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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

Nardò – In quasi due anni sono state colte sul fatto circa duecento persone che abbandonavano rifiuti in maniera irregolare e illecita. Di fronte a questi risultati diffusi dall’Amministrazione comunale neretina, ecco il “via libera” ad un altro progetto in materia dell’importo di 10mila euro per altre postazioni di “fototrappole” autoalimentate, da dislocare in più punti del territorio comunale. Il servizio, in particolare, consiste nell’installazione (di concerto con la Polizia locale) di telecamere di videosorveglianza, fornite e gestite dalla ditta aggiudicatrice del servizio, nell’estrazione e riversamento su supporto ottico o magnetico delle immagini estratte e nello smontaggio e recupero dell’attrezzatura. Con questo monitoraggio del territorio cittadino, si prevede l’esecuzione di circa cento interventi annui per un massimo di dieci siti da controllare contemporaneamente.

L’ausilio di una ditta specializzata e la stretta collaborazione della nostra Polizia locale – spiega l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio – ci consentono di fare un salto di qualità nella quotidiana azione di contrasto agli incivili. Il monitoraggio diventerà più capillare, più continuo, più efficace. La nostra è una battaglia di principio, perché siamo convinti che offendere l’ambiente con comportamenti superficiali e scellerati sia un atto grave, nei confronti del quale non possiamo restare immobili”.

Le offerte, come si legge in una nota del Comune, dovranno pervenire esclusivamente mediante il portale https://nardo.tuttogare.it, a cui, com’è noto, gli operatori economici interessati devono iscriversi. Tutti i particolari sono disponibili al link https://goo.gl/YhXgtQ. L’aggiudicazione avverrà sulla base dei criteri del pregio tecnico delle apparecchiature proposte, delle modalità di svolgimento del servizio, di eventuali servizi aggiuntivi offerti, della qualificazione dell’operatore, dei procedimenti adottati per garantire il rispetto della normativa sulla privacy. Le istanze devono essere formulate esclusivamente nel limite dell’importo presunto a base di gara. Il termine per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse è fissato alle ore 12 di venerdì 26 ottobre 2018. Il testo completo dell’avviso è disponibile al link https://goo.gl/ZLygMe. Ulteriori informazioni possono essere richieste all’Ufficio Ambiente (geom. Vanessa Felline) al numero di telefono 0833 838260 o agli indirizzi di posta elettronica ambiente@comune.nardo.le.it e protocollo@pecnardo.it.

Le fototrappole rappresentano un validissimo strumento di contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio – si rileva dal Comune – e anche in qualche caso alla triste abitudine dell’abbandono di animali. Dal 2016 ad oggi, grazie a questi mezzi, a quasi duecento persone sono stati contestati vari illeciti (amministrativi e/o penali) relativi a violazione di norme nazionali e locali in materia ambientale. Ma l’efficacia delle fototrappole può essere misurata anche per fenomeni connessi, come gli incendi (quasi sempre nottetempo) di rifiuti o cumuli di materiale, che sprigionano fumi e cattivi odori, i cui responsabili possono essere individuati proprio dall’attento “occhio”, acceso h24, di questi ausili importantissimi”. Proprio l’altro ieri una cava in località Torre Mozza, utilizzata come discarica, che ha preso fuoco, liberando molto fumo nell’area circostante.

Carabinieri

Poggiardo – Minaccia di morte la ex con un fucile da caccia e per un 49enne di Poggiardo ricominciano i guai con la giustizia. In seguito alla denuncia della donna, infatti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e atti persecutori. Domenica scorsa, in presenza delle figlie della donna (di due anni più anziana), l’uomo si è recato presso l’abitazione di famiglia reiterando analoghi comportamento avvenuti negli anni passati con episodi di aggressioni e percosse, anche in presenza delle figlie. Risultando il soggetto in questione detentore di ben sei fucili da caccia legittimamente detenuti, i carabinieri hanno ritirato in via cautelare le armi e richiesto la revoca del titolo di polizia. Di quanto accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria ordinaria e quella minorile.

Lecce – Si è parlato di prevenzione, ambiente e molto altro durante il 12esimo corso di aggiornamento su “Esposizione ambientale e salute pubblica” tenutosi presso il centro Ecotekne dell’Università del Salento sabato scorso a Lecce13 ottobre, organizzato dalla sezione provinciale della Lilt che ha sede a Casarano ed è presieduta da Marianna Burlando.

Il Centro Ilma “Dobbiamo puntare sulla prevenzione- ha affermato la Burlando – e partendo dal dato che ad oggi il 95% delle risorse è destinato alle cure delle malattie, noi dobbiamo invece cercare di capire quali siano le cause che conducono a queste malattie. Ecco il perché del centro Ilma, che è in fase di costruzione (sulla Provinciale Alezio-Gallipoli, ndr), ma la ricerca indipendente è già iniziata”. Dopo i saluti istituzionali ha poi preso la parola il dott. Carmine Cerullo, oncologo presso l’ospedale Ferrari di Casarano, che ha parlato del progetto Geneo, il primo studio di Oncologia ambientale in Italia rivolto alla aree verdi ideato dalla Lilt in collaborazione con l’Università del Salento, l’Asl e la Provincia di Lecce.

Lo studio ha trattato i sistemi di valutazione delle correlazioni tra Genotossicità dei suoli e le neoplasie in aree in cui la salute ambientale è a rischio. “Nonostante i progressi delle terapie, a noi oncologi i conti non tornano, perché la mortalità per tumori dal 1980 ad oggi continua a crescere qui nel Salento, raggiungendo la media nazionale per incidenza di nuovi casi. Solo per fare un paragone, ad oggi abbiamo 373mila nuovi casi all’anno di malati; quindi, più di 1000 persone al giorno in Italia scoprono di avere un tumore, mentre nel 1980 i casi all’anno di nuovi malati erano 12mila, con una media di 300 malati al giorno. Quindi – ha proseguito l’oncologo – ad oggi ci si ammala di più, nonostante i tassi di guarigione siano al 50% rispetto al 20% del 1980. Bisogna però tenere presente che se le guarigioni sono aumentate, sono aumentati però anche i nuovi malati”.

Da questa esigenza di confrontare il rapporto tra ambiente e salute è nato il progetto Geneo: i recenti risultati dello studio hanno rilevato soprattutto il livello di arsenico, noto cancerogeno, molto elevato in quasi tutti i terreni dei 32 Comuni della provincia di Lecce esaminati, soprattutto tra Maglie e Galatina; per questo, a breve partirà una nuova fase di ricerca in altri 20 Comuni della Provincia di Lecce. Il convegno è stato coordinato da Tiziana Colluto con gli interventi di Tiziana Grassi dell’Università del Salento, di Roberto Fanelli, dell’istituto “Mario Negri” di Milano, e del dottor Giuseppe Serravezza, oncologo e direttore scientifico della Lilt di Lecce.

In chiusura è stato poi assegnato al professor Silvio Garattini, presidente dell’istituto “Mario Negri” di Milano, il sigillo d’argento dell’Università del Salento insieme ad un pubblico riconoscimento da parte del Comune di Lecce.

Il messaggio di Serravezza “Il messaggio che volevamo dare è di una necessità di sviluppare lo studio delle cause ambientali – ha concluso Serravezza – cioè l’unico strumento attraverso cui si può abbattere l’incidenza di quella malattia che è diventata oggi una vera emergenza. Noi continuiamo a sviluppare la ricerca nell’ambito del nascente centro Ilma e siamo fieri anche della collaborazione dell’Istituto Mario Negri di Milano che rappresenta nel mondo l’emblema della ricerca scientifica libera e indipendente. Ecco, noi abbiamo un grande sogno: quello di poter rappresentare presto anche noi una sorta di “Mario Negri Sud”, all’insegna dell’autonomia e dell’indipendenza della ricerca. Ma tutto questo sarà possibile solo se i salentini continueranno a darci una mano e fiducia”.

Gallipoli – Nuovo arresto per un nome noto della malavita brindisina legato al clan Padovano di Gallipoli. Sentitosi ormai braccato dai carabinieri, il 49enne Danilo Pugliese, detto Babbalusciu, si è consegnato alla Digos di Brindisi che da tempo era sulle tracce insieme ai carabinieri della Compagnia di Gallipoli. L’uomo è ritenuto il principale fornitore di droga del 45enne Marco Barba, alias Tannatu, elemento di spicco della Sacra corona unita nella sua articolazione gallipolina (clan Padovano). L’operazione svolta sotto l’egida della Direzione distrettuale antimafia di Lecce ha permesso di notificare una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Pugliese e ad altri due individui indagati a piede libero. Secondo gli inquirenti, il brindisino (fratello di Marco, noto pentito degli anni ’90 noto con il nome di Puma) sin dal 2016 riforniva l’ex collaboratore di giustizia Barba di stupefacente (soprattutto cocaina) nel periodo in cui quest’ultimo è rimasto agli arresti domiciliari.

Le prime due operazioni Barbapapà Si tratta dell’ultima fase, fanno sapere gli investigatori, delle precedenti operazioni denominate Barbapapà I e II: la prima si concluse il 3 dicembre del 2016 con la cattura di Marco Barba per tutta una serie di reati quali attentati incendiari e dinamitardi a danno di commercianti e privati cittadini, porto e  detenzione di armi e munizioni, tentata estorsione e atti persecutori.

L’esecuzione dell’ambulante marocchino Barbapapà II portò, invece, ad una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere sempre per il gallipolino per omicidio volontario e soppressione di cadavere dopo il rinvenimento del corpo senza vita del 41enne ambulante marocchino Kalid Lagraidi, in contrada del Carmine alla periferia di Gallipoli. L’esecuzione (30 anni la condanna inflitta a Barba) avvenne il 23 giugno del 2016 anche se il cadavere venne ritrovato soltanto i 31 gennaio del 2017 grazie alle indicazioni della figlia dell’ex collaboratore di giustizia. Dopo averlo finito a colpi di pietra, Barba fece nascondere il corpo del marocchino in un bidone utilizzando decine di bottiglie di acido muriatico e pure la calce per cercare di renderlo irriconoscibile. Dalle intercettazioni la verità sul motivo della spietata escuzione legata al mancato pagamento di una partita di stupefacente.

 

Carabinieri Racale

Racale – Frantumano la porta finestra d’ingresso, minacciano l’anziana proprietaria di casa e fuggono via con due televisori. La rapina dell’altra notte a Racale termina con l’individuazione dei due autori denunciati in stato di libertà. Si tratta del 37enne G.M. e del 28enne M.G., entrambi residenti nello stesso paese, che intorno alle due di domenica 14 ottobre hanno fatto irruzione nell’abitazione della pensionata portando via due televisori lcd per un valore di circa 400 euro: per assicurarsi la fuga a bordo di un’auto, i due ladri hanno poi intimato alla donna di restare immobile. Uno dei due ha però perso un caricatore di munizioni per pistola tipo soft. Nelle indagini condotte, i carabinieri hanno visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti in zona. I militari hanno rinvenuto e restituito alla donna derubata soltanto uno dei televisori rubati.

Riccardo Monsellato

Acquarica Presicce – Tavolo tecnico in Provincia giovedì 18 ottobre con gli amministratori di Presicce, Acquarica del Capo, Salve, assillati da alcune settimane da presenze nell’aria non gradite: da dove provengono le ondate nauseabonde che piombano in paese? A rispondere a questa sempre più pressante quesito, con relativo allarme sociale, sono stati chiamati nei giorni scorsi Arpa Puglia, Regione e Provincia di Lecce, prefetto di Lecce ,carabinieri del Noe (nucleo ecologico), a cui Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Villanova per Salve hanno indirizzato istanze ufficiali. Il Sindaco Villanova ha chiamato in causa anche la Procura della Repubblica di Lecce.

La Provincia, nel giro di una settimana, ha fissato l’incontro richiesto, in cui probabilmente presenterà i primi risultati di una indagine preliminare svolta in questi giorni a cura della Polizia provinciale. Così almeno sperano gli amministratori locali, terminali di una serie di disagi e proteste per i cattivi odori con corredo di sintomi fastidiosi come mal di gola, irritaziomi agli occhi, emicranie. Non si riesce a capire bene ed in modo inequivocabile quali possano essere le sorgenti di queste emissioni odorigene; tra i possibili imputati un depuratore di un Comune della zona, un impianto per il trattamento di rifiuti o altro, come alcune cave abbandonate in zona Acquarica-Taurisano, in cui sarebbero intervenuti i Noe per una ispezione.

Questo dilemma sono chiamate a sciogliere le Autorità a cui i Sindaci si sono rivolti, anche per verificare cattivi funzionamenti degli impianti e rispetto rigoroso delle autorizzazioni a suo tempo rilasciate. “Non lascerò nulla di intentato – promette il Sindaco Monsellato – pur di addivenire ad una conclusione risolutiva di questa vicenda”. Monsellato racconta che da qualche tempo appunto, personalmente si reca nei luoghi circostanti il suo paese in cui più sembra avvertirsi il fenomeno. “Certe sere non si avverte nessun odore, devo ammettere – dice- ma in tante altre l’aria è irrespirabile”. In attesa di risposte si vanno formando nei paesi coinvolti comitati di persone che vogliono vederci chiaro e non intendono vivere con la preoccupazione che l’aria respirata sia oltre che fastidiosa, pure dannosa.

 

Bagnolo del Salento – È un pensionato l’ultima vittima della truffa dello specchietto rotto: la denuncia è giunta ai carabinieri di Bagnolo del Salento ai quali l’anziano automobilista ha riferito quanto successo lo scorso venerdì 12 ottobre sulla strada statale Maglie – Otranto. Giunto all’altezza dello svincolo per il suo paese, l’uomo è stato affiancato dal conducente di una Bmw modello berlina di colore blu il cui autista gli ha fatto cenno di fermarsi accostando l’auto. Fatto ciò, il pensionato si è visto di fronte un giovane che, con fare deciso, lo ha accusato di aver danneggiato lo specchietto retrovisore laterale sinistro della sua auto richiedendo 300 euro per la riparazione. Anche per evitare di attivare la copertura assicurativa, l’anziano ha subito consegnato allo sconosciuto i 180 euro che aveva con se e lasciandosi convincere a raggiungere la propria abitazione per “saldare” il conto. Una volta in paese, però, il truffatore si è dileguato senza attendere il resto del denaro, forse insospettito che il suo raggiro potesse essere in qualche modo scoperto. Sulla base della descrizione fornita dalla vittima del raggiro, i carabinieri sono sulle tracce di un giovane tra i 20 e i 25 anni, alto circa un metro e 70 e con i baffetti.

Matino – La scena sarebbe quella di un film d’azione (all’americana), con tanto di stuntman professionista esperto in guida acrobatica. Oppure si potrebbe pensare ad un abile fotomontaggio. Invece è pura (stupefacente) realtà ciò che è accaduto in via Vittorio Veneto a Matino, all’altezza dell’incrocio con via Marsala (zona Sacro Cuore), dove una Dacia Duster ha travolto una Fiat 500 parcheggiata a bordo strada. Sarà stata la distrazione dell’autista o chissà cosa, sta di fatto che il suv ha preso quota rimanendo sollevato per aria in perfetto equilibrio: con le due ruote di destra quasi sul tetto dell’utilitaria e le due di sinistra al suolo. Un’incredibile combinazione tra velocità, direzione e pendenza (e una buona dose di fortuna) hanno consentito all’autista di rimanere ben saldo al suo posto di guida, seppur in precario equilibrio, per diversi minuti, dando il tempo ai residenti della zona di scendere per strada, attirati dal rumore dei vetri infranti della Fiat 500, e sostenere con il loro peso la Dacia in attesa dei soccorsi. Curiosamente, tra i soccorritori c’è stato anche il proprietario della stessa auto danneggiata. Una volta giunti sul posto, sono stati i vigili urbani a rimettere le cose a posto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Per il conducente del Suv solo una bella dose di paura (ed un verbale da parte dei vigili).

Presicce – Invece di essere in casa perchè ristretto agli arresti domiciliari, il 67enne Luigi Manco (foto) era a sorseggiare un caffè in un bar della piazza centrale del suo paese. Non trovandolo in casa nel corso di un normale controllo, i carabinieri del Nucleo radiomobile di Tricase lo hanno ben presto rintracciato in un bar di piazza del Popolo intento a bare un caffè. Dopo le formalità di prassi l’uomo è stato riconsegnato ai domiciliari dove dovrà sottostare in seguito all’arresto dello scorso 22 settembre per aver minacciato la convivente con una roncola.

Lecce –  La Divisione anticrimine della Questura di Lecce ha individuato e denunciato le responsabili di alcune truffe online. Si tratta di una 23enne sarda, di una 56 enne catanese e di due donne napoletane, tutte già indagate in altre province italiane per reati dello stesso tipo commessi con le medesime modalità. In tutti i casi, nonostante le vittime avessero versato la somma pattuita, nessuna di esse ha poi ricevuto l’oggetto concordato nella compravendita online. Seguendo le tracce informatiche, l’attività investigativa ha permesso ai poliziotti di riscontrare che la somma versata dalle vittime era accreditata su una carta prepagata utilizzata dalle truffatrici. Vari gli oggetti oggetto della truffa: dal cellulare al robot da cucina, dal batti-tappetto alla consolle per videogiochi.

Otranto – Non erano regolari neanche le boe messe a segnalare una rete “da posta”, come viene tecnicamente chiamata, che suddivisa in tre parti misurava una lunghezza di tre km circa. Reti anonime, in genere utilizzate dai pescatori professionisti, attrezzi che rientrano tra quelli “passivi”: disposte verticalmente, catturano il pesce che rimane impigliato: le hanno rinvenute gli agenti della Guardia costiera della Capitaneria di Gallipoli l’altro ieri mattina, durante un servizio per il controllo della pesca appunto.

Alla vista delle boe, situate in tratto di mare tra il Mulino d’acqua ed i laghi Alimini, gli addetti vi si sono avvicinati ma non hanno trovato niente che possa identificare i proprietari. Poiché le boe costituivano un pericolo concreto alla navigazione, gli attrezzi sono stati sequestrati. La parte del pescato , circa quattro chilogrammi – idonea al consumo è stata all’associazione Misericordia onlus di Otranto; il resto è stato distrutto dagli agenti dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto.

Gagliano del Capo – Furgoncino del pane in fiamme: tanta paura ma, fortunatamente, nessun ferito. L’episodio si è verificato nella mattinata di oggi nei pressi dell’ex ospedale di Gagliano del Capo. L’autista si è fermato ed è sceso dal mezzo non appena si è accorto di quanto stava accadendo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di Tricase. Letteralmente carbonizzata è risultata la parte anteriore del veicolo. Ancora incerte le cause che hanno provocato l’incendio, tra le ipotesi più accreditate c’è quella di una perdita di carburante che avrebbe fatto scatenare le fiamme.

 Gallipoli – Mentre si susseguono proteste e denunce con foto e filmati, qualcosa si muove sul fronte allagamenti alla Baia verde, come preannunciato anche in Consiglio comunale. Sabato 27 ottobre, in mattinata, si svolgerà un sopralluogo nella Baia verde. Vi parteciperanno amministratori e tecnici comunali, i docenti universitari Angelo Tursi, Pierfrancesco Delfino, Giacomo Scarascia Mugnozza, Ezio  Ranieri e Francesco Gentile dell’Università degli Studi di Bari, tutti specialisti in tematiche idrogeologiche ed ambientali, ed i tecnici del consorzio di bonifica Ugento  Li Foggi, principale accusato.

Un impegno rispettato “L’incontro – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici, Decoro urbano e Marine,  Biagio Palumbo – rappresenta la naturale conseguenza dell’impegno  assunto dall’Amministrazione Comunale nel porre seri rimedi alla  situazione che si è verificata più degli altri anni in Baia Verde, incontro preceduto da un lavoro preparatorio”.  A seguito della diffida della Giunta comunale, il consorzio di bonifica ha comunicato di avere già effettuato  dei lavori di pulizia dei canali nelle prime settimane di quest’estate; questi interventi però sarebbero stati sospesi perché gli automezzi occupavano la strada vicinale Madonna del Carmine, unica via che dalla Baia Verde consente il ritorno a Gallipoli, alle spalle dello  Stadio, e praticamente bloccavano la normale circolazione.

Il consorzio di bonifica ha comunicato anche al Comune che le manutenzioni dei canali in quel comparto del litorale sud saranno ripresi in questi giorni. Intanto l’assessore Palumbo informa sul percorso che intende seguire: “Una  volta ricevuta la relazione dei tecnici e il progetto con gli interventi da  eseguire, sarà compito dell’Amministrazione Comunale  richiedere alla Regione Puglia un finanziamento straordinario per  realizzare le opere necessarie. Comprendiamo perfettamente lo stato  d’animo dei residenti in Baia Verde e le difficoltà in cui loro si  trovano – conclude Palumbo – ma occorre comprendere d’altra parte che non sono lavori facili  da eseguire e che occorrerà il tempo necessario. Confermo però l’impegno di questa  Amministrazione per la risoluzione del problema e il tavolo tecnico di fine mese va esattamente in tale direzione”.

Era stata l’opposizione a portare in Consiglio l’argomento l’11 settembre prossimo, sollecitando gli interventi sui canali ma anche chiedendo lo stop al cantiere sulla litoranea in prossimità del canale dei Samari per verificare eventuali connessioni con il mancato drenaggio delle acque pluviali. Nei giorni scorsi l’associazione del quartiere col suo presidente, Giuseppe Bruno, era tornata alla carica ed una residente aveva sporto denuncia presso la caserma dei carabinieri.

Taurisano – In trasferta da Bitonto per rubare a Taurisano. In seguito all’allarme scattato intorno alle 2.30 presso il distributore di benzina Q8, sulla strada provinciale per Casarano, una volante del locale commissariato è intervenuta sul posto riuscendo a bloccare una delle due automobili che, al loro arrivo, hanno cercato la fuga dalla stazione di servizio verso Casarano.  A bordo della sola auto fermata c’erano due uomini di Bitonto, di 59 e 66 anni, entrambi con numerosi precedenti per furto aggravato, ricettazione, porto e detenzione abusiva di armi e rapina. La perquisizione condotta all’interno del veicolo ha permesso di rinvenire una tronchesina, una chiava a pappagallo lunga 25 centimetri, due torce, un telefono cellulare, una batteria per ricetrasmittente e tre guanti in lattice. Addosso agli arrestati gli agenti hanno trovato la refurtiva pari ad oltre 500 euro. Dall’analisi delle immagini dell’impianto di videosorveglianza attivo nell’area di servizio è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti che ha visto i ladri entrare in azione tagliando la parte superiore della cassaforte della colonnina con una smeragliatrice. Indagini sono in corso per risalire ai tre complici occupanti l’auto che è poi riuscita a fuggire.

Casarano – È stato disposto il ricovero immediato con trattamento sanitario obbligatorio per il 41enne di Casarano (L.T. le sue iniziali) che ieri mattina ha aggredito il vicesindaco Ottavio De Nuzzo e tre agenti di Polizia locale. Il provvedimento è stato disposto con l'”ordinanza per ricovero urgente” disposta da parte del sindaco Gianni Stefàno e trasmesso, per competenza, al giudice tutelare presso il tribunale di Lecce. il verbale trasmesso parla di lesioni, aggressioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, stando ai risultati dei primi esami condotti in ospedale, non pare fosse sotto l’effetto di alcol o droghe ma “pareva indiavolato” come riferiscono quanti ieri mattina, intorno alle 9, hanno avuto la sventura di trovarselo di fronte nel chiostro comunale. Tra questi il vice sindaco Ottavio De Nuzzo.

L’assessore aggredito «Non lo conoscevo neppure. Quando mi ha visto voleva che andassimo nella mia stanza. Mi chiedeva con insistenza di risolvergli i suoi problemi asserendo di aver pure “parlato con il diavolo”. per fortuna non è successo di peggio», afferma De Nuzzo. In soccorso dell’assessore sono giunti gli agenti di Polizia locale i quali, vista l’insistenza dell’uomo e compresa la situazione, lo hanno convinto a spostare la discussione (fino a quel momento ancora gestibile) all’interno dei loro uffici. Una vota dentro, la situazione è però degenerata con il 41enne pronto ad impedire fisicamente ogni spostamento al vicesindaco (atteso a Lecce da un incontro con il Prefetto) che si trovato con le sue mani sul collo. immediato è stato, a questo punto, l’intervento degli agenti (in quel momento ve ne erano tre) che a fatica sono riusciti a bloccare l’aggressore per poi portarlo in ospedale. Nessuna grave conseguenza fisica ha subito De Nuzzo mentre alcuni giorni di prognosi sono stati prescritti per i tre vigili.

La solidarietà dell’Amministrazione comunale In seguito all’episodio, “piena solidarietà e vicinanza” vengono espresse a De Nuzzo dal sindaco Gianni Stefàno e dall’Amministrazione comunale. «Il vicesindaco, persona sempre disponibile, ieri come ogni giorno era impegnato nello svolgimento del sua attività istituzionale al servizio dei cittadini. L’episodio di violenza subito anche se riconducibile ad una condizione di disagio personale dell’aggressore, non può essere comunque giustificato. La disperazione e la rabbia non devono mai prevaricare la legalità», si legge nella nota di Palazzo di Città.

 

 

 

 

Collepasso – É deceduto intorno alle 4.30 di questa mattina il 59enne di Collepasso Roberto Castrignanò coivolto, poche ore prima, in un incidente stradale sulla strada provinciale Soleto-Galatina, nei pressi dello stabilimento  Colacem. Erano le 20.30 di ieri sera quando la Mini Cooper condotta dall’uomo si è schiantata, per cause in corso di accertamento, con una Fiat Punto condotta da un 30enne originario di Nardò. Mentre quest’ultimo è uscito quasi indenne dallo scontro, Castrignanò è stato ricoverato presso l’ospedale “Delli Ponti” di Scorrano dov’è giunto in codice giallo, a conferma della gravità della situazione che, tuttavia, non faceva presagire il drammatico esito finale. A nulla è valsa, infatti, l’operazione d’urgenza cui è stato sottoposto n seguito al peggioramento delle sue condizioni. Sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia del commissariato di Galatina insieme al personale sanitario del 118 ed ai vigili del fuoco.

 

 

Nardò – È ritenuto responsabile di due colpi il 51enne di Copertino individuato e denunciato dagli agenti del Commissariato di Nardò. I due episodi risalgono a fine agosto quando in una prima circostanza l’uomo rubò il portafoglio di una donna dal sedile anteriore dell’auto da lei condotta, nella zona 167 della città, avendo lasciato il finestrino abbassato. Il colpo fruttò i 90 euro contenuti nel borsello insieme ad alcuni documenti. Nonostante il tentativo di inseguimento, il malfattore riuscì a dileguarsi. Dalla descrizione fornita dalla donna, le forze dell’ordine si misero sulle tracce di un uomo magro a bordo di uno scooter scuro. Fu sempre lui, incastrato anche dalle immagini di videosorveglianza, a colpire pochi giorni dopo: vittima questa volta un’altra donna che si accingeva a parcheggiare in piazza Mazzini nei pressi del Bar Gabbiano. In questo caso la pronta reazione della vittima riuscì ad impedire la rapina mettendosi ad urlare ed aggrappandosi con forza alla borsa che l’aggressore aveva già preso dal sedile anteriore del passeggero.

 

G

Torre Inserraglio (Nardò) – Un uomo di 48 anni di Nardò è stato denunciato per pesca di frodo. Il neretino è stato fermato dalla squadra nautica della Questura di Lecce nel tardo pomeriggio di ieri nella acque di Torre Inserraglio mentre era intento nella pesca dei datteri di marea, specie protetta. Con lui una bi-bombola da 20 litri, un martello ed un retino. L’intero pescato, apri a circa cinque chilogrammi, è stato sequestrato cosi come l’attrezzatura.

Cutrofiano – Vecchi rancori tra vicini di casa mai sopiti ed il 39enne di Cutrofiano Gianluca Polimeno ritorna in carcere. Ieri l’arresto eseguito dai carabinieri della locale Stazione in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Lecce: a riaprire il fascicolo giudiziario nei confronti dell’uomo è stata la denuncia presentata nei suoi confronti da alcuni vicini (due donne e un uomo). La questione risale nel tempo tanto che già nel maggio del 2014 Polimeno era stato arrestato per aver dato fuoco alla porta d’ingresso dell’abitazione dei vicini. L’episodio, immortalato dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza, era stato preceduto da altri episodi di danneggiamento ai danni della stessa famiglia tanto da costringerne i componenti a cercare una sistemazione altrove.

 

Gallipoli – In Comune questa mattina si sono ritrovati una ventina di tecnici, tra geometri ingegneri ed architetti, tutti gallipolini e tutti per lo stesso motivo: “Sindaco, così non possiamo lavorare”. Lungo l’elenco delle doglianze, il cui nodo centrale è l’organico in sofferenza dopo l’uscita per limiti pensionistici meno di un anno fa del capo storico dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Giuseppe Cataldi, e di altri dipendenti non ancora rimpiazzati o in pianta stabile oppure con convenzioni con professionisti esterni.

C’è un problema di dirigenza, è vero – ammette l’assessore ai Lavori pubblici ed Urbanistica, Biagio Palumbo – ma qui manca anche la truppa”. Per il primo aspetto è in corso la procedura concorsuale per individuare il nuovo responsabile; sono giunte in Comune istanze di 64 interessati. Per il secondo invece, dopo l’ondata di pensionamenti, si studiano formule compatibili con le norme in essere (per ogni tre pensionamenti, si può fare una assunzione), in prima battuta convenzioni con tecnici esterni.

Ma c’è altro tra le richieste di attenzione formulate dai tecnici gallipolini. Il sistema telematico per l’inoltro delle pratiche non rilascia né il numero di protocollo né le

Biagio Palumbo

indicazioni necessarie per individuare il responsabile del procedimento. I 15 giorni previsti dalla legge per le prime comunicazioni relative ad una pratica trascorrono inosservati; come i trenta giorni entro cui deve essere avviata l’istruttoria. “Poi vogliamo che le eventuali integrazioni ci siano chieste tutte in una volta, non con questo stillicidio di richieste che non fanno altro che allungare procedure e allontanare risultati e investimenti”, è stato affermato. Generale il malcontento circa le pratiche in sanatoria, bloccate un po’ dappertutto “con i Comuni e lo Stato che non incassano un euro”; tutto gallipolino invece il mancato controllo delle Scia (comunicazioni di inizio di attività edilizie) per cui c’è chi specula e ne approfitta impunemente. “Non si fanno controlli neanche a campione”, è stato denunciato, col risultato che chi abusa – con un tecnico compiacente – e va oltre con interventi strutturali o aumenti di volumetria, poi deve fermarsi alle soglie di una impossibile agibilità dell’immobile.

Risponde l’assessore Palumbo: “Da dicembre i problemi telematici saranno risolti e per i permessi di costruire introdurremo la firma digitale. Per il resto, cercheremo in tutti i modi di migliorare il coordinamento del personale tecnico”. Attualmente il dirigente dell’Ufficio, che si è venuto a trovare in questa delicata fase di passaggio, è l’architetto Mauro Bolognese di Alezio, proveniente dal Comune di Galatone.

Poggiardo – Due tifosi esagitati sono stati identificati e denunciati dai carabinieri al termine della gara di calcio tra Poggiardo e e Memory Campi. Il 23enne A.P. ed il 44enne D.M. (quest’ultimo nato a Zurigo, entrambi residenti a Poggiardo) si sono lasciati andare a gesti sconsiderati indirizzando ripetutamente degli sputi nei confronti dell’arbitro della gara (valida per il campionato di Prima categoria e terminata 2-2), al suo passaggio nei pressi degli spalti dello stadio Nino De Santis. A conclusione dei loro accertamenti, i carabinieri hanno deferito i due per aver violato gli articoli della legge 401 del 1989 sulla correttezza e sicurezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive.

Poggiardo – Torna in carcere il 40enne Fausto Maggio, di Poggiardo, condannato per reati in materia di droga. Il provvedimento restrittivo gli è stato notificato dai carabinieri della Stazione di Poggiardo in esecuzione del decreto con il quale l’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica ha revocato la sospensione dell’ordine di carcerazione. Il 40enne, nato a Sanarica e residente a Poggiardo, torna dunque nella casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce per scontare la pena di un anno e 28 giorni di reclusione per i reati commessi il 30 giugno del 2010 a Diso.

Racale – Stavano smaltendo una copertura di amianto in maniera abusiva le quattro persone denunciate a Racale dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce intervenuti insieme ai colleghi della locale Stazione. Un controllo all’interno di un capannone in contrada Ospina ha permesso di accertare che il titolare di un’impresa di movimento terra (il 46enne T.C. di Taviano) insieme al direttore dei lavori (il 55enne R.R. di Alliste) avevano disposto la rimozione di circa 400 metri quadrati di pericoloso amianto senza la prevista autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi. L’area in questione nonchè l’autocarro Iveco Magirus utilizzato, di proprietà della stessa ditta, sono stati sequestrati ed affidati in custodia giudiziale agli stessi proprietari (S.D.V. 57 anni e C.M. 55 entrambi di Alliste), anch’essi denunciati per “gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi”.

Casarano – Dopo la denuncia scatta ora l’arresto per il 28enne Alessandro Caraccio. Il giovane di Casarano è accusato dai carabinieri di aver rubato l’incasso delle colonnine self service della stazione di servizio Q8 sulla strada provinciale per Ugento. Grazie all’esame delle videocamere del sistema di sorveglianza è stato possibile risalire all’identità del 28enne che, con particolare destrezza, alle 18 dello scorso 14 agosto riuscì ad impossessarsi del borsello contente circa 5.900 euro. Alla denuncia dello scorso 18 settembre ha fatto seguito l’ordinanza con la quale il Gip del tribunale di Lecce dispone ora l’arresto per il reato di furto aggravato. dopo le formalità di prassi in caserma, Caraccio è stato condotto presso la casa circondariale di Borgo San Nicola a Lecce.

 

 

Sannicola – Condanna in sede penale per il sindaco di Sannicola Cosimo Piccione per diffamazione. Il reato, secondo il giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, si sarebbe consumato nel corso del Consiglio comunale del 24 dicembre del 2013 quando, nel corso della discussione sulle osservazioni al Piano paesaggistico territoriale, Piccione avrebbe chiamato “Maga Circe” l’ingegnere responsabile del settore Urbanistica del Comune. La condanna appena pronunciata, su richiesta del pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, è pari a sei mesi (pena sospesa) con un risarcimento di 8.000 euro oltre al pagamento delle spese processuali. Il Primo cittadino (che ha parlato di “legittimo esercizio di critica” nei confronti del tecnico comunale), insieme al suo legale Luigi Corvaglia attende ora le motivazioni della sentenza al fine di proporre l’impugnazione della stessa dinanzi alla Corte d’Appello.

 

 

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