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GUAGNANO. Tutti giovanissimi i componenti della banda sgominata ieri a Guagnano dai carabinieri della locale Stazione. I militari da tempo tenevano sotto controllo un casolare abbandonato in via Petrarca e, dopo un appostamento operato nottetempo, sono intervenuti per eseguire una perquisizione. Oltre ad un ingente quantitativo di droga, i carabinieri hanno trovato anche un caricatore con due colpi calibro 9 ed anche 15 colpi calibro 22. I quattro giovani, subito fermati prima di riuscire a dileguarsi o a occultare i corpi di reato, non hanno fornito valide giustificazioni sulla loro presenza nel casolare e sulla disponibilità dei colpi d’arma da fuoco e del chilo e mezzo di marjiuana, dei circa 100 grammi di hashish e dei 10 di cocaina. Agli arresti domiciliari per  detenzione ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi a fuoco sono finiti Simone Rizzo, 21anni, arrestato già il 5 maggio sempre per spaccio, Salvatore Muci, 22, Simone Malerba, 21, Simone Leone, 23.

Anselmo BrigantiGALLIPOLIArresti domiciliari per il 39enne Anselmo Briganti, di Gallipoli, bloccato dai carabinieri con tre grammi e mezzo di cocaina. I militari sono entrati in azione la scorsa notte, intorno alle 22, notando l’uomo (con precedenti specifici) entrare in un garage non di proprietà (ma comunque nella sua disponibilità) per uscirvi, dopo alcuni minuti, con in mano un pacchetto sospetto. In seguito al fermo operato dai carabinieri dell’Aliquota operativa della Compagnia di Gallipoli, la perquisizione personale ha poi portato al rinvenimento di tre pacchetti per un peso complessivo di circa tre grammi e mezzo di cocaina, unitamente ad un bilancino di precisione, forbici ed un coltello per il taglio della sostanza con alcune buste in plastica e nastro isolante per il relativo confezionamento. L’uomo, colto in flagranza di reato, è stato condotto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.  

MATINO. È finito agli arresti domiciliari il 28enne di Matino Roberto Giorgio Sergi accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella sua abitazione i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Casarano hanno bloccato il giovane impegnato a cedere una dose da un grammo di eroina ad un 49enne del posto. La perquisizione domiciliare ha poi permesso di recuperare un bilancino di precisione, materiale plastico per il confezionamento delle dosi nonché 200 euro in banconote di piccolo taglio. L’intervento dei militari, che hanno agito anche in abiti borghesi, è scattato in seguito ad alcune segnalazioni ricevute. In accordo con l’autorità giudiziaria, dopo essere stato accompagnato in caserma, l’uomo è stato condotto nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari.    

Antonio ColopiGALATONE. Condanna in primo grado a 14 anni di carcere per il 22enne galatonese Antonio Colopi (foto) per l’omicidio dello chef ferrarese Ugo Tani. La sentenza è stata pronunciata del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Ravenna al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. I fatti risalgono al 10 aprile del 2016 quando il 55enne romagnolo venne ucciso con un colpo di mannaia al collo nell’abitazione di Pinarella (frazione di Cervia) che condivideva con Colopi.

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marco barba e khalidGALLIPOLI. Come uscire da una casa, una famiglia, un ambiente, contrassegnato da atti criminali messi in atto dal capo che ancora minorenne aveva già ammazzato? Se lo chiedeva da tempo la giovane figlia di Marco Barba, 44enne, indicato come elemento non secondario del clan della Scu locale, attualmente in carcere a Bari. Non si sa come ci è arrivata a trovare il coraggio e la determinazione necessari ma è certo che adesso sarà molto difficile fermare Rosalba Barba, 23 anni e un bimbo in arrivo. La svolta l’ha compiuto in una notte del gennaio scorso, tra il 13 e il 14, quando è andata dai carabinieri, da poco traslocati nella nuova caserma di via Gallipoli, per raccontare tutto quanto sapeva delle ultime ore di vita di Khalid Lagraidi, con qualche anno in più di lei e di nazionalità marocchina, amico della famiglia e suo in particolare.

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TAURISANO. Taurisano nella morsa degli incendiari. E tra i cittadini cresce la preoccupazione. In appena due settimane, tre roghi hanno distrutto il parco mezzi di un’azienda, una pizzeria e due auto. L’ultimo episodio in ordine di tempo risale a pochi giorni fa: qualcuno, dopo aver oscurato gli obiettivi delle telecamere installate nella zona, è entrato nella «Pizzeria del Castello», accanto al palazzo ducale sede del municipio. Ha cosparso l’ambiente di liquido infiammabile e l’ha dato alle fiamme. Il rogo ha danneggiato gravemente la prima stanza, distruggendo anche l’impianto di videosorveglianza e gli infissi.

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angelica-pirtoliPARABITA. Un premio nazionale porterà il nome di Angelica Pirtoli. Così la storia della piccola vittima della sacra corona unita, soli due anni e un futuro spezzato dalla crudeltà degli uomini, è pronta a varcare i confini del Salento per farsi monito e spina nel fianco di ogni forma di criminalità organizzata e di chi è ancora convinto che “la mafia non uccide i bambini”. Ad organizzare il premio per la legalità è l’associazione antiracket – antimafia di Brindisi coordinata da Paride Margheriti, a conclusione di un progetto contro le mafie e contro il bullismo che è stato portato nelle scuole di Brindisi e provincia.

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NARDÒ. Questione braccianti migranti: troppo lenti i lavori del tavolo tecnico territoriale, a cui prendono parte prefettura, comune, forze dell’ordine, rappresentanti delle aziende e attivisti sul campo. Quello tenutosi nella mattinata di ieri era stato frutto di un rinvio proprio perché dal ministero dell’interno arrivasse un parere sul nodo fondamentale delle ultime settimane: il provvedere economicamente alla soluzione abitativa per i lavoratori che tra poco si riverseranno nelle campagne neretine, onere che per gli attivisti di Diritti a Sud spetta ai datori di lavoro, “come vuole la legge” dicono i gestori temporanei di masseria Boncuri trovando l’opposizione di Confagricoltura e Coldiretti. Ebbene, quella richiesta di avere un parere ministeriale, che avrebbe dovuto accelerare i tempi di intervento, non è stata ancora inoltrata: sarà fatto solo lunedì prossimo. Un ennesimo rallentamento nella questione accoglienza: da novembre si cerca di pensare a una gestione “non emergenziale” del fenomeno, ma ad oggi nessuno conosce ancora il capitolo di spesa dal quale verranno presi i fondi per alloggi e servizi (fisici e legali) per i braccianti che già da qualche settimana si stanno stanziando nei casolari delle campagne neretine, orbitando di giorno intorno a masseria Boncuri, che però ne può ospitare soltanto sedici. Si tratterebbe di circa 1 milione e 200mila euro di fondi, per una soluzione che contemplerebbe container abitativi per trecento posti e il campo d’accoglienza individuato nei terreni intorno a Boncuri: si valutano anche soluzioni transitorie, vista la possibilità che l’utilizzo dei container dilati i tempi fino a luglio. Se così fosse, assisteremmo come negli anni passati all’adozione di una soluzione sin troppo tardiva rispetto al flusso reale dei braccianti, che oggi a Nardò sono già diverse decine (chi non ha fatto un salto a Cassibile, in Sicilia, per raccogliere le patate, lavora da qui sino al metapontino, sulla piantumazione del pomodoro, sulle plastiche, sui carciofi). Una nuova “scontata” emergenza è dietro l’angolo, e gli sviluppi cui assisteremo da qui a fine maggio potrebbero essere determinanti.

CASARANONeppure le intricate condutture fognarie hanno bloccato i militari della Compagnia dei carabinieri di Casarano che ieri mattina, insieme al Nucleo cinofili di Modugno, sono entrato in azione nell’abitazione del 30enne Ivan Caraccio. Più che fondati i sospetti sul traffico di droga del giovane che, prima ancora di aprire la porta ai militari, ha provato a liberarsi di ben 19 dosi di cocaina attraverso lo scarico del water. Lo stupefacente è stato recuperato integralmente dai carabinieri dopo aver individuato il tombino di accesso alla valvola di blocco della condotta fognaria dell’abitazione. Oltre a 30 grammi di cocaina già confezionata e pronta per lo smercio, le ulteriori fasi della perquisizione hanno permesso di rinvenire alcune dosi di marijuana, materiale utile al confezionamento delle dosi e denaro contante per circa 130 euro. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto al carcere di Lecce.

castrignano leucaCASTRIGNANO LEUCA. La Cassazione conferma le condanne per truffa a un venditore di auto del luogo. È stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte il ricorso presentato dal rivenditore Vito Lecci, 44enne di Castrignano del Capo che, difeso dal legale Raffele Di Staso, aveva chiesto di annullare la sentenza della Corte di Appello di Lecce del 29 febbraio 2016, che a sua volta aveva confermato quella di condanna pronunciata nei suoi confronti dal tribunale di Tricase il 19 ottobre 2011.

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NARDÒ. E’ divampata qualche giorno fa la polemica intorno ai graffiti apparsi dalla fine di aprile sulle strutture poste proprio al di sopra della spiaggetta della marina neretina: fasci littori realizzati con bombolette spray proprio al centro delle facce frontali dei cubi. Tanta l’indignazione sui social, con molti utenti che si sono rivolti all’amministrazione perché fosse celere nel rimuovere i graffiti di stampo fascista apparsi nel luogo che sul finire della seconda guerra mondiale aveva ospitato e accolto gli ebrei scampati ai campi di concentramento. L’associazione “Nardò Bene Comune” aveva tra l’altro depositato il 27 aprile una nota in cui chiedeva all’amministrazione la rimozione di tutti i simboli fascisti dalla città. Dopo giorni di stallo e polemiche, a prendere in mano vernice e pennelli per riparare al danno non sono stati lavoratori stipendiati dal comune, né politici di maggioranza o opposizione, e nemmeno rappresentanti delle associazioni, ma due sacerdoti: don Angelo Corvo e don Giuseppe Venneri, parroco e viceparroco della parrocchia “Maria Santissima Assunta” di Galatone. Insieme ad alcuni scout dei gruppi “Don Mimino Colazzo” di Galatone e “Nardò 2″ nella mattinata di sabato hanno ripulito i cubi dai tanto discussi simboli. Ad infiammare nuovamente lo scontro, dopo l’intervento “provvidenziale” dei due, una nota del sindaco Mellone: “Nel 2008 fummo noi di Azione Giovani a cancellare le scritte antisemite contro Anna Frank” sottolinea il primo cittadino rispondendo alle critiche di chi avrebbe voluto un intervento tempestivo. Da qui il via ad una nuova tempesta social con foto di graffiti e segnalazioni di numerosi edifici imbrattati in giro per la città. Tra il dire e il fare.

GALLIPOLI. Ci saranno da contare i danni dopo che questa tempesta di vento, prevalentemente da sud, ha investito il Basso Salento e Gallipoli. Il vento ha raggiunto la velocità massima di 45 nodi; umidità al 76% e temperatura a 18,3 gradi alle 16 (dati dalla stazione Gallipoli meteo di Alessandro Magni). Ma i problemi sono anche in mare. In seguito ad una segnalazione pervenuta sul numero d’emergenza 1530, la Capitaneria di porto di Gallipoli ha soccorso due canoisti in navigazione nell’ambito portuale di Gallipoli i quali, a causa delle proibitive condizioni meteo marine (raffiche fino a 40 nodi), non sono riusciti a governare i rispettivi natanti rischiando di “scuffiare” proprio a causa del forte moto ondoso presente in porto. Al soccorso sono intervenuti sei militari in forza alla Guardia Costiera di Gallipoli che hanno recuperato uno dei due diportisti, ritrovato incastrato con il suo kayak tra i motori fuoribordo delle imbarcazioni ormeggiate nei pressi del pontile storico adiacente la sede centrale della Capitaneria di porto, nonché un militare volontario della Marina militare non in servizio che spontaneamente ha prestato soccorso ad uno dei due malcapitati rimasto aggrappato ad uno scoglio nelle acque antistanti il cosiddetto “Rivellino” del porticciolo del Seno del Canneto.I due diportisti, entrambi portati a terra in buone condizioni di salute non hanno riportato ferite o traumi.

stefano minerva

Il sindaco Stefano Minerva

GALLIPOLI. Sarà ascoltato il 17 dalla Polizia giudiziaria di Lecce il Sindaco Stefano Minerva, che oggi ha ricevuto una informazione di garanzia dal sostituto procuratore Paola Gugliemi che sta indagando sui tre esposti presentati alla Procura dal vicecomandante dei vigili urbani Giuseppe Parisi. L’ipotesi di reato è quello di abuso d’ufficio. Sereno Minerva: “Non ho alcun dubbio circa la trasparenza e la legalità delle mie azioni”, dice il primo cittadino, per il quale l’interrogatorio “è un’altra opportunità per fare finalmente chiarezza sulla vicenda”. Al centro dei tre esposti, di cui solo uno (quello di febbraio scorso) noto al Comune mentre degli altri due del 6 e del 20 dicembre s’ignora il preciso contenuto, un concorso per comandante e riservato al persona interno, bandito e poi sospeso cautelativamente dal Sindaco. Nel frattempo il nuovo bando aperto anche a dipendenti pubblici di altri Enti locali, ha registrato 53 domande. Le procedure proseguono per giungere al più presto ad una graduatoria finale da cui attingere per dare al Corpo di polizia municipale un comandante.

TAURISANO. Esce dal Commissariato di Polizia e torna subito a rubare. Protagonista di due furti a distanza ravvicina è stato un 37enne di Taurisano. In casa sua, nei giorni scorsi, gli agenti del locale commissariato hanno ritrovato vari oggetti di un furto denunciato pochi giorni prima tra cui anche un “audio book multifunizione” dal valore di circa 3mila euro utilizzato per facilitare la lettura di persone ipovedenti. Dopo aver riconsegnato la refurtiva ai legittimi proprietari, i poliziotti hanno denunciato il 37enne e la sua compagna per ricettazione. Dopo appena 24ore la Squadra Volanti del Commissariato di Taurisano si è trovata nuovamente a che fare con lo stesso uomo individuato dalle telecamere di videosorveglianza quale autore di un altro furto presso una lavanderia dall’interno della quale aveva asportato anche un televisore lcd appeso ad una parete. Per l’indagato è stata chiesta la revoca dell’affidamento in prova ai Servizi sociali.

 

piazza taurisanoTAURISANO. È scontro sui murales. Nei giorni scorsi la giunta del sindaco Raffaele Stasi ha promosso la manifestazione «Coloriamo la città», finalizzata a valorizzare le capacità artistiche giovanili con la realizzazione di murales sul muro esterno del teatro-tenda, sulla facciata interna del centro minori «Ileana Ciurlia», sul muro degli spogliatoi del campo sportivo, sulla facciata del centro anziani e sulla facciata dell’ex casa del custode dell’edificio Vanini. Le iscrizioni scadranno il 31 maggio. Tutti i dettagli sono sul sito del Comune. L’iniziativa ha suscitato le perplessità del consigliere dei «Democratici per Taurisano» Francesco Damiano. L’esponente della minoranza, infatti, ha chiesto al sindaco di ritirare la delibera e di sospenderne gli effetti. «Non compare – afferma Damiano – alcun riferimento e alcun parere tecnico sulla compatibilità dei lavori da realizzare, considerato che alcune superfici fanno parte di immobili comunali sui quali sono presenti importanti vincoli». Per altre superfici individuate, continua, «non appare assolutamente chiaro l’indirizzo della giunta, non essendo allegato alla delibera alcun prospetto o planimetria dei luoghi individuati».

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La giostra posta sotto sequestro dopo il drammatico incidente e Samuele Piro

La giostra posta sotto sequestro dopo il drammatico incidente e Samuele Piro

ALEZIO. Riflettori accesi sulla tragedia dello scorso 15 agosto 2016 in cui perse la vita il giovane Samuele Piro. Il pubblico ministero Emilio Arnesano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’unico indagato nella vicenda, Gianmarco Pisanello, 29enne di Gallipoli, titolare della giostra incriminata e accusato di omicidio colposo. Nonostante le indagini non abbiano evidenziato irregolarità nelle autorizzazioni in possesso dal titolare della giostra, alcuni elementi legati alla sera in cui è avvenuto l’incidente hanno determinato l’impostazione data dal Pm all’inchiesta. Secondo l’accusa, il titolare, difeso dall’avvocato Luigi Suez, avrebbe dovuto bloccare il tagadà nel momento in cui il ragazzo ha raggiunto la parte centrale dell’attrazione.

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GALLIPOLI. Il Parco Gondar torna libero dopo un mese esatto dal suo sequestro e la programmazione del 2017, con i suoi appuntamenti, è salva. E’ di queste ore la notizia che sarebbero cadute le accuse rivolte ai proprietari della struttura, messa sotto sigilli il 3 aprile scorso per verificare la legittimità dei titoli delle opere costruite all’interno della struttura. La struttura è stata dunque dissequestrata e restituita ai legittimi titolari, Ferruccio Errico e Christian Scorrano. Accogliendo i contenuti dell’istanza formulati dagli avvocati difensori Ladislao Massari, Michele Bonsegna (di Nardò) e Pier Luigi Portulari, la Procura della Repubblica di Lecce ha disposto la restituzione dell’intera struttura. Salvate così le esigenze imprenditoriali della società e anche quelle occupazionali del territorio. «Prendiamo atto della sensibilità dimostrata dalla Procura – dichiarano i due giovani gestori del famoso Parco Gondar – e torniamo a rimboccarci le maniche e a correre per riprendere la programmazione pianificata in tanti mesi di lavoro. Siamo grati a tutti coloro che ci sono stati vicini in questo mese e ci metteremo subito al lavoro, a partire dall’evento di Salento sport convention il prossimo 20-21 maggio».

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carabinieri-gallipoli-(2)GALLIPOLI. Carabinieri di Gallipoli e Nardò e del Nucleo Ispettorato del lavoro di Lecce hanno effettuato controlli in alcuni cantieri edili. Alla fine dell’operazione sono state sei le persone deferite all’autorità giudiziaria, tra cui rappresentanti legali e amministratori delle ditte, elevando multe per 6.500 euro. I reati ipotizzati sono la violazione delle norme in materia di sicurezza sui posti di lavoro. In particolare sono state rilevate mancanza di parapetti o adeguate altre misure “fermapiede” su muri prospicienti il vuoto; mancata applicazione dei piani di sicurezza rivolti a diminuire o prevenire i rischi; mancate protezioni individuali.

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polizia truffe onlineGALLIPOLI. Non si fermano i colpi messi a segno – anzi aumentano con l’aumento del traffico, degli imbroglioni e delle denunce – dai poliziotti del Commissariato gallipolino guidato dalla vicequestore Marta De Bellis. Le indagini per i casi sospetti che si agitano tra le maglie della rete elettronica sono naturalmente complesse e non brevi ma gli agenti del presidio cittadino stanno diventando davvero uno spauracchio per i malintenzionati. Tre le inchieste chiuse con successo negli ultimi tempi, dopo i tre messi nel carniere nel febbraio scorso, con truffatori individuati e denunciati di Pistoia, Cremona e Genova e con vittime tutte gallipoline.

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Guardia di Finanza - lavoro neroOltre 200 ispezioni in tutta la Regione, in soli due giorni, da parte della Guardia di finanza al fine di reprimere il fenomeno del lavoro “nero” e  “ irregolare”. Il piano disposto dal Comando regionale ha portato, nell’ambito di 208 interventi,  alla scoperta di ben 194 lavoratori totalmente in nero oltre a 32 altri la cui posizione è risultata “irregolare” con la conseguente verbalizzazione di 96 datori di lavoro. Ben 135 sono, invece, le posizioni lavorative ancora in fase di definizione per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. A titolo di esempio, una fabbrica di salotti dell’area murgiana  aveva ben 16 lavoratori in nero; in provincia di Bari erano invece sei in un’azienda dedita alla fabbricazione di pedane mentre in un panificio del foggiano in nero erano tutti e quattro i dipendenti. Dall’inizio dell’anno, su tutto il territorio regionale, sono stati scoperti 362 lavoratori completamente sconosciuti al fisco e 584 con posizione irregolare  mentre 335 sono stati i datori di lavoro verbalizzati.  

FOTOLEUCA. Un’imbarcazione a vela, di nazionalità tedesca e con a bordo sei persone, è stata soccorsa e ricondotta in porto dalla Guardia costiera nella tarda serata di ieri. A causa del forte vento di maestrale il natante ha rotto l’albero a circa dodici miglia nautiche  da Santa Maria di Leuca, ritrovandosi in balia del mare. A soccorrere la nave due motovedette della Guardia costiera, partite dal porto di Gallipoli e di Leuca, sotto il coordinamento della sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli. Dopo essersi sinceratisi delle condizioni dell’equipaggio, gli uomini della Guardia costiera hanno prestato le necessarie assistenze per ricondurre l’imbarcazione nel porto di Leuca, come avvenuto nella tarda serata di ieri.

TAVIANO. Un involucro “sospetto” passa da un’autovettura ad un’altra, in aperta campagna, e scattano tre arresti. L’operazione di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacente è stata condotta ieri pomeriggio a Taviano dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Gallipoli. Le due vetture sono state immediatamente fermate ed in seguito alla perquisizione, in una delle due è stato rinvenuto e sequestrato un pacchetto in cellophane con all’interno ben 100 grammi di cocaina purissima. A bordo i due acquirenti, entrambi di Taviano, il 31enne Pasquale Di Battista ed il 20enne Domenico Scala, quest’ultimo già noto per reati specifici afferenti le sostanze stupefacenti e trovato in possesso anche di 955 euro in contanti. Sull’altra autovettura è stato, invece, identificato il fornitore 42enne Vincenzo De Matteis, anch’egli con precedenti. Tutti e tre sono stati dichiarati in stato arresto per cessione e detenzione ai fini spaccio, considerata l’ingente quantità e la tipologia della sostanza stupefacente. Gli indagati, ultimate le formalità di rito, sono stati quindi tradotti presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

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parco gondar pasquettaGALLIPOLI. Parco Gondar annulla sua Pasquetta. E’ di queste ore la notizia dell’annullamento del festival di lunedì 17 aprile, come pubblicato sulla pagina ufficiale di facebook “Parco Gondar”, dove i titolari della famosa struttura a malincuore annunciano di dover cancellare l’importante evento (che attira ogni anno migliaia di presenze di ogni età), in attesa che si faccia chiarezza sui presunti illeciti edilizi su cui sta indagando la magistratura. Il Parco Gondar è sotto sequestro dal 3 aprile, quando i militari della Guardia di finanza di Gallipoli hanno messo i sigilli dopo un provvedimento richiesto dal pubblico ministero Valeria Mignone e riportante la firma del giudice per le indagini preliminari Simona Panzera. «Come sempre – si legge nella nota della società – ci abbiamo provato fino alla fine, ma purtroppo mancano i ” tempi tecnici” per rimettere in piedi il festival di Pasquetta. Per cui siamo costretti ad annullare l’evento. Facciamo questo annuncio con estrema tristezza non solo perché vediamo cancellati 7 mesi di lavoro o per i soldi persi, ma perché come sapete siamo particolarmente affezionati a questo evento, quello che per noi è speciale, che per noi è l’evento più bello. Quello che inizia la mattina, quello sui prati sotto il sole, quello con tutti gli artisti salentini, quello con le giostre del luna park e gli artisti di strada, quello con tutti i generi musicali, quello con tanto food e tanto sport, quello dove oltre la musica c’è arte in tutte le sue forme, quello low cost dove possono venire tutti, quello con migliaia di giovani ma dove tutti ma proprio tutti si divertono, compresi i nonni, le famiglie e i bambini. Comprendiamo l’operato delle autorità e la sacrosanta opera di controllo, ciò che dispiace però è che in attesa che si faccia chiarezza su ogni punto noi ne usciamo già sconfitti, avendo perso energie e risorse vitali per la nostra attività. Ringraziamo tutti, i collaboratori, le 60 band salentine che si sarebbero dovute esibire, gli artisti di strada e circensi, i writers, i titolari degli stand dello street food, i tecnici, i giostrai, il servizio di sicurezza, gli addetti al servizio baby sitting, i baristi, i cassieri, i camerieri, gli aiutanti, i magazzinieri, i fotografi, i videomaker, gli addetti alla promozione, i pr, gli autisti di bus e navette, il servizio ambulanza e tutti coloro che fino all’ultimo ci hanno dato la loro disponibilità per far sì che l’evento si potesse svolgere comunque, e ovviamente tutto il pubblico per aver sperato con noi fino alla fine». Due anni fa, esattamente il 27 marzo del 2015, ci fu un altro sequestro della struttura, ma l’attività poté riprendere tre mesi dopo.

Cosimo Sasso

Cosimo Sasso

NARDÒ. È scomparso oggi all’età di 79 anni Cosimo Sasso, più volte sindaco di Nardò. Sasso, democristiano, ha guidato la città nei periodi 1978-1979, 1979-1980, 1981-1982 e 1988-1992, quando ancora non era in vigore l’elezione diretta dei sindaci. Negli ultimi anni ha seguito con attenzione la nascita del Partito democratico, di cui in città è stato cofondatore. «A lui e al suo lungo impegno nella Democrazia Cristiana – ricorda il sindaco Giuseppe Mellone – la politica cittadina deve coerenza e passione. Cosimo Sasso sarà ricordato anche per il tratto mite e pacato della sua personalità. A nome dell’amministrazione comunale rivolgo un sentito messaggio di cordoglio alla sua famiglia». «Politico leale, incline al confronto e alla mediazione – ricorda l’ex sindaco Marcello Risi – e amministratore con spiccate qualità di governo. Per ben quattro volte primo cittadino. Nessun altro sindaco nella storia della nostra Città può vantare quattro elezioni». Rino Giuri, coordinatore del Pd, parla di «una grande perdita per la nostra comunità cittadina, alla quale Egli aveva dedicato tanta parte del suo impegno politico e umano». I funerali si terranno domani 14 aprile alle ore 16.

Gabriele Papa Pagliardini

Gabriele Papa Pagliardini

IN EVIDENZA. Portale aperto per chiedere elettronicamente i contributi da parte degli olivicoltori colpiti dalle infezioni ed indenni nel corso del 2014 e fino al 30 giugno 2015. La Regione ha inteso così semplificare l’accesso ai fondi, pari a 12 milioni di euro per la mancata produzione. Alla base c’è il decreto ministeriale – il numero 21 del 2015 – con cui veniva riconosciuto il carattere di eccezionalità dell’evento collegato al flagello del batterio da quarantena, e il Fondo di solidarietà nazionale. La Coldiretti ha salutato con favore queste iniziative ed ha invitato le aziende interessate, calcolate in circa 1.500 tra Lecce, Brindisi e Taranto, ad attivarsi entro i termini fissati per avviare le procedure informatiche. È possibile attingere ad altri aiuti. L’Agea, l’agenzia nazionale a sostegno dell’agricoltura Gabriele Papa Pagliardini (foto), ha proceduto a liquidare premi per gli olivicoltori destinati a 670 aziende; con un ulteriore decreto dovrebbero essere distribuite risorse a 25mila aziende del settore per un importo di 30 milioni di euro.

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