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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

Claudio CarrettaGALLIPOLI. Braccato dai carabinieri finisce per consegnarsi spontaneamente in caserma il 41enne gallipolino Claudio Carretta, già noto alle forze dell’ordine. Malgrado fosse sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale dall’aprile 2016, lo scorso 6 giugno l’uomo ha pure preso parte ad una rissa scatenata per futili motivi brandendo un coltello. Dalla ricostruzione dei fatti, i carabinieri sono risaliti subito alla sua identità sottoponendo l’indagato agli arresti domiciliari. Non pago di ciò, “Capone” (questo il suo soprannome) è poi evaso dai domiciliari e solo le incessanti ricerche dei carabinieri lo hanno  portato a desistere consegnandosi all’autorità giudiziaria. Dopo l’arresto presso la casa circondariale di Lecce, dovrà rispondere pure del reato di evasione.

 

PORTO CESAREO. Il chiarimento finisce con una fucilata e per un 48enne scattano gli arresti. È accaduto ieri a Porto Cesareo dove un acceso diverbio della mattinata, culminato in una piccola azzuffata subito sedata, ha avuto ripercussioni nel pomeriggio. Per provare a chiarire definitivamente la situazione, il cesarino A.T. ha infatti, deciso di ritornare a trovare, questa volta insieme ad un amico,  il 48enne Luigi Emiliano il quale, per tutta risposta, dopo lo screzio del mattino, era ad attenderlo con in mano un fucile artigianale autocostruito dal quale è partito un colpo. Per fortuna nessuno è rimasto ferito e l’immediato intervento dei carabinieri ha poi riportato la situazione alla normalità, disarmando l’assalitore. Dopo il sequestro del fucile calibro 36, l’uomo è stata arrestato, e poi posto ai domiciliari, per porto ed utilizzo di arma clandestina nonché lesioni personali per l’aggressione.

 

Marco TenuzzoTAVIANO. Rifiutato e messo alla porta, risponde con la violenza. Il copione, purtroppo già visto più volte, stavolta vede protagonista Marco Tenuzzo (foto), 35enne di Taviano ritenuto responsabile dal Tribunale di Foggia delle accuse di tentato omicidio, sequestro di persona, violazione di domicilio e porto abusivo di arma e condannato a 12 anni di reclusione. Ad avere la peggio, il 29 ottobre di due anni fa, fu la sua ex fidanzata, una donna di San Severo. Le coltellate del tavianese ferirono la donna al braccio, alla spalla sinistra, al torace, allo sterno, all’ascella e al seno destro.

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NARDÒ. Due arresti, nelle ultime ore, da parte dei carabinieri della Compagnia di Gallipoli. A Nardò i militari hanno bloccato in flagranza di reato il 32enne Gianluca Manta insospettiti da alcuni movimenti dinanzi alla sua abitazione. La perquisizione condotta insieme all’unità cinofila di Modugno ha portato alla scoperta di sette grammi di hashish e 67 di marijuana, insieme ad una pianta della stessa sostanza alta 110 cm. Nel corso del medesimo servizio, nascosti nel seminterrato del condominio (ma accessibili a tutti), sono stati sequestrati (a carico di ignoti) altri 300 grammi di marijuana in cellophane. L’uomo è stato poi sottoposto agli arresti domiciliari. Altro arresto a Cutrofiano dove i militari della locale Stazione hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione a carico del 56enne Fernando Russo, già ai domiciliari. Questi è stato tradotto presso la casa circondariale di Lecce per scontare una pena residua di due anni in quanto riconosciuto colpevole del reato di calunnia aggravata e continuata. Nel corso dell’operazione che i carabinieri hanno denominato “Corpus Domini”, perché tra il 17 ed il 18 giugno, 14 persone sono state segnalate alla Prefettura per utilizzo di sostanze stupefacenti, e nove denunciate a piede libero per reati vari (dalle false attestazioni alla guida in stato di ebbrezza). Le sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della strada ammontano a 5.500 euro su 83 veicoli controllati. L’azione ha coinvolto 12 militari e 5 automezzi tra Gallipoli, Nardò e Sannicola.

 

PEPPINO BASILE

Peppino Basile

UGENTO. Sono trascorsi nove anni e ancora non c’è il nome dell’autore di quelle 24 coltellate inferte a Peppino Basile, di Ugento, consigliere provinciale di “Italia dei valori” in quel lugubre 15 giugno del 2008. Per ricordarlo e rilanciare la sua battaglia principale, per l’ambiente e contro i veleni rivenienti da rifiuti pericolosi occultati in quei territorio, il Comitato pro Basile ha tenuto una breve cerimonia con la deposizione di una corona di alloro al cimitero di Ugento, per non far cadere il silenzio sul barbaro omicidio e per richiamare i poteri pubblici all’esigenza di assicurare verità e giustizia. Dell’allarmante vicenda si è occupata tempo fa una trasmissione giornalistica di RaiTre, ripercorrendo le tappe di una contorta azione giudiziaria che alla fine, circa cinque anni fa, ha visto assolto anche il nonno di colui che era stato accusato del crimine, salvo poi essere liberato da sentenze assolutorie nel dicembre del 2010. Il giovane era stato arrestato a ben 17 mesi dall’agguato mortale a Basile, sulla base di una bambina di quattro anni vicina di casa, che aveva raccontato di avere visto nonno e nipote picchiare brutalmente Basile.

CASARANO. Droga, tanta (“la migliore da Lecce in giù″), con i proventi da reinvestire in sale giochi, bar, aziende calzaturiere e negozi d’abbigliamento. Quello del reimpiego dei proventi delle attività illecite in attività lecite il punto chiave dell’associazione mafiosa sgominata dai carabinieri del Comando provinciale nella recente operazione “Diarchia”: tra i 14 arrestati ben sei di Casarano, da Tommaso Montedoro in giù . Un’organizzazione ramificata nel territorio, capace – secondo quanto messo nero su bianco dagli inquirenti – di controllare affari e traffici tra Casarano, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano con puntate  (importanti) nel capoluogo e a Gallipoli.

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CASARANO. Operazione antimafia condotta sin dalla notte a Casarano e nei dintorni dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce. Sono 14 i decreti di fermo d’“indiziato di delitto” emessi dalla Direzione distrettuale antimafia  a carico di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione, furto aggravato. L’indagine ha documentato il processo di riorganizzazione del sodalizio mafioso diretto da Tommaso Montedoro, operante su Casarano e Comuni limitrofi. La lotta  per il controllo del traffico illecito degli stupefacenti sul territorio di riferimento ha determinato la scissione della compagine mafiosa casaranese, un tempo retta congiuntamente dallo stesso Montedoro e da Augustino Potenza, determinando l’omicidio di quest’ultimo avvenuto il 26 ottobre scorso nel parcheggio della cittadella commerciale ed  il tentato omicidio del 28 novembre successivo di Luigi Spennato. Gli investigatori hanno fatto sapere di aver dato un’accelerata alle indagini per impedire che il gruppo di fuoco entrasse ancora una volta in azione: nel mirino, questa volta, sarebbe finito il 30enne casaranese Ivan Caraccio (già in carcere), al quale è stato notificato il decreto di fermo nel corso dell’operazione di questa notte insieme allo stesso Montedoro (ai domiciliari in Liguria, per il quale di recente è stata confermata la condanna in appello a 30 anni per l’omicidio di Rosario De Salve). Simili provvedimenti anche per Marco Petracca, “insospettabile” 40enne di Casarano, gestore di un Outlet, ritenuto il cassiere del gruppo ed il “naturale” referente di Montedoro. Altri fermi anche per Damiano Cosimo Autunno (50 anni, di Matino residente a Parabita), Sabin Braho (33enne di Durazzo residente a Brindisi), Andrea Cecere (37, di Nardò), Giuseppe Corrado (45, di Supersano residente a Ruffano), Salvatore Carmelo Crusafio (41, nato a Basilea e residente a Matino), Luca Del Genio (26, di Casarano), Antonio Andrea Del Genio (31, di casarano), Eros Fasano (53, nato in Svizzera e residente ad Alliste), Domiria Lucia Marsano (40, di Lecce), Maurizio Provenzano (46 di Lecce), Lucio Sarcinella (21, di Casarano).

 

TAVIANO. Arresti domiciliari, lo scorso venerdì sera a Taviano, per il 26enne albanese Samir Sejdini e per il 25enne Luca Di Battista. A notare il comportamento sospetto dei due, a bordo di una Lancia Thema di colore nero, è stata una pattuglia del Nucleo radiomobile della Compagnia carabinieri di Casarano. Per cercare di sfuggire ai militari, l’auto dei due ha rapidamente fatto ingresso in un’area di servizio sulla via per Gallipoli. L’intuito e la rapidità dei carabinieri ha però consentito di notare che il conducente albanese cedeva un involucro contenente cinque dosi di cocaina per un peso complessivo di circa tre grammi. L’immediata perquisizione personale ha poi consentito di recuperare nella disponibilità del Sejdini 1.065 euro in banconote di vario taglio. La perquisizione domiciliare ha poi permesso di sequestrare vario materiale plastico pretagliato per il confezionamento delle dosi. L’arresto è avvenuto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

GUAGNANO. Tutti giovanissimi i componenti della banda sgominata ieri a Guagnano dai carabinieri della locale Stazione. I militari da tempo tenevano sotto controllo un casolare abbandonato in via Petrarca e, dopo un appostamento operato nottetempo, sono intervenuti per eseguire una perquisizione. Oltre ad un ingente quantitativo di droga, i carabinieri hanno trovato anche un caricatore con due colpi calibro 9 ed anche 15 colpi calibro 22. I quattro giovani, subito fermati prima di riuscire a dileguarsi o a occultare i corpi di reato, non hanno fornito valide giustificazioni sulla loro presenza nel casolare e sulla disponibilità dei colpi d’arma da fuoco e del chilo e mezzo di marjiuana, dei circa 100 grammi di hashish e dei 10 di cocaina. Agli arresti domiciliari per  detenzione ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi a fuoco sono finiti Simone Rizzo, 21anni, arrestato già il 5 maggio sempre per spaccio, Salvatore Muci, 22, Simone Malerba, 21, Simone Leone, 23.

MATINO. È finito agli arresti domiciliari il 28enne di Matino Roberto Giorgio Sergi accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella sua abitazione i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Casarano hanno bloccato il giovane impegnato a cedere una dose da un grammo di eroina ad un 49enne del posto. La perquisizione domiciliare ha poi permesso di recuperare un bilancino di precisione, materiale plastico per il confezionamento delle dosi nonché 200 euro in banconote di piccolo taglio. L’intervento dei militari, che hanno agito anche in abiti borghesi, è scattato in seguito ad alcune segnalazioni ricevute. In accordo con l’autorità giudiziaria, dopo essere stato accompagnato in caserma, l’uomo è stato condotto nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari.    

Antonio ColopiGALATONE. Condanna in primo grado a 14 anni di carcere per il 22enne galatonese Antonio Colopi (foto) per l’omicidio dello chef ferrarese Ugo Tani. La sentenza è stata pronunciata del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Ravenna al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. I fatti risalgono al 10 aprile del 2016 quando il 55enne romagnolo venne ucciso con un colpo di mannaia al collo nell’abitazione di Pinarella (frazione di Cervia) che condivideva con Colopi.

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marco barba e khalidGALLIPOLI. Come uscire da una casa, una famiglia, un ambiente, contrassegnato da atti criminali messi in atto dal capo che ancora minorenne aveva già ammazzato? Se lo chiedeva da tempo la giovane figlia di Marco Barba, 44enne, indicato come elemento non secondario del clan della Scu locale, attualmente in carcere a Bari. Non si sa come ci è arrivata a trovare il coraggio e la determinazione necessari ma è certo che adesso sarà molto difficile fermare Rosalba Barba, 23 anni e un bimbo in arrivo. La svolta l’ha compiuto in una notte del gennaio scorso, tra il 13 e il 14, quando è andata dai carabinieri, da poco traslocati nella nuova caserma di via Gallipoli, per raccontare tutto quanto sapeva delle ultime ore di vita di Khalid Lagraidi, con qualche anno in più di lei e di nazionalità marocchina, amico della famiglia e suo in particolare.

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TAURISANO. Taurisano nella morsa degli incendiari. E tra i cittadini cresce la preoccupazione. In appena due settimane, tre roghi hanno distrutto il parco mezzi di un’azienda, una pizzeria e due auto. L’ultimo episodio in ordine di tempo risale a pochi giorni fa: qualcuno, dopo aver oscurato gli obiettivi delle telecamere installate nella zona, è entrato nella «Pizzeria del Castello», accanto al palazzo ducale sede del municipio. Ha cosparso l’ambiente di liquido infiammabile e l’ha dato alle fiamme. Il rogo ha danneggiato gravemente la prima stanza, distruggendo anche l’impianto di videosorveglianza e gli infissi.

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CASARANONeppure le intricate condutture fognarie hanno bloccato i militari della Compagnia dei carabinieri di Casarano che ieri mattina, insieme al Nucleo cinofili di Modugno, sono entrato in azione nell’abitazione del 30enne Ivan Caraccio. Più che fondati i sospetti sul traffico di droga del giovane che, prima ancora di aprire la porta ai militari, ha provato a liberarsi di ben 19 dosi di cocaina attraverso lo scarico del water. Lo stupefacente è stato recuperato integralmente dai carabinieri dopo aver individuato il tombino di accesso alla valvola di blocco della condotta fognaria dell’abitazione. Oltre a 30 grammi di cocaina già confezionata e pronta per lo smercio, le ulteriori fasi della perquisizione hanno permesso di rinvenire alcune dosi di marijuana, materiale utile al confezionamento delle dosi e denaro contante per circa 130 euro. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto al carcere di Lecce.

ACQUARICA DEL CAPO. Incidente stradale nel tardo pomeriggio ad Acquarica del Capo. Ad avere la peggio un sedicenne, M. O. a bordo di una moto. Il giovane stava percorrendo corso Dante in direzione Presicce, quando, all’incrocio con via Verdi, ha subito l’impatto contro un furgoncino, guidato da un uomo di Presicce. Cosciente al momento dell’arrivo dei primi soccorsi, il ragazzo ha perso il casco a causa dell’impatto, ha accusato dolori alla gamba, ma non ha riportato ferite esterne. E’ stato quindi subito trasportato all’ospedale “Panico” di Tricase. Ancora da chiarire, al momento, la dinamica dell’incidente, che avrebbe avuto origine da una mancata precedenza. L’incrocio non sarebbe nuovo a episodi del genere, a causa della scarsa visibilità del punto in questione, soprattutto per le auto che provengono da via Verdi.

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Guardia di Finanza - lavoro neroOltre 200 ispezioni in tutta la Regione, in soli due giorni, da parte della Guardia di finanza al fine di reprimere il fenomeno del lavoro “nero” e  “ irregolare”. Il piano disposto dal Comando regionale ha portato, nell’ambito di 208 interventi,  alla scoperta di ben 194 lavoratori totalmente in nero oltre a 32 altri la cui posizione è risultata “irregolare” con la conseguente verbalizzazione di 96 datori di lavoro. Ben 135 sono, invece, le posizioni lavorative ancora in fase di definizione per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. A titolo di esempio, una fabbrica di salotti dell’area murgiana  aveva ben 16 lavoratori in nero; in provincia di Bari erano invece sei in un’azienda dedita alla fabbricazione di pedane mentre in un panificio del foggiano in nero erano tutti e quattro i dipendenti. Dall’inizio dell’anno, su tutto il territorio regionale, sono stati scoperti 362 lavoratori completamente sconosciuti al fisco e 584 con posizione irregolare  mentre 335 sono stati i datori di lavoro verbalizzati.  

TAVIANO. Un involucro “sospetto” passa da un’autovettura ad un’altra, in aperta campagna, e scattano tre arresti. L’operazione di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacente è stata condotta ieri pomeriggio a Taviano dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Gallipoli. Le due vetture sono state immediatamente fermate ed in seguito alla perquisizione, in una delle due è stato rinvenuto e sequestrato un pacchetto in cellophane con all’interno ben 100 grammi di cocaina purissima. A bordo i due acquirenti, entrambi di Taviano, il 31enne Pasquale Di Battista ed il 20enne Domenico Scala, quest’ultimo già noto per reati specifici afferenti le sostanze stupefacenti e trovato in possesso anche di 955 euro in contanti. Sull’altra autovettura è stato, invece, identificato il fornitore 42enne Vincenzo De Matteis, anch’egli con precedenti. Tutti e tre sono stati dichiarati in stato arresto per cessione e detenzione ai fini spaccio, considerata l’ingente quantità e la tipologia della sostanza stupefacente. Gli indagati, ultimate le formalità di rito, sono stati quindi tradotti presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

CASARANO. Coppia di ladri arrestata ieri a Specchia. Il 28enne Ivano Protopapa, di Scorrano, e la 38enne Fiorenza Casarano, di Casarano, sono stati colti in flagranza di reato nel tentativo di rubare in un’abitazione di Montesano Salentino. A segnalare la presenza alquanto sospetta dei due sono stati alcuni cittadini dopo averli visti suonare ad alcuni citofoni per sincerarsi della presenza, o meno, dei proprietari. A fare da “palo” era la donna mentre l’uomo cercava di introdursi nelle abitazioni. Utile per i loro spostamenti una Renault Twingo grigia presa a noleggio. La stessa dinamica ha fruttato nei colpi messi a segno in mattinata tra Montesano Salentino e Miggiano con la refurtiva (monili d’oro e pure profumi di pregio) ancora nell’auto al momento dell’arresto. Le manette sono scattate in seguito all’intervento dei carabinieri di Specchia i quali, dopo aver intercettato l’auto e la donna fuori per strada a fare da “palo”, hanno atteso l’uomo “impegnato” ancora a rubare. Appena fuori dall’ultima abitazione presa di mira, il Protopapa (già noto alle forze dell’ordine così come la compagna) ha tentato una breve fuga, prima di essere bloccato dai militari. Con loro anche un coltello con lama da 21 centimetri. L’intera refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari. Le indagini continuano per capire se della stessa matrice siano anche altri colpi messi a segno di recente nella zona. 

TAURISANO.DANIELE RIZZELLO Non ce l’ha fatta Daniele Rizzello, 28enne di Taurisano rimasto vittima di un incidente nella metropolitana di Roma. Il giovane è stato travolto da un treno della metro B che stava entrando alla stazione Castro Pretorio intorno alle 9,30. Portato in condizioni disperate al Policlinico Umberto I, Daniele è morto poco dopo l’arrivo a causa delle gravi ferite.
Le tratte B e B1 della via sotterranea sono state interrotte per consentire ai vigili del fuoco di soccorrere il giovane ferito e bloccato sotto il convoglio. Sulla vicenda, le cui cause sono ancora tutte da accertare, indaga ora la polizia. Fondamentale sarà l’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella stazione di Castro Pretorio per chiarire se si sia trattato di imprudenza o di un gesto volontario.

UGENTO. Circa 183 kg di marijuana sono stati sequestrati nei giorni scorsi a Porto Miggiano (Santa Cesarea Terme). Ad agire sono stati i carabinieri di Poggiardo insospettiti dai movimenti di due persone nei pressi di un gommone a motore sulla banchina del porticciolo. Alla vista dei militari, infatti, i due si sono dati alla fuga a bordo del natante lasciando a terra otto involucri contenenti stupefacente. Ad Ugento, invece, i carabinieri della locale Stazione hanno arrestato il 19enne K.S. dopo aver ritrovato nella sua abitazione 100 grammi di marijuana, materiale utile per il confezionamento delle dosi e 480 euro in banconote di vario taglio. I domiciliari sono scattati dopo la perquisizione all’interno dell’abitazione del giovane, da dove poco prima un suo coetaneo era uscito con una dose.

 

L'arrestatoSALVE. Un carabiniere non in servizio salva una donna dal tentativo di violenza sessuale. È accaduto questa mattina  a Torre Vado (marina di Salve) dove una 35enne è stata brutalmente aggredita dal 46enne D.A. di Patù mentre era intenta a guardare il mare sugli scogli. L’uomo ha raggiunto la sua vittima alle spalle, senza farsi notare, per poi afferrarla con violenza avanzando proposte oscene con i genitali esposti. Malgrado lo shock, la giovane è riuscita a divincolarsi fuggendo sugli scogli. In suo soccorso è giunto un carabiniere della Stazione di Corsano, al momento libero dal servizio, il quale dopo aver ascoltato dalla sua abitazione le grida disperate di aiuto della donna si è precipitato assicurandosi, dapprima, sulle condizioni di salute, per poi inseguire e bloccare il molestatore, in attesa dell’intervento dei colleghi della Stazione di Salve prontamente sopraggiunti in seguito alla sua chiamata . La donna, rimasta ferita, è stata soccorsa da una autoambulanza del 118 e trasportata presso l’ospedale di Tricase per gli accertamenti e  le cure del caso. Il fermato è stato dichiarato in arresto per tentata violenza sessuale e condotto ai domiciliari.    

 

Stefano Marra - NevianoNEVIANO. La gelosia degenera in stalking e per il 33enne Stefano Marra scatta l’arresto. L’uomo, di Neviano, è stato raggiunto ieri mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver reiterato nel tempo, ovvero dallo scorso novembre, atti persecutori nei confronti della ex convivente. La situazione, nel tempo, è divenuta insostenibile per la donna costretta ad alterare le proprie abitudini di vita per evitare di imbattersi nell’uomo. La paura ed il timore per l’incolumità propria e dei suoi familiari le hanno causato, inoltre, un perdurante stato d’ansia. Alla base dell’arresto ci sono le continue scenate per la fine della relazione sentimentale, gli appostamenti nei pressi dell’abitazione e del luogo di lavoro della donna, le gravi minacce verbali o con il telefonino e le chat,e  e le continue lesioni personali subite dalla donna. Ad arrestare Marra, e a trasportarlo nel carcere di Lecce, sono stati i carabinieri della Stazione di Neviano dopo averlo rintracciato in casa di un amico.

AVETRANA. Una famiglia agli arresti in seguito ad una furibonda lite: oggetto del contendere un gregge di pecore. Ai domiciliari sono finiti in tre, tutti di Avetrana, accusati, in concorso tra loro, dei reati di violenza privata, uccisione di animali, lesioni personali e rapina commessa da più persone. Si tratta del 57enne Francesco Paolo Mero, del 25enne Antonio Mero e del 21enne Alessandro Mero coinvolti, con il minore F.P. (per il quale è stato aperto un procedimento penale presso il Tribunale per i minorenni) nell’incursione denunciata dai tre fratelli titolari di un’azienda agricola sita in località “Boncore”, in agro di Nardò. Ad essere aggredito sarebbe stato il collaboratore rumeno dell’azienda sorpreso dai quattro di Avetrana nel portare al pascolo il gregge in aree autorizzate dai rispettivi proprietari. Nel corso dell’aggressione la vittima è stata costretta a fuggire per evitare di essere investita dal fuoristrada con a bordo gli indagati. Una volta avuto il controllo del gregge, i tre più giovani del gruppo lo avrebbero avvelenato conducendolo nei vicini terreni di loro proprietà di recente contaminati con diserbanti. Nel corso dell’azione è stata pure uccisa una pecora investita dall’autoveicolo. Ne è poi scaturita una colluttazione con i titolari dell’azienda, giunti per prestare soccorso al pastore rumeno. Quest’ultimo e uno dei tre fratelli sono rimasti feriti con una mazza ferrata e con un grosso masso riportando lesioni sino ad una prognosi di oltre venti giorni. I quattro indagati si sono poi dati alla fuga dopo essersi accorti che le vittime erano riuscite ad avvisare i carabinieri, giunti subito sul luogo.

 

operazione-Coltura-16.12.15PARABITA. Ad un anno e due mesi dall’operazione “Coltura”, che permise ai carabinieri del Ros di Lecce di smantellare un sodalizio dedito allo spaccio di droga e alle estorsioni, giunge ora l’ufficialità dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita, su decisione del Consiglio dei ministri, “per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata”. Nella rete cadde anche l’allora vicesindaco Giuseppe Provenzano, a lungo detenuto in carcere prima di ottenere i domiciliari. «A norma dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata del Consiglio comunale di Parabita (LE) e la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Mazzarà Sant’Andrea (ME) e dell’affidamento della gestione dell’ente ad una commissione straordinaria»: questo lo stralcio ufficiale del provvedimento adottato oggi e reso noto nel comunicato stampa n. 13 del Consiglio dei Ministri. Prima delle dimissioni di Provenzano, fu lo stesso Sindaco Cacciapaglia a revocare le deleghe conferite al suo allora vice. A Parabita giunse pure la Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi con il compito di vagliare gli atti amministrativi e verificare gli allora ipotizzati “condizionamenti”. IlPrimo cittadino Alfredo Cacciapaglia commenta: «In attesa di leggere il provvedimento,  prendo atto che si tratta di una decisione dura e delicata per il nostro paese.  Sono sempre stato un tutore della legalità e della trasparenza. Questa decisione chiede giustizia in difesa della mia comunità che non merita assolutamente un marchio del genere».

 

antonio de filippo - matinoMATINO. Continuava a gestire il traffico di droga da casa sua malgrado fosse agli arresti domiciliari. Per questo motivi, le porte del carcere di Lecce si sono aperte per Antonio De Filippo, 35enne di Matino costretto ai domiciliari dallo scorso 20 gennaio in seguito alla convalida dell’arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Malgrado ciò, i carabinieri della locale Stazione hanno continuato a notare un’intensa attività di spaccio nell’area del centro storico del paese, da lui controllata. Grazie ad alcuni appostamenti in borghese, i militari hanno potuto verificare come alcuni ragazzi, anche dai comuni vicini, acquistavano droga dall’arrestato con l’intermediazione di un terzo ragazzo, incaricato di volta in volta per la consegna. L’attuale ordinanza di aggravamento della custodia cautelare fa seguito all’elevato pericolo di reiterazione dei delitti ed alla chiara violazione del divieto di comunicazione con persone diverse dai congiunti.   

Voce al Direttore

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Andavano in tanti dal boss ma non per motivi loschi. Andavano per chiedere consigli, quasi fosse uno che risolve problemi spiccioli, di giornata e...