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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

Acquarica del Capo – Sono trascorsi tre anni dal 21 giugno del 2015 quando il corpo di Ivan Ciullo, in arte “Navi”, noto deejay radiofonico, cantautore, produttore musicale e fonico, fu trovato senza vita impiccato con un cavo di microfono ad un albero in località Calie. Dopo tre anni la situazione continua ad apparire un vero proprio giallo, in cui interrogativi e dubbi si moltiplicano, specie tra coloro che Ivan  conoscevano bene: amici e parenti e il dolore implacabile di una madre che cerca con tutte le sue forze verità e giustizia per suo figlio. Ed ora arriva anche la denuncia querela nei confronti del magistrato inquirente sul caso.

Il 12 luglio il Gip decide se chiudere qui la vicenda oppure no Era il 27 febbraio 2017 quando il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Brancato, dopo aver respinto la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero, aveva chiesto agli inquirenti di ricostruire i contatti telefonici del giovane, procedendo all’acquisizione delle celle telefoniche agganciate sia dal cellulare in uso a Ivan sia da smartphone, tablet e utenze in uso all’uomo con cui Ivan aveva intrattenuto contatti fino all’ultimo, disponendo altresì di acquisire eventuali dati Gps. Il 5 febbraio 2018 era arrivata la notizia della seconda richiesta di archiviazione da parte del Pubblico ministero. Intanto, il 12 luglio è fissata l’ udienza di udienza di discussione con il giudice per le indagini preliminari (Gip). Di fronte alla seconda richiesta di archiviazione, i genitori del giovane hanno presentato una formale denuncia-querela al Tribunale di Potenza nei confronti del Pubblico ministero della Procura di Lecce per l’ipotesi del reato di omissione atti di Ufficio. La famiglia non intende arrendersi e vuole la verità circa l’accaduto (omicidio o suicidio?), così come nutre perplessità circa la conduzione delle indagini.

Dubbi e perplessità della famiglia in una lettera con l’avvocato I genitori riferiscono, in una nota a firma della famiglia e dell’avvocato Francesca Conte di Lecce, che era stato aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio ma gli approfondimenti delle indagini sarebbero iniziati quattro mesi dopo, su loro sollecitazione. Il fatto, inoltre, sarebbe stato dichiarato suicidio solo con una visita medico legale esterna senza gli approfondimenti necessari; i familiari scrivono che non sono riusciti a comprendere la ragione per cui non è stata concessa l’autopsia e perché gli indumenti di Ivan siano andati distrutti e mai riconsegnati ai familiari o agli inquirenti. Così come resta – a loro dire – un mistero il mancato ritrovamento delle chiavi e delle videocamere, presenti nell’auto del giovane al momento della scomparsa. Il corpo del giovane, inoltre, sarebbe stato rinvenuto con le gambe genuflesse e non penzolanti, sebbene il cavo del microfono non avesse ceduto, così come scritto nel verbale dei carabinieri di Presicce e nello stesso referto del medico Legale.

Chiesti altri approfondimenti, tra cui la riesumazione della salma Un altro elemento di dubbio scaturirebbe poi dal fatto che i piedi dello sgabello ritrovato accanto al corpo sarebbero solo appoggiati sul terreno e non affonderebbero nella terra; da accertare infine anche il dato relativo ad una perizia calligrafica mai fatta sulla busta contenente la presunta lettera di addio. L’avvocato della famiglia, che nei mesi scorsi ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione, ritiene che i genitori di Ivan abbiano diritto a ottenere una risposta definitiva in merito alla morte del proprio congiunto. “Troppo tempo è trascorso da quando il ragazzo fu trovato impiccato in campagna e tanti accertamenti potevano essere svolti per svelare i retroscena di questa morte assurda – sostiene l’ avv. Conte – la famiglia vuole “Giustizia” ed è ciò che ci attendiamo dal Gip il 12 luglio”. Il legale ha presentato una memoria integrativa in cui si chiede che siano eseguiti altri approfondimenti investigativi utili a fare luce sulla morte di Ivan; tra questi la riesumazione della salma per eseguire l’autopsia.

Porto Cesareo – La stradina sterrata che porta al mare viene chiusa abusivamente con una catena e scatta il sequestro. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia costiera in località “la Strea” a Porto Cesareo, all’interno dell’Area marina protetta. I militari, intervenuti insieme al personale della Polizia municipale del Comune, hanno rilevato come in tal modo era stato, di fatto, chiuso l’unico varco di accesso ad un’ampia area demaniale marittima ed alle spiagge impedendo il libero transito, così come previsto anche dalla legge regionale n. 17 del 2015. La recinzione in questione è stata posta sotto sequestro penale mentre il responsabile è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Con il coinvolgimento del Comune è stato, inoltre, avviato l’iter per la rimozione dell’opera abusiva.

Salve – Rischia di morire nel manomettere il contatore dell’Enel e, dopo circa un anno, viene pure denunciato per “furto aggravato”. L’episodio di cronaca risale al 23 aprile del 2017 quando a Torre Pali (frazione marina di Salve) il 38enne  oggi smascherato dai carabinieri (nato a Gagliano del Capo e residente a Salve) viene colpito da una fiammata nell’attivare il contatore di energia elettrica del proprio minimarket. Sulle prime si pensò ad un corto circuito, in grado di provocargli ustioni al volto per le quali venne pure ricoverato al Centro grandi ustionati dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Le successive indagini hanno, però, permesso di di scoprire la manomissione del contatore elettrico in questione, dal quale sarebbero stati rubati quasi 12mila kwh di energia.

Torre San Giovanni (Marina di Ugento) – Arriva l’estate ed il lido “s’allarga”: accade a Torre San Giovanni, marina di Ugento, dove la Guardia costiera di Gallipoli ha accertato un’occupazione abusiva per circa 120 metri quadrati da parte di uno stabilimento balneare. Oltre allo spazio che era stato autorizzato, il titolare della struttura ha aggiunto ombrelloni e sdraio anche sulla spiaggia libera, sottraendo spazio alla libera fruizione. Oltre a ciò, i militari hanno pure riscontrato la realizzazione abusiva, all’intero dell’area regolarmente concessa, di due tettoie in legno adibite a zona ombreggiante e di una pedana funzionale all’uso di due docce. Dopo aver sequestrato le opere abusive, i militari del Compartimento marittimo di Gallipoli, coordinati dal Nucleo operativo di Polizia ambientale della direzione marittima di bari, hanno deferito il titolare alla Procura della Repubblica.

Gallipoli – Nell’auto e nei pantaloni nascondeva numerose dosi di cocaina il 24enne arrestato a Gallipoli dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile. L’operazione, condotta nell’ambito di un ampio servizio di prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti, ha permesso di controllare l’auto del giovane (una Renault) all’interno della quale, abilmente nascoste nel poggiatesta del conducente i militari hanno trovato dieci bustine di cocaina mentre altre due erano nei suoi pantaloni, per complessivi 6,5 grammi, mentre altre venti bustine, dal peso complessivo di undici grammi, nella sua disponibilità. Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Ugento – Minacce di morte al fratello, calci e pugni contro un’auto e gli infissi di un’abitazione e per il 53enne di Ugento Roberto Preite scatta l’arresto. L’uomo è stato fermato la scorsa notte dai carabinieri, in evidente stato di ebbrezza alcolica, dopo aver rotto, a quanto pare per futili motivi, il parabrezza e i finestrini della Fiat multipla parcheggiata nel cortile dell’abitazione di un cugino in via Ancona. Come se non bastasse, l’uomo si è pure scagliato contro la tapparella dell’abitazione di una cugina nella vicina via Monsignor De Razza. Per provare a fermarlo, sul posto è poi intervenuto anche il fratello del 53enne che, epr tutta risposta, è stato minacciato di morte. Dopo le formalità di prassi in caserma, il 53enne è stato condotto presso la propria abitazione dove dovrà sottostare agli arresti domiciliari: danneggiamento aggravato e minacce aggravate i reati che gli vengono contestati.

Parabita – Pena all’ergastolo confermata per il 50enne Biagio Toma accusato del cruento omicidio della piccola Angelica Pirtoli. Fu lui, anche secondo i giudici della Corte d’assise d’appello, ad eseguire l’ordine di eliminare, con efferata crudeltà, la bimba di appena due anni con l’unica “colpa” di essere la figlia di Paola Rizzello, a sua volta uccisa dagli uomini della sacra corona unita perchè ritenuta “inaffidabile”. La nuova condanna conferma, dunque, l’attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi De Matteis, presunto complice di Toma, il quale ha ricostruito quelle drammatiche ore del 20 marzo 1991 permettendo ai giudici di ricostruire i fatti. facendo ricorso al rito abbreviato, De Matteis ha chiuso i suoi conti con la giustizia con una condanna di 16 anni e otto mesi.

Il duplice omicidio nel casolare di campagna La piccola Angelica venne, dunque, uccisa dopo essere stata lasciata da sola a piangere disperatamente all’interno del casolare dove, due ore prima, era stata fucilata la madre. I mandanti del duplice omicidio, già stati condannati all’ergastolo, sono Luigi Giannelli, sua moglie Anna De Matteis e Donato Mercuri. Biagio Toma scegliendo, invece, di essere giudicato dalla Corte d’assise si è visto condannato all’ergastolo. Paola Rizzello venne uccisa a soli 27 anni per le sue conoscenze sulle attività del clan e per la gelosia di Anna De Matteis, moglie del boss Luigi Giannelli. Il suo corpo venne ritrovato a distanza di anni all’interno di una cisterna, in località “Tuli”, sempre a Parabita. Il corpo della piccola Angelica venne ritrovato solo il 5 maggio del 1999, grazie alle dichiarazioni di De Matteis, in una collinetta nelle campagne di Matino. Per gli stessi giudici di primo grado, si trattò dell’omicidio più cruento compito dalla sacra corona unita.

L’appello in Cassazione Per le motivazioni della nuova sentenza occorrerà attendere i prossimi tre mesi mentre l’ultima possibilità di salvezza (o di sconto di pena) sarà in ricorso in Cassazione già preannunciato dai legali difensori di Toma.

Casarano – Intensi e frequenti rovesci di pioggia, a Casarano (così come nel resto del Salento), hanno riportato d’attualità l’annoso problema del deflusso delle acque pluviali in città. In molti ritengono che la rete sia inadeguata e che, in ogni caso, occorre provvedere ad una più costante attività di pulizia e manutenzione della caditoie per evitare, come accaduto in questi giorni di piogge torrenziali, l’allagamento di molte strade ed il sollevamento di molti tombini. Nei quartieri Ospedale (lungo viale Ferrari) e Botte (su via Poerio) i maggiori disagi anche se i problemi si sono registrati ovunque, anche nelle contrade periferiche, soprattutto nella parte bassa della città (ad esempio in via Pendino).

Su via Poerio torna la paura Particolare la situazione su via Poerio (nella foto) dove, nella parte più stretta dell’importantissima arteria cittadina, la pioggia accumulata ha raggiunto livelli preoccupanti invadendo case e scantinati così come non accadeva da anni. Per alcune ore la strada è stata chiusa al traffico con inevitabili disagi alla circolazione stradale. Costante l’impegno della Polizia locale, dei tecnici comunali e della protezione civile, ma i problemi “strutturali” permangono e sono sempre gli stessi da anni.

La richieste di interventi Tra i tanti interventi (anche sui social) si registra quello del consigliere comunale Umberto Totaro (della lista civica Orgoglio Casarano) che ha protocollato al Sindaco ed responsabile del Settore tecnico una richiesta per sollecitare interventi “di pulizia dei tombini e delle caditoie della città, nonché per verificare le situazioni di pericolo e disagioche vengono a crearsi in alcune arterie stradali dopo ogni precipitazione particolarmente violenta, come quelle dei giorni scorsi”. «Occorre un’attenta analisi per pianificare interventi che risolvano questo annoso problema che mette in pericolo la sicurezza di buona parte della città», spiega Totaro.

 

 

Parabita – Chiede soldi quale “contributo” per aiutare chi è in carcere e finisce denunciato per tentata estorsione. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire all’identità del 29enne marocchino H.C., nato a Khouribga e residente in città, in quale si è presentato presso una pizzeria di via Coltura chiedendo,a  quanto pare con fare minaccioso, mille euro in contanti per aiutare, non meglio identificati, “soggetti di Parabata attualmente detenuti in carcere”. Alla risposta negativa del titolare dell’esercizio commerciale, il giovane si è allontanato facendo perdere le proprie tracce ma la successiva denuncia presentata in caserma ha comunque portato alla sua identificazione.

Capo di Leuca – Abusi edilizi in zone sottoposte a vincolo e scattano le denunce dei carabinieri della forestale di Tricase. A Castrignano del Capo, in località Foresta Forte, la 71enne R.P., nata in paese e residente a Gagliano del Capo, è stata deferita in stato di libertà per aver realizzato, senza alcun titolo, una stradina lunga 49 metri e larga tre, causando la trasformazione del territorio, in una zona gravata da vincolo paesaggistico.

Tre denunce a Tiggiano Altro intervento colto dai militari quello in località Torre Nasparo, a Tiggiano, dove il 58enne D.A., il 55enne G.A. ed il 51enne S.A., tutti del posto, sono stati denunciati per aver realizzato, sempre in assenza di titoli autorizzativi, un manufatto per il contenimento dell’acqua piovana di circa 26 metri quadrati all’interno di un’area sottoposta a vincolo perchè posta all’interno del parco naturale regionale “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase”, sito, tra l’altro, di importanza comunitaria.

Galatone – Torna in carcere il 43enne Andrea Calamaio per scontare la pena residua, divenuta definitiva, di cinque anni, cinque mesi e 3 giorni di detenzione. Rapina e lesioni personali aggravate in concorso sono i reati contestati per i quali il pregiudicato di Galatone ha fatto ritorno nel carcere leccese di Borgo San Nicola (a suo carico anche una multa di 3mila euro). Il 24 aprile del 2015, insieme ad un complice, l’uomo di rese responsabile della rapina compiuta nell’abitazione di un anziano in via Pacifico Nico a Galatone. Il colpo fruttò 400 euro in contanti (oltre ad alcuni libretti postali) e causò una vistosa ferita al collo a Zambonini che, nel corso della stessa notte, si recò all’ospedale di Galatina sostenendo di essersi provocato il taglio nello scavalcare il muro di cinta della sua casa di campagna in contrada “Spina”. Tale giustificazione non convinse, tuttavia, i carabinieri del Nucleo operativo di Gallipoli e della Compagnia di Galatone che lo arrestarono.

Galatone – Purtroppo per loro erano noti ai carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Gallipoli. Per cui, quando sono stati visti nella tarda serata del 15, in centro a Galatone, i militi hanno acceso la loro attenzione e dopo averli seguiti per un tratto, sono scattati al momento più opportuno: pochi istanti prima i due uomini – Antonio Patera (foto) di 41 anni di Galatone e Antonio Massimiliano Paolì, 43enne di Galatone, entrambi con precedenti penali – si erano scambiati qualcosa.

Dalla immediata perquisizione i carabinieri hanno rinvenuto addosso a Patera circa cento grammi di eoirina e nelle tasche di Paolì 1.100 euro in banconote di diverso taglio. Da qui l’arresto in flagranza di reato per detenzione e spaccio di stupefacenti. In tasca del Patera i militi hanno trovato anche otto dosi di eroina per un totale di tre grammi. I due uomini sono stati quindi trasferiti nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce.

Nardò – Dopo gli attacchi rivolti al sindaco Mellone da consiglieri regionali e comunali sull’impianto di trattamenti dei rifiuti, non poteva mancare la replica del diretto interessato. Tutto è nato quando la Regione Puglia annuncia la realizzazione di un impianto di compostaggio a Nardò (in località “Pendinello” a Sant’Isidoro) o a Soleto. Da qui dubbi e perplessità, manifestate tra gli altri dai neretini Cristian Casili (consigliere regionale M5S), Giovanni Siciliano (ex consigliere provinciale di centrosinistra) e Lorenzo Siciliano (figlio di Giovanni e consigliere comunale Pd). Nel mirino finiscono così il governatore Emiliano e il sindaco Giuseppe Mellone, accusati di voler trasformare la marina di Sant’Isidoro da località turistica a sede di conferimento rifiuti e di non aver ancora agito per la messa in sicurezza della discarica di Castellino.

Replica al vetriolo alle critiche di Casili e Siciliano Il primo cittadino smentisce la nascita dell’impianto a Nardò e ribadisce che la sede scelta per il compostaggio è Soleto. «Leggo – aggiunge poi il primo cittadino, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa risalente alle ultime elezioni politiche – rilievi e appunti al sottoscritto sulla prospettiva di un impianto a Nardò da parte del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili. Rilievi che, pur se ben confezionati, appaiono simili a discussioni da bar. Proprio sull’ambiente, non solo non abbiamo mai avuto un sostegno tangibile dal nostro rappresentante in Regione, ma continuiamo a subire un inutile ronzio, al quale, fino ad oggi, non ho mai risposto. Ma ora i 5 Stelle, con la Lega, governano l’Italia e io posso far finta di dimenticare le sciocchezze inaudite dette da Casili per contestare i rapporti di collaborazione tra la Lega, il mio movimento e la mia maggioranza, ma non posso chiudere gli occhi su un fatto importante: oggi il Ministro dell’Ambiente è del Movimento 5 Stelle. Le politiche ambientali e dei rifiuti, quindi, dipendono da scelte del movimento di cui fa parte il consigliere regionale Casili».

“Da domani il riciclo della plastica” Se a Nardò il compostaggio non si farà, lo stesso non si può dire per il trattamento della plastica: «A Nardò da domani ricicleremo la plastica – aggiunge il sindaco – con occasioni di sviluppo per una filiera a economia circolare. Inoltre portando l’umido a Soleto, abbattiamo i costi di trasporto. Tutto a vantaggio dei cittadini». Mellone riserva poi una replica anche a Giovanni Siciliano, che aveva invitato alla mobilitazione popolare contro l’eventuale impianto di compostaggio: «Non mi stupisce vedere che Casili – prosegue il primo cittadino – sia appaiato a vecchi politici della “generazione Castellino”, come Giovanni Siciliano, padre di altri mille disastri e calamità politiche per la Nardò degli ultimi venti anni, protagonista del peggiore Pd nostrano del quale, forse, è esponente».

La controreplica di Casili «Mi spiace aver precisato al Sindaco e al suo compagno Emiliano – ribatte subito il consigliere regionale pentastellato – di mettere in sicurezza quanto prima e una volta per tutte la discarica di Castellino: tanti tanti annunci e ancora pochi fatti. Mellone la prossima volta si scelga Compagni migliori di Emiliano che si è dimostrato il peggior governatore di sempre».

Nardò Bene Comune: “Benefici e bonifiche? Mai visti da queste parti”  «Un impianto nella bella marina di Sant’Isidoro – scrive il movimento politico presieduto da Antonio Manieri – che dovrebbe portare “benefici” alla comunità: ovviamente non in termini di salute e di bene comune, ma solo di riduzione tariffaria. Una storia, quella dei benefici mai goduti, terribilmente simile a quella che portò alla nascita del vero eco-mostro di Nardò e cioè la discarica di Castellino mai bonificata, simile alla bugia dello scarico zero a Torre Inserraglio, simile all’ormai sfumata bufala degli idrovolanti che avrebbero dovuto portare da Santa Caterina a Corfù. La promessa di un taglio in bolletta in cambio di un impianto “a casa nostra”, insomma, ha l’odore acre del fumo negli occhi. Una cosa del genere, prima di dare l’ok e ratificare accordi con la Regione, richiederebbe incontri pubblici con la cittadinanza per spiegare bene la questione e ascoltare il punto di vista di cittadini e portatori di interesse. Non stiamo mica decidendo di fare una rotatoria! »

Mellone denuncia tutta l’opposizione. Il Pd chiama i giornalisti Finita qui? Certo che no. Ieri 14 giugno i cinque consiglieri comunali di opposizione (Siciliano, Piccione, My, Marinaci e Falangone) chiedono la convocazione della Commissione Ambiente per parlare, si legge nell’oggetto, “della probabile realizzazione di un impianto di compostaggio in località Pendinello” e stamattina il segretario cittadino del Pd, l’avvocato Salvatore Falconieri, ha annunciato per domenica 17 giugno una raccolta firme a Sant’Isidoro contro l’impianto di compostaggio. Due episodi che hanno nuovamente fatto infuriare il sindaco Mellone. Poche ore fa il primo cittadino è tornato sull’argomento annunciando stavolta di voler querelare per procurato allarme tutta l’opposizione consiliare neretina. «Ho proceduto quest’oggi – ha dichiarato Mellone – a sporgere denuncia querela nei confronti dei cinque consiglieri di opposizione e del segretario del Pd locale. Stanno da ore parlando di un impianto di compostaggio a Nardò e preparano conferenze stampa, sit-in e richieste di commissione sul nulla! Ancora una volta un atto utile solo a scatenare odio sociale e paura, montando polemiche su un impianto (peraltro ecologico e assolutamente necessario) che non si farà a Nardò. L’impianto di compostaggio si farà a Soleto. Lo sanno anche i bambini. Ho provveduto a denunciare il procurato allarme da parte di questi soggetti». Nel frattempo il Pd neretino conferma per le 19.30 di oggi una conferenza stampa nella sede del circolo in piazza Pio XI.

parcheggi gallipoli

Gallipoli – Le particelle 920, 922, 927, 928 e 929 del foglio 25 non sono state mai comprese nella confisca operata il 27 settembre del 2012; non potevano essere inserite nell’ordinanza del Sindaco del 30 marzo, Venerdì santo, come aree di sua proprietà e le destinava a parcheggi temporanei in vista dell’affollamento di quella zona, tra Baia verde e la strada che collega la litoranea e la Statale.  La sentenza del Tribunale penale ha accolto le ragioni addotte dall’amministratore unico Angelo Marrella, di Casarano, della società Praia del Sud. Il contenzioso era sorto il 4 aprile, all’indomani del’ordinanza sindacale richiamata, pubblicata il 31 marzo ed eseguita il 2 aprile, giorno di Pasquetta.

Aree mai confiscate e non del Comune Per effetto di questa decisione giudiziaria, l’area a disposizione del Comune e già utilizzata in passato per posteggi temporanei durante la stagione estiva, viene di fatto dimezzata. Questo dato, da non sottovalutare data la delicatezza ambientale di quel comparto non a caso protetto da norme speciali di rilevanza europea, ha subito ridato fuoco alle polveri per l’alta tensione che persiste principalmente a causa del cantiere ancora aperto nel tratto che va dal secondo ingresso della Baia verde al canale dei Samari. Il fatto che alcuni tra i più importanti lidi adesso si troverebbero senza più aree a disposizione per i propri utenti automobilisti.

L’attacco di Gallipoli Futura “Da quanto si apprende, le particelle “liberate” dalla illegittima confisca renderanno non più adibili a parcheggio tutto lo spazio antistante gli stabilimenti balneari Zeus, Helios, Banzai… si arriverebbe così a ridosso del Samsara, aggravando così una già di per se gravissima situazione posta in essere da quelli che definiamo “i lavori dell’assurdo” – scrivono i consiglieri comunali di Gallipoli Futura, Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi – posti in essere dal Sindaco Minerva senza alcuna preventiva valutazione di compatibilità urbanistica con quelle che erano le reali esigenze di una litoranea come la nostra”. Dopo aver accusato il capo dell’Amministrazione di atteggiamenti “boriosi e tracotanti”, i consiglieri paventano – come peraltro già fatto fin dalla prima mossa della società coinvolta nell’ordinanza del Sindaco – possibili danni erariali a carico del Comune.

“Disagi” e sviluppi Intanto in Comune si sottolinea che, ad oggi, non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Tribunale. In secondo luogo il Sindaco tende a smorzare gli allarmi sollevati dall’opposizione, secondo cui i disagi in quell’area sono destinati a salire con l’arrivo dell’estate. “Il Comune si è limitato ad agire secondo quanto dicevano le sentenze. Disagi? E perché mai? Ci sono contratti in essere tra società proprietaria e gestori degli stabilimenti balneari per quelle aree”. E non è neanche escluso che lo stesso Comune avvii una nuova istanza riguardante parte delle aree adesso escluse dalla confisca. In mano al Comune restano quindi poco più di 12 ettari.

Parabita – Arriva il secondo mandato per padre Alessio Romano, il presule domenicano 38enne di Parabita, confermato alla guida del santuario napoletano di Madonna dell’Arco. La notizia è stata ufficializzata giovedì 31 maggio dal priore della provincia di San Tommaso D’Aquino in Italia, padre Francesco La Vecchia. Dopo essere entrato nell’ordine di San Domenico di Guzmán proprio a Madonna dell’Arco,  padre Alessio  ha  terminato l’anno di prenoviziato nel 1999. Ha compiuto gli studi filosofici a Napoli, presso il convento di Santa Maria della Sanità, e quelli teologici in quello di San Domenico a Bologna. Attualmente ricopre il ruolo di “baccelliere” in filosofia e teologia. Appassionato di musica e grande amante dell’opera lirica, ha diretto la corale parabitana della basilica della Coltura, l’orchestra di San Domenico a Bologna e quella della basilica pontificia di San Nicola a Bari.

Ordinato sacerdote l’8 settembre 2007, ha prestato il suo primo servizio in qualità di amministratore nella basilica barese e nel frattempo ha diretto il “Museo nicolaiano” e ha pure rivestito il ruolo di redattore del bollettino di San Nicola. Trasferito a Madonna dell’Arco nel 2013, l’anno successivo è stato nominato amministratore delle opere dello stesso santuario e parroco dell’annessa parrocchia. Il 25 febbraio 2015 i suoi confratelli lo hanno  eletto per la prima volta priore del convento, assumendone di seguito l’ufficio di Rettore. Recentemente, gli è stato conferito il premio “Buona Sanità 2018” da parte della Giunta regionale della Campania poiché, durante questi anni,  padre Alessio si è speso notevolmente per la crescita e lo sviluppo delle case di riposo di Madonna dell’Arco, che oggi ospitano più di 60 anziani.

 

Nardò – Il raid notturno sembra non esser andato a buon fine, e i ladri fuggono via dalla chiesa. Nel mirino la Chiesa Santa Maria degli Angeli di Nardò, dove nella notte ignoti si sono introdotti attraverso la finestra lasciata aperta e hanno rovistato all’interno dell’ufficio sagrestia, senza però portare via nulla. A dare l’allarme è stato questa mattina il parroco, che ha segnalato l’accaduto al personale locale dell’Arma. I militari non hanno rilevato alcun danno agli oggetti custoditi in chiesa, e informato la magistratura sul caso.

Porto Cesareo – Individuati e denunciati dai carabinieri, grazie alle immagini dell’impianto di videosorveglianza, gli autori del tentato furto ad un chiosco sito a Porto Cesareo. L’episodio risale alla notte di martedì 12 giugno quando in due hanno tentato, di danneggiare la porta d’ingresso del chioschetto con l’intento di asportare alimenti e bevande. I filmati dell’impianto di videosorveglianza della zona hanno permesso di individuare l’identità del 41enne G.C. e del 43enne E.M., entrambi di Carmiano, denunciati in stato di libertà dai carabinieri di Campi Salentina.

Maglie – Ben 73 tra sale da gioco, agenzie di scommesse o bar con videogiochi sono stati segnalati dai carabinieri della Compagnia di Maglie perchè non autorizzati o non rispettosi della normativa in materia. L’operazione è stata condotta in 22 paesi in seguito al servizio disposto dal Comando regionale dei carabinieri finalizzato all’attività di controllo dei locali da gioco. Dalla verifica dei titoli autorizzativi, i militari hanno appurato che questi erano stati rilasciati con la precisa indicazione di dover rispettare la normativa regionale o i regolamenti comunali i quali prevedono che tali attività non possano svolgersi entro 500 metri da scuole, parrocchie e strutture sanitarie. Le violazioni accertate dai carabinieri sono state segnalate alle competenti autorità amministrative (Comuni e Questura) per i provvedimenti di competenza, ovvero sanzioni amministrative e l’eventuale chiusura dell’esercizio. Oltre a Maglie gli altri centri coinvolti sono quelli di Cursi, Martano, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Giurdignano, Melpignano, Uggiano La Chiesa, Poggiardo, Bagnolo del Salento, Palmariggi, Cannole, Muro Leccese, Giuggianello, Sanarica, Scorrano, Nociglia, Surano, Botrugno, Zollino, Sternatia e Soleto.   

 

Aradeo – È stato arrestato il 53enne di Aradeo Antonio Filieri (foto). L’uomo, con numerosi precedenti penali alle sue spalle, è stato ritenuto responsabile del reato di rapina commesso nel suo paese il 30 luglio del 2017. Dopo le formalità di prassi in caserma, Filieri ha fatto ritorno nel carcere leccese di Borgo San Nicola. Nella circostanza contestatagli, il pregiudicato era riuscito ad introdursi in un’abitazione privata per rubare valori e gioielli, venendo tuttavia sorpreso dal proprietario. Lo stesso Filieri, nel corso della recente festa patronale ad Aradeo, si è reso responsabile di un’aggressione (a quanto pare per motivi di gelosia) nei confronti della sua ex e del suo attuale compagno, finendo nuovamente in galera.

Gabriele Abaterusso

Patù – Una lunga attesa dalla denuncia, alle indagini, al rinvio a giudizio ed al processo prima in Corte d’Assise e poi d’Appello; infine il responso: assolto. Ne esce così da una vicenda collegata ad una società del settore calzaturiero in cui era stato amministratori, Gabriele Abaterusso (foto), Sindaco rieletto di Patù, che ora tira un grosso sospiro di sollievo. E lo affida ad una nota stampa: “Dopo circa dieci anni di sofferenze la Corte d’Appello di Lecce ha scritto la parola fine al processo a mio carico per bancarotta, pronunciando la sentenza di totale assoluzione per non aver commesso il fatto”.

“Sono stato sempre sicuro – prosegue Abaterusso – anche nei momenti più difficili, che alla fine la giustizia avrebbe fatto il suo corso e che la mia innocenza sarebbe stata dimostrata. Oggi, finalmente, la mia odissea giudiziaria è terminata. Voglio ringraziare – aggiunge  tutti coloro che hanno creduto in me e che mi sono stati vicini anche nei momenti di massima sofferenza. Ringrazio, altresì, gli avvocati Giancarlo Zompì e Michele Laforgia”.
Per il futuro prossimo nessun cambiamento quindi: “Continuerò, come ho sempre fatto, a impegnarmi per il bene della comunità che ha dimostrato tanto affetto nei miei confronti. Affetto che cerco di ricambiare quotidianamente”, conclude Abaterusso.

Casarano – Un fabbricato abusivo su due piani è stato posto sotto sequestro in pieno centro storico a Casarano. L’opera (nella foto) è stata realizzata nei pressi del borgo vecchio, il nucleo antico della città al quale si accede da piazza Garibaldi, in assenza di qualunque titolo autorizzativo e, per giunta, su di un’area acquisita da tempo al pubblico demanio. A porre i sigilli all’immobile, realizzato per complessivi 80 metri quadrati a ridosso di un rudere), sono stati gli agenti della Polizia locale intervenuti insieme ai tecnici dell’ufficio tecnico comunale. Ad essere denunciato per l’abuso è stato l’amministratore unico di una società di Casarano. Del fatto è stata interessata anche la Sovrintendenza dei beni architettonici e del paesaggio.

Gallipoli – Numerose, nelle ultime ore, le operazioni di salvataggio condotte dalla Guardia costiera di Gallipoli e di Otranto. Poco dopo la mezzanotte scorsa, da Porto Badisco, è giunta una segnalazione telefonica relativa ad una persona che, dopo essere uscita in mare con un kayak nel tardo pomeriggio, non aveva ancora fatto rientro a casa. Per quanto sia stato cercato via mare dalle motovedette partite della Guardia costiera partite dal porto di Otranto, il disperso è stato rintracciato da una pattuglia della Polizia, intorno all’una, sulla litoranea che da Otranto conduce a Punta Palascia. L’uomo ha riferito agli agenti di essersi capovolto al largo con la sua canoa e di essere riuscito a guadagnare a nuoto la riva. Sebbene provato dalla disavventura, non ha però inteso ricorrere alle cure dei sanitari.

Altra emergenza a Torre San Giovanni, marina di Ugento, dove due persone a bordo di un natante hanno richiesto soccorso per essersi incagliate in uno scoglio in prossimità dell’imboccatura del porto. In questo caso è partita una motovedetta da Gallipoli mentre dal porticciolo locale è arrivato l’aiuto di uno battello pneumatico. L’operazione di soccorso si è felicemente conclusa intorno alle 2.

Nella mattinata, intorno alle 7, altra richiesta d’aiuto da parte di un natante, con una persona a bordo, in avaria nello specchio d’acqua davanti Gallipoli. L’invio di una unità della Guardia costiera dal porto della città ha poi permesso di rimorchiare rapidamente il diportista verso la banchina.

Galatone – Pomeriggio movimentato, quello di martedì 12 giugno, sulla strada statale 101 per le operazioni di cattura di un cane randagio nei pressi di Galatone. L’intervento si è reso necessario perchè da diverse settimane era stata segnalata la presenza dell’animale che, attraversando di continuo la superstrada, rischiava di essere travolto creando pericolosi incidenti per gli automobilisti. Fondamentale l’azione delle guardie zoofile “Agriambiente” di Nardò intervenute per catturare il cane mentre, per garantire la sicurezza, l’Anas ha bloccato l’accesso alla statale e la polizia locale i mezzi in uscita. A complicare l’operazione di recupero anche il fatto che il randagio aveva trovato rifugio in una vecchia cava adiacente la strada con un accesso in discesa ricolmo di erbacce. le guardie zoofile, coordinate da Antonio Russo, sono riuscite a seguire le sue tracce e a trovare la tana recuperando il cane in tutta sicurezza.

Gallipoli – Vasta operazione anticrimine dei carabinieri della provincia di Lecce, nelle aree di Gallipoli, Casarano, Nardò, Maglie e Tricase, con l’utilizzo di 140 uomini, 60 automezzi, due unità cinofile antidroga ed un elicottero. “Crime wall” il nome dell’operazione che ha portato a quattro arresti, 35 denunce a piede libero, 26 segnalazioni in prefettura per assunzione di droga ed al ritiro di 25 patenti di guida. nel totale sono state identificate 630 persone, 318 sono stati i veicoli controllati, 85 le contravvenzioni elevate per violazioni al Codice della strada, 52 le perquisizioni personali e veicolari, 63 i controlli a carico di persone sottoposte a misure di sicurezza e di prevenzione e 32 i controlli di persone sottoposte ad arresti domiciliari.

In 20 segnalati per uso di stupefacente A Gallipoli e dintorni, venti soggetti, tra i quali tre minori, sono stati segnalati alla Prefettura per essere stati trovati in possesso i marijuana. A Nardò il 27enne M.P., già sottoposto a sorveglianza speciale, è stato trovato in compagnia di un pregiudicato. A Cutrofiano, il 40enne P.S. ed il 29enne P.B. (entrambi di Galatone), sono stati sorpresi a bordo di un autocarro Fiat Iveco nel trasportare rifiuti speciali pericolosi (parti di veicoli, filtri dell’olio, pasticche per i freni, apparecchiature elettroniche e materiale ferroso). A Galatone il 27enne P.P. è stato fermato alla guida della propria autovettura in evidente stato di alterazione per aver assunto cocaina, come dimostrato dagli accertamenti sanitari effettuati presso l’ospedale di Galatina.

Passaggio a livello abbattuto A Galatone il53enne di Nardò T.C.C. è stato denunciato perchè, dopo aver attraversato il passaggio a livello su via XX Settembre malgrado il semaforo rosso e le barriere che si abbassavano, ha proseguito la sua marcia forzando le stesse barriere per uscire dall’area ferrata.

In tre rubano un decespugliatore Tre uomini di Cutrofiano (il 51enne C.A.T., il 48enne R.M. ed il 54enne V.C.) sono stati denunciati per il furto di un decespugliatore da un’abitazione rurale in agro di Sogliano Cavour : l’attrezzo, poi restituito al legittimo proprietario, era nella loro auto e i tre non hanno fornito una spiegazione plausibile sul motivo. Per furto aggravato è stato denunciato il 46enne S.R., di Nardò, già sottoposto agli arresti domiciliari per il furto di due cellulari (per un valore complessivo pari a 1.000 euro) dall’interno del Consorzio di bonifica Arneo.

Droga, truffe e furti I militari della Compagnia di Casarano hanno denunciato il 28enne di Taviano W.C. per aver rubato attrezzi agricoli presso un’attività commerciale di Melissano insieme ad un complice, al momento non ancora identificato. Di Napoli è, invece, il 51enne A.R. denunciato per truffa in concorso. L’uomo, dopo aver pubblicato un annuncio di vendita su un sito internet, riuscendo a farsi consegnare 80 euro (con una carta ricaricabile) dalla vittima di Casarano senza consegnare la prevista playstation 4. A Matino è stato denunciato per evasione il 23enne albanese A.M. non trovato nella propria abitazione malgrado fosse agli arresti domiciliari. Stessa sorte, a Ruffano, per il 55enne di Matino L.L.. A Casarano il33enne G.C. è stato denunciato per aver rottamato arbitrariamente la propria autovettura malgrado gli fosse stata riconsegnata in qualità di custode giudiziale. Il 28enne di Ruffano G.L.M., già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Ruffano e al divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6, è stato denunciato per non essere stato rintracciato dai carabinieri nel corso di un controllo. A Casarano il 23enne G.M. è stato denunciato perchè nel bagagliaio della propria autovettura trasportava un bastone telescopico in ferro lungo 42 centimetri. Nove persone, tra Casarano, Acquarica del Capo, Taviano, Matino e Alliste, sono state denunciate perchè fermate alla guida dei propri veicoli in stato di alterazione da alcol o droghe. Per uso di droga sono stati, invece, segnalata alla Prefettura il 37nne A.D. di Matino, trovato con 1,4 grammi di eroina, il 41enne A.S.B. di Felline (0,2 grammi di eroina) e il 28enne M.S. di Casarano (0,2 grammi di marijuana).

Vende il furgone che deve custodire I carabinieri di Maglie hanno denunciato il 23enne di Poggiardo E.B. perchè, invece di custodire l’autocarro Fiat Iveco che gli era stato sequestrato, provvedeva a smontarlo a pezzi per poi rivenderli a terzi. A Serrano, frazione di Carpignano Salentino, è stato deferito in stato di libertà il 71enne A.S. per aver bruciato plastica, materassi e altri rifiuti all’interno di un fondo agricolo di cui aveva la disponibilità. Il 54enne G.D. di Palmariggi è stato denunciato per aver danneggiato la Renault Clio di un 53enne del posto mentre a San Cassiano il 30enne A.M. è stato segnalato in Prefettura per i 5 grammi di marijuana che aveva con se e per il rifiuto di sottoporsi ai controlli sanitari per verificare l’eventuale assunzione di droghe.

Inseguimento a Lido Marini A Lido Marini, il 27enne G.C. di Taurisano si è reso protagonista di un pericolosissimo sorpasso in curva alla guida di un Fiat Fiorino non fermandosi all’alt dei carabinieri. L’uomo è stato inseguito per circa 5 chilometri prima di essere bloccato e identificato.

In due rubano condizionatori da una masseria A Tricase, invece, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà il 24enne M.C. (di Miggiano) ed il 44enne T.U. (nato in Svizzera e residente a Tricase) per aver rubato dei condizionatori d’aria (4 split e 5 motori esterni) da una masseria sottoposta a sequestro giudiziario. Una 16enne ed un 20enne  di Salve sono stati, invece, individuati quali responsabili dell’alterazione dei dispositivi anti-taccheggio in un negozio di prodotti cosmetici di Tricase. Il 20enne M.C., nato a Brindisi e residente a Gagliano del Capo, nascondeva, invece, un grammo di marijuana nella scarpa mentre la 26enne M.C., sempre di Gagliano del Capo, era alla guida della propria Fiat Panda malgrado il tasso alcolemico pari a 0,98 grammi per litro: per la donna denuncia e ritiro della patente di guida. Anche il 23enne di Presicce M.E. ha provato, inutilmente, a nascondere addosso della droga ma una pattuglia dei carabinieri lo ha fermato nella marina di Pescoluse trovandolo con 2,57 grammi di marijuana.

 

 

Collepasso – Tenta di violentare la ex e viene arrestato. Protagonista dell’aggressione il 41enne M. C., di Collepasso. Non accettando la fine della relazione sentimentale con la sua ex, l’uomo si è introdotto nell’abitazione della donna aggredendola con calci e pugni tentanto un approccio sessuale. La vittima è riuscita, comunque, a divincolarsi e a chiedere aiuto, sottraendosi all’aggressore che è poi fuggito. Sul posto sono giunti i carabinieri della locale Stazione i quali non hanno avuto difficoltà, poco dopo, nel rintracciare l’uomo nella sua abitazione contestandogli i reati di tentata violenza sessuale e di atti persecutori. La malcapitata è stata poi trasportata presso l’ospedale di Scorrano per le cure del caso (con dimissioni nella stessa giornata) mentre l’uomo arrestato è stato posto ai domiciliari.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...