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Fede, eventi e celebrazioni religiose dai Comuni della rete di Piazzasalento

Corsano – Si è conclusa, domenica 18 febbraio a Corsano, la kermesse carnascialesca che ha premiato come “miglior maschera” quella di don Luca De Santis (foto). Il parroco del paese, originario di Miggiano, l’occasione ha scomodato la bizzarra ed emblematica figura di “Pennywise, il clown protagonista del romanzo “It” nato dal genio narrativo di Sthephen King. «Il carnevale a Corsano si fa da circa 36 anni, tuttavia, a memoria d’uomo, nessuno ricorda la partecipazione della parrocchia all’evento. Quando ho proposto l’idea al gruppo dell’oratorio e ai genitori dei ragazzi – afferma don Luca – inizialmente molti hanno manifestato un naturale imbarazzo che mi ha fatto comprendere come fosse necessario superare questo blocco attraverso il mio personale coinvolgimento. Poi è bastato poco per creare un gruppo coeso con i genitori e i ragazzi del servizio civile mi hanno aiutato molto ed insieme abbiamo contribuito ad accendere un entusiasmo contagioso». Sulla bizzarra scelta del personaggio di Pennywise precisa: «Il tema scelto per le maschere e il balletto vuole aprire ad una riflessione più ampia sul valore dell’amicizia, dell’unità e della condivisione che, insieme, rappresentano gli ingredienti necessari a sconfiggere le paure impedendo che esse alterino e condizionino il nostro modo di essere e di vivere». Rivolgendosi alla sua comunità, don Luca conclude: «Ritengo che in un contesto fortemente individualista come quello in cui ci troviamo, sia importante ritornare a far gruppo sfruttando il mondo delle associazioni e della parrocchia perché proprio le relazioni e le amicizie che si creano in questi luoghi possono aiutarci a combattere le tante solitudini che affliggono il nostro tempo e ad avere meno paura dell’altro. Oggi più che mai è importante instaurare relazioni vere dove si canta, si balla e si riflette insieme, dove ci si guarda negli occhi e non attraverso uno schermo. Agli adulti dico di investire il loro tempo nel sociale perché è un ottimo investimento educativo per le nuove generazioni e per il beneficio delle stesse famiglie».

Alessano – Mentre fervono i preparativi per accogliere Papa Francesco ad Alessano (dov’è atteso il 20 aprile), nell’anno dedicato a don Tonino Bello, il vescovo della “convivialità delle differenze”, la diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca non fa mancare ai suoi fedeli gli appuntamenti per così dire “ordinari”. È iniziata lunedì 19 febbraio infatti nell’audiutorium Benedetto XVI di Alessano la 43^ settimana teologica dedicata al tema “Famiglia e giovani. Per un dialogo generazionale”. Il convegno è presieduto da vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli. Nel primo incontro (tutti si tengono dalle 18.30 alle 20.30) è intervenuto il responsabile per il servizio pastorale giovanile della Cei, monsignor Michele Falabretti, sul tema “La realtà giovanile in Italia – analisi e prospettive”. Martedì 20 è stata la volta di Ernesto Diaco, direttore dell’ufficio scuola della Cei, sul tema “Una scuola per la vita – alleanze educative a servizio dei giovani”. Mario Del Verme (della pontificia fondazione Scholas occurrentes) e Daniele Pasquini (incaricato per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Regione Lazio) sono i relatori di mercoledì 21 sul tema “Educare i giovani ai valori – mettere in gioco le passioni”. Giovedì 22 sarà presente la pedagogista Chiara Scardicchio (“A.A.A. educatori cercasi – ritratto di una figura sempre in ricerca”) mentre venerdì 23 il tema sarà “Giovani, fede e discernimento: ora tocca a noi” e verrà trattato contemporaneamente in diverse sedi: nel salone dell’oratorio ad Acquarica del Capo, nel salone parrocchiale SS. Martiri a Taurisano, nel salone della chiesa di S. Antonio a Tricase e presso il salone parrocchiale di Alessano. Sabato 24 la chiusura ad Alessano presso l’auditorium Benedetto XVI, dove alle 20, in occasione della commemorazione dei 25 anni della morte di don Tonino Bello, si potrà assistere allo spettacolo “Il Bello di don Tonino”, proposto da Stefania Bruno, l“artista della sabbia” che, muovendo le mani su un tavolo retroilluminato, crea immagini, disegna mondi, personaggi e racconta storie.

Gallipoli – Hanno voluto essere se stessi fino alla fine, pensarsi come marito e moglie e amarsi per sempre. Anche se il sempre è stato maledettamente breve, troppo breve. Loro lo sapevano: il male si era dimostrato incurabile e quindi invincibile. Così, lunedì, scorso, un paio di giorni prima di San Valentino, da innamorati si sono sposati con intorno familiari, parenti, amici ed una gioia particolare.

I medici e gli infermieri del reparto Oncologico dell’ospedale “Sacro Cuore” sono stati vicini a Davide Mauro, 23 anni appena compiuti, impiegato in un punto di ristoro di corso Roma, nella cerimonia di nozze svolta col rito civile e sino alla fine clinica, giunta questa mattina. Non è stata purtroppo una sorpresa. Davide era, in gergo medico, un malato terminale. In qualche maniera a sorpresa era stata la decisione di unirsi in matrimonio: le fedi, lunedì 12, non erano pronte infatti. Sono arrivate agli anulari di Davide e Deborah Solidoro, sua compagna da qualche tempo, due giorni dopo, benedette dal cappellano del “Sacro Cuore”, don Marcello Spada.

Non poteva non suscitare sgomento in città questa storia al pari della malattia che ha colpito il giovane, nonostante tutti i tentativi di salvarlo (compresa l’amputazione di una gamba). Ma anche tanta commozione per questa comune sfida, tutta loro, di andare oltre i limiti medici e razionali, affermando la supremazia di un amore tra ragazzi che pensano di avere tutta una vita da trascorrere insieme. Un gesto di consolazione, ed anche di amore alla fine, per chi resta con il loro sguardo negli occhi e per coloro che, con le lacrime agli occhi, hanno comunque pensato che “oltre la morte c’è sempre qualcosa o qualcuno”.

I funerali si terranno domani alle 15, presso la chiesa del Sacro Cuore su corso Roma.

Ha collaborato Amleto Abbate 

Parabita – Con la fine del Carnevale e a ridosso della prima domenica di Quaresima, ritorna anche quest’anno a Parabita, la festa della pentolaccia. Due gli appuntamenti in programma: “Pentolaccia insieme a noi” con la festa in maschera organizzata sabato  17 febbraio, alle ore 21, nei locali di via Roma 111, a cura di Maurizio Giannelli, Gianfranco Coi e Michele Maggio. «Siamo pronti per rivivere anche quest’anno dei momenti di allegria insieme a tutti coloro che saranno interessati a prendere parte all’iniziativa», affermano gli organizzatori. Oltre all’ intrattenimento musicale, durante la serata sarà anche allestita una grande pentolaccia realizzata in cartapesta che farà da cornice all’evento. Divertimento assicurato pure domenica 18 febbraio, alle 19, presso il salone parrocchiale di Sant’Antonio. Come ogni anno a promuovere l’iniziativa con ingresso libero è il gruppo “Iride” della parrocchia. Canti, balli e giochi in allegra compagnia, allieteranno l’edizione targata 2018.

Matino – Torna a Matino la tradizione del “Santu Lazzaru”. L’asinello Pippo e i suoi amici musicanti sono già pronti ad andare di strada in strada per raccogliere viveri e donazioni da destinare alle famiglie più bisognose della città. Da otto anni tradizione e solidarietà animano i componenti dell’associazione “Arco della Pietà” che, strumenti in spalla, viaggiano per le strade del paese intonando i canti tradizionali del periodo che precede la Pasqua. Si parte questa sera dalla zona Bosco /Peppiceddhru e per le prossime cinque settimane, sempre di venerdì: il 23 febbraio zona 167 e contrada Carizzolo, il 2 marzo zona Sacro Cuore, il 9 centro città e centro storico, il 16 marzo di nuovo Sacro Cuore e il 22 marzo zona Bosco.

Taurisano – “Il segreto di San Gennaro. Storia naturale di un miracolo napoletano” è il volume di Francesco Paolo De Ceglia presentato presso la Caffetteria Normal di Taurisano venerdì 16 febbraio alle ore 19. Alla serata prenderanno parte il curatore della rassegna “Incontri d’autore” Giovanni Rocca, l’assessore alla Cultura del Comune di Taurisano Katia Seclì e il presidente del Presidio del libro del Capo di Leuca, Mario Carparelli, il quale dialogherà con l’autore. Tra gli interventi quello dello storico della filosofia Francesco Paolo Raimondi (ex preside del liceo scientifico “Vanini” di Casarano). De Ceglia insegna Storia della scienza presso l’Università “Aldo Moro” di Bari ed è autore di numerosi articoli scientifici pubblicati in prestigiose riviste internazionali nonché di una decina di volumi, tra cui “Il segreto di San Gennaro” edito nel 2016 da Einaudi. L’autore è stato anche ospite di una puntata del programma di Corrado Augias “Quante storie” dedicata alla storia “naturale” dei miracoli. Nel volume non viene tanto affrontato il miracolo in sé, ovvero la  liquefazione periodica del sangue di San Gennaro (fenomeno per il quale la Chiesa parla di prodigio),  quanto la cultura che lo ha identificato come tale. Obiettivo del lavoro è, infatti, quello di ripercorrere in chiave antropologica gli sforzi compiuti da uomini e donne del passato per concettualizzare un fenomeno complesso e sfuggevole. Il miracolo di San Gennaro assurge così a punto di osservazione privilegiato da cui ripercorrere non solo la storia di Napoli, ma anche e soprattutto l’evoluzione della mentalità di chi, persino in terre assai lontane, con quell’appuntamento periodico si è nel tempo confrontato.

Taviano – Settimana di fede a Taviano che culminerà, domenica 18, con la ricorrenza della festa della Madonna del Miracolo presso il Santuario del Convento, in piazzetta don Luigi Antonazzo. La settimana si è aperta lunedì 12 e proseguirà con il settenario in chiesa, con la recita del rosario e la messa serale alle 18. Venerdì 16 febbraio, poi, alle ore 19.30 la Confraternita B.V. Maria Addolorata organizza, nel Santuario, “Note e Fede”, una serata di riflessione e musica sulle parole di Gesù in croce. La serata sarà allietata dai solisti Antonella Marzi (soprano) e Dario De Micheli (tenore) con il Coro del Santuario diretto dal maestro Enrico Zullino e con Dolores Corlianò che suonerà l’Arpa , insieme alla presenza di altri strumenti musicali. La settimana di fede si concluderà, infine, domenica 18 febbraio alle 19.00, con la solenne processione che si snoderà per le strade del paese. Al termine della processione, dal campanile del Santuario si potrà godere lo spettacolo pirotecnico in onore della Madonna. La ricorrenza della festa della Madonna Addolorata è molto sentita dai tavianesi che, secondo la tradizione popolare, salvò il paese, nel 1894, da una epidemia virulenta che  provocò centinaia di morti.

Nardò – Al via il 18 febbraio i festeggiamenti in onore di San Gregorio Armeno, patrono della città. Ricco anche quest’anno il programma di eventi della tre giorni organizzata dal locale Comitato feste, composto da don Giuliano Santantonio (Padre Spirituale e Parroco della Chiesa Cattedrale), Cosimo Caputo (presidente Comitato), Salvatore D’Alessandro (vicepresidente), Antonio Palumbo (segretario), Mino De Benedittis (tesoriere), Antonio Rocco Pisanello (responsabile rapporto confraternite), Giancarlo De Pascalis (comitato scientifico) e un nutrito gruppo di consiglieri e collaboratori esterni.

Domenica 18 febbraio alle 10 in zona 167 passeggiata a cavallo organizzata da Cesare Bruno e in serata, alle 19.30, un concerto di musica sacra in Cattedrale. Il giorno dopo convegno sui rapporti tra Nardò e l’Armenia: alle 9.30 al Chiostro dei Carmelitani dialogheranno Carlo Coppola (segretario del centro studi “Hrand Nazariantz” e curatore del volume “Nella terra del terrore”, opera che racconta il genocidio armeno), Pantaleo Pagliula e rappresentanti di Comune, Curia e Comunità armeni di Puglia. A coordinare i lavori l’architetto Giancarlo De Pascalis. In serata, dopo la messa delle 18 la processione percorrerà le seguenti strade: piazza Pio XI, corso Garibaldi, piazza Umberto I, via Regina Elena, via Roma, piazza Diaz, corso Galliano, piazza Mazzini, via Grassi, piazza Osanna (qui la benedizione della città), piazza della Repubblica, corso Vittorio Emanuele II, piazza Salandra, via Duomo e rientro finale in piazza Pio XI.

Martedì 20, giorno di San Gregorio Armeno, messe in Cattedrale alle 7.30, 9, 10.30 e 18.30 e concerto mattutino per le vie cittadine della banda “Terra d’Arneo”. Alle 17 commemorazione delle vittime del terremoto del 1743 con i cento tocchi delle campane della torre dell’orologio di piazza Salandra e lettura di alcune cronache dell’epoca. Qui l’amministrazione comunale consegnerà una targa ai sindaci di Lecce e Galatone, Carlo Salvemini e Flavio Filoni, per ringraziare simbolicamente le due comunità per l’opera di soccorso prestata nei giorni successivi al sisma.

Gran finale con lo spettacolo pirotecnico alle 19.30 in via Falcone e Borsellino e dalle 20 in piazza Salandra l’atteso concerto di “Girodibanda” e Cesare Dell’Anna.

«Come ogni anno – ha ricordato il presidente del Comitato festa Cosimo Caputo – abbiamo riunito le risorse umane e materiali a disposizione e messo su un programma di festeggiamenti all’altezza di questa città e del suo patrono. È la festa di tutti per la cui realizzazione sento il dovere di ringraziare l’Amministrazione comunale e i tanti operatori economici che anche quest’anno hanno contribuito».

Matino– Tra programmi già definiti ed anticipazioni, il Comitato festa di Matino è già lavoro per i prossimi eventi. Ormai prossima è la festa religiosa per il 151° anniversario della Commemorazione del miracolo di San Giorgio, martedì 27 febbraio, mentre sul programma della patronale del prossimo aprile (dal 22 al 24) è ufficiale il nome della cantante Ivana Spagna. Ad anticiparla è stato lo stesso presidente del Comitato San Giorgio, Cosimo Venceslao Marsano, che dalla nuova pagina facebook  “Comitato 2.0 San Giorgio – Matino”, ha illustrato il programma in fase di perfezionamento, chiedendo il sostegno della cittadinanza. «So pure che ci saranno critiche. È sempre successo, ma che siano costruttive e fatte da chi ha fatto e sa fare con i fatti non con le parole, nonostante il periodo che stiamo attraversando non ci siamo tirati indietro ne come impegno ne fatti», afferma Marsano. Le critiche lo scorso anno portarono alle dimissioni, a poche ore dalla festa, di molti componenti del gruppo promotore per alcune critiche relative ad alcuni aspetti  organizzativi. Ma oggi Comitato e presidente ci sono ancora e si presenteranno ufficialmente il prossimo 27 febbraio, data in cui ricorre il  Miracolo di San Giorgio. L’appuntamento religioso, processione ore 17.30 e messa delle 19, sarà accompagnato per tutta la giornata dal Concerto bandistico “Città di Matino – V. Papadia” con le luminarie De cagna e la fragorosa “bengalata” della ditta Sica Luigi di Matino al termine della messa vespertina. Il prossimo 28 febbraio partirà, inoltre, la 17^ edizione del Trofeo San Giorgio con le sfide di calcio organizzate dalla Protezione civile Angels di Matino. L’appuntamento si concluderà in prossimità della festa patronale e premierà i primi quattro classificati con menzioni speciali per miglior giocatore, miglior portiere, capocannoniere e premio fair play. Per la festa di aprile, invece, il programma è in corso di perfezionamento ma qualche appuntamento è già certo. La premiata ditta De Cagna curerà l’accensione musicale in via Maria SS. Addolorata oltre a tutto il resto, piazza San Giorgio compresa. Oltre alle bande delle Città di Conversano e Conversano Ligonzo ci sarà anche la banda San Giorgio di Matino mentre il 23 è prevista l’esibizione della violinista Chiara Conte. Seguiranno dj Vanny e lo spettacolo Bar Italia oltre ad artisti di strada, al concerto di Ivana Spagna e ad altre sorprese al momento in attesa di conferma.

 

Gallipoli – Conclusione nel centro storico, martedì 13 febbraio, per la 77^ edizione del Carnevale gallipolino. “Tivù tivà, il Carnevale è il nostro gioco” è il tema della manifestazione promossa dalla Fabbrica del Carnevale di Gallipoli, con il presidente Stefano Coppola, e dal Comune. Per l’ultima sfilata, a partire dalle 16 ci sarà la sfilata dei gruppi mascherati, con partenza da piazza Aldo Moro verso il centro storico con il tradizionale appuntamento de “ Lu Titoru”, maschera caratteristica della città carica di elementi grotteschi. I festeggiamenti del Carnevale si concluderanno poi alle ore 18  presso il sagrato della chiesa di San Francesco d’Assisi con la cerimonia solenne del “Campanone” e con l’apertura del tempo di Quaresima, con la riconsegna della chiave della città dai Regnanti del Carnevale, i gallipolini Martina Polo e Micheal Rizzo, alla confraternita di San Giuseppe che la custodirà fino al prossimo anno. Diversi i gruppi mascherati in gara che hanno già partecipato alle due sfilate di domenica 4 e 11 febbraio su corso Roma: dall’associazione per disabili “Nova Vita” di Casarano alla “Quadriglia Presiccese”, dal gruppo locale dell’oratorio San Lazzaro, che ha rivisitato lo Zecchino d’oro, alle Cheerleader dell’oratorio della Lizza di Alezio fino al gruppo di Alessano. E poi ancora gruppi da Galatone, Melissano (città gemellate), Taviano e Porto Cesareo. Tra i carri partecipanti a questa edizione, tutti ispirati al gossip e alla tivù, sono stati invece premiati a pari merito “Superealityshow” del team fratelli Coppola e “Disinformazione2.0” di Fideliter Excubat. In gara c’erano anche “Strisciando Ballando” di Franco Monterosso  e “Il Trono di spade” dell’omonimo carro de “I ragazzi di strada”.

Santa Maria di Leuca – «“Il Salento diventi meta d’elezione della “mobilità dolce”». All’indomani dello stanziamento da oltre 21 milioni di euro per la manutenzione della rete viaria della provincia, il direttore del Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, Federico Massimo Ceschin (foto), interviene per auspicare che nei prossimi interventi di manutenzione da realizzare, “prevalentemente di manutenzione, senza nuovo consumo di suolo, si manifesti una corale volontà di valorizzare i percorsi di mobilità dolce”. Il riferimento è al progetto “Cammini di Leuca” che prevede lo sviluppo di nuove reti di connessione e infrastrutture “leggere” per accompagnare i visitatori da aeroporti e stazioni ferroviarie fino al lembo estremo della Puglia, dove risiede la basilica santuario “De Finibus Terrae”, sfruttando i percorsi di “mobilità dolce”, “creando  i presupposti per una filiera produttiva sostenibile e capace di lavorare tutto l’anno”. «L’intero Salento può diventare, anche grazie ai lavori previsti per la Ciclovia dell’acqua, una straordinaria destinazione di “slow tourism”, ma è necessaria una visione panoramica e di medio periodo che consenta di mettere in sicurezza e segnalare in modo coordinato le grandi opportunità di attraversamento lento dei territori, destinando a percorsi ciclopedonali – anche ad uso promiscuo – una seppur minima parte della fitta rete di viabilità secondaria», dichiara il responsabile della Fondazione di partecipazione della Diocesi di Ugento – S.Maria di Leuca.

 

Parabita – Dopo due mesi e mezzo ritorna ed essere illuminato il  monumento dedicato alla Madonna della Coltura sito in “Contrada Pane”, sulla strada  provinciale 361 (Alezio – Gallipoli). Un luogo simbolico (di proprietà del santuario parabitano) per i tanti devoti perché, come narra la tradizione, fu proprio un contadino a  ritrovare in quella zona il monolito della Vergine mentre arava in suo campo. Per diversi anni ad occuparsi dell’illuminazione della statua in pietra leccese, che oggi si affaccia sulla strada provinciale,  è stato un devoto parabitano che ora però, per problemi personali, non può mantenere tale impegno. Durante le scorse settimane a  farsi carico della situazione è stato il gruppo laico del santuario della Coltura. La proposta, oltre ad essere stata sposata sin da subito dal  rettore padre Francesco Marino, ha coinvolto anche l’ex presidente del Comitato festa patronale Adriano Marzano insieme ad alcuni suoi ex collaboratori. «In questi giorni – afferma padre Francesco – abbiamo provveduto a costituire un fondo cassa per contribuire alle spese della corrente elettrica. Mi congratulo con i devoti che hanno accolto la nostra  idea affinché la nostra Madonna della Coltura non restasse al buio». Anche il nuovo presidente della patronale 2018, Guido Russo, ha sottolineato che una parte del ricavato della festa che si terrà il prossimo maggio sarà devoluto per questa iniziativa. Prossimamente si provvederà  inoltre alla sostituzione delle lampadine con un nuovo impianto a led.

Galatone – Si svolge a Galatone, sabato 10 febbraio, la “Giornata mondiale del malato” organizzata dall’Ufficio diocesano di Pastorale della salute, diretto dal cappellano ospedaliero di Gallipoli don Marcello Spada. La Giornata viene celebrata ogni anno nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, ovvero  l’11 febbraio, ma quest’anno è anticipata per la coincidenza della domenica di carnevale. Negli anni scorsi si tenne nei  quattro comuni sede di presidio ospedaliero (Nardò, Gallipoli, Casarano e Copertino) mentre da quest’anno  si cambia pagina puntando a coinvolgere via via tutti i comuni della diocesi di Nardò-Gallipoli. “Mater Ecclesiae: «Ecco tuo figlio… Ecco tua madre». E da quell’ora il discepolo la prese con sé” è il tema della 26^ Giornata del malato ispirato da un passo evangelico dell’apostolo Giovanni.

Il programma a Galatone e Gallipoli – Questo  il programma di sabato 10: alle ore 16 è previsto il raduno nel Santuario del SS. Crocifisso per un breve momento di preghiera cui seguirà, alle 16.30, la processione verso la chiesa Madre dove, alle 17, ci sarà la messa concelebrata dal vescovo Fernando Filograna e dagli altri sacerdoti presenti. Come di consueto, oltre al vescovo e ai parroci, ci sarà una rappresentanza di i ministri straordinari dell’Eucarestia (che portano normalmente le Comunioni ai malati) insieme alle associazioni di volontariato socio-sanitario Oari, Avulss, Cvs, Unitalsi e Avo. Lunedì 12 invece, nell’ospedale di Gallipoli, alle 8 verrà celebrata la messa dal cappellano don Marcello Spada mentre alle 16 ci sarà la processione tra i vari reparti con la statua della Madonna di Lourdes e, al rientro, l’ adorazione eucaristica e il canto dei Secondi vespri in cappella.

Parabita – Cambia volto la festa patronale della Madonna della Coltura. Nuovo il comitato organizzatore, nuovo il percorso, nuove le collaborazioni che tesseranno le fila della tre giorni più attesa dalla comunità parabitana, quest’anno il 26, 27 e 28 maggio. Primo anno anche per il nuovo rettore della basilica santuario, padre Francesco Maria Marino. La squadra del nuovo presidente delegato Guido Russo è già al lavoro per la definizione del programma. Uno dei punti fermi, in ogni caso, è il cambio del percorso della festa che non sarà più a forma di “U”, come da tradizione, ma a forma di “L”. La festa, infatti, traslocherà da via Ferrari, la strada del Municipio e dei portici, a via Provinciale Matino. Per la prima volta, dunque, alla storica galleria di luminarie di via Coltura si aggiungerà quella installata sull’intero tratto che collega la basilica della Madonna della Coltura al luna park, come l’anno scorso in via S. Tommaso D’Aquino e strade limitrofe. A firmare entrambe le luminarie sarà la ditta De Cagna, altra “new entry” del 2018. Ancora non confermati i nomi di artisti e performer che animeranno le serate di domenica e lunedì. I concerti bandistici saranno a cura dei gruppi Città di Bracigliano e Città di Conversano. Positiva anche la collaborazione tra comitato entrante e comitato uscente. «Sarà una festa all’insegna della tradizione e della devozione – ha annunciato il presidente Russo – e per quanto è possibile cercheremo di accontentare tutti, giovani e meno giovani».

I “Sabati maggiori” – Nell’attesa del calendario civile, quello religioso è già pronto a partire con gli attesi “Sabati maggiori” in onore della Madonna della Coltura, momenti di preghiera pronti a riunire tutta la comunità sotto l’egida della santa patrona. Sabato 17 febbraio si partirà con la grande famiglia del Santuario. Si proseguirà sabato 24 febbraio con il sabato dei giovani e sabato 3 marzo con il sabato degli anziani. Il 10 marzo, invece, sarà la volta del sabato della famiglia mentre il 17 si riunirà il mondo della cultura, della scuola e delle associazioni parabitane.  Domenica 18 marzo, poi, spazio ad una messa dedicata alla benedizione di tutti i lavoratori parabitani. Il calendario si chiuderà sabato 24 marzo con il sabato degli agricoltori e del comitato festa.

Tricase – I primi cinquant’anni dell’ospedale di Tricase trovano meritato spazio ne “L’Idomeneo”, la prestigiosa raccolta di studi (due numeri per anno) del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento. Il volume (340 pagine, edito in collaborazione con la sezione di Lecce della Società di storia Patria per la Puglia) ha come “Editor in Chief” il professor Mario Spedicato docente di Storia moderna nello stesso Ateneo. È stato presentato nei giorni scorsi presso il Monastero ex Olivetani a Lecce e raccoglie gli atti (venti contributi) del Convegno di studi dal titolo “Miserere nobis: aspetti della pietà religiosa nel Salento moderno e contemporaneo” svoltosi dal 24 al 26 novembre 2016 tra Lecce, Alessano, Maglie e Nardò.

All’interno del volume vi è dunque ospitato un ampio saggio di Rodolfo Fracasso, medico e giornalista di Tricase, dedicato al nosocomio di Tricase dal titolo: “Sanità e Misericordia. 50 anni dell’Azienda ospedaliera ‘Cardinale Giovanni Panico’ di Tricase (1967-2017)”. L’autore mette in evidenza “i segni e gli strumenti della misericordia” in campo sanitario, ripercorrendo la nascita e l’attività della cinquantenaria operatività di un ospedale religioso e rilevando come come, muovendosi nel solco dell’insegnamento della Chiesa, il nosocomio oggi azienda ospedaliera, faccia non solo assistenza ma anche formazione. Fracasso ne inquadra l’azione nelle dinamiche sociali, economiche, religiose e sanitarie dagli anni Sessanta del secolo scorso fino ad oggi.

“L’ospedale religioso testimonia in sé come, fin dalla sua costituzione la Chiesa, anticipando uno Stato che ancora non c’era oppure tardava a sviluppare sensibilità sociale, abbia realizzato opere di misericordia caritatevole verso i bisognosi. Considerare l’uomo nella sua integrità corporale e spirituale e accompagnarlo cristianamente dalla nascita al fine-vita (per mezzo del Dipartimento Materno Infantile e dell’Hospice) – rileva il medico-giornalista-scrittore – rende concreto il significato della Misericordia come pratica che “porta al malato la tenerezza e la consolazione di Dio”.

Lo scritto di Fracasso costituisce una precisa sintesi dei suoi interessi di studio maturati lungo gli anni e che lo caratterizzano ormai tra gli studiosi tricasini (e salentini) come, in particolare, lo storico più documentato del “Card. Panico”, il biografo dei grandi promotori dell’Ospedale stesso, il ricercatore appassionato delle opere di beneficenza nel corso dei secoli, il medico che svolge il suo compito con particolare umanità. Tra le sue numerose pubblicazioni, nel 2003 la prima edizione del “Manuale del donatore di sangue e di emocomponenti” messa a disposizione delle Associazioni dei donatori volontari di sangue afferenti al Servizio trasfusionale della Azienda ospedaliera di Tricase; nel 2005 “L’antico ospedale di Tricase (1584-1963)”; tre anni dopo è stata la volta de “Madre Elisa Zanchi e le Opere di Tricase  in occasione dell’apertura dell’Hospice Casa di Betania gestito dalla stessa Azienda ospedaliera. Nel 2012 ha pubblicato “A casa con mio figlio, 200 domande e 200 risposte per vivere serenamente la maternità… collaborando con il pediatra“, con fotografie e vignette inedite di Enzo Ferramosca; nel 2013 ecco “La Visione e la Speranza, il Cardinale Giovanni Panico e l’attualità delle “magnifiche Opere” delle Suore Marcelline a Tricase. Infine, mantendo sempre il taglio dello scrittore documentato, Fracasso ha dato alle stampe il romanzo “Dio gira in incognito” che ha vinto il Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti 2016 per la Sezione Narrativa (circa 300 i romanzi in concorso) ed è stato consigliato dalla specifica Rubrica RAI del TG3, dedicata ai libri, del 7 aprile 2017.

Alessano – A dieci anni dalla visita a S. Maria di Leuca di Papa Bendetto XVI, un altro pontefice viene nel Salento. La data certa è quella del 20 aprile, un giorno simboli perchè ricorre l’anniversario della scomparsa di mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta e originario di Alessano. Sono trascorsi 25 anni da allora ma la figura, gli insegnamenti, le visioni profetiche di don Tonino (come continuano a chiamarlo in molti) non solo resistono ma si arricchiscono di nuovi significati intorno al vescovo della “convivialità delle differenze”.

Gli orari, gli incontri, i messaggi ad Alessano e Molfetta. Questo il programma della visita pastorale Alessano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca) e a Molfetta (diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), diramato stamattina dalla Sala stampa vaticana: dopo la partenza in aereo da Ciampino, arrivo alle 8,20 all’aeroporto militare di Galatina; da cui Bergoglio proseguirà in elicottero per Alessano (arrivo previsto alle 8,30) nel parcheggio adiacente il cimitero. Il Santo Padre, accolto dall’ordinario diocesano mons. Vito Angiuli e dal Sindaco di Alessano Francesca Torsello; sosterà in privato sulla tomba di “don Tonino” e dopo aver salutato i familiari del presule, incontrerà i fedeli nel piazzale antistante il cimitero. Ci sarà quindi il saluto del vescovo Vito Angiuli e il saluto del Pontefice ai convenuti. Il viaggio del Pontefice proseguirà (sempre in elicottero) alle 9,30 alla volta di Molfetta dove, alle 10,15 sarà accolto, nella zona del porto adiacente il Duomo, dal vescovo della diocesi mons. Domenico Cornacchia e dal Sindaco della città, on. Tommaso Minervini. Alle 10,30 ci sarà la Concelebrazione eucaristica con la partecipazione di tutti i vescovi pugliesi e l’omelia di Papa Francesco. Alle 12 la partenza alla volta dell’Eliporto vaticano.

I primi tenui segnali dell’evento. Già il 3 novembre scorso con  “don Tonino e il Papa: strade che portano ad Alessano” Piazzasalento aveva colto segnali ancora nebulosi e non verificabili circa la probabile venuta di Papa Francesco. A margine di un convegno su Bergoglio con la vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato, il 18 novembre, si parlò nuovamente ma sempre ufficiosamente dell’ipotesi per cui il Papa sarebbe venuto in Puglia nell’anno del 25° di don Tonino e già allora cominciava a crescere l’entusiasmo che in queste ore ha contagiato molti.

Preghiere e riflessioni: la diocesi si prepara. Angiuli: “Francesco lascerà una traccia profonda”. Grande soddisfazione è stata espressa dal vescovo di Ugento mons. Angiuli (in foto durante la conferenza stampa di oggi assieme al presidente della Fondazione don Tonino Bello Giancarlo Piccinni e al sindaco di Alessano Francesca Torsello), che così si è espresso: “La data scelta dal Santo Padre è estremamente significativa (alludendo alla coincidenza del 25° della morte di don Tonino, appunto). Per celebrare degnamente questa ricorrenza, la nostra Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca si sta preparando da tempo con grande intensità di preghiera e di riflessione”. Ha poi così proseguito mons. Angiuli: “Il Santo Padre viene a porre il sigillo della sua autorità, riconoscendo nel Servo di Dio (don Tonino appunto) un testimone autentico del Vangelo e additando la sua persona ed il suo messaggio come una fonte preziosa per la missione della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo. Don Tonino è stato – ha rimarcato  l’ordinario diocesano – un vescovo secondo il Concilio. Ha interpretato e attuato gli insegnamenti conciliari, soprattutto quello di porre un’attenzione privilegiata agli ultimi e ai poveri, con uno stile di fraternità e con gesti profetici che invitavano alla pace e alla non violenza. Ha testimoniato la bellezza di una “Chiesa in uscita” (esortazione questa spesso usata da Papa Francesco), in dialogo con il mondo, pronta a camminare e a collaborare con gli uomini di buona volontà per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Sono questi  alcuni aspetti che mettono in risalto la sintonia tra il magistero di Papa Francesco e l’insegnamento e la testimonianza che don Tonino ci ha lasciato.  Per questo sono sicuro – ha concluso il presule – che la visita del Santo Padre , anche se breve, lascerà una traccia profonda  nella Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca, nella società salentina e nella Chiesa italiana”.

Fondazione “Don Tonino Bello”: “Un anticipo della sua santità”. Particolarmente  emozionato  e commosso Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”:  allora era un giovane medico quando pianse copiosamente 25 anni fa, per la prematura scomparsa del suo maestro don Tonino. “Oggi è un evento storico – commenta a conferenza stampa finita – la presenza del Papa che viene a pregare sulla sua tomba proprio il giorno del 25°, con la causa di Beatificazione di don Tonino Bello in corso, ha un valore simbolico che anticipa in tutta la sua autorevolezza  il riconoscimento ufficiale della sua santità”.

Alessano – Oggi, 2 febbraio, alle ore 12 i vescovi di Molfetta e Ugento-S. Maria di Leuca riuniranno tutti i sacerdoti delle rispettive diocesi ed i Sindaci nelle cattedrali di Molfetta e Leuca per “importanti comunicazioni”. Lo comunica per S. Maria di Leuca il vicario generale della diocesi, mons. Beniamino Nuzzo. La mossa contemporanea e certamente non casuale dei vescovi Domenico Cornacchia e Vito Angiuli ha fatto pensare a molti che ormai ci siamo: la vista di Papa Francesco in Puglia e nel Salento s’avvicina, nel nome di mons. Tonino Bello.
Anche se sul Bollettino della sala stampa della Santa Sede c’è, per ora, solo il programma della visita pastorale del Pontefice a Pietrelcina, diocesi di Benevento, il 17 aprile, nel centenario della comparsa delle stimmate a Padre Pio, oggi santo. Da lì il Vescovo di Roma si recherà, sempre in elicottero, a San Giovanni Rotondo, altra realtà segnata profondamente da Padre Pio.
Il programma papale si svolgerà con altre due tappe il 20 aprile. In quel giorno Francesco visiterà dapprima la diocesi di Molfetta e poche ore dopo la tomba di don Tonino Bello ad Alessano, meta quotidiana di giovani e meno giovani in preghiera e raccoglimento. In un primo momento la doppia tappa si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo alla visita del Santo Padre a San Giovanni Rotondo, poi la scelta è caduta sul 20 aprile, in occasione dell’anniversario della morte di don Tonino Bello avvenuta proprio in questo giorno, 25 anni fa.
«La speranza è molto forte, ma nulla si può ancora dire al momento»: questa la frase sull’argomento della probabile visita pontificia raccolta a Tricase e proferita dal segretario di Stato di Sua Santità, il cardinale Pietro Parolin, lo scorso 8 dicembre. In quella sede si era accennato anche ad una possibile data. A proposito dell’elevazione dell’ex presidente di Pax Christi all’onore degli Altari, Parolin ne aveva ricordato la figura aggiungendo senza esitazione che “il popolo di Dio lo venera già come Santo”. Il primo ministro del Vaticano era nel Salento per celebrare il 50° anniversario dell’inaugurazione dell’ospedale “Cardinal Giovanni Panico” di Tricase.

Ha collaborato Amleto Abate

Gallipoli – Appuntamento con la cultura, l’arte e la fede in onore di Sant’Agata, titolare della cattedrale e compatrona della diocesi di Nardò-Gallipoli, festeggiata il prossimo 5 febbraio. Durante il novenario, sino a sabato 3 è previsto il rosario alle 18 e messa alle 18,30, animati dalle nove confraternite del centro storico e dalle associazioni laicali. Giovedì 1° febbraio, dopo il saluto del parroco mons. Piero De Santis, alle 19,30 interverranno Eugenio Chetta (presidente di Amart) sul tema “Un simposio di arte, storia e fede: l’iconografia agatina in Giovanni Andrea Coppola” e lo storico nonché presidente di “Gallipoli nostra” Elio Pindinelli su “Monsignor Filomarini e il ciclo pittorico settecentesco della cattedrale”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Giuseppe Albahari, mentre l’intermezzo musicale sarà curato dal maestro gallipolino Enrico Tricarico con la partecipazione del soprano Serena Scarinzi.

Venerdì 2 febbraio, festa della presentazione del Signore (“la candelora”), ci sarà la benedizione delle candele nella chiesa confraternale di S. Giuseppe alle ore 18,15, seguita dalla processione per la basilica cattedrale e la messa alle 18,30. Sabato 3, dopo la messa, “benedizione della gola” nella memoria liturgica di S. Biagio. Domenica 4, la vigilia della festa, sarà aperta dai primi vespri delle ore 18 e la messa, con la processione con i simulacri dei santi patroni Sebastiano e Agata per le vie del centro storico. I festeggiamenti si concluderanno lunedì 5 febbraio, con la solennità di S. Agata: dopo i secondi vespri delle 18, ci sarà il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo emerito di Lecce, monsignor Umberto D’Ambrosio. A rendere ancora più suggestiva la cerimonia sarà il canto del Vangelo, in lingua greca, così come un tempo avveniva in città col rito ortodosso.

Parabita – Le reliquie di Sant’Antonio da Padova saranno per tre giorni a Parabita per essere esposte alla pubblica  venerazione dei fedeli. Ad ufficializzare, nei giorni scorsi, è stato il parroco dell’omonima parrocchia, don Albino De Marco (di Casarano) incontrando la notizia ai componenti  del Consiglio pastorale. I prossimi 30 giugno, 1 e 2 luglio, saranno alcuni padri provenienti dalla basilica pontificia di Padova ad accompagnare le reliquie di Sant’Antonio presso la nuova chiesa parabitana inaugurata lo scorso 1 luglio.  Molto probabilmente, il programma dettagliato  dell’evento che interesserà non solo  la comunità  parrocchiale ma anche la cittadinanza e i paesi limitrofi, sarà reso pubblico prima del 13 giugno, giorno in cui si celebra la festa liturgica del Santo. «A nome dell’intera parrocchia, intendo esprimere il mio vivo ringraziamento ai padri della basilica di Padova che con piacere ci  hanno espresso anche la loro volontà  di mettersi a disposizione  per le confessioni e  le celebrazioni durante questi tre giorni», afferma con soddisfazione, don Albino.

Gallipoli – Proseguono gli appuntamenti letterari per ricordare la figura di don Pippi Leopizzi, poeta,  e umanista gallipolino oltre che uomo di Dio, scomparso il 16 aprile di due anni fa dopo una breve malattia. A suo nome, nel giugno scorso,  è stata costituita l’associazione culturale “Amici di don Pippi Leopizzi – Gallipoli”  che per lunedì 29 gennaio (nel giorno della sua nascita), presso la basilica cattedrale di Sant’Agata ha organizzato l’evento “…per ricordare insieme don Pippi”. Alle 18,30 ci sarà la messa in sua memoria celebrata dal presidente del sodalizio don Santo Tricarico. Alle 19,30 seguirà la presentazione del libro di Giuliana Pisanello “Ho fatto un sogno” – 100 liriche ispirate alla vita, alle parole e alle opere di Madre Teresa di Calcutta: dialogherà con l’autrice il professore Ercole Morciano. Non mancherà l’Intrattenimento musicale a cura dei maestri Gabriela Greco (flauto), Davide Greco (violino e voce tenore) e Enrico Tricarico (organo).

Nardò – Nardò pianifica i festeggiamenti in onore del suo santo patrono, San Gregorio Armeno. Le manifestazioni religiose partiranno il prossimo 13 febbraio con l’inizio del Settenario nella Basilica Cattedrale, poi le stesse si intrecceranno con i riti civili. Domenica 18, in zona 167, dalle ore 10 è in programma una passeggiata a cavallo a cura di Cesare Bruno; nel pomeriggio, alle ore 19.30, presso la Cattedrale un concerto di musica sacra e barocca.

Il giorno successivo, alle ore 9.30, presso il Chiostro dei Carmelitani, il convegno “Nardò e l’Armenia: i culti armeni tra terremoti e persecuzioni”; alle ore 18 la messa pontificale e a seguire la processione – accompagnata dal Nuovo concerto bandistico Terra d’Arneo della città di Nardò – che si snoderà lungo piazza Pio XI, corso Garibaldi, piazza Umberto I, via Regina Elena, via Roma, piazza Diaz, corso Galliano, piazza Mazzini, via Grassi, piazza Osanna (ove avrà luogo la benedizione alla città), piazza della Repubblica, corso Vittorio Emanuele II, piazza Salandra, via Duomo e piazza Pio XI. Quindi, martedì 20, il Nuovo concerto bandistico si esibirà per le vie della città in mattinata; a partire dalle ore 20 – dopo lo spettacolo pirotecnico presso l’ex Tribunale – Girodibanda col maestro Cesare Dell’Anna in concerto in piazza Salandra (presenterà Antonio Settanni).

Il Comitato “San Gregorio Armeno” è composto dal padre spirituale e parroco della Cattedrale, don Giuliano Santantonio, dal presidente Cosimo Caputo e il suo vice Salvatore D’Alessandro, il segretario Antonio Palumbo, il tesorirere Mino De Benedittis, il responsabile rapporti confraternite Antonio Rocco Pisanello, il comitato scientifico e documentazione fotografica rappresentato da Giancarlo De Pascalis, il delegato alla comunicazione e ai rapporti con le istituzioni Andrea Zacà, i consiglieri Alessandro De Giorgi, Salvatore Giuri, Carlo Calignano, Gregorio Schirinzi, Clara Paladino, Antonio Pusterla, Antonella Di Corrado, Gregorio Rondine, Michele Onorato, Enzo Carlino, Luca Rizzello, Antonio Bosco, Maurizio Fachechi, Mario Filieri, Arturo Capone, Emanuele Assanti e Roberto De Pace.

Porto Cesareo

Porto Cesareo – Porto Cesareo accende la tradizionale “focara” in onore di Sant’Antonio domenica 28 gennaio. Già da giorni la pira con le fascine di legno è pronta nello spiazzo dello scalo d’alaggio in attesa della combustione. Il “monumento naturale” è alto quasi nove metri con una base pari a dieci metri di diametro grazie all’impegno di numerosi volontari e dei componenti del comitato feste della parrocchia Beata Vergine del Perpetuo soccorso. Il comitato parrocchiale, presieduto da Antonio Martina, ha previsto una serie di eventi civili e religiosi, iniziati il 17 gennaio. Domenica 28 già dalle 9.30 del mattino sarà in servizio il concerto bandistico Città di Leverano mentre alle ore 17 è prevista la celebrazione della messa in parrocchia e alle 18 l’esibizione del Concerto bandistico Città di Copertino con l’apertura degli stand gastronomici, mentre l’accensione del falò è prevista per le 18.30/19. I fuochi pirotecnici sono a cura della ditta Cosma di Monteroni. La festa giunge all’81^ edizione e affonda le sue radici nel ricordo di Oronza Colelli che si rivolse al santo invocando il ritorno del figlio dalla guerra, ottenendo la grazia.

Ruffano – “Oltretutto. Più vicino a don Tonino Bello” è lo spettacolo scritto e interpretato da Michele Santeramo (nella foto) di scena domenica 28 gennaio, alle ore 20, presso il teatro comunale di via Paisiello, a Ruffano. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna teatrale 2018 organizzata dall’associazione Odv Kairòs con il patrocinio del Comune. «“Oltretutto” è una biografia delle vite che in modi diversi hanno incrociato quella di don Tonino perché ci sono vite che cambiano le vite. Questo – afferma l’attore di Terlizzi – non è un racconto su don Tonino. Non credo ce ne sia bisogno. Chi vuole avere informazioni può trovarle dappertutto. Questo è un racconto sugli altri. Su come le vite cambiano le vite». La rassegna tornerà domenica 11 febbraio con Fabrizio Saccomanno e “Sangue di quella terra”, ispirato alle drammatiche vicende di lotta contro lo sfruttamento che videro coinvolti i contadini di San Donaci nel settembre 1957.

 

Collepasso – Collepasso in festa per la prima messa celebrata in paese da don Antonio Saccomanno nella chiesa Matrice. L’appuntamento è per le ore 11 di domenica 28 gennaio dove il giovane sacerdote collepassese incontrerà e saluterà parenti, amici e fedeli. Don Antonio ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 13 gennaio scorso presso il Santuario della Madonna miracolosa di Taggia (in provincia di Imperia) dal vescovo di Ventimiglia- Sanremo, monsignor Antonio Suetta, e da tempo la sua attività nella diocesi di Ventimiglia, presso la parrocchia di Camporosso, al confine con la Francia. In quella comunità parrocchiale si è ben integrato, occupandosi soprattutto della pastorale giovanile, ma il  legame verso il paese di origine è rimasto forte e assiduo, sebbene gli studi lo abbiano tenuto lontano ormai da tanti anni.

Dal diploma al seminario – IDon Antonio inizia a 19 anni il percorso verso il sacerdozio, dopo essersi diplomato presso l’Istituto Commerciale di Maglie. La sua vocazione lo porta inizialmente a condividere i valori e la vita dei Camilliani, definiti “Ministri degli infermi”. A Roma, dove risiede in un Istituto Camilliano, frequenta i corsi di filosofia e teologia presso la Pontificia Università Lateranense. Attratto dall’archeologia, frequenta il Pontificio Istituto di Archeologia cristiana e acquisisce il relativo diploma. Nel 2013 lascia i Camilliani e si trasferisce nella diocesi di Ventimiglia, presso il cui seminario completa gli studi di filosofia e teologia. Dopo una breve permanenza nel suo paese natìo, don Antonio tornerà presto a riprendere la sua attività presso la comunità di Camporosso, dove ha instaurato una collaborazione che definisce “spettacolare” con parrocchiani e amministratori e dove tutti gli vogliono bene. «Perché – dice don Antonio – non è più come prima. Oggi la gente non considera più un sacerdote per il ruolo in sé, ma per il suo essere uomo tra gli uomini, per la sua capacità di mettersi veramente al servizio degli altri».

Le ultime vocazioni in paese – Erano venti anni che la comunità religiosa di Collepasso, pur così prolifica in un passato ormai remoto, non vedeva un proprio fedele diventare prete. Il 5 settembre 1998 don Antonio Russo, attuale parroco nella parrocchia “Cristo Re”, venne ordinato sacerdote all’età di 54 anni, dopo aver abbandonato l’insegnamento ed essere entrato già adulto in seminario. L’ultimo giovane era stato don Giuseppe Mengoli (classe 1965), ordinato nel lontano 1° luglio 1989 ed oggi parroco della comunità Maria Santissima Immacolata di Maglie.

 

 

Nardò – Di rinvio in rinvio, giovedì 25 gennaio a Nardò tutti sperano sia la volta giusta per la 45^ edizione della “Focara di Sant’Antonio”. Anche domenica 21 gennaio, così come il mercoledì precedente, l’appuntamento organizzato dalla parrocchia del “Sacro Cuore di Gesù” è saltato per il maltempo. Non cambia il programma: alle 19 la traslazione della statua di Sant’Antonio Abate dalla chiesa al campetto adiacente in via Leonardo Da Vinci e la benedizione degli animali domestici; alle 19.30 il lancio delle lanterne volanti e la successiva accensione del falò. Ad allietare la festa sarà il gruppo di musica popolare “Ajèra mea”, ovvero Pierpaolo Ronzino (tamburello e voce), Giuseppe Anglano (organetto e fisarmonica), Luigi Buttazzo (chitarra) e Antonio gatto (basso acustico).

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