S. Agata a Gallipoli, riti antichi che si rinnovano

Il busto di S. Agata in processione

Il busto di S. Agata in processione

GALLIPOLI. Sono iniziati i solenni festeggiamenti in onore di S.Agata, titolare della basilica cattedrale, compatrona della diocesi di Nardò-Gallipoli. Il titolo di protettrice e patrona, in città, lo condivide con l’altro santo martire, S.Sebastiano; la pietà popolare li ha voluto compartecipi anche dei festeggiamenti (nelle rispettive processioni, infatti, vengono portati entrambi i busti argentei). Verso S.Agata, però, vi è una maggiore devozione, forse per via di un evento che sta tra miracolo e leggenda: il rinvenimento a Gallipoli della mammella della Santa martirizzata a Catania dal proconsole Quinziano. Tradizione vuole che l’8 agosto 1126 la santa apparve in sogno ad una lavandaia, appisolata lungo la spiaggia con accanto il proprio figlioletto: destatasi, si accorse che lo stesso stringeva tra le labbra proprio la mammella della santa. Se incerte forse furono le modalità del rinvenimento, non altrettanto, invece, si può dire per il trafugamento, nel XIV secolo, della preziosa reliquia, da Gallipoli: con un abile pretesto, infatti, fu traslata a Galatina da Raimondello Orsini del Balzo, nel monastero di Santa Caterina d’Alessandria, dov’è tuttora custodita.

Tornando ai festeggiamenti, il 4 febbraio, il busto argenteo della Santa, preceduto da quello di S. Sebastiano, viene portato in processione lungo le stradine del centro storico. Il 5, alle 18,30, il vescovo Fernan do Filograna presiederà il solenne pontificale con la tradizionale lettura del Vangelo in greco (nel solco dell’antichissimo rito greco-ortodosso, originariamente professato in città). I festeggiamenti si concluderanno con la processione, lungo le navate laterali della cattedrale, dei due busti argentei (quello della santa portato a spalla da preti rigorosamente gallipolini) e col canto finale dell’antichissimo responsorio in latino “Stans” all’altare della Santa, sul quale si staglia la tela di Giovanni Andrea Coppola.

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