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Fede, eventi e celebrazioni religiose dai Comuni della rete di Piazzasalento

Matino – «Don Primaldo è stato un combattente che ha lottato fino alla fine facendo la volontà di Dio senza risparmiarsi mai»: con queste parole, il vescovo, mons. Fernando Filograna, racconta don Primaldo Gioffreda scomparso, a 71 anni, dopo una lunga malattia. Il vescovo, che ha celebrato il rito funebre, ha poi aggiunto con voce tremante: «Don Primaldo era sempre ottimista anche durante la nostra ultima telefonata. Non voleva arrendersi ed era fiducioso. Ecco com’è andato incontro alla morte. Per noi è stato un grande dono del Signore». Una folla di fedeli commossi ha gremito i banchi della Chiesa Madre per l’ultimo saluto al parroco che, per 14 anni, ha servito la comunità di Matino. Nel cuore di Don Primaldo anche le comunità di Lido Conchiglie, Collepasso e Alezio, paese  dove ha vissuto per 23 anni.

Il 28 giugno il sacerdote avrebbe celebrato 46 anni di vita sacerdotale. «In questi ultimi anni il Signore gli ha chiesto di vivere l’esperienza della sofferenza – dice Mons. Filograna – non voleva lasciare la vita della comunità, poi quando le forze hanno cominciato a venire meno ha ceduto il testimone a don Andrea mantenendo comunque sempre forte il contatto con i suoi parrocchiani sino alla scorsa domenica quando ha avuto la gioia di chiamare i ragazzi cresimandi».

Infine uno sguardo al “suo gioiello” Prima di lasciare per sempre la città di Matino, il feretro è stato accompagnato presso il Villaggio del Fanciullo, il suo piccolo gioiello (al pari di Casa Betania realizzata ad Alezio), ultimo regalo alla città. Frutto di determinazione e sacrifici, ma anche collaborazione e dedizione da parte di tanti fedeli che non si risparmiava mai di ringraziare e che, a titolo gratuito, si erano dedicati alla realizzazione di una casa per i ragazzi. La gratitudine da parte della comunità è stata espressa attraverso le parole del sindaco, Giorgio Toma, che ha annunciato l’affissione di una targa commemorativa a lui dedicata, proprio all’interno di quel villaggio tanto desiderato, ricordando le stesse parole pronunciate da Don Primaldo durante il discorso tenuto in occasione della messa di saluto, lo scorso ottobre, quando disse “Guai a chi mi distrugge il Villaggio”. “Grazie per quanto ci hai donato servendo la tua Matino” ha concluso il primo cittadino matinese.

“Per la scuola un doppio dolore” Tantissime le frasi di affetto che in questi giorni fedeli e amici hanno voluto dedicare al parroco. Affetto e dolore affidate a parole rese pubbliche tramite Facebook sono quelle di Venceslao Marsano, presidente delegato del Comitato San Giorgio «Porterò con me i tuoi insegnamenti, dirti grazie è poco». Un pensiero accorato anche da parte di Giovanna Marchio, dirigente dell’Istituto comprensivo di Matino: «È stato per anni un nostro docente, ma oltre questo era un punto di riferimento importante – ha detto – si è sempre dedicato ai ragazzi e insieme abbiamo lavorato per contrastare la dispersione scolastica. Per noi è un doppio dolore». Numerosissimi i manifesti di comitati, associazioni, gruppi e famiglie che hanno così testimoniato il loro attaccamento a don Primaldo. La tumulazione del feretro è avvenuta nel cimitero di Sannicola.

Alezio – Ventitré anni da parroco della chiesa dell’Addolorata; poi altri 14 a guidare la parrocchia di San Giorgio a Matino: si vede anche da questi numeri che don Primaldo aveva delle qualità particolari nel legare con le comunità in cui era inviato dai vari vescovi succedutisi in questi anni. E loro, i capi della diocesi di Nardò-Gallipoli ne tenevano evidentemente conto, prolungando ben oltre i nove anni canonici l’incarico del prete di Chiesanuova di Sannicola.

“Col cellulare sempre acceso, pronto a dare un aiuto” A fine giugno avrebbe compiuto 46 anni di sacerdozio da quei primi incarichi a Lido Conchiglie e al seminario di Gallipoli. Da allora e fino a ieri, giorno della sua morte a 71 anni, è stato sempre con le orecchie aperte, “col cellulare acceso fino agli ultimi minuti”, come raccontano i suoi più stretti collaboratori: “Anche se solo per un parola di conforto ed incoraggiamento, lui voleva esserci per chi lo chiamava”.  Rapporti saldi, durevoli, proficui che ciascuno ha nutrito a proprio modo ma tutti tenendoli ben cari e custoditi. Per questo, nonostante che da Alezio mancasse da ormai 14 anni, c’erano tanti aletini oggi ai funerali a Matino, con manifesti, il Gonfalone del Comune e nella rete tante sono state le tristezze, tanti i ricordi di una intera generazione in cui ha avuto anche modo di accompagnare neonati alla cresima e poi al matrimonio.

Il cammino verso la fede ritrovata Ed anche alla fede ritrovata. Questa la testimonianza affidata a piazzasalento, di Anna De Santis: “Avevo più o meno 18 anni quando decisi di andare a confessarmi al “prete nuovo” . Ispirava fiducia e simpatia. Lo incontravo quando passava a trovare i miei nonni. Mio Nonno Sebastiano lo inondava di racconti di guerra e di vita; nonna Saia invece gli teneva sempre da parte la cioccolata della quale era ghiotto… tranne durante la Quaresima, periodo in cui per fioretto vi rinunciava: se devi rinunciare a qualcosa – diceva – deve essere una cosa a cui tieni molto perché il sacrificio aiuta a temprare lo spirito. Quel giorno quindi andai a confessarmi a quel giovane prete che amava la cioccolata. Non eravamo abituati ad uno che ti ascoltava e voleva sapere di te e della tua fede. Mi chiese “ma credi davvero in Dio?” la mia risposta spontanea e sincera fu “non ne sento la necessità”. Mi disse: “vedi, la tua vita adesso è una strada in discesa, quando comincerà la salita sarai tu a cercarlo”… É stata l’ultima volta che mi sono confessata ma mi è bastata per cominciare a cercare Dio. Che possa accoglierti tra le Sue braccia, don Primaldo”.

“Da Parigi grazie per quest’ultima lezione” Sulla sua pagina Facebook ed anche altrove, si sono susseguiti sentimenti di grande considerazione, di dolcezza, di amicizia profonda. Da Parigi ha scritto Isabella Cherillo: “Anche Da Parigi una piccola luce per te… la luce che il tuo sorriso portava ogni volta nel vederti… mi dispiace non averti scritto per un’ultima volta. Ogni volta rimandavo a domani… grazie per questa ultima lezione…non rimandare a domani un pensiero. Sono sicura che in questo momento mi ascolti mentre queste campane suonano e queste lucine illuminano questa chiesa… resterai nel cuore per sempre! Dai un bacio a nonna… “. Maria Grazia scrive: “Non è né spento né lontano, ma vicino a noi, felice e trasformato, senza aver perduto la bontà e la delicatezza del suo santo cuore. Grazie don Primaldo per la tua bontà, per la tua forza, per i tuoi sorrisi e incoraggiamenti, grazie per tutto quello che ci hai insegnato in tutti questi anni, grazie per essermi stato vicino durante la perdita di mio padre, grazie per la forza che mi hai dato per andare avanti giorno per giorno”.

“Il tuo primo funerale per un bimbo, il mio” “Caro don Primaldo, appena sei arrivato a Matino hai dovuto celebrare il funerale di un bambino che dopo due giorni dalla nascita è volato in cielo. Un triste inizio della tua vita sacerdotale nel nostro paese. Quel funerale era del mio piccolo Luca. Ti ho raccontato la mia storia e quando hai collegato che quel bambino era mio figlio, i tuoi occhi si sono riempiti di lacrime e in quel momento ho capito quanto era grande il tuo cuore”, il racconto intimo e doloroso di Sandra Biasco. Questo invece il pensiero per lui di Valentina Longo: “È difficile diventare grande perché man mano tutte le persone che rappresentano la tua fanciullezza vanno via e nel tuo cuore ti senti sempre un po’ più sola… Ci siamo visti l’ultima volta alla messa per papà e mi hai dette le solite tue parole, quelle che arrivano dritte al cuore. Non dimenticherò mai le infinite chiacchierate, gli scherzi, i giochi, le lezioni, i pizzicotti, le mani che mi scrivevo mentre ero accanto a te alla cattedra, durante le lezioni di religione… sei e sarai sempre un dolce ricordo”.

“Esempio di semplicità e maestro di vita” Daniela Russo: Grandissimo esempio di straordinaria semplicità di vero PRETE in salute e nella malattia … scandivi le tue preziosissime parole x farle rimanere indelebili nei nostri cuori”. Damiano Iannotta: Non potrò mai dimenticarmi di te…maestro di vita…di scuola…i pizzicotti ca me tivi sempre e me dicivi ca a capu era tosta… ca su forte… o sei stato anche tu fino all ultimo”. Giovanna Librando e Maurizio Casole: “Don Primaldo, non finirò mai di ringraziarti per tutto ciò che ci hai insegnato”.

Parabita – Grande attesa a Parabita per l’arrivo delle reliquie di Sant’Antonio di Padova. Molto ricco il programma dell’evento in programma da sabato 30 giugno a martedì 3 luglio. Ad accompagnare le reliquie del Santo nella città delle Veneri saranno alcuni padri provenienti dalla basilica pontificia di Padova, i quali hanno già manifestato la loro disponibilità per i colloqui personali e le confessioni dei fedeli. Il rito di accoglienza è previsto il 30 giugno alle 18, presso il monumento di San Pio, nella piazzetta sita sulla strada per Collepasso. Subito dopo, si snoderà una processione verso la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Antonio. Intorno alle 19.30 seguirà la celebrazione della messa da parte del parroco don Albino De Marco (di Casarano) e alle 21.30 una veglia di preghiera. Domenica 1 luglio le celebrazioni della mattina saranno alle 8.30 e alle 11 mentre in serata la celebrazione delle 19.30 sarà presieduta dal vescovo della diocesi di Nardò- Gallipoli, Fernando Filograna. Alle 21, nel salone parrocchiale, spazio alla presentazione del musical “Fra cielo e terra” a cura della compagnia teatrale “Iride” di Parabita.

Il giorno successivo, lunedì 2 luglio, l’attenzione verrà rivolta agli ammalati e agli anziani. Durante la mattinata, il reliquiario della “Sacra Costola” visiterà gli infermi e gli ospiti del Centro di solidarietà “Madonna della Coltura”. L’ultimo appuntamento della giornata è stato fissato alle 21.30, quando i parrocchiani si ritroveranno per dare inizio alla veglia dei Simboli di Sant’Antonio. Martedì 3 luglio alle 11 è poi previsto il saluto comunitario caratterizzato da un momento di preghiera e riflessione. La sera, intorno alle 20, le reliquie raggiungeranno la comunità di Sant’Antonio di Padova di Gallipoli, guidata da don Salvatore Leopizzi. Anche per questa circostanza, si terrà la cerimonia di accoglienza e la celebrazione della messa seguita da una veglia di preghiera. Il commiato avverrà nella prima mattinata di mercoledì 4 luglio.

Matino –  Gravemente malato, è morto la notte scorsa nell’ospedale di Gallipoli, dov’era ricoverato da qualche giorno, don Primaldo Gioffreda, 71enne parroco di San Giorgio Martire a Matino. Originario di Chiesanuova (frazione di Sannicola), don Primanldo era stato ordinato sacerdote il 28 giugno del 1972 dall’allora vescovo della diocesi di Gallipoli mons. Pasquale Quaremba, dopo aver completato a Molfetta gli studi liceali e di teologia. Molto conosciuto e apprezzato, ha ricoperto l’importante incarico di assistente diocesano dell’Azione cattolica, ed è stato per lunghi anni parroco ad Alezio, Melissano e da ultimo a Matino, nella chiesa di S.Giorgio Martire. “È tornato nella casa del Padre il caro d. Primaldo. Preghiamo. +Fernando, vescovo”, questo l’annuncio dell’ordinario diocesano monsignor Fernando Filograna.

Il cordoglio di Matino e della Diocesi «Siamo vicini ai parenti dell’amato don Primaldo, a chi lo ha conosciuto come prete e parroco nella Chiesa Madre di Matino e Alezio. Dal Cielo possa intercedere per quanti sulla terra hanno avuto il privilegio di conoscerlo come uomo giusto, consacrato all’annuncio del Vangelo e generoso con il prossimo. Ancora una volta facciamo corona attorno al suo sorriso». Questo invece l’annuncio commosso ai suoi parrocchiani di don Antonio Minerba (parroco nativo di Aradeo ora ad Alezio): «Raccordo il mio cuore di fratello nel sacerdozio e di pastore con il cuore di ognuno di voi, che per anni lo ha avuto come padre, Pastore e maestro». La salma dello scomparso è stata composta nella chiesa del Rosario, a Matino, dove stasera, alle 19,30 ci sarà una veglia di preghiera. I funerali, invece, presieduti dal vescovo mons. Filograna, saranno, sempre a Matino, domani pomeriggio alle 16 nella chiesa madre di San Giorgio. Tanti gli attestati di cordoglio da vari paesi e nella “sua” Matino, città che ricorda la sua umanità ed il suo costante impegno nel rilancio del Villaggio del fanciullo.

 

 

Neviano – Neviano in festa per l’ordinazione sacerdotale di don Gianni De Giorgi. Questa sera, alle ore 19 nella chiesa di San Michele arcangelo, il sacro rito alla presenza del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, che nella mattinata ha concluso il ritiro spirituale, con l’assemblea del clero, nel  seminario di Nardò. La scelta della parrocchia di San Michele non è casuale perché proprio qui il neo presbitero (trentenne) è cresciuto e si è formato. Don Gianni è stato ordinato diacono il 18 aprile 2017 e ha completato gli studi di teologia nel pontificio seminario maggiore  di Molfetta. Del settembre 2017 è la nomina a collaboratore della parrocchia San Nicola Vescovo di Aradeo. Alla celebrazione odierna saranno presenti i suoi compagni di seminario, con il rettore don Gianni Caliandro, insieme al formatore don Francesco Nigro e al direttore spirituale don Flavio De Pascali.

Parabita – Arriva il secondo mandato per padre Alessio Romano, il presule domenicano 38enne di Parabita, confermato alla guida del santuario napoletano di Madonna dell’Arco. La notizia è stata ufficializzata giovedì 31 maggio dal priore della provincia di San Tommaso D’Aquino in Italia, padre Francesco La Vecchia. Dopo essere entrato nell’ordine di San Domenico di Guzmán proprio a Madonna dell’Arco,  padre Alessio  ha  terminato l’anno di prenoviziato nel 1999. Ha compiuto gli studi filosofici a Napoli, presso il convento di Santa Maria della Sanità, e quelli teologici in quello di San Domenico a Bologna. Attualmente ricopre il ruolo di “baccelliere” in filosofia e teologia. Appassionato di musica e grande amante dell’opera lirica, ha diretto la corale parabitana della basilica della Coltura, l’orchestra di San Domenico a Bologna e quella della basilica pontificia di San Nicola a Bari.

Ordinato sacerdote l’8 settembre 2007, ha prestato il suo primo servizio in qualità di amministratore nella basilica barese e nel frattempo ha diretto il “Museo nicolaiano” e ha pure rivestito il ruolo di redattore del bollettino di San Nicola. Trasferito a Madonna dell’Arco nel 2013, l’anno successivo è stato nominato amministratore delle opere dello stesso santuario e parroco dell’annessa parrocchia. Il 25 febbraio 2015 i suoi confratelli lo hanno  eletto per la prima volta priore del convento, assumendone di seguito l’ufficio di Rettore. Recentemente, gli è stato conferito il premio “Buona Sanità 2018” da parte della Giunta regionale della Campania poiché, durante questi anni,  padre Alessio si è speso notevolmente per la crescita e lo sviluppo delle case di riposo di Madonna dell’Arco, che oggi ospitano più di 60 anziani.

 

Alezio – Per una sera il tempo sembra essersi fermato nel quartiere “Raona” ad Alezio. A riavvolgere il nastro dei ricordi della tradizione legata al culto di sant’Antonio da Padova è stato un giovane gruppo di abitanti dello storico rione più a Sud del paese, che ha recuperato una giornata di festa un tempo molto sentita. Una consuetudine che il passare degli anni ha affievolito, senza però intaccare la devozione nei confronti del santo. I giochi di una volta con protagonisti i “piccoli” della Raona (quelli attuali e quelli di un tempo), i prodotti tipici, via Aurelio Saffi illuminata a festa e colorata di bandierine; l’impegno preso dal gruppo promotore dell’evento è comprovato anche dalle fotografie che hanno fatto da cornice alla festa, e che raccontano la “vita de la Raona” – come ogni quartiere vivo che si rispetti – fatta di momenti di convivialità, condivisione e amicizia. E poi la quadriglia, i fuochi pirotecnici e tanta musica a unire persone, storie e ricordi. Pensando e programmando già la festa del prossimo anno.

Le origini della tradizione sono da ricercare nella prima metà del ‘900, quando, nei giorni che precedevano il 13 giugno (giorno in cui si celebrava la messa), tutto il vicinato si riuniva per recitare il Santo Rosario e la Tredicina in onore del Santo da Padova. Mossa da una forte devozione, un’abitante del quartiere, la signora Cesira Fattizzo, sistemava ogni anno un altarino dove era posizionata la vecchia nicchia di Sant’Antonio. Alla sua morte nel 1965, la tradizione fu tramandata al figlio Francesco Stoppello detto “Cicci Babba”. Con gli anni quello che ormai era diventato un appuntamento fisso per gli abitanti del quartiere – e non solo – si arricchì di musica, bancarelle, luminarie e divertimento per tutti: i più giovani lanciarono dei tornei con i giochi di un tempo, coinvolgendo anche i loro coetanei provenienti da altri rioni del paese. Immancabile lo sparo dei fuochi pirotecnici da parte di Donato Sallustio detto “Uccio o Rafelucciu”.

 

Casarano – L’associazione francescana “Cantico delle creature” presieduta da Claudio Casciaro, in collaborazione con i frati minori, l’ordine francescano secolare e l’associazione culturale don Tonino Bello di Casarano, si è fatta promotrice della mostra, che dopo essere stata a Tricase, vuole ricordare anche a Casarano il 25esimo anniversario della scomparsa del vescovo alessanese. «Come movimento terziario – spiegano i promotori – vogliamo contribuire ad attualizzare il messaggio profetico di don Tonino che è stato terziario francescano». La mostra è formata da cinque sezioni corredate da una notevole quantità di foto, da documenti e da oggetti utilizzati da don Tonino, tra i quali l’inginocchiatoio e il motorino Ciao usato per i suoi spostamenti quando era parroco a Tricase.

I festeggiamenti in onore di Sant’Antonio prevedono in serata (alle 21.30) il concerto del gruppo “Onde Sonore” e la “sagra francescana” inaugurata martedì 12. Chiusura con lo spettacolo di luci della Pirotecnica Napoletana di Matino e con il soreggio della lotteria.

 

Melissano – Sarà una settimana dell’Arrivederci dinamica e ricca di emozioni per l’Azione Cattolica parrocchiale “Don Quintino Sicuro” di Melissano: l’associazione, infatti, vivrà nel weekend ben due appuntamenti di festa che concluderanno il cammino annuale. Dopo il sorprendente successo dello scorso anno, ritorna a grande richiesta il “Torneo di Palla gigante”, alla sua seconda edizione: la manifestazione sportiva è programmata per sabato 16 giugno, presso il campetto di calcetto di Gesù Redentore a partire dalle 16:30 e coinvolgerà tutti, dagli accierini 6-8, 9-11 e 12-14 fino ai Giovanissimi, ai Giovani e agli Adulti. Le squadre vincitrici saranno premiate domenica 17, nel corso dell’evento finale, l’inedita “Festa dell’Arrivederci”: la serata, che si svolgerà nel campetto di pallavolo adiacente alla chiesa di Gesù Redentore, si aprirà alle 19:30 con l’accoglienza ai partecipanti attraverso balli di gruppo, punti gioco (palloncini e selfie) e karaoke. Proseguirà con lo spettacolo di bolle “Lucylle Bubble Show” di Lucilla Roselli e lo sketch comico di Rocco Potenza e i suoi amici. Sarà istituita, inoltre, la “Gara del dolce”: una giuria decreterà i vincitori de “Il dolce più buono”, “Il dolce più creativo” e “Il dolce più tradizionale”. Sarà premiato anche “Il selfie più originale”. «Abbiamo dato sfoggio alla creatività e alla gioia di sentirci parte di una grande famiglia nell’ideazione degli eventi di fine anno – spiega il presidente AC, Tommaso Stefanachi – Ci auspichiamo una bella partecipazione da parte dei soci, delle loro famiglie e della comunità, in modo che ognuno possa riconoscere nella nostra Azione Cattolica la bellezza e la leggerezza di un’associazione in uscita».

Gallipoli – Anche quest’anno la nuova gestione del Museo diocesano Mons. Vittorio Fusco “non vi deluderà”, fanno sapere gli organizzatori, che in questi giorni stanno completando gli ultimi ritocchi sulla programmazione estiva. Oltre alla visita del museo, l’anno scorso è stata particolarmente apprezzata la “visita guidata esperienziale”, riproposta anche quest’anno. Ogni venerdì, da giugno a settembre, dal primo pomeriggio gli ospiti saranno impegnati in una visita guidata del museo e del centro storico alla scoperta di chiese, monumenti e palazzi, per poi far conoscere Gallipoli da un’altra prospettiva, con l’escursione in barca verso l’isola “S.Andrea” a cura del “Circolo della Vela”. Alle 18,30 è previsto il ritorno al Museo diocesano per degustare prodotti tipici salentini, sulle terrazze dell’ex seminario, sede ora del museo e la parte più alta di Gallipoli, da cui poter godere, al tramonto, dei panorami mozzafiato. Ampia la gamma degli appuntamenti per turisti e visitatori, come ad esempio il corso intensivo di marketing museale e valorizzazione dei beni culturali, con Mario Guglielminetti, o la presentazione di libri, tra cui “Itinerari matematici” della docente universitaria di analisi matematica a Bari Sandra Lucente, o, dal 13 giugno al 31 ottobre, la mostra “Matematica e bellezza. Fibonacci ed il numero aureo”, curata personalmente dal prof. Zichichi.

“Al Museo diocesano di Gallipoli ci siamo stati il 17 aprile dello scorso anno e devo dire che è piaciuto molto sia a me che ai ragazzi. In ogni stanza c’è da vedere, e bella è anche la vista salendo su con l’ascensore”: così ha scritto una professoressa di Cicciano in gita a Gallipoli con i suoi alunni; e poi ancora Annalisa da Mantova “un gioiellino nel cuore di Gallipoli di grande impatto i manichini con gli abiti delle confraternite. Ricchezza di paramenti sacri”. In poco meno di due anni di nuova gestione, si contano a centinaia le recensioni positive sul museo diocesano di Gallipoli “Mons.Vittorio Fusco”: aperto ufficialmente il 12 luglio 2004, è ubicato nell’antico palazzo del seminario adiacente alla cattedrale di Sant’Agata. La struttura si sviluppa su tre piani, occupando una superficie di oltre 900 mq. e conservando l’aspetto originario arricchito da decorazioni barocche. Tra argenterie varie, oreficerie liturgiche, paramenti, mitrie, pastorali, croci pettorali, ritratti, campane in bronzo, stemmi dei vescovi dell’antichissima diocesi gallipolitana dipinti su ceramica, tele del Catalano provenienti dalla cattedrale, raccoglie quasi 600 manufatti provenienti anche dalla curia e dal palazzo vescovile, oggi accorpato alla parrocchia di S.Agata. La cappella sita al primo piano ospita le due statue in argento e oro dei protettori Sant’Agata e San Sebastiano, fusi a Napoli e originariamente di proprietà del Comune. Insomma un pezzo di storia nella storia della città e del Salento, che ancora ha tanto da dire e da dare, non solo ai turisti e ai visitatori, assicurano gli attuali gestori del museo.

Alessano – La fondazione “don Tonino Bello” col patrocinio del Comune di Alessano e la collaborazione di varie associazioni del posto organizzano per martedì 12 alle 20 “un momento di preghiera sulla tomba di don Tonino”. Dopo il saluto del Sindaco Francesca Torsello e dei familiari del presule scomparso, ci sarà la presentazione dell’ultimo libro di Giancarlo Piccinni “Don Tonino, Sentiero di Dio”, edito dalle ” San Paolo”: dialogherà con l’autore don Gigi Ciardo (nella foto con Papa Francesco), figura storica di Alessano, oltre che parroco da 40 anni in quella comunità.

“Don Tonino? E’ stato mio maestro, prima in seminario a Ugento e poi sono cresciuto alla sua ombra divenendo suo discepolo. Un rapporto intenso – dice don Ciardo – personalissimo, come solo don Tonino sapeva costruire. Nel 1975 lui era parroco a Tricase e io ero parroco qui ad Alessano. Gli fui particolarmente vicino nel settembre dell’82 – prosegue – quando fu nominato vescovo, e ogni volta che tornava era un dono, per me e per tutta la gente del paese”.

Hanno voluto ritagliarsi uno spazio tutto per loro ad Alessano: persino la data del prossimo evento non è casuale, da vivere, come dire, in famiglia: “Attenderemo a mezzanotte l’inizio del nuovo giorno (il 13 giugno, appunto, festa di S. Antonio di Padova), per essere noi i primi a fare gli Auguri di buon onomastico a don Tonino”, dice Giancarlo Piccinni. Tornando al volume, in libreria già dal 25 marzo e presentato per la prima volta a Patù e poi in varie parti d’Italia tra cui Milano, è raccontata “la storia e la spiritualità di don Tonino, non disgiunte dal suo impegno per la pace (don Tonino, si ricorderà, fu anche presidente di Pax Christi). Il libro, la cui prefazione è a cura del presidente di Libera, don Luigi Ciotti, è arricchito anche da alcuni scritti inediti di don Tonino, tra cui uno scambio epistolare con padre Davide Maria Turoldo.

“Don Tonino era appassionato dell’uomo – confida don Gigi Ciardo – nei suoi messaggi ha sempre lasciato trasparire la speranza, e oggi il mondo ha molto bisogno di speranza”. E’ un fiume in piena don Gigi: “Dio ha sempre creduto nell’uomo, e crede anche negli uomini di oggi: l’uomo deve portarsi sempre la certezza che per Dio egli è importante più di qualsiasi altra creatura. Sull’esempio di don Tonino, dobbiamo imparare a essere “ponti”, cultori cioè della pace e della fraternità”, conclude l’anziano sacerdote. La veglia di preghiera sarà animata dal “Coro di Alessano per don Tonino” del maestro Sergio Filippo, che si è esibito in occasione della venuta di Papa Francesco ad Alessano.

Chiesanuova (Sannicola) – Appuntamento a Chiesanuova, il 12 e 13 giugno, per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, “santo amato perchè dalla parte dei poveri e degli ultimi”, come  afferma il parroco don Gino Ruperto. Martedì 12, alle ore 20.30, per le vie del paese si snoderà la processione accompagnata dalla Banda municipale di Matino. Alla sua conclusione, circa alle 21.30 ci sarà lo spettacolo degli Schiattacore, il gruppo musicale sannicolese nato nel 2002 e composto da Marco , Ylenia e Francesco Giaffreda, Bruno Scorrano, Antonio Marulli , Gabriele Pastore e dalle ballerine Gloria Guido, Francesca Giaffreda, Maricò Sarcinella. Il giorno dopo durante la messa delle 10, presieduta da don Oronzino Stefanelli, docente di “sacra scrittura” e  vicario della parrocchia Sant’Agata di Gallipoli, saranno benedetti e distribuiti i tradizionali “pani di sant’Antonio”. In serata alle 21.30 avrà luogo lo spettacolo comico di cabaret con “I MalfAttori”, ovvero  Sabina Blasi, Giampaolo Viva, Sergio Orlanduccio e Roberto Rovito,  e gli “Scemifreddi” trio comico di San Cesario composto da Anthony Fracasso, Cristiano Nobile e Tonio Rollo.

 

Gallipoli – Oltre le due costole fratturate insieme al setto nasale, la lussazione di una spalla e la compressione di una vertebra, non ha subito altri danni l’arcivescovo Domenico Caliandro, già vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. Lo hanno escluso gli ulteriori accertamenti clinici cui è stato sottoposto il presule. L’incidente, che poteva avere conseguenze ben più gravi, è accaduto durante la processione del “Corpus Domini” a Brindisi, a causa del cedimento della sella su cui era montato l’arcivescovo. Come da tradizione che si protrae ininterrottamente sin dal Medioevo e si rifà al’arcivescovo dell’epoca che si recò al porto per ricevere dal re di Francia le particole consacrate, l’arcivescovo reggeva l’Ostensorio in sella ad un cavallo parato, accompagnato a mano da alcuni aderenti all’Ordine dei Cavalieri di Malta. Erano da poco usciti dalla cattedrale di Brindisi, crocifero e ceroferari in testa alla processione solenne, allorquando, per cause non del tutto accertate, è successo il fatto: il presule, forse avvertendo che qualcosa non andava, aveva fatto arrestare la marcia e proprio mentre gli addetti cercavano di capire cosa stesse succedendo, mons. Caliandro è caduto rovinosamente a terra scivolando dalla sella. Nonostante il drammatico imprevisto e l’istinto ad attutire l’impatto col terreno, l’arcivescovo non ha abbandonato l’Ostensorio, forse anche per questo riportando ferite al volto. (foto da “Quotidiano di Brindisi”)

Prontamente soccorso, è stato portato in ambulanza all’ospedale “Perrino”, per le cure necessarie. Subito dopo, è stata ricomposta la processione presieduta dal vicario generale don Fabio Ciollaro (Ostuni). Per ironia della sorte, essendo l’arcivescovo Caliandro noto per aver rivisitato alcune tradizioni ritenute superate, proprio durante una celebrazione fondata su antichi rituali (questa “cavalleresca” risale all’anno 1254), doveva registrare un incidente così serio. A Gallipoli, per esempio, aveva eliminato il triduo pasquale e matrimoni che si celebravano nelle chiese confraternali e nei santuari.

Gallipoli – Preceduti da una “Solenne tredicina” sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova, presso la omonima chiesa che s’affaccia sul lungomare Galilei e che avranno il loro culmine il 13 giugno. Pur mostrando ben visibile la necessità di urgenti  manutenzioni, anche per la presenza da alcuni anni di impalcature che ne riducono gli spazi, i parrocchiani non si scoraggiano, né mancano le iniziative a cura del parroco don Salvatore Leopizzi e del giovanissimo viceparroco don Francesco Fiore (di Racale), dell’associazione intitolata al Santo e dell’intera comunità parrocchiale. Già il 31 maggio, inizio della tredicina, dal sagrato della Chiesa parato a festa, è stata celebrata la Messa del “Corpus Domini” presieduta dal vescovo mons. Fernando Filograna e dai sacerdoti di Gallipoli (assente solo don Luciano Solidoro, malato), per poi avviarsi da lì la processione cittadina con in testa le associazioni religiose, le dieci confraternite, i sacerdoti e il vescovo, seguiti dalle autorità cittadine civili e militari.

Un cuore malato e il trapianto che l’ha fatta rinascere Tutto secondo tradizione. Inedito invece il tema del programma di quest’anno: “la santità della porta accanto”, come lo ha presentato don Salvatore, nel corso di un’omelia domenicale, richiamando tutti alla specifica vocazione di ognuno. “C’è chi ha la vocazione a farsi prete, chi alla vita matrimoniale, chi a un’arte, e così via, ma tutti abbiamo un particolare carisma o predisposizione, che spesse volte passa pure inosservato”, ha detto dall’altare. E per essere ancora più incisivo e convincente, ha organizzato per ogni sera della tredicina una testimonianza di vita quotidiana, quasi a far comprendere anche ai più riottosi che la santità è una meta alla portata di tutti. Così, dopo il rosario e la preghiera al santo alle 18,15 e la messa delle 19 con la benedizione del pane di S. Antonio, sono iniziate le prime testimonianze. Due ragazze della parrocchia, ad esempio, Benedetta e Anna, poco più che ventenni, hanno portato la loro testimonianza di vita, parlando dallo stesso Altare. Benedetta, ragazza sportiva, ha scoperto per caso, a seguito di un arresto cardiaco mentre era in palestra, di avere una grave malformazione cardiaca, e che la sua vita era irrimediabilmente segnata, a meno che non ci fosse stato un trapianto di cuore, che poi è avvenuto grazie ad una donatrice 48enne morta tragicamente, dando a lei la gioia di essere nata un’altra volta.

Il suo midollo ha fatto vivere un bimbo turco Maria Coluccia – famiglia ben conosciuta di medici la sua – racconta, trattenendo a sento  l’emozione, di come ha conosciuto le problematiche relative al trapianto di midollo osseo. “Eravamo verso la fine dell’anno scolastico – racconta – quando il nostro professore di inglese assente da tempo da scuola perché gravemente malato, ci scrisse dicendoci che non avrebbe potuto portarci agli esami, parlandoci della sua malattia, ed incoraggiandoci a fare qualcosa per i malati di leucemia. Poi di lì a poco – ha detto tra i singhiozzi – il professore morì”. Da lì Maria è partita volendo saperne di più, sino all’adesione all’associazione dei Donatori di midollo osseo, di cui ora è esponente. Poi, improvvisa, quando non se l’aspettava nemmeno, la chiamata: “Ero risultata compatibile per una donazione, e subito sono iniziati i preparativi per l’intervento”. Con tono rassicurante aggiunge: “In fondo a me non è costato nulla, solo un’ora di sonno. Quel midollo prelevato da me, ha salvato la vita a un bambino di 10 anni, che vive in Turchia”.

Anche l’amore ha a che fare con la santità Sempre più chiaro ed evidente si è fatto il messaggio contenuto nelle parole “santità della porta accanto”. Un’altra sera, è stata la volta di due giovani, Francesco e Francesca i loro nomi, che hanno raccontato “col cuore in mano” la loro storia d’amore: si sposeranno, manco a dirlo, proprio il 4 ottobre, festa di San Francesco, che a loro ha dato qualcos’altro ancora, oltre al nome. Sarà così, di racconto in racconto, sino al  12 giugno, vigilia della festa, quando, subito dopo la messa, sul sagrato della chiesa ci sarà la “XV Festa del Pane” con offerta del pane di S. Antonio e degustazione di prodotti tipici. La serata sarà allietata da “Plot Twist Cover band Classic Rock, dalla Scuola di ballo classico “Cinzia Ria” e da J end Tz Animazione. Il 13 giugno, invece, dopo la messa solenne delle 19, la processione per le vie cittadine, accompagnata dal concerto bandistico S. Cecilia. Altra iniziativa che la parrocchia porta avanti da anni, è l’adozione a distanza di bambini nel Mozambico.

Tuglie – Resta viva a Tuglie la tradizione degli “altarini” in onore del Corpus Domini, solennità liturgica istituita nel 1264 da papa Urbano IV, con lo scopo di celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Per questo, domenica 3 giugno, come tradizione vuole, molti devoti realizzano con drappi, fiori e tessuti ricamati artigianalmente gli “altarini” che accoglieranno, durante la processione, la teca con l’ostia. Tra questi, si inserisce quello realizzato nella Cantina di Antonio e Annina Mottura, in via Nino Bixio al civico 85. Da sempre luogo nevralgico di incontri e di condivisioni, un tempo sede di produzione e vendita di vino e prodotti della terra, per molti anni nella cantina si è realizzato un altarino fino al 1998. Dallo scorso anno è stata ripresa questa tradizione con l’infiorata che sarà realizzata dal noto professionista di Galatone, Tommaso Filieri. Alle 20, dopo la messa, dalla chiesa matrice si snoda il corteo che giunge, verso le 21 circa, in via Nino Bixio. Al momento della benedizione con don Maurizio Pasanisi è previsto uno sparo di bengalate pirotecniche e il lancio di cinquemila bigliettini votivi e petali di fiori dal terrazzo dell’antica cantina.

 

 

Alessano – Organizzato dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, parte “Cammini d’estate”, quattro escursioni domenicali, “per conoscere la storia, la cultura e la natura del Capo di Leuca”: si comincia il 3 giugno, per poi proseguire il 17 dello stesso mese e poi l’8 e il 22 luglio. “Quattro appuntamenti con altrettante escursioni a piedi nel Salento più profondo e autentico, nell’entroterra meno valorizzato e lontano dal clamore delle mondanità estive:  è proprio da lì che si ritrova la ruralità e la spiritualità che maggiormente appartengono all’identità delle comunità locali”, fanno sapere da Alessano, dove il programma pluriennale di sviluppo umano integrale “Cammini di Leuca” ha preso forma per volontà del vescovo di UgentoS.Maria di Leuca mons. Vito Angiuli, e poi dai sacerdoti della diocesi impegnati nel sociale, dalle istituzioni territoriali, dalle associazioni culturali e dalle imprese locali interessate al progetto.

Il primo appuntamento in programma si terrà nel paese di don Tonino Bello, recentemente visitato da Papa Francesco: domenica 3 giugno alle 8,30 è previsto il ritrovo presso il punto di informazione turistica e religiosa di via Macurano. La passeggiata condurrà a Patù, per appena 7 chilometri: partendo dall’”ultima dimora” di don Tonino Bello, accompagnati da guide turistiche regolarmente abilitate, si proseguirà verso l’area archeologica di Macurano, e poi per il complesso monumentale di Leuca Piccola, il pozzo di San Pietro e la sua chiesa dell’anno mille, sino alle “Centopietre”, dove si potrà ammirare Patù agghindata a festa per “l’Infiorata”, uno speciale addobbo delle vie cittadine  per il passaggio della processione del “Corpus Domini”. Previsti momenti di riflessione e di svago.

“Fare una passeggiata tra vie e sentieri sconosciuti ai più diventa anche occasione per allacciare nuove amicizie, ma anche per recuperare le tre direttrici storiche del Salento, muovendo i passi sulle orme della storia, dalla via Sallentina dei Messapi alla via Traiana Calabra degli antichi romani, fino alla via Leucadense che prosegue i cammini della perdonanza, continuando fin dall’antichità a spingere genti di tutta Europa a giungere al “finis terrae” di Santa Maria di Leuca, guardando alla Terrasanta”, si spiega nella nota diffusa dagli organizzatori. La partecipazione all’evento è completamente gratuita. Per informazioni: 08331694970 – www.camminidileuca.it.

Patù – La notte di sabato 2 giugno e per l’intera giornata successiva, la comunità patuense si riversa nelle stradine del borgo dando ufficialmente inizio alla quinta edizione dell’Infiorata di Patù, ormai conosciuta ed apprezzata in tutta la Puglia e non solo. Alle ore 20.30 di sabato 2 giugno il vescovo Vito Angiuli benedirà l’inizio dei lavori affiancato dal giovane parroco don Gianluigi Marzo. Il tappeto “fiorito” coprirà via Principe di Napoli per una lunghezza di circa 250 metri permettendo, l’indomani, il passaggio della processione del Corpus Domini.

Quest’anno a dare il proprio contributo ci saranno anche i richiedenti asilo ospiti dei centri Sprar di Patù, gestiti dall’Arci Lecce Con loro anche gli ospiti di altre strutture del Sud Salento (da Gagliano del Capo a Salve, da Castrignano del Capo ad Alessano), alcuni dei quali di religione musulmana.

«L’infiorata non nasce per fare spettacolo ma per vivere la comunione che consiste già nella condivisione del progetto stesso da parte di tutti. Uno degli obiettivi principali – afferma don Gianluigi – è quello di superare i muri che ci dividono per realizzare una strada comune sulla quale camminare insieme».

Papa Francesco ispira Sono poche le indiscrezioni che trapelano sui quadri e sui personaggi che animeranno questa quinta edizione dell’infiorata ma il cuore tematico dell’evento sarà l’esortazione apostolica di Papa Francesco: “Rallegratevi ed esultate”. Per la realizzazione dei quadri verranno utilizzati esclusivamente fiori e foglie raccolti dai campi e macinate senza aggiunta di segature o polveri colorate. Questo significa che il lavoro, come ogni anno, ha inizio molto prima dell’evento. Le fasi preliminari sono le più complesse ed impegnative perché i fiori devono essere ricercati, raccolti, selezionati, mondati e conservati. Tra le centinaia di visitatori annunciati c’è la conferma, anche quest’anno, della presenza dell’associazione nazionale Camperisti italiani. A rendere omaggio, con la sua presenza a Patù e ai suoi fiori, ci sarà anche Joanne Harris, autrice del famoso romanzo “Chocolat” (sempre sabato 2 giugno ospite del Circolo della vela di Leuca). «Ancora una volta – conclude don Gianluigi – devo ringraziare i miei parrocchiani e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’infiorata. Sono diventati così bravi che ormai sono io ad imparare da loro e sono orgoglioso di questo».

Taviano – Grande attesa per il secondo meeting “Famiglia inFesta” promosso dalla diocesi di NardòGallipoli, che si terrà dalle 18 alle 22 di sabato 2 giugno nel centro storico di Taviano. Dopo la prima edizione di successo, lo scorso anno presso il parco Don Tonino Bello di Alezio, torna l’evento di incontro tra famiglie, in un clima di festa, che si svilupperà attraverso un percorso itinerante presso le varie parrocchie, momenti di riflessione sulla riscoperta del battesimo, e divertimento per grandi e piccoli. Sono diversi i gruppi coinvolti nell’organizzazione, tra cui l’Azione Cattolica, l’associazione “Rinnovamento nello Spirito”, gli scout e diversi gruppi parrocchiali. Le vie dove si svolgerà il meeting saranno animate dalla storica banda di strada “Zagor Street Band”, mentre in piazza del Popolo, ci sarà l’esibizione musicale degli “Ipergalattici”, che con le sigle dei cartoon uniranno grandi e bambini. Ci saranno pure delle testimonianze di vita cristiana nel rapporto di coppia: la conclusione della serata è affidata all’”Ensemble terra del sole” del maestro gallipolino Enrico Tricarico che proporrà canzoni del repertorio della musica italiana, e al momento artistico-teatrale dell’attore Pierluigi Bartolomei che aiuterà a riflettere sull’amore vissuto in famiglia.

“Ai giovani che stanno per sposarsi io ho sempre detto che il matrimonio è un punto di partenza, e non un punto d’arrivo, che va vissuto con consapevolezza, avvalendosi  anche dell’aiuto, per un cristiano, di una guida spirituale”, dice Luigi Piccolo, 58 anni, sposato da 34 anni e padre di 3 figli, coordinatore diocesano di “Rinnovamento nello Spirito”, oltre che referente diocesano assieme alla moglie della “Pastorale battesimale”. “Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa – con questo messaggio introduce il programma del 2 giugno don Piero Nestola di Copertino, vicario episcopale per il sociale, apprezzato cantautore oltre che parroco di S. Gabriele a Gallipoli, che prosegue – si tratta di un momento di incontro tra famiglie, in un clima di festa, per continuare a riflettere sulla necessità della riscoperta della “vita battesimale” quale forza rigenerante di ogni realtà familiare”.

Nardò – Nuova vita per la struttura ecclesiastica “Oasi Tabor”, sita presso le Cenate a Nardò. Dopo averne assunto la gestione il 21 luglio 2017, la società  cooperativa “Osa” (Operatori sanitari assistiti) di Roma ma con sedi operative sparse in tutta Italia, si è messa subito al lavoro per rilanciare il  complesso intanto con una programmazione per l’estate in arrivo e poi per il futuro prossimo. “Il nostro obbiettivo principale è quello del rinnovamento – esordisce Tony Bottazzo, responsabile area marketing e direttore artistico – la cooperativa di cui facciamo parte, con strutture in tutta Italia con oltre 4000 dipendenti e 50mila assistiti, il cui presidente è il dott. Giuseppe Milanese, anche lui di Mesagne, ci ha permesso di poter eseguire finora lavori di manutenzione, abbellimento e ampliamento della struttura. Con il nostro gruppo di lavoro abbiamo l’opportunità di gestire l’Oasi per diversi anni e naturalmente continuare le varie opere ed idee che abbiamo in mente per continuare a potenziare la Tabor”. Si comincia con lo start ufficiale previsto per i giorni 2 e 3 di giugno con un raduno d’auto d’epoca e circa 250 ospiti provenienti da tutta Italia.

Aggiunge il direttore Roberto Rigliano: “Il 23 giugno proseguiremo con un musical dal titolo :”Piccola storia di un cantastorie” in collaborazione con la compagnia teatrale Atto Terzo, spettacolo creato dal sottoscritto con la direzione musicale di F. Colelli. E poi ancora il 7 luglio lo spettacolo “Mistero Profano.. e altre novelle” per la regia di Salvatore Della Villa. Il 14 luglio ci sarà lo spettacolo “Revolution 68” in ricordo dei 50 anni trascorsi del ’68, e tanti altri. Stagione piena insomma – prosegue Rigliano . e il 24 giugno, impegni professionali e personali permettendo, avremo l’onore di ospitare il maestro Beppe Vessicchio (nella foto con Bottazzo; a sinistra Daniele Parisi), volto noto televisivo, il quale è direttore artistico dell’Accademia di canto lirico “Germogli D’Arte”, di Copertino, del maestro Salvatore Cordella. Lo spettacolo in questione è il saggio finale dell’Accademia”.

Un altro “importante accordo”, la nuova gestione dell’Oasi lo ha raggiunto con l’Amministrazione comunale di Nardò, in particolar modo con l’assessorato ai Servizi sociali. “Apriremo dei veri e propri centri estivi per ragazzi, scelti in base al reddito Isee. Ospiteremo quindi 70 ragazzi, dai primi di giugno fino al 31 luglio, fornendo anche servizi navetta. Sempre a luglio, nei giorni 13-14-15, ospiteremo i mercatini del vintage. Mentre per i mesi successivi all’estate, ottobre ad esempio, ospiteremo la mostra “Frammenti d’arte” del maestro Arnaldo Stifani”. Dl gruppo dirigente fa parte anche Daniele Parisi di Nardò.

Avere la struttura aperta ed attiva tutto l’anno l’obiettivo di fondo. “Non sarà solo turismo religioso – aggiunge Bottazzo – ma anche culturale, sociale, aperto a tutti, giovani, adulti, gruppi, e tutti coloro i quali vorranno rilassarsi, godersi le meraviglie del nostro territorio. Da quando abbiamo assunto la gestione dell’Oasi, siamo riusciti ad ottenere oltre 3.500 presenze in poco meno di un anno, dato questo che  testimonia il nostro impegno”. L’Oasi Tabor è impreziosita dalla splendida villa settecentesca già sede vescovile, immersa in un giardino di due ettari e con 32 stanze distribuite su due piani ed altri spazi comuni. Tra il 1943 ed il 1947 la villa ospitò gli ebrei liberati dei campi di concentramento del Nord Europa.

A.T.

 

Nardò – Il coro polifonico “Schola cantorum San Gregorio Armeno” della cattedrale di Nardò si è aggiudicato il primo premio alla prima edizione del Concerto per l’Incoronata per soli cori tenutosi  il 27 maggio scorso nel Seminario vescovile di Nardò. Organizzato dal neretino Carlo Leone e dal parroco di S. Francesco d’Assisi, don Camillo De Lazzari (foto, di Casarano), il concerto prende il nome dalla chiesa dell’Incoronata che si trova all’ingresso di Nardò ed è stata riaperta al culto nel 2016 dopo essere rimasta per 60 anni in stato di abbandono: “Questa, come le prossime iniziative, è tesa a raccogliere fondi per il recupero strutturale dell’edificio e pei lavori di manutenzione straordinaria – dice don Camillo – ma dobbiamo anche sforzarci a recuperare la memoria e le tradizioni in quella chiesa, tenuto conto che “l’Incoronata” è anche la Compatrona di Nardò. Ecco perché – conclude il parroco – il prossimo appuntamento sarà un concorso letterario sulla storia dell’Incoronata”.

Tornando al concorso del 27 scorso, oltre al coro di Nardò, composto da 25 elementi diretti dal maestro Anna Laterza con la partecipazione dell’organista Cesare Mundo,hanno partecipato anche il Coro femminile “Cecilia Bernardini” presso il Conservatorio musicale di Lecce, il coro “Iubilate Deo” di Casarano e “Luna Nuova” di Alliste.  Pur non formato da cantanti professionisti, il coro di Nardò si è più volte contraddistinto per qualità e bravura soprattutto nelle celebrazioni diocesane e parrocchiali. I coristi neretini hanno portato a casa anche una somma in denaro di 300 euro, una targa ricordo offerta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mellone, e un attestato di partecipazione.

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Gallipoli – A conclusione della “Festa della famiglia”, la rassegna di eventi promossa dal Forum delle associazioni familiari di Puglia, martedì 29 maggio appuntamento nell’auditorium della parrocchia di San Lazzaro, guidata da don Santo Tricarico (foto). Alle ore 19 conversazione e proiezione del film “Il figlio sospeso”, uscito nelle sale cinematografiche a novembre scorso e diretto da Egidio Termine, che sarà presente all’evento. All’incontro con il regista, che sarà intervistato dal giornalista Tonio Tondo, sarà presente anche il vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna. La pellicola affronta il tema della maternità surrogata, attraverso la storia di un fotografo alla ricerca della sua identità.

Parabita – Approfittano della festa patronale per tentare di rubare le offerte in chiesa ma il colpo fallisce grazie al sistema d’allarme. L’episodio è accaduto la scorsa notte, intorno alle 24, nella Matrice di Parabita quando i carabinieri della locale Stazione sono intervenuti sul posto per gli accertamenti del caso. Secondo una prima ricostruzione, l’obiettivo dei malviventi pare sia stato non solo quello di portar via le offerte dei devoti ma anche le due corone in oro collocate sul capo del simulacro della Vergine della Coltura e sul bambinello posto tra le sue braccia. Malgrado la tanta gente presente in quel momento in piazza (dove c’era il concerto di Cesko) la chiesa era aperta ma poco presidiata: qualcuno in sacrestia ha, però, sentito strani rumori prima ancora che i sensori dell’allarme posti a protezione del sacri simulacro facessero il loro dovere mettendo in fuga chi ha tentato il colpo.

Il rammarico di don Santino «Oltre a manifestare il mio rammarico per questo triste avvenimento, mi preme sottolineare che quelle corone rappresentano la devozione che tanti fedeli parabitani nutrono nei  confronti della nostra protettrice», fa sapere il parroco di San Giovanni Battista, don Santino Bove Balestra. Non è (purtroppo) la prima volta  che la parrocchia  viene presa di mira dai ladri. Questa mattina, dopo la messa delle 8.30, la statua della Madonna ha poi fatto ritorno in basilica per il solenne pontificale presieduto quest’anno da don Gino Ruperto di Alezio, vicario generale della diocesi di NardòGallipoli.

 

 

Parabita – L’operazione era stata chiamata dai carabinieri “Coltura”, due anni fa, con 22 persone coinvolte compreso il vicesindaco Giuseppe Provenzano. Oggi, nel giorno clou della festa della Madonna della Coltura, piove di nuovo sul bagnato. Il ricorso dell’Avvocatura dello stato contro il Tribunale amministrativo del Lazio – che ha reintegrato Sindaco, Giunta e Consiglio comunale rimuovendo l’accusa di infiltrazioni mafiose – c’è. La notizia è trapelata ieri nella tarda mattinata, quando a Lecce si discuteva, proprio a seguito dell’azzeramento del Consiglio comunale, l’eventuale incandidabilità per 5 anni di Alfredo Cacciapaglia, del suo ormai ex vicesindaco Provenzano e dell’assessore Biagio Coi.

Il giallo dei termini scaduti, anzi no Per il legale degli amministratori non c’era più nulla da discutere, una volta rimesso al suo posto il Consiglio incriminato di “non belligeranza” con la criminalità, essendo scaduti – almeno così riteneva l’avv. Pietro Quinto – i termini per il ricorso dell’Avvocatura dello Stato di Roma. Invece, evidentemente, le cose non stanno così e la vicenda drammatica non può dunque dirsi conclusa. Bisognerà attendere ancora un secondo grado di giudizio sulla intrigata vicenda, in cui gli investigatori dei vari livelli si erano detti soprattutto preoccupati dal “consenso sociale” che il gruppo criminale locale era in grado di suscitare rispondendo piuttosto prontamente ad esigenze di case, lavoro, favori spiccioli e piccoli problemi quotidiani.

Il Sindaco si dice tranquillo “Sono tranquillo”, ripete ai giornalisti Cacciapaglia, il quale dal momento del proscioglimento da parte del Tar Lazio del 28 febbraio scorso, aveva inanellato una serie di mosse tutte al grido di “la mafia non esiste” e “inizia la rivincita”. “Non cambia nulla – ribadisce in queste ore pervase dai grandi festeggiamenti per la patrona – sono sereno”. E intanto spera che davvero i termini entro cui fare ricorso contro il suo ritorno al Comune siano davvero scaduti e il suo esperto legale trovi l’appiglio giusto per dimostrarlo. “Aspetterò gli eventi con tranquillità”, insiste, lui che caratterialmente è portato a reazioni immediate e piuttosto animate. Chissà quanto gli sarà costato il silenzio tra lo scioglimento del Consiglio scattato il 17 febbraio 2017 e il giudizio positivo dei giudici amministrativi del marzo scorso

Le mosse di rivincita dopo il reinsediamento Lo dimostrano le iniziative prese da metà aprile ad oggi, tra comizi di strabordante sollievo ed annunci di abbandono non immediato ma dato per certo (foto); seguiti da altri annunci di segno del tutto opposto, non appena filtrata la buona nuova dell’Avvocatura dello Stato silente davanti al colpo di spugna del Tar. Fino all’idea di chiedere i danni per quel marchio infamante apposto “alla città e all’Amministrazione comunale” all’indirizzo del Ministero dell’Interno, dopo aver assegnato uno zero in pagella ai tre commissari che hanno retto il Comune per un anno circa. “Rimarrò fino al 2020, data di scadenza naturale del mio secondo mandato”, ha concluso nei giorni scorsi in conferenza stampa appositamente convocata. Poco dopo le dimissioni pilotate dell’assessore Sonia Cataldo, che rientrata in Giunta con decreto del Sindaco, ha lasciato il posto in Consiglio al primo dei non eletti. Mossa che per alcuni ha avuto il sapore – a conferma dei precedenti – di uno che sta prefigurando anche il dopo-Cacciapaglia.

“Ora Parabita ha due Sindaci” ha titolato ieri piazzasalento, con riferimento all’elezione di Lorenzo da parte dei suoi piccoli compagni di scuola, dopo che anche l’altro, quello dei grandi, era ritornato da poco nella sua carica, ben carico. Al momento e improvvisamente però, Lorenzo è l’unico che può stare davvero tranquillo con addosso la fascia tricolore.

Parabita – Al via a Parabita la festa patronale dedicata alla Madonna della Coltura. Sabato 26 maggio , alle 20.30, la solenne processione  che porterà il simulacro della Vergine per le strade del paese, tra l’affetto e la devozione dei fedeli. Dopo la solenne celebrazione eucaristica presieduta da padre Francesco Marino, rettore della basilica mariana, il corteo sarà seguito dai concerti bandistici “Sant’Antonio” di Parabita e “Città di Matino”. Il programma predisposto dal comitato guidato da Guido Russo entra nel vivo nei due giorni successivi. Spettacolo di punta, quest’anno, l’attesa performance di Nino Frassica, lunedì 28 in piazza Regina del Cielo. Il comico siciliano porterà in scena uno show originale e divertente che reinventa popolarissime canzoni italiane ricavandone spassose gag. E c’è attesa anche per l’accensione della galleria di luminarie di via Coltura, quest’anno per la prima volta con il frontone posizionato in piazza Regina del Cielo. A firmare le luminarie (anche questa è una novità apportata dal nuovo comitato) è la ditta Giuseppe De Cagna di Scorrano. L’intento degli organizzatori è quello di riportare ad un ruolo centrale la piazza dove sorge la basilica, fulcro della festa, quest’anno punto di snodo anche per il secondo polo, quello del luna park nell’area mercatale (zona Lidl). via Provinciale Matino, per l’occasione, sarà interamente chiusa al traffico, illuminata dalle luminarie e popolata di bancarelle e stand per creare un collegamento tra l’area giostre e il resto della festa.

Domenica i “curraturi” Domenica mattina, dopo la messa delle 10.30 in chiesa Madre, spazio alla tradizione con la storica corsa dei curraturi, gara podistica che rievoca la leggenda del ritrovamento del monolito interrato della Madonna della Coltura in contrada Pane. A seguire la processione diurna e uno spettacolo pirotecnico della Pirotecnica Napoletana di Matino. Tre i concerti bandistici, affidati alle città di Bracigliano, Conversano e Lecce, e tre gli appuntamenti previsti per domenica sera. In piazza Regina del Cielo il musical “Un sogno per la vita” dei ragazzi del liceo Giannelli, in piazza Umberto I suoneranno Cesko & Bananaswing e in via Padre Serafino live music con “I fratelli di Ester”. In piazza Regina del Cielo anche uno spettacolo con i palloni devozionali dedicato ai migranti. Lunedì mattina alle 9.30 in basilica, il solenne pontificale presieduto dal vescovo Fernando Filograna ed in serata, oltre allo spettacolo di Frassica, anche la musica di Max Nocco e della band “Gli avvocati divorzisti”, a partire dalle 22.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...