Home Rubriche Ti amo… ditelo in rima. Edizione 2015
"Ti amo… ditelo in rima". L'edizione 2015 del nostro concorso di poesia. Attenzione! Puoi votare per la tua poesia preferita fino al 5 marzo.
Leggi il regolamento del concorso

GALLIPOLI. Da bambini e da adolescenti, le emozioni della scoperta del mondo  trovano spesso nei versi  un luogo di espressione privilegiato. Ci si rivela a se stessi e agli altri attraverso la forma poetica e non importa la conoscenza tecnica della versificazione. Si scrivono versi che spesso vengono gelosamente custoditi, riletti con nostalgia e tenerezza nell’età adulta. La maggior parte scrive per sé; non impota che gli altri leggano. Anche quando  ci sembra di scrivere di altri e di altro è di noi stessi che parliamo. Superare questa forma di “pudore” significa essere generosi, disponibili alla condivisione, flessibili alla comunicazione  e allo scambio .
Nei quattro anni del nostro concorso “Ti amo…ditelo in rima”, di cui è in lavorazione il libro raccolta (da prenotare), abbiamo ricevuto tante poesie. Abbiamo  chiesto ai “nostri” poeti, che sono giovani, adulti e anziani,  perché scrivono poesie. Ecco le risposte dei primi quattro (e che gli altri preparino le loro).

fernando angelo rimoFernando Angelo Rimo di Melissano, 48 anni, dottore commercialista,  direttore amministrativo della società “Unione agricola di Melissano” sposato, due figli. Ha scritto una commedia in vernacolo ”L’anello di brillanti”, rappresentata nel 1998 in occasione della giornata mondiale senza tabacco da una compagnia teatrale locale, e molte poesie con finale a sorpresa pubblicate su Fb.  Di sé dice:« Mi piace leggere, scrivere poesie, commedie, testi di canzoni, dipingere su tela con la spatola, suonare il pianoforte. La passione per la scrittura l’ho tramandata a mio figlio Edoardo di 8 anni».  Aspettiamo le poesie di Edoardo nella prossima edizione del concorso.

Molto sintetica e concisa la dichiarazione del vincitore dell’ultima edizione del concorso: «Scrivere mi consente di oltrepassare i limiti della sfera razionale e di porre in primo piano le emozioni, le sensazioni e le passioni». Qual è la molla che lo spinge a scrivere non solo poesie, da dove prende ispirazione?
«Per scrivere – dice – prendo spunto spesso da fatti realmente accaduti, altre volte mi abbandono alla fantasia e rielaboro il tutto utilizzando il filtro dei ricordi e delle emozioni, quelle autentiche».

Stefano CiurliaStefano Ciurlia di Taurisano. Ha cominciato a scrivere nel 1957 e la sua produzione, in gran parte inedita è raccolta in 28 volumi. Insegnante elementare in pensione ha tradotto, tra l’altro, i grandi poeti italiani in dialetto taurisanese.

«Brevemente risponderei con Dante: “Amor mi mosse, che mi fa parlare”, “l’Amor che move il sole e l’altre stelle”; più in dettaglio, specificherei che la mia vena poetica scaturisce dalla situazione di orfano di guerra, dal “mancato abbraccio” di mio padre, venuto a mancare a Kirsanov (Russia) il 18 marzo 1945. Attraverso questa dolorosa esperienza, urge vivamente in me lo stimolo a testimoniare Amore, in tutte le sue espressioni e manifestazioni. La maggior parte dei miei scritti  sono, per me, “ricerca d’identità, racimolando la paternità”: autobiografia in versi, diario intimo, frammenti dell’anima, momenti di sfogo catartico».

Daniela SansDaniela Sansò di Alezio, al terzo posto nell’edizione 2014 con la poesia “Cantu te luntanu”. Gestisce un salone di bellezza, ha la passione del teatro, ha fondato il gruppo “I comu quiddri bboni”. Ha una famiglia che le vuole bene e molti amici.

«La passione per i versi l’ho sempre avuta, fin da piccola. Con maggiore attenzione per il nostro dialetto. Mi viene tutto spontaneo, prendo la penna e tutto scorre in modo naturale. Storie di vita quotidiana che mi passano davanti tutti i giorni.Un prendere appunti continuo.Ci metto dentro tanto del mio vissuto. Prima di vincere il 3 posto con la poesia “Cantu te luntanu” ho scritto tre commedie in vernacolo “Lu librettu”, “Lu spiritostu” e “Che bella famiglia” che ho messo in scena con un gruppo di amici, interpretando sempre un personaggio che mi apparteneva. Con grande soddisfazione e grande successo».

Alessia EpifaniAlessia Epifani di Gallipoli. Ha vinto la prima edizione del concorso con “San Valentinu”  e si è piazzata al terzo posto nel 2013 con “Cu tuttu lu core”. Ora ha 18 anni, frequenta l’ultimo anno dell’indirizzo linguistico del liceo “Quinto Ennio”.

«La mia passione per la poesia nasce in primo superiore per gioco. È quasi San Valentino, così la mia professoressa di latino mi incoraggia a partecipare al concorso di Piazza Salento “Ti amo, ditelo in rima”. Fu una sorpresa per i miei professori, i miei amici, ma soprattutto per me. Da allora scrivere è una necessità primaria. La poesia mi permette di esternare i miei sentimenti e le mie opinioni. Non ho paura di essere vulnerabile: le parole che scrivo sono la mia forza per riflettere e reagire. Forse sono ancora troppo piccola per saper scrivere bene, ma dietro le mie parole c’è il mio vissuto, le mie esperienze, i miei ricordi. Io sono la mia poesia».

Alessia Epifani concorso poesiaGALLIPOLI. Eccoli i magnifici quattro vincitori delle  edizioni del concorso “Ti amo… ditelo in rima”. Da sinistra in alto in senso orario Alessia Epifani, di Gallipoli (2012), Giorgio Tricarico, di Gallipoli (2013), Daniele De Martinis,  di Galatone (2014), Fernando Angelo Rimo,  di Melissano (2015). Hanno vinto con le poesie “San Valentinu” (Epifani), “E poi…ulìa” (Tricarico) “Amo te” (De Martinis) e “Amore senza confini” (Rimo).
Questi i vincitori a giudizio della giuria “popolare”, quella che ha decretato la vittoria attraverso un “like” su Fb. La redazione  ha segnalato quelle che le sono sembrate meritevoli di menzione. Nel primo anno: “Lu cuntu nosciu” di Franco Murrieri di Matino, “Nu vinchiu allu jentu” di Gianpiero Della Torre, di Alezio, “Sentimentu sinceru” di Tommaso Catamo, di Felline, “‘Na storia” di Luigi Vigna di Parabita e “L’amore ete ‘na cosa speciale”di Valentina Peluso di Gallipoli. Nel 2013 Alessandro Cataldi di Taviano, con la poesia “Radice dei miei fiori” , si aggiudicò i due volumi della raccolta del giornale “Spartaco” messi a disposizione dall’associazione “Gallipoli nostra” presieduta allora da Francesco Fontò. Nel medesimo anno la redazione segnalò la poesia di Andrea Donaera di Gallipoli “In Beckett”.

Nel 2014  ne segnalò due in dialetto “Quatrhettu” di Franco Murrieri di Matino “San Valentinu” di Luigi Vigna di Parabita e una in italiano “Alfabeto d’amore” di Valentina Rizzo di Racale. Sempre nel 2014  il 23 marzo nello spazio “Spazioarte Armonauti” di Alezio ci fu una sorta di convivialità artistica in cui gli auori declamarono le loro poesie e gli attori del gruppo teatrale presentarono brani di autori classici. Ora tutte le poesie saranno raccolte in un libro e diffuse in modo che  di questa esperienza resti traccia. Da subito potete pronotare le copie per voi e i vostri amici: redazione@piazzasalento.it; tel.0833 1823575.

My1_Valentino1Ecco le poesie vincitrici dell’edizione 2015 del concorso “Ti amo… ditelo in rima“:

1° posto: “Amore senza confini”, di Fernando Angelo Rimo (Melissano)
2° posto: “Non aver paura del tempo” di Fiorella Sansò (Taviano)
3° posto: “‘Nu giurnu all’antrasatta” di Giorgio Tricarico (Gallipoli)

Nell’immagine in basso il contatore dei Mi Piace sul nostro sito (nella seconda colonna) alla mezzanotte di venerdì 6 marzo.
Complimenti ai nostri poeti vincitori!

Se qualcuno c’è è solo
un dirsi Buongiorno a denti stretti
in un paese che è una sala d’attesa –
se te ne parlassi, penso, faresti
facce buffe, facce di chi si stanca
a sentire certe pedanterie,
se te ne parlassi, ci penso, e salto
al sopravvento di te accanto a me
te, inaspettata, aspettata, te, qui,
dal tabaccaio che aspetta che dica.
Ho bisogno di nuvole – che oscurino
questa gioia fuori luogo. «Buongiorno» –
non senti, ho solo un balbettare.
Se la signora che gratta e poi perde
sapesse quanto amore sgorga qui,
lo sapesse il vecchio che tira ruvido
il tabacco d’inverno –
lo sapessi tu, poi.

Andrea Donaera – Gallipoli (Le)

‘Nu giurnu all’antrasatta, te matìna,
sentu ‘nu tuzzu forte intr’allu core:
– C’ete ca staci vene pròpiu moi,
pròpiu a mme ca staci spettu acquai…
…E jeu ddummandu, ‘ncora: – C’ete ?

‘Na oce scurnusa e leggera
comu la cambace me raspunde:
-Famme ccu trasu. Oju stau ccu tte-
-None, timme prima ‘u nome tou-
-‘U nome meu? ‘U nome meu?
‘U nome meu… A……………
Ah, ‘mpena c’àggiu ‘ntisu quistu nome
comu caverna s’apre ‘u core meu
e comu passatu ci have l’arcu,
se ‘nferra la ‘nzarraja,
‘nzarraja,
rrumasta sempre chiusa,
nu’ s’have perta cchiui,
ppe’ ciujeddi,
mai.
Passati suntu l’anni,
nun è cangiatu nienti,
osci all’antrasatta
me sentu tuzzare ‘ntorna intr’allu core.

A mujerama, lu ticissette te marzu tomilaquattordici, ccu tantu, tantu, tantu amore.

Quando quel giorno lontano un destino codardo
busserà ai miei occhi per rubare da te l’ultimo sguardo
sarà l’ora dei pochi rimorsi e dei mille rimpianti
nascosti dietro curve infinite e salite sfiancanti.

Sarà il tempo delle parole non dette
ad incorniciare emozioni pure e perfette,
attimi intensi di immagini sopite
lasciate lì a curare le ultime ferite.

Il mio non è stato un solitario cammino
Il tuo respiro come ombra sempre vicino:
unico battito a segnare il nostro passo lento
nulla serve al mio cuore e sono contento.

Sarò molto più vicino al tuo viso,
in ogni emozione e attimo condiviso,
neanche un destino codardo ci potrà più separare
come un fiume che torna finalmente all’abbraccio del mare.

Antonio Campeggio – Parabita (Le)

Al di là di tutto
il mio pensiero
ti cerca, ti trova
in te si rifugia
e allora i miei occhi
sorridono nei tuoi occhi
il mio cuore s’alleggerisce
s’affranca
gongola di gioia
la mia anima si placa
si rinfranca
si fonde con la tua anima…

Al di là di tutto
nel tuo porto
una soave aura
di fresca adorabile bellezza
spira sempre dolcemente
scioglie e dilegua
l’umido e vischioso velo
di brumosa indefinibile vuotezza …

Al di là di tutto
sei l’alba rischiarante,
consolatrice e leniente
che ridà speranza
e senso all’inesausto ticchettio,
sei lo spirito che muove
le bianche e aride pagine…

Al di là di tutto
ti cerco
ti raggiungo
quando ho bisogno di trovarti
quando ho bisogno di stare con te…

Nicola De Donatis – Alezio (Le)

Ad un passo dai tuoi occhi
il mondo è un fiammifero di stelle,
un’ aforisma apostrofato di brina
tra coriandoli d’ alveari notturni.

Ad un passo dai tuoi occhi
gocce d’ alfabeto del mio cuore,
in un granaio spettinato d’ emozione,
germinavano eco tra l’ argento del vento.

Ad un passo dai tuoi occhi
il mondo è un guerriero assolato d’ amore,
meraviglioso timido fazzoletto di cielo
nell’ anaforica estasi poetica di gentili parole.

Ad un passo dai tuoi occhi
silenziose gocce d’ abbraccio e conversazione
infuocano coscienza e fragile presente
fra sguardi inimitabili di romantiche primavere.

Valentina Rizzo – Racale (Le)

Della mia esistenza il ricordo migliore
è quando sulla spiaggia ti incontrai,
mi colpisti dritto al cuore
e mai più ti dimenticai.

Come si può dimenticare
un viso bello come il mare,
due occhi grandi e lucenti
ogni momento sorridenti.

Quel portamento così regale
che ti fa subito innamorare.

Per amare una come te
non c’è da chiedersi il perchè.

Vivere con te tutta la vita
è una gioia immensa e infinita.

Roberto Provenzano – Alezio (Le)

E’ bastata una “scintilla”, tanto-tanto tempo fa,
quarant’anni e… meraviglia! Ti ritrovo sul sofà.

Eravamo piccolini, tu di meno, io di più,
con un jeans vestito a festa, di colore tutto blu.

Cucciolotti dispettosi, di un’età senza pensieri,
giocavamo a fare i “grandi”: io sognavo, tu ridevi.

Poi un bel giorno, sull’altare, mi hai giurato eterno amore.
Eri serio, non scherzavi quando uscì quel “SI” dal cuore.

Maturammo quella volta: sensazione d’infinito.
Perché udimmo ben due volte l’echeggiar di un bel vagito.

Tutto è nuovo, è cambiamento, è rinuncia condivisa,
è stupore, è smarrimento, è anche corsa indefinita.

“Non ti abbattere”, mi hai detto, a quel punto della vita,
“se la strada è un po’ tortuosa, io ti spiano la salita”.

Presi atto, in quel momento, di un valore madornale
che, se avversità mi coglie, io su te potrò contare.

E’ un legame progressivo che si accresce con il tempo,
e non c’è specchio che sfidi il normale cambiamento.

Or sei lì su quel divano, or ti sposti e vai in cantina,
mi corteggi, mi trafiggi ma mi chiami “RAGAZZINA”.

Gabriella Vantaggio – Alezio (Le)

Era una notte d’estate.
Io e te, quasi incantati
ci guardammo per la prima volta.
La luna illuminava il tuo viso lisciato dal vento.
Alla notte insonne segui’ l’alba
un’alba che con forza sottolineo’ il desiderio di averti.
Saresti diventata mia.
Ti ritrovai e con forza, si con forza, ti abbracciai e ti sollevai. Ti strattonai.
Volevo scrollarti di dosso i ricordi del passato.
Dovevi rinascere a nuova vita, quella vita che tutti abbiamo sempre sognato
scandita dall’allegria, dalla serenita’ e dalla bellezza del susseguirsi dei giorni.
Come il piccolo che abbisogna della grande mano, ti ho accudita.
Ti ho accarezzata con mano leggera.
Ti ho accolto spronandoti ogni di’ a trasformare la tua temporanea presenza in fissa
dimora.
Ti ho incitata.
Ho dato sale alla tua vita.
Tu hai ricambiato mettendo radici nel mio sterile deserto infuocato
quasi a voler saldare, cosi’, la nostra unione.
Nacque il sentimento.
Nacque l’amore.
Un amore grande, un amore immenso, un amore dai lontani confini.

Fernando Angelo Rimo – Melissano (Le)

M’era bbutu rriccujre
‘na francata tua t’essenza
sparpajata sus’u ‘i carni
dop’u sonnu te ‘na notte,
quandu ‘ncora nazzacàvi
tṛa durmir’e disciatata,
mentṛu ‘a pelle tua t’a mmane
‘ncarizzava i cinque senzi.

L’era bbuta rriccujre,
‘na francata te ddṛ’ essenza
quandu ‘ncora ssuperchiàva
e du tie sta me saziava,
l’era bbuta rriccujre
cu nde fazzu terapia
pe’ quandu ngafa l’anima
a menzu ‘a nostalgia.

L’era bbuta rriccujre…
E c’ia pututu riservare
pe’ quand’u tiempu senza tie
nu’ sse face mai passare,
pe quandu carca sozza
‘a neja t’a malincunia,
criandu dṛu malessere
ca è pesciu te ‘na malatia

Luigi Vigna – Parabita (Le)

Ne è passato del tempo,
eppur non ti ho dimenticato.
Son quasi due anni,
tu ancora non sei tornato.

Era bello stare insieme,
il tuo sorriso lo adoravo.
Ma tu sei andato via,
non provavi ciò che provavo.

I ricordi sono tanti,
a volte fanno male.
Sei ancora qui con me
perché continuo a ricordare.

Hai dimenticato i caffè della mattina,
i pomeriggi a studiare,
le sere con gli amici..
come fai a non ricordare?

Io non posso dimenticare te,
la tua passione per il calcio,
il tè alla pesca anche d’inverno,
i giri in motorino,
il tuo sguardo su di me.

Potrai pur odiarmi,
mi sta bene anche quello,
ma devi sapere
che sarai sempre
il mio ricordo più bello.

Lo faccio con una poesia,
spero che non sia invano,
forse è troppo tardi:
scusa, ma Ti amo.

Alessia Epifani – Gallipoli

Disse lei che,
il suo cuore
in amore era.
Ma lui rispose,
in maniera bislacca.
allora lui le
spruzzò la lacca
e le palpebre sbattè.
lui ripetè
che bislaccheria,
questa tua fantasia.
Ma che cosa portentosa,
un far di capelli
divenne amor amore.
Non c’è nel cuor dolore,
ma amor amore puro.
Ma che bislacca cosa,
un amore nato
per un far capelli,
si mettono insieme
asini ed anche degli uccelli,
che cinguettanno ancor.
Amore, amore portentoso
il lor volersi amare,
che sfocia in bislaccheria,
nel loro amor amore.

Maria Rita Spera – Carini (Pa)

Coprimi
perché il vento s’è alzato forte
e stanotte
spazza via le mie certezze
sul mare ormai grigio dell’insicurezza
spento
privato di ogni rara bellezza.
Coprimi
tenendomi con te e a te stretta
dondolandoci senza fretta
impedendomi di danzare al cupo suono
dei miei dubbi e al loro frastuono
tra i passi confusi di indicibili fobie
inesprimibili fantasie
che squarciano l’anima e la spogliano
sicché poi la imbrogliano
in tele di mille scintille di luci
come questi lampi arditi e veloci
che illuminano sfrontati
come sussulti spudorati
il buio di questo cielo stanco
che di tanto in tanto
si rischiara e impudìco si svela
ma per qualche attimo soltanto
sicché in questi impercettibili tocchi
la mia anima mobile e leggera
può ancorarsi ai tuoi incredibili occhi.
Coprimi
perché la frescura dell’alba non spenga
questo inatteso calore
e altro suono stonato non sopraggiunga
a ritmare il ritmo sincrono e inaspettato
del mio ingenuo respiro
con il tuo inesplorato cuore…

Emanuela M.R. Marzo – Neviano (Le)

My1_Valentino1Il concorso si rivolge a tutti i lettori di Piazzasalento. È possibile partecipare inviando un solo componimento in rima in lingua o in dialetto salentino.

Modalità di partecipazione

  • I componimenti devono essere inviati  tramite mail entro il 15 febbraio all’indirizzo redazione@piazzasalento.it con oggetto “Ti amo…ditelo in rima”;
  • la mail dovrà contenere, oltre all’opera a concorso, il nome, cognome, il comune di residenza dell’autore della poesia e un telefono di contatto;
  • Nella stessa mail dovrà essere autorizzata l’eventuale pubblicazione sulla rivista Piazzasalento (nelle sue edizioni online e cartacea) dell’opera a concorso, il nome e cognome del partecipante e il comune di appartenenza.
  • In alternativa, i componimenti possono essere spediti a Redazione Piazzasalento – via S. Castromediano, 4 – 73014 Gallipoli (LE) sempre nel medesimo periodo di tempo.

Modalità di votazione

  • I testi saranno selezionati dalla redazione di Piazzasalento che ne sceglierà 20 e li pubblicherà sul sito il 19 febbraio. I lettori potranno manifestare il loro gradimento cliccando sul pulsante “Mi piace” di Facebook (Like) presente in ogni pagina delle poesie a concorso dal 19 febbraio al 5 marzo.
  • I tre vincitori del concorso saranno determinati dal numero dei Like ricevuti;

Assegnazione dei premi e comunicazione dei vincitori

  1. all’autore primo classificato: cena per due persone in un ristorante tipico  e un abbonamento annuale (online o cartaceo) a Piazzasalento;
  2. al secondo classificato: un abbonamento annuale (online o cartaceo) a Piazzasalento;
  3. al terzo classificato un abbonamento semestrale (online o cartaceo) a Piazzasalento.

I testi vincitori saranno pubblicati anche sulla versione cartacea del giornale nell’edizione del 12 marzo.

Ogni partecipante al concorso garantisce sotto la propria responsabilità di essere l’autore del testo di cui  autorizza la pubblicazione su senza rivendicare alcun compenso.
L’esito del concorso sarà pubblicato sul sito www.piazzasalento.it.

Voce al Direttore

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