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Notizie di economia, piccola impresa ed attività economiche dai Comuni della rete di Piazzasalento

Gallipoli Maglie – Sciopero di una intera giornata presso i call center di Gallipoli e Maglie dei lavoratori di “Progetto vendita” della società calabrese “Planet Group”. L’astensione dal lavoro si terrà domani e in aree vicine alle due sedi di terranno assemblee dei dipendenti con i loro rappresentanti sindacali della loro categoria di Cgil, Cisl e Uil: dalle 10 alle 11 a Gallipoli e dalle 12 alle 13 a Maglie. Motivo della vertenza è il ripetersi dello slittamento dei pagamenti degli stipendi, argomento sul quale si era raggiunto un accordo sindacati-azienda lo scorso 3 gennaio. “Ma soltanto un mese c’è stato il rispetto dell’accordo”, scrivono i sindacalisti nella lettera in cui confermano lo sciopero, dopo la proclamazione dello stato di agitazione, e sollecitano un incontro urgente con i vertici aziendali per un esame della situazione complessiva.

“Lo stipendio di marzo ci verrà pagato il 3 di maggio – racconta un dipendente – perché solo il 30 aprile faranno il bonifico; avremmo dovuto percepirlo entro il 15 aprile. E questi ritardi si ripetono spesso purtroppo”. Presso la sede di Gallipoli, ubicata nella zona industriale, i lavoratori interessati sono una ottantina provenienti dalla città e dai paesi vicini come Alezio, Galatone, Nardò, Sannicola. I sindacati reclamano il rispetto dei patti sottoscritti di recente “al di là dell’andamento delle commesse”, provenienti in massima parte da Mediaset premium.

Matino – I muretti a secco al Salone del Mobile: quest’anno la recente fiera internazionale di Milano ha avuto tra i protagonisti i due giovani designers Luca Paolo Vasa (di Matino) e Francesco Di Luzio (di Roma) fondatori, nel 2015, del Noii Design Studio con sede nella Capitale. I due giovani si sono incontrati durante gli studi e da allora è nata una collaborazione lavorativa che li ha portati oggi a presentare il loro progetto Messàpo collection presentato dall’azienda Pimar Srl che vanta anni di esperienza nella lavorazione della pietra leccese. Messàpo propone dei moduli componibili, una struttura fatta di blocchi squadrati e disposti orizzontalmente, la cui ispirazione è tratta proprio dai muretti a secco tipici del Salento composti in pietra naturale limestone. Lo scopo è quello di arredare, “con carattere” spazi interni, locali ricettivi, giardini o spazi comuni, attribuendo nuove funzionalità al prodotto finale. L’incontro con l’azienda Primar avviene grazie ad un bando promosso dalla Regione pugliese “Design in Puglia” al quale i due giovanissimi hanno partecipato presentando Messàpo, da lì tutto ha cominciato a prendere forma. Paolo e Francesco, tra i 30 vincitori del bando, hanno avuto la possibilità di realizzare Messàpo e poi di presentarlo a Milano.

Racale – Domenica 22 aprile anche Racale festeggia la Giornata mondiale della terra con la seconda edizione di “Racale Ripulita” organizzata dalla Protezione civile di Racale con il sostegno ed in collaborazione del Comune di Racale. Il raduno di quanti intendono partecipare è per le 8,3p nella sede della Protezione civile di via Parma. Sarà una mattinata in cui amministratori comunali, associazioni e cittadini saranno impegnati a ‘prendersi cura dell’ambiente urbano’ di alcune strade cittadine e di periferia ripulendole da plastica, alluminio, vetro ed altri rifiuti.

“L’iniziativa ha anche lo scopo di sensibilizzare tutta la comunità ad un maggiore senso di responsabilità sull’ abbandono dei rifiuti che costituisce ancora una battaglia difficile ma che va vinta. La seconda edizione di ‘Racale Ripulita’ quest’anno fara’ parte del circuito “Let’s Clean up Europe”, campagna contro il littering e l’abbandono dei rifiuti che organizza azioni di pulizia straordinaria del territorio promossa, fra le altre da Unesco Italia”, è il commento del Sindaco Donato Metallo e della consigliera con delega all’Ambiente, Anna Toma (foto).

Tricase – La Giornata mondiale della Terra diventa occasione per un dialogo fra le associazioni del territorio, all’insegna del verde e dell’accoglienza: l’appuntamento è per domenica 22 aprile alle ore 19 presso l’atrio di Palazzo Gallone a Tricase, dove il gruppo di Clean Up organizza l’incontro “Curare il pianeta, accogliere l’umanità”.
L’evento è patrocinato dal Comune e nasce in collaborazione con Arci Lecce (che gestisce il progetto Sprar in cui sono coinvolti migranti che vivono sul territorio), la Pro loco, l’associazione Tricasémia e il gruppo Mountain Bike Tricase. Nel corso della serata si rifletterà sui rischi cui l’inquinamento ambientale espone il nostro pianeta e sulle conseguenze anche sociali che questo comporta, costringendo gli abitanti di alcune zone del mondo a lasciare i propri paesi d’origine: ne parleranno il vicesindaco e assessore al Verde pubblico e all’Igiene ambientale di Tricase, Antonella Piccini, i volontari di Clean Up, gli operatori e i migranti del progetto Stprar. Inoltre, mostre fotografiche e installazioni serviranno a raccontare l’inquinamento attraverso una chiave di forte impatto visivo.

Gabriele Vetruccio (foto) di Clean Up sottolinea: “L’amore verso il nostro territorio è il filo conduttore intorno al quale si raccolgono le esperienze non solo di Clean Up ma anche di tante altre realtà che s’impegnano per rendere Tricase più pulita, più verde, più vicina alla natura”. Collaborare per migliorare la cura degli spazi verdi urbani diventa inoltre strumento d’integrazione nella società, di accoglienza: “Nel lavoro che facciamo con Clean Up per ripulire Tricase dai rifiuti – continua Vetruccio – un aiuto concreto viene dai ragazzi del progetto Sprar, fuggiti dai loro Paesi a causa della guerra o delle condizioni di miseria in cui erano costretti a vivere. Con molti di loro è nata una vera amicizia e la serata del 22 sarà anche un modo per conoscerli meglio, per raccontare le loro storie”.

In caso di pioggia l’evento si terrà presso la Sala delle Scuderie, sempre a Palazzo Gallone.

Gallipoli – Tredici voti a favore, quattro contrari: il Consiglio comunale ha approvato questa mattina il bilancio che prevede entrate, uscite, servizi e opere per il 2018. Ma ci sono volute due interruzioni dei lavori per consentire ai revisori dei conti di verificare alcuni dei tanti rilievi mossi – con cinque “domande” allegate e precedenti l’intervento vero e proprio – dal capogruppo di “Gallipoli Futura” Flavio Fasano.

I numeri e gli obiettivi nella relazione dell’assessore Vincenti Davanti ad una platea piuttosto nutrita, a Palazzo Balsamo si è consumato l’ultimo scontro (ma solo in ordine di tempo) tra la maggioranza di Stefano Minerva e gli oppositori : ai due “storici” Fasano e Giuseppe Cataldi (GF), si sono aggiunti Sandro Quintana e Stefania Oltremarini (Fitto). L’assessore Dario Vincenti ha relazionato sul documento programmatico 2018-20 a cominciare dal piano delle alienazioni in cui campeggia ancora (nonostante i tentativi di vendita infruttuosi già fatti) l’ex Casa del fanciullo di lungomare Galilei. Il prezzo è sempre fissato a 2 milioni 700mila, come definite restano le destinazioni dell’eventuale vendita. Tra le entrate che seguono “il trend storico degli esercizi precedenti”, vi è anche quella della tassa di soggiorno a 400mila euro.  da destinare a servizi turistici, eventi e arredi urbani. I proventi da multe e contravvenzioni del codice della strada serviranno a potenziare la segnaletica stradale (100mila euro), ad interventi straordinari sulle strade cittadine (370mila euro), agli automezzi della Polizia municipale. Circa le opere pubbliche che l’Amministrazione vuole realizzare entro quest’anno ci sono la ristrutturazione e riqualificazione degli edifici scolastici di Santa Chiara (centro storico) e via Milano. il lungomare Marconi secondo il progetto già redatto dalla precedente Amministrazione; loculi cimiteriali per 850mila euro. Entro l’anno il governo cittadino punta anche ad avere il progetto definitivo del centro sportivo polifunzionale in modo da entrare nella fase esecutiva nel ’19. Della “spesa sociale” Vincenti ha ricordato i 3 milioni e mezzo a disposizione dell’Ambito sociale di cui Gallipoli è capofila e l’obiettivo di fare del’ex Ceduc una struttura socio-residenziale per minori e anziani. “Mi preme sottolineare – ha affermato l’assessore – gli sforzi compiuti nel tentativo di finanziare e risolvere annose problematiche come la manutenzione delle strade, il problematico fenomeno di Baia verde (gli allagamenti,  ndr), il rifacimento della segnaletica stradale e la manutenzione del territorio, a cominciare dalle periferie”.

Il “sì” di Piro: accolto il suo emendamento per la Scuola di Medicina In aula sono arrivati sei emendamenti al bilancio, tre di Quintana, due di Gallipoli Futura e uno di Vincenzo Piro: suo l’unico emendamento accolto dalla maggioranza con Quintana astenuto e contrari Fasano, Cataldi e Oltremarini. “Abbiamo un traguardo da raggiungere grazie alla collaborazione della Facoltà di Medicina di Bari e del prof. Rosario Polizzi ed ora abbiamo fatto un altro passo con un impegno in bilancio – ha detto Piro – per il resto debbo ammettere che la “risvolta” (noto slogan usato da Minerva in campagna elettorale, ndr) non c’è stata ancora”.

Fasano: “Tagli di spese immotivati e aumenti di entrate gonfiati, come quelli dalle multe” Il rinvio con il ritiro del Bilancio non c’è stato ma la sospensione dei lavori per interpellare i revisori dei conti sui rilievi sì: Fasano ha fatto le pulci ai numeri, rilevando cifre che – a suo dire – non erano veritiere ed attendibili. “Il caso della Tari è quello più emblematico, la spesa è addirittura in chiaro contrasto con il contratto in essere con la ditta fornitrice del servizio – ha affermato il capogruppo di GF – stiamo pagando per i rifiuti solidi urbani circa 1 milione 300mila euro in più del dovuto; 412mila euro al mese invece dei 320mila previsti dal contratto approvato dall’Aro (Ambito rifiuti ottimale, ndr)”. Altri aspetti non hanno convinto per niente Fasano come l’incasso previsto per l’Imu  “aumentato senza giustificato motivo di 250mila euro” o la Tari “aumentata di 113mila euro”. Tagliate anche di 163mila euro le rette per ricoveri dei minori. “Avete diminuito le spese per l’acqua  – ha proseguito Fasano – e avete però raddoppiato le indennità di carica ed i gettoni di presenza dei consiglieri. Sono diminuite le spese legali per liti di 847mila euro eppure il trend storico lo avrebbe assolutamente sconsigliato”. Da qui la conclusione: Colleghi consiglieri, a fine anno saremo pieni di debiti fuori bilancio e non avremo soldi per farvi fronte anche perchè, carte alla mano, il capogruppo della minoranza ha fatto l’esame dei proventi per infrazioni al codice stradale: previsti incassi per 3 milioni 175mila eur; di wusta somma il 42,44% – ha sostenuto Fasano – se ne va per incassare quei soldi; un altro 27,56% se ne va per manutenzione delle attrezzature e per il personale; rimane solo il 30%della somma originaria, vale a dire “appena un milione”.

 

 

 

Gallipoli . Con un ordine del giorno aggiuntivo, il Comune ha messo un punto fermo sulle attività di “ristorazione” che si erano andate sviluppando nel mercato del pesce, adiacente al porto commerciale. Si è stabilito che al mercato del pesce si potranno degustare prodotti ittici (pesce e frutti di mare) crudi e si potranno naturalmente anche vendere. L’argomento “Mercato ittico al dettaglio – Approvazione regolamento per il funzionamento e la valorizzazione” è stato approvato dal Consiglio comunale di questa mattina e ristabilisce – questo il senso dell’iniziativa dell’Amministrazione comunale – l’uso corretto di quell’area demaniale che si stava progressivamente trasformando di fatto in qualcosa che non è consentito né autorizzato, anche perché – appunto – di proprietà del Demanio.

Negli ultimi mesi dell’anno scorso erano scattati due sequestri (con plateali proteste dei colpiti dal provvedimento). Personale dell’Asl con  Capitaneria, forze di polizia e vigili urbani, era intervenuto per contravvenzione gli abusivi e per bloccare attività di vendita anche di cibi cotti, in alcuni casi, come si fosse dei veri e propri ristoranti. Con il regolamento appena emanato si decide inoltre di procedere ad un arredo della zona con panchine e fioriere.

Galatone – Con ‘sti chiari di Luna è Primavera. Per il laboratorio rurale dell’associazione Itaca di Galatone è tempo di risveglio. Dopo un inverno all’insegna dell’intimità, domenica 22 aprile a partire dalle ore 9,30 la struttura riapre le sue porte alla comunità. E questa volta non solo per tornare a sporcarsi le mani di terra con la semina collettiva della canapa e delle piante officinali. Dopo il pranzo preparato dalle “mamme di Luna”, infatti, alle ore 16 si avvierà un percorso di riflessione sul ruolo della comunità e di tutti i suoi attori nell’educazione dei più piccoli. Ad illustrare questo percorso ci saranno i rappresentanti della Scuola Libertaria di Urupia che racconteranno la loro esperienza.
A seguire, vi sarà un laboratorio per la costruzione degli aquiloni che verranno poi liberati in cielo al tramonto quando anche l’atmosfera si scalderà con un aperitivo e la musica di dj Brasi.

Luna, in passato, era una comunità di recupero per tossicodipendenti in agro di Seclì. Dopo dieci anni di abbandono, la Parrocchia Maria Santissima Assunta di Galatone l’ha assegnata nel 2014 ad un gruppo di donne – Fabiana Fassi (foto), Arianna Tosi e Rossella Filoni galatonesi e Sara Ottaviani originaria di Livorno. La struttura si occupa oggi di agricoltura con un’attenzione particolare al recupero delle antiche varietà locali e dell’identità territoriale. Produce zafferano, di tradizione a Galatone, canapa, l’albicocca locale e piante officinali. Inoltre, sta realizzando un orto internazionale in collaborazione con i richiedenti asilo. Un laboratorio attivo, dunque, con una particolare attenzione all’innovazione sociale. Si può contattale Luna_laboratorio rurale utilizzando i social, per email all’indirizzo lunalaboratoriorurale@gmail.com o per telefono al numero 349 453 2739.

Maglie – A rispettare l’ambiente, a fare la raccolta differenziata, a non abbandonare rifiuti dappertutto si impara fin da piccoli. A condizione che ci sia qualcuno che si faccia carico di insegnare. La sollecitazione in questi giorni viene da una ricorrenza che interessa tutto il mondo, il 22 aprile “Giornata mondiale della terra”, ma tutto il mese viene dedicato all’ambiente e alla sua tutela con interventi che interessano in particolare le agenzie educative come la scuola.

Saranno proprio i piccoli della scuola primaria e della secondaria di primo grado ad accogliere venerdì 20 aprile l’invito dell’Aro 7 (Ambito raccolta ottimale) di cui Maglie è il capofila di 21 Comuni. L’appuntamento con “Ecomobile in Tour” è dalle 9 alle 13 in piazza Aldo Moro. I bambini saranno coinvolti in lezioni di ecologia e in giochi di riciclo con premi a tema ecologico. Sono stati invitati anche a portare 3 rifiuti da differenziare, così praticamente impareranno qual è il modo giusto di gestire i rifiuti.

L’Aro 7, che comprende circa 94mila abitanti ed è uno dei più numerosi nella regione, lo scorso anno risultò vincitore di un premio nazionale bandito da Anci (Comuni d’Italia) e Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per progetti a sostegno di una educazione e cultura ambientali finalizzate alla raccolta differenziata degli scarti domestici, al riciclo e al riuso di materiali da imballaggio.

Fanno parte del’Ambito di Maglie, Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Spongano, Supersano, Surano, Uggiano La Chiesa.

Gallipoli – Sarà stata una situazione definita “di stallo” o l’inconsistenza dei risultati del famoso Tavolo tecnico (l’ultima riunione sarebbe stata annullata per troppe assenze) o ancora il tempo che stringe, certo è che commercianti, operatori turistici, balneatori, imprenditori, hanno deciso di prendere l’iniziativa tutti insieme. Due le mosse per attirare l’attenzione ed avere risposte “che dal tavolo tecnico, che ormai viene riunito sempre di meno dal’assessore Emanuele Piccinno (foto), non sono mai state ufficializzate e concretizzate”. La prima iniziativa riguarda la richiesta di istituire una commissione temporanea speciale, come previsto dal Regolamento comunale, sulla falsariga di quella che si occupata di recente del traffico e della Ztl nel centro storico.

Una “commissione temporanea speciale” come quella per il traffico nel centro storico L’istanza è stata elaborata a fine marzo scorso, protocollata il 3 aprile ed inviata al presidente del Consiglio comunale, al Sindaco, all’assessore al Turismo, ai presidenti delle commissioni consiliari Urbanistica, Lavori Pubblici, Traffico urbano; Sviluppo economico; Ambiente, Tutela del territorio e Servizi pubblici; una copia per conoscenza – ma non solo, visto che si fa riferimento al famoso Patto per la sicurezza e lo sviluppo di due anni fa e alla lotta all’abusivismo commerciale e ricettivo – anche al Prefetto di Lecce. Firmataria della missiva la neonata associazione temporanea di scopo “Consulta Gallipoli Turismo Cgt”, che raggruppa praticamente tutte le associazione che hanno a che fare con questo settore manca all’appello solo quella dei B&b del centro storico). Matteo Spada (foto accanto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori, è anche il portavoce dei sodalizi Silb – Fipe (locali da ballo), Federbalneari Salento, Cna Puglia e Cna Balneatori, operatori turistici, imprenditori turistici della Città bella, Case vacanza Puglia.

I temi urgenti: litoranea e cantiere, parcheggi stagionali e permanenti, autorizzazioni balneari, i Distretti, l’abusivismo “Una o più commissioni consiliari , anche mediante il coinvolgimento di tecnici specializzati, sui temi urgenti della collettività e d’interesse generale” sollecitano dal raggruppamento, a cominciare dal cantiere sulla Litoranea Sud: tempi di ultimazione dei lavori, messa in sicurezza delle aree, eventuale incarico a tecnici per la revisione del progetto iniziale circa l’accesso agli stabilimenti e strutture ricettive e al demanio pubblico. Altra spina nel fianco, le Norme tecniche di attuazione del’attuale Piano regolatore generale circa le aree in cui insistono gli stabilimenti balneari (oggetto di recente di una serie di ordinanze di smantellamento con revoca della concessione) chiarendo il punto dolens sulle attività ricreative e d’intrattenimento (si propone lo strumento della conferenza dei servizi) e trovando il modo per riconfermare urbanisticamente quelle autorizzazioni. Segue, perché in parte intrecciato al precedente tema. il nodo dei parcheggi stagionali per il litorale Sud e Nord; i parcheggi permanente, compreso quello nell’area portuale, aree di prima accoglienza turistica e potenziamento della segnaletica; info point collocati in punti strategici. Torna poi la spinta per accelerare procedure e tempi per l’istituzione del Distretto turistico e Distretto urbano del commercio entrambi strumenti per perseguire adeguatamente gli obiettivi indicati” e magari anche una Ats (associazione temporanea di scopo) con dentro il Comune “per affrontare insieme alle associazioni i temi urgenti sul tappeto”.

“Tavolo tecnico morto per assenze e mancanza di atti ufficiali concreti” Va da sé che il tavolo tecnico viene ritenuto superato: “Non si riunisce da qualche mese, – dicono dalla Cgt – e l’ultima riunione è saltata per le assenze. Un esito scontato – rimarcano – considerato che ad ogni conclusione condivisa raggiunta e concordata con gli Amministratori, non ha mai fatto seguito una delibera o un atto del Comune che la realizzasse e la rendesse concreta”. Seguendo invece il percorso e l’esempio della commissione speciale sul traffico limitato del Centro storico, con i consiglieri componenti che hanno coinvolto ed ascoltato gruppi associazioni e operatori vari, si potrebbe giungere ad una conclusione “istituzionale” da portare poi all’esame del Consiglio comunale per le conseguenti decisioni. “Cambiamo il metodo, visto che il precedente non ha portato frutti – concludono i promotori del neonato raggruppamento – e tentiamo di recuperare il grave ritardo già accumulato in questa delicata fase della programmazione stagionale”. Lo hanno scritto infine anche al prefetto: da parte loro, sono disponibili a metterci consulenze, esperti e contributi concreti mirati per raggiungere gli obiettivi indicati.

Casarano – Ammontano a 392 le richieste di accesso al Reddito di inclusione (Rei) pervenute all’Ambito territoriale sociale di Casarano, composto dai Comuni di Casarano, Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano. Di queste, quelle già istruite e per le quali i richiedenti hanno già ricevuto o stanno per ricevere il sussidio sono 299; altre 93 sono in fase di verifica. Il Rei è una misura del governo nazionale di contrasto alla povertà che prevede, per gli aventi diritto, una cifra mensile che va da poco meno di 200 a 540 euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare.

Per quel che concerne il Reddito di dignità (Red) relativo al 2016-2017, le domande ammesse e istruite sono state 379. Di queste, 273 erano finalizzate all’accesso tanto al Sostegno all’inclusione sociale (Sia) quanto al Red. Le restanti 106, invece, riguardavano solo il Red. Il Red è una misura regionale di integrazione del reddito corrisposta a fronte della sottoscrizione di un «patto di inclusione sociale attiva» che vincola il beneficiario alla partecipazione ad un tirocinio o a un diverso progetto di sussidiarietà. Il Sia, sostituito dal Rei a partire dal primo gennaio scorso, era rivolto alle famiglie in condizioni di povertà con un minorenne, un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza.

Non fa mistero delle difficoltà incontrate dagli uffici dell’Ambito l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Casarano Daniele Gatto. «Stiamo sopperendo – commenta l’assessore – alle criticità legate alla carenza di personale, alla lunghezza dei tempi per l’istruttoria e alla poca comunicazione tra gli enti coinvolti che rende farraginosa e poco lineare la procedura. Nonostante questo, si tratta certamente di interventi molto importanti per dare un minimo di sollievo ai beneficiari. Sarebbe auspicabile l’allargamento della platea di coloro che in futuro potranno usufruire di simili misure. I parametri d’accesso, infatti, sono così rigidi che molte persone, in evidente stato di difficoltà, sono escluse, pur non disponendo di grandi entrate, magari perché hanno una casa di proprietà lasciata loro in eredità».

 

Nardò – Si terrà, come annunciato, il 20 aprile il primo degli incontri con i direttori generale delle sei Asl pugliesi, cui seguirà – secondo il cronoprogramma della Giunta regionale – la conferenza dei Sindaci di Puglia (in più sessioni) per poi concludere il dossier Punti di primo intervento da “riordinare” e sostituire col servizio 118, con una riunione finale della Giunta. Alle 15 del 20 aprile presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari) comincia dunque l’esame della deliberazione del governo pugliese datata 10 aprile, con cui si è avviato il procedimento di chiusura dei Ppi. Intanto continuano le critiche e le proposte alternative, come quelle venute da Nardò ad opera di esponenti di Leu e del Pd sull’operato del presidente ed assessore alla Sanità. Michele Emiliano.

Adesso a prendere la parola, sempre con riferimenti al Pta di Nardò, è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (foto), di Patù. “È preoccupante la politica di smantellamento che si sta portando avanti nel campo della sanità, senza che a questa sia dato uno benché minimo straccio di prospettiva. Un grave errore – afferma Abaterusso (Leu) – oltre che una sconfitta del buon senso. Bene ha fatto dunque il direttore generale della Asl di Lecce Narracci, all’indomani della delibera di Giunta regionale del 10 aprile con il quale si è dato il via libera alla chiusura di 39 punti di primo intervento, a dichiarare che per Nardò occorre un “trattamento particolare”. Ne prendiamo atto. Al contempo però chiediamo a Narracci di spiegare meglio cosa intende con “trattamento particolare”. Dal consigliere regionale parte quindi l’invito a relazionare “in Consiglio regionale sui programmi che ha per la città seconda città più grande della provincia di Lecce. Sarebbe certamente una buona occasione per intavolare un confronto e una discussione seria che tengano conto tanto delle reali esigenze del territorio quanto delle risposte da offrire”. “Faccia altrettanto Mellone”, è il secondo invito di Abaterusso – dica il Sindaco di Nardò come intende, al di là degli annunci roboanti e dei progetti fantomatici, far fare alla sanità neretina quel balzo in avanti tanto atteso”. Abaterusso conclude richiamando e rilanciando una sua proposta: “Oggi torno a riproporre la costruzione del nuovo ospedale del Salento (quello di cui si parla da anni, da realizzare nell’area Melpignano-Maglie, ndr) nell’area compresa tra Nardò, Copertino e Galatina. Su questo Mellone farebbe bene a uscire dal silenzio assordante in cui si è trincerato – conclude il consigliere regionale – e a dire cosa pensa. Sono convinto che sia questa la vera sfida per dare alle domande di cura e di assistenza dei cittadini le giuste risposte e garantire al Salento quel rispetto e quelle attenzioni che merita. Il resto è solo un gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Un centinaio di persone ha preso parte all’incontro promosso dall’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo per decidere circa il futuro dell’ex colonia Scarciglia, di recente acquista al patrimonio comunale. Di certo c’è che occorre riqualificare la struttura da decenni abbandonata al suo destino, ai piedi del santuario e del faro di Leuca, a Punta Meliso. Nel corso dell’incontro, il sindaco Santo Papa ha anticipato che, entro settembre, il Comune intende partecipare ad un bando per la riqualificazione ed il recupero di immobili in disuso presentando un progetto che, si spera, possa aggiudicarsi i finanziamenti necessari ad avviare i lavori. L’alternativa sarebbe quella di un bando di gara pubblico indetto dal Comune e rivolto ai privati. Entrambe le soluzioni non possono essere immediate e potrebbero rivelare, in corso d’opera, difficoltà legate soprattutto alla considerevole volumetria della struttura. A tal proposito, il Sindaco ha anche ipotizzato la possibilità di abbassare di un piano l’ex colonia riducendone l’impatto e, allo stesso tempo, i costi necessari al suo recupero. Intanto, sull’ecomostro a picco sul mare continuano le operazioni di bonifica con la rimozione dei materiali di risulta e i rifiuti di vario genere abbandonati nel corso degli anni: permane ancora l’impalcatura in ferro (arrugginito da anni) per la cui rimozione il Comune ha sollecitato la società Apulia perché intervenga con la rimozione.

Le proposte Non sono mancate le proposte emerse nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato cittadini, associazioni, operatori turistici e professionisti del settore alberghiero. Sono intervenuti anche architetti, ingegneri e rappresentati di partiti politici. Tra le soluzioni più bizzarre, anche quella che della costruzione di un eliporto. Dall’ex sindaco Annamaria Rosafio è giunto l’“apprezzamento personale” per l’organizzazione dell’incontro e, in qualità di esponente locale del Pd, una riflessione sui punti da tenere in considerazione, partendo dal rispetto dell’ambiente e da una pianificazione “che tenga conto delle peculiarità dell’ente parco”. Nel suo intervento è stato proposto anche un “concorso internazionale di idee”, poi bocciato dagli interventi successivi dei presenti. L’architetto Gianfranco Marino, nell’occasione portavoce di “Culture4Peace” ha, invece, avanzato l’idea di realizzare un centro polivalente. «Si tratterebbe – ha affermato l’architetto – di un contenitore culturale con auditorium e sale mostra che, oltre a documenti e opere che raccontano la storia del nostro territorio,  potrebbero accogliere, periodicamente, capolavori di grandi autori. Un  prisma trasparente con funzione frangisole che ripropone la trama della facciata sposandosi armonicamente con il contesto circostante. Secondo noi il gestore dovrà essere una Fondazione con il Comune nel ruolo di organo di controllo».

L’associazione commercianti Definita anche la proposta di Assocom Leuca il cui presidente, Rizieri Siciliano, ha manifestato il sincero apprezzamento per l’organizzazione dell’incontro pubblico in quanto “l’unica strada percorribile per la condivisione, dal basso, per interventi di una tale rilevanza storica e strategica per il nostro territorio”. L’idea dell’associazione che raggruppa circa 60 operatori commerciali di Leuca è quella di “realizzare un polo turistico di eccellenza a completo finanziamento privato, da recuperare, in gran misura con il capitale privato dell’imprenditoria locale e, per la restante parte, con un’attività di crowdfunding, cioè con un azionariato diffuso dei privati del territorio”. Una struttura a due anime che affiancherebbe all’attività imprenditoriale quella culturale e no profit con utilità sociale e formativa. In contrapposizione con la maggioranza delle idee esposte, Marcello Seclì, esponente di “Italia Nostra”, presente all’incontro, ha avanzato l’ipotesi dell’abbattimento della struttura con contestuale riqualifica “radicale” del sito. Da parte sua è stato il consigliere (con delega al verde pubblico) Roberto Calabrese a chiarire la logica dell’incontro pubblico promosso dal Comune, “pensato per recepire idee ed esporre la questione con la massima chiarezza, condividendo con la popolazione le problematiche legate alla riqualifica dell’ex Colonia Scarciglia. Siamo consapevoli che non sarà un’operazione semplice ed immediata perché saranno necessari tempi per recepire finanziamenti ed elaborare concrete modalità di intervento. Tuttavia, tutte le idee emerse dall’incontro verranno esaminate, discusse e valutate». Intanto si pensa già ad un prossimo incontro pubblico in cui gruppi di lavoro composti da professionisti (ma non solo) potrebbero essere chiamati a proporre, in modo più completo e organico, idee progettuali e modalità di intervento.

 

 

 

Gallipoli – Comune, Pro loco e azienda Gial Plast invitano i cittadini presso l’hotel Jolly Park a parlare di igiene urbana, rifiuti, poro smaltimenti e servizi nuovi (tra cui la raccolta porta a porta estesa a tutta la città). L’appuntamento preparatorio all’entrata in servizio del nuovo gestore – la Gial Plast di Taviano, appunto – è per le ore 17,30 di giovedì prossimo 19 aprile.

Il passaggio tra il servizio attuale, andata avanti a colpi di proroghe, in attesa che si completasse la procedura d’appalto iniziata più di due anni fa (dicembre 2015) e quello a venire non è di poco conto e, tra l’altro, il notevole cambio di passo cade proprio nel pieno del’estate. Tra le novità che si impongono per Gallipoli che fa parte dell’Aro 11 con Taviano, Racale, Melissano e Alliste, vi è quella della raccolta dei rifiuti domestici “porta a porta”, sistema che finora e fino a giugno ha interessato soltanto alcune aree dell’abitato. La gara d’appalto ha stabilito che al gestore del delicato servizio spettano circa 50 milioni in sette anni.

Tra gli aspetti di notevole delicatezza vi è anche il nodo personale. Rispetto agli operatori in azione ogni giorno, il nuovo sistema prevede una riduzione di una ventina di unità che hanno già fatto sentire il loro dissenso. L’Amministrazione comunale è impegnata a trovare una soluzione a questo caso. Va ricordato infine che il piano economico e finanziario del servizio di igiene urbana, approvato dal Consiglio comunale a fine marzo, ha trovato l’opposizione della minoranza di “Gallipoli futura” che ha giudicato i numeri riportati “un ludibrio contabile” ed il piano “da annullare”.

Nardò – Fibra ottica, approvvigionamento idrico, depuratore carente: sono queste le carenze tra le più più pesanti che registrano gli imprenditori che operano nella zona industriale di Nardò e Galatone, come spesso riferito e documentato su “Piazzasalento” con riferimento alle iniziative prese da Assoimprese e dalla presidente Angela Simone. Ora la precaria situazione operativa viene ripresa e rilanciata. “Da troppo tempo le imprese della zona industriale di Nardò e Galatone sono costrette a gestire autonomamente servizi e problematiche senza nessun ausilio da parte delle Amministrazioni pubbliche. Dimenticata, abbandonata e trascurata sotto ogni aspetto, questa realtà rischia di essere esclusa dal mercato, sminuita e poco conosciuta all’esterno, perdendo così opportunità di crescita importanti”: parte da questa denuncia l’intervento in Regione del consigliere regionale Cristian Casili (capogruppo del M5S, foto), che ha depositato una richiesta di audizione dei rappresentanti delle parti coinvolte in Commissione Attività produttive a Bari.

“Diverse sono le criticità segnalate dagli imprenditori – afferma in una nota Casili – tra le quali la mancanza di acqua potabile; il manto stradale dissestato e le strade illuminate solo per alcuni tratti; l’assenza di manutenzione e pulizia delle strade e del verde pubblico; la mancanza di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti; nessuna segnaletica idonea per indicare gli impianti”. I risvolti della situazione attuale sono davvero sconcertanti: ““La mancanza di servizi igienico-sanitari – rileva Casili – dovuti alla mancata erogazione di acqua potabile non consente alle aziende di ottemperare agli standard normativi e, cosa ancor più grave, di ottenere ulteriori certificazioni che garantirebbero una maggiore competitività sul mercato”.

Uno scenario “paradossale” per il consigliere regionale con riferimento, tra l’altro, anche al fatto che “le aziende versano regolarmente gli oneri di urbanizzazione, tasse e contributi vari, senza averne alcun corrispettivo in termini di servizi primari offerti. “Anzi, il Consorzio Asi di Lecce per qualsiasi azione compiuta dalle imprese – conclude Casili – pretende un “Contributo di Infrastrutturazione” esorbitante e sproporzionato che, per le piccole medie imprese insediate nel distretto, già vessate da una tassazione eccessiva, appare iniquo. Nel corso dell’audizione chiederemo chiarimenti su questo “contributo di infrastrutturazione”, di cui chiederemo conto circa la congruità rispetto allo stato in cui versa l’intera area”.

Gallipoli – Era quasi tutto pronto per accogliere la prima nave da crociera, anche se non quelle da top class, nel porto di Gallipoli. C’erano – fino a poche ore fa – il giorno esatto, il Primo Maggio, e l’attracco per alcune ore prima di ripartire per la Grecia. Pronta l’agenzia marittima De Luca e in azione anche il Comune. Nei giorni scorsi alcuni amministratori locali avevano allertato la Pro loco per riservare agli ospiti in arrivo – tutti stranieri in giro per il Mediterraneo – una particolare accoglienza.  E l’associazione presieduta da Lucia Fiammata si era messa in movimento, organizzando un “benvenuto” da ricordare, a base di musicisti e ballerini di pizzica.

Invece ieri poco prima di mezzogiorno, la notizia che non ti aspetti: lo scalo a Gallipoli è annullato, non si farà più. Ignote le cause ma sembra certo che la crociera della nave “Silver Wind” partita il 26 aprile da Barcellona e con tappa finale al Pireo, porto di Atene, almeno per questa volta non si fermerà in questa parte dello Jonio, arrivando da Taormina e diretta a Corfù. La nave di 17.400 tonnellate ha a bordo circa 300 ospiti e 222 membri di equipaggio. La durata della crociera è di 13 giorni.

Nei giorni scorsi il Sindaco Stefano Minerva aveva annunciato che vi erano “già cinque navi da crociera che sicuramente faranno scalo a Gallipoli” dopo un 2017 senza approdi vacanzieri gallipolini. La notizia era stata confermata anche dall’agenzia De Luca e dalla Capitaneria. In quell’articolo su “Piazzasalento” si era precisato pure che non si trattava di crociere di linea, bensì di navi private che possono trasportare da 150 a circa 400 passeggeri , che seguono itinerari studiati ad hoc dai tour operator specializzati per soddisfare un determinato target di lusso che sceglie i porti di interesse. Sembrava si fosse sul punto di inaugurare questa “stagione”, invece bisognerà attendere, a quanto pare.

Gallipoli-  Ha festeggiato i suoi 30 anni di attività sul territorio di riferimento la Fidapa di Gallipoli, con un evento tenutosi sabato 14 aprile presso l’Hotel Bellavista a Gallipoli. “Un traguardo importante – ha affermato la presidente Anita Marzano di Gallipoli – che testimonia la lunga storia di questa associazione tutta femminile che da lungo tempo ormai opera per valorizzare, tutelare e promuovere il ruolo della donna nella società”.

A condurre la serata è stata la stessa presidente Marzano che, dopo aver ricordato con emozione la storia dell’associazione (che raggruppa professioniste artiste e dell’imprenditoria), ha sottolineato con orgoglio come la sezione gallipolina abbia contribuito con il proprio operato alla crescita culturale della città con diverse battaglie, come quella che nel 2009 portò all’istituzione della prima Commissione pari opportunità, ed ha dato il benvenuto alle nuove socie, con un totale all’attivo di oltre 50 iscritte.

Alla celebrazione sono state presenti Fiammetta Perrone, segretaria nazionale Fidapa; Giulia Galantino, tesoriera nazionale Fidapa; Eufemia Ippolito, legal advise chair BPW Italy; Rosa Vulpio, presidente distretto Sud Est; Maria Nuccio, segretaria distretto Sud Est; Concetta Piacente e Giulia Colucci, past presidenti nazionali Fidapa; Maria Teresa L’Abbate, past presidente distrettuale Sud Est; Ida Giannelli, coordinatrice nazionale delle Garanti; Filomena D’Antini, consigliera di Parità della provincia di Lecce.  Ospiti d’onore sono state poi Anna Coluccia di Gallipoli, professoresa ordinaria di Criminologia dell’ Università di Siena; Marilù Lucrezio (foto sotto), inviata del TG1 della Rai, di Ugento; Serenella Molendini (nella foto con la presidente Marzano), consigliera di Parità della regione Puglia e consigliera nazionale di Parità supplente, premiate con un attestato di “Eccellenza Salentina”. La serata è stata allietata infine dalle musiche al pianoforte di Gabriella Stea e dalle esibizioni della scuola di danza “Art Mood Ballet” di Anna Rizzello.

 

Nardò – Collegato alla nascente Scuola di Medicina dell’Università di Bari a Gallipoli, ci potrebbe essere un Centro di ricerca e cura sulle malattie emergenti del territorio ospitato nell’ex ospedale “San Giuseppe Sambiasi”; questa la prospettiva su cui sta lavorando l’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Mellone. Una delegazione di amministratori neretini aveva mesi fa partecipato al convegno sulla Scuola di  Medicina nel “Sacro Cuore” proprio con l’obiettivo di entrare a far parte di quel progetto. Se ne parla ufficialmente adesso, dal versante neretino, con una nota ufficiale in cui si dà risalto “alla intermediazione e alla utilissima collaborazione del professor Rosario Polizzi, già presidente del Consiglio del corso di Laurea Magistrale di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari”.

La decisione della Giunta comunale La Giunta di Palazzo Personè ha formalmente invitato con una deliberazione del 10 aprile scorso la Regione Puglia, l’assessorato regionale alla Sanità, l’Università degli Studi di Bari e la Scuola di Medicina dell’ateneo barese, “a valutare l’apertura a Nardò di un centro di ricerca regionale ospedaliero-universitario focalizzato sulle patologie più riscontrate nel territorio secondo le indicazioni dei medici di medicina generale”. L’idea è appunto quella di allocare nell’ex ospedale neretino l’attività scientifica e di ricerca e nell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù” di Gallipoli, pienamente operativo, l’attività clinica e di ricovero, coinvolgendo dunque le scuole di specializzazione e la branca di Scienze Infermieristiche dell’ateneo del capoluogo pugliese e valorizzando il personale ospedaliero locale”. Il prossimo passo sarà l’indizione di una conferenza di servizi con tutti i soggetti interessati.

I commenti di Mellone, Mita, Polizzi “Consideriamo una prospettiva molto interessante – dice il Sindaco Mellone – quella di “riconvertire” in questo modo il nostro ex ospedale, che oggi al di là dei servizi come presidio territoriale di assistenza rischia di rimanere in gran parte chiuso e inutilizzato. L’attivazione di un centro di ricerca di tipo traslazionale, cioè con i ricoveri a Gallipoli, è una destinazione utile e di grande prestigio per la nostra città. In questa direzione l’Amministrazione comunale è pronta a fare tutto quanto è nelle proprie prerogative e possibilità per concretizzare l’obiettivo. Ringrazio per la collaborazione il professor Polizzi e sono certo della disponibilità del presidente Emiliano (nella foto col Sindaco)”. “Non è casuale – aggiunge il vicepresidente della Provincia di Lecce e consigliere comunale Paola Mita – che a Nardò possa farsi ricerca scientifica sulle malattie emergenti del territorio, anche in presenza dell’antico “nodo” della discarica di Castellino e considerando quindi la presunta relazione tra il sito e alcune patologie la cui diffusione negli ultimi anni è sensibilmente cresciuta”. “È la prima volta – dice il professore Rosario Polizzi – che un progetto di questo tipo, peraltro molto concreto per come è stato delineato, parte dal territorio e in questo l’amministrazione comunale di Nardò si è dimostrata lungimirante. Si può tutelare la sanità pugliese anche in questo modo, ottenendo nel contempo un consolidamento della forza delle nostre università e valorizzando adeguatamente il ruolo di chi lavora nelle strutture ospedaliere”.

Casarano – Agenzie di scommesse ancora nel mirino delle forze dell’ordine impegnate da tempo in un controllo capìllare del territorio al fine verificare il rispetto della normativa di riferimento. I militari della Compagnia di Casarano, nel corso di uno specifico servizio finalizzato al contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico, hanno segnalato ai rispettivi Comuni ed alla Questura di Lecce, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, ben 8 agenzie in quanto collocate a meno di 500 metri da strutture ritenute “sensibili” (ai sensi della legge regionale n. 43/2013), ovvero scuole, chiese, impianti sportivi, case di cura e altro.

I locali interessati I carabinieri sono intervenuti nei centri scommesse di via Matino, via Ferrari e via Ricasoli a Casarano, nella rivendita di via Regina Margherita e nel circolo di via don Luigi Sturzo a Taviano, nel bar di via Garibaldi e nel centro scommesse di piazza Beltrano a Racale e nel centro scommesso di via San Francesco a Supersano.

Corigliano d’Otranto – Turisti tutto l’anno? Qui qualcosa del genere si sta già verificando. Lo dice l’Osservatorio sul Turismo della Regione Puglia e lo sottolinea il Sindaco Dina Manti. Il centro regionale che censisce e raccoglie i dati anno dopo anno, ha registrato circa 11mila presenze in paese nel corso del 2017. E si cresce ancora a stare ai dati di questi primi mesi del 2018., sempre all’insegna annunciata e perseguita della destagionalizzazione.

Altro dato interessante nella panoramica offerta dall’Osservatorio  regionale è che delle 11mila presenze ufficiali e registrate, ben 5mila riguardano visitatori stranieri con tren positivo che colloca il paesi della Grecìa salentina tra le mete a vocazione turistica della regione. «Nella nostra città il turismo è per tutte le stagioni, le presenze sono costanti e in continua crescita anche nei primi mesi del 2018. Raccogliamo i primi veri frutti degli sforzi fatti per elaborare un programma di destagionalizzazione che include anche iniziative di promozione del territorio in partnership pubblico-privata – è il commento del Sindaco Dina Manti (foto) – come il Castello de’ Monti riportato a nuova vita con il progetto “Castello Volante”, un luogo di comunità che valorizza tradizioni, sentimenti collettivi, energie, competenze e passioni. Il report dell’osservatorio regionale ci restituisce l’immagine di una piccola cittadina di 5.800 abitanti capace di accogliere il visitatore richiamato dal ricco patrimonio monumentale e paesaggistico – rileva il primo cittadino – dalla professionalità degli operatori turistici e culturali e dalle eccellenze enogastronomiche. Sono numeri che si riflettono positivamente anche sulle strutture ricettive del circondario, che comprende gran parte delle antiche masserie dell’entroterra frequentate dai turisti anche nella stagione più fredda”.

 

Porto Cesareo – L’idea nata nell’ottobre scorso è diventata un progetto pronto per sbarcare in Europa. Dopo aver reso concreto il concetto di cooperazione in rete fra produttori e trasformatori di alimenti a km zero. Si chiama infatti Cap Salento e sta per Comunità agricoltori e pescatori del Salento ed è finanziato dalla Fondazione con il Sud. Il punto sul percorso intrapreso è stato fatto oggi dall’Area marina protetta di Porto Cesareo con lo scopo dichiarato di “valorizzare il prodotto della pesca di Porto Cesareo, promuovendo la filiera corta pescatore-ristoratore”. Se ne sta occupando l’associazione Slow Food Alto Salento; partner sono l’Amp Riserva naturale di  Torre Guaceto; Amp Porto Cesareo; Parco naturale Litorale di Ugento; Riserva del litorale tarantino orientale.

Tutela della biodiversità, coinvolgimento delle comunità dei pescatori e degli agricoltori delle aree protette; frenare il depauperamento degli stock ittici di interesse naturale e commerciale; favorire un rapporto sempre più stretto fra produttori e consumatori nell’ottica di una pesca sostenibile con pescatori disponibili a stabilire in modo concertato, regole di produzione e forme di promozione del prodotto sono gli obiettivi indicati tra cui spicca l’associazione di pescatori di Porto Cesareo soci delle tre cooperative di pesca della marina jonica; il neonato sodalizio denominato “Associazione piccola pesca Porto Cesareo” ha adottato un “disciplinare per la pesca sostenibile” affiliandosi a Slow Food ed ottenendo il riconoscimento di Presidio Slow Food della Piccola Pesca di Porto Cesareo. I numeri degli aderenti all’iniziativa sono di rilievo con quattro ristoranti aderenti (L’Angolo di Beppe, Le Dune, Da Cosimino, Lido dell’Ancora) e 16 pescatori coinvolti.  Il progetto, inoltre, ha previsto l’acquisto di mille kg (circa 30 Km) di reti da pesca con maglie da 33 mm e la distribuzione delle stesse ai pescatori di Porto Cesareo.

 

 

 

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Forse getterà davvero la spugna di qui a poco e comunque prima della fine regolare fissata nel 2020, segnato da una vicenda “che ha dell’inverosimile” e da un clima pesante fatto di lettere anonime e di “raccomandazioni” fintamente benevole. Intanto, però, di sicuro c’è che in Comune – dov’è stato reintegrato insieme al Consiglio comunale per infiltrazioni criminali smontate dal Tribunale amministrativo del Lazio – Alfredo Cacciapaglia fa il Sindaco a tempo pieno, tra delibere dei tre commissari revocate (tra cui quella che regolamentava gli incarichi legali), spostamenti di personale, provvedimenti operativi (come quello riguardante i parcheggi per i dipendenti comunali, il front office del parco), in un clima che i più definiscono piuttosto teso e su cui potrebbe incidere – nel bene e nel male – anche la decisione del Ministero dell’Interno, d’intesa con la Prefettura di Lecce, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la cancellazione del “tutti a casa” operato dal Tar laziale.

“Abbiamo tolto dal paese il marchio della mafiosità” “Sui tempi e sui modi stiamo discutendo fra noi, ma non saremo ancora qui per molto”: alla fine di un comizio durato quasi due ore in una piazza Umberto I gremita lungo i bordi, Cacciapaglia ha annunciato le dimissioni ed ha investito formalmente gli uomini e le donne della sua Giunta ad andare avanti, a “recuperare i rapporti tra du voi innanzitutto” e ad essere sicuri che “la gente vi premierà perché avete tolto dal paese, col ricorso fatto, il marchio della mafiosità”. Li ha chiamati spesso per nome – Biagio, Tiziano, Sonia… – gli amministratori che non lo hanno lasciato solo e che anzi hanno partecipato convinti alla battaglia giudiziaria contro un “provvedimento che la città non meritava”. Con un avvertimento l’ha voluto lanciare, pubblicamente, ai suoi amici e alleati, che continueranno a lavorare “con uguaglianza ed onestà come fatto finora”. Anzi ha affidato loro un “metodo infallibile” per poter vincere ancora alle elezioni: stare dall’altra parte da quella in cui sta Alberto Cacciatore. E’ l’unico politico citato per nome e cognome dal Sindaco: “Uno che vuole insegnare trasparenza e correttezza a noi! Uno che ho cacciato a calci nel sedere e che ogni giorno scrive e dà lezioni”, dice Cacciapaglia di colui che dal 2010 al 2012 è stato suo vicesindaco in quota Udc e che fa apparire quasi come il registra di battaglie e attacchi che hanno rovinato politicamente i suoi stessi alleati e lacerato il paese che ora va pacificato.

Zero in pagella ai commissari nominati da Roma Ad Andrea Contadori, Gerardo Quaranta e aSebastiano Giangrande, funzionari prefettizi nominati dal governo devono essere fischiate le orecchie non poco ieri sera, a sentire l’elenco delle presunte mancanze addebitate loro dall’Amministrazione tornata in carica: il parco nell’abbandono, erbacce e buche per le strade, un asilo ultimato e rimasto chiuso (per problemi di allacci fognari ed elettrici, ndr), una Provinciale cosiddetta killer – la 361 –  senza ancora soluzioni. “Perché nessuno ha più protestato? Questa per me è omertà”, ha rimarcato Cacciapaglia. Nessun riconoscimento di merito ai commissari straordinari che pure avevano cercato di rimpolpare gli organici a livelli apicali (Ufficio tecnico, Affari generali, e Legale-Finanziario) senza ricevere soddisfazione dalla Prefettura. Frecciatine sono state lanciate anche a coloro che nelle Istituzioni “dovrebbero difenderci e non lo hanno fatto” e ringraziamenti alle forze dell’ordine “che comunque vanno sempre ringraziate”. Lui esce di scena, ha detto, non si ricandiderà, con un appello ai suoi: “Avete un patrimonio per aver salvato l’onore della città: non lasciatelo ad altri”.

 

 

 

 

Nardò – A Nardò fu una delle sue ultime uscite pubbliche. E oggi, a un anno dalla sua morte, sono in tanti a ricordare Stefano Fumarulo, dirigente regionale esperto di antimafia sociale e politiche migratorie scomparso 38enne a Bari il 12 aprile 2017. In mattinata nel capoluogo il sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano hanno partecipato alla cerimonia di intitolazione della piazzetta a lui dedicata. Analoga iniziativa si svolse a Nardò nell’agosto scorso quando il presidente della Regione e il sindaco neretino Giuseppe Mellone a Fumarulo dedicarono il piazzale nei pressi di Masseria Boncuri, in cui era appena stata inaugurata la foresteria per lavoratori stranieri, altro obiettivo tenacemente perseguito dal giovane dirigente di viale Capruzzi.

A Nardò a ricordare oggi la sua figura è l’avvocato Vincenzo Renna, componente del nucleo di valutazione del Comune. Il 31 marzo di un anno fa in un incontro pubblico a Palazzo Personè, Renna illustrò a Fumarulo la proposta per la realizzazione di una filiera etica in agricoltura nel territorio neretino. «Credo davvero che il miglior modo di ricordare Stefano – ha dichiarato Renna – sia quello di misurare i successi delle politiche sociali regionali di contrasto ai fenomeni criminali organizzati, conseguiti con il concorso imprescindibile del suo naturale talento e della sua competenza scientifica». Con Fumarulo la Puglia è stata la prima regione italiana ad adottare un piano triennale dell’immigrazione che prevede misure per riconoscere diritti e doveri. «Questo recupero di umanità – prosegue Renna – è stata la risposta più utile alla logica del malaffare e alla sopraffazione mafiosa. Stefano è stato sempre accanto agli ultimi, dagli immigrati di Rignano Garganico o di Nardò alle vittime di soprusi e violenze delle associazioni criminali. Per usare un gergo calcistico – conclude – Michele Emiliano ha fatto bene a ritirare “la maglia” di Stefano perché campione inarrivabile; così come Pippi Mellone ha fatto altrettanto bene a dedicargli il piazzale della foresteria accanto a Masseria Boncuri. Adesso ben vengano aule universitarie, borse di studio e tutto ciò che possa ricordare Stefano, continuando le battaglie nel solco da lui tracciato». Intanto il governatore Emiliano ha annunciato che al giovane dirigente regionale sarà intitolata la nascente Fondazione Antimafia sociale.

Nardò – Preoccupazione tra i lavoratori per i problemi irrisolti, soprattutto in tema di precari; Cgil e Cisl confermano lo sciopero. Martedì 17 aprile a incrociare le braccia davanti ai cancelli per mezz’ora saranno i dipendenti della “Nardò Technical Center”, la nota pista neretina lunga oltre 12 chilometri che dal 2012 è stata acquisita da “Porsche Engineering” e col suo centro prove accoglie l’industria automobilistica di tutto il mondo. Circa 150 i dipendenti diretti, 135 gli interinali italiani e 300 i trasfertisti tedeschi. Da mesi però, nonostante i buoni propositi inizialmente manifestati dai vertici aziendali, le organizzazioni sindacali denunciano come l’interesse sia ormai quello di ridurre i costi e aumentare l’utilizzo di strumenti sempre più stringenti per controllare i lavoratori, compromettendo irrimediabilmente le relazioni industriali. Da qui trattative bloccate coi sindacati, mancata definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato e ferie, permessi e cambi turno gestiti, denunciano Cisl e Cgil, senza tener conto del Contratto collettivo nazionale.

«Nonostante gli ultimi due incontri avvenuti in questi giorni con i manager, uno in Confindustria e l’altro nella sede di Nardò – dichiarano adesso i segretari generali Maurizio Longo (Fim-Cisl Lecce) e Annarita Morea (Fiom-Cgil Lecce, foto) – i sindacati confermano le loro preoccupazioni. Oggi, dopo aver ascoltato in assemblea i lavoratori, le segreterie provinciali e le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno condiviso un percorso di mobilitazione e agitazione che comincerà martedì».

Lo sciopero riguarderà la fascia oraria 13.30-14.30, con mezz’ora di mobilitazione per ogni turno. Nelle scorse settimane Longo e Morea avevano chiesto un incontro urgente all’azienda per manifestare incertezze e preoccupazioni dei lavoratori sui cambiamenti in atto. «Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’azienda a incontrarci e riaprire le relazioni industriali. Siamo però profondamente insoddisfatti dell’esito dei due incontri – proseguono i segretari sindacali – e nessun passo in avanti è stato compiuto per la definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato». Quindi nessuno spiraglio? «Dialogo aperto – concludono – a patto che questa disponibilità si traduca in qualcosa di efficace e produttivo e non nel nulla di fatto registrato in queste ore».

Lorenzo Siciliano

Nardò – Incontro con i direttori generale delle sei Asl pugliesi; conferenza dei Sindaci e infine riunione della Giunta regionale per la decisione finale: questo il cronoprogramma stabilito dalla Regione per affrontare il passaggi, che si sta rivelando delciato, dei Ppi, i Punti primo intervento ex Pronto soccorso ospedaliero. Venerdì 20 aprile alle ore 15, presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari), il presidente della Regione Michele Emiliano incontrerà dunque, insieme con la struttura tecnica del Dipartimento delle Politiche per la salute, i direttori generali Asl “per un ulteriore confronto sulla proposta di riordino dei Punti di Primo Intervento, dopo il passaggio informale e preliminare che si è svolto in Giunta con gli assessori”, da cui è scaturita la deliberazione n. 583 del 10 aprile sul riordino dei Ppi. “Tutto ciò è propedeutico -si legge in una nota della Regione – all’organizzazione delle conferenze dei sindaci che si svolgeranno sui territori, prima dell’ulteriore confronto con gli assessori che si svolgerà nuovamente nel corso di una Giunta ordinaria”.

Le reazioni dai territori: cinque consiglieri critici da Nardò “Dall’1 maggio verrà chiuso il punto di primo intervento del presidio territoriale di assistenza (Pta) di Nardò, quello che un tempo era il Pronto soccorso”: inizia così una nota di protesta dei consiglieri comunali (di opposizione) Lorenzo Siciliano (foto a sinistra), Daniele Piccione, Roberto My, Giancarlo Marinaci, Carlo Falangone. “Ciò avviene sotto la folle gestione delle politiche sanitarie regionali di cui è alla guida il presidente Emiliano. Lo stesso Emiliano che Mellone ringraziava pubblicamente attraverso manifesti larghi sei metri ed alti tre adducendo come motivazione quella del ritorno, per Nardò, “al centro delle politiche sanitarie””, prosegue il comunicato dei cinque consiglieri che ricordano poi la perdita “dell’ennesino servizio offerto ai cittadini” dopo l’ufficio di Acquedotto pugliese, quello del giudice di pace, il progetto per la Tenenza della Guardia di finanzia, la scuola elementare di Boncore, nell’arco di 22 mesi di Amministrazione di Mellone e dei suoi, la Città si impoverisce ulteriormente”.

Un passaggio obbligato “per non subire penalizzazioni” dice Emiliano “La conversione dei Punti di primo intervento in postazioni medicalizzate 118 è stata la conditio sine qua non attraverso la quale ci hanno approvato, ai tavoli romani, il piano di riordino ospedaliero. Se a fine 2018 i Ministeri dovessero riscontrare una inadempienza in tal senso, non è escluso che possano utilizzare la circostanza per mandarci, per un altro triennio, in Programma operativo. Non solo: non avremmo le premilalità che invece ci spetterebbero”: lo afferma in una lunga dichiarazione diffusa da Bari lo stesso Emiliano che ricorda le possibili conseguenze qualora si registrassero ritardi e omissioni. “Ricordo che a fine 2015, ci hanno mandato in Programma operativo per molto, molto, ma molto meno. E comunque la riconversione dei Ppi è scritta e dettata dal Decreto ministeriale 70 e, mi preme dirlo e sottolinearlo – insiste Emiliano – non comporta nessun nocumento per i cittadini in termini di assistenza sanitaria perché comunque i cittadini troveranno la loro risposta sul territorio, in alcuni casi, anche con l’auto medicalizzata che invece prima non era presente. Non cambia nulla. Stiamo solo razionalizzando le risorse”. “La struttura tecnica – ha specificato ancora il presidente della Regione – ha illustrato la sua proposta in base allo stato dell’arte e alle predisposizioni elencate dal Dm 70. Ora questa proposta sarà verificata con gli assessori e con i territori, prima di tutto con i sindaci, in un percorso di confronto e condivisione già iniziato nel 2017. Nel processo di condivisione degli interventi che caratterizza questa amministrazione, era importante illustrare lo stato di attuazione del riordino”.

“Non si smantella niente, impariamo a usare meglio il sistema sanitario” Nessuno “smantellamento”, nessun “danno” per cittadini: si tratta soltanto “di attuare una riconversione che ci chiede il Ministero, sempre nell’ottica della messa in sicurezza i cittadini e nell’ottica di condivisione degli interventi con i territori”. “Dobbiamo imparare ad utilizzare meglio i presidi sul territorio e ricorrere alla emergenza urgenza solo per affrontare casi più gravi – è l’indicazione di Emiliano – e per i problemi di minore impatto non dobbiamo rivolgerci né al Pronto soccorso, né ai Ppi: si deve andare dai medici della continuità assistenziale, ovvero presso i presidi territoriali che stiamo attrezzando e rafforzando”. Da Bari si sottolinea che “il 70 per cento degli accessi ai Punti di primo intervento finora ha riguardato proprio i codici bianchi che, vorrei ricordare, da normativa è un codice che va gestito dai medici di continuità assistenziale mentre i gialli e i rossi vanno gestiti dall’emergenza urgenza, quindi dal Pronto soccorso”.

Romano, presidente commissione Sanità: “Ci sono alternative” Nonostante il tono accomodante dei vertici del governo pugliese, non mancano critiche nel merito di quanto si va a fare. Dal presidente della Commissione regionale Sanità, il consigliere Pino Romano (Leu) arrivano appunti e richiami: “Che visione della sanità ha una Regione che, di fronte alla carenza di medici, declassa i Ppi? Eppure soluzioni alternative ce ne sarebbero” E Romano le elenca: creare il Dipartimento regionale del 118 e lavorare sulle economie di scala; accelerare sulla definizione e approvazione della rete delle patologie tempo dipendenti; attivare un modello organizzativo che metta in sinergia rete di 118, pronto soccorso e dipartimenti di emergenza-urgenza. “Occorre poi dire le cose come stanno. L’uscita a dicembre del Piano operativo, che consentirà di sbloccare ed assegnare circa 500 posti letto ospedalieri – atteso che la Puglia è ormai sotto soglia dei parametri del famoso Dm 70 di circa 500 posto letto – non dipende certo dai tagli che si operano sui Punti di Primo Intervento, ma dal buco che creano i 200 milioni di spesa farmaceutica. Questo è il vero problema”.

Le posizioni di M5S e DI – Con una interrogazione anche il gruppo consiliare pentastellato muove le sue critiche:  “I Ppi – sostengono dal Movimento Cinque Stelle – devono essere trasformati in punti di primo intervento territoriali da collocare negli ospedali di comunità, nelle case della salute o nei Pta. Come sono intesi oggi, creano aspettative di cure nei cittadini che poi non possono essere soddisfatte traducendosi in una inutile spesa e, soprattutto, in una perdita di tempo che, per le patologie più gravi può divenire fatale. Con la trasformazione che abbiamo suggerito più volte ad Emiliano i Punti di Primo Intervento creerebbero quel filtro territoriale, la cui assenza oggi intasa i triage dei Pronto soccorso che sono già al collasso”. Dei 39 Ppi in ballo (tre nel Salento) parla anche il gruppo consiliare di “Direzione Italia – Noi con l’Italia”, per il quale così “si infliggono notevoli disagi ai cittadini che dovranno chiamare il 118 o andare all’ospedale più vicino nel caso di malore”.

 

 

Matteo Spada

Gallipoli – Fino a tre anni fa non era difficile rintracciarne ancora, affissi alla bell’e meglio alle vetrate degli ingressi o in vetrina. Adesso sembrano oggetti di un passato che, sia pur vicino, sembra essere ormai andato. E comunque cambiato. “Affittasi” su corso Roma – per tanti il termometro economico della città, di certo il cuore commerciale – non se ne vedono più. Né nella parte che risulta essere la più “ricercata”, quella cioè dall’inizio e fino a piazza Carducci, né nel tratto successivo fino alla Fontana greca. Semmai si notano cambi di oggetti e materiali in vendita: là dove c’era una edicola (chiusa) ora si trovano prodotti della gastronomia locali; più giù, un negozio di telefonia ha lasciato il posto ad uno di abbigliamento; ancora, invece della vendita di oggetti d’argento in quello stesso locale si vende energia.

Tutta una impressione? e Come sono cambiate le cose dopo la crisi mondiale scoppiata nel 2007 a causa dei prodotti finanziari tossici? Non è una falsa impressione: i dati forniti a Piazzasalento.it dagli uffici comunali del settore, parlano chiaro e testimoniano un andamento tutto in positivo: nel 2015 le aperture su corso Roma sono state 14, sette le chiusure; nel 2016 risultano avviati 19 esercizi mentre cinque hanno cessato l’attività. L’anno scorso, infine, le nuove attività sono state 16 e zero i fallimenti (o trasferimenti, qualche volta). Il principale corso cittadino oggi segnala un negozio in allestimento ed una cessione di attività.

“Inizia a risvegliarsi il comparto del commercio – conferma Matteo Spada (foto), presidente dell’associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli nonché operatore immobiliare – ma per tornare ai livelli di prima del 2010 ce ne vorrà parecchio”. Anche perchè la crisi su scala globale ha modificato non poco i meccanismi e le abitudini dei consumatori. Si pensi al boom degli acquisti on line, comodamente da casa propria: basta un computer ed una connessione. “Certamente – aggiunge Spada – gli operatori più sensibili e dinamici hanno trovato qualche modo per andare avanti; i più rigidi e con minori margini di gestione sono nei guai seri”.

Ma a scoppiare non è stato solo il sistema tradizionale del commercio. Anche il settore immobiliare è stato coinvolto. “Su Gallipoli si era creata una bolla incredibile: il costo a metro quadro era maggiore di quello nel centro storico di Lecce”, segnala ancora il presidente Spada. La “bolla” che si è sgonfiata ha oggettivamente aperto la strada ad un mercato più adeguato alle nuove esigenze dei clienti anche per le locazioni, calate di almeno il 25% – 25% rispetto al periodo pre crisi. Anche se restano le differenze che il corso da sempre registra: il più appetito risulta essere ancora il lato sinistro; la seconda parte della centralissima arteria cittadina è “meno cara”, con un abbattimento di canoni che oscilla tra il 10 e il 20%.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...