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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

Aradeo – Per una rapina compiuta il 7 giugno del 2005, è stato prelevato dalla sua abitazione dagli agenti del commissariato di Nardò e trasportato in carcere Osvaldo Graziano Giustizieri, di 38 anni. Dovrà s contare una pena, ora che la condanna è definitiva, di quattro anni di reclusione. Giustizieri è però noto agli inquirenti per trascorsi tutt’affatto trascurabili. Nei primi anni 2000, insieme ad alcuni familiari stretti, ha fatto parte del clan dei Coluccia, con base a Noha, frazione di Galatina. Era stato arrestato insieme ad altri del sodalizio nel 2005 per traffico e spaccio di droga (si parlò di un vero e proprio spaccio tanta era la varietà dello stupefacente che riuscivano a immettere sul mercato). Nel 2011 altri guai per un furto di gioielli in una casa di Galatina; nel frattempo si era allontanato dal clan galatinese. L’ordine odierno di carcerazione è a firma della Procura della Repubblica di Lecce. Sconterà la pena nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

UGENTO. Arrestato venerdì sera ad Ugento per “rapina” il 53enne Carmine Bruno. Su di lui convergono “gravi indizi di colpevolezza” secondo l’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Lecce lo stesso 20 ottobre. L’episodio incriminato è la rapina dello scorso 11 dicembre presso l’abitazione di una donna anziana nata a Parabita e residente ad Ugento. L’uomo entrò in casa con l’inganno, dopo aver simulato al citofono un’espressione familiare. Una volta nell’abitazione, intimò di farsi consegnare preziosi e denaro e rovistò nelle stanze non fermandosi neppure dinanzi al letto del marito infermo della donna. Al termine della vana ricerca, ancò via strappando la catenina dal collo della signora. La descrizione dei fatti e delle fattezze del ladro ha poi permesso ai carabinieri di risalire al 53enne, già noto alle forze dell’ordine, il quale, subito dopo essere stato individuato in un bar del paese, messo alle strette dai militari finì per dichiararsi colpevole.

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CORIGLIANO D’OTRANTO – Ancora un’auto data alla fiamme e ancora una volta con dolo. L’ultimo episodio la scorsa notte a Corigliano d’Otranto, dove in via Mazzini una Ford Fusion è stata completamente distrutta dalle fiamme malgrado l’intervento dei vigili del fuoco. Il danno ammonta a circa 1.500 euro. Sul posto i carabinieri della locale Stazione per le indagini mirate a risalire agli autori e alle cause del gesto criminale.

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CORSANO – Acquista da un sito on-line un amplificatore musicale che, però, non riesce ad avere perché il venditore è un truffatore. Vittima del raggiro un 27enne di Corsano che dopo aver versato tramite bonifico bancario 280 euro per avere l’amplificatore Haydel Cotton club visto su un sito di acquisti on line, ha atteso invano l’arrivo a casa del pacco che gli sarebbe dovuto essere spedito. Dopo essersi rivolto ai carabinieri, le indagini condotte hanno portato a rintracciare nel 24enne A.G. di Trivacò Siccomarino (Pavia) il truffatore, che è stato denunciato dai carabinieri.

SANTA MARIA DI LEUCA – Sono stati accompagnati presso il centro “Don Tonino Bello” di Otranto i 50 pakistani avvistati nel pomeriggio di venerdì 20 ottobre dai militari della Capitaneria di porto di Gallipoli a circa otto miglia dalla costa di Santa Maria di Leuca. L’imbarcazione che li trasportava (tra di loro anche 10 bambini), un dieci metri battente bandiera greca e denominata “Homopph”, è stata sottoposta a sequestro. Sono in corso gli accertamenti a cura del pool interforze anti immigrazione per verificare la vera nazionalità dei migranti: due di loro, intanto, ritenuti i presunti scafisti, sono stati arrestati per violazione delle disposizioni contro le immigrazioni clandestine. Si tratta di Bilala Ahmed e di Gul Zamn, di 27 e 28 anni (età dichiarata).

Castrignano del Capo – Raid notturno in un plesso scolastico. Forzando una finestra del lato posteriore dell’edificio, ignoti si sono introdotti nella scuola puntando dritti nei locali della segreteria e della dirigenza. Da lì e da altri locali “ispezionati” velocemente i ladri hanno portato via nove computer di vecchia fabbricazione non coperti da assicurazione. L’area non era neanche protetta da impianto di videosorveglianza.


Gallipoli
– Era sparito da dentro una macchina momentaneamente lasciata aperta e incustodita a Gallipoli il 2 settembre scorso. Il cellulare di ultimissima è stato rintracciato ieri, dopo le indagini condotte dai carabinieri di Gallipoli e di Presicce, addosso ad un commerciante di Gagliano del Capo ma residente ad Acquarica del Capo. In quest’ultimo centro l’uomo è stato bloccato dai militi che gli hanno trovato addosso il telefonino. N.L. di 37 anni dovrà adesso rispondere di ricettazione.

Tricase – Una ventina di colpi per un totale di 750mila euro in paesi delle provincie di Lecce, Brindisi, Taranto, Ancona e Macerata. Tutti portati a segno tra gennaio e settembre dell’anno scorso. Ma oggi, su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, sono stati emessi cinque ordini di custodia cautelare con arresti domiciliari per tre brindisini (Omar Bianco,  28 anni; Cosimo Iurlaro di 42; Giovanni Moro di 45 tutti di Brindisi) e due di Carovigno (Marco Santoro di 26 e Vincenzo Schiena di 39). Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Tricase in collaborazione con i carabinieri di Osimo (Ancona) e del Nucleo investigativo deal reparto operativo di Lecce. I cinque, tutti con precedenti penali, sono ora accusati di associazione a delinquere finalizzata ad un numero da precisare ancora di reati contro il patrimonio; di ricettazione di autovetture, mezzi pesanti e macchine per il movimento di terra  da utilizzare negli assalti ai bancomat di banche, Poste,  con l’ausilio anche di materiale esplosivo. Le loro imprese, in gran parte coronate da successo grazie alla maestria dei protagonisti ed alle tecniche studiate in ogni particolare, avevano indotto istituti di credito ed uffici postali a ridurre gli orari dei servizi di bancomat fino a bloccarli in giorni festivi e le domeniche. Quella odierna è la seconda operazione dei carabinieri  quest’anno dopo quella sui furti alle banche.

GALLIPOLI – Impianti manomessi, prezzi non chiari e irregolarità fiscali: queste le principali risultanza della “due giorni” di controlli sulla distribuzione dei carburanti che ha hanno portato, in tutta la regione, al sequestro di 3.900 litri di prodotto e alla denuncia di sette persone. All’opera, il 18 e 19 ottobre, gli agenti del Comando regionale della Guardia di finanza che ha disposto l’esecuzione di un piano straordinario di interventi finalizzato a prevenire e reprimere le irregolarità nel settore della distribuzione di carburanti ed in materia di circolazione dei prodotti sottoposti ad accise. Sono stati eseguiti 134 controlli sulla circolazione dei prodotti sottoposti ad accise e 136 interventi presso impianti di distribuzione stradale di carburanti, con la collaborazione degli ufficiali metrici della Camera di commercio di Bari per le operazioni di misurazione. In 27 casi sono state rilevate irregolarità che hanno portato al sequestro di 3.900 litri di carburante ed alla denuncia all’autorità giudiziaria di sette soggetti.

In alcuni casi sono stati individuati distributori che, mediante la manomissione degli impianti di erogazione, frodavano i consumatori erogando quantità di carburante inferiori rispetto a quelle visualizzate sui display della colonnina ed effettivamente pagate dai consumatori; in altri casi sono emerse irregolarità nella gestione amministrativa delle attività di distribuzione che hanno determinato anche l’avvio di specifici approfondimenti di natura fiscale. L’attività ispettiva ha evidenziato numerose irregolarità in materia di disciplina dei prezzi: in 24 casi, infatti, i controlli hanno evidenziato la mancanza di una corretta e trasparente informazione all’utenza sui prezzi praticati, così come disciplinato dalla legge.

Dall’inizio dell’anno, i Reparti operativi del Comando regionale Puglia delle Fiamme gialle hanno effettuato 522 controlli su tutto il territorio regionale, riscontrando 297 violazioni, con il sequestro di circa 370 tonnellate di carburanti e prodotti sottoposti ad accise. Nell’anno in corso, dalle Fiamme gialle pugliesi, sono stati constatati circa 7,5 milioni di euro di imposte evase, a seguito di sequestri di olii minerali e carburanti, nonché ulteriori consumi in frode pari a oltre 3.000 tonnellate di olii minerali agevolati

PORTO CESAREO – Furto nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in un cantiere edile a Porto Cesareo dove ignoti malfattori sono riusciti a portare via un furgone Fiat Iveco Daily, un gruppo elettrogeno da 6 kw marca “Vinco”, due “flex elettrici” marca Wurt e Bosch e una saldatrice portatile. Il danno, in corso di quantificazione, non risulta coperto da polizza assicurativa. Sul fatto indagano i carabinieri del posto per provare a risalire ai responsabili.

TAVIANO. Smaltiva illecitamente rifiuti speciali in aperta campagna il 27enne A.R di Taviano denunciato nei giorni scorsi dai carabinieri della Forestale di Gallipoli. L’uomo, titolare di un’impresa individuale, è ritenuto il responsabile dello scarico di paraurti e parti plastiche di autovetture scoperta a Taviano in località “Massani”, lungo la strada vicinale Spennato. Non essendo derivato un concreto danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche, come accertato dai militari intervenuti, all’uomo è stato imposto di provvedere alla bonifica della discarica.

GALLIPOLI – Continuano, anche in autunno, i controlli lungo la filiera della pesca da parte della Guardia costiera. I militari sono intervenuti in un ristorante di Gallipoli, come accaduto altre volte nel corso della bella stagione, per verificare il rispetto della normativa che impone di vendere e – in questo caso – servire prodotto “tracciabile”, ovvero con l’indicazione della sua provenienza e delle varie fasi di preparazione e commercializzazione a tutela del consumatore finale. Anche in questo caso, in presenza di specie ittiche varie detenute senza alcun documento in grado di attestarne la tracciabilità, il titolare di un ristorante è stato sanzionato con una multa da 1.500 euro e cinque chilogrammi di prodotto sono stati sequestrati.

GALLIPOLI  – Reti da pesca sotto sequestro in due distinte operazioni messe in atto dalla Capitaneria di porto di Gallipoli. A Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo, all’interno della Zona C dell’Area marina protetta, i militari sono intervenuti da terra e, con un battello pneumatico, anche via mare per sorprendere un pescatore non professionista all’opera con una “rete da posta” non consentita lunga circa 400 metri. L’attrezzo è stato posto sotto sequestro ed al trasgressore è stata comminata una sanzione da mille euro.

Altro intervento nello specchia d’acqua antistante un cantiere nautico di Gallipoli, zona interdetta a qualsiasi tipologia di pesca, dove dei pescatori professionisti avevano calato in acqua una rete da posta lunga 150 metri. Al comandante dell’unità è stata comminata una sanzione d 4mila euro (con decurtazione di sette punti) con il sequestro dell’attrezzo utilizzato e del prodotto ittico che, dopo essere stato verificato dal personale medico veterinario dell’Asl di Gallipoli sotto il profilo della sicurezza alimentare, è stato donato ad una mensa locale per le persone bisognose.

TAVIANO – Controlli di carattere “straordinario” sono stati condotti nei giorni scorsi a Taviano dai poliziotti del Commissariato di Taurisano e del reparto Prevenzione crimine di Lecce. Gli agenti hanno posto la loro attenzione soprattutto sul parco comunale, punto di ritrovo (soprattutto nelle ore serali) di tossici e spacciatori, all’interno del quale è stato possibile sequestrare circa sette grammi di marijunana, già suddivisa in dosi, ed in grammo di cocaina. Nell’ambito dell’operazione “legalità diffusa”, inoltre, la Polizia ha identificato 83 persone, delle quali 23 con precedenti penali, e controllato gli avventori di due esercizi commerciali per la somministrazione di bevande.

 

TAURISANO – Nascondeva nel bagno della propria abitazione armi, soldi e droga il 24enne di Acquarica del Capo arrestato nel pomeriggio di martedì 17 ottobre dai poliziotti del Commissariato di Taurisano e del reparto Prevenzione crimine di Lecce. Il giovane, già noto per i suoi precedenti, deteneva illegalmente una pistola a tamburo calibro 7.65 senza numero di matricola e priva di marca, con tre cartucce, oltre ad una semiautomatica marca Bernardelli modello 60, priva del numero di matricola e perfettamente lubrificata e funzionante, con 6 cartucce calibro 7.65 ed un bossolo del medesimo calibro. Nel mobiletto di un bagno in disuso c’erano anche 2.700 euro in banconote di vario taglio della cui provenienza l’arrestato non ha saputo fornire alcuna giustificazione. Nello stesso nascondiglio anche un grammo di marijuana confezionato con cellophane.

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ANDRANO – Alla guida di un’autovettura urta un pedone gettandolo per terra e fugge via. Ad avere la peggio, per fortuna senza gravi conseguenze, è stato un 45enne di Marittima che ieri pomeriggio, intorno alle 16.30, è stato urtato lateralmente da un’autovettura in fase di sorpasso sulla Strada provinciale n. 81, ad Andrano, finendo per terra. Malgrado l’incidente, l’automobilista si è dileguato senza prestare soccorso. Il ferito è stato, in seguito, trasportato presso l’ospedale “Panico” di Tricase dove gli sono state riscontrate delle “escoriazioni al braccio destro con lussazione” giudicate guaribili in dieci giorni. Ricerche sono in corso da parte dei carabinieri per identificare l’auto responsabile ed il pirata della strada che la conduceva.

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BOTRUGNO – Avevano eliminato materialmente il contatore dell’energia elettrica installato presso la loro abitazione per “rifornirsi” direttamente alla linea. Per furto aggravato sono stati denunciati, in concorso tra loro, tre operai di Botrugno dopo che i carabinieri di Nociglia e personale dell’Enel hanno verificato la manomissione presso l’abitazione dei tre. Il danno subito dalla società elettrica ammonta a circa 1000 euro. Il deferimento, in stato di libertà, è scattato per il 61enne L.P., il 42enne  G.L.A. e la 33enne S.P., tutti residenti a Botrugno.

TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO) – Gravi danni la scorsa notte a Torre San Giovanni per l’incendio divampato nell’abitazione di una vedova 62enne. Le fiamme, poi domate dei vigili del fuoco di Ugento, hanno distrutto l’arredamento e annerito le pareti interne dell’abitazione della marina ugentina utilizzata quale residenza estiva. Per fortuna non si è registrato alcun danno alle persone. I carabinieri stanno indagando per risalire alle origini di quanto accaduto.

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Maglie – E’ riuscito a convincerla a salire sulla sua auto grigia per accompagnarla a casa. Poi a farsi dare 700 euro con la scusa che erano collegati ad una polizza assicurativa del fratello in scadenza; passati i termini, chissà quali gravi conseguenze avrebbe avuto il suo familiare.  Due ore dopo però la donna – una pensionata di 75 anni – ha realizzato che qualcosa non quadrava e si è recata dai carabinieri. Ai militi ha raccontato di essere stata fermata in via don Minzoni alle 9,30 circa da un signore in auto, mai conosciuto prima. Quindi il racconto dell’accaduto che ha fatto capire subito ai carabinieri che la signora era stata vittima di una delle truffe più frequenti in questo periodo, al pari di presunte multe non pagate i procinto di raddoppiare se non liquidate subito a presunti agenti di polizia o vigili urbani. Sono scattate le ricerche del truffatore, che ovviamente si era dileguato poco dopo aver fatto il colpo. In mano agli inquirenti pochissimi elementi.

TAURISANO – Notte di fuoco, quella appena trascorsa, a Taurisano con cinque auto date alle fiamme in diverse zone del paese. Intorno all’1.30 in contrada Santa Teresa l’incendio sviluppatosi ad una Alfa Romeo 156 si è esteso ad una Alfa Romeo 146 parcheggiata accanto. Le due auto risultano di proprietà di due componenti dello stesso nucleo familiare (madre e figlio) residenti nella casa alla periferia del paese.  Malgrado l’intervento dei vigili del fuoco di Tricase, le fiamme hanno distrutto completamente le due autovetture per un valore stimato in circa 6mila euro.  

Indagini sono in corso da parte dei carabinieri per risalire alle cause degli incendi, anche se c’è da credere che si possa trattare di atti dolosi. Così come per le due autovetture bruciate in via Torquato Tasso. In questo caso l’incendio ad una Fiat 600 si è esteso all’Opel Zafira parcheggiata accanto: le due auto, andate completamente distrutte, sono di proprietà di un tabaccaio di Taurisano. Ultimo rogo in via Flacco dove è stata bruciata una Bmw 520 di un imprenditore edile del posto.

TUGLIE – Stava scontando un residuo di pena di sei mesi, a fronte di una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti e furto per un anno, il 44enne tugliese Roberto De Salve ritrovato cadavere ieri mattina nella sua cella a Borgo San Nicola. Stando ai primi controlli, sul corpo non risultano segni di violenza. Di certo inutili si sono rilevati i primi tentativi di rianimazione. Sull’accaduto la Procura di lecce ha aperto un fascicolo d’indagine e sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Roberta Licci a fare chiarezza sulla morte di Salve. I famigliari del 44enne vogliono vederci chiaro e si sono affidati all’avvocato Luigi Greco.

ALEZIO – È di dodici anni di reclusione la penna inflitta ad un 45enne di Alezio accusato di aver ripetutamente abusato della figlia minorenne. Ieri la sentenza pronunciata al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, grazie al quale l’uomo ha ottenuto lo sconto di pena previsto dalla legge: 16 anni aveva, infatti, chiesto per lui la pubblica accusa mentre l’avvocato difensore puntava al minino della pena (non all’assoluzione).

Le violenze, secondo quanto appurato nel corso del giudizio, avrebbero avuto inizio ai 13 anni della ragazza per proseguire sino alla maggiore età. La ragazzina sarebbe stata anche minacciata e ricattata tanto da non raccontare nulla di quanto stava accadendo neppure alla madre. Solo dopo essersi confidata con un’amica e con il fidanzato ha poi avuto il coraggio di rivolgersi ai Servizi sociali del Comune con il passaggio attraverso il Centro antiviolenza di Maglie. Da qui le segnalazioni al tribunale dei Minori e l’apertura di un procedimento per la tutela della giovane. Ad avvalorare i fatti anche alcune registrazioni effettuate dalla stessa ragazza con il telefonino dalle quali sono emerse, inconfutabili, le minacce subite ed i ricatti di natura sessuale. Tra le accuse, oltre alla violenza sessuale continuata ed aggravata dal ruolo di genitore, anche quella di tentata prostituzione minorile. Per sfuggire ad uno stato di prostrazione psicofisica non più tollerabile, all’epoca dei fatti la ragazza ha pure commesso atti di autolesionismo prima di essere allontanata dalla casa di famiglia per trovare sistemazione in una casa protetta. Per l’imputato è arrivata anche l’interdizione perpetua da qualunque ufficio o servizio attinente scuole o strutture (pubbliche e private) comunque frequentati da minori.

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BAGNOLO DEL SALENTO – Inseguiti dai carabinieri riescono a fuggire nelle campagne ma sono costretti ad abbandonare l’auto, rubata, che guidavano. Protagonisti due giovani che poco dopo la mezzanotte appena trascorsa erano a Bagnolo del Salento ed alla vista di una gazzella della Radiomobile dei carabinieri di Maglie si sono dati ad una fuga precipitosa a bordo di una Fiat Stilo. Per evitare di essere catturati, ai due non è rimasta altra soluzione che quella di abbandonare il veicolo e proseguire a piedi per le campagne circostanti, complice il buio della notte, facendo perdere le proprie tracce. L’ispezione del veicolo abbandonato è stata, tuttavia, alquanto fruttuosa. Innanzitutto l’auto è risultata rubata a Galatina lo scorso 7 settembre e circolava con le targhe di una Fiat 500 appena rubata a Martano. Oltre ad un giubbino di colore blu con cappuccio, all’interno dell’abitacolo c’erano anche quattro finte telecamere di videosorveglianza, una fune da traino in nylon ed una corda lunga 13 metri. Le indagini in corso sono dirette a risalire all’identità dei due sfuggiti alla cattura e a capire se vi sia un nesso con alcuni episodi di criminalità verificatisi di recente in zona.

TAVIANO – Due denunce per “maltrattamenti in famiglia e lesioni personali” nelle ultime ore a Taviano. I carabinieri della locale Stazione sono intervenuti nei confronti del 50enne pensionato C.M. il quale, in seguito ad un diverbio, ha colpito con calci e pugni la convivente. La donna, soccorsa dagli stessi militari e dai sanitari del 118, è stata poi ricoverata presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli dove le è stato riscontrato un trauma cranico. L’altra denucia è scattata, invece, sempre a Taviano per il 35enne A.C.. L’uomo, un artigiano incensurato, in seguito ad un diverbio, avrebbe minacciato ed aggredito la moglie 34enne provocandole un trauma facciale e uno stato d’ansia reattivo.

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MELISSANO – I carabinieri hanno individuato nel 38enne M.C. (nato a Casarano e residente a Melissano) il responsabile del furto di vari detersivi dalla lavanderia self – service “Lava tu” a Melissano. Il riconoscimneto dell’uomo è avvenuto in seguito ad una specifica attività d’indagine avviata dopo la denuncia di furto ai danni del self – service sito su via Felline. L’uomo (nullafacente) avrebbe approfittato della relativa facilità nell’introdursi nel locale, in quanto non vigilato. Per lui è scattata la denuncia di “furto aggravato”. 

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Le immagini che scorrono e scorreranno sugli schermi fino a sera tardi ed in parte anche domani, sono le ultime che hanno il sapore...