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Notizie di economia, piccola impresa ed attività economiche dai Comuni della rete di Piazzasalento

TAVIANO – Viaggiano “on line” le speranze del Mercato dei fiori di Taviano. Se il settore florovivaistico, salentino e nazionale, batte la fiacca ormai da tempo, le ipotesi di rilancio passano tutte dal commercio in Rete. «Se guardiamo all’Italia registriamo la chiusura di molti Mercati Florovivaistici, con in testa quello di Sanremo, che non opera più da oltre un anno. Noi –afferma Antonio Tenuzzo, referente per il Mercato di Taviano – bene o male continuiamo a restare aperti. Però rallentamenti nel settore si sono registrati un po’ dappertutto, soprattutto dove non è stata attuata una politica di commercializzazione su piattaforma on line. In Puglia, in particolare, poco è stato fatto per il “Piano sistema rurale”, soprattutto per quanto attiene il concetto di ‘fare sistema’ cioè riunire in cooperative  più gruppi di floricoltori per immettere più fiori sul mercato e attuare una commercializzazione on line». Ed è proprio questa strada che alcuni giovani, anche a Taviano, stanno iniziando a percorrere. È il caso dell’azienda floricola “Li Foggi” dei cugini Mirko e Luca Rainò. «Abbiamo continuato il lavoro dei nostri genitori investendo anche in tecnologia e vogliamo andare avanti per far crescere la nostra azienda. Ci unisce – dichiara Mirko, 37 anni – la passione e la volontà. Frequentiamo il mercato di Taviano ma siamo presenti sulle piattaforme on line e spediamo i nostri lilium, violacciocche, lisiantum e solidago per il 90% al Nord e il resto nel Meridione. Con la nostra azienda diamo lavoro a 12 giovani. Purtroppo siamo penalizzati dalla mancanza di una logistica troppo lenta e dalla lontananza con i centri europei e dei paesi orientali che richiedono i nostri fiori». Sempre a Taviano c’è un’azienda tutta al femminile, la “Orazzo fiori”, che da tempo opera la commercializzazione su piattaforma on line. L’azienda è in mano a quattro donne che hanno preso le redini in mano, dopo la morte dei due uomini della famiglia, il padre Salvatore e il figlio Alberto: sono le figlie Gabriella e Daniela, la mamma Maria Teresa e Ornella, la fidanzata di Alberto, morto in un incidente con la moto. «Gli eventi della vita – dichiara Gabriella – ci hanno portate a guidare un’impresa a cui papà teneva tanto. Dopo anni di sacrifici la nostra azienda è abbastanza florida anche se produciamo solo il lilium orientale che vendiamo per il 30% al Nord Italia, il 20% presso il mercato di Taviano e il 50% in Grecia e presso i principali mercati europei».

Sono esempi virtuosi che fanno ben sperare per il futuro anche se ripetere il boom degli anni ’70 e ’80 è pura chimera. A Taviano, il Mercato dei Fiori di Taviano “Salvatore Fitto”, nella zona Industriale, sorge negli anni ’80 (sindaco Lorenzo Ria) per venire incontro alle esigenze dei produttori di fiori e di piante in vaso che, con Taviano capofila, insieme ai floricoltori di Racale, Alliste, Felline e Melissano, superavano le 5mila aziende, quasi tutte a conduzione familiare. Il Mercato, con una superficie coperta di oltre 6mila mq e con una zona di parcheggio di 2 ettari, era il secondo a livello regionale, dopo quello di Terlizzi. Lo completavano: 12 celle frigo, 14 posti box e oltre 300 posteggi. Il Mercato fece conoscere il settore florovivaistico del Basso Salento che, insieme a quello di Terlizzi, collocavano la Puglia dopo la Liguria con Sanremo e la Toscana, con Pescia, al terzo posto a livello nazionale. Le serre dei fiori coloravano la vasta campagna salentina a ridosso della fascia jonica. Il boom della Floricoltura era il giusto riconoscimento per quei contadini che, dopo la guerra, erano andati a lavorare a Sanremo e che, a ridosso degli anni ’70 e ’80, erano tornati nel Salento per impiantare le prime serre di fiori. Almeno fino alla soglia del 2000 (sindaco Francesco Longo), le contrattazioni si svolgevano ogni mattina, all’alba, tutti i giorni della settimana. Si producevano e si vendevano grosse quantità di garofani, rose, anthurium, gerbere, crisantemi e lilium. Addirittura molte partite di garofani venivano vendute al Mercato di Sanremo in quanto i floricoltori liguri avevano diversificato le varie produzioni di garofani, rose e gerbere, passando a quelle più redditizie e ricercate dai mercati europei del Nord come cycas, cocus, gladioli e iris.

Da una decina d’anni, ormai, sono appena 10-15 le aziende locali ed una quarantina quelle della zona di Leverano che vengono a commercializzare  nel mercato tavianese. Le contrattazioni avvengono per tre giorni a settimana, nel pomeriggio. Il mercato di Taviano, in pratica, si mantiene in vita grazie ai fiori che vengono da Leverano, dove non pochi giovani hanno seguito le orme dei padri. A Taviano i contadini più giovani si sono riversati verso le primizie di insalatina, rucola, zucchine, melanzane e peperoni. «Il settore florovivaistico salentino –afferma un anziano floricoltore che preferisce restare anonimo – ha perso il suo vigore con la globalizzazione e per la mancanza di una politica tesa a suggerire nuove tecniche e metodologie di produzione e gestione, per porre rimedio a quelle carenze che si registravano da anni in maniera fisiologica nel comparto, vedi il problema dei trasporti o la mancanza di benefici fiscali».

Gallipoli – “Anche d’inverno la stessa canzone… Abbiamo ascoltato le lamentele  di cittadini residenti in alcune zone della città che ci riferiscono di come sia difficile riposare a causa delle attività di bar e pizzerie che organizzano balli di gruppo e karaoke, tutto documentato da video, anche durante la stagione invernale, non tenendo conto dei divieti imposti per quanto riguarda il limite dei decibel ed orari”: lo scrive l’associazione “Gallipoli Attiva”, imputando lo stato di cose segnalato alla “negligenza del Comune nel vigilare sul comportamento degli avventori che sostano fuori dai locali (non sempre la responsabilità della rumorosità deriva infatti dai locali) anche fuori gli orari di chiusura”. Il sodalizio presieduto da Massimo Potenza, aggiunge anche una “sempre più tollerata occupazione del suolo pubblico, con pedane e gazebo permanenti anche durante il periodo invernale”. Dopo aver notato con soddisfazione l’iniziativa presa da quattro consiglieri di maggioranza (Tony Piteo, Sandro Quintana, Salvatore Guglielmetti, Cosimo Nazaro hanno invocato con urgenza soluzioni a problemi simili nel periodo estivo appena trascorso), Potenza  dichiara che intende ampliarla “sino a ricomprendere le criticità che si verificano nel periodo invernale in alcune zone della città, nella speranza che l’Amministrazione si attivi e ci eviti di reiterare (a cadenza annuale) questa richiesta, considerato che, da diversi anni, le problematiche irrisolte sono sempre le stesse”. “Gallipoli Attiva” annuncia infine la richiesta di un incontro col Sindaco Stefano Minerva.

Centro storico di Gallipoli

Gallipoli – Sarà il Tar di Lecce a decidere, il prossimo 20 febbraio, se e quanto dovranno pagare i Comuni per saldare i debiti nei confronti della “Progetto Ambiente”, gestore dell’impianto Cdr di Cavallino. Una questione spinosa che si trascina da anni e che vede l’uno di fronte all’altro lo schieramento compatto delle 97 municipalità salentine e la società che cura lo smaltimento.

Tariffe di smaltimento ferme al 2010: sugli adeguamenti è guerra in tribunale. Nel paese alle porte di Lecce l’impresa che fa capo al consorzio Cogeam, produce il combustibile derivante da rifiuto e i Comuni che negli anni hanno conferito le loro immondizie devono pagare una tariffa stabilita da un contratto firmato nel 2004 dall’allora commissario delegato per l’emergenza ambientale, l’ex Governatore regionale Nichi Vendola. Il problema sono gli adeguamenti tariffari a partire dal secondo semestre 2010 fino a tutto l’anno in corso, stabiliti con un decreto dal commissario ad acta dell’Agenzia territoriale dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano. La somma in ballo non è decisamente trascurabile: 27 milioni, euro più euro meno, calcolata sulla scorta degli indici Istat per cui il commissario Grandaliano aveva stabilito tariffe che vanno dai 102,56 euro del 2010 ai 112,95 del 2017, per ogni tonnellata di rifiuto conferito.

Il forte rischio: da 72 euro a tonnellata di immondizie conferite a 113. Una batosta per le casse comunali visto che sborsavano 72 euro e 60 centesimi a tonnellata. Inoltre, per la “Progetto ambiente” anche la tariffa di 112,95 è bassa, in quanto sostiene che per la copertura dei costi di esercizio occorrono almeno 128 euro a tonnellata. Le parti hanno presentato ognuna un ricorso ai giudici amministrativi. I Comuni (che in questo caso si sono raggruppati in tre aree equivalenti a nord, centro e sud Salento) hanno dato mandato agli studi legali di Ernesto Sticchi Damiani, Angelo Vantaggiato e Gianluigi Pellegrino; la società si è rivolta al legale Luigi Quinto, che tra le altre cose durante le febbrili trattative dei mesi scorsi aveva prospettato l’ipotesi che un’eventuale vittoria al Tar avrebbe fatto schizzare la tariffa a 145 euro.

I “debiti” da prevedere ad oggi: Gallipoli 1 milione 237mila, Ugento 704 mila, Casarano 651mila. Se venisse confermata la validità del decreto di Grandaliano, i Comuni sarebbero costretti ad un gravoso esborso. Nell’ex Ato Lecce 1 la stessa città capoluogo avrebbe un debito di 3 milioni e 618 mila euro, Copertino 484 mila, Carmiano 343mila, Leverano 348mila, Porto Cesareo 640mila, Trepuzzi 376mila e Veglie 467mila; nell’ex Ato Lecce 2 su Gallipoli peserebbe un debito di 1 milione e 237mila euro, per Cutrofiano 270mila, a Galatina 752mila, a Galatone 616mila, per Maglie 371mila, ad Otranto 383 mila, a Sannicola 198mila, poi Alezio 180mila, Aradeo 367mila, Neviano 134mila, Supersano 111mila e Tuglie 150mila; nell’ex bacino Lecce 3 infine, Taviano dovrebbe pagare 443mila euro, Casarano 651mila, Alliste 223mila, Castrignano del Capo 237mila, Matino 349mila, Parabita 300mila, Salve 256mila, Tricase 526mila e Ugento 704mila.

Porto Cesareo – Gianfranco Amendola e Piero Angela, Bandabardò e Andrea Camilleri, Luca Carboni e Alessandro Cecchi Paone, don Luigi Ciotti e Licia Colò e poi Leonardo Ferragamo, Marisa Laurito, Neri Marcorè, Luca Mercalli, Piero Pelù, Nicola Piovani, Folco Quilici, Paola Saluzzi, Giovanni Soldini, Dario Vergassola, Alessandro Preziosi ed altre personali hanno messo la loro firma accanto a quelle di esponenti del mondo accademico (Ferdinando Boero dell’Unisalento, ad esempio) per chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed alla senatrice Paola Pelino ed al senatore Giuseppe Marinello, di mettere in calendario al più presto la legge che ha ultimato il suo percorso alla Camera un anno fa: quella che blocca l’uso di microplastiche che finiscono nei nostri scarichi domestici e quindi in mare. Le contengono saponi, creme, gel, dentifrici e molti prodotti cosmetici in commercio.

La Camera ha già detto sì: tocca al Senato. La battaglia, per l’approvazione della norma prima che si sciolga il Senato per le votazioni è stata lanciata dalle associazioni Wwf Italia, Legambiente, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks, Greenpeace. Oltre a scienziati e ricercatori, l’obiettivo  di salvare il mare, in definitiva, essendo non catturabili queste microplastiche (diametro massimo 5 millimertri) neanche dai filtri dei depuratori, è di attivare i filtri umani e di legge tanto che la campagna si chiama “Faidafiltro”, ha l’appoggio convinto di numerose Aree marine protette. L’adesione più recente in ordine di tempo è quella dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che comprende anche Portoselvaggio di Nardò. Ha affermato il presidente Remì Calasso: “Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Ne chiediamo l’immediata approvazione”.

Una delle sei minacce emergenti agli oceani. Si legge in un passaggio importante della nota in materia: “L’industria cosmetica utilizza microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’Unep, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano – si sottolinea – che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole”.

 

Maglie – Lunedì 20 novembre partirà un corso di innesto presso l’azienda agraria dell’Istituto tecnico e professionale agrario “Egidio Lanoce” di via Circolone a Maglie; il corso della durata di 15 ore, proseguirà nei giorni 21-22-23 dalle ore 14,30 alle ore 17,30 e terminerà il 15 dicembre  con la verifica sul campo dei risultati raggiunti in base alla percentuale di attecchimento degli innesti realizzati. Il corso sarà tenuto dall’agronomo Fabio Lazzari e da quattro suoi collaboratori, innestatori di provata esperienza. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Ordine degli agronomi e forestali, del Collegio dei Periti agrari e del Collegio provinciale agrotecnici. Il corso è rivolto a 30 alunni delle classi III, IV e V dell’Istituto sotto la supervisione dei professori Maria Stasi, Franco Ruggiero, Luigi Caione e Salvatore Tanieli; al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione. L’obiettivo è sviluppare le abilità tecniche nell’esecuzione delle tipologie di innesto più diffuse: “a scudo”, “a pennino”, “a corona”, “con trapano”. La proposta ha suscitato molto interesse tra gli studenti visto il momento particolare che il Salento olivicolo vive per effetto dell’emergenza Xylella fastidiosa che sta colpendo anche gli ulivi secolari. “Tra gli approcci finora messi in atto per contrastare gli effetti dell’epidemia sulle piante secolari – si legge in una nota del “Lanoce – merita sicuramente la massima attenzione la tecnica dell’innesto con cultivar resistenti a Xylella fastidiosa (es. Leccino). Le esperienze finora maturate inducono ad un ragionevole ottimismo, anche solo in considerazione del fatto che tale pratica asseconda la strategia “genetica” di lotta al batterio, l’unica ad aver ricevuto finora un riscontro certo dalla scienza, certificato da pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali”. Da qui l’esigenza di poter disporre  di professionalità specializzate, dotate delle necessarie abilità nell’esecuzione delle diverse tipologie di innesto sulle piante secolari di olivo nella sede che ospita l’indirizzo Servizi per lo sviluppo rurale e l’agricoltura.

 

 

 

L’assessore Mino Natalizio

Nardò – Entro trenta giorni dalla conferenza dei servizi tenutasi a Bari il 2 novembre scorso, la “Società Mediterranea Castelnuovo 2”  si è impegnata a produrre il Piano di caratterizzazione per mettere definitivamente in sicurezza la ex discarica di Castellino. Questo piano – che sarà pronto quindi tra un paio di settimane – recepirà le osservazioni del Comune di Nardò fatte proprie dalla Regione. I rilievi mossi riguardano “la ricostruzione del locale assetto geologico-idrogeologico contenuto nel piano” presentato dalla societàche gestiva l’impianto. Tra le altre cose, è stato chiesto dalla Regione che l’elaborato tecnico contenga la previsione di “perforare altri due nuovi piezometri (oltre a quello già realizzato), che consentono di controllare l’interazione della discarica con le falde acquifere nelle aree circostanti”. La caratterizzazione – fase prevista espressamente dalle norme in caso di dismissioni di discariche – potrà quindi permettere la ricostruzione di un modello – come si legge in una nota del Comune – che rappresenti lo stato ambientale di suoli e acque sotterranee, nonché fornire un minimo di dati necessari all’esecuzione di un’analisi di rischio specifica. E naturalmente ciò consentirà anche di stabilire se la contaminazione finora riscontrata sia causata o meno dalla discarica”. Alla Conferenza dei servizi hanno partecipato oltre ai competenti settori della Regione, i rappresentanti di Provincia di Lecce, Mediterranea Castelnuovo 2 e Arpa Puglia (Dipartimento di Lecce). Per conto del Comune di Nardò erano presenti l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, il dirigente Nicola D’Alessandro e il consulente Andrea Vitale. La celerità con cui la Regione sta procedendo per concludere il Piano di caratterizzazione di Castellino – sottolineano il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore  all’Ambiente Mino Natalizio – è la prova del concreto impegno del presidente Emiliano e dell’assessore Caracciolo per mettere definitivamente la parola fine al capitolo della corretta chiusura e messa in sicurezza della discarica”.

CASARANO – Si è celebrato nello storico calzaturificio Elata, venerdì 17 novembre, il “Pmi-Day Industriamoci”, organizzato da Confindustria. Presenti all’evento il Comitato piccola industria di Confindustria Lecce, i referenti di Confagricoltura Lecce e gli studenti del “Meucci” di Casarano, accompagnati dalla dirigente Concetta Amanti e dal professore Giuseppe Polimeno. Gli ospiti sono stati accolti dal titolare dell’azienda, Martino Nicolazzo, e dal sindaco Gianni Stefàno. Tema della settima edizione del “Pmi-Day” è stato quello della valorizzazione delle produzioni territoriali e la lotta alla contraffazione.

«Occasioni come questa – ha affermato Paolo Bastianello, presidente nazionale del gruppo tecnico “Made In” di Confindustria – sono importantissime per creare ponti tra due mondi che devono necessariamente unirsi: scola e impresa. Io vengo dal Veneto, dove, in passato, si ascoltava spesso la frase: “Se non ti va di lavorare, vai a studiare”. Oggi, invece, si deve dire: “Se non studi, non lavori”». Dello stesso avviso, Maria Teresa Sassano, presidente del Comitato regionale Piccola Industria, e Vincenzo Portaccio, presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Lecce.

Località Sant’Isidoro di Nardò

Nardò – Non trova pace il nuovo assetto urbanistico della costa, disciplinato da ultimo dal Piano comunale delle coste varato pochi mesi fa. S’intrecciano casi precedenti ed attuali tra scelte dell’Amministrazione, aspiranti concessionari che litigano e giudici amministrativi di continuo chiamati in ballo. E’ di questi giorni la notizia che una società che aveva vinto la gara anche per comparazione con il concorrente, è stata esclusa proprio per l’intervento di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce cui si era rivolto il secondo classificato. La prima società, che peraltro non ha presentato istanza al Consiglio di Stato lasciando che la sentenza diventasse definitiva, è “La Nave”; la ricorrente è la “Oasi srl”. Il nodo del contendere una concessione di demanio marittimo a Sant’Isidoro, lotto 10, per realizzare uno stabilimento balneare. La revoca con determina è datata 15 novembre ed è a firma del dirigente comunale che segue queste materie. La sentenza del Tar non è stata appellata neanche dal Comune, pure chiamato in causa. I giudici hanno ritenuto errato tra l’altro che il Comune abbia preso in esame la domanda di concessione de “La Nave” del giugno 2015 per una parte del lotto indicato come ampliamento di una concessione già esistente del 2008, trascurando il fatto che l'”Oasi” ne aveva già prodotta una per l’intero lotto 10 nel febbraio dello stesso anno. Errata anche la decisione di mettere in comparazione le due domande aventi oggetti diversi (una ampliamento, l’altra nuova concessione).

Intanto ecco un altro ricorso. I giudici del Tar sono stati intanto richiamati in causa da un altro esposto firmato da una decina di residenti nel tratto che va dalle Quattro colonne di S. Maria al Bagno a Santa Caterina. Motivo: pur contando una trentina di km di litorale, in appena due km sono stati concentrati – dal pino coste citato . ben 16 lidi, con assai probabile aumento dei  problemi di traffico e di quiete. In questo caso è l’intero Piano ad essere impugnato. I ricorrenti infatti “data la particolare rilevanza della costa e dei siti interessati” ritengono, col loro legale avv. Daniele Montinaro, che lo strumento di programmazione urbanistica andava sottoposta a Vas, Valutazione ambientale strategica. Il riferimento è alla Palude del Capitano, Portoselvaggio, Torre Uluzzo, Grotte di capelvenere.

 

Michele Emiliano

Bari – Appello della Regione ai Comuni interessati all’istruttoria delle richiestre di risarcimento per i danni causati dal batterio Xylella: “Fate presto, siete in ritardo”. Lo ha firmato l’assessore alle Risorse agroalimentari: “Non tutti i Comuni interessati hanno terminato la procedura di inserimento dei dati delle istanze presentate dagli agricoltori colpiti da Xylella fastidiosa, al fine di quantificare il danno e consentire agli stessi di accedere finalmente ai risarcimenti previsti dal decreto legislativo 102 del 2004. E’ per questo motivo – prosegue Di Gioia – che ho ritenuto opportuno scrivere al presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, sì da sollecitare le amministrazioni comunali nel portare a termine le richieste”. SEmpre dalla Regione si apprende che “dai dati raccolti da portale telematico, messo a punto da Innovapuglia, su 1.627 istanze protocollate e relativi fascicoli aziendali validati, risultano oggi 807 le domande, ricadenti in 72 Comuni salentini, per le quali non è possibile ancora determinare il danno”. Il motivo che blocca le procedure sta in “diverse anomalie cui è necessario provvedano con rapidità le Amministrazioni comunali”. “Sono certo – conclude -, nella piena responsabilità e collaborazione dei Comuni, cui per legge è affidata la chiusura di tale procedura, si possa in tempi strettissimi risolvere e superare tali disfunzioni, che purtroppo gravano ogni giorno di più sugli agricoltori e le loro attività produttive. E, al contempo, allungano l’attesa di quanti hanno, invece, già terminato la propria richiesta”.

Acquarica Presicce – La proposta è stata lanciata dal Sindaco di Acquarica del Capo ed è stata accettata da tutti i commissari: si preparino delle slide o schede riassuntive, chiare ed esaustive da vedere dalla commissione paritetica al prossimo incontro e poi iniziare a parlare con i cittadini, spiegare per bene cosa significa la fusione dei Comuni. L’esigenza nasce dalla constatazione, riscontrata tra tutti i componenti della commissione (mancavano i consiglieri Del Sole e Tamborrini di Presicce) che bisogna iniziare quanto prima a diffondere le informazioni giuste ai cittadini, che per il momento discutono sì, tra il serio e il faceto, senza avere la possibilità di fugare i propri dubbi e senza notizie certe. “Non basta dire che dalla fusione si otterranno dei vantaggi economici – hanno verificato i commissari – sono importanti, sicuramente, ma ci sono altri aspetti pratici che andrebbero affrontati”. Su questi ultimi si è concentrato il lavoro della commissione, dal cambio della toponomastica, nel caso di strade con lo stesso nome, alle differenti tariffe fino alla creazione di un nuovo ed unico gonfalone. Il professore Luigino Sergio, redattore dello studio di fattibilità ha iniziato a dare risposte: “La fusione non avviene immediatamente dopo il voto del referendum – ha spiegato – ci sono dei tempi da rispettare, intanto, dovesse vincere il sì, si procede alla nomina di un commissario coadiuvato da un comitato consultivo nel quale partecipano i sindaci decaduti. I regolamenti che si seguiranno saranno quelli del Comune più grande, in questo caso Presicce, mentre la partecipazione a consorzi o ad aziende potrà essere regolata in tre anni”. È stato anche ricordato che sono i Sindaci a dover chiedere alla Regione di indire il referendum, e spetta all’ente regionale organizzarlo. Non si può votare dall’estero. “La fusione non esclude che altri Comuni contigui possano chiedere di aggiungersi al nuovo Ente “, ha aggiunto Sergio, al quale in molti hanno risposto con una battuta: “Pensiamo prima a fondere i nostri”.

 

Gallipoli – Si è conclusa in questi giorni la gara per avere in concessione per 25 anni l’ex Centro educativo climatico per ragazzi di lungomare Galilei. L’ha spuntata la srl “Salento Rssa (residenza sociosanitaria assistita)” di Novoli. Ha offerto il 5% di aumento sull’importo a base di gara che era di 25mila euro, per cui il canone annuo sale a 26.250 euro per un valore complesso per la durata della concessione di 656.250 euro. Del pacchetto fa parte però anche un investimento di 560mila euro circa per adeguare la struttura su due piani e ampia più di mille metri quadri allo scopo di  ospitare una ventina di persone anziane non autosufficienti e un centro di accoglienza per minori; intorno all’immobile vi è inoltre una zona verde di due ettari in cui dovrebbero sorgere in base al bando un campo di calcetto, due di tennis, e un percorso sportivo.

Sull’intera procedura però pende un ricorso al Tribunale amministrativo regionale promosso dalla società “Santa Rita” con sede ad Alezio, cui si era già opposta la società “Santa Rita”, spalleggiata dall’associazione di categoria Airp, al momento della pubblicazione del bando. Probabile che ne venga fuori un altro per cercare di bloccare i passi successivi cioè l’esito finale della gara e la firma della concessione. Secondo Airp e “Santa Rita” le strutture esistenti nell’Ambito sociale di zona – in particolare ad Alezio e Taviano – sono più che sufficienti per rispondere al fabbisogno del territorio. Il Comune di Gallipoli ha messo sul tavolo il dato che circa 4.550 gallipolini sono over 64 anni.

 

 

CASARANO – Il Politecnico del Made in Italy sforna i primi “laureati”. Si è svolta nei giorni scorsi a Casarano la cerimonia di consegna degli attestati agli studenti che hanno portato a termine il corso biennale in modellistica e stile per la calzatura, tra l’altro già assunti in aziende del settore. Alla cerimonia erano presenti anche i docenti e i ragazzi che da poco hanno iniziato il nuovo ciclo di formazione. «Il settore – dice il presidente Luciano Barbetta, titolare dell’omonima azienda a Nardò – è in forte crescita ed il fenomeno potrebbe generare grosse opportunità per nuove iniziative anche auto imprenditoriali nel mondo della moda e per veri posti di lavoro che attraverso una formazione specialistica mirata potrebbero allentare l’esodo di quella numerosa schiera di giovani che delusi lasciano la loro terra per altre destinazioni e spesso senza più farne ritorno». Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente Michele Zonno. «Il flusso continuo di tali figure – precisa Zonno – è una condizione abilitante per la crescita e lo sviluppo di aziende impegnate in produzioni di elevatissima qualità». Da questo punto di vista, i risultati ottenuti sono lusinghieri. «Stiamo cercando – aggiunge il direttore Demetrio Manco – di contribuire alle necessità, di alta formazione e servizi specializzati, espresse dalle aziende delle produzioni moda, abbigliamento e calzature, ma ancora tanta strada resta da fare: ci conforta riscontrare che la quasi totalità delle persone formate beneficiano di un elevato tasso di occupazione in aziende del territorio e non solo». Intanto, sono aperte le iscrizioni per il nuovo ciclo di formazione in modellistica e stile abbigliamento (informazioni al numero 392/9057987 – info@polimade.it).

Porto Cesareo – Cinquantuno vasetti di tonno sott’olio ma del tutto anonimi sono stati rinvenuti e bloccati dagli ispettori del settore pesca dalla Guardia costiera di Gallipoli, ufficio di Torre Cesarea. I vasetti, subiti sequestrati, sono stati trovati in un ristorante di Porto Cesareo, per un peso complessivo di prodotto di venti chili circa. Gli agenti hanno contestato l’assoluta mancanza di indicazioni e documenti per individuare la provenienza ed altri dati. Il ristoratore è stato multato per 1.500 euro. Le indagini successive però hanno rintracciato anche il “fornitore” del prodotto ittico, ma anche in questo caso non sono stati forniti documenti relativi alla cattura del tonno e del luogo di provenienza. A quest’ultimo, titolare di una pescherie in loco, è stata comminata una multa di 4mila euro.  Toccherà adesso alle analisi identificare quantomeno la specie di tonno (dichiarata dagli interessati come alalunga).

Alliste – È stato aperto mercoledì l’Ecocentro comunale di Alliste, sulla strada per Felline. “Un progetto ed un’idea che, per poterla realizzare, negli anni scorsi, mi ha visto impegnato in più vesti e su più fronti: da Sindaco del nostro Comune, ma anche e sopratutto da vicepresidente dell’Ato Lecce 3 e da consigliere provinciale componente della Commissione Ambiente”: lo afferma Antonio Ermenegildo Renna, già sindaco per due consiliature ed ora vicesindaco. L’amministratore comunale ricorda anche sulla principale rete sociale che il progetto fu finanziato dapprima con circa 220mila euro con fondi dell’Ato 3 e successivamente con fondi della Regione Puglia e dell’Unione europea. “Nella primavera del 2016, quando vennero ultimati i lavori, si era pensato ad un inaugurazione alla presenza di rappresentanti degli Enti coinvolti, degli uffici interessati alla realizzazione della struttura ma anche al coinvolgimento delle famiglie e delle scolaresche con momenti anche di spettacoli teatrali, a tema ambientale, realizzati dai ragazzi per la sensibilizzazione e l’informazione sull’importanza della struttura. Una serie di problemi, tra i quali quelli inerenti la gestione – ricorda Renna – hanno spostato a ieri il momento dell’apertura.
Sono convinto che, nei prossimi giorni, tutta l’Amministrazione, insieme all’attuale assessore all’Ambiente, Marilù Rega, saprà promuovere iniziative di coinvolgimento ed informazione delle scolaresche e della cittadinanza”. Tra i ringraziamenti “uno particolare va all’amico e Sindaco Renato Rizzo che, anche da assessore all’ambiente nel periodo 2006/2016, si è impegnato alla risoluzione dei non pochi problemi che abbiamo dovuto affrontare durante la fase di progettazione e realizzazione dell’opera ed ora in quella di avvio della gestione, affidata, provvisoriamente, alla Gial Plast Srl di Taviano”. L’Ecocentro è dotato di un’isola ecologica, di una sezione adibita a compostiera di comunità, di una sezione per la didattica per far apprendere il ciclo corretto di gestione dei rifiuti. “Sono convinto che, se ben sfruttato – conclude Renna – l’Ecocentro darà un importante servizio ai cittadini e potrà contribuire a risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti per le strade e nelle campagna”.

Alezio – Ha avuto un altro effetto positivo il premio giornalistico intitolato allo scomparso Antonio Maglio. Nell’ultima edizione dell’agosto scorso, la manifestazione che si tiene ad Alezio per volontà dell’associazione omonima, aveva ospitato per conferigli il premio alla carriere Tony Capuozzo, inviato speciale delle reti Mediaset. In quella occasione Capuozzo aveva preso contatto con la complessa questione relativa il terribile morbo che affligge gli ulivi del Salento (e non solo, ormai), causandone la morte. Alezio, Gallipoli, Taviano rappresentano purtroppo la “culla” in cui il patogeno da quarantena ha attecchito per la prima volta nei primi mesi del 2013, prima di essere diagostica scientificamente dal professore Martelli Agraria, Università di Bari) nell’ottobre dello stesso anno. Da quel momento in poi si è srotolata una drammatica quanto incredibile storia piena di contraddizioni, tra presunti complotti, obiettivi ostacoli (data la novità assoluta della Xylella in Europa), ricercatori messi alla gogna e piani d’interventi appassiti – pure loro – sul nascere. L’ideatore e conduttore della trasmissione “Terra!” si era impegnato ad approfondire l’argomento e così è stato.  Poco prima della mezzanotte del 6 novembre “Terra!” ha trasmesso una puntata ricca di chiarimenti e approfondimenti che ha avuto molto successo. Una forte denuncia contro inefficienze e narrazioni insensate, una pagina pressoché esemplare di buona informazione. L’associazione “Antonio Maglio” ha ringraziato Tony Capuozzo e la sua squadra di inviati. Per vedere la puntata ecco il link: http://www.video.mediaset.it/video/terra/full/a-macchia-d-olio-6-novembre_773570.html.

Presicce – Piazza Villani interdetta al traffico per le riprese di uno spot pubblicitario di alto livello. Per più di un’ora nello spazio antistante alla chiesa Sant’Andrea Apostolo e lungo via Michele Arditi una troupe ha girato delle scene con protagonista un gruppo di ragazzi. Tantissimi i curiosi che si sono fermati a guardare anche solo per qualche minuto. Le riprese continueranno anche nei prossimi giorni. Già da tempo si mormorava che Presicce era stato scelto, tra alcuni paesi del Sud Salento, come sfondo ideale per uno spot televisivo di una nota azienda italiana di primaria grandezza. Per il resto tutto topo secret: la produzione svelerà tutti i dettagli solo il 2 dicembre, durante una conferenza stampa. Lo spot andrà in onda a partire dall’8 dicembre e per tutto il periodo natalizio. Da quel poco che è dato sapere Presicce, oltre alla visibilità su scala nazionale, verrà premiata anche con altro, ma anche su questo i produttori vogliono mantenere per il momento il più assoluto riserbo. Intanto la squadra al lavoro ha potuto godere dell’ospitalità, apprezzare meglio le bellezze del paese e le bontà che offre la cucina salentina.

 

Gallipoli – La Regione approva il progetto del Duc, Distretto urbano del commercio, presentato il 12 ottobre scorso dal Comune di Gallipoli. Ne dà notizia una nota ufficiale col risultato positivo maturato oggi. “Riqualificare il commercio per potenziare i servizi al cittadino: è questa la finalità del distretto urbano del commercio, così come definito dalla stessa Regione, inteso come un’area con caratteristiche omogenee del territorio in cui operano soggetti aventi lo stesso obiettivo”, si legge nel comunicato. Il primo passo è l’ottenimento del contributo richiesto (55 mila euro), che coprirà sia la formazione diretta alle imprese per la diffusione delle attività previste, sia l’organizzazione di eventi e di incontri, oltre alle spese concernenti  le apparecchiature tecnologiche per la realizzazione di data analytics hub e servizi comuni. “Il Distretto urbano del commercio – commenta l’assessore Emanuele Piccinno – è sempre stato uno degli obiettivi principali, oserei dire una promessa che si sta realizzando. Grazie alla Regione Puglia che ha creduto nella bontà del progetto, possiamo ora procedere e costruire un percorso valido. Entro 30 giorni si dovrà provvedere alla costituzione dell’Organismo Autonomo di Gestione così come previsto dal progetto per poi passare alla fase operativa”

 

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GALLIPOLI – Cresce il risparmio dei salentini capaci, nel corso del 2016, di investire ben 10,7 miliardi di euro. Si tratta di un dato in crescita rispetto al 2015 quando la pur sempre considerevole cifra si fermò a 10 miliardi e 468 milioni. Conti correnti, libretti di risparmio, buoni fruttiferi o certificati di deposito le forme di investimento prescelte secondo l’analisi condotta dall’“Osservatorio economico di Davide Stasi” (su dati di Bankitalia) in occasione della Giornata mondiale del risparmio che si celebra il 31 ottobre. Ancor più marcato è l’incremento se si pensa che al 31 dicembre del 2011 i risparmi dei salentini ammontavano a 9 miliardi e 736 milioni di euro.  Solo nei 56 sportelli di Lecce città sono “fermi” quasi due miliardi di euro. Il maggiore tasso di crescita è, però, quello di Leverano, dove (sempre negli ultimi 5 anni) i depositi sono aumentati del 46,8 % (da 111,7 milioni a 163,9). Ottima la prestazione anche per Gallipoli che segue con un +46,6 % (da 129,8 milioni a 190,3). Al terzo posto della graduatoria figura Maglie, con il 46,2% (da 182,8 milioni a 267,2). In termini percentuali, di rilievo le “performance” di Tricase (41,3%), Poggiardo (40,7%), Veglie (38,6%), e Casarano, con il 37,1% (da 137,9 milioni a 189). Appena più indietro Taurisano, con il 33% (da 47 milioni a 62,5),  Galatina con il 32,5% (da 208,4 milioni a 276,2) e Copertino con il 31,6% (da 123,9 milioni a 163). Sotto il 30 per cento Ugento (con il 27,5%, da 47,3 milioni a 60,3), Trepuzzi (26,8%), Galatone (26,3%), Monteroni (24,8%), Martano (23,6%), Taviano (23%, da 71,6 milioni a 88,1), Nardò (12,6%, da 182,4 milioni a 205,4), Campi Salentina (9,9%) e Otranto (8,4%.

In sostanza, tra i primi venti Comuni (per grandezza e numero di sportelli), solo Squinzano registra una flessione dei depositi bancari passando da 67,7 milioni a 66, con un meno 2,4). Il risparmio bancario e postale è, dunque, concentrato per il 70% cento nei depositi bancari e postali dei primi 20 comuni. Nei restanti  i risparmi sono saliti da un miliardo 334 milioni a un miliardo 805 milioni. Pari a un tasso del 35,3 per cento.

«I risparmi in provincia di Lecce crescono – commenta Davide Stasi – ed il dato è  senz’altro da interpretare: le possibili spiegazioni vanno ricercate nell’incertezza economica che ha frenato gli acquisti e gli investimenti, nonché nella maggiore preoccupazione per l’introduzione di nuove imposte e tasse. Così, molte famiglie hanno pensato di mettere da parte i propri risparmi».

“Nessuna imposta è prevista per pajare e furnieddhri in abbandono”. A fare chiarezza su quello che rischia di trasformarsi in vero e proprio “caos-tributi” è il “Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati” alla luce degli avvisi (al momento “bonari”) che l’Agenzia delle entrate sta inviando ai proprietari dei cosiddetti “fabbricati ex rurali”. L’invito, al momento, è quello di dichiarare al Catasto quanto andava fatto già entro il 30 novembre 2012 (sulla base del Decreto 201/2011) per evitare, mediante il ravvedimento operoso, ulteriori sanzioni. Pur invitando, “vista la complessità dell’argomento”, i proprietri che hanno ricevuto tali avvisi a rivolgersi al geometra di fiducia, il presidente del Collegio professionale leccese, Eugenio Rizzo, interviene per fare chiarezza.

«Per tutti i fabbricati “ex rurali”, furnieddhri, pajare, lamie o simili, che hanno sì perduto i requisiti di ruralità, ma che si trovano in stato di abbandono, privi di infissi, di pavimenti, di impianti e di ogni altra opera di finitura, è sufficiente rispondere all’avviso bonario inviato dall’Agenzia delle Entrate, mediante la compilazione del modulo allegato, all’interno del quale è possibile indicare l’apposita casistica, per la quale nessun altro adempimento è dovuto al cittadino, che non è neppure tenuto a pagare alcuna sanzione», fa sapere Rizzo che sta seguendo da vicino la questione insieme ai geometri Federico Cortese e Giuseppe Nobile, entrambi componenti della Commissione Catasto. Diversa sorte, invece, per gli altri fabbricati “ex rurali” che invece vengono utilizzati come deposito oppure sono stati ristrutturati a scopo abitativo: avendo perso il requisito della “ruralità”, per questi sussisteva già l’obbligo del censimento nel Catasto edilizio urbano, con l’attribuzione da parte del professionista tecnico incaricato dell’accatastamento, di una rendita che diviene base imponibile per ogni adempimento fiscale (Imu e altro). Anche in questo caso occorre, però, fare delle valutazioni perché “oltre i cinque anni la sanzione potrebbe anche essere già prescritta”. Quindi, le sanzioni indicate nell’avviso bonario dell’Agenzia si riferiscono ai fabbricati che conservano tuttora i requisiti di ruralità, ma che sono ancora censiti nel Catasto con la possibilità, tuttavia, di godere delle agevolazioni fiscali previste mediante l’annotazione in visura di una “annotazione di ruralità.

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L’assemblea della Banca Popolare Pugliese

Utile netto in crescita così come la raccolta complessiva nel primo semestre 2017 per la Banca Popolare Pugliese. Il Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito presieduto da Vito Primiceri nei giorni scorsi ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al 30 giugno 2017 rilevando una raccolta complessiva in crescita di 37,4 milioni di euro che si attesta a 4.162 milini con un +0.91% rispetto al 31 dicembre 2016. Tale risultato è l’effetto del decremento della raccolta diretta (-1.57%) e del maggior sviluppo di quella indiretta (+7.64%). Nel corso dei primi sei mesi del 2017, inoltre, la raccolta assicurativa del “ramo vita” è cresciuta di circa 13 milioni di euro. Il costante rapporto della banca con imprese e famiglie è testimoniato dall’incremento dei crediti verso la clientela ordinaria che ammontano a 2.327 milioni di euro (+1.81% rispetto al dicembre 2016).In aumento anche la percentuale di copertura del credito deteriorato passato dal 42.87% al 43.31% (al 30 giugno 2016 era al 40.59%). I dati economici di Gruppo evidenziano un margine di interesse pari a 44.01 milioni di euro in crescita del 4.4% rispetto al primo semestre 2016 e commissioni nette a 17 milioni di euro, in crescita del 2.04%. I profitti da operazioni finanziarie e dividendi si attestano a 4.78 milioni. L’utile netto consolidato semestrale è pari a 4.4 milioni di euro in crescita dell’8,28% rispetto al primo semestre 2016, “e ciò a conferma dello stato di salute e di vitalità del Gruppo”. Il patrimonio consolidato, infine, è pari a 365,35 milioni di euro, comprensivo dell’utile in formazione.

BARI. Istituito un fondo di 100mila euro per andare incontro alle aziende agricole danneggiate dalla Xylella. Il contributo è utilizzabile per allungare la durata dei piani di ammortamento per la riduzione degli interessi passivi entro i 15mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. La misura era stata annunciata alcuni mesi fa dal presidente della Giunta regionale Michele Emiliano ed oggi è stata approvata dal Consiglio regionale a maggioranza. Tra gli oppositori ecco la nota molto critica di Andrea Caroppo, capogruppo di Fi: “Uno schiaffo che grida vendetta: sei mesi fa, Emiliano promise agli agricoltori interessati dalla Xylella di accordare subito l’azione di accompagnamento degli olivicoltori per la moratoria di mutui e crediti. Ed oggi si propone in aula del Consiglio di votare un emendamento vergognoso che destina 100 mila euro, una cifra da barzelletta, per far fronte ad un impegno del genere e bocciando la mia proposta di stanziare 5milioni di euro”.

 

Alessio Tundo, 37enne amministratore unico della Tundo srl, è stato nominato vice presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Puglia. Stesso ruolo anche per il delegato tarantino Vincenzo Scarano. Tundo (di Seclì) era stato eletto presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria  Lecce poco più di un anno fa.  «Sono molto soddisfatto per la scelta operata dai colleghi di Puglia, che ringrazio, perché premia l’attività del Gruppo Giovani di Lecce e l’impegno, condiviso, per diffondere sempre di più la cultura d’impresa e il valore sociale della stessa presso le nuove generazioni. Questo risultato testimonia, ancora una volta, la vitalità e l’apprezzamento della nostra territoriale, all’interno del movimento associativo, a livello regionale e nazionale», afferma il giovane rappresentante della società specializzata nella costruzione di opere pubbliche e all’avanguardia nella progettazione ed erogazione del servizio di bonifica ambientale e nel ripristino della sicurezza stradale post incidente. Soddisfazione viene espressa anche da Giancarlo Negro, presidente di Confindustria Lecce, il quale sottolinea soprattutto gli obiettivi finora perseguiti, “dai rapporti con l’Università, con progetti come Mimprendo e la Settimana del lavoro, e le visite organizzate presso le aziende associate per diffondere la cultura d’impressa tra i giovani”.

palazzo di giustizia lecceRACALE. Arriva lo stop al Fisco per una fonderia di Racale che recentemente aveva ricevuto un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate di Lecce per l’anno 2013 limitatamente all’IVA, per un importo di oltre un milione e seicentomila euro. A stabilire l’annullamento dell’avviso è la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Lecce – Sezione 1, che il 7 luglio scorso ha accolto il ricorso presentato il 12 ottobre dello scorso anno dal legale dell’azienda, l’avvocato Maurizio Villani. La pretesa tributaria è stata respinta perché, secondo i giudici, non era applicabile il cosiddetto “reverse charge”: lo speciale regime fiscale dell’inversione contabile è un meccanismo che si applica al pagamento dell’IVA in fase di compravendita di beni e/o servizi e va a carico del destinatario e non del fornitore, e riguarda la compravendita di oro “da investimento” e “industriale”, consistente in materiali d’oro in forma diversa e semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi destinati in ogni caso alla lavorazione industriale. In questo caso le operazioni di compravendita effettuate dalla società riguardavano oro industriale avente purezza pari a 307 millesimi, inferiore al meccanismo del reverse change.

“Un importante stop giurisprudenziale della corte tributaria leccese in materia, ma anche un altrettanto significativo “alt” al Fisco”, ha commentato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei diritti”.

L'avvocato Roberto Di NapoliGALLIPOLI. “L’usura nel contenzioso bancario” è il appena dato alle stampe da Roberto Di Napoli, avvocato del foro di Roma originario di Gallipoli. Malgrado l’impostazione tecnica-giuridica, il testo (Maggioli Editori) tratta le principali questioni controverse ai fini della verifica di “usurari età” di un rapporto bancario, le tesi contrapposte e i possibili strumenti di difesa. «La questione che deve far riflettere non è solo giuridica né si tratta solo di numeri. Si dovrebbe chiarire innanzitutto – afferma l’autore – se il reato di usura debba valere e debba essere severamente punito chiunque sia l’autore oppure se può consentirsi alle banche di superare impunemente il limite previsto dalla legge». Il tema del rapporto, spesso controverso, tra istituti di credito e consumatori, ritorna sempre d’attualità soprattutto in un periodo come l’attuale di interventi normativi “salva-banche”.  L’opera si propone a distanza di tre anni dalla prima edizione con rilevanti novità e aggiornamenti.

 

L’assemblea dei soci avoltasi al Teatro Italia di Gallipoli

L’assemblea dei soci avoltasi al Teatro Italia di Gallipoli

MATINO. Bilancio approvato con un utile netto di 9,35 milioni di euro e nuove prospettive di mercato per la Banca Popolare Pugliese. Le novità sono state illustrate ai soci dell’istituto bancario presieduto da Vito Primiceri e diretto da Mauro Buscicchio nel corso dell’assemblea dei soci che lo scorso 23 aprile, presso il Teatro Italia di Gallipoli, ha approvato il bilancio stabilendo pure la distribuzione di un dividendo da 7,5 centesimi per azione. La stessa assemblea ha pure confermato Adalberto Alberici, Carmelo Caforio, Cesare Pedone e Vito Antonio Primiceri nella carica di amministratori. I soci hanno poi “preso atto con favore” della decisione di approdare nel mercato secondario. Di alcuni giorni precedenti è stata la deliberazione con la quale il Consiglio di amministrazione ha richiesto l’ammissione di tutti i titoli di propria emissione (ovvero azioni e obbligazioni) alla negoziazione sul sistema multilaterale Hi-Mtf (segmento Order driven). «L’obiettivo che si vuol perseguire – fanno sapere dall’istituto bancario – è quello di consentire, in misura più ampia rispetto all’attuale sistema di negoziazione interno, una maggiore liquidabilità dell’investimento in titoli di propria emissione e ciò, stando alle previsioni, in virtù di un più vasto numero di soggetti partecipanti al mercato».

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...