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Notizie su ambiente ed ecologia dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Nardò – Controlli e azione di prevenzione ma anche sanzoni ed una sola emergenza, a Ferragosto, nel tratto di costa sotto la torre Uluzzo nel parco di Portoselvaggio: questo il primo bilancio stilato dalla Guardia costiera di Gallipoli.

Per un’avaria al motore, l’imbarcazione con quattro diportisti a bordo è diventata ingovernabile ed è andata alla deriva. dopo aver lanciato il segnale di soccorso, le quattro persone hanno raggiunto a nuoto la costo riuscendo a risalire la scogliera. Verso gli scogli stava finendo invece la loro imbarcazione quando due motovedette della Capitaneria di porto (una già in zona, l’altra salpata da Gallipoli) hanno raggiunto la zona. Il natante è stato messo subito sotto controllo prima che finisce sugli scogli, con danni per l’imbarcazione stessa e l’ambiente circostante di particolare pregio, tra decine di bagnanti allarmati. (nelle foto alcune fasi dell’intervento degli agenti)

Nel bilancio di questo periodo figurano quattro imbarcazioni sanzionate per navigazione in zone riservate alla balneazione e due per avere a bordo troppe persone. Sanzioni per diverse migliaia di euro sono piovute anche su barche che erano entrate in alcune grotte a rischio crollo. Nella sola giornata di Ferragosto elevate multe per 10mila euro.

Casarano – Finanziamenti da oltre due milioni di euro per due immobili storici di Casarano. Per il mercato coperto comunale  sono in arrivo 880mila euro dai fondi Por Puglia concessi per la sua riqualificazione. La storica struttura di via Matino (la sua edificazione risale agli anni ’50) verrà divisa in due parti: se il capannone nord continuerà ad ospitare i box commerciali, quello accanto sarà diverrà un laboratorio culturale per giovani. È stato quest’ultimo, infatti, il punto di forza del progetto appena approvato che prevede la creazione di un centro “per l’aggregazione artistica e culturale”. La ristrutturazione prevede anche la sostituzione del tetto in amianto che da sempre rappresenta un problema proprio nel centro della città.

Lavori per la scuola di piazza San Domenico Altro finanziamento ottenuto da Palazzo di Città in questi giorni è quello da un milione 135mila euro, incluso nel Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2018-2020, per l’efficientamento energetico dell’edificio di piazza San Domenico. Il progetto punta all’adeguamento sismico della struttura oltre al miglioramento della tenuta termica anche con l’installazione di nuovi infissi e di impianti adeguati. È anche previsto un sistema di fonti rinnovabili per la produzione di acqua calda sanitaria.

L’assessore Parrotta «Siamo molto soddisfatti di questi due finanziamenti. Con l’intervento sul mercato coperto – fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Laura Parrotta – restituiremo alla città un immobile che conserverà la sua vocazione commerciale storica, ma ammodernato e riqualificato, e soprattutto creeremo anche un contenitore culturale quale spazio di aggregazione e di espressione creativa per i giovani, e non solo. Con le risorse destinate all’edilizia scolastica provvederemo a riqualificare  l’immobile dell’istituto comprensivo Polo 3 per dare ai nostri ragazzi un edificio più sicuro, “moderno” e adeguato elle loro esigenze».

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Hanno preso la via del mare non appena sgusciate fuori dalle uova rinvenute casualmente il 27 luglio scorso da alcuni bagnanti, nascoste gelosamente sotto la sabbia: nello Jonio dalla notte scorsa ci sono così altri 14 esemplari di tartarughe Caretta Caretta, una specie protetta ed indice della bontà dell’ambiente marino in cui vivono. Ed altre se ne attendono.

Un improvviso smottamento di sabbia sotto i piedi di alcuni bagnanti: le uova deposte nottetempo erano venute così alla luce e da allora messe sotto stretta sorveglianza in un tratto di spiaggia libera nei pressi dello stabilimento balneare “Baron Beach”, nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. La covata di tartarughe marine con oltre un centinaio di uova quasi pronte alla “schiusa”, ha fatto così il suo corso senza alcun danno per gli animali marini.

La nidiata di Caretta Caretta, prima salvata dai professionisti dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo e dal dottor Giacomo Marzano biologo ed esperto di tartarughe che collabora proprio con l’Ente cesarino. è stata poi spostata con la delimitazione dell’area interessata, per evitare eventuali danni dai tanti curiosi giunti nella zona spinti dalla curiosità.

Nelle ultime due notti infatti hanno preso la via del mare 14 caretta caretta e c’è attesa per tutte le altre che le seguiranno sulla stessa strada. Uno spettacolo della natura che merita la massima attenzione ed il massimo apprezzamento, inserito in un contesto da continuare a salvaguardare. (foto subacquee di Gianluca Romano)

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Si potrebbero chiamare i “furbetti della spiaggia”, ovvero coloro che “opzionano” il posto sull’arenile lasciandovi, anche dalla notte precedente, sedie sdraio e ombrelloni. Contro tale scorretta abitudine, spesso causa di litigi sulle affollate spiagge d’agosto, i carabinieri e la guardia costiera hanno condotto, a Torre Lapillo, l’operazione “ombrellone selvaggio” denunciando tre avventori ritenuti responsabili della violazione delle norme del Codice della navigazione in merito all’occupazione abusiva di spazi demaniali. Nel corso della nottata, i tre avevano posizionato nella spiaggia libera, proprio allo scopo di “riservarsi” dei posti, nel totale sette ombrelloni e 13 sdraio. Ad essere stati denunciati sono stati un 50enne di Mugnano (Napoli), un 64enne di Modugno (Bari) ed un 75enne residente a Torino (ma nato a Salice Salentino). Nel corso del loro intervento, i militari hanno sequestrato anche altri 40 ombrelloni posizionati da ignoti fruitori della stessa spiaggia: è molto probabile che, nel corso della mattinata, visto l’andazzo, i rispettivi proprietari abbiano preferito desistere dai loro abusi. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle varie località di mare salentine, in molte delle quali viene segnalato lo stesso fenomeno.

In precedenti sopralluoghi e ispezioni gli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno scovato “gestori” senza ovviamente alcuna autorizzazione ma in grado di far fruttare per sé pezzi di spiagge libere, quindi non oggetto di alcuna concessione demaniale, impiantandovi ombrelloni ed offrendo lettini e sedie agli ignari bagnanti in cambio di denaro. I casi più recenti e ricorrenti rimandano alle spiagge di Gallipoli, Porto Cesareo e Salve.

Parabita – Esplorare storia e leggenda per proteggere un sito noto per le sue bellezze naturalistiche. Questi gli obiettivi della  passeggiata al tramonto nel panoramico bosco di Parabita con visita guidata per ammirare la grotta della “Madonna du carottu”. L’iniziativa in programma domenica 12 agosto alle ore 18 è organizzata dall’architetto Alessandro Tornesello in collaborazione con l’associazione culturale “Progetto Parabita” e la Pro loco “Giovanni Vinci”. Il ritrovo dei partecipanti è previsto nell’area parcheggio dell’Heffort Sport Village nelle vicinanze della strada provinciale 361 (Gallipoli – Maglie). La serata vedrà pure la presenza di altre realtà associative parabitane mentre ad illustrare, “fra sacro e profano”, gli antichi riti tradizionali legati a questo costone roccioso della forma abbastanza inconsueta sarà il professor Aldo D’Antico.

Il censimento del Fai L’evento invita, inoltre, l’opinione pubblica a tutelare maggiormente questo sito, prendendo parte alla nona edizione del progetto de i “I luoghi del cuore”. Si tratta del censimento nazionale dei cosiddetti “posti italiani da non dimenticare” promosso dallo scorso 30 maggio, a cura del Fondo ambiente italiano in collaborazione con l’Istituto di credito “Intesa San Paolo”. In alcune attività commerciali di Parabita, sono già disponibili da diverse settimane i moduli cartacei sui quali è possibile apporre una firma per salvare la grotta e il bosco della “Madonna du Carottu”. Fino al prossimo 30 novembre, si può anche votare in rete, collegandosi al sito internet www.fondoambiente.it. «Avvertiamo la necessità di difendere questo bene che oggi risulta maggiormente legato all’identità dei parabitani», affermano i promotori.

 

Portoselvaggio (Nardò) – Prima mossa: i “delineatori” ai bordi delle strade per impedire di parcheggiare ai lati della carreggiata, cattiva e ben radicata abitudine pericolosa sia per i veicoli in transito che per i pedoni. Seconda mossa: l’attivazione di due aree parcheggio, una alle spalle e una a ridosso della pineta, per consentire una sosta “civile” a locali e turisti. Trecento i posti auto complessivi, a tre euro al giorno per veicolo (prezzo “popolare” visti i costi in altri paesi) con la possibilità, compresa nel prezzo, di usare trenini e minibus elettrici per raggiungere il mare. Come addetti al parcheggio, inoltre, sono stati assunti due ex lavoratori della Mazal Global Solution, licenziati dopo che la società ha gestito il servizio di sosta tariffata nel centro urbano di Nardò sino al 2016.

Problema antico Il problema in effetti è antico: d’estate a Portoselvaggio centinaia di vetture vengono parcheggiate lungo le carreggiate arrivando a occupare parte delle corsie. Così nei mesi scorsi, dopo l’acquisizione dei pareri favorevoli di Regione, Provincia e Soprintendenza archeologica, Palazzo Personè ha definito il progetto esecutivo (cofinanziato con 33mila euro dalla Provincia di Lecce). In questi giorni proseguono quindi ininterrotti i lavori di apposizione dei paletti bianchi con elementi rifrangenti ai margini della provinciale 286, nota come strada “Cucchiara”.

Contenti sindaco e assessore Esulta il sindaco Giuseppe Mellone: «Risolto un problema atavico eliminando a Portoselvaggio inciviltà e disordine e attivando parcheggi custoditi a tariffa sociale, grazie anche al gran lavoro dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio». «Purtroppo segnaletica, divieti e multe degli agenti di Polizia Locale – spiega quest’ultimo motivando l’installazione dei “paletti” – negli anni non sono mai bastati per via di piccoli e superficiali vizietti duri a morire. Quest’azione complessiva coniuga efficacia, rispetto del parco e attenzione alle esigenze dei tanti fruitori».

La polemica Quei paletti bianchi “ficcati” nelle suggestive strade che portano al Parco e al mare di Portoselvaggio non riscuotono però un consenso unanime. Tra i primi a dissentire, con tanto di appello finale al Primo cittadino, è l’associazione politica “Nardò Bene Comune”: «È un tipico caso di cura peggiore del male: per scongiurare la pessima abitudine del parcheggio selvaggio sul ciglio della strada – scrive l’associazione antimelloniana – si è pensato di piantare una interminabile fila di pali, di colore bianco e rosso con tanto di catarifrangenti luminosi, talmente brutti da snaturare davvero l’armonia di un paesaggio che appare oggi brutalmente sfregiato». L’appello rivolto da “bene Comune” all’Amministrazione comunale è quello di “individuare soluzioni alternative per evitare che le auto parcheggino lì dove non possono». La maggioranza difende, invece, le scelte fatte e di “solita e pretestuosa polemica” parla Eleonora Colazzo, consigliera comunale di Andare Oltre (il movimento del Sindaco). «Tutti hanno accolto come una iniziativa utile, decorosa, bella e indispensabile quella dei paletti a Portoselvaggio – dichiara l’avvocatessa melloniana – dopo decenni di anarchia e pericolo ma che loro, i militanti Nbc-Arci-Anpi, considerano inadeguata tanto da diventare “esperti” del Nuovo codice della strada e sparlare di soluzioni inattuabili. Questi paletti – conclude – sono conformi a quanto previsto dal Codice della strada».

Sannicola – Triplo appuntamento, sabato 11 agosto. per i sannicolesi e i tanti vacanzieri che in questi giorni affollano il circondario. Sulla collina di San Mauro, a partire dalle 18 avrà luogo “Il respiro di San Mauro… in cammino tra arte, storia, natura e benessere” organizzato dalla Proloco. L’evento nasce dalla collaborazione tra Maruska Ciricugno, naturopata ed esperta di discipline bionaturali e Andrea Vaglio, laureato in Storia dell’arte. È prevista una passeggiata tra i sentieri con visita guidata all’abbazia “basiliana” di San Mauro seguita da un momento di rilassamento e meditazione al tramonto a contatto con la natura. Alle 20.30, sul piazzale antistante la Proloco su lungomare Colombo, “4 Zampe a Lido Conchiglie, manifestazione degli animali” organizzata dalla Proloco in collaborazione con la “Lega nazionale della difesa del cane” sezione di Galatone e “Vas – Verdi, ambiente e società”.

La bottega del cinema di Mario Scarlino A San Simone alle 21 in piazza San Biagio avrà luogo l’evento “C’era una volta il cinema” organizzato dal Comune in collaborazione con “La bottega del cinema di Mario Scarlino” di Taurisano. «Si tratta di una mostra unica e rara nel suo genere – commenta  Federica Greco, una stretta collaboratrice di Mario Scarlino che si occupa insieme a Marco Vigna con l’associazione Scenery ProdAction di allestimenti itineranti – grazie alla quale il cinema monosala riprende vita. Al suo interno, vi sono proiettori di ogni tipo e di ogni età, tutti perfettamente funzionanti e restaurati da Mario e oggetti tipici del cinema di una volta, come il riavvolgi pellicola, la giuntatrice, le bobine,  i solventi per giuntare le pellicole, e le sedie originali». Durante la mostra sarà inoltre possibile vedere da vicino come funzione un vecchio cineproiettore, ascoltare il suono della pellicola che scorre fra gli ingranaggi e accorgersi da soli della differenza fra il cinema di oggi e quello di ieri. «Scopo principale della mostra prosegue la Greco – sarà quello di far ritornare la gente nelle piazze, specie i giovani che, fortunatamente, sembra stiano provando sempre più interesse verso i tesori del passato. Un modo per ripopolare le piazze portando anche un po’ di cultura cinematografica, per non rischiare che tutto cada nel dimenticatoio più assoluto».

Porto Cesareo – Una tartaruga “Caretta caretta” da oltre 60 chilogrammi è stata salvata questa mattina nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Ad avvistare l’esemplare in difficoltà, perchè intrappolato in una rete a tramaglio, è stato il pescatore professionista Fernando De Pace il quale ha poi contattato immediatamente gli operatori della Riserva marina per un pronto intervento. Giunti sul posto, gli operatori della Riserva con l’aiuto dello stesso pescatore hanno provveduto a liberare il grosso adulto di Caretta caretta che, ad una prima valutazione, è parso in buone condizioni. In ogni caso si è provveduto al suo trasporto nel centro di recupero di Torre Guaceto.

Galatone – Due mesi di tempo, a Galatone, per richiedere i contributi per lo smaltimento dell’amianto. Lo prevede il bando pubblicato sul sito internet del Comune lo scorso primo agosto. Per bonificare il terreno, dalla Regione sono in arrivo 62mila euro con un co-finanziamento di 12mila euro da parte del Comune. Il bando è quello per il sostegno ai Comuni “per interventi di rimozione di rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche”, nella cui graduatoria Galatone è risultata diciottesima.
Grazie a questa somma il Comune contribuirà (da un minimo del 50 percento fino anche al 100 percento della quota) alle spese per la rimozione in loco e al successivo smaltimento dei manufatti. Si terrà conto del numero e dell’ammontare delle richieste pervenute nei termini istruendo le pratiche in ordine di arrivo. Per accedere alla procedura occorre, infatti, presentare domanda tramite raccomandata a/r o Posta elettronica certificata all’ufficio Protocollo di Palazzo dei Domenicani. Nei 30 giorni successivi alla scadenza del termine ultimo per le richieste, gli uffici comunicheranno l’entità dei contributi concessi, incaricando una ditta che si occuperà di prelevare, con l’apposita modulistica, i rifiuti dagli edifici interessati.

Gallipoli – Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi dal Consiglio regionale nell’assestamento di Bilancio 2018 c’è quello proposto dal consigliere Sergio Blasi (Pd, in foto), che stabilisce un contributo di 500mila euro per la manutenzione, il restauro conservativo e il recupero delle pajare salentine. Come sottolinea lo stesso Blasi, “è un intervento piccolo ma grande. Piccolo, perché stanzia 500mila euro. Non sono tanti, ma siamo appena all’inizio. Grande, perché tale è la missione di un intervento che mira a tutelare e valorizzare il paesaggio pugliese e, nello specifico, uno dei riferimenti più antichi della cultura contadina del Salento: la pajara”.

Il paesaggio salentino e l’architettura rurale – Non sbaglia Blasi ad attribuire alle pajare salentine il valore di simbolo di un paesaggio che ogni giorno viene violentato e rischia di perdere la sua identità. Come il mare e gli ulivi, anche le pietre fanno parte allo stesso modo del paesaggio mediterraneo che va guardato, percepito, accolto come narratore di storie che l’uomo stesso ha contribuito a comporre. Infatti ogni paesaggio non è tale soltanto per i suoi valori fisici, ma per i significati che gli abitanti e i visitatori di ieri e di oggi gli hanno dato e continuano a dargli. Le pajare raccontano la nostra storia.

Il contributo dell’Europa – Il 29 ottobre del 2000 fu firmata a Firenze la “Convenzione Europea del paesaggio”, che sottolinea l’importanza del paesaggio anche in relazione al benessere individuale e sociale, perché in grado di determinare la qualità della vita delle popolazioni e di creare sviluppo nel campo culturale ed economico. A condizione, però, che ci sia attenzione per la tutela dei suoi elementi costitutivi e caratteristici. Per questo il paesaggio e la sua tutela diventano un tema di impegno politico, perché interessano tutti i cittadini, e ciò motiva l’interesse dell’assise regionale. Le pajare fanno parte della nostra architettura rurale, di quella senza architetti, nel senso che non ha lasciato nomi importanti da ricordare, ma è un libro aperto in cui leggere la nostra storia. La chiamano anche “architettura vernacolare”, perché le costruzioni sono state realizzate in sede locale da popolazioni che lavorano senza servirsi di professionisti, ma facendo ricorso esclusivamente a quanto appreso per tradizione orale e tecnica.

Solo l’inizio – Il consigliere Blasi sa che il percorso per tutelare l’identità del paesaggio rurale salentino è lungo e non privo di ostacoli, per questo aggiunge: “Per ciò che mi riguarda, quello stanziato ieri è solo il primo di una serie di interventi mirati al mantenimento e alla valorizzazione di quei tesori – benché fatti di pietra – che appartengono alla nostra cultura popolare e contribuiscono a renderci comunità. Tesori dal valore inestimabile, non perché siano di per sé preziosi, ma perché definiscono le regole di una grammatica particolare, quella attraverso cui parlare al mondo e con cui tornare a scrivere il nostro futuro”.

party in spiaggia samsara gallipoliGallipoli – Sgombero dell’area occupata; ripristino dello stato dei luoghi: la società Sabbia d’oro, con Rocco Greco rappresentante legale, molto più conosciuta come Lido Samsara, ha venti giorni di tempo a partire dalla notifica del provvedimento per eseguire questi lavori. In mancanza di interventi, sarà il Comune a provvedere imputando poi al titolare della società gli oneri sopportati. Come se non bastasse quanto già accaduto sul versante degli intrattenimenti e degli stabilimenti balneari già prima che iniziasse l’estate, arriva oggi questa ordinanza comunale che viene però da lontano.

L’atto con cui si annullano i titoli del permesso di costruire datato 2012 in base all’autorizzazione paesaggistica del 2011; la Scia (comunicazione di inizio attività) del 2013 e il permesso di costruire del 2017, è il numero 160  del 7 luglio e si basa su quanto riscontrato dagli agenti della Capitaneria di porto in un sopralluogo effettuato a luglio dello scorso anno. Su quei 1.089 metri quadrati vi sarebbe stato un “sostanziale mutamento non autorizzato dello scopo per il quale è stata assentita la concessione”; inoltre si era riscontrato una “inadempienza degli obblighi derivanti dalla stessa (la concessione, ndr) e di quelli imposti dall’Ordinamento balneare della Regione Puglia del 2 maggio 2017”.

Si erano poi susseguite varie fasi nel procedimento giudiziario nel corso del quale già una prima volta erano stati concessi sessanta giorni di tempo per smantellare tutto quanto e ripristinare i luoghi. Poco dopo era stato consentito l’uso di quel tratto di demanio marittimo sino alla data del 7 giugno scorso. Sulla vicenda resta ancora da attendere il verdetto del Consiglio di Stato, dopo che anche il Tribunale amministrativo di Lecce (Tar) aveva confermato la chiusura con smantellamento.

L’ordinanza della responsabile del settore è stata inviata oltre a diversi uffici comunali, anche alla Procura della Repubblica, Soprintendenza di Lecce, Capitaneria di porto, Servizio demanio e patrimonio della Regione Puglia, Agenzia del demanio, Agenzia delle dogane, all’Aqp, Ente parco E-distribuzione.

Giulia Puglia

Nardò – I principi generali su inquinamento, attività rumorose, sorgenti sonore, livelli di rumore ed altro; gli obiettivi precisi cioè pubblici esercizi, circoli privati, stabilimenti balneari e altri luoghi di ritrovo all’aperto o al chiuso, destinati allo sport, al tempo libero e allo spettacolo con utilizzo di impianti di diffusione sonora o strumenti musicali; terzo capitolo sulle attività temporaneamente rumorose, cioè spettacoli itineranti, manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore e che – salvo eccezioni – si terranno preferibilmente nelle aree mercatali di Nardò e Santa Maria al Bagno, largo della Quattro Colonne. In queste tre mosse il Consiglio comunale di Nardò intende contrastare gli eccessi acustici della movida e mettere ordine nella “giungla delle norme”.

 

Ecco allora il regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico, cioè una serie di norme per la gestione e il contenimento dell’inquinamento acustico, con particolare riferimento alle attività di pubblico spettacolo e intrattenimento musicale negli esercizi pubblici e in strutture simili. Tra i principi generali vi sono indicazioni sul contenuto di strumenti come la Dpia (documentazione di previsione d’impatto acustico), la Dpca (valutazione previsionale di clima acustico) e la Via (valutazione d’impatto acustico).

Per i locali di ritrovo con impianti di diffusione sonora e l’uso di strumenti musicali, sono previste limitazioni per quanto riguarda la diffusione di musica (dal vivo, con karaoke o dj) all’interno dei pubblici esercizi, consentita sino alle ore 1; da settembre ad aprile e sino alle ore 2 da maggio ad agosto (in ogni caso per non più di quattro ore al giorno e per non più di cinque giorni al mese). La diffusione di musica su aree esterne di esercizi pubblici gli orari sono diversi: da settembre ad aprile entro le ore 24 (e per i prefestivi entro le ore 1); da maggio ad agosto entro le ore 1 (e per i prefestivi entro le ore 2). In ogni caso, non è consentita per una durata superiore a cinque ore al giorno con intervallo minimo di due ore e per più di quattro giorni al mese (per non più di otto giorni da maggio ad agosto). Il titolare dell’attività “dovrà  – stabilisce il nuovo regolamento – comunque controllare il vociare e gli schiamazzi degli avventori e il rispetto della civile convivenza.

Manifestazioni musicali di intrattenimento, sportive, fieristiche o politiche, che utilizzano sorgenti sonore, queste saranno consentite nell’intervallo di tempo tra le ore 9 e le 24, salvo deroghe autorizzate dall’Amministrazione comunale sia per quanto riguarda i limiti temporali (sino alle ore 2:30 o le ore 4 per manifestazioni particolarmente rilevanti che abbiano il patrocinio del Comune) che acustici. Le deroghe valgono per le attività temporanee rumorose, ma non per i pubblici esercizi. Tra le sanzioni si va dalla diffida a eseguire la bonifica acustica all’inibizione dell’uso della sorgente sonora, dalla revoca dell’autorizzazione in deroga alla sospensione dell’attività rumorosa, sino alla sospensione della licenza. Le violazioni al regolamento sono punite con sanzioni che vanno da 258,23 a 10.329,14 euro.

“Il regolamento – spiega l’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico, Giulia Puglia – mette finalmente ordine in un settore in cui sino a ieri c’era molta confusione, con problemi e inconvenienti gravi sia per l’amministrazione comunale che per i cittadini e gli operatori. Adesso sappiamo in maniera precisa e puntuale chi può fare una determinata cosa, come la può fare e entro quali limiti. Uno strumento che ci consente di fare un salto di qualità sul fronte della disciplina e della certezza di regole e norme”. “L’obiettivo – spiega l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – era quello di mettere insieme le esigenze di tutti e ci siamo riusciti. Abbiamo adesso riferimenti certi per i cittadini, per chi è titolare di attività di intrattenimento e spettacolo e anche per chi deve controllare che le prescrizioni siano rispettate”.

Gallipoli – Visti vani gli appelli, arrivano anche in città le fototrappole, postazioni tecnologiche in grado di fissare abbandoni di ogni tipo di rifiuti in luoghi, orari e modalità varie. Lo annuncia il vicesindaco Cosimo Alemanno (foto) con una nota carica di rammarico per quanto avveniva e ancora avviene in tema di smaltimenti irregolare degli scarti domestici.

“A poco sono serviti i ripetuti solleciti e gli avvisi atti a  sensibilizzare ed educare i cittadini sul corretto conferimento dei  rifiuti. Modalità e tempi – afferma Alemanno – sono stati largamente pubblicizzati e resi noti sui  canali ufficiali e istituzionali, fermo restando che è dovere e obbligo  di ognuno essere un cittadino consapevole e informato. Nonostante tutto, il decoro urbano e la pulizia della città sembrano  essere solo premura di pochi sebbene sia sempre così facile gridare allo  scandalo per i rifiuti sparsi per la città”.

Allora, se cura e attenzione per la propria città non riescono a cambiare vecchie e deprecabili abitudini e a “smuovere le coscienze”, si cambia registro. “In queste ore tecnici e addetti ai  lavori stanno provvedendo  all’installazione di fototrappole nei punti  più sensibili del territorio comunale”, è l’annuncio chiaro e netto, sulla strada già seguita, da queste parti, da altri Comuni come Nardò, Porto Cesareo, Racale.

“Se da un lato Gallipoli vanta esempi di attenzione e di condotte  virtuose – conclude il vicesindaco – dall’altro vi è anche un’inciviltà pesante che intendiamo  contrastare e fermare, anche con sanzioni esemplari; i trasgressori  infatti verranno severamente puniti”.

 

Rivabella (Gallipoli) – Occupavano un’area demaniale pari a circa 270 metri quadrati le opere non autorizzate sequestrate in uno stabilimento balneare di Rivabella (Gallipoli) dalla Guardia costiera. Sull’area in questione vi sono anche vincoli paesaggistici ed idrogeologici. I militari hanno posto sequestro due pedane in legno posizionate fronte mare, una pensilina adibita a deposito e diversi “camminamenti” posizionati sull’arenile. Alcune delle opere in questione sono state realizzate in assenza del previsto titolo autorizzativo mentre altre sono risultate eseguite in difformità. Il responsabile dello stabilimento è stato deferito all’Autorità giudiziaria per occupazione abusiva di demanio marittimo, innovazioni non autorizzate in area in concessione e per aver realizzato opere in assenza dei previsti titoli, in violazione delle norme contenute nel Codice della navigazione, nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e nel Testo unico in materia di edilizia.

Gallipoli – Bilancio tutto sommato non grave dopo i due intensi rovesci da burrasca che hanno colpito alcune zone del Salento jonico nel fine settimana, in particolar modo quello di domenica intorno alle 14. Poteva andare peggio ad un ragazzo che, vicino ad un palo della corrente elettrica abbattuto, è stato colpito da una scarica, per fortuna senza gravi conseguenze sul litorale di Porto Cesareo. Un allarme serio è giunto alla sede della Capitaneria di porto di Gallipoli per due imbarcazioni con sei persone a bordo; sorprese dal repentino mutamento meteo, i due natanti si sono trovati in difficoltà fino all’arrivo degli agenti della Guardia costiera. Le richieste di aiuto sono giunte quasi in simultanea da Punta Pizzo e dall’Isola di Sant’Andrea.

Poteva avere conseguenze più gravi il grosso pino precipitato al suolo in viale Stazione a Taviano ostruendo la circolazione; la Protezione civile ha rimosso con un celere intervento. Anche la viabilità intorno al convento con il campanile è stata interrotta per alcune ore, a causa di una scarica elettrica che ha rotto il quadrante dell’orologio. Anche nel parco Ricchiello sono state tagliate e messe in sicurezza alcuni grossi  rami pericolanti. Ringraziamenti del Comune per la collaborazione della ditta Leopizzi Salvatore che ha collaborato con i volontari e con i Vigili del fuoco di Ugento . I volontari della Pc tavianese sono stati affiancati anche dalla Protezione civile di Casarano, con la presenza del Sindaco Giuseppe Tanisi e dell’assessore Marco Stefàno per la collaborazione e disponibilità.

Un tratto laterale in terra battuta del viale delle Rimembranze ad Alezio ha ceduto, contribuendo ad allagare i campi sottostanti. La furia delle acque ha portato via anche le transenne. Pure la vicina via Mottola ha rivenuto l’acqua piovana di un canale laterale esondato.  La pioggia copiosa e concentrata ha invaso alcune strade alla Baia verde  a Gallipoli (solita zona: via Acacie, piazzetta Aceri) ma già questa mattina era tutto rientrato nella normalità. Sul versante nord della costa gallipolina lettori ci hanno segnalato disagi a Lido Conchiglie, smepre per strade rese impraticabili dalla pioggia. Stessi inconvenienti con proteste a Torre Lapillo, marina a nord di Porto Cesareo.

A Santa Maria al Bagno di Nardò il moto ondoso sotto l’impeto della burrasca ha fatto sparire (momentaneamente si spera) la spiaggetta, facendo affiorare scogli e massi sottostanti. La corrente elettrica, a causa di un guasto alla cabina centrale di Galatone, è mancata per qualche ora in alcune zone.

S. Isidoro (Nardò) – Acque della marina liberate con una mirata operazione di sequestro e rimozione di gavitelli e natanti abusivamente ormeggiati nella baia ricadente nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, di cui la marina neretina fa parte; attività di tutela ambientale e  dell’arenile; realizzazione di accessi al mare ecocompatibili per tutti, diversamente abili compresi. Si susseguono in questo periodo gli interventi di cura di San’Isidoro, tra cui – per ultimo in ordine di tempo – l’importante ed atteso intervento di riqualificazione ambientale su due fasi: la prima di eliminazione di barriere architettoniche e la seconda la costruzione di accessi compatibili (foto).

Il progetto denominato “Less Barrier” è stato realizzato grazie all’importante sinergia tra Comune di Nardò e Area marina protetta Porto Cesareo – rispettivamente per la progettazione e per il finanziamento. Attività – si legge nella nota dell’Area marina protetta – è bene sottolinearlo che ha avuto come obbiettivo quello di rendere la spiaggia di Sant’Isidoro e l’insenatura denominata Sannicola sita a sud della Torre, più accessibile alla popolazione con diversa abilità ed in generale a chi vive con difficoltà motorie. L’intervento in dettaglio ha portato alla realizzazione di una pedana per terapia disabili nell’insenatura di Sannicola, la rimozione di battuto abusivo in cemento sull’arenile, due accessi attrezzati rispettivamente a sud e a nord della spiaggia di Sant’Isidoro e da ultimo la chiusura di un varco con piantumazione per la protezione della spiaggia a nord del lido in concessione”.

Ma si è solo agli inizi, promettono dal’Amp: “La pianificazione che riguarda Sant’Isidoro porterà nei prossimi anni finalmente benessere ambientale e antropico a questo tratto di costa”. Naturalmente, tutti soddisfatti per i risultati fin qui raggiunti, dal presidente dell’Amp Porto Cesareo Remì Calasso, dal direttore Paolo D’Ambrosio e dal consigliere delegato del Comune di Nardò, Giuseppe Verardi: “Gioia vera – ha commentato Verradi- sono soddisfatto per la realizzazione di queste importanti opere che rendono accessibili le nostre spiagge. In semplicità e col cuore dico grazie a tutti”.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – «Il mare di Leuca non è inquinato! A dirlo è l’Arpa»: così gli amministratori comunali di Castrignano del Capo contestano i dati diffusi da Goletta verde di Legambiente che, nei giorni scorsi, hanno inserito un tratto del litorale della marina tra i sette siti “critici” della Regione (sui 29 monitorati). La campagna di Legambiente ha puntato l’attenzione sui canali di scarico, e a Leuca sugli sversamenti del depuratore nel canale San Vincenzo, nei pressi del lungomare cittadino. Per confutare i dati diffusi dall’associazione ambientalista, gli Amministratori locali hanno, però, divulgato i risultati dei campionamenti effettuati dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in ben tre tratti del litorale leucano (oltre canale San Vincenzo anche Torre Marchiello e Felloniche, quest’ultimo limitrofo al territorio di Patù).

I dati dell’Arpa «Il mare di Leuca è da bere. Bisognerebbe individuare – afferma, senza mezzi termini, il consigliere delegato Roberto Calabrese – il punto esatto in cui i volontari hanno prelevato la campionatura. Allo stesso del canale, negli stessi giorni in cui  Legambiente ha effettuato i prelievi, i funzionari e i tecnici dell’Arpa, quindi di un ente pubblico, avevano effettuato altri campionamenti con risultati diversi e per noi molto più rassicuranti». Secondo il Comune, i dati diffusi dal veliero ambientalista non sarebbero veritieri perché “non eseguiti nei punti di balneazione ma solo nelle zone lagunari create dallo scarico dell’infrastruttura di depurazione” gestita da Acquedotto pugliese che oltre a Castrignano serve anche i comuni di Gagliano del Capo e Patù.

Arpa ha eseguito le analisi in tre punti del litorale di competenza del Comune di Castrignano del Capo dal 18 al 20 luglio (Goletta verde dal 17 al 20) e in tutti e tre i casi “la presenza di elementi inquinanti è risultata quasi pari a zero”, garantisce Calabrese. Nello specifico, la conta degli enterococchi è risultata inferiore a una unità “formante colonia” su un limite di 200 imposto dalla normativa. Altrettanto è emerso riguardo alla presenza di Escherichia coli, dove il paletto fissato dalla legge è di 500 ufc. «Nessun allarme per le nostre acque. Chiederemo – conferma, dunque, Calabrese – alla sede nazionale di Legambiente a Roma ulteriori spiegazioni invitandoli a non diffondere notizie allarmanti e ingiustificate che potrebbero ingenerare panico tra i bagnanti, con un notevole danno di immagine per una località che investe tantissimo nell’accoglienza turistica con sforzi non indifferenti sia da parte del pubblico che dell’imprenditoria privata».

Gli altri monitoraggio di Legambiente Dal 17 al 20 luglio scorsi Legambiente ha monitorato anche altri siti ritenuti potenzialmente “critici” riportando, però, riscontri  entro i limiti a Porto Cesareo, in località Torre Lapillo (sulla spiaggia libera), tra Santa Caterina e Santa Maria al Bagno (Nardò) presso punta dell’Aspide, a Porto Gaio (Gallipoli) presso lo scarico del depuratore, nella Baia di Otranto, sulla spiaggia Madonna Altomare, e a Vernole presso la Riserva naturale Le Cesine.

 

 

 

 

 

Sant’Isidoro (Nardò) – Baia liberata dai natanti abusivi e fondali ripuliti a dovere all’intero dell’Area marina protetta: l’operazione condotta dalla Guardia costiera a Sant’Isidoro ha permesso di risolvere un problema annoso grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale. «In questa baia – afferma, infatti, il consigliere delegato Giuseppe Verardi – il fenomeno degli attracchi abusivi era diventato quasi normalità, un inaccettabile sopruso». I militari della Guardia costiera di Gallipoli insieme ai colleghi del Primo nucleo subacquei di San Benedetto del Tronto hanno provveduto a rimuovere rifiuti abbandonati da anni oltre ai corpi morti collocati abusivamente nello specchio d’acqua antistante il porticciolo. nel corso dell’intera mattinata di ieri è stato possibile recuperare ben 38 tra gomme e blocchi di cemento, insieme ad un pedalò. In precedenza, ai proprietari dei natanti che senza alcuna autorizzazione occupavano la baia era stato intimato di abbandonare l’area e il relativo attracco abusivo. Da ciò la necessaria bonifica della baia condotta con successo.

Nardò – I mozziconi rimangono nell’ambiente per anni, sono pericolosamente alla portata dei bambini in spiaggia; la nicotina in mare è in grado di contaminare sino a un metro cubo d’acqua; possono essere mangiati dai pesci con evidenti alterazioni della catena alimentare. Allora ecco “zero cicche su spiagge e scogli”, l’iniziativa ecologica che parte domani con “Ciccamo Pulito”, una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei prodotti da fumo nell’ambito delle iniziative e delle attività finalizzate al mantenimento del decoro, igiene pubblica e tutela dell’ambiente messe a punto dall’assessorato all’Ambiente guidato da Mino Natalizio.

L’iniziativa è stata proposta dal consigliere Tony Romano (Andare Oltre) e con volontari di AO sarà fatta la distribuzione gratuita di piccoli contenitori portatili che possono essere portati con sé e utilizzati per deporvi i mozziconi. Questi piccoli ecologici coni di plastica con tappo richiudibile (e logo del Comune di Nardò) di forma conica, possono essere comodamente infilati nella sabbia o tra gli scogli quando si è al mare.

I portacicche saranno disponibili anche presso lo Iat di piazza Salandra, le Pro loco di Nardò e Santa Caterina e presso gli stabilimenti balneari. Romano aveva promosso lo scorso maggio “Amare in fondo 2018”, la campagna di pulizia dei fondali della baia di Santa Caterina di una serie di rifiuti abbandonati. “Fumare non solo nuoce alla salute ma anche all’ambiente – scrive il consigliere Tony Romano – perché i fumatori molto spesso non smaltiscono correttamente le cicche e con un gesto banalissimo e superficiale si rendono responsabili di danni incalcolabili all’ecosistema”.

Gallipoli – Un centinaio di pali di legno alti cinque metri e con lampade in cima illuminerà la litoranea sud dopo annunci, consultazioni, sopralluoghi e trattative tra Comune, Provincia di Lecce, Soprintendenza e Prefettura. I lavori sono cominciati stamattina a cura della ditta di Parabita Giannotta Elettroimpianti (invitate due aziende, l’altra era di Calimera) e dovranno terminare entro otto giorni. Costo dell’intervento: 20mila euro più iva.

Trattandosi di zona vincolata, si sono dovuti trovare i giusti compromessi tra tutela del paesaggio e dell’ecosistema e le esigenze di sicurezza pubblica, evidenziate dal Sindaco Stefano Minerva in una ordinanza dei giorni scorsi contenente “misure di sicurezza urbana litoranea sud”.. L’arteria, soprattutto nelle ore serali e notturne è molto frequentata da giovani per via dei locali d’intrattenimento della Baia verde.

L’altro scoglio da superare è stato la persistenza sullo stesso tratto costiero del progetto di “Valorizzazione e riqualificazione paesaggistica” in corso di realizzazione (nel tratto seconda uscita di Baia verde – Samari). Il nuovo impianto – che ha comportato persino una perizia di variante per questo motivo – sarà dunque provvisorio e, una volta realizzato quello previsto nel progetto citato, verrà spostato più a nord, così si legge nella determinazione del tecnico comunale, a tutela dei lidi, della zona parco e della pineta.

Ha collaborato Amleto Abbate

 

Alezio. Si apre il percorso che condurrà alla Valutazione di impatto ambientale per il progetto di realizzazione di una cava di argilla in zona Arpa, ai confini con Parabita, Taviano, Matino e poco distante dal Parco Naturale del Pizzo e dall’area archeologica. Presso la sede municipale di Alezio, mercoledì 1 agosto si è svolta la Conferenza dei servizi cui hanno partecipato i delegati delle Amministrazioni comunali di Gallipoli, Matino, Taviano, il comitato civico “Salviamo l’Arpa” e le tante associazioni del territorio contrarie alla realizzazione del progetto avanzato dalla ditta “Geoambiente Srl” di Cavallino. Accanto al parere contrario delle Amministrazioni e alle perplessità sul piano tecnico, sostenute dai risultati di una perizia geologica redatta da un esperto per conto del Comune di Alezio e del comitato, determinante è stato il parere dell’Ufficio estrattivo della Regione Puglia: in presenza di un parere discordante sulla continuità della falda acquifera sottostante si è ritenuto necessario avviare la fase di Via. Tale “Valutazione di impatto ambientale” avrà lo scopo di individuare e valutare – in via preventiva – gli effetti sull’ambiente e sulla salute del progetto in questione, e di identificare le eventuali misure “per prevenire e ridurre gli impatti negativi sul territorio”.

L’incontro nel Municipio aletino ha fatto pure registrare alcuni momenti di tensione tra i responsabili della ditta e i proprietari  di uliveti e di diversi pozzi confinanti con l’area in questione che si teme verrebbero danneggiati dallo scavo di cinque ettari di suolo fertile a 21 metri di profondità, in presenza di una falda sia superficiale che profonda.

Moderato ottimismo tra gli attivisti di “Salviamo l’Arpa” per quello che ritengono “il primo importante passo avanti” in una battaglia che ha coinvolto cittadini e associazioni ambientaliste. «La mobilitazione – fanno sapere gli attivisti – verte sui temi del consumo di suolo, a fronte di un territorio ai primi posti per cave attive e per cave abbandonate e degradate senza un adeguato recupero ambientale, e un’attività, quella della produzione di cemento, non indirizzata al mercato locale, già saturo per almeno 20 anni, bensì orientata all’esportazione».
«Il nostro obiettivo ora – spiega Angela Giorgino, referente del comitato civico – è ampliare il raggio d’azione, mettendo in rete sempre più soggetti ed esperti, e continuare a dare battaglia sia sul piano tecnico che politico al progetto. Partiremo in questi giorni con una riunione con il Sindaco di Alezio, per capire come muoverci e coinvolgere le amministrazioni e le associazioni del Comuni interessati».

Otranto – Nuova sentenza dei giudizi amministrativi su di un principio conteso e contrastato periodicamente: una volta espresso il parere di compatibilità dell’opera con il vincolo paesaggistico da parte della Soprintendenza, la stessa non può escludere tale compatibilità solo per alcuni periodi dell’anno. A meno che non espliciti eventuali ragioni specifiche di tutela ambientale durante le diverse stagioni. Si è pronunciato in tale senso il Consiglio di Stato (ordinanza numero 3691 del 2018), che si è espresso sul caso del lido “Spiaggia Azzurra” che si trova in località Laghi Alimini di Otranto. La magistratura romana ha quindi confermando quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con una sentenza dell’anno scorso.

In prima istanza, i giudici di Lecce avevano dato ragione alla proprietà circa il mantenimento per tutto l’anno dello stabilimento, affermando che le valutazioni operate dalle Amministrazioni, “pur a fronte della mancata alterazione della struttura, avevano illogicamente prospettato un pregiudizio al contesto paesistico durante il solo periodo invernale, e non anche durante quello estivo”. La tesi dei difensori degli imprenditori idruntini è stata sostenuta davanti al Consiglio di Stato dagli avvocati leccesi Pietro e Antonio Quinto. Il lido in questione  può restare al suo posto per tutto l’anno solare “anche perché il manufatto è sempre stato reputato pienamente compatibile con il vincolo paesaggistico insistente sulla zona costiera”, sottolineano i legali.

“Il Consiglio di Stato – evidenzia l’avvocato Pietro Quinto – dando seguito a un orientamento oramai consolidato, ha espresso il convincimento che l’Amministrazione debba chiarire i profili di incompatibilità, opposti a quelli che hanno consentito la realizzazione ed il mantenimento per la stagione balneare che, per ragioni intrinseche, comporta una maggiore rilevanza in termini di impatto paesaggistico in ragione dei numerosi fruitori dello stesso bene tutelato. Non solo. Si è altresì evidenziato che la Soprintendenza deve esprimere, fin dall’autorizzazione paesaggistica, in maniera precisa, i motivi che potrebbero ostacolare il mantenimento di una struttura balneare per l’intero anno solare, specificando eventuali esigenze di tutela ambientale differenti a seconda dei diversi periodi. In casi come questo – concludono i legali – la motivazione deve essere resa in maniera quanto più esaustiva e completa possibile”.

 

Sant’Isidoro (Nardò) – Opere e impianti abusivi in piena Area marina protetta e scattano sequestro e denunce a Sant’Isidoro (nel territorio di Nardò). L’intervento della Capitaneria di porto di Gallipoli e dell’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea ha portato al sequestro di locali e impianti per un totale di circa 300 metri quadrati all’interno di un’attività commerciale interessata da lavori di ristrutturazione. I militari hanno accertato come le opere in corso di realizzazione, ricadenti in un’area demaniale marittima dello Stato, data in concessione e sottoposta a vincolo paesaggistico, fossero prive del permesso di costruire e delle necessarie autorizzazioni demaniali e pure all’interno del territorio dell’Area Marina protetta di Porto Cesareo. I locali e gli impianti sono stati sottoposti a sequestro penale mentre il titolare della concessione demaniale, nonché amministratore dell’attività commerciale in questione, è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per diverse ipotesi di reato.

Minervino di Lecce – Verrà presentato il 2 agosto alle ore 21, nell’ex convento dei Padri riformati “ll Raccontolivo, due ecostorie felici” di Franca Di Conza, illustrato dal tocco magico di Elia Stomaci.  L’iniziativa  a cura dei Lions e Leo Club di Maglie, ancora insieme a favore  del reparto di oncoematologia pediatrica del “Fazzi” di Lecce. Dopo i saluti del Sindaco di Minervino, Fausto De Giuseppe (foto),  seguiranno gli interventi di:  Assunta Tornesello (foto, di Alezio), direttore Unità operativa di Oncoematologia pediatrica del “Fazzi”; Paolo Colavero, psicologo clinico della medesima unità, di Maglie; Gabriella Piccinno, presidente Lions Club Maglie, Gianluca Vilei presidente Leo club Maglie; l’autrice del libro Franca di Conza; l’autore delle illustrazioni Elia Stomaci; Sergio Falconieri, esperto in agricoltura biologica; modererà l’incontro Anna Rita D’Alba.

I bambini come gli ulivi La resilienza, la capacità di piegarsi all’urto di un dolore, ma di reagiare senza perdere la speranza di riprendersi la propria vita  “rifiorendo” ancora, è propria degli uomini, ma anche delle piante. Lo dimostrano ogni giorno gli ulivi che, ammalati di xylella, potati fin quasi a misura del tronco, sottoposti a cure sperimentali, improvvisamente  ritornano a vivere. Hanno fatto una specie di restistenza passiva al male, hanno accettato la cura, ma ne è valsa la pena. Così avviene per gli uomini anche se alcuni, purtroppo,  sono costretti a soccombere. Quando si tratta di bambini, c’è una ragione in più per tener duro, qualche volta contro ogni speranza.

Bisogna unire gli sforzi per rendere il periodo di resilienza più lieve e sopportabile. A questo possono servire anche due  “ecostorie felici” che raccontano la storia e la forza del piccolo Luca  ma anche quella degli alberi di ulivo messa a dura prova in questi ultimi anni,  storie destinate a far sorridere  i piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica del “Fazzi” di Lecce a cui sarà devoluto il ricavato della vendita. E perché no? Anche i loro genitori e tutti quelli che affrontano  il dolore ogni giorno e mettono alla prova la loro capacità  di “fare finta” di perdere mentre affilano le armi per tornare a vivere.

Alessano  – Nel pieno della stagione turistica, oggi, 1 agosto 2018, si è data esecuzione ad un’ordinanza comunale che chiude il porticciolo di Novaglie, marina di Alessano. L’ordinanza segue un analogo provvedimento – il numero 96 del 24 luglio scorso – della Capitaneria di porto di Gallipoli, con la quale “ sono vietate la balneazione, la navigazione, la sosta e l’ancoraggio di tutte le unità navali in genere, la pesca professionale e/o sportiva con qualunque tecnica nonché l’espletamento di qualsivoglia attività subacquea e di superficie professionale e/o ludico sportiva connessa agli usi del mare, nonché ogni altra attività direttamente e/o di riflesso connessa agli usi del mare” nello specchio d’acqua individuato (foto).

Proprio ieri in seno al Consiglio comunale di Alessano, il sindaco Francesca Torsello (foto) ha ricordato la storia non breve di questo piccolo specchio d’acqua che offre riparo ad una trentina di imbarcazioni, rimarcando la volontà del Comune, già espressa nelle linee programmatiche, di investire sulla marina. “Per quanto riguarda l’area portuale, la precondizione necessaria per poter adottare qualsiasi tipo di provvedimento sul porto – ha affermato il primo cittadino – è che questo venga connotato come tale”. A tale scopo l’amministrazione comunale ha affidato già da un anno incarico per la redazione del piano regolatore portuale.

Il problema sorto è il coordinamento di questo studio per il piano regolatore portuale ed il piano coste che è, al momento, in fase istruttoria con una interlocuzione fitta con la Regione, inviato dalla precedente Amministrazione. L’intreccio temporale ha lasciato spazio ad un esposto notificato da parte della capitaneria a fine maggio, in cui si paventa un rischio di instabilità della falesia e dei costoni del porto. “Quindi” – continua il Sindaco – noi ci siamo trovati di fronte alla necessità di garantire l’incolumità pubblica, che ci veniva più volte sollecitata dagli atti dalla Capitaneria. Abbiamo fatto un’ordinanza che mirava a garantire la pubblica incolumità, cercando però di salvaguardare le persone, che avevano investito nelle attività economiche, riservando una parte di banchina, che alla luce di un sopralluogo, (un sopralluogo, diciamo così, molto superficiale, per quello che abbiamo potuto fare in questa fase), metteva alla luce un minor rischio, o comunque la quasi assenza di rischio sulla banchina, che poteva essere riservata all’attività di pesca e attività commerciali. Quindi abbiamo fatto un’ordinanza per riservare l’uso del porto a quelle attività commerciali”. La Capitaneria ha obiettato nel merito  ed ha emesso “ordinanza restrittiva su tutto lo specchio acqua”.

Gli altri aspetti del vecchio problema “Ci sono altri due aspetti da considerare – chiarisce il Sindaco Torsello – “il primo è che manca uno strumento di regolamentazione dell’area, che noi stiamo cercando di acquisire; il secondo è che quel porto non è un porto turistico. Per renderlo tale,cioè metterlo in sicurezza, adattarlo alla normativa e renderlo attrattivo, dobbiamo fare un bando e invitare investitori privati o chi ha un interesse economico, a fare un investimento.. La messa in sicurezza del porto richiede un investimento di un milione di euro. L’unica possibilità che abbiamo è attendere un bando regionale o sollecitare la Regione ad una programmazione”. Che fare allora? “Siamo fiduciosi – conclude Francesca Torsello – che la Regione, tenendo conto del problema politico, che come Sindaco, ho posto all’assessore regionale, possa in futuro prevedere degli strumenti di programmazione che si adattino a questo genere di progettazione”.

Sul porticciolo di Novaglie grava una convenzione con Corsano, molto datata, che affidava la gestione del porto al Comune vicino (tanto datata che è difficile acquisire documenti tecnici) e prevedeva che al rilascio del porto, questo doveva trovarsi nelle stesse condizioni in cui era stato consegnato. Di fatto, opinione comune, la gestione è stata praticamente assente e al rispetto della convenzione il Comune di Corsano non sarebbe mai stato richiamato. Dove risiedano le responsabilità dell’attuale situazione del porto, sembra non interessare affatto alle famiglie dei pescatori per i quali quella è l’unica fonte di reddito, adesso addirittura del tutto bloccati dalle ordinanze emesse.

I.D.

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