione italiana che, un giorno, speriamo diventino quei grandi chef che guidano e dettano i trend della nostra cucina”, come affermato dai promotori.

 

ALEZIO. Cantina Coppola 1489 concede il bis con una doppia medaglia d’oro nell’edizione 2017 di Wine Expo Poland. Dopo il trionfo dello scorso anno, il Doxi Riserva Alezio Doc, l’etichetta più “vecchia” di Cantina aletina, conquista nuovamente i giudici del concorso enologico internazionale, questa volta con la vendemmia 2013. A sorprendere a Varsavia anche il Rosso Li Cuti Alezio Doc negroamaro vendemmia 2015. Entrambi i vini premiati, tra l’altro, sono freschi di medaglia al Concorso La selezione del Sindaco 2017 dello scorso giugno. Giornalisti e sommelier provenienti da tutto il mondo hanno degustato centinaia di etichette, nell’ambito dell’omonima fiera Wine Expo Poland che si è tenuta dal 27 e il 28 ottobre scorsi.

“Siamo orgogliosi di questi riconoscimenti – commenta Giuseppe Coppola – che certamente premiano il lavoro che quotidianamente svolgiamo insieme all’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, all’agronoma Gabriella Puzzovio e ai collaboratori. Tanto più gradite perché giungono a coronamento di un anno che segna una svolta importante per la nostra azienda e perché rafforzano il valore dei premi già ricevuti di recente con gli stessi vini. Da qualche tempo abbiamo iniziato un percorso per rafforzare la presenza nel mercato europeo ed extra europeo, focalizzando l’attenzione sia verso quei paesi emergenti nel settore vitivinicolo che verso quelli da cui si muovono i maggiori flussi turistici verso il nostro paese. Gli ottimi risultati ottenuti nei concorsi internazionali consolidano la posizione della cantina quale meta privilegiata per gli enoturisti in vacanza nel Salento, obiettivo questo in cui l’azienda è da sempre impegnata”.

Melissano – Il primitivo Rosso 31 prodotto dall’Unione Agricola di Melissano si è classificato terzo alla quinta Selezione Barocco Wine Music di Soleto, premio promosso dalla Città di Galatina e patrocinato dalla Regione Puglia, che ha lo scopo di promuovere e avvicinare alla cultura del vino. “Siamo orgogliosi – sottolinea il presidente Giovanni Placì –  del riconoscimento al nostro vino e alla nostra realtà aziendale. Questo attestato di stima ci sprona a perseguire e a rafforzare ancora di più il percorso di valorizzazione del prodotto che portiamo avanti con il contributo fondamentale del nostro enologo, dottor Leonardo Pinto, dei nostri oltre 250 soci e di tutti i nostri dipendenti guidati dal cantiniere Luigi Spennato”.

Gianni Casaluce

Nardò – “Legumi in Festa”, al via la seconda edizione della rassegna nata per promuovere legumi e alimenti della dieta mediterranea. Anche quest’anno a organizzare l’evento è l’associazione neretina “Verdesalis”, presieduta da Gianni Casaluce. Appuntamento inaugurale oggi alle 18 presso il Parco culturale giovanile “La Saletta” in via Volta, dove interverranno l’assessore al Turismo Giulia Puglia, il presidente dell’associazione “Laica” Roberto Fatano e Antonio Stea, esperto del Piano sviluppo rurale (Psr). Da domani al 29 ottobre la rassegna si sposta nel centro storico, dove tra Chiostro dei Carmelitani e piazza Salandra i visitatori si imbatteranno in conferenze, mercatini, laboratori didattici e teatro di strada. «Meteo permettendo ci aspettiamo più visitatori rispetto alla passata edizione – dichiara Gianni Casaluce (foto) – quando ne arrivarono quasi 6mila. Per l’occasione piazza Salandra sarà trasformata dall’architetto Gabriele Perrino in un piccolo villaggio rurale con allestimenti a tema e piccole pagode. Nei pressi del Sedile ci sarà anche un piccolo laboratorio di degustazione di legumi. Gli espositori saranno una ventina, provenienti da tutta la provincia. Si tratta principalmente – conclude – di produttori locali che abbiamo selezionato per raggiungere un’elevata qualità dei prodotti. Ovviamente non ci saranno solo legumi ma anche frutta e ortaggi». L’edizione 2017 giunge in un contesto particolare per i prodotti agricoli del territorio, Nardò compresa: Il Salento negli ultimi anni ha riscoperto la Fava di Zollino, il Pisello Nano di Zollino, il Pisello secco di Vitigliano (S. Cesarea Terme),  il Pisello riccio di Sannicola, il Cece nero di Muro Leccese e la “new entry” Cece di Nardò. Programma dettagliato su  www.verdesalis.it.

CASARANO – Casarano “due volte” sul tetto del mondo grazie all’affermazione dell’Italia ai Campionati mondiali di pasticceria. È di Casarano, infatti, e si chiama pure Enrico Casarano, uno dei quattro “paladini” della Nazionale azzurra che domenica 22 ottobre ha conquistato il primo posto mettendo in fila Cina, Giappone, Francia e le altre 13 nazioni qualificate per le sfide svoltesi in occasione di Host, il salone dell’ospitalità che si tiene alla fiera di Milano-Rho.

Con i suoi 25 anni, Enrico è il più giovane della rappresentativa azzurra composta anche da Matteo Cutolo di Ercolano, Giuseppe Russi di Laterza ed il coach Roberto Mascellaro. Festa grande in città, tra amici e parenti, e presso la storica pasticceria “Da Ugo” a Casarano, dove lavora l’ex allievo dell’Istituto alberghiero “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme.

Tra i primi a complimentarsi con il giovane pasticcere è stato, a nome della città, il sindaco Gianni Stefàno con un post sul profilo facebook istituzionale dell’Ente: «A nome dell’Amministrazione e mio desidero esprimere le più vive congratulazioni al nostro concittadino Enrico Casarano per il risultato ottenuto. Un riconoscimento reso ancora più prestigioso, vista la presenza di 20 squadre per altrettanti paesi dai quattro continenti. Un successo che premia il merito e che, ancora una volta, esalta il valore dei nostri giovani».

GALLIPOLI – L’autunno è stagione di funghi e dalla Asl arriva l’invito a “non fidarsi delle apparenze” insieme alle “regole d’oro” per evitare intossicazioni. Il rischio di sgradite sorprese a tavola, da piccoli malori a seri sintomi gastro-intestinali (nausea, vomito, diarrea e dolori addominali) o anche peggio è, infatti, sempre in agguato. Dall’azienda sanitaria il consiglio di far sempre controllare (gratuitamente) quanto raccolto tra boschi e macchia mediterranea dagli esperti del Centro di controllo micologico della Asl (a Lecce in viale Don Minzoni 6/8 al primo piano dell’ex Inam, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 13.30 – telefono 0832/215392).

«Il clima mite di questi giorni – fanno sapere gli esperti del Ccm – ha portato alla notevole “fioritura” di funghi della specie “Boletus pulchrotinctus” che da ignari raccoglitori viene scambiato per “porcino”, mentre appartiene alla famiglia delle Boletaceae, sottofamiglia Boletoideae Singer, sezione Luridi (funghi a pori rossi). A scopo puramente precauzionale va considerato non commestibile, in quanto sospettato di possedere un certo grado di tossicità.  In realtà, si tratta di un fungo molto tossico se consumato crudo e con tossicità incostante se ingerito cotto».

Da qui l’avviso diffuso ai sindaci del Salento per “assicurare i necessari livelli di sicurezza per i cittadini”, con la raccomandazione di seguire scrupolosamente alcuni semplici ma importanti consigli contenuti in un vero e proprio decalogo con le regole per evitare intossicazioni. Eccole:

  1. non consumare funghi se non sono stati controllati da un micologo della ASL di Lecce;
  2. consumare quantità moderate, specie a cena;
  3. non somministrare ai bambini;
  4. non ingerire in gravidanza;
  5. consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione;
  6. consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente;
  7. sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro sei mesi;
  8. non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e campi coltivati (possibile presenza di pesticidi);
  9. non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo della ASL;
  10.  fare attenzione alla conservazione domestica, nei funghi sott’olio si può sviluppare la tossina botulinica (Botulismo).

MAGLIE. Domenica 22 in piazza Tamborino, dalle 9 alle 13, un tuffo nei gusti genuini e nei buoni sapori che sanno di tradizione e di buone pratiche. Il Mercato di Campagna Amica  di Coldiretti Lecce ospiterà un laboratorio di pasta fatta in casa; si potranno acquistare negli stand gialli, diventati sempre più familiari, prodotti di stagione a chilometro 0, coltivati rigorosamente nel Salento. Il tema della giornata è “Imprenditrici in campo e a tavola” e vede la collaborazione della Coldiretti Donne Impresa e Cea Posidonia.

Il laboratorio per imparare a fare la pasta in casa, patrimonio della cultura delle nonne che ora viene tramandato alle giovani generazioni, prevede anche la conoscenza dei vari tipi di farina con la scelta di quelle che risultano più idonee per un prodotto di qualità.  Coldiretti Donna Impresa è un’associazione che promuove l’imprenditoria femminile, organizza attività culturali sottolinenando il ruolo che le donne hanno nell’economia familiare e nella scelta di prodotti sani e genuini.

GALLIPOLI. Partito il bando pubblico per la selezione di dieci persone per il “Corso base di cucina per soggetti svantaggiati”, indetto dalla Commissione pari opportunità del Comune di Gallipoli, a seguito della delibera di Giunta comunale n. 376 del 12 ottobre scorso. L’iniziativa, interamente finanziata dalla Commissione pari opportunità del Comune di Gallipoli, è destinata a disoccupati, residenti a Gallipoli,  di età compresa tra i 30 e i 50 anni, che si trovano in una situazione di disagio economico e sociale. Obiettivo del corso è fornire ai partecipanti la conoscenza degli elementi base e delle tecniche di cucina, per rilasciare poi un attestato di partecipazione di fine corso da spendere per la ricerca di future opportunità lavorative nell’ambito dei servizi di ristorazione. Il corso si svolgerà tra novembre e dicembre per una durata totale di otto lezioni, con incontri che si terranno due volte a settimana nelle ore pomeridiane ( dalle 15.30 alle 19 e probabilmente nelle giornate di mercoledì e venerdì) presso la “Casa della Carità San Francesco d’Assisi”, Via Muzio Carlo 8. Il modulo di domanda è reperibile sul sito del Comune di Gallipoli e si potrà partecipare entro 15 giorni dalla data di pubblicazione. Per info 320/6291141 oppure inviare una e-mail all’indirizzo mail: cpo.comunedigallipoli@gmail.com

MURO LECCESE. Inizia domani “Lu porcu meu”, la tradizionale sagra alimentare internamente dedicata al maiale che quest’anno celebra la sua 33° edizione. Due giorni all’insegna del gusto, durante i quali si potranno gustare i tradizionali piatti come il bollito e la carne alla griglia. Insieme alle specialità salentine, negli stand allestiti nell’area mercatale sarà possibile degustare anche prodotti della tradizione marchigiana, provenienti dal Comune di Visso. L’edizione di quest’anno, infatti, apre le sue porte alla solidarietà ospitando il sindaco del piccolo centro delle Marche colpito dal terremoto dell’ottobre scorso, Giugliano Pazzaglini, e un produttore di salumi del paese danneggiato. Una delegazione “estera” che testimonia il legame tra i due Comuni, uniti nella tradizione gastronomica fondata sul maiale.

“Siamo molto soddisfatti per il traguardo raggiunto della festa alla sua 33ma edizione, crescendo anno dopo anno. Questa sarà particolare per lo spirito di solidarietà verso un paese colpito dal terremoto nelle Marche” commenta Antonio Spano, presidente dell’associazione Pastorella che organizza la festa.

I festeggiamenti inizieranno domani, alle 19, con l’apertura degli stand e continueranno con la musica delle Mute terre e dei Ritmo binario. Ma sarà domenica che si entrerà nel vivo; alle 8 si terrà la tradizionale fiera mercato per le vie del paese e alle 17 si terrà la storica “Cuccagna de lu porcu meu”. Non mancherà la musica, responsabilità di “Canta Muro”, diretta da Claudio “Cavallo”, durante cui si alterneranno gli artisti del paese: Mascaramirì, Crifiu, Terra de menzu, Zimbaria, Bedixie e altri

ALEZIO. Ha entusiasmato i suoi ospiti provenienti da tutta Italia il racconto gastronomico e culturale promosso dalla Confraternita del Pampascione salentino, scelto dalla “Federazione italiana circoli enogastronomici” per il suo 36° raduno. All’iniziativa (dal 2 all’8 ottobre) hanno attivamente preso parte 25 confraternite  per un totale di 170 presenze, a cui si somma il movimento di appassionati ed esperti del settore enogastronomico. Un successo annunciato dal ricco programma, a partire dalle giornate preliminari di carattere turistico, fino agli appuntamenti dedicati a olio, vino e altri prodotti del territorio, come lezioni conoscitive e laboratori realizzati in collaborazione con varie associazioni di categoria (Aprol, Coldiretti, Ais). Accompagnati da paludamenti e stendardi, le confraternite, dopo aver sfilato sul ponte seicentesco di Gallipoli, hanno dato il via all’evento con un momento istituzionale all’interno della sala ennagonale del Castello angioino, dove gli ospiti hanno ricevuto i saluti del presidente della Provincia Antonio Gabellone e dall’assessore regionale  Loredana Capone. Assenti, invece, il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva e i suoi rappresentanti. Entusiastica la risposta dei partecipanti: «A premiarci è stato lo spirito conviviale dell’iniziativa, la scelta dei luoghi e i menù selezionati. Riteniamo – afferma il priore Vinicio Malorgio – di aver centrato l’obiettivo di far conoscere il territorio raccontando le sue tipicità, con un’appendice relativa alle tradizioni di Acaya e Galugnano, che venerano la “Madonna de li pampasciuni”, tradizione che rivive nell’attività della nostra confraternita». Ciliegina sulla torta per la nomina a socio onorario di Renzo Arbore, il quale ha salutato i suoi nuovi confratelli con un video.

«Non potevamo aspettarci di meglio dal raduno in terra salentina: location bellissime, tanta cultura, menù ricercati e mai ripetitivi. Ma ciò che ci ha colpito maggiormente è stata l’accoglienza strepitosa. Ringrazio a nome di tutti gli ospiti la Confraternita del pampascione nelle persone del priore Vinicio Malorgio, Fredy Pedaci, Roberta Casto, Giuseppe Abbatepaolo e tutti i confratelli, per averci fatto sentire davvero a casa», afferma il presidente “Fice” Marco Porzio, della Confraternita del Gorgonzola di Cameri (Novara). A conclusione del tour culturale-enogastronomico, tappa ad Alezio, con messa e foto di rito sotto il “cappallone” della Lizza: gli ospiti sono stati accolti dal sindaco Vincenzo Romano e dall’assessore alla Cultura Walter De Santis, il quale ha coordinato le visite guidate nel santuario, accanto a quelle nel museo messapico (a cura di Akra Iapygia) e nelle catacombe (con Valerio Giorgino). Il prossimo anno l’organizzazione del raduno passerà nelle mani della Confraternita del Tortél Dóls a Colorno, in provincia di Parma, poi toccherà a Moncalieri e Modena.

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ALLISTE. C’è anche il fondatore e presidente dell’App (Associazione Pizzaioli Professionisti) Luigi Stamerra, di Alliste, tra i giudici che valuteranno il talento dei pizzaioli in gara nella prima edizione del “Pizza Talent Show”, programma condotto dal popolare personaggio televisivo Alessandro Di Pietro, volto noto ai telespettatori Rai grazie alla fortunata trasmissione “Occhio alla spesa”, andata in onda dal 2002 al 2012. Dopo lunghe selezioni, svoltesi in tutta Italia negli scorsi mesi, sono stati scelti trenta pizzaioli che gareggeranno per la vittoria finale mettendo in atto il loro talento, davanti agli attenti occhi della giuria composta da alcuni dei migliori maestri pizzaioli d’Italia. Il programma tv sarà trasmesso nel mese di novembre sui canali 65 e 68 del digitale terrestre. Stamerra, pluricampione in diverse discipline (pizza classica, a metro, gluten-free) ed esperto in impasti alternativi e tecniche alimentari innovative, da anni è impegnato nella valorizzazione e nella qualifica professionale della figura del pizzaiolo, oltre che alla promozione di uno dei prodotti più noti al mondo e più caratterizzanti della gastronomia del nostro Paese.

CASARANO – “Dimmi come mangi, ti dirò chi sei…” è l’iniziativa in programma mercoledì sera presso il ristorante afgano  “Kifsì” in corte Roma a Casarano. Si tratta di una iniziativa di “Slow food Neretum” che si propone di coniugare la cucina afgana con la degustazione dei vini dell’azienda Michele Calò e figli di Tuglie, rappresentata da Giovanni Calò che dialogherà con Francesco Muci, curatore regionale della guida Slow Wine. Lunedì 9 ottobre il termine ultimo per le prenotazioni (ai numeri 328/1492261 – 328/2341776 – 388/0493511). Il costo della cena è di 30 euro per i soci di Slow Food e di 35 per i non soci. Kifsì è un ristorante nato nel febbraio 2017 “con un intento culturale prima ancora che commerciale, in un intreccio di tradizioni persiane e afgane”, come affermano gli organizzatori. «Riprendiamo le nostre serate ripartendo da lontano in un momento storico in cui le discriminazioni sociali sembrano aver raggiunto picchi preoccupanti. Per Slow Food – affermano i promotori – le barriere non sono mai esistite e l’attività di coinvolgimento e integrazione condotta da Terra Madre ne è testimonianza tangibile.

MURO LECCESE. Manca solo una settimana alla terza domenica di ottobre e Muro Leccese si sta preparando a celebrare una delle sue feste più importanti. Sabato 14 e domenica 15 ottobre ritorna la sagra de “lu porcu meu”, un’esaltazione gastronomica del maiale in tutte le sue varianti (l’immancabile bollito, grigliato e altre prelibatezze a base di carne di maiale). Un evento antico e tenuto in grande considerazione dai muresi, al punto di guadagnarsi il soprannome “porci”, legato a un vecchio e ironico aneddoto. Durante un temporale improvviso, un allevatore di maiali, per evitare che i suoi animali si ammalassero, ebbe la brillante idea di asciugarli all’interno di un grande forno. Neanche le urla dei maiali, che venivano lentamente arrostiti, fecero avvedere l’allevatore, che si limitò a commentare: ”Guardàti comu sta ritene, pare ca sta sciòcane”.

La festa inizierà sabato, alle 19, con l’apertura degli stand alimentari, nell’Area mercatale, e la musica delle Mute terre e dei Ritmo binario. Ma sarà domenica il vero evento; dalle 8 si terrà la tradizionale fiera e alle 17 sarà il momento della storica “Cuccagna de lu porcu meu”. Il gran finale sarà alle 19 con “Canta Muro”, diretta da Claudio “Cavallo”, durante cui si alterneranno i protagonisti musicali del paese: Mascaramirì, Crifiu, Terra de menzu, Zimbaria, Bedixie e altri

L’associazione “Pastorella” è l’organizzatrice di questa due giorni di festa. Dice il presidente Antonio Spano: “Siamo molto soddisfatti per il traguardo raggiunto della festa alla sua 33ma edizione, crescendo anno dopo anno. Questa sarà particolare per lo spirito di solidarietà verso un paese colpito dal terremoto nelle Marche”. Con questo sentimento di condivisione l’associazione ha infatti aperto le porte della festa a una delegazione di Visso, Comune marchigiano profondamente colpito dal sisma dell’ottobre scorso. Muro Leccese e Visso uniti da “lu porcu meu”, il Comune delle Marche, infatti, è noto per il “ciascuolo”, un tipico insaccato della regione. Saranno presenti alla festa il Sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, Alessandro Bordoni responsabile commerciale per il Sud Italia di acqua Nerea (uno degli stabilimenti che ha resistito al sisma) ed un rappresentate dei produttori locali. Durante i due giorni si potranno assaggiare quindi anche numerose specialità marchigiane, contribuendo così alla ricostruzione delle aziende del paese devastato.

ALEZIO. Raduna tutti nel Salento la cipolletta violacea “venerata” sulle tavole salentine – e non solo – e ispiratrice del circolo gastronomico nato ad Alezio nel 2011, la Confraternita del Pampascione salentino. Ai confratelli e alle consorelle salentine quest’anno è andato il compito di organizzare il 36° raduno della Fice, Federazione italiana circoli enogastronomici, che dal 1979 difende e valorizza il patrimonio di diversità culturali e gastronomiche italiane (nelle foto la Confraternita aletina e due momenti della presentazione del raduno questa mattina a Palazzo Adorno). Dal 2 all’8 ottobre prossimi arriverà la Confraternita dell’aceto balsamico di Modena, ma non mancherà anche quella dedicata al baccalà alla vicentina, così come quella del gorgonzola di Cameri, assieme agli amici pugliesi del capocollo di Martina Franca. In tutto saranno una trentina i circoli provenienti da tutta Italia a ricevere il benvenuto degli aletini e a conoscere le tipicità e le tradizioni del territorio. “Quest’anno – commenta il priore Vinicio Malorgio, di Tuglie – l’onore di organizzare il raduno nazionale è toccato alla nostra confraternita. Si tratta per noi del riconoscimento di un impegno nell’ambito sociale e della promozione del territorio, profuso caparbiamente, senza scomodare nessuno, per anni”. L’evento, realizzato con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Alezio, Comune di Gallipoli, Comune di San Donato di Lecce e la collaborazione di diversi partner, chiama a raccolta, accanto ai circoli enogastronomici partecipanti, anche quanti vogliano intraprendere il viaggio insieme a guide ed esperti del settore, con visite guidate, degustazioni e laboratori.

Il benvenuto alle associazioni verrà dato, in forma ufficiale, giovedì 5 ottobre, quando Gallipoli vedrà sfilare sul ponte seicentesco i paludamenti delle confraternite per una visita del centro storico e il saluto delle autorità all’interno della sala ennagonale del Castello angioino. Nel pomeriggio presso “Tenuta Malcandrino” di Monteroni di Lecce si terrà un convegno organizzato in collaborazione con A.PR.OL. (Associazione tra produttori olivicoli Lecce)  coordinato dall’agronomo Giancarlo Leuzzi, con laboratori di degustazione e lezioni conoscitive sull’olio animati dalla dott.ssa Elisabetta De Blasi. Venerdì 6 si apre con il viaggio tra le campagne salentine a bordo dei treni delle Ferrovie Sud Est per Lecce e visita guidata della città barocca e si conclude a Maglie, dove presso la Tenuta “Luca Giovanni” alle 18 e gli ospiti parteciperanno alla rassegna “I Vini del Salento”, realizzata in collaborazione con AIS (Associazione Italiana Sommelier) Lecce.

Sabato 7 tappa a Galugnano, frazione di San Donato di Lecce, dove si festeggia la Madonna Addolorata, tradizionalmente nota come la “Madonna Te li Pampasciuni”. Il programma prevede, nella piazza del paese, esposizione e fiera mercato di prodotti tipici dell’enogastronomia salentina e laboratori sensoriali del gusto, curati da Coldiretti Lecce. Domenica 8 la giornata conclusiva vedrà le Confraternite enogastronomiche italiane riunirsi presso il Santuario di Santa Maria della Lizza di Alezio per la Santa messa alle ore 9.

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ALEZIO. Si è messa in viaggio la chiocciola di Slow Food. Ci ha messo sei anni, pur senza lesinare sulle tracce del suo arrivo con diverse menzioni speciali. Ma con l’autunno è giunta finalmente da “Le Macàre”. Così, l’arrivo della nuova stagione, con il suo “cambio di guardaroba” nella cucina del ristorante aletino, porta anche ad un traguardo importante, il riconoscimento massimo di Slow Food: la Chiocciola, simbolo che incorona i luoghi che meglio interpretano – con ambiente, cucina, accoglienza – la filosofia e lo spirito dell’associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, in armonia con territori e tradizioni locali.

«Un traguardo bellissimo», commenta la “macàra” Daniela Montinaro, chef titolare del ristorante che sarà presente in “Osterie d’Italia 2018, il sussidiario del mangiarbene all’italiano” in libreria dal 20 settembre. «Siamo affini all’idea e alla filosofia del “buono, pulito e giusto” della Fondazione – continua – e abbiamo lavorato sempre con l’obiettivo di fare bene. Per questo motivo utilizziamo nella nostra cucina diversi Presidi Slow Food». Una filosofia abbracciata anche dagli ospiti, e da quei turisti che non sono mai veramente solo “di passaggio”: «soprattutto chi si affida alla guida e ha scelto il Salento come “buen retiro”, torna e consiglia anche ai suoi amici di venirci a trovare». Una conferma, quindi, rafforzata dall’idea che la proposta culinaria non cambierà: «Una grande soddisfazione a livello personale è riuscire a mantenere costante il livello della nostra cucina. Con il valore aggiunto per cui all’interno vige un regime di “autarchia”: «ci piace coccolare i nostri ospiti con i prodotti fatti da noi, a partire dal pane, assieme all’olio il nostro speciale “benvenuto”. Un elemento che è un po’ anche la nostra forza, perché credo sia importante crearsi un’identità propria e perseverare».

Qui la chiocciolina, custode del gusto di ogni territorio, non ha bisogno di magia e filtri d’amore ma – come da tradizione “macàra” – anche di fave e cicorie. Purchè sia la stagione giusta, però. «L’ingrediente perfetto è il rispetto dei ritmi naturali. Aver cura della materia prima e del territorio, salvaguardare la stagionalità dei prodotti. Assieme al rispetto verso l’ospite, perché la cucina è un fatto etico. E’ molto importante per noi avere a cuore il benessere di chi viene a trovarci».

La guida, giunta alla 28esima edizione, quest’anno raccoglie 1616 indirizzi di locali con storie e caratteristiche diverse ma accomunati dalla passione per il cibo e la convivialità. La presentazione della nuova edizione e la premiazione dei ristoranti selezionati avverrà lunedì 25 settembre presso il Parco delle Sorgenti di Ferrarelle a Riardo (CE). Ma la chiocciola ad Alezio è anche in buona compagnia: tra i premiati dalla Guida “Slow Wine” 2018 ci sono anche i vini di “Rosa del Golfo”. Tre i riconoscimenti: “Bottiglia”, per l’ottima qualità di tutte le bottiglie presentate in degustazione, “Grande vino” al “Quarantale” 2013, “Vino Quotidiano” al “Rosa del Golfo” 2016. Soddisfazione dalla cantina aletina: «Quando ho letto la mail di Slow Wine era tarda sera e, dopo una giornata vendemmiale davvero problematica e ricca di imprevisti, è stata una grande emozione, tanto che mi sono commosso!» ha commentato il titolare Damiano Calò. «La notizia ha trasformato una giornata difficile nel mestiere più bello! Siamo orgogliosi di questo riconoscimento».

 

“Nessuna imposta è prevista per pajare e furnieddhri in abbandono”. A fare chiarezza su quello che rischia di trasformarsi in vero e proprio “caos-tributi” è il “Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati” alla luce degli avvisi (al momento “bonari”) che l’Agenzia delle entrate sta inviando ai proprietari dei cosiddetti “fabbricati ex rurali”. L’invito, al momento, è quello di dichiarare al Catasto quanto andava fatto già entro il 30 novembre 2012 (sulla base del Decreto 201/2011) per evitare, mediante il ravvedimento operoso, ulteriori sanzioni. Pur invitando, “vista la complessità dell’argomento”, i proprietri che hanno ricevuto tali avvisi a rivolgersi al geometra di fiducia, il presidente del Collegio professionale leccese, Eugenio Rizzo, interviene per fare chiarezza.

«Per tutti i fabbricati “ex rurali”, furnieddhri, pajare, lamie o simili, che hanno sì perduto i requisiti di ruralità, ma che si trovano in stato di abbandono, privi di infissi, di pavimenti, di impianti e di ogni altra opera di finitura, è sufficiente rispondere all’avviso bonario inviato dall’Agenzia delle Entrate, mediante la compilazione del modulo allegato, all’interno del quale è possibile indicare l’apposita casistica, per la quale nessun altro adempimento è dovuto al cittadino, che non è neppure tenuto a pagare alcuna sanzione», fa sapere Rizzo che sta seguendo da vicino la questione insieme ai geometri Federico Cortese e Giuseppe Nobile, entrambi componenti della Commissione Catasto. Diversa sorte, invece, per gli altri fabbricati “ex rurali” che invece vengono utilizzati come deposito oppure sono stati ristrutturati a scopo abitativo: avendo perso il requisito della “ruralità”, per questi sussisteva già l’obbligo del censimento nel Catasto edilizio urbano, con l’attribuzione da parte del professionista tecnico incaricato dell’accatastamento, di una rendita che diviene base imponibile per ogni adempimento fiscale (Imu e altro). Anche in questo caso occorre, però, fare delle valutazioni perché “oltre i cinque anni la sanzione potrebbe anche essere già prescritta”. Quindi, le sanzioni indicate nell’avviso bonario dell’Agenzia si riferiscono ai fabbricati che conservano tuttora i requisiti di ruralità, ma che sono ancora censiti nel Catasto con la possibilità, tuttavia, di godere delle agevolazioni fiscali previste mediante l’annotazione in visura di una “annotazione di ruralità.

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...