S. Cristina, festa salva

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Gallipoli. La festa di Santa Cristina si farà; come non è stato ancora ben definito, ma si farà. Il commissario straordinario Biagio De Girolamo nell’incontro con il parroco don Piero De Santis, presidente ed unico responsabile del comitato cittadino, si è dichiarato disponibile a soddisfare, se non tutte almeno in parte, le richieste che don Piero ha fatto pervenire al Comune per l’allestimento dei festeggiamenti civili in onore della patrona: luminarie, palco da sistemare in piazza Aldo Moro, sedie, servizi igienici pubblici, servizio bandistico, cuccagna ma niente contributo finanziario diretto.

Certamente non sarà una festa in pompa magna, come magari è stata negli anni passati. Il commissario si è impegnato a fornire solo i servizi di cui una festa ha bisogno. Intanto è sicuro che tutte le bancarelle che l’anno scorso erano state allocate in via Alfieri, e che tanta polemica avevano prodotto tra consiglieri comunali, rimarranno lì. Come si ricorderà, l’organizzazione della festa di Santa Cristina era uno degli argomenti all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale (poi rinviato) ed uno dei motivi di contrasto all’interno della maggioranza consiliare che poi è andata in crisi anche per i posteggi delle bancarelle.

Certo se ci fosse stato qualche munifico benefattore anche santa Cristina avrebbe avuto i suoi fuochi pirotecnici (e non è detto che non venga fuori visto il periodo pre elettorale). E così anche la santa tanto cara ai gallipolini, insieme al Premio Barocco e al Carnevale, rimane vittima dell’art. 6 del decreto legislativo 78/2010 che stabilisce l’impossibilità per i Comuni di effettuare spese per sponsorizzazioni e quindi erogare contributi.

La statua della Santa portata in processione

Pare che il sindaco e la sua giunta uscente avesse promesso un contributo di circa 30mila euro. Ma anche in questo caso l’impossibilità stabilita dalla legge si sarebbe rivelata invalicabile.
Comunque le difficoltà economiche che si possono riscontrare nell’organizzazione degli eventi civili, non sembrano riguardare i festeggiamenti religiosi. Il programma, infatti, è già stato stilato. Alle ore 18 della vigilia (23 luglio) avrà luogo la processione. Il percorso prevede la partenza dalla Cattedrale di Sant’Agata, il simulacro di Santa Cristina raggiungerà il porto da dove verrà imbarcato sul motopeschereccio Santos e con al seguito altre imbarcazioni, farà il giro del periplo intorno alla città di Gallipoli.

Il 24 verranno celebrate le Sante messe per tutta la giornata in onore della Santa da parte dei devoti e conclusione; la sera ci sarà la solenne celebrazione. Il 25 a sera Santa Cristina ritornerà nella sua chiesa, chiusa per restauro e sede della omonima confraternita di Maria SS. della Purità retta dal priore Silvano Solidoro.

Alla santa è dedicata l’antichissima cappella sul molo del porto peschereccio. E come da antichissima leggenda i gallipolini per paura di rimanere annegati non vanno al mare perché si dice che “Santa Cristina porta la stedda”.
Il tutto si rafforzò nel 1807 quando il figlio undicenne di Carlo Ricci e Lucia Indelli, due nobili gallipolini, morì anneagato

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