Home Temi Ecologia
Notizie su ambiente ed ecologia dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

Ugento – Il 28 giugno 2018, alle ore 10, le associazioni del territorio manifesteranno presso la sede della Regione Puglia contro i ritardi della bonifica della discarica Burgesi. In una lettera al presidente della Regione Puglia i cittadini chiedono lo sblocco del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, la bonifica della discarica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio e un incontro nel corso della giornata con il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per affrontare le tematiche in questione e la spinosa questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

La stessa lettera è stata inviata e posta all’attenzione del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Burgesi con i suoi presunti 600 fusti tombati illegalmente all’inizio degli anni 2000, così come si evince dalle dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, rappresentano un argomento scottante che non riguarda solo Ugento ma tutto il territorio – sottolineano le associazioni – una vera e propria bomba ecologica, che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra, inquinando la falda” . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, dimostrano – come loro stessi riferiscono – che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti Pcb policlorobifenili rinvenuti nel percolato, ma fortunatamente non ancora nell’acqua. ”Noi chiediamo la risoluzione di un problema gravissimo che porterebbe a conseguenze gravissime se quel pcb dovesse andare in falda – scrivono le associazioni al presidente Emiliano – lo chiediamo a tutti. A Lei Presidente della Regione Puglia, a tutti i consiglieri regionali, ai parlamentari di maggioranza e di opposizione”.

Il 28 maggio 2017, i cittadini, le associazioni e i sindaci marciarono verso Burgesi chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo. A luglio 2017 e a maggio 2018 le stesse associazioni hanno scritto più volte alla Regione Puglia chiedendo interventi e provvedimenti in tempi brevi, tra cui la risoluzione del problema dello stanziamento del fondo di un milione di euro destinato al monitoraggio della discarica, ma non è mai giunta alcuna risposta. ”Molti di noi hanno vissuto in famiglia e in prima persona le terribili vicende del cancro – scrivono ancora nella lettera le associazioni – e ci aspettiamo da lei un gesto di cuore come persona nell’accogliere il nostro invito all’incontro del 28 giugno. Ci appelliamo non solo al Suo ruolo politico e istituzionale e a quello di tutti i consiglieri regionali. Nonostante il Suo lungo e precedente silenzio noi vogliamo confidare in primis nella Sua umanità – concludono – umanità e dialogo sono appuntamenti al quale chi rappresenta noi cittadini non può e non dovrebbe mai mancare”.

Capo di Leuca – Abusi edilizi in zone sottoposte a vincolo e scattano le denunce dei carabinieri della forestale di Tricase. A Castrignano del Capo, in località Foresta Forte, la 71enne R.P., nata in paese e residente a Gagliano del Capo, è stata deferita in stato di libertà per aver realizzato, senza alcun titolo, una stradina lunga 49 metri e larga tre, causando la trasformazione del territorio, in una zona gravata da vincolo paesaggistico.

Tre denunce a Tiggiano Altro intervento colto dai militari quello in località Torre Nasparo, a Tiggiano, dove il 58enne D.A., il 55enne G.A. ed il 51enne S.A., tutti del posto, sono stati denunciati per aver realizzato, sempre in assenza di titoli autorizzativi, un manufatto per il contenimento dell’acqua piovana di circa 26 metri quadrati all’interno di un’area sottoposta a vincolo perchè posta all’interno del parco naturale regionale “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase”, sito, tra l’altro, di importanza comunitaria.

Porto Cesareo – Continua senza sosta la lotta agli “sporcaccioni” portata avanti dal Comune di Porto Cesareo. Non sono bastate le recenti misure prese per fermare l’ondata di inciviltà che mette a repentaglio l’ambiente e il decoro della cittadina, come l’installazione di fototrappole, l’intensificazione di controlli da parte dei vigili urbani e il potenziamento dei servizi per il conferimento di rifiuti. Ora l’Amministrazione comunale ha deciso di togliere alcune isole ecologiche poiché non utilizzate in maniera corretta. Da servizi per turisti e fruitori della spiaggia, alcune delle aree ecologiche sono state oggetto di abbandono selvaggio di rifiuti, non differenziati e spesso non contenuti negli appositi sacchetti. Sul fronte spiagge, saranno sanzionate le attività commerciali e gli stabilimenti balneari che non effettuano la raccolta differenziata. Ai gestori di tali esercizi il sindaco rinnova l’invito inoltre a rispettare l’ordinanza della Capitaneria di Porto che prevede la pulizia delle spiagge circostanti i lidi, pena l’intervento delle forze dell’ordine.

Nardò – Impianto di compostaggio. Anzi no, solo di smaltimento plastica. Nel già infuocato dibattito cittadino interviene anche l’ex sindaco di Nardò, l’avvocato Marcello Risi con una rivelazione non proprio di poco conto.

Riassunto delle puntate precedenti su di un tema delicato La Regione Puglia annuncia nei giorni scorsi la costruzione, a breve, di un impianto di compostaggio a Soleto o a Nardò. Da entrambe le comunità partono preoccupazioni e richieste di chiarimenti. A Nardò protesta l’opposizione, consiliare e non. Alcuni pezzi del centrosinistra locale invitano alla mobilitazione contro l’ipotesi dell’impianto neretino. Il sindaco Giuseppe Mellone contrattacca e assicura: a Nardò non nascerà alcun impianto di compostaggio, la sede scelta dalla Regione è Soleto; due giorni fa annuncia di aver querelato i cinque consiglieri di minoranza e il segretario del Pd neretino per “procurato allarme”. Un impianto per accogliere rifiuti però Nardò lo avrà comunque ed è lo stesso sindaco a rivelarlo: «A Nardò – scrive su Facebook – si tratterà la plastica puntando sull’economia circolare».

“Solo plastica? Ma il Comune aveva chiesto anche l’altro” In campo scende oggi l’ex sindaco Marcello Risi che, carte alla mano, va all’attacco di Comune e Regione. «La devastante coppia sindaco Mellone e governatore Emiliano – attacca Risi – ha deciso: Nardò avrà sul suo territorio un nuovo impianto di trattamento di rifiuti. Secondo le notizie più aggiornate, sarà un centro per selezione e trattamento della plastica al servizio di almeno tre province e sorgerà a Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro, a circa quattro chilometri dalla località marina). Premesso che gli impianti sono necessari, che se i rifiuti si producono poi vanno smaltiti e trattati (e preferibilmente riciclati) e che i ritardi della Regione nel settore sono il risultato di decenni di politiche assolutamente inadeguate, restano grandi punti interrogativi. Perché prima di realizzare nuovi impianti nella nostra città – domanda Risi – non si bonifica definitivamente la discarica di Castellino (foto sopra), a due passi dal centro abitato, fra Nardò e Galatone?». E’ più o meno la stessa richiesta avanzato dal consigliere regionale Cristian Casili, anch’egli rampognato dal Sindaco. Per Risi l’Amministrazione comunale “non in grado di farsi ascoltare e subalterna al potere regionale” mentre quella regionale è “rapida sulla realizzazione del nuovo impianto (già funzionante nel 2020), ma si nasconde dietro infinite improbabili analisi e irritanti rinvii quando si chiede conto di Castellino”. Il colpo è in coda: «Il sindaco Mellone – sottolinea Risi – si era candidato per ospitare a Pendinello un impianto di compostaggio (trattamento rifiuti umidi), ma in Regione la domanda del Comune di Nardò (arrivata per prima) è scivolata all’ultimo posto della graduatoria (il sesto). L’impianto sorgerà così a Soleto (nonostante Mellone)».

“E’ la Regione che non ha voluto, non il Sindaco”. E spunta u n altro disco rosso L’interesse per il compostaggio, smentito dal Sindaco Mellone nella polemica di questi giorni, viene ripreso e rilanciato in rete dal consigliere Lorenzo Siciliano, il quale pubblica i documenti regionali. «Il mega impianto per lo smaltimento della frazione organica – scrive Siciliano – non verrà realizzato a Nardò non perché il Sindaco o qualche suo sodale ha evitato che ciò avvenisse. Tutt’altro. Il Comune di Nardò è stato il primo Comune in Puglia a presentare una candidatura per accogliere questo tipo di impianto attraverso una manifestazione d’interesse del 25 gennaio 2018. È stata la Regione Puglia a non ritenere idoneo il sito del Comune di Nardò per diverse ragioni, tra cui l’incompletezza della documentazione inviata, tanto da relegare l’ente all’ultimo posto con il minor punteggio. Di più. Con quella manifestazione d’interesse, Mellone ha disatteso una delibera di Consiglio comunale, la n. 25 del 2006, che al punto 2 del deliberato “manifestava con fermezza l’indisponibilità della Città di Nardò alla realizzazione di ulteriori impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel Comune di Nardò.”».

Nelle ultime ore si è espresso infine anche l’ambientalista Massimo Vaglio, due anni fa sostenitore dell’attuale primo cittadino ma col tempo allontanatosi da quest’ultimo proprio per le forti divergenze in materia ambientale. «A proposito dell’impianto di trattamento plastica che tante polemiche sta suscitando in città – scrive Vaglio – ritengo che il luogo prescelto (“Pendinello”, ndr) sia ideale per insediare una ennesima attività non di certo salubre, essendo lo stesso già gravemente contaminato dalle diossine generate dalla ex discarica cittadina di rifiuti solidi urbani indifferenziati, dove per decenni gli stessi sono stati smaltiti tramite combustione. Quindi – conclude Vaglio con amarezza – meglio sporcare sullo sporco, se proprio lo si deve fare, che sporcare altri luoghi puliti!».

Porto Cesareo – Inquietanti scoperta nelle acque di Porto Cesareo, in piena Area marina protetta: vi è in atto una inspiegabile moria di Pinna nobilis, comunemente chiamate cozze penne. Lo hanno rilevato nei giorni scorsi gli operatori scientifici subacquei dell’Amp Porto Cesareo (foto) che si sono immersi nei siti sottoposti a monitoraggio in base ad un progetto di qualche anno fa. La moria sembra essersi verificata negli ultimi sei mesi: durante il precedente monitoraggio di novembre, le cozze penne erano vive. Per questo particolare gli studiosi credono che l’epidemia sia verosimilmente da ascriversi ad un agente patogeno. Le immersioni, proseguite anche in altri siti, hanno registrato il dato che la moria interessa l’intera costa sino a profondità accertata di 40 metri.

L’Area marina protetta di Porto Cesareo ha immediatamente inoltrato la segnalazione del fenomeno al  Ministero dell’Ambiente, Reparto ambientale delle Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ispra, l’Asl di Lecce servizio veterinario, Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare). Dice il  direttore dell’Amp Porto Cesareo, dottor Paolo D’Ambrosio: “Nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori monitoraggi in sinergia con il settore veterinario dell’Asl di Lecce al fine di eseguire approfondimenti epidemiologici e tossicologici”.

La Direttiva europea del 2008 E’ del giugno 2008 la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy) (2008/56/CE), successivamente recepita in Italia nel 2010. La Direttiva si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea, avendo come obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per tutte le acque marine. L’Amp Porto Cesareo, in questo contesto,  ha ottenuto specifiche istruzioni nell’ambito del monitoraggio per la Marine Strategy, tra cui appunto la Pinna nobilis, e da 2016 ha individuato, nell’area di propria competenza, tre siti con diverse migliaia di organismi.

Nardò – Dopo gli attacchi rivolti al sindaco Mellone da consiglieri regionali e comunali sull’impianto di trattamenti dei rifiuti, non poteva mancare la replica del diretto interessato. Tutto è nato quando la Regione Puglia annuncia la realizzazione di un impianto di compostaggio a Nardò (in località “Pendinello” a Sant’Isidoro) o a Soleto. Da qui dubbi e perplessità, manifestate tra gli altri dai neretini Cristian Casili (consigliere regionale M5S), Giovanni Siciliano (ex consigliere provinciale di centrosinistra) e Lorenzo Siciliano (figlio di Giovanni e consigliere comunale Pd). Nel mirino finiscono così il governatore Emiliano e il sindaco Giuseppe Mellone, accusati di voler trasformare la marina di Sant’Isidoro da località turistica a sede di conferimento rifiuti e di non aver ancora agito per la messa in sicurezza della discarica di Castellino.

Replica al vetriolo alle critiche di Casili e Siciliano Il primo cittadino smentisce la nascita dell’impianto a Nardò e ribadisce che la sede scelta per il compostaggio è Soleto. «Leggo – aggiunge poi il primo cittadino, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa risalente alle ultime elezioni politiche – rilievi e appunti al sottoscritto sulla prospettiva di un impianto a Nardò da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili. Rilievi che, pur se ben confezionati, appaiono simili a discussioni da bar. Proprio sull’ambiente, non solo non abbiamo mai avuto un sostegno tangibile dal nostro rappresentante in Regione, ma continuiamo a subire un inutile ronzio, al quale, fino ad oggi, non ho mai risposto. Ma ora i 5 Stelle, con la Lega, governano l’Italia e io posso far finta di dimenticare le sciocchezze inaudite dette da Casili per contestare i rapporti di collaborazione tra la Lega, il mio movimento e la mia maggioranza, ma non posso chiudere gli occhi su un fatto importante: oggi il Ministro dell’Ambiente è del Movimento 5 Stelle. Le politiche ambientali e dei rifiuti, quindi, dipendono da scelte del movimento di cui fa parte il consigliere regionale Casili».

“Da domani il riciclo della plastica” Se a Nardò il compostaggio non si farà, lo stesso non si può dire per il trattamento della plastica: «A Nardò da domani ricicleremo la plastica – aggiunge il sindaco – con occasioni di sviluppo per una filiera a economia circolare. Inoltre portando l’umido a Soleto, abbattiamo i costi di trasporto. Tutto a vantaggio dei cittadini». Mellone riserva poi una replica anche a Giovanni Siciliano, che aveva invitato alla mobilitazione popolare contro l’eventuale impianto di compostaggio: «Non mi stupisce vedere che Casili – prosegue il primo cittadino – sia appaiato a vecchi politici della “generazione Castellino”, come Giovanni Siciliano, padre di altri mille disastri e calamità politiche per la Nardò degli ultimi venti anni, protagonista del peggiore Pd nostrano del quale, forse, è esponente».

La controreplica di Casili «Mi spiace aver precisato al Sindaco e al suo compagno Emiliano – ribatte subito il consigliere regionale pentastellato – di mettere in sicurezza quanto prima e una volta per tutte la discarica di Castellino: tanti tanti annunci e ancora pochi fatti. Mellone la prossima volta si scelga Compagni migliori di Emiliano che si è dimostrato il peggior governatore di sempre».

Nardò Bene Comune: “Benefici e bonifiche? Mai visti da queste parti”  «Un impianto nella bella marina di Sant’Isidoro – scrive il movimento politico presieduto da Antonio Manieri – che dovrebbe portare “benefici” alla comunità: ovviamente non in termini di salute e di bene comune, ma solo di riduzione tariffaria. Una storia, quella dei benefici mai goduti, terribilmente simile a quella che portò alla nascita del vero eco-mostro di Nardò e cioè la discarica di Castellino mai bonificata, simile alla bugia dello scarico zero a Torre Inserraglio, simile all’ormai sfumata bufala degli idrovolanti che avrebbero dovuto portare da Santa Caterina a Corfù. La promessa di un taglio in bolletta in cambio di un impianto “a casa nostra”, insomma, ha l’odore acre del fumo negli occhi. Una cosa del genere, prima di dare l’ok e ratificare accordi con la Regione, richiederebbe incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare bene la questione e ascoltare il punto di vista di cittadini e portatori di interesse. Non stiamo mica decidendo di fare una rotatoria! »

Mellone denuncia tutta l’opposizione. Il Pd chiama i giornalisti Finita qui? Certo che no. Ieri 14 giugno i cinque consiglieri comunali di opposizione (Siciliano, Piccione, My, Marinaci e Falangone) chiedono la convocazione della Commissione Ambiente per parlare, si legge nell’oggetto, “della probabile realizzazione di un impianto di compostaggio in località Pendinello” e stamattina il segretario cittadino del Pd, l’avvocato Salvatore Falconieri, ha annunciato per domenica 17 giugno una raccolta firme a Sant’Isidoro contro l’impianto di compostaggio. Due episodi che hanno nuovamente fatto infuriare il sindaco Mellone. Poche ore fa il primo cittadino è tornato sull’argomento annunciando stavolta di voler querelare per procurato allarme tutta l’opposizione consiliare neretina. «Ho proceduto quest’oggi – ha dichiarato Mellone – a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Stanno da ore parlando di un impianto di compostaggio a Nardò e preparano conferenze stampa, sit-in e richieste di commissione sul nulla! Ancora una volta un atto utile solo a scatenare odio sociale e paura, montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. L’impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti». Nel frattempo il Pd neretino conferma per le 19.30 di oggi una conferenza stampa nella sede del circolo in piazza Pio XI.

parcheggi gallipoli

Gallipoli – Le particelle 920, 922, 927, 928 e 929 del foglio 25 non sono state mai comprese nella confisca operata il 27 settembre del 2012; non potevano essere inserite nell’ordinanza del Sindaco del 30 marzo, Venerdì santo, come aree di sua proprietà e le destinava a parcheggi temporanei in vista dell’affollamento di quella zona, tra Baia verde e la strada che collega la litoranea e la Statale.  La sentenza del Tribunale penale ha accolto le ragioni addotte dall’amministratore unico Angelo Marrella, di Casarano, della società Praia del Sud. Il contenzioso era sorto il 4 aprile, all’indomani del’ordinanza sindacale richiamata, pubblicata il 31 marzo ed eseguita il 2 aprile, giorno di Pasquetta.

Aree mai confiscate e non del Comune Per effetto di questa decisione giudiziaria, l’area a disposizione del Comune e già utilizzata in passato per posteggi temporanei durante la stagione estiva, viene di fatto dimezzata. Questo dato, da non sottovalutare data la delicatezza ambientale di quel comparto non a caso protetto da norme speciali di rilevanza europea, ha subito ridato fuoco alle polveri per l’alta tensione che persiste principalmente a causa del cantiere ancora aperto nel tratto che va dal secondo ingresso della Baia verde al canale dei Samari. Il fatto che alcuni tra i più importanti lidi adesso si troverebbero senza più aree a disposizione per i propri utenti automobilisti.

L’attacco di Gallipoli Futura “Da quanto si apprende, le particelle “liberate” dalla illegittima confisca renderanno non più adibili a parcheggio tutto lo spazio antistante gli stabilimenti balneari Zeus, Helios, Banzai… si arriverebbe così a ridosso del Samsara, aggravando così una già di per se gravissima situazione posta in essere da quelli che definiamo “i lavori dell’assurdo” – scrivono i consiglieri comunali di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi – posti in essere dal Sindaco Minerva senza alcuna preventiva valutazione di compatibilità urbanistica con quelle che erano le reali esigenze di una litoranea come la nostra”. Dopo aver accusato il capo dell’Amministrazione di atteggiamenti “boriosi e tracotanti”, i consiglieri paventano – come peraltro già fatto fin dalla prima mossa della società coinvolta nell’ordinanza del Sindaco – possibili danni erariali a carico del Comune.

“Disagi” e sviluppi Intanto in Comune si sottolinea che, ad oggi, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Tribunale. In secondo luogo il Sindaco tende a smorzare gli allarmi sollevati dall’opposizione, secondo cui i disagi in quell’area sono destinati a salire con l’arrivo dell’estate. “Il Comune si è limitato ad agire secondo quanto dicevano le sentenze. Disagi? E perché mai? Ci sono contratti in essere tra società proprietaria e gestori degli stabilimenti balneari per quelle aree”. E non è neanche escluso che lo stesso Comune avvii una nuova istanza riguardante parte delle aree adesso escluse dalla confisca. In mano al Comune restano quindi poco più di 12 ettari.

Nardò – Si terrà oggi la discussione in Regione sui tre impianti di compostaggio di prossima realizzazione in Puglia: uno nel Foggiano, uno tra Brindisi e Taranto e un altro tra Nardò e Soleto nel Salento. Quest’ultimo scatena il dibattito nel territorio, con esponenti politici che di vario orientamento ,a che chiedono una riflessione maggiore sul tema delicato. Prendono così posizione  i consiglieri regionali Sergio Blasi (Pd) e Cristian Casili (M5S), l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il consigliere comunale Lorenzo Siciliano (Pd).
Blasi: “Positivo che la gestione sia pubblica ma sbagliato farlo a Nardò”. «Sono tre – spiega Blasi – le considerazioni da fare. La prima, positiva, riguarda la gestione pubblica degli impianti. Da tempo, infatti, sostengo il passaggio a una gestione interamente pubblica del ciclo dei rifiuti tutte le sue fasi, dalla raccolta allo smaltimento. E devo dire che questa decisione va esattamente in questa direzione, l’unica possibile per preservare il settore dal rischio di infiltrazioni criminali. La seconda considerazione riguarda la tecnica di compostaggio. Da quanto emerge, lo smaltimento non avverrà per mezzo di un processo aerobico bensì di “digestione anaerobica”. Questo è da evitare». Il riferimento dell’esponente del Pd è alla differenza tra due modalità opposte di “sbarazzarsi” dei rifiuti urbani: il sistema aerobico (all’aria) e il sistema anaerobico (in assenza d’aria). L’aerobico demolisce la sostanza organica in modo “naturale”, senza produrre gas combustibili. Anzi, se con l’aerobico si utilizzano sostanze organiche selezionate, magari provenienti da raccolta differenziata spinta, sfalci e potature verdi, si può ricavare ottimo fertilizzante per impieghi agricoli e florovivaistici. L’anaerobico invece produce gas e percolato liquido inquinante. Il rifiuto esausto viene poi “stabilizzato” in presenza d’aria e, seppur definito “compost”, potrebbe in realtà avere composizione chimica e perciò qualità inferiore al “vero” compost aerobico. Addirittura il sistema anaerobico potrebbe generare altro rifiuto da conferire sempre in discarica. Quest’ultima sembra essere l’ipotesi seguita per l’impianto di Nardò (o di Soleto), che preoccupa Blasi. «Credo che Soleto – prosegue l’ex sindaco di Melpignano – sia più idoneo a ospitare questo genere di impianto, in primis perché Nardò ha già pagato in termini ambientali con la discarica di Castellino e poi perché l’impianto dovrebbe nascere nella splendida marina di Sant’Isidoro, che merita di essere valorizzata con interventi migliorativi anziché con lo smaltimento della frazione umida. Per altro, Sant’Isidoro risulterebbe poco sensata anche dal punto di vista logistico. Soleto, trovandosi al centro del Salento, sarebbe più facilmente raggiungibile dai camion provenienti da ogni parte della provincia, con beneficio per tutti, addetti ai lavori e cittadini. Mi attiverò – promette infine Blasi – affinché anche queste criticità vengano superate, nella convinzione che questi tre impianti di compostaggio pubblici possono rappresentare l’inizio di un nuovo modo di concepire e gestire il ciclo regionale dei rifiuti».
Le reazioni neretine: Giovanni Siciliano, Lorenzo Siciliano e Cristian Casili. Un no all’eventuale impianto a Sant’Isidoro arriva da due ferrei sostenitori di Blasi: l’ex consigliere provinciale di centrosinistra Giovanni Siciliano e il figlio Lorenzo, consigliere comunale del Pd. «No all’impianto di compostaggio a Nardò in località “Pendinello” – scrive Giovanni Siciliano su Facebook – a mille metri dalla marina di Sant’Isidoro. Chiedo ai neretini di manifestare il proprio dissenso, se necessario anche attraverso pubbliche manifestazioni». «Nonostante si tratti di un impianto a intera gestione pubblica, dunque rappresentativo di un punto di svolta in un panorama desolante come quello del ciclo dei rifiuti in Puglia – scrive invece Lorenzo Siciliano – i dubbi sono diversi e degni di approfondimento. Innanzitutto perché, da quanto emerge, lo smaltimento avverrà per mezzo di un processo anaerobico; altro punto nodale è la portata di questo impianto, che sarà di circa 55mila tonnellate. Nardò, in tal modo, si candiderebbe a ospitare il rifiuto umido (o plastico, secondo alcune notizie emerse) della metà dei Comuni della Provincia di Lecce. Ritengo inoltre assolutamente inidoneo il sito individuato per la realizzazione dell’impianto di compostaggio. Chiederò la convocazione urgente – conclude il giovane consigliere comunale – della Commissione Ambiente, alla quale invitare il commissario dell’Ager Gianfranco Grandaliano e il Sindaco Mellone. Su questa questione la nostra attenzione sarà massima». Pochi minuti fa è tornato sull’argomento anche il consigliere regionale Cristian Casili. «Oggi in Regione – ricorda il pentastellato neretino – si discute il piano dei rifiuti per la Puglia. Anche qui si registra il fallimento del Governo Emiliano. Vanno bene gli impianti pubblici, ma perché non puntare su impianti aerobici di dimensioni più piccole? In provincia di Lecce, per esempio, piuttosto che puntare su un impianto anaerobico di 60mila tonnellate potremmo puntare sulla dislocazione di due impianti aerobici più piccoli di 20-30mila tonnellate, uno al centro e uno a sud della Provincia, così da essere anche più facilmente raggiungibili dai comuni conferenti». Una proposta, quella di Casili, che appare in linea con quella avanzata dal suo collega del Pd Blasi. Anche ieri il capogruppo in Regione dei Cinque Stelle si era espresso sull’argomento, precisando così la propria posizione: «Siamo favorevoli a questo tipo di impiantistica, a patto però che vengano date garanzie adeguate e che si sistemino, una volta per tutte, le criticità ambientali pregresse, come appunto la discarica di Castellino e la sua messa in sicurezza, dopo che per anni ha ricevuto i rifiuti di mezza provincia. Quindi Emiliano e Mellone, prima di attivarsi su altri progetti, diano garanzie alla popolazione in termini di sicurezza ambientale e certezza dei ristori».

Nardò – Nuovo regolamento per la tanto attesa ztl (zona a traffico limitato) nel centro storico: se ne parla oggi, 13 giugno, alle 19 al Chiostro dei Carmelitani di corso Vittorio Emanuele. Relatori l’assessore alla Polizia locale e alla Mobilità Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia Locale Cosimo Tarantino e il consulente per il Piano urbano della mobilità sostenibile, Cosimo Chiffi. Durante l’incontro verrà presentato il nuovo regolamento per l’accesso alle zone a traffico limitato e alle aree pedonali nel cuore antico della città. L’obiettivo di Palazzo Personè è quello di evitare verticistiche imposizioni dall’alto favorendo in questa decisione, per quanto possibile, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità. Per questo l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a intervenire e proporre osservazioni e suggerimenti per migliorare il nuovo regolamento prima che lo stesso segua il suo iter (commissioni preposte e Consiglio comunale). (nelle foto da sinistra Tollemeto, Chiffi, Tarantino)

«Vogliamo condividere il regolamento con gli interessati e con tutta la città – dichiara infatti l’assessore Ettore Tollemeto – non solo in questo incontro ma per il tempo che servirà ad accogliere il punto di vista di chi vive nel centro storico, ci lavora o lo frequenta. Il regolamento ha un suo impianto già definito e non cambierà nei princìpi di fondo ma ovviamente è migliorabile con contributi utili e costruttivi. Quello che è certo – conclude l’esponente della giunta Mellone – è che dovrà cambiare profondamente l’approccio di tutti a questa zona della città. È arrivato il momento di dimostrare che siamo capaci di stare al passo con le città che da tempo hanno reso i centri storici luoghi profondamente vivibili».

Come si ricorderà, a fine 2017 l’Amministrazione comunale annunciò per il 2018 la chiusura totale al traffico del centro storico già a partire dalla primavera e l’apertura di un presidio di polizia urbana in piazza Salandra per tre giorni a settimana. Un segnale che aveva fatto ben sperare residenti e non solo, specialmente chi abita in zone prese d’assalto dagli automobilisti perché non comprese nell’area monumentale attorno a piazza Salandra, già formalmente chiusa al traffico dal 2015. Ad oggi il presidio di polizia locale è effettivamente attivo ma della tanto attesa chiusura totale al traffico nemmeno l’ombra. Probabilmente sarà lo stesso Tollemeto, domani, a chiarire anche questo aspetto.

Gallipoli – Anche da chiuso (momentaneamente), il Parco Gondar fa discutere ed anche litigare sostenitori ed avversari. Mentre si prepara il “Parco Gondar Community” di domenica con l’elenco degli artisti che si allunga, entra in campo con una voce piuttosto severe Marcello Seclì, presidente di Italia Nostra, sezione  Sud Salento. Seclì non se la prende solo con l’iniziativa, nata per mettere insieme con spirito solidaristico, quanti vogliono manifestare il proprio sostegno alla principale struttura d’intrattenimento del Sud Italia, quanto con un’associazione ambientalista che si sarebbe inserita “scandalosamente”  tra i promotori della  manifestazione pubblica. Il sodalizio non viene citato ma l’unico con quelle caratteristiche che ha aderito è Legambiente, circolo locale, quindi non si scappa.

“La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, impegnata da sempre nella difesa dei beni ambientali, paesaggistici e culturali del territorio salentino ed anche di Gallipoli – scrive in una nota diffusa questo pomeriggio – sente il dovere di prendere la più totale distanza da tale iniziative che avrà il solo effetto di distrarre i cittadini dalla primaria esigenza di tutelare le aree naturali (ancorché protette) mettendo in cattiva luce l’operato della Procura della Repubblica e delle Forze dell’ordine che, spesso, sono costrette ad intervenire per reprimere comportamenti illeciti che arrecano danno alle risorse primarie

Marcello Seclì

del territorio”. “Italia Nostra” sottolinea che, a parere del firmatario della presa di posizione “trattasi di una struttura di 30.000 mq in cui si svolgono le più svariate attività ludico-ricreative (discoteca, concerti, spettacoli, pizzeria, sport, giochi, pub) che la Procura della Repubblica di Lecce ha posto sotto sequestro in ragione che su una parte di tali aree  (classificate Siti di interesse comunitario e Zone di protezione speciale, in parte anche demaniali) sono state realizzate abusivamente alcune infrastrutture”. “In una città drammaticamente esposta ad una serie di problematiche di carattere ambientale, spesso correlate ad un modello di economia turistica assolutamente insostenibile – attacca ancora Seclì – risulta ancora più scandaloso rilevare la partecipazione in detta manifestazione di un’associazione che si qualifica ambientalista e che , invece di denunciare abusi e comportamenti illeciti, non ha avuto il ritengo nel mettersi alla testa di una iniziativa che certamente non risponde agli obiettivi che l’associazione dovrebbe perseguire”.

Interpellato per una eventuale replica, Maurizio Manna, esponente locale e dirigente regionale di Legambiente, rimanda alle motivazioni già espresse su piazzasalento circa l’adesione all’iniziativa pro Gondar: “Legambiente non si è mai tirata indietro nel denunciare le irregolarità verificatesi sul territorio – aveva dichiarato Manna – ma in questo caso non posso non sottolineare la valenza sociale ed economica della struttura: moltissime iniziative sociali hanno avuto luogo nel Parco Gondar: non dimentichiamo ad esempio quella in occasione del referendum contro lo trivelle ad aprile 2016, una delle iniziative più significative a livello regionale, ma anche altre manifestazioni di carattere sportivo come la Salento sport convention o dedicate agli studenti come la giornata dell’Arte”. Per Manna il Parco Gondar “significa avere un luogo dove comunicare buoni e sani principi, tematiche di carattere globale non solo locale; e questo lo si fa anche attraverso la scelta degli artisti, con tematiche importanti con cui si diffondono i principi dell’inclusione, della globalizzazione, della fratellanza e della giustizia sociale”.

Capo di Leuca – Ancora tartarughe spiaggiate sul litorale ionico. Nel pomeriggio di ieri, nelle acque antistanti Santa Maria di Leuca, presso Punta Ristola, sono state avvistate due grandi tartarughe marine prive di vita. Ad accorgersi dello spiaggiamento e ad occuparsi del recupero delle testuggini sono stati i membri della Sezione Legambiente di Leuca. I due esemplari, probabilmente morti da diversi giorni, e all’apparenza privi di ferite superficiali, sono stati trascinati verso la costa salentina dalle correnti. Il ritrovamento è l’ultima traccia di un preoccupante fenomeno che ha investito da tempo le coste ioniche. Risale a un mese fa, l’8 maggio scorso, l’ultimo ritrovamento sulla costa di Felloniche (tra Torre Vado e Santa Maria di Leuca) di un esemplare di circa 70 centimetri di lunghezza, mentre un’altra testuggine, sempre di grandi dimensioni, era stata avvistata il primo maggio scorso sugli scogli tra Lido Marini (Presicce) e la località “Pizzo del Mucolone”, dove il mese prima era stata ritrovata un’altra carcassa. Il misterioso fenomeno è stato registrato anche nei pressi di Rivabella (lungo il litorale nord di Gallipoli), lo scorso 28 aprile.

 

 

Paolo Farachi

Sannicola – Ultimo giorno di campagna elettorale per Sannicola, con i candidati sindaco Paolo Farachi e Cosimo Piccione pronti alla sfida delle urne di domenica 10 giugno. Le rispettive liste “Futuro Comune” e “Sannicola Cambia” si sono date in questi giorni battaglia sui palchi di piazza della Repubblica e delle frazioni, dalle quali tutti i 24 aspiranti ad entrare in Consiglio Comunale hanno parlato ai cittadini, negli ultimi giorni anche con due comizi a sera.
Tanti i temi caldi sul piatto. È aspro lo scontro tra la lista del sindaco uscente e l’ex vicesindaco Luigi Colella, durante l’ultima legislatura passato tra i banchi dell’opposizione e ora uomo di punta degli sfidanti per Palazzo di Città: la scelta di aderire al Gal “Porta a Levante” facente capo all’area adriatico (mentre Sannicola e le sue marina gravitano su quella jonica), la questione del finanziamento per il polo scolastico ottenuta in extremis, le stesse cause dell’allontanamento di Colella dalla Giunta: in più occasioni gli uomini e le donne di Sannicola Cambia, come lo stesso Piccione, e il commercialista sannicolese si sono vicendevolmente chiamati in causa sui risultati portati a casa prima o dopo lo strappo tra le parti. “Non si è mai integrato con la maggioranza, non mi fiderei di lui e in ogni caso il 10 giugno avrà perso politicamente” ha attaccato il sindaco, cui Colella ha

Cosimo Piccione

ribattuto punto per punto lamentando però gravi scorrettezze: “Di fronte alla prospettiva di perdere il potere si è messa in moto la macchina del fango che millantando, minacciando e alludendo, cerca di confondere gli elettori” lo sfogo affidato al suo profilo Facebook. E c’è chi assicura che lo scontro sarebbe sul punto di prolungarsi in ben altre aule.

Poi il bilancio e le opere pubbliche: “Un consuntivo di diciotto interventi” – ribadiscono da Sannicola Cambia – “con un “ndebitamento ridotto di anno in anno”, come sostengono gli uscenti. “La situazione delle casse comunali è pericolosamente malmessa” replicano da piazza della Repubblica Farachi e i suoi, che mettono una serie di punti interrogativi sullo stato di alcune opere e intanto puntano i fari su quelle necessarie nei rioni, mentre Piccione – anche se ormai a ridosso del traguardo – continua a chiedere un confronto diretto davanti ai cittadini: “Facciamolo per affrontare le questioni con i documenti alla mano, anche la Prefettura ha dato il suo parere favorevole, Farachi dice no perché ha paura”. “Molti sono indignati dai toni e dai modi della lista concorrente”, replica lo sfidante. Ultimi – e attesi – appelli al voto stasera, prima del silenzio elettorale di sabato. Poi la parola ai cittadini.

 

Francesco Villanova

Salve – Manca poco e a Salve si insedierà un nuovo consiglio comunale. Due le liste sfidanti: la numero uno “Con noi per Salve” rappresentata dall’avvocato Francesco Villanova, alla sua terza candidatura a primo cittadino; lo sfidante della due “Insieme per Salve” con Nicola De Lecce, anche lui avvocato, espressione dell’amministrazione uscente. Ai candidati sindaci piazzasalento ha posto tre domande.

Il calo demografico e l’invecchimaneto della popolazione ha colpito anche Salve. Come si esce da questo contesto negativo? Francesco Villanova: “Salve è il primo paese nella provincia per tasso di emigrazione, si tratta, quindi, di un problema che ci sta molto a cuore. Poniamo la costituzione di una cooperativa sociale giovanile per la gestione dei sevizi comunali, per garantire maggiore e migliore occupazione; un piano di rigenerazione urbana del patrimonio esistente, per offrire più soluzioni abitative; il potenziamento dei servizi sociali per dare alle famiglie e alle giovani coppie un sostegno concreto”.

Nicola De Lecce: “Quello del calo demografico, soprattutto nei comuni con meno di 5.000

Nicola De Lecce

abitanti, è un problema molto serio; è una tendenza che copre quasi gli ultimi vent’anni. Per incidere sul problema, accanto alle misure di sostegno alla natalità e alla genitorialità, a mio avviso, le Amministrazioni comunali dovrebbero offrire sostegno, in primis, ai giovani, affinché si sentano protagonisti e fautori di un nuovo sviluppo del proprio paese. Ci sforzeremo di creare le condizioni in tal senso. Promuoveremo soluzioni concrete per la valorizzazione dei giovani sui piani dell’occupazione, della vita culturale e dell’impegno sociale”.

Sviluppo vuol dire turismo. Ma quale turismo? Villanova: “L’economia cittadina è senza dubbio a vocazione turistica. Per questo motivo abbiamo messo a punto un Piano strategico di sviluppo che passa, in primis, dall’istituzione dell’Assessorato al Turismo, una figura che – inspiegabilmente – non è mai stata presente nelle giunte comunali. Questo significherà dare maggiore attenzione agli operatori turistici, alla valorizzazione di Salve, di Ruggiano, delle Marine e soprattutto ai servizi dedicati ai turisti, garantendo benefici ai cittadini residenti”.

De Lecce: “E’ il volano dello sviluppo di Salve, Comune rivierasco con ben otto km di litorale in gran parte costituito da una spiaggia meravigliosa. L’obiettivo della mia lista è quello di continuare a tutelare e valorizzare le bellezze ambientali e paesaggistiche, quindi la spiaggia, il cordone dunale, i canaloni, il paesaggio rupestre costituito da muri a secco, liame, pajare, antiche masserie, i tanti beni archeologici presenti, quali i dolmen, i tumuli funerari in località Fano, già oggetto di studio da parte dell’Università del Salento, le grotte. Punteremo al miglioramento della qualità dei servizi, valorizzeremo le risorse enogastronomiche, sosterremo nuove forme di turismo esperenziale, per offrire ai visitatori  un’esperienza unica, diversa, irripetibile”.

Quali le richieste ricorrenti che provengono dai cittadini? Villanova: “L’occupazione, certamente. Il lavoro è dignità e la sua assenza provoca un disagio che svilisce l’essere umano. Un’altra priorità è rappresentata dalla tutela della salute e dell’ambiente. La nostra città è bellissima, ma allo stesso tempo molto fragile. Dobbiamo prenderci cura del territorio, rispettandolo e difendendolo dai quotidiani e vili attacchi”.

De Lecce: “Purtroppo la richiesta ricorrente è quella di lavoro, di un’occupazione; spesso, non si riesce ad incidere positivamente mediante l’adozione di politiche di welfare locale. Pertanto, l’intenzione della squadra che rappresento è quella di compiere il massimo sforzo per limitare e ridurre la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, che è alla base di un altro grave fenomeno, quello della emigrazione. Azioni concrete da promuovere per contrastare i fenomeni in questione sono, ad esempio, la costituzione di una cooperativa di comunità, attraverso la quale poter affidare la gestione dei tanti servizi che oggi la pubblica amministrazione è costretta ad esternalizzare”.

 

Ruffano – Doppio appuntamento con la “Giornata dello sport” a Ruffano. La prima edizione della manifestazione è organizzata dalla neonata associazione sportiva dilettantistica “Podistica uniti per lo sport” (foto), sodalizio che ha riunito le maggiori associazioni sportive del territorio, con la collaborazione dell’Istituto comprensivo e del Comune. Sabato 10 e domenica 11 giugno l’appuntamento per tutti gli appassionati è dapprima in viale Asia a Ruffano e nel pomeriggio nei campetti sportivi comunali di Torrepaduli. Le discipline rappresentate saranno il calcio, la pallavolo, la camminata e la danza. Tra le particolarità anche il “simulatore di vela” e il football americano. Domenica mattina spazio, invece, alla tradizionale “Biciclettata per la ricerca” organizzata dall’Inter club, il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt.

 

Un treno delle Ferrovie Sud – Est

Gallipoli – Dalle 8 alle 14 e dalle 16 alle 22,10 un treno ogni venti minuti farà la spola da viale Bovio alla zona di lido San Giovanni e Baia verde e ritorno. Il servizio entrerà in funzione dal dal 18 giugno e resterà in funzione fino al 9 settembre. Da lunedì a sabato compreso invece un altro treno collegherà Gallipoli a Lecce e viceversa in “appena” un’ora e 20 minuti: le Ferrovie del Sud Est, versione Trenitalia, ci sono riuscite comprimendo il numero delle fermate,   quindi accelerando al massimo la marcia dei convogli. Che non circoleranno di domenica: il “non è possibile” è stato ribadito ma, a quanto pare, non sarebbe ancora definitivo per trattative in corso tra la Regione (col rientrato assessore Giannini e il suo collega Loredana Capone) e lo stesso management Fse.

Le novità, gli orari e gli stop Queste le principali novità emerse nel corso della conferenza stampa di stamattina (in ritardo, e qui l’ironia è stata facile facile con l’efficienza storica delle Sud Est) con gli amministratori comunali Stefano Minerva, sindaco, Silvia Coronese ed Emanuele Piccinno da un lato e il dirigente della pianificazione commerciale dell’azienda della mobilità, il veneto Stefano Pietribiasi. Settantasei corse ogni venti minuti in quel tratto di ferrovia sulla linea Gallipoli-Casarano (che ovviamente sarà annullata) esistente da una ventina di anni ma, eccetto qualche breve periodo, mai utilizzata nonostante sia agibile ed adatta anche ai portatori di handicap. Come rimarcato ad ogni inizio stagione da piazzasalento, sarebbe potuta servire anche negli anni scorsi, almeno a partire dall’impennata di richiamo turistico che la città ha registrato negli ultimi dieci anni ed oltre. Ma gli amministratori comunali che si sono succeduti in via Pavia avevano sempre archiviato la segnalazione del giornale e dei cittadini forse con troppa frettolosità. La tratta ferroviaria finora era stata usata soprattutto dai giovani venditori ambulanti diretti alle spiagge del litorale sud.

Lecce, per ora, resta lontana Gli amministratori comunali avrebbero voluto – ma non hanno potuto farlo, alla fine – annunciare anche la ripresa dei treni domenicali dal capoluogo in città, come sperimentato con successo un paio di anni fa. All’inizio della conferenza stampa, avendo appreso al volo questa novità negativa, Minerva ha telefonato subito all’assessore Capone (Politiche turistiche) per chiedere spiegazioni; poi il telefonino è passato in mano al dirigente Fse, infine si trovato un modo per lasciare socchiusa la porta: “L’ingresso in giunta alla Regione dell’assessore Giannini (Trasporti) da pochissimi giorni, non ha consentito di concludere anche questo capitolo su cui però lavoreremo ancora”, ha promesso il Sindaco. Per ora si può contare quindi sulle otto corse al giorno per sei giorni la settimana.

Pensando a Interreg Salento-Grecia “Un po’ in ritardo ma abbiamo stabilito finalmente un dialogo con i dirigenti delle Ferrovie del Sud Est – ha affermato l’assessore Coronese – e potremo così preparare il terreno al progetto Interreg dell’anno prossimo che prevede colonnine informative sulle linee Salento-Grecia. E’ molto importante potenziare e utilizzare al meglio ciò che abbiamo”. Soddisfatto “per il lavoro svolto dall’assessore Piconese” anche il suo collega al Turismo, Piccinno, che ha voluto rettificare ad un media che avrebbe dipinto, a suo dire, una situazione precaria a Baia verde non corrispondente al vero.

Disco rosso per il Gallipoli-Otranto “Il processo di omologazione tra Trenitalia e Fse è in via di chiusura”, ha affermato tra l’altro il dottor Pietribiasi – si esce dalle incertezze e ci si può interessare delle infrastrutture e del materiale rotabile anche per Gallipoli, col supporto della Regione che è il committente”. Il manager ha insistito sul nuovo sistema commerciale per cui da Leuca o da Torino si può fare un unico biglietto che porti a destinazione, tra 800 punti vendita e 300 agenzie viaggi. Ma per adesso neanche il “treno dei due mari” Gallipoli-Otranto può essere garantito.

“In treno fino al porto? Non serve più” “Abbiamo fatto un passo avanti rispetto ad una situazione ferma al 1997 – ha sottolineato Minerva – per cercare di togliere dalla circolazione un po’ di auto e raggiungere i lidi con il treno. Il treno per il porto? C’è un progetto, ci stiamo lavorando per ottenere quell’area dalle Fse e togliere il binario dalla stazione fino al porto. Con qualche problema con la Soprintendenza (che ci ha messo il vincolo per il suo valore storico, ndr), ma i tempi e le esigenze sono cambiati e quella barriera va rimossa”.

 

r

Gallipoli – Un piccolo esemplare di tartaruga della specie “caretta caretta” è stato recuperato nel tardo pomeriggio di martedì 5 giugno da un peschereccio e consegnato alla Capitaneria di porto di Gallipoli. Dalle prime verifiche effettuate, l’esemplare presentava una lenza con un amo conficcato nella gola. La “caretta caretta” è stata poi affidata alle cure del Centro recupero tartarughe marine di Calimera.

Gallipoli – “Sai quanto i rifiuti restano in mare e sulle spiagge? Da 100 a 1000 anni le posate di plastica, da 100 a 300 anni i sacchetti di plastica, 150 anni i cotton fioc, 12 anni i mozziconi di sigaretta e da 450 a 1000 anni le bottiglie di plastica”. Per sensibilizzare sull’importanza della pulizia del mare e delle spiagge, si è svolta anche a Gallipoli nei giorni scorsi la storica campagna di Legambiente “Spiagge e fondali puliti” con la collaborazione dell’associazione salentina dei “Kite Surfing school” con sede a Gallipoli e Ugento, attivissimi nella gestione delle attività del Parco e partner di Legambiente.

Censimento dei rifiuti nel parco Sempre in questi giorni si è conclusa anche l’attività di monitoraggio dei rifiuti del “Parco naturale di Punta Pizzo”, realizzata da Legambiente Gallipoli per la campagna internazionale “Puliamo il Mediterraneo” in un percorso didattico con i ragazzi del Liceo scientifico “Quinto Ennio” per aggiungere e aggiornare i dati sui rifiuti abbandonati sulle coste. “Questi percorsi non rientrano nelle pulizie ordinarie che realizziamo quotidianamente- afferma Maurizio Manna, presidente di Legambiente Gallipoli e direttore di Legambiente Puglia-  ma fanno parte di un percorso per monitorare i rifiuti e per contribuire al database nazionale ed europeo, riportando la quantità e la qualità delle plastiche abbandonate nel Mediterraneo. Noi siamo andati nella spiaggia nei pressi del “Cotriero” e “Punta Pizzo”, dove abbiamo trovato più rifiuti spiaggiati, con dati maggiori e dunque più attendibili rispetto ad altre zone più pulite del parco. Quest’anno tra i rifiuti più diffusi, abbiamo trovato le reti variopinte usate nell’allevamento di cozze mentre sono scomparsi invece i famosi cotton fioc, sostituiti da quelli in cellulosa, quindi biodegradabili. Un ritorno spiacevole da registrare, dopo tantissimi anni che mancava, è invece quello del catrame, che rende difficile tra l’altro la raccolta delle microplastiche e la separazione delle matrice biologiche e che ci ha fatto capire che stanno tornando versamenti in mare e che quindi è necessario aumentare i controlli”.

Volontari in arrivo a luglio Un’altra attività strettamente collegata alla pulizia delle coste da parte di Legambiente è poi quella realizzata con i campi di volontariato, che anche quest’anno si terranno dal 1 al 20 luglio, coinvolgendo circa 50 ragazzi tra i 14 e i 17 anni. “Fra le varie attività del campo volontariato – conclude Manna – c’è anche quella della creazione di una “Comunità di spiaggia”, cioè la formazione di gruppi di ragazzi che, anche una volta finito il campo, continuano a recuperare i rifiuti abbandonati dai turisti o dai frequentatori locali e l’opera di  sensibilizzazione, garantendo così una gestione ordinaria autonoma che in estate è indispensabile e creando così una vera e propria rete di cittadinanza attiva di cui siamo molto orgogliosi”.

 

Gallipoli – Hanno messo in subbuglio piazza Carducci e il centro di corso Roma per alcune ore questo pomeriggio, i docenti ed i bambini del Polo 2, per presentare la loro animata e colorata festa di fine anno, tra palloncini, disegni, gridolini di gioia, canzoni e tanti mamme e papà. Ma non così a caso: ogni pezzo del loro lavoro si è tenuto ben stretto agli argomenti di cui, nel corso di quest’ultimo anno scolastico, hanno imparato qualcosa di prezioso. Essere cittadini attivi e non sudditi, magari alla mercé di chi grida più forte; l’importanza delle letture con la fantasia che corre oltre le parole; lo sviluppo che fa rima con natura e creato da salvare. La scuola, diretta da Lucilla Vaglio (di Nardò) ha percorso tappa dopo tappa il tragitto disegnato agli inizi delle lezioni lo scorso autunno dal corpo docente, coordinato da Antonella Casavecchia della scuola primaria, stringendo strada facendo collaborazioni con numerose associazioni cittadine, come I Ragazzi di via Malinconico, Amart, Zeromeccanico, La Combriccula, la Pro loco. Ad intervenire in piazza Carducci, oltre alla dirigente Vaglio, all’assessore comunale Silvia Coronese, alla presidente della Pro Loco Lucia Fiammata, anche la presidente di Unicef Lecce, Maria Antonietta Rucco. “Con l’Unicef – dice Antonella Casavecchia – abbiamo in corso un progetto che ci porterà a diventare una “Scuola amica di Unicef””. Intanto è meritata festa.

Lido Marini (Ugento Salve) – Una giornata ecologica, organizzata la scorsa domenica dalla Pro loco di Lido Marini che ha dato buoni frutti: i partecipanti nel giro di poche ore hanno raccolto 18 sacchi (di circa 100 litri di capienza) di spazzatura, lungo tutta la costa dal Pizzo alla primo stabilimento verso la zona di Salve. “A dare la disponibilità sono state 15 persone, che non sono poche ma nemmeno tante – commenta il presidente della Pro loco Antonio Nuzzo, imprenditore di origine di Andrano -. Purtroppo uno dei problemi che dobbiamo affrontare riguarda proprio la partecipazione. Abbiamo un ristretto numero di risorse umane, anche perché Lido Marini è popolata per gran parte da persone che vengono qui solo per le vacanze. Tuttavia abbiamo già iniziato la campagna tesseramento e abbiamo ricevuto diverse adesioni e non possiamo che essere speranzosi”. Le parole del presidente, eletto da poco tempo (nel precedente direttivo svolgeva il ruolo di tesoriere), sono chiare e decise, a rimarcare con maggiore determinazione gli obiettivi che si intende perseguire.

“Per troppo tempo c’è stato un vuoto ed ora cerchiamo di recuperare soprattutto la fiducia dei cittadini – continua il presidente –. Ciò che vorremmo raggiungere nel breve termine è: migliorare i servizi, cercando di lavorare in anticipo e non di ridurci a ridosso della stagione estiva, creando ulteriori disagi; abbiamo cercato di coinvolgere i Comuni di Salve ed Ugento presentando un piano coste e un piano commerciale preciso e chiedendo loro un intervento puntuale alle nostre richieste. Nel frattempo stiamo sistemando le strade; abbiamo posizionato delle telecamere per la sorveglianza, in determinati punti, come deterrente ai furti; e stiamo più accorti al decoro. Per quanto riguarda gli eventi, dato che abbiamo trovato una situazione economica discutibile, abbiamo deciso di realizzare gli eventi solo se ci sono le coperture economiche”. E nonostante le difficoltà, anche quest’anno i villeggianti potranno godere di diverse serate e spettacoli. A breve sul sito e sulla pagina Facebook della Pro loco verrà pubblicato il programma. “L’unico modo per riuscire a dare luce a Lido Marini è unire le forze – conclude Nuzzo – è solo con la collaborazione che si possono ottenere risultati”.

Gallipoli – La Commissione europea ha tirato le somme: l’area da quarantena a causa dell’attacco della Xylella fastidiosa è aumentata, annettendo una fascia di territorio della provincia di Bari. Troppo pochi gli ulivi infetti e non abbattuti né rimossi. Nel 2018 su 241 ordinanze neanche una ha raggiunto lo scopo, L’anno precedente il numero si è attestato su circa 900 eradicazioni. Certo, ci sono vincoli normativi, paesaggistici, urbanistici che andrebbero superato con un decreto apposito; ci sono problemi col catasto non aggiornato per cui è difficile spesso individuare i titolari dell’appezzamento ai quali notificare le ordinanze, per cui si pensa di trovare il modo di procedere d’urgenza, rinviando a dopo le procedure burocratiche. Ma i conti non tornano e la delegazione europea arrivata lunedì in zona, è ripartita per Roma e poi Bruxelles portando con sé solo gli apprezzamenti per un sistema di monitoraggio nella zona di contenimento che ha funzionato. Dai loro dati si evince che su circa 7 milioni di piante, soltanto 3.800 in quell’area sono risultate colpite dal batterio e nessuna in focolai in cui gli alberi contagiati sono stati rimossi.

Gli ispettori della Ue, direzine generale per la salute e la sicurezza delle piante, hanno fatto il loro lavoro ed ora tocca al Ministero delle politiche agricole ed alla Regione Puglia cercare di rinviare, quantomeno, la nuova mappa redatta (foto) da cui si evince l’indicazione di una nuova zona infetta, come preannunciato e temuto nelle scorse settimane. Comunque vada, le condizioni politiche intorno al grave problema sembrano finalmente essersi chiarite: l’intero Consiglio regionale ha votato un documento pieno di impegni da rispettare, da parte della Regione, del governo centrale e dell’Europa, ritenuta per la prima volta in modo esplicito colpevole di scarsa vigilanza alle frontiere (principalmente nel porto di Rotterdam, il più trafficato del continente) circa l’importazione di specie vegetali e di piante ornamentali. Si tratta di vedere adesso cosa concretamente produrrà questo nuovo ed inedito clima unitario da cui tutti si attendono molto. Anche per recuperare qualcosa dei cinque anni di polemiche, ricorsi, ricerche, scontri. E senza nessun provvedimento concreto.

Scorrano – Tra i 76 Comuni della Puglia, che riceveranno il finanziamento regionale per lo smaltimento dell’amianto, c’è anche Scorrano. Si tratta di un incentivo di 35mila euro della Regione cui va ad aggiungersi un cofinanziamento comunale di 8.750 euro. E’ soprattutto nel centro storico di Scorrano che l’insidia alla salute degli abitanti si nasconde con più evidenza e pericolosità, in case ed immobili privati. Scientificamente, è l’asbesto ( sostanza di natura minerale a base di silicio in grado di formare fibre flessibili resistenti al calore e chimicamente inerti) la causa principale del tumore della pleura e del carcinoma polmonare.

Ma i problemi dello smaltimento di questa sostanza cancerogena sono il costo (circa 20 euro a metro cubo), spesso troppo oneroso per la maggior parte dei privati, e la poca sensibilizzazione sulla sua nocività. Insieme al costo bassissimo, l’amianto, in passato è stato un materiale molto utilizzato sia da parte dei cittadini che da parte dell’Amministrazione pubblica fino al 1992 quando finalmente anche l’Italia ha messo al bando l’amianto con la legge del 27 marzo di quell’anno, numero 257. La stessa norme prevedeva un programma di dismissione di durata biennale in base al quale dalla data del 28 aprile 1994 era vietata l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto.

Già nel 2016 era stata avviato a Scorrano da parte dell’ex sindaco Antonio Mariano, una campagna di sensibilizzazione per la bonifica dell’amianto attraverso la richiesta di un finanziamento per lo smaltimento dell’eternit da molti edifici pubblici tra cui il palazzo Veris (municipio) e gli edifici scolastici. Tutto ciò però non è bastato a diminuire il rischio di tumor: Scorrano è ancora tra i paesi con il più alto tasso tumorale. “Noi come amministrazione – afferma Carmelo Presicce, vicesindaco e assessore alle Politiche ambientali – abbiamo pensato di finanziare l’80% del costo dello smaltimento  ai privati che decidono di farlo nel perimetro del centro storico e il 50 e 60% per chi decide di farlo nelle altre zone del paese. Scorrano è purtroppo pieno di amianto, soprattutto nella zona più antica, dove sono presenti case abbandonate nelle quali per anni non sono stati fatti interventi. Ora tocca a noi smaltirla per migliorare la qualità della vita e tutelare la salute delle persone”.

Tra gli altri paesi del Sud Salento a ricevere il finanziamento ci sono Nociglia, San Cassiano , Poggiardo, Diso, che hanno ricevuto 10mila euro; Ruffano, Racale, Aradeo, Ugento, Taurisano che hanno ricevuto 12.500 euro.

M.M.

 

 

Nardò – Dall’abbattimento dell’incompiuta (foto) al parco urbano. Ieri la Giunta comunale ha approvato il passaggio definitivo che autorizza la redazione del progetto esecutivo e l’espletamento dei bandi di gara. In mattinata intanto sono ripresi i lavori di riempimento del terreno “svuotato” dalle operazioni di demolizione svoltesi tra dicembre e gennaio. La “colmatura” permetterà di mettere in sicurezza la superficie che ospiterà l’area a verde. Ambizioso il progetto, da completarsi entro il 2019: un parco pubblico di 25mila metri quadrati, il più grande che la città abbia mai conosciuto, munito di parcheggi, vegetazione a basso e alto fusto, sentieri pedonali, spazi per bambini, area fitness, area per lo street-basket, area ristoro, campi da bocce e di beach volley e dog park.

La storia dell’incompiuta, dalla nascita alla “morte”. I lavori di abbattimento dell’incompiuta di via Incoronata sono iniziati lo scorso 12 dicembre – alla presenza, tra gli altri, del governatore Michele Emiliano, che applaudì all’iniziativa – e si sono conclusi a fine gennaio 2018, lasciando solo macerie di quello stabile sorto quasi quarant’anni fa per ospitare il nuovo Municipio e mai ultimato. Qualche numero: 1 miliardo 350milioni di lire la somma spesa dagli anni Settanta a oggi per un’opera mai realizzata; 92mila euro il costo di abbattimento a carico del Comune e 420mila quelli necessari per realizzare il parco urbano. Da registrare all’avvio dei lavori la posizione degli ex sindaci Marcello Risi e Gregorio Dell’Anna, contrari alla demolizione e favorevoli a un recupero almeno parziale della struttura.

Superato l’ultimo problema geologico Il sindaco invece ha tirato dritto, sostenuto su questo tema da una coesa maggioranza favorevole all’abbattimento di quello che per decenni è stato definito “ecomostro”. Uno stop forzato dei lavori lo si è temuto solo recentemente, quando l’Autorità di bacino del Pai (Piano per l’assetto idrogeologico) ha riscontrato un rischio di presunta “pericolosità idraulica”, determinato dall’erronea convinzione che nell’area interessata ci fosse una depressione morfologica naturale. A seguito di sopralluoghi e consultazione della cartografia storica, è emerso invece che l’area presenta solo un scavo realizzato dall’uomo durante i lavori per la costruzione dell’edificio, quindi facilmente colmabile. Ad aprile scorso è così arrivato il “lasciapassare” dall’Autorità di Bacino e il “sollievo” del sindaco Mellone manifestato via Facebook: «Stavolta il parere sono andato a prenderlo personalmente a Caserta (come sempre, a mie spese), sede dell’Autorità di Bacino. Che ci ha detto che il parco dell’Incoronata si può fare, nonostante un vincolo assurdo rivelatosi poi completamente ingiustificato. Avrebbe allungato i tempi per realizzare il parco e invece lo facciamo subito». Il progetto di rigenerazione, che prevede una spesa di 420mila euro, porta la firma dell’architetto Elisabetta Ferrocino, del geometra Salvatore Albanese e del geologo Andrea Vitale (in foto con Mellone: Albanese a sinistra e Vitale a destra).

Soddisfazione in Comune «Avanti tutta sul parco – esulta nuovamente oggi il primo cittadino – con la ripresa dei lavori e l’approvazione del progetto definitivo. Sta prendendo forma uno degli interventi di rigenerazione urbana più vasti e significativi di questa città. Peraltro, con un peso simbolico straordinario, perché una bruttura in cemento farà spazio a un luogo di fruizione per migliaia di cittadini». Il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Oronzo Capoti ne ha anche per gli avversari: «Anche se c’è ancora qualcuno che speculando politicamente avrebbe preferito tenersi il vecchio palazzo, con rischi e degrado annessi, noi siamo convinti di aver intrapreso un grande percorso che cambierà il volto di questa zona della città. Un intervento dal grande valore urbanistico e sociale».

Nardò – Cambio al vertice della Consulta per l’Ambiente. Si dimette il presidente Massimo Vaglio e al suo posto arriva l’attuale vicepresidente Ornella Polo, eletta nei giorni scorsi alla guida dell’organismo. Massimo Vaglio, ristoratore, chef, giornalista enogastronomico e nome di spicco dell’ambientalismo salentino, abbandona la Consulta dopo otto mesi per motivi professionali. Nel 2016 era stato molto vicino alla coalizione di Giuseppe Mellone per poi allontanarsene gradualmente dopo il voto, non avendo condiviso le scelte in materia ambientale dell’attuale amministrazione (in particolare lottizzazione Sarparea, abbattimento immobile di via Incoronata, alberi di piazzetta Papa Giovanni XXIII). A Vaglio subentra il geologo Andrea Vitale nella Consulta.

La neopresidente, come detto, è invece l’avvocatessa Ornella Polo (nella foto con Lorenzo Siciliano). Classe 1979 e attuale segretaria dello storico movimento civico “Città Nuova”, Polo è considerata molto vicina al consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, all’opposizione in Consiglio. Secondo indiscrezioni i due tra pochi mesi presenteranno un nuovo soggetto politico da affiancare a “Città Nuova”. «L’elezione dell’avvocatessa Ornella Polo a Presidente della consulta dell’ambiente – dichiara intanto Siciliano – è un fatto positivo per la salvaguardia del nostro territorio, troppo spesso minacciato da speculazioni di vario genere. Sono certo che la sua professionalità coniugata a una notevole competenza ed abnegazione renderanno intenso e proficuo il lavoro della consulta, di per sé composta da validi professionisti e volti storici dell’ambientalismo neretino al lavoro da anni nel settore ambientale. Sento, dunque, di rivolgere – conclude l’esponente dei Democratici – a lei e a tutti i componenti dell’organismo un sincero augurio di buon lavoro».

Si registra infine che con l’elezione di Ornella Polo a presidente della Consulta per l’ambiente, “Città Nuova” (fondata negli anni Novanta da Giovanni Siciliano, ex consigliere provinciale di centrosinistra e padre del consigliere comunale Lorenzo) “piazza” un suo secondo esponente in pochi mesi. Ad aprile infatti la minoranza di Palazzo Personè ha rieletto a membro dell’Area marina protetta di Porto Cesareo l’uscente Alessandro My, avvocato tesserato Pd e presidente del longevo movimento civico neretino.

Nardò – “Riciclo che naviga”, il progetto della delegazione di S. Caterina della Lega navale italiana, ha radunato stamattina trecento bambini del Polo 2 e 3 della città in località “Frascone” mettendoli a diretto contatto con la natura, ma anche con gli abusi che di essa fanno coloro che, per esempio, abbandonano rifiuti ovunque. Del resto l’iniziativa pilota targata Lni, col patrocinio del Comune di Nardò, punta proprio a diffondere tra i più giovani la passione per il mare, lo spirito marinaro, il rispetto per l’ambiente e la cultura della differenziazione dei rifiuti. In pratica si tratta di un concorso per i ragazzi che vorrebbero arrivare a creare una piccola imbarcazione a vela, che possa realmente navigare, prodotta e creata esclusivamente con materiale riciclato e recuperato durante le attività di raccolta dei rifiuti da riciclo in riva al mare.

Istruttori qualificati della Lega navale italiana hanno perciò accompagnato gli alunni, stimolandoli e consigliandoli nella raccolta del materiale utile alla costruzione della barchetta (il resto sarà raccolto e smaltito da Bianco Igiene Ambientale). Nel corso di un’altra giornata in tema i natanti costruiti verranno varati e testati circa la possibilità di navigazione. I partecipanti all’impresa riceveranno un premio per le prime tre imbarcazioni classificate (gruppi di alunni o gruppi di classe) e per la raccolta dei rifiuti da riciclo. Intanto oggi a tutti i partecipanti è stato comunque donato un gadget in ricordo dell’esperienza.

L’iniziativa ha avuto il supporto del club La Lampara, Rotary Club Nardò, Attiva Servizi, Novembre Arredamenti, Bianco Igiene Ambientale, Protezione civile di Galatina. Per la sicurezza dei bambini ha fornito supporto un’ambulanza di Linea Verde con la pediatra Maria Rosaria Filograna e l’ortopedico Carlo De Michele. L’esperienza pilota della Lni rientra, peraltro, nelle attività previste dal protocollo d’intesa stipulato lo scorso ottobre tra Comune di Nardò e la delegazione della “Marina di Santa Caterina” della Lega navale italiana per promuovere, incoraggiare e sostenere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente marino e la pratica delle attività nautiche e del diporto, nonché per l’organizzazione di iniziative culturali, naturalistiche, sportive e didattiche. “Questa – commenta l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – è un’altra bellissima, oltre che molto originale, iniziativa di sensibilizzazione dei giovani, che con il pretesto della “gara” contribuiscono a ripulire un tratto meraviglioso e molto delicato della nostra costa e accrescono la consapevolezza sull’importanza di difendere l’ambiente e il mare”.

Gallipoli – Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, la tecnica degli innesti e molto altro. Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello presso la propria sede di via Bari ricercatori e docenti universitari lo scorso 31 maggio, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta al fastidioso batterio. «Abbiamo sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto – ha detto il presidente Pantaleo Piccinno alla platea – abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori, non solo pugliesi, convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari di rigenerazione ambientale e agricola».

L’assemblea Giovani Coldiretti

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro. Gianluca Bleve (di Tricase) e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto “Passata d’oliva”, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre (foto) dell’Università del Salento ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi – una sinergia tra ricercatori e agricoltori – che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione.  Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato. Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca Basile Caramia, ha spiegato il progetto “Biosavex” che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione ed anche il progetto “Sogesom”, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti. «Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia – ha detto il professor Gucci dell’Università di Pisa – le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali».

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...