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Gastronomia, enologia, sagre, ricette e tradizioni della tavola dai Comuni della rete di Piazzasalento

ALEZIO. Si è messa in viaggio la chiocciola di Slow Food. Ci ha messo sei anni, pur senza lesinare sulle tracce del suo arrivo con diverse menzioni speciali. Ma con l’autunno è giunta finalmente da “Le Macàre”. Così, l’arrivo della nuova stagione, con il suo “cambio di guardaroba” nella cucina del ristorante aletino, porta anche ad un traguardo importante, il riconoscimento massimo di Slow Food: la Chiocciola, simbolo che incorona i luoghi che meglio interpretano – con ambiente, cucina, accoglienza – la filosofia e lo spirito dell’associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, in armonia con territori e tradizioni locali.

«Un traguardo bellissimo», commenta la “macàra” Daniela Montinaro, chef titolare del ristorante che sarà presente in “Osterie d’Italia 2018, il sussidiario del mangiarbene all’italiano” in libreria dal 20 settembre. «Siamo affini all’idea e alla filosofia del “buono, pulito e giusto” della Fondazione – continua – e abbiamo lavorato sempre con l’obiettivo di fare bene. Per questo motivo utilizziamo nella nostra cucina diversi Presidi Slow Food». Una filosofia abbracciata anche dagli ospiti, e da quei turisti che non sono mai veramente solo “di passaggio”: «soprattutto chi si affida alla guida e ha scelto il Salento come “buen retiro”, torna e consiglia anche ai suoi amici di venirci a trovare». Una conferma, quindi, rafforzata dall’idea che la proposta culinaria non cambierà: «Una grande soddisfazione a livello personale è riuscire a mantenere costante il livello della nostra cucina. Con il valore aggiunto per cui all’interno vige un regime di “autarchia”: «ci piace coccolare i nostri ospiti con i prodotti fatti da noi, a partire dal pane, assieme all’olio il nostro speciale “benvenuto”. Un elemento che è un po’ anche la nostra forza, perché credo sia importante crearsi un’identità propria e perseverare».

Qui la chiocciolina, custode del gusto di ogni territorio, non ha bisogno di magia e filtri d’amore ma – come da tradizione “macàra” – anche di fave e cicorie. Purchè sia la stagione giusta, però. «L’ingrediente perfetto è il rispetto dei ritmi naturali. Aver cura della materia prima e del territorio, salvaguardare la stagionalità dei prodotti. Assieme al rispetto verso l’ospite, perché la cucina è un fatto etico. E’ molto importante per noi avere a cuore il benessere di chi viene a trovarci».

La guida, giunta alla 28esima edizione, quest’anno raccoglie 1616 indirizzi di locali con storie e caratteristiche diverse ma accomunati dalla passione per il cibo e la convivialità. La presentazione della nuova edizione e la premiazione dei ristoranti selezionati avverrà lunedì 25 settembre presso il Parco delle Sorgenti di Ferrarelle a Riardo (CE). Ma la chiocciola ad Alezio è anche in buona compagnia: tra i premiati dalla Guida “Slow Wine” 2018 ci sono anche i vini di “Rosa del Golfo”. Tre i riconoscimenti: “Bottiglia”, per l’ottima qualità di tutte le bottiglie presentate in degustazione, “Grande vino” al “Quarantale” 2013, “Vino Quotidiano” al “Rosa del Golfo” 2016. Soddisfazione dalla cantina aletina: «Quando ho letto la mail di Slow Wine era tarda sera e, dopo una giornata vendemmiale davvero problematica e ricca di imprevisti, è stata una grande emozione, tanto che mi sono commosso!» ha commentato il titolare Damiano Calò. «La notizia ha trasformato una giornata difficile nel mestiere più bello! Siamo orgogliosi di questo riconoscimento».

 

“Nessuna imposta è prevista per pajare e furnieddhri in abbandono”. A fare chiarezza su quello che rischia di trasformarsi in vero e proprio “caos-tributi” è il “Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati” alla luce degli avvisi (al momento “bonari”) che l’Agenzia delle entrate sta inviando ai proprietari dei cosiddetti “fabbricati ex rurali”. L’invito, al momento, è quello di dichiarare al Catasto quanto andava fatto già entro il 30 novembre 2012 (sulla base del Decreto 201/2011) per evitare, mediante il ravvedimento operoso, ulteriori sanzioni. Pur invitando, “vista la complessità dell’argomento”, i proprietri che hanno ricevuto tali avvisi a rivolgersi al geometra di fiducia, il presidente del Collegio professionale leccese, Eugenio Rizzo, interviene per fare chiarezza.

«Per tutti i fabbricati “ex rurali”, furnieddhri, pajare, lamie o simili, che hanno sì perduto i requisiti di ruralità, ma che si trovano in stato di abbandono, privi di infissi, di pavimenti, di impianti e di ogni altra opera di finitura, è sufficiente rispondere all’avviso bonario inviato dall’Agenzia delle Entrate, mediante la compilazione del modulo allegato, all’interno del quale è possibile indicare l’apposita casistica, per la quale nessun altro adempimento è dovuto al cittadino, che non è neppure tenuto a pagare alcuna sanzione», fa sapere Rizzo che sta seguendo da vicino la questione insieme ai geometri Federico Cortese e Giuseppe Nobile, entrambi componenti della Commissione Catasto. Diversa sorte, invece, per gli altri fabbricati “ex rurali” che invece vengono utilizzati come deposito oppure sono stati ristrutturati a scopo abitativo: avendo perso il requisito della “ruralità”, per questi sussisteva già l’obbligo del censimento nel Catasto edilizio urbano, con l’attribuzione da parte del professionista tecnico incaricato dell’accatastamento, di una rendita che diviene base imponibile per ogni adempimento fiscale (Imu e altro). Anche in questo caso occorre, però, fare delle valutazioni perché “oltre i cinque anni la sanzione potrebbe anche essere già prescritta”. Quindi, le sanzioni indicate nell’avviso bonario dell’Agenzia si riferiscono ai fabbricati che conservano tuttora i requisiti di ruralità, ma che sono ancora censiti nel Catasto con la possibilità, tuttavia, di godere delle agevolazioni fiscali previste mediante l’annotazione in visura di una “annotazione di ruralità.

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CASARANO. Un tempo era solo un piatto povero, a base di legumi e “cicureddhe” di campagna, base dell’alimentazione di quanti lavoravano nei campi. Da alcuni anni, invece, la “Scurdijata” è diventata protagonista della sagra che la parrocchia dei Santi Giuseppe e Pio le dedica a Casarano. L’appuntamento con il piatto ormai simbolo della tradizione locale è per sabato 12 e domenica 13 agosto in contrada Pietrabianca con la degustazione di molti altri prodotti tipici salentini, e in particolar modo casaranesi. Per la 14^ edizione della sagra, sabato 12 è prevista l’esibizione musicale dei Terramara (“musica & taranta dal Salento”) mentre domenica saranno di scena gli Ipergalattici (cartoons cover band). Entrambi gli spettacoli sono alle ore 21.

SANNICOLA. Appuntamento in piazza delle Mimose (largo mercato) mercoledì 9 agosto a Sannicola, per la 17esima edizione della “Sagra dei sapori locali” organizzata dal Comitato festa Madonna delle Grazie. Si esibiranno i “Calandamara Ensamble” e gli “Alla Bua. Come tradizione, il panino con la sarda e la ricotta “schianta” rimangono i simboli della festa (una volta a settembre), oggi arricchiti anche da pittule, polpette, panzarotti e melanzane grazie alla maestria dalle massaie che collaborano all’organizzazione. Il comitato, presieduto da Tiziano Piccione, è composto da Cosimo Selce, Antonio Piccione, Giuseppe Camisa, Nicola Marrocco, Pasquale Bidetti, Sergio Tarantino, Tommaso Bolognese, Daniele Bongiovanni, Antonio Camisa, Francesco Cauzo, Luca De Iaco, Luigi Malerba, Ivano Marzo, Cosimo Napoli, Giuseppe Petruzzi, Luigi Romano, Alessio Scorrano, Sandro Tanasi e Fabio Molle.

 

GALLIPOLI.Entrano nel vivo gli appuntamenti di sagre, rappresentazioni teatrali, visite guidate, musica, arte e cultura in città. Festa del palato e della solidarietà venerdì 4 agosto alle ore 20, con la settima edizione della “Sagra dei sapori marini e dei cantieri sociali” nell’area sportiva della parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata. La sagra, evento con oltre tremila visitatori ogni anno, si pone l’obiettivo di far assaggiare gustosi piatti di pesce con materia prima esclusivamente gallipolina. Il pesce sarà il protagonista assoluto della sagra infatti; i piatti, dalle cozze alla frittura, dall’insalata alle “pittule” e al pesce spada, rappresentano tutto il buono che c’è nel mare gallipolino. Anche quest’anno la Sagra si arricchisce culturalmente, coniugando il gusto e la solidarietà: saranno infatti allestiti alcuni stand a carattere di promozione sociale. La volontà degli organizzatori è di promuovere l’attenzione a realtà sociali, di volontariato, di lavoro giovanile quotidianamente impegnati sul territorio locale.
Sabato 5 agosto alle 16 invece, l’ associazione dilettantistica scacchi La Salle-Gallipoli terrà il Torneo open semilampo “Gallipoli in scacco”, aperto a tutti. Sono previsti sei turni, con dieci minuti di riflessione per giocatore (sistema svizzero). Chiusura iscrizioni e inizio primo turno sabato 5 agosto alle ore 16. Per informazioni 370 1088736 oppure 347 0784936. In palio coppe e trofei.
Presso il Parco “Falcone-Borsellino” invece, sempre sabato 5 agosto a partire dalle ore 21, “Nativo Live in concerto”, con le più famose canzoni rock e pop italiane ed internazionali eseguite da Renato Carrozzo, Ninì Fumarola, Edoardo D’Ambrosio, Marco Piazzolla e Dario Cota. Alle 21 poi, si terrà la rassegna estiva teatrale, artistica e culturale “Sipari di pietra” di Roberto Perrone all’interno del Chiostro di San Domenico, con “Il Cenno”, a cura di Teatro Dantes Art Factory e con la regia di Antonio Duma.
Serata interamente dedicata alla musica invece domenica 6 agosto: in piazza Tellini alle 21, musica etnica, folk e pizza d’autore con “Indiano salentino e Artetcnica”. Presso la chiesa di San Francesco d’Assisi nel borgo antico di Gallipoli alle 20 e 30 infine, si terrà il quinto appuntamento della IV edizione del Festival “Terra tra due mari”, con il concerto d’organo tenuto dal maestro Alessandro Gazza: un’immersione nella musica antica con repertorio e sonorità attinenti al pregevole organo che verrà suonato e con le musiche di Pasquini, Frescobaldi, Zipoli e Galuppi. Si tratta dell’organo di Simone e Pietro Chircher del 1726, recentemente restaurato, il più antico dei quindici organi storici custoditi nelle Chiese gallipoline. Il Festival è organizzato dell’associazione “Il Musicante” con presidente Enrico Tricarico in collaborazione con Regione Puglia, Città di Gallipoli, Pro Loco Gallipoli (partner Samsara, Parco Gondar, Dimora Muzio e Scafud).

GALATONECoriandoli d’estate, a Galatone, per la due-giorni della “Sagra del carnevale” in programma sabato 5 e domenica 6 agosto. Il classico evento festivo invernale si coniuga con la tipica sagra estiva dando vita allo “gastroallegria” garantita dagli organizzatori, ovvero il Comitato Carnevale galatonese con il patrocinio di Regione, Provincia e Comune, Gal Terra d’Arneo e Puglia Promozione. Tra i primi ad essere coinvolti sono i ristoratori e i pasticceri del posto che prepareranno le degustazioni dei prodotti tipici locali, dalle immancabili pettule a purpette, panzerotti, purpu alla pignata, pezzetti di cavaddhu, frise, carne alla brace e dolci come zeppole, pasticciotti, fruttoni, cornetti e gelati. Una vera e propria parata di specialità culinarie che farà da contraltare alla parata a tema delle maschere carnevalesche. A fare da contonro musica e spettacolo con la prima serata caratteri zara da Zigo e i Carosello (live band e cabaret) e a seguire dal ritmo blues, funk e rock’n’roll dei Chupacabra band. Domenica  6 ultima serata con le scuole di ballo e le associazioni di Galatone e dei paesi limitrofi protagoniste della parata carnevalesca e a s seguire musica in piazza con i Vega80 pronti a riproporre il meglio della dance anni ’70-’80 con il loro tour “Episode VIII – Pop music”  

Lungomare Cristoforo Colombo

Lungomare Cristoforo Colombo

SANTA MARIA DI LEUCA. Celebrare e ricordare l’importanza della biodiversità; questo il tema centrale della due giorni di “Pomario estivo” che si terrà mercoledì 12 e giovedì 13 luglio a Santa Maria di Leuca, con al centro i frutteti di questa parte del Salento. L’evento è finanziato e organizzato dal Parco naturale regionale “Costa Otranto Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase” nell’ambito del progetto per il recupero e la salvaguardia del germoplasma frutticolo pugliese, con la collaborazione della cooperativa sociale Terrarossa. Nella prima giornata, alle 19 presso villa Fuortes, verrà presentato “Varietà frutticole tradizionali del Salento – Biodiversità, conservazione, valorizzazione”, il nuovo volume del biologo Francesco Minonne a cui seguirà la mostra fotografica di scorci salentini; il tutto accompagnato con una degustazione a tema. Giovedì, sul lungomare Cristoforo Colombo si terrà la mostra pomologica “Pomario estivo, documentale della biodiversità frutticola del Salento”, in compagnia della musica di Kailia e Bandadriatica.

francesca pisanelloSANNICOLA. Imperdibile appuntamento per gli amanti di “pittule, purpette e pezzetti di cavallo alla pignata”  con la “Sagra dei gusti antichi” di Sannicola. L’appuntamento è per le 21 di questa sera presso la chiesa dei Santi apostoli Pietro e Paolo. «La serata – spiegano gli organizzatori del comitato festa – verrà aperta da Francesca Pisanello e Daniele Vimborsati con il loro karaoke e, a seguire, si danzerà ai ritmi popolari dei Bringanti di Terra d’Otranto. Inoltre ci sarà buon cibo della tradizione come le “marsangiane maritate” o alla parmigiana la carne alla brace e pezzo forte la pignata di cavallo. La sagra conclude i festeggiamenti dei Santi Pietro e Paolo». Il Comitato, presieduto da Silvio Picciolo, è composto da Salvatore Inglese (vicepresidente), Tommaso Picciolo e Annarita Tampesta (cassieri), Giovanni Marzella e Maura Mazzi (segretari), Luigi Calò, Antonio Giaffreda, Lucia Merenda, Lucio Miccoli, Antonio Picciolo, Ilenia Picciolo, Adina Platì, Antonio Portone, Giuseppe Provenzano, Andrea Ria, Cesira Scorrano ed Ercole Talà.

Il museo civico di Alezio

Il museo civico di Alezio

SIMU SALENTINI. Tarallini per tutti i gusti: all’olio d’oliva, al peperoncino, al pepe, al finocchio. Sono diventati, dopo le friselle, il prodotto da forno più radicato nei gusti dei salentini esportati nel mondo. Raccontano una storia antichissima e poco conosciuta: negli scavi archeologici del santuario messapico di Demetra a Oria, risalenti al VI sec. a.C., sono stati trovati tarallini bruciati offerti alla dea. Un elemento in più per conoscere i Messapi di cui troviamo traccia, tra gli altri centri, anche a Nardò, Alezio, Ugento, Vereto. Ma i tarallini costituiscono solo una parte del menu della “Tavola dei Messapi, itinerari di archeologia, cultura e sapori nel Salento” una guida pubblicata dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili con la consulenza scientifica dell’Università del Salento in collaborazione con gli Istituti alberghieri per il Turismo e agrari della provincia di Lecce.

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SIMU SALENTINI. Il periodo pasquale ci richiama alcune immagini che ne sintetizzano l’essenza: uovo, agnello, colomba, i più frequenti. Diventano oggetto di desiderio nelle ricche vetrine delle pasticcerie e nei menù tradizionali, solo che ai più risulta sempre più difficile risalire al significato di questa “foresta di simboli” da cui siamo circondati proprio in questo periodo. Sempre più arduo, infatti, non solo cogliere le segrete corrispondenze del simbolo, ma anche semplicemente il sottile filo che lega il contenuto e la sua rappresentazione visiva. I simboli, come i segni, sono “qualcosa che sta per qualcos’altro”, che risulta, però, ampliato e polisemico. Colpisce l’immaginario prima dei bambini, la figura dell’uovo, con la sorpresa più o meno importante a seconda della grandezza, che catalizza l’attenzione più del gusto della cioccolata. Quando c’erano poche risorse e più fantasia, i bambini dipingevano con colori brillanti le uova sode che disponevano nei cestini e che venivano usate come segnaposto nel pranzo di Pasqua. L’uovo è un chiaro riferimento alla fertilità non legato immediatamente (e secondo alcuni in nessun modo) all’evento della Resurrezione di Cristo. Alla base di numerose cosmogonie, lo troviamo nell’antico Egitto, è ritenuto dappertutto il simbolo della primavera; col cristianesimo diventò la figura della tomba di pietra da cui Cristo resuscitò. Nessuna presenza di uova nella Pasqua ebraica né nella festa degli Azzimi. Troviamo le uova sode nella tradizionale cuddura salentina, nelle pupe e nei cadduzzi. Nella cuddura il numero delle uova doveva essere dispari (ritenuto portafortuna); veniva regalata dal fidanzato alla promessa sposa o alla suocera.

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Puglia  a VinitalyNARDÒ. Vini salentini protagonisti a Vinitaly 2017, la vetrina riservata alle eccellenze nazionali ed internazionali del settore vitivinicolo, in corso di svolgimento a Verona dal 9 al 12 aprile. All’interno del padiglione dedicato alla Regione Puglia troviamo Mottura di Tuglie, presente tra le cantine socie del Consorzio e con il suo “Le Pitre primitivo di Manduria doc 2015” in degustazione a “Vinitaly and the city”. Nello stesso ambito anche l’azienda Bonsegna di Nardò con il suo “Danze della Contessa Nardò rosso doc 2015” e Schola Sarmenti”, sempre di Nardò, con il “Roccamora Nardò rosso doc 2015”.

 

Sharon Orlandi

Sharon Orlandi

NEVIANO. Stanno per partire le nuove produzioni e Ciaula lancia l’appello per una nuova sede. La giovane associazione nevianese si rivolge ai suoi concittadini per riuscire a trovare un luogo – con affitto basso o in comodato d’uso gratuito – adatto alla conservazione dei vecchi prodotti (un quintale e mezzo di vino “Santu Nicola” e sedici litri di mirto), oltre che per riunirsi una volta alla settimana. «Abbiamo anche protocollato una richiesta per una stanza nell’ex scuola di via Dante- confida l’attivista Sharon Orlandi (foto) – ma sappiamo che ci sono altre associazioni in attesa e comunque quello non sarebbe un posto adatto alla conservazione del vino, ma utilizzabile solo come sede delle riunioni».

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GALLIPOLI. Ha trionfato il Salento nella categoria “Sala e vendita” della terza edizione del concorso “Caroli Hotels”, tenutosi a Gallipoli dal 15 al 18 marzo e riservato agli allievi degli Istituti professionali-Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità alberghiera, dedicato ai fondatori della catena Caroli Hotels, Attilio Caroli e Gilda Nuzzolese, Mario Caputo e Maria Domenica Caroli. Hanno preso parte gli allievi del quarto e quinto anno degli indirizzi di Enogastronomia, Servizi di Sala e Vendita ed Accoglienza turistica di ben 27 istituti provenienti da tutta Italia; le scuole salentine che vi hanno preso parte sono state l’ Iiss “N. Moccia” di Nardò, Ipaeoa Santa Cesarea Terme, Iis “Bottazzi” di Casarano, sede di Ugento, Iiss Otranto e l’ Iiss “L.G.M. Columella” Lecce.

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Vincenzo DAprile_ph picciolo_ALEZIO. Un connubio di estro e artigianalità tutto speciale firma il ritorno di “Imbottigliati in cucina”, la rassegna firmata da Slow Food Neretum e la Trattoria Le Macàre di Alezio. Lunedì 3 aprile alle 21 saranno Raffaele Longo di B94 e Donato Di Palma di Birranova gli “imbottigliati” d’eccezione, giovani ed esperti produttori pugliesi di birra artigianale che hanno accettato la sfida di declinare il proprio prodotto attraverso i piatti, in un menu creato ad hoc con Daniela Montinaro e Vincenzo D’Aprile (foto), padroni di casa della cucina della trattoria aletina. Gioco e sperimentazione si coniugheranno, come sempre in puro stile “macaresco”, alla qualità delle materie prime e l’attenzione a ogni fase della preparazione: tutti segni distitivi della rassegna che mette ai fornelli alcuni dei produttori più importanti del Salento. Come da tradizione, tra i tavoli, guidati da Pasquale Lippolis e Stella D’Aprile, potrebbero aggirarsi camerieri prestati alla sala da altri mondi.

SIMU SALENTINI. Luogo di culto di una salentinità verace: questo è stato nei suoi 29 anni di attività la trattoria “da Santino”. L’uomo che ha dato il nome e l’anima al locale che nel cuore del centro storico di Galatone, (in via Diaz, a due passi dai principali monumenti della città) ha accolto dal 1988 cercatori genuini di vino e “pezzetti”, è Santino Congedo. Proverbiali, quei pezzetti di Santino, apprezzati e conosciuti – insieme al clima della locanda – in tutta la provincia, ma non solo. Preparati con arte e tradizione dalla signora Teresa, la moglie dell’oste galateo, sempre al suo fianco insieme ai figli. Dopo quasi trent’anni Santino cede il passo, tra lo sconcerto e l’incredulità di una cittadina intera. «Mi trasferii in Germania all’età di 17 anni, andando a lavorare per vent’anni in fabbrica” – racconta l’inconfondibile baffo galateo, oggi 65enne – e lì la sera portavo avanti un circolo che gli immigrati italiani avevano messo in piedi: «Un lavoro che mi è sempre piaciuto svolgere, certo faticoso, che mi ha portato a stare una vita qui dentro, insieme alla mia famiglia che mi ha sempre dato una grande mano». Una volta di ritorno dalle terre d’oltralpe, Santino acquistò il locale dalle volte a stella che oggi porta il suo nome, che in passato fu una cantinetta. «Quando ho cominciato – afferma – non pensavo che la trattoria diventasse quello che è stato: ricorderò soprattutto i rapporti d’amicizia coltivati con persone presenti tutte le sere, tra una briscola e un bicchiere di vino.

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racale incontro Staiterraterra staisinergicoRACALE. La sfida agricola, quella che coinvolge sempre più i giovani under 40, parte dalla formazione. Le associazioni di promozione sociale Staisinergico e Staiterraterra promuovono tre corsi mirati a sviluppare la formazione agricola consapevole, ad approfondire la conoscenza della campagna salentina, con le sue potenzialità e i suoi bisogni e ad offrire occasioni di crescita professionale verso figure pronte ad affrontare le sfide rurali della quotidianità locale. Il primo appuntamento è dedicato alla potatura dell’ulivo (Maglie, 26-28 gennaio, Istituto agrario “Vito Circolone” di Maglie) ed è rivolto a tecnici, operatori del settore, a semplici appassionati ma anche alle giovani generazioni che si troveranno a gestire il patrimonio olivicolo salentino. I docenti sono di fama e competenza riconosciuta: Giorgio Pannelli, Cristos Iloyannis, Raffaele Antonello e Jolanda De Nola.

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Tuglie contrada AragonaTUGLIE. Ha trionfato la contrada Aragona (foto) nel primo “Palio gastronomico dei rioni”. L’iniziativa nata dal “Sac-Salento di mare e di pietre”, è stata, invece, organizzata dall’associazione “Amici della Biblioteca”, presieduta da Paola Sperti, in collaborazione con l’Unione servizi volontari. Le sei contrade di Tuglie (Aragona, Piazza, Longa, Mazzuchi, Montegrappa e Termiti), si sono sfidate, lo scorso 5 gennaio, nei locali del centro anziani in piazza Garibaldi, a colpi di menù e sfiziosità gastronomiche davanti ad una giuria d’eccezione, per dare poi spazio ad un ricco buffet di incontro aperto a tutti.

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bambini cuochi ugentoUGENTO. Il 6 novembre scorso, a Gemini, alle ore 17 presso la sede didattica dedicata a Dalila Tempesta, ha avuto inizio la terza edizione del Corso di “Cucina tipica salentina – il piatto è servito” organizzato dalla Pro Loco Beach di Gemini con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Istituto Superiore Bottazzi di Ugento. Un’esperienza per tutti coloro che intendono imparare i segreti di questo mestiere o migliorare le tecniche già acquisite dando sfogo alla creatività attraverso laboratori didattici dove saranno impiegati prodotti come farina, acqua, lievito, verdure da tagliare, pasta da modellare e tanto altro. Un’occasione anche per i più piccoli, dall’età di otto anni in su, i quali potranno cimentarsi a preparare i piatti tipici della cucina del Salento approfondendo le tradizioni gastronomiche del nostro territorio.

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cuochi-alliste-campobassoALLISTE. La bontà della cucina tradizionale salentina è sbarcata anche a Campobasso. La sera dell’8 novembre, presso il ristorante Villa dei Conti, lo chef Valentino Interlandi (“Interlandi Cucina e Vini”) e il maestro pasticcere Giovanni Venneri (con il suo staff del “Caffè dei Napoli”) sono stati protagonisti di un apprezzatissimo show cooking che ha radunato circa 170 persone (il selfie dei protagonisti della serata speciale). I capisaldi della serata sono stati i legumi e l’antispreco in cucina. Ha moderato l’evento Giulio Reho, biologo e nutrizionista e promotore del progetto Mangia Salento, che si pone l’obiettivo di esportare fuori dalla nostra terra la bontà della nostra cucina. Ad affiancare gli chef ci sono stati i referenti dei food-partner selezionati per rappresentare le eccellenze del territorio: Calò&Monte legumi di Zollino, Pastificio Del Duca di Parabita, Azienda agricola Adamo di Alliste, Vinicola Palamà di Cutrofiano, Azienda vinicola Apollonio di Monteroni, Biasco srl di Alliste, Assaggi a Sud Est di Racale, Sott’oli Terra Rubra di Alliste, Panificio Tagliaferro di Corsano.

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salexpoGALLIPOLI. Un intero weekend per celebrare la cultura gastronomica del Salento. Gallipoli è la vetrina di Salexpo “Il Salento a tavola”, un evento dall’11 al 13 novembre per promuove le specialità della cucina salentina e i suoi prodotti autoctoni. L’iniziativa è organizzata da Caroli Hotels, che festeggia i 50 anni di attività, in associazione con Cinema Teatri Gallipoli e le Associazioni Slow Food Salento, Salento KM 0, Assaggi Sud Est e Circuito Più Gusto. Obiettivo della rassegna sarà la tavola salentina promossa in un contesto ludico  (il weekend al cinema),  con l’allestimento di show cooking, degustazioni di vino, birra artigianale e cibo. Il Cine-Teatro Italia si è trasformato, per l’occasione, nella Galleria del Gusto che ospita i vari produttori con la possibilità di presentare, promuovere e vendere i propri prodotti. Sono coinvolti quattro noti ristoranti del Basso Salento i cui Chef realizzeranno menu Salexpo per le cene-evento, durante la manifestazione, utilizzando i prodotti “acquistati” tra i banchi del salone del gusto:  Le Stanzie di Supersano, A Casa Tu Martinu di Taviano, il Ristorante del Buon Ricordo dell’Hotel Terminal di Santa Maria di Leuca e il Ristorante del Bellavista Club. Gli alunni e i docenti degli Istituti Alberghieri salentini (“N. Moccia” di Nardò, “Filippo Bottazzi” di Ugento, Otranto, “Presta-Columella” di Lecce, “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme) partecipano all’evento incontrando i produttori-espositori nel Cine-Teatro Italia, scegliendo gli ingredienti e realizzando il menù che sarà giudicato in un contest dagli Chef Terrafino e De Matteis, all’interno della cucina del Bellavista Club. L’evento è completamente gratuito è aperto a tutti gli interessati. Oggi e domani live dee jay Set by Radio Salentuosi presso la Galleria del Gusto fino a tarda sera. Dal venerdì alla domenica le cene-evento presso i Ristoranti selezionati saranno su prenotazione. Il programma completo è disponibile sul sito www.salexpo.it. Per info & prenotazioni 0833261831 oppure segreteria@salexpo.it

MELISSANO. L’Unione agricola di Melissano si prepara a festeggiare al meglio San Martino, la festa principe di tutti i salentini e degli amanti del buon vino. Dai primi di novembre sarà in distribuzione nello stabilimento di via Palermo il “Vino San Martino”, un rosso da 13 gradi realizzato con uve locali di negroamaro e di primitivo. È un prodotto che accompagna perfettamente le pietanze tipiche della sera di san Martino, come la salsiccia o la carne alla brace, i taglieri di salumi e formaggi e le castagne, e si affianca ad altri due vini di livello come il Nostrale (13,5 gradi, 100% negroamaro) e il Primitivo Salento (14 gradi, 100 di uve di primitivo). In cantina c’è grande soddisfazione per la vendemmia 2016 e per il numero di conferimenti dei soci. La raccolta di uve, quest’anno, ha quasi raddoppiato i numeri dell’anno scorso, facendo registrare circa 12mila quintali. A breve si passerà alla spremitura delle olive con l’apertura del frantoio.

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SIMU SALENTINI. «Andiamo a vendemmiare» era l’invito che si estendeva a parenti e amici e a cui tutti aderivano con entusiasmo. Il giorno della vendemmia, infatti, era una festa da condividere anche con il dono di un cestino d’uva a fine giornata. Come tutti i periodi e le attività salienti della realtà contadina, anche per la vendemmia si registrano numerosi modi di dire. A iniziare dai tempi: “De Santa Esterina, la vigna è cchina” e siamo ancora al 1 luglio, poi  “De San Crispinu, se ssaggia lu vinu” (il  25 ottobre) fino al culmine,11 novembre,  “De santu Martineddhu, minti alla utte lu spineddhu”. Bisogna tagliare l’uva al tempo giusto perché “Ci vindimia troppu prestu, o face picca mieru, o lu face crestu”  e anche in un periodo senza pioggia perché “Vindimia bbagnata, mieru nnacquatu”; meglio ritardare i tempi che anticipare: “Vindimia tardìa, mieru chiù rubustu”.

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SANNICOLA. Fervono i preparativi per la fiera di San Simone che avrà luogo venerdì 28 e sabato 29 ottobre nelle strade principali del paese. I festeggiamenti religiosi avverranno nella frazione di San Simone dove il 28 alle 18.30 sarà celebrata la messa nella chiesetta omonima e subito dopo ci sarà un momento conviviale organizzato dalla parrocchia guidata da don Claudio Mazzotta in cui si festeggerà con le tradizionali “pittule”. La parrocchia ha anche pubblicato delle cartoline che rappresentano il quadro antico di San Simone e l’interno della chiesetta ristrutturata alcuni anni fa dall’associazione Rodogallo, presieduta all’epoca dei restauri da Nello Marti. La tradizionale fiera, invece, si aprirà il 28 in mattinata e durerà tutto il giorno, mentre il 29, secondo tradizione, solo in mattinata.

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ALLISTE. Nonostante la costante minaccia di pioggia, la “Cena sotto le stelle – Showcooking in piazza” ha radunato oltre 150 commensali che hanno degustato i virtuosismi culinari degli chef Valentino Interlandi (foto) e Giovanni Venneri. L’evento è stato curato dall’agenzia “L’arte dello spettacolo” di Mauro Lupo e si è tenuto al coperto, per scacciare l’incubo pioggia, nel teatro San Francesco di Alliste. I protagonisti della serata sono stati i legumi e il riutilizzo degli alimenti per evitare lo spreco alimentare. Il menù è stato ricco e particolarmente apprezzato dai partecipanti. Dopo il “benvenuto” degli chef a base di rigatoni, bucce e semi di pomodoro, è stato servito l’antipasto: cannoli siciliani ripieni di sarde affumicate e punte di ricotta di bufala; come primo piatto: torchetti alla canapa al pisello nano di Zollino in un “brodo non brodo” per via della sua particolare consistenza; per secondo: filetto di orata panata al cece nero con crema di patate affumicate e salsa di pomodoro arrosto; infine: dolcetto al rum, dolce con ceci e vincotto e pasticceria varia.

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ARADEO. Grazie al neonato “Comitato per il recupero e la tutela delle tradizioni locali” ritorna, dopo oltre 20 anni, la Sagra dell’uva. Per volontà degli organizzatori la manifestazione, che si terrà il 10 e 11 settembre, si svolgerà nella storica location di via Torino, sul piazzale adiacente la statua di San Pio. Dirige questo nuovo comitato Luca Piccinno. Con lui nel gruppo dei promotori ci sono Nicola Tundo (vicepresidente), FranceSco Marrone (segretario), Vito Quido (cassiere), Fabrizio Manni, Andrea Bruno, Alessio Arcuti, Massimo Botrugno, Gianni Mighali, Stefano Colizzi, Nicola Negri, Lucio Negri, Marco Giuri, Luigi Arcuti, Emilio Bruno, Francesco Valentini, Salvatore Pedone (già nel gruppo “storico” che creò la sagra). Molto ricco il programma. Si inizia sabato 10 alle ore 19 con l’apertura degli stand. Alle ore 21,30 ci sarà un saggio curato dall’associazione sportiva “New international dance” diretta da Marika Mascello. La scuola, molto affermata sul territorio (con sedi ad Aradeo, Galatone, Seclì e Sannicola) è riconosciuta dal Coni ed è affiliata Centro sportivo educativo nazionale. Presenta gruppi coreografici, baby dance, show/ latin dance, danze caraibiche e latino americane. Seguirà la musica del gruppo “Li scazzaca tarante”. Chiuderà la serata la musica del dj Andrea Carichino.

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Le immagini che scorrono e scorreranno sugli schermi fino a sera tardi ed in parte anche domani, sono le ultime che hanno il sapore...