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Niente San Siro per il ritardo dell’aereo e scatta il risarcimento del danno. A ricompensare due gallipolini partiti da Brindisi destinazione Bergamo lo scorso 16 settembre è stato nei giorni scorsi il Giudice di Pace di Gallipoli, avvocato Tobia Nassisi, condannando la compagnia aerea irlandese Ryanair ltd. Quel giorno, i due tifosi avevano programmato il volo per poter assistere alla partita di calcio tra Inter e Juventus del 18 settembre, ma il ritardo nella partenza dell’aereo da Brindisi di ben 4 ore e 35 minuti ha poi, di fatto, impedito loro di poter acquistare i biglietti della gara presso la sede della Banca popolare di Milano. Assodato che quello della partita fosse il motivo esclusivo del viaggio e che la banca chiudeva i propri sportelli alle 16,55 di quel venerdì, il Giudice di pace ha imposto alla compagnia aerea irlandese di risarcire ad ognuno dei due tifosi un importo pari a 400 euro oltre al pagamento delle spese legali sostenute dai ricorrenti, difesi dall’avvocato Stefano Gallotta. A nulla è valso il tentativo di conciliazione esperito prima del giudizio così come l’eccezione della Ryanair che la competenza fosse dei tribunali irlandesi. Il Giudice di pace ha fatto valere, invece, la documentazione inviata dalla stessa società che ha riconosciuto di essere stata costretta (“non si sa da cosa” dice la sentenza) a ritardare il volo in questione. Resta ora da verificare se il colosso dei trasporti “low-cost” impugnerà la sentenza o deciderà di pagare.

LIDO MARINI. In fiamme una friggitoria a Lido Marini. La notte scorsa un incendio ha distrutto la “Pescheria friggitoria da Claudio”, di proprietà di Claudio Tamborrini. Il locale sorge su via Kennedy, parallela della strada principale della marina. L’incendio è scoppiato intorno alle 2 e ha distrutto la parte anteriore del locale e tutto ciò che conteneva: tavoli, sedie, espositori. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Ugento, che hanno spento l’incendio e messo in sicurezza la struttura. È stato necessario evacuare due abitazioni: una al primo piano dello stabile che ospita la friggitoria, l’altra nell’edificio accanto. Fortunatamente non c’è stata nessuna conseguenza per gli occupanti, che sono stati comunque visitati dagli operatori del 118. Il luogo dell’incendio è stato raggiunto dai carabinieri della stazione di Ugento e della Compagnia di Casarano, che insieme ai vigili del fuoco hanno avviato tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause del rogo. Si presume che le fiamme abbiano avuto origine dolosa. Solo pochi giorni fa, sempre a Lido Marini, qualcuno aveva incendiato la vecchia Fiat Panda che i proprietari del locale utilizzavano per pubblicizzare l’attività.

NARDÒ. Tre giorni di osservazioni il 25, 26 e 27; controlli e pedinamenti con uomini in borghese e automezzi non riconoscibili e alla fine un bilancio positivo;  un giovane africano ed un imprenditore di Nardò sono stati denunciati per caporalato. Conde Ayouba, 21enne nato in Guinea, è stato arrestato in flagrante mentre trasportava, pur privo di patente, all’alba di oggi con un automezzo da cinque posti, ben dieci lavoratori stipati all’inverosimile, dei quali sette risultati in nero, cioè privi di contratto di lavoro. L’operazione è scattata in un terreno in agro di Sannicola; il conduttore del campo, il neretino L.D. di 55 anni, è rimasto a piede libero in attesa delle decisioni giudiziarie e dovrà pagare sanzioni per 48.168 euro. All’intervento programmato in località Boncuri – dove ci sono 22 tende inviate dal Governo e sette di fortuna con la presenza di circa 200 lavoratori agricoli migranti – hanno partecipato i carabinieri delle stazioni di Gallipoli e Nardò, i gruppi specializzati Nas e Nil (ispettorato lavoro) di Lecce

 

OTRANTOSoccorso in mare con recupero di un naufrago nelle acque antistanti Otranto. Nello specifico si è trattato, però, di un’esercitazione (spettacolare) dell’Aeronautica militare messa in atto con l’utilizzo di un elicottero HH-139° dell’84° Centro Combat “Search and rescue” di Gioia del Colle. Lo scenario prescelto è stato quello del distaccamento straordinario dell’Aeronautica militare dei laghi Alimini. L’elicottero ha soccorso i piloti del 61° stormo che simulavano di trovarsi in una situazione di emergenza a seguito di una eiezione da un aereo in avaria. Gli aerosoccorritori si sono lanciati in mare direttamente dell’elicottero per agganciare e recuperare e naugìfraghi. L’attività svolta è stata effettuata sotto l’attenta supervisione del personale dell’ufficio “sicurezza volo” del 61° Stormo e rientra nel normale ciclo di esercitazioni programmate in favore dei frequentatori dei corsi della scuola colo di Galatina. Senz’altro uno spettacolo particolare per quanti affollavano i lidi anche se il colonnello pilota Luigi Casali, comandante di stormo, precisa: «L’esercitazione costituisce uno strumento per preparare gli allievi a gestire le situazioni di emergenza, compresa quella di doversi lanciare da un aereo non più controllabile, cadendo in mare aperto e dovendo sopravvivere, anche per qualche giorno, in un ambiente ostile e con il limitato materiale a disposizione. Inoltre questo tipo di attività rappresenta un momento di verifica per il personale del soccorso che può testare le proprie capacità e l’efficienza dei propri mezzi». La funzione “Search and Rescue” dell’Aeronautica militare, anche se finalizzata a soccorrere gli equipaggi dei velivoli, opera molto spesso in favore della collettività.

GALLIPOLI. All’alba di questa mattina sono scattati gli arresti per il 41enne gallipolino Bernardo Gatto. Nella sua abitazione, i carabinieri dell’Aliquota operativa della Compagnia di Gallipoli hanno rinvenuto 330 grammi di marijuana già suddivisa in 5 confezioni e pronta per essere smerciata. Ad insospettire i militari sono stati i continui movimenti e le frequentazioni i sospette degli ultimi giorni da parte dell’uomo, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine. Nei suoi confronti sono è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

TORRE PALI, MARINA DI SALVE. Il presidio di Sindaco e amministratori comunali evita l’invasione delle dune da parte di automobilisti scorretti. C’è voluta la mobilitazione del primo cittadino Vincenzo Passaseo, del gruppo consiliare di maggioranza e di alcuni cittadini per porre fine (almeno per ora) alla consuetudine da parte di alcuni bagnanti di parcheggiare l’auto proprio sulle dune a pochi metri dal mare di Torre Pali. Dando esecuzione ad una ordinanza sindacale, nei giorni scorsi i vigili urbani avevano comminato diverse multe agli automobilisti che, infischiandosene dei divieti, avevano continuato a parcheggiare abusivamente e addirittura avevano preso di mira i vigili con minacce di ogni genere. Proprio per manifestare solidarietà ai vigili minacciati e per ripristinare la legalità Passaseo e gli altri partecipanti hanno deciso di presidiare la zona garantendo così il rispetto della legalità e la tutela della natura.  “Ma cosa costa parcheggiare la propria auto al di qua del canale, superare il ponticello ed andare a piedi al mare?”, si chiede senza trovare risposte il Sindaco (l’aerofotogrammetria mostra esattamente la situazione dei luoghi). L’area al di qua del canale è con parcheggio gratuito peraltro. Invece no. I soliti incivili e vandali ambientali si ostinano a voler lasciare la propria auto quasi in riva al mare. E i divieti? Giorni fa sono stati persino abbattuti, fisicamente. Da oggi in avanti comunque la zona in questione sarà protetta da una barriera automatica che consentirà l’accesso solo ai mezzi impegnati a garantire il pronto soccorso ed a fornire i chioschi dislocati sul lungomare. Per gli automobilisti indisciplinati nessuna indulgenza.

Una serra incendiata

Non bastano i fuochi in città che punteggiano certe notti con auto incendiate, segnali inquietanti di cosa cova sotto qualche mucchio di cenere, ma in questo periodo anche roghi in campagna, secondo un calendario che vede le serre “spogliarsi” di teli e teloni di plastica da smaltire. Appunto, appiccando fuoco. Dalle campagne di Nardò-Copertino a quelle di Taviano, Racale, Alliste, Melissano e Ugento, passando per la zona industriale di Casarano ed i campi circostanti, montano le proteste e preoccupati interrogativi: “Soprattutto a tarda serata non si respira per la puzza”, è il coro che si registra da quei paesi. I sospetti maggiori cadono sulle plastiche impiegate in agricoltura. Ma c’è chi azzarda anche altro: “Temo che, nell’occasione, qualcuno approfitti per smaltire anche altri rifiuti…”.
Si moltiplicano perciò appelli e chiamate alle forze dell’ordine ed  agli amministratori locali, affinchè si intensifichino controlli e sopralluoghi. Ad Alliste l’associazione “Band di Babbio Nayale”, notoriamente impegnata a fianco dei piccoli di Oncologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce, è andata più in là: esposto denuncia inviato alla Procura della Repubblica di Lecce con oltre trecento firme. “Da oltre due mesi – vi si legge  nella missiva a firma del presidente Giorgio Adamo – nel territorio di Alliste e dei paesi vicini (compresa la zona delle marine) la popolazione avverte esalazioni continue e ripetute, acri e nauseabonde probabilmente originate da fuochi con materiali plastici o simili, concentrate in prevalenza nelle ore notturne”. Per contrastare questi “pericoli per la salute pubblica” Adamo offre la collaborazione dell’associazione, che è presente in numerosi centri della zona.

NARDÒ. Arriva la conferma dell’operazione scattata all’alba del 21 luglio, come anticipato da Piazzasalento. In una nota ufficiale la Questura di Lecce rende conto dell’intervento dei poliziotti di Nardò e Lecce, della polizia scientifica in località Boncuri, dove nei pressi della omonima masseria, vi è il campo di braccianti migranti. Sono state controllate 32 persone e due aziende agricole, secondo le linee contenute nel progetto “Alto impatto – Freedom contro il caporalato. “Tutti i lavoratori extracomunitari identificati sono risultati in regola ed erano titolari di contratto di lavoro per cinquanta giorni”. Dopo aver ascoltato alcuni di loro, si è appurato che sono stati assunti direttamente dai datori di lavoro presso la masseria e che sarebbero stati retribuiti con 5 euro per ogni cassone riempito di pomodori. Il persona del servizio Spesal (sicurezza sul lavoro) hanno chiesto alle ditte di fornire altri documenti sulla valutazione dei rischi, mentre gli ispettori del lavoro si sono riservati di valutare la corrispondenza tra le effettive presenze degli addetti e le giornate lavorative comunicate dalle aziende.

MELISSANO. Due casi di violenza sulle donne (e non solo a Melissano. Uno, con le caratteristiche delle azioni persecutrici, si trascinava da metà da qualche mese, da quando cioè Simone Barbetta, 26 anni, aveva dovuto interrompere una relazione con una ragazzina che aveva dieci anni meno di lui. Il giovane non l’aveva presa bene ed aveva cominciato a comportarsi in maniera minacciosa e con ripetute molestie anche nei confronti della madre e del suo convivente.  Il 18 giugno Barbetta aveva raggiunto la coppia per strada ed era passato alle vie di fatto colpendo l’uomo col casco da motociclista dopo averlo afferrato per il collo. A seguito di questo episodio il Tribunale di Lecce gli aveva intimato di non frequentare luoghi in cui ci fossero le sue vittime. Dopo altri atteggiamenti minacciosi sfoderati nel frattempo, l’uomo il 22 luglio aveva transitato sotto la casa della ex che segnalava subito ai carabinieri l’accaduto. Da qui un nuovo provvedimento a carico di Barbetta, adesso agli arresto domiciliari. Nelle stesse ore per puro caso ai militi giungeva la telefonata con una richiesta di soccorso di una donna. Giunti sul posto i carabinieri trovavano colei che aveva richiesto aiuto in lacrime accanto ai suoi due figli minori. Si è subito capito che era stata picchiata dal convivente, ancora sul posto, percosse certificate poi per un trauma cranico e numerose echimosi al dorso e alle gambe, con una prognosi di 15 giorni. Il violento, il 29enne Giovanni William Fele. Colto in flagrante, è stato arrestato e condotto in carcere a Lecce.

 

MATINO. Centoventidue grammi di eroina, una dose già confezionata della stessa sostanza stupefacente e due grammi di hashish: arrestati due uomini di 40 e 43 anni entrambi di Matino incappati nei controlli che i carabinieri di Casarano stavano effettuando nella serata di ieri nelle campagne vicine. I militi hanno dapprima cercato di fermare una Fiat Punto; non avendo il conducente obbedito all’alta, l’hanno inseguita e bloccata, identificando i due passeggeri in Alessandro Giannelli e Fabrizio De Donatis. Nel marsupio di quest’ultimo sono state trovati i piccoli quantitativi di droga, insieme ad un coltello dalla lama lunga dieci centimetri e un bilancino di precisione. Il grosso dello stupefacente era in un involucro di cellophane buttato dal finestrino durante la breve fuga e rinvenuto subito dopo dai carabinieri. I due sono ora agli arresti domiciliari; dovranno rispondere di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

NARDÒ. In un clima di vacanze o di pre vacanze con agosto, c’è chi deve impegnarsi a non perdere il lavoro, quello stesso – specializzato – fatto in forme precarie da vent’anni a questa parte. Sono i 15 lavoratori della “La Porsche Engineering”, la pista di collaudo di Nardò, da tempo alla ricerca di una soluzione che dia stabilità e serenità. L’Usb (unione sindacale di base) ha comunicato che “la società tedesca ha interrotto da qualche giorno ogni trattativa, non chiamando più neanche attraverso il lavoro somministrato, una parte di questi lavoratori che erano tornati parzialmente a lavoro”. Subito dopo si sono registrate alcune reazioni. “Non può continuare a giocare con il futuro dei lavoratori. Dopo mesi di presidio davanti al circuito di Nardò sembrava che l’azienda volesse risolvere la vertenza dei 15 collaudatori mandati a casa dopo oltre 20 anni di precariato. Oggi invece apprendiamo che la situazione è di nuovo precipitata e per questo chiederemo alla Prefettura di Lecce l’immediata istituzione di un tavolo a cui convocare azienda, sindacati e istituzioni. I lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di risposte”: questa la dichiarazione dei consiglieri del M5S Antonio Trevisi e Cristian Casili, quest’ultimo di Nardò e da tempo impegnato a seguire questa delicata vertenza. In campo anche  il presidente del gruppo consiliare Articolo 1 – Mdp Ernesto Abaterusso: “Siamo vicini a questi collaudatori della pista Porsche di Nardò che da tempo stanno conducendo una lotta contro il piano di ristrutturazione imposto dalla Porsche Engineering Group che prevede il licenziamento, dopo 20 anni di precariato, di figure altamente specializzate”. Abaterusso rimarca le responsabilità dei vertici di un’azienda “che, nonostante i cospicui finanziamenti regionali e le commesse in attivo, si dimostra sorda di fronte alle preoccupazioni, alle proteste e alle legittime richieste di riconoscimento di un diritto”. Si chiede infine alla Regione Puglia “e a tutte le istituzioni coinvolte di fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per trovare una via d’uscita a questa vertenza”. Conclude Aabaterusso: “Auspichiamo inoltre che tutte le forze politiche e non predispongano iniziative a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Avevano allestito un vero e proprio laboratorio per il taglio e il confezionamento della droga i due giovani di Noha arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Gallipoli. Per dar corpo ai propri sospetti, i militari si sono mimetizzati tra la vegetazione nei pressi del casolare disabitato utilizzato dai due per poi intervenire con la certezza di cogliere i sospetti con le mani nel sacco. Così, in effetti, è stato visto che al momento dell’irruzione Stefano Gatto e Piersimone Perrone, entrambi 22enni, erano impegnati nel suddividere alcune dosi di cocaina. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 2,359 chilogrammi di marijuana, tre grammi di cocaina suddivisa in tre dosi e 63 grammi di mannitolo, sostanza utilizzata per aumentare il peso della sostanza da smerciare. Nell’officina anche tre bilancini di precisione e varie bustine di cellophane per il confezionamento. Per i due, colti in flagranza di reato, è scattato l’arresto ai domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

CASTRO. Era una delle prime operazioni contro i trafficanti di migranti che, allora, nel 2000, arrivavano dall’Albania. In questo caso gli scafisti vistisi in trappola, diressero la loro imbarcazione contro una motovedetta della Guardia di finanza e si gettarono in mare. Il natante delle fiamme gialle non riuscì a schivare del tutto l’imbarcazione che gli veniva addosso; il violento speronamento che ne seguì costò la vita a due finanzieri di mare che questa mattina sono stati ricordati durante una cerimonia nelle acque della Grotta Zinzulusa. Si chiamavano Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola, entrambi Medaglie d’oro al valor civile. Presenti anche alcuni loro familiari insieme agli alti vertici della Gdf di Lecce e di Bari.

GALLIPOLI. Altra ordinanza del Sindaco Minerva contro il sovraffollamento di persone in locali concessi in affitto. “Vietata la permanenza ad  uso abitativo nei locali adibiti ad abitazione di più di una persona  rispetto ai parametri indicati dal decreto ministeriale del 5 luglio del ’75 (condizioni di  sovraffollamento ad uso abitativo). Per la violazione della presente  ordinanza, si applica al proprietario, al locatore o al locatario  dell’immobile la sanzione amministrativa pecuniaria quantificata in €  350,00 per ogni persona in eccedenza”: questa l’integrazione dell’ordinanza sindacale n. 163 emessa il 13 luglio scorso.  “Un’ordinanza  necessaria nell’attività di contrasto a tali fenomeni, anche al fine di  tutelare l’ordine pubblico quanto la prevenzione di possibili  problematiche a livello igienico-sanitario”, spiega una nota del Comune. I trasgressori dovranno sgomberare entro tre giorni l’abitazione dalle persone eccedenti.

GALLIPOLI. Clamorosa protesta di uno dei due esercizi commerciali incappati nelle maglie dei controlli incrociati di polizia, carabinieri, finanzieri, agenti della Capitaneria di Porto e personale dell’Asl il 15 luglio scorso nel mercato ittico di Gallipoli. Con cartelloni e manifesti il titolare dell’esercizio sanzionato chiede, a suo modo, aiuto al Sindaco Minerva, “una mano per chiarire legalmente la vicenda” ma anche contro una presunta “situazione di intollerabile corruzione”. L’autore della protesta pubblica, oltre ad altre insinuazioni, avanza ipotesi di reato che altri avrebbero ommesso ai suoi danni tra cui abuso d’ufficio e falso ideologico e scrive di aver sporto querela presso la Procura della Repubblica. Il blitz, con annesso blocco di tutte le vie d’accesso al mercato del pesce, aveva messo in risalto – con fotografie molto eloquenti – pesce in cattivo stato di conservazione, occupazione abusiva di suolo pubblico e lavoratori in nero dopo le ispezioni in cinque pescherie ed all’unico ristorante. Circa 354 chilogrammi di pesce erano stati sequestrati per il cattivo stato di conservazione e per la mancata tracciabilità del prodotto. In alcuni casi è stata rilevata pure la presenza di parassiti della specie “Anisakis simplex”. Due esercizi di vendita al dettaglio di prodotti ittici effettuavano, inoltre, la somministrazione non autorizzata di alimenti e bevande: ai tavolini vi erano, infatti, 13 avventori intenti a consumare pesce crudo e cotto, pane e bevande. È stata, inoltre, rilevata l’occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo a carico di quattro degli esercizi controllati e notificato il provvedimento di divieto di vendita dei prodotti ittici e molluschi al di fuori della struttura in muratura. Altre irregolarità riguardo i lavoratori: su 19 dipendenti identificati ben 10 erano “in nero” e 5 collaboratori familiari non erano stati assicurati presso l’Inail. In entrambi i casi  è stata disposta la sospensione dell’attività con decorrenza dalle ore 12 di lunedì. Nel totale sono state elevate sanzioni per un importo complessivo di circa 40mila euro.

NEVIANO.Ha lasciato il reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce il 15enne che sabato sera aveva sbattuto la testa sull’asfalto  candendo dalla sua bicicletta tra via Graziani e via Dante a Neviano. Questa mattina i sanitari di Rianimazione ne hanno disposto il trasferimento in Neurochirurgia, dove il ragazzo resterà per altre tre giorni in osservazione. L’incidente, causato a quanto pare da una buca nell’asfalto, aveva causato uno stato comatoso al 15enne tanto da consigliarne l’immediato trasporto all’ospedale di Lecce. Ancora alcuni controlli precauzionali e poi potrà tornare a casa.

TeresaBellanova

Sarà un incontro per avvicinare le Istituzioni nazionali alle realtà locali quello di lunedì 24 luglio tra il viceministro Teresa Bellanova e gli enti che fanno parte del tessuto economico-sociale del Gruppo di azione locale (Gal) “Terra d’Arneo”. Durante la giornata, secondo il programma comunicato,  saranno visitate le aziende Duriplastic e Cantina Leone de Castris a Salice Salentino; Gelmar e N&C a Veglie; Cantina sociale Vecchia Torre e Azienda agricola Conti Zecca a Leverano. Cosimo Durante, presidente del Gal, di cui fanno parte anche Nardò e Gallipoli, accompagnerà l’on. Bellanova  durante la sua visita. “Ancora un’occasione per rendere protagonista il territorio – commenta Durante – con le sue aziende, vero lievito della nostra economia e del progresso che negli ultimi anni sta portando il Salento e la Terra d’Arneo ad essere riconosciuti come luoghi dalla rinnovata capacità produttiva e di rinomate. Il nostro auspicio, come GAL, è che aumenti la consapevolezza degli imprenditori locali, nel loro ruolo di creare valore economico e sociale, e l’incontro con il Vice Ministro non può che essere da stimolo in questo processo ”.

GALLIPOLI. Andava in giro con un fucile a canne mozze e cartucce il 42enne Stefano Della Rocca, arrestato nella notte dai poliziotti del commissariato di Gallipoli. Non è stato facile incastrare l’uomo, noto pregiudicato, che all’alt degli agenti ha risposto dandosi alla fuga e cercando di sbarazzarsi – invano – di un borsone contenente l’arma, con matricola cancellata e tre cartucce. Tutto è cominciato intorno alla mezzanotte scorsa quando un gruppo di giovani sul lungomare Galilei ha avvicinato la pattuglia della polizia per raccontare di aver udito, nei pressi dei furgoni ambulanti dediti alla vendita di cibi e bevande, due colpi di arma da fuoco. Ad un primo controllo Della Rocca, che stava bevendo una birra in uno di quei tavolini, se l’è cavata, non risultando alcunché a suo carico. Ma i poliziotti sono rimasti in zona per entrare in azione nuovamente quando l’uomo ha preso la Panda che solitamente usava per i propri spostamenti per dirigersi in via Udine; all’incrocio tra via della Provvidenza e via Arene è stato intimato l’alt a cui Della Rocca ha risposto iniziando una fuga disperata in ia Brindisi e quindi in via Gandhi; sul cavalcaferrovia prima dello stadio ha buttato dal finestrino un borsone con dentro il fucile marca Bernardelli e tre cartucce; il contenitore è stato subito recuperato dai poliziotti che hanno bloccato l’uomo nei pressi dello stadio comunale. Con l’arresto sono scattate le accuse di detenzione abusiva di arma clandestina e spari in luogo pubblico. Il pregiudicato guidava nonostante la patente gli fosse stata sospesa dalla Prefettura. L’operazione ha avuto il suo epilogo quando gli agenti, tornati nell’area retrostante il furgone dei panini hanno rinvenuto in un cestino dei rifiuti due cartucce già usate, i cui scoppi molto probabilmente erano stati uditi dai giovani che poi avevano dato l’allarme.

GALLIPOLIBen 14 violazioni nell’occupazione di suolo pubblico sono state rilevate a Gallipoli, nella sola giornata di ieri e lungo il solo corso Roma, dalla locale Polizia municipale. I vigili intervenuti hanno riscontrato varie anomalie fino all’occupazione senza titolo autorizzativo per alcuni locali  commerciali. Un controllo che proseguirà con regolarità, anche in altre zone della città, come garantito dal sindaco Stefano Minerva: «Sono veramente orgoglioso dell’ottimo lavoro che il corpo di Polizia  Municipale sta svolgendo in un periodo così critico e in cui è più  facile, più del solito, puntare il dito. Sono state riscontrate anomalie  in molti locali e ciò mi lascia perplesso. L’occupazione del suolo  pubblico illecita mi sconforta, nonostante tutti i ripetuti appelli ad  attenersi alle regole». L’invito rivolto agli esercenti commerciali è quello di “attenersi alle regole e alla legge”. Intanto per la festa patronale di Santa Cristina, dal 23 al 25 luglio, entra in vigore l’ordinanza che vieta la vendita di alcolici e altre bevande nelle bottiglie di vetro nelle aree interessate dalla festa e nel raggio di 500 metri dalle stesse. La zona in questione è quella compresa tra corso Roma, via Foggia, viale Bari e l’area sterrata a fronte del parcheggio del cimitero. La finalità è quella di garantire il decoro della città, con riferimento alla prevedibile dispersione delle bottiglie vuote, e la sicurezza per possibili “usi impropri” delle stesse. Per tale motivo sarà vietata agli esercenti (anche con distributori automatici) e agli  operatori autorizzati all’esercizio del commercio su area pubblica. Tali direttive sono contenute nella circolare dello scorso 6 luglio emanata dal Ministero degli Interni.

La motozappa rubata e poi ritrovata

La Stazione dei Carabinieri a Tricase

Carabinieri di Tricase

TRICASE. Furto di motozappa con finale a sorpresa a Tricase Porto. I carabinieri della locale Stazione sono, infatti, riusciti a rintracciare l’attrezzo agricolo che era stato rubato all’alba del 19 luglio da un’abitazione della marina. Dopo la denuncia del proprietario, i militari si sono orientati sul 52enne (del posto) P.M. il quale nei giorni precedenti il furto era stato notato nei pressi dell’abitazione in questione. Con somma sorpresa del legittimo proprietario della motozappa, quest’ultima non solo è stata ritrovata dai carabinieri ma gli è stata restituita pure con gli ingranaggi perfettamente oliati. Altro intervento dei militari a Miggiano dove il 44enne del posto D.S.D. nel corso dell’attività di volantinaggio si è impadronito di un cellulare (270 euro il suo valore) distrattamente lasciato incustodito all’interno di un furgone. A riprendere il furto è stata, però, la telecamera di un impianto di videosorveglianza e così i carabinieri hanno potuto identificare l’autore del colpo. L’uomo, però, immaginando che qualcosa non fosse andato per il verso giusto, si è disfatto del telefonino. A risarcire il derubato ci ha pensato il proprietario della ditta dove lavora il 44enne che, venuto a conoscenza dell’episodio, ha voluto risarcire la vittima del danno economico subito.  

GALLIPOLI. Arriva il potenziamento del servizio rifiuti che durerà fino al 15 settembre. Nelle prossime ore la Giunta dovrebbe dare il via libera ufficiale alla nuova concessionaria del servizio, la “Gial Plast srl” di Taviano con partner lombardo, che ha fatto presente queste necessità per la stagione estiva, quantificando la somma necessaria in 106mila euro circa. Con questi soldi la ditta assumerà 12 operatori ecologici nei mesi di luglio e settembre e 21 in agosto; inoltre per l’intero periodo s’impiegheranno altri cinque automezzi tra compattatori e vasche-costipatori. Come si ricorderà, i vincitori della gara per il servizio rifiuti nell’Aro 11 di cui Gallipoli è capofila opereranno in via provvisoria fino alla sottoscrizione del contratto da parte dello stesso Ambito rifiuti ottimale. Il potenziamento di cui si occuperà presto la Giunta guidata dal Sindaco Stefano Minerva, prevede un aumento pari al doppio della frequenza dello svuotamento dei cassonetti a caricamento laterale per plastica e carta mentre sarà triplicato in agosto; la raccolta di vetro e del “porta a porta” sarà di tre giorni la settimana in luglio e in settembre, ma ad agosto sarà di sei giorni (era previsto solo un intervento settimanale); le “campane” saranno svuotate del litorale sud per il vetro saranno liberate dal loro carico appena risulteranno sature. Infine i servizi pomeridiani sulla litoranea nord  saranno svolti da un autocompattatore; un altro automezzo simile opererà sulla litoranea sud e a Baia verde. Lo svuotamento dei cestini in centro città sarà quotidiano nella fascia oraria dalle 18 alle 22.

Occupavano abusivamente porzioni di demanio marittimo gli ombrelloni e i lettini sequestrati ieri a Torre Lapillo e Torre Vado dalla Guardia costiera. Nel primo caso i militari sono intervenuti con due distinti sequestri a carico di chi aveva occupato vaste aree demaniali marittime con oltre 100 arredi balneari di vario tipo. L’intervento della Guardia costiera, congiuntamente a carabinieri e polizia municipale, ha permesso di rendere di nuovo fruibile decine di metri quadrati di spiaggia libera. A carico dei trasgressori si configurano i reati di occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo oltre al deturpamento del cordone dunale nonché la modifica dello stato dei luoghi operata mediante la posa degli arredi sulla pregiata e protetta fascia di arenile sulla quale insistono rare specie vegetali. Analogo intervento quello svolto nella medesima giornata dai militari dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea in altra porzione del litorale, sempre a Torre Lapillo e dai colleghi dell’ufficio locale marittimo di Santa Maria di Leuca nei pressi della “Spiaggetta del milanese” a Torre Vado. Anche in questi casi, oltre alle denuncie per le condotte illecite, i militari hanno posto sotto sequestro diversi ombrelloni e sdraio mediante i quali erano stati sottratti alla pubblica fruizione vaste aree di demanio.

NARDÒ. Alba particolarmente movimentata quest’oggi al campo dei braccianti migranti di località Boncuri. Alle prime luci del mattino sul posto dove ci sono oltre 300 lavoratori censiti (non si sa quanti siano quelli non registrati) sono arrivate numerose pattuglie di poliziotti, alcuni anche in borghese, e sono cominciati i controlli a tappeto. Lo scopo evidentemente è quello di individuare eventuali rapporti di lavoro anomali – al limite della schiavitù  come accertato in una recente sentenza riguardante gli anni intorno al 2010 – o presenze estranee al mondo del lavoro ma che di quello di nutrono incrociando persone con assoluto bisogno di lavoro e richieste di manodopera. L’operazione è andata avanti fino a dopo mezzogiorno. Non si conoscono altri particolari che sicuramente la Questura di Lecce renderà noti nelle prossime ore. Il massiccio intervento viene dopo alcuni giorni in cui prima il camper per la legalità della Cgil, poi  una commissione del Consiglio italiano per i rifugiati hanno riscontrato nel campo poco lontano da Masseria Boncuri una situazione ormai al limite e addirittura “terra di nessuno”, con presenze quotidiane di persone conosciute come caporali.

NARDÒNardò insiste nel richiedere l’ampliamento dell’Area marina protetta. È il coordinatore del Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano, Mino Natalizio, a rivolgere un appello in tal senso a Ferdinando Boero, docente di Zoologia all’Università del Salento. «Condivido le considerazioni di un recente intervento del professor Boero sulla necessità di tutelare e salvaguardare, attraverso le Aree marine protette, il “niente” rappresentato da un posto selvaggio in cui prevale la natura e non c’è, appunto, niente altro che possa interferire con paesaggio e biodiversità. Anche, se a dire il vero, lo stesso discorso può valere per le emergenze archeologiche attraverso l’istituzione di Parchi Archeologi ed Ecomusei. In ogni caso, chiediamo un autorevole intervento del professore, che è uno dei massimi scienziati a livello continentale di Zoologia marina, per aiutarci a completare l’iter istitutivo che porti all’ampliamento del tratto di mare prospiciente il Parco a terra di Portoselvaggio. Sono ormai passati oltre 10 anni – afferma Natalizio – da quando ebbe inizio l’iter istitutivo per l’aggiornamento dell’Area marina protetta di Nardò e di Porto Cesareo, senza che lo stesso si sia definitivamente concluso. Questo a causa di un esasperato e ingiustificato campanilismo da parte di Porto Cesareo e nonostante il parere favorevole della Conferenza unificata». Il coordinatore del parco porta come esempio i tanti progetti condivisi tra Nardò e Porto Cesareo,  attraverso il Sac Arneo /Costa dei Ginepri, la stessa Area marina il Gal Terra d’Arneo, “nonché la gestione di importanti questioni ambientali come la depurazione e altro ancora”. «Insomma, si sta lavorando sempre più – anche con Gallipoli – in un’ottica di “sistema” e non di campanile. Ecco perché davvero diventerebbe incomprensibile se si continuasse ad osteggiare un ampliamento che non farebbe altro che aumentare il valore del “niente” e di tutta l’Area marina protetta. Con l’occasione, peraltro, si potrebbe anche ridefinire la zonizzazione individuando la riserva integrale nel tratto di mare di fronte alla cosiddetta Punta della Lea, visto che ne ha le peculiarità.

 

 

NARDÒTorna a far discutere il progetto di una nuova chiesa nella pineta di Santa Caterina. È il comitato “Salviamo la Sarparea” a paventare l’ipotesi che quel progetto accantonato nel 1981 per mancanza di fondi possa ora ritornare d’attualità. Il finanziamento dovrebbe arrivare dalla Cei dopo il progetto esecutivo che si prevede entro settembre. Già ora in via Pietro Micca viene celebrata la tradizionale messa estiva all’aperto (“particolarmente amata dagli stessi fedeli”) e lì dovrebbe trovare posto la nuova struttura in muratura da circa 250 posti con annesse pertinenze. Secondo il comitato ambientalista, però, il progetto appare “miope e anacronistico”. «L’idea di costruire nel 2017 un grande edificio religioso in muratura, erodendo la verde collina di Santa Caterina e privandoci non solo di un preziosissimo scorcio paesaggistico ma di centinaia di verdi e ombrosi pini d’Aleppo, appare un’eresia senza senso», si legge in una nota. L’attenzione è anche verso la grande lama carsica vicino la quale (“a poche decine di metri”) verrebbe a sorgere la chiesa, sullo scosceso pendio tufaceo della collina. «Ricordiamo come le lame carsiche siano strutture geologiche protette da importanti prescrizioni nel “Pptr” regionale», fanno sapere dal comitato nel quale si augurano che a dirimere la questione possa giungere presto il Piano urbanistico generale cittadino, “sperando in un deciso ripensamento da parte del Comune di Nardò e della Curia”.

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