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Notizie di economia, piccola impresa ed attività economiche dai Comuni della rete di Piazzasalento

L’assemblea dei soci avoltasi al Teatro Italia di Gallipoli

L’assemblea dei soci avoltasi al Teatro Italia di Gallipoli

MATINO. Bilancio approvato con un utile netto di 9,35 milioni di euro e nuove prospettive di mercato per la Banca Popolare Pugliese. Le novità sono state illustrate ai soci dell’istituto bancario presieduto da Vito Primiceri e diretto da Mauro Buscicchio nel corso dell’assemblea dei soci che lo scorso 23 aprile, presso il Teatro Italia di Gallipoli, ha approvato il bilancio stabilendo pure la distribuzione di un dividendo da 7,5 centesimi per azione. La stessa assemblea ha pure confermato Adalberto Alberici, Carmelo Caforio, Cesare Pedone e Vito Antonio Primiceri nella carica di amministratori. I soci hanno poi “preso atto con favore” della decisione di approdare nel mercato secondario. Di alcuni giorni precedenti è stata la deliberazione con la quale il Consiglio di amministrazione ha richiesto l’ammissione di tutti i titoli di propria emissione (ovvero azioni e obbligazioni) alla negoziazione sul sistema multilaterale Hi-Mtf (segmento Order driven). «L’obiettivo che si vuol perseguire – fanno sapere dall’istituto bancario – è quello di consentire, in misura più ampia rispetto all’attuale sistema di negoziazione interno, una maggiore liquidabilità dell’investimento in titoli di propria emissione e ciò, stando alle previsioni, in virtù di un più vasto numero di soggetti partecipanti al mercato».

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NARDÒ. «Vede quella? È la mia prima scrivania. La pagai 300mila lire, in dieci rate: era il 1972». Inizia così il racconto di Luciano Barbetta, imprenditore a capo di un’azienda ubicata nella zona industriale di via Lecce. Sessantanove anni, neretino, padre di tre figli (anche loro impegnati in azienda), dal 1973 Barbetta guida un sodalizio che porta il suo nome, “Luciano Barbetta srl”, specializzato nella produzione di abbigliamento di lusso per importanti case di moda. «Oggi in questo settore – spiega – riesce a reggere soltanto chi negli anni ha puntato su prodotti e servizi qualitativamente elevati, con attenzione al particolare e al dettaglio». Senza dimenticare l’etica e il rispetto per i lavoratori. «La mia azienda ha 150 dipendenti interni e 300 all’esterno. Se un partner non rispetta i contratti di lavoro, con noi ha chiuso. Puntiamo su queste prerogative: rispetto delle regole e alta qualità».

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CASARANO. Leo Shoes” va. La superstite della grande filiera che rimanda al patriarca delle calzature salentine, Antonio Filograna, assume. Di recente nell’opificio della zona industriale casaranese sono entrati altri 35 dipendenti (poi diventati 34), mentre si vanno studiando modi per rapporti proficui con alcuni istituti superiori della città, allo scopo di incrementare con talenti locali in particolare il reparto “Style & creation”, fiore all’occhiello dell’azienda, per sfornare nuovi modelli. Il trend positivo, che sicuramente ha reso più dolce il traguardo dei 50 anni da poco festeggiati da Antonio Filograna Sergio, è cominciato dal 2013 in modo consistente per consolidarsi nel 2014 e 2015 e proseguire l’anno scorso, come testimoniano le assunzioni. Secondi i dati a disposizione (fonte Saef) il fatturato 2014 era stato di 24 milioni 836mila euro con 116 dipendenti; nel 2015 il botto che lo ha portato a 44 milioni 897mila euro, 206 dipendenti ed un utile di circa 3 milioni e mezzo.

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Il sindaco Massimo Lecci e assessore alle Attivita produttive Graziano GrecoUGENTO. Nasce la consulta comunale delle attività produttive, che avrà il compito di collegare tra loro le categorie commerciali e artigianali e il Comune per favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio. Il sindaco Massimo Lecci e l’assessore alle Attività produttive Graziano Greco (nelle foto) hanno invitato le associazioni di categoria, i commercianti, gli artigiani, gli operatori della pesca e dell’agricoltura e i liberi professionisti che esercitano la loro attività a Ugento a iscriversi al nuovo organismo entro il 31 gennaio. Diverse le funzioni della nuova consulta. Sarà, stando a quanto contenuto nel regolamento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, uno strumento di indagine della realtà, dei bisogni locali e delle problematiche riguardanti le attività produttive.

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piazza patuPATÙ. Qual è il Comune in cui si pagano meno tasse? è Patù, uno dei più piccoli della provincia di Lecce, con le marine di San Gregorio e Felloniche. I suoi cittadini versano in tributi 333,49 euro l’anno. Insidiano il suo primato, restando sulla fascia jonica Tuglie (363,45), Taurisano (379,88) e Alezio 384,93). Al lato opposto della graduatoria elaborata dal centro studi “Openpolis” primeggia Porto Cesareo con ben 1619,10 euro. Al sesto posto lì in alto Ugento (742,49), Salve ottava (712,12) e Gallipoli nona (711,86). Nardò è quindicesima: i suoi cittadini sborsano ogni anno 574,89 euro. Nella fascia dei 400 euro troviamo in ordine decrescente Seclì, Matino, Racale, Galatone, Taviano, Acquarica del Capo, Parabita, Presicce, Alliste, Sannicola, Neviano, Melissano e Aradeo. Da tenere presente che i dati analizzati dal centro studi si riferiscono al 2014 e si basano sui bilanci depositati al Ministero dell’Interno, dipartimento Finanza locale.

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multe gallipoliGALLIPOLI. Verbali da autovelox del 2012 per ammontare di 500.396 euro; stesso anno ma col photored altri 197.677 euro: dal varco ztl, autovelox e photored del centro storico, sempre anno 2012 ma per mano degli ausiliari, 63.786 euro; verbali per violazioni al Codice della strada da parte dei vigili urbani pari a 124.302 euro cui vanno aggiunti altri 22.566 euro da un secondo pacchetto di contravvenzioni; verbali degli ausiliari del traffico per un totale di 136.188 euro; poi ci sono altri 280.073 euro e infine 592.040 euro del solo varco elettronico per il centro storico.

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comune-melissanoMELISSANO. La sentenza della Corte dei conti, depositata lo scorso 10 novembre e riferita all’adunanza pubblica del 13 ottobre, ha messo la parola “fine” alle speranze di evitare il dissesto finanziario per l’Amministrazione comunale di Melissano. I giudici ritengono “che l’ente non sia in grado di porre in essere gli interventi correttivi atti a sanare le criticità riscontrate e che ricorrano le condizioni dello stato di dissesto finanziario”. Nelle conclusioni, la Corte sottolinea che “è evidente che il Comune di Melissano, non disponendo di mezzi finanziari sufficienti ad estinguere la cospicua, quanto indeterminata massa debitoria, né potendo utilizzare, oltre i limiti legali, il flusso di liquidità concesso dal tesoriere, gestisce un bilancio gravemente squilibrato, inidoneo a fronteggiare validamente le obbligazioni liquide ed esigibili”. Si evidenzia, inoltre, che “l’ente non ha adottato le necessarie misure correttive per superare gli squilibri di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario e, conseguentemente, la situazione di cronica e persistente insolvenza, già rilevata da questa Sezione nei precedenti pronunciamenti, si è fortemente consolidata, se non addirittura aggravata”. Per i giudici, anche la documentazione presentata dalla nuova Amministrazione “non ha fornito un dato unitario ed esaustivo della situazione debitoria dell’ente”

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torreIN EVIDENZA. Da tempo le rimesse dello Stato ai Comuni si vanno assottigliano, mettendo gli enti locali in serie difficoltà nel garantire anche servizi essenziali. Anche per questo le Amministrazioni locali intensifIcano i controlli sul territorio, doverosi comunque. Le entrate provenienti dalle multe, specie in estate e nei paesi costieri, diventano spesso ossigeno per le asfittiche casse comunali, anche perchè i residenti aumentano notevolmente. E’ anche il caso di Salve, Morciano e Patù. Ammontano a circa 90mila euro le entrate derivanti dalle multe per il 2016 a Salve. «Un dato che conferma quello del 2015 – spiega il Sindaco – e che vede una netta preminenza delle entrate per di- vieto di sosta (80.000) su quelle derivanti da parcheggi abusivi (anche sulle dune) o dalla video-sorveglianza».

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cartello-stradale-zona-industriale-casaranoCASARANO. Qualcosa si muove, anzi più di qualcosa. Sotto le ceneri di un comparto onnivoro, che aveva fagocitato attività diverse nel nome dell’abbigliamento, delle scarpe e del lavori in fabbrica. Sotto le cenere di un comparto che aveva punte di eccellenza, cova ancora del fuoco che attrae investitori anche da terre lontane. Da martedì 18 a giovedi 20 ottobre è stato nel Salento un imprenditore russo che aveva in agenda l’incontro con alcune realtà calzaturiere del Casaranese. Due gli obiettivi perseguibili, per quanto è dato sapere da movimenti sempre molto discreti: o l’acquisizione di un’azienda che produce scarpe oppure la compartecipazione alla gestione con una rilevante quota societaria.

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Giulia Puglia

Giulia Puglia

NARDÒ. Evoluzioni in corso per l’Unione dei Commercianti, la giovane associazione che dallo scorso anno riunisce gli esercenti neretini e realizza iniziative – soprattutto nel centro storico – volte a rilanciare la città e il movimento all’interno del borgo. Dopo l’elezione della ex presidente Giulia Puglia (nella foto) al Consiglio comunale nelle liste a sostegno dell’attuale sindaco, e le polemiche su stampa e social da parte delle opposizioni e di iscritti scontenti o dubbiosi, il sodalizio si prepara a dare un nuovo assetto ai vertici, con le cariche decadute dal marzo scorso: verso metà novembre il consiglio direttivo provvisorio lascerà spazio a nuovi presidente e consiglieri, e comincerà a lavorare sulle iniziative da programmare per l’inverno.

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MATINO. Indicatori positivi per la Banca Popolare Pugliese. Il Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito presieduto da Vito Primiceri ha approvato nei giorni scorsi la situazione patrimoniale ed economica al 30 giugno. La raccolta complessiva, considerato il vero indicatore della fiducia della clientela, ammonta a 3.967 milioni di euro, con un +2,17% rispetto al 30 giugno 2015. Dopo aver scontato imposte per 2,51 milioni di euro, inoltre, l’utile netto si è attestato a 5,74 milioni con un +10,47%. Si tratta di numeri ritenuti più che soddisfacenti anche alla luce del recente inaugurazione della filiale di Matera, operativa già dal 12 agosto scorso. Ottime le prospettive che si aprono in terra lucana dove Bpp si è pure aggiudicata il servizio di tesoreria del Comune di Matera e punta senza mezzi termini a divenire punto di riferimento “a sostegno delle iniziative dell’amministrazione comunale indirizzate a cogliere pienamente tutte quelle opportunità che si dischiuderanno in vista dell’appuntamento culturale europeo del 2019 e, successivamente, consolidare il ruolo di Matera nel mondo” .

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Stabilimento Scarlino

Stabilimento Scarlino

TAURISANO. Cresce la preoccupazione degli operai e delle loro famiglie dopo il rinvio dell’incontro in Regione per indisponibilità dell’amministratore Atttilio Scarlino. La produzione dei wurstel è ferma e quella del prosciutto cotto (investimento di 3 milioni di euro) è slittata. Rimane ferma, invece, la data del 24 agosto, termine in cui scadrà la cassa integrazione straordinaria che interessa 60 dipendenti. Preoccupato anche il sindacato Flai Cgil che chiede che l’azienda” si assuma le sue responsabilità e dia risposte a lavoratori e territorio”.
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pescherecci porto gallipoli (1)GALLIPOLI. Saranno presentati e inaugurati sabato 7 novembre due progetti finanziati dal Gac jonico salentino attraverso le misure del Fondo europeo per la pesca 2007-2013. con l’obiettivo di rilanciare l’economia locale gallipolina prevalente. I progetti sono stati fortemente voluti da Vincenzo Scigliuzzo, presidente della Cooperativa armatori jonica, che sabato celebrerà l’apertura della nuova sede in Via Calò 17 alla presenza dei rappresentanti del Gac, delle istituzioni locali e della cittadinanza invitata all’iniziativa.

“Vista Mare, pescheria con cucina” è uno spazio dedicato alla cucina ittica a chilometro zero all’interno del nuovo suggestivo locale dalle volte a stella, che ospita anche i nuovi uffici dell’Armatori Jonica. Qui il pescato della cooperativa – rigorosamente di derivazione gallipolina – sarà venduto e cucinato da mani sapienti ed esperte secondo le ricette della tradizione locale. “Fish Tour”,  invece, è un autonegozio itinerante per la vendita diretta del pescato della Cooperativa, non solo a ridosso della banchina, ma anche in occasione eventi, sagre, fiere e presso paesi limitrofi.

La  Cooperativa armatori jonica è nata nel 1997 e si compone di 92 soci. Attualmente gestisce 32 pescherecci (le cosiddette “paranze”) che eseguono la pesca “a strascico”. Tutto il pescato proviene dal golfo di Gallipoli.

sergio e mario manno - scapece manno scapece 2014 (1)SANNICOLA. Inaugurata nei giorni scorsi la prima fabbrica nel nuovo settore della zona Pip (“Piano di insediamento produttivo”), completato da pochi anni. Nello specifico, si tratta anche del primo insediamento produttivo che apre nell’area industriale almeno negli ultimi 15 anni. Il merito è dell’azienda “Scapece Manno” che da sei generazioni si occupa della lavorazione del pesce.
«Si tratta di un mio sogno, iniziato 13 anni fa, nel quale ho coinvolto mio padre Sergio e che è il prosieguo del lavoro di mio nonno Mario e dei nostri avi» commenta il giovane Mario Manno (a destra nella foto con il padre Sergio), 31 anni, laureato in veterinaria con specializzazione in Scienza della maricoltura e Igiene dei prodotti ittici.

L’azienda, che ha avuto le sue prime sedi nel centro storico di Gallipoli, palazzo Pirelli e corte Palmieri, produce scapece nei tipici mastelli in legno con cui rifornisce ristoranti e pescherie e vasetti di pesce lavorato pronti da mangiare. «In azienda abbiamo anche lo show room dove è possibile conoscere a acquistare i prodotti e siamo presenti in fiere e feste», prosegue l’imprenditore. ». La costruzione dello stabilimento è stata avviata nel 2010 e completata nel 2013 per una serie di “lungaggini burocratiche ci ha rallentato ma di certo non bloccato”.

giuseppe baiardo amministratore unico iris sud casaranoCASARANO. Dal Giappone il rilancio del Tac salentino. La “Iris sud” è nelle mani del colosso nipponico “Onward Kashiwaya Ltd”, che in Europa ha preso il nome “Onward luxory group”, con un fatturato annuo di circa due miliardi di euro. L’azienda, che produce scarpe di lusso e che conta un organico di 120 operai, aveva aperto i battenti a Casarano nel 1994, raggiungendo, sotto la gestione targata Giuseppe Baiardo, livelli di sviluppo inimmaginabili in un periodo di crollo totale del settore calzaturiero. L’imprenditore piemontese, però, ha saputo far guadagnare all’azienda un consistente posto nel mercato delle calzature di lusso, tanto da attirare le attenzioni della holding giapponese, alla quale Baiardo ha venduto le prime quote nel 2005. Nel 2011, poi, si è avuto il passaggio di consegne, con l’acquisizione al 100 per cento.  La transizione si è conclusa definitivamente nei mesi scorsi con la rinuncia alla presidenza da parte di Baiardo. Una rinuncia che, però, non significa affatto l’abbandono del territorio.

«Ad ottobre – spiega Baiardo – inaugureremo il “Politecnico della moda”, che sorgerà nell’ex Cisi di Casarano, con il primo corso per modelliste. Si tratta di un progetto importante, nel quale ho investito considerevoli risorse allo scopo di formare professionisti in grado di lavorare nel settore della moda ai più alti livelli». Questo, però, non esclude l’interesse dell’imprenditore per il mondo dell’industria. «Anche in questo settore ho in mente alcune idee, nella consapevolezza che, in Italia, è proprio nell’alta moda che bisogna investire, visto che abbiamo le competenze e le professionalità giuste per poterci affermare a livello internazionale senza temere la concorrenza dei paesi emergenti», conclude l’imprenditore.

cisi foto nostre  (2)CASARANO. “Aziende cercansi” per rilanciare l’ex Cisi Puglia, presso la zona industriale. Nei giorni scorsi “Puglia sviluppo” (società con socio unico la Regione), ha pubblicato l’avviso pubblico per la selezione di imprese da insediare nell’incubatore di Casarano: nell’area sono disponibili 13 laboratori per complessivi  1.755 metri quadrati: nove nei moduli industriali con dimensione minima di 195 mq, tre da 100 mq con moduli “High tech”, ed uno da 120 mq.
Per la zona industriale di Casarano, un tempo tra le più importanti della Regione ed oggi solo una tra le più estese, si tratta di un’opportunità di rilancio dopo che la crisi del calzaturiero l’ha svuotata. “Puglia sviluppo”  intende favorire il processo di incubazione delle imprese, aiutandole a “massimizzare il loro potenziale di crescita”. Agevolazioni per gli investimenti sono previste attraverso le misure promosse dalla Regione Puglia sul portale www.sistema.puglia.it. Le imprese ammesse (profit o no profit) sono quelle che prevedono di avviare o sviluppare l’attività nell’ambito del settore manifatturiero o dei servizi. Maggiore punteggio verrà attribuito in relazione alle capacità imprenditoriali del soggetto proponente, del carattere innovativo dell’iniziativa proposta, della capacità del progetto di generare indotto e delle prospettive di mercato.

Premialità sono previste anche in presenza di una maggioranza del capitale sociale in mani femminili o di giovani under 35. Non sono, invece, ammesse le imprese che operano prevalentemente nel settore della commercializzazione di beni, ovvero che non siano in regola con il pagamento di tasse e imposte o non rispettino i contratti collettivi o gli obblighi previdenziali oppure siano destinatarie di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche. La durata del contratto non potrà essere superiore ai tre anni, eventualmente prorogabili. Il costo per l’erogazione della struttura e dei servizi varia, in base alle dimensioni, dai 2 ai 3,11 euro al mese per metro quadrato.
L’incubatore ex Cisi venne inaugurato nel dicembre del 1996 e si estende su una superficie pari ad oltre 36mila metri quadrati con uno spazio disponibile alle attività di circa 7mila metri quadrati. Per informazioni si può contattare “Puglia sviluppo” ai numeri 080/5498811 (sede di Modugno) o 0833/515111 (Casarano) o via email all’indirizzo info@pugliasviluppo.it.

banca popolare pugliese matino

vito primiceri - direttore Bpp - matino

Il presidente Vito Primiceri e, in alto, la sede della Bpp

MATINO. Ammonta ad oltre 10 milioni di euro l’utile netto per il 2014 della Banca popolare pugliese. La situazione economico-patrimoniale dell’istituto di credito presieduto da Vito Primiceri è stata approvata nei giorni scorsi dal Consiglio di amministrazione e porterà un dividendo di 0,10 euro per azione ad ogni socio.
«È un risultato soddisfacente  ottenuto ancora una volta, grazie al forte legame della Banca con la propria clientela in un contesto economico caratterizzato dal perdurare di una preoccupante e difficile situazione economica», afferma Primiceri.
Tra i dati in attivo anche quello relativo al numero dei soci dell’Istituto, cresciuto di 679 unità: da 32.209 a fine 2013 ai 32.888 allo scorso 31 dicembre. «Quanto conseguito – continua Primiceri – al di là del valore dei numeri, rappresenta in modo significativo la capacità della Banca di essere interlocutore affidabile e disponibile delle piccole e medie imprese locali, degli artigiani e delle famiglie, nonchè dei tanti depositanti ed investitori che ci onorano della loro fiducia».

Ma ci sono anche altre buone notizie in arrivo. Per i sette sportelli della Banca del lavoro e del piccolo risparmio di Benevento, di cui la Popolare ha acquisito il 90%, si attende a giorni ormai solo l’ok definitivo della Banca d’Italia mentre a gennaio è stato aperto il primo ufficio di attività finanziarie a Roma.
I soci si riuniranno in assemblea il 19 aprile, alle 9.30 presso il Teatro Italia di Gallipoli, per approvare il nuovo statuto, il Bilancio di esercizio e per rinnovare le cariche sociali.

«I risultati al 31 dicembre 2014 – rileva dal canto suo il direttore generale Mauro Buscicchio –  rafforzano la solidità e l’efficienza della Banca, che è stata capace anche quest’anno di conseguire un utile di tutto rispetto, che consentirà di  remunerare adeguatamente i soci, che continuano a riporre fiducia nella Banca e nei suoi fondamentali, che si confermano robusti. E’ ferma intenzione della Bpp, nel rispetto dei principi del credito popolare, continuare ad erogare anche in futuro credito alle aziende ed alle famiglie del territorio, pur in presenza di una crisi che sta durando ben oltre la più pessimistica previsione. Proprio per questo il Cda ha approvato di recente il Piano strategico 2015-18 che, sulla base dell’analisi del contesto economico di riferimento,  consente di guardare al futuro prossimo con sufficiente fiducia».

PzzSlnt_32_01.inddReso noto qualche giorno fa lo stato di salute delle aziende salentine nell’annuale relazione della Camera di Commercio di Lecce. Nonostante le difficoltà e la crisi che ormai va avanti da un po’ di anni, il risultato complessivo è incoraggiante. Il saldo finale dello scorso anno è in positivo: + 103 aziende con un tasso di crescita dello 0,14%. Le nuove iscrizioni del 2014 sono state state 5.444, 14 in più dell’anno precedente, poca cosa, ma il dato più interessante è che le cancellazioni sono diminuite di più di 200 unità. E questo fa ben sperare in una ripresa non troppo lontana. Maglia nera per Taurisano che presenta il seguente quadro: sono 870 le imprese registrate, attive 791, le nuove iscrizioni 50, numero che è superato dalle cessazioni (84), sicché il saldo finale risulta di meno 33 imprese e quello di crescita di meno 3,65. Certamente Taurisano non è il solo Comune a presentare un quadro problematico. Entrando nel dettaglio nella geografia dei comuni della provincia, su 97, in 39 hanno chiuso l’anno in saldo positivo; in 43 hanno registrato un saldo in rosso e 4 uno pari a zero. Nella graduatoria virtuosa in cima troviamo Novoli che registra un bel 3,9% il capoluogo che si ferma al 3% e poi Maglie e Ortelle.

Nei paesi dell’arco ionico in cui viene diffuso “Piazzasalento”, il tasso di crescita più alto appartiene ad Alezio (1,63), seguono Melissano (1,57%), Gallipoli (1,29%), Matino (0,84%), Casarano (0,69%), Seclì (0,58%), Racale (0,56%). Il primo posto con segno meno tocca a Neviano (3,80%), seguito da Taurisano (3,65%), Taviano (3,17%), Aradeo (1,95%), Ugento (1,55%), Presicce (0,56%), Nardò (-0,50), Parabita (0,27), Acquarica (0,23%), Galatone (-0,22), Sannicola (-0,20).

Un altro dato interessante ma negativo viene fuori dalla relazione e riguarda il settore artigianato che un tempo era quello portante. Per il terzo anno consecutivo chiude in rosso: 18.492 imprese, -490 al 31 dicembre 2014. Negli ultimi anni sempre meno iscrizioni. I settori che hanno registrato le perdite più consistenti sono quelli delle costruzioni con un saldo di -227 imprese e un tasso di crescita pari a -3,07%; segue il settore manifatturiero che chiude l’anno con 154 aziende in meno (-3,47%). Saldo positivo per i servizi alle imprese (+10) e le attività legate alla ristorazione e ai servizi di alloggio (+2).

image1CASARANO. Dopo la recente acquisizione da parte del fondo d’investimento statunitense “Air”, domani mattina avverrà la presentazione ufficiale della nuova società, la Air Group Italy, che ha inglobato la Gp Renewable, della quale il giovane imprenditore Gianluigi Parrotto (foto), classe 1994, sarà presidente. Al termine della presentazione, alle ore 10,30 presso la sala convegni Cisi Puglia nella zona industriale di Casarano, si procederà all’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo. Il nuovo progetto, infatti, dovrebbe dare nuova vita ai capannoni abbandonati del polo industriale casaranese, dove verranno prodotte le miniturbine eoliche di nuova generazione. Interverranno durante la presentazione l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone e il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.

gianluigi parrotto al tg1CASARANO. “Rischia” di decollare per davvero il progetto delle micro-pale eoliche ad uso domestico lanciato dalla Gp-Renewable di Gianluigi Parrotto (foto). Con la recente acquisizione da parte del fondo d’investimento statunitense “Air”, l’idea del giovane imprenditore di Casarano (appena 20 anni) ha portato in dote 5 milioni e mezzo di euro che Parrotto intende far fruttare sul territorio. «C’è bisogno di credere nel nostro paese. Con il mio team farò il possibile per presentare il progetto a fine gennaio, insieme alla presentazione aziendale. Ci sono già tantissime adesioni ed insieme valuteremo i progetti per partire più forti che mai», ha scritto l’imprenditore su Facebook.

Dallo sviluppo del progetto (con la “Air group Italy” che avrebbe Parrotto presidente del Consiglio di amministrazione), dovrebbe arrivare nuova vita per i capannoni dismessi della zona industriale casaranese, “da cedere in comodato d’uso gratutito a ad aziende che intendono tornare a produrre in loco”. Ma quello di Parrotto è, ormai, un vero e proprio “fenomeno mediatico” alla luce delle tante presenze collezionate in televisione (da “Porta a porta” ad “Anno uno”) sino ai servizi su principali quotidiani nazionali (“Repubblica” gli ha dedicato un’intera pagina). La sua “favola” nasce durante un volo in aereo tra Brindisi e Roma accanto ad un imprenditore bresciano di impianti fotovoltaici. I primi prototipi vengono realizzati nel 2012; nel dicembre 2013 il primo impianto installato in Puglia per 13mila euro.

L’ex Cisi Puglia spa di Casarano, nato agli inizi del 2000 e destinato a fornire supporto alle aziende del calzaturiero che volevano puntare a scarpe di qualità medio alta. Sotto, Luciano Barbetta di Nardò

luciano barbettaDopo aver segnato le buone e le cattive sorti di un intero territorio, il settore del tessile, abbigliamento e calzaturiero (Tac), potrebbe ridare nuovo impulso all’economia locale. Ne sono convinti i promotori del Politecnico del Made in Italy, che nascerà nel cuore del Salento. Sembra la volta buona.
Si tratta di una scuola di alta formazione per designer dello stile e del lusso presieduta da Luciano Barbetta, titolare dell’omonima azienda di abbigliamento a Nardò, con Michele Zonno, di Casarano, ex dirigente della Filanto, alla vicepresidenza.
Tra gli obiettivi che la società si pone vi è quello di riqualificare la manodopera locale espulsa dal ciclo produttivo, formando figure professionali da impiegare nella realizzazione di prodotti di fascia alta.

Ancora incerta la sede della struttura. In lizza e comunque a disposizione sembrerebbero essere i locali dell’ex Cisi Puglia (centro integrato sviluppo imprenditorialità), nella zona industriale di Casarano, e l’ex mercato coperto annesso al chiostro dei carmelitani di Nardò. Nei giorni scorsi è stato lo stesso Barbetta a presentare il progetto alla giunta comunale neretina che sottoporrà la questione all’attenzione dell’assemblea civica.
L’ente conta su una dote finanziaria di 100mila euro messi a disposizione dalle aziende Barbetta di Nardò e Iris Sud di Casarano. Le risorse economiche del Politecnico, però, potrebbe aumentare a breve, grazie al coinvolgimento di altri enti e aziende.

Al momento, i soggetti coinvolti nel progetto sono la Banca Popolare Pugliese, Confindustria Lecce, la Provincia, l’Università del Salento, l’Istituto per l’economia del Salento e le aziende Elata, Emmegiemme Shoes, Unoerre, Chetta, Ciccarese Confezioni, Italian Fashion Team, Tailor diffusion, Tif Italia.
La ricetta del presidente Barbetta è chiara: si deve necessariamente valorizzare la manodopera di qualità, collocandola su produzioni di altissima fascia, attraendo così investimenti nazionali ed internazionali in controtendenza con la delocalizzazione generalizzata della produzione. Altrimenti per il Salento non ci sarà futuro. Che questa strada possa essere quella giusta è testimoniato dalla Iris sud di Casarano, che in un periodo di pesante recessione e di crisi del settore, è riuscita ad aumentare il proprio fatturato.

I locali dell’ex Cisi

Nardò. Altro passo del Politecnico del Made in Italy di recente rilanciato ad opera di due imprenditori del settore abbigliamento e calzature. Dell’obiettivo evidenziato dalla società costituita da Luciano Barbetta di Nardò e della ”Iris Sud” di Giuseppe Baiardo di Casarano nel febbraio scorso, si è parlato nel governo cittadino di Nardò guidato dal Sindaco Marcello Risi. È stato lo stesso presidente del Politecnico, Luciano Barbetta, a illustrare alla Giunta comunale, nella riunione di questo pomeriggio, gli obiettivi della neonata piattaforma per la formazione e le buone pratiche. “La nostra città intende svolgere un ruolo centrale nell’ambizioso progetto” hanno spiegato al termine della riunione il sindaco Marcello Risi e l’assessore alle Attività produttive Flavio Maglio. La Giunta proporrà al Consiglio comunale una convenzione con il Politecnico Made in Italy; scopo di Risi e dei suoi assessori è quello di collocare la sede principale del Politecnico nel centro storico di Nardò, nell’ex mercato coperto di via Pellettieri, da sottoporre ad un  intervento di ristrutturazione.

La “scuola d’eccellenza” potrà disporre anche della sede dell’ex Cisi, ubicato nella zona industriale di Casarano, secondo un accordo già stretto con la Regione. “Il Politecnico del Made in Italy – ha dichiarato il dottor Barbetta – si integra con il processo di riqualificazione e riposizionamento verso la fascia alta della produzione del sistema moda salentino. Il futuro è della produzione di qualità, e il nostro sogno, che tutti dobbiamo coltivare, è assegnare al nostro territorio una funzione strategica nella industria dello stile e del lusso”. Da qui la necessità di disporre di personale di livello alto sia sul versante professionale e della creatività, sia sul versante delle competenze manageriali. Il Politecnico del Made in Italy, il cui vicepresidente è il casaranese Michele Zonno, ex dirigente “Filanto”, pur partendo dal filone moda e manifattura, avrà un’impostazione multisettoriale, interessando tutti i comparti riconducibili al made in Italy che insistono sul territorio (moda e manifattura, arte e patrimonio, turismo, agroalimentare, meccanotronica).

pescatori_gallipolimassimo esposito sel gallipoliGALLIPOLI. Un settore sempre più imbrigliato nelle maglie della crisi. E per pescatori, ma soprattutto membri di equipaggi e marinai dei pescherecci della flotta ancorata sul molo del porto di Gallipoli, si prospettano tempi sempre meno propizi. Le opportunità di lavoro, già soffocate dal caro gasolio, le norme comunitarie sempre più restrittive, la riduzione del pescato e il calo delle vendite, potrebbero ancor più colare a picco dopo l’annuncio di alcuni armatori locali di dismettere i loro motopescherecci. Una circostanza che interesserebbe almeno dodici unità di pesca della marineria gallipolina e che rischia di ripercuotersi su almeno una quarantina di famiglie legate all’attività della pesca a bordo di quelle imbarcazioni. Gli armatori di dodici pescherecci hanno infatti presentato richiesta alle autorità competenti per demolire i loro motopesca, usufruendo in tal modo, come ristoro, dei relativi incentivi elargiti dell’Unione europea. Una decisione drastica ma motivata dalla crisi del comparto che impedisce agli armatori di mantenere ancora a galla l’impresa della pesca.

In tal modo la flotta della marineria di Gallipoli rischia di impoverirsi sempre più di uomini e mezzi. Già nel corso degli ultimi anni si è passati da circa 100 agli attuali 46 pescherecci in attività. E che ora, con i dodici per i quali è stata comunicata la volontà di procedere alla demolizione, si arriverebbe a veder ormeggiati in banchina solo 34 pescherecci. Il tutto con le evidenti ricadute sui livelli occupazionali della filiera e anche sulle attività economiche dell’indotto.

Un allarme reale del quale si è fatto interprete anche il circolo di Sel, con il segretario Massimo Esposito (a sinistra), che ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti della marineria. «Abbiamo incontrato nei giorni scorsi alcuni rappresentanti della marineria – dice Esposito – e da quanto abbiamo appreso tutto il comparto versa in una situazione a dir poco disastrosa, in particolar per le figure dei marinai parte da sempre più debole e bistrattata». A tal proposito è partita anche una richiesta indirizzata al sindaco Errico per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale far confluire, oltre all’Amministrazione comunale, anche i rappresentanti degli armatori, delle cooperative ittiche, dei marinai, la capitaneria di porto, guardia di finanza e dell’ispettorato del lavoro. Richiesta che ha già trovato la disponibilità del primo cittadino che convocherà a breve un incontro.

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Paride De Masi sarà il nuovo responsabile di Panmed Italia, società che intende investire 250 milioni di euro per il fotovoltaico

Paride De Masi sarà il nuovo responsabile di Panmed Italia, società che intende investire 250 milioni di euro per il fotovoltaico

CASARANO. La multinazionale giordana Panmed acquisisce e rilancia i progetti di sviluppo targati Italgest. Grazie al programma “Destinazione Italia”, sottoscritto con il governo italiano, la società araba (che in cinque anni prevede di investire 250 milioni di euro) oltre a diventare socio di maggioranza in Alitalia (per la manutenzione degli aerei), ha pure rilevato l’azienda del gruppo De Masi, per lo sviluppo del settore energia, per complessivi 20 milioni di euro.

A guidare Panmed Italia sarà Paride De Masi, amministratore delegato di Italgest, che sarà pure vicepresidente del gruppo internazionale con delega alle energie rinnovabili, mentre il fratello Ivan (già sindaco della città) sarà il responsabile commerciale per i paesi del Mediterraneo oltre a coordinare il progetto “Genius”, sviluppato dall’UniSalento per realizzare un palo della luce “intelligente” in grado di riconoscere, attraverso una telecamera- scanner , la presenza di individui sospetti in luoghi pubblici. Il contributo che Italgest può dare alla multinazionale è in termini di “know-how”, mettendo a frutto quanto appreso nel settore delle energie rinnovabili negli anni del boom, prima dello stop ai progetti anche a causa di alcune  indagini giudiziarie.

Nessuna novità in termini occupazionali potrà esserci per i circa 250 dipendenti salentini di Italgest che persero il posto nel 2011 per il ritardo nell’avvio di alcuni progetti “in loco”. Il passaggio delle quote da Italgest a Panmed dovrebbe avvenire dal primo gennaio 2015. «Finalmente torneremo a gestire un’azienda vera dopo anni impegnati nelle procedure fallimentari. Senza gli investimenti stranieri, oggi non si andrebbe da nessuna parte», ha affermato  Paride De Masi.

GALLIPOLI. Grazie al prelevamento di parte dell’avanzo di amministrazione, con una somma di un milione e 125mila euro, l’Amministrazione comunale potrà chiudere i conti in anticipo e risparmiare circa 300 mila euro d’interessi su vecchi mutui.
Nell’ultimo Consiglio comunale del 29 novembre scorso, infatti, la maggioranza del sindaco Francesco Errico ha dato il via libera all’assestamento del bilancio comunale, compreso il riconoscimento di debiti fuori previsione e l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione relativo al 2013. «La variazione di bilancio più interessante approvata dall’assise è stata il prelevamento di un milione e 125 mila euro dall’avanzo di amministrazione – spiega il vicesindaco con delega alle politiche finanziarie Antonella Greco (foto) –  ma non è il prelievo in sé importante, altre amministrazioni in passato lo hanno fatto per motivi diversi però».

Entrando nel dettaglio l’assessore Greco specifica: « Ho l’orgoglio di far notare, invece, che forse per la prima volta nella storia di questa città, viene effettuato un prelievo dall’avanzo di amministrazione, la cui esistenza è già un vanto, per estinguere anticipatamente un corrispondente importo di mutui contratti in passato con la Cassa depositi e prestiti con un vantaggio economico per questo Comune relativo al risparmio di circa 300mila euro di interessi». E concludendo l’assessore sottolinea precisando come “tale operazione, di grande utilità, renderà disponibili maggiori risorse per il bilancio ordinario negli anni futuri senza alterare in alcun modo la capacità complessiva d’indebitamento qualora fosse ritenuto necessario e reso possibile dalle leggi di stabilità future, al fine di reperire fondi per investimenti di rilievo”.

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