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Eventi, concerti, mostre, esposizioni dai Comuni della rete di Piazzasalento

Gallipoli – E’ giunto alla sua terza edizione “Alter-Azioni di umanità migranti”, il corso di formazione alla cultura dell’integrazione organizzato dalla Diocesi di Nardò-Gallipoli, dall’Università del Salento e dal Progetto caritas “Agapolis” in collaborazione con il Csv Salento, Caritas Diocesana, l’associazione “Mensa della Carità Diocesi Nardò-Gallipoli”, il Punto pace “Pax Christi” cittadino e gli Uffici Diocesani. Il primo dei quattro incontri previsti quest’anno, dal titolo “Diritti e doveri reciproci dell’accoglienza, tra legge e conoscenza” si è svolto mercoledì 18 aprile presso il salone polifunzionale della parrocchia di Sant’Antonio da Padova a Gallipoli, moderato da don Salvatore Leopizzi e tenuto da Luigi Russo, giornalista, sociologo e presidente del Csv Salento e dal prof. Attilio Pisanò di Casarano, presidente del corso di studi in Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università del Salento.

“La percezione distorta dell’immigrazione e le insicurezze che abbiamo, sono state create da una cattiva informazione e dalla politica – afferma Russo – che si serve dei media che, alterando le informazioni, contribuiscono ad alterare le percezioni e diffondere la paura. Alcuni dati lo dimostrano: gli immigrati in Italia sono 5 milioni, cioè il 10% della popolazione italiana, ma gli italiani ne hanno una percezione molto più elevata; addirittura, il 25% percepisce la presenza degli immigrati come se fossero uno su quattro, e questa percezione è collegata all’informazione errata che passano i media. Un altro esempio sono gli islamici, che in Italia sono il 3%, ma che vengono avvertiti come se fossero l’8% o il 16%, falsando la realtà. Bisogna fare dunque un’adeguata informazione indipendente, ricordando che noi viviamo in situazione di mistificazione della realtà; dobbiamo formare, informare e accogliere, per smontare tutto questo sistema”.

Di diritti universali ha invece parlato il prof. Pisanò: “Noi viviamo in un processo di mistificazione, in cui la realtà che ci viene trasmessa dai media è molto lontana da quella che noi stessi viviamo. Per smontare questo castello, e ricostruire una corretto rapporto tra etnie e culture, tutti possiamo fare molto, partendo dai diritti come il luogo privilegiato dell’etica contemporanea, riconoscendoli come strumento per migliorare concretamente la vita e attuandoli anche per gli altri esseri umani. Rapportandoci all’altro senza discriminazione, con gli occhi aperti alla realtà, senza pregiudizi, senza paura e senza razzismo, che minano alle radici le fondamenta dei diritti. Se vincono questi atteggiamenti, i diritti scompaiono non solo per i migranti ma dalla nostra civiltà, rinnegando le nostre conquiste e mettendo a rischio la nostra stessa libertà e tutti soggetti vulnerabili della società”. Gli altri appuntamenti con “Alter-Azioni” saranno il 24 aprile con il tema “Migranti e diritto alla salute, qualità e fragilità dei servizi”, l’8 maggio con “Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace” mentre l’appuntamento conclusivo sarà il 14 maggio con un evento formativo accreditato per l’Ordine degli Avvocati e degli Assistenti sociali di Lecce.

Nardò – Due classi, due agronomi, quattro insegnanti e circa quaranta bambini. Sono i numeri della terza edizione del progetto “L’orto a scuola” realizzato dall’istituto comprensivo Polo 2 “Renata Fonte” di via Pilanuova, guidato dalla dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci. L’iniziativa è partita a dicembre con lezioni teoriche e pratiche tenute dall’agronomo Bruno Vaglio e dall’agrotecnico Antonio Orlando agli scolari delle classi primarie II e V C. Le aiuole della scuola si sono così “trasformate” in un orto zeppo di insalate ed erbe aromatiche. I bambini hanno imparato a lavorare la terra e curare le piante, davanti alle quali erano presenti cartelli con la data di semina. Lo scorso 28 marzo l’attesa festa del raccolto, come nella migliore tradizione contadina: i baby agricoltori hanno portato a casa lattughe, scarole, insalate, salvia e altri ortaggi, felice risultato di mesi di lavoro “nei campi”.
Non sono mancate anche nozioni sulle buone pratiche per evitare l’uso di pesticidi in agricoltura… con tanto di interrogazione a sorpresa. «Abbiamo imparato che i lombrichi servono a liberare la terra», ripetono in coro, ferratissimi. «Per non usare gli insetticidi – precisa un altro scolaro – abbiamo usato anche le cipolle perché tengono lontani gli insetti dannosi». Su questo punto Vaglio e Orlando insistono molto. «Si cerca di insegnare ai bambini – spiegano i due professionisti – a usare al meglio le risorse naturali. Chi viene a vedere queste piante così “in forma” pensa ci sia dietro l’uso di concime. Invece no, è stato solo preparato bene il terreno. Acqua, luce del sole, temperatura: è questo il “concime”».

«Si tratta di un bilancio positivo – dichiara la dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci a iniziativa conclusa – a cui hanno contribuito le docenti Anna Maria Nuzzi, Maria Rosaria De Carlo, Daniela Strafella e Maria Rosaria Trifoglio, i bambini delle classi a tempo pieno II e V C, l’agronomo Bruno Vaglio e l’agrotecnico Antonio Orlando. Realizzare l’orto a scuola – prosegue – è stato un modo efficace per far apprendere i principi di educazione ambientale e alimentare nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e dei cicli, ma anche per insegnare materie scolastiche “classiche” come scienze, matematica, geografia, storia attraverso un approccio insolito e coinvolgente: all’aperto e a diretto contatto con la terra». Sguardo ora rivolto al futuro, mentre altre classi hanno già manifestato la volontà di sposare l’iniziativa. «Questo progetto è divenuto uno dei pilastri della nostra offerta formativa – conclude la dirigente – e grazie alla collaborazione con associazioni del territorio l’istituto entrerà a far parte di una rete di scuole salentine che vivono l’esperienza dell’orto a scuola». Pertanto la semina si estenderà ed è già pronta la prossima missione: le patate e il fragoleto.

Cannole – Tappa a Cannole per la rassegna cinematografica LùMiere Calicidicinema, venerdì 20 aprile alle ore 18.30. Ad ospitare la manifestazione il Museo Ubaldo Villani – Museo dell’Arte olearia e della civiltà contadina, realizzato all’interno di un antico frantoio non ipogeo dell’800. La rassegna. curata dall’esperto di cinema Antonio Manzo, dopo il successo ottenuto presso il Must- Museo Storico di Lecce, diventa itinerante e raggiunge Cannole sempre con la solita formula vincente: unire i successi del cinema internazionale con i vini prodotti da note aziende vitivinicole salentine.

Il film in programmazione a Cannole è un omaggio a Vittorio Gassman, “Il mattatore” girato nel 1960 da Dino Risi, prototipo della commedia all’italiana. Così lo definisce il critico Paolo Mereghetti: “Il film, che segna l’incontro di Gassman con Dino Risi, è una carrellata di caratteri e di situazioni in cui l’attore può mettere in mostra le proprie abilità mimetiche (particolarmente riuscito il travestimento da generale dell’aereonautica); ma è anche un ritratto cinico e spassoso della voglia di arricchirsi (e di divertirsi) alle spalle dell’ingenuità  nazionale, alle soglie del Boom”. Gassman veste il ruolo di Gerardo, guitto che cerca di sfondare senza successo nel mondo della recitazione. Coinvolto in una truffa ai danni di un ricco commerciante di stoffe, verrà condannato a parecchi mesi di carcere. Qui conosce un vasto campionario di piccoli delinquenti e, nonostante il matrimonio con Annalisa, non riuscirà a cambiare vita. Tra gli sceneggiatori del film c’è Ettore Scola, le musiche sono di Pippo Barzizza. Il film è classificato “opera di interesse nazionale”, una versione restaurata circola sui canali satellitari del circuito Sky.

Gallipoli – Questo weekend la Lega navale italiana, sezione di Gallipoli, ospiterà la XIX edizione della Coppa del Salento. La regata fa parte del calendario della Federazione Italiana Vela VIII Zona, ed è aperta alle barche stazzate in classe Orc e Libera. Al ritrovo presso la sede nautica del Rivellino alle ore 9 di sabato 21 per il briefing con gli armatori e il perfezionamento delle iscrizioni, seguirà alle 11 il segnale di avviso. Domenica 22 si partirà invece alle 10,30.

La competizione consterà di due prove costiere, con rotta tracciata a partire dalla sede per circumnavigare l’isola di Sant’Andrea, scendere fino a località Pizzo e tornare. Tra le novità di quest’anno, riconoscimenti anche per equipaggi ridotti: solitario, per due, lui&lei.
La premiazione avverrà alle 17 di domenica presso la sede sociale in Riviera Cristoforo Colombo 3, all’interno del porto commerciale, contestualmente a quella della Veleggiata di Primavera, svoltasi l’8 aprile.

“Ci aspettiamo parecchie barche – dice Donato Salamina, consigliere per l’ambiente della sezione gallipolina -. Qualcuno si è già iscritto anche da Otranto. Il nuovo consiglio si è insediato a febbraio ma ha l’idea di essere presente sul territorio per diffondere la cultura del mare”. Gli fa eco il neopresidente provinciale Fabrizio Guarini (nella foto con l’ex presidente locale Pantaleo Ernesto Bacile di Tuglie) : “L’attività sul territorio, sportiva, ma anche di divulgazione, legata a mare e marineria, rientra nei compiti istituzionali della Lega Navale Italiana. La Coppa del Salento da noi organizzata rispecchia pienamente quest’ottica”.

M. C. 

Galatone – Con ‘sti chiari di Luna è Primavera. Per il laboratorio rurale dell’associazione Itaca di Galatone è tempo di risveglio. Dopo un inverno all’insegna dell’intimità, domenica 22 aprile a partire dalle ore 9,30 la struttura riapre le sue porte alla comunità. E questa volta non solo per tornare a sporcarsi le mani di terra con la semina collettiva della canapa e delle piante officinali. Dopo il pranzo preparato dalle “mamme di Luna”, infatti, alle ore 16 si avvierà un percorso di riflessione sul ruolo della comunità e di tutti i suoi attori nell’educazione dei più piccoli. Ad illustrare questo percorso ci saranno i rappresentanti della Scuola Libertaria di Urupia che racconteranno la loro esperienza.
A seguire, vi sarà un laboratorio per la costruzione degli aquiloni che verranno poi liberati in cielo al tramonto quando anche l’atmosfera si scalderà con un aperitivo e la musica di dj Brasi.

Luna, in passato, era una comunità di recupero per tossicodipendenti in agro di Seclì. Dopo dieci anni di abbandono, la Parrocchia Maria Santissima Assunta di Galatone l’ha assegnata nel 2014 ad un gruppo di donne – Fabiana Fassi (foto), Arianna Tosi e Rossella Filoni galatonesi e Sara Ottaviani originaria di Livorno. La struttura si occupa oggi di agricoltura con un’attenzione particolare al recupero delle antiche varietà locali e dell’identità territoriale. Produce zafferano, di tradizione a Galatone, canapa, l’albicocca locale e piante officinali. Inoltre, sta realizzando un orto internazionale in collaborazione con i richiedenti asilo. Un laboratorio attivo, dunque, con una particolare attenzione all’innovazione sociale. Si può contattale Luna_laboratorio rurale utilizzando i social, per email all’indirizzo lunalaboratoriorurale@gmail.com o per telefono al numero 349 453 2739.

Maglie – A rispettare l’ambiente, a fare la raccolta differenziata, a non abbandonare rifiuti dappertutto si impara fin da piccoli. A condizione che ci sia qualcuno che si faccia carico di insegnare. La sollecitazione in questi giorni viene da una ricorrenza che interessa tutto il mondo, il 22 aprile “Giornata mondiale della terra”, ma tutto il mese viene dedicato all’ambiente e alla sua tutela con interventi che interessano in particolare le agenzie educative come la scuola.

Saranno proprio i piccoli della scuola primaria e della secondaria di primo grado ad accogliere venerdì 20 aprile l’invito dell’Aro 7 (Ambito raccolta ottimale) di cui Maglie è il capofila di 21 Comuni. L’appuntamento con “Ecomobile in Tour” è dalle 9 alle 13 in piazza Aldo Moro. I bambini saranno coinvolti in lezioni di ecologia e in giochi di riciclo con premi a tema ecologico. Sono stati invitati anche a portare 3 rifiuti da differenziare, così praticamente impareranno qual è il modo giusto di gestire i rifiuti.

L’Aro 7, che comprende circa 94mila abitanti ed è uno dei più numerosi nella regione, lo scorso anno risultò vincitore di un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per progetti a sostegno di una educazione e cultura ambientali finalizzate alla raccolta differenziata degli scarti domestici, al riciclo e al riuso di materiali da imballaggio.

Fanno parte del’Ambito di Maglie, Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa.

Maglie – Il Lions club e il Leo club con il patrocinio del Comune di Maglie, Regione Puglia, Unisalento, Fondazione Capece e Unitre, organizzano per venerdì 20 aprile alle 18.30 nell’aula magna del liceo Capece un convegno di studio su “La sfida del Terzo millennio: la ricerca scientifica a favore della salvaguardia dell’ambiente”.
Dopo i saluti istituzionali di Gabriella Margiotta, dirigente del “Capece”, Ernesto Toma, Sindaco di Maglie, Mariaenrica Frigione, prorettore per l’area tecnico scientifica dell’Unisalento, Maria Stella Colella, dirigente del 1° circolo didattico “Principe di Piemonte”, i lavori saranno aperti dalla prof.ssa Alba Iacomella (foto, al centro), presidente Lions club Maglie. Seguiranno le relazioni che esamineranno il tema da varie angolazioni: “Ecosistemi vegetali e cambiamenti climatici” (prof. Naldo Anselmi, ordinario di patologia forestale Università Tuscia Viterbo); “Risposte ecosistemiche ai cambiamenti climatici” (prof. Alberto Basset, ordinario di ecologia Unisalento); “Cambiamenti climatici e ambiente: il punto di vista di un astronomo”( prof. Armando Blanco, ordinario di astronomia e astrofisica Unisalento), originario di Alezio; “I cambiamenti climatici nel Mediterraneo” (prof. Piero Lionello, ordinario di fisica dell’atmosfera e oceanografia Unisalento). Chiuderà i lavori l’ing. Pasquale di Ciommo, Lions primo vice governatore distretto 108 Ab.

Maglie – Fino al 29 aprile andar per shopping a Maglie significherà anche incontrare l’arte: le opere di 18 artisti saranno esposte in altrettanti esercizi commerciali del centro storico. Si tratta di artisti affermati in campo nazionale e internazionale, protagonisti di numerosi eventi, che hanno deciso di incontrare le persone nei luoghi della quotidianità. Ben si adatta, quindi, il titolo della manifestazione “L’arte in vetrina” come se la città fosse diventata una “galleria diffusa”. Si realizza praticamente quello che affermava Marcel Duchamp: “È l’interazione con il pubblico che fa l’opera d’arte. Senza quella l’artista non conta… L’opera d’arte è sempre basata su due poli, il pubblico e l’artista… L’artista non è tale perché produce l’opera d’arte, ma lo è se chi guarda lo riconosce come tale. Chi guarda ha l’ultima parola”.

La manifestazione, organizzata dall’associazione NextArt Cultura (presidente Mirella Coricciati) con il patrocinio della Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Maglie, Confesercenti Lecce, Unicef e Accademia di Belle Arti di Lecce, ha il suo centro operativo nella Galleria Capece dove sono esposte 30 opere di giovani artisti, allievi dell’Accademia. Non solo “galleria diffusa”, ma anche iniziative che mirano ad avvicinare l’arte ai giovani stimolando la loro creatività. Rivolto agli studenti delle scuole magliesi è un concorso che mette alla prova anche la capacità di esprimere le emozioni che l’arte procura. I ragazzi, infatti, sono invitati a a realizzare una Cartolina scegliendo un’opera esposta in uno dei negozi aggiungendo una didascalia originale, e a inviare il loro prodotto entro le ore 24 del 20 aprile all’indirizzo concorso@nextartcultura.it. Poi interverrà la giuria tecnica (composta da Fernando De Filippi, presidente Accademia delle belle Arti di Lecce e Brera; Giovanna Perrella, presidente regionale Unicef; Deborah Fusetti, assessore alla Cultura del Comune di Maglie; Valeria Leone, assessore Attività Produttive del medesimo Comune; Mirella Coricciati, presidente NextArt) a selezionare i lavori migliori e successivamente sarà la giuria popolare con una votazione online a decretare il ragazzo vincitore che sarà premiato il 28 aprile alle 20.30 in occasione della chiusura della rassegna (info dettagliate su www.larteinvetrina.it).Un altro concorso interessa tutto il pubblico: in palio la litografia di Ercole Pignatelli “IV Dimensione”, presentata dall’artista durante la sua ultima mostra leccese, ospitata un anno fa dalla Galleria Germinazioni IV.0 a lui dedicata. Per prendere parte all’estrazione, che avverrà il prossimo 28 aprile, sarà sufficiente richiedere l’apposita cartolina presso uno dei negozi aderenti all’iniziativa. Altri appuntamenti: sabato 21 per tutto il giorno presso le attività commerciali espositrici la modella Konjo Mesi poserà accanto alle opere d’arte e ai visitatori; il 26, alle 18.30 presso la Galleria Capece sarà presentato “L’amore che basta” di Giulietta Bandiera, a cura dell’Accademia dei volenterosi.

Non manca l’aspetto solidale: nella Galleria Capece è presente un presidio Unicef per ricordare che nel mondo tanti bambini sono impediti nei loro diritti fondamentali. L’arte serve anche a questo.

 

 

 

Taurisano – Il Toro di mister Andrea Manco ha preso a incornate il Girone C del campionato di Prima Categoria, facendolo suo con determinazione. Dopo la vittoria ottenuta per 1-0 contro il Leverano, il Taurisano proverà a stappare lo champagne del salto di categoria domenica prossima in casa del Cutrofiano, fanalino di coda della competizione. Ai granata basterà un pareggio per conquistare la matematica e salire ufficialmente sul treno della Promozione.

La squadra presieduta da Alberto Tornesello (foto accanto) vanta il miglior attacco del torneo in virtù delle reti siglate da Gianni Pedone (15) e Luigi Zilli (11), oltre alla difesa meno perforata del Girone. La coppia del pacchetto arretrato composta da Salvatore Febbraro e Luigi Preite ha fornito ampie garanzie per tutto l’arco della stagione, insieme ad un centrocampo che ha potuto beneficiare dell’esperienza di capitan Ivan Galati (a sinistra).

“Siamo ad un passo dalla Promozione e resteremo concentrati sino alla fine per regalare una grande gioia alla società e ai nostri tifosi – spiega Galati -. L’ottimo lavoro svolto da Manco e il suo staff ha permesso al Taurisano di fare il vuoto in classifica con il supporto di una tifoseria calda e sempre presente”. “Ci sarà tempo e modo per programmare la prossima stagione per confrontarci in un campionato molto più difficile – commenta il presidente Tornesello -. Abbiamo composto un organico di taurisanesi e lo spirito d’appartenenza ha fatto al differenza”. A dieci punti dal Taurisano staziona il Racale di mister Botrugno. Inseguono il Seclì (40), il Soleto (40), il Poggiardo (34) e il Capo di Leuca (25).

Parabita – Continua il botta e risposta tra le forze politiche di Parabita. Giovedì 19 aprile, alle 19 in piazza Umberto I, a parlare  saranno i consiglieri di opposizione Alberto Cacciatore, Antonio Prete e Adriano Merico, gruppo consiliare Cambiamo Insieme, pronti a fare il punto sugli ultimi travagliati avvenimenti seguiti al reinsediamento della Giunta e culminati con le pre-annunciate dimissioni del sindaco. A nemmeno un mese dall’esito positivo del ricorso proposto dinanzi al Tar del Lazio dal sindaco Alfredo Cacciapaglia e dalla sua maggioranza, dunque, il calderone politico torna a bollire, in un clima oggi più polemico che mai. Al centro del dibattito, e certamente anche al centro della scaletta del comizio delle minoranze, c’è l’ultimo intervento tenuto dal sindaco, anche lui in piazza la scorsa settimana con un’”invettiva” che non ha risparmiato critiche ai rivali, in Consiglio comunale e fuori, e che ha tenuto banco nei giorni successivi con diversi strascichi polemici.

Alessano – È conto alla rovescia, ad Alessano, per l’arrivo di Papa Francesco. Dieci anni dopo Ratzinger a Leuca e 24 dopo Wojtyla a Lecce, un pontefice torna, dunque, nel Salento: questa volta seguendo la scia di don Tonino Bello, l’indiscusso “costruttore di speranza e profeta di pace” del quale proprio venerdì 20 aprile ricorre il 25° anniversario della morte. Alessano (suo paese d’origine) e il Salento intero sono da tempo in fermento per preparare al meglio l’evento, al quale sono attese oltre 20.000 persone: il rigoroso protocollo vaticano prevede l’arrivo del Santo Padre in elicottero alle 8.30 nelle adiacenze del cimitero, dopo essere atterrato all’aeroporto militare di Galatina alle 8.20 proveniente in aereo da Ciampino. Il pellegrinaggio alla tomba di don Tonino porterà Bergoglio a calcare il suolo tanto caro all’ex presidente di Pax Christi soltanto per un’ora visto che già alle 9.30 lo attende il volo verso Molfetta per un’altra serie di appuntamenti, sempre nel segno del vescovo scomparso nel 1993, con la celebrazione della messa alle 10.30 al porto ed il decollo alla volta del Vaticano previsto per le 12.

Le misure di sicurezza Imponenti, ma non “soffocanti”, saranno le misure adottate per garantire che tutto possa svolgersi nella massima sicurezza (vietate, ad esempio, le sedie pieghevoli così come i bastoni per i selfie) ma garantendo  quel “contatto” con la gente che Bergoglio ha sempre dimostrato di cercare. Ad accogliere il Papa saranno il vescovo della diocesi di Ugento Santa Maria di Leuca Vito Angiuli e il sindaco di Alessano Francesca Torsello. Personale e riservato sarà il momento di preghiera sulla tomba di don Tonino, con il saluto ai familiari (saranno 16) tra i quali i fratelli Trifone e Marcello Bello. A seguire l’incontro con il pubblico radunato sul piazzale antistante ricavato su di un’area di 18mila metri quadrati (5mila le sedie disponibili): da qui, grazie a due maxi-schermi, sarà possibile assistere alla preghiera davanti alla tomba e, successivamente, pure alla messa da Molfetta. Salvo eccezioni, il Papa dovrebbe salutare una delegazione composta da venti ammalati (le richieste sono state oltre 500), oltre ad una famiglia di rifugiati siriani e ad alcuni immigrati ospiti del locale Sprar.

Gli orari consigliati Gli organizzatori invitano a raggiungere Alessano sin dalle 4.45 e al più tardi fino alle 7.15: per le auto, gli autobus e le moto (ma pure le biciclette) ci saranno percorsi “dedicati” che conducono alle varie arie parcheggio previste. In molti, però, raggiungeranno Alessano prima di venerdì: il tutto esaurito si registra, infatti, nelle strutture ricettive della zona mentre sono state prese d’assalto anche le abitazioni private per l’affitto di qualche giorno. Dai centri limitrofi, inoltre, si prevedono colonne di pellegrini impegnati a percorrere a piedi la distanza verso l’area dell’evento.

La veglia con don Luigi Ciotti e don Salvatore Leopizzi Significativa sarà la veglia della notte precedente animata, nella piazza intitolata proprio all’ex vescovo di Mofetta, dai giovani e dagli scout (in totale almeno 800) e da quanti vorranno unirsi. All’iniziativa, organizzata dall’Ufficio di pastorale diocesana giovanile di Ugento-Santa Maria di Leuca, sarà presente anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e don Salvatore Leopizzi di Gallipoli, di Pax Christi ed amico fraterno di don Tonino. Verranno letti brani del presule nato ad Alessano il 18 marzo del 1935 ed il suo messaggio “universale” verrà replicato anche dai tanti filmati che lo ritraggono nei momenti più significati della sua vita pastorale. Gli stessi giovani (per loro è prevista la possibilità di dormine nella scuola elementare) animeranno anche l’attesa delle prime ore del mattino.

La diretta televisiva Per quanti non potranno vivere dal vivo la visita del Papa, Tv2000 garantirà una programmazione speciale nell’arco dell’intera giornata, con le dirette da Alessano e Molfetta, ospiti in studio e testimonianze. Nel corso della giornata, l’emittente Cei manderà in onda documentari e film a tema: alle 12.20 e alle 19 “Sui passi di don Tonino” documentario a cura di Cristiana Caricato e Nicola Ferrante con le testimonianze dei fratelli Trifone e Marcello e dei più stretti collaboratori che hanno condiviso con don Tonino i momenti più intensi della sua vita ed in seconda serata il documentario “La croce e la fisarmonica” di Giovanni Panozzo attraverso gli occhi e le parole di chi ha incontrato e conosciuto profondamente don Tonino (tra cui don Salvatore Leopizzi e Giancarlo Piccinni, di Gallipoli).

I doni e la cornice L’addobbo florale che abbellirà il palco durante la celebrazione è stato donato dal Comune di Taviano e dalle aziende florovivaistiche della città. Sul palco verà pure portata la settecentesca icona originale della Madonna di Leuca, proveniente dalla basilica di De Finibus Terrae, sulla quale il Pontefice poserà il suo dono: un rosario d’oro e onice. La diocesi offrirà il denaro raccolto nelle varie parrocchie nel corso della Quaresima (da destinarsi secondo le intenzioni benefiche di Bergoglio) e un quadro d’argento raffigurante la Madonna di Leuca. Altri doni da parte della Fondazione Don Tonino Bello (un pastorale in legno d’ulivo) e una serie di prodotti artigianali, mentre il Comune di Alessano donerà un quadro.  Per l’occasione, infine,  Poste Italiane ha previsto anche uno speciale annullo filatelico.

 

Gallipoli – Sarà stata una situazione definita “di stallo” o l’inconsistenza dei risultati del famoso Tavolo tecnico (l’ultima riunione sarebbe stata annullata per troppe assenze) o ancora il tempo che stringe, certo è che commercianti, operatori turistici, balneatori, imprenditori, hanno deciso di prendere l’iniziativa tutti insieme. Due le mosse per attirare l’attenzione ed avere risposte “che dal tavolo tecnico, che ormai viene riunito sempre di meno dal’assessore Emanuele Piccinno (foto), non sono mai state ufficializzate e concretizzate”. La prima iniziativa riguarda la richiesta di istituire una commissione temporanea speciale, come previsto dal Regolamento comunale, sulla falsariga di quella che si occupata di recente del traffico e della Ztl nel centro storico.

Una “commissione temporanea speciale” come quella per il traffico nel centro storico L’istanza è stata elaborata a fine marzo scorso, protocollata il 3 aprile ed inviata al presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’assessore al Turismo, ai presidenti delle commissioni consiliari Urbanistica, Lavori Pubblici, Traffico urbano; Sviluppo economico; Ambiente, Tutela del territorio e Servizi pubblici; una copia per conoscenza – ma non solo, visto che si fa riferimento al famoso Patto per la sicurezza e lo sviluppo di due anni fa e alla lotta all’abusivismo commerciale e ricettivo – anche al Prefetto di Lecce. Firmataria della missiva la neonata associazione temporanea di scopo “Consulta Gallipoli Turismo Cgt”, che raggruppa praticamente tutte le associazione che hanno a che fare con questo settore manca all’appello solo quella dei B&b del centro storico). Matteo Spada (foto accanto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori, è anche il portavoce dei sodalizi Silb – Fipe (locali da ballo), Federbalneari Salento, Cna Puglia e Cna Balneatori, operatori turistici, imprenditori turistici della Città bella, Case vacanza Puglia.

I temi urgenti: litoranea e cantiere, parcheggi stagionali e permanenti, autorizzazioni balneari, i Distretti, l’abusivismo “Una o più commissioni consiliari , anche mediante il coinvolgimento di tecnici specializzati, sui temi urgenti della collettività e d’interesse generale” sollecitano dal raggruppamento, a cominciare dal cantiere sulla Litoranea Sud: tempi di ultimazione dei lavori, messa in sicurezza delle aree, eventuale incarico a tecnici per la revisione del progetto iniziale circa l’accesso agli stabilimenti e strutture ricettive e al demanio pubblico. Altra spina nel fianco, le Norme tecniche di attuazione del’attuale Piano regolatore generale circa le aree in cui insistono gli stabilimenti balneari (oggetto di recente di una serie di ordinanze di smantellamento con revoca della concessione) chiarendo il punto dolens sulle attività ricreative e d’intrattenimento (si propone lo strumento della conferenza dei servizi) e trovando il modo per riconfermare urbanisticamente quelle autorizzazioni. Segue, perché in parte intrecciato al precedente tema. il nodo dei parcheggi stagionali per il litorale Sud e Nord; i parcheggi permanente, compreso quello nell’area portuale, aree di prima accoglienza turistica e potenziamento della segnaletica; info point collocati in punti strategici. Torna poi la spinta per accelerare procedure e tempi per l’istituzione del Distretto turistico e Distretto urbano del commercio entrambi strumenti per perseguire adeguatamente gli obiettivi indicati” e magari anche una Ats (associazione temporanea di scopo) con dentro il Comune “per affrontare insieme alle associazioni i temi urgenti sul tappeto”.

“Tavolo tecnico morto per assenze e mancanza di atti ufficiali concreti” Va da sé che il tavolo tecnico viene ritenuto superato: “Non si riunisce da qualche mese, – dicono dalla Cgt – e l’ultima riunione è saltata per le assenze. Un esito scontato – rimarcano – considerato che ad ogni conclusione condivisa raggiunta e concordata con gli Amministratori, non ha mai fatto seguito una delibera o un atto del Comune che la realizzasse e la rendesse concreta”. Seguendo invece il percorso e l’esempio della commissione speciale sul traffico limitato del Centro storico, con i consiglieri componenti che hanno coinvolto ed ascoltato gruppi associazioni e operatori vari, si potrebbe giungere ad una conclusione “istituzionale” da portare poi all’esame del Consiglio comunale per le conseguenti decisioni. “Cambiamo il metodo, visto che il precedente non ha portato frutti – concludono i promotori del neonato raggruppamento – e tentiamo di recuperare il grave ritardo già accumulato in questa delicata fase della programmazione stagionale”. Lo hanno scritto infine anche al prefetto: da parte loro, sono disponibili a metterci consulenze, esperti e contributi concreti mirati per raggiungere gli obiettivi indicati.

Gallipoli – Operai e tecnici al lavoro questa mattina sul seicentesco  ponte che collega Gallipoli vecchia alla terraferma. Scopo degli interventi è ripristinare i lampioni caduti o rimossi perché pericolanti dopo la burrasca di vento di sabato 31 marzo. In quella giornata, che precedeva Pasqua, uno dei lampioni installati appena nel’agosto scorso era stato divelto dalla furia del vento per poi finire sopra un’automobile parcheggiata nella strada che corre parallela verso il mercato del pesce. Dalle verifiche dei vigili del fuoco subito accorsi sul posto, era scaturito il bisogni di rimuovere altri due corpi illuminanti che non risultavano perfetto agganciati al loro sito-

Ne erano scaturite polemiche politiche e critiche sulle reti sociali, soprattutto per il fatto che i lampioni erano stati messi a dimora da appena sette mesi. Il progetto definitivo aveva aumentato a 14 i corpi illuminanti sui due lati del ponte, portando da 80mila a 108mila la spesa finale per conto del Comune.

Gallipoli – Una serata all’insegna della solidarità, tutta da ridere: ben 9645,50 euro sono stati devoluti al “Centro Ilma” di Gallipoli, grazie allo spettacolo dello scorso 12 aprile presso il Teatro Italia, inziativa promossa da “Lilt – delegazione di Gallipoli” (Lega italiana per la lotta contro i tumori) con presidente Preziosa Portoghese. “La famija tifettusa”, questo il nome dello spettacolo, è stato presentato dall’associazione culturale e teatrale “La Comunità del Canneto”, riunitasi dopo molti anni per l’occasione, con la regia di Maurizio Rizzello e con attori Ninì Rizzello, Melina Greco, Vincenzo Casole, Cristina De Vittorio, Alberto Romano, Emanuele Casole, Angelo Cortese e Giovanni Tricarico. “Volevamo ringraziare tutti i componenti della Lilt, i partecipanti della serata, il bravissimo regista Maurizio Rizzello e i membri della Comunità del Canneto per questa iniziativa che ha riscosso così successo e ha trovato tanta sensibilità – afferma Cristina De Vittorio, una delle partecipanti alla commedia e volontaria del centro Lilt locale -. Abbiamo scelto di riproporre questa commedia perché dopo la sua ultima rappresentazione di molti anni fa, la protagonista principale, Ada Rita Rizzello, è venuta a mancare dopo avere lottato contro un tumore. Questa serata è stata dedicata a lei e a tutte le persone care che lottano o che hanno lottato ma non ce l’hanno fatta, che resteranno per sempre nel nostro cuore”. Alla fine della serata è stato premiato anche il piccolo Simone Busti, il volontario più giovane della Lilt locale, che ha anche preso parte alla commedia. “La serata è stata realizzata in memoria di Ada Rita Rizzello – conclude la presidente Lilt di Gallipoli, Preziosa Portoghese – ma è stata anche un invito a combattere contro questo male e a guardare il futuro con speranza; e la gioia più grande è stata vedere sorridere nel teatro molte donne che lottano quotidianamente”.

Tricase – «La maggior parte dei ragazzi di Tricase sa nuotare grazie a lui». Questo è il ricordo predominante in chi ha frequentato la parrocchia della Natività prima ancora che don Tonino Bello diventasse vescovo (la nomina risale al 10 agosto 1982). Con lui, i giovani di quegli anni erano soliti andare a mare e “misurarsi” con la sua innata competitività, messa in moto sempre al fine di coinvolgere, di integrare. Anche a Tricase (dov’è stato parroco dal gennaio 1979 al 1982, quando ricevette la consacrazione a vescovo), di lui si ricordano i sorrisi sempre accesi, le parole semplici, il suo prodigarsi verso la comunità, ma anche la Ritmo blu “tutta scassata” e il suo ciclomotore “Ciao” (fino al 27 maggio in mostra in parrocchia insieme ad altrui suoi cimeli). E le sue celebrazioni, sempre piene.  «Le sue omelie erano sempre diverse, ogni volta la chiesa era sempre piena, si dovevano aggiungere delle sedie oltre agli scanni. Don Tonino non rimaneva mai sull’altare, scendeva in mezzo ai fedeli e parlava della vita quotidiana con parole semplici. Era unico. Dopo di lui non ho mai visto la chiesa così gremita», ricorda Maria Grazia Sodero, oggi docente presso l’Istituto professionale di Tricase intitolato proprio al parroco nato nella vicina Alessano, il 18 marzo del 1935, e scomparso appena 58 anni dopo, il 20 aprile del 1993 a Molfetta, dov’era vescovo.

Gli attuali “prof” lo ricordano come docente «L’Istituto è dedicato alla figura indimenticabile di “Don Tonino Bello”, parroco della chiesa madre di Tricase e vescovo di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi e Ruvo di Puglia, profeta della cultura degli ultimi e della pace nel mondo», si legge sul sito della scuola. Tra i luoghi di don Tonino, l’Istituto professionale (già liceo classico) occupa un posto di rilievo per averlo avuto come docente. E molti dei professori o del personale impiegato attualmente lo ha pure avuto come “prof”. «Questa stanza – afferma la dirigente Anna Lena Manca mostrando il suo ufficio – era una delle classi in cui don Tonino insegnava. E quando il 28 aprile del 2009 l’istituto venne intitolato a lui, con una cerimonia presieduta da don Luigi Ciotti, l’emozione fu tangibile». Oggi nel piccolo “Giardino dei grandi” dell’istituto c’è un alberello di ulivo a ricordarlo.

La mano tesa verso i giovani Ma a Tricase c’è anche chi ricorda una piazza Pisanelli inaccessibile per la tanta gente presente al momento della sua consacrazione a vescovo e il silenzio assordante e colmo di emozione quando si stese a terra per baciare il pavimento. È ancora riecheggiano le sue parole: «Ringrazio Dio per il dono che mi ha concesso». «Come si può dimenticarlo! Lo ricordo come se fosse ieri. Io – è il commento di Silvana Zocco, ausiliaria dell’istituto – sono cresciuta con lui in piazza Pisanelli e mia sorella è stata sposata da lui. Per il matrimonio non ha voluto un centesimo». Che fosse aperto a tutti, senza preclusioni per nessuno, è opinione comune. Così come il fatto che fosse sempre pronto ad  accettare ogni tipo di collaborazione quando si trattava di tendere una mano verso i giovani e gli ultimi. «Erano i primi anni 80 quando anche a Tricase si diffuse l’uso delle droghe. Io – afferma il docente Rocco Panico – facevo parte di un’associazione laica, ma non si tirò indietro quando gli chiedemmo un aiuto. Anzi, ci consigliò e supportò nel nostro lavoro».

La passione per lo sport  Don Tonino è ricordato come docente anche ad Ugento, quando insegnava al seminario. «Stava sempre con noi, ci faceva giocare sempre a calcio o a pallavolo. Da Bologna – ricorda il docente Ippazio Caloro – portò l’amore per la pallavolo contribuendo in maniera decisiva alla diffusione di questo sport in paese». Per tutti, la beatificazione altro non è che una naturale evoluzione per uno che è stato “più che giusto”.

“L’alba del Papa” e la promessa mantenuta Ad Alessano per “l’alba del Papa”In questi giorni di preparazione all’arrivo del Papa ad Alessano, per il 25° anniversario della scomparsa di don Tonino, c’è chi si è recato al cimitero per sistemarlo, e chi non ha resistito a sbirciare nei luoghi in cui sarà accolto Bergoglio. Anche se non si nascondono le apprensioni. «Sono attese troppe persone: dovranno lasciare la macchina molto lontano e raggiungere a piedi il cimitero. Speriamo che Alessano “non collassi”», si lascia scappare uno dei vecchietti che gioca a carte al bar davanti alla Fondazione del paese. Già per la veglia della vigilia (con don Luigi Ciotti e don Salvatore Leopizzi) sono attesi in oltre un migliaio, tra scout e giovani delle parrocchie (che passeranno la notte in paese aspettando l’“alba del Papa”), tra canti e preghiere a partire dalle 22 nella piazza centrale dove si affaccia la collegiata del Santissimo. Lasciando il suo paese per l’ultima volta, il 15 febbraio del 1993 (pochi mesi prima della sua morte) don Tonino si congedò da amici e parenti ricordando a tutti che “in un modo o nell’altro” vi avrebbe fatto ritorno. Oggi sono in molti a ricordare la sua profezia: «Tra 25 anni sarò io a dare qualcosa ad Alessano e a Molfetta». E la promessa è stata mantenuta.

Melissano – Ricorre quest’anno il 50° anniversario della morte di don Quintino Sicuro, servo di Dio, avvenuta il 26 dicembre 1968 sul Monte Fumaiolo, a Balze di Verghereto, dove ha operato. La sua storia è indelebilmente segnata dalla scelta di abbandonare l’onorabile divisa di vice-brigadiere della Guardia di Finanza per rinunciare a tutto e dedicarsi completamente alla fede e alla meditazione silenziosa con Cristo, indossando i poveri panni del prete eremita. L’associazione melissanese “Amici di don Quintino Sicuro”, presieduta da Nicola Scarpa, ha previsto una serie di appuntamenti che celebreranno, con la forza della preghiera e della partecipazione, un accadimento degno di memoria ed importanza per la comunità compaesana e non solo. Già in questi giorni, infatti, è in visita a Melissano l’eremita Giambattista Ferro, custode dell’eremo di Sant’Alberico, che fu ristrutturato proprio da don Quintino. L’eremita ha incontrato i soci in sede, la comunità di fedeli presso la Chiesa Madre e i Giovanissimi di Azione Cattolica e Anspi nella Chiesa di Gesù Redentore. Quest’evento è stato preceduto, l’11 aprile, dalla presentazione del logo dell’anniversario realizzato dal prof. Franco Ventura, nella sede associativa di via Paolo Veronese, 13.

Il 29 maggio prossimo, in occasione della commemorazione della nascita di don Quintino, sarà disposta una celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Elio Di Nunno, cappellano militare regionale della Guardia di Finanza. Il 5 giugno, ricorrenza del Battesimo di don Quintino, la liturgia sarà celebrata da Sua Eccellenza Monsignor Douglas Regattieri, vescovo della diocesi di Cesena-Sarsina. In estate, il 29 agosto, è fissato un pellegrinaggio all’eremo per la “Festa di Sant’Alberico”. La serie di appuntamenti culminerà il 26 dicembre 2018, giornata del 50° anniversario della morte del sacerdote-eremita, quando il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna presiederà la celebrazione eucaristica in onore del servo di Dio melissanese.

Nardò – Sono partite oggi e proseguiranno fino a domenica 22 aprile a Nardò le riprese di “U Muschittìeri”, il cortometraggio del regista Vito Palumbo sull’infanzia di Giovanni Falcone. Il centro storico è stato scelto come set per tracciare la genesi di una delle figure più importanti della storia del nostro Paese, a cui si intrecciano le paure e i pensieri del bambino raccontato per primo dallo scrittore palermitano Angelo Di Liberto nel suo libro “Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d’infanzia”. Ad interpretare il piccolo Giovanni Falcone sarà Gabriele Provenzano, già presente nella Mafia uccide solo d’estate 2, accanto a lui, nei panni di Maria Falcone, la piccola Daria Civilleri. Nei ruoli dei genitori di Giovanni, Arturo e Luisa, David Coco (L’uomo di vetro, Il cacciatore) e Simona Cavallari (Il capo dei Capi, Squadra antimafia – Palermo oggi).

In questi giorni saranno chiuse al traffico via De Pandi, location scelta per le riprese, via Immacolatella e via San Lorenzo (sarà consentito l’accesso ai residenti). Oltre a Nardò la troupe sarà anche a Lecce e Martano. “Non è una novità che Nardò piaccia al cinema – dice l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – e ovviamente siamo molto contenti di questo vista l’enorme forza che ha la settima arte. In questo caso siamo contenti un po’ di più per il valore simbolico di questo cortometraggio che racconta per la prima volta sul grande schermo un profilo poco conosciuto della vita di un grande italiano come Giovanni Falcone”. “Siamo una meta importante del cineturismo regionale – ricorda l’assessore al Turismo Giulia Puglia – e questo lavoro di Vito Palumbo rinforzerà il legame tra la nostra città e il cinema, tra Nardò e chi viaggia seguendo le rotte e i luoghi visti sul grande e sul piccolo schermo”.

“Non si deve essere necessariamente eroi per combattere il male – spiega Vito Palumbo, Premio speciale della giuria ai Nastri d’Argento 2015 con il suo corto Child K sull’olocausto dei disabili per mano nazista – anzi il mio intento è quello di smitizzare la figura di Giovanni Falcone. Potrebbe sembrare un obiettivo negativo, ma non lo è. Voglio raccontare una bellissima storia di umanità e coraggio, di un bambino normalissimo, come tutti gli altri, che lo riavvicini a noi e ci faccia credere che il “miracolo” può ripetersi”. Il corto è prodotto da Recplay di Roberta Putignano, Intergea di Donatella Altieri e Beagle Media di Vincenzo De Marco, in coproduzione con Raicinema e con il patrocinio morale della Fondazione Falcone e del Comune di Palermo. Hanno firmato la sceneggiatura il regista Palumbo, Angelo Di Liberto, Giuseppe Triarico, Giuseppe Isoni e Andrea Brusa. La fotografia è affidata al maestro Daniele Ciprì.

Nardò – Liceali neretini in India a incontrare colleghi asiatici e il Dalai Lama nell’ambito di uno scambio culturale di ampio respiro. È l’avventura che stanno per affrontare docenti e studenti dell’istituto superiore “Galilei”, diretto dalla dirigente scolastica Emilia Fracella. Da domani al 25 aprile infatti una delegazione di Nardò sarà ospite dell’Him Academy Public School di Hampirpur (India) per la seconda fase di un progetto avviato nel 2017 e mirato all’educazione alla cittadinanza globale. Nel maggio dell’anno scorso fu il “Galilei” a ospitare la dirigente scolastica indiana della Him Academy, Naina Lakhanpal, allora accompagnata da uno studente (nella foto di gruppo). Adesso è giunto quindi il momento di ricambiare la visita: in rappresentanza del liceo neretino sono in partenza sette studenti e due professori, tra i quali Pasquale Mariano, docente di inglese del “Galilei” e referente del progetto.

«Sarà occasione di confronto – fanno sapere dalla scuola – sulle rispettive culture e tradizioni, sui sistemi scolastici ed economico-sociali dei rispettivi Paesi, nonché di promozione del territorio». L’iniziativa ben si sposa con gli obiettivi dell’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile 2030, che punta a “fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. Scuola e società italiana saranno così impegnate sempre più spesso nei prossimi anni a fornire agli studenti le conoscenze necessarie per promuovere sviluppo sostenibile, diritti umani, uguaglianza di genere e cultura di pace e nonviolenza. In quest’ottica, momento significativo del viaggio in Asia della scolaresca neretina sarà la visita al monastero di Macleodganj per incontrare Sua Santità il Dalai Lama.

 

Gallipoli – Nel 2013 il dottor Vito Procacci, attuale direttore del reparto di Emergenza-urgenza del Policlinico di Bari, organizza nell’antico mercato antico di piazza Imbriani, a Gallipoli, il congresso regionale della Società italiana di medicina di emergenza ed urgenza. Ad ispirare il medico è l’impegno di don Tonino Bello, il vescovo nato ad Alessano capace spesso, con i suoi gesti e con i suoi scritti, di cambiare  completamente il percorso di vita di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo e di ascoltarlo. E di ciò il medico di Molfetta può essere un testimone privilegiato. «La scelta di Gallipoli non fu casuale ma dettata dalla volontà di affrontare un tema così importante nella terra di don Tonino», afferma oggi il medico di Molfetta. «In quella circostanza volli testimoniare i passi da gigante che avevamo fatto e lo feci attraverso una celebre frase di don Tonino “A Sud l’orizzonte si è schiarito grazie alle donne e agli uomini capaci di lottare”». «Dal mio punto di vista – afferma il primario – l’esperienza e la conoscenza di don Tonino, sia come mio vescovo sia testimone di pace, di gioia di carità, è stata molto importante. Da quella figura ho imparato che la vita ha un senso nel momento in cui diventa donazione nei confronti degli altri. Faccio il medico d’emergenza da oltre trent’anni e posso dire che anche nei momenti più critici non mi sono perso d’animo grazie a questa grande figura di riferimento». Fondamentale è l’estate del 1991 con lo sbarco nel porto di Bari, in quel fatidico 8 agosto, di oltre 20mila migranti in quella che viene ricordato come il più grande sbarco di migranti in Italia su una singola nave.

Don Tonino e lo sbarco degli albanesi Don Tonino si muoveva nello stadio della Vittoria, dove erano stati trasportati gli albanesi, cercando disperatamente di dare conforto. «Le persone non possono essere trattate come bestie», scriverà in un duro articolo su Avvenire attirandosi le ire dell’allora ministro degli Interni Vincenzo Scotti. Dall’altra parte della città, invece, presso il Pronto soccorso i medici provavano a districarsi nell’ingente numero di pazienti che all’improvviso aveva intasato il reparto. Qui, il giovanissimo dottor Procacci era stato assunto proprio per far fronte all’emergenza. «In quella circostanza il Pronto soccorso scoppiò, finì sotto assedio. La sofferenza era tangibile ovunque. E non bisogna pensare ad un reparto strutturato come quelli attuali. La medicina di emergenza-urgenza non era per niente sviluppata. C’era lo scontro tra un bisogno grave ed importante della popolazione e, di fatto, una risposta strutturale assolutamente inadeguata. All’epoca il Pronto soccorso era un posto di passaggio per i medici, si iniziava da lì per poi spostarsi in altri reparti. Avrei dovuto fare anche io così e invece in quel reparto ci sono rimasto una vita. Sarei dovuto andare via ma conoscere don Tonino mi ha cambiato la vita. Ho iniziato a percepire la capacità di cogliere il sacrificio e la sofferenza come degli elementi di crescita umana e professionale. Per cui, animato dalla sua figura, ho cominciato a capire che questo lavoro poteva farmi crescere, poteva essere un luogo dove declinare, anche in maniera laica, gli aspetti più belli che la sua figura mi avevano suggerito». Fu proprio quel congresso organizzato venti anni dopo a Gallipoli a suggellare la crescita generale del ruolo e dell’importanza della medicina d’urgenza in generale.

 

Maglie – Doppio incontro sul tema della Costituzione presso l’auditorium del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie nell’ambito del progetto “Io. Tu. Noi. Bene: comune plurale. Cittadinanza attiva e bene comune”. Giovedì 19 aprile sarà il professor Sabino Cassese, ex ministro e giudice emerito della Corte costituzionale, a dialogare con gli studenti sul tema “Come è nata e come si è sviluppata la Costituzione italiana”. Il giorno dopo sarà, invece, l’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli a dialogare sul tema “Costituzione, libertà individuale e bene comune. Il valore del volontariato”. Entrambi gli incontri, in programma alle 10.30, saranno introdotti dalla dirigente scolastica Annarita Corrado.

Casarano – Teatro e solidarietà a Casarano con l’appuntamento proposto dal gruppo comunale Aido “D. Cataldo”. “Non ti pago” è la commedia di Eduardo De Filippo proposta al Manzoni dal “Teatro della Busacca” di Francesco Piccolo per sensibilizare sul tema della donazione di organi e tessuti. L’appuntamento è per le ore 20.30 (porta ore 20) di venerdì 20 aprile. Nel corso della serata interverrà il dottor Giancarlo Negro (di Sannicola), coordinatore trapianti dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, per informare sull’importante tema della donazione. «Con l’occasione – afferma dall’associazione presieduta da Luca Sabato – siamo compiaciuti del fatto che finalmente anche nel nostro Comune è ormai possibili esprimere la propria volontà alla donazione degli organi in fase di rinnovo della carta di identità». Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero 320/7605935.

Collepasso – Un’intera comunità cittadina in festa, a Collepasso, per il secolo di vita di Rosaria Marra. La signora, da 18 anni rimasta vedova di Giuseppe Reho, vive in via Aia Vecchia ed è madre di  sei figli: Giuseppina vive a Collepasso, Luigi a Tuglie, Rocco a Torino, Giovanni in Francia, Antona e Lucia vivono in Svizzera. A farle da contorno anche 16 nipoti e 18 pronipoti. Insieme ai figli, nipoti, parenti ed amici, lunedì 16 aprile è stato il sindaco Paolo Menozzi a consegnarle una targa e un fascio di fiori formulando i migliori auguri dell’Amministrazione comunale e della comunità di Collepasso.

Sannicola – Appuntamento mercoledì 18 aprile, alle ore 19, presso il frantoio ipogeo di via Roma, a Sannicola, per il ”Tè letterario” organizzato dall’associazione Ionia, in collaborazione con Consortium iuris, Axa cultura e Pro Loco. Sarà presentato il libro “Il mobbing coniugale” di Fernanda Vaglio, avvocato cassazionista, cultrice di diritto privato presso l’Università di Pisa. «Abbiamo organizzato quest’evento – commenta la presidente della “Ionia” Marilena De Stasio – nell’ambito delle nostre attività di contrasto alla violenza sulle donne e di promozione della cultura della legalità. Riprendiamo la nostra abitudine di ragionare di argomenti anche così importanti, con una tazza di tè e dei buoni dolci che saranno offerti al pubblico. Il tema è molto importante e molto attuale e i relatori di eccezione». Dialoga con l’autrice l’avvocato Alessandra Capone, presidente dell’associazione “Consortium iuris” nella serata presentata dalla giornalista Maria Cristina Talà. L’autrice, tra l’altro anche componente della commissione Pari opportunità del Comune di Gallipoli, ha al suo attivo numeri e qualificati studi.

 

 

Gallipoli – “La prima volta che l’ho visto era il gennaio del 1982. Accompagnavo monsignor Bettazzi, allora presidente internazionale di Pax Christi; dopo una conferenza a Gallipoli eravamo diretti a Tricase per parlare in una scuola di pace e solidarietà. Finito l’incontro, ci fermammo a pranzo dalle suore d’Ivrea. Lì, con don Eugenio Licchetta, che aveva organizzato l’iniziativa, c’era anche il parroco della chiesa madre tricasina, don Tonino Bello appunto”: cominciava così un incontro che sarebbe durato tutta la vita e dopo. Lo racconta don Salvatore Leopizzi nel libro edito da Manni “Don Tonino Bello, croce e fisarmonica” del 2008. “Per me quell’incontro segnò l’inizio della grande amicizia con don Tonino. Un legame umano davvero entusiasmante e sicuramente  provvidenziale”, prosegue don Salvatore che martedì 17 aprile, alle ore 18,30 nella sua chiesa di S. Antonio di Padova racconterà questo ed altri ricordi. La riunione avrà inizio alle 19,45 e s’intitola “Incontriamo don Tonino Bello”, in vista della venuta di Papa Francesco in occasione della venticinquennale della scomparsa del parroco profeta, come lo chiamano in tanti.

Nel corso della serata verranno forniti elementi organizzativi circa i due pullman che da Gallipoli partiranno nelle prime ore del 20 aprile verso Molfetta e verso Alessano. Ma soprattutto si conoscerà qualcosa di più e più a fondo un rapporto davvero esemplare e duraturo. “Riconosco di avere un grande debito personale di gratitudine e riconoscenza – dice don Salvatore – per gli innumerevoli e immeritati benefici ricevuti. La sua amicizia, la sua condivisione dell’impegno in Pax Christi, le confidenze fraterne, la premurosa ospitalità a Molfetta ed Alessano, i viaggi in Terra Santa, in Etiopia (nella foto), in diverse parti d’Italia sono un immenso patrimonio spirituale”. Ricorda ancora don Salvatore: “Allora don Tonino era proprio come un uomo normale? mi chiese uno studente alla fine di un incontro in cui avevo parlato della sua carica di umanità tanto esemplare quanto straordinaria. Sì, ho risposto. Don Tonino era proprio come dovrebbe essere di norma ogni uomo”.

 

 

Gallipoli – Un’evoluzione del concetto di ospitalità e accoglienza a 360 gradi. E’ partito nei giorni scorsi, con l’inaugurazione di 14/89 Food Pop, il nuovo progetto gourmet di Cantina Coppola, azienda gallipolina impegnata da decenni nello sviluppo dell’enoturismo. Significativa la presenza al taglio del nastro di sua eccellenza il prefetto Claudio Palomba, del vice prefetto Guido Aprea, del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, degli assessori regionali all’industria turistica e culturale Loredana Capone e al welfare Salvatore Ruggeri. “14/89 Food Pop” apre di fatto la nuova sfida dell’azienda gallipolina: fondere la tradizione e la competenza enologica e turistica de i Coppola e l’estro creativo di lungo corso dello chef leccese Franco Tornese. A fine maggio sarà inaugurata la nuova sede di Cantina Coppola 1489 con l’annesso ristorante “Il vigneto del gusto”. Tre dunque gli avamposti in cui si declina l’offerta gourmet del gruppo. Il locale, situato nella storica sede di Cantina, ricorda nel nome proprio l’anno di nascita di Cantina Coppola; e nel logo, un grappolo d’uva stilizzato, realizzato dall’illustratrice Giulia Tornesello, suggella il legame cibo – vino; progettato dall’architetto Cosimo Giungato, su una superficie di 400 metri quadrati, è realizzato interamente da aziende salentine. “Con questo progetto – commenta Giuseppe Coppola – la nostra azienda si evolve ancora una volta proiettando il concetto di ospitalità in una dimensione più articolata e completa attraverso la cultura del mangiare e del bere. L’obiettivo aziendale, con l’apertura della nuova moderna cantina e il sodalizio con Franco Tornese nel settore della ristorazione, è quello di qualificare ulteriormente l’offerta enoturistica, già avviata da decenni, e che oggi risponde ad una fetta importante di mercato, costantemente in  crescita, e avviare anche attraverso l’arte della cucina, un’attività di conoscenza e promozione del vino nei luoghi di sua produzione e un’educazione al concetto della stagionalità e della filiera corta”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...