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carabinieri-gallipoli-(2)GALLIPOLI. Carabinieri di Gallipoli e Nardò e del Nucleo Ispettorato del lavoro di Lecce hanno effettuato controlli in alcuni cantieri edili. Alla fine dell’operazione sono state sei le persone deferite all’autorità giudiziaria, tra cui rappresentanti legali e amministratori delle ditte, elevando multe per 6.500 euro. I reati ipotizzati sono la violazione delle norme in materia di sicurezza sui posti di lavoro. In particolare sono state rilevate mancanza di parapetti o adeguate altre misure “fermapiede” su muri prospicienti il vuoto; mancata applicazione dei piani di sicurezza rivolti a diminuire o prevenire i rischi; mancate protezioni individuali.

FOTOLEUCA. Un’imbarcazione a vela, di nazionalità tedesca e con a bordo sei persone, è stata soccorsa e ricondotta in porto dalla Guardia costiera nella tarda serata di ieri. A causa del forte vento di maestrale il natante ha rotto l’albero a circa dodici miglia nautiche  da Santa Maria di Leuca, ritrovandosi in balia del mare. A soccorrere la nave due motovedette della Guardia costiera, partite dal porto di Gallipoli e di Leuca, sotto il coordinamento della sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli. Dopo essersi sinceratisi delle condizioni dell’equipaggio, gli uomini della Guardia costiera hanno prestato le necessarie assistenze per ricondurre l’imbarcazione nel porto di Leuca, come avvenuto nella tarda serata di ieri.

TAVIANO. Un involucro “sospetto” passa da un’autovettura ad un’altra, in aperta campagna, e scattano tre arresti. L’operazione di contrasto al fenomeno dello spaccio di stupefacente è stata condotta ieri pomeriggio a Taviano dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Gallipoli. Le due vetture sono state immediatamente fermate ed in seguito alla perquisizione, in una delle due è stato rinvenuto e sequestrato un pacchetto in cellophane con all’interno ben 100 grammi di cocaina purissima. A bordo i due acquirenti, entrambi di Taviano, il 31enne Pasquale Di Battista ed il 20enne Domenico Scala, quest’ultimo già noto per reati specifici afferenti le sostanze stupefacenti e trovato in possesso anche di 955 euro in contanti. Sull’altra autovettura è stato, invece, identificato il fornitore 42enne Vincenzo De Matteis, anch’egli con precedenti. Tutti e tre sono stati dichiarati in stato arresto per cessione e detenzione ai fini spaccio, considerata l’ingente quantità e la tipologia della sostanza stupefacente. Gli indagati, ultimate le formalità di rito, sono stati quindi tradotti presso il carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

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parco gondar pasquettaGALLIPOLI. Parco Gondar annulla sua Pasquetta. E’ di queste ore la notizia dell’annullamento del festival di lunedì 17 aprile, come pubblicato sulla pagina ufficiale di facebook “Parco Gondar”, dove i titolari della famosa struttura a malincuore annunciano di dover cancellare l’importante evento (che attira ogni anno migliaia di presenze di ogni età), in attesa che si faccia chiarezza sui presunti illeciti edilizi su cui sta indagando la magistratura. Il Parco Gondar è sotto sequestro dal 3 aprile, quando i militari della Guardia di finanza di Gallipoli hanno messo i sigilli dopo un provvedimento richiesto dal pubblico ministero Valeria Mignone e riportante la firma del giudice per le indagini preliminari Simona Panzera. «Come sempre – si legge nella nota della società – ci abbiamo provato fino alla fine, ma purtroppo mancano i ” tempi tecnici” per rimettere in piedi il festival di Pasquetta. Per cui siamo costretti ad annullare l’evento. Facciamo questo annuncio con estrema tristezza non solo perché vediamo cancellati 7 mesi di lavoro o per i soldi persi, ma perché come sapete siamo particolarmente affezionati a questo evento, quello che per noi è speciale, che per noi è l’evento più bello. Quello che inizia la mattina, quello sui prati sotto il sole, quello con tutti gli artisti salentini, quello con le giostre del luna park e gli artisti di strada, quello con tutti i generi musicali, quello con tanto food e tanto sport, quello dove oltre la musica c’è arte in tutte le sue forme, quello low cost dove possono venire tutti, quello con migliaia di giovani ma dove tutti ma proprio tutti si divertono, compresi i nonni, le famiglie e i bambini. Comprendiamo l’operato delle autorità e la sacrosanta opera di controllo, ciò che dispiace però è che in attesa che si faccia chiarezza su ogni punto noi ne usciamo già sconfitti, avendo perso energie e risorse vitali per la nostra attività. Ringraziamo tutti, i collaboratori, le 60 band salentine che si sarebbero dovute esibire, gli artisti di strada e circensi, i writers, i titolari degli stand dello street food, i tecnici, i giostrai, il servizio di sicurezza, gli addetti al servizio baby sitting, i baristi, i cassieri, i camerieri, gli aiutanti, i magazzinieri, i fotografi, i videomaker, gli addetti alla promozione, i pr, gli autisti di bus e navette, il servizio ambulanza e tutti coloro che fino all’ultimo ci hanno dato la loro disponibilità per far sì che l’evento si potesse svolgere comunque, e ovviamente tutto il pubblico per aver sperato con noi fino alla fine». Due anni fa, esattamente il 27 marzo del 2015, ci fu un altro sequestro della struttura, ma l’attività poté riprendere tre mesi dopo.

Cosimo Sasso

Cosimo Sasso

NARDÒ. È scomparso oggi all’età di 79 anni Cosimo Sasso, più volte sindaco di Nardò. Sasso, democristiano, ha guidato la città nei periodi 1978-1979, 1979-1980, 1981-1982 e 1988-1992, quando ancora non era in vigore l’elezione diretta dei sindaci. Negli ultimi anni ha seguito con attenzione la nascita del Partito democratico, di cui in città è stato cofondatore. «A lui e al suo lungo impegno nella Democrazia Cristiana – ricorda il sindaco Giuseppe Mellone – la politica cittadina deve coerenza e passione. Cosimo Sasso sarà ricordato anche per il tratto mite e pacato della sua personalità. A nome dell’amministrazione comunale rivolgo un sentito messaggio di cordoglio alla sua famiglia». «Politico leale, incline al confronto e alla mediazione – ricorda l’ex sindaco Marcello Risi – e amministratore con spiccate qualità di governo. Per ben quattro volte primo cittadino. Nessun altro sindaco nella storia della nostra Città può vantare quattro elezioni». Rino Giuri, coordinatore del Pd, parla di «una grande perdita per la nostra comunità cittadina, alla quale Egli aveva dedicato tanta parte del suo impegno politico e umano». I funerali si terranno domani 14 aprile alle ore 16.

Gabriele Papa Pagliardini

Gabriele Papa Pagliardini

IN EVIDENZA. Portale aperto per chiedere elettronicamente i contributi da parte degli olivicoltori colpiti dalle infezioni ed indenni nel corso del 2014 e fino al 30 giugno 2015. La Regione ha inteso così semplificare l’accesso ai fondi, pari a 12 milioni di euro per la mancata produzione. Alla base c’è il decreto ministeriale – il numero 21 del 2015 – con cui veniva riconosciuto il carattere di eccezionalità dell’evento collegato al flagello del batterio da quarantena, e il Fondo di solidarietà nazionale. La Coldiretti ha salutato con favore queste iniziative ed ha invitato le aziende interessate, calcolate in circa 1.500 tra Lecce, Brindisi e Taranto, ad attivarsi entro i termini fissati per avviare le procedure informatiche. È possibile attingere ad altri aiuti. L’Agea, l’agenzia nazionale a sostegno dell’agricoltura Gabriele Papa Pagliardini (foto), ha proceduto a liquidare premi per gli olivicoltori destinati a 670 aziende; con un ulteriore decreto dovrebbero essere distribuite risorse a 25mila aziende del settore per un importo di 30 milioni di euro.

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CASTRIGNANO LEUCA. L’ex colonia Scarciglia di Santa Maria di Leuca si prepara a trascorrere la sua quattordicesima estate da rudere. Doveva diventare un albergo extralusso con annessa beauty farm invece è un rifugio di cani randagi, meta di bivacchi umani. Triste sorte per l’ex colonia antitubercolare sorta negli anni ’20 del secolo scorso per accogliere gli ammalati da tutta la Provincia di Lecce. Negli anni ’40 il centro fu trasformato in un ospedale dove sono nati centinaia di profughi che dopo la liberazione dai campi di concentramento erano stati provvisoriamente smistati nei centri di accoglienza salentini, dalla stessa Leuca a Santa Maria al Bagno. L’ultimo paziente venne dimesso a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 poi l’oblio, fin quando il Demanio non decise di cederla alla Provincia a condizione che si realizzasse un centro per la valorizzazione del mare. Un imprenditore del calibro di Roberto Colaninno vide la possibilità di creare una struttura alberghiera. Chiese e ottenne l’ok da Palazzo dei Celestini e anche quel- lo del Comune di Castrignano del Capo, che fu pronto a consegnare il retrostante edificio scolastico avallando il progetto complessivo che prevedeva un centro benessere.

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CASARANO. Coppia di ladri arrestata ieri a Specchia. Il 28enne Ivano Protopapa, di Scorrano, e la 38enne Fiorenza Casarano, di Casarano, sono stati colti in flagranza di reato nel tentativo di rubare in un’abitazione di Montesano Salentino. A segnalare la presenza alquanto sospetta dei due sono stati alcuni cittadini dopo averli visti suonare ad alcuni citofoni per sincerarsi della presenza, o meno, dei proprietari. A fare da “palo” era la donna mentre l’uomo cercava di introdursi nelle abitazioni. Utile per i loro spostamenti una Renault Twingo grigia presa a noleggio. La stessa dinamica ha fruttato nei colpi messi a segno in mattinata tra Montesano Salentino e Miggiano con la refurtiva (monili d’oro e pure profumi di pregio) ancora nell’auto al momento dell’arresto. Le manette sono scattate in seguito all’intervento dei carabinieri di Specchia i quali, dopo aver intercettato l’auto e la donna fuori per strada a fare da “palo”, hanno atteso l’uomo “impegnato” ancora a rubare. Appena fuori dall’ultima abitazione presa di mira, il Protopapa (già noto alle forze dell’ordine così come la compagna) ha tentato una breve fuga, prima di essere bloccato dai militari. Con loro anche un coltello con lama da 21 centimetri. L’intera refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari. Le indagini continuano per capire se della stessa matrice siano anche altri colpi messi a segno di recente nella zona. 

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PORTO CESAREO. Azione di contrasto alla pesca di frodo quella condotta alle prime luci dell’alba dalle forze dell’ordine all’interno dell’Area marina protetta di Porto Cesareo. Ben sette sono state le persone denunciate perché, all’interno di una riserva dello Stato, stavano pescando con autorespiratori. Al termine dell’operazione di polizia marittima sono stati sequestrati due natanti impiegati come appoggio per la pesca subacquea e si è provveduto al sequestro di tutta l’attrezzatura impiegata per la pesca. I pescatori di frodo alla vista degli uomini della Guardia di finanza hanno gettato a mare tutto il pescato ma i membri del Nucleo sommozzatori di Taranto si sono immediatamente tuffati in mare per cogliere in flagranza di reato i bracconieri. In azione congiunta hanno operato il Reparto operativo della Guardia di finanza di Bari, il Nucleo sommozzatori di Taranto, dipendente dalla Stazione navale di Bari, la Sezione operativa navale di Gallipoli con il supporto speciale ed altamente tecnologico del sistema di videosorveglianza dell’Area marina protetta Porto Cesareo denominato “Torri vedette della legalità”. La Guardia di finanza, già nelle prime ore, era posizionata, con mezzi navali e pattuglie a terra, sul luogo dove sono stati contestati i reati ambientali  mentre altri militari hanno guidato l’operazione grazie al prezioso supporto del sistema tecnologico di videosorveglianza a distanza in dotazione presso il Consorzio di gestione dell’Area marina protetta.  .

PORTO CESAREO. Altro sequestro per abusi edilizi nei pressi di uno stabilimento balneare. I controlli hanno portato al sequestro di una palizzata in legno di 15 metri di lunghezza; di un’area con manufatti illegali di 50 metri quadri e di un’altra zona di 40 metri quadri con strutture metalliche. L’operazione di vigilanza è stata portata a compimento da personale specializzato in controlli demaniali e ambientali della Guardia costiera di Gallipoli. Le opere abusive si trovano tutte nella fascia dei trenta metri dal demanio marittimo. La Guardia costiera è stata incaricata delle indagini dalla Procura della Repubblica di Lecce su segnalazione dei carabinieri del Noe.

Marcia per la legalita - parabita 10.1.16 - foto ParabitalifePARABITA. “Una marcia per abbracciare Parabita, per attraversare strade e piazze a testa alta, con la fierezza di chi dice no alla mafia e ad ogni compromesso”. Questo il messaggio che accompagna #iosonoparabita, la manifestazione di mercoledì 12 aprile organizzata da un comitato cittadino spontaneo per reagire alle ultime gravi vicende che hanno visto la città legata a fatti malavitosi sino allo scioglimento del Consiglio comunale. La camminata silenziosa è in programma alle ore 20 a partire dal Municipio. “Nessun colore politico, nessun personalismo, nessuna propaganda. Solo una marcia di liberi cittadini che amano Parabita e hanno a cuore le sue sorti. Chi vuole può portare con sé un fiore bianco. Non ci si può più voltare dall’altra parte”, affermano i promotori.

GALLIPOLI. Via libera il 31 marzo scorso nell’aula del Consiglio comunale al primo bilancio di previsione della maggioranza del sindaco Stefano Minerva che con un largo consenso (13 voti favorevoli e tre contrari) approva il principale documento amministrativo e politico del suo mandato. Una manovra finanziaria quella del Comune di Gallipoli che si attesta sui 40 milioni di euro annui, tra previsioni di entrata e di spesa, e che in ottemperanza della legge di bilancio 2017 prevede il blocco degli aumenti dei tributi locali. Il gettito della Tari, la tassa sui rifiuti, dovrà assicurare la copertura integrale dei costi d’investimento e di esercizio annuale pari ad oltre 7milioni e 300 mila euro e l’amministrazione comunale punta ad intensificare la lotta all’evasione del tributo dalla quale per il 2017 si spera di incamerare 340 mila euro oltre le 250 mila dell’anno scorso.

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Claudio Palomba

Claudio Palomba

PARABITA. «A me non hanno fatto mai niente, anzi sono sempre stati gentili…», questa frase, presa da facebook e scritta da una giovane banconista, insieme a tutto il resto dà bene l’idea di quanto fosse caduta la percezione della pericolosità della situazione in alcune fasce della comunità parabitana. Da lì – spiegano all’unisono i rappresentanti istituzionali e le forze dell’ordine che hanno agito di concerto per definire quello che hanno chiamato il “sistema Parabita” – verso l’idea di usare i “servizi” offerti quei ragazzi così bravi nel creare il massimo di consenso sociale attorno a sè. E loro si sentivano talmente al sicuro e “apprezzati” da parlare a ruota libera sulla principale rete sociale di elezioni, candidati da appoggiare, altri da scaricare fino ad inneggiare a risultato acquisito: “Andate a zappare tutti, la vittoria è nostra” scrivono felici e contenti di avere almeno “un santo in paradiso”, come si autodefiniva un rieletto ritenuto la loro sponda nell’Istituzione Comune. Anche un gruppo di ultras della squadra di calcio inneggia su facebook ad un amministratore appena arrestato.

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tribunale-di-lecceNARDÒ. La storia, una brutta storia, iniziata nell’estate di ben sei anni fa, continuerà ancora. È infatti sicuro che la sentenza di primo grado con condanna a sette ani e mezzo di reclusione per un lontano parente, sarà impugnata davanti ai giudici della Corte d’Appello, il secondo grado di giustizia. Al centro della delicata contesa legale presunti abusi di un prozio su di una ragazzina (allora non ancora 16enne) consumati nel garage di casa, adiacente all’abitazione della piccola. Erano stati i genitori della vittima a denunciare il parente ai carabinieri, dando quindi il via all’indagine penale che ha visto protagonisti diversi magistrati e due psicologi. I giudici di Corte d’Assise alla fine hanno creduto alle tesi accusatorie comminando al prozio, oltre alla consistente pena detentiva, anche il pagamento di 100mila euro di risarcimento, l’interdizione dai pubblici uffici e della potestà genitoriale. I fatti fin qui appurati narrerebbero di un paio di incontri (a giugno e in agosto) causati dall’uomo di 77 anni, che avrebbe attirato nel suo garage la giovinetta per sottoporla a palpeggiamenti ed abbracci.

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MONTERONI. Una pistola calibro 9 con matricola cancellata con munizioni; una bomba da mortaio tipo Brixia; trenta coltelli a serramanico ed una sciabola; undici pugnali di vario tipo; due tirapugni: hanno trovato questo ed altro in casa e nell’officina in cui lavorava i carabinieri di Monteroni che hanno tratto in arresto, alla fine di indagini che li avevano messi sulla pista giusta, Claudio Caputo di 46 anni.  L’uomo è adesso in carcere a Lecce e dovrà spiegare provenienza e presenza di questo arsenale in casa sua.

parco gondar pasquettaGALLIPOLI. Esprimono “profonda vicinanza ai titolari del Parco Gondar”  gli iscritti ed il presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori di Gallipoli, Matteo Spada. Con una nota firmata dallo stesso Spada mette l’accento, dopo il noto sequestro della struttura, sulle conseguenze operative ed economiche del blocco di una attività che stava programmando il cartellone della prossima stagione, con inizio 11 aprile. “Noi ci auguriamo che la società Gondar srl,  possa far valere le proprie ragioni e soprattutto che la struttura possa rimanere aperta nella prossima stagione estiva, ormai alle porte. Se ciò non dovesse avvenire – scrive Spada – il turismo di Gallipoli ne risentirebbe tantissimo e a risentirne saranno tutte quelle imprese che permettono, l’organizzazione e lo svolgimento degli appuntamenti in programma. Ci sono infatti decine e decine di aziende con i rispettivi dipendenti che lavorano all’interno della struttura gallipolina”. Il riferimento è a strutture ricettive di diverse categorie, attività di ristorazione, servizi vari che ormai ruotano intorno alle attività di divertimento del “Gondar”. “Auspichiamo, quindi, che la magistratura possa fare velocemente le verifiche che riterrà opportune – conclude il presidente dell’associazione – senza rimanere intrappolata in lungaggini burocratiche. Allo stesso modo chiediamo anche l’intervento del mondo della politica. I rappresentanti politici infatti, a nostro avviso, dovrebbero adoperarsi quanto prima per risolvere questa impasse”. Il primo appuntamento con il “Parco Gondar” sembra essere già saltato. Era quello già pubblicizzato per la Pasquetta ed una serie di attrazioni e svaghi.

Bianca MarzoNEVIANO. Funerali a Neviano (quest’oggi alle ore 15) per Bianca Marzo, 102 anni,  fondatrice del Centro italiano femminile di Neviano, attiva nell’associazione fino al 2003, finché gliel’hanno permesso le forze fisiche. Insegnante elementare, impegnata negli anni di ricostruzione  nel dopoguerra, si rese subito conto del ruolo che le donne stavano assumendo nella nuova realtà sociale e dei nuovi bisogni. Negli anni Cinquanta/Sessanta, cominciavano a lavorare fuori casa e ad avere difficoltà a gestire i bambini. Bianca Marzo si mise all’opera, non a parole, e organizzò la prima scuola dell’infanzia a Neviano (prima che lo Stato intervenisse con l’istituzione delle scuole materne pubbliche) utilizzando case private messe a disposizione gratuitamente da privati benestanti. Negli anni Sessanta cominciò a prendere corpo , in via Bellomo 256, un sogno di Bianca, quello di realizzare una struttura ad hoc, una scuola materna che fu costruita con un contributo pubblico e con l’impegno fattivo delle socie del Cif che offrivano il loro lavoro volontario, realizzavano con le loro abili mani lavori di artigianato che poi vendevano e il cui ricavato costituiva un tassello della realizzazione dell’immobile.  Nel 1978 fu finalmente inaugurata la scuola materna del Cif “Madonna delle Nevi” che ha ospitato nel corso degli anni tanti bambini. Dal 2001 la struttura, che conserva il medesimo nome, è un asilo nido, ristrutturato con cura e gestito con dedizione dal Cif. «L’esempio di Bianca Marzo – dice Maria Rosaria De Lumé, presidente provinciale del Cif – è un faro che da anni illumina l’associazione.  A lei va il grato ricordo di tutto il Cif provinciale che proprio nella generosa operosità delle sue fondatrici vuole rinnovare i principi della sua identità pure in un contesto storico completamente cambiato. Al Cif locale di Neviano, alla sua presidente Ilenia Mighali e alle socie,  l’augurio che la figura di  Bianca Marzo possa guidare il loro percorso di solidarietà a sostegno dei piccoli e delle loro famiglie. Alla comunità di Neviano l’auspicio che il ricordo di Bianca Marzo e del suo operato trovi un adeguato riconoscimento».

 

parco gondar pasquettaGALLIPOLI. “Rinnoviamo la fiducia nella Magistratura e siamo fiduciosi che si comprenda la nostra onestà e la nostra correttezza”. Così i gestori della società “Gondar srl“ replicano in merito al sequestro avvenuto questa mattina all’alba, quando i militari della Guardia di finanza di Gallipoli hanno messo i sigilli al Parco Gondar dopo un provvedimento richiesto dal pubblico ministero Valeria Mignone e riportante la firma del giudice per le indagini preliminari Simona Panzera per presunti abusi edilizi e abuso di ufficio e con sette persone sotto indagine.  Due anni fa, esattamente il 27 marzo del 2015, ci fu un altro sequestro della struttura, ma le accuse caddero tre mesi dopo.  Ai responsabili del noto parco-eventi, sito in località “Arene” sulla litoranea sud di Gallipoli, vennero all’epoca contestati reati di “violazione della normativa in materia edilizia per essere stata occupata, abusivamente, una zona del demanio marittimo e una parte del terreno che avrebbe dovuto avere destinazione agricola e non commerciale” riguardante un suolo di circa 30mila mq, 20 dei quali destinati ad ospitare concerti ed eventi. È la stessa messa oggi sotto chiave. “Con rammarico – si legge nel comunicato della società omonima – si prende atto del contenuto del nuovo decreto di sequestro preventivo della struttura Parco Gondar, a distanza di due anni dal precedente provvedimento analogo poi revocato dalla Magistratura. Sarà affrontato il merito di ciascuna singola contestazione di reato, nella piena convinzione della legittimità dei provvedimenti amministrativi adottati nel corso degli anni e della perfetta buona fede degli amministratori della Gondar srl. Deve però ancora una volta constatarsi che il provvedimento cautelare interviene a ridosso dell’apertura della imminente stagione estiva ed a programmazione di eventi musicali e sportivi anche di livello internazionale oramai pressoché conclusa, nella amara prospettiva di conseguenze drammatiche per tanti posti di lavoro e più in generale per l’offerta di intrattenimento che la struttura nel corso degli anni ha garantito a migliaia di turisti ed alla popolazione locale. Ci viene contestato il rilevante carico urbanistico legato alla presenza di migliaia di persone attratte dagli eventi musicali e sportivi in programmazione, come se Gallipoli fosse meta così richiesta nel panorama nazionale esclusivamente per gli eventi che negli anni Parco Gondar (sito, lo si ricorda, a ridosso dello stadio comunale) ha ospitato. Ed allora si rinnova la fiducia nella Magistratura, nella speranza che possa prendersi atto che la struttura nel corso degli anni ha ottenuto, dalle più disparate autorità competenti, le necessarie autorizzazioni e provvedimenti per operare nella sicurezza e nel rispetto della legge”. Adesso bisognerà vedere se il sequestro di una parte della struttura influirà sugli eventi in programma, a partire dalla Pasquetta. Nelle prossime ore si potrebbero avere in merito le attese risposte.

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IMG_1703_1GALLIPOLI. Guardia costiera in azione in uno storico lido di Gallipoli. I militari hanno posto sotto sequestro una recinzione in ferro posta da molti anni a “protezione” di uno stabilimento balneare sulla litoranea sud della città. La situazione di “abuso” era stata segnalata, nel corso degli anni, innumerevoli volte in quanto la staccionata, impiantata sin sugli scogli affioranti in mare, impediva la libera fruizione dei cinque metri di arenile dalla battigia, così come previsto dalla legge. La recinzione, priva di qualsiasi titolo autorizzativo a carattere demaniale o edilizio, così come accertato dai militari, era pure in precarie condizioni e in alcuni punti costituiva un serio pericolo per l’incolumità delle persone.

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commisariato polizia taurisanoTAURISANO. “Se non ti sei reso conto di cosa siamo capaci, lo scoprirai”. Un’estorsione in piena regola con tanto di messaggi intimidatori e bottiglie incendiarie, quella messa in atto da un 16enne del posto ai danni di un uomo di 56 anni, docente di meccanica presso l’istituto tecnico industriale di Casarano. Al primo degli episodi estorsivi, avvenuto lo scorso 27 febbraio, l’uomo e sua moglie diedero però poco peso: il lancio di una bottiglia incendiaria allora provocò l’annerimento del muro dell’abitazione del professore e il danneggiamento di un vaso in plastica. Del pomeriggio successivo il rinvenimento nella cassetta postale, invece, del primo dei due messaggi intimidatori (l’ultimo lo scorso 10 marzo) contenenti una richiesta di denaro: 1500 euro per “non avere guai”, seguito, la sera del 6 marzo, da un’altra bottiglia incendiaria. Gli uomini del Commissariato di Taurisano a questo punto hanno scelto di far scattare la trappola nei confronti del giovane, assecondando le sue volontà.

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guardia di finanzaMATINO.  Ha coinvolto, con gravi irregolarità, anche Matino il recente intervento della Guardia di finanza finalizzato al contrasto del gioco illegale e delle scommesse clandestine. Trentotto i locali controllati (in appena due giorni) dal Comando regionale delle Fiamme gialle, con l’impiego di oltre 100 uomini. I militari della Compagnia di Gallipoli hanno sequestrato una sala con nove computer portatili, una stampante e numerose schede prestampate utilizzate per le scommesse illegali.

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GALLIPOLI. Mistero sull’inquietante macchia color rosso-arancio che questa mattina ha fatto la sua comparsa in alcuni tratti del mare a Gallipoli. Ad essere interessata è la zona antistante il lungomare Galilei (zona Giudecca), non lontano dal centro storico. La macchia risulta perfettamente visibile soprattutto per la bella giornata primaverile, con il sole pieno ed il mare praticamente piatto. Come segnalato da alcuni lettori di Piazzasalento,  pare che le macchie anomale, visibili anche a Santa Caterina (frazione di Nardò), siano secondo gli studiosi un tipo di alghe.

CASARANOSole e tanta partecipazione, questa mattina a Casarano, per la marcia per la legalità svoltasi in occasione della  “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. La marcia di Libera, con le scuole in prima fila, è ritornata a Casarano, a livello provinciale, dopo il raduno nazionale del 2000, allora alla presenza di don Luigi Ciotti, cittadino onorario di Casarano. La manifestazione ha avuto una particolare valenza alla luce degli episodi di sangue degli ultimi mesi e delle roventi polemiche che, nei giorni scorsi, hanno portato alle dimissioni del consigliere comunale Gigi Stefàno “scatenatosi” su Facebook contro l’inchiesta della giornalista Marilù Mastrogiovanni sulla commistione tra gestione dei rifiuti e malavita locale. La stessa direttrice della testata on line “Il Tacco d’Italia” ha incontrato in mattinata gli studenti del liceo scientifico “Vanini” nell’auditorium comunale insieme alla collega Luciana Esposito. La marcia, partita da piazzetta Renata Fonte (accanto all’ex tribunale) ha poi raggiunto piazza Petracca dove, per l’occasione, è stato aperto l’ex bar confiscato alla criminalità organizzata. Tra i presenti Libera Francioso e Francesco Capezza,  del locale presidio di Libera, ed il sindaco Gianni Stefàno che ha affermato: « Abbiamo dato subito piena disponibilità come Amministrazione comunaleper dare un contributo a questa giornata per la legalità. Dobbiamo prendere atto di questo ritorno della criminalità anche se Casarano ha in sé tutti gli anticorpi per reagire, così come ha fatto anni  fa in occasione di un altro apice di violenza». Nell’ambito del progetto “Il veliero parlante”, domani mattina, alle 9, presso l’Istituto comprensivo Polo Due di via Amalfi, l’ex procuratore della Repubblica e della Direzione distrettuale antimafia Cataldo Motta incontrerà gli alunni di terza media mentre alla ore 16, per il laboratorio “Rap e legalità” sarà presente il gruppo musicale catanese “Dinastia”. Alle 18 festa finale e chiusura della mostra itinerante dei “100 passi” realizzati dalle scuole della rete del Veliero parlante, aperta al pubblico nel plesso di via Amalfi dal 20 al 22 marzo dalle ore 9 alle 18.  

 

stefano minerva
stefano minerva

Il sindaco Stefano Minerva

GALLIPOLI. “Non vi è stato alcun ‘blitz’ e  condanno chiunque abbia diffuso questa falsa informazione. Sono stati il sottoscritto e il segretario generale dott. Ria  a trasmettere alla Prefettura di Lecce e alla Procura della Repubblica  di Lecce tutta la documentazione relativa alla vicenda sulla selezione  per la copertura del dirigente della Polizia municipale, al fine di  verificare la linearità e la trasparenza dell’Amministrazione, con la  consapevolezza che nel campo del diritto si è purtroppo esposti a varie  interpretazioni. Nessuno è entrato negli uffici, nessuno ha invaso la  regolare quotidianità degli stessi”: arriva a stretto giro di posta la presa di posizione del Sindaco Stefano Minerva circa l’acquisizione di atti relativi al concorso per dare un comandante al Corpo dei vigili urbani. Il primo cittadino smentisce categoricamente poi il fatto, dato per certo da alcuni media, di aver ricevuto un avviso di garanzia: ”L’infondatezza della notizia – rileva Minerva – viene confermata dal fatto che l’ipotesi  dell’abuso di ufficio, secondo queste voci di corridoio, sarebbe stata  configurata solo nei confronti del sottoscritto, ma giova ricordare che  relativamente a questa procedura io non abbia mai firmato alcun atto  monocratico che giustificherebbe la mia esclusiva iscrizione al registro  degli indagati”. Infine una risposta indiretta all’autore dei tre esposti (il primo ad ottobre) presentati alla Procura da parte dell’attuale vicecomandante Giuseppe Parisi, sulla base dei quali la magistratura ha aperto l’inchiesta: “Per chiarezza, vi è un passaggio fondamentale che probabilmente ai più  non è chiaro: il dipendente Parisi, autore di tre esposti, non può  ricoprire la funzione di dirigente in quanto privo del requisito  fondamentale. Nello specifico, Parisi non è in possesso del titolo di studio della  laurea per l’accesso a tale qualifica, un requisito richiesto anche per  gli incarichi a contratto a tempo determinato. Quindi, di converso,  costituirebbe abuso attribuire un incarico dirigenziale a un funzionario  interno che non ha requisiti di legge”.

ospedale-nardO-51NARDÒ. Un non ancora chiaro caso di ferimento da arma ad aria compressa ha fatto il giro della città questo pomeriggio. Tutto è partito da un giovane di 22 anni, già noto alle forze dell’ordine, che si è presentato al Pronto soccorso di Nardò con una mano insanguinata. I sanitari presenti hanno trasportato l’uomo al “San Giuseppe” di Copertino dove è stato medicato dopo ulteriori accertamenti medici. Poiché il giovane è risultato agli agenti del commissariato neretino piuttosto restio a dare spiegazioni sull’accaduto, i poliziotti hanno proceduto ad una perquisizione domiciliare, durante la quale sopra un armadio è spuntata una pistola ad aria compresa, di quelle che si trovano liberamente sul mercato, con piombini (i proiettili) del tutto compatibili con quello estratto dalla mano del 22enne. Anche di fronte a questo data, l’uomo ha però negato che sia stata quella l’arma che gli ha conficcato il piombino nell’arto che intanto è stata sequestrata. Le indagini proseguono per chiarire gli ultimi aspetti della vicenda che, di bocca in bocca, nelle ore precedenti era stata veicolata come una vera e propria sparatoria tra gruppi di nazionalità diverse.

Voce al Direttore

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Sono trascorsi quattro anni da quando si sono avuti i primi sentori che qualcosa non andava per il verso giusto: gli ulivi erano malati,...