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Fede, eventi e celebrazioni religiose dai Comuni della rete di Piazzasalento

Gallipoli – Come apparso subito molto probabile, sarebbero “della zona” gli autori del furto nella chiesa del Rosario, amministrata dalla omonima confraternita, nel centro storico di Gallipoli. Gli indizi che dallo scorso  venerdì mattina raccolgono i carabinieri della stazione locale dicono questo. Gli autori del colpo, che ha fruttato beni di valore per circa 20mila euro, conoscevano il luogo e gli orari in cui i confratelli andavano e vanno a sbrigare faccende inerenti il decoro del luogo e la preparazione delle funzioni religiose previste. Come noto, i malviventi sono penetrati dal terrazzo sfondando un muro per penetrare nella tromba delle scale delle campane. Da lì hanno raggiunto la sacrestia per mettere subito le mani sulla cassaforte contenente, come si è appurato in questi giorni, collane, anelli, orecchini e monili d’oro come quello raffigurante la fiamma che figura sulla fronte della statua di San Vincenzo Ferreri. Per la verità, quegli ori antichi erano di solito custoditi in altro luogo, in un forziere vero e proprio; solo la distrazione temporanea di qualcuno li aveva lasciati nella cassetta della sacrestia. Gli investigatori si fanno sempre più convinti che si tratta degli stessi autori di altri furti nella città vecchia; in questo caso pare che i movimenti intorno alla chiesa siano stati osservati per qualche tempo per evitare sorprese. I ladri si sono così ritagliati il tempo necessario: i tufi rimossi per penetrare nella scala delle campane erano stati tutti rimessi al loro posto.

GALLIPOLI – Papa Francesco sarà in Puglia nel 2018. La conferma, che alimenta le speranze di una sua visita ad Alessano nell’anno in cui ricorrono i 25 anni dalla morte di don Tonino Bello, è giunta a margine del convegno parrocchiale delle confraternite svoltosi lo scorso fine settimana a Gallipoli. All’incontro, promosso dal parroco della cattedrale mons. Piero De Santis, era presente la vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato la quale ha confermato l’imminente  venuta di Papa Francesco in Terra di Puglia. «Lo ha promesso a mons. Filippo Santoro, l’arcivescovo metropolita di Taranto e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, il quale al recente Convegno di Cagliari per la “Settimana sociale dei cattolici italiani”, ha invitato Bergoglio a Taranto, città sempre alle prese con  i suoi ben noti problemi ambientali e con la vertenza Ilva tuttora irrisolta», ha affermato la vaticanista.

Anche alla domanda più specifica sulla possibilità di visitare Alessano, la Terra di don Tonino (di cui il 18 aprile prossimo ricorre il 25° anniversario della morte), quasi a suggellarne il riconoscimento di santità, la Caricato ha risposto senza esitare: «Don Tonino è già santo». Lo stesso concetto è poi ritornato nella successiva (affollata) assemblea in cattedrale, dove la giornalista-scrittrice era stata invitata a parlare sul tema “La santità e i santi nel magistero e nella testimonianza di Papa Francesco”. Alla fuga di notizie e alle indiscrezioni che si sono succedute sin qui circa la possibilità che Papa Francesco sia ad  Alessano (e a Molfetta, dove mons. Bello è stato vescovo), si aggiunge la voce autorevole della vaticanista che con Tv2000 (la televisione della Conferenza Episcopale Italiana) segue  il Pontefice in tutti i suoi spostamenti e che ha scritto anche tre libri (l’ultimo assieme alla giornalista di Tg5 Alessandra Buzzetti “Ho incontrato Francesco”). Ci sarà ancora da attendere ( e sperare) anche perché (come confidato dalla stessa Caricato al cronista di Piazzasalento) “le eventuali date o le tappe di solito vengono comunicate direttamente dal Papa”. Altri segni di speranza anche nella recente visita ad Alessano del segretario generale della Cei,  mons. Nunzio Galantino, e in quella programmata per l’8 dicembre del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.

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Sud Salento – “La setta con a capo la maga Clelia si è trasferita in Puglia, invito i pugliesi a stare in campana. Guardatevi intorno e non cascate nelle trappole”. Maurizio Costanzo durante il suo show con ospite MIchelle Hunziker, già vittima di un drammatico raggiro, ha lanciato il monito chiamando in causa direttamente il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa intervenire e debellare il gruppo che per quasi cinque anni ha immobilizzato la vita della showgirl.

L’appello al presidente Emiliano. La sua vicenda era stata richiamata giorni fa da un’altra trasmissione televisiva dove era andato a raccontare la sua storia un uomo del Sud Salento, che da anni cerca di sottrarre ad una setta pseudoreligiosa la propria moglie e cercare di recuperare un rapporto ormai finito a denunce e scontri; la coppia ha due figli di cui uno minore.

Il racconto di una vittima eccellente, Michelle Hunziker. Michelle Hunziker ha a sua volta raccontato la sua esperienza, che è simile a quella di tante altre vittime. “Ero giovane, una preda facilissima – ha detto da persona ormai affrancata da quella terribile soggezione – quando mi fecero conoscere una pranoterapeuta. Questa donna estremamente intelligente, abile a darti delle risposte. Da una pranoterapia all’altra diventò un punto di riferimento e ci sono scivolata dentro. Oggi sono fortunata, avrei potuto tacere, ma il mondo è infestato da queste sette”. Il modo di agire sembra essere comune ad ogni gruppo: “All’inizio ti sommergono di amore e ti fanno sentire importante. Quando sei cotta, iniziano a controllarti, a punirti. Il campanello di allarme deve scattare quando ti allontanano dalla tua famiglia. Attraverso questo meccanismo ti controllano”.

In questa regione l’11% dei gruppi esistenti in Italia. La presenza di sette in Puglia è un dato che non sorprende chi si occupa di contrastare tali gruppi, come afferma Luigi Corvaglia, psicologo e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Secondo l’Osservatorio della Comunità Papa Giovanni XXIII – dice lo psicologo – in Italia esistono più di 500 sette, di cui l’11% in Puglia, la più alta percentuale del Sud Italia. Questi dati riguardano tutti i culti minoritari ed autonomi rispetto a chiese e religioni ufficiali”.Il dottor Corvaglia si è attivato per il caso denunciato, sensibilizzando i Servizi sociali comunali dei paesi teatro della vicenda. Non ci sono state ad oggi risposte, come nessun tipo di intervento si è registrato da parte del clero locale che l’uomo. disperato. ha informato chiedendo aiuto.

 

Monsignor Piero De Santis

Gallipoli – A un anno esatto dal “Giubileo della Misericordia”, Il 19 novembre si terrà  la “Prima Giornata mondiale del povero”: è stato lo stesso Papa Francesco a comunicarlo con un suo messaggio. Saranno diverse le iniziative in  provincia: nella diocesi di Nardò-Gallipoli, il vescovo mons. Fernando Filograna ha lasciato ampia libertà alle singole parrocchie, che con la Caritas, impegnate giornalmente su questo fronte. A Gallipoli la Giornata, preceduta da una veglia di preghiera giovedì 16, ha visto il parroco della cattedrale di S. Agata  e vicario episcopale per l’evangelizzazione, mons. Piero De Santis, ha sintetizzato con alcune sue riflessioni il messaggio del Papa che presenterà il 19  durante le Messe della domenica, insieme ad un nuovo progetto di assistenza “alle povertà” elaborato di recente coi suoi collaboratori e che coinvolgerà (a quel che è dato sapere) anche le nove Confraternite e le associazioni laicali del centro storico. Va ricordato che in città opera da più di un anno, proprio nei locali della cattedrale, la “Mensa della Carità S. Francesco d’Assisi”, diretta da don Santo Tricarico, di Gallipoli, che offre un piatto caldo giornaliero a circa 30 persone tra residenti e immigrati; dall’estate scorsa a S. Antonio, parroco don Salvatore Leopizzi, è stata aperta la “Casa di seconda accoglienza AgaPolis” che offre ospitalità temporanea e per la sola notte a circa 18 persone (anche gente del luogo con difficoltà abitative).  Altra interessante iniziativa a Taviano, dove don Francesco Marulli, parroco dell’Addolorata e direttore diocesano dell’Ufficio di Pastorale sociale celebrerà la Messa domenicale delle 10,30 (quella più partecipata dai fedeli, tanto per interderci) nella residenza assistita “Casa Peschiulli”, che ospita  oltre a persone anziane anche malati cronici: dopo un momento di convivialità, sarà consegnato agli ospiti anche un dono quale segno di solidarietà.

Santa Maria di Leuca – Una chiesa calata nei problemi vivi della contemporaneità, concretamente impegnata nel sociale: da questo presupposto nasce l’iniziativa “Contro la povertà… servono i sindaci”, in programma domenica 19 novembre, alle ore 12:30, presso la Sala del Pellegrino, nella Basilica di Leuca.

L’evento si colloca nella Giornata mondiale dei poveri istituita nel 2016 da Papa Francesco, e consiste in un pranzo di condivisione che vedrà i sindaci dei Comuni appartenenti alla diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca mettersi al servizio di 72 poveri (4 per ogni Comune del Capo di Leuca, individuati su segnalazione dei Servizi Sociali), servendo loro il pasto. La cerimonia sarà preceduta da un intervento del vescovo Vito Angiuli (in foto), che guiderà un momento di preghiera e riflessione.

Il pranzo è realizzato dai volontari del Banco delle Opere della Carità, della Caritas Diocesana e della Fondazione Don Tonino Bello, in collaborazione con i Gruppi Volontari Vincenziani, la Fondazione Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” e l’Ambito Sociale Territoriale di Gagliano del Capo, con il patrocinio dei Comuni facenti parte della diocesi (Acquarica del Capo, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce, Ruffano, Salve, Specchia, Supersano, Taurisano, Tiggiano, Tricase e Ugento).

Da parte dei sindaci, il plauso all’iniziativa che – come sottolinea fra gli altri il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso – testimonia l’impegno di “una diocesi vicina alle persone più bisognose e attenta a sensibilizzare le istituzioni sul tema”.

Anche da Salve il sindaco Vincenzo Passaseo ribadisce l’importanza di un evento che, se certamente non può risolvere il problema della povertà, ha comunque un alto valore simbolico: “Quello della povertà è un problema di portata mondiale, cui si è arrivati per effetto di fenomeni complessi, fra i quali la globalizzazione e la delocalizzazione del mercato del lavoro. Sappiamo di non poter risolvere tutto questo in una sola giornata, ma è importante partecipare all’iniziativa per sensibilizzare chi più di noi sindaci può fare qualcosa, intervenendo a livello di politiche nazionali e sovranazionali. Al di là di questo, esprimo il mio plauso alla diocesi, che con il vescovo Angiuli in questi anni si è mostrata attenta alle problematiche legate non solo al mondo della chiesa, ma anche al sociale e all’ambiente”.

Tricase – Mercoledì 15 novembre la città di Tricase e, in particolare la Parrocchia di S. Antonio”, si ritroverà insieme a don Donato Bleve per ricordare e riflettere sui suoi 50 anni di sacerdozio a servizio della comunità. Si inizierà con la Messa celebrata alle ore 17 da mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, nella chiesa antica di piazza dei Cappuccini in occasione del 46° anniversario della istituzione della parrocchia. La manifestazione proseguirà nella Sala del Trono di Palazzo Gallone (sede del Comune) dove, alle ore 18.30 sarà presentato il libro dedicato al cinquantenario, quale numero speciale di “Siamo la Chiesa” bimestrale religioso sociale edito dalla stessa Parrocchia di S. Antonio fin dal 1973. Dopo i saluti del sindaco, avv. Carlo Chiuri, il direttore de “Il Volantino” avv. Alessandro Distante, moderatore dell’incontro, dialogherà con il prof. Hervé A. Cavallera, ordinario di Storia della Pedagogia nell’Università del Salento e presidente della sezione tricasina della Società di Storia patria per la Puglia, con mons. Salvatore Palese,docente emerito di Storia della Chiesa nel Pontificio seminario maggiore di Molfetta e con monsignor Angiuli al quale saranno affidate anche le conclusioni della serata. L’iniziativa ha il patrocinio della Diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, della Città di Tricase e della sezione locale della Società di storia patria per la Puglia. Il volume in tema raccoglie 15 testimonianze sulla figura e l’opera di don Donato Bleve; è corredato da numerose fotografie e contiene, fra l’altro una lunga ed inedita intervista al festeggiato e quattro suoi editoriali comparsi negli ultimi 46 anni su “Siamo la Chiesa” dedicati a temi vari tra cui la denuncia sulle condizioni di lavori in alcuni ambiti del settore calzaturiero negli anni Settanta del secolo scorso; la protesta verso il metodo dell’imposizione centrale del candidato al collegio senatoriale di Tricase; la presa di posizione netta nei confronti del cambio della guida diocesana in quegli stessi anni e l’appello pastorale per una Chiesa rinnovata e al passo con i tempi.

 

 

GALLIPOLI. La vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato sarà a Gallipoli domenica 12 novembre per parlare di Papa Francesco, di cui racconterà aneddoti e spaccati di vita, e del suo ultimo libro “Ho incontrato Francesco” (Edizioni Paoline), scritto a quattro mani con la giornalista del TG5 Alessandra Buzzetti  “Ho incontrato Francesco”.  Ospite del parroco della cattedrale di Sant’Agata, monsignor Piero De Santis (di Copertino, vicario episcopale per l’evangelizzazione e direttore dell’Istituto di pastorale pugliese), la Caricato aprirà il sesto Convegno parrocchiale delle confraternite, delle associazioni e dei gruppi ecclesiali del centro storico di Gallipoli. “La vita cristiana: un cammino che dal fonte battesimale porta alla Gerusalemme del Cielo” il tema di quest’anno. Giornata densa di appuntamenti quella di domenica 12, che già alle ore 10, al cimitero, vedrà le nove confraternite, le altre associazioni laicali del centro storico e il loro padre spirituale mons. De Santis impegnati nella tradizionale visita ai defunti, con la sosta nelle rispettive cappelle confraternali. Alle 18 l’incontro con la  Caricato sul tema “La santità e i santi nel magistero e nella testimonianza di Papa Francesco” e alle 19,30 la messa. Lunedì 13, alle 19, sarà il vescovo della diocesi di Nardò – Gallipoli, mons. Fernando Filograna,  a parlare sul tema “La vita interiore anima e forza nel cammino verso la santità”. Martedì 14 alle ore 19, sempre in cattedrale, la volontaria Titti Martina, dell’associazione umanitaria “ForLife onlus” parlerà sul tema “Le virtù umane e cristiane: dono e impegno per una vita santa”. «Questo convegno – afferma mons. De Santis, promotore e organizzatore della tre giorni di formazione – segna un momento particolarmente importante per la vita della comunità. È un’occasione di grazia che ci permette di crescere nella comunione con il Signore e tra noi; permette di sintonizzarci con il cammino della Chiesa diocesana, che continua a riflettere sulla vita battesimale, ed offre a tutti l’opportunità della formazione permanente che ci abilita ad essere Chiesa “in uscita”». 

 

 

Taurisano – I giovani sono stati l’argomento ed i protagonisti del dibattito tenutosi lunedì 6 novembre a Taurisano presso la sala “Nando De Pietro” dell’oratorio Ausiliatrice, dal titolo “Giovani al centro, giovani dentro in dialogo con…”. Le domande dei ragazzi (al vescovo hanno chiesto, tra l’altro: “Cosa vuol dire ‘aprire il cuore?'”) hanno portato i relatori ad approfondire i temi da trattare. Organizzato dalle parrocchie di Taurisano con il patrocinio del Comune e in collaborazione con il Forum delle associazioni familiari, l’Uciim sezione di Taurisano e l’associazione musicale “G. Verdi”, l’incontro, moderato dalla professoressa Marilena De Pietro, ha preso in esame il ruolo che svolgono le associazioni, la scuola, la Chiesa e la famiglia nel dare sostegno ed indicare la giusta strada agli adolescenti di oggi. Don Lucio Ciardo, consigliere nazionale del Forum degli oratori, ha parlato dell’importanza degli oratori visti come un laboratorio di talenti dove i giovani possono scoprire le proprie peculiarità e orientarsi al lavoro; Luigi Russo, sociologo, giornalista e presidente del Centro servizi volontariato Salento, si è soffermato sull’importanza delle associazioni di volontariato e del confronto che in quei contesti nasce tra le diverse generazioni. “Proprio per avvicinare i giovani al mondo del volontariato, il Csv Salento per il 2018 lancerà un progetto che si chiamerà appunto “Mille giovani volontari”, un’iniziativa che finanzia i progetti delle associazioni in provincia di Lecce che vogliono sviluppare il volontariato giovanile. Il bando partirà da gennaio e si può trovare sul sito Csvsalento.it”.  Monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, ha sostenuto che giovani e adulti sono destabilizzati dal cambiamento epocale attuale: “Io direi ai ragazzi di aprire il cuore e ascoltare se stessi, per iniziare un dialogo con la propria interiorità, iniziando l’esercizio del silenzio per ritrovare il proprio io e le proprie potenzialità”. Durante il dibattito sono intervenuti anche il dott. Giuseppe Ponzi, pediatra ed esperto in adolescenza, che ha affrontato la questione della crisi familiari e del rapporto tra giovani e genitori; la professoressa Assunta Corsini, dirigente scolastico e presidente del Forum delle associazioni familiari, che ha discusso dell’importante ruolo della scuola e degli spazi dedicati agli adolescenti. Infine la dottoressa Rosaria Baldari, assistente sociale, ha affrontato la delicata questione degli affidi familiari e della figura del Tutor volontario.

Acquarica del Capo in festa il 4 e 5 novembre per il patrono S. Carlo Borromeo, considerato uno dei grandi Vescovi della Chiesa. Quest’anno i festeggiamenti dedicati al Santo patrono si apriranno sabato 4 novembre alle ore 17 con la Santa Messa seguita dalla solenne processione che partirà dalla chiesa di San Carlo percorrendo le vie del paese, accompagnata dal complesso bandistico “Città di Gagliano”. In serata presso piazza San Carlo, alle ore 20, lo” Spettacolo dei “Malfattori”.
Domenica 5 novembre si apre con la rinomata fiera di fine anno e la sfilata del gruppo bandistico “Città di Lecce”, che si esibirà per le vie del paese. Nel pomeriggio, alle ore 17.30 presso la Chiesa di San Carlo, la celebrazione della Santa Messa, e a seguire gli spettacolari fuochi pirotecnici. La festa si concluderà con il gran concerto bandistico della “Città di Lecce”. Il legame degli acquaricesi a San Carlo si tramanda dal Seicento, quando il vescovo divenne protettore del paese a seguito di una guarigione miracolosa dalla peste ottenuta dal barone Fabrizio Guarino per intercessione del Santo, il quale fece erigere in suo onore una chiesa.

PARABITA – «In questi sette anni ho dimostrato attraverso la parsimonia della parola, quanto essa è importante. Può edificare ma anche distruggere. Secondo Benjamin Franklin, padre fondatore dell’America, le parole svelano gli “uomini” e i fatti i “grandi uomini”. Sono ricorso all’aiuto della magistratura soltanto per cercare quel sollievo che ho trovato solo nella mia clemenza, concedendo la remissione di querela a un membro di questa comunità. Mi auguro di aver dimostrato di essere un uomo di fatti e non di chiacchiere. Grazie Parabita, perché da voi ho ricevuto di più di quanto io vi abbia saputo dare!». Attraverso queste parole, il rettore uscente della basilica della Coltura di Parabita, padre Clemente Angiolillo, si è congedato dalla città salutando i numerosi fedeli presenti in santuario per la messa delle 18.30 del primo novembre. Chiaro il riferimento al caso di cronaca giudiziaria che lo ha visto “necessario” protagonista per aver dapprima querelato una parrocchiana dai comportamenti “insistenti” e poi per averla “perdonata” rimettendo la stessa querela.

A presiedere la celebrazione di  ringraziamento per i sette anni di rettorato svolti in città dall’ex superiore della comunità domenicana, il vescovo della diocesi di Nardò e Gallipoli, Fernando Filograna il quale durante la sua omelia ha affermato: «Riconosco a padre Clemente di aver svolto un lavoro silenzioso ed efficace per il bene di questo tempio mariano». Tanta è stata anche la commozione da parte della professoressa Costanza Marsella, la quale salutando padre Clemente a nome dell’intera fraternita laica domenicana della basilica della Coltura ha affermato: «Lasciamo parlare i nostri cuori perché in questo momento per noi tutti laici domenicani è difficile trovare le parole idonee ad esprimerti il nostro vero grazie. Di te possiamo ricordare la premura e la vigile guida che tu hai manifestato in ognuno di noi».

Alla celebrazione era presente anche il nuovo superiore padre Francesco Marino. Tra le sorprese della serata anche l’arrivo da Pescopagano (il centro lucano dov’è nato padre Clemente) della sorella Filomena accompagnata dal marito Mauro e dai piccoli Cesare e Maria Grazia.

 

Gallipoli – Alla nascita lo chiamarono Santo, non perché i suoi genitori – madre donna credente, padre ferroviere comunista – avessero particolari poteri divinatori ma semplicemente perché venne alla luce il giorno di Ognissanti, 1 novembre. Se poi racconta com’è che andò in seminario, a 11 anni, ancora meno si comprende il tragitto poi compiuto, fino a diventare  tra i più amati sacerdoti della città.

In una storiella di ragazzini l’inattesa “chiamata”. “Quando ero un ragazzino mi piaceva giocare – dice don Santo Tricarico – poca chiesa, niente Azione cattolica. Un giorno proprio mentre giocavo alla ‘campana’, arrivò un signore (Vincenzo De Rosa, zio di don Gigi De Rosa, ndr) con un abitino da chierichetto in mano; lo provò ad un ragazzo ma gli stava stretto. ‘Provalo tu’ mi disse, vediamo come va. Lo indossai e mi piacque. Finita la quinta, volli andare al seminario. Una storiella questa, ma che io ho interpretato come la ‘Chiamata’”. Il padre provò a dissuaderlo; non ci fa niente da fare. Come unica concessione ottenne, dal rettore don Pasquale Solida di Alezio, che il ragazzino per il primo mese di seminario tornasse la sera a casa a dormire. Andò in chiesa per vederlo celebrare la prima Messa, poi non più.

I club di giovani degli anni Sessanta. Oggi giorno dell’ottantesimo compleanno e forse anche di bilanci, il collaboratore parrocchiale nella realtà che fino a un paio di anni fa ha amministrato, confessa: “In questi giorni mi vengono in mente i pensieri ma nessuno su quella che è diventata poi la mia scelta; non ho avuto mai remore, ho vissuto con serenità”. E fattivamente, bisogna aggiungere, nel suo tempo. Come quando da giovane vicerettore prete alimentò ll ostare insieme che cercavano i giovani, dapprima col Club Zenith (1962) per attività sportive e poi, sotto l’incalzare del ’68, il Club 2000, fucina di attività culturali prima di sfociare nella Comunità del Canneto. “Una esperienza irripetibile – ricorda sorridendo – con una presenza straordinaria di ragazzi e ragazze portati alla musica, all’arte, al teatro…”. Senza venature politiche, data l’aria che si respirava allora? “No, niente. Pur conservando la mia cultura (qualcuno mi chiamava il ‘prete rosso’), volli tenere la politica lontana, perché spesso divide”. Tenne lontano il rosso anche quando gli fecero comprare “l’armatura” (parole sue)da canonico: “Mai indossata, non ricordo neanche dove sta…”.

Processioni piene, chiese vuote e il folk che avanza. Giovani e giovani, i paragoni sono inevitabili. “Allora – nota don Santo – erano loro a spingerti a creare associazioni, contenitori per stare insieme; oggi mi sembra che proponi e trovi un po’ d’indifferenza,  indisponibilità, al massimo impegni saltuari; forse sono presi da altro. I gruppi giovanili nelle parrocchie si sono molto ridotti. Se ripenso al Canneto, 250 anime e una cinquantina di ragazzi…”.  Dove li trovi oggi? In centro storico, grazie alle confraternite, ci sono dei gruppi importanti ma anche lì bisogna lavorare per mantenere l’impegno sulla giusta via “senza fanatismi”. Il discorso va a collegarsi così ad un altro spunto di riflessione: “processioni piene e chiese vuote” chiosò tempo fa un altro parroco, don Gigi De Rosa, del Santuario del Canneto. Don Santo sta attento a non urtare gli appassionati delle tradizioni popolari, ne riconosce l’importanza ma anche lui percepisce il rischio che “l’emozione di spiritualità, l’evento spirituale determina un camino, con un prima e un dopo; invece, seppure trapiantato ogni anno, questo seme non germoglia”. Per evitare che ci sia molto folk e poca fede “forse noi sacerdoti dovremmo aiutare a capire cosa c’è nel profondo”; per ritrovare quel rapporto “speciale” che sembra essersi un po’ smarrito.

Il silenzio di Maria, il silenzio che serve. Per ascoltarsi, argine alle tentazioni. Da parte sua, alla fine del Triduo del Rosario dell’altra sera, ha portato come contributo l’omelia sul “silenzio di Maria” e sulla necessità – in una società chiassosa, rumorosa – di tornare al dialogo, a parlare: “Senza silenzio non si ascoltano gli altri, non si ascolta se stessi, non si ascolta neanche Dio”. Ascoltarsi è anche riflettere, valutare e “decidere per il bene”: da uomo piacente, è stato naturalmente oggetto di attenzioni e tentazioni. Ne parla il sacerdote, con la serenità scolpita in un sorriso. “Quando si è giovani sì, ci sono state, nessuno è immune da certe tentazioni, sarebbe falso dire il contrario. Si deve usare la testa, far uscire la saggezza – consiglia – arginare con le buone maniere le attenzioni fuori luogo perché non è giusto, non è bene”.

Altri progetti per i ragazzi. E ancora viaggi. Amante dei viaggi com’è stato e com’è  – indimenticabili giudica i due in India e quello a Capo Nord – si accinge a partire per la Thailandia (il 12 novembre). Intanto, infaticabile, mette a posto altri progetti: le attività con l’Aspi (oratori di San Paolo), tra sport, cultura, volontariato e musica. In arrivo un corso di cyberbullismo con un avvocato di Collepasso dalla seconda media in poi e peri genitori; un musical pasquale con i Cantieri di San Lazzaro; un concorso con mostre ed estemporanea sulle corti, le attività dell’associazione “Don Pippi Leopizzi”, di cui è presidente. Con la mensa per i bisognosi, realizzata dopo dei anni di peripezie, ormai funzionante “grazie ai due vescovi Caliandro e Filograna e alla Caritas diocesana. Come dire: da fare c’è sempre, anche da “semplice” collaboratore parrocchiale. Da semplice.

PARABITA – Sarà il vescovo della diocesi di Nardò e Gallipoli, Fernando Filograna, a presiedere la messa di ringraziamento per gli anni di rettorato svolti a Parabita da padre Clemente Angiolillo. La celebrazione è in programma mercoledì 1 novembre, alle ore 18.30 presso la basilica della Coltura. La notizia del  trasferimento dell’ex rettore è stata ufficializzata all’inizio del mese di ottobre. Padre Clemente,  dopo aver guidato dal 2010 al 2017 il santuario parabitano, lascia il suo posto al nuovo superiore padre Francesco Marino, originario di Bari. L’insediamento del nuovo padre domenicano  dovrebbe ufficializzarsi intorno alla metà di novembre mentre per il momento non è stata invece definita la data del  trasferimento di padre Clemente  presso il convento di Madonna dell’Arco a Napoli, dove  andrà  a ricoprire l’incarico di segretario del padre provinciale, di archivista e di promotore del rosario.

Monsignor Tonino Bello

TRICASE. Prendono il via  le celebrazioni per il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello, avvenuta a Molfetta il 20 aprile 1993. A nome del vescovo diocesano di Ugento- Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli, è il  vicario generale don Beniamino Nuzzo (di Ruggiano, frazione di Salve) ad anticipare i primi appuntamenti “per ricordare date e luoghi legati alla figura, alla vita e alla missione dell’indimenticabile vescovo”. Primi appuntamenti il 30 e il 31 ottobre a Tricase, per ricordare i 35 anni  dell’ordinazione episcopale di don Tonino, nato ad Alessano il 18 marzo del 1935 e vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi (del 10 agosto 1982 la nomina da parte di Giovanni Paolo II).

Lunedì 30, alle ore 19, nella “Sala del Trono” di Palazzo Gallone è in programma un convegno sulle figure di tre “profeti del nostro tempo”, ovvero Tonino Bello, David Maria Turoldo ed Ernesto Balducci. Interverranno don Andrea Bigalli (della fondazione Balducci), Giancarlo Piccinni (della fondazione don Tonino Bello) e il vescovo della diocesi di Tricase monsignor Vito Angiuli. Martedì 31, sempre a Tricase, alle ore 17,30 nella chiesa parrocchiale “Natività Benata Vergine Maria”, sarà il Segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, a celebrare messa dopo aver sostato in preghiera (alle 16,45) sulla tomba di don Tonino Bello, nel cimitero di  Alessano.

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ARADEO. Cinque giorni di interessanti iniziative per la parrocchia San Nicola retta dal parroco don Giuseppe De Simone. Dopo la “Giornata per la custodia del creato” di sabato 21 ottobre, domenica 22 alle ore 11 celebrazione eucaristica di don Antonio Minerba, cittadino di Aradeo ma parroco nella Chiesa di S. Maria Addolorata di Alezio. Sarà una bella occasione per tutto il paese per incontrare il concittadino che in questi giorni ha festeggiato il 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre, infine, alle ore 19,45 nella salone parrocchiale “dott. Luigi Minerba” si terrà la settimana sociale sul tema: “Il battezzato, testimone dell’Amore di Dio nella storia”.

ARADEO – “Viaggiatori sulla terra di Dio” è il tema dell’incontro promosso ad Aradeo dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro di Nardò-Gallipoli (direttore don Francesco Marulli di Copertino)  in occasione della 12^ giornata diocesana per la custodia del Creato di sabato 21 ottobre. Appuntamento alle ore 20 presso la parrocchia S. Nicola Vescovo (parroco don Giuseppe De Simone di Nardò). Ospite della serata sarà il filosofo e saggista torinese Diego Fusaro, docente presso l’Istituto Alti studi strategici e politici di Milano (“Assp”) nonché membro del progetto “Eticonomia”, noto intellettuale “dissidente e non allineato”, o come lo stesso si definisce“allievo indipendente di Hegel e di Marx”. Seguirà una veglia di preghiera presieduta dal vescovo Fernando Filograna. Da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre, alle 19.45, sempre a cura dell’ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, ci sarà nella stessa chiesa di S. Nicola la Settimana sociale sul tema “Il battezzato, testimone dell’Amore di Dio nel mondo”.

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CASARANO – “Cum sancto spiritu” è il concerto di musica sacra proposto venerdì 20 ottobre alle ore 20 presso la chiesa di San Domenico al termine della messa (delle 19) per i 50 anni di sacerdozio del parroco don Antonio Schito insieme alle coppie che celebrano i 25 ed i 50 anni di matrimonio. L’“Accademia dei serenati” diretta dal maestro Lucia Rizzello propone liriche di Mozart, Paisiello, Pergolesi e Lillo. Voci soliste quelle di Angelica Mele (soprano), Gianluca Belfiori Doro (alto), Federico Buttazzo (tenore) e Adolfo Corrado (basso) insieme al coro del Gruppo madrigalistico salentino padre Igino Ettorre diretto da padre Ermanno Schifone.

Dopo l’incontro con monsignor Angelo De Donatis di lunedì 16 ottobre, per don Antonio Schito è prevista anche la solenne celebrazione eucaristica di domenica 22 ottobre, alle ore 19, con monsignor Fernando Filograna, vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli.

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MATINO – La parrocchia di San Giorgio Martire di Matino accoglie il nuovo parroco don Andrea Danese, Quest’oggi, giovedì 19 ottobre 2017 alle ore 19, la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della diocesi di NardòGallipoli Fernando Filograna. Don Andrea,  docente di religione nato a Casarano 43 anni fa, è stato ordinato sacerdote il 21 settembre del 1999. Viene dalla parrocchia di San Gerardo Maiella di Gallipoli ed è stato membro del collegio dei Consultori (dal 2012 al 2016) e vicario della Forania di “Sant’Agata”.

Don Antonio Minerba

ALEZIO. Vive giorni di festa la parrocchia S. Maria Addolorata di Alezio. Archiviata la due-giorni di devozione e tradizioni con i festeggiamenti in onore di S. Rocco, ora la comunità si stringe attorno al suo parroco don Antonio Minerba, in occasione dei suoi 25 anni di sacerdozio. Un traguardo che il sacerdote originario di Aradeo vuole condividere con quanti gli sono stati vicino nel suo cammino di fede e amicizia. Martedì 17 ottobre alle 18,30 è prevista la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo della diocesi NardòGallipoli mons. Fernando Filograna.

Due le priorità che hanno segnato questi anni di sacerdozio: l’attenzione verso i poveri e la realtà dei giovani che s’interseca con la relazione con le famiglie e la dimensione educativa. E il lavoro portato avanti ad Alezio dal 2012 continua a dare grandi frutti: tante le attività in partenza nell’oratorio, con scuola calcio, teatro, cineforum quindicinali e le domeniche dedicate ai più piccoli. Ma ogni traguardo che si rispetti porta, se non un dono, un desiderio da realizzare con l’aiuto di tutti. «Il 25esimo di un parroco non è la festa di una persona – afferma don Antonio, che lo scorso 10 ottobre ha compiuto 50 anni – ma un momento in cui la comunità si ritrova attorno al proprio pastore per realizzare un sogno che sia di tutti. Il prossimo obiettivo è la ristrutturazione dell’edificio di via Falcone per realizzare una casa di prima accoglienza, che serva da appoggio per dare serenità a persone in difficoltà e istituzioni di fronte a situazioni di emergenza».

«Quando si arriva a queste tappe si rivede il film della propria vita», ricorda. «In questi anni ho sperimentato la grandezza dell’amore del Signore attraverso il dono di tante persone stupende con le quali ho potuto realizzare grandi cose. Accanto alla fiducia in Dio un altro elemento importante nel mio cammino è stato proprio la fraternità sacerdotale. Un ringraziamento va quindi a tanti sacerdoti, a partire da don Luigi Lega, il mio primo parroco che oggi non c’è più, fino a don Emanuele Calabrese, mio attuale collaboratore. Così come due altre figure significative ad Alezio, don Tancredi Falcone, conosciuto e amato negli anni della sua sofferenza, e don Ezio Contaldo, il “nonno” del mio sacerdozio che continua ad insegnarmi tanto».

Una promessa, fatta 25 anni fa, che si rinnova ogni giorno con la vicinanza di amici e fedeli: «Una delle paure di mio padre quando gli comunicai che desideravo diventare prete era quella di rimanere solo, di non avere accanto una famiglia. Ora la comunità è la risposta di Dio, a mio padre e a me».

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CASARANO – Un incontro, quanto mai ufficiale, per consolidare un legame con la città mai venuto meno malgrado la distanza e gli impegni “eccellenti”. È quello di lunedì 16 ottobre, alle ore 17 presso l’auditorium comunale “Prof. Gino Pisanò”, dove il Consiglio comunale di Casarano si riunirà, “in seduta straordinaria”, per conferire la cittadinanza onoraria e consegnare le chiavi della Città a monsignor Angelo De Donatis. L’alto prelato, oggi vicario di Roma, torna nella sua Casarano anche per aprire la “settimana vocazionale” che anticipa le celebrazioni per i 50 anni di sacerdozio di don Antonio Schito, parroco di San Domenico.

Prima del momento liturgico (alle 19 è prevista la messa alla presenza del vescovo Fernando Filograna), in auditorium avverrà il conferimento ufficiale della cittadinanza onoraria ad uno dei figli più illustri di Casarano, città dov’è nato il 4 gennaio 1954 e dove è stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980. “Don Angelo”, come ancora oggi capita di sentirlo affettuosamente chiamare, si è poi trasferito a Roma dove ha inanellato una lunga sequela di incarichi “eccellenti”, sino all’ordinazione vescovile del 9 novembre 2015 da parte di Papa Bergoglio, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ed alla nomina, sempre da parte del Sommo Pontefice, di suo vicario per la diocesi di Roma, avvenuta lo scorso maggio.

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ALESSANO –  Note di pace sulla tomba di don Tonino Bello per portare a tutti il suo messaggio universale con l’arte della musica. “Musiche di Pace 2017” è il concerto-preghiera che torna domenica 15 ottobre, alle 19.30, presso il cimitero di Alessano per ricordare il vescovo nato ad  Alessano scomparso il 20 aprile del 1993. L’evento è promosso dalla locale Amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Don Tonino Bello e la comunità religiosa di Alessano.

La serata si aprirà alle 19.30 sulla tomba di Don Tonino (in caso di pioggia nella Chiesa dei Frati Cappuccini) con i saluti del Sindaco Francesca Torsello, del parroco don Gigi Ciardo, del rappresentante della Fraternità Francescana Padre Francesco Monticchio e del presidente della Fondazione Don Tonino Bello Giancarlo Piccinni. Dopo un momento di riflessione, si terrà il concerto del gruppo “Accordions Voice & String Quartet” (con i fisarmonicisti Alessio Giove e Ilenia Rosa Stigliano, alle percussioni Francesco D’Alessandro, i violinisti Armando Ciardo e Veronica Schifano, alla viola Cristian Musio e al violoncello Gabriele Musio, canta Rita Ciccarone).

Durante la serata verranno proiettati dei video, tra cui alcuni inediti, inerenti dei momenti salienti della vita di Don Tonino.

NARDÒ. Da un caso proibitivo ad una possibile soluzione: l’annullamento dei festeggiamenti civili in occasione della festa di San Gerardo Maiella a causa delle troppo onerose misure di prevenzione per la sicurezza e anti terrorismo, sembra aver dato la spinta necessaria a cercare di trovare una soluzione alla portata delle ricorrenze religiose e civili legate alle tradizioni ed alle identità popolari.

Quanto “pesa” la circolare Gabrielli. La mole di novità introdotta dalla “circolare Gabrielli” del giugno scorso rischia infatti di strozzare sul nascere le feste più piccole, sul cui bilancio non è materialmente possibile caricare anche quei 1.500-2.000 euro per vigilanza, verifiche, autorizzazioni, piani di sicurezza e altro (si pensi alle barriere anti intrusione di automezzi anche pesanti). Il “non abbiamo i soldi necessari” riecheggiato dalla parrocchia guidata da don Luigi Filieri, d’accordo col Comitato festa e il Consiglio pastorale parrocchiale, sembra aver raggiunto l’obiettivo, profeticamente adombrato dal parroco quando aveva detto il 6 ottobre scorso: “Certo, non sono contento del fatto che quest’anno non ci saranno i cosiddetti festeggiamenti civili in occasione della memoria liturgica di San Gerardo, ma sono consapevole che anche questa battuta d’arresto può rappresentare un’opportunità”.

Dalla battuta d’arresto per S. Gerardo Maiella ad una via d’uscita. L’opportunità appunto viene offerta adesso – per questa festa ma si suppone anche per le altre numerose feste parrocchiali e naturalmente per le cinque maggiori per tradizione – da un accordo stretto tra gli amministratori di Gallipoli, Nardò, Galatina e Leverano, in base al quale costi tecnici e strutture di salvaguardia dell’incolumità delle persone saranno condivise ed utilizzabili all’occorrenza in ciascuno dei quattro centri. “Esclusivamente – si sottolinea in una nota del Comune di Nardò che ne dà notizia – per eventi legati ai riti legati e al sentimento religioso”.  Il Sindaco Giuseppe Mellone ha informato della novità il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli. Cambia qualcosa per i festeggiamenti per S. Gerardo Maiella del 14 e 15 prossimi? Si andrà oltre i fuochi d’artificio che il parroco aveva comunque garantito, oltre ai riti molto seguiti dai fedeli? “In attesa che nei prossimi giorni questo accordo tra Nardò, Gallipoli, Galatina e Leverano venga formalizzato, l’”Amministrazione comunale neretina – si legge nella citata nota – ha dato piena disponibilità ad accollarsi “. Inoltre, Palazzo Personé offre l’apporto gratuito di un tecnico, l’ingegnere Gianluigi Barone, per la predisposizione del piano di sicurezza”.

Dal Comune, soldi, tecnico e una tirata d’orecchie. Dalla parrocchia di don Luigi Filieri, al momento, non ci sono prese di posizione né decisioni (ribadite o nuove). Si sa solo che si stanno valutando i nuovi scenari e soprattutto i tempi residui prima della data dell’evento. Quest’ultimo fattore potrebbe far propendere per il mantenimento della decisione già presa. Intanto però arriva alla guida della parrocchia una tiratina di orecchie. È il commento del Sindaco Mellone a chiusura del comunicato del Comune: “Ho anche rammentato al parroco di San Gerardo che sarebbe stato utile essere informati per tempo di queste difficoltà e dei rischi che correva la festa, piuttosto che essere avvisati semplicemente giovedì scorso che la stessa era stata ormai cancellata. Come ho detto a Sua Eccellenza, ci sono le condizioni per salvarla e spero che Don Luigi faccia di tutto nei pochissimi giorni a disposizione. Avessimo saputo prima, avremmo risolto tempestivamente”.

Il comitato di S. Gregorio: “Il Comune ci riunisca”. L’unità d’intenti dei quattro grossi Comuni, che attende peròdi essere messa nera su bianco, ha ovviamente sollecitato l’interesse dei numerosissimi comitati festa della città, un po’ per l’apertura manifestata verso le celebrazioni per San Gerardo, un po’ per i possibili risparmi comunque legati alla predisposizione di piani di sicurezza e tutto il resto, fino ai palchi con delle precise caratteristiche. “Credo che l’Amministrazione comunale – afferma Cosimo Caputo, presidente del comitato della maggiore festa, San Gregorio Armeno – dovrebbe fare il punto della situazione con i parroci e i rappresentanti di tutti i comitati per trovare le possibili soluzioni e far avere a ciascuno un quadro chiaro delle incombenze e delle eventuali agevolazioni”.

SPECCHIA. Un corteo silenzioso e un confronto, tra esperti, sull’identità degli adolescenti per ricordare Noemi.  Ad un mese dal ritrovamento del corpo senza vita della 16enne, scomparsa da casa il 3 settembre, venerdì 13 ottobre il Comune di Specchia organizza un evento di “informazione, formazione e sensibilizzazione” sui temi della violenza di genere. Alle ore 18 da via 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, nei pressi del comune e del Centro Capsda, partirà il corteo silenzioso, in collaborazione con il progetto “La staffetta della responsabilità”  ideato dal Comune di Sogliano Cavour) per anticipare la tavola rotonda (ore 19 presso il Centro Capsda) dal titolo “Le risorse degli adolescenti nei processi di crescita e costruzione di un’identità”, mederata da Carlo Nesca, presidente del Coordinamento istituzionale dell’Ambito territoriale sociale di Gagliano del Capo. Al saluto del sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, faranno seguito gli interventi di Luigia Maria Rosaria Scarcia, consigliera delegata alle Pari opportunità e alle Politiche sociali del Comune di Specchia, di Rita Perchiazzi, presidente dell’Unione nazionale della Camera minorile, di Salvatora Accogli, dirigente dell’Istituto comprensivo Alessano-Specchia, di Moira Fusco, coordinatrice della Rete dei centri antiviolenza “SanFra” e di Daniela De Giorgi, assistente sociale dell’equipe “Abuso e maltrattamento” dell’Ambito territoriale sociale di Gagliano del Capo.

Intanto ieri, martedì 10 ottobre, il vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, nella chiesa Madre di Specchia ha celebrato una messa in suffragio di Noemi Durini, uccisa dall’ex fidanzato reo-confesso e ritrovata cadavere nelle campagne di Castrignano del Capo, invitando le comunità coinvolte dalla tragedia a vivere “con dignità, rispetto e discrezione” l’immane lutto, mettendo da parte “chiacchiericci mediatici e sentimenti di vendetta e ostilità”.

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Giuseppe Mellone

NARDÓ. San Gerardo Maiella avrà la festa il 14 e 15 prossimi. L’intervento del Comune che ha assicurato il contributo economico per sostenere le spese per la sicurezza e la incolumità pubbliche e la messa a disposizione di un tecnico per il piano richiesto dalle recenti norme anti terrorismo, ha fatto cambiare idea ben volentieri al parroco don Luigi Filieri ed al comitato festa, che avevano ammainato bandiera (dal punto di vista dei festeggiamenti civili, beninteso) giovedì scorso, proprio a causa dei maggiori e insostenibili oneri arrivati con la “circolare Gabrielli” del giugno scorso. Valutati i tempi necessari per ritrovare entusiasmo e rimettere la macchina in moto e l’ufficio stampa della diocesi ha diramato la notizia pochi minuti fa. Si dà atto al Sindaco Mellone di aver contribuito in modo decisivo a rimuovere gli ostacoli e si saluta anche con soddisfazione l’accordo intercomunale “di più ampio respiro”, utile anche alle altre feste civili e religiose in programma in città.

PARABITA. La città si appresta ad accogliere padre Francesco Marino. Domenica scorsa, a comunicare la nomina del nuovo superiore della basilica della Coltura è stato il rettore uscente padre Clemente Angiolillo, destinato al convento napoletano di Madonna dell’Arco, dopo aver guidato per sette anni il santuario parabitano. Padre Francesco è nato a Bari il 7 giugno 1982 e dopo la maturità tecnica è entrato  nell’ordine domenicano, professando i voti il 4 settembre 2003, mentre ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale l’1 settembre 2009. La nuova guida della basilica è “baccelliere” in filosofia e teologia, dottore in scienze ecclesiastiche orientali  e laureando in psicologia. Ricopre anche il ruolo di scrittore e docente incaricato di storia delle chiese orientali presso la facoltà teologica pugliese. Intanto, attraverso il proprio profilo Facebook,  anche il   27enne  parabitano Giovanni Seclì ha annunciato il suo imminente ingresso,  in qualità di frate cooperatore, sempre nell’ordine di San Domenico di Guzmán.  Seclì non è nuovo negli ambienti della basilica della Coltura, poiché fino ad oggi, ha svolto l’attività di ministrante e per alcuni anni ha pure militato all’interno del movimento giovanile domenicano.

Quello appena trascorso è stato, dunque, un week end ricco di novità per Parabita. Non ultima la benedizione delle due statue in cartapesta raffiguranti il Sacro Cuore di Gesù, risalente  tra la fine del 1800 e gli inizi 1900 del laboratorio “Cavalieri Caretta Raffaele” di Lecce, e della Madonna di Fatima, in occasione del centenario delle apparizioni, datata 1944 della bottega del Giuseppe Manzo del capoluogo salentino. I restauri sono stati eseguiti da don Marcello Spada (di Gallipoli) e Maurizio Specchia (di Parabita). La  funzione religiosa ha avuto luogo nella serata di ieri 8 ottobre, presso la matrice dove il parroco don Santino Bove Balestra ha presieduto la concelebrazione in suffragio per i fedeli defunti di tutti i benefattori, grazie ai  quali è stato possibile riportare allo stato originale i  due antichi simulacri.

Nardò – Le recenti norme per la sicurezza nelle manifestazioni pubbliche con annesse misure anti terrorismo  colpiscono ancora. Gli interventi richiesti per garantire la massima tranquillità in eventi che attirano spesso molta gente sono numerosi e complessi tanto che alcune manifestazioni – come recentemente per la festa della copatrona di Gallipoli, Santa Cristina – sono rimaste in forse fino all’ultimo momento utile. Adesso tocca ai festeggiamenti in onore di San Gerardo Maiella fissati per il 14 e 15 ottobre prossimi: niente festeggiamenti civili è stata la decisione presa dal parroco della parrocchia dedicata al santo, don Luigi Filieri, in accordo col Comitato festa e il Consiglio pastorale parrocchiale, a causa di problemi di logistica, burocratici ed economici (le esigenze per mettere in regola i luoghi pubblici affollati sono costi aggiuntivi a quelli soliti comprendendo barriere “jersey”, relazioni tecniche, sopralluoghi e varie autorizzazioni).

La comunità di San Gerardo ha alla fine dovuto prendere atto che i denari raccolti per la festa basterebbero a malapena a coprire gli adempimenti richiesti dalla nuova legge.

“La vita ordinaria della parrocchia è partita con l’entusiasmo e la concretezza che appartiene a questo territorio. Certo, non sono contento del fatto che quest’anno non ci saranno i cosiddetti festeggiamenti civili in occasione della memoria liturgica di San Gerardo – afferma don Luigi Filieri – ma sono consapevole che anche questa battuta d’arresto può rappresentare un’opportunità. Certo, la prima reazione dei fedeli e dei cittadini potrebbe essere quella della protesta, ma sono convinto che anche noi parroci dobbiamo avere la saggezza e la lucidità dei buoni papà e mamme di famiglia che, quando non possono permettersi un divertimento o un di più qualsiasi, rinunciano serenamente, facendo economia. Questo stop rappresenta per me e i fedeli della comunità parrocchiale un momento di riflessione importante. Come potremo far rivivere la festa anche civilmente? E’ possibile – si domanda il parroco – innovarla, risparmiando e non perdendo il gusto della tradizione? Vedremo. Intanto la festa sarà religiosa e, per non perdere un segno che dica la nostra felicità all’esterno, manterremo l’appuntamento dei fuochi artificiali. Ricordiamo tutti che far festa, per un cristiano, significa rimanere intimamente stupiti dell’infinito Amore che Dio riversa nei nostri cuori nonostante i nostri peccati e vivere la fraternità”.

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Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...