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Notizie su ambiente ed ecologia dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

CASARANO – Un’abitazione completamente abusiva in corso di realizzazione è stata sequestrata in località “Caselle” a Casarano. L’area in questione, di particolare pregio naturalistico, è prossima alla strada provinciale per Maglie ed è prossima ai territori di Supersano e Collepasso. I sigilli sono stati apposti ad un fabbricato ancora allo stato rustico, e privo di copertura, pari a 104,5 metri quadrati. La struttura, realizzata con mattoni in calcestruzzo e tramezzi interni, risulta di quattro vani e un corridoio, con muri già eretti per un’altezza di 2,75 metri. In fase di costruzione vi erano anche altri tre vani, anch’essi privi di copertura. Lunedì 20 novembre, intorno alle ore 11, l’intervento  sul posto dei carabinieri della Forestale di Gallipoli insieme a personale dell’Ufficio tecnico comunale. Tre i soggetti denunciati (di 19, 23 e 24 anni) in qualità di comproprietari del terreno e committenti dei lavori. Il reato ascrivibile è quello di “realizzazione di opere edilizie in area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di permesso di costruire o altro titolo abilitativo”.

 

 

Nardò – Saranno la “Bianco Igiene ambientale” di Nardò, la “Gial Plast” di Taviano e la “Armando Muccio” di Taurisano in associazione temporanea ad occuparsi dei rifiuti – spazzamento, raccolta, trasporto dei rifiuti solidi urbani di Nardò e degli altri Comuni facenti parte dell’Aro (Ambito raccolta ottimale), cioè Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Seclì, Tuglie.

Una procedura iniziata nel maggio 2013. Tolto il ribasso del 3,735% sull’importo globale per nove anni, le tre società hanno portato a casa un appalto da 102 milioni 986.734, 96, vale a dire 11 milioni 443mila euro annui. L’affidamento definitivo della gara con capofila Nardò e passata attraverso varie traversie ed un commissariamento (nel marzo scorso, da parte della Regione), è datato 20 novembre. Una data a suo modo storica, se si pensa che il primo passo verso questo traguardo è stato compiuto dal commissario ad acta dell’Aro 6 il 13 maggio 2013, con la costituzione del’associazione dei Comuni, come previsto dalle norme regionali del 2012.

I punteggi finali della gara dopo 51 verbali. “Bianco-Gial Plast-Armando Muccio” hanno messo insieme 91,332 punti; staccati i secondi classificati, “Ecotecnica-Igeco-Axa” con i loro 65,8655 punti. L’ampio divario forse metterà al riparo l’intero lungo procedimento – passato anche attraverso il dispositivo rettificato con conseguente ripubblicazione del bando sulle Gazzette ufficiali italiana ed europea – dai consueti ricorsi a firma normalmente di chi precede in graduatoria finale. Si contano ben 51 verbali stilati e firmati dai componente la commissione. E sono specificati in 21 capitoletti i motivi per cui sono stati proclamati i vincitori.

Concorrenti battuti sulle proposte migliorative del servizio. La qualità del progetto tecnico ha fruttato 12 punti all’Ati che entro 35 giorni dalla comunicazione ufficiale stipulerà il contratto. Ma hanno inciso anche le proposte migliorative rispetto a quanto richiesto dall’Aro, il sistema di “intercettazione” del rifiuto abbandonato; le modalità di gestione degli Ecocentri; la qualità del piano di informazione e comunicazione nella fase di avvio e nelle annualità successive, col servizio a regime; il sistema di assistenza ai cittadini e dei controlli; il miglioramento funzionale delle sedi aziendali  e della stazione da utilizzare per il servizio di trasporto della frazione umida. La commissione ha anche verificato la capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa come previsto dai requisiti contenuti nel bando.

I costi Comune per Comune. Iva esclusa, ecco quanto costerà annualmente il nuovo servizio paese per paese: Nardò 5 milioni 176.589 euro; Alezio 681.141; Aradeo 967.725; Collepasso 631.089; Galatone 1 milione 726.608; Neviano 582.208; Sannicola 856.584; Seclì 194.238; Tuglie 626.784.

 

Centro storico di Gallipoli

Gallipoli – Sarà il Tar di Lecce a decidere, il prossimo 20 febbraio, se e quanto dovranno pagare i Comuni per saldare i debiti nei confronti della “Progetto Ambiente”, gestore dell’impianto Cdr di Cavallino. Una questione spinosa che si trascina da anni e che vede l’uno di fronte all’altro lo schieramento compatto delle 97 municipalità salentine e la società che cura lo smaltimento.

Tariffe di smaltimento ferme al 2010: sugli adeguamenti è guerra in tribunale. Nel paese alle porte di Lecce l’impresa che fa capo al consorzio Cogeam, produce il combustibile derivante da rifiuto e i Comuni che negli anni hanno conferito le loro immondizie devono pagare una tariffa stabilita da un contratto firmato nel 2004 dall’allora commissario delegato per l’emergenza ambientale, l’ex Governatore regionale Nichi Vendola. Il problema sono gli adeguamenti tariffari a partire dal secondo semestre 2010 fino a tutto l’anno in corso, stabiliti con un decreto dal commissario ad acta dell’Agenzia territoriale dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano. La somma in ballo non è decisamente trascurabile: 27 milioni, euro più euro meno, calcolata sulla scorta degli indici Istat per cui il commissario Grandaliano aveva stabilito tariffe che vanno dai 102,56 euro del 2010 ai 112,95 del 2017, per ogni tonnellata di rifiuto conferito.

Il forte rischio: da 72 euro a tonnellata di immondizie conferite a 113. Una batosta per le casse comunali visto che sborsavano 72 euro e 60 centesimi a tonnellata. Inoltre, per la “Progetto ambiente” anche la tariffa di 112,95 è bassa, in quanto sostiene che per la copertura dei costi di esercizio occorrono almeno 128 euro a tonnellata. Le parti hanno presentato ognuna un ricorso ai giudici amministrativi. I Comuni (che in questo caso si sono raggruppati in tre aree equivalenti a nord, centro e sud Salento) hanno dato mandato agli studi legali di Ernesto Sticchi Damiani, Angelo Vantaggiato e Gianluigi Pellegrino; la società si è rivolta al legale Luigi Quinto, che tra le altre cose durante le febbrili trattative dei mesi scorsi aveva prospettato l’ipotesi che un’eventuale vittoria al Tar avrebbe fatto schizzare la tariffa a 145 euro.

I “debiti” da prevedere ad oggi: Gallipoli 1 milione 237mila, Ugento 704 mila, Casarano 651mila. Se venisse confermata la validità del decreto di Grandaliano, i Comuni sarebbero costretti ad un gravoso esborso. Nell’ex Ato Lecce 1 la stessa città capoluogo avrebbe un debito di 3 milioni e 618 mila euro, Copertino 484 mila, Carmiano 343mila, Leverano 348mila, Porto Cesareo 640mila, Trepuzzi 376mila e Veglie 467mila; nell’ex Ato Lecce 2 su Gallipoli peserebbe un debito di 1 milione e 237mila euro, per Cutrofiano 270mila, a Galatina 752mila, a Galatone 616mila, per Maglie 371mila, ad Otranto 383 mila, a Sannicola 198mila, poi Alezio 180mila, Aradeo 367mila, Neviano 134mila, Supersano 111mila e Tuglie 150mila; nell’ex bacino Lecce 3 infine, Taviano dovrebbe pagare 443mila euro, Casarano 651mila, Alliste 223mila, Castrignano del Capo 237mila, Matino 349mila, Parabita 300mila, Salve 256mila, Tricase 526mila e Ugento 704mila.

Porto Cesareo – Gianfranco Amendola e Piero Angela, Bandabardò e Andrea Camilleri, Luca Carboni e Alessandro Cecchi Paone, don Luigi Ciotti e Licia Colò e poi Leonardo Ferragamo, Marisa Laurito, Neri Marcorè, Luca Mercalli, Piero Pelù, Nicola Piovani, Folco Quilici, Paola Saluzzi, Giovanni Soldini, Dario Vergassola, Alessandro Preziosi ed altre personali hanno messo la loro firma accanto a quelle di esponenti del mondo accademico (Ferdinando Boero dell’Unisalento, ad esempio) per chiedere al presidente del Senato, Pietro Grasso, ed alla senatrice Paola Pelino ed al senatore Giuseppe Marinello, di mettere in calendario al più presto la legge che ha ultimato il suo percorso alla Camera un anno fa: quella che blocca l’uso di microplastiche che finiscono nei nostri scarichi domestici e quindi in mare. Le contengono saponi, creme, gel, dentifrici e molti prodotti cosmetici in commercio.

La Camera ha già detto sì: tocca al Senato. La battaglia, per l’approvazione della norma prima che si sciolga il Senato per le votazioni è stata lanciata dalle associazioni Wwf Italia, Legambiente, Lipu, Lav, Marevivo, MedSharks, Greenpeace. Oltre a scienziati e ricercatori, l’obiettivo  di salvare il mare, in definitiva, essendo non catturabili queste microplastiche (diametro massimo 5 millimertri) neanche dai filtri dei depuratori, è di attivare i filtri umani e di legge tanto che la campagna si chiama “Faidafiltro”, ha l’appoggio convinto di numerose Aree marine protette. L’adesione più recente in ordine di tempo è quella dell’Area marina protetta di Porto Cesareo che comprende anche Portoselvaggio di Nardò. Ha affermato il presidente Remì Calasso: “Ci uniamo all’appello lanciato dalle associazioni ambientaliste già sottoscritto da molte personalità del mondo della ricerca scientifica, dello spettacolo, dello sport, del mondo produttivo e dai rappresentanti delle aree protette italiane. Ne chiediamo l’immediata approvazione”.

Una delle sei minacce emergenti agli oceani. Si legge in un passaggio importante della nota in materia: “L’industria cosmetica utilizza microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano. Quello che molti consumatori ignorano è che queste microplastiche non vengono trattenute dai sistemi di depurazione e finiscono così direttamente in mare. Le microplastiche generano un inquinamento incalcolabile e irreversibile. Lo stesso Rapporto Frontiers 2016, rilasciato dall’Unep, inserisce l’inquinamento da microplastiche negli oceani tra le sei minacce ambientali emergenti. Molti studi confermano – si sottolinea – che una volta in mare queste vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate. Il rischio è anche lo squilibrio della catena alimentare: pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire così sulle nostre tavole”.

 

L’assessore Mino Natalizio

Nardò – Entro trenta giorni dalla conferenza dei servizi tenutasi a Bari il 2 novembre scorso, la “Società Mediterranea Castelnuovo 2”  si è impegnata a produrre il Piano di caratterizzazione per mettere definitivamente in sicurezza la ex discarica di Castellino. Questo piano – che sarà pronto quindi tra un paio di settimane – recepirà le osservazioni del Comune di Nardò fatte proprie dalla Regione. I rilievi mossi riguardano “la ricostruzione del locale assetto geologico-idrogeologico contenuto nel piano” presentato dalla societàche gestiva l’impianto. Tra le altre cose, è stato chiesto dalla Regione che l’elaborato tecnico contenga la previsione di “perforare altri due nuovi piezometri (oltre a quello già realizzato), che consentono di controllare l’interazione della discarica con le falde acquifere nelle aree circostanti”. La caratterizzazione – fase prevista espressamente dalle norme in caso di dismissioni di discariche – potrà quindi permettere la ricostruzione di un modello – come si legge in una nota del Comune – che rappresenti lo stato ambientale di suoli e acque sotterranee, nonché fornire un minimo di dati necessari all’esecuzione di un’analisi di rischio specifica. E naturalmente ciò consentirà anche di stabilire se la contaminazione finora riscontrata sia causata o meno dalla discarica”. Alla Conferenza dei servizi hanno partecipato oltre ai competenti settori della Regione, i rappresentanti di Provincia di Lecce, Mediterranea Castelnuovo 2 e Arpa Puglia (Dipartimento di Lecce). Per conto del Comune di Nardò erano presenti l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, il dirigente Nicola D’Alessandro e il consulente Andrea Vitale. La celerità con cui la Regione sta procedendo per concludere il Piano di caratterizzazione di Castellino – sottolineano il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore  all’Ambiente Mino Natalizio – è la prova del concreto impegno del presidente Emiliano e dell’assessore Caracciolo per mettere definitivamente la parola fine al capitolo della corretta chiusura e messa in sicurezza della discarica”.

Lecce – La Asl di Lecce chiama a raccolta i tecnici per illustrare i pericoli derivanti dal gas radon che si annida negli edifici. Dopo uno screening decennale su 400 istituti scolastici della provincia di Lecce, condotto dal Dipartimento di prevenzione, è emerso che il valore medio di concentrazione del gas è superiore rispetto a quanto registrato in una ricerca simile svolta nel 1991. Il radon è un gas radioattivo invisibile di origine naturale, particolarmente dannoso per la salute dell’uomo, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come la seconda causa, dopo il fumo da tabacco, del tumore al polmone che, come è noto, fa registrare livelli di incidenza molto elevati in provincia di Lecce. Si sviluppa dal sottosuolo, è presente nell’acqua e in alcuni materiali da costruzione e, in certi casi, si accumula negli edifici rappresentando un rischio per la salute degli occupanti. Per questo lo Spesal della Asl e l’Arpa hanno organizzato una giornata di studi che si svolgerà all’hotel Tiziano di Lecce il 7 dicembre (inizio alle 8.30), dedicata agli iscritti degli ordini degli ingegneri, degli architetti e dei geometri ma anche alle associazioni di settore e ai tecnici dei Comuni. L’obiettivo è quello di fornire elementi fondamentali per la corretta progettazione di nuove costruzioni edili e per la bonifica delle costruzioni esistenti che dovessero risultare inquinate. All’evento formativo darà il proprio contributo scientifico il Dipartimento di matematica e fisica dell’Università del Salento, che collabora da anni con Asl e Arpa nell’ambito della RePol, la Rete per la prevenzione oncologica leccese.

NEVIANO – La Provincia di Lecce ha bocciato il progetto per la realizzazione del nuovo impianto di trattamento dei rifiuti organici previsto a Neviano. Della conclusione negativa della Conferenza dei Servizi convocata per la valutazione del progetto presentato dalla società “FG Ecologia srl” ne da notizia la sezione Sud Salento di Italia Nostra (con sede a Parabita). «Il provvedimento, anche sulla scorta delle osservazioni da noi presentate – si legge in una nota a firma del presidente Marcello Seclì – ha rilevato che non sussistono le condizioni stabilite dalla normativa, tra cui le distanza dai centri abitati  e dai siti sensibili, affinché tale progetto potesse realizzarsi».

Giunge così a termine una vicenda che da oltre un anno ha visto vivacemente dibattere le comunità interessate, sino alla costituzione di un comitato civico. Nell’esprimere la propria soddisfazione “per un risultato che ha evitato che nell’Area delle Serre Salentine si realizzasse un impianto dalle evidenti e diversificate criticità ambientali e paesaggistiche che avrebbe travolto un territorio ancora integro caratterizzato dalle costruzioni in pietre a secco”, Italia Nostra sottolinea la carenza di impianti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti “e l’inadeguatezza di un sistema che prevede ancora lo smaltimento in discarica per cui si registrano ancora percentuali molto basse di raccolta differenziata ed un proliferare di impianti e progetti obsoleti ed antieconomici, essi stessi produttori di rifiuti” L’invito rivolto a Regione, Ato e Comuni è quello di prevedere la realizzazione di impianti e progetti che non determinino effetti negativi sull’ambiente e in grado di contenere i costi del servizio a carico dei contribuenti”.

GALATONE – Da più parti tirata in ballo per aver autorizzato il “nuovo” impianto di stoccaggio dei rifiuti nel distretto industriale di Nardò– Galatone, l’ente Provincia interviene “per fare chiarezza” con una nota della vicepresidente (neretina) Paola Mita. Così come già affermato ieri dall’ex sindaco di Galatone Livio Nisi,la Provincia definisce “fuorviante” la definizione di discarica “perché si tratta di un impianto di trattamento di rifiuti urbani e speciali”. L’impianto in questione (sito nel territorio di Galatone) non sarebbe neppure “nuovo” (come affermato pure da Nisi), “perché si tratta – spiega la Mita – del  trasferimento dell’impianto già presente nella zona industriale di Galatone, in un sito differente distante qualche centinaio di metri dall’attuale, per l’esattezza dal lotto numero 202/b al lotto numero 208”. La vicepresidente respinge, inoltre, le accuse rivolte agli uffici e ai tecnici della Provincia per aver concluso in maniera più che rapida, “un iter che è partito nel mese di marzo e che ha acquisito tutti i pareri favorevoli degli enti coinvolti”. La stessa determina adottata il 21 settembre scorso dall’ingegnere della Provincia responsabile del procedimento “è stata trasmessa via Pec al sindaco di Galatone e mai osservata o impugnata”, conclude Paola Mita.

Sulla vicenda ritorna anche il consigliere comunale galateo Nisi il quale chiede le dimissioni dell’assessore comunale Roberto Bove, “che già nella giunta Miceli ha avallato l’impianto che oggi vuole combattere”.

TAVIANO. Riflettori puntati su agricoltura e Xylella nell’incontro di venerdì 17 novembre alle ore 18,30 presso il Palazzo Marchesale, promosso dall’associazione culturale “Cambia-menti”. A distanza di quasi tre anni dal primo convegno realizzato dal gruppo tavianese, si torna a discutere di territorio ed economia, segnate entrambe dal flagello della Xylella fastidiosa sugli ulivi. “Fascia costiera ionica: quale futuro per l’agricoltura?” è il titolo dell’incontro realizzato in collaborazione con il collettivo fotografico Xima (che ha anche allestito una mostra nella sala Miggiano) e con il patrocinio del Comune di Taviano. Dopo i saluti del presidente e del Sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi, interverrà l’assessore all’agricoltura e mercato ortofrutticolo, promozione e valorizzazione risorse Marco Stefàno. La parola andrà poi agli esperti Fabio Ippolito (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali – Università del Salento), Antonio Longo e Pierpaolo Luca (Sud-Project), i quali illustreranno il frutto del loro lavoro sul tema oggetto di dibattito: prove sperimentali messe in atto per il contenimento del batterio Xylella fastidiosa con interventi endoterapici associati ad induttori di resistenza; sperimentazione di colture arboree alternative all’olivo mediante l’utilizzo di acque reflue affinate; estirpazione e reimpianto: normativa, varietà consigliate, tecniche colturali, aree geografiche vocate e risorse finanziarie disponibili nel Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2014-2020.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Pala meccanica in azione e duna deturpata a Torre Lapillo (frazione di Porto Cesareo). L’abuso è stato scoperto dal Nucleo di Polizia ambientale della Guardia costiera intervenuto insieme ai carabinieri della locale Stazione ed a personale della Polizia municipale di Porto Cesareo. I lavori di sbancamento erano in corso nei pressi di un cordone dunale ricadente in proprietà privata. Con il mezzo meccanico erano già stati spostasti circa 220 metri cubi di materiale sabbioso da un cordone alto circa due metri che fino a qualche giorno fa occupava un’estensione di oltre 300 metri quadrati. Dagli accertamenti condotto presso l’Ufficio tecnico comunale di Porto Cesareo è, però, risultato che tale intervento ricade all’interno  di un Sito di interesse comunitario (area Sic), nella fascia dei 30 metri dal demanio marittimo ed in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. L’area in oggetto ed il mezzo utilizzato sono stai sequestrati mentre i comproprietari del terreno ed il legale rappresentante della ditta proprietaria dell’escavatore sono stati denunciati per i reati di distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto e per il deturpamento di bellezze naturali. È stata pure accertata la realizzazione di un vano da 30 metri quadrati,  anch’esso sequestrato poiché privo dei necessari permessi, in quanto ricadente nella fascia di rispetto dei 30 metri dal limite del demanio marittimo.

GALATONE – Una nuova tegola ambientale su Galatone? Sembra proprio così, stando a quanto oggi afferma Giuseppe Resta, portavoce del Comitato per la Salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio (costituitosi nel 2013 nel bel mezzo dell’emergenza amianto). «Una ditta locale – scrive l’architetto su Facebook – ha presentato all’Asi (l’ente che gestisce le zone industriali, ndr) del distretto Galatone – Nardò, sul territorio del Comune di Galatone, una richiesta accordata dalla Provincia e col benestare della passata Amministrazione comunale, di un ennesimo deposito di spazzatura relativo a oltre 120 codici CER, per lo stoccaggio di circa 220 tonnellate di sostanze non pericolose e 67 pericolose». Si tratterebbe, oltre a rifiuti come carta, vetro e materiale da costruzione, anche di scarti come derivati chimici, pile, tubi da neon, con una lista ben dettagliata di tutti i rifiuti destinati al sito. L’azienda ha avviato a marzo l’iter per le autorizzazioni a smaltire i rifiuti nell’area, con l’Asi che ha poi  deliberato l’ok alla proposta, con i pareri necessari di Comune e Provincia. «È una Concessione già rilasciata, già decisa. Qualcosa che riceviamo in eredità dalla vecchia Amministrazione considerato che i documenti sono stati inviati dal l’ufficio Suap alla Provincia nel mese di marzo 2017 e la prima conferenza di servizi si è tenuta il 20 aprile, la seconda il 6 giugno e la terza il 27, a poche ore dal voto per il ballottaggio, senza che di ciò nulla sia trapelato in campagna elettorale» afferma Resta.

Sul fatto si registra anche l’intervento della maggioranza che sostiene il sindaco Flavio Filoni, contraria al nuovo progetto.  Lo scorso 26 settembre è stata recapitata a Palazzo di Città la determinazione n. 391 del 21 settembre con la quale la Provincia di Lecce ”di fatto autorizza la ditta Progest alla realizzazione dell’impianto”, si legge nella nota. Il trattamento dei rifiuti, “urbani e industriali, pericolosi e non”, è previsto sul lotto n. 208 del distretto industriale di Galatone e Nardò”, si legge nella nota. «Abbiamo sempre detto – affermano dalla coalizione di centrosinistra – che non saremo disposti più a sopportare altre industrie e attività che abbiano impatto sulla salute dei nostri cittadini e sul territorio. Abbiamo sempre sostenuto che ogni decisione sarebbe stata preceduta da un referendum e che avremmo previsto una moratoria, che sarà presto deliberata in consiglio comunale, contro le attività e le industrie inquinanti. Ora ci troviamo a subire questa decisione che altri hanno preso, su un territorio dove la competenza comunale pressoché nulla. La nostra risposta politica rimane ferma e chiara: no a questo abuso del territorio!».

NOCIGLIA – Ha ripreso la sua marcia il “Freebike Tour del Salento”, la serie di escursioni promosse per promuovere la passione della bici, il territorio e soprattutto per sostenere l’attività della Lega italiana tumori (Lilt). Il 19 novembre la prossima tappa a Matino, cui seguirà Casarano (il 3 dicembre) e Monteroni (il 10) prima delle uscite programmate nel 2018 (Copertino, Leverano, Sannicola, Brindisi e Campi Salentina). Intanto si sono già svolte le tappe di Uggiano la Chiesa (il 29 ottobre) e di Nociglia (il 5 novembre). In quest’ultima uscita i ciclisti che hanno preso parte a “Pedalando, “padulando” da Nociglia a Specchia”, promossa dall’Asd Cicloclub Nociglia con il social group Mtb Matino, sono stati circa 150. L’escursione, favorita dal bel tempo, è partita da piazza Aldo Moro a Nociglia ed ha attraversato i territori di San Cassiano, Supersano, Surano, Montesano, Miggiano e Specchia. La comitiva ha pedalato in lungo e in largo nel Parco dei Paduli visitando la chiesetta di Sant’Eufemia ed ha scattato la consueta foto di gruppo presso la chiesa di Santa Caterina annessa al convento dei Francescani Neri. Poi, dopo la visita al frantoio ipogeo “Scupola” di Specchia, il rientro al Palazzo Baronale di Nociglia per il buffet finale.

GALLIPOLI – Una giornata di pulizia straordinaria del Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo: questa l’iniziativa organizzata per domenica 12 novembre da Caroli hotels, Wwf e Ccr (Consiglio comunale dei ragazzi) in collaborazione, tra i vari partners, con “Gallipoli football 1909” e l’associazione “Il mio Gallipoli”. L’appuntamento con la giornata ecologica, realizzata con il patrocinio del Comune, è fissato alle ore 9 presso l’ecoresort Le Sirenè di Gallipoli; per l’occasione sono stati coinvolti anche gli Istituti scolastici comprensivi del primo e secondo polo. “Abbiamo voluto organizzare questa iniziativa per dare il nostro piccolo contributo per valorizzare uno degli angoli più belli ed importanti di Gallipoli– afferma Attilio Caroli Caputo, direttore del gruppo alberghiero Caroli hotels – che purtroppo attualmente versa in uno stato di completo abbandono”. Ai bambini partecipanti sarà consegnato un pass valido fino al 31 dicembre per una partita al campetto de “Il mio Gallipoli”. Omaggi anche per i genitori presenti: i papà riceveranno un ingresso gratuito allo Stadio “Bianco” per la partita, mentre le mamme riceveranno un buono sconto per l’acquisto di scarpe ecologiche in canapa da “In Bamboo”

Alliste – È stato aperto mercoledì l’Ecocentro comunale di Alliste, sulla strada per Felline. “Un progetto ed un’idea che, per poterla realizzare, negli anni scorsi, mi ha visto impegnato in più vesti e su più fronti: da Sindaco del nostro Comune, ma anche e sopratutto da vicepresidente dell’Ato Lecce 3 e da consigliere provinciale componente della Commissione Ambiente”: lo afferma Antonio Ermenegildo Renna, già sindaco per due consiliature ed ora vicesindaco. L’amministratore comunale ricorda anche sulla principale rete sociale che il progetto fu finanziato dapprima con circa 220mila euro con fondi dell’Ato 3 e successivamente con fondi della Regione Puglia e dell’Unione europea. “Nella primavera del 2016, quando vennero ultimati i lavori, si era pensato ad un inaugurazione alla presenza di rappresentanti degli Enti coinvolti, degli uffici interessati alla realizzazione della struttura ma anche al coinvolgimento delle famiglie e delle scolaresche con momenti anche di spettacoli teatrali, a tema ambientale, realizzati dai ragazzi per la sensibilizzazione e l’informazione sull’importanza della struttura. Una serie di problemi, tra i quali quelli inerenti la gestione – ricorda Renna – hanno spostato a ieri il momento dell’apertura.
Sono convinto che, nei prossimi giorni, tutta l’Amministrazione, insieme all’attuale assessore all’Ambiente, Marilù Rega, saprà promuovere iniziative di coinvolgimento ed informazione delle scolaresche e della cittadinanza”. Tra i ringraziamenti “uno particolare va all’amico e Sindaco Renato Rizzo che, anche da assessore all’ambiente nel periodo 2006/2016, si è impegnato alla risoluzione dei non pochi problemi che abbiamo dovuto affrontare durante la fase di progettazione e realizzazione dell’opera ed ora in quella di avvio della gestione, affidata, provvisoriamente, alla Gial Plast Srl di Taviano”. L’Ecocentro è dotato di un’isola ecologica, di una sezione adibita a compostiera di comunità, di una sezione per la didattica per far apprendere il ciclo corretto di gestione dei rifiuti. “Sono convinto che, se ben sfruttato – conclude Renna – l’Ecocentro darà un importante servizio ai cittadini e potrà contribuire a risolvere il problema dell’abbandono dei rifiuti per le strade e nelle campagna”.

PARABITA – Verde pubblico da adottare a Parabita. La possibilità di eseguire opere di manutenzione e abbellimento di aiuole, fioriere e rotatorie è stata prevista dalla Commissione straordinaria. L’invito è rivolto a privati cittadini in forma singola o associata, ovvero condomini, scuole, imprese, commercianti o associazioni. Si fa particolare affidamento alle stesse imprese florovivaistiche le quali, assumendosi la cura degli spazi verdi, potranno pubblicizzare la loro attività. In cambio del lavoro e dell’impegno del gestore nell’adozione dell’area, infatti, l’Amministrazione comunale provvederà a realizzare una targa informativa che garantisca visibilità al gestore stesso. «Tutto questo come obiettivo strategico di sviluppo della cultura dell’ambiente e come impegno attivo dei cittadini e delle imprese a vantaggio del decoro urbano», si legge in una nota della Commissione. Il regolamento sul sito del Comune.

OTRANTO. Una discarica lungo il litorale adriatico è stata scoperta e sequestrata a Otranto. Rifiuti di ogni tipo deturpavano un’area da circa 600 metri quadrati in località “Baia dei Turchi”. In azione i militari del Nucleo operativo di Polizia ambientale della direzione marittima di Bari della Guardia Costiera nel corso di un ordinario pattugliamento. Nella discarica non autorizzata sono stati trovati secchi con vernici, apparecchiature elettriche ed elettroniche, coibentazioni interne di frigoriferi ed elettrodomestici  oltre ad un manufatto pericolante, con dentro ombrelloni in disuso, ed un pozzo aperto quanto mai pericoloso per la pubblica incolumità. L’area in questione era stata pure sbancata per consentire un più agile passaggio degli automezzi utilizzati per lo scarico del materiale. Il proprietario del terreno è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per aver violato le norme previste dal Codice dell’Ambiente.

GALATONE. Una discarica a cielo aperto è stata scoperta, martedì 7 novembre, in un’area da circa 500 metri quadrati in contrada “Buscetta” a Galatone dai carabinieri della Stazione di Gallipoli. Nel corso dell’intervento, insieme al personale della polizia locale, è stato denunciato il 50enne D.G., nato a Nardò e residente a Galatone, ritenuto il responsabile del reato di “abbandono, gestione e smaltimento illecito di rifiuti”. Oltre a materiale vario, tra plastica, ferro e legno e materiale edile di risulta, i militari hanno rinvenuto anche frigoriferi e lavatrici, sia integri che smembrati con evidenti segni di combustione. Da ciò anche la denuncia di smaltimento illecito. All’interno di un recinto realizzato nei pressi con conci di tufo, alto circa due metri e senza copertura, erano pure depositati alcuni pezzi di elettrodomestici. L’intera area in questione è stata sequestrata.

Collepasso – “La Cina rappresenta un importante mercato per le nostre calzature di qualità. Al contempo, sono rimasto estasiato dalla maestosità e dalla bellezza di Shanghai”: lo dice Graziano Maggio, giovane imprenditore, titolare dell’azienda calzaturiera “Elka” di Collepasso,  rientrato da pochi giorni da Shanghai, dove, dal 13 al 15 ottobre, ha presentato a buyers locali e internazionali il marchio “Graziano Maggio alla “Settimana della Moda”. Tutte le aziende partecipanti – 56 – aderiscono al progetto “Style Routes to Shanghai”, lanciato alla “Fashion Week”, grazie alla collaborazione tra Agenzia White di Milano, Confartigianato e Italian Trade Agency-Ice, per favorire la penetrazione nel mercato cinese, che assorbe il 33% delle vendite globali del lusso. “Abbiamo vissuto – racconta l’imprenditore – tre giorni intensi, proficui, belli e sorprendenti. Spero di ripetere quest’esperienza. I cinesi sono alla ricerca di gusto, manualità, maestria e know-howitaliani. Il galoppante mercato del lusso guarda con interesse ai prodotti di alta manifattura che presentano peculiari caratteristiche di artigianalità, creatività e qualità; per questo considerano l’Italia la ‘nicchia del mondo’. Sono rimasto estasiato nel vedere veri ‘megastore del lusso’ a Shangai, città moderna, civile, sicura e tranquilla, in cui coesistono grattacieli sfavillanti, cordialità, efficienza e rispetto dei valori tradizionali, in cui rimane centrale il ruolo della solidarietà e della famiglia”. C’è un aspetto che Maggio  considera importante nella necessaria internazionalizzazione delle imprese: “I problemi che abbiamo in Italia non ci sono in Cina né in altre nazioni. Con l’estero prima ti mandano i soldi e poi mandi il prodotto. Da noi è il contrario e spesso nascono problemi. A Shangai ho ricevuto alcune ordinazioni: all’atto del contratto mi hanno dato cash il 30% dell’importo pattuito”. Anche per questo e per amore della sua azienda, il titolare della “Elka” ha voluto “osare di più”.

Pur continuando a lavorare per importanti marchi nazionali e internazionali, ha deciso di lanciare il nuovo brand  “Graziano Maggio”, che punta a posizionare a livello internazionale grazie anche al progetto White-Confartigianato-Ice. Sarebbero imminenti alcuni importanti eventi, come conferma Fausto De Marco della Confartigianato Lecce, che ha accompagnato le aziende salentine a Shanghai: Milano, ancora Shanghai e poi gli Emirati Arabi. I prossimi anni saranno decisivi, ma Maggio sa che ce la farà ed ha ampliato la sua azienda: prima l’acquisizione di un altro opificio (nei due attuali lavorano oltre 100 operai ed impiegati) e, recentemente, di un altro ancora più grande. Lui è stato sempre un “testardo”, come egli stesso dice. Lo pensano anche i genitori Antonio ed Elena, che gli hanno trasmesso l’interesse per la calzatura e la passione per l’attività imprenditoriale. Nel lontano 1989, Antonio ed Elena, operai specializzati dell’azienda calzaturiera “Vi.Mar.” di Ruffano, all’atto della chiusura di quell’azienda (aveva oltre 400 dipendenti) accettarono come “buonuscita” non denaro, ma il corrispettivo in macchinari. Con questi avviarono un piccolo tomaificio familiare, cui diedero il nome di “Elka” (acronimo di Elena e Katia, la figlia), nei locali sottostanti la loro abitazione di Casarano. Oggi “Elka”, trasferitasi nel nuovo opificio di Collepasso, costruito con i finanziamenti del Patto territoriale del 1998, è interamente di Graziano Maggio e assembla “prodotto finito”. Il giovane imprenditore se la “coccola” e la guida con intelligenza verso la conquista di nuovi mercati.

PG

Porto Cesareo – Un altro Aro (ambito rifiuti ottimale) arriva all’agognato traguardo di un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nuovo ed omogeneo per un territorio urbano grande quanto 300 km quadrati. Interessa e coinvolte – anche tramite 15 ecoinformatori – 37mila famiglie per un totale di circa 100mila persone.  Impegnati dall’1 dicembre a tenere puliti i centri abitati di Porto Cesareo, Copertino, Arnesano, Carmiano, Lequile, Leverano, Monteroni, Veglie, Comuni componenti l’Aro 3, saranno 170 operatori ecologici messi in campo dall’associazione temporanea d’imprese tra Ecotecnica srl (mandataria), Igeco Costruzioni spa ed Axa srl.Sarà il primo “prototipo di progettazione esecutiva integrata per servizi di igiene urbana”, come la definiscono i diretti interessati e verrà presentato il 3 novembre presso la Chiesa delle Clarisse di Copertino alle ore 16,30 alla presenza degli amministratori degli otto Comuni interessati, del presidente della Provincia di Lecce, dell’assessore regionale e degli assessori delegati all’ambiente, dei responsabili unici (Rup) che hanno seguito tutto il procedimento fin qui, fase esecutiva. “Nei prossimi giorni sarà consegnata ai cittadini una lettera, a firma dei Sindaci – si legge nella nota dell’Aro 3 – con la quale sarà comunicato l’avvio della distribuzione delle attrezzature e del materiale informativo. Per agevolare il compito ed effettuare al meglio la raccolta separata dei rifiuti, le famiglie saranno dotate di mastelli di colore differente: blu per carta e cartone, giallo per la plastica, verde per il vetro, marrone per l’organico, rosso per il metallo e grigio per la frazione non riciclabile. Il kit di raccolta sarà distribuito, in ciascun comune nei punti
indicati sulle lettere, dagli ecoinformatori riconoscibili per la pettorina ed il badge in evidenza”. Dicono i Sindaci: “Per compiere questa piccola rivoluzione” scrivono i sindaci “saremo chiamati tutti con il nostro impegno a prestare più diligenza nella separazione dei rifiuti, la nostra maggiore attenzione sarà il Gesto Giusto per la città e per l’ambiente. Siamo certi che la rivoluzione
sia possibile senza sforzi eroici, avendo soltanto le informazioni corrette. Cercheremo con questa nuova sfida di sedimentare sul territorio una cultura della collaborazione e della reciprocità, non servirà forse a cambiare il mondo, ma certamente renderà migliori le nostre comunità”. I tecnici che hanno seguito il progetto si dicono pronti “ad ascoltare tutti; ne discuteremo ogni giorno con i cittadini, con quelli più testardi o più pigri”.

 

CASTRIGNANO DEL CAPO. Scatta l’allarme sull’inquinamento della falda nel Capo di Leuca dopo la scoperta di sei pozzi contaminati. A chiedere maggiori controlli scendono in campo anche le associazioni. A fare paura sono i risultati su sei pozzi artesiani nella zona tra Castrignano e Santa Maria di Leuca, dove i tecnici dell’Arpa, insieme ai carabinieri del Noe, lo scorso marzo prelevarono dei campioni per verificarne la salubrità. Le analisi di laboratorio sono passate poi alla Asl, presso il Dipartimento di prevenzione Area Sud, e da questa al Comune, che ha immediatamente emanato un’ordinanza firmata dal sindaco Santo Papa per vietarne l’emungimento e il consumo a scopo alimentare. Due pozzi in particolare, in via Rovigo e in contrada “Pistignane”, hanno fatto registrare un’elevata contaminazione batterica, mentre i restati quattro, siti nelle vie Alberto da Giussano, Forlì, Rovigo e in contrada “Terra Greci”, hanno rivelato la presenza di indici di contaminazione fecale.

Tra le prime associazioni a porsi domande sul grado di contaminazione della falda è “Sos Costa”, che attraverso il suo presidente Luigi Russo chiede di continuare i controlli e di verificare anche la presenza di materiale chimico. «Purtroppo la situazione della falda nel sottosuolo del Salento è pessima. Negli ultimi decenni  – spiega Russo – si è scaricato di tutto, dalle sostanze chimiche delle industrie al percolato delle discariche, fino ai reflui dei pozzi neri non a tenuta stagna, e questa ne è la prova. Cosa fare a questo punto? Innanzitutto i sindaci invitino gli esperti a ricercare anche la presenza di metalli pensanti ed eventuali pesticidi. L’allarme è serio – conclude Russo – se con la contaminazione da coliformi fecali la falda potrebbe ritornare salubre nel giro di dieci anni, un’eventuale contaminazione da veleni allungherebbe questo periodo ad almeno 60 se non 100 anni».

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Gallipoli – E’ nella zona che va dai grandi alberghi a Punta della Suina e in quella delle spiagge in direzione di Mancaversa, dal Cotriero a Punta Pizzo, che si sono riscontrate le maggiori criticità durante le operazioni di pulizia da parte dei volontari di Legambiente, avvenute in questi giorni. A parlarne è Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli. “Puliamo sistematicamente il Parco naturale regionale Punta Pizzo-Isola di Sant’Andrea – afferma Manna – e questo ci serve anche a monitorare i comportamenti e le tipologie dei fruitori del Parco per intervenire dove ce ne fosse bisogno. Abbiamo individuato dei siti particolarmente sporchi e per questo stiamo presentando in questi giorni al Comune di Gallipoli un piano d’azione per la gestione diretta del parco”. Rifiuti di cibo dei picnic lasciate dalle famiglie, bottiglie di plastica e di vetro, scarti della pesca fino a materiali di tutti i tipi portati sulle spiagge dal mare e provenienti anche da molto lontano. A volte poi il Parco diventa anche un punto di accoglienza: “Ad esempio – continua Manna – sono sbarcati in questi giorni sulle coste del Parco dei profughi siriani, a metà strada tra Punta della Suina e gli alberghi; noi conserviamo le testimonianze di questi arrivi come i giocattoli, medicinali e latte in polvere, per non dimenticare il dramma di queste persone”. Nel piano di intervento che verrà presentato ci sarà anche la richiesta di nuove recinzioni, viste che molte sono andate distrutte dagli incendi e dal tempo per vietare gli ingressi con i mezzi a motore; costituire due o tre centri di servizi per informazioni e accoglienza; ripristinare la cartellonistica; predisporre dei grandi contenitori per la spazzatura all’ingresso e all’uscita del Parco; istituire infine aree apposite per i picnic . “Stiamo poi organizzando – conclude Manna – un programma organico di attività annuale per unire tutte le associazioni sportive dilettantistiche del circondario, stabilendoad esempio dei percorsi obbligatori come quello per la mountain bike indicato da apposita segnaletica; questo, anche per venire incontro alle esigenze dei tanti cicloturisti che approfittano della bassa stagione per visitare Gallipoli e il Salento a bordo di due ruote. Rispetto agli altri anni i rifiuti stanno comunque diminuendo”. Tra le iniziative di Legambiente la ciclofficina all’interno del Chiostro di San Domenico ed un corso di meccanica di base ciclistica nelle scuole medie della provincia, da ultimo a Salve e Morciano di Leuca.

GALLIPOLI – “A mali estremi, estremi rimedi”: sembra essere questo il motto che ha ispirato l’Amministrazione comunale di Gallipoli che preannuncia l’utilizzo delle “foto-trappole” per smascherare gli incivili che insozzano l’ambiente. «Una scelta obbligata – affermano a Palazzo di Città – considerato che lungo le strade comunali ed in altre aree ad elevato valore ambientale, nonostante i ripetuti appelli, continuano ad essere abbandonate elevate quantità di rifiuti, anche speciali». Così come già sperimentato, con successo, in altri centri vicini (Nardò e Galatone, ad esempio) sarà un sistema di videosorveglianza basato sull’utilizzo incrociato delle fototrappole e di accessori informatici a cercare di contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Due i dispositivi mobili da installare in “aree sensibili” del territorio, ancora da individuare. «Non possiamo ignorare – afferma il sindaco Stefano Minerva – gli effetti devastanti che creano gli incivili abbandonando i rifiuti. Tali comportamenti non concernono solo la tutela ambientale ma ledono anche la normale convivenza civile creando situazioni di disagio e criticità anche sotto il profilo igienico–sanitario. Non possiamo più tollerare unacondotta».

TAVIANO. “Differenziamoci…con carta alla mano” è l’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale di Taviano nel pomeriggio di sabato 28 ottobre. L’appuntamento delle ore 14 al parco Ricchiello ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza e di “aumentare la percentuale di raccolta differenziata al fine di evirae l’ecotassa”, come affermato dal sindaco Giuseppe Tanisi e dal consigliere delegato all’Ambiente Barbara D’Argento. Si tratta di un vero e proprio concorso tutto “ambientale” che premierà con buoni sconto da 50, 100 e 150 euro quanti (residenti o meno a Taviano) avranno conferito più carta possibile. Riviste, giornali, fogli, cartoni, tetrapck e altro assimilabile verrà, infatti, pesato prima di essere depositato in uno “scarrabile” all’interno del parco. Le attività commerciali, essendo agevolate dalla disponibilità di un maggior quantitativo di carta e cartone, sono escluse dalla premiazione ma invitate comunque a partecipare.

 

PARABITA – Ha avuto successo, a Parabita, la giornata di raccolta differenziata straordinaria di domenica 22 ottobre. Grazie all’iniziativa promossa dall’associazione Commercianti, da Italia Nostra e da Confartigianato, insieme all’Amministrazione comunale ed alla società che gestisce il servizio, è stato possibile recuperare in piazza Terranova 4.000 kg di rifiuti ingombranti e 2.000 kg di rifiuti elettrici ed elettronici. L’iniziativa rientra nell’ambito delle iniziative promosse al fine di evitare l’applicazione dell’Ecotassa sui rifiuti, I promotori ricordano la raccolta della plastica di giovedì 26 ottobre e quella dei metalli del 28 mentre per gli ingombranti è sempre possibile chiamare il numero verde 800968979 o i vigili urbani allo 0833/593109.

ARADEO. – Successo ad Aradeo per le iniziative ambientali. Da registrare la partecipazione “bipartisan”, ovvero dei consiglieri di maggioranza e di minoranza, alla giornata conclusiva del 22 ottobre del progetto “Ecogame 2017”, il concorso che ha coinvolto i ragazzi di elementari e medie. Per la seconda volta in un mese (dopo il  7 ottobre) gran parte dell’Amministrazione comunale con in testa il sindaco Luigi Arcuti, l’assessore all’Ambiente Giovanni Mauro ed i consiglieri di minoranza Emanuela Stifani (SiAmo Aradeo) e Stefano Colizzi (Mov. 5 Stelle) hanno dato luogo ad una giornata di sensibilizzazione sull’importanza economica ed ambientale della raccolta differenziata dei rifiuti domestici, raccogliendo e pesando personalmente, nello spiazzo antistante il cimitero, carta, vetro, plastica e alluminio portati dai ragazzi e dai loro genitori. Data l’affluenza è stato necessario prendere in prestito dai fruttivendoli del paese tre bilance. In tutto pesati e raccolti oltre 8000 chili di materiale differenziato. Sabato 7 ottobre avevano partecipato circa 350 alunni, domenica scorsa sono saliti a 500. Un’ulteriore dimostrazione dell’efficacia di una sensibilizzazione che parte dai più giovani del paese.

Un’altra significativa iniziativa ambientale a tutela della salute dei cittadini si è svolta martedì 23 ottobre. La ditta Econova ha eseguito la rimozione di vari manufatti in amianto sparsi lungo alcune strade periferiche: via delle Magnolie, via Pietro Micca, via La Corte, Via Isonzo, via Palladio e zone adiacenti a via Salvo ed Oliveto. Per l’assessore Mauro l’augurio è che “quanto appena fatto, insieme ad altre iniziative che verranno assunte a breve, aiuti a promuovere un paese più civico e pulito”.

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