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Notizie su ambiente ed ecologia dalla rete dei Comuni di Piazzasalento

GALLIPOLI. Arriva il potenziamento del servizio rifiuti che durerà fino al 15 settembre. Nelle prossime ore la Giunta dovrebbe dare il via libera ufficiale alla nuova concessionaria del servizio, la “Gial Plast srl” di Taviano con partner lombardo, che ha fatto presente queste necessità per la stagione estiva, quantificando la somma necessaria in 106mila euro circa. Con questi soldi la ditta assumerà 12 operatori ecologici nei mesi di luglio e settembre e 21 in agosto; inoltre per l’intero periodo s’impiegheranno altri cinque automezzi tra compattatori e vasche-costipatori. Come si ricorderà, i vincitori della gara per il servizio rifiuti nell’Aro 11 di cui Gallipoli è capofila opereranno in via provvisoria fino alla sottoscrizione del contratto da parte dello stesso Ambito rifiuti ottimale. Il potenziamento di cui si occuperà presto la Giunta guidata dal Sindaco Stefano Minerva, prevede un aumento pari al doppio della frequenza dello svuotamento dei cassonetti a caricamento laterale per plastica e carta mentre sarà triplicato in agosto; la raccolta di vetro e del “porta a porta” sarà di tre giorni la settimana in luglio e in settembre, ma ad agosto sarà di sei giorni (era previsto solo un intervento settimanale); le “campane” saranno svuotate del litorale sud per il vetro saranno liberate dal loro carico appena risulteranno sature. Infine i servizi pomeridiani sulla litoranea nord  saranno svolti da un autocompattatore; un altro automezzo simile opererà sulla litoranea sud e a Baia verde. Lo svuotamento dei cestini in centro città sarà quotidiano nella fascia oraria dalle 18 alle 22.

cons com neviano - a destra della cafaro il prof zurliniNEVIANO. Nessuno stop al progetto, nessun referendum comunale. A Neviano, la maggioranza del sindaco Silvana Cafaro blocca le proposte dell’opposizione sulla questione compostaggio. Dopo il tanto teso quanto partecipato consiglio comunale monotematico di venerdì sera, richiesto dai consiglieri di minoranza, resta la concreta possibilità che l’impianto a biogas che la “Fg Ecologia” vorrebbe mettere in piedi il località “Carcarone” possa essere realizzato: i consiglieri Cosimo Pellegrino e Luigi Stifani hanno richiesto che l’Assise deliberasse per un parere negativo da portare in conferenza dei servizi sulla questione, evidenziando la pericolosità della “digestione anaerobica” (per ben 50mila tonnellate annue) e le incongruenze sulla scelta del sito. La maggioranza ha, però, bocciano la proposta, con l’unica eccezione del consigliere Vito Iasi, oltre che di Pellegrino, Stifani e dell’altra consigliera di minoranza Margarita Grassi (assente Anna Chiara Tundo).

Nervi a fior di pelle sia prima che dopo il parere espresso dal professor Giovanni Zurlini, del Dipartimento di Scienze biologiche e ambientali dell’Unisalento, coinvolto dalla Cafaro per un conforto tecnico. “Il progetto presentato è lacunoso – ha detto senza mezzi termini Zurlini – e potrebbe dare grossi problemi dal punto di vista ambientale e sanitario. La valutazione d’impatto ambientale, per diversi aspetti, non è fatta bene. C’è però la possibilità di aggiungere un sistema di raffinazione per il riutilizzo del biogas in maniera pulita, facendolo diventare metano: è più costoso ma dà garanzie notevoli, ne esiste uno simile in provincia di Salerno”. Il Sindaco aveva anticipato quale sarebbe stata la linea della maggioranza già pochi secondi prima che Zurlini riassumesse le conclusioni dello studio, allegato agli atti del consiglio solo pochi minuti prima del via: “Abbiamo obblighi di natura politica e senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Anche se la relazione mette in luce le molte criticità, invito comunque a respingere la proposta dei consiglieri a prescindere, perché strumentale”.

E la contestazione è servita: la platea si è agitata (tantissimi i cittadini che nelle scorse settimane hanno aderito al “Comitato Nevianese a tutela del territorio”), il battibecco e le urla sono arrivati tra i banchi del Consiglio e la presidente Carla De Giorgi ha disposto la sospensione ad appena mezz’ora dall’inizio. Al rientro, dopo l’intervento di Zurlini, la votazione: la bocciatura della proposta di delibera ha portato Pellegrino e Stifani a una mozione per l’istituzione di un referendum popolare sul tema. Bocciata con gli stessi numeri anche questa soluzione, l’Assise si è chiusa tra l’agitazione generale, con la Cafaro contestata dai cittadini anche all’uscita dalla sala consiliare di piazza Concordia. “Nonostante il parere di un professore universitario chiamato da loro stessi – commenta a caldo Valentino Simone, uno dei portavoce del Comitato di cittadini – che ha detto che il progetto così com’è sarebbe dannoso, la maggioranza ha votato in questo modo e non  ha nemmeno accettato il referendum. Non si capisce che senso abbia. La prossima mossa – annuncia di già – sarà la raccolta firme per poterci esprimere sulla questione”.

La Cafaro, da parte sua, è convinta: «Abbiamo il dovere di valutare se questo impianto ci consente di abbassare i costi della spazzatura che si stanno divorando il Bilancio comunale. Ma per prima cosa dovevamo valutare se questo presentava dei rischi per la salute dei cittadini. Non potevamo di certo dare retta ad ogni ciarlatano che dice la sua. Ci siamo rivolti all’Università di Lecce per avere un parere espresso in forma ufficiale, un parere autorevole da parte di una istituzione pubblica. Nel parere, che abbiamo avuto, sono state rilevate diverse criticità, informeremo subito la ditta e la provincia, se queste criticità non saranno rimosse, noi non daremo il nostro assenso. I cittadini stiano tranquilli, e coloro che stanno speculando per attaccare l’amministrazione si mettano il cuore in pace, noi andremo avanti con la coscienza serena». Il sindaco ha preannunciato un pubblico comizio sulla delicata questione.

L'impianto di contrada Vignali-CastellinoGALATONE. Discarica d’amianto: dopo i sigilli le reazioni. Sono passati due giorni da quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, ha sancito lo stop alle operazioni della “Rei srl”, in seguito alle indagini condotte dal pm Elsa Valeria Mignone e dal perito Francesco Fracasso. La notizia che l’impianto di contrada Vignali-Castellino, tra Galatone e Nardò, fosse sotto la lente d’ingrandimento della magistratura era già arrivata nel pieno della campagna elettorale galatea, già tema di confronto fondamentale tra l’eletto Filoni e lo sconfitto Nisi. Stando a quanto ipotizzato dai giudici, sarebbero diverse le prescrizioni non rispettate dall’azienda – di cui risulta indagato il rappresentante legale – a partire dalle modalità di stoccaggio (decine di balle tra quelle esaminate a campione sarebbero risultate danneggiate e non trattate secondo la legge) e quindi dalle dispersioni di materiale pericoloso nell’ambiente. L’impianto nel 2013 era ancora un centro di raccolta inerti, prima dell’ampliamento che portò la discarica da 13mila metri cubi a 80mila, cambiandone la destinazione d’uso: anche le autorizzazioni con cui la Rei ha operato queste modifiche sono passate al setaccio dei pm, insieme alla provenienza dei materiali da stoccare, che da delibera provinciale dovrebbero limitarsi al territorio del leccese. Non si è fatto attendere il commento del neo-eletto sindaco di Galatone Flavio Filoni, che a due settimane dal ballottaggio era stato il primo a dare notizia delle indagini sull’impianto: «Non possiamo che ritenerci soddisfatti dei sigilli posti dalla Magistratura alla discarica. Questo significa che per tutti questi mesi abbiamo avuto ragione nel portare avanti la nostra battaglia per avere finalmente una Galatone libera dalla schiavitù di questi impianti che hanno solo fatto del male a tutti i cittadini. C’è rammarico per i danni già fatti che si sarebbero potuti evitare”. A Filoni fa eco il sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone: «Facevamo bene a chiedere chiarezza sulle inadempienze del gestore. Non bastarono purtroppo nemmeno le 3mila firme raccolte, c’è rabbia per il tempo perso». «In qualità di sindaco ho messo in atto tutte le misure necessarie a tenere alta l’attenzione sulla discarica – afferma dal canto suo l’ex primo cittadino di Galatone Livio Nisi  – e non è mai stato sottovalutato nulla, tant’è che da sindaco ho inviato alla Procura quanto affermato dal comitato. Più volte abbiamo sollecitato Arpa, Provincia, la stessa Procura a compiere i passi necessari per monitorare la salubrità dei luoghi».

 

Gallipoli localit Sujane dopo grandi alberghiGALLIPOLI. Grazie ad una sempre più diffusa (ma ancora insufficiente) coscienza ambientale, ecco un’altra segnalazione dei lettori con una amara didascalia. “Il cumulo va crescendo…”. La zona è quella nota come “le Sujane”, subito dopo i grandi alberghi e in pieno parco naturale. Che dire? Siamo pronti a pubblicare foto o filmati sugli autori di questi sfregi.

Il sistema informatico per presentare i progetti per il settore agricolo non funziona a l’Ordine degli agronomi è pronto ad indire uno sciopero. Lo annuncia il presidente dell’ordine professionale Rosario Centonze raccogliendo il malcontento del mondo agricolo e i particolare dei professionisti impegnati ad istruire le pratiche di agevolazioni. Il sito internet in questione è quello dell’Elaborato informatico progettuale (Eip) che risulta “in manutenzione” mentre i bandi riguardanti il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole e al Pacchetto Giovani sono stati pubblicati nel luglio 2016. «Quello che era stato pensato come un sistema innovativo ha di fatto bloccato qualsiasi tentativo di sviluppo rurale, dall’acquisto di un trattore ad un progetto più articolato», afferma Centonze lamentando i limiti di un software “che si blocca in continuazione lasciando i professionisti senza assistenza”. In particolare viene segnalato che l’“helpdesk” non funziona quasi mai, nessuno risponde al telefono, il manuale è stato pubblicato solo ora mentre l’atto che ne decreta il pieno funzionamento risale ad oltre tre mesi fa”. «Tra la Regione e le aziende agricole – spiega Centonze – ci siamo noi professionisti che dobbiamo presentare le istanze per il settore agricolo e progettare il futuro di una azienda, ma viene così calpestata la nostra dignità professionale». Per questo l’Ordine proporrà uno sciopero ad oltranza durante il quale nessun agronomo o forestale accederà più all’Elaborato informatico progettuale. A rischio sono le potenzialità del Piano di sviluppo rurale della Puglia, tanto più importante in una terra colpita dall’emergenza-xylella.

Di “paralisi totale” parla anche il consigliere regionale 5 Stelle Cristian Casili. «Mentre le altre regioni sono partite per tempo con le misure del PSR 2014/2020 a sostegno degli investimenti in agricoltura la Puglia, già vessata da problematiche fitosanitarie e strutturali, è ferma al palo: su 1,7 miliardi si sono spesi solo 40 milioni di euro. Le ragioni principali sono da ricercarsi nei continui malfunzionamenti del sito dell’Elaborato informatico progettuale che è costantemente in manutenzione. Uno strumento che avrebbe dovuto ridurre i tempi burocratici ha in realtà portato alla paralisi del sistema agricolo pugliese», ha dichiarato Casili annunciando la richiesta di audizione urgente dell’assessore Di Gioia, del responsabile del Dipartimento agricoltura della Regione Puglia, Gianluca Nardone, e dei presidenti degli organi provinciali dei dottori agronomi e forestali, “allo scopo di avere risposte immediate circa il malfunzionamento dell’Eip con la presenza dei professionisti che hanno il gravoso compito di lavorare le domande di finanziamento».

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Sono in costante aumento le segnalazioni sull’abbandono dei rifiuti lungo le strade del Salento. Piazzole di sosta invase da buste dell’immondizia, copertoni, materiale di risulta con eternit e secchi di vernice rendono spesso impossibile la sosta per gli automobilisti oltre a rappresentare un pericolo reale per l’ambiente e ad essere una pessima cartolina ricordo per i turisti. Il problema affligge molte strade, tra le quali la provinciale 367 che collega la Grecìa Salentina e la Statale 16 alla Statale 101 Lecce-Gallipoli. Sul problema interviene da ultimo il consigliere regionale salentino del Movimento 5 Stelle Antonio Trevisi che sollecita un incremento dei controlli sul territorio, l’intervento dell’Anas e l’utilizzo della videosorveglianza da parte della Provincia. «Questa è la cartolina che mostriamo ai turisti che in questo periodo vengono in vacanza a Gallipoli, Otranto, Lecce, Ugento o Leuca. Una cartolina che nessuno vorrebbe vedere. È doveroso premettere che la colpa di questa situazione è in primo luogo delle persone incivili e denota lo scarso senso civico di alcuni utenti della strada, che abbandonano rifiuti di ogni genere. Questo comportamento causa un grosso pericolo in termini di igiene e sicurezza, oltre ad un rischio di autocombustione dei rifiuti e un notevole danno di immagine».

xylella - foto 10.6.2015  (1)GALLIPOLI. L’Unione europea è vicina a perdere la pazienza, mentre l’Italia ha perso già milioni di ulivi qui in Puglia e alcuni milioni di euro qualora venisse condannata dall’Alta Corte europea. Se entro due mesi – sessanta giorni – non verranno tolte di mezzo le piante ormai scheletriche ammalate di Xylella, l’Italia verrà deferita alla Magistratura di Bruxelles. Non si sa se questa volta si troverà la strada adatta per fare quanto era stato programmato già nel 2015 col commissario straordinario, il comandante del Corpo forestale di Puglia Giuseppe Silletti. Nominato a febbraio, il comandante Silletti si era dimesso a fine dicembre dello stesso anno, non essendo riuscito praticamente a fare nulla di quanto chiedeva sia l’Unione europea sia il governo nazionale. In quel periodo Silletti aveva visto comparire, oltre a proteste di gruppi ambientalisti strenui difensori dell’intoccabilità degli alberi sia pur malati, anche la magistratura amministrativa: il Tar del Lazio aveva bloccato le eradicazioni delle piante sane ma esistenti nel raggio dei 100 metri da quella infetta), poi anche di quella penale (la Procura di Lecce, che ha riscritto nell’ordinanza di sequestro di tutti gli ulivi di Lecce e Brindisi, poi tolto). La decisione della commissione europea, peraltro tiepida sul monitoraggio in corso da qualche tempo sulle zone al limite di quelle infette, mette in primo piano adesso questo scoglio. In soffitta tornano le ricerche che in questi due ultimi anni hanno dato più di una speranza circa le varietà di ulivo (due al momento) in grado di resistere al batterio ed al disseccamento rapido. “E’ il batterio a far seccare gli ulivi – ha ribadito l’Accademia dei Lincei di recente in una nota sul tema che preoccupa tutti gli Stati europei – disconoscerlo favorisce l’epidemia”. Sembra un messaggio indirizzato agli “irriducibili” sostenitori di un complotto speculativo o di pratiche in grado di salvare le piante senza alcun espianto. Tesi tutte da dimostrare, ancor. Ma è purtroppo sotto gli occhi di tutti l’allargamento dell’epidemia e i vasti campi una volta ulivetati ed oggi brulicanti di tronchi e rami grigio scuri che destano oscure inquietudini in quanti erano abituati, fino a quattro.cinque anni fa, a spettacoli ben più affascinanti.

NARDÒ. Un ritorno alle origini per ridare vita alla nostra terra: l’associazione Verdesalis presenta il corso introduttivo sul recupero naturale della fertilità del suolo, col contributo del bando regionale “Mettici le mani”. Presso il parco culturale giovanile “La Saletta” programmati cinque incontri nei giorni 14, 15, 18, 21 e 27 luglio con i relatori Cristian Casili (agronomo esperto in fertilità del suolo) e Paolo Nutricato (perito agrario). Le iscrizioni scadranno il 12 luglio. «Il corso – afferma Ivano Manca dello staff Verdesalis – mira a fornire conoscenze tecniche e pratiche sul recupero della terra. Si tratta del primo passo di un percorso formativo nel quale vogliamo coinvolgere non solo appassionati e professionisti ma soprattutto chi è ancora troppo distante dai principi dell’agricoltura naturale». Sviluppo economico ecosostenibile, sovranità ambientale e biodiversità locale sono le mission dello staff di Verdesalis, composto oltreché da Manca, anche da Ilijas Costantini, Luigi Vaglio, Gianni Casaluce e Igor Costantini.

La marcia per BurgesiUGENTO. Parere negativo da parte della Provincia di Lecce sul progetto   presentato dalla società “Ugentocava grandi lavori”di Acquarica del Capo circa la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali in località “Casino Arto”, a pochi chilometri dalla discarica di Burgesi. Nei mesi  scorsi erano state le associazioni e i comitati di Ugento, Gemini, Acquarica, Presicce e Taurisano ad inviare le proprie osservazioni circa la fattibilità di tale impianto, chiedendo attenzione agli enti deputati a controllare e verificarne l’attuabilità sul territorio. Il 28 maggio scorso, inoltre, i cittadini, preoccupati  per la delicata vicenda dei presunti 600 fusti  tossici interrati nella discarica Burgesi,  hanno marciato chiedendo la bonifica ed esprimendo il proprio dissenso attraverso la richiesta di un impegno dei Comuni interessati a non far nascere altri impianto sul territorio. A tale richiesta  i Sindaci hanno espresso la volontà di aderire attraverso una delibera congiunta. Dall’analisi del progetto riguardante  il  nuovo  impianto  di rifiuti speciali in località Casino Arto, anche Arpa  Puglia e  il dipartimento di prevenzione della ASL hanno  riscontrato diverse  criticità. In particolare è stato evidenziato che la zona  in questione è in prossimità a zona sottoposta ad un vincolo paesaggistico territoriale  e dista solo un chilometro dal parco naturale di Ugento e  cinquecento metri dalle prime abitazioni di Gemini. Un altro elemento negativo è l’estrema vicinanza con gli altri impianti siti in località Burgesi. Il Comune di Ugento, infine, ha chiesto  di estendere la convocazione della Conferenza dei servizi  alla sezione attività estrattive  della Regione, in quanto la località “Casino Arto” è situata in un’area di territorio caratterizzata dalla presenza di cave.

 

Lungomare Cristoforo Colombo

Lungomare Cristoforo Colombo

SANTA MARIA DI LEUCA. Celebrare e ricordare l’importanza della biodiversità; questo il tema centrale della due giorni di “Pomario estivo” che si terrà mercoledì 12 e giovedì 13 luglio a Santa Maria di Leuca, con al centro i frutteti di questa parte del Salento. L’evento è finanziato e organizzato dal Parco naturale regionale “Costa Otranto Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase” nell’ambito del progetto per il recupero e la salvaguardia del germoplasma frutticolo pugliese, con la collaborazione della cooperativa sociale Terrarossa. Nella prima giornata, alle 19 presso villa Fuortes, verrà presentato “Varietà frutticole tradizionali del Salento – Biodiversità, conservazione, valorizzazione”, il nuovo volume del biologo Francesco Minonne a cui seguirà la mostra fotografica di scorci salentini; il tutto accompagnato con una degustazione a tema. Giovedì, sul lungomare Cristoforo Colombo si terrà la mostra pomologica “Pomario estivo, documentale della biodiversità frutticola del Salento”, in compagnia della musica di Kailia e Bandadriatica.

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spiaggia-gallipoliCon l’arrivo dell’estate, ritorna per il secondo anno il numero verde 800894500 per denunciare i reati ambientali in Puglia e per diffondere la legalità sulle spiagge. A gestire le chiamate, che segnaleranno i reati ambientali e del mare, sarà un call center gestito da “I Rangers d’Italia” sezione Puglia, con presidente regionale Stefano Pesce, attivo tutti i giorni fino al 30 settembre dalle 9,30 alle 18,30. I cittadini potranno segnalare abusi, infrazioni, reati ambientali, abbandono di rifiuti o chiedere aiuto per le situazioni di difficoltà sul demanio marittimo rimanendo nell’anonimato. Risponderà al numero verde un gruppo di giovani preparati e formati che avviseranno le guardie ambientali e le autorità competenti. Quindi via libera alle segnalazioni: dalla difficoltà ad accedere al mare, dalla segnalazione a chi sporca o chi accende un falò in spiaggia, o di chi versa materiali inquinanti in acqua. Il progetto è già attivo ed è a cura de “I Rangers” insieme all’associazione FareAmbiente ed è finanziato dall’assessorato al demanio e patrimonio della Regione Puglia. I reati si potranno segnalare anche sul sito www.ecoreatipuglia.it o attraverso un’app apposita dove si potranno mandare fino a tre foto in tempo reale dell’abuso.

Porto SelvaggioPORTO CESAREO. Nuove regole per l’attività nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Sono quelle contenute nell’ordinanza del 4 luglio della Capitaneria di Porto di Gallipoli che anticipa quello che sarà il futuro Regolamento. In sostanza, pratiche come la pesca sportiva, l’ormeggio presso le darsene autorizzate e le attività subacquee dovranno essere preventivamente autorizzate dall’Ente gestore. Tra le varie prescrizioni anche quella che consente il prelievo di organismi e campioni solo per motivi di studio e sempre previa autorizzazione del gestore. Nell’area marina protetta, inoltre, non sono consentiti “l’acquacoltura, il ripopolamento attivo, la pesca a strascico, a circuizione e con reti tipo cianciolo, e la pesca subacquea”. I vari divieti cambiano in rapporto alle zone dell’Area protetta (il disciplinare è consultabile sul sito www.ampportocesareo.it). Il recente provvedimento si è reso necessario in seguito all’annullamento disposto lo scorso 15 maggio dal Consiglio di Stato del precedente regolamento. Il Consorzio di gestione dell’Amp Porto Cesareo già nel 2013 ha avviato le procedure per l’adozione di un nuovo Regolamento conforme alla recenti normative sulla nautica da diporto, subacquea ricreativa e pesca. Nell’attesa delle formalità per la sua entrata in vigore (le procedure sono ora in capo al Ministero dell’Ambiente), l’attuale ordinanza è stata adottata “al fine di non lasciare scoperta la Riserva marina dell’indispensabile strumento”, riportando le migliorie richieste e condivise con la comunità locale dei diportisti e pescatori professionisti.      

 

assunti servizio rifiuri gallipoliGALLIPOLIDal 15 luglio si cambia: il nuovo appalto del servizio di nettezza urbana diventa realtà a metà mese. Superati dopo una lunga e intensa riunione con la concessionaria che lascia (la “Navita” di Monopoli), le due associate subentranti (la “Gial Plast” di Taviano e la  “Colombo Biagio srl” di Monza-Brianza), gli amministratori comunali col Sindaco Stefano Minerva e soprattutto i rappresentanti degli addetti al servizio, ancora in carico alla “Navita” e molto interessati a capire come sarebbe stato il trasferimento deghli organici. Le notizie trapelate che per i 78 attuali solo una cinquantina sarebbe stata riassorbita da subito aveva fatto scattare uno stato di agitazione dei lavoratori, d’accordo con i loro sindacati. La riunione ieri pomeriggio – cui hanno partecipato anche il vicesindaco Cosimo Alemanno, il consigliere comunale Sandro Quintana, presidente della commissione Ambiente – ha sortito gli effetti sperati da tutti per superare l’emopasse. La “Gial Plast” si è detta alla fine disponibile ad assumere tutti gli attuali dipendenti a partire appunto dal 15 luglio. Soddisfatto ovviamente il Sindaco: “Grande il risultato ottenuto, la nuova ditta a breve avvierà  ufficialmente i lavori. Sono soddisfatto di quanto fatto perché allo  stato attuale, tutti gli operatori impegnati nell’attuale servizio (si  parla di 78 unità) saranno assorbiti dalla nuova ditta, senza alcun  danno e disagio per i lavoratori. Un momento delicato, di passaggio del  testimone che avrebbe potuto compromettere l’efficienza del servizio,  invece vi è stata grande collaborazione tra le parti”.

localita Carcarone nevianoNEVIANO. Non dà tregua sulla questione compostaggio il neonato “Comitato nevianese a tutela del territorio”: i cittadini continuano a tenere alta l’attenzione sulle richieste avanzate dalla società “Fg Ecologia” per l’installazione di un “mega-impianto” di compostaggio (50mila tonnellate l’anno) in località Carcarone (la mappa). In questi giorni hanno continuato ad informare a suon di volantinaggi e condivisioni social, con una precisa richiesta rivolta al sindaco Silvana Cafaro: «Non si ostini a pensare a probabili benefici per il territorio. Dopo le motivazioni addotte dagli esperti e il secco no del presidente della provincia, non dovrebbe avere più dubbi».

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navita-ditta-rifiuti-gallipoliGALLIPOLI. Il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti è stato provvisoriamente assegnato dalla commissione competente alle ditte vincitrici del lungo concorso, passato anche attraverso una interdittiva antimafia che ha messo fuorigioco la barese “Camassambiente spa”. Saranno la “Gial Plast” di Taviano e la “Colombo Biagio srl” di Villasanta (provincia di Monza-Brianza) ad occuparsi dei rifiuti solidi urbani per i prossimi anni per un importo di circa 7 milioni annui. Ma da quando? Nel passaggio di consegne tra la società che gestisce il servizio da alcuni anni, la “Navita” di Modugno (Bari), e i nuovi concessionari si stanno focalizzando le attenzioni degli amministratori comunali e dell’opposizione di “Gallipoli futura”. Questi ultimi sulla pagina di face book di Flavio Fasano hanno ironizzato sui tempi e sul fatto che “l’appalto del servizio è stato assegnato, la Navita ai dipendenti ha dato il “ben servito” … ma nulla ancora avviene… ed i mezzi? E la pianta organica?. Bravo Sindaco Minerva!!! Tutto nei tempi!Mentre i secondi classificati nella graduatoria hanno chiesto copie dei documenti, in Comune è maturata lidea di procere allaffidamento provvisorio del servizio per poi chiudere definitivamente la partita – che vede protagonisti anche i Comuni di Taviano, Racale, Alliste – con lassegnazione definitiva dopo lestate. È la stagione che incombe a preoccupare i più: con laffollamento prevedibile e lesplosione della produzione di rifiuti non si possono commettere passi falsi, nonostante lincombente interesse degli sconfitti nella gara. Per non dire della Navita che, a questo punto, non vede lora di togliere le tende prima della stagione più impegnativa in assoluto per la città e per coloro che la devono tenere pulita.

discarica-Burgesi-UgentoUGENTO. “Nessuno storno verso il Pertusillo dei fondi stanziati dal Governo per i monitoraggi su Burgesi”, lo scrive e lo sottoscrive l’ingegnere Barbara Valenzano, direttrice del Dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia, per diradare dubbi e sospetti emersi in questi giorni da associazioni, esponenti politici e Sindaci di Ugento, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano. Nessun passaggio di denaro, dunque, da un’opera tanto attesa (scandagliare il sottosuolo per verificare la presenza o meno di 600 fusti con scarti cancerogeni provenienti da Nord Italia, come denunciato dallo stesso trasportatore di Taurisano) e un’altra opera (le acque del Pertusillo, in Basilicata, che dissetano anche parte del Salento jonico salentino, con l’ausilio dei pozzi della stessa zona sotto osservazione). Se non altro per una semplice ragione. Scrive infatti l’ingegnere Valenzano: “È doveroso  puntualizzare che il fondo di un milione di euro stanziato dal Governo per i monitoraggi in Salento nell’area di Burgesi e territori circostanti non è ancora stato trasferito da Roma alla Regione Puglia; quei fondi sono ancora a Roma e proprio in questi giorni ne abbiamo nuovamente sollecitato l’erogazione a favore della Regione Puglia presso i competenti uffici ministeriali, dopo una prima nota dello scorso 31 maggio”. L’equivoco sarebbe dunque sorto perché nella deliberazione regionale fonte delle agitazioni (controlli sulle acque del Pertusillo), sarebbe richiamato “lo stesso centro di costo che è chiaramente quello relativo ai monitoraggi, che la Regione intende potenziare con programmi straordinari”. Per chiedere immediati chiarimenti alla Regione sul presunto cambio di obiettivi era sceso in campo il parlamentare di Acquarica, Rocco Palese, e il consigliere regionale di Patù, Ernesto Abaterusso. Della vicenda si parlerà comunque il 19 giugno nella riunione già convocata da tempo dall’assessore Domenico Santorosola.

pesci alieni gallipoliGALLIPOLI. Veterinari e tecnici del Servizio di prevenzione veterinaria sono tornati sui banchi di scuola per assicurare interventi più efficaci a tutela della salute. Il corso su “Specie ittiche tossiche e lessepsiane – prospettive nel controllo sanitario dei prodotti della pesca” è stato tenuto da docenti dell’Università di Napoli coordinati dal dirigente medico Maurizio Vetrugno. Una full-immersion, insomma, per aggiornare gli addetti ai lavori sulle nuove insidie che si annidano nei prodotti della pesca; “il tutto, al fine di tutelare il consumatore”.

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La-Reggia-GalatoneGALATONE. “Un mare d’amare” è la manifestazione organizzata domenica 28 maggio, dalle 10 alle 13, dall’associazione culturale “Rifugio Uruz” per la pulizia del tratto di costa denominato “La Reggia” a Galatone. I volontari, in collaborazione con scuole di sub professionisti, saranno impegnati nel recupero dei rifiuti gettati non solo sulla scogliera ma anche nei fondali marini immediatamente adiacenti.«È davvero un piacere per noi dare un contributo alla comunità rendendo pulito l’unico tratto di costa che ci appartiene e vorrei ringraziare non solo i nostri associati – afferma il neo presidente Matteo Vaglio – ma anche tutti i cittadini volontari e le attività commerciali di Galatone che da tre anni danno il loro importante contributo per la buona riuscita della manifestazione. Allo stesso modo non posso non ringraziare le squadre di sub professionisti, che attraverso la loro passione ed amore per il mare, riportano in superficie tutti quei rifiuti abbandonati nell’acque marine dall’inciviltà umana». L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio gratuito del Comune di Galatone e si avvale della presenza dell’autoambulanza con relativi volontari della Protezione civile di Galatone, personale medico specializzato e di uno scarrabile, portato sul luogo dalla ditta Cave Marra, per depositare i rifiuti raccolti.

 

frantoio-macinaIN EVIDENZA. Con la loro azienda di famiglia, i fratelli Primiceri di Casarano hanno da tempo anticipato quella che ormai rischia di diventare una via obbligata. «Già da anni non facciamo più produzione conto terzi pur mantenendo il tratto distintivo dell’“artigianalità industriale” che da sempre ci caratterizza», afferma Rocco Primiceri, responsabile del settore trasformazione, che insieme a Fernando (commerciale) e Cosimo (produzione) ha rilanciato l’eredità raccolta dal padre Marco, riuscendo a fare della “Primoljo” una delle aziende leader nel settore a forte vocazione internazionale.

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Acquedotto PuglieseLEZIO“Acqua pubblica, acqua pulita!” è il tema del dibattito in programma sabato 27 maggio, alle ore 18.30, presso l’auditorium del liceo “GiannellI” ad Alezio. L’incontro, patrocinato dal Comune di Alezio, è organizzato dal comitato aletino della “Rete dei comitati per i beni comuni”. In vista del 31 dicembre 2018, quando scadrà la concessione del servizio idrico integrato alla società Acquedotto pugliese, i promotori chiedono che lo stesso servizio continui a restare pubblico “eliminando ogni mira di profitto” ricordando l’esito “plebiscitario” del referendum del 2011. Previsti gli interventi di Federico Cuscito di Acqua Bene comune di Bari,  Felice Santarcangelo dei Comitati dalla Basilicata, Prisco Piscitelli, medico epidemiologo Giovanni De Filippis, direttore del dipartimento di prevenzione della Asl Lecce, Mario Pendinelli e Cristian Casili, consiglieri regionali, Luigi Russo, presidente del Csv Salento e di Eurispes Puglia, Marta Innocente di Acqua bene comune – Beni comuni di Alezio e del sindaco Vincenzo Romano.

GALATONE. L’arte, la cultura, la campagna. Si chiama “Azioni di AgriCultura” il progetto che in questa settimana va realizzando l’associazione AttivArti, sodalizio nato nel 2011 che in collaborazione col Laboratorio Rurale Luna, l’associazione Verdesalis, il comune di Galatone e il Gal “Terra d’Arneo”, curerà fino a domenica le iniziative inserite nel programma della Regione 2016-2018, promosse con l’obiettivo di valorizzare la ruralità e i beni monumentali salentini. Dal 22 maggio alcuni artisti sono ospiti di Luna, il laboratorio che ha trovato casa nelle campagne tra Seclì e Galatone, sull’iniziativa di cinque donne: “in residenza” l’artista britannico Paul Chirnside e quelli locali, Gianle Lametà, Chiara Spinelli, Cristian Calignano, con i fotografi Valentina Piccinni e Jean-Marc Caimi, produrranno delle opere ispirate dalle attività che saranno svolte fino al 28. Ad accompagnarli per un tour rurale sarà l’agrotecnico Massimo Vaglio, che illustrerà loro le caratteristiche di paesaggi umanizzati e beni monumentali. «In programma in questi giorni ci sono anche due mostre degli ospiti – dice Chiara Miglietta, responsabile del progetto – ed entrambe saranno allestite il 26. ‘This land is my land’, un reportage sul paesaggio e sulla xylella relizzato dai due fotografi, che sarà alla vetrina del gusto, e ‘The universe is our land’, di Chirnside, all’Arci di Nardò». Il 27 sarà invece il laboratorio urbano di Luna, quello allestito nel palazzo ducale di Seclì, ad ospitare il workshop di fotografia tenuto dai due esperti coinvolti; il 28 grande conclusione: “Il paesaggio umanizzato del Salento tra il suggestivo e il funzionale” si intitola il dibattito in programma a partire dalle 18:30, che anticiperà l’aperitivo al tramonto sulle note de “La Municipal”. A relazionale il docente barese Leonardo Palmisano, Antonio Muci di “Slow Food Neretum”, l’architetto e paesaggista Tiziana Lettere e la docente d’arte Marinilde Giannandrea. Ci saranno anche gli alunni dell’istituto “Enrico Medi” di Galatone, presenti per illustrare il progetto “Le vie del Galateo”.

 

 

comune di ugentoUGENTO. Parte il 28 maggio la marcia verso località Burgesi (Ugento) per dire “basta” a discariche e nuovi impianti e per non dimenticare gli sversamenti di rifiuti tossici sui territori di Ugento, Casarano e Melissano. La manifestazione è organizzata dalla Pro loco Beach di Gemini, congiuntamente alle associazioni di Ugento, Acquarica, Presicce e Taurisano con il patrocinio dei rispettivi Comuni. Tre i cortei: il primo partirà alle ore 8,30 dal Calvario di Acquarica del Capo, il secondo alle 8,30 dall’oratorio di Ugento, il terzo alle 9 dal monumento dei caduti di Gemini per poi giungere in località Burgesi. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’allarme ambientale della già dismessa discarica Burgesi, tappezzando il paese di bandiere nere che verranno esposte fino a che la bonifica del territorio non sarà effettuata. Prevista, inoltre, una capillare sensibilizzazione nelle scuole.

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Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

IN EVIDENZA. Un altro passo, forse quello decisivo, per aprire al reimpianto di alberi d’ulivo – resistenti o tolleranti alla Xylella – nelle aree colpite da questa pesta venuta da lontano. Ne hanno dato notizia martedì pomeriggio, 16 maggio, gli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto (foto). Questa la nota ufficiale: “La Commissione Ue permetterà nelle zone infette della Xylella il reimpianto delle due varietà di olivo, leccino e favolosa, risultate tolleranti al batterio”. I due parlamentari l’estate scorsa avevano presentato una interrogazione su questo decisivo terreno, come dimostrano le aspettative prioritarie di tutti gli operatori. «L’ufficialità – dichiarano De Castro e Fitto – arriverà il 19 giugno ma la decisione presa dal comitato fitosanitario, sostenuta da tutti gli Stati membri ad eccezione solo della Francia, permetterà di creare le condizioni per rilanciare le attività imprenditoriali degli olivicoltori.

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bandiera blu salveSALVE. Dopo la Bandiera Verde che ha eletto Pescoluse spiaggia a misura di bambino, per Salve e le sue marine arriva anche la Bandiera Blu, assegnata dalla Fee (Foundation For Environmental Education): si tratta di una riconferma, la nona dal 2009. Fra i criteri seguiti per l’assegnazione del titolo, al primo posto c’è la purezza delle acque, monitorata dall’Arpa con campionamenti ogni 30 giorni. Sulle spiagge da Bandiera Blu, inoltre, devono essere garantiti servizi di pulizia degli arenili, gestione differenziata dei rifiuti e sicurezza dei bagnanti, il tutto accompagnato a un percorso di educazione ambientale a cura delle amministrazioni locali.

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GALLIPOLI. Due esemplari di tartarughe caretta-caretta, di 50 anni l’una, sono state liberate ieri nel tratto di mare dell’oasi-riserva naturale “Le Cesine”. Le tartarughe erano state recuperate l’autunno scorso in condizioni critiche; la sopravvivenza di questi animali è severamente minacciata dall’attività dell’uomo nel Mediterraneo. Dopo 8 mesi di attenzioni e cure le due tartarughe sono state liberate in un evento gestito dal personale del Museo di storia naturale di Calimera, dell’associazione nazionale Rangers d’Italia e dai militari della Guardia costiera. All’evento erano presenti anche 200 bambini delle scuole elementari di San Donato di Lecce e San Cesario di Lecce.

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