Sacrilego o troppo devoto?

chiesa-dell'addolorata-racaleRacale. Una “bravata”, un atto di vandalismo spinto, un eccesso di devozione? Chi sa che cosa c’è dietro il furto del reliquiario  contenente un frammento osseo di S. Luigi, custodito nella teca del santo nella chiesa dell’Addolorata (foto). Di certo il reliquario non c’è più e il furto ha destato sconcerto nei fedeli.  Al di là dell’aspetto devozionale,  non risulta che l’oggetto possa avere un rilevante valore commerciale tale da indurre  qualcuno ad impossessarsene. A meno che non ci sia dietro tutto un mercato che riguardi gli oggetti ritenuti sacri.

Qualunque sia stato il movente che ha spinto la mano del ladro a rubare il reliquario, una cosa è certa, non ha avuto difficoltà perché la teca in cui è custodita la statua, non essendo blindata, si può aprire facilmente. Ad accorgersi del furto è stato il parroco don Tommaso Rizzello  che il 1° novembre ha comunicato il fatto ai fedeli durante l’omelia della messa di Ognissanti.

Succede ogni tanto che sono prese di mira le statue di Santi e Madonne ma per impossessarsi dei gioielli o oggetti preziosi che a volte le ornano.  Di solito le reliquie non sono tenute in gran conto dai ladri  a meno che non siano contenute in teche preziose da rivendere nel mercato dell’antiquariato. Oppure, ad essere ottimisti, si può pensare ad un ladro sì, ma particolare, uno che voleva la protezione di S. Luigi tutta per sé senza condividerla con gli altri fedeli.

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