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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

TAURISANO. Taurisano nella morsa degli incendiari. E tra i cittadini cresce la preoccupazione. In appena due settimane, tre roghi hanno distrutto il parco mezzi di un’azienda, una pizzeria e due auto. L’ultimo episodio in ordine di tempo risale a pochi giorni fa: qualcuno, dopo aver oscurato gli obiettivi delle telecamere installate nella zona, è entrato nella «Pizzeria del Castello», accanto al palazzo ducale sede del municipio. Ha cosparso l’ambiente di liquido infiammabile e l’ha dato alle fiamme. Il rogo ha danneggiato gravemente la prima stanza, distruggendo anche l’impianto di videosorveglianza e gli infissi.

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CASARANONeppure le intricate condutture fognarie hanno bloccato i militari della Compagnia dei carabinieri di Casarano che ieri mattina, insieme al Nucleo cinofili di Modugno, sono entrato in azione nell’abitazione del 30enne Ivan Caraccio. Più che fondati i sospetti sul traffico di droga del giovane che, prima ancora di aprire la porta ai militari, ha provato a liberarsi di ben 19 dosi di cocaina attraverso lo scarico del water. Lo stupefacente è stato recuperato integralmente dai carabinieri dopo aver individuato il tombino di accesso alla valvola di blocco della condotta fognaria dell’abitazione. Oltre a 30 grammi di cocaina già confezionata e pronta per lo smercio, le ulteriori fasi della perquisizione hanno permesso di rinvenire alcune dosi di marijuana, materiale utile al confezionamento delle dosi e denaro contante per circa 130 euro. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto al carcere di Lecce.

ACQUARICA DEL CAPO. Incidente stradale nel tardo pomeriggio ad Acquarica del Capo. Ad avere la peggio un sedicenne, M. O. a bordo di una moto. Il giovane stava percorrendo corso Dante in direzione Presicce, quando, all’incrocio con via Verdi, ha subito l’impatto contro un furgoncino, guidato da un uomo di Presicce. Cosciente al momento dell’arrivo dei primi soccorsi, il ragazzo ha perso il casco a causa dell’impatto, ha accusato dolori alla gamba, ma non ha riportato ferite esterne. E’ stato quindi subito trasportato all’ospedale “Panico” di Tricase. Ancora da chiarire, al momento, la dinamica dell’incidente, che avrebbe avuto origine da una mancata precedenza. L’incrocio non sarebbe nuovo a episodi del genere, a causa della scarsa visibilità del punto in questione, soprattutto per le auto che provengono da via Verdi.

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Guardia di Finanza - lavoro neroOltre 200 ispezioni in tutta la Regione, in soli due giorni, da parte della Guardia di finanza al fine di reprimere il fenomeno del lavoro “nero” e  “ irregolare”. Il piano disposto dal Comando regionale ha portato, nell’ambito di 208 interventi,  alla scoperta di ben 194 lavoratori totalmente in nero oltre a 32 altri la cui posizione è risultata “irregolare” con la conseguente verbalizzazione di 96 datori di lavoro. Ben 135 sono, invece, le posizioni lavorative ancora in fase di definizione per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. A titolo di esempio, una fabbrica di salotti dell’area murgiana  aveva ben 16 lavoratori in nero; in provincia di Bari erano invece sei in un’azienda dedita alla fabbricazione di pedane mentre in un panificio del foggiano in nero erano tutti e quattro i dipendenti. Dall’inizio dell’anno, su tutto il territorio regionale, sono stati scoperti 362 lavoratori completamente sconosciuti al fisco e 584 con posizione irregolare  mentre 335 sono stati i datori di lavoro verbalizzati.  

TAVIANO. Un involucro “sospetto” passa da un’autovettura ad un’altra, in aperta campagna, e scattano tre arresti. L’operazione di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacente è stata condotta ieri pomeriggio a Taviano dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Gallipoli. Le due vetture sono state immediatamente fermate ed in seguito alla perquisizione, in una delle due è stato rinvenuto e sequestrato un pacchetto in cellophane con all’interno ben 100 grammi di cocaina purissima. A bordo i due acquirenti, entrambi di Taviano, il 31enne Pasquale Di Battista ed il 20enne Domenico Scala, quest’ultimo già noto per reati specifici afferenti le sostanze stupefacenti e trovato in possesso anche di 955 euro in contanti. Sull’altra autovettura è stato, invece, identificato il fornitore 42enne Vincenzo De Matteis, anch’egli con precedenti. Tutti e tre sono stati dichiarati in stato arresto per cessione e detenzione ai fini spaccio, considerata l’ingente quantità e la tipologia della sostanza stupefacente. Gli indagati, ultimate le formalità di rito, sono stati quindi tradotti presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

CASARANO. Coppia di ladri arrestata ieri a Specchia. Il 28enne Ivano Protopapa, di Scorrano, e la 38enne Fiorenza Casarano, di Casarano, sono stati colti in flagranza di reato nel tentativo di rubare in un’abitazione di Montesano Salentino. A segnalare la presenza alquanto sospetta dei due sono stati alcuni cittadini dopo averli visti suonare ad alcuni citofoni per sincerarsi della presenza, o meno, dei proprietari. A fare da “palo” era la donna mentre l’uomo cercava di introdursi nelle abitazioni. Utile per i loro spostamenti una Renault Twingo grigia presa a noleggio. La stessa dinamica ha fruttato nei colpi messi a segno in mattinata tra Montesano Salentino e Miggiano con la refurtiva (monili d’oro e pure profumi di pregio) ancora nell’auto al momento dell’arresto. Le manette sono scattate in seguito all’intervento dei carabinieri di Specchia i quali, dopo aver intercettato l’auto e la donna fuori per strada a fare da “palo”, hanno atteso l’uomo “impegnato” ancora a rubare. Appena fuori dall’ultima abitazione presa di mira, il Protopapa (già noto alle forze dell’ordine così come la compagna) ha tentato una breve fuga, prima di essere bloccato dai militari. Con loro anche un coltello con lama da 21 centimetri. L’intera refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari. Le indagini continuano per capire se della stessa matrice siano anche altri colpi messi a segno di recente nella zona. 

TAURISANO.DANIELE RIZZELLO Non ce l’ha fatta Daniele Rizzello, 28enne di Taurisano rimasto vittima di un incidente nella metropolitana di Roma. Il giovane è stato travolto da un treno della metro B che stava entrando alla stazione Castro Pretorio intorno alle 9,30. Portato in condizioni disperate al Policlinico Umberto I, Daniele è morto poco dopo l’arrivo a causa delle gravi ferite.
Le tratte B e B1 della via sotterranea sono state interrotte per consentire ai vigili del fuoco di soccorrere il giovane ferito e bloccato sotto il convoglio. Sulla vicenda, le cui cause sono ancora tutte da accertare, indaga ora la polizia. Fondamentale sarà l’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella stazione di Castro Pretorio per chiarire se si sia trattato di imprudenza o di un gesto volontario.

UGENTO. Circa 183 kg di marijuana sono stati sequestrati nei giorni scorsi a Porto Miggiano (Santa Cesarea Terme). Ad agire sono stati i carabinieri di Poggiardo insospettiti dai movimenti di due persone nei pressi di un gommone a motore sulla banchina del porticciolo. Alla vista dei militari, infatti, i due si sono dati alla fuga a bordo del natante lasciando a terra otto involucri contenenti stupefacente. Ad Ugento, invece, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato il 19enne K.S. dopo aver ritrovato nella sua abitazione 100 grammi di marijuana, materiale utile per il confezionamento delle dosi e 480 euro in banconote di vario taglio. I domiciliari sono scattati dopo la perquisizione all’interno dell’abitazione del giovane, da dove poco prima un suo coetaneo era uscito con una dose.

 

L'arrestatoSALVE. Un carabiniere non in servizio salva una donna dal tentativo di violenza sessuale. È accaduto questa mattina  a Torre Vado (marina di Salve) dove una 35enne è stata brutalmente aggredita dal 46enne D.A. di Patù mentre era intenta a guardare il mare sugli scogli. L’uomo ha raggiunto la sua vittima alle spalle, senza farsi notare, per poi afferrarla con violenza avanzando proposte oscene con i genitali esposti. Malgrado lo shock, la giovane è riuscita a divincolarsi fuggendo sugli scogli. In suo soccorso è giunto un carabiniere della Stazione di Corsano, al momento libero dal servizio, il quale dopo aver ascoltato dalla sua abitazione le grida disperate di aiuto della donna si è precipitato assicurandosi, dapprima, sulle condizioni di salute, per poi inseguire e bloccare il molestatore, in attesa dell’intervento dei colleghi della Stazione di Salve prontamente sopraggiunti in seguito alla sua chiamata . La donna, rimasta ferita, è stata soccorsa da una autoambulanza del 118 e trasportata presso l’ospedale di Tricase per gli accertamenti e  le cure del caso. Il fermato è stato dichiarato in arresto per tentata violenza sessuale e condotto ai domiciliari.    

 

Stefano Marra - NevianoNEVIANO. La gelosia degenera in stalking e per il 33enne Stefano Marra scatta l’arresto. L’uomo, di Neviano, è stato raggiunto ieri mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver reiterato nel tempo, ovvero dallo scorso novembre, atti persecutori nei confronti della ex convivente. La situazione, nel tempo, è divenuta insostenibile per la donna costretta ad alterare le proprie abitudini di vita per evitare di imbattersi nell’uomo. La paura ed il timore per l’incolumità propria e dei suoi familiari le hanno causato, inoltre, un perdurante stato d’ansia. Alla base dell’arresto ci sono le continue scenate per la fine della relazione sentimentale, gli appostamenti nei pressi dell’abitazione e del luogo di lavoro della donna, le gravi minacce verbali o con il telefonino e le chat,e  e le continue lesioni personali subite dalla donna. Ad arrestare Marra, e a trasportarlo nel carcere di Lecce, sono stati i carabinieri della Stazione di Neviano dopo averlo rintracciato in casa di un amico.

AVETRANA. Una famiglia agli arresti in seguito ad una furibonda lite: oggetto del contendere un gregge di pecore. Ai domiciliari sono finiti in tre, tutti di Avetrana, accusati, in concorso tra loro, dei reati di violenza privata, uccisione di animali, lesioni personali e rapina commessa da più persone. Si tratta del 57enne Francesco Paolo Mero, del 25enne Antonio Mero e del 21enne Alessandro Mero coinvolti, con il minore F.P. (per il quale è stato aperto un procedimento penale presso il Tribunale per i minorenni) nell’incursione denunciata dai tre fratelli titolari di un’azienda agricola sita in località “Boncore”, in agro di Nardò. Ad essere aggredito sarebbe stato il collaboratore rumeno dell’azienda sorpreso dai quattro di Avetrana nel portare al pascolo il gregge in aree autorizzate dai rispettivi proprietari. Nel corso dell’aggressione la vittima è stata costretta a fuggire per evitare di essere investita dal fuoristrada con a bordo gli indagati. Una volta avuto il controllo del gregge, i tre più giovani del gruppo lo avrebbero avvelenato conducendolo nei vicini terreni di loro proprietà di recente contaminati con diserbanti. Nel corso dell’azione è stata pure uccisa una pecora investita dall’autoveicolo. Ne è poi scaturita una colluttazione con i titolari dell’azienda, giunti per prestare soccorso al pastore rumeno. Quest’ultimo e uno dei tre fratelli sono rimasti feriti con una mazza ferrata e con un grosso masso riportando lesioni sino ad una prognosi di oltre venti giorni. I quattro indagati si sono poi dati alla fuga dopo essersi accorti che le vittime erano riuscite ad avvisare i carabinieri, giunti subito sul luogo.

 

operazione-Coltura-16.12.15PARABITA. Ad un anno e due mesi dall’operazione “Coltura”, che permise ai carabinieri del Ros di Lecce di smantellare un sodalizio dedito allo spaccio di droga e alle estorsioni, giunge ora l’ufficialità dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita, su decisione del Consiglio dei ministri, “per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata”. Nella rete cadde anche l’allora vicesindaco Giuseppe Provenzano, a lungo detenuto in carcere prima di ottenere i domiciliari. «A norma dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata del Consiglio comunale di Parabita (LE) e la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Mazzarà Sant’Andrea (ME) e dell’affidamento della gestione dell’ente ad una commissione straordinaria»: questo lo stralcio ufficiale del provvedimento adottato oggi e reso noto nel comunicato stampa n. 13 del Consiglio dei Ministri. Prima delle dimissioni di Provenzano, fu lo stesso Sindaco Cacciapaglia a revocare le deleghe conferite al suo allora vice. A Parabita giunse pure la Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi con il compito di vagliare gli atti amministrativi e verificare gli allora ipotizzati “condizionamenti”. IlPrimo cittadino Alfredo Cacciapaglia commenta: «In attesa di leggere il provvedimento,  prendo atto che si tratta di una decisione dura e delicata per il nostro paese.  Sono sempre stato un tutore della legalità e della trasparenza. Questa decisione chiede giustizia in difesa della mia comunità che non merita assolutamente un marchio del genere».

 

antonio de filippo - matinoMATINO. Continuava a gestire il traffico di droga da casa sua malgrado fosse agli arresti domiciliari. Per questo motivi, le porte del carcere di Lecce si sono aperte per Antonio De Filippo, 35enne di Matino costretto ai domiciliari dallo scorso 20 gennaio in seguito alla convalida dell’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Malgrado ciò, i carabinieri della locale Stazione hanno continuato a notare un’intensa attività di spaccio nell’area del centro storico del paese, da lui controllata. Grazie ad alcuni appostamenti in borghese, i militari hanno potuto verificare come alcuni ragazzi, anche dai comuni vicini, acquistavano droga dall’arrestato con l’intermediazione di un terzo ragazzo, incaricato di volta in volta per la consegna. L’attuale ordinanza di aggravamento della custodia cautelare fa seguito all’elevato pericolo di reiterazione dei delitti ed alla chiara violazione del divieto di comunicazione con persone diverse dai congiunti.   

CASARANO. Nascondeva tre pistole nel portabagagli dell’Opel Corsa dell’ignara nonna il 23enne di Casarano Luigi Calabrese, arrestato questa mattina dai carabinieri. Oltre alle armi sono state sequestrate anche 150 cartucce calibro 7,65 e due calibro 45. Le ispezioni condotte dai militari del Nucleo investigativo insieme all’unità cinofila del Nucleo di Modugno, nel garage utilizzato dal giovane hanno poi portato al sequestro di 950 grammi di hashish suddivisi in nove panetti insieme ad un bilancino, coltelli e materiale utile al confezionamento delle dosi. Le tre pistole, tutte semiautomatiche e perfettamente funzionanti, sono una “Waffen fabrik” calibro 7.65, una Browning stesso calibro con matricola abrasa e una Swisswale modello 1911 calibro 45, rubata a Lizzanello il 23 ottobre 1984. Gli inquirenti sono ora al lavoro anche per capire se le armi sequestrate possano essere collegate agli ultimi fatti di cronaca accaduti in città e dintorni.

carabinieri casaranoCASARANO. Si fa consegnare tre blocchetti del “Gratta e vinci”, dal valore complessivo di 900 euro, salvo sparire senza pagare dopo aver promesso al tabaccaio un provino in un club calcistico professionistico per un suo parente. È uno dei tanti episodi di cronaca nera venuti alla luce nel corso dell’operazione ad “ampio raggio” condotta nelle ultime ore dai carabinieri della Compagnia di Casarano. Il raggiro si è verificato a Casarano dove ad  essere denunciato è stato il 43enne A.I.  Ad Alliste, il 21enne R.A.B. è stato denunciato perché in casa conservava quattro grammi di eroina e 15 di cocaina insieme a due bilancini e materiale per il confezionamento delle dosi. Altri sequestri per marijuana, hashish e cocaina tra Casarano, Taviano e Melissano mentre un ugentino aveva con se 5 grammi di eroina. A Matino il 27enne A.B. è stato denunciato perché sorpreso alla guida di un ciclomotore con numero di telaio abraso, e quindi sicuramente rubato. Per lo stesso reato, a Taviano è stato denunciato il 42enne S.G. nella cui abitazione è stato trovato un trovato un televisore lcd 55 pollici e un condizionatore risultati rubati alcuni giorni prima da un’abitazione dello stesso comune. Di furto dovranno rispondere anche il 27enne I.P ed il 37enne F.C., sempre di Taviano, ritenuti gli autori di due colpi in abitazioni: nelle loro case è stata pure ritrovata parte della refurtiva. Ancora a Taviano una 49enne rumena è stata denunciata per aver asportato con destrezza un telefonino ad un 54enne all’interno di una tabaccheria, mentre a Torre Suda il 32enne A.M. di Taviano è stato sorpreso ad asportare gasolio dal serbatoio di une scavatore utilizzato per i lavori di rifacimento della rete fognaria. A Casarano, invece, il 28enne L.V. ed il 26enne M.S. sono stati deferiti per aver fornito false dichiarazioni dopo essere stati coinvolti in un incidente stradale.  Altre denunce tra Matino e Melissano per violazioni agli obblighi di firma e violazione colposa dei doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro mentre. Una decina i soggetti denunciati per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

 

Aldo Delle CastelleMATINO. Il ricatto “a luci rosse” finisce male e per l’estorsore la prospettiva è ora quella di quattro anni di carcere. Nel 2011, sotto il “giogo” del 45enne Aldo Delle Castelle (nella foto), appena arrestato, e della convivente 30enne V.Z. (già condannata ad un anno e nove mesi), era finito il 79enne zio dell’uomo al quale proprio la coppia si premurò di presentare una donna quanto mai accondiscendente. Il ricatto scatta quando il rapporto di amicizia tra i due si trasforma in relazione sessuale. L’anziano viene, infatti, ripreso con delle telecamere nascoste nelle sue performance erotiche e poi minacciato dalla coppia che riesce a spillargli all’incirca 40mila euro garantendogli di non divulgare immagini e conversazioni “osè” anche sulle televisioni locali e sui social. Viste le richieste di denaro sempre più incalzanti, il ricattato, stanco per l’umiliazione subita, denuncia tutto ai carabinieri della Compagnia di Casarano.

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RACALE. Arrestato in flagranza di reato un 31enne che aveva asportato da una casa disabitata di Racale un televisore ed un’aspirapolvere. È accaduto nella notte scorsa. Tutto è cominciato da una comunicazione dei carabinieri di Taurisano che erano intervenuti ad Alliste, chiamati da un 49enne che aveva sorpreso un uomo a rovistare nel suo furgone parcheggiato vicino casa. Una volta scoperto, l’uomo era riuscito a fuggire a piedi. Dai primi accertamenti i carabinieri di Racale erano riusciti ad identificare il ladro – G. P. di Racale – rintracciandolo presso la propria abitazione. Ricostruendo il tragitto percorso dal giovane, i carabinieri con l’ausilio del nucleo radiomobile di Casarano, hanno poi rinvenuto la refurtiva asportata poco prima dall’alloggio di Racale e consegnata al proprietario. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è statio portato nel carcere di Lecce con l’accusa di furto aggravato.

fernando d'aprileQuando Michele Pantaleone, amico di Sciascia, scrisse “Il sasso in bocca” il bersaglio era alto e in parte lontano. In quel 1970 il libro si muoveva su scenari che tracciavano invisibili ponti tra mafia isolana e italo americana, ai tempi di Mattei e delle famiglie Genovese e Anastasia. Ma il linguaggio dei protagonisti, componenti di quelle organizzazioni, era misteriosamente esplicito. Uno degli ammazzati fu trovato con una pala di fico d’india al posto del portafoglio: aveva preso soldi che non doveva toccare. Chi invece aveva “parlato”, eccolo con un sasso a sformargli la bocca. A quelle pagine, diventate animate in un film documentario un anno dopo con la prima opera di denuncia della mafia, fanno pensare le modalità di quest’ultimo ammazzamento a Gallipoli. Stessa crudeltà, stessa omertà, stessi agghiaccianti messaggi: lo sfregio al cadavere sfigurato con l’acido e sepolto in un bidone, quasi a significare uno sgarro che non andava fatto secondo un codice che non conosce appello. “Dobbiamo lasciarci ferire da quanto accaduto”, dice un sacerdote di Gallipoli. Per ripartire e recuperare la nostra normalità. Che non è e non sarà mai la loro.

marco barba con fucileGALLIPOLI. Si è rivolto al giudice del Riesame per ottenere gli arresti domiciliari, cioè a casa sua a Gallipoli; è uscito dall’udienza di qualche giorno fa, con il carico di capi d’imputazione aumentato e con il biglietto di ritorno nel carcere di Borgo San Nicola, a Lecce. Da quando era stato assegnato ai “domiciliari” per le condizioni di salute non conciliabili con le sue condizioni di salute, Marco Barba non se n’è stato propriamente tranquillo, anzi. Era uscito dalla galera il 15 ottobre, dopo essere stato arrestato pochi giorni prima, alla fine di un rocambolesco inseguimento dei carabinieri sulla superstrada Lecce-Brindisi; in auto, con la moglie, la figlia e la nipotina, c’erano 12 grammi di cocaina e dosi di marijuana. Lui aveva giustificato la tentata fuga con queste parole: «Temevo che fossero killer travestiti da carabinieri». L’obbligo di stare in casa senza uscire se l’è giocato quando è venuta alla luce una lunga sequela di minacce e tentativi di estorsione ai danni di un ristoratore gallipolino e di un suo dipendente risalenti all’agosto scorso. Minacce inoltrate anche via facebook. Per questo il 3 dicembre Barba ha fatto ritorno in cella.

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Polizia-macchina-palettaGALLIPOLI. Droga in casa e nei giardinetti vicini e un 17enne di Gallipoli viene denunciato dalla Polizia. Agenti del locale Commissariato, nel corso di un’azione finalizzata al contrasto della commercializzazione al dettaglio di sostanze stupefacenti, ieri pomeriggio hanno notato un gruppetto di ragazzi discutere tra di loro nei pressi dei giardinetti di via Carlo Massa Ad inosospettire più di altri è stato il 17enne poi denunciato per essere stato trovato in possesso di un “Trita erba”, piccolo oggetto in metallo di forma circolare contenente 0,7 grammi di marijuana, nonché di quattro piccoli involucri in cellophane sigillati con altri 5,1 grammi della stessa sostanza. La successiva perquisizione domiciliare a poi permesso agli agenti di scoprire altri sei piccoli involucri confezionati allo stesso modo per complessivi 11,2 grammi di marijuana. Il ragazzo è ora indagato in stato di libertà.      

 

aldo delle castelleMATINO. È finito in carcere, in virtù di una sentenza divenuta ormai definitiva, il 45enne di Matino Aldo Delle Castelle. L’uomo, insieme alla convivente, avrebbe raggirato un anziano prozio riuscendo ad estorcergli circa 40mila con la minaccia della divulgazione di conversazioni e video “piccanti” relativi ad un rapporto “compromettente” con una donna. Il Delle Castelle è stato arrestato ieri dai carabinieri della Stazione di Matino su ordine emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce. Di quattro anni la pena da scontare per estorsione.

 

carabinieri-nella-notteGALLIPOLIMistero a Gallipoli circa l’identità del cadavere ritrovato nella notte in una zona di campagna non lontana  dal cimitero. Verso le 22 di ieri sera la segnalazione anonima giunta al 112 dei carabinieri circa la presenza di un cadavere all’interno di un fusto per combustibili nella zona tra via Gandhi, il cimitero ed il supermercato MD. Intorno all’1.30 i militari intervenuti, grazie alle indicazioni ricevute, hanno ritrovato un bidone verde, in posizione orizzontale, coperto da rami secchi e sigillato da pietre e cemento. Il cadavere di un uomo dalla corporatura magra e dall’altezza media è stato poi recuperato con l’ausilio dei vigili del fuoco di Gallipoli e del personale della Sezione rilievi del reparto operativo. Insieme alla procura, del fatto è stata informata anche la Direzione distrettuale antimafia. Dopo i primi rilievi eseguiti sul posto, la salma recuperata è stata trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per i successivi esami finalizzati ad accertare l’identità del cadavere, la data e le cause della morte.

coltelli gallipoliGALLIPOLI. Lite tra fratelli con coltelli da cucina quella bloccata ieri sera, intorno alle 22, dai carabinieri a Gallipoli. In manette è finito il 50enne del posto  G.C., già noto alle forze dell’ordine, il quale, per motivi in corso di accertamento, si è scagliato contro il fratello colpendolo alla guancia e all’orecchio sinistro procurandogli ferite giudicate guaribili in 10 giorni di prognosi. Al loro intervento, i carabinieri hanno bloccato l’aggressore hanno rinvenuto e sequestrato l’arma del delitto ancora sporca di sangue. L’arrestato è stato poi condotto presso la Casa circondariale di Lecce.

 

Antonio-Campa,-ritrovameto-del-corpoOTRANTO. Tragedia poche ore fa a Otranto dove, in località Orte, un pescatore sportivo è stato ritrovato privo di vita. Si tratta del 56enne Antonio Campa, in forza al Comando della Polizia locale di Cutrofiano. Il corpo dell’uomo è stato recuperato all’interno di un dirupo alto circa 5 metri in zona Palomabara. Non ravvisando alcuna esigenza di carattere investigativo, l’autorità giudiziaria ha già disposto la restituzione del corpo ai familiari ritenendo l’accaduto frutto di cause accidentali. La segnalazione del mancato rientro a casa del pescatore è giunta intorno alle 13 presso la centrale operativa dell’ufficio circondariale di Otranto della Guardia costiera. L’uomo, infatti, era uscito di casa alle prime luci dell’alba con l’attrezzatura da pesca ma non vi era ancora ritornato, facendo allarmare i familiari. Le ricerche sono state condotte con una motovedetta CP 809 e con l’ausilio di una pattuglia via terra giunta subito sul posto abitualmente frequentato da Campa per coltivare la passione della pesca. Il recupero del corpo è avvenuto grazie all’intervento dei Vigili del fuoco di Maglie e del personale medico del 118. Da segnalare come fu proprio Campa, la mattina del 5 giugno del 2010, a scoprire il corpo senza vita dell’allora comandante Francesco Russo morto suicida.

 

Giuseppe De GiglioCASARANO. Il classico “cavallo di ritorno” fallisce e il ladro d’auto finisce in carcere. È accaduto in queste ore a Casarano dove i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato il 37enne Giuseppe De Giglio, già noto alle forze dell’ordine, con le accuse di tentata estorsione e ricettazione. L’uomo, di origini baresi, avrebbe contattato telefonicamente il proprietario di una Renault Clio rubata proponendogli di pagare il “riscatto” per poter riavere l’auto rubata intorno alle 5 di ieri mattina. «Abbiamo la tua macchina, se la vuoi indietro devi pagare», è stato il contenuto della prima telefonata estorsiva ricevuta dall’uomo al quale, poche ore dopo, è stato comunicato che “dopo la consegna dei soldi ti diremo dove si trova”. La vittima presa di mira, un 40enne di Casarano, impaurita e preoccupata, invece di cedere al ricatto si è subito recata dai carabinieri i quali, riconoscendo la tecnica del “cavallo di ritorno” utilizzata dai ladri, hanno ben presto organizzato la trappola per l’estorsore. Oltre alle ricerche per ritrovare l’auto, sono stati subito avviati gli accertamenti telematici per risalire all’utenza da cui erano partite le telefonate: l’auto è stata ritrovata in piazzetta Verne (zona Casaranello), seppur priva di tre ruote e dei due gruppi ottici posteriori, mentre l’autore delle telefonate è stato rintracciato con in casa i pezzi mancanti del veicolo ed il telefono incriminato.

 

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