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Notizie di economia, piccola impresa ed attività economiche dai Comuni della rete di Piazzasalento

Casarano – Finanziamenti da oltre due milioni di euro per due immobili storici di Casarano. Per il mercato coperto comunale  sono in arrivo 880mila euro dai fondi Por Puglia concessi per la sua riqualificazione. La storica struttura di via Matino (la sua edificazione risale agli anni ’50) verrà divisa in due parti: se il capannone nord continuerà ad ospitare i box commerciali, quello accanto sarà diverrà un laboratorio culturale per giovani. È stato quest’ultimo, infatti, il punto di forza del progetto appena approvato che prevede la creazione di un centro “per l’aggregazione artistica e culturale”. La ristrutturazione prevede anche la sostituzione del tetto in amianto che da sempre rappresenta un problema proprio nel centro della città.

Lavori per la scuola di piazza San Domenico Altro finanziamento ottenuto da Palazzo di Città in questi giorni è quello da un milione 135mila euro, incluso nel Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2018-2020, per l’efficientamento energetico dell’edificio di piazza San Domenico. Il progetto punta all’adeguamento sismico della struttura oltre al miglioramento della tenuta termica anche con l’installazione di nuovi infissi e di impianti adeguati. È anche previsto un sistema di fonti rinnovabili per la produzione di acqua calda sanitaria.

L’assessore Parrotta «Siamo molto soddisfatti di questi due finanziamenti. Con l’intervento sul mercato coperto – fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Laura Parrotta – restituiremo alla città un immobile che conserverà la sua vocazione commerciale storica, ma ammodernato e riqualificato, e soprattutto creeremo anche un contenitore culturale quale spazio di aggregazione e di espressione creativa per i giovani, e non solo. Con le risorse destinate all’edilizia scolastica provvederemo a riqualificare  l’immobile dell’istituto comprensivo Polo 3 per dare ai nostri ragazzi un edificio più sicuro, “moderno” e adeguato elle loro esigenze».

Melpignano – La Notte della Taranta, passato ferragosto, torna ad essere il forte richiamo per trascorrere la fine del mese nel Sud Salento, con il concertone del 25 preceduto da numerosi concerti in tema a Lecce e in gran parte della provincia. L’ormai celebre festival di musica popolare ispirato all’antica tradizione salentina. prevede decine e decine di migliaia di arrivi. Solo la società FlixBus ha in programma partenze da Bergamo, Napoli, Firenze, Siena, Udine, Modena, Roma, Benevento, Macerata ed altre.

Anche così cresce il turismo in Puglia nell’estate 2018; il Sud Salento vede crescere i collegamenti con oltre 80 città del resto d’Italia; la società FlixBus registra circa 80 mila passeggeri trasportati in Puglia nei mesi estivi e fino ad oggi, con un trend di crescita mensile del 20%. Da notare che la Puglia aveva già registrato un aumento dei visitatori negli ultimi due anni, sia italiani che stranieri, entrando così a far parte per la prima volta della top ten italiana per presenze turistiche. Una prima analisi di SWG, società primaria che realizza ricerche di mercato, in uno studio per conto dell’agenzia regionale Pugliapromozione, il 50% dei 700 italiani intervistati desidera ritornare in questa regione e un turista su due è unp che è già tornato e ci tornerà per le vacanze.

I collegamenti giornalieri diretti assicurati da FlixBus con la Puglia sono vari e partono da numerose città italiane. “Fin dal suo arrivo, infatti, l’operatore leader dei viaggi a lunga percorrenza, si è prefissato – si legge nella nota della società – di connettere tanto i grandi centri, quanto i piccoli borghi, arrivando a creare una rete sempre più capillare e funzionale alle esigenze di mobilità dei passeggeri. Le città di provenienza sono diverse, ma quelle in cui si registrano maggiori partenze sono: Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Roma e Torino”.

 

Nardò – Enogastronomia e musica animeranno la prima edizione di Estate in cantina, appuntamento in programma stasera presso la Cantina sociale di Nardò di via De Gasperi (largo stazione). A partire dalle 21 si alterneranno sul palco i gruppi musicali “Ajèra Mea” e “Io, Te e Puccia”, i primi con un repertorio di pizziche e i secondi con folk, world music e tarantelle del Sud Italia.

Per l’occasione si potranno visitare i locali dello storico stabilimento vitivinicolo neretino fondato nel 1937, degustando vino accompagnato da grigliate, carne a pignatu e pettole. Previsto anche un pre-serata riservato ai bambini: per loro dalle 19.30 intrattenimento e spettacoli a cura dell’associazione ludico-ricreativa “I giardini di Kensington”. Gli organizzatori infine invitano a evitare di parcheggiare in zona stazione utilizzando i parcheggi poco distanti intorno allo stadio.

Una polemica attorno a questo appuntamento è sorta nei giorni scorsi ad iniziativa del  capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Daniele Piccione. «Inaudito constatare – ha rilevato l’esponente dem – che con delibera di Giunta si dia il patrocinio (e fin qui nulla quaestio) e si approvi una manifestazione al modico costo di 3.500 euro quando altre manifestazioni di caratura provinciale e regionale, vedi il Premio Battisti, vengono relegate in altre città (quest’anno si terrà a Galatone, ndr) per carenza di fondi. Piccione si dice “sorpreso” dal fatto che la dirigenza della società cooperativa “abbia rapporti familiari con un assessore comunale”.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Mattinata movimentata per i 47 passeggeri a bordo dell’imbarcazione sulla quale è scoppiato un incendio nel corso della visitavano alle grotte di Leuca. Il barcone, partito da Torre Vado per la consueta escursione, è stato interessato da un principio di incendio nei pressi della Grotta del Drago, a  causa di un’avaria in sala macchine che rischiava di estendersi all’intera imbarcazione. Da qui la chiamata di soccorso all’Ufficio locale marittimo di Leuca della Guardia costiera prontamente intervenuto con una delle sette motovedette inserite nel dispositivo previsto dalla Capitaneria di porto di Gallipoli per pattugliare il litorale ionico-salentino in questo week-end, unitamente alla motovedetta Sar partita dal porto di Leuca.

Passeggeri in salvo, comandante denunciato Tutti i 47 passeggeri, tra i quali 20 bambini, sono stati tratti in salvo grazie al trasbordo su altre imbarcazioni e condotti nel porto di Leuca. L’imbarcazione, rimorchiata nel porto di Torre Vado (Morciano di Leuca), nei prossimi giorni sarà sottoposta ad ispezione per stabilire le cause dell’incendio. Il comandante dell’imbarcazione, oltre ad essere sanzionato con tre verbali amministrativi per aver imbarcato più persone di quante autorizzate, per non aver comunicato il numero dei passeggeri presenti a bordo, e per aver navigato con a bordo una persona in meno di equipaggio, è stato deferito all’autorità giudiziaria per inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione. I documenti di bordo sono stati ritirati e da parte dell’Autorità marittima sarà pure avviata l’inchiesta sommaria per stabilire le cause dell’incidente, come previsto dal Codice della navigazione.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Il mercatino serale di Leuca diventa oggetto di scontro politico con la minoranza consiliare che arriva a chiedere le dimissioni del sindaco Santo Papa e della sua Giunta. La decisione contestata è quella di spostare le bancarelle serali dal piazzale adiacente il “Molo degli inglesi” (dov’erano collocate da anni) su via Martinez (verso la scalinata monumentale). Spostamento che in realtà non c’è mai stato, sia per l’opposizione dei commercianti interessati (che hanno pure presentato ricorso ai giudici amministrativi) sia per la “retromarcia” della stessa Amministrazione ( che ha pure tolto i paletti che avrebbero dovuto delimitare la nuova area dopo i rilievi dei vigili del fuoco).

Opposizione all’attacco Su di un manifesto affisso in paese e nella marina, i consiglieri di minoranza dei gruppi “Città Insieme” e “Progetto Futuro” (Giulia Chiffi, Francesco De Nuccio, Francesco Petracca e Cosima Schirinzi con Arcangelo Gargasole) parlano a chiare lettere di “disastro annunciato”, “improvvisazione e dilettantismo” nella gestione della vicenda sottolineando come l’“idea folle” del Sindaco e della giunta comunale abbia avuto conseguenze non da poco sulle casse comunali: «Il prezzo di questo capriccio potrà sfiorare i 100mila euro tra spese sostenute e mancato introito Tosap per l’inattività del mercatino; senza contare le conseguenze delle future azioni risarcitorie». «Bocciata dai vigili del fuoco ed in contrasto con il Regolamento comunale di Igiene e sanità, la scelta di quel sito fu contestata dalla minoranza per le evidenti criticità in materia di sicurezza e viabilità. Si doveva pianificare – scrive la minoranza – ossia rinviare il riordino dei mercati alla stesura del Piano del commercio coinvolgendo il Consiglio comunale e le associazioni di categoria».

Nuove bancarelle su Punta Ristola Scade, intanto, alle ore 12 di lunedì 13 agosto il bando con il quale il Comune intende assegnare 12 posteggi (rigorosamente no food) su via Toma (località Punta Ristola), per il periodo dal 14 agosto al 18 settembre 2018. La scelta del sito è quella già contenuta della deliberazione di giunta dello scorso 19 luglio. Il bando prevede la sistemazione di otto posteggi 3 metri per 3  e di altri quattro posteggi 4 per 4. L’assegnazione avverrà sempre il 13 agosto alle ore 13.

Gallipoli – Torna a vivere il Mercato del pesce di Gallipoli. Questa mattina, insieme al dissequestro dell’area, sono pure arrivati i nuovi arredi urbani per permettere di dare ordine ad una zona da lungo tempo finita sotto sequestro per tutta una serie di irregolarità riscontrate dalle forze dell’ordine e dalla Asl. «Siamo giunti alla fine di un iter complesso –afferma il sindaco Stefano Minerva- ma che ha restituito tranquillità in una zona nevralgica della città. Sono convinto che ogni forma di trasgressione debba essere fermata, ma è altresì importante mettere in campo tutte le energie per migliorarsi. Ad oggi, puntiamo a valorizzare e a restituire, anche con i nuovi arredi, decoro ad un tassello importante di Gallipoli».

Il sindaco Minerva Il sequestro aveva interessato l’attività commerciale di cinque box e un ristorante per un’area di 415 metri quadrati delimitata da transenne al posto delle quali trovano ora posto gli arredi urbani “di facile rimozione”, come specifica il Sindaco. «L’indebita occupazione di spazi demaniali all’interno del mercato ittico – dice l’assessore Dario Vincenti- ha creato numerosi problemi, ostacolando l’attività commerciale di alcune famiglie gallipoline e creando disagi alla città. Ad oggi però posso con orgoglio affermare che si conclude il brillante percorso di regolarizzazione e valorizzazione del Mercato ittico al dettaglio. Un percorso teso anche alla sistemazione dell’area esterna antistante ai box, tramite il posizionamento degli arredi, atti a soddisfare l’esigenza collettiva di una migliore e più agevole fruizione della struttura, e che devono essere dunque asserviti gratuitamente alla pubblica utilità».

Le “nuove” regole La sistemazione dell’area è stata affidata alla ditta Sgaramella Cosimo di Ugento. Negli oltre 2.100 metri quadrati del Mercato ci sarà un corridoio centrale per l’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso e tutto intorno dei moduli “facilmente rimuovibili”. Ci saranno, inoltre, panche lineari e fioriere, realizzati in cemento bianco ad alta resistenza con “angoli smussati” per un costo totale di  8.900 euro. Il regolamento che definisce le attività, approvato in Consiglio il 19 aprile, è stato frutto di consultazioni e confronti tra Amministrazione comunale e Dipartimento di prevenzione della Asl. Tra i 14 box si potrà continuare a vendere prodotti di pesca e molluschi bivalvi vivi e, come in qualsiasi esercizio di vicinato, su richiesta del cliente, “per la sola quantità acquistata”, si potrà procedere alla sgusciatura dei molluschi, l’eviscerazione, decapitazione e sfilettatura dei prodotti ittici (date le dimensioni dei box, la degustazione dovrà avvenire al di fuori degli stessi).

Nessun servizio ai tavoli Diventa invece “assolutamente vietato”, come si legge nel documento comunale, qualsiasi forma di “servizio assistito” da parte del titolare o di personale dipendente; richieste di corrispettivo economico; fornitura di piatti bicchieri e postate di materiali non a perdere; attività di preparazione, cottura e trattamento dei prodotti ittici acquistati; l’esposizione e la consegna di menù; la raccolta di ordinativi da parte dell’esercente press i piani di appoggio (i tavolini circolari). In definitiva, il mercato del pesce non è una “sommatoria di ristoranti”. La morsa si è stretta il 27 luglio scorso con l’ultimo intervento coordinato su posto tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria di Porto. Il precedente era stato esattamente un anno fa e si era concluso col sequestro di ampie aree abusivamente occupate dagli operatori del mercato ittico.

 

 

Nardò – Ieri il vertice in Prefettura, oggi l’arrivo a Nardò del governatore Michele Emiliano. Dopo le tragedie nel Foggiano dei giorni scorsi (16 braccianti africani morti in due incidenti stradali), l’attenzione attorno al tema del caporalato in Puglia è tornata altissima. A Lecce al tavolo in Prefettura c’erano istituzioni, sindacati, imprese e associazioni con l’obiettivo di garantire a Nardò maggiori servizi agli ospiti del campo di Boncuri. Sotto la lente d’ingrandimento è finito il sistema del trasporto dei braccianti da e per i luoghi di lavoro.

«L’individuazione di un sistema sperimentale di trasporti – ha dichiarato il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone – segna un ulteriore passo in avanti contro il caporalato e le mafie sociali. Il modello Nardò oggi funziona alla perfezione, tanto che già la scorsa settimana il Ministero ha chiesto un dossier per studiare il meccanismo. Qui i lavoratori vivono in condizioni finalmente umane, grazie allo sforzo della Regione Puglia e del presidente Emiliano e all’opera di coordinamento della Prefettura. Mi spiace che a margine – ha aggiunto Mellone – ci siano state inutili provocazioni e polemiche».

La Cgil: “Il regolamento del campo va modificato radicalmente” Il riferimento del primo cittadino è alla Cgil di Lecce, aspramente critica con Palazzo Personè per via del regolamento di soggiorno stilato dal Comune per i lavoratori migranti. «Un documento dai contenuti inaccettabili – scrive il sindacato in una nota a firma di Valentina Fragassi (segretaria generale) e Monica Accogli (Flai) – addirittura già in vigore lo scorso anno senza mai essere passato al vaglio del tavolo inter-istituzionale. Grazie al nostro intervento quel vergognoso regolamento sarà radicalmente modificato, ripulito da un approccio razzista e autoritario, che assegna al sindaco addirittura il ruolo autorizzatorio nei confronti dello Spesal e della Asl per eventuali controlli, fino a spingersi alla violazione di diritti fondamentali della persona. Toni e lessico da centro di detenzione – insiste la Cgil – con richiami a concetti come “razza e colore”, violazioni della privacy, stereotipi e riferimenti all’igiene personale». Per la Cisl commentano l’incontro il segretario generale Antonio Nicolì e la segretaria territoriale Ada Chirizzi: «È positiva – dichiarano – l’immediata istituzione di un servizio di trasporto migranti preannunciata dall’assessore Leo sotto la supervisione di Protezione Civile e forze dell’ordine, ma circa il Regolamento interno al campo si rendono necessarie non solo modifiche nel testo, bensì una sua complessiva riarticolazione tale da poterlo rendere un vero e proprio Patto di Accoglienza».

Emiliano: “Nardò modello da esportare” «Polemiche di dettaglio»: così il governatore Michele Emiliano giunto a Nardò in mattinata ha liquidato tali polemiche difendendo l’operato del Comune. «È questo – ha dichiarato con orgoglio indicando la foresteria – il modello di accoglienza per lavoratori in agricoltura, italiani o di altra nazionalità, che vengano in Puglia per lavorare. Ne abbiamo installati diversi e questo per ora è il più importante. A Nardò i permessi li abbiamo ottenuti rapidamente grazie all’Amministrazione comunale. Voglio poi ricordare – ha aggiunto – che questa è stata la prima Amministrazione a vietare il lavoro nelle ore di maggiore insolazione. Sono venuto qui proprio per dimostrare all’Italia e al mondo intero qual è il modello della Regione Puglia e ringraziare la comunità di Nardò, senza la quale non avrei potuto fare questo lavoro». A chi chiedeva perché sostenere ulteriori costi per smontare i moduli abitativi a fine stagione, il governatore ha risposto così: «I moduli vanno smontati perché questa struttura non può diventare meta di personaggi in cerca d’autore della zona, che verrebbero a rifugiarsi qui durante tutto l’anno ricreando il sistema del ghetto». Prima di lasciare la struttura, visto che il servizio mensa interno alla foresteria non è ancora attivo Emiliano ha auspicato in futuro il coinvolgimento delle scuole alberghiere del territorio.

Aradeo – Sorto grazie all’impegno sociale della Caritas della parrocchia San Nicola Vescovo, ed alla disponibilità della famiglia Stifani che ha concesso in comodato gratuito d’uso un terreno in via Sereni, viene inaugurato questa sera ad Aradeo il progetto di “Orto sociale”. L’appuntamento è alle 20.30 (nei pressi della villa comunale) dove sorge il terreno. Ospite della serata Fabiola Giancane, docente ed artista di origini aradeine, con i suoi coloratissimi laboratori. Alla base dell’iniziativa c’è lo sforzo di tante persone “di buona volontà” di favorire forme di incontro a livello intergenerazionale, interculturale ed interreligioso, creando “momenti di relazione e di dialogo” fra i nativi ed i migranti recentemente stabilitisi nel paese. L’obiettivo è superare le naturali difficoltà di un difficile inserimento economico e sociale dei nuovi arrivati nella vita produttiva e di relazioni del paese.

Le associazioni coinvolte Oltre all’associazione culturale “Easy Language”, che con la sua presidente Cinzia Muci ha collaborato con la parrocchia all’elaborazione di questo progetto risultato vincitore del relativo bando della Caritas diocesana di NardòGallipoli, partecipano all’iniziativa l’Amministrazione comunale, i Servizi sociali, l’associazione “Polvere di stelle”, la Società operaia Jolanda ed altre associazioni culturali e sociali del paese. Coinvolte tutte le famiglie dei ragazzi del catechismo e di Azione cattolica e le famiglie degli immigrati presenti nel paese che, fra l’altro, avranno la possibilità di frequentare un corso di italiano e, volendolo, coltivare piante tipiche dei paesi d’origine, oltre naturalmente a sperimentare coltivazioni tipiche della nostra terra.

La parrocchia L’iniziativa della parrocchia completa un percorso iniziato l’anno scorso con la “settimana del cristiano testimone della Carità di Cristo nelle periferie geografiche ed esistenziali dei nostri tempi” e proseguita quest’anno con la “settimana della presenza del cristiano nella vita sociale, culturale, economica e politica del paese”. «L’augurio – afferma il parroco don Giuseppe De Simone – è che questo progetto incontri il favore di tutti i cittadini e sia “occasione per vincere eventuali pregiudizi verso i migranti ai quali occorrerebbe invece offrire quell’accoglienza che è patrimonio della cultura di ogni buon cristiano, ricordando che anche i salentini sono stati e sono ancora essi stessi degli emigranti».

Gallipoli – «Il Samsara non chiuderà e se si crede che domani l’Amministrazione manderà qualcuno a mettere i sigilli, ci si sbaglia di grosso». Con queste parole ha preso il via questa mattina la conferenza stampa convocata (nella sala di via Pavia) dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva per difendere la città e il “modello Gallipoli”. Minerva ha subito affrontato in maniera netta una delle questione più “spinose” di questa tormentata stagione turistica garantendo che l’ordinanza emessa ieri dalla responsabile comunale non cambia gli accordi tra l’Amministrazione e i gestori del Samsara. «C’è stato un provvedimento fatto della dirigente, alla quale chiederemo e del quale risponderà, visto che contraddice l’iter che l’amministrazione e gli stessi uffici avevano avviato anche su richiesta del giudice del Consiglio di Stato. Noi – ha affermato Minerva – avevamo detto che il Samsara avrebbe potuto lavorare tranquillamente fino alla data della sentenza, che ancora non c’è stata. Finché non arriva questa nessuno potrà dire che il Samsara dovrà chiudere».

L’ordinanza di sgombero Con l’ordinanza in questione (la numero 160 del 7 agosto) viene, invece, intimato al noto lido gallipolino (o meglio alla società Sabbia d’oro) di sgomberare entro 20 giorni l’area occupata, e ripristinare lo stato dei luoghi, secondo quanto disposto dalla sentenza emessa dai giudici amministrativi di primo grado sulla base di un verbale della Capitaneria di Porto risalente allo scorso anno. «Spesso il Sindaco paga colpe che non ha, ma mi assumo tutta la responsabilità del caso poiché sono a capo dell’Amministrazione. Ci sono, in alcuni casi, atti dovuti che il Comune deve fare su richiamo di altri organi, altre cose che si possono fare per tutelare», ha spiegato Minerva confermando che nessuna decisione definitiva potrà essere presa prima della data dell’attesa sentenza del Consiglio di Stato (in un primo momento fissata per il 7 giugno).

“Nessuno tocchi Gallipoli” Emblematico il tema della conferenza, “Nessuno tocchi Gallipoli”, tenuta insieme al presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori, Matteo Spada, alla quale avrebbero dovuto prendervi parte anche Stefan Carlino, rappresentante della categoria Case vacanze, e Giuseppe Coppola di Confindustria- sezione turismo, che all’ultimo minuto non hanno voluto intervenire per lasciare la parola solo a Spada, come affermato dal Sindaco. «Soprattutto in questi giorni, in molti hanno provato a mettere in discussione il “modello Gallipoli”, soprattutto coloro che non conoscono gli sforzi di una classe imprenditoriale che negli ultimi 20 anni ha fatto tanto. Ritengo dunque di dover tutelare l’immagine della città dalle maldicenze e dagli articoli che la denigrano, anche ricorrendo alle vie legali. È vero che sta mancando una fetta di mercato importante, che è quella del turismo giovanile: negli anni – ha continuato Minerva – abbiamo fatto tutti noi degli errori confondendo l’abusivismo e l’illegalità con altro; ma il turismo non è un problema, è una risorsa che deve essere però regolamentata nell’interesse di tutti»

“Gallipoli 365” Per programmare e “fare sistema”, Minerva ha anticipato l’incontro del 3 settembre con l’assessore regionale Loredana Capone “per scrivere insieme il programma di Gallipoli 365, con i punti fermi per tutelare gli imprenditori e le realtà di eccellenza”. «Gallipoli fa notizia ed il calo del turismo in un luogo che per molti anni non aveva mai conosciuto crisi, ancora di più. Quando si parla di Gallipoli – ha affermato Matteo Spada – bisogna ricordare che non si parla solo della cittadina ma si parla di un comparto ben più vasto, di un territorio che va ben oltre i confini cittadini e che porta con se una ricchezza che questo territorio mai aveva conosciuto prima. Bisogna dunque stare attenti ad una serie di risvolti che possono suscitare articoli o video vari che mettono in cattiva luce la città. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è l’attenzione delle istituzioni, sotto tutti i livelli: Prefettura, Questura, Regione Puglia, Stato centrale e Comune. Abbiamo bisogno di investimenti di carattere strutturale e pubblici; è bene, in questo momento, fare quadrato intorno alla città, al territorio, al comparto turistico e alle attività che ci hanno resi competitivi e ci hanno fatto preferire ad altre mete. In attesa dell’incontro di settembre, abbiamo bisogno di una spinta in più per ripartire, ed un sostegno anche da parte dell’Amministrazione comunale: noi imprenditori ci auguriamo che ascolti di più i nostri bisogni e le nostre necessità».

 

Gallipoli – Di trasformare l’ex mercato rionale di viale Europa (foto) in un centro sociale per attività teatrali e ricreative tipo “la città dei ragazzi” si occuperà la ditta Pantaleo De Pascali di Nardò. L’impresa neretina l’ha spuntata su altri 18 concorrenti che hanno partecipato al procedimento per l’appalto dei lavori il cui ammontare a base d’asta era di 922.140 euro. La “Pantaleo De Pascali” l’ha spuntata col miglior ribasso pari al 23,19% per un importo finale di 731.295 euro. Al secondo posto si è classificata la ditta Soledil Group di Matino (ribasso dell’11,33%).

I lavori di riconversione ed ampliamento della struttura di viale Europa rientrano nel programma Pruacs (Programmi di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile) del protocollo d’intesa datato settembre 2016 tra Regione Puglia, Comune di Gallipoli e Arca Sud Salento che mette a disposizione complessivamente circa 6 milioni 650mila euro. L’appalto è stato seguito burocraticamente dal centro unico di committenza dei Comuni di Casarano, Ruffano, Galatone, Gallipoli con il sistema della  procedura aperta. L’aggiudicazione definitiva ha fatto seguito a quella provvisoria del 9 marzo scorso.

Tra le imprese in lizza ve ne sono di Forlì, Napoli, Caserta, Massafra, Trani e di Parabita, Galatone, Lecce, San Pietro in Lama, Martano, Taurisano.

 

party in spiaggia samsara gallipoliGallipoli – Sgombero dell’area occupata; ripristino dello stato dei luoghi: la società Sabbia d’oro, con Rocco Greco rappresentante legale, molto più conosciuta come Lido Samsara, ha venti giorni di tempo a partire dalla notifica del provvedimento per eseguire questi lavori. In mancanza di interventi, sarà il Comune a provvedere imputando poi al titolare della società gli oneri sopportati. Come se non bastasse quanto già accaduto sul versante degli intrattenimenti e degli stabilimenti balneari già prima che iniziasse l’estate, arriva oggi questa ordinanza comunale che viene però da lontano.

L’atto con cui si annullano i titoli del permesso di costruire datato 2012 in base all’autorizzazione paesaggistica del 2011; la Scia (comunicazione di inizio attività) del 2013 e il permesso di costruire del 2017, è il numero 160  del 7 luglio e si basa su quanto riscontrato dagli agenti della Capitaneria di porto in un sopralluogo effettuato a luglio dello scorso anno. Su quei 1.089 metri quadrati vi sarebbe stato un “sostanziale mutamento non autorizzato dello scopo per il quale è stata assentita la concessione”; inoltre si era riscontrato una “inadempienza degli obblighi derivanti dalla stessa (la concessione, ndr) e di quelli imposti dall’Ordinamento balneare della Regione Puglia del 2 maggio 2017”.

Si erano poi susseguite varie fasi nel procedimento giudiziario nel corso del quale già una prima volta erano stati concessi sessanta giorni di tempo per smantellare tutto quanto e ripristinare i luoghi. Poco dopo era stato consentito l’uso di quel tratto di demanio marittimo sino alla data del 7 giugno scorso. Sulla vicenda resta ancora da attendere il verdetto del Consiglio di Stato, dopo che anche il Tribunale amministrativo di Lecce (Tar) aveva confermato la chiusura con smantellamento.

L’ordinanza della responsabile del settore è stata inviata oltre a diversi uffici comunali, anche alla Procura della Repubblica, Soprintendenza di Lecce, Capitaneria di porto, Servizio demanio e patrimonio della Regione Puglia, Agenzia del demanio, Agenzia delle dogane, all’Aqp, Ente parco E-distribuzione.

Nardò – C’è un motivo se i 16 morti di Foggia degli ultimi tre giorni sono considerati vittime del caporalato e non di un incidente stradale qualunque. Risulta palese che è così se si guarda alle condizioni di viaggio in quei furgoncini carichi di pomodori e braccianti, ben lontane da qualsiasi norma di sicurezza minima, ma diventa ancora più lampante se si considera l’importanza strategica che ha, nel sistema che incastra i lavoratori stagionali migranti nei campi a pochi euro l’ora, il trasporto dal luogo dove si dorme fino a quello di lavoro. (il luogo della strage, foto di huffingtonpost.it)

Un “servizio” (pagato dal lavoratore che ne usufruisce) fondamentale tra quelli che ruotano intorno ai ghetti, insieme a quelli – ad esempio – della fornitura di alimenti o della prostituzione, ben organizzato tramite i ‘passeur’, che rispondono ai caporali e che sono in possesso di un mezzo o personaggi pagati per fare i taxi delle campagne. È il sistema che fa guadagnare più soldi ai caporali sulla pelle dei migranti, ma che allo stesso tempo favorisce l’impiego di manodopera a bassissimo costo da parte delle aziende, quei titolari d’impresa che tengono in vita e utilizzano la mafia del caporalato per abbassare i costi di produzione.

Le dinamiche sono uguali a nel Foggiano e nel Metapontino, nel Brindisino e nell’Arneo salentino. In Puglia e nelle altre regioni, del Sud Italia e del nord, dove i braccianti – in giro di trasferimento in massa – sono impiegati per le coltivazioni di stagione. Dinamiche con cui anche Nardò continua ad avere a che fare: il trasporto dei lavoratori dai campi ai “dormitori” (e viceversa) è stato sempre un punto fondamentale su cui gli operatori intorno al lavoro dei migranti hanno puntato i fari. Per questo domani si terrà una nuova riunione in Prefettura, con un focus proprio sulla questione trasporti oltre che sulla gestione del campo di Boncuri di Nardò, che ospita circa duecento lavoratori: è convocato per le 10 il tavolo tecnico cui partecipano Comune, Regione, aziende, sindacati e operatori volontari. In quella sede per anni è stato messo in evidenza come istituire servizi navetta o di trasporto per i lavoratori, sarebbe significato togliere una grossa fetta di mercato alle mafie. Ma finora la questione – scomoda per qualcuno che non vorrebbe far accedere direttamente ai campi figure “terze” – è rimasta sempre nel cassetto: “Mancano risorse e ci sono continui ritardi”, dicono dalla Cgil.

Non è soddisfatto nemmeno del sistema accoglienza messo in piedi quest’anno il sindacato leccese: “Il tavolo leccese – dicono – quest’anno sembra non finire mai: rinviato per l’ennesima volta si riunirà mercoledì alle 10. Proprio quest’anno che doveva essere predisposto tutto con ampio anticipo. E siamo già al 6 agosto…”. Manca all’appello il servizio di trasporto che la Regione si era impegnata a fornire per tempo e la cui procedura non è ancora conclusa.

“Non a tutti gli impegni formalmente assunti si è dato corso. A partire dalla predisposizione di un servizio mensa o, almeno, come proposto dalla locale Caritas, di fornelli da campo utili a garantire la preparazione del pasto all’interno del campo”: è una dei passaggi di una nota diffusa in queste ore dalla Cisl e firmata dal segretario generale Antonio nicolì. “Così come pure irrisolto resta tutto quanto attiene il trasporto, anche a causa della parziale mappatura degli agri coltivati da parte delle parti datoriali. Un servizio da sempre da noi reputato strategico – continua Nicolì – per porre un argine alle pratiche di caporalato e per garantire i livelli di sicurezza ai lavoratori che, come le recenti tragedie hanno dimostrato, sono spesso considerati merce di poco pregio, trasportata in condizioni disumane ed in mezzi privi delle principali misure di sicurezza”. Per la Cisl l’incontro  del tavolo interistituzionale convocato per domani “deve  servire a fare sintesi di tutto quanto rimasto irrisolto, configurando possibili soluzioni ed un cronoprogramma che possa dare risposte a breve, anzi a brevissimo, considerati i tempi della raccolta che volgono anche per quest’anno al termine”.

Nel bel mezzo di una stagione di raccolta alquanto strana, in cui i lavoratori che ruotano intorno a Boncuri (ci sono anche quelli che sostano fuori dal campo di accoglienza ai piedi della masseria) sono molti di meno rispetto agli anni passati (si registrano però nuovi ghetti più a nord, verso il Brindisino, con i braccianti impiegati nell’Arneo), sembra intanto aver ottenuto un risultato il Centro italiano rifugiati, che da tempo richiedeva di spostare il servizio “liste di prenotazione in agricoltura” presso la foresteria inaugurata lo scorso anno a fine agosto: è del 3 agosto la nota con cui la Regione informa che per tutto il mese di agosto, ogni martedì, presso il campo sarà attivo (dalle 8,30 alle 12,30) un operatore del centro per l’impiego di Nardò. “La dislocazione del servizio – avevano sottolineato dal Cir nella richiesta del luglio scorso – renderebbe più agevole e immediato l’incontro fra domanda e offerta rispetto all’attività di lavoro stagionale, ponendo le basi per prevenire e contrastare possibili forme di intermediazione illecita o irregolare di manodopera”.

Taviano Cutrofiano – Sono arrivati in questi giorni i finanziamenti per l’edilizia scolastica a quei Comuni che erano rimasti fuori dalla graduatoria utile relativa al trienni 2015-2017 della Regione Puglia. Riguardano i progetti presentati a suo tempo dai Comuni di Taviano, Cutrofiano, Veglie e Zollino che fanno parte dei 17 Enti per i quali sono stati reperiti i fondi necessari. (nella foto Giuseppe Tanisi, Sindaco di Taviano)

Sono state le economie registrate in fase di gara d’appalto e le revoche a Comuni che non hanno aggiudicato i lavori alle imprese vincitrici entro i tempi stabiliti, a mettere insieme una importante somma che gli uffici regionali hanno quantificato in 8 milioni 362mila euro. Da qui la nuova ripartizione che mette a disposizione del Comune di Taviano 330mila euro circa per la scuola secondaria di primo grado “Alberto De Blasi”; 310mila sono invece i denari destinati alla scuola primaria “Don Milani” di Cutrofiano. A Veglie vanno 700mila euro per il progetto relativo alla scuola “Manzoni” di via Garibaldi; per Zollino il finanziamento è di 680mila euro per l’istituto comprensivo “Sergio Stiso”.

La determina dirigenziale alla base della nuova ripartizione, immediatamente disponibile, è la numero 63 del 26 luglio scorso, pubblicata sul Bollettino regionale il 31 successivo. La firma la dirigente del sezione Istruzione ed Università, Maria Raffaella Lamacchia. La deliberazione che ha dato il via al Piano di edilizia scolastica di cui qui si legge è della Giunta regionale del 2 aprile 2015 su cui sono poi intervenute integrazioni e rideterminazioni.

S. Isidoro (Nardò) – Acque della marina liberate con una mirata operazione di sequestro e rimozione di gavitelli e natanti abusivamente ormeggiati nella baia ricadente nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, di cui la marina neretina fa parte; attività di tutela ambientale e  dell’arenile; realizzazione di accessi al mare ecocompatibili per tutti, diversamente abili compresi. Si susseguono in questo periodo gli interventi di cura di San’Isidoro, tra cui – per ultimo in ordine di tempo – l’importante ed atteso intervento di riqualificazione ambientale su due fasi: la prima di eliminazione di barriere architettoniche e la seconda la costruzione di accessi compatibili (foto).

Il progetto denominato “Less Barrier” è stato realizzato grazie all’importante sinergia tra Comune di Nardò e Area marina protetta Porto Cesareo – rispettivamente per la progettazione e per il finanziamento. Attività – si legge nella nota dell’Area marina protetta – è bene sottolinearlo che ha avuto come obbiettivo quello di rendere la spiaggia di Sant’Isidoro e l’insenatura denominata Sannicola sita a sud della Torre, più accessibile alla popolazione con diversa abilità ed in generale a chi vive con difficoltà motorie. L’intervento in dettaglio ha portato alla realizzazione di una pedana per terapia disabili nell’insenatura di Sannicola, la rimozione di battuto abusivo in cemento sull’arenile, due accessi attrezzati rispettivamente a sud e a nord della spiaggia di Sant’Isidoro e da ultimo la chiusura di un varco con piantumazione per la protezione della spiaggia a nord del lido in concessione”.

Ma si è solo agli inizi, promettono dal’Amp: “La pianificazione che riguarda Sant’Isidoro porterà nei prossimi anni finalmente benessere ambientale e antropico a questo tratto di costa”. Naturalmente, tutti soddisfatti per i risultati fin qui raggiunti, dal presidente dell’Amp Porto Cesareo Remì Calasso, dal direttore Paolo D’Ambrosio e dal consigliere delegato del Comune di Nardò, Giuseppe Verardi: “Gioia vera – ha commentato Verradi- sono soddisfatto per la realizzazione di queste importanti opere che rendono accessibili le nostre spiagge. In semplicità e col cuore dico grazie a tutti”.

 

Matino – La Banca popolare pugliese sposa il progetto della New Basket Brindisi ed entra nel mondo della palla a spicchi. Dalla prossima stagione agonistica, infatti, l’istituto bancario diretto da Mauro Buscicchio sarà a fianco della società cestistica della massima serie in qualità di “gold sponsor – official bank”. «Sostenere il gruppo di imprenditori e di dirigenti della New Basket Brindisi ci sembra uno dei modi più concreti di sostenere la “Stella del Sud” una delle massime espressioni non solo del basket ma di tutto lo sport meridionale», afferma Buscicchio. Dalla prossima stagione, dunque, il logo della Banca Popolare Pugliese sarà sul retro delle maglie di tutte le squadre della New Basket, anche quelle del settore giovanile.

«Abbiamo volutamente legato il nostro marchio anche alle leve giovanili della New Basket Brindisi – sottolinea il Presidente della Banca Popolare Pugliese, Vito Primiceri – affinché, attraverso lo sport, i ragazzi perseguano una crescita non solo fisica ma anche mentale e sappiano fondare la propria vita sui valori morali che sono alla base del successo nelle discipline sportive».

La collaborazione permetterà a tutti i tifosi brindisini di aderire al progetto di affiliazione “Membership” attivando un conto corrente a condizioni agevolate e divenendo socio New Basket a tutti gli effetti (i dettagli dell’operazione saranno resi noti a  settembre). «Siamo molto felici di legare il nostro brand alla credibilità e alla solidità di un Istituto bancario come Banca Popolare Pugliese con l’auspicio di creare una sinergia vincente sotto tutti i campi», fa sapere il presidente della Happy Casa Brindisi, Fernando Marino.

 

Gallipoli – Sono arrivati anche i dati sulla produzione di rifiuti a Gallipoli in luglio. E, in parte, rappresentano una sorpresa. Nel luglio di un anno fa sono stati raccolti rifiuti per 2 milioni 204mila chili; nel mese appena trascorso il totale dà 2 milioni 135mila chili. Il segno meno c’è ma è di soli 69mila chili. Sembra essere fatto apposta, anche come tempistica, per rispedire al mittente un nuovo “caso Gallipoli” che sta montando sui giornali nazionali, con la città che passa dall’essere la “capitale della cafonaggine” all’ormai “ex” Ibiza italiana.

A giugno il calo è stato di 115mila chili; a maggio di 106mila fino ai 49mila di aprile. In aumento la raccolta di immondizie di gennaio (111mila per un totale di 1 milione 67.700 chilogrammi, e febbraio (+ 3.528), con marzo quasi stabile a 1 milione 74mila kg.

Oltre ai rifiuti, un altro elemento di valutazione: una primaria ditta di distribuzione di prodotti alimentari del Sud Salento mostra i numeri: luglio 2017 fatturato di 435mila euro; luglio scorso mille euro in più. Dicono anche che è cambiato la tipologia del prodotto da market e ristoranti, in direzione medio-alta.

Questi numeri starebbero quindi a dimostrare che il tracollo – come dimostrano anche articoli già pubblicati su piazzasalento.it  e le soddisfazioni di pezzi importanti del tessuto imprenditoriale del settore – semplicemente non c’è, comunque non nelle dimensioni comparsi sui media (-40, -60%). Certo, il piazzale per i pullman provenienti da tutta Italia di stamattina non ha registrato le congestioni degli ultimi anni alla prima settimana di agosto (foto). Ma proprio questo sembra essere il dato che va consolidandosi: è il segmento giovanile che sta cambiando rotte, a quanto pare.

“Certo, è la presenza giovanile, un segmento nato fuori dalle regole e piuttosto improvvisato ad aver segnato una flessione, visto che importanti gruppi alberghieri e strutture extralberghiere, come i B&b di un certo livello raccontano che sta andando bene”: Giuseppe Coppola sembra trovare conferme a quanto va sostenendo da qualche tempo. “Non sono contrario al turismo giovanile – sottolinea il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce – ma va programmato e gestito. Ben sapendo che tutto ciò che è moda è destinato a mutare”.

Come non si può pensare che l’incremento a due cifre degli ultimi ansi possa durare all’infinito. “Non si può continuare a fare promozione – afferma Coppola – ma occorre investire nell’accoglienza, nella qualità dei servizi. Se l’accoglienza è buona, è già buona promozione”. Anche se alcuni settori denotano ancora limiti nell’approccio a quella che deve diventare una vera industria turistica. In città, per esempio, ci sono – ufficialmente almeno – 60 B&b di tipo familiare e solo venti professionali.

Cogliamo questa occasione – lancia l’idea Coppola – per riflettere, la parte pubblica e quella imprenditoriale ognuna per le proprie competenze; dobbiamo capire quali sono i percorsi da fare più consoni a questo territorio; come fare per consolidare quanto raccolto finora su nuove basi”. E si riaffaccia così quel tavolo tecnico per coordinare Comune e imprenditori; un esperimento avviato e – come ha detto su questo sito anche Rocco Greco (Samsara a Gallipoli e Riccione) – troppo presto lasciato cadere. Del resto, flessione o tracollo, c’è da partire – per Gallipoli – pur sempre da un patrimonio considerevole, quelle 900mila presenze censite e ufficiali.

 

L’ultimo controllo interforze con sequestri

Gallipoli – Sarà la ditta Sgaramella Cosimo, strada provinciale UgentoTaurisano, di Ugento a realizzare nel mercato del pesce quanto stabilito da Comune, Asl, Autorità marittima, da un lato per proseguire un’antica tradizione e l’attività lavorativa in un periodo peraltro di difficoltà; dall’altro lato, di mettere finalmente ordine in una zona, all’imbocco del centro storico, da tempo luogo di abusi, attività illegali e senza alcuna autorizzazione, di vera e propria ristorazione.

Nei 2.113 metri quadri circa vi sarà un corridoio centrale per il passaggio eventuale di mezzi di soccorso e tutto intorno dei moduli facilmente rimuovibili, formati da “un tavolo circolare(che ricordi la ruota di pietra degli antichi frantoi gallipolini), con sedute curve. nonché panche lineari e fioriere, realizzati in cemento bianco ad alta resistenza con angoli snmussati”, come si legge nella relazione tecnica in base alla quale si è svolta la gara tramite il porta elettronico unico della Pubblica amministrazione.

Il costo di questo maquillage è di euro 8.900, con una economia rispetto alla base di gara di circa 5mila euro. Il regolamento che definisce le attività assentite è frutto di consultazioni e confronti tra l’Amministrazione comunale, l’Asl, Dipartimento di prevenzione ed è stato approvato il 19 aprile scorso dal Consiglio comunale. Cosa si potrà fare, lecitamente, fra quei 14 box che definiscono “la storia e l’identità economica e culturale della città e che rappresentano un polo con fortissima attrattiva turistica”?. Si potrà vendere prodotti di pesca, molluschi bivalvi vivi,nei box esistenti e come in qualsiasi esercizio di vicinato, su richiesta del cliente, “per la sola quantità acquistata” si potrà procedere alla sgusciatura dei molluschi, l’eviscerazione, decapitazione e sfilettatura dei prodotti ittici. Date le dimensioni dei box, la degustazione dovrà avvenire al di fuori degli stessi.

L’elenco dei divieti è chiaro e guarda con un occhio al recente passato: è “assolutamente vietato” si legge nel documento comunale, qualsiasi forma di servizio assistito da parte del titolare o di personale dipendente; richieste di corrispettivo economico;fornitura di piatti bicchieri e postate di materiali non a perdere; attività di preparazione, cottura e trattamento dei prodotti ittici acquistati; l’esposizione e la consegna di menù; la raccolta di ordinativi da parte dell’esercente press i piani di appoggio (i tavolini circolari).  In definitiva, il mercato del pesce non è una sommatoria di ristoranti.

Una pescheria con oltre 101 sedie La morsa si è stretta da ultimo il 27 luglio scorso con un altro intervento coordinato tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria di Porto. Il precedente era stato esattamente un anno fa e si era concluso col sequestro di ampie aree abusivamente occupate dagli operatori del mercato ittico. C’era adesso da dare esecuzione a provvedimento dell’Autorità giudiziaria relativi a quei 415 metri quadri occupati illegalmente e sottoposti a sequestro preventivo. Il sequestro in vigore adesso è effettivo. Gli agenti hanno trovato ancora sul posto tavoli, sedie, sgabelli (oltre a 18 barattoli con polpa di riccio senza tracciabilità). In particolare una pescheria aveva otto tavoli di plastica, 18 di legno, 12 sgabelli, 44 sedie in plastica e 57 in legno.

 

 

 

Otranto – Nuova sentenza dei giudizi amministrativi su di un principio conteso e contrastato periodicamente: una volta espresso il parere di compatibilità dell’opera con il vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza, la stessa non può escludere tale compatibilità solo per alcuni periodi dell’anno. A meno che non espliciti eventuali ragioni specifiche di tutela ambientale durante le diverse stagioni. Si è pronunciato in tale senso il Consiglio di Stato (ordinanza numero 3691 del 2018), che si è espresso sul caso del lido “Spiaggia Azzurra” che si trova in località Laghi Alimini di Otranto. La magistratura romana ha quindi confermando quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con una sentenza dell’anno scorso.

In prima istanza, i giudici di Lecce avevano dato ragione alla proprietà circa il mantenimento per tutto l’anno dello stabilimento, affermando che le valutazioni operate dalle Amministrazioni, “pur a fronte della mancata alterazione della struttura, avevano illogicamente prospettato un pregiudizio al contesto paesistico durante il solo periodo invernale, e non anche durante quello estivo”. La tesi dei difensori degli imprenditori idruntini è stata sostenuta davanti al Consiglio di Stato dagli avvocati leccesi Pietro e Antonio Quinto. Il lido in questione  può restare al suo posto per tutto l’anno solare “anche perché il manufatto è sempre stato reputato pienamente compatibile con il vincolo paesaggistico insistente sulla zona costiera”, sottolineano i legali.

“Il Consiglio di Stato – evidenzia l’avvocato Pietro Quinto – dando seguito a un orientamento oramai consolidato, ha espresso il convincimento che l’Amministrazione debba chiarire i profili di incompatibilità, opposti a quelli che hanno consentito la realizzazione ed il mantenimento per la stagione balneare che, per ragioni intrinseche, comporta una maggiore rilevanza in termini di impatto paesaggistico in ragione dei numerosi fruitori dello stesso bene tutelato. Non solo. Si è altresì evidenziato che la Soprintendenza deve esprimere, fin dall’autorizzazione paesaggistica, in maniera precisa, i motivi che potrebbero ostacolare il mantenimento di una struttura balneare per l’intero anno solare, specificando eventuali esigenze di tutela ambientale differenti a seconda dei diversi periodi. In casi come questo – concludono i legali – la motivazione deve essere resa in maniera quanto più esaustiva e completa possibile”.

 

Gallipoli – “Da quando siamo a Riccione, ogni mese/mese e mezzo veniamo convocati al Palazzo dei congressi per programmare con il Comune. Ci chiedono se abbiamo idee, per esempio per Natale, o iniziative in preparazione; le confrontiamo con quelle loro e poi si arriva ad un programma unico per i turisti”: la chiave di volta per evitare che nulla sia definitivamente perduto, potrebbe essere questa. Ne parla Rocco Greco (foto), l’imprenditore gallipolino che ha portato un nuovo modo di stare in riva al mare nella patria – sessanta anni fa – degli stabilimenti balneari e dei divertimenti. “Il tavolo tecnico fino a qualche tempo fa si faceva anche a Gallipoli, poi più niente. Un errore non tenerlo attivo”.

La seconda patria in riva all’Adriatico “Come ci hanno accolti qui a Riccione? L’Amministrazione comunale è stata contentissima, ci hanno subito guardato bene e il Samsara è adesso un punto di forza della loro offerta turistica e lo portano come esempio, come mi dice anche lei (il cronista ha ascoltato su RadioDue Rai l’assessore al Turismo indicare il Samsara come lo stabilimento dove si balla tutto il giorno, ndr)”. Greco, da gallipolino e salentino, ci tiene a essere visto – col suo socio David Cicchella – come l’azienda salentina che va fuori portando il proprio apprezzato bagaglio, ma senza tagliare con le radici. Fuori fino a Budva, in Montenegro, dall’altra parte dell’Adriatico. “A Riccione facciamo ciò che facevamo e facciamo a Gallipoli, musica in spiaggia dalle 16 alle 20, non è cambiato niente”, dice. Nei fine settimana “arriviamo a numeri fortissimi”, aggiunge. Memtre il Samsara dello Jonio accusa un calo: “Eh sì, quelle notizie sui locali, chiusi, sugli eventi annullati certo non hanno giovato e i giovani si sono diretti altrove”. Anche verso il Samsara romagnolo, dove proprio questa sera dalle 17 alle 21 arrivano Merk & Kremont “tra i dj italiani più attivi nel mondo” recita una nota stampa.Il 9 è la volta di altri artisti dello stesso calibro, sempre italiani; il 12 in pedana “una leggenda della House, David Morales.

Insomma, in Romagna  tutte rose e fiori? E i controlli (con qualche guaio a seguire come quello scorso con la Capitaneria di porto di Gallipoli)? “Ci sono anche anche qui, li vogliamo i controlli per stare tranquilli. Forse perché vengono da 60 anni di turismo, le regole ci sono e sono più chiare; se vuoi lavorare come da programmi, non ci sono problemi per nessuno”. Nonostante questa stagione critica, Gallipoli intanto resiste come destinazione appetibile, come ha raccontato a Piazzasalento il direttore del gruppo alberghiero Attilio Caroli Caputo (“Continuano ad arrivare richieste di investitori che vogliono prendere in gestione strutture ricettive”, ha dichiarato). “Questo ci deve far pensare che non abbiamo perso tutto – commenta Greco – l’attenzione c’è ancora, nonostante i collegamenti più costosi rispetto ad altre famose località, più difficoltosi”.

Costi, servizi, programmi: le cose da cambiare “Abbassate i costi dei voli per Brindisi e degli affitti a Gallipoli e vedrete come la gente ritornerà… costi alti, servizi molto scarsi, trasporti e collegamenti quasi inesistenti. Vi consiglio delle vacanze in località turistiche come la Spagna, la Francia (per restare in Europa) e trovate da soli le differenze. Costa di meno una vacanza in Costa brava compreso volo e hotel a 5 stelle che un volo per la Puglia…” l’appassionato consiglio via Facebook di Isabella Cherillo di Alezio, che lavora nel settore della moda a Parigi. “Dobbiamo cambiare adesso:  la gestione deve essere migliorata come la programmazione ed i servizi. E sopratutto dobbiamo vendere il Salento tutto intero, non singole strutture. A questo serve una stretta collaborazione tra Enti locali e imprenditori”. Come fanno in Romagna, appunto. Anche utilizzando l’esperienza di un marchio salentino consolidato oggetto di attenzioni dei media (da ultimo ItaliaUno) per i beach party che, in zona Marano sul lungomare “fanno scatenare ed emozionare giovani e intere famiglie”.

Alessano  – Nel pieno della stagione turistica, oggi, 1 agosto 2018, si è data esecuzione ad un’ordinanza comunale che chiude il porticciolo di Novaglie, marina di Alessano. L’ordinanza segue un analogo provvedimento – il numero 96 del 24 luglio scorso – della Capitaneria di porto di Gallipoli, con la quale “ sono vietate la balneazione, la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le unità navali in genere, la pesca professionale e/o sportiva con qualunque tecnica nonché l’espletamento di qualsivoglia attività subacquea e di superficie professionale e/o ludico sportiva connessa agli usi del mare, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi del mare” nello specchio d’acqua individuato (foto).

Proprio ieri in seno al Consiglio comunale di Alessano, il sindaco Francesca Torsello (foto) ha ricordato la storia non breve di questo piccolo specchio d’acqua che offre riparo ad una trentina di imbarcazioni, rimarcando la volontà del Comune, già espressa nelle linee programmatiche, di investire sulla marina. “Per quanto riguarda l’area portuale, la precondizione necessaria per poter adottare qualsiasi tipo di provvedimento sul porto – ha affermato il primo cittadino – è che questo venga connotato come tale”. A tale scopo l’amministrazione comunale ha affidato già da un anno incarico per la redazione del piano regolatore portuale.

Il problema sorto è il coordinamento di questo studio per il piano regolatore portuale ed il piano coste che è, al momento, in fase istruttoria con una interlocuzione fitta con la Regione, inviato dalla precedente Amministrazione. L’intreccio temporale ha lasciato spazio ad un esposto notificato da parte della capitaneria a fine maggio, in cui si paventa un rischio di instabilità della falesia e dei costoni del porto. “Quindi” – continua il Sindaco – noi ci siamo trovati di fronte alla necessità di garantire l’incolumità pubblica, che ci veniva più volte sollecitata dagli atti dalla Capitaneria. Abbiamo fatto un’ordinanza che mirava a garantire la pubblica incolumità, cercando però di salvaguardare le persone, che avevano investito nelle attività economiche, riservando una parte di banchina, che alla luce di un sopralluogo, (un sopralluogo, diciamo così, molto superficiale, per quello che abbiamo potuto fare in questa fase), metteva alla luce un minor rischio, o comunque la quasi assenza di rischio sulla banchina, che poteva essere riservata all’attività di pesca e attività commerciali. Quindi abbiamo fatto un’ordinanza per riservare l’uso del porto a quelle attività commerciali”. La Capitaneria ha obiettato nel merito  ed ha emesso “ordinanza restrittiva su tutto lo specchio acqua”.

Gli altri aspetti del vecchio problema “Ci sono altri due aspetti da considerare – chiarisce il Sindaco Torsello – “il primo è che manca uno strumento di regolamentazione dell’area, che noi stiamo cercando di acquisire; il secondo è che quel porto non è un porto turistico. Per renderlo tale,cioè metterlo in sicurezza, adattarlo alla normativa e renderlo attrattivo, dobbiamo fare un bando e invitare investitori privati o chi ha un interesse economico, a fare un investimento.. La messa in sicurezza del porto richiede un investimento di un milione di euro. L’unica possibilità che abbiamo è attendere un bando regionale o sollecitare la Regione ad una programmazione”. Che fare allora? “Siamo fiduciosi – conclude Francesca Torsello – che la Regione, tenendo conto del problema politico, che come Sindaco, ho posto all’assessore regionale, possa in futuro prevedere degli strumenti di programmazione che si adattino a questo genere di progettazione”.

Sul porticciolo di Novaglie grava una convenzione con Corsano, molto datata, che affidava la gestione del porto al Comune vicino (tanto datata che è difficile acquisire documenti tecnici) e prevedeva che al rilascio del porto, questo doveva trovarsi nelle stesse condizioni in cui era stato consegnato. Di fatto, opinione comune, la gestione è stata praticamente assente e al rispetto della convenzione il Comune di Corsano non sarebbe mai stato richiamato. Dove risiedano le responsabilità dell’attuale situazione del porto, sembra non interessare affatto alle famiglie dei pescatori per i quali quella è l’unica fonte di reddito, adesso addirittura del tutto bloccati dalle ordinanze emesse.

I.D.

Maglie – L’attesa è palpabile nei turisti che già si aggirano curiosi di sera nelle strade che dall’1 al 5 agosto ospiteranno gli stand della 19ma edizione del Mercatino del gusto, nelle indicazioni luminose già sistemate per facilitare l’orientamento dei visitatori che come gli anni scorsi si prevedono numerosissimi, nell’aumentato traffico che attanaglia il centro storico. Perché il Mercatino del gusto non è una sagra e non bisogna nemmeno lasciarsi ingannare dal diminuitivo “mercatino”,  perché di piccolo non ha niente, né in qualità né in quantità dei prodotti esposti e di tutto quello che vi gira intorno. Tra l’altro è anche più che maggiorenne: siamo alla XIX edizione, preparata  quest’anno da tre incontri, a San Cataldo, Porto Cesareo e Torre Pali (Salve) che hanno anticipato alcuni temi aumentando l’attesa dell’evento.

Il tema del baratto caratterizza l’edizione odierna: «Ogni anno – dice Salvatore Santese, presidente dell’associazione Mercatino del Gusto – cerchiamo di mettere in cantiere delle idee nuove anche sulla base delle esperienze del passato. Quest’anno le novità riguardano il baratto,

baratto delle idee, delle esperienze. Ci saranno delle ibridazioni anche con altre regioni per la prima volta, che quindi tenderanno a sottolineare le nostre peculiarità pugliesi e  quelle degli altri». Concetto rafforzato da  Giacomo Mojoli, co-ideatore del Mercatino: «Sempre di più abbiamo bisogno di scambiare relazioni, dì contaminarle, di renderle comuni in questo settore dell’accoglienza e del turismo in modo tale da essere fortemente competitivi su scala internazionale, mettere in comune le tante esperienze positive che gli operatori hanno maturato in questi anni». All’interno della manifestazione tanti appuntamenti: “Dalle classiche Cene in villa alle novità, come gli Show Cooking – Siamo la pasta che facciamo, con quattro grandi cuochi pugliesi che interpreteranno la pasta sia fresca che secca. Spazio anche ai laboratori Gusto lab e alla musica tradizionale salentina con Gusto Folk e alla musica jazz”, dice  Michele Bruno, ideatore del Mercatino del Gusto.

Taglio del nastro il 1° agosto Toccherà al presidente dell’associazione Mercatino del Gusto, Salvatore Santese, insieme a Giacomo Mojoli e alle autorità aprire ufficialmente  la diciannovesima edizione con la cerimonia di consegna del Premio Mercatino del Gusto (sesta edizione) in piazza Aldo Moro, omaggio all’impegno, alla creatività, all’originalità, alla capacità  di chi, attraverso il suo lavoro,  contribuisce alla diffusione dell’identità culturale della Puglia. La cerimonia  sarà  presentata dall’attore Antonio Stornaiolo. Ai vincitori andrà “la goccia”,  realizzata da Mariano Light, azienda leader nel settore delle luminarie. Subito dopo i visitatori potranno perdersi per le numerose “strade”.

Vie nuove per cinque giorni  Faranno presto i visitatori a impadronirsi dei nuovi nomi delle strade: Via dell’Olio Extra Vergine di Oliva, Piazza del Vino,  Via della Pizza, Piazza della Birra artigianale, Via della Gastronomia, Via del Benessere, Via dei Dolci, Piazzetta del Gelato, L’Angolo del Caffè, in via Roma i Presìdi e le Comunità del Cibo pugliesi, carne alla brace nello spazio Il Fornello, cibo di strada  nel cortile di Palazzo De Marco e Piazza Frantoio Ipogeo, cene in villa ogni sera nei giardini di Villa Tamborino. Tanti appuntamenti che procureranno ai visitatori  solo l’imbarazzo della scelta: in collaborazione con Apulia Film Commission,  il 4 agosto sarà ospite Rocco Papaleo, regista e attore che terrà un talk show alle 22.30, al Liceo Capece; attenzione per le Masserie didattiche  e per i più piccoli con Mercatino Junior,  a cura di Salento Faber; ogni sera con Gusto Folk spazio dedicato alla danza e alla musica popolare salentina curato dall’associazione Tarantarte; Baratto letterario con Giusy Santomanco  che ospita Fabio Mollica, Luisa Ruggio e Dino Cassone; spazio anche per  il corso Dall’orto alla tavola con Roberto Aloisio; buona musica con l’associazione Jazz club Maglie il 5 agosto con l’anteprima del  Salento Jazz Festival.

Occasione per conoscere la città  I prodotti pugliesi incontrano la città, o meglio tanti ospiti, provenienti da tutta Italia, imparano a conoscere Maglie. Lo mette in evidenza Loredana Capone,  assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, «Questo dei luoghi e del cibo è un pendant che dobbiamo utilizzare al massimo. Credo che il Mercatino del gusto proprio questo faccia, far attraversare le vie di una cittadina bellissima come Maglie attraverso una incantevole presentazione di vari prodotti e vari piatti e farlo anche all’interno di costruzioni che sono bellissime. Ora cosa può ricevere il turista o il cittadino che viene all’interno di un percorso di questo tipo? Riceve la sensazione di trovare un luogo magico – conclude l’assessore – dove la buona cucina si abbina la bellezza e incontra anche la presentazione dei prodotti. Non è una sagra, non è un festival, non è semplicemente la presentazione di piatti. È la comunità che si presenta e diventa più accogliente. Ed è la comunità la vera risorsa della nostra regione, il punto di forza che attrae e fa rimanere e tornare i turisti».

 

 

 

 

 

 

 

 

Gallipoli –  Nell’assestamento e nelle variazioni del bilancio della Regione Puglia, approvato ieri un emendamento che ha introdotto fondi per studiare ancora più da vicino le piante di ulivo che, pur trovandosi nella zona infetta, non presentano alcun sintomo della malattia portata dal batterio Xylella. La proposta approvata dalla maggioranza è partita dai banchi della minoranza pentastellata, precisamente dal consigliere regionale Cristian Casili di Nardò, capogruppo. (nella foto di Giovanni Melcarne un ulivo scheletrico e un semenzale senza ombra di disseccamento; sotto, Casili)

Nei prossimi mesi – afferma Casili – potremo avere ulteriori elementi per sviluppare nuove strategie di controllo e gestione dei disseccamenti dei nostri ulivi. Tutto ciò grazie ad un mio emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria, un emendamento che tentavo di far approvare da oltre un anno e mezzo”. Si tratta di 200mila euro per la “promozione di attività di studio e monitoraggio del germoplasma locale nella zona colpita dalla xylella, per l’individuazione di piante di ulivo tolleranti al disseccamento”. Previsto il coinvolgimento delle Università e degli enti di ricerca, in particolare dell’UniSalento territorialmente interessata, e degli operatori agricoli locali, la Regione avvierà un monitoraggio e un censimento con l’esatta collocazione geografica delle piante coltivate e dei semenzali resistenti per poi promuovere “attività di studio e ricerca sul germoplasma locale”.

Casili, che fa di professione l’agronomo, spiega: “Il germoplasma locale rappresenta una risorsa genetica fondamentale per la salvaguardia delle caratteristiche peculiari delle produzioni locali, costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura, che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia. Si tratta di soluzioni alternative all’introduzione di cultivar alloctone – continua il consigliere regionale – che, essendo estranee ai nostri ambienti, richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino. Sono frequenti le segnalazioni provenienti dai produttori olivicoli leccesi di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo della malattia, per queste ragioni ritengo opportuna un’attività di censimento per ottenere informazioni volte ad individuare le caratteristiche di queste piante”.

Secondo queste indicazioni fatte proprie dal governo pugliese, il Salento diventerebbe un vero e proprio laboratorio a cielo aperto (di cui già oggi ci sono dei prodromi come i campi sperimentali di Presicce), poiché “lo stesso costituisce un semenzale diffuso nonché un importante bacino di informazioni relative alla variabilità genetica e, al contempo, si favorirebbe la promozione di studi sul germoplasma locale di piante che ad oggi non manifestano alcun sintomo pur trovandosi nei focolai dove la recrudescenza della malattia è molto forte. È ora – conclude Casili – che si monitori questa parte del nostro territorio (la zona rossa, con nucleo originario tra Gallipoli e Taviano, ndr) da tempo abbandonata a se stessa perché considerata infetta ma che, invece, conserva importantissime informazioni utili per tutta la nostra regione”.

Otranto – Non sembra essere un estate da record per il turismo a Otranto. Dopo il boom dei mesi di marzo e maggio, agli inizi di giugno si è registrato un leggero calo rispetto agli anni precedenti; i dati 2017-2018, confrontati, non denotano una eccessiva differenza. A giugno 2017 gli arrivi sono stati ben 26.200 e a luglio invece 37.200. Quest’anno invece gli arrivi a giugno sono ancora intorno ai 26mila.  Ma basta darsi un occhiata intorno per notare che, a luglio almeno, Otranto ancora non ha avuto quella forte ondata di turismo che l’ha caratterizzata gli anni passati a causa, probabilmente, dell’aumento eccessivo dei prezzi dei servizi turistici e dell’ascesa di nuove mete turistiche, in precedenza abbandonate per paura del terrorismo, come rilevano alcuni operatori e osservatori.

Un elemento positivo, secondo i dati dell’ufficio regionale per il turismo, è l’aumento della ricettività con la costituzione di molti nuovi B&B. “I B&B sia a Otranto che nei paesi vicini hanno molti meno costi – afferma Mimmo De Santis (foto), presidente di Federalberghi Lecce – rispetto a quelli degli operatori alberghieri e questo gli permette di mantenere dei prezzi bassi e quindi di avere un aumento della domanda a scapito del settore degli albergatori”. “Spesso gli operatori – dichiara Maria Rosaria De Giuseppe (foto), funzionaria presso l’Agenza regionale del turismo – sono stati sollecitati ad abbassare i prezzi ma la nostra richiesta non è mai stata accolta e questo fattore, insieme anche al clima incerto di giugno, ha portato il turista a spostarsi verso altre località o a preferire altre formule turistiche, anche lontane da Otranto”. Sempre di più il turista predilige adesso il last minute: “In questo periodo di incertezza economica – conferma Maria Rosaria De Giuseppe – si cerca di spendere il meno possibile anche a costo della qualità della vacanza stessa e preferisce aspettare l’ultimo momento per prenotare la propria vacanza sperando di poter usufruire di qualche offerta”.

Abusivismo trascurabile, eccezione in Puglia “Non credo ci sia dell’abusivismo nel nostro Paese – afferma Pierpaolo Cariddi, Sindaco di Otranto – Abbiamo molte entrate, come Comune, grazie alle attività turistiche e credo che la maggior parte delle attività sul territorio siano regolari”. Dei turisti in arrivo, solo uno su quattro è “in chiaro”, stabiliscono le stime della Regione. Ma pur essendo l’abusivismo nell’ambito della ricettività turistica generale, un fenomeno così pesante tanto da incidere moltissimo sulla economia reale, non sembra, invece, essere molto sentito a Otranto, al contrario di quanto accade sull’altra sponda del Salento, con Gallipoli.

Se fino ad ora la stagione di Otranto non sembra essere tra le migliori, negli ultimi giorni di giugno gli arrivi sono andati aumentando e sembrano dover aumentare ancor di più per il mese di agosto. I conti veri e definitivi si faranno dopo.

M. M.

 

Matteo Monte

Gallipoli – Il 7 agosto, nel pomeriggio, a Lecce ci sarà la firma delle convenzione che lega le Università di Lecce e Bari, l’Asl di Lecce e il Comune di Gallipoli per il progetto di realizzazione dei corsi di specializzazione medica al “Sacro Cuore” già dal prossimo anno con, sullo sfondo come meta finale, la Scuola di Medicina e Chirurgia presso lo stesso nosocomio. Questa la conclusione della conferenza tenutasi ieri a mezzogiorno nell’aula magna dell’ospedale gallipolino, presenti i rettori delle due Università, Vincenzo Zara e Antonio Uricchio, il direttore generale dell’Asl Ottavio Narracci, il Sindaco Stefano Minerva: saranno loro i firmatari dell’accordo che apre una prospettiva nuova per il presidio ospedaliero, i laureati che vanno verso la specializzazione, i docenti impegnati nei Master, la città che potrebbe ospitare da qui a poco numerosi ospiti impegnati nei corsi.

“Storico” è stato l’aggettivo più usato da parte di tutti coloro che hanno preso la parola, dai due rettori appunto (storico anche il passaggio dalla concorrenza alla collaborazione da parte dei due atenei), al presidente del comitato tecnico Rosario Polizzi, a Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina dell’Università barese. “Io c’ero” al momento di un passaggio comunque davvero importante, potranno dire anche Paola Povero, dirigente dell’Agenzia per la salute e i servizi della Regione Puglia (Aress); Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia; Mario De Donatis, presidente di Ipres (Istituto di ricerche economiche e sociali) e naturalmente Vincenzo Piro, il consigliere comunale più emozionati di tutti.

Vincenzo Piro e il suo gruppo “Se penso che tutto questo è cominciato durante un’amabile conversazione durante in centro storico col dottore Polizzi due anni fa, mi sembra un sogno essere arrivato oggi a parlare della Summer School”, ha detto Piro, che al termine dei lavori a Piazzasalento ha rilasciato questo commento: “E’ una bella pagina per Gallipoli, un giorno di riscatto per la mia città. E’ tutto bello. La tenacia e il non volersi arrendere mai nemmeno dinanzi alle difficoltà che sembravano enormi come montagne, tutto superato grazie al Sindaco che ha subito dato il suo appoggio, stanno dando  i primi frutti”. Piro ha poi citato tutti i componenti del gruppo che con lui hanno programmato e portato in porto l’impresa: Walter Pepe, Maria Grazia Rizzo, Alessandro Tricarico, Agnese Milano, Antonio Coco, Vanessa Schirosi. “L’augurio adesso – dicono due di loro, Vanessa Schirosi e Maria Grazia Rizzo – che questo sia davvero un punto di partenza per il territorio, per i giovani, per la città. Possiamo essere contenti che Gallipoli sia associata alla scuola, alla cultura oltre che al mare e al divertimento”.  Piro ha poi reso noto della proposta della Lilt provinciale di Casarano, fatta propria, con cui si indica la figura dell’oncologo ambientale tra quelle da inserire nei corsi di alta specializzazione. Infine la richiesta di intitolare la futura Scuola a Francesco Buccarella, già presidente dell’ospedale, preside dell’Istituto magistrale, Sindaco e infine sacerdote.

Un percorso silenzioso, passando dalla qualifica dell’ospedale di secondo livello all’offerta della struttura, delle competenze e della città: Minerva ha sottolineato, anche lui emozionato, questi passaggi, fatti con la stretta collaborazione del dg Narracci e apprezzati da tutti convenuti. Narracci ha parlato di “piattaforma in questo ospedale per i corsi della Summer School, i primi che molto probabilmente che saranno avviati per poi spalmarsi su tutto l’anno. “Qui si determinerà un processo culturale di grandissimo livello – ha rilevato Polizzi – ma adesso è necessario che il territorio si stia molto accanto”, a questo proposito ha citato l’imprenditore alberghiero Attilio Caroli Caputo “fin dagli inizi accanto a noi e a questo progetto”. De Donatis ha offerto il supporto tecnico per il reperimento di fondi europei e da altre fonti.

Il polo universitario jonico-salentino è stato richiamato dal rettore Uricchio, come modello su cui proseguire: da Taranto a Gallipoli ed anche oltre (citate le scuole professionali di Tricase e Lecce) “immaginando una formazione di terzo livello superiore a quella universitaria, formazione d’eccellenza nella Summer School ma anche Spring School”, per non legare i corsi solo all’estate. Uricchio ha indicato anche i prossimi passaggi: la convenzione tra i protagonisti; il programma delle attività con i primi Master dal prossimo anno; la progettualità europea da tenere presente. Con forme “più libere dalla burocrazia” e con le risorse professionali già presenti “si può procedere nell’investimento in cultura, uno dei migliori da fare: se facciamo bene le cose, arriveranno qui altri professionisti da fuori invertendo il trend attuale”: per Zara di Unisalento vanno coinvolte altre realtà come il Cnr di Lecce, l’Iit (Istituto italiano tecnologia), l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Con noi qui oggi ci sono tutti i medici della provincia” ha affermato il presidente dell’Ordine Donato De Giorgi, il quale – eletto sette mesi fa – ha ricordato che tra le prime commissioni fatte vi è quella che si occupa appunto di integrazione, territorio, ospedale, università. “Su questo laboratorio ci saranno puntati gli occhi di tutti”, ha aggiunto De Giorgi. Un medico specializzando, Lucilla Crudele, si è detta convinta che quanto si andrà a fare può spingere verso il ritorno tanti studenti in Medicina che hanno preferito andare fuori (sono oltre ventimila da tutta Italia, con preferenze verso la Polonia, la Romania e la Spagna). “Oltre a convincere gli altri in arrivo a rimanere qui”, ha concluso. Da dicotomia a rete, dalla concorrnza alla collaborazione “con benefici per tutti”: sul prezioso processo unitario e sulle sinergie tra Istituzioni si è soffermata Paola Povero (Iress).

Ma perché è stata scelta Gallipoli? “Abbiamo scelto Gallipoli per la sua fama”, ha rivelato il presidente Loreto Gesualdo, tra qualche sorpresa. Subito superata: “Qui si può parlare di turismo sanitario e non solo d’estate ma per tutto l’anno. I fondi ci sono per progetto sostenibili e appetibili. Questa scelta di Gallipoli si rivelerà di una forte attrattività, non solo per gli studenti ma anche per i docenti”.

 

 

 

Nardò – Sul lungo braccio di ferro Comune-Soviva, martedì 31 luglio la svolta decisiva potrebbe arrivare dal Consiglio comunale. La maggioranza è determinata a ottenere l’escussione (riscossione coatta) della polizza fideiussoria per la quale, si legge in una nota del Comune, sono in corso i procedimenti e l’acquisizione del patrimonio.

Una vicenda nata circa trent’anni fa Per inquadrare la questione bisogna riavvolgere il nastro fino al marzo 1990, periodo in cui Comune di Nardò e Soviva srl, società proprietaria del villaggio vacanze “Tins” di Torre Inserraglio, stipularono una convenzione. L’Ente locale avrebbe rinunciato agli oneri di urbanizzazione a carico dell’impresa del neonato villaggio ottenendo in cambio opere pubbliche, vale a dire strade, fognature, reti di acqua e luce, illuminazione, spazi verdi e persino due piscine e sette campi da tennis (mai ultimati). Per tre decenni si è così andati avanti tra incompiute da un lato e opere solo in parte formalmente cedute al Comune dall’altro. Per Palazzo Personè addirittura l’onere di aver pagato in passato fatture di fornitura di energia elettrica, 140mila euro circa, per strade a uso di fatto – si sostiene –  privato.

“Acquisiremo i manufatti incompleti”, annuncia il primo cittadino “Una beffa bella e buona”, l’ha

Giuseppe Mellone

definita il sindaco Giuseppe Mellone che adesso aggiunge: «Già nel giugno 2014, da consigliere di opposizione presentai un’interrogazione per capire come mai il Comune di Nardò, per vent’anni, non avesse ottenuto quanto dovuto. È incredibile che i cittadini vengano chiamati a dissanguarsi per versare i necessari oneri di urbanizzazione mentre a società come questa sia stato consentito di costruire un intero villaggio turistico lasciando ai neretini l’onere di pagare le bollette della luce mentre di campi da tennis e piscine rimangono in piedi solo gli scheletri. Oggi – assicura il primo cittadino – dimostriamo che questa è una città seria. Acquisiremo i manufatti completati a metà – promette – e la piena gestione di strade e servizi per i quali finora abbiamo comunque pagato oneri senza ottenerne la piena disponibilità. Spazziamo via – conclude Mellone – un altro tassello di quel terribile 1984, anno che vide strappare alla vita la nostra Renata Fonte e che ha rappresentato uno snodo cruciale di tante brutture”.

Voce al Direttore

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...