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Notizie su ambiente ed ecologia dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Gallipoli – Il regolamento approvato il 19 aprile scorso dal Consiglio comunale; oggi la deliberazione con cui si danno gli indirizzi agli uffici circa gli arredi di facile rimozione con cui attrezzare l’esterno dei box di vendita: questi gli ultimi due passaggi che promettono di rimuovere transenne e nastri biancorossi con cui dal luglio 2017 sono state delimitate e sequestrate alcune aree adibite ad altre funzioni (occupazione abusiva di demanio marittimo con relative denunce) non contemplati da norme e autorizzazioni.

“Una situazione difficile in eredità” Ancora prima dell’intervento congiunto di Capitaneria, polizia l’estate scorsa, carabinieri e personale dell’Asl, a Giunta Minerva appena insediata, si sono effettuati nel 2016 interventi ricognitivi di una situazione che l’assessore Dario vincenti definisce “una eredità difficile e scoraggiante”: pochi controlli, morosità nel versamento dei canoni per l’utilizzo dei  box, spazi fruiti impropriamente (punti di somministrazione di alimenti), confusione nelle modalità di esercizio  delle attività. Da lì è però partita l’azione di bonifica della situazione che presentava, come detto, diverse zone d’ombra.

In tre anni coinvolti Asl, Capitaneria, Ministero per un unico obiettivo L’assessore Vincenti ricorda, oltre alla verifica del pagamento dei canoni di locazione, la consegna gratuita  dell’intera area al Comune col parere favorevole del Ministero delle infrastrutture comunicato alla Capitaneria di porto; la collaborazione con il Dipartimento  Prevenzione della Asl di  Lecce fondamentale per il regolamento comunale. “Un nuovo inizio, all’insegna della legalità e della chiarezza delle  norme – commenta evidentemente soddisfatto l’assessore – e perciò esprimo la mia più grande soddisfazione per il percorso brillantemente  portato a compimento, che ci ha visto impegnati nella definizione di una  situazione complessa, nella quale confluiscono ambiti di competenza e  normative differenti. Molteplici sono stati i profili da valutare ed è  stata necessaria un’attenta e lungimirante attività di coordinamento dei  vari profili”, sottolinea Vincenti che ringrazia per il lavoro svolto la Sezione Demanio e Patrimonio del Comune diretta da Paola Vitali “che ha saputo recepire  al meglio gli obiettivi ambiziosi dell’Amministrazione, traducendoli  nella complessa attività amministrativa conseguente, garantendo il  raggiungimento dei risultati prefissati”.

Ringraziamenti per le collaborazioni; uno per il consigliere Abate Un ringraziamento l’assessore lo dedica anche al consigliere comunale  Gianpaolo Abate “che ha accompagnato quotidianamente e con passione ed impegno il  percorso degli Uffici”. Si può ripartire avendo chiaro l’obiettivo dell’Amministrazione comunale: salvaguardare,  migliorare e valorizzare le attività svolte presso il Mercato, che, in  un contesto di grave difficoltà e crisi economica a livello nazionale,  sono espressione della storia e della identità economica e culturale  della città e che riguardano un polo dotato di fortissima  attrattività turistica. “Ritengo che questo sia – conclude l’assessore – un risultato entusiasmante, faticoso  ma estremamente appagante per il bene della comunità gallipolina”.

 

 

Nardò – Taglio del nastro, aperitivo e musica fino a sera: domani, sabato 30 giugno, il quartiere riabbraccia il “suo” parco Raho dopo oltre un anno. Alle 18 infatti è prevista la riapertura della storica area verde cittadina ubicata nell’omonima via, con il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni locali e dei nuovi gestori, rappresentati dal giovane imprenditore neretino Cosimo Antico, aggiudicatario del servizio. Dopo l’aperitivo di benvenuto il trombettista e compositore Giancarlo Dell’Anna sarà protagonista di un dj set. A seguire concerto dei tarantini Nitrophoska, collettivo di nove elementi attivo dal 2012 e apprezzato negli ambienti della musica ska e reggae. L’evento ha il patrocinio del Comune di Nardò.

Nel 2017 gestore in pensione, poi bando e riapertura. Torna quindi a rivivere lo storico polmone verde cittadino situato tra le vie Raho, Ariosto e Giannone. L’impianto ricreativo pubblico munito di panchine, bar e giochi per i bambini, ha chiuso i battenti nel febbraio 2017 perché il gestore è andato in pensione. Da qui la temporanea chiusura, durata oltre un anno, e la scorsa estate trascorsa così dagli abitanti del quartiere senza la loro “seconda casa”, frequentata in particolare da famiglie e anziani. Quest’estate la struttura sarà aperta ogni giorno, dalle 8 all’1. Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha dato in affidamento ad Antico e soci il servizio di conduzione del bar e del punto ristoro con annessi servizi di pulizia, custodia e manutenzione. La novità della nuova gestione: all’interno si potrà usufruire di un Dog Park, cioè un’area dedicata alla socializzazione, alla custodia e alla sgambatura dei cani. Tale servizio, accessibile tramite tesseramento, sarà allestito a spese e responsabilità del gestore grazie a un protocollo d’intesa del soggetto affidatario con un’associazione specializzata.

Tricase – Una flotta di Renault Zoe scende in campo per fornire il Salento di una rete di collegamenti dal punto più a sud, Santa Maria di Leuca, passando per le località marittime più importanti, per spingersi poi fino a Lecce e da lì anche all’aeroporto di Brindisi. E’ il primo eco car sharing del Salento, ad opera di Mobile4us srl, la società che lo ha presentato nei giorni scorsi a Lecce e che domani lo lancia anche da Tricase, in piazza Cappuccini. Presso il leccese Patria Palace Hotel erano presenti Mauro Pantaleo, presidente Mobile4us srl, Carlo Chiuri Sindaco di Tricase, Alessandro Delli Noci vicesindaco di Lecce, Ippazio Antonio Morciano coordinatore dell’Area Interna Sud Salento Unione Comuni e Sindaco di Tiggiano;  Francesco Fontana Giusti, direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia.

Domani a Tricase dunque l’evento pubblico (con test drive dalle 17 alle 23) per far conoscere questo nuovo servizio che entrerà in funzione il prossimo fine settimana, inizialmente con una flotta ridotta di dieci vetture, che verrà gradualmente incrementata per arrivare fino a cinquanta Zoe entro il 2018. La prima caratteristica che distingue il servizio è che mira a coprire un’area aggregata di diversi comuni che vanno a creare una città metropolitana diffusa di aree e località limitrofe. Caso raro in tutta Europa, dovuto al fatto che qui la rete nasce principalmente per rispondere alle esigenze di collegamento e non, come nelle città metropolitane, per disincentivare l’utilizzo delle auto proprie. Il costo del servizio: sarà di 29 centesimi al minuto, tetto massimo giornaliero di 50 euro, dopo le tre ore di utilizzo. L’iscrizione al servizio, tramite app dedicata per iOS e Android, ha un costo di 10 euro e dà diritto a 30 minuti gratuiti. Se al termine del noleggio la vettura viene collegata a una colonnina di ricarica, si avrà diritto a un bonus di 10 minuti.

Ugento – Tante le novità per l’annosa questione della bonifica della discarica Burgesi di Ugento dopo la manifestazione di ieri mattina da parte delle associazioni del territorio presso sede della Regione Puglia a Bari. In primo luogo è stato infatti sbloccato il fondo di un milione di euro destinato a Burgesi: nei prossimi mesi, dunque, si dovrebbe procedere con i monitoraggi della dismessa discarica alla ricerca dei fusti tossici che secondo il pentito Gianluigi Rosafio sarebbero stati illegalmente tombati. Una lunga giornata quella di giovedì 28 giugno, iniziata alle ore 10 con il raduno presso la sede della Regione Puglia di una sessantina di manifestanti con striscioni, bandiere e slogan, giunti da Ugento, Gemini e Acquarica.

Dopo ore di attesa è giunta la notizia che il Presidente della Regione, Michele Emiliano, a causa di impegni non sarebbe potuto essere presente e che a presiedere l’incontro sarebbe stata l’assessore al turismo della Regione Puglia Loredana Capone e Barbara Valenzano, dirigente regionale del dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio). Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni del territorio, il sindaco di Ugento Massimo Lecci, il sindaco uscente e attuale consigliere di minoranza del comune di Salve, Vincenzo Passaseo, i consiglieri regionali del M5S, Antonio Trevisi e Cristian Casilli e il consigliere regionale di Fdl Saverio Congedo. L’assessore Capone ha rassicurato le associazioni sul lavoro svolto dalla Regione Puglia e che l’attenzione su Burgesi continuerà rimanere alta, illustrando il contenuto della delibera del 29 maggio con la quale la Regione ha dato mandato alla Sezione ciclo Rifiuti di avviare con Arpa Puglia, Cnr e forze dell’ordine le indagini specifiche per la ricerca dei fusti di tossici eventualmente presenti.

Il sindaco di Ugento ha dichiarato che ritirerà il ricorso contro la Regione Puglia avverso le delibere regionali che facevano riferimento alla destinazione di una parte dei fondi alle analisi del Pertusillo e del Locone, e non alla Burgesi come previsto invece dal Ministero dell’ambiente, che aveva bloccato i fondi fino a quando non si sarebbe risolto il contenzioso. “Per permettere lo sblocco del finanziamento di un milione di euro – ha dichiarato il sindaco Lecci – sono state ottenute nell’ultima delibera regionale le integrazioni richieste, cioè le indagini sulla presenza dei fusti tossici come previste dal Piano al fine di avere la garanzia che le tracce di pcb non contaminino la catena alimentare”. “La dott.ssa Valenzano – riferisce Oronzo Ricchiuto, coordinatore del comitato – ha accolto la nostra richiesta di poter seguire le fasi del monitoraggio e della bonifica attraverso la presenza dei nostri rappresentanti e anche di tecnici da noi individuati, fissando per settembre un incontro per verificare l’andamento della situazione”. Secondo il consigliere Antonio Trevisi sarebbe opportuno iniziare le indagini geofisiche e procedere con i carotaggi sul Lotto n.3 su maglie di 10×10. “Bisogna ora passare dalle parole ai fatti – dice Trevisi – ricordando come il milione di euro stava per essere dirottato per altre finalità e come solo a seguito della nostra segnalazione è stato possibile bloccarlo”.

Notizie incoraggianti sul fronte del nuovo piano del ciclo dei rifiuti, come riferisce la dott.ssa Valenzano: “il piano prevede che in Puglia non sorgeranno più nuove discariche ma solo impianti per il recupero dei materiali della differenziata”. Le associazione per ora restano in attesa dei futuri sviluppi e si dicono soddisfatte per dialogo diretto che si è aperto con la Regione, visto anche la presenza di un confronto aperto tra diversi soggetti istituzionali e diverse forze politiche, segno che il problema necessita un’attenzione condivisa.

Alezio – Proseguono gli incontri del percorso in-formativo sull’equilibrio tra economia e tutela dell’ambiente circostante “Il Salento. La storia nel paesaggio, il paesaggio nell’attualità” promosso dal comitato aletino “Acqua Bene Comune-Rete Beni Comuni”. Dopo il primo convegno presso Area Lab (foto) su olivocoltura e fitopatie nella Storia di Terra d’Otranto, sabato 30 giugno alle ore 18 appuntamento presso il Museo Civico Messapico con “Xylella: fatti, rappresentazione, scenari. Pesticidi, Fitofarmaci: decreto Martina, Regolamenti Europei”. Discuteranno Margherita Ciervo, docente dell’ Università di Foggia e Luigi Russo, giornalista, sociologo da CSVSalento.

Incontro finale sabato 7 luglio alle ore 18 sempre presso il Museo Civico Messapico con “Viaggio alla Riscoperta della Natura e del Paesaggio Salentino. Salento: un paesaggio in rapido mutamento”. Parteciperanno Oreste Caroppo, cultore naturalista; Alfredo Melissano, esperto di Politiche del Territorio; Bruno Vaglio, agronomo. Il ciclo di eventi, promosso da CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica Roma, è realizzato in collaborazione con Comune di Alezio, Museo Civico Messapico di Alezio, Società di Storia Patria – Lecce, Forum Ambiente e Salute – Lecce, C.S.V. Salento – Lecce, Nuova Messapia – Soleto. Info: 348.7727307

Galatone – “La Reggia e Montagna Spaccata: valore e destino della nostra costa” è il tema dell’incontro promosso da “Galatone Bene comune” e dalla sezione Sud Salento di Italia Nostra. L’appuntamento è alle 18.30 di venerdì 29 giugno nel chiostro dei Domenicani con gli interventi del sindaco Flavio Filoni, del docente di Geografia dell’Università del Salento Giuseppe Piccioli Resta, dell’architetto Antonio Zuccalà, dell’ex sindaco di Sannicola Giuseppe  Nocera e del presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra Marcello Seclì (di Parabita).

Una costa “fragile” da tutelare Obiettivo dell’incontro, moderato da Sebastiano Zenobini dell’Associazione “Galatone Bene comune”, è quello di “porre l’attenzione su un’area importante della costa salentina che, per le sue specificità geomorfologiche, botaniche e paesaggistiche, è stata classificata Sito di importanza comunitario e che – fino ad oggi – è rimasta immune da vari tentativi speculativi”. I promotori mettono, però, in evidenza i numerosi incendi e l’incuria che  rischiano di rendere l’area fragile e vulnerabile, “anche in ragione di alcune criticità geomorfologiche per le quali la Capitaneria di Porto ha classificato tale area ad elevata e molto elevata pericolosità di crollo”. L’area dovrà a breve essere oggetto della pianificazione stabilita dal Piano regionale delle coste e di eventuali progetti dell’Amministrazione comunale di Galatone. Durante la serata sarà visitabile la mostra fotografica “La flora della Montagna Spaccata” e si potranno degustare e acquistare prodotti locali del Laboratorio Rurale Luna e di EliteGriko.

 

Nardò –  La Ciclovia dell’Acquedotto pugliese fa un altro passo e si arricchisce di un ulteriore tratto. Ai dieci chilometri di pista già  percorribili e con i lavori appena conclusi, se ne aggiungono altri cinque. Per altri tratti di quelle che sono le strade di servizio per interventi lungo le condutture “che al momento non sono in condizioni di poter essere aperti liberamente al pubblico per motivi di sicurezza, sono state avviate le attività di progettazione per poter fruire dell’intera struttura nel modo più sicuro possibile”, si legge in una nota dellAp di oggi. Rispondendo a recenti polemiche di coloro che si erano trovati davanti a cancelli chiusi, dal’Acquedotto fanno sapere che “in via eccezionale e straordinaria, per alcuni eventi di ciclo esplorazione, è stato consentito, con le opportune assunzioni di manleva da parte degli organizzatori, il transito per un periodo limitato e compatibilmente con le esigenze di servizio”.

Due buone notizie per cicloturisti Due buone notize dunque per quel comitato “dal basso” coordinato da Cosimo Chiffi (foto) di Nardò, che in precedenza ha pure raggiunto l’obiettivo di far inserire la Ciclovia che porta dall’Irpinia a Leuca, tra i percorsi finanziati dal precedente governo, per iniziativa degli onorevoli Capone (Pd) e De Lorenzis (M5S). Acquedotto pugliese conferma così, con la Regione Puglia, la volontà di rendere fruibile ai tanti cicloamatori ed escursionisti, le stradine di servizio della storica infrastruttura che per prima ha portato l’acqua in Puglia, una grande condotta idrica che parte dal Sele, in Campania e arriva nel tacco della Puglia per circa 474 km.

La spinta dell’assessore regionale Giannini “Qui siamo nel cuore della Valle d’Itria: Locorotondo, con le sue 146 contrade, Cisternino, Martina Franca. Tre comuni contigui che coinvolgono tre Provincie: Bari, Brindisi e Taranto- prosegue la nota di Ap – un crocevia di bellezze naturalistiche, un comprensorio unico ed irripetibile”. Ne è un convinto sostenitore l’assessore Giovanni Giannini, con delega ai Trasporti, reti e infrastrutture per la mobilità, Mobilità sostenibile, Lavori pubblici, Risorse idriche e tutela delle acque: “La ciclovia rappresenta un potente strumento di promozione del territorio ed allo stesso tempo un volano di sviluppo economico, che arricchisce l’offerta turistica regionale. L’idea è quella di proporre un nuovo modo di fare turismo sostenibile e amico dell’ambiente con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio infrastrutturale, la nostra storia, anche recente”. La legge di Stabilità del 2016 ha inserito la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). I primi 15 km sono stati messi a norma con fondi della Regione.

 

NardòSant’Isidoro abbandonata nel degrado. Nient’affatto, realizzati interventi su tutta la costa. Stavolta il botta e risposta si questioni di amministrazione cittadina registra una new entry. Tra gli accusatori c’è infatti la deputata neretina del Movimento Cinque Stelle, Soave Alemanno, alla quale risponde il consigliere di maggioranza con delega alla marina, Giuseppe Verardi. Nel mezzo, un altro attacco alla maggioranza da parte del consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano.

L’on. Alemanno: “Degrado, abusivismo e isolamento” Dopo un recente sopralluogo alla marina di Sant’Isidoro la parlamentare, che a Montecitorio è anche componente della commissione Attività produttive, prende carta e penna e attacca il Sindaco Mellone e la maggioranza di Palazzo Personè, rei – secondo la deputata – di trascurare Sant’Isidoro tra degrado, abusivismo e isolamento. «Dove sono finite – si chiede l’on. Alemanno – le promesse elettorali dell’attuale Sindaco che vive in una perenne campagna elettorale? Nel suo programma si leggeva di ‘azioni tese a favorire l’espandersi dell’offerta ricettiva favorendo la riqualificazione urbanistica’ e di ‘istituzione dei comitati di quartiere’. Nella vasta area alle spalle del Camping di Sant’Isidoro – incalza il deputato neretino – ci sono gravi disagi causati dall’abusivismo. Saprà invece molto bene, il Sindaco, che alcun investimento è stato destinato a quella zona per incentivare il turismo, le attività commerciali e ripristinare un livello di decoro appena accettabile». Infine, la mano più o meno tesa: «Da parte mia – conclude Alemanno – c’è ampia disponibilità a far parte di quella fantomatica cabina di regia sulle Attività Produttive o comitato di quartiere che si prometteva di istituire in campagna elettorale». (nella foto da sinistra Siciliano, l’on. Alemanno, Verardi)

Siciliano: “Dopo un anno parcheggio in stato pietoso. E tanti rifiuti” A dar manforte alla deputata grillina è Lorenzo Siciliano, consigliere comunale Pd. «Lo stato pietoso di degrado e incuria in cui si presenta il parcheggio della marina, costato ai neretini oltre 20mila euro e realizzato solo 12 mesi fa, rappresenta l’emblema del modo di amministrare di questa nefasta compagine di governo con un uomo solo al comando. Ma a Sant’Isidoro non è solo questo il problema: rifiuti speciali, lavatrici e mobilia di ogni genere abbandonati lungo i cigli stradali ed erbacce che la fanno da padrone. Qui non si tratta di mancanza di interventi da parte della ditta ma di totale improvvisazione nella pianificazione da parte di Giunta municipale e commissione competente. Mi chiedo – conclude Siciliano, che afferma di aver informato il settore Lavori pubblici delle criticità segnalategli – per quanto altro tempo dovremo sorbirci autocelebrazioni di qualche amministratore che si intesta peraltro realizzazioni di opere pubbliche rese possibili invece grazie a fondi dell’Area marina protetta».

Verardi: “Uno scenario superato dai fatti” Replica dall’altra parte Giuseppe Verardi, consigliere comunale di “Giovani in Azione” con delega alla marina di Sant’Isidoro. «In questi due anni – dichiara l’esponente melloniano, proprio mentre ieri tra Sant’Isidoro e Lido dell’Ancora sono iniziati i lavori per “Less Barrier”, opere di ingegneria naturalistica per ridurre le barriere architettoniche – si sono sviluppati interventi su tutta la costa da Torre Squillace al Frascone. Abbiamo realizzato un parcheggio, asfaltato quattro strade, installato nuove panchine e rifatto il marciapiede in via Marsala. E grazie al vicesindaco Capoti – prosegue Verardi – l’Amministrazione ha introdotto la nuova illuminazione da via Marsala a Torre Squillace, su via Otranto e altre vie interne, fino a denominare numerose vie che, per evidente trascuratezza di chi ci ha preceduti, attendevano da decenni». Dopo aver accusato la deputata neretina di “farsi suggerire interventi da chi coltiva il proprio orticello”, il consigliere delegato conclude: «Mi spiace che la concittadina parlamentare del Movimento 5 Stelle si faccia strumentalizzare con un’uscita imbarazzante e offensiva per l’intelligenza dei cittadini. Lo scenario di abbandono e degrado che ha descritto è nettamente superato dai fatti».

Gallipoli – La litoranea sud resta anche quest’anno la zona a più intensa pressione demografica almeno durante il giorno (la sera il carico umano si sposta nel centro storico); in essa la zona dei lidi e della Baia verde è la più esposta alla calata di turisti, in gran parte giovani. Per questo – come già fatto l’anno scorso con qualche buon risultato – Amministrazione comunale, associazione locale, operatori si sono dati da fare per mettere a punto i provvedimenti più adeguati.

La “Praja” con nuovi pannelli fonoassorbenti Per dare una mano ad una notte, sia pure corta, da dedicare al riposo vero i titolari della discoteca “Praja” hanno rinnovato tutto l’impianto di pannelli fono assorbenti che l’anno scorso avevano lasciato molto a desiderare. E’ stato lo stesso imprenditore a comunicare, in un’assemblea dell’associazione Baia verde, la rassicurante novità (con le scuse per quanto accaduto nel recente passato). Il sodalizio, presieduto da Giuseppe Bruno, ha comunque chiesto per iscritto a Questura e Prefettura una attenzione particolare al quartiere in materia di ordine pubblico.

Chieste videocamere e più agenti alla Prefettura Nel mentre si attende di sapere l’ammontare e l’impiego dei rinforzi alle forze di polizia oltre a quelle già operanti sul territorio gallipolino, dalla Prefettura sarebbe giunto l’ok all’installazione di videocamere nei punto strategici. Dal canto loro comunque i residenti sembrano intenzionati ad acquistare un servizio con una polizia privata (come fatto l’anno scorso in 70) anche per il mese di luglio.

Dal Comune vigili e nuova segnaletica Dal canto suo il Comune ha predisposto tutto quanto per far scattare la Ztl (zona a traffico limitato) dal 3 luglio prossimo e fino al 30 settembre, con la segnaletica “completata e potenziata” come afferma l’assessore Dario Vincenti. Restano fuori dalla Ztl il viale al Mare e le vie delle Dune e della Chiesa. Baia verde dovrebbe poi godere dei nuovi vigili urbani in arrivo: sei sono già entrati in servizio (dovevano essere nove, hanno risposto in sette con uno in congedo parentale); dall’1 luglio ne entreranno in servizio altri dieci (sono assunti a tempo indeterminato part time) ed altri otto a tempo determinato dovrebbero essere reclutati poco dopo.

Prima estate con la litoranea per metà pedonale Alla Polizia municipale sono poi arrivate due nuove moto Honda 300, quattro automezzi Seat Lemon ed alcune biciclette elettriche. Una pattuglia di vigili è destinata a sorvegliare i due accessi alla Baia verde dalla litoranea: questo è il primo anno infatti in cui la litoranea sud dalla seconda entrata al canale dei Samari è diventata isola pedonale ed è qui che si potrà verificare la bontà o meno dei piani comunali in merito in piena stagione estiva. “L’Amministrazione ha fatto del suo meglio – commenta l’assessore Vincenti – adesso ci aspettiamo i rinforzi delle forze di polizia annunciati: spero tanto che i primi numeri circolati (sei unità) non siano veri: sarebbe una beffa”.

Giancarlo Marinaci

Nardò – Impianto per il recupero della plastica: in arrivo un’interrogazione consiliare urgente. A firmarla è Giancarlo Marinaci (foto), consigliere comunale indipendente nonché vicepresidente del Consiglio comunale. Premessa: una decina di giorni fa si era paventata l’ipotesi di un impianto di compostaggio da realizzare tra Nardò e Soleto. La Regione ha poi scelto quest’ultimo territorio, nonostante il Comune di Nardò sia stato il primo ad aderire alla manifestazione di interesse emanata dalla Regione Puglia. Sorvolando su querele e accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, in un clima incandescente che a due anni ormai dal voto non accenna a placarsi, a Nardò è stato invece riservato un impianto per il trattamento della plastica che dovrebbe sorgere a “Pendinello”, località non lontano da Sant’Isidoro. Su questo interviene Marinaci.

«I presunti vantaggi fiscali per chi ospiterà la discarica  – scrive l’esponente di minoranza – non possono essere certamente oggetto di baratto con la salute dei cittadini e lo sviluppo turistico che è ormai un processo ampiamente avviato. C’è inoltre una delibera di Consiglio approvata nel 2006 dall’allora sindaco Antonio Vaglio (oggi consigliere comunale melloniano, ndr) con cui si manifestò non solo il dissenso del Consiglio comunale a qualsiasi soluzione di smaltimento rifiuti presso la discarica di Castellino, ma si deliberò con fermezza, come ricorda il consigliere comunale, “l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti”». Da queste premesse l’interrogazione di Marinaci, che chiede a Sindaco e assessori di conoscere: quale processo di lavorazione avverrà nel previsto impianto (sola frantumazione della plastica o seguiranno ulteriori processi?); la valutazione di impatti e inquinamento e gli eventuali studi preliminari redatti prima di accogliere l’impianto. «Come mai – chiede infine Marinaci – avete deciso di puntare su un impianto di compostaggio di grosse dimensioni invece di orientarvi, come ha fatto la precedente Amministrazione, su compostaggio collettivo e compostiere di comunità? E come mai la questione non è stata portata in Consiglio comunale, coinvolgendo così la comunità e la Consulta per l’Ambiente, la cui istituzione serve proprio a garantire la partecipazione dei cittadini all’attività politico-amministrativa e invece non è stata neppure informata?».

Ugento – Il 28 giugno 2018 alle ore 10 i cittadini e le associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano e del Capo di Leuca (Pro loco Beach di Gemini, Pro loco di Acquarica e Consorzio Pro loco del Capo di Leuca, Ciatdm sezione di Acquarica del Capo, Pro loco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Associazione culturale Gemini, Associazione Pro loco Ugento e Marine, Comitato per Torre San Giovanni e la Lilt sezione di Ugento) manifesteranno presso la sede della Regione Puglia per chiedere la bonifica di Burgesi. La partenza del pullman è prevista per le ore 6.30 da Ugento in piazza Italia, da Gemini alle ore 6.45 nell’area fitness (vicino la scuola media) e da Acquarica alle ore 7 in piazza dell’Amicizia. Alle ore 10 il corteo manifesterà in via Capruzzi dirigendosi verso la sede della Regione Puglia. Una delegazione dei rappresentanti delle associazioni incontrerà il Presidente Michele Emiliano e tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, nonché i parlamentari pugliesi che vorranno partecipare alla discussione. Le associazioni affronteranno la questione del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, il problema della bonifica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio, oltre alla questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

“La nostra amarezza dipende dal fatto di aver scritto più volte al Presidente Michele Emiliano – affermano i rappresentati delle associazioni – di aver chiesto dei tavoli tecnici con la presenza dei rappresentanti delle associazione e di non aver ricevuto mai delle risposte, nonostante la manifestazione del 28 maggio 2017″. Le preoccupazioni dei cittadini riguardano le dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, il quale ha affermato di aver tombato nella discarica 600 fusti di policlorobifenili (PCB) . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, come loro stessi scrivono dimostrano che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti PCB, rinvenuto nel percolato ma fortunatamente non ancora nell’acqua: una bomba ecologica che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra inquinando la falda. “Ancor più che il milione di euro – sottolineano – chiediamo la bonifica della discarica che non può aspettare; al di là che ci sia o meno la risoluzione del contenzioso con il Comune di Ugento, la Regione avrebbe comunque il dovere di provvedere e trovare soluzioni anche diverse con gli enti interessati al problema, anche perché servirà molto più di un milione di euro per monitorare e bonificare la Burgesi” .

Le associazioni si aspettano che il 28 giugno possa esserci un incontro costruttivo e soprattutto risolutivo. “Il Salento da tempo si attesta ai primi posti per gli indici di mortalità per cancro – concludono le associazioni – per questo l’impegno deve convergere ora più che mai verso la tutela dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini per scongiurare catastrofi ambientali”.

Gallipoli – La spiaggetta delle Fontanelle, a un centinaio di metri dopo il vecchio ospedale, aveva ancora alla fine degli anni ’60 uno stabilimento balneare con le cabine in legno (i caratteristici “cambarini”) e  l’edificio della tonnara. Oggi quella piccola cala è ancora frequentata da alcuni condomini del vicino palazzo, i quali vi ormeggiano le proprie  barche, e da un centinaio di bagnanti abituali. “Vi trovi coppie giovani con bambini al seguito, ma pure persone anziane e gente comune”, dice la scrittrice Nadia Marra, che non fa mistero di “conoscere bene” il posto. Francesco e Lucianna là ci portano il proprio bambino: Paolo si chiama.  “Ma siamo preoccupati – dice Francesco – che giocando sulla sabbia possa contrarre qualche brutta infezione o magari pungersi con qualche siringa, che, purtroppo non è difficile trovare”. Il problema infatti, che dicono di aver segnalato più volte in Comune, è proprio lo stato di abbandono in cui versa la spiaggetta, come hanno voluto documentare con foto e filmati e chiedendo una mano a piazzasalento.

Intervento di pulizia il 28 prossimo alle 18 “Eppure – afferma Uccio Sogliano (foto) – quella spiaggia è proprio l’ideale per tante persone di una certa età, con problemi di deambulazione, che possono raggiungere in auto la spiaggia e parcheggiare pure a pochi metri dal mare. Raggiungere la “Purità”, al contrario (il riferimento è alla recente inaugurazione delle tre carrozzine da mare dei giorni scorsi donate per quegli utenti, ndr) è problematico: il centro storico è isola pedonale e la spiaggia non è facilmente accessibile come qua alle Fontanelle. Noi non vogliono entrare in polemica con nessuno: chiediamo solo un po’ di attenzione in più e un po’ di pulizia. Qualche tempo fa, con i mezzi limitati a nostra disposizione, è stato fatto quel che si è potuto, ma ora siamo punto e daccapo – dice Sogliano a nome di altri utenti – per questo chiediamo l’intervento del Comune. L’anno scorso, a inizio di stagione, ci fu un’associazione (la Paolo Pinto) che effettuò una pulizia radicale, con la partecipazione anche del Sindaco Minerva e di alcuni assessori. Quest’anno, almeno sino a questo momento, non sappiamo ancora niente”. Interpellati sulla questione, dal Comune fanno sapere che un analogo intervento è in procinto di essere effettuato: appuntamento per giovedì prossimo alle ore 18 per amministratori, volontari, e associazioni.

Posidonia su litorale sud: oggi le operazioni di rimozione degli accumuli Un’altra segnalazione da tener presente vien dal litorale sud, zona Baia verde. Ieri, domenica 24, alcuni bagnanti diretti ad usufruire dei tratti di spiaggia libera, si sono trovate davanti delle inattese dune composte dalle operazioni di rimozione e di ammasso delle alghe spiaggiate su quel litorale. “Abbiamo dovuto pagare i parcheggi e va bene, ma attraversare la strada e trovarsi di fronte questo spettacolo (foto) è irritante”. Anche alcune delle passerelle per raggiungere l’arenile sarebbero state sepolte sotto le alghe per cui l’accesso al mare sarebbe risultato assai difficoltoso se non proprio proibitivo. Anche su questo dal Comune informano che proprio questa mattina è iniziata l’operazione di rimozione dei cumuli di posidonia ed entro questo pomeriggio sarà rimosso tutto quanto.

A.A. 

Torre San Giovanni di Ugento – Gran lavoro per la polizia ambientale anche nella giornata appena trascorsa. Nel loro mirino sono finiti 6.400 metri quadrati di proprietà privata adibita a parcheggi nonostante fosse in zona sottoposta a diversi vincoli di natura ambientale e paesaggistica. Ai titolari è stata elevata una multa che può arrivare ad un massimo di 150mila euro.

Usate anche in modo irregolare le alghe Posidonia L’operazione è scattata stamattina a cura dei militari della Guardia Costiera di Gallipoli appartenenti al Nucleo operativo di polizia ambientale della Direzione marittima di Bari, autorizzato ad eseguire le indagini da parte della Procura della Repubblica di Lecce. “Al termine di un attento iter investigativo, i militari hanno accertato che quella superficie – si legge nella nota della Capitaneria – era stata adibita a parcheggio di autovetture in un’area sottoposta a diversi vincoli le cui prescrizioni limitano le attività antropiche al fine di preservare la flora e la fauna locale. Ciononostante, la Società di gestione del parcheggio aveva introdotto in quell’area della posidonia, pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo, poi ricoperta da sabbia, senza ottemperare alle indicazioni contenute nelle linee guida per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate emanate dalla Regione
Puglia, che prevedono l’effettuazione di accertamenti analitici, tra cui prove microbiologiche, della posidonia prima di spostarla dal luogo del ritrovamento in altro sito”.

Il legale rappresentante della società di gestione del parcheggio nella marina ugentina è stato perciò deferito all’autorità giudiziaria per deturpamento di bellezze naturali, abbandono incontrollato di rifiuti, i quali venivano utilizzati ai fini del ripianamento dell’area di sosta, e per aver eseguito lavori su beni paesaggistici in difformità alle normative di settore.

Docce sequestrate ma regolarmente in funzione in un lido Nello svolgere le indagini, i militari della Guardia costiera hanno inoltre accertato che in uno stabilimento balneare situato nei pressi di quel parcheggio veniva consentito l’utilizzo di docce sequestrate pochi giorni fa. Il titolare dello stabilimento
balneare, nonché custode dei beni sottoposti a sequestro penale, è stato nuovamente
deferito all’autorità giudiziaria per violazione dei sigilli. Allo stesso soggetto è stato, infine,
notificato un processo verbale di accertamento e contestazione di infrazione amministrativa
di importo compreso tra 15.000 € e 150.000 € per aver realizzato opere in area Sito
di interesse comunitario, interessando il cordone dunale presente in quell’area, causando, con
la propria condotta, violazione a quanto previsto dalla Legge della Regione Puglia (la numero 3 del 2015), che disciplina le norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario.

Casarano Gallipoli – Godersi il vento tra il pelo e tra i capelli a bordo di un sidecar, in un lungo viaggio da Gallipoli fino a Capo Nord. La fortunata protagonista di questa straordinaria avventura che inizierà tra poche ore è Harley, una cagnolina adottata dal canile locale, e due amiche, accomunate dalla passione per i viaggi e per le moto: Alessia Giorgino, 39enne di Casarano e Letizia Campeggio, 50enne brindisina. “Harley è la mia cagnolina di due anni, presa al canile di Gallipoli a gennaio 2017 quando aveva solo pochi mesi e che da allora è sempre con me”, afferma Alessia, che racconta la storia dei suoi viaggi insieme con l’amica Letizia.

 Pochi posti attrezzati per ospitare turisti col cane “Noi abbiamo sempre viaggiato in moto per il mondo, ma una volta presa Harley, ci siamo chieste se fosse stato possibile portarcela indietro nei nostri viaggi. Tutti – racconta con disappunto Alessia –  ci dicevano di no, che avevamo sbagliato ad adottare il cane, che non avremmo più potuto viaggiare, che avremmo dovuto per forza lasciarla da qualche parte con tutti i disagi che ne conseguivano. Ci siamo chieste allora, con aria di sfida, perché invece non portarla con noi e dimostrare a tutti che avevano torto. Ci siamo informate su internet e abbiamo visto che in America tutti i motociclisti nei loro viaggi si portano il cane appresso, per cui abbiamo pensato di farlo anche noi. Il primo viaggio è stato a Pescara a luglio dell’anno scorso, poi in Calabria e ora questa nuova avventura”.

Un cane è per sempre Questo evento di sensibilizzazione contro l’abbandono, originale e di forte impatto, si chiama “I viaggi di Harley” e prenderà il via domani, sabato 23 giugno, alle ore 9, con partenza da piazza Aldo Moro a Gallipoli, realizzato con il patrocinio gratuito del Comune e con lo sponsor di alcuni operatori turistici locali che hanno scelto di non comparire per dare risalto alla città. Durante la cerimonia, il sindaco Stefano Minerva consegnerà alle due amiche il gagliardetto da scambiare con quello di Copenaghen una volta arrivate sul posto. “Arriveremo in Svizzera, Germania, Paesi Bassi e Danimarca, fino a Copenaghen – continua Alessia – poi rientreremo in Germania per andare nella Repubblica ceca, Austria e torneremo in Italia il 31 luglio. Dunque circa 35-40 giorni di viaggio, attrezzate con la tenda per dormire nei campeggi o in alcuni B&B dove i cani sono ben accetti; ovviamente poi dalla pagina facebook “I viaggi di Harley”, forniremo tutte le esperienze per chi volesse viaggiare con il proprio cane”.

Un sistema, riuscito, per suscitare attenzione “Noi comunque non eravamo preparate a tutta l’attenzione e alla curiosità che abbiamo suscitato – conclude Alessia – volevamo solo viaggiare con Harley e, approfittando del fatto che la cagnetta provenisse dal canile, ne abbiamo approfittato per lanciare il messaggio che insieme si può viaggiare, con qualunque mezzo; ovviamente bisogna avere un’organizzazione dietro, prepararsi a portare delle medicine nel caso il cane dovesse sentirsi male. Però ci teniamo a far passare il messaggio che viaggiare (e divertirsi) insieme ai nostri amici a 4 zampe, si può”

La larva di sputacchina

Gallipoli – “La Commissione europea conferma che l’uso di pesticidi chimici pericolosi è vietato in Puglia, contro quanto disposto dal Decreto Martina”: lo afferma l’eurodeputato di Liberi e Uguali Massimo Paolucci che in una interrogazione denunciava la presenza nella lista di pesticidi suggeriti dal Ministero dell’Agricoltura per il contrasto alla Xylella dell’Imidacloprid, un pesticida pericoloso per le api e gli altri insetti impollinatori e dunque per l’agricoltura e i suoi raccolti. Il pesticida è ormai vietato per tutti gli usi in campo aperto in Europa. La netta risposta, che ribadisce quanto detto in altre sedi europee, consente di svelare anche un fraintendimento tecnico da cui è bene sgomberare il campo. Non prima di una breve cronistoria.

La decisione del 27 aprile scorso a tutela delle api L’Imidacloprid è dunque ufficialmente fuori gioco e non da oggi nella lotta al contrasto della diffusione del batterio Xylella fastidiosa che ha colpito in primo luogo il Salento – zona di Gallipoli-Taviano – per poi risalire fino a lambire la provincia di Bari, come attesta l’ultima mappa elaborata dalla Commissione europea con la zona cuscinetto arrivata nelle campagne di Locorotondo. Lo scorso aprile, esattamente il 27, gli Stati membri dell’Unione avevano approvato la proposta della Commissione per vietare l’uso all’aperto di tre insetticidi neonicotinoidi (l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta) ritenuti pericolosi per le api, limitandone l’utilizzo alle sole serre. Oltre all’Italia, avevano votato a favore del divieto Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo, Malta, che rappresentano il 76,1% della popolazione dell’Ue. Quattro i Paesi contrari al divieto: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania.

Italia primo Paese a sospendere l’impiego di questi neonicotinoidi nel 2008 “I neonicotinoidi sono degli insetticidi sistemici. Il loro utilizzo – si legge in una nota della Cia (Confederazione italiana agricoltori) del Piemonte – comprende la concia delle sementi di mais, del cotone, del colza, della bietola e del girasole, trattamenti fogliari di molti fruttiferi e di piante ornamentali e trattamenti granulari al terreno. L’Italia è stata il primo Paese a sospendere l’impiego dei neonicotinoidi. Lo ha fatto nel lontano 2008 con divieti temporanei, rinnovati poi a ogni scadenza. A maggio 2013 anche la Commissione Europea ne vietò l’utilizzo per due anni, e poi di proroga in proroga fino ad oggi. Dopo anni di polemiche lo stop ai neonicotinoidi è diventato definitivo e sarà applicabile dalla fine del 2018. Agli agricoltori italiani non resterà che rimettersi alla decisione presa dalla maggioranza degli Stati membri, avvalorata dal parere scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare. L’Europa dovrà controllare – auspica l’organizzazione degli agricoltori – che tutti gli Stati membri, anche quelli che hanno votato contro il bando dei neonicotinoidi, rispettino il divieto, per evitare forme di concorrenza sleale”.

Un allegato “inutile” ha generato l’allarme Questa riconferma da parte della Commissione Ue porge l’occasione anche per ristabilire un dato certo e assodato davanti a dubbi, sospetti ed accuse all’ex ministro Martina (Politiche agricole) e al suo decreto messo sotto processo proprio perchè ritenuto favorevole all’uso di insetticidi fuori legge per fermare la sputacchina, il principale insetto vettore. In una vicenda in cui gli scontri tra portatori di opposte tesi non sono mancati, come si potuto creare quest’altro equivoco in cui sono caduti anche esponenti politici? “Tutto è nato – racconta un ricercatore del Cnr di Bari che ha partecipato in questa fase all’approntamento delle misure legislative – dal fatto che in un allegato del decreto ci fossero, allegati appunto, i risultati di prove sperimentali condotte su principi attivi quali Imidacloprid, studio peraltro vecchio di due anni fa. Questo errore materiale – racconta il testimone diretto, carte alla mano – ha dato la stura a polemiche infondate, nonostante si sia fatta chiarezza in tutte le sedi ormai”. Va aggiunto che il decreto Martina affida al Servizio fitosanitario della Regione il compito di stabilire le sostanze chimiche da usare tra quelle indicate l’Imidacloprid non c’è. Ma come è finito nel fascicolo quell’allegato praticamente inservibile? Sarebbe stato un errore materiale, si sostiene, “perchè comunque ininfluente e vecchio” trattandosi di principi attivi messi al bando. “In ogni caso – è la conclusione – l’uso di Imidacloprid non è stato mai autorizzato”. Nè da Roma né da Bari.

 

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Aradeo – Per i cittadini di Aradeo, lunedì 25 giugno apre in via Borsellino l’ecocentro, il centro comunale di raccolta.  Nella mattinata del lunedì, mercoledì e sabato e nel pomeriggio del giovedì potranno conferire imballaggi di plastica, metallo e vetro, oli e grassi vegetali e minerali, contenitori tossici o infiammabili, rifiuti inerti, apparecchiature elettriche ed elettroniche, batterie ed accumulatori (batterie), sfalci di potatura, rifiuti ingombranti, carta e cartone, indumenti usati, legno, farmaci, toner e cartucce esaurite. Una struttura indispensabile anche in vista dell’avvio, a fine estate, della raccolta differenziata “porta a porta” (l’ultimo dato sul portale regionale registra una percentuale dell’11,53) e per riuscire finalmente ad eliminare dalle strade i grandi cassonetti di raccolta indifferenziata, troppe volte impropriamente usati in questi anni da non residenti, con la beffa dei cittadini del luogo di pagare anche la spazzatura dei comuni vicini.

L’inaugurazione dell’Ecocentro Mercoledì 20 giugno l’inaugurazione in un clima di festa. Tangibile la soddisfazione degli amministratori, dal sindaco Luigi Arcuti all’assessore all’ambiente Giovanni Mauro, che più di tutti hanno seguito da vicino il completamento del progetto. La struttura era stata realizzata durante la prima Amministrazione Perulli nel 2010 ma poi lasciata priva dei passaggi necessari per la sua messa in funzione, divenendo il regno incontrastato delle erbacce. Dal loro insediamento, nel maggio dell’anno scorso, i nuovi amministratori si sono dati da fare per la sua attivazione realizzando l’allaccio Enel e l’impianto idrico e fognante con subirrigazione. Hanno poi ottenuto l’autorizzazione provinciale per lo smaltimento delle  “acque meteoriche di prima pioggia” e sono arrivati infine al certificato di agibilità che ne ha permesso l’apertura. «La messa in funzione dell’Ecocentro costituisce una tappa fondamentale – ha sottolineato l’assessore Mauro – per contribuire in maniera significativa alla riduzione della quantità di rifiuti da conferire in discarica.  E’ un intervento per proteggere l’ambiente, migliorare la qualità di vita dei cittadini e speriamo porti pure ad un progressivo abbattimento dei costi relativi alla tassa sui rifiuti».

Lido Conchiglie (Sannicola) – Brucia le stoppie in giardino e provoca un incendio nel bosco. È accaduto nel pomeriggio di giovedì 21 giugno a Lido Conchiglie dove il 50enne A.C., di Sannicola, è stato denunciato dai carabinieri della Forestale di Gallipoli per “incendio boschivo colposo”. Intorno alle 15.30, l’uomo era impegnato nell’eliminare fogliame e residui vegetali secchi dal giardino della sua abitazione quando, nell’appiccare un fuoco, non è riuscito a controllare le fiamme che, spinte dal vento, si sono propagate verso la vicina area boschiva per circa un ettaro e mezzo. Sul posto sono intervenuti, insieme ai carabinieri della forestale, anche i Vigili del fuoco e personale dell’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali: le operazioni di spegnimento e bonifica hanno richiesto diverse ore di lavoro e si sono concluse intorno alle 19.

Alezio – Tre incontri per conoscere e riscoprire il territorio, “per proteggerlo e rinaturalizzarlo”. E’ l’intento del comitato aletino “Acqua Bene Comune-Rete Beni Comuni”, promotore del percorso in-formativo “Il Salento. La storia nel paesaggio, il paesaggio nell’attualità”, composto da tre convegni tematici sull’equilibrio tra economia e tutela dell’ambiente circostante, al via il prossimo 23 giugno. Il ciclo di eventi, promosso da CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica Roma, è realizzato in collaborazione con Comune di Alezio, Museo Civico Messapico di Alezio, Società di Storia Patria – Lecce, Forum Ambiente e Salute – Lecce, C.S.V. Salento – Lecce, Nuova Messapia – Soleto.

Si parte sabato 23 giugno alle ore 18 da AREA LAB Laboratorio Urbano in via Toti con il primo incontro introdotto da Marta Innocente, docente di Matematica e Fisica presso il Liceo Q.Ennio di Gallipoli. Si parlerà di “Olivocoltura e fitopatie nella Storia di Terra d’Otranto: le patologie dell’Ulivo nel Salento tra il presente e i disseccamenti storici”, assieme a Franco Mastrolia, docente della facoltà di Economia Unisalento e Giovanni Seclì di Forum Ambiente e Salute. Sabato 30 giugno alle ore 18 presso il Museo Civico Messapico si prosegue con “Xylella: fatti, rappresentazione, scenari. Pesticidi, Fitofarmaci: decreto Martina, Regolamenti Europei”. Discuteranno Margherita Ciervo, docente dell’ Università di Foggia e Luigi Russo, giornalista, sociologo da CSVSalento. Sabato 7 luglio alle ore 18 sempre presso il Museo Civico Messapico ultimo appuntamento in programma dal titolo “Viaggio alla Riscoperta della Natura e del Paesaggio Salentino. Salento: un paesaggio in rapido mutamento”. Parteciperanno Oreste Caroppo, cultore naturalista; Alfredo Melissano, esperto di Politiche del Territorio; Bruno Vaglio, agronomo. Info: 348.7727307

 

 

Alezio – Nessun passo in avanti nella questione “cava di argilla” in località Arpa, al confine con Matino e Parabita. Attesa e presidiata da associazioni e cittadini che hanno allestito un sit-in di protesta pacifica al di fuori del Municipio, la conferenza dei servizi dello scorso 19 giugno non si è tenuta a causa dell’indisponibilità del responsabile del procedimento. In attesa che venga convocata una nuova assemblea, cresce il dissenso verso il progetto avanzato dalla società “Geoambiente”, una società a responsabilità limitata di Cavallino, relativo all’apertura di una cava per l’estrazione di argilla, estesa 50mila mq e profonda 21 metri, a circa 1,5 km dall’abitato.

Percorre la strada del ‘no’ come i suoi predecessori, l’amministrazione neoeletta di “Grande Alezio”. “Siamo fermamente contro la realizzazione della cava e attiveremo tutte le procedure a supporto di tale azione – afferma il sindaco Andrea Barone -. Siamo vicini al comitato no cava che elogiamo per la sua determinazione e per l’azione consapevole e responsabile che sta portando avanti, con l’auspicio che per il bene di tutti si possa arrivare a un risultato positivo per il nostro territorio”. Da sempre schierato al fianco della protesta Marcello Seclì di italia Nostra, presente alla manifestazione. “Il progetto lanciato da Geomabiente non trova consenso della polazione e riscontro nei termini di un’economia che deve vertere sulla tutela delle risorse. Quella programmata – afferma Seclì – è un’opera devastante dal punto di vista ambientale e del consumo del suolo, in termini economici, agricoli e turistici, in un’area che dovrebbe venire sfruttata per 13 anni, andando a compromettere la sicurezza del suolo. Chiediamo che gli Enti tengano conto di queste istanze e che valutino le osservazioni prodotte, non scendendo a decisioni prese a tavolino.

Critico nei confronti del progetto avanzato da Geoambiente anche Cristian Casili, capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle. “Il progetto – con oggetto un tratto di grande pregio paesaggistico – potrebbe creare un’alterazione idrogeologica della falda acquifera sottostante”. Un problema che si sommerebbe “ai rischi per la salute delle persone e i possibili danni diretti e indiretti sulle attività agricole limitrofe”. Il progetto si abbatte su un territorio – secondo Casili – che si è visto privare di molti tratti identitari, “a causa dello sprawl urbanistico e di una cementificazione selvaggia e disordinata delle campagne”.

Presente alla manifestazione di lunedì 19 anche Gallipoli Futura. “Lo scempio che si vuole realizzare che lambisce il territorio di Gallipoli ed una zona delicata dal punto di vista idrogeologico ed ambientale – fanno sapere – è quanto di più irresponsabile che si possa pensare e realizzare. Protestiamo contro questa classe dirigente e politica sorda alle esigenze della popolazione ed anche contro noi stessi, cittadini poco sensibili”. GF chiama in causa anche il Primo cittadino di Gallipoli, Stefano Minerva: “non possiamo non censurare il comportamento del Sindaco che, molto sensibile a dare pareri nettamente contrastanti come successo di recente per una conferenza dei servizi, non sente invece la necessità di esprimersi nel merito di un disastro ambientale che vede la vicina città di Alezio per ora penalizzata da un progetto che se realizzato penalizzerà anche Gallipoli”.

 

Racale – “Si dà atto, quindi, del raggiungimento dell’obiettivo di cui al comma 6, art. 22, L.R. 8/2018, e quindi dell’applicabilità, ai sensi della previsione legislativa, della sottoindicata aliquota di tributo speciale per il conferimento in discarica (ecotassa) per l’anno 2018, ai sensi della L.r. 8/18, pari all’ammontare minimo fissato dal comma 29, articolo 3 della legge n. 549 del 1995, e dal comma 1 – 3-bis- art. 32 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, per i Comuni indicati nella seguente tabella riassuntiva: Ecotassa 2018 (euro/tonnellata)   5,17″: in queste righe di stampo burocratico vi è il riconoscimento della vittoria conseguita da sette Comuni (su 97) della provincia di Lecce. Racale, unico de Sud Salento, Campi, Lequile, Novoli, Squinzano, Trepuzzi Veglie hanno raggiunto – certifica la Regione con i suoi controllori – quota 65% dei rifiuti solidi domestici differenziati. Da qui il crollo dell’ecotassa dal 25,82 euro a tonnellata di rifiuti conferiti in discarica a 5,17. 

Il taglio sulle cartelle esattoriali dei cittadini per il 2018 non è di poco conto. E il successo conseguito, proprio con l’apporto fondamentale degli utenti, non viene sminuito dal fatto che in altre sedi, quelle giudiziarie alcuni Comuni con l’avvocato Pietro Quinto hanno impugnato e vinto il primo round di una battaglia legale che, per l’anno in corso, porta a 5,17 euro/tonnellata l’importo a carico di tutti i Comuni. La ragione sta in un vizio contenuto nella legge regionale relativa che, una volta superato in aula a Bari, porterà i buoni tra i buoni e i cattivi a lavorare sodo per risalire la china. “Siamo strafelici – commenta intanto la consigliera con delega all’Ambiente, Anna Toma – e questo ci incentiva a fare sempre di più. Tolleranza zero per chi non conferisce correttamente e impegno massimo per la tutela dell’ambiente”. (Anna Toma con Donato Metallo)

Un centro di analisi e ricerca sui rifiuti  Il “Faremo sempre di più” lo spiega il Sindaco Donato Metallo. “Adesso siamo già a 75% – premette – con un ulteriore balzo negli ultimi tre mesi in cui abbiamo iniziato a differenziare anche l’organico”. Prima di questo passaggio, i racalini erano attestati al 37%. Nei programmi dell’Amministrazione comunale, proprio per andare oltre, ci sono un nuovo ecocentro anche nella marina di Torre Suda ((finanziato con 300mila euro dalla Regione); altri 30mila euro di fondi comunali sono destinati – il bando pubblico sta per partire; un solo precedente in Italia – alla creazione di un centro di ricerca sui rifiuti con analisi dei flussi, del contesto ambientale, degli eventuali errori. Tra l’altro, 50mila euro di finanziamento regionale saranno spesi per smantellare e smaltire amianto; 11mila euro dalla Provincia dal progetto “Una campagna per le campagne” alimenteranno un laboratorio didattico e una bonifica di discariche abusive. “Certo, noi abbiamo fatto la nostra parte – conclude Metallo – ma senza il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini non avremmo avuto questo risultato”.

Va detto infine che altri Comuni hanno sfiorato il traguardo. Si tratta di Melpignano, Bagnolo del Salento, Minervino di Lecce, Monteroni, Salice, Lecce, Carmiano. Fuori anche Surbo per documentazione incompleta.

Porto Cesareo – Un viaggio tra dune e ginepri, penisole e isolotti circondati da un mare “Verdeazzurro”, come il titolo del film documentario dedicato alla riserva regionale “Palude del Conte e Duna Costiera – Porto Cesareo”, che sarà proiettato 22 giugno, alle ore 20, nel piazzale antistante la torre di Santo Stefano (Torre Chianca) a Porto Cesareo. La pellicola è realizzata da Mino Buccolieri, presidente del Centro di Educazione Ambientale della località jonica, ed è frutto del progetto multimediale denominato “Valorizzazione di percorsi storico naturalistici nell’area costiera di Porto Cesareo”, grazie al bando CUIS contributi 2011. L’opera è inoltre il risultata del lavoro di squadra tra il Comune di Porto Cesareo, l’Orto Botanico dell’Università del Salento, l’Ufficio del Parco “Palude del Conte e Duna Costiera”, la Regione Puglia, il Consorzio Universitario Interprovinciale Salentino ( CUIS) e il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste di Porto Cesareo ( Legambiente e ItaliaNostra Salento Ovest).

“Il film è stato realizzato interamente nel territorio di Porto Cesareo – spiega Buccolieri -, ed ha visto impegnata la troupe per 24 mesi, al fine di documentare tutta la ricca e variegata biodiversità presente nelle diverse stagioni dell’anno”. Le riprese sono state realizzate, oltre che da Buccolieri, da Carlo Mazzotta e da Emiliano Peluso Importante anche la collaborazione dei videomakers Giuseppe Colonna e Gianluca Romano e dello storico fotografo di Porto Cesareo Alfredo Vantaggiato. Le immagini raccontano la flora e la fauna (anche rara) dei circa 900 ettari della Riserva Naturale Orientata Regionale che quattro aree relativamente omogenee che caratterizzano la riserva: gli isolotti e la penisola La Strea; le dune di Torre Lapillo-Palude del Conte; le “spunnulate” di Torre Castiglione; la Palude del Conte – Bosco dell’ Arneo. Il tutto illustrato da un testo chiaro e scorrevole redatto dagli esperti dell’Orto Botanico dell’Università del Salento, speakerato da Massimo Colazzo e dal fonico di Radio “BBC London” , Tim Bick. La serata sarà introdotta e seguita dal giornalista Rai Enzo Del Vecchio.

 

 

Casarano – Nuova serata di disinfestazione a Casarano. Nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 giugno è in programma l’intervento contro mosche, zanzare e blatte, sull’intero territorio comunale e sulle aree verdi. Il consiglio degli operatori è sempre quello di chiudere porte e finestre della abitazioni e di ritirare i panni stesi già dalla tarda serata. Il calendario messo in atto dalla Igeco costruzioni spa, la società che svolge il servizio di igiene urbana in città, prevede la prossima disinfestazione adulticida nella notte tra il 19 e il 20 luglio.

Porto Cesareo – La stradina sterrata che porta al mare viene chiusa abusivamente con una catena e scatta il sequestro. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia costiera in località “la Strea” a Porto Cesareo, all’interno dell’Area marina protetta. I militari, intervenuti insieme al personale della Polizia municipale del Comune, hanno rilevato come in tal modo era stato, di fatto, chiuso l’unico varco di accesso ad un’ampia area demaniale marittima ed alle spiagge impedendo il libero transito, così come previsto anche dalla legge regionale n. 17 del 2015. La recinzione in questione è stata posta sotto sequestro penale mentre il responsabile è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Con il coinvolgimento del Comune è stato, inoltre, avviato l’iter per la rimozione dell’opera abusiva.

Gallipoli – Dopo la manifestazione del 5 aprile, non se n’era saputo più niente del gruppo spontaneo “Giù le mani dalla spiaggia della Purità”: costituitosi sul web “a difesa” dell’omonima spiaggia-simbolo della gallipolinità, avevano inscenato una manifestazione con corteo. Motivo del contendere  erano stati i massi allocati a protezione delle mura che, a detta di alcuni, avevano ridimensionato notevolmente la spiaggia, facendo scomparire addirittura il tratto caratteristico detto “Core tu malone”. Il Sindaco Minerva aveva assicurato in quella occasione che sarebbero stati interrotti sia i lavori che il collaudo commissionati dal Genio civile per le opere marittime di Bari, e che la Giunta municipale avrebbe incaricato un tecnico perché relazionasse minuziosamente in merito.

Dopo di che, il silenzio, almeno sino a ieri quando alle 18 in punto, si sono ritrovati, nella stessa spiaggia gli stessi promotori di qualche mese fa, tra cui Roberto Mona, Anna Papa (con lo pseudonimo facebook Anna Anna), Giorgio Papa e Fernando De Vita: stavolta, per dotare la spiaggia di due carrozzine da mare,  offrendo così la possibilità di far fare il bagno e di fruire appieno della spiaggia e del mare anche a persone con difficoltà nella deambulazione. Non sono mancati i momenti di allegria, con l’esibizione canora (canti della tradizione gallipolina) del neocostituito tutto al femminile gruppo “MaterLab”, capeggiato da Anna Papa, il cui scopo principale è “la valorizzazione del centro storico  come contenitore culturale ricco di storia, arte e tradizioni, ma non trascurando mai l’ambiente, che va sempre salvaguardato e difeso”.

Nel mentre il viceparroco della cattedrale, don Oronzino Stefanelli (Copertino), stava benedicendo le due carrozzine speciali, se n’è aggiunta una terza, donata dal rappresentante di Federbalneari Toti Di Mattina, dal vicesindaco Mimino Alemanno e dal consigliere comunale Vincenzo Piro. Il Sindaco nel suo intervento ha plaudito all’iniziativa di solidarietà, ed ha assicurato al tempo stesso la massima attenzione sulle problematiche cittadine, garantendo, a dispetto di quanti insinuano il contrario, “che la Purità resterà sempre, com’è stato sin qui, una spiaggia libera”.

Ugento – Il 28 giugno 2018, alle ore 10, le associazioni del territorio manifesteranno presso la sede della Regione Puglia contro i ritardi della bonifica della discarica Burgesi. In una lettera al presidente della Regione Puglia i cittadini chiedono lo sblocco del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, la bonifica della discarica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio e un incontro nel corso della giornata con il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per affrontare le tematiche in questione e la spinosa questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

La stessa lettera è stata inviata e posta all’attenzione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Burgesi con i suoi presunti 600 fusti tombati illegalmente all’inizio degli anni 2000, così come si evince dalle dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, rappresentano un argomento scottante che non riguarda solo Ugento ma tutto il territorio – sottolineano le associazioni – una vera e propria bomba ecologica, che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra, inquinando la falda” . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, dimostrano – come loro stessi riferiscono – che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti Pcb policlorobifenili rinvenuti nel percolato, ma fortunatamente non ancora nell’acqua. ”Noi chiediamo la risoluzione di un problema gravissimo che porterebbe a conseguenze gravissime se quel pcb dovesse andare in falda – scrivono le associazioni al presidente Emiliano – lo chiediamo a tutti. A Lei Presidente della Regione Puglia, a tutti i consiglieri regionali, ai parlamentari di maggioranza e di opposizione”.

Il 28 maggio 2017, i cittadini, le associazioni e i sindaci marciarono verso Burgesi chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo. A luglio 2017 e a maggio 2018 le stesse associazioni hanno scritto più volte alla Regione Puglia chiedendo interventi e provvedimenti in tempi brevi, tra cui la risoluzione del problema dello stanziamento del fondo di un milione di euro destinato al monitoraggio della discarica, ma non è mai giunta alcuna risposta. ”Molti di noi hanno vissuto in famiglia e in prima persona le terribili vicende del cancro – scrivono ancora nella lettera le associazioni – e ci aspettiamo da lei un gesto di cuore come persona nell’accogliere il nostro invito all’incontro del 28 giugno. Ci appelliamo non solo al Suo ruolo politico e istituzionale e a quello di tutti i consiglieri regionali. Nonostante il Suo lungo e precedente silenzio noi vogliamo confidare in primis nella Sua umanità – concludono – umanità e dialogo sono appuntamenti al quale chi rappresenta noi cittadini non può e non dovrebbe mai mancare”.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...