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Nardò – Impianto di compostaggio. Anzi no, solo di smaltimento plastica. Nel già infuocato dibattito cittadino interviene anche l’ex sindaco di Nardò, l’avvocato Marcello Risi con una rivelazione non proprio di poco conto.

Riassunto delle puntate precedenti su di un tema delicato La Regione Puglia annuncia nei giorni scorsi la costruzione, a breve, di un impianto di compostaggio a Soleto o a Nardò. Da entrambe le comunità partono preoccupazioni e richieste di chiarimenti. A Nardò protesta l’opposizione, consiliare e non. Alcuni pezzi del centrosinistra locale invitano alla mobilitazione contro l’ipotesi dell’impianto neretino. Il sindaco Giuseppe Mellone contrattacca e assicura: a Nardò non nascerà alcun impianto di compostaggio, la sede scelta dalla Regione è Soleto; due giorni fa annuncia di aver querelato i cinque consiglieri di minoranza e il segretario del Pd neretino per “procurato allarme”. Un impianto per accogliere rifiuti però Nardò lo avrà comunque ed è lo stesso sindaco a rivelarlo: «A Nardò – scrive su Facebook – si tratterà la plastica puntando sull’economia circolare».

“Solo plastica? Ma il Comune aveva chiesto anche l’altro” In campo scende oggi l’ex sindaco Marcello Risi che, carte alla mano, va all’attacco di Comune e Regione. «La devastante coppia sindaco Mellone e governatore Emiliano – attacca Risi – ha deciso: Nardò avrà sul suo territorio un nuovo impianto di trattamento di rifiuti. Secondo le notizie più aggiornate, sarà un centro per selezione e trattamento della plastica al servizio di almeno tre province e sorgerà a Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro, a circa quattro chilometri dalla località marina). Premesso che gli impianti sono necessari, che se i rifiuti si producono poi vanno smaltiti e trattati (e preferibilmente riciclati) e che i ritardi della Regione nel settore sono il risultato di decenni di politiche assolutamente inadeguate, restano grandi punti interrogativi. Perché prima di realizzare nuovi impianti nella nostra città – domanda Risi – non si bonifica definitivamente la discarica di Castellino (foto sopra), a due passi dal centro abitato, fra Nardò e Galatone?». E’ più o meno la stessa richiesta avanzato dal consigliere regionale Cristian Casili, anch’egli rampognato dal Sindaco. Per Risi l’Amministrazione comunale “non in grado di farsi ascoltare e subalterna al potere regionale” mentre quella regionale è “rapida sulla realizzazione del nuovo impianto (già funzionante nel 2020), ma si nasconde dietro infinite improbabili analisi e irritanti rinvii quando si chiede conto di Castellino”. Il colpo è in coda: «Il sindaco Mellone – sottolinea Risi – si era candidato per ospitare a Pendinello un impianto di compostaggio (trattamento rifiuti umidi), ma in Regione la domanda del Comune di Nardò (arrivata per prima) è scivolata all’ultimo posto della graduatoria (il sesto). L’impianto sorgerà così a Soleto (nonostante Mellone)».

“E’ la Regione che non ha voluto, non il Sindaco”. E spunta u n altro disco rosso L’interesse per il compostaggio, smentito dal Sindaco Mellone nella polemica di questi giorni, viene ripreso e rilanciato in rete dal consigliere Lorenzo Siciliano, il quale pubblica i documenti regionali. «Il mega impianto per lo smaltimento della frazione organica – scrive Siciliano – non verrà realizzato a Nardò non perché il Sindaco o qualche suo sodale ha evitato che ciò avvenisse. Tutt’altro. Il Comune di Nardò è stato il primo Comune in Puglia a presentare una candidatura per accogliere questo tipo di impianto attraverso una manifestazione d’interesse del 25 gennaio 2018. È stata la Regione Puglia a non ritenere idoneo il sito del Comune di Nardò per diverse ragioni, tra cui l’incompletezza della documentazione inviata, tanto da relegare l’ente all’ultimo posto con il minor punteggio. Di più. Con quella manifestazione d’interesse, Mellone ha disatteso una delibera di Consiglio comunale, la n. 25 del 2006, che al punto 2 del deliberato “manifestava con fermezza l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Nardò.”».

Nelle ultime ore si è espresso infine anche l’ambientalista Massimo Vaglio, due anni fa sostenitore dell’attuale primo cittadino ma col tempo allontanatosi da quest’ultimo proprio per le forti divergenze in materia ambientale. «A proposito dell’impianto di trattamento plastica che tante polemiche sta suscitando in città – scrive Vaglio – ritengo che il luogo prescelto (“Pendinello”, ndr) sia ideale per insediare una ennesima attività non di certo salubre, essendo lo stesso già gravemente contaminato dalle diossine generate dalla ex discarica cittadina di rifiuti solidi urbani indifferenziati, dove per decenni gli stessi sono stati smaltiti tramite combustione. Quindi – conclude Vaglio con amarezza – meglio sporcare sullo sporco, se proprio lo si deve fare, che sporcare altri luoghi puliti!».

Gallipoli – Sciopero di tutti i lavoratori di Progetto Vendita srl, un call center, delle sedi di Maglie, Gallipoli e Brindisi per l’intero turno di lavoro dal 18 giugno e ad oltranza, fino a quando cioè non verranno pagati gli stipendi arretrati; inoltre, immediati chiarimenti per i lavoratori assunti a progetto che “nonostante in possesso di contratti regolarmente sottoscritti con scadenza 30 giugno prossimo, in alcuni casi, non sono messi nelle condizioni di svolgere la propria prestazione lavorativa (è successo a Gallipoli): questa la mossa dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil delle province di Lecce e Brindisi. Firmano la lettera Gianni Bramato, Gianfranco Laporta, Tommaso Moscara e Massimo Passabì ed è stata inviata alla società del gruppo Planet Group ed alla dirigente aziendale Mina Missere.

Una tempesta su 450 lavoratori In ballo ci sono 149 posti di lavoro a tempo indeterminato di cui 131 con lettere di licenziamento in arrivo, e 300 addetti “a progetto” che forse dovranno andare a lavorare altrove, se si esclude l’ipotesi peggiore di chiusura delle attività aziendali. I sindacalisti, “nonostante le numerose richieste di chiarimento in merito alle ultime incresciose vicende, denunciano un preoccupante rifiuto dell’azienda al confronto e al dialogo, rilevando di contro, che ha deciso (comunicandolo ai lavoratori con un semplice annuncio in bacheca) di far slittare il pagamento degli stipendi al mese successivo senza motivazione alcuna (quello di aprile che, da accordi doveva essere corrisposto entro il 15 giugno, è slittato al 2 luglio, ndr) senza informare preventivamente le scriventi, peggiorando una situazione già gravemente compromessa”, scrivono nella lettera i rappresentanti dei lavoratori. (foto, dall’alto , delle proteste di Maglie e Gallipoli nei giorni scorsi)

Stipendi non pagati: tensione al massimo “La notizia del mancato pagamento – sostengono Bramato e compagni – ha reso infuocato un clima già teso, con il timore concreto che i bonifici, vista l’assenza totale di garanzie, non arrivino nemmeno in futuro. Sottolineiamo in aggiunta le difficoltà dei lavoratori e delle lavoratrici che senza retribuzioni, in alcuni casi, avrebbero difficoltà anche a sostenere le spese di viaggio per recarsi in azienda.
La situazione è ormai insostenibile e qualsiasi atto di responsabilità, messo in campo in questi
giorni dalle scriventi e dai lavoratori che rappresentiamo, si è rivelato vano a causa di una condotta
aziendale irresponsabile e irrispettosa dei propri dipendenti”.

 

Gallipoli – Con la piccola tregua di questo pomeriggio, il maltempo lascia un margine per far contare i danni a coloro che ne sono stati colpiti. Allagamenti si segnalano un po’ dappertutto, nelle zone ormai “classiche” anche se di classico il meteo in questo periodo prevede ben altro, di solito appunto. Ecco allora segnalazioni di passanti e residenti della Baia verde di Gallipoli evidenziare le aree dove si creano accumuli ad ogni precipitazione intensa, come al primo imbocco della Statale per entrare nel quartiere. Come da tradizione, sommersa tutta la zona della fine di corso Roma, parte di piazza Moro (il Canneto); paradossalmente ci si trova tra i due mari, eppure manca ancora un efficiente sistema di scarico per le emergenze.

Abitazioni allagate e senza energia elettrica tra Parabita e Alezio; senza luce sono stati i residenti in quelle case sparse per più di cinque ore ieri pomeriggio, poi il servizio emergenza Enel ha riparato i guasti. Allagamenti anche in alcune zone a valle di Casarano. Non si registrano grossi disagi e per vedere gli effetti più pesanti e i danni consistenti bisogna andare nelle campagne, soprattutto tra i vigneti di Alezio e Parabita.

Vigneti feriti, peronospera in agguato Nelle foto di Franca Bassini, una lettrice di Piazzasalento, sono evidenti i segni della grandine che ha rotto foglie e acini. “Su quelle ferite – spiega l’agronomo Saverio Gabellone di Alezio – si corre il fischio che si depositi l’infezione da peronospera. Infatti dopo grandinate del genere, sempre micidiali per il trauma che crea alle piante, sono previsti trattamenti contro quella malattia”. “Per fortuna – aggiunge Giuseppe Coppola, agricoltore e imprenditore agrituristico – la potatura verde non ancora effettuata ha fatto da protezione ai grappoli, limitando in qualche modo i danni”. Da una prima verifica, la grandine avrebbe colpito in una area ristretta di Alezio, zona di vini Doc, lasciando indenni i vigneti di Sannicola.

Gallipoli – Giorno dopo giorno, sembrano precipitare le cose nel call center gestito da Progetto Vendita, gruppo “Planet Group” che comprende le sedi di Gallipoli e Maglie. Stamattina, per il breve periodo non interessato dal maltempo, gli addetti – 149 a tempo indeterminato, di cui 131 con licenziamenti in vista, e 300 “a progetto” – hanno dato vita a due manifestazioni di protesta e di richiesta di attenzione da parte dei rappresentanti istituzionali locali e nazionali. (nelle foto la protesta a Maglie)

La sorpresa a Gallipoli: “Oggi non c’è lavoro” E gli stipendi slittano A Maglie vi è stato un vero e proprio sit in con la partecipazione anche di sindcalisti che stanno seguendo la drammatica vertenza di Cgil, Uil e Cisl del settore. A Gallipoli, oltre alla contestazione di una azienda evanescente, c’è stata un’altra amara sorpresa: tutti gli addetti che lavorano “a progetto” (quindi a temo determinato) si sono sentiti dire che oggi non c’era lavoro per loro. Motivo: la commessa era stata interrotta. In più, con un foglietto affisso all’ingresso, sono stati informati che il pagamento dello stipendio di aprile sarà effettuato il 2 luglio (saltata la data ufficiale del 15 giugno).

“Una barca alla deriva, senza comandanti” “Siamo di fronte ad una situazione mai vista – è il commento preoccupato do Tommaso Moscara (Cgil) – con una nave alla deriva e con i comandanti già scappati”. Ma i sindacati non demordono: “Abbiamo chiesto con i nostri colleghi del nazionale di chiedere un incontro urgente con il committente principale, Mediaset Premium, per cercare di capire almeno da loro come stanno le cose”. Ai lavoratori sono giunti in questi giorni gli interventi di solidarietà e di appoggio dei consiglieri regionali Caroppo (Lega Nord) e Congedo (Fratelli d’Italia). Nei giorni scorsi vi era stato un incontro a Gallipoli con due parlamentari pentastellati che hanno promesso di portare la vertenza sul tavolo del ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Interrogazione parlamentare a Di Maio Su quel tavolo è arrivata oggi una interrogazione parlamentare ufficiale a frima della senatrice salentina Teresa Bellenova, viceministro al Lavoro nel precedente governo e curatrice di numerose vertenze a livello nazionale. La Bellanova chiede un intervento urgente dal parte del Ministero ma soprattutto l’applicazione della clausola sociale a tutela dei lavoratori. “Da quanto si apprende – scrive la parlamentare – le motivazioni addotte in merito ai licenziamenti sarebbero riconducibili alla probabile perdita della commessa Mediaset Premium, con la quale Progetto Vendita sembrerebbe avere un accordo commerciale fino al 30 giugno 2018. Mentre a questo si aggiunge un ulteriore elemento di criticità come la notizia riferita dai lavoratori sul mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda nell’ultimo anno”.

“Applicare la clausola sociale: lo strumento a tutela dei lavoratori c’è” In attesa delle verifiche del caso, “è assolutamente prioritario intervenire per scongiurare i licenziamenti annunciati dall’impresa e, se del caso, ricorrere all’applicazione della clausola sociale, come in casi analoghi è già accaduto con il precedente Governo. Non si tratta di inventare nulla, solo di replicare buone prassi che hanno già dimostrato la loro efficacia. Da Sottosegretaria al Lavoro –  conclude Teresa Bellanova – le condizioni di lavoro nei call center sono state una mia assoluta priorità e la norma sulla clausola sociale, approvata nel dicembre 2015, una garanzia senza precedenti per le lavoratrici e i lavoratori, lo dimostra. Lo strumento c’è, bisogna applicarlo”.

 

Nardò – Dopo gli attacchi rivolti al sindaco Mellone da consiglieri regionali e comunali sull’impianto di trattamenti dei rifiuti, non poteva mancare la replica del diretto interessato. Tutto è nato quando la Regione Puglia annuncia la realizzazione di un impianto di compostaggio a Nardò (in località “Pendinello” a Sant’Isidoro) o a Soleto. Da qui dubbi e perplessità, manifestate tra gli altri dai neretini Cristian Casili (consigliere regionale M5S), Giovanni Siciliano (ex consigliere provinciale di centrosinistra) e Lorenzo Siciliano (figlio di Giovanni e consigliere comunale Pd). Nel mirino finiscono così il governatore Emiliano e il sindaco Giuseppe Mellone, accusati di voler trasformare la marina di Sant’Isidoro da località turistica a sede di conferimento rifiuti e di non aver ancora agito per la messa in sicurezza della discarica di Castellino.

Replica al vetriolo alle critiche di Casili e Siciliano Il primo cittadino smentisce la nascita dell’impianto a Nardò e ribadisce che la sede scelta per il compostaggio è Soleto. «Leggo – aggiunge poi il primo cittadino, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa risalente alle ultime elezioni politiche – rilievi e appunti al sottoscritto sulla prospettiva di un impianto a Nardò da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili. Rilievi che, pur se ben confezionati, appaiono simili a discussioni da bar. Proprio sull’ambiente, non solo non abbiamo mai avuto un sostegno tangibile dal nostro rappresentante in Regione, ma continuiamo a subire un inutile ronzio, al quale, fino ad oggi, non ho mai risposto. Ma ora i 5 Stelle, con la Lega, governano l’Italia e io posso far finta di dimenticare le sciocchezze inaudite dette da Casili per contestare i rapporti di collaborazione tra la Lega, il mio movimento e la mia maggioranza, ma non posso chiudere gli occhi su un fatto importante: oggi il Ministro dell’Ambiente è del Movimento 5 Stelle. Le politiche ambientali e dei rifiuti, quindi, dipendono da scelte del movimento di cui fa parte il consigliere regionale Casili».

“Da domani il riciclo della plastica” Se a Nardò il compostaggio non si farà, lo stesso non si può dire per il trattamento della plastica: «A Nardò da domani ricicleremo la plastica – aggiunge il sindaco – con occasioni di sviluppo per una filiera a economia circolare. Inoltre portando l’umido a Soleto, abbattiamo i costi di trasporto. Tutto a vantaggio dei cittadini». Mellone riserva poi una replica anche a Giovanni Siciliano, che aveva invitato alla mobilitazione popolare contro l’eventuale impianto di compostaggio: «Non mi stupisce vedere che Casili – prosegue il primo cittadino – sia appaiato a vecchi politici della “generazione Castellino”, come Giovanni Siciliano, padre di altri mille disastri e calamità politiche per la Nardò degli ultimi venti anni, protagonista del peggiore Pd nostrano del quale, forse, è esponente».

La controreplica di Casili «Mi spiace aver precisato al Sindaco e al suo compagno Emiliano – ribatte subito il consigliere regionale pentastellato – di mettere in sicurezza quanto prima e una volta per tutte la discarica di Castellino: tanti tanti annunci e ancora pochi fatti. Mellone la prossima volta si scelga Compagni migliori di Emiliano che si è dimostrato il peggior governatore di sempre».

Nardò Bene Comune: “Benefici e bonifiche? Mai visti da queste parti”  «Un impianto nella bella marina di Sant’Isidoro – scrive il movimento politico presieduto da Antonio Manieri – che dovrebbe portare “benefici” alla comunità: ovviamente non in termini di salute e di bene comune, ma solo di riduzione tariffaria. Una storia, quella dei benefici mai goduti, terribilmente simile a quella che portò alla nascita del vero eco-mostro di Nardò e cioè la discarica di Castellino mai bonificata, simile alla bugia dello scarico zero a Torre Inserraglio, simile all’ormai sfumata bufala degli idrovolanti che avrebbero dovuto portare da Santa Caterina a Corfù. La promessa di un taglio in bolletta in cambio di un impianto “a casa nostra”, insomma, ha l’odore acre del fumo negli occhi. Una cosa del genere, prima di dare l’ok e ratificare accordi con la Regione, richiederebbe incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare bene la questione e ascoltare il punto di vista di cittadini e portatori di interesse. Non stiamo mica decidendo di fare una rotatoria! »

Mellone denuncia tutta l’opposizione. Il Pd chiama i giornalisti Finita qui? Certo che no. Ieri 14 giugno i cinque consiglieri comunali di opposizione (Siciliano, Piccione, My, Marinaci e Falangone) chiedono la convocazione della Commissione Ambiente per parlare, si legge nell’oggetto, “della probabile realizzazione di un impianto di compostaggio in località Pendinello” e stamattina il segretario cittadino del Pd, l’avvocato Salvatore Falconieri, ha annunciato per domenica 17 giugno una raccolta firme a Sant’Isidoro contro l’impianto di compostaggio. Due episodi che hanno nuovamente fatto infuriare il sindaco Mellone. Poche ore fa il primo cittadino è tornato sull’argomento annunciando stavolta di voler querelare per procurato allarme tutta l’opposizione consiliare neretina. «Ho proceduto quest’oggi – ha dichiarato Mellone – a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Stanno da ore parlando di un impianto di compostaggio a Nardò e preparano conferenze stampa, sit-in e richieste di commissione sul nulla! Ancora una volta un atto utile solo a scatenare odio sociale e paura, montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. L’impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti». Nel frattempo il Pd neretino conferma per le 19.30 di oggi una conferenza stampa nella sede del circolo in piazza Pio XI.

parcheggi gallipoli

Gallipoli – Le particelle 920, 922, 927, 928 e 929 del foglio 25 non sono state mai comprese nella confisca operata il 27 settembre del 2012; non potevano essere inserite nell’ordinanza del Sindaco del 30 marzo, Venerdì santo, come aree di sua proprietà e le destinava a parcheggi temporanei in vista dell’affollamento di quella zona, tra Baia verde e la strada che collega la litoranea e la Statale.  La sentenza del Tribunale penale ha accolto le ragioni addotte dall’amministratore unico Angelo Marrella, di Casarano, della società Praia del Sud. Il contenzioso era sorto il 4 aprile, all’indomani del’ordinanza sindacale richiamata, pubblicata il 31 marzo ed eseguita il 2 aprile, giorno di Pasquetta.

Aree mai confiscate e non del Comune Per effetto di questa decisione giudiziaria, l’area a disposizione del Comune e già utilizzata in passato per posteggi temporanei durante la stagione estiva, viene di fatto dimezzata. Questo dato, da non sottovalutare data la delicatezza ambientale di quel comparto non a caso protetto da norme speciali di rilevanza europea, ha subito ridato fuoco alle polveri per l’alta tensione che persiste principalmente a causa del cantiere ancora aperto nel tratto che va dal secondo ingresso della Baia verde al canale dei Samari. Il fatto che alcuni tra i più importanti lidi adesso si troverebbero senza più aree a disposizione per i propri utenti automobilisti.

L’attacco di Gallipoli Futura “Da quanto si apprende, le particelle “liberate” dalla illegittima confisca renderanno non più adibili a parcheggio tutto lo spazio antistante gli stabilimenti balneari Zeus, Helios, Banzai… si arriverebbe così a ridosso del Samsara, aggravando così una già di per se gravissima situazione posta in essere da quelli che definiamo “i lavori dell’assurdo” – scrivono i consiglieri comunali di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi – posti in essere dal Sindaco Minerva senza alcuna preventiva valutazione di compatibilità urbanistica con quelle che erano le reali esigenze di una litoranea come la nostra”. Dopo aver accusato il capo dell’Amministrazione di atteggiamenti “boriosi e tracotanti”, i consiglieri paventano – come peraltro già fatto fin dalla prima mossa della società coinvolta nell’ordinanza del Sindaco – possibili danni erariali a carico del Comune.

“Disagi” e sviluppi Intanto in Comune si sottolinea che, ad oggi, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Tribunale. In secondo luogo il Sindaco tende a smorzare gli allarmi sollevati dall’opposizione, secondo cui i disagi in quell’area sono destinati a salire con l’arrivo dell’estate. “Il Comune si è limitato ad agire secondo quanto dicevano le sentenze. Disagi? E perché mai? Ci sono contratti in essere tra società proprietaria e gestori degli stabilimenti balneari per quelle aree”. E non è neanche escluso che lo stesso Comune avvii una nuova istanza riguardante parte delle aree adesso escluse dalla confisca. In mano al Comune restano quindi poco più di 12 ettari.

Nardò – Si terrà oggi la discussione in Regione sui tre impianti di compostaggio di prossima realizzazione in Puglia: uno nel Foggiano, uno tra Brindisi e Taranto e un altro tra Nardò e Soleto nel Salento. Quest’ultimo scatena il dibattito nel territorio, con esponenti politici che di vario orientamento ,a che chiedono una riflessione maggiore sul tema delicato. Prendono così posizione  i consiglieri regionali Sergio Blasi (Pd) e Cristian Casili (M5S), l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano (Pd).
Blasi: “Positivo che la gestione sia pubblica ma sbagliato farlo a Nardò”. «Sono tre – spiega Blasi – le considerazioni da fare. La prima, positiva, riguarda la gestione pubblica degli impianti. Da tempo, infatti, sostengo il passaggio a una gestione interamente pubblica del ciclo dei rifiuti tutte le sue fasi, dalla raccolta allo smaltimento. E devo dire che questa decisione va esattamente in questa direzione, l’unica possibile per preservare il settore dal rischio di infiltrazioni criminali. La seconda considerazione riguarda la tecnica di compostaggio. Da quanto emerge, lo smaltimento non avverrà per mezzo di un processo aerobico bensì di “digestione anaerobica”. Questo è da evitare». Il riferimento dell’esponente del Pd è alla differenza tra due modalità opposte di “sbarazzarsi” dei rifiuti urbani: il sistema aerobico (all’aria) e il sistema anaerobico (in assenza d’aria). L’aerobico demolisce la sostanza organica in modo “naturale”, senza produrre gas combustibili. Anzi, se con l’aerobico si utilizzano sostanze organiche selezionate, magari provenienti da raccolta differenziata spinta, sfalci e potature verdi, si può ricavare ottimo fertilizzante per impieghi agricoli e florovivaistici. L’anaerobico invece produce gas e percolato liquido inquinante. Il rifiuto esausto viene poi “stabilizzato” in presenza d’aria e, seppur definito “compost”, potrebbe in realtà avere composizione chimica e perciò qualità inferiore al “vero” compost aerobico. Addirittura il sistema anaerobico potrebbe generare altro rifiuto da conferire sempre in discarica. Quest’ultima sembra essere l’ipotesi seguita per l’impianto di Nardò (o di Soleto), che preoccupa Blasi. «Credo che Soleto – prosegue l’ex sindaco di Melpignano – sia più idoneo a ospitare questo genere di impianto, in primis perché Nardò ha già pagato in termini ambientali con la discarica di Castellino e poi perché l’impianto dovrebbe nascere nella splendida marina di Sant’Isidoro, che merita di essere valorizzata con interventi migliorativi anziché con lo smaltimento della frazione umida. Per altro, Sant’Isidoro risulterebbe poco sensata anche dal punto di vista logistico. Soleto, trovandosi al centro del Salento, sarebbe più facilmente raggiungibile dai camion provenienti da ogni parte della provincia, con beneficio per tutti, addetti ai lavori e cittadini. Mi attiverò – promette infine Blasi – affinché anche queste criticità vengano superate, nella convinzione che questi tre impianti di compostaggio pubblici possono rappresentare l’inizio di un nuovo modo di concepire e gestire il ciclo regionale dei rifiuti».
Le reazioni neretine: Giovanni Siciliano, Lorenzo Siciliano e Cristian Casili. Un no all’eventuale impianto a Sant’Isidoro arriva da due ferrei sostenitori di Blasi: l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il figlio Lorenzo, consigliere comunale del Pd. «No all’impianto di compostaggio a Nardò in località “Pendinello” – scrive Giovanni Siciliano su Facebook – a mille metri dalla marina di Sant’Isidoro. Chiedo ai neretini di manifestare il proprio dissenso, se necessario anche attraverso pubbliche manifestazioni». «Nonostante si tratti di un impianto a intera gestione pubblica, dunque rappresentativo di un punto di svolta in un panorama desolante come quello del ciclo dei rifiuti in Puglia – scrive invece Lorenzo Siciliano – i dubbi sono diversi e degni di approfondimento. Innanzitutto perché, da quanto emerge, lo smaltimento avverrà per mezzo di un processo anaerobico; altro punto nodale è la portata di questo impianto, che sarà di circa 55mila tonnellate. Nardò, in tal modo, si candiderebbe a ospitare il rifiuto umido (o plastico, secondo alcune notizie emerse) della metà dei Comuni della Provincia di Lecce. Ritengo inoltre assolutamente inidoneo il sito individuato per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. Chiederò la convocazione urgente – conclude il giovane consigliere comunale – della Commissione Ambiente, alla quale invitare il commissario dell’Ager Gianfranco Grandaliano e il Sindaco Mellone. Su questa questione la nostra attenzione sarà massima». Pochi minuti fa è tornato sull’argomento anche il consigliere regionale Cristian Casili. «Oggi in Regione – ricorda il pentastellato neretino – si discute il piano dei rifiuti per la Puglia. Anche qui si registra il fallimento del Governo Emiliano. Vanno bene gli impianti pubblici, ma perché non puntare su impianti aerobici di dimensioni più piccole? In provincia di Lecce, per esempio, piuttosto che puntare su un impianto anaerobico di 60mila tonnellate potremmo puntare sulla dislocazione di due impianti aerobici più piccoli di 20-30mila tonnellate, uno al centro e uno a sud della Provincia, così da essere anche più facilmente raggiungibili dai comuni conferenti». Una proposta, quella di Casili, che appare in linea con quella avanzata dal suo collega del Pd Blasi. Anche ieri il capogruppo in Regione dei Cinque Stelle si era espresso sull’argomento, precisando così la propria posizione: «Siamo favorevoli a questo tipo di impiantistica, a patto però che vengano date garanzie adeguate e che si sistemino, una volta per tutte, le criticità ambientali pregresse, come appunto la discarica di Castellino e la sua messa in sicurezza, dopo che per anni ha ricevuto i rifiuti di mezza provincia. Quindi Emiliano e Mellone, prima di attivarsi su altri progetti, diano garanzie alla popolazione in termini di sicurezza ambientale e certezza dei ristori».

Matino – Efficienza dei servizi, performances sui patrimoni, radicamento nei territori: per queste tre qualità in particolare la Banca popolare pugliese, con sede centrale a Matino, ha portato a casa anche quest’anno il Global Award di “Milano Finanza”, l’autorevole rivista di economia e finanza che valuta annualmente il “comportamento” e i risultati degli istituti di credito. Particolare ulteriormente significativo: è l’unica banca pugliese ad ottenere questo riconoscimento per il sesto anno consecutivo, come “creatore di valore” nelle regioni in cui è impegnata con le sue 105 filiali.

Il premio è stato consegnato ieri sera, 12 giugno, a Milano, nelle sale del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, al direttore generale della Bpp, Mauro Buscicchio, nel corso di una manifestazione che ha visto premiate anche alcune tra le più importanti aziende italiane del settore economico-finanziario. Il presidente della banca pugliese è Vito Primiceri (nella foto col dg).
“Aver confermato, anche per il 2018, questo prestigioso riconoscimento – si legge in una nota diffusa dalla Bpp sull’evento – testimonia dell’impegno di Banca popolare pugliese nel proseguire nel suo impegno di porsi come partner affidabile di aziende e famiglie nello sforzo quotidiano di crescita che si avverte, nonostante le conseguenze della lunga crisi, nelle comunità in cui opera”.

“Questo premio appartiene a tutta l’organizzazione della Banca popolare pugliese – ha commentato il direttore generale Mauro Buscicchio – e sottolinea lo sforzo che la Banca sta mettendo in campo per proseguire la sua trasformazione per essere al passo con i tempi e le esigenze delle comunità che in cui opera, in termini di efficienza e di solidità, testimoniate dai risultati dei suoi bilanci consolidati”.

Neviano – Tassa sui rifiuti, Unità cure primarie e scricchiolii in maggioranza: a Neviano il sindaco Silvana Cafaro interviene per dire la sua e per mettere i classici puntini sulle “i”. Dopo l’ultimo Consiglio comunale che ha varato l’aumento della Tari, il Primo cittadino commenta il discusso provvedimento (in questi giorni nuovamente contestato dalle opposizioni) ma dice la sua anche sulla “distanza” palesata dal vicesindaco Raffaele Birtele e sull’ormai conclusa vicenda del trasferimento dell’Unità cure primarie in via Tuglie.

L’aumento della Tassa sui rifiuti Un aumento, quello sulla Tari, che la maggioranza non avrebbe voluto. «Il problema spazzatura è stato seguito da Birtele – sottolinea la Cafaro – e se me ne fossi occupata io sin da subito avrei smontato tutto già dal primo momento. Mi sono trovata a trattare solo alla fine e mi hanno obbligato a firmare, altrimenti sarei stata denunciata. Secondo me il nuovo servizio non partirà nemmeno a ottobre, visto che la ditta ha già chiesto altri 180 giorni a partire dal 31 agosto». Una questione che vede coinvolti tutti i comuni dell’Aro 6, di cui, con Neviano, fanno parte anche Galatone, Seclì, Sannicola, Tuglie, Galatone, Collepasso, Aradeo e Nardò. «Stiamo convocando una riunione dei sindaci – continua il Sindaco – alla quale mi recherò accompagnata da un avvocato e da un tecnico: avevo dato disposizione perché il contratto non fosse firmato, ma siamo stati costretti, e per questioni di Bilancio abbiamo dovuto convocare il Consiglio per la Tari». Il punto all’ordine del giorno, che ha trovato l’opposizione della minoranza di piazza Concordia (dentro e fuori dal Palazzo), era stato ritirato dalla precedente assise: “Ero ancora in trattative e pensavo di non far firmare il contratto a nessuno, ma i sindaci hanno ceduto ingiustamente, come dice anche il presidente Gabellone”.

Capitolo Birtele Sembra destinata a far discutere ancora la posizione del vicesindaco e assessore al bilancio Birtele – il più suffragato alle amministrative di tre anni fa – da qualche tempo assente alle riunioni della Giunta e del Consiglio comunale. «Iniziare dal giorno dopo la mia elezione a parlare di prossima candidatura mi è sembrato eccessivo. È normale questo atteggiamento da parte di un vicesindaco? Per me – si chiede la Cafaro – non è rottura totale ma quando si fa parte di un’Amministrazione, da consigliere o da assessore, bisogna prendersi qualche responsabilità. Per il futuro politico non ho ancora in mente nulla. Questo è già il secondo mandato e quello che mi interessa è lasciare il paese in buone condizioni: da masseria, Neviano è diventata una cittadina».

Unità cure primarie In questi giorni, intanto, è andato definitivamente in porto il tanto discusso trasferimento dell’Unità cure primarie da via Dante a via Tuglie. «Per la questione sono stata dietro al presidente della Regione un’intera giornata, ottenendo garanzie sull’ordinanza», spiega il Sindaco. Il caso sta animando da tempo il dibattito in città anche perché tre consiglieri di minoranza su quattro (tra cui Luigi Stifani, uno dei medici del “supergruppo”) rivendicavano la destinazione d’uso della struttura di via Tuglie (casa-rifugio per donne vittima di violenza), in cui l’Ucp (già da stamattina) è ormai operativo. «Via Dante era un tugurio, non mi premono i medici ma i prelievi che si effettuano lì dentro, le visite cardiologiche e specialistiche, oltre al fatto che in quella sede i dottori prendessero il doppio dello stipendio. L’ex scuola Giovanni XXIII è una struttura nuova e non utilizzata», conclude il Primo cittadino.

Il Consiglio torna a riunirsi Intanto giovedì 14 giugno, alle ore 16, il Consiglio tornerà a riunirsi per discutere cinque punti all’ordine del giorno: tra questi l’approvazione del rendiconto di gestione 2017 e l’approvazione delle bozze dello statuto e della convenzione del Consorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’Ambito territoriale sociale di Galatina.

Nardò – Nuovo regolamento per la tanto attesa ztl (zona a traffico limitato) nel centro storico: se ne parla oggi, 13 giugno, alle 19 al Chiostro dei Carmelitani di corso Vittorio Emanuele. Relatori l’assessore alla Polizia locale e alla Mobilità Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia Locale Cosimo Tarantino e il consulente per il Piano urbano della mobilità sostenibile, Cosimo Chiffi. Durante l’incontro verrà presentato il nuovo regolamento per l’accesso alle zone a traffico limitato e alle aree pedonali nel cuore antico della città. L’obiettivo di Palazzo Personè è quello di evitare verticistiche imposizioni dall’alto favorendo in questa decisione, per quanto possibile, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità. Per questo l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a intervenire e proporre osservazioni e suggerimenti per migliorare il nuovo regolamento prima che lo stesso segua il suo iter (commissioni preposte e Consiglio comunale). (nelle foto da sinistra Tollemeto, Chiffi, Tarantino)

«Vogliamo condividere il regolamento con gli interessati e con tutta la città – dichiara infatti l’assessore Ettore Tollemeto – non solo in questo incontro ma per il tempo che servirà ad accogliere il punto di vista di chi vive nel centro storico, ci lavora o lo frequenta. Il regolamento ha un suo impianto già definito e non cambierà nei princìpi di fondo ma ovviamente è migliorabile con contributi utili e costruttivi. Quello che è certo – conclude l’esponente della giunta Mellone – è che dovrà cambiare profondamente l’approccio di tutti a questa zona della città. È arrivato il momento di dimostrare che siamo capaci di stare al passo con le città che da tempo hanno reso i centri storici luoghi profondamente vivibili».

Come si ricorderà, a fine 2017 l’Amministrazione comunale annunciò per il 2018 la chiusura totale al traffico del centro storico già a partire dalla primavera e l’apertura di un presidio di polizia urbana in piazza Salandra per tre giorni a settimana. Un segnale che aveva fatto ben sperare residenti e non solo, specialmente chi abita in zone prese d’assalto dagli automobilisti perché non comprese nell’area monumentale attorno a piazza Salandra, già formalmente chiusa al traffico dal 2015. Ad oggi il presidio di polizia locale è effettivamente attivo ma della tanto attesa chiusura totale al traffico nemmeno l’ombra. Probabilmente sarà lo stesso Tollemeto, domani, a chiarire anche questo aspetto.

Gallipoli – Il progetto delle bollicine inizia nel 2013 da un’idea da sempre coltivata da Carlo Coppola. La preparazione della vigna è del 2014 e del 2015, in agosto, la prima vendemmia, una quindicina di giorni prima della maturazione del vitigno negroamaro. Nel 2016  la prima prova, a febbraio: il tiraggio e l’imbottigliamento. Quindi il delicato processo della fermentazione con la rotazione a scadenze stabilite delle bottiglie, l’affinamento e infine il 19 aprile scorso la sboccatura, cioè la separazione dai lieviti.

Il sogno di don Carlo Ci può essere tanto lavoro in un bicchiere di vino? Pardon, di spumante salentino, quel “vino con le bollicine per i turisti” che sognava don Carlo? Senza aggiungere al corposo travaglio che fra 48 mesi l’azienda produttrice metterà sul mercato mille bottiglie del primo spumante autoctono prodotto col metodo classico champenoise su una base di negroamaro bianco. Significativamente, si sono radunate due generazioni dei Coppola per presentarlo ad una ristretta cerchia di esperti, presenti i tecnici e i curatori materiali del prezioso vino: l’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, l’agronoma Gabriella Puzzovio di Maglie, i cantinieri Eliseo Marra e Cosimo Scozzi di Melissano, l’agricoltore Giovanni Bramato di Alezio.

Dall’idea alla svolta storica “Una data storica per la nostra Cantina. Sono fiero di questa nuova produzione – ha detto Giuseppe Coppola – e del lavoro svolto dall’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi. Oggi abbiamo presentato un prodotto che sono certo ci darà grandi soddisfazioni. Avere in carta uno spumante di propria produzione valorizza e completa la nostra offerta; è un passaggio significativo che si inserisce nel progetto di sviluppo aziendale e a cui non a caso giungiamo a pochi giorni dall’apertura della nuova cantina, un complesso volto all’ulteriore sviluppo dell’enoturismo con annesso ristorante gourmet diretto dall’executive chef Franco Tornese. Sono particolarmente orgoglioso – ha aggiunto, ma già si vedeva chiaramente la soddisfazione sua e dei partecipanti all’impresa – della vinificazione Dosaggio Zero (senza aggiunta di zuccheri, ndr) che esalta il vitigno e ne mette in risalto la sua massima espressione e con sè quella della nostra terra madre”. Letto firmato e sottoscritto anche da Lucio e Nanni Coppola, con congiunti e figli.

“Te lu niurumaru nu se mena nienti” L’antico detto popolare, richiamato da Antonio Muci (Nardò) di Slow food, ha riconfermato la sua preziosa versatilità, le enormi potenzialità di quel vitigno altrimenti detto “paesano” o “nostrale”.  Muci ha rivolto un plauso per i 48 mesi di ulteriore “riposo” e per l’obiettivo di produrre uno spumante al di fuori della tradizione salentina “ma fatto bene e di qualità”. Nei precedenti infatti si trovano le esperienze di Rosa del Golfo roseé di Alezio e il De Castris di Salice. “Ho ritrovato questo territorio, coerente con l’impostazione aziendale, nel dosaggio zero, una nota fortemente iodata e le note balsamiche eccezionali che porta con sè il negroamaro, come ad esempio il timo”, ha rilevato Gaia Muci (Nardò), esperta di Slow Wine.

Dalla cura della terra ai fenomeni meteo Della cura della terra e del metodo di sposare la tecnica  più adatta “per fare al meglio le cose” ha parlato Gabriella Puzzovio, passando dall’analisi del terreno fino agli eventi biologici e quindi meteo. Primo esame superato per i rappresentanti dell’Ais (sommeliers) di Lecce per bocca di Fabrizio Miccoli, davanti a questo negroamaro vinificato in bianco ed ai tocchi varietali interessati. L’esperto Pizzolante Leuzzi che ha guidato la degustazione tecnica, ha ammesso con una forse eccessiva dose di umiltà che “ci si è trovati davanti ad una pagina bianca”, a qualcosa di mai scritto da altri insomma, ma con indirizzi precisi per un pubblico esperto (il Dosaggio zero) ed un pubblico di genere femminile (il Brut). “Lavoriamo da sei anni per una produzione innovativa nel Salento. Un progetto che da subito si è rivelato stimolante, a partire dalla prima sfida: la scelta della base. Senza esitazioni abbiamo optato per quella da negroamaro bianco”, ha detto l’enologo della Cantina.

In arrivo adesso due grandi anniversari Tutti insieme, ognuno per la propria parte, hanno fatto il massimo per arrivare nel bicchiere nel migliore dei modi, puntando a segnare un punto di distinzione. Anche per festeggiare di questa storica Cantina la 40ma vendemmia (la prossima) e i 50 anni di attività agrituristica. Rimandando con ciò al nonno di Giuseppe e familiari, Niccolò Coppola, ed alla sia intuizione di un felice matrimonio in quel di Torre Sabea tra un turismo a venire ed una agricoltura reale. Era la metà degli anni Sessanta.

 

Gallipoli – Le speranze di mantenere il posto di lavoro sono davvero al lumicino. Basta affacciarsi in quello che è stato per anni (per alcuni anche 12) nell’ambiente di lavoro per accorgersi che non c’è più molto da fare qui. La drammatica constatazione sarebbe meno grave se ci si trovasse in un territorio, gallipolino salentino pugliese. che offre alternative. “Ma qui i call center sono l’unico polmone di lavoro!” ha gridato qualcuno ieri mattina durante l’assemblea a cui hanno partecipato il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, i parlamentari Veronica Giannone e Iuno Valerio Romano (entrambi del M5S), i sindacalisti di Cgil Cisl e Uil che stanno seguendo da ormai un anno – dall’ultimo passaggio di mano della società “Progetto Vendita” a “Planet Group” – questa situazione, contrassegnata nei  primi sei mesi da una assenza totale di rapporti aziendali.

Le lettere di licenziamento sono partite “Le raccomandate con i licenziamenti sono partite”, hanno dovuto annunciare i rappresentati dei lavoratori. Si tratta di 131 tagli dalle sedi di Gallipoli e Brindisi, riguardanti i dipendenti a tempo determinato. Ne rimarrebbero 18, insieme ai 300 addetti “a progetto” sparsi tra Maglie e Brindisi. Ai parlamentari l’assemblea ha affidato le ultime speranze e loro non si sono sottratti: entro due giorni il dossier call center Salento sarà sulla scrivania del ministro del Lavoro Luigi Di Maio, hanno promesso. “Facciamo valere il protocollo d’intesa firmato col ministro Calenda – è stato sottolineato in assemblea – il protocollo d’intesa è stato applicato per la prima volta con Fastweb (facendo tornare il lavoro in Comdata); chiediamo che sia applicato anche qui”. Al ministro Di Maio ha rivolto un appello anche il Sindaco Minerva che ai lavoratori in lotta ha messo a disposizione la sede del Comune ed eventualmente anche un pulmino per andare a Roma a farsi sentire. “Al ministro Di Maio chiedo che se ne occupi seriamente e che la risoluzione positiva di questa vertenza sia il primo successo del suo lavoro”, l’auspicio di Minerva.

“Quanto lavoro c’è? Dove verrà spostato?” Quanto lavoro da committenti esterni è rimasto? Dove sta andando? Stanno arrivando altre commesse? L’azienda sarà chiamata a rispondere a queste ed altre domande. “Estenderemo l’invito al confronto su questi problemi anche agli altri Sindaci di Maglie e Brindisi ed agli altri parlamentari salentini, la situazione è grave”, ha affermato tra gli altri Tommaso Moscara di Flc-Cgil. Grave ancor di più per  un altro elemento venuto ufficialmente a galla in questi giorni di passione circa il futuro prossimo delle maestranze: l’azienda non avrebbe pagato i contributi del’ultimo periodo. Questo dato impedisce a chi si troverà senza più lavoro né reddito di poter usufruire degli ammortizzatori sociali, cioè i sussidi di disoccupazione.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Pochi giorni fa è stata resa pubblica la decisione del Tribunale amministrativo di Lecce che ha concesso la sospensiva al provvedimento temporaneo con cui l’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo decideva di spostare il mercato domenicale dal lungomare Cristoforo Colombo su via Toma, nei pressi di Punta Ristola. Il Tar ha ritenuto che lo spostamento disposto nei confronti degli ambulanti del lungomare leucano fosse illegittimo poiché privo degli elementi che ne connotano la temporaneità, elemento decisivo. Nella motivazione del Tar si legge che “ il trasferimento cosiddetto temporaneo risulta disposto per il periodo di tre anni e nulla viene affermato circo la possibilità di ritorno nell’attuale sede”.

“Non si sposta il mercato con provvedimenti illegittimi e sbagliati – tuona Francesco De Nuccio (foto), consigliere di minoranza e portavoce del gruppo “Città insieme” – l’ordinanza di sospensiva del provvedimento da parte del Tar era ampiamente prevedibile e la comunità continua a pagare il conto salato di un’azione amministrativa improntata all’improvvisazione”. Molte sono, tuttavia, le incertezze su quale sarà il destino e la destinazione del mercato domenicale perché se è forte il timore che questo spostamento provochi danni “ingiusti e irreparabili” ai 34 commercianti del lungomare insorti contro il provvedimento di dislocamento, ci sono da considerare anche le motivazioni addotte dall’Amministrazione comunale.

“La sistemazione del mercato sul lungomare influisce oltremodo al decoro dello stesso e risulta pericoloso nel momento in cui si verificasse la necessità di soccorrere qualcuno nelle spiagge e nei lidi sottostanti – afferma Roberto Calabrese, consigliere di maggioranza con delega a viabilità, verde pubblico e rapporti con la stampa – stiamo mettendo a punto un piano commerciale per dare una destinazione più consona al mercato cercando di ridurre i pericoli legati alla viabilità garantendo una migliore fruibilità del traffico a Leuca”. Si attende intanto, per questa settimana, l’esito del ricorso presentato da alcuni operatori turistici in merito del mercatino estivo permanente che insisteva su un’area demaniale, sottostante al lungomare, la cui concessione era scaduta nel 2007 e di cui era stato disposto lo spostamento nei pressi di via Madre Elisa Martinez.

 

Gallipoli – Mancano ormai pochissime ore all’evento #ParcoGondarCommunity, nato da una mobilitazione popolare di artisti e associazioni varie che domenica 10 giugno saranno protagonisti di una manifestazione a sostegno del Parco Gondar e delle sue attività (che questa estate non ci saranno per vicende giudiziarie in corso). L’appuntamento è in piazza Tellini a partire dalle 20 fino a mezzanotte: la signora” Vata” (Alberto Greco, foto)) e la “Ttina” (Luana Greco) faranno gli onori di casa e presenteranno i trenta artisti che hanno aderito all’iniziativa, ai quali si aggiungeranno altre sorprese durante la serata. Protagonisti dei live show saranno Io te e Puccia, Papachango, La Municipàl, Bundamove, Crifiu, Mistura Louca, Cesare dell’Anna, Luigi Bruno, Jean Michel Byron & Ivan Margari + Broken Building, Kalinka, Antonio Mastria e Caffeina Band, Resina Sonora, Gigni Five, Cafè Chinasky, Natural Mystic e Alessandro Solidoro. Dopo i live, si continuerà a ballare con la grande festa del Bar Italia e i djset di Kalibandulu, Tetrixx, Luca Tarantino, Washing Rock Machine, Kooloometoo Sound Boy, Heart on Fire, Run It Sound, Andrea Fsk, Kaikko, Davide Giannelli e Maurice G.

Già dalle 19 l’evento comincerà ad animarsi in piazza Tellini con banchetti delle associazioni firmatarie dell’iniziativa cittadina, tra cui Legambiente, Fidas, Avis, Arcobaleno su Tanzania, La Band di Babbo Natale di Alliste, con spettacoli teatrali a cura dei Ragazzi di Via Malinconico e Improvvisart, giocolieri, artisti di strada, aree dedicate all’animazione dei bambini, flashmob e manifestazioni sportive. Le due bande cittadine, “Filarmonica” e “Santa Cecilia” percorreranno le vie del centro e della città vecchia.

 “Siamo entusiasti delle copiose adesioni che ogni giorno continuano ad arrivare da parte di tutte le associazioni del territorio – affermano gli organizzatori dell’evento, Matteo Spada e Paolo Demitri, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli – tutte animate dalla voglia di portare in piazza ciò che per loro ha rappresentato il Parco Gondar: uno dei più importanti contenitori artistico – culturali del Salento”. Un risultato che sembra promettere bene: “Possiamo affermare con immensa gioia – concludono gli organizzatori – che per la prima volta la quasi totalità delle associazioni, da quelle rappresentative delle più varie categorie economiche a quelle ambientaliste, passando da quelle territoriali arrivando a quelle di quartiere, sposano una causa comune con immensa forza. Altra grande risposta l’abbiamo ricevuta dai numerosi artisti, musicisti e teatranti che si sono offerti di animare la serata. Anche a loro vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Il Parco Gondar, lo ribadiamo, è l’unico caso in Italia in cui un numero così elevato di associazioni e gente comune si è unita per sostenere una realtà che da sempre è stata al loro fianco in manifestazioni ed eventi di carattere sociale e culturale ed è sempre stata fondamentale sia per il divertimento che per la ricaduta economica non solo del circondario ma dell’intera regione”.

  

Nardò – Un altro accordo è stato siglato dalla società che gestsce da circa un anno l’Oasi Tabor in località Cenate. Dopo la presentazione del calendario estivo, tra rappresentazioni teatrali, musicali – su tutte quella che prevede la presenza del maestro Beppe Vessicchio e il campo estivo per settanta ragazzi della città, arriva quello con lo chef Internazionale Salvatore Lega (foto). Neretino di nascita ma francese d’adozione (a Parigi da quando aveva 15 anni), fondatore di alcuni tra i più importanti ristoranti parigine (tra questi, “Innamorati Cafè”, “La Divina Cafè”, “La Nonna Cafè”.  Lega sin dagli esordi si è distinto per il suo modo innovativo e creativo di cucinare, abbinando ingredienti provenienti da ogni parte del mondo, dall’Africa, al Portogallo passando per la Spagna. Si è poi sposato in Normandia, dove ha fondato una società agroalimentare  occupandosi del biologico e specializzandosi, tra i tanti alimenti, per la carne. Tra gli altri riconoscimenti, nel 1999 è stato insignito del premio per gli italiani all’estero.

A dare notizia dell’avvenuto accordo, è lo stesso chef Lega: “E’ nata una grandiosa collaborazione con l’Oasi Tabor, una struttura composta da persone preparatissime, in gamba e con voglia di mettersi in gioco non fermandosi solo alla cura del proprio orticello, ma ampliando gli orizzonti e le proprie conoscenze e competenze, mettendole al servizio di tutti. Come, ad esempio, nel campo culinario, con tutte le innovazioni, le proposte, i progetti da me presentati e, unitamente alle loro idee al riguardo, accettate e portate avanti”, dice Lega. Aggiunge il responsabile dell’area marketing e direttore artistico della struttura, Tony Bottazzo: “Una importante collaborazione quella con lo chef Salvatore Lega, basata su idee comuni, progetti futuri di un certo spessore e la volontà di aprirci verso ogni novità che ci viene proposta, sia nel campo culinario che in ogni altro settore”. L’intesa prevede sei serate gastronomia accompagnate da musica,cene con spettacolo insomma. “Le serate con lo chef partiranno dal 13 luglio, con un evento mattutino “branch breakfast” con inizio previsto per le ore 9 e conclusione prevista per le ore 14. Poi il 21 luglio – prosegue Bottazzo – serata di cucina con menù parigino accompagnata dalla musica del maestro e pianista Ekland Hasa, il 10 agosto, in occasione della notte di San Lorenzo, cena catalana, con i presenti che saranno vestiti di bianco ed il flamenco ad accompagnare il tutto. Proseguiremo il 14 agosto, vigilia di Ferragosto con una cena che prevede il menù dei paesi dell’est, accompagnata da musica balcanica. Il 24 agosto cena con menù salentino e concluderemo il primo settembre con una cena all’italiana”.

A.T.

Paolo Farachi

Sannicola – Ultimo giorno di campagna elettorale per Sannicola, con i candidati sindaco Paolo Farachi e Cosimo Piccione pronti alla sfida delle urne di domenica 10 giugno. Le rispettive liste “Futuro Comune” e “Sannicola Cambia” si sono date in questi giorni battaglia sui palchi di piazza della Repubblica e delle frazioni, dalle quali tutti i 24 aspiranti ad entrare in Consiglio Comunale hanno parlato ai cittadini, negli ultimi giorni anche con due comizi a sera.
Tanti i temi caldi sul piatto. È aspro lo scontro tra la lista del sindaco uscente e l’ex vicesindaco Luigi Colella, durante l’ultima legislatura passato tra i banchi dell’opposizione e ora uomo di punta degli sfidanti per Palazzo di Città: la scelta di aderire al Gal “Porta a Levante” facente capo all’area adriatico (mentre Sannicola e le sue marina gravitano su quella jonica), la questione del finanziamento per il polo scolastico ottenuta in extremis, le stesse cause dell’allontanamento di Colella dalla Giunta: in più occasioni gli uomini e le donne di Sannicola Cambia, come lo stesso Piccione, e il commercialista sannicolese si sono vicendevolmente chiamati in causa sui risultati portati a casa prima o dopo lo strappo tra le parti. “Non si è mai integrato con la maggioranza, non mi fiderei di lui e in ogni caso il 10 giugno avrà perso politicamente” ha attaccato il sindaco, cui Colella ha

Cosimo Piccione

ribattuto punto per punto lamentando però gravi scorrettezze: “Di fronte alla prospettiva di perdere il potere si è messa in moto la macchina del fango che millantando, minacciando e alludendo, cerca di confondere gli elettori” lo sfogo affidato al suo profilo Facebook. E c’è chi assicura che lo scontro sarebbe sul punto di prolungarsi in ben altre aule.

Poi il bilancio e le opere pubbliche: “Un consuntivo di diciotto interventi” – ribadiscono da Sannicola Cambia – “con un “ndebitamento ridotto di anno in anno”, come sostengono gli uscenti. “La situazione delle casse comunali è pericolosamente malmessa” replicano da piazza della Repubblica Farachi e i suoi, che mettono una serie di punti interrogativi sullo stato di alcune opere e intanto puntano i fari su quelle necessarie nei rioni, mentre Piccione – anche se ormai a ridosso del traguardo – continua a chiedere un confronto diretto davanti ai cittadini: “Facciamolo per affrontare le questioni con i documenti alla mano, anche la Prefettura ha dato il suo parere favorevole, Farachi dice no perché ha paura”. “Molti sono indignati dai toni e dai modi della lista concorrente”, replica lo sfidante. Ultimi – e attesi – appelli al voto stasera, prima del silenzio elettorale di sabato. Poi la parola ai cittadini.

 

Francesco Villanova

Salve – Manca poco e a Salve si insedierà un nuovo consiglio comunale. Due le liste sfidanti: la numero uno “Con noi per Salve” rappresentata dall’avvocato Francesco Villanova, alla sua terza candidatura a primo cittadino; lo sfidante della due “Insieme per Salve” con Nicola De Lecce, anche lui avvocato, espressione dell’amministrazione uscente. Ai candidati sindaci piazzasalento ha posto tre domande.

Il calo demografico e l’invecchimaneto della popolazione ha colpito anche Salve. Come si esce da questo contesto negativo? Francesco Villanova: “Salve è il primo paese nella provincia per tasso di emigrazione, si tratta, quindi, di un problema che ci sta molto a cuore. Poniamo la costituzione di una cooperativa sociale giovanile per la gestione dei sevizi comunali, per garantire maggiore e migliore occupazione; un piano di rigenerazione urbana del patrimonio esistente, per offrire più soluzioni abitative; il potenziamento dei servizi sociali per dare alle famiglie e alle giovani coppie un sostegno concreto”.

Nicola De Lecce: “Quello del calo demografico, soprattutto nei comuni con meno di 5.000

Nicola De Lecce

abitanti, è un problema molto serio; è una tendenza che copre quasi gli ultimi vent’anni. Per incidere sul problema, accanto alle misure di sostegno alla natalità e alla genitorialità, a mio avviso, le Amministrazioni comunali dovrebbero offrire sostegno, in primis, ai giovani, affinché si sentano protagonisti e fautori di un nuovo sviluppo del proprio paese. Ci sforzeremo di creare le condizioni in tal senso. Promuoveremo soluzioni concrete per la valorizzazione dei giovani sui piani dell’occupazione, della vita culturale e dell’impegno sociale”.

Sviluppo vuol dire turismo. Ma quale turismo? Villanova: “L’economia cittadina è senza dubbio a vocazione turistica. Per questo motivo abbiamo messo a punto un Piano strategico di sviluppo che passa, in primis, dall’istituzione dell’Assessorato al Turismo, una figura che – inspiegabilmente – non è mai stata presente nelle giunte comunali. Questo significherà dare maggiore attenzione agli operatori turistici, alla valorizzazione di Salve, di Ruggiano, delle Marine e soprattutto ai servizi dedicati ai turisti, garantendo benefici ai cittadini residenti”.

De Lecce: “E’ il volano dello sviluppo di Salve, Comune rivierasco con ben otto km di litorale in gran parte costituito da una spiaggia meravigliosa. L’obiettivo della mia lista è quello di continuare a tutelare e valorizzare le bellezze ambientali e paesaggistiche, quindi la spiaggia, il cordone dunale, i canaloni, il paesaggio rupestre costituito da muri a secco, liame, pajare, antiche masserie, i tanti beni archeologici presenti, quali i dolmen, i tumuli funerari in località Fano, già oggetto di studio da parte dell’Università del Salento, le grotte. Punteremo al miglioramento della qualità dei servizi, valorizzeremo le risorse enogastronomiche, sosterremo nuove forme di turismo esperenziale, per offrire ai visitatori  un’esperienza unica, diversa, irripetibile”.

Quali le richieste ricorrenti che provengono dai cittadini? Villanova: “L’occupazione, certamente. Il lavoro è dignità e la sua assenza provoca un disagio che svilisce l’essere umano. Un’altra priorità è rappresentata dalla tutela della salute e dell’ambiente. La nostra città è bellissima, ma allo stesso tempo molto fragile. Dobbiamo prenderci cura del territorio, rispettandolo e difendendolo dai quotidiani e vili attacchi”.

De Lecce: “Purtroppo la richiesta ricorrente è quella di lavoro, di un’occupazione; spesso, non si riesce ad incidere positivamente mediante l’adozione di politiche di welfare locale. Pertanto, l’intenzione della squadra che rappresento è quella di compiere il massimo sforzo per limitare e ridurre la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, che è alla base di un altro grave fenomeno, quello della emigrazione. Azioni concrete da promuovere per contrastare i fenomeni in questione sono, ad esempio, la costituzione di una cooperativa di comunità, attraverso la quale poter affidare la gestione dei tanti servizi che oggi la pubblica amministrazione è costretta ad esternalizzare”.

 

Gallipoli – Lunedì 11 dalle 9,30 alle 13 i lavoratori del call center “Progetto Vendita” con sede nella zona industriale di Gallipoli (foto), terranno una assemblea straordinaria a cui hanno invitato tutti i parlamentari salentini. E’ il loro modo di cercare di resistere alla marea montante dei licenziamenti collettivi che pendono sul capo dei 450 addetti tra le sedi di Gallipoli, Maglie e Lecce.

L’azienda, che fa capo alla società calabrese “Planet Group” che un anno fa ha rilevato la “Progetto Vendita”, ha fatto ufficialmente sapere ai rappresentanti dei lavoratori che per 131 persone non c’è più lavoro. Lo ha comunicato in un recente incontro a Brindisi (dove ci sono altre sedi operative della stessa società), non lasciando peraltro molto tranquilli i sindacalisti circa il futuro delle restanti maestranze. Si tratta, va ricordato, di 300 lavoratori a tempo determinato, formalmente “a progetto”, per i quali al momento non ci sarebbero problemi.

“Sono 13 anni che lavoro qui – dice una addetta “inbound”, a tempo indeterminato cioè come tutti quelli nel mirino in questa prima fase di ristrutturazione aziendale – ed ora improvvisamente ci troviamo sul lastrico. Siamo stanchi e indignati contro chi gioca con le nostre vite. Passata una certa età siamo pure più difficilmente collocabili sul mercato del lavoro, ammesso che ce ne sia uno…”. Partono dagli accenti prossimi alla disperazione i sindacalisti, allertati ormai da un paio di mesi circa certi atteggiamenti aziendali non rassicuranti, come i ritardi nel pagamento dello stipendio o le manutenzioni spicciole che non arrivavano. Saranno perciò chiamati ad intervenire il prefetto di Lecce ed il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. I 131 operatori ai quali arriverà la lettera di licenziamento (su 149 “inbound”), si trovano quasi nelle sedi di Gallipoli e Maglie. I sindacati di categoria di Cgil Cisl e Uil devono attendere la lettera di comunicazione ufficiale dei tagli per poter aprire la vertenza, coinvolgendo livelli azienda nazionali come anche livelli istituzionali.

Gallipoli – E’ iniziato il conto alla rovescia per l’evento di “Parco Gondar Community” che si terrà domenica 10 giugno in piazza Tellini alle ore 19, nato da una mobilitazione popolare a sostegno del Parco Gondar e sostenuto da oltre 50 associazioni. Più di 30 gli artisti che si alterneranno sul palco tra spettacoli teatrali e artistici, flashmob, manifestazioni sportive e musica live tra cui Io te e Puccia, Papachango, Bar Italia, La Municipal, Bundamove, Crifiu dj set, Mistura Louca, Luigi Bruno, Jean Michel Byron (cantante dei Toto), Kalinka, Antonio Mastria e Caffeina Band, Kalibandulu, Resina Sonora e Gighi Five, presentati dalla signora Vata (Alberto Greco) e la “TTina” (Luana Greco).

“Disponibili a collaborare e ospitare i nostri spettacoli” Continuano intanto ad arrivare numerose le testimonianze di solidarietà verso i ragazzi della nota struttura che quest’anno, dopo 10 anni di attività, resterà chiusa. “Essendo fiduciosi di una risoluzione legale della situazione – affermano dall’associazione Fideliter Excubat” – e non volendo entrare nel merito di questioni riguardanti permessi e cavilli vari, la nostra associazione non può che essere solidale nei confronti dei ragazzi del Parco Gondar, che nelle varie occasioni di collaborazione con la nostra associazione si sono dimostrati sempre disponibili. Inoltre, non si può non appoggiare l’iniziativa di “Parco Gondar Community” perché di contenitori culturali come il Gondar dovrebbero aprirne altri, invece di chiudere quelli esistenti”. Anche Alberto Greco, presidente dell’associazione teatrale “I ragazzi di via Malinconico”, sostiene la disponibilità dei titolari della struttura in varie occasioni ad ospitare i loro spettacoli. “Dobbiamo molto al Parco Gondar – rimarca Greco – per aver usufruito della loro cortesia e per essere stata una delle culle che ci ha ospitato per una intera stagione estiva di teatro. Anche molte persone anziane venivano a vederci nel Gondar facendosi le foto, dimostrando come fosse un contenitore culturale, oltre che musicale, adatto a tutti e per tutte le età”.

“Fonte di sostentamento per molte persone” Parco Gondar contenitore musicale, culturale e sociale dunque, ma anche fonte di sostentamento per molte persone, come ricordano Lucia Fiammata, presidente della locale “Pro Loco”, e Maddalena Marilù Bembi, presidente “Fidas Gallipoli”. “Constatare che in tanti, e non solo i cittadini di Gallipoli, stanno cercando il modo di esprimere solidarietà ai titolari del Parco Gondar, qualcosa vorrà dire – afferma la presidente Fiammata – perché indubbiamente il Gondar rappresentava una fonte di sostentamento per molte famiglie, impegnate a lavorare direttamente nel Parco o impegnate a cogliere le opportunità che scaturivano dall’esistenza del Parco stesso in piena attività (tra l’altro sempre di ottimo livello artistico, ludico e di intrattenimento). Penso che ci debba essere spazio per tutto e tutti, ovviamente nel rispetto delle regole. Se queste dovessero mancare, si cerca una soluzione ma non si tarpano le ali a nessuno”. “La Fidas crede nei giovani – aggiunge la presidente Maddalena Marilù Bembi – essi sono il nostro futuro e di conseguenza non si poteva non sostenere un’iniziativa come questa. Il mio auspicio è che, sempre nel rispetto delle regole, tutto potrebbe riprendere anche meglio di prima: un Parco Gondar rivolto come sempre e ancora di più alle famiglie e alla musica coprendo tutti i generi musicali e le altre attività artistiche e culturali come teatro, scuola e associazioni. Non scordiamo inoltre i tanti posti di lavoro che verrebbero a mancare senza il Gondar. Appoggiamo dunque assolutamente la “Parco Gondar Community” e il 10 giugno saremo in piazza Tellini per dimostrarlo”.

“L’aggregazione sana e rispettosa è elemento indispensabile per Gallipoli” “Conosco da molto tempo Cristian e Ferruccio assieme alle rispettive famiglie – conclude infine Eugenio Chetta, presidente di Amart – e posso solo immaginare quale sia stato il loro impegno e quanti siano stati i sacrifici per creare una struttura come il Parco Gondar. Occupandomi di un altro aspetto della valorizzazione del territorio, quello relativo alla salvaguardia e alla fruizione dei Beni Culturali, non sono molto informato sulla questione relativa alla chiusura del Parco. Tuttavia, ho notato con piacere una mobilitazione generale che vedrà il suo apice nella manifestazione del 10 giugno e che, cosa importantissima, ha unito diverse componenti del complesso assetto sociale gallipolino. L’aggregazione sana e rispettosa è elemento indispensabile per Gallipoli e per qualsiasi centro urbano che voglia investire nel turismo; conscio di questo e, soprattutto, del grande numero di persone che hanno trovato nel Parco Gondar un posto di lavoro, non posso non auspicare una soluzione che renda tutti pienamente soddisfatti. Conservo la viva speranza che alle polemiche sterili e tremendamente generalizzanti, succeda, ora, un dialogo tra le parti che possa far giungere ad una soluzione condivisa”.

Otranto – Il treno Lecce-Maglie-Otranto ci sarà dal lunedì al sabato; la domenica resta out per quanti volessero andare su rotaia a otranto. Così sarà almeno per quest’anno. Lo ha ribadito il direttore della pianificazione commerciale di Fse-Trenitalia, Stefano Pietribisi, nella conferenza stampa di Gallipoli di questa mattina. Qualcosa si muove nella nuova gestione delle Ferrovie del Sud Est ora in mano a Trenitalia, ma ci vuole tempo per passare dalle incertezze agli interventi strutturali e sul materiale rotabile, come ha detto il manager rispondendo ad altre esigenze (rimaste deluse) provenienti da Gallipoli. Niente da fare neanche per il treno dei due mari Gallipoli-Otranto (nella foto la Bandiera blu assegnata ad Otranto).

Otto treni al giorno per collegare dunque il capoluogo ad Otranto, mentre le linee Maglie-Otranto restano con lo stesso orario di sempre  per un totale di venti corse al giorno, ma anche qui di domenica si dovrà fare ricorso ai pullman, creando con ciò una sorta di doppione con la rete di collegamenti di “Salentoinbus”, che con la linea 106 copre lo stesso tragitto (fino al 30 settembre).

Maglie e Otranto restano perciò servite da altre linee del servizio attivato (come accade dal 1999 ad oggi) dalla Provincia di Lecce: la 103 copre il tragitto Maglie, S. Cesarea, Castro e marina di Andrano; la 105 Otranto, S. Cesarea, Castro, Leuca; la linea 107 Maglie, Tricase, Leuca.

 

 

Un treno delle Ferrovie Sud – Est

Gallipoli – Dalle 8 alle 14 e dalle 16 alle 22,10 un treno ogni venti minuti farà la spola da viale Bovio alla zona di lido San Giovanni e Baia verde e ritorno. Il servizio entrerà in funzione dal dal 18 giugno e resterà in funzione fino al 9 settembre. Da lunedì a sabato compreso invece un altro treno collegherà Gallipoli a Lecce e viceversa in “appena” un’ora e 20 minuti: le Ferrovie del Sud Est, versione Trenitalia, ci sono riuscite comprimendo il numero delle fermate,   quindi accelerando al massimo la marcia dei convogli. Che non circoleranno di domenica: il “non è possibile” è stato ribadito ma, a quanto pare, non sarebbe ancora definitivo per trattative in corso tra la Regione (col rientrato assessore Giannini e il suo collega Loredana Capone) e lo stesso management Fse.

Le novità, gli orari e gli stop Queste le principali novità emerse nel corso della conferenza stampa di stamattina (in ritardo, e qui l’ironia è stata facile facile con l’efficienza storica delle Sud Est) con gli amministratori comunali Stefano Minerva, sindaco, Silvia Coronese ed Emanuele Piccinno da un lato e il dirigente della pianificazione commerciale dell’azienda della mobilità, il veneto Stefano Pietribiasi. Settantasei corse ogni venti minuti in quel tratto di ferrovia sulla linea Gallipoli-Casarano (che ovviamente sarà annullata) esistente da una ventina di anni ma, eccetto qualche breve periodo, mai utilizzata nonostante sia agibile ed adatta anche ai portatori di handicap. Come rimarcato ad ogni inizio stagione da piazzasalento, sarebbe potuta servire anche negli anni scorsi, almeno a partire dall’impennata di richiamo turistico che la città ha registrato negli ultimi dieci anni ed oltre. Ma gli amministratori comunali che si sono succeduti in via Pavia avevano sempre archiviato la segnalazione del giornale e dei cittadini forse con troppa frettolosità. La tratta ferroviaria finora era stata usata soprattutto dai giovani venditori ambulanti diretti alle spiagge del litorale sud.

Lecce, per ora, resta lontana Gli amministratori comunali avrebbero voluto – ma non hanno potuto farlo, alla fine – annunciare anche la ripresa dei treni domenicali dal capoluogo in città, come sperimentato con successo un paio di anni fa. All’inizio della conferenza stampa, avendo appreso al volo questa novità negativa, Minerva ha telefonato subito all’assessore Capone (Politiche turistiche) per chiedere spiegazioni; poi il telefonino è passato in mano al dirigente Fse, infine si trovato un modo per lasciare socchiusa la porta: “L’ingresso in giunta alla Regione dell’assessore Giannini (Trasporti) da pochissimi giorni, non ha consentito di concludere anche questo capitolo su cui però lavoreremo ancora”, ha promesso il Sindaco. Per ora si può contare quindi sulle otto corse al giorno per sei giorni la settimana.

Pensando a Interreg Salento-Grecia “Un po’ in ritardo ma abbiamo stabilito finalmente un dialogo con i dirigenti delle Ferrovie del Sud Est – ha affermato l’assessore Coronese – e potremo così preparare il terreno al progetto Interreg dell’anno prossimo che prevede colonnine informative sulle linee Salento-Grecia. E’ molto importante potenziare e utilizzare al meglio ciò che abbiamo”. Soddisfatto “per il lavoro svolto dall’assessore Piconese” anche il suo collega al Turismo, Piccinno, che ha voluto rettificare ad un media che avrebbe dipinto, a suo dire, una situazione precaria a Baia verde non corrispondente al vero.

Disco rosso per il Gallipoli-Otranto “Il processo di omologazione tra Trenitalia e Fse è in via di chiusura”, ha affermato tra l’altro il dottor Pietribiasi – si esce dalle incertezze e ci si può interessare delle infrastrutture e del materiale rotabile anche per Gallipoli, col supporto della Regione che è il committente”. Il manager ha insistito sul nuovo sistema commerciale per cui da Leuca o da Torino si può fare un unico biglietto che porti a destinazione, tra 800 punti vendita e 300 agenzie viaggi. Ma per adesso neanche il “treno dei due mari” Gallipoli-Otranto può essere garantito.

“In treno fino al porto? Non serve più” “Abbiamo fatto un passo avanti rispetto ad una situazione ferma al 1997 – ha sottolineato Minerva – per cercare di togliere dalla circolazione un po’ di auto e raggiungere i lidi con il treno. Il treno per il porto? C’è un progetto, ci stiamo lavorando per ottenere quell’area dalle Fse e togliere il binario dalla stazione fino al porto. Con qualche problema con la Soprintendenza (che ci ha messo il vincolo per il suo valore storico, ndr), ma i tempi e le esigenze sono cambiati e quella barriera va rimossa”.

 

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Gallipoli Maglie – Quattrocentocinquanta lettere di licenziamento sono pronte a partire: annunciano la fine di qualsiasi tipo di rapporti di lavoro dal 30 giugno prossimo. E’ quanto hanno comunicato i sindacati ai dipendenti del centro di Gallipoli ieri pomeriggio dopo che, in mattinata vi era stato un incontro a Brindisi con l’azienda “Progetto Vendita” del gruppo “Planet”, in mano a imprenditori calabresi. In un primo momento ieri mattina avrebbe dovuto svolgersi un’assemblea nel salone del Comune di via Pavia. Poi la possibilità di un incontro – richiesto da diverso tempo – aveva fatto slittare la riunione tra sindacalisti e personale al pomeriggio.

Poi la drammatica notizia che non ha fatto altro che confermare il brutto presentimento che tanti addetti ormai avevano e che avevano reso pubblico anche tramite piazzasalento.it. “Ormai si lavora senza aria condizionata, spesso senza luce – racconta uno di loro della struttura di Gallipoli – ad alcuni di noi non hanno pagato i contributi, fermi da diversi mesi, oltre agli stipendi corrisposti sempre con gravi ritardi”. Nella rabbia vi è anche un atteggiamento aziendale ritenuto omertoso: “Davanti alle nostre preoccupazioni – testimoniano alcuni – per una evidente mancanza di attenzione verso il normale funzionamento dell’azienda (arretrati anche gli affitti…) si mostravano quasi sorpresi: perché vi preoccupate, va tutto bene, ci dicevano”.

Dei 450 addetti, 150 sono a tempo indeterminato e si occupano dell’assistenza tecnica, 300 lavorano “a progetto”. Per tutti è imminente l’addio all’occupazione, giovani e anziani, “All’improvviso ci troviamo per strada, dopo aver sopportato in questi ultimi mesi sacrifici e tensioni extra che sembravano, a loro dire, infondate. Le cose sono andate sempre peggio, in effetti, dall’ingresso di questa società calabrese…”, ricordano alcuni pieni di rabbia davanti ad un futuro prossimo sicuramente preoccupante. “Non è neanche questione della commessa Mediaset Premium che non c’è più – sostiene una donna davanti alla struttura in zona industriale di Gallipoli – perché Planet Group ha sempre lavorato con altre aziende grosse”.

Ora i sindacati Cgil Cisl e Uil stanno cercando una qualche possibile mossa per tentare di scongiurare la chiusura e la perdita di ben 450 posti di lavoro. Impressa assai difficile.

Nardò – “Unitre in festa”: sabato 9 giugno dalle 20.30 al teatro comunale, l’Università delle Tre Età si ritrova per festeggiare la fine dell’anno accademico. Durante la serata non mancheranno momenti dedicati a esecuzione di musica polifonica e conferimento del titolo di socio onorario a diverse personalità del territorio. «Sarà un grande momento di festa per le attività svolte in questo Anno accademico – dichiara il presidente Giovanni Però (foto) – che verrà allietato dall’inno nazionale, dall’inno Europeo e da quello dell’Unitre. L’Unitre è una associazione onlus che non si chiude su se stessa ma si apre all’esterno verso la comunità intera, interessandosi di salute, scuola, finanza, economia, letteratura, matematica e fisica, storia e geografia economica, passando per attività che vanno dal burraco agli scacchi, dalle escursioni didattiche a quelle artistiche e archeologiche ecc., avendo come motto lo “star bene con sé per stare bene con gli altri”.

“Sono tre età a confronto continuo – conclude Però – osmotiche, liberatrici, appassionate, vive, costituenti un unicum sociale che parla, dibatte, pensa, sperimenta, aiuta, consiglia, ama. Noi saremo lì, nel Teatro comunale il 9 giugno alle ore 20 per offrirvi una serata diversa, gioiosa, spensierata».

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Resta al suo posto (almeno per ora) il mercato settimanale di Leuca. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo di Lecce concedendo la sospensiva al ricorso presentato da ben 34 commercianti (con in testa Giampiero Colì) contro il provvedimento “temporaneo”  dell’Amministrazione comunale di Castrignano del Capo. In attesa della decisione nel merito, le bancarelle restano, dunque, sul lungomare Cristoforo Colombo e non dovranno trovare sistemazione su via Toma, nei pressi di Punta Ristola. In assenza di un piano commerciale per delocalizzare i mercati esistenti, i commercianti (difesi dall’avvocato Annarita Marasco) hanno contestato in primo luogo la durata triennale dello spostamento, “mentre nulla viene affermato circa la possibilità di ritorno nell’attuale sede”, come affermato dai giudici del Tar. L’istanza di sospensiva è stata concessa proprio per evitare un danno “grave e irreparabile” agli operatori commerciali, valutata la maggiore difficoltà di turisti e residenti nel raggiungere la nuova area, più periferica rispetto al centrale lungomare.

Gallipoli – Hanno messo in subbuglio piazza Carducci e il centro di corso Roma per alcune ore questo pomeriggio, i docenti ed i bambini del Polo 2, per presentare la loro animata e colorata festa di fine anno, tra palloncini, disegni, gridolini di gioia, canzoni e tanti mamme e papà. Ma non così a caso: ogni pezzo del loro lavoro si è tenuto ben stretto agli argomenti di cui, nel corso di quest’ultimo anno scolastico, hanno imparato qualcosa di prezioso. Essere cittadini attivi e non sudditi, magari alla mercé di chi grida più forte; l’importanza delle letture con la fantasia che corre oltre le parole; lo sviluppo che fa rima con natura e creato da salvare. La scuola, diretta da Lucilla Vaglio (di Nardò) ha percorso tappa dopo tappa il tragitto disegnato agli inizi delle lezioni lo scorso autunno dal corpo docente, coordinato da Antonella Casavecchia della scuola primaria, stringendo strada facendo collaborazioni con numerose associazioni cittadine, come I Ragazzi di via Malinconico, Amart, Zeromeccanico, La Combriccula, la Pro loco. Ad intervenire in piazza Carducci, oltre alla dirigente Vaglio, all’assessore comunale Silvia Coronese, alla presidente della Pro Loco Lucia Fiammata, anche la presidente di Unicef Lecce, Maria Antonietta Rucco. “Con l’Unicef – dice Antonella Casavecchia – abbiamo in corso un progetto che ci porterà a diventare una “Scuola amica di Unicef””. Intanto è meritata festa.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...