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Aggiornamenti su fatti e delitti, episodi di criminalità e cronaca nera dai Comuni della rete di Piazzasalento

Gallipoli . Con un ordine del giorno aggiuntivo, il Comune ha messo un punto fermo sulle attività di “ristorazione” che si erano andate sviluppando nel mercato del pesce, adiacente al porto commerciale. Si è stabilito che al mercato del pesce si potranno degustare prodotti ittici (pesce e frutti di mare) crudi e si potranno naturalmente anche vendere. L’argomento “Mercato ittico al dettaglio – Approvazione regolamento per il funzionamento e la valorizzazione” è stato approvato dal Consiglio comunale di questa mattina e ristabilisce – questo il senso dell’iniziativa dell’Amministrazione comunale – l’uso corretto di quell’area demaniale che si stava progressivamente trasformando di fatto in qualcosa che non è consentito né autorizzato, anche perché – appunto – di proprietà del Demanio.

Negli ultimi mesi dell’anno scorso erano scattati due sequestri (con plateali proteste dei colpiti dal provvedimento). Personale dell’Asl con  Capitaneria, forze di polizia e vigili urbani, era intervenuto per contravvenzione gli abusivi e per bloccare attività di vendita anche di cibi cotti, in alcuni casi, come si fosse dei veri e propri ristoranti. Con il regolamento appena emanato si decide inoltre di procedere ad un arredo della zona con panchine e fioriere.

Taviano – Ladri in azione, nottetempo, in un supermercato di Taviano. Forzando la porta d’ingresso, a quanto pare priva di sistema d’allarme, ignoti sono penetrati nel supermercato A & O Europa Market di via Vittorio Emanuele portando via i 400 euro presenti all’interno del registratore di cassa insieme ad alcune bottiglie di liquore e a vari salumi. Ad accorgersi del fatto è stato il titolare dell’esercizio commerciale, un 50enne del posto, nell’aprire l’attività. Sul fatto indagano i carabinieri della locale Stazione.

Nardò – Passa dagli arresti domiciliari alla detenzione in carcere il 24enne Emanuele Dell’Anna di Nardò. Dopo essere stato riconosciuto colpevole dei reati di rapina e violazione di domicilio, commessi a Novara il 14 gennaio del 2016, il giovane (domiciliato a Galatone) è stato arrestato dai carabinieri di Nardò sulla base di un ordine dell’ufficio esecuzioni penali della Procura di Torino, dovendo espiare una pena detentiva di quattro anni. Dopo le formalità di prassi in caserma, Dell’Anna è stato condotto presso la Casa circondariale di Lecce.

Gallipoli – Momenti di apprensione e persino panico si sono registrati questa mattina in viale Bari. Per fortuna nel bilancio finale solo paura e nessuna conseguenza grave alla persona coinvolta. Protagonista involontario un ascensore di un condominio della strada che improvvisamente si è bloccato. Il tutto sarebbe stato derubricato nella categoria incidente tecnico a causa dell’interruzione della corrente elettrica durata circa trenta minuti. Se non fosse che dentro la cabina del montacarichi vi era una persona anziana, sola ed affetta da una seria patologia.

L’allarme è stato dato da altri inquilini dello stabile e subito sono accorsi i vigili del fuoco (foto) che hanno dapprima cercato di tranquillizzare la donna – F. C. di Gallipoli – che chiedeva aiuto in preda al panico. Per alcuni minuti si è temuto il peggio per il crescente malessere della persona rimasta chiusa nella cabina. Poi la situazione è stata sbloccata. Per precauzione, la malcapitata dopo aver ricevuto le prime cure, è stata trasportata in ambulanza in ospedale per accertamenti.Dopo poco più di un’ora la donna ha potuto fare ritorno a casa.

Specchia – Vari episodi di violenza in famiglia portano in carcere un uomo 44enne di Specchia. Le indagini dei carabinieri della locale Stazione sono state avviate in seguito alla denuncia con la quale la moglie ha segnalato “gravi e reiterati maltrattamenti” nei confronti suoi e dei figli minori. Tale episodi di violenza si sarebbero verificati a partire dal 2009 e sino a pochi giorni fa. Al termine di una tempestiva attività di indagine, l’uomo (G.P. le sue iniziali) è stato arrestato dai carabinieri e condotto presso la casa circondariale di Lecce: nei suoi confronti le accuse sono di maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali aggravate e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Galatone – Un esercizio pubblico da tempo “sotto osservazione” viene chiuso dai carabinieri a Galatone. Il provvedimento emesso dal Questore di Lecce, su proposta avanzata dai carabinieri della locale Stazione, è stato eseguito questa mattina. A seguito dei ripetuti controlli eseguiti dai militari, infatti, il Bar degli amici di piazza Costadura (in pieno centro) è risultato “assiduamente frequentato da pregiudicati”. per questo, applicando l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Questore ne ha disposto la temporanea sospensione per dieci giorni. In questi casi la normative prevede che qualora i fatti che hanno determinato la sospensione vengano a ripetersi, la licenza possa essere revocata.

Gallipoli – Scoppio di una bombola di gas intorno alle 23 di ieri sera in via Ariosto, nei pressi di Torre San Giovanni. Allarme tra i residenti nella zona, molto più affollata durante il periodo estivo, ma nessun danno a persone. Notevoli invece quelli alla struttura: la deflagrazione ha buttato giù un muro divisorio a pianoterra del già albergo “Porta d’Oriente”. Il cantiere di una impresa edile di Martano, era ormai in fase di ultimazione dei lavori di ristrutturazione che avrebbe portato l’albergo a riaprire i battenti dopo un lungo periodo di inattività: il “Porta d’Oriente” era di proprietà della società Cis Tour; poi un fallimento lo aveva fatto finire nelle aste giudiziarie. Lì lo aveva acquistato una società a responsabilità limitata con sede a Lecce, che ne aveva avviato la rinascita tramite importanti interventi comprendenti anche due appartamenti collegati all’attività alberghiera. L’obiettivo era aprire i battenti con la prossima stagione estiva; anche per questo i lavori erano proseguiti a ritmi piuttosto intensi e serrati. Gran parte dell’impalcatura esterna era stata da poco smontata.

Ora il cantiere è sotto sequestro, sia per le indagini in corso per stabilire la causa dello scoppio, sia per verificare staticamente le condizioni dell’edificio, nel cui interno erano in corso lavori di canalizzazione con l’impiego di materiali anche in rame. La bombola esplosa potrebbe essere stata usata per questi lavori? Questa comunque sembra essere l’ipotesi, al momento, più probabile mentre sono al lavoro vigili del fuoco di Gallipoli, poliziotti del commissariato e vigili del fuoco di Gallipoli; intervenuti anche i vigili urbani. Subito dopo lo scoppio, si era diffusa la voce di un attentato probabilmente a scopo estorsivo. Ma l’orario in cui è accaduto tutto quanto (un’oretta prima di mezzanotte) fa propendere verso lo scoppio casuale del recipiente contenente gas. L’immobile aveva un custode per il periodo in cui non erano impegnate le maestranze.

Pronto soccorso ospedale Casarano

Casarano – Quattro ragazzi sono stati denunciati dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Casarano per un’aggressione ad un 17enne. L’agguato è stato teso dai quattro giunti in piazza Umberto I, nei pressi dei giardini comunali, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta. La vittima, uno studente del posto, è stato intercettato mentre camminava a piedi ed è stato aggredito con calci e pugni sotto la minaccia di un coltello. Pur allontanandosi subito dopo a bordo della stessa autovettura in direzione Taurisano, i componenti della “spedizione punitiva” sono stati bloccati dai carabinieri sulla strada del ritorno. nell’auto i militari hanno ritrovato, nascosto sotto il sedile anteriore del passeggero, un coltello a serramanico lungo 20 centimetri, poi sottoposto a sequestro quale oggetto del reato. Il minore è, invece, finito al pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” per le cure del caso con una prognosi di pochi giorni. Le denunce hanno, invece, riguardato il 20enne G.A.P. di Ugento, il 21enne I.L.D., il 22enne E.L.C. ed il 20enne M.T.R.H.A., questi ultimi tutti di Taurisano: sono accusati per i reati di “concorso in percosse e lesioni personali” e “porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere”. A quanto pare l’aggressione sarebbe avvenuta per motivi di gelosia: il “confronto” è ben presto degenerato in lite con gli aggressori pronti a far comprendere, con calci e pugni che (forse) sarebbe stato meglio lasciar perdere la “tresca” con la ragazza di Taurisano e dedicarsi ad altro.

Sull’episodio i familiari dell’aggredito riferiscono che quest’ultimo è stato “scambiato” per il soggetto realmente coinvolto nella vicenda per motivi di “somiglianza fisica” e che, dunque, nulla ha a che vedere con l’intera vicenda.

Nardò – Fibra ottica, approvvigionamento idrico, depuratore carente: sono queste le carenze tra le più più pesanti che registrano gli imprenditori che operano nella zona industriale di Nardò e Galatone, come spesso riferito e documentato su “Piazzasalento” con riferimento alle iniziative prese da Assoimprese e dalla presidente Angela Simone. Ora la precaria situazione operativa viene ripresa e rilanciata. “Da troppo tempo le imprese della zona industriale di Nardò e Galatone sono costrette a gestire autonomamente servizi e problematiche senza nessun ausilio da parte delle Amministrazioni pubbliche. Dimenticata, abbandonata e trascurata sotto ogni aspetto, questa realtà rischia di essere esclusa dal mercato, sminuita e poco conosciuta all’esterno, perdendo così opportunità di crescita importanti”: parte da questa denuncia l’intervento in Regione del consigliere regionale Cristian Casili (capogruppo del M5S, foto), che ha depositato una richiesta di audizione dei rappresentanti delle parti coinvolte in Commissione Attività produttive a Bari.

“Diverse sono le criticità segnalate dagli imprenditori – afferma in una nota Casili – tra le quali la mancanza di acqua potabile; il manto stradale dissestato e le strade illuminate solo per alcuni tratti; l’assenza di manutenzione e pulizia delle strade e del verde pubblico; la mancanza di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti; nessuna segnaletica idonea per indicare gli impianti”. I risvolti della situazione attuale sono davvero sconcertanti: ““La mancanza di servizi igienico-sanitari – rileva Casili – dovuti alla mancata erogazione di acqua potabile non consente alle aziende di ottemperare agli standard normativi e, cosa ancor più grave, di ottenere ulteriori certificazioni che garantirebbero una maggiore competitività sul mercato”.

Uno scenario “paradossale” per il consigliere regionale con riferimento, tra l’altro, anche al fatto che “le aziende versano regolarmente gli oneri di urbanizzazione, tasse e contributi vari, senza averne alcun corrispettivo in termini di servizi primari offerti. “Anzi, il Consorzio Asi di Lecce per qualsiasi azione compiuta dalle imprese – conclude Casili – pretende un “Contributo di Infrastrutturazione” esorbitante e sproporzionato che, per le piccole medie imprese insediate nel distretto, già vessate da una tassazione eccessiva, appare iniquo. Nel corso dell’audizione chiederemo chiarimenti su questo “contributo di infrastrutturazione”, di cui chiederemo conto circa la congruità rispetto allo stato in cui versa l’intera area”.

Ugento – Le pessime condizioni dell’asfalto in molti Comuni salentini continuano a mettere a rischio la sicurezza del traffico e degli automobilisti: ieri pomeriggio a farne le spese ad Ugento è stato uno sfortunato automobilista che alle porte di Ugento è incappato in una buca, danneggiando pesantemente la ruota anteriore sinistra della sua vettura, una Daewoo Matiz grigia. L’incidente è avvenuto intorno alle ore 18 sulla strada che da Ugento porta a Racale (da cui veniva l’auto), in un tratto fra l’Eurospin e il distributore di benzina, dove il manto stradale è danneggiato in più punti. Fortunatamente, l’incidente non ha coinvolto altre vetture: l’automezzo finito nella buca procedeva a velocità piuttosto moderata e quindi ha fermato lì la sua corsa. L’anziano conducente della Matiz (A. C. di Ugento) non ha riportato danni fisici, ma solo tanto spavento. Il tratto sotto accusa è di competenza della Provincia.

Tricase – Rischia di fare incidente, a causa della forte velocità, pur di giungere in ospedale il più in fretta possibile e salvare la vita al marito colpito da infarto: la folle corsa verso il “Panico” di Tricase è stata, però, agevolata dai carabinieri. Sono stati i militari della Stazione di Specchia, impegnati in un servizio di controllo della circolazione stradale, a notare, nei pressi di Montesano Salentino, una Jeep Compass sopraggiungere a forte velocità, in direzione Tricase, con seri rischi per l’incolumità dello stesso guidatore e degli altri automobilisti. Dopo un breve inseguimento, la pattuglia dei carabinieri è riuscita a raggiungere l’auto rimasta incolonnata lungo via della Libertà: solo in questo momento, vedendo il forte stato di agitazione della donna alla guida ed il coniuge  riverso sui sedili posteriori privo di conoscenza, i militari hanno potuto comprendere la situazione e si sono prodigati in un servizio di viabilità d’emergenza (con dispositivi luminosi e sonori) per “aprire la strada” alla donna preallertando, nel contempo, i sanitari dell’ospedale al fine di favorire la predisposizione delle cure più opportune. L’uomo (un 53enne di Botrugno), infatti, è stato sottoposto ad intervento di assoluta urgenza e successivamente ricoverato in terapia intensiva.

Porto Cesareo – Circa 10mila ricci di mare, 2.100 kg di pesce, 1.200 metri di reti da posta e 24 trappole: sono questi i numeri dell’”operazione complessa” condotta su scala regionale dalla Guardia costiera che ha permesso di elevare 120mila euro di sanzioni pecuniarie con sei notizie di reato all’interno delle aree marine protette di Porto Cesareo e Torre Guaceto. Una task force di uomini e mezzi delle Capitaneria di porto pugliesi ha controllato punti di sbarco, centro di distribuzione, mercati ittici, ristoranti e pescherie riscontrando, soprattutto, la presenza di prodotti ittici non tracciati e privi di etichettatura e dei prescritti controlli sanitari. Sono state in particolar modo perseguite la vendita di prodotti ittici da parte di venditori occasionali e la pesca abusiva esercitata da pescatori non professionali, “che arrecano un danno  all’intero comparto della pesca insieme ad un grave danno economico e di immagine per gli operatori in regola ed onesti”, come si legge in una nota a resoconto diffusa dalla Direzione marittima di Bari della Guardia costiera. L’operazione, coordinata dal Sesto centro di controllo per la pesca ha inteso, in modo particolare, salvaguardare i consumi che nel periodo di inizio primavera registrano, di solito, un impennata. Nella zona di Conversano è stata registrata una frode in commercio per la vendita di  tonno comune (peraltro già scaduto ed inidoneo al consumo) spacciato per tonno rosso.

I consigli della Guardia costiera per operatori e consumatori L’operazione segue una intensa attività di controlli effettuata in mare e a terra in particolare nel nord barese e nelle provincie di Foggia e Taranto, finalizzata alla repressione della pesca del novellame di sarda e alice, il cosiddetto “bianchetto”, che ha visto il sequestro di notevoli quantitativi di prodotto e di reti irregolari, sempre a carico di pescatori abusivi. «Un tipo di pesca – fa sapere la Guardia costiera – che nuoce gravemente all’ecosistema della fauna ittica del pesce azzurro, con gravi ripercussioni sull’intera stagione di pesca di quelle specie». Nel corso delle verifiche è stata altresì svolta un’accurata attività di sensibilizzazione degli operatori commerciali del settore. I militari non si sono limitati ad accertare gli illeciti sanzionati, ma hanno richiamato a favore degli stessi operatori le principali normative nazionali e comunitarie, focalizzando l’attenzione su quelle poste a tutela del consumatore. «Il consumo di prodotti ittici nella Regione è, infatti, tale da far sì che l’attenzione degli organi di controllo sia sempre massima, ed i controlli – conclude la Guardia costiera – sarebbero sicuramente facilitati se i consumatori si rivolgessero per l’acquisto ad operatori regolari i cui circuiti di approvvigionamento sono noti e tracciati».

Taurisano – Attimi di paura questa mattina in pieno centro a Taurisano, dove un’anziana donna – Luigia Pacella, di 74 anni – è stata investita mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, a 300 metri dalla propria abitazione.
L’incidente è avvenuto intorno alle ore 8 sull’incrocio di piazza Fontana: qui, una Multipla rossa guidata da una donna di mezza età (anche lei di Taurisano) sopraggiungeva da corso Umberto I e nello svoltare a sinistra su via Mazzini si è ritrovata davanti il pedone, travolgendolo in pieno. Fortunatamente, l’auto procedeva a velocità moderata, il che ha evitato che si registrassero conseguenze peggiori. La vittima, prontamente soccorsa da un paramedico e dagli operatori del servizio 118, ha riportato una contusione alla gamba destra e un trauma cranico con lesioni in due parti, che hanno richiesto punti di sutura. Al momento, la donna è ricoverata in ospedale a Casarano, dove resterà sotto osservazione per due giorni. Subito dopo l’incidente, una seconda ambulanza è arrivata per soccorrere la stessa conducente della Multipla, in evidente stato di choc.
Testimoni presenti sul luogo dell’accaduto lamentano la pericolosità di quest’incrocio, dove la visibilità è limitata e le strisce sono troppo vicine all’angolo della strada: chi si trova a svoltare in via Mazzini, infatti, può vedere eventuali pedoni solo se questi sono già a centro strada, mentre se hanno appena cominciato l’attraversamento (come è successo all’anziana donna di stamattina) il rischio è trovarseli davanti senza vederli prima e quindi senza poterli evitare.

Tuglie – Lo scorso novembre era stato arrestato per aver picchiato il Sindaco del suo paese pretendendo un posto di lavoro. Dopo quell’episodio (purtroppo non isolato) aveva ottenuto i domiciliari, più volte non rispettati, e per questo è ritornato ancora una volta in carcere. Protagonista della vicenda è il 49enne di Tuglie Antonio Pezzulla, arrestato nuovamente dai carabinieri di Sannicola venerdì 13 aprile in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere. L’uomo vanta numerosi precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni ed altri reati contro la persona.

 

Nardò – Nascondeva in casa  nascondeva tre involucri contenenti 24,25 grammi di cocaina, oltre a due bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 455 euro di vario taglio, quale presunto ricavo dell’attività di spaccio. Per questo il 26enne di Nardò Davide Aronne è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Gallipoli nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e  repressione dello spaccio di attività stupefacenti. Tutta la droga ed il materiale ritrovato in casa sono stati sequestrati mentre il giovane è stato posto al regime degli arresti domiciliari.

Casarano – Agenzie di scommesse ancora nel mirino delle forze dell’ordine impegnate da tempo in un controllo capìllare del territorio al fine verificare il rispetto della normativa di riferimento. I militari della Compagnia di Casarano, nel corso di uno specifico servizio finalizzato al contrasto della diffusione del gioco d’azzardo patologico, hanno segnalato ai rispettivi Comuni ed alla Questura di Lecce, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, ben 8 agenzie in quanto collocate a meno di 500 metri da strutture ritenute “sensibili” (ai sensi della legge regionale n. 43/2013), ovvero scuole, chiese, impianti sportivi, case di cura e altro.

I locali interessati I carabinieri sono intervenuti nei centri scommesse di via Matino, via Ferrari e via Ricasoli a Casarano, nella rivendita di via Regina Margherita e nel circolo di via don Luigi Sturzo a Taviano, nel bar di via Garibaldi e nel centro scommesse di piazza Beltrano a Racale e nel centro scommesso di via San Francesco a Supersano.

Tricase – Dapprima la richiesta dei soldi, poi un pestaggio per essere più convincenti e alla fine l’arresto. Protagonisti dell’inquietante vicenda due minorenni 17enni di Tricase, arrestati per estorsione dai carabinieri della locale Stazione. Loro vittima uno studente maggiorenne dello stesso paese. Di 200 euro la richiesta formulata dai due 17enni che lo scorso 10 aprile hanno pure bloccato e percosso lo studente al fine di convincerlo a non “trascurare” le loro richieste. In seguito all’episodio, però, la parte offesa ha denunciato l’accaduto ai carabinieri i quali, nel pomeriggio di venerdì 13 aprile,  hanno atteso che i due minorenni riscuotessero quanto richiesto per bloccarli ed arrestarli, in flagranza di reato (ovvero con i soldi ancora in mano), con l’accusa di estorsione aggravata in concorso. Al termine delle formalità di rito in caserma, i due sono stati condotti presso la Casa circondariale minorile di Lecce su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Racale – Arresto in flagranza di reato per il 31enne Alberto Fasano. Nel corso di un’operazione condotta nella serata di venerdì 13 aprile, i carabinieri  del Nucleo operativo della Compagnia di Casarano hanno trovato in una cassetta di ferro chiusa a chiave di un mobile della sua cucina sette involucri contenenti 365 grammi di cocaina, oltre a due bilancini di precisione e materiale plastico utile per il confezionamento delle dosi. Dopo le formalità di prassi in caserma, il giovane è stato condotto presso la Casa circondariale di Lecce su disposizione dell’autorità giudiziaria.

Basso Salento – Tre casi di moleste sessuali accertati portano ad una condanna di dieci anni e otto mesi di reclusione per un 57enne di un paese del Basso Salento. Gli episodi incriminati sono emersi nel 2016 in seguito alla denuncia della madre di una delle tre bambine dopo aver scoperto un video sul telefonino della figlia: di 5, 11 e 12 anni le vittime. L’uomo venne arrestato già nel marzo di due anni fa dai carabinieri della Stazione di Salve: i reati in questione si sarebbero consumati in due diversi paesi. La sentenza è stata emessa in seguito allo svolgimento del rito abbreviato (dieci anni è stata la pena invocata dal pubblico ministero).  Il giudice ha pure disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al termine della reclusione anche l’obbligo di rispettare una distanza (di 200 metri) dai luoghi frequentati dai minorenni. In alcuni casi l’adescamento è avvenuto tramite alcuni  messaggi su WhatsApp e il molestatore era pure solito riprendere con il telefonino i suoi rapporti con le minori per poi minacciarle di diffondere i filmati nel caso loro non avessero continujauto ad assecondarlo.

Tricase – Ci avrebbe pensato lui stesso, probabilmente, a rendere più rock anche le canzoni del funerale, per farle suonare con il suo stile, unico e inimitabile. Chissà quanti hanno ci pensato assistendo al rito funebre con il quale venerdì 13 aprile amici e parenti hanno salutato per l’ultima volta, nella chiesa madre di Tricase, Jessy Maturo, nome d’arte di Cristiani Ruberto, deceduto prematuramente, a 44 anni, per un infarto mercoledì scorso. Jessy, infatti, aveva la capacità di tradurre tutto ciò che faceva nella sua visione rock, così come ha fatto della sua vita. Anche per questo chi lo ha conosciuto lo piange. Perché è stato un esempio di caparbietà, un uomo che ha sempre fortemente creduto in tutto ciò che faceva.

Le parole di chi l’ha conosciuto bene «È stato un uomo che ha sognato. Nei suoi testi – come ha ricordato don Flavio Ferraro durante l’omelia – è la parola sogno la più ricorrente, ed è bellissimo sapere che in una società che toglie i sogni, lui è riuscito sempre a sognare. È stato anche un uomo che ha amato la pace».Volti rigati dalle lacrime, occhi nascosti dagli occhiali da sole, in una chiesa gremita, intorno ai familiari e ai componenti dei “Super Reverb”, il suo gruppo, la sua seconda famiglia, si sono stretti in silenzio i musicisti che hanno suonato con lui, i fan e tutte le persone che lo hanno conosciuto. Nessuno lo dimenticherà mai. «È stato un artista che ha messo a disposizione la sua voce, ha messo a frutto i suoi doni ogni lacrima verrà asciugata», ha concluso don Flavio. Dopo la celebrazione, soltanto una compagna di scuola del figlio di Jessy ha letto un breve pensiero, ricordandolo come “uomo buono e disponibile” e ringraziandolo per essere stato un interprete del rock puro, capace di portare la sua musica nel cuore di tutti: «Abbi cura di noi da lassù, così come hai sempre fatto qui».

L’ultimo saluto in piazza Pisanelli Niente condoglianze per la famiglia, che invece ha scelto di fare un tributo in piazza Pisanelli. Il feretro è stato trasportato dalla chiesa madre sul sagrato della chiesa di San Domenico e davanti alla piazza piena di gente sono partite le sue due canzoni più rappresentative: “Fino alla luna” e “Il sole è una gioia”. La piazza ha risposto con un lungo e sentito applauso. Per i saluti finali ha preso la parola il fratello Patrick, che ha poi chiamato alcuni amici, e naturalmente i ragazzi dei “Super Reverb”: «Ci ha insegnato tantissimo, non lo dimenticheremo mai». E ancora, lacrime e applausi.

Una borsa di studio per il figlio Franco. Per ricordare e mantenere vivo il ricordo di Jessy, i suoi amici d’accordo con la sua famiglia hanno deciso di istituire una borsa di studio a favore del figlio, Franco Cristian, per alleviare in parte il dolore per la grave perdita e accompagnarlo negli anni a venire. Chiunque volesse contribuire può farlo attraverso un bonifico bancario intestato a Rosanna Torelli, compagna di Cristian e mamma di Franco – Iban: IT67F0760116000001018951879.

 

Miggiano – Ruba un paio di auto e prova pure a seminare i carabinieri che lo inseguono. Protagonista un minore 17enne di Miggiano che nella notte del 9 aprile scorso è entrato in azione a Tricase. Nel suo mirino è finita una Ford S-Max alla guida della quale si è poi spostato in direzione di Specchia e Tricase. La sua individuazione è avvenuta grazie al sistema di geo-localizzazione dall’impianto satellitare della stessa autovettura. I carabinieri hanno potuto ricostruire i suoi spostamenti anche raccogliendo numerose immagini dagli impianti di videosorveglianza degli esercizi commerciali e delle abitazioni private che sono riuscite a riprenderlo nella sua fuga. Una volta intercettato dai carabinieri, tra l’altro, il giovane ha pure provato a seminare la pattuglia, motivo per il quale dovrà ora rispondere non solo di furto aggravato ma anche di resistenza a pubblico ufficiale. Il 17enne ha poi ammesso le contestazioni mosse nei suoi confronti dai militari, compreso l’avvenuto furto di un’altra autovettura, ovvero una Fiat Punto, avvenuto a Tricase il 10 aprile e poi restituita il giorno stesso al suo legittimo proprietario.

Nardò – Nuovo episodio di microcriminalità all’area mercatale. Stamattina attorno alle dieci tra le bancarelle, una donna di circa 70 anni è stata scippata. Uno o più malviventi le hanno infatti sottratto il denaro dalla borsa e si sono dileguati tra i passanti che, numerosi come in ogni giornata di bel tempo, avevano raggiunto il mercato settimanale.  Tanta è stata la paura per la malcapitata, al punto che lo spavento le ha provocato problemi respiratori e si è reso necessario l’intervento dei sanitari del 118. Sul posto anche le volanti de commissariato della Polizia di Stato che si sono messe sulle tracce dei possibili scippatori, anche sulla base delle testimonianze di clienti e di commercianti della zona. Per fortuna niente gravi conseguenze per la vittima, subito soccorsa e tranquillizzata prima dal personale medico e poi dai familiari che l’hanno raggiunta sul posto.

Non è il primo episodio di questo tipo che si registra all’area mercatale nel giro di poche settimane. Già a marzo i clienti della zona mercato, inaugurata quattro anni fa, sono stati presi di mira da malviventi che hanno messo a segno rapine con analoghe modalità. Tra i neretini comunque crescono i timori anche per via di furti in abitazioni e incendi notturni spesso di origine dolosa.

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Forse getterà davvero la spugna di qui a poco e comunque prima della fine regolare fissata nel 2020, segnato da una vicenda “che ha dell’inverosimile” e da un clima pesante fatto di lettere anonime e di “raccomandazioni” fintamente benevole. Intanto, però, di sicuro c’è che in Comune – dov’è stato reintegrato insieme al Consiglio comunale per infiltrazioni criminali smontate dal Tribunale amministrativo del Lazio – Alfredo Cacciapaglia fa il Sindaco a tempo pieno, tra delibere dei tre commissari revocate (tra cui quella che regolamentava gli incarichi legali), spostamenti di personale, provvedimenti operativi (come quello riguardante i parcheggi per i dipendenti comunali, il front office del parco), in un clima che i più definiscono piuttosto teso e su cui potrebbe incidere – nel bene e nel male – anche la decisione del Ministero dell’Interno, d’intesa con la Prefettura di Lecce, di ricorrere al Consiglio di Stato contro la cancellazione del “tutti a casa” operato dal Tar laziale.

“Abbiamo tolto dal paese il marchio della mafiosità” “Sui tempi e sui modi stiamo discutendo fra noi, ma non saremo ancora qui per molto”: alla fine di un comizio durato quasi due ore in una piazza Umberto I gremita lungo i bordi, Cacciapaglia ha annunciato le dimissioni ed ha investito formalmente gli uomini e le donne della sua Giunta ad andare avanti, a “recuperare i rapporti tra du voi innanzitutto” e ad essere sicuri che “la gente vi premierà perché avete tolto dal paese, col ricorso fatto, il marchio della mafiosità”. Li ha chiamati spesso per nome – Biagio, Tiziano, Sonia… – gli amministratori che non lo hanno lasciato solo e che anzi hanno partecipato convinti alla battaglia giudiziaria contro un “provvedimento che la città non meritava”. Con un avvertimento l’ha voluto lanciare, pubblicamente, ai suoi amici e alleati, che continueranno a lavorare “con uguaglianza ed onestà come fatto finora”. Anzi ha affidato loro un “metodo infallibile” per poter vincere ancora alle elezioni: stare dall’altra parte da quella in cui sta Alberto Cacciatore. E’ l’unico politico citato per nome e cognome dal Sindaco: “Uno che vuole insegnare trasparenza e correttezza a noi! Uno che ho cacciato a calci nel sedere e che ogni giorno scrive e dà lezioni”, dice Cacciapaglia di colui che dal 2010 al 2012 è stato suo vicesindaco in quota Udc e che fa apparire quasi come il registra di battaglie e attacchi che hanno rovinato politicamente i suoi stessi alleati e lacerato il paese che ora va pacificato.

Zero in pagella ai commissari nominati da Roma Ad Andrea Contadori, Gerardo Quaranta e aSebastiano Giangrande, funzionari prefettizi nominati dal governo devono essere fischiate le orecchie non poco ieri sera, a sentire l’elenco delle presunte mancanze addebitate loro dall’Amministrazione tornata in carica: il parco nell’abbandono, erbacce e buche per le strade, un asilo ultimato e rimasto chiuso (per problemi di allacci fognari ed elettrici, ndr), una Provinciale cosiddetta killer – la 361 –  senza ancora soluzioni. “Perché nessuno ha più protestato? Questa per me è omertà”, ha rimarcato Cacciapaglia. Nessun riconoscimento di merito ai commissari straordinari che pure avevano cercato di rimpolpare gli organici a livelli apicali (Ufficio tecnico, Affari generali, e Legale-Finanziario) senza ricevere soddisfazione dalla Prefettura. Frecciatine sono state lanciate anche a coloro che nelle Istituzioni “dovrebbero difenderci e non lo hanno fatto” e ringraziamenti alle forze dell’ordine “che comunque vanno sempre ringraziate”. Lui esce di scena, ha detto, non si ricandiderà, con un appello ai suoi: “Avete un patrimonio per aver salvato l’onore della città: non lasciatelo ad altri”.

 

 

 

 

Nardò – Dopo lo spettacolo “Mission Is Possible” del 17 dicembre scorso a Nardò e la “Quaresima di Carità”  promossi dal Centro missionario diocesano (vicedirettore don Giuseppe Venneri, di Nardò, secondo da sinistra) per la raccolta di fondi, al fine di completare la costruzione di una scuola nel villaggio di Pajule in Nord Uganda (già ben avviata è invece una cooperativa agricola per la coltivazione di legumi e l’allevamento di suini), è ora tempo di consuntivi, non solo economici. Come si sa, la diocesi di Nardò-Gallipoli guidata dal vescovo, mons. Fernando Filograna, ha rapporti strettissimi di solidarietà umana con quelle terre martoriate dalla guerra civile. E’ proprio don Giuseppe a raccontarne alcuni risvolti personalissimi: ha fatto il suo percorso formativo prima di diventare prete, a Barletta, città natale di Padre Raffaele di Bari, un missionario Comboniano, barbaramente trucidato a colpi di bazooka in un’imboscata a pochi chilometri dalla missione di Pajule dove si stava recando a celebrare messa.

“Tutto è iniziato proprio da lì – confida commosso don Giuseppe Venneri – proprio dalla figura di quel missionario martire cristiano: e di martiri cristiani, specie in questi ultimi tempi se ne contano a centinaia. Poi ho conosciuto  Francesca De Luca e Padre Leonsyo, e grazie a loro, il rapporto con l’Uganda è stato l’epilogo naturale. Prima un progetto di adozione a distanza – prosegue – di alcuni bambini, che poi abbiamo ospitato assieme ad alcuni accompagnatori durante l’estate di due anni fa nell’Oasi Tabor. Il volto raggiante di quei bimbi alla vista per la prima volta del mare fu per tutti noi una gioia indescrivibile e poi per alcuni di loro era la prima esperienza di viaggio fuori dalla terra natale. Durante il loro soggiorno, fummo accolti dal sindaco a Palazzo Personè (fatto insolito per loro, dove da circa trent’anni non c’è più democrazia). Poi, ad opera della dirigenza della squadra di basket “Andrea Pasca” del presidente Carlo Durante, la ristrutturazione a Pajule di un vecchio rudere abbandonato, adibita ora a centro di ascolto. Di lì a qualche mese, nel dicembre 2016, il nostro primo viaggio in Africa: tutto il resto – conclude don Giuseppe – è storia di questi giorni, che si è potuta realizzare grazie alla generosità di tutti, istituzioni pubbliche comprese, ma grazie anche e soprattutto a tantissimi nostri anonimi concittadini”.

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...