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Fede, eventi e celebrazioni religiose dai Comuni della rete di Piazzasalento

Monsignor  Angelo De DonatisCASARANO. Ha fatto, in poche ore, il giro del web, dei maggiori organi di informazione (anche internazionali)  e della città la notizia della nomina di monsignor Angelo De Donatis quale vicario di Papa Francesco per la diocesi di Roma. L’indubbia importanza dell’incarico ricevuto viene rinforzata dal fatto che sia stato lo stesso Bergoglio a scegliere l’alto prelato per un ruolo delicato e di estrema fiducia, dopo averne apprezzato le capacità umane e la preparazione di grande teologo già nel corso degli esercizi spirituali di Quaresima ad Ariccia, nel 2014. Fu poi sempre il Papa argentino a nominarlo vescovo nel settembre del 2015. Tanti i commenti e gli apprezzamenti a Casarano, città natale del presule, dove lo stesso De Donatis è solito fare spesso ritorno per salutare amici e familiari. «Esprimo a nome dell’intera comunità casaranese l’immensa gioia con la quale è stata accolta la notizia della nomina di “don Angelo”», afferma il sindaco Gianni Stefàno nel ricordare come “la notizia può essere annoverata sicuramente tra le più belle e importanti che la Sua città di Casarano abbia mai ricevuto. Lo stupore è grande – continua Stefàno – ma per noi casaranesi, per chi ha la fortuna di conoscere personalmente “don Angelo”, la notizia non è inaspettata». Da parte sua, monsignor De Donatis, nel suo saluto al Vicariato, ha subito  sottolineato che il suo servizio sarà quello di “annunciare la misericordia di Dio con la parola e la vita nonché di custodire e promuovere la comunione ecclesiale”, invocando “il dono di saper ascoltare in profondità sempre”. “Gioia e grandissimo entusiasmo” vengono espressi anche dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, Fernando Filograna. “Con questa scelta il Pontefice onora anche la nostra diocesi e la città di casarano che hanno generato alla vita, alla fede e al Ministero ordinato il caro don Angelo. Comprendiamo – continua monsignor Filograna – la responsabilità e la gravosità di un tale impegno, per il bene della chiesa di Roma, a servizio diretto del Santo Padre e, come in passato, ribadiamo l’affetto e la preghiera per questo figlio del Salento, per tanti anni impegnato nella direzione spirituale dei preti romani e dei seminaristi, senza mai trascurare la terra che gli ha dato i natali”. Tutti ora attendono che “don Angelo” torni nel suo Salento, magari per stringersi con lui nella semplicità della preghiera sulla cripta del Crocefisso, sulla collina del Manfio, com’è solito fare nelle sue meditazioni estive.  

CASARANO. Papa Francesco ha scelto monsignor Angelo De Donatis come suo vicario nella diocesi di Roma. La nomina a vescovo ausiliario di Roma del 63enne prelato di Casarano, ora elevato a dignità arcivescovile, è avvenuta questa mattina  ed ha trovato ufficialità nel bollettino ufficiale della sala stampa della Santa Sede. De Donatis succede al cardinale Agostino Vannini. Fu lo stesso Bergoglio ad ordinare vescovo “don Angelo” il 9 novembre del 2015 nella Basilica di San Giovanni in Laterano dopo averlo già scelto come predicatore degli esercizi spirituali per la Quaresima dell’anno precedente. Monsignor  De Donatis, finora vescovo titolare di Mottola e Ausiliare di Roma, è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, città alla quale è profondamente legato da vincoli di parentela e di consolidata amicizia e dove non manca di farvi spesso ritorno (spesso per gli esercizi spirituali estivi presso la cripta del Crocifisso). È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 nella chiesa di San Domenico, a Casarano. Dal 28 novembre 1983 è incardinato nella diocesi di Roma, dapprima come collaboratore nella parrocchia di San Saturnino per poi divenire  vicario parrocchiale, addetto alla Segreteria generale del Vicariato, archivista della Segreteria del Collegio Cardinalizio, direttore dell’Ufficio Clero del Vicariato di Roma, direttore spirituale al Pontificio seminario Romano maggiore e, dal 2003, parroco a San Marco evangelista al Campidoglio e assistente per la diocesi di Roma dell’Associazione nazionale familiari del Clero. Nel 1989 è stato ammesso all’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con il grado di Cavaliere e dal 10 aprile 1990 è Cappellano di Sua Santità. Al termine  degli esercizi spirituali del 2014 nella casa del “Divin Maestro” ad Ariccia, Papa Francesco salutò e ringrazio don Angelo con queste parole: «Vorrei ringraziarla a nome proprio e di tutti noi per il suo aiuto in questi giorni ed il suo accompagnamento e il suo ascolto, lei è stato il seminatore e sa farlo. Le chiedo di continuare a pregare per questo sindacato di credenti, tutti siamo peccatori ma tutti abbiamo la voglia di seguire Gesù più da vicino».

TAVIANO. Una piazza S.Martino gremita come nelle grandi occasioni, la sera del 19, per l’ordinazione di un diacono e di un sacerdote, entrambi di Taviano, e della stessa parrocchia di S.Martino di Tours. Alla presenza del sindaco Giuseppe Tanisi, delle più alte cariche cittadine e di numerosi sacerdoti provenienti dai 19 Comuni della diocesi di Nardò-Gallipoli, il vescovo mons. Fernando Filograna ha ordinato diacono il ventottenne Simone Napoli e sacerdote Luigi Previtero (26 anni). “Gli ordinandi –così si legge nel comunicato stampa della Curia- hanno scelto come luogo per la loro ordinazione, in segno di comunione e gratitudine alla comunità che, insieme alle loro famiglie e ai formatori si sono susseguiti a Nardò e presso il Seminario maggiore a Molfetta e a Roma, li hanno visti crescere e rafforzarsi nella fede e nella vocazione”. Simone Napoli ha frequentato il Seminario regionale a Molfetta e attualmente è collaboratore parrocchiale a Gallipoli presso la cattedrale di S.Agata. Don Luigi Previtero si è formato invece a Roma, presso il Pontificio Seminario Romano ed è stato ordinato diacono il 30 marzo dell’anno scorso. Particolarmente emozionato il vescovo Fernando Filograna che ha dichiarato:” auguro a ciascuno di questi giovani di restare innamorati di Gesù Cristo. Che come innamorati non smettano mai di cercarlo. Lo troveranno ogni giorno visitando le periferie esistenziali, servendo i poveri e gli ultimi”

GALLIPOLI. La pietà popolare – si sa – dedica il mese di maggio alla Madonna: Gallipoli si venera sotto i diversi titoli di Madonna del Rosario, dei Fiori, del Buon Consiglio, e spesso poi viene portata festosamente in processione. Anche il 13 maggio (quest’anno poi non solo ricorre il centenario delle Apparizioni a Fatima, ma sono stati canonizzati anche i due pastorelli precocemente scomparsi ai primi del ‘900). Gallipoli ha voluto salutare la Madonna con una cerimonia sobria, ma commovente al tempo stesso perché ha coinvolto la comunità ospedaliera con i volontari dell’Avulss e la comunità parrocchiale. Promossa dal parroco di S.Gabriele don Piero Nestola (Copertino) e dal cappellano ospedaliero don Marcello Spada (Gallipoli), si è snodata, con le candele accese (come da tradizione) la “Via Matris” composta da un centinaio di pellegrini. Partendo dall’ospedale, ha attraversato un tratto della SP Gallipoli-Alezio, per poi raggiungere la parrocchia, dove è stata celebrata la Messa.

La processione in chiesa (foto Leonardo Greco)

La processione in chiesa (foto Leonardo Greco)

PARABITA. L’incendio del campanile, alla fine, non ci sarà ma a garantire lo spettacolo al quale Parabita ha da sempre abituato gli affezionati alla sua festa patronale arrivano le “Fontane danzanti con il fuoco”. Novità assoluta per Parabita e per la Patronale dedicata alla Madonna della Coltura, dal 27 al 30 maggio, lo show sarà uno scenografico abbraccio tra acqua e fuoco in scaletta lunedì 29 maggio alle pendici della Basilica. Una novità che si aggiunge al già annunciato cambio di postazione del luna park, per la prima volta nell’area mercatale, dove saranno posizionate le giostre per grandi e piccini. Per facilitare il transito tra i due poli della festa, il Comitato metterà a disposizione una navetta gratuita che farà la spola su via Provinciale Matino, eccezionalmente illuminata dalle luminarie e con una passerella per il transito pedonale.

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azione cattolica melissanoMELISSANO. Anche cinquanta melissanesi nella carica dei centomila che hanno gremito piazza San Pietro per la celebrazione dei 150 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica Italiana. Con “#AC150 Futuro Presente”, titolo dell’evento con cui è stata festeggiata la ricorrenza di domenica 30 aprile, a Roma, anche il sodalizio locale “Don Quintino Sicuro” ha voluto rinnovare la propria adesione alla grande famiglia, facendo memoria del passato, ringraziando del presente donato e contribuendo a progettare un futuro sempre più roseo. «Un’esperienza fantastica – spiega il presidente, Tommaso Stefanachi – grazie alla quale si può percepire con quanto amore ed entusiasmo si vive l’appartenenza all’Azione Cattolica. L’abbraccio di tutta l’Azione cattolica italiana a Papa Francesco è la risposta straordinaria di adesione e condivisione al suo messaggio di pace, giustizia e fraternità».

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vescovo Fernando FilogranaNEVIANO. Si svolge sabato 6 maggio a Neviano la festa organizzata dall’Azione cattolica della diocesi di Nardò-Gallipoli per festeggiare i 150 anni dell’associazione. L’evento, denominato “AC-versario” riporta nella diocesi salentina la grande festa organizzata a Roma lo scorso 30 aprile, dove a fare da filo conduttore, un po’ come in tutti i compleanni e gli anniversari, è stato l’importanza della memoria del passato e la progettazione proficua del futuro. Anche nell’evento di Neviano, perciò, si ripercorreranno le tappe fondamentali compiute dall’associazione sul territorio, con lo scopo di “rinnovare e rimotivare la vocazione associativa” si legge nel comunicato del Consiglio diocesano, presieduto da Andrea Bove.

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festa patronale matinoMATINO. È la festa del Santo Patrono, nel 150° del miracolo. Riti religiosi e civili si preparano per tempo, come sempre, per celebrare San Giorgio che ricorre il 23 aprile. Il calendario religioso si ripete negli anni con le tradizionali processioni dell’“intorciata” la sera del 22 aprile e per la “benedizione dei campi” il 24 dopo mezzogiorno. A scandire la preziosità della celebrazione un imponente progetto di luminarie messo a punto dalla ditta De Cagna. “La ricerca della purezza” è il titolo dell’architettura medioevale, dalle linee semplici, che vuole mettere in risalto l’essenzialità come metafora di un ritorno al semplice.

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mons. fenando filograna-1Carissimi,
 
mentre il cuore palpita per l’intensità dei giorni che ci apprestiamo a vivere, il nostro sguardo si abbandona alla contemplazione del Crocifisso Risorto, il cui mistero d’amore continua a inebriare di gioia indicibile la nostra storia. In questa occasione, mi piace noleggiare le passionevoli parole di Paolo, che avrebbe voluto affiggere per tutte le mura di Corinto: “L’amore di Cristo ci spinge!”, ci possiede: ebbene, la risurrezione di Gesù è figlia dell’amore di un Dio che, ogni giorno, accetta la sfida di prendersi cura della nostra fragile esistenza, e invita anche noi a risorgere, a risollevare il capo, nell’oggi del nostro cammino. Con la sua risurrezione, Cristo pungola la nostra mediocrità, scomoda oltremodo la nostra presunta e illusoria autosufficienza: Egli sceglie di farsi erede dei nostri affanni quotidiani e, irradiando di luce nuova i sepolcri delle nostre esitazioni, continua a scommettere su di noi, ad amarci, a ricercarci. Cristo viene a visitare le tenebre che annebbiano il nostro operato, ridona colore perfino agli scantinati più cupi delle nostre relazioni: la sua risurrezione rimargina le ferite di tante famiglie vittime di travagli, placa la collera di mariti tronfi di rancore, lenisce le lacrime di mogli angariate, incoraggia le genuine aspettative di tanti figli che spesso sono sopraffatti dal disorientamento; accorda serenità e fiducia oltre ogni tradimento, gelosia, discordia; consola la penuria di posti di lavoro che ledono la dignità umana; affranca il dolore del lutto e l’infermità di quanti soffrono nel corpo e nello spirito con il balsamo della misericordia, con l’unguento della speranza; bagna i nostri errori nelle acque del perdono e del riscatto; l’amore di Cristo non demorde, ci rincorre, ci rialza dagli sgambetti che rallentano la nostra corsa, con l’ostinazione propria solo dei veri innamorati; con lo scandalo di un’offerta mite e arrendevole ci indica il sentiero che toccherà anche a noi percorrere, e quanto più la logica dell’indifferenza ci suggerisce di aggirare la Samaria della miseria di chi ci è accanto, tanto più la sua passione ci spalleggia, ci scuote, ci sprona, ci rammenta la strada del vero bene, a servizio del Vangelo e del nostro fratello.
Oggi il bagliore di questo annunzio deve poter rischiarare anche e soprattutto le foschie di alcune zone necrotizzate del mondo, le cui sirene tuttavia non possiamo mettere a tacere, ma anzi ci interpellano sempre e nuovamente: l’eco del travaglio della nostra amata terra, così tanto violentata ma ancora vergine e fertile; l’eco di scelte ideologiche e politiche che insidiano il diritto inalienabile alla vita, dal suo sorgere al suo tramontare; l’eco di macabre guerre che sconvolgono diverse regioni del mondo, e pesano sulla testa di popolazioni sfiancate eppure innocenti, come quella siriana; l’eco di inutili stragi, come le ultime di Stoccolma e in Egitto, che rivelano come l’uomo ancora apprezzi l’odio strenuo, efferato, accanito, sì da lasciarsi invasare di una scelleratezza inaudita. Tutto questo però non spaventa la serenità dei nostri passi, non offusca la nostra opera; Chi crede, non fugge, ci ricorda il profeta: proprio questo versetto persuase Dietrich Bonhoeffer, teologo e martire contemporaneo, a non fuggire dalla sua Germania, dilaniata dalla persecuzione nazista, a non abbandonare il suo popolo, pur avendone la possibilità; restò accanto alla sua gente, non si vergognò di una fede che gli impose di scegliere, di prendere posizione, con ineffabile coraggio, sino al dono della sua stessa vita nel campo di concentramento di Flossenbürg, nella primavera del 1945. Lasciamoci anche noi scuotere dalla risurrezione di Cristo, per la quale siamo disposti ad affrontare ed abbracciare il dolce peso delle croci quotidiane; scegliamo di non tirarci indietro, di non rifuggire gli ostacoli, ma di testimoniare un amore che si declina nel rispetto verso il creato e la persona umana, in favore della riconciliazione di tutti gli uomini.
Ed ora, il Risorto non è più nella tomba, ma ci precede nella Galilea dei nostri focolari domestici, a scuola, sul posto di lavoro, per le nostre strade, nella ferialità dei nostri impegni, ed è lì che ci attende, è lì che la sua risurrezione parla con efficacia, si realizza davvero, si fa vita; per questo, la nostra fede non s’intimidisce, non arrossisce, ma sceglie di immergersi nel fonte di una vita radicalmente spesa in Cristo, affronta il fruscio delle palme della nostra storia; non è un evento che releghiamo alla domenica e basta, non si chiude nelle sacrestie dell’intimismo, nelle secche dell’individualismo, ma esce allo scoperto, si ripercuote sul “lunedì” dei piccoli gesti quotidiani. La gloria che cerchiamo, infatti, non è quella che risiede nel nostro nome, ma che, alzando gli occhi, abita nel nome stesso di Dio.
Nella solennità di questa Pasqua, la gioia del Signore ci conceda di rinnovare con forza e autentico slancio la bellezza degli impegni assunti il giorno del nostro Battesimo, e ci renda colombe di benedizione per tanti cuori ancora trafitti, ramoscelli d’ulivo che acclamano e promuovo il bene e la concordia, al di là di ogni accennata divisione e tribolazione: dinanzi alla sete di giustizia e di pace, di amore e di verità presenti negli uomini del nostro tempo, sorga e si innalzi il vessillo di Cristo vittorioso, e risplenda sul mondo la sua gloria!


  † Fernando FILOGRANA

L’avvio del corteo religioso dal sagrato della chiesa dell’Immacolata (foto Pejrò). La processione del Venerdì Santo a Casarano ha oltre tre secoli di storia

L’avvio del corteo religioso dal sagrato della chiesa dell’Immacolata (foto Pejrò). La processione del Venerdì Santo a Casarano ha oltre tre secoli di storia

CASARANO. Ha oltre tre secoli di storia la processione di “Gesù morto” (o dei “Misteri”) organizzata dalla confraternita dell’Immacolata. Sono in migliaia i fedeli che il Venerdì Santo prendono parte alla rappresentazione della Passione lungo gli oltre tre chilometri del percorso per un rito che dalle 21 sin protrae ben oltre la mezzanotte. Cento i portatori di statue che si alterneranno per il “Getsemani”, la “Colonna”, il “Crocefisso”, la “Bara” e l’“Addolorata” con l’intera comunità cittadina a fare da contorno assiepando le strade. Anche quest’anno la processione partirà dalla chiesa dell’Immacolata per proseguire su corso XX Settembre e le vie Matino, Tasso, Giusti, Ferrari, Sciesa, Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi e via Roma per poi fare ritorno nell’antica chiesa presso i giardini comunali.

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TAVIANO. Penitenza e preghiera ma anche tanta solidarietà e accoglienza per chi non ha nulla. Sono questi gli aspetti più importanti della santa Pasqua a Taviano. I parroci delle tre parrocchie, San Martino, Convento Addolorata e Immacolata di Mancaversa sono impegnati nella preparazione dei riti della settimana santa, molto attesi e partecipati dai tanti fedeli. Tutto ruota intorno alla processione interparrocchiale del Cristo morto del venerdì santo. Alle 19, sul sagrato dell’Immacolata, si potrà assistere all’uscita del “troccolante” che darà inizio alla processione. Nella visita ai Sepolcri del giovedì santo, parteciperanno le tre confraternite dell’Immacolata, Anime sante e Addolorata con troccolo, tamburo e tromba.

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SIMU SALENTINI. Il periodo pasquale ci richiama alcune immagini che ne sintetizzano l’essenza: uovo, agnello, colomba, i più frequenti. Diventano oggetto di desiderio nelle ricche vetrine delle pasticcerie e nei menù tradizionali, solo che ai più risulta sempre più difficile risalire al significato di questa “foresta di simboli” da cui siamo circondati proprio in questo periodo. Sempre più arduo, infatti, non solo cogliere le segrete corrispondenze del simbolo, ma anche semplicemente il sottile filo che lega il contenuto e la sua rappresentazione visiva. I simboli, come i segni, sono “qualcosa che sta per qualcos’altro”, che risulta, però, ampliato e polisemico. Colpisce l’immaginario prima dei bambini, la figura dell’uovo, con la sorpresa più o meno importante a seconda della grandezza, che catalizza l’attenzione più del gusto della cioccolata. Quando c’erano poche risorse e più fantasia, i bambini dipingevano con colori brillanti le uova sode che disponevano nei cestini e che venivano usate come segnaposto nel pranzo di Pasqua. L’uovo è un chiaro riferimento alla fertilità non legato immediatamente (e secondo alcuni in nessun modo) all’evento della Resurrezione di Cristo. Alla base di numerose cosmogonie, lo troviamo nell’antico Egitto, è ritenuto dappertutto il simbolo della primavera; col cristianesimo diventò la figura della tomba di pietra da cui Cristo resuscitò. Nessuna presenza di uova nella Pasqua ebraica né nella festa degli Azzimi. Troviamo le uova sode nella tradizionale cuddura salentina, nelle pupe e nei cadduzzi. Nella cuddura il numero delle uova doveva essere dispari (ritenuto portafortuna); veniva regalata dal fidanzato alla promessa sposa o alla suocera.

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REPOSITORIO AL ROSARIOGALLIPOLI. Ancora oggi, i riti della “settimana santa” i gallipolini li vivono con la stessa intensità di fede che è stata loro tramandata: hanno resistito all’assedio veneziano del 1484, ai turchi, ai saraceni e anche alle riforme liturgiche: fedeli custodi della tradizione sono le 9 Confraternite, che sopravvivono da oltre mezzo millennio. A conclusione del “Solenne settenario” in onore dell’Addolorata, venerdì 7 a mezzogiorno la Confraternita del Carmine ne porta in processione il simulacro, partendo dall’omonima chiesetta: l’intera città si riconosce in quel volto struggente. Un piatto frugale di fagioli lessi, per rispettare la tradizione e poi di corsa nel centro storico per non mancare all’appuntamento con la Madonna Addolorata. Dopo il Pontificale presieduto dal vescovo mons. Filograna, e l’esecuzione (con replica a S.Gerardo e al Sacro Cuore) dell’Oratorio sacro “L’han confitto” (composto dal maestro gallipolino Francesco L.Bianco e diretto da Enrico Zullino), si snoda la processione che attraversa l’intera città. Il rientro avviene a sera inoltrata, dopo la benedizione del mare dal bastione sulle mura, salutata dalle sirene delle navi alla fonda e dai clacson delle auto dal porto sottostante.

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nardoNARDÒ. Lo sguardo della comunità neretina, nelle settimane precedenti la Pasqua e oltre, è rivolto ai più bisognosi. Ed è all’insegna della beneficenza, come quella della Fondazione Ant che proseguirà con la sua campagna nazionale “Le uova della solidarietà” a sostegno dell’assistenza medica domiciliare gratuita ai malati di tumore e della prevenzione oncologica. Il punto di aggregazione e di ascolto dei volontari accoglie quotidianamente le proposte pasquali in corso Vittorio Emanuele II. Accoglienza, perdono, ascolto, offerta e condivisione sono invece i concetti chiave che hanno caratterizzato le settimane di Quaresima del gruppo scout Nardò 2 “S. Maria degli Angeli” di don Giuseppe Raho. Il percorso di avvicinamento alla Pasqua si concluderà sabato 8 aprile: i “lupetti” visiteranno il Museo della Memoria di Santa Maria al Bagno per rivivere la cena ebraica e scoprire il significato del triduo pasquale; gli esploratori parteciperanno alla Via Crucis dei giovani (aperta a tutti) presso la Croce dell’Alto. La “Juventus Nardò Bianconera”, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Il giardino dei bimbi” di Leverano, si è attivata nel progetto “Diamo una casa a chi non ce l’ha”: l’intero ricavato della vendita delle uova sarà devoluto per la costruzione di una abitazione destinata ad accogliere i bambini orfani ed abbandonati di Kolwezi, nella Repubblica democratica del Congo.

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La Passione vivente del 2014 foto Federica PanoGALATONE. Si rinnovano gli appuntamenti con le rappresentazioni della Passione di Cristo. Si svolge domenica 9 aprile a partire dalle 17, la Passione vivente itinerante organizzata dall’associazione “La Compagnia ti Santu Luca”. La manifestazione viene riproposta dopo una pausa di tre anni e giunge quest’anno alla quinta edizione. Oltre 120 i personaggi impegnati, per le vie del borgo antico, nella riproposizione del dramma delle ultime ore di vita di Gesù. La prima scena in piazza San Sebastiano con l’entrata in Gerusalemme; l’Ultima cena sul sagrato del santuario del Crocifisso; la preghiera nell’orto degli ulivi in piazza Padre Pio; l’interrogatorio di Caifa in piazza Costadura; il processo di Pilato al portale d’ingresso del Marchesale; la Crocifissione in periferia.

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L'Ultima cena

L’Ultima cena

MATINO. Non una semplice raffigurazione ma un racconto continuativo, senza interruzioni, per vivere il senso profondo della vita di Cristo. È la Passione vivente allestita per le strade e le piazze del centro storico grazie all’impegno dell’associazione “Johannes Paulus II” per la regia di Alfredo Cataldo. Per la perfetta riuscita dell’evento gli organizzatori sono al lavoro già da tempo. L’appuntamento con l’ottava edizione della suggestiva rappresentazione è in programma domenica 9 aprile (il giorno dopo in caso di maltempo), a partire dalle ore 18. Oltre 200 le persone coinvolte tra personaggi, truccatori costumisti, elettricisti, scenografi ed artigiani. A dare un tocco particolarmente realistico, come ogni anno, sono proprio i costumi. All’evento, patrocinato dal Comune di Matino, collaborano le associazioni San Giorgio onlus, Pro Loco “Sant’Ermete”, Anspi “Villaggio del fanciullo” e la parrocchia San Giorgio martire. «La sua realizzazione richiede l’opera attenta e sapiente di una grande quantità di persone che si adoperano, ogni anno, oltre che per la recita, per l’allestimento scenografico e per il supporto tecnico», affermano i promotori che confermano lo slogan “La Passione vivente, un evento importante…Non fartela raccontare, ma vivila!”.

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UGENTO. Ugento si trasforma in una vera e propria Gerusalemme questa domenica, quado andrà in scena la dodicesima edizione della “Via Crucis vivente”. Nello scenario naturale nei pressi del santuario della Madonna della Luce (via Casarano), più di cento figuranti insceneranno il doloroso percorso di Cristo verso la crocifissione. Le scene si susseguiranno a partire dall’Annunciazione alla Natività, passando dalle Beatitudini all’ ingresso di Gesù a Gerusalemme con la guarigione del cieco nato. Seguono l’ Ultima Cena e lavanda dei piedi, la preghiera e l’arresto nell’orto del Getsemani, l’ incontro con Caifa, il tradimento di Giuda, l’arresto, il rinnegamento di Pietro, il Giudizio innanzi a Pilato, la flagellazione e la Crocifissione. La deposizione con il pianto della Madonna sarà una delle scene madri della manifestazione. Si concluderà con i monologhi del Cireneo e la Veronica e infine la Resurrezione che avverrà in mezzo ai bambini, la vera novità di questa edizione. L’edizione di quest’anno della via Crucis è accomagnata da suggestive e toccanti melodie, il tutto impreziosito dalle scenografie di Gianluca De Marco per la regia di Alberto D’Ambrosio. L’iniziativa è promossa dal Comitato via Crucis e la Proloco Ugento e Marine con il Patrocinio del Comune di Ugento. Appuntamento questa domenica alle 19.30. La locale Protezione Civile di Ugento effettuerà il servizio navetta a/r per dare la possibilità a tutti di poter vivere la bellissima rappresentazione. Il servizio avrà la precedenza verso le persone anziane, con problemi motori o disabili. I punti di fermata, dalle 18:00 alle 19:30, sono: Chiesa S. Cuore di Gesù, Porta S. Nicola e Chiesa S. Giovanni Bosco.

maria rosaria de lumeSarebbe bello, proprio perché in teoria il periodo lo permetterebbe, parlare in modo elegiaco degli ulivi. La benedizione dei ramoscelli di varie dimensioni sui sagrati delle chiese la Domenica delle Palme, la devozione popolare che spinge a custodirli in casa o a sistemarli sulle terrazze a difesa da intemperie naturali, piccoli ramoscelli argentati e dorati da regalare ai familiari… Insomma un ramoscello d’ulivo a siglare pace fatta tra la natura e l’uomo. E invece è ancora guerra senza quartiere, solo che rispetto al passato c’è qualche certezza che la fa più razionale e rende più certi i mezzi di attacco. Spazzate via tutte le tesi fantasiose, sembra che si sia d’accordo su questi punti: il disseccamento rapido degli ulivi non è frutto di complotti; l’unico colpevole accertato è un batterio, la Xylella fastidiosa, la cui diffusione è favorita dalla sputacchina; gli ulivi non possono farcela da soli; l’eradicazione non garantisce al 100% lo stop alle infezioni. In questi giorni c’è la sollecitazione di un intervento urgente: possibilmente prima di Pasqua procedere alle lavorazioni meccaniche superficiali e alla pulizia del suolo in tutta l’area infetta, di contenimento e cuscinetto per colpire le larve della sputacchina. E poi anche una concreta speranza: l’Unione europea ha aperto alla possibilità di autorizzare il reimpianto di nuovi uliveti nelle aree salentine colpite dalla Xylella. All’orizzonte vola una colomba con un ramoscello di leccino in bocca.

TRADIZIONE E DEVOZIONE La processione della Madonna Annunziata (foto di Luigi Mighali) e il parroco don Emanuele Pasanisi. La festa patronale del 2017 si chiude con la musica della cover band dei Pink Floyd ("Gli Hom") e di Stef Burns con i fuochi d'artificio della Pirotecnica Napoletana di Matino

TRADIZIONE E DEVOZIONE La processione della Madonna Annunziata (foto di Luigi Mighali) e il parroco don Emanuele Pasanisi. La festa patronale del 2017 si chiude con la musica della cover band dei Pink Floyd (“Gli Hom”) e di Stef Burns con i fuochi d’artificio della Pirotecnica Napoletana di Matino

TUGLIE. Tuglie in festa per la Madonna Annunziata, patrona del paese. Il comitato ed il parroco don Emanuele Pasanisi già da mesi sono al lavoro per organizzare l’appuntamento di prima- vere che tradizionalmente apre le feste patronali tra i paesi della zona. Dopo una settimana mariana in chiesa, la festa entra nel vivo sabato primo aprile quando, in mattinata, è in programma l’inaugurazione, con l’intervento dei Vigili del fuoco, mentre in contrada Mazzuchi c’è il dodicesimo “Trofeo dell’Annunziata”, attesa e importante gara podistica del settore giovanile. In serata, dopo la messa officiata dal parroco, tra le luminarie della ditta Micolani da Giurdignano, si snoda la processione con le bande Città di Matino e Città di Taviano.

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Maria SS. Annunziata aradeoARADEO. Quest’anno festa civile e religiosa coincidono per la compatrona del paese, Maria SS. Annunziata. Il programma dei festeggiamenti è stato presentato dal parroco don Giuseppe De Simone, dal priore Alfredo Ramundo e dal Consiglio della Confraternita, che da tempo immemorabile cura la gestione e le attività dell’antica chiesa del paese. Si inizia sabato 25 con la solenne processione (foto) per le vie cittadine. Per l’occasione il protettore San Nicola viene traslato dalla Matrice per accompagnare la Madonna in processione e fermarsi poi per l’intero periodo dei festeggiamenti, all’interno della chiesa dell’Annunziata. “Cortesia”, questa, che la Madonna immancabilmente ricambia nella seconda domenica di maggio in occasione dei festeggiamenti per San Nicola, quando sarà lei a spostarsi ed a sostare nella Madre.

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Le-Iene-del-12-marzo-2017MATINO. Il servizio delle Iene andato in onda domenica scorsa su Stefano Romano, (Billy), 30enne di Matino consigliato dalla famiglia a ricorrere all’aiuto dell’esorcista della diocesi di Nardò Gallipoli, perché gay, sta facendo il giro dei social e non solo. L’argomento delicato, il coinvolgimento della Chiesa, i rapporti del giovane con la famiglia, lo stile giornalistico delle Iene costituiscono materiale privilegiato ed esplosivo per la cronaca e i social. Dopo le pacate precisazioni della diocesi e del vescovo mons. Filograna che sottolinea  “l’assenza di qualsivoglia forma di discriminazione nella Chiesa” e “la piena vicinanza a categorie considerate deboli o emarginate”, giunge un comunicato stampa dell’avvocato Maria Greco che difende la sorella di Stefano.“La trasmissione – scrive l’avvocato –  ha gettato un’ondata di negatività sulla Chiesa – e forse quello era l’unico scopo – e sulla famiglia di Billy (Stefano), colpevole a detta di quest’ultimo di averlo spedito dal prete esorcista, travisando completamente il reale accadimento degli eventi. Diventa pertanto doveroso da parte della sorella, tirata in causa dal servizio televisivo, esplicare la verità dei fatti”. Che nel racconto dell’avvocato sono andati così. Stefano è il quarto figlio di una famiglia di ceto medio che vive a Matino; famiglia legata ai valori tradizionali, in particolare a quelli religiosi, e che fa studiare i figli presso università fuori dal Salento. Stefano frequenta da piccolo  gli ambienti ecclesiastici, si fidanza con le ragazze, fino alla svolta di due anni fa quando l’oggetto del suo amore è un ragazzo. La famiglia rimane di certo disorientata, ma cerca di capire senza mai rifiutare e ripudiare Stefano. In modo particolare è la sorella che “lo sostiene e lo accompagna nel suo nuovo percorso, volto alla ricerca della verità. Stefano, infatti, era spesso dubbioso, agitato; la sorella in questo periodo parla spesso con lui lo aiuta, insieme anche alla famiglia, lo supporta nei suoi dubbi, nelle sue insicurezze (per quanto da lui stesso chiesto e voluto) al fine unico di far chiarezza nell’animo di Stefano a capire quale fosse la sua vera inclinazione sessuale anche recandosi presso uno psicologo”. La preoccupazione della famiglia sfocia poi nel consiglio a Stefano  di rivolgersi a un sacerdote, cosa che il ragazzo fa. A giugno scorso “artatamente le Iene irrompono nella vita familiare e comunitaria con riprese nascoste e, spacciandosi per amici di Stefano, sottoponevano la sorella ad una serie di domande dal contenuto altamente personale in quanto attinenti alla sua sfera familiare. In particolare, ignara della reale identità dei soggetti incontrati e confidando nel fatto che questi fossero realmente amici di Stefano, in buona fede rendeva dichiarazioni dal carattere strettamente personale”.  Da qui l’inizio di un procedimento penale “su impulso della sorella di Stefano che denunciava l’accaduto e gli operatori Mediaset per l’illecito trattamento dei dati personali, le indagini coordinate dalla dott.ssa Licci sono tutt’ora in corso e proprio nei prossimi giorni sarà depositata una nuova integrazione di denuncia attesa la messa in onda del servizio in modo fazioso e contrario alle prescrizioni di legge”. Dopo un breve trasferimento a Milano, Stefano ritorna in casa dei genitori dove continua a vivere. Intanto la sorella  ha intrapreso tutte le necessarie iniziative a salvaguardia della propria onorabilità, per il tramite dell’avv. Maria Greco del Foro di Lecce che dichiara sin d’ora: “la signora Romano è stata sottoposta ad un ingiusto linciaggio mediatico; è deplorevole il comportamento di quanti, senza il beneficio del dubbio, senza alcun contraddittorio, non hanno esitato ad offendere una stimata madre di famiglia sui social network, spinti solo dall’onda mediatica prestando il fianco, in tal modo, a chi ha voluto la notorietà a tutti i costi, rendendosi strumento di tutti coloro i quali volevano solo tentare di gettare ombre sull’ambiente ecclesiastico. Avevamo già chiesto il sequestro dei video originali ed ora più che mai insisteremo in siffatta richiesta oltre a presentare una denuncia per l’avvenuta diffamazione a mezzo social network da parte di molte persone!”.

don QuintinoNARDÒ. Originale iniziativa dei giovani di Azione cattolica della diocesi di Nardò-Gallipoli per vivere la comunione fraterna anche in forma “virtuale”. Comunicando in rete, mediante “Whatsapp”, si aggiornano sui prossimi appuntamenti da qui a Pasqua: dove incontrarsi lo sapranno di volta in volta. Hanno iniziato già Mercoledì delle Ceneri (col loro assistente diocesano don Francesco Martignano, di Parabita e viceparroco a Tuglie) e domenica 5 con don Antonio Bruno (vicerettore del seminario minore). “E mi fondo con il cielo e con il fango” il nome del sito, quasi a delimitarne i confini: dal fango della terra all’immensità del cielo. È don Quintino Venneri (di Racale, rettore nel seminario diocesano di Nardò) a commentare l’iniziativa: «Fango non solo come sporcizia e dunque peccato, ma “fango e cielo” come due entità che si “confrontano” e poi alla fine si incontrano. L’uomo può fare esperienza di Dio – prosegue don Quintino – perché il cielo è molto più vicino all’umanità di quanto si possa pensare».

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CASARANO. La Curia esprime “dolore e preoccupazione” in merito al “ciclone” che ha coinvolto un parroco di Casarano impegnato nell’esorcizzare un ragazzo omosessuale. Il servizio mandato in onda domenica sera dalla trasmissione “Le iene” non poteva non provocare la reazione del vescovo Fernando Filograna (foto) il quale intende “accertare i contorni della vicenda, tutti ancora da approfondire”. Il vescovo della diocesi di Nardò- Gallipoli, attraverso una nota ufficiale diffusa dal responsabile ufficio stampa don Roberto Tarantino, intanto, ci tiene a ribadire “l’assenza di qualsivoglia forma di discriminazione nella Chiesa”, manifestando, “la piena vicinanza a categorie considerate deboli o emarginate”. Filograna parla chiaramente di “spaesamento generativo in fedeli e non” e alla luce di tale presa di posizione, resta da capire quali sviluppi la vicenda possa prendere. “Per ogni situazione che riguarda la vita delle persone, il primo atteggiamento che ha sempre caratterizzato questa Chiesa locale è quello di una riflessione serena e di un’analisi attenta dei fatti, in un clima di discernimento e di preghiera. Tutto ciò – afferma il vescovo – diventa ancor più vero in questa circostanza che coinvolge dimensioni delicatissime del vissuto umano come la spiritualità, l’orientamento sessuale e i rapporti familiari”. Il prete protagonista (a sua insaputa) del  video trasmesso in televisione (e divenuto ben presto “virale” in Rete), si è difeso parlando di un servizio “montato ad arte per perorare una tesi che nulla ha a che fare con la realtà”. In campo sono scesi anche Arcigay Salento e Salento Prode ritenendo “sconcertante che l’orientamento sessuale possa essere conseguenza della possessione demoniaca” ed esprimendo solidarietà al ragazzo “vittima” dell’esorcismo.

 

Don Pippi all’ospedale “Gemelli” con Papa Francesco

Don Pippi all’ospedale “Gemelli” con Papa Francesco

GALLIPOLI. Mancano poche settimane (il 16 aprile) all’anniversario della sua morte, eppure don Pippi Leopizzi ha ancora tanto da dire e da dare, non solo alla sua Gallipoli. Si susseguono, infatti sempre più numerosi gli appuntamenti che parlano di lui: l’ultimo il 29 gennaio scorso  nella cattedrale di S. Agata, dove è stato presidente del Capitolo. Dopo la messa del Carmelitano gallipolino padre Luigi Gaetani (presidente della conferenza italiana superiori maggiori) c’è stato un  reading poetico di testi in vernacolo “Caddhipuli, zinzuli e duluri…”. Oltre che “uomo di Dio” e autorevole biblista, don Pippi è stato anche un apprezzato scrittore, musicista e poeta: “Echi e riverberi della Parola”, l’ultimo suo libro, per il 50° dell’ordinazione sacerdotale. Preceduta da un passo del Vangelo di Matteo “Vegliate perché non sapete né il giorno né l’ora”, la sua ultima poesia “Ancora un poco” (una sorta di “testamento spirituale”) declamata in sua assenza (perché già gravemente malato) dinanzi ad una platea commossa, in occasione d’una rassegna di poesie dialettali. Ora giunge una nota dei familiari, già veicolata sul web confidando “sull’amicale passaparola”, sulla volontà di riunire in un volumetto le poesie dialettali di don Pippi e sulla costituzione di un’associazione culturale.

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ACQUARICA. «Domenica 26 febbraio il Vescovo mons. Vito Angiuli sarà ad Acquarica per la visita Pastorale – annuncia il parroco don Antonio Morciano – la visita pastorale è una delle forme, collaudate con cui il Vescovo incontra le parrocchie e i fedeli per ravvivare le energie, consigliando, incoraggiando e innovando la vita cristiana, essendo anzitutto una visita alle persone».Quattro giorni intensi, dunque, per la parrocchia di Acquarica del Capo: domenica ore 9 il Vescovo sarà accolto in Piazza dell’Amicizia dal Sindaco Francesco Ferraro e dai cittadini; a seguire l’incontro nella sala consiliare del Comune e alle ore 10,30 la celebrazione della S. Cresima. Il 27 febbraio, la visita proseguirà con il conforto ai malati, mentre nel pomeriggio, ore 16, Sua Eccellenza incontrerà le associazioni locali e alle 17,30 presiederà la Santa Messa. Il 28 febbraio, dopo la Messa mattutina, si recherà nelle strutture parrocchiali e nel pomeriggio visiterà la Cittadella della Salute e la dimora S. Carlo.

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