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CASARANO. In attesa di chiarire se si tratti di atto doloso o altro, quel che è certo è che Casarano torna a fare i conti con altro “fuoco” sospetto. Ad appena un paio di giorni di distanza dall’episodio che ha interessato l’auto della moglie dell’assessore Adamo Fracasso (carbonizzata in contrada Spagnolo, sulla via per Maglie), stavolta sono state due le auto avvolte dalle fiamme in contrada Sant’Anna,  in agro di Ugento ma praticamente a ridosso della periferia di Casarano. Le fiamme sono divampate dal motore di una Nissan Qashqai per poi coinvolgere anche una Opel Zafira parcheggiate l’una accanto all’altra nel giardino della villa di un imprenditore calzaturiero di Casarano. Ad accorgersi di quanto stava accadendo nel proprio giardino, allertando carabinieri e vigili del fuoco, è stato lo stesso imprenditore intorno alla mezzanotte di ieri. Sul fatto indagano i carabinieri della locale Stazione che non escludono l’ipotesi dell’evento accidentale, pur non escludendo altre strade. Quel che è certo è che negli ultimi mesi gli episodi di auto consumate dalle fiamme sono in netto aumento a Casarano, tra la crescente preoccupazione della cittadinanza, già fortemente provata dai problemi legati alla criminalità.

ARADEO. Vivevano un vero e proprio clima di terrore le due donne di Aradeo, madre e figlia, che lo scorso sabato hanno chiamato i carabinieri per liberarsi dalla presenza in casa di un uomo violento. In manette è finito il 31enne Mattia Carrisi, ovvero il compagno della più giovane delle due donne, già noto per i suoi precedenti con la giustizia e per un temperamento giudicato “violento e irascibile”. L’intervento dei militari è giunto al culmine dell’ennesima “escandescenza”  per futili motivi. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Nell’ospedale di Galatina, dove le due donne sono state condotte per gli accertamenti del caso (10 giorni di prognosi per entrambe), i sanitari hanno riscontrato contusioni ed ematomi agli arti ed uno stato di “ansia reattivo ingenerato”, documentato anche dagli ansiolitici già prescritti in passato.

CASARANO. Ha sconcertato la città ed il mondo politico l’ennesima auto “andata in fiamme” a Casarano. Questa volta a farne le spese (nella notte tra giovedì e venerdì scorsi) è stata la moglie dell’assessore comunale (ed ex vicesindaco) Adamo Fracasso la cui Renault Capture è stata avvolta dalle fiamme mentre era parcheggiata davanti casa, in contrada Spagnolo, nei pressi della strada provinciale per Maglie. Sul fatto indagano i carabinieri per cercare di risalire alla natura dell’episodio che, dai primi indizi, pare di natura dolosa anche perché l’autovettura era nuova (immatricolata nel 2015) ed in sosta da molte ore (quindi con il motore freddo). D’ausilio potranno essere le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza. In attesa di capire se si sia trattato di dolo, sono stati i diretti interessati a riferire di altri episodi più che sospetti avvenuti nel giro di un anno, dall’avvelenamento dei cani al rogo di un fondo agricolo.

Immediati gli attestati di solidarietà da parte del mondo politico locale. Il circolo del Pd ha espresso “sincera solidarietà ad Adamo Fracasso ed alla sua famiglia per l’ennesimo episodio intimidatorio di cui è stato vittima. Tutti noi viviamo con sconcerto questi episodi che, lo diciamo da anni, si ripetono periodicamente nella nostra città”. La “vicinanza” dell’Amministrazione comunale tutta è stata espressa, invece, dallo stesso sindaco Gianni Stefàno, che parla di “circostanze ancora tutte da chiarire”. «Ci auguriamo che si tratti di un accadimento fortuito e che non abbia origine dolosa. Certamente il susseguirsi di accadimenti riferiti dallo stesso assessore, dall’avvelenamento dei cani all’incendio dell’uliveto, non ci fanno stare tranquilli. L’Amministrazione comunale condanna qualunque forma di violenza e fa appello alle autorità competenti affinché, qualora la natura sia dolosa, vengano individuati quanto prima i responsabili. Auspichiamo fortemente che quanto accaduto non sia opera di balordi che mirano a indebolire la serenità nell’operato delle istituzioni locali con attività intimidatorie».

“Ferma e decisa condanna per il vile gesto intimidatorio subito, che annulla le regole della civile convivenza” è stato espresso la Centro Cristiano Democratico, il movimento politico che ha portato lo stesso Fracasso alla recente rielezione in Consiglio comunale. «Colpendo l’assessore Fracasso, si mina in radice l’impegno di chiunque si mette al servizio della propria comunità, con coraggio ed abnegazione, sacrificando il proprio lavoro e la propria famiglia», si legge nella nota del Ccd con la quale si fa appello a “a tutte le Istituzioni, le forze dell’ordine, i cittadini, le associazioni, i partiti e i movimenti politici, il mondo della scuola, affinché mantengano alto il livello di attenzione e il rispetto della legalità, manifestando dissenso e condanna verso qualsiasi atto che violi le regole del vivere civile».

TAVIANO. Nuovo incidente mortale sulla strada statale Gallipoli – Santa Maria di Leuca. Intorno alle 18.30, per causa in corso di accertamento, lo scontro frontale tra un furgone Fiat e una Renault Modus è costato la vita al 56enne di Trepuzzi Maurizio Perrone, alla guida del primo veicolo. Ferito il conducente dell’autovettura. L’ennesimo scontro mortale sulla Statale è avvenuto nei pressi dello svincolo per Taviano-Matino- Casarano, dove è presente una lunga curva spesso fatele per gli automobilisti. Dello scorso 20 agosto l’ultimo incidente costato la vita ad ragazzo di Matino e ad una ragazza originaria dell’Equador, con il ferimento del ragazzo di quest’ultima, di Gagliano del Capo.

GALLIPOLI. “Si è agito molto sull’informazione, per far emergere il malessere sommerso; sulle strutture protette come le case rifugio; sulla legislazione resa più severa; poco lavoro è stato fatto sugli autori delle violenze, quasi abbandonati a se stessi. Attenzione: questo non è giustificazionismo ma volontà di capire la situazione andando oltre lo smarrimento e l’indignazione, formulando ipotesi e risposte”: inizia così l’intervista di “Piazzasalento” a Beatrice Sances, di Alezio, quasi 40 anni spesi tra Consultorio familiare del distretto di Gallipoli e corsi con i ragazzi delle Superiori su educazione delle emozioni, educazione sessuale ed altri temi relativi a quella delicatissima fase della vita che è l’adolescenza. Adolescenti come i due ragazzi di Specchia ed Alessano di cui oggi tutti parlano (e sparlano).

Più di qualcosa si è fatto sul versante delle donne; scarso il lavoro e quindi scarsi i risultati sul “se stesso” dell’uomo violento?

“Le aberrazioni mentali cui assistiamo sgomenti lo dicono; altri atteggiamenti meno eclatanti sembrano più accettabili ma devono preoccupare lo stesso. Il punto di partenza, la radice della questione è, a mio parere, che la donna ha fatto un percorso di emancipazione in cui l’uomo non sempre c’è stato, ha imparato, ha raggiunto un’altra armonia di coppia. Anzi, si è sentito sopraffatto, ridimensionato, senza potere ed allora – specie nelle fasce meno abbienti – ha fatto e fa ricorso alla violenza come uno strumento di affermazione del sé.  Noemi viveva forse una relazione di questo genere”.

Anche se con contrasti interiori molto evidenti, tra dichiarazioni assolute di amore e confidenze dolorose e prossime al distacco…

“Questa è la condizione di fondo degli adolescenti, la distanza tra ciò che si è appreso e quello che fai. La mancanza di coerenza che magari rimproverano agli adulti è un connotato tutto loro: riconosco il male, so che il comportamento più giusto è interrompere quel tipo di rapporto ma poi non lo faccio. È un comportamento in linea con la fase culturale attuale, in cui manca l’elemento della riflessione. Si brucia tutto in fretta, di corsa: ti mando uno stimolo, tu non reagisci come volevo e io mi sento uno scarto, tutto in un fiat. Da quello che vedo, quel 17enne si sentiva uno scartato e nessuno ci aveva messo le mani. Anche quando è uscito dalla caserma dei carabinieri ieri sera tardi, davanti alla folla provocatoriamente lui l’ha aizzata, sbeffeggiata: un’ulteriore tentativo di affermazione di sé, come un bullo: è l’unica piattaforma comunicativa che ha, la forza”.

Per cominciare ad uscire dall’impotente annichilimento e dalla rabbia inconsulta e semplicistica, e per recuperare quel “percorso” che tanti uomini non hanno fatto, da dove bisogna ripartire? Ha dei casi limite, nella sua lunga esperienza, da poter indicare come possibili modelli?

“Nessuna verità rivelata. Quello che cerco di fare col mio lavoro è esaltare la cultura della ‘fragilità’ tanto da farla diventare una risorsa in grado di farci diventare uomini e donne consapevoli di sé. Certamente ogni istituzione educante dovrebbe attrezzarsi per agevolare il percorso di questi nostri giovani avventurieri dell’identità. Poi cominciamo col farci domande prima di esprimere opinioni e giudizi. Perché, ad esempio, l’emozione prevalente nei giovanissimi è la rabbia? cosa manca in questa società in cui ‘tutto è permesso’? Io non ho la risposta ma cominciamo a cercarla e magari scopriremo cose insospettabili in cui anche noi adulti siamo compromessi. Il pensiero in questi momenti va ai tanti ragazzi e ragazze seguiti in questi anni, i cosiddetti ‘minori del Tribunale’, dai quali ho molto imparato, soprattutto che la rabbia è frutto della disperazione e dell’umiliazione”.

NARDÓ. Ma Boncuri ha un futuro? La visita di ieri dell’associazione “Diritti a Sud” (che anche per tutta la passata estate ha lavorato con la funzione di “osservatorio” sulle vicende legate ai braccianti migranti) alla Masseria che nell’ultimo anno ha ospitato ben sedici richiedenti asilo, fa nascere interrogativi sulla condizione imminente di coloro che a Nardò ci resteranno, pur con la stagione di raccolta ormai alle spalle.
Il sodalizio, che fino al 31 maggio ha gestito la struttura prima della rottura con il Comune, ha innanzitutto documentato lo stato in cui fino a ieri l’edificio versava, soprattutto nei suoi spazi esterni: le fotografie condivise sulla pagina Facebook dell’associazione, testimoniano una situazione di degrado e sporcizia negli spazi, cui subito l’amministrazione ha fatto fronte, documentando a sua volta l’intervento effettuato ieri stesso. “Gli agenti della Polizia Locale – fanno sapere da Palazzo Personé – hanno prima compiuto una verifica in tutti i locali della masseria, per verificare che non ci fosse la presenza di persone non autorizzate, e poi hanno provveduto allo sgombero degli interni, ammassando fuori oggetti e mobili di recupero. I lavori sono proceduti con la pulizia dell’area esterna”.
Ma gli attivisti neretini pongono l’accento soprattutto sul destino di chi finora ha trovato alloggio nella struttura che soltanto quest’anno aveva riaperto i battenti: “Dal Comune fanno sapere che la foresteria per lavoratori appena inaugurata – dice la presidente Rosa Vaglio – chiuderà a fine mese. E anche alla Masseria sono stati posti i lucchetti: a Nardò, però, ci sono persone che hanno un contratto di lavoro che dura anche fino a novembre, e adesso non sanno che sistemazione avranno. Tra l’altro – aggiunge la Vaglio – nell’ultimo anno con gli ospiti di Boncuri è stato avviato un percorso di inserimento sia abitativo che sociale: che ne sarà di tutti gli sforzi compiuti? I lavoratori rimasti sono seriamente preoccupati per il proprio futuro. Al netto della propaganda, non riteniamo sia questa la maniera adatta di affrontare i problemi”.

 

PRESICCE. Sta bene, malgrado la paura, l’anziana signora di Presicce rimasta una notte intera in balia di tre rapinatori all’interno della propria abitazione in via Cattaneo. Decisi ma a loro modo “cortesi”, i malviventi hanno pure “offerto” un bicchiere d’acqua alla donna per farla “riavere” da un colpo fruttato almeno 10mila euro. «Fortunatamente sta bene e non le hanno fatto del male – dichiara il figlio Antonio Raone, vicesindaco del paese – non le hanno torto nemmeno un capello. Mia madre è stata coraggiosa, non si è spaventata. Sapendo che soffre di cuore poteva andare decisamente peggio». La preoccupazione dei figli è che ora non riesca più a stare sola la notte e che durante il sonno le ritornino, come incubo, le lunghe ore passate sottol’assedio dei malviventi. Nel bel mezzo della notte scorsa, a Presicce, l’83enne Flora Scorrano si è ritrovata, infatti, la pistola puntata addosso e tre uomini con il volto coperto a svaligiarle la casa. I malviventi si sono introdotti in casa  presumibilmente dal giardino, passando da quello del vicino, verso l’una di notte e una volta dentro hanno iniziato a perlustrarla centimetro per  centimetro. I rumori hanno poi svegliato la signora Flora che si è alzata per accertarsi su cosa stesse succedendo e  si è trovata davanti una pistola puntata contro e tre sconosciuti in casa.

«L’hanno subito minacciata con la pistola, volevano sapere dove tenesse i soldi – continua il figlio – hanno perfino smontato i cassonetti delle tapparelle. Da quanto è riuscita a sentire pare che i tre non fossero italiani, le dicevano “dicci dove sono i soldi, sappiamo che tuo figlio ne ha tanti”. Sicuramente c’è un basista ben informato che avrà indicato dove fare il colpo». In passato la signora aveva una gioielleria e nel rovistare ovunque è saltata fuori una chiave, che i ladri hanno erroneamente pensato potesse aprire qualche cassaforte. I tre sono rimasti nell’abitazione fino alle 5 lasciando la signora che, però, non ha chiamato immediatamente i carabinieri, né i familiari. «Da maniaca della pulizia ha, invece, iniziato a rimettere a posto, “tanto ormai avevano preso tutto”, ci ha detto. È stato il vicino di casa ad accorgersi che era successo qualcosa e ad informare i carabinieri», conclude il figlio.

PORTO CESAREO. Aveva in casa 15 dosi di cocaina nascoste nel frigorifero il 42enne di Porto Cesareo arrestato questa mattina dai carabinieri. I militari del Nucleo operativo della Compagnia di Campi Salentina, insieme al Nucleo cinofili di Modugno, sono entrati in azione nel corso di un’operazione di contrasto allo spaccio di stupefacenti lungo il litorale ionico. In tale contesto Massimiliano leo è stato trovato in possesso di 15 dosi di cocaina e di altro stupefacente pronto per essere suddiviso al dettaglio, oltre a ad un bilancino ed a materiale utile per frazionare la droga. Il soggetto era da tempo sotto lo stretto controllo dei militari che, nella prima mattinata, hanno atteso il suo rientro a casa dal lavoro per svolgere la perquisizione. L’arrestato è stato posto ai domiciliari

GALLIPOLI. Subacquei della Guardia costiera in attività tra Gallipoli e Porto Cesareo. Tra le attività in programma lungo un’intera settimana, il personale appartenente al primo nucleo operatori subacquei proveniente dalla sede di San Benedetto del Tronto ha già provveduto al recupero dai fondali di tutte le batterie presenti a bordo dell’imbarcazione a vela affondata nei pressi del bastione San Domenico dopo aver trasportato 60 migranti (tutti tratti in salvo). È stato individuato pure l’apparato motore dell’unità per il successivo recupero. Allo stesso tempo è stata effettuata un’importante e completa attività di videoripresa dello stato dei fondali insieme all’assistenza al terzo stage di Apnea Academy indetto dal Consorzio dell’Area marina protetta di Porto Cesareo (in programma dal 15 al 17 con le lezioni del pluriprimatista mondiale di apnea profonda Umberto Pelizzari). È stato, infine, programmato anche il recupero e successivo conferimento in discarica di diversi “corpi morti” abusivi posizionati in alcune porzioni di specchio acqueo del comun aedi Porto Cesareo.

SPECCHIA. Il giorno dopo il ritrovamento del corpo senza vita di Noemi Durini, uccisa da L. M. di Montesardo (Alessano) – 16 anni lei, 17 lui – sembra mettersi in moto quel meccanismo istituzionale che avrebbero dovuto già essere stato avviato dalle denunce della madre della ragazza. Fossero state tempestive – è l’opinione dei familiari della vittima – forse questo epilogo tragico di un rapporto adolescenziale così travagliato e violento non ci sarebbe stato.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di mandare gli ispettori per verificare i tempi d’intervento della Procura del Tribunale dei minori di Lecce. Si vuole capire se e come si sia risposta alle richieste di aiuto della famiglia di Noemi. Analoga iniziativa del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati che oggi riunisce sul caso l’Ufficio di presidenza.

Ma tutto torna poi ai protagonisti della drammatica vicenda, a contrada San Salvatore dove sono stati ritrovati i resti della giovane che mancava da casa da dieci giorni. Ora l’autore del delitto è in un istituto di reclusione per minori, reo confesso fino ad indicare il luogo in cui aveva sepolto il “suo“ amore. Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti ha invece fatto un richiamo a quanti stanno seguendo

Per poi informare l’opinione pubblica lo svolgimento delle indagini e della vicenda nel suo complesso, mettendo i giornalisti in guardia dall’alto rischio rappresentato dalle pulsioni emotive le più profonde e incontrollabili, indicando invece la via del rigoroso rispetto delle norme e della deontologia professionale in caso di soggetti minorenni.

Ieri gli studenti universitari di Bari hanno fatto un sit in per ricordare questo ennesimo femminicidio.

 

MELISSANO. Nascondeva 55 dosi di cocaina sull’armadio della camera da letto il 20enne (incensurato) arrestato ieri mattina dai carabinieri a Melissano. I carabinieri della locale Stazione da tempo tenevano sotto controllo (anche con servizi in borghese) l’abitazione di Alessio Cugino, notando il consueto “via vai” tipico dell’attività di spaccio.  La perquisizione domiciliare ha confermato i sospetti portando al sequestro, oltre ai 27 grammi di stupefacente, anche di diverso materiale plastico utilizzato per il confezionamento delle dosi, di 40 euro in banconote di piccolo taglio e di una cartuccia calibro 308 Winchester detenuta illegalmente. Il giovane è stato condotto nel carcere di Lecce con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

NARDÒ. Rescissione del contratto (già appaltato) per la realizzazione della condotta a mare lunga 2 km; scarico zero nello Jonio per i reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo ”salvo che in particolari condizioni di emergenza (pioggia intensa e particolare abbondanza di acqua come in inverno”; pace infine tra i due Comuni, avvinti in una lunga lotta sul destino da dare ai reflui fognari: queste le conclusioni cui è giunto il vertice di oggi presso il Ministero dell’Ambiente a Roma, cui hanno partecipato il commissario straordinario in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue, Enrico Rolle; per Nardò il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio;  il vicesindaco di Porto Cesareo Silvia Tarantino e due tecnici comunali, Nicola D’Alessandro (Nardò) e Tarcisio Basile (Porto Cesareo). Adesso saranno gli uffici regionali a concretizzare i risultati odierni in un progetto basato sullo studio di fattibilità che presentava tre diversi ipotesi esecutive.

Mellone e il suo omologo di Porto Cesareo, Salvatore Albano, alla fine della riunione hanno rilasciato una dichiarazione congiunta:  “Siamo molto soddisfatti  perché in questa maniera si supera una innaturale conflittualità tra due territori che hanno storia e prospettive comuni”.“Per Porto Cesareo – aggiunge Albano – si apre una nuova fase di tutela dell’ambiente e di arricchimento della città, che potrà conquistare un servizio atteso da anni”. Un successo per l’ambiente e per la politica che si riscontra anche nelle parole di Pippi Mellone: “Abbiamo trovato nel presidente Michele Emiliano, nel suo capo di Gabinetto Claudio Stefanazzi, nell’ingegnere Barbara Valenzano e anche nel dirigente del settore Risorse idriche della Regione Luca Limongelli (noto per la sua posizione pro scarico a mare definito “inevitabile” pr i reflui in surplus, in una intervista di poche mesi fa su “la voce di Nardò”, ndr), degli interlocutori eccezionali – sottolinea – che hanno messo i comuni di Nardò e Porto Cesareo nelle condizioni di superare un’emergenza che si è protratta per anni, trovando un accordo ad esclusivo vantaggio delle popolazioni e dell’ambiente e scongiurando la mannaia delle multe legate all’infrazione comunitaria”.

 

CASARANO. Si svolgeranno domani alle 17 a Soleto i funerali di Pierpaolo Serra, il 27enne di Soleto ritrovato senza vita, lo scorso martedì, nella sua abitazione di Perugia. La camera ardente verrà allestita presso la cattedrale dove il feretro del giovane sarà intorno alle 9. Questa mattina, a Perugia, si è svolta l’autopsia per risalire alle cause della morte improvvisa dell’universitario (ad un esame dalla laurea in Medicina) e per individuare eventuali responsabilità di terzi soggetti.

Sotto choc le due comunità salentine più direttamente coinvolte dal dramma, ovvero Soleto, dove il padre del giovane, il professor Elio Serra, noto psichiatra, è stato sindaco per dieci anni, e Casarano, dove la madre del ragazzo, la professoressa Maria Grazia Attanasi, è dirigente del Liceo Scientifico “Giulio Cesare Vanini”.

Per la scuola, queste, sono ore e giorni particolarmente difficili, visto che la notizia della tragedia è giunta proprio in avvio del nuovo anno scolastico. Giusto martedì mattina, la dirigente Attanasi aveva accolto in auditorium, con il suo solito entusiasmo, le “matricole” del “Vanini” in una mattinata di festa, consegnando una rosa ad ognuna delle ragazze presenti. Poche ore dopo la notizia che ha sconvolto per sempre l’esistenza di una famiglia e profondamente segnato l’intera comunità scolastica.

Il particolare momento vissuto dal liceo viene espresso nelle parole che i professori Claudia Costanino e Giuseppe Isernia, collaboratori della dirigente, hanno rivolto (sulla home page del sito istituzionale della scuola) “Alla grande famiglia del “Vanini”, ricordando alcuni versi della poesia “Giorgio per giorno” di Giuseppe Ungaretti, ed invitando ad esprimere la vicinanza alla dirigente “continuando a lavorare, studiare e collaborare al meglio delle nostre possibilità secondo le indicazioni che lei ci ha dato sino a ieri per cercare di alleviarle l’ulteriore carico della quotidianità lavorativa”.

Tantissimi i messaggi di cordoglio e di vicinanza espressi – in queste ore -su facebook non appena la professoressa Attanasi, aggiornando l’immagine di copertina, ha pubblicato la foto di Pierpaolo.

CASARANO.Una comunità scolastica sconvolta ha appreso, a Casarano, la notizia della scomparsa del figlio della dirigente del liceo scientifico “Vanini”. Il 27enne Pierpaolo Serra è stato ritrovato privo di vita, intorno alle 16 di ieri pomeriggio, da un suo coinquilino nell’appartamento di piazza Ansidei, nel centro storico di Perugia. Il ragazzo, figlio della professoressa Maria Grazia Attanasi e del professor Elio Serra, per dieci anni sindaco di Soleto e primario di psichiatria degli ospedali di Gallipoli e Nardò, era considerato da tutti uno studente modello (gli mancava un esame alla laurea in Medicina). Indagini sono in corso da parte dei carabinieri per risalire alle cause del decesso. Tantissimi, in queste ore, gli attestati di vicinanza alla famiglia del giovane espressi dal mondo scolastico, politico e della sanità.

SPECCHIA. Noemi Durini è stata ritrovata due giorni fa; ora ci sono da ritrovare altri pezzi di una vicenda il cui ricordo durerà molto a lungo. Occorrerebbe trovare sempre più spazio per una riflessione corale, di comunità, come ha consigliato da questo giornale la dottoressa Beatrice Sances, per recuperare ritardi pesanti sulle attenzione mai date agli autori degli abusi e dei delitti contro le donne. Ma ribolle ancora troppa rabbia e tanti perché dalle risposte facili e ultimative, che tengono inchiodato questo dolore collettivo.

I nodi da sciogliere.

Sul piano delle indagini gli interrogativi non mancano: la 16enne non è morta per i colpi di pietra sferrati dal suo compagno, come accertato ad un esame diagnostico: allora dice il vero l’autore del crimine, il quale ai carabinieri ha parlato di un coltello? E dove sarebbe finita quest’arma? Di chi sono le macchie di sangue nell’auto della 500 in cui si sarebbe svolto l’ultimo incontro tra i due all’alba di domenica scorsa? Ma il 17enne ha fatto tutto da solo o, come ha urlato a “Telerama” il papà dell’uccisa, l’autore sarebbe il padre del giovane che ora in isolamento in una struttura protetta? L’autopsia di sabato dovrebbe chiarire qualche dubbio.

La guerra tra famiglie.

Resteranno tutti interi e strazianti i rapporti dilaniati tra le due famiglie e tra quelli che ormai sono schieramenti in campo. Era lui la rovina di lei o viceversa? Un gioco al massacro, un altro ancora. Molto pare aver pesato l’arcaica cultura di chi concepisce la donna – quale che sia la sua età – come oggetto di proprietà, silenziosa, sempre al suo posto e sempre obbediente, con autonomia zero. Se questo è, c’è chi pensa che – ad un altro livello, beninteso – anche il minore appare una vittima. Lo scambio di accuse continua, come i particolari che cambiano nel racconto del ragazzo. Sarebbe pentito, avrebbe lasciato in casa un biglietto trovato, dopo il rinvenimento del corpo della ragazza, dalla madre; parole con cui sostiene di aver “fatto tutto per voi, vi voleva ammazzare e fuggire con me a Milano”; scrive di sentirsi un fallito. Lontane ormai le immagini di strafottente bullo all’uscita dalla caserma di Specchia, davanti ad una folla violenta quasi al suo stesso livello, almeno nelle espressioni.

I funerali e il circo mediatico.

La madre di Noemi, puericultrice apprezzata, dopo le due denunce inviate alla Procura dei minori di Lecce, ha avuto anche il coraggio di stoppare un funerale-show (maxischermi fuori dalla chiesa, moto rombanti…). Ha invitato ad un comportamento sobrio durante il piccolo percorso che farà la salma della figlia, dalla casa in chiesa. Ma l’impressione che al circo mediatico, in cui tutti i protagonisti sono “buoni” per fare audience, senza eccezione alcuna, non si riuscirà a togliere questo boccone. Il comitato sorto a Specchia con gruppi e associazioni, avrebbe voluto collaborare ai funerali (data la previsione di una grande folla) ma adesso farà altro: in programma iniziative per ricordare lei e le ragazze come lei, vittime di amori corrosi da antichi veleni.

Le Istituzioni zoppicanti.

Il Comune di Alessano (l’omicida abitava nella frazione di Montesardo) riceve dalla Procura del Tribunale dei Minori di Lecce la richiesta di una relazione sul soggetto L. M.; ha tempo 90 giorni per presentarla a partire dal ricevimento dell’istanza che è di fine agosto. La stessa magistratura per minorenni scrive al Comune di Specchia proponendo l’affidamento di Noemi ai servizi sociali; forse è un modo, un altro dopo quello consigliato a più riprese dalle sue amiche, per allontanarla da lui. La data della comunicazione è del 4 settembre, il giorno dopo l’ufficializzazione della scomparsa della donna. Dopo mesi di silenzio ufficiale, ecco una mossa. Un caso che sia stata fatta appena scattato l’allarme? Dubbio legittimo e denso di possibili conseguenze. Il ministro della Giustizia, Orlando, ci vuole vedere chiaro ed ha inviato i suoi ispettori “per vedere è stato fatto tutto il necessario dopo le due denunce della madre”. Si paventano comportamenti del Tribunale “abnormali”. Pure il Consiglio superiore della magistratura riunirà martedì il comitato di presidenza “per verificare se ci sono stati problemi, omissioni oppure no”.
Questo non lo avrebbe mai immaginato. La tragica protagonista di questa storia non lo avrebbe di certo voluto né mai immaginato, ma la sua barbara uccisione ha aperto una importante cerimonia a Palazzo di giustizia di ecce dove questa mattina si è insediato il nuovo presidente della Corte d’Appello, Roberto Tanisi, di Taviano. Il magistrato ha aperto il suo intervento in un’aula magna gremita, parlando proprio di Noemi, “vittima della più grave delle ingiustizie”.

Rocco Coppola

GAGLIANO DEL CAPO. Palloncini blu e celesti lanciati in cielo hanno salutato nel suo ultimo viaggio Rocco Coppola, il 36enne operaio morto a Presicce in un tragico incidente sul lavoro avvenuto sabato mattina. L’uomo stava effettuando alcune operazioni sul tetto di un capannone della zona industriale di Presicce quando, per cause in corso di accertamento, è caduto da un’altezza di circa otto metri. E per i soccorritori non c’è stato nulla da fare.
Una grande folla ha seguito il corteo funebre che ha condotto lo sfortunato lavoratore, persona sensibile, marito e padre di una bambina di tre anni, dall’abitazione di corso Umberto I fino all’interno della chiesa matrice di San Rocco confessore, dove don Salvatore Chiarello, cugino della moglie Maura, ha celebrato le esequie affiancato da altri sacerdoti, tra cui il parroco di Gagliano padre Angelo Buccarello.
L’intera comunità ha voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia in questa tragedia che ha colpito non solo i familiari più stretti di Rocco, i genitori, il fratello gemello e le sorelle, ma anche tantissimi amici e conoscenti che lo hanno stimato come uomo dedito al lavoro, al sostentamento e della crescita della famiglia.
Parole di conforto per lui anche dal Sindaco Carlo Nesca, che ha anche ricordato come la cittadina sia stata colpita quest’anno da troppe morti giovani.
All’uscita della bara dalla chiesa gli altoparlanti hanno diffuso le note di una canzone di Vasco Rossi; all’arrivo della salma nell’aria era risuonata una di Renato Zero, prima del trasferimento nel cimitero comunale per la sepoltura.

SUPERSANO. Dopo la condanna a quattro anni di reclusione ora c’è anche la confisca dei beni per mezzo milione di euro. Protagonista della truffa allo Stato è un imprenditore 50enne di Supersano al quale la Guardia di finanza di Lecce ha provveduto a confiscare due appartamenti, un ufficio, un’autorimessa e un opificio industriale, con terreno di pertinenza. L’accusa, confermata da tre gradi di giudizio, è quella di aver ottenuto un finanziamento (la prima tranche incassata nell’agosto 2006) grazie agli incentivi per le aree depresse previsti  dalla legge n. 488 del 1992. Dei primi anni 2000, la richiesta avanzata al Ministero per un impianto di frantumazione e recupero di materiali provenienti da demolizione e scavi, ufficialmente funzionante ma, di fatto, mai ultimato.

Secondo quanto accertato da indagini e processi, il finanziamento da milione di euro (nel 2009 le indagini permisero di bloccare la seconda tranche) sarebbe stato  inizialmente richiesto da una prima ditta intestata all’imprenditore ma poi trasferito a una società di capitali amministrata sempre dal medesimo la quale, nel presentare la richiesta di erogazione delle due tranches di contributo a stato di avanzamento lavori, avrebbe rendicontato tra i costi anche fatture relative a operazioni inesistenti emesse da aziende considerate “compiacenti o riconducibili allo stesso imprenditore”.

Oltre alla condanna a quattro anni di reclusione, l’imprenditore è stato condannato anche alle pene accessorie tra le quali anche l’incapacità di contrattare con la Pubblica amministrazione e dell’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese – con la conseguente confisca dei beni immobili che saranno definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato, in esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Lecce.

 

Si è costituito l’ultimo soggetto coinvolto nell’operazione “Contatto” che, all’alba dello scorso 5 settembre, ha sgominato il clan “Coluccia” portando all’arresto di 47 persone tra Sogliano Cavour e dintorni. Il 30enne Cristian Carluccio era in Germania, per lavoro, al momento dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari ma venuto a sapere di essere ricercato ha preferito costituirsi. Per lui le accuse sono quelle di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa. Dopo la notifica del provvedimento l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Frigole.

CASARANO. Un violento, quanto veloce, temporale è stato sufficiente ad allagare le strade ed alcuni scantinati. Il forte rovescio verificatosi nell’area del basso Salento, quest’oggi intorno a mezzogiorno, ha replicato in parte la violenza dei temporali dei giorni precedenti caduti nell’entroterra (soprattutto la zona del magliese) e lungo le coste. Questa volta la pioggia è caduta copiosa anche a Casarano e dintorni (dove finora non si era vista in simile quantità). Auto in panne perché sommerse dall’acqua anche a Torre San Giovanni, Marina di Ugento. Non si registrano, tuttavia, feriti. Disagi anche presso la scuola Primaria di Acquarica del Capo dove (a quanto pare per un canale di scolo intasato dalle foglie) l’acqua è riuscita a filtrare nel primo piano dell’edificio provocando alcuni contrattempi, subito risolti, giusto nel primo giorno di lezione.

GALLIPOLI. Sono diventati una specie di rompicapo e hanno suscitato non poche perplessità quei cartelli del Comune sugli scogli di scirocco che paventando “possibili movimenti franosi”; intimano fin dall’anno scorso il “divieto di transito e di sosta” richiamando l’Ordinanza n.49 del 2016 della Capitaneria. Su quel tratto da sempre ci sono giostre regolarmente funzionanti e bagnanti. “Perché – si chiede qualcuno che su quegli scogli ci è nato – il divieto vale solo per noi, e non anche per gli altri (alludendo appunto a giostre, paninerie ecc.)?”. Fatti  i dovuti accertamenti, sul versante delle giostre va subito detto  che  godono di regolare autorizzazione comunale sin dal 23 giugno, supportata da perizia geotecnica a firma di Gianluigi Barone e Antonio Inguscio (di Nardò), ad integrazione di quella precedente del geologo Marcello De Donatis (di Ruffano), che escludono il pericolo di crolli.  Le due perizie geotecniche parlano chiaro,dunque,  con buona pace di giostrai ed anche degli habitué della scogliera di scirocco. Comune e Capitaneria ne sono ovviamente al corrente. “Ma allora perché quei paletti stanno ancora lì?”, insistono i lettori di piazzasalento.it, che vorrebbero –considerato lo scampato pericolo di crolli – un contesto più rassicurante. Il Comune è invitato perciò a farli rimuovere, “magari prima della prossima stagione”.

 

CASARANO. Non solo non aveva rispettato a più riprese gli arresti domiciliari impostigli a seguito di un procedimento penale per estorsione, ma più di recente – il 14 giugno scorso – aveva aggredito la sorella con cui viveva nel corso di un litigio. Giorni dopo – il 20 giugno e poi l’8 agosto – era stato sorpreso con un’altra persona nella sua abitazione (cosa non consentita per uno soggetto agli arresti domiciliari).  Per tutto questo i carabinieri di Casarano hanno eseguito ieri l’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa nella stessa giornata dal Corte di Appello di Lecce, Sezione penale, a carico di Cosimo Giorgino, 23 anni, di Casarano. L’uomo è stato trasferito dalla propria abitazione nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

RACALE. Per il pericolo che ripetesse il reato e che scappasse, è finito in carcere per maltrattamenti in famiglia Sahbi Arfaqui, 37enne di nazionalità tunisina. Lo hanno arrestato i carabinieri su ordine del sostituto procuratore di turno che ha ravvisato “gravi indizi di colpevolezza. Le violenze fisiche e verbali dell’uomo erano rivolte alla moglie da qualche tempo; l’ultima il 5 giugno scorso in cui la donna aveva dovuto fare ricorso alle cure mediche per le ferite guaribili in dieci giorni.

RACALE. Drammatica storia di violenza tra minori in una comunità di Felline (Alliste) con intervento finale dei carabinieri di Racale che hanno dovuto eseguire una ordinanza di aggravamento di misura cautelare, emessa dalla Sezione penale della Corte di Appello di Bari. Al centro della vicenda, a quanto pare, O.E., 18enne di nazionalità albanese, affidato dal Tribunale dei Minorenni di Bari alla Comunità “Crisalide” di Felline. Il ragazzo il 6 agosto scorso, nel corso di un litigio con un altro ospite della struttura, aveva tentato di afferrare un bastone di ferro per colpire l’antagonista. L’autorità giudiziaria, considerando inadeguata la misura di tutela messa in atto fin qui, per prevenire il pericolo di reiterazione di reato, ha emesso il provvedimento di custodia cautelare presso l’istituto penale minorile di Bari.

NARDÒ. L’azienda è ritenuta inadempiente, l’Amministrazione le dà il ben servito. Era nell’aria il provvedimento ufficializzato oggi dalla Giunta comunale del Sindaco Giuseppe Mellone, che ha messo alla porta la ditta “Borgia” revocando la convenzione stipulata nel lontano 1990 per la gestione del servizio di illuminazione all’interno del cimitero. Stando all’esecutivo di Palazzo di Città, nella circostanza di alcuni sopralluoghi effettuati in primavera, “sono stati riscontrati gravi inadempimenti contrattuali relativi agli impianti di illuminazione votiva, che sono stati prontamente segnalati alla ditta, insieme allo stato di manutenzione degli impianti della parte più antica e ad alcuni lavori eseguiti in totale precarietà”. Già nei mesi scorsi Mellone e i suoi avevano palesato l’intenzione di rivedere gli accordi con la ditta, soprattutto in funzione di una tariffa ritenuta troppo elevata: “Dal 1991 a oggi – scriveva a maggio Mellone – nessuno ha controllato la convenzione stipulata con il gestore del servizio, con documenti non in possesso del comune e incredibilmente mai richiesti. Riteniamo che il canone attuale di 24 euro sia eccessivo, anche in considerazione – sottolineava il primo cittadino – di quanto accade in altri comuni. A Galatone 13 euro, a Galatina 16, a Copertino 21”. “Uno stato dei fatti increscioso e preoccupante – precisa oggi – che ci ha spinti ad accelerare il cronoprogramma dei nostri interventi”.

 

Viale Ferrari

CASARANO. “Bergoglio, facile fare lo Ius con il Soli degli altri”: questo striscione, quanto meno irrispettoso,  appiccicato su di un muro in viale Ferrari ha fatto scattare la reazione del gruppo politico “Articolo 1 – movimento democratico e progressista” che lancia un appello alle autorità perché intervengano a rimuovere lo striscione – peraltro affisso illegalmente – firmato da un gruppo di estrema destra. “Chiediamo – dicono dal coordinamento casaranese di “Articolo 1” – a questa Amministrazione, alle Istituzioni religiose e scolastiche, alle famiglie di attivarsi per porre in essere azioni per diffondere una cultura basata sul rispetto e sulla dignità della persona”. Il gruppo politico sottolinea “l’importanza dello Ius soli, quale strumento di civiltà e integrazione, manifesta la propria indignazione verso il grave atto che il contenuto dello striscione porta con se. Intolleranza verso l’altro, non accettazione dello ‘straniero’ ma anche offesa e oltraggio alle istituzioni ecclesiastiche nella persona del pontefice: tutto questo avviene a Casaran; tutto questo avviene in un luogo del profondo sud che negli anni passati ha visto emigrare, diventare stranieri tanti concittadini, in Belgio, in America, In Germania, in Svizzera.  Non si riesce perciò a comprendere questo atteggiamento di chi ha voluto manifestare tanto disprezzo per la dignità di quei cittadini che, figli di stranieri, nascono in Italia ma non possono essere parte integrante di questo Paese”.

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