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Aurelia Trianni

Aurelia Trianni

E ancora grazie a “PiazzaSalento” per aver dato visibilità al mio esperimento di socio-fotografia sulle borse delle donne. Trovo pressoché doveroso che tutti noi ci rechiamo in edicola ad acquistare la copia del giornale, il cui costo equivale alla rinuncia di un caffè al bar due volte al mese, ed essere coerenti con la stessa curiosità ed interesse che ha contraddistinto il lettore di “PiazzaSalento” quando il giornale era gratuito. “PiazzaSalento” rappresenta, secondo il mio parere, la piazza reale di ogni singola comunità; nella specifica pagina “del Paese” sono riportati, infatti, non solo i fatti salienti di cronaca ed attualità, ma ogni minimo processo e fermento culturale, in un senso d’ appartenenza e identificazione che a molte, e più prestigiose, testate giornalistiche sfugge. Leggere “PiazzaSalento” è impadronirsi di ogni movimento, sia esso sportivo, politico, amministrativo o ludico, che avviene nel nostro territorio e alle porte di esso, per questo ribadisco il concetto che un giornale che parla “di noi” debba, da noi stessi ,essere sostenuto e garantito nel suo futuro editoriale. “‘Accattatibe ‘ u giornale” è una frase di rito che spesso utilizzo come forma di dovere da parte di chi questo territorio lo vive. In bocca al lupo e sinceri auguri a tutto lo staff editoriale e redazionale.

Aurelia Trianni* – Racale

*Si occupa di formazione; attualmente è tutor ad un master universitario. Ha la passione della fotografia, è impegnata in attività sociali, culturali e di volontariato.

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polo 2 casarano piazza (9)Tanto lavoro dietro una pagina!!
Il 5 aprile 2016, noi delle classi quinte C ed E dell’Istituto Comprensivo Polo 2 di Casarano, abbiamo visitato la redazione di “Piazzasalento”. È stata una bellissima ed interessante esperienza che ci ha ispirato a scrivere quanto segue. Ci sono stati dati molti chiarimenti, grazie alle efficaci e chiarissime spiegazioni del Direttore Fernando D’Aprile: non immaginavamo neanche lontanamente che dietro una pagina ci fosse un lavoro cosi duro, faticoso e di grande responsabilità! Il caporedattore ci ha mostrato il “Cervellone”, che elabora tutti i dati ricevuti dai diversi corrispondenti, inviati e collabora;tori. Entrando nel suo studio, quasi per scusarsi del “disordine cartaceo” sulla sua scrivania, ha detto che, nel proprio disordine, ognuno trova le sue cose. Successivamente, ci ha incantati con un particolarissimo termometro, davvero indescrivibile, realizzato per la prima volta da Leonardo Da Vinci. A fine visita, siamo stati chiamati per ricevere un’inedita sorpresa: ci hanno dedicato una pagina del loro giornale, in tempo reale, con le nostre foto e quella della dirigente Luisa Cascione. Secondo noi, tutti i ragazzi dovrebbero avere queste opportunità, per incrementare le proprie conoscenze sulla stesura di un giornale, per invogliare a leggere ciò che succede intorno e soprattutto per stimolare i ragazzi ad esprimere il loro parere su fatti, eventi e situazioni che sono di grande interesse. A dire il vero ,noi siamo fortunati perchè spesso discutiamo di attualità e i maestri sono sempre pronti ad ascoltarci, anche quando la pensiamo diversamente da loro. Grazie, perciò, al Direttore che ci ha ospitato, alle maestre e alla Dirigente per averci dato l’opportunità di allargare le nostre conoscenze, perchè, in fondo, loro credono in noi e sanno che NOI SIAMO IL FUTURO!

Le classi 5^ C e 5^ E – Polo Due Casarano

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Ne vogliamo parlare di questa Sanità salentina tanto bistrattata a livello regionale? Tanto per loro è importante solo non sforare il budget… Se sono qui a raccontarvela devo dire grazie alla preparazione e solerzia di una giovane dottoressa, del Reparto di Cardiologia di Casarano, che ha saputo intravedere tra le “ombre” di un veloce Ecocardiogramma i segni di un sicuro “danno” che stava per sopraggiungere e, con la solerzia che dicevo prima, mi ha “spedito” direttamente, pur essendo domenica,nel Reparto di Emodinamica del “Vito Fazzi” di Lecce. Un “mostruoso” grazie a questo reparto di Eccellenza che, sull’eredità del dottor Montinaro viene egregiamente diretto dal dottor Colonna, sa trattare con preparazione, cortesia ed umanità i tantissimi casi che si avvicendano giornalmente. ( i letti di degenza non fanno in tempo a raffreddare che subito vengono occupati da chi aspetta dietro la porta). Quel mio “mostruoso” Grazie, come dicevo prima va ai dottori Tondo e Fischietti, in un primo episodio, e al dottor Fischietti e alla dottoressa Romano in un secondo episodio, dopo venti giorni dal primo, che se non risolti tempestivamente e magistralmente mi avrebbero causato un infarto sicuramente fatale. Infine, sempre un “mostruoso” grazie a tutto lo Staff, nessuno escluso, e alla dottoressa Bergamo, molto preparata, umana, sensibile e chiara nel comunicare le notizie cliniche agli interessati. Grazie a tutti.

Raffaele Leopizzi – Matino

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Caro Direttore,
la vorrei informare che dopo i lavori di ristrutturazione del Parco “Don Tonino Bello” hanno migliorato la zona per gli amici a 4 zampe recintando la zona, ma per quanto riguarda la zona adibita con i giochi dei bimbi ,invece di metterla in sicurezza credo che abbiano peggiorato la situazione. Mi spiego. Dove prima c’era il cancello, nel lato del viale per il cimitero, adesso ci sono 3 paletti per non far accedere le macchine, ma si può entrare tranquillamente con uno scooter, il muretto di recinzione che c’era precedentemente è stato sostituito da una ringhiera, che in alcuni tratti è sprovvista della siepe e quindi i bimbi potrebbero passare gli spazi della ringhiera e ritrovarsi sulla strada principale dove le macchine transitano anche a velocità sostenuta. Le chiedo se può segnalare questo problema, soprattutto per l’incolumità dei nostri piccoli, e mettendo la “zona BIimbi” in sicurezza. La ringrazio a nome di tutti i genitori.

Anna Pugliese – Alezio

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All’attenzione del direttore di Piazzasalento
Il Progetto Martina è un Service nazionale Lions che ha come obiettivo la “lotta ai Tumori attraverso la cultura della prevenzione”. E’ rivolto ai giovani delle classi terze e quarte delle scuole superiori. E’ dedicato a Martina, appunto, colpita, in giovane età, da un tumore della mammella e che ha espresso, come testamento morale, il desiderio che i giovani abbiano la possibilità di essere “accuratamente informati ed educati ad aver maggior cura della propria salute”. Il Progetto, che ha interessato, in diversi incontri le scuole superiori della provincia, il 4 marzo 2016 ha fatto tappa presso la Scuola superiore “E. Medi” di Galatone. L’incontro è stato realizzato grazie alla sensibilità del dirigente prof. Cammarota e della referente alla salute della scuola, professoressa Angela Mazza, in collaborazione con la dr.ssa Anna Rosa Prete, psicologa (Lions Club Lecce Sallentum Universitas) che ne ha curato l’organizzazione. Hanno preso parte all’iniziativa in qualità di relatori il dott. Pietro Durante, coordinatore Circoscrizionale del Progetto e Past – President del Lions Club Lecce Sallentum Universitas, che ha illustrato gli obiettivi dei Lions ed ha trattato l’argomento della prevenzione dei tumori giovanili e dei rischi connessi a stili di vita sbagliati nonchè all’uso di alcool e droghe; la dott.ssa Luigina Rimo, ginecologa che ha trattato i tumori della sfera genitale maschile e femminile e la dott.ssa Paola Calabrese, dermatologa che ha affrontato le questioni relative al melanoma ed alla sua prevenzione.

Lettera firmata – Galatone

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ferrovie-del-sud-est-come-arrivare-in-salentoA “Piazzasalento, grata per la pubblicazione.
Dopo aver consultato il giorno prima il sito ufficiale delle Ferrovie Sud-Est ed aver verificato l’orario di partenza dalla Stazione di Nardò-Città del treno per Novoli in coincidenza con quello per Martina Franca ore 12,56 il giorno venerdì 22 aprile scorso ho acquistato il biglietto €.9,10 e mi sono recata in stazione ma all’orario stabilito il suddetto treno non passa; immagino si tratti del consueto ritardo di almeno 15 minuti: ma il treno non arriva. Chiedo ad una ragazza che insieme a me aspetta l’arrivo di un treno ma cortesemente mi informa che spesso quel treno per Novoli-Martina Franca viene soppresso senza alcun preavviso! In effetti nonostante il sito ufficiale Sud-Est confermi la partenza da Nardò Città alle ore 12,56 il treno è stato all’improvviso soppresso: per averne notizia bisogna andare a leggere un avvivo appiccicato alla porta della stazione che è del tutto priva di personale: persino la biglietteria è soppressa e bisogna acquistare i biglietti al vicino Bar. A questo punto telefono alla stazione di Novoli ma non sanno darmi nessuna informazione precisa sul “treno fantasma”. Avendo un appuntamento di lavoro alle ore 16,00 ad Alberobello e dovendo arrivare a Martina Franca per poi effettuare il cambio sono costretta a recarmi precipitosamente a Lecce con la mia auto e correre in Stazione per prendere il primo treno sud-est utile che parte alle 14,30 per arrivare a Martina Franca alle 16,31 e poi effettuare il cambio per Alberobello. Una vera e propria odissea fatta di disagio, nervosismo e tante maledizioni all’ex-amministratore della Sud-Est Luigi Fiorillo.

Tonia De Matteis – Nardò

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ecocentro gallipoli foto luglio 2014Buongiorno Redazione, vi scrivo per segnalare quanto mi è accaduto poco fa. Avendo da tempo in garage un paio di vecchi sacchi di cemento e intonaco, ed essendo anche già in ritardo con le pulizie di primavera, mi decido finalmente a smaltire questi pesanti rifiuti speciali. Ben bello mi sono recato presso l’Ecocentro! Eh sì, Gallipoli ha da qualche tempo un ecocentro, un punto di raccolta per rifiuti, specialmente rifiuti ingombranti e che necessitano di procedure particolari per lo smaltimento. Un po’ timoroso di trovarlo chiuso, non conosco gli orari di apertura ed era già mezzogiorno, rimango piacevolmente sorpreso nel trovarlo aperto. Entrando mi viene incontro un impiegato che mi saluta e mi chiede che tipo di rifiuti sono venuto a conferire. Mi sento quasi in colpa per aver dubitato dell’efficienza dei nostri servizi, della nostra capacità di amministrarci e anche sotto sotto della nostra civiltà, e per nostra intendo gallipolina, meridionale, italiana! Lo vedi che non abbiamo niente da invidiare ai nostri vicini europei?

L’illusione dura poco: basta un lapidario “Non è possibile ricevere quel tipo di rifiuti, c’è un problema all’impianto” per riportarmi sulla terra e in particolare a Gallipoli, profondo Sud di un’Italia che sprofonda. “Ma… sono rifiuti speciali, vanno smaltiti no?” . “Li può buttare nel cassonetto”. “Hum, nel mio quartiere c’è la raccolta differenziata, quindi niente bidoni. In ogni caso non sono sicuro che sia quello il posto giusto. Sarà per questo che le strade qua intorno sono piene di montagnole di calcinacci… le ha presente? Sono tipiche delle nostre stradine di campagna, di solito c’è anche un water e/o un lavandino”. “Non sono a conoscenza di questa abitudine”. “Ah ok. Scusi il disturbo, buon lavoro”. Facendo manovra intorno all’ecocentro non posso non notare una delle famose montagnole salentine, con tanto di water in cima. E a neanche quattro metri dall’entrata dell’ecocentro. Ho buttato i sacchi di cemento in un bidone con la scritta “Non introdurre calcinacci”. A più di tre anni dall’apertura, è chiaro che l’ecocentro non funziona, non ha mai funzionato, e niente fa pensare che possa funzionare in futuro. Per favore tenete viva l’attenzione su questo spreco di denaro, che è anche e soprattutto una sonora presa per i fondelli ai cittadini che vogliono seguire le regole …e magari pagare un po’ di meno di Tarsu, Tari o come si chiama lei!
Grazie e saluti,

Antonio Giungato – Gallipoli

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Ancora una volta le case popolari di viale Ferrari a Casarano senza acqua, siamo alle solite! Come sempre, per colpa di alcuni devono pagare tutti. Infatti, ormai è da una settimana che, a causa di alcuni morosi, viene chiusa l’acqua a tutti i condomini, ora mi chiedo io: perché non vanno casa per casa e fanno i loro controlli? Così, se l’acqua viene chiusa solo a chi non paga, magari si mette in regola. C’è da dire anche che, nonostante si paghi un amministratore da ormai 8 anni, il debito verso l’Acquedotto pugliese cresce sempre di più,chissà come mai. Saluti.

Emanuele Civino – Casarano

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Al Direttore di Piazzasalento.  Nardò, martedì 22 marzo, ore 8.30. Devo recarmi a Gallipoli e decido di prendere il treno. Sul sito delle Ferrovie del Sud Est trovo la corsa che fa al caso mio: la Nardò-Gallipoli delle 10.26, con un cambio previsto a Nardò Centrale. Alle 10.10 sono in stazione a Nardò Città. Chiedo conferma (non si sa mai) del mio treno in partenza tra poco. Ecco la sorpresa: alle 10.26 non c’è nessun treno per Gallipoli, né diretto né indiretto. “Come? È segnalato sul vostro sito!”. “Quel treno non c’è più da un anno”, ribatte il personale della stazione, ignorando il mio riferimento al sito Internet. Saluto e vado via mestamente. Forse ho sbagliato a digitare. Torno a casa. Accendo il pc. Cerco lo stessa tratta, inserendo stavolta la data del giorno dopo: 23 marzo. Sul sito www.fseonline. it il mio treno “inesistente” delle 10.26 campeggia fieramente tra le corse disponibili. Addirittura è cliccabile il tasto “Acquista il biglietto”. Nel pomeriggio raggiungo Gallipoli col treno delle 15.06. I quasi trenta minuti di ritardo sembrano una bazzecola rispetto a quello che ho vissuto qualche ora prima. Un passeggero al quale racconto la mia disavventura mi spiega che il treno delle 10.26 è diventato un periodico, attivo nel periodo estivo. Anche questo involontario “alibi” non regge. Sul sito delle Sud Est ho inserito le date di partenza (22 e 23 marzo): essendo un treno “estivo” non avrei dovuto pertanto visualizzare quella corsa. Invece era ed è ancora lì, senza alcun riferimento a corse attive solo in alcuni periodi, nemmeno mezzo asterisco. Anche lui non risponde e fa spallucce, come il personale di Nardò Città stamattina. Scandali, consulenze milionarie e prebende a pioggia ma di aggiornare un sito manco a parlarne.

Stefano Manca – Nardò

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KMBT_C224-20160324184734Al Direttore di Piazzasalento, confidando sulla sua sensibilità. Vandalismo e violenza nel nostro Centro storico. Quanta rabbia nel vedere le foto di cornici di leccese distrutte e buttate nei cestini dell’immondizia. Si grida solo alle responsabilità, al controllo e alla vigilanza ma non si dice niente sulle cause e su quello che possiamo fare per evitare tutto questo. Anzitutto ci tengo a dire che violenza alla risorsa Centro storico vuol dire anche gettare mozziconi di sigarette e rifiuti per terra, non pulire dalle erbacce facciate, balconi, cornici e parapetti, non fermare l’avanzata distruttrice dei piccioni, percorrere alcuni vicoli con le macchine, rovinare il basolato, non rispettare la segnaletica stradale,effettuare parcheggi selvaggi, eccetera, ecc. Continuo da tempo a ripetere che oltre al giusto controllo ci vogliono contemporaneamente strumenti di conoscenza, di partecipazione e di educazione che coinvolgano soprattutto le scuole e le associazioni e che abbiano come fine il rispetto e la salvaguardia delle risorse presenti nel nostro Centro antico.

Per gestire e programmare il Centro storico occorre la corresponsabilità della Pubblica Amministrazione e dei cittadini e un grande sforzo comune per una partecipazione di idee e strumenti che metta da parte l’individualismo, gli interessi di parte e personali e pensi soprattutto allo sviluppo della principale risorsa della nostra città nell’interesse di tutti. Alcune proposte il Comitato “Idee in Piazza “ da tempo le ha messe sul tappeto. Sono: l’elaborazione di un “Piano di gestione complessivo per il Centro storico“; la creazione di strumenti di educazione e controllo; l’insediamento di una Commissione consultiva e la realizzazione di un Ufficio unico per il Centro storico. La campagna elettorale già in corso potrebbe anche essere l’occasione per un momento di confronto e di riflessione propositivo che porti all’individuazione di strategie e proposte utili perché il Centro storico diventi una parte viva, dinamica e attiva della nostra Città. Meno foto, meno slogan. Più proposte, più idee e più decisioni concrete di responsabilità.

Pantaleo Pagliula – Nardò

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A Piazzasalento. Forse torno a casa, a Nardò dopo 25 anni di esperienza in gastronomia, di cui cinque nel più grande e famoso Hotel 5 stelle sull’isola di RÜGEN (Cliff Hotel), mar Baltico, che il presidente Honecher della Ddr fece costruire. Conserva ancora il suo splendore. Io sono molto orgoglioso di aver contribuito al suo attuale successo a livello gastronomico, di intrattenimento e di management. Ho fatto esibire i “Bambini Latini”, gruppo musicale di Nardò, Davide Tarantino… e tantissimi altri validi… Forse avrei una possibilità, chissà, tornando nella mia Città?

Franco Carrino – Nardò

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Carissimo, l’argomento “Omicidio stradale”, in questo ultimo tempo, è stato motivo di cronaca sulla stampa, in tv, nelle conversazioni pubbliche e private, nelle aule del Parlamento. L’origine della questione risale a circa 20 anni fa, quando, per condannare un pirata della strada, catturato dalle forze dell’ordine, il giudice era costretto a ricorrere agli strumenti giuridici a sua disposizione, cioè all’art. del Codice penale che riguardava un crimine generico, non sempre conforme a quello dell’incidente stradale in questione, cioè alla norma che si riferiva alla “colpa cosciente”, molto vaga e spesso impropria. Allora emerse evidente la discrasia tra colpa cosciente ed incidente stradale, compiuto da un soggetto in stato di ebbrezza o drogato. Fu fatta finalmente chiarezza sulle motivazioni di un incidente stradale e sulla condanna del giudice, inadeguata alla colpa del reo sulla strada. Il risultato del lungo ed estenuante dibattito è stato quello della nascita del nuovo termine “reato di omicidio stradale” da inserire nel Codice di procedura penale.

I punti principali della legge. 1) Il contenuto della Legge del “reato di omicidio stradale”, votato dal Parlamento, in via definitiva, il mese di marzo 2016, prevede, in sintesi, aggravamento di pene sino a 18 anni di carcere, a secondo della gravità dell’azione e dello stato psicofisico del reo; inoltre prevede anche la sospensione della patente e il sequestro del mezzo di locomozione. 2) Il giudice del Tribunale penale non ha più alibi, almeno così si pensa. Ha il dovere di assumersi tutta la responsabilità, inerente alla sua funzione, di fronte alla società, alla Giustizia, alle vittime ed ai loro familiari. Al giudice si chiede chiarezza e rapidità di esecuzione per far cessare le comprensibili reazioni dei familiari e vittime della strada contro la Giustizia, contro le assicurazioni, soprattutto l’odio e la vendetta verso i responsabili del crimine e verso le loro famiglie. 3) Gli obiettivi da conseguire con la legge votata dal Parlamento sono: elevare a livello di crimine la incidentalità stradale, compiuta da un conducente sotto l’effetto di alcol e di droga; comminare una pena adeguata alla colpa; accelerare l’iter giudiziale; render giustizia piena alle vittime e ai familiari delle vittime. 4) Odio e vendetta. E’ comprensibile il sentimento di odio e di vendetta dei familiari delle vittime verso il reo e la sua famiglia, ma non è condivisibile. Tale sentimento radicato profondamente, è indice di carenza etica nei soggetti interessati. La misericordia è quel sentimento che, forse, è gradito alle vittime di incidente. 5) I dirigenti delle Associazioni Vittime della Strada sono colpevoli di inadempienza ai loro doveri, se trascurano di organizzare incontri e dibattiti per i soci, al fine di elaborare il lutto o il dolore, in funzione di una convivenza pacifica e della pace. Saluti.

Antonio Lerario Galatone-Roma

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In occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia, vista la valenza educativa della tematica, i docenti della Scuola Secondaria di I Grado “G. Dimo” hanno convenuto di dedicare le terze e quarte ore di mercoledì 16 marzo alla condivisione in classi aperte degli approfondimenti, precedentemente realizzati attraverso le modalità laboratoriali, di alcuni aspetti del fenomeno mafioso; l’intera giornata di lunedì 21 al dibattito e al confronto sulla tematica in oggetto.Questo il programma: mercoledì 16 lavoro per classi parallele (terza e quarta ora): classi prime, Concetto di legalità (intervento del prof. Aldo D’antico); classi seconde, I “Grandi” uccisi dalla mafia; il fenomeno mafioso/ La giornata delle vittime della mafia/ Renata Fonte e Peppino Impastato; Dalla Chiesa; Borsellino; Falcone. Classi terze, Ecomafia, Archeo-mafia, Abusivismo edilizio, Traffico di rifiuti, Incendi boschivi. Ogni classe presenta al gruppo, tramite la metodologia del Peer to peer, l’argomento su cui ha precedentemente lavorato.

Si passa alla riflessione e si conclude con l’impegno di trovare, prima di lunedì 21 uno slogan per classe che sia rappresentativo. Lunedì 21 ore 9,30 lavoro in classe su un lenzuolo bianco (simbolo della lotta alla mafia); 9,30-10,20 affissione delle lenzuola fuori e dentro la scuola; ore 11 nell’Auditorium inizio del dibattito: intervento della dirigente, prof.ssa Tonia Perrone, del prof. Aldo D’Antico, del Giudice Antonio Gatto e del giornalista dott. Fernando D’Aprile. A conclusione: le riflessioni di alcuni alunni e la proiezione del video pre- parato precedentemente da un gruppo di alunni (due per classe). Al termine si intonerà la canzone simbolo della giornata “Pensa” di Fabrizio Moro a cura del Coro dell’Istituto comprensivo. La Referente del progetto è stata la prof. Maria Antonella Fazio.

Scuola Media “G.Dimo” – Parabita

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Gcntilissimo Direttore di PiazzaSalento,
Le chiedo di pubblicare questa mia lettera nella speranza di fare cosa utile alla mia città.
Mi sono chiesto tante volte perché Gallipoli continui ad essere privata e letteralmente spogliata dalle diverse e varie Istituzioni pubbliche che in essa avevano da sempre la loro sede territoriale fino a poco tempo fa! La risposta che mi sono dato può essere semplice: Gallipoli non esprime da tempo una classe politica capace né di custodire, né di creare, né di onorare con i fatti e non solo con le parole ciò che ha sempre posseduto e quel che possiede, ma che continuamente le viene tolto. C’è da considerare. inoltre, alcuni aspetti negativi della prevalenza dei gallipolini: la pigrizia, l’indifferenza, l’inerzia, l’apatia., l’arroganza, l’individualismo ossia il credere solo al proprio io dimenticando anche il più elementare rispetto verso le cose, l’ambiente e principalmente verso le persone e facendo prevalere solo l’interesse egoistico personale. Questo comportamento è un vero boomerang e si ripercuote su tutta la Città! Cosi, si sono perse: – le Carceri mandamentali; – la Tenenza dei Carabinieri; – la Pretura; – l’Ufficio della Conciliazione; – l’Agenzia delle Entrnte; – la sede Episcopale; – l’Inps; Istituzioni che in Gallipoli erano presenti tutte da tempi immemorabili e il loro spostamento è da attribuire al demerito dei Gallipolini e al merito dei paesi vicini che le hanno fatte proprie, causando un depauperamento e l’impoverimento dell‘ intera collettività locale. Spero, tuttavia. che qualcosa stia cambiando: il recente “Riordino ospedaliero” ha suscitato l’ira di Casarano che, avendo già fatto razzia delle Istituzioni site in Gallipoli, ritiene impropriamente di essere “Capitale del Salento” e quasi dichiara guerra. In questa occasione, però, i Gallipolini, che sono abitualmente amorfi, indifferenti, capaci di sopportare qualsiasi oltraggio per noncuranza e individualismo, si sono svegliati e hanno saputo dimostrare che il “S. Cuore di Gesù” è l’ospedale più a norma di tutto il Salento. l’Organo Istituzionale Pugliese, infatti, saggiamente, oculatamente, realisticamente e razionalmente si è pronunciato ed ha individuando in Gallipoli la sede più idonea al primo livello di assistenza.

Insieme ai paesi limitrofi dobbiamo educarci ad uno spirito di corpo cioè coltivare una coscienza civica protesa al benessere e alla tutela del nostro territorio, in tutti i sensi. Ai Gallipolini chiedo di fare qualche passo indietro per recuperare quanto è stato perduto e quanto è stato dimenticato degli insegnamenti degli antichi, che erano saggi, semplici e custodi attenti del patrimonio storico, naturale e principalmente del mare: tutti amavano e valorizzavano il mare in ogni circostanza, senza distruggerlo come si verifica oggi, attraverso i comportamenti di quanti dimostrano il contrario dell’amore e perseverano, come si dice in gallipolino a “sputare nel piatto in cui mangiano”. Forza Gallipoli! Cambia il tuo modo di essere e ritorna al tuo antico splendore, attraverso la più semplice delle qualità: la buona educazione verso le persone, gli animali e l’ambiente. Altrimenti sarà la fine della nostra “Città Bella” che tale resterà come un antico miraggio. Un po’ di intraprendenza, pertanto, non guasterebbe. Un Gallipolino dell‘antica “isola di Gallipoli“.

Gioacchino Pagliarini – Gallipoli

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Preg. mo Direttore,

vorrei condividere con lei una piccola soddisfazione. Ho inviato ieri alla redazione di Popotus ( quel piccolo
giornale rivolto a bambini e ragazzi allegato ogni martedì e giovedì al quotidiano Avvenire). gli auguri per il ventennale, che ricorrerà il prossimo 23 marzo.
Che sorpresa vedermi arrivare in breve tempo una risposta da Nicoletta Martinelli, giornalista di Avvenire, responsabile della pubblicazione.
(Se troverà il tempo, le allego qualche dettaglio in merito ). Che ne pensa se un giorno potessimo trovare un inserto del genetr anche sul nostro
preziosissimo Piazzasalento?
Un abbraccio affettuso e tanti… in bocca al lupo!
Tonio Scanderebech – Alliste

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Preg.mo Magg. Nicola Candido
Comandante del N.O.E. di Lecce
Preg.mo Dott. Claudio Palomba
Prefetto di Lecce
Preg.mo Avv. Antonio Mariano
Sindaco di Scorrano
Preg.mo Dott. Bruno Corrado
Sindaco di Supersano
A “Piazzasalento”
Oggetto: Smaltimento acque di vegetazione e di rifiuti pericolosi. Comunicazioni.
La recente operazione effettuata dal N.O.E. dei Carabinieri di Lecce sui territori di Scorrano e Supersano non può che trovare il plauso della scrivente Associazione che nel corso degli anni spesso ha denunciato lo svolgimento di attività illecite in diversi comuni della nostra provincia e che non sempre ha visto le istituzioni locali operative attraverso le opportune azioni di prevenzione, di controllo e di contrasto.
Nel caso in questione si è registrata una efficace sinergia tra Enti locali e Forze dell’ordine che hanno determinato il sequestro delle aree oggetto degli illeciti e la denuncia dei responsabili di tali attività illecite che hanno provocato danni ambientali significativi al nostro territorio e – specificatamente – alterazioni del suolo e delle acque ed utilizzo improprio di opere di interesse pubblico come i canali di bonifica. Pertanto questa Associazione con la presente intende ringraziare il N.O.E. dei Carabinieri
di Lecce (nella persona del Comandante), per tale operazione e le tante altre che effettua quotidianamente nel perseguire i numerosi danni che vengono perpetrati al nostro territorio, e nel contempo prendere atto dell’attività di controllo e di denuncia di tali illeciti effettuata dai Sindaci in indirizzo ed incoraggiarli nel proseguimento di tali attività (ma anche delle numerose altre che determinano degrado ambientale e paesaggistico) per determinare quella necessaria inversione di tendenza di quel processo con cui – da alcuni decenni – il nostro territorio è stato sistematicamente alterato. Allo stesso tempo invitiamo S.E. il Prefetto di Lecce (per quanto già impegnato) ad incoraggiare e a sollecitare le amministrazioni locali ad attivare organiche azioni di sensibilizzazione, di controllo e di repressione delle tante illecite operazioni che determinano alterazione ambientale che sistematicamente si verificano nelle campagne, ma anche in molte periferie,
di quasi tutti i comuni della provincia di Lecce e che, oltre a compromettere (spesso irreversibilmente) le risorse primarie, determinano un’immagine orripilante del territorio che con fatica cerca da qualche decennio di proporsi come meta turistica. Confidando nella sensibilità e nella volontà di proseguire in tale direzione, questa Associazione si rende disponibile ad offrire la sua collaborazione nelle forme più opportune.
Distinti saluti
Il presidente di Italia Nostra sezione Sud Salento – Marcello Seclì
Parabita

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“Uniamo il Grande Salento con un’immagine”. La Glocal Editrice ha indetto un concorso fotografico sul tema “Uniamo il Grande Salento con un’immagine”, in vista dell’imminente pubblicazione della nuova edizione della guida di turismo e cultura del territorio “Il Grande Salento”, che, per la prima volta, comprenderà insieme le tre province di Brindisi, Lecce e Taranto. Con questa iniziativa, che verrà ripetuta annualmente in occasione dell’uscita delle successive edizioni aggiornate della guida, la casa editrice di Lecce intende promuovere lo spirito unitario, l’amore e la conoscenza di questa terra, attraverso la consapevolezza della sua unicità storica, geografica e culturale. Il concorso fotografico, perciò, punta all’individuazione di un’immagine-simbolo che, meglio di altre, possa rappresentare questo spirito unitario dell’intera penisola salentina. Possono partecipare tutti. Ciascun autore potrà inviare non più di tre immagini all’indirizzo info@glocaleditrice.it, indicando nell’oggetto dell’e-mail “Concorso fotografico” seguito dal “Cognome dell’autore”; ciascuna foto dovrà avere una didascalia con l’indicazione del luogo, della data, del soggetto e dell’autore; nell’e-mail dovranno essere fornite anche le generalità dell’autore e un recapito telefonico. Le foto pervenute o segnalate entro il 28/02/2016 verranno pubblicate sulla pagina facebook della guida ”Il Grande Salento” www.facebook.com/ViaggiareSalento, ricevendo così una prima valutazione pubblica dei visitatori. Il numero di “Mi Piace” accumulati su facebook sarà poi integrato dalla valutazione di una commissione di esperti che, a suo insindacabile giudizio, sceglierà la più significativa. La foto prescelta verrà pubblicata sulla guida turistica, con l’indicazione dell’autore premiato.
Lino De Matteis – Glocal editrice Lecce

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Al caro Direttore di Piazzasalento.
Oltre le trivellazioni nell’area marittima che lambisce il Capo di Leuca alla ricerca di giacimenti petroliferi ed il deposito di scorie nucleari ai confini con la Basilicata, il terminale del gasdotto che approda sulle spiagge in agro di Melendugno: Salento sotto assedio?
Gli scogli più ardui dell’iter burocratico del progetto del gasdotto sono ormai stati superati, considerato che nel Settembre ‘13 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha consegnato la certificazione relativa alla Valutazione di Impatto Ambientale, che il progetto ha ottenuto l’approvazione parlamentare (con 248 voti favorevoli, contrari solo Sinistra Ecologia e Libertà e Lega Nord) e che il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottoscritto il Decreto di Autorizzazione Unica Integrata: a tal punto, non resta che l’apertura del cantiere dei lavori programmata proprio per i primi mesi dell’anno in corso.
L’entrata a regime del gasdotto (detto “Trans Adriatica Pipeline”, conosciuto in breve con l’acronimo inglese “TAP”) è prevista per il 2020: esso parte dalla lontanissima regione russa dell’Azerbaigian e, dopo aver attraversato Grecia, Albania e Mar Adriatico, approda nel Salento su una delle spiagge più belle e rinomate (S. Basilio) snodandosi alla ridotta profondità di un metro e mezzo in piena macchia mediterranea. Alle tubature va aggiunto l’ecomostro della centrale di depressurizzazione che ospiterà due macchine termiche munite di enormi camini per lo smaltimento dei fumi di combustione.
I sostenitori del progetto ne portano ad avallo l’indubbio vantaggio che procurerà alla penisola italiana per non doversi più servire della Gazprom ossia l’azienda russa produttrice di gas naturale che, controllando ben il 18% delle riserve mondiali conosciute, risulta il più grande possessore di gasdotti sul mercato mondiale dopo l’Arabia Saudita.
Pur dinanzi a ciò, vigorosa avanza la protesta degli amministratori locali del Salento e dei relativi abitanti con a testa i melendugnesi i quali pongono l’accento sulle ricadute negative del gasdotto sull’economia locale, in particolare sui settori dell’agricoltura e del turismo. Contrario anche il neogovernatore della Puglia Emiliano il quale ha addotto il valido esempio comparativo del gasdotto di Ibiza in Spagna: una tubatura interrata le cui tracce esterne si riducono ad un’indicazione per il punto d’accesso ed in due tubi di dimensioni ridotte di cui uno in entrata e l’altro in uscita.
Tutto ciò considerato, gli oppositori salentini riuniti nel comitato “No Tap” non mostrano la più pallida intenzione di abbassare il tono della protesta lasciando senza voce il cosiddetto “tacco” o “bomboniera” d’Italia: nell’ottobre del 2014, difatti, cominciate le operazioni di carotaggio del terreno, l’ente comunale di Melendugno ha fatto intervenire gli agenti della locale Polizia municipale qualificando come “abusivi” gli intrapresi lavori.
Valeria Leopizzi – Alezio

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Postare un commento offensivo corredato dalla foto della vittima sulla bacheca di facebook della persona offesa integra il reato di diffamazione aggravata. Lo ha sancito la Cassazione con la sentenza n. 8328/16, pubblicata il 1° marzo dalla quinta sezione penale. La Cassazione si confronta con l’utilizzo illecito e smodato dei cosiddetti social network, e sottolinea la diffusività delle affermazioni che compaiono su tali siti. Proprio in ragione del fatto che i commenti che compaiono su tali social network hanno una diffusione capillare e potenzialmente illimitata, la Cassazione ritiene che le offese espresse in tal modo debbano ritenersi aggravate. Per questo il ricorso di un imputato è respinto in sede di legittimità che conferma la condanna di 1.500 euro di multa per aver offeso la reputazione di un soggetto sulla nota piattaforma di facebook. Nell’ambito di un dibattito sul social media, l’imputato si lasciava andare a commenti pesanti sulla vittima additandolo come «parassita del sistema clientelare», con tanto di foto a corredo del post. Alcuni dei messaggi avevano travalicato i limiti del diritto di critica, per sfociare in vere e proprie offese. Per la Cassazione non c’è alcun dubbio: l’imputato va condannato per diffamazione e per di più aggravata per aver usato come cassa di risonanza il noto strumento di socializzazione e condivisione. La quinta sezione ricorda a questo proposito che anche la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca Facebook integra «un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’articolo 595, comma terzo, c.p., poiché la diffusione di un messaggio con tali modalità, ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sia perché, per comune esperienza, bacheche di tal natura racchiudono un numero apprezzabile di persone, sia perché l’utilizzo di facebook integra una delle modalità attraverso le quali gruppi di soggetti socializzano le rispettive esperienze di vita, valorizzando in primo luogo il rapporto interpersonale, che, proprio per il mezzo utilizzato, assume il profilo del rapporto interpersonale allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una costante socializzazione». Pertanto, chi posta un commento sulla bacheca facebook realizza la «pubblicizzazione e la diffusione di esso, per la idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un gruppo di persone, comunque, apprezzabile per composizione numerica, di guisa che, se offensivo tale commento, la relativa condotta rientra nella tipizzazione codicistica descritta dall’articolo 595 c.p.».
Alla luce di questa ulteriore sentenza attenzione a dare libero sfogo ai pensieri, soprattutto su un social network, poichè si rischia una condanna penale anche in termini di ristoro dei gravi pregiudizi subiti in conseguenza di condotte antigiuridiche, come il reato di diffamazione aggravata.
Giovanni D’Agata presidente
Sportello dei diritti – Lecce

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Avviso, tramite “Piazzasalento”, a chi si appresta a usare i treni della Sud est: non basta più preventivare un fisiologico ritardo di 10 minuti- un quarto d’ora (quando va bene), bisogna mettere anche in conto che il treno venga soppresso. All’ultimo minuto, però, senza possibilità di informazione alcuna per i viaggiatori che arrivano in biglietteria e si sentono dire che il treno non c’è, bisogna aspettare il prossimo. Si è aggiunta questa ultima novità nell’ultimo periodo. Il motivo, dicono, è che le macchine sono rotte, non ci sono soldi per ripararle, le officine vantano crediti pregressi e quindi non sarebbero propense a intervenire. Chi ne fa le spese? Studenti che arrivano tardi a scuola, pendolari che perdono appuntamenti importanti, ignari turisti che subiscono questo impatto in una terra tanto decantata dai media. In un’ intervista di qualche settimana fa, il commissario Andrea Viero, nominato dal ministro Delrio per sanare la situazione dell’azienda, si meravigliava dell’atteggiamento dei viaggiatori che sembrano capaci di sopportare passivamente tutto. In realtà ci portiamo dietro da secoli un atteggiamento fatalistico al limite con la “non speranza” . Termine azzeccato: i viaggiatori della Sud Est sono nella situazione della “non speranza” per cui ritengono inutile ogni contestazione, rassegnati a tutto perché non credono che la protesta possa avere esiti positivi. Atteggiamento che c’è anche tra gli addetti ai lavori: se un viaggiatore vuole protestare e scrivere sul registro delle “lamentele”, il personale che te lo fornisce dice che sì, c’è chi legge, ma tanto non serve a niente. I conti, in verità, si devono fare con la mancanza di materia prima, i soldi necessari per pagare i debiti, rinnovare il parco macchine. tutto il resto, pare di capire, non serve a niente. Ora un suggerimento di fronte alla soppressione “a nostra insaputa” dei treni: che qualcuno studi i flussi dei passeggeri, veda di quali corse si può fare a meno senza provocare molti danni (forse quelle di metà mattina) e si garantisca un servizio minimo, ma sicuro.
Lettera firmata – Gallipoli

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A proposito di ospedali e di piani. Ma, scusate, ma vogliamo mettere da parte i campanilismi e le scelte politiche per questo o per quell’altro, vogliamo attuare una struttura efficiente con tutti i servizi e specializzazioni? No, alla politica non interessa il bene della gente ma il propio e allora perché noi gente dobbiamo interessarci di questo di quello e di quell’altro partito? Ignoriamoli, non votiamoli, tanto fanno come vogliono pur di intascare…. Veramente sarebbe ora che finiscano i campanilismi e che abbiano le palle di chiuderli tutti sti pronto soccorso (e non ospedali come li chiamano) e farne due, uno a Lecce che c’è già e un altro al sud però con tutte le specializzazioni ossia entrarci, fare tutto dico tutto e non andare di qua e di là com’è tuttora. Però sappiamo benissimo che questi sono stati creati solamente per accaparrarsi consensi politici e non per la popolazione. Purtroppo sappiamo che sono solo commenti inascoltati perché non hanno tornaconti politici.E allora andate…
Vincent Piro – Gallipoli

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A proposito del cane Zizzù, trovato a San Simone con dell’acido in un occhio.:
Grande Franca. L’amore che nutre per i cani randagi è da sempre. Una persona umile con un cuore nobile e generoso. Queste persone sono degli angeli pronte a sfamare una bocca a quattro zampe. Grazie per tutto quello che fate.
Gabriella Gabrieli

Tutto questo fa onore alla signora Francesca, ma bisogna battersi per trovare i responsabili di questi che io reputo crimini veri e propri. Chi agisce in questo modo è fortunato se viene equiparato al disotto degli animali, sicuramente più intelligenti di “uomini” che di umano hanno ben poco.
Pasquale Mignola

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depuratore Attuale scarico a raso a Torre InserraglioE’ il tempo della svolta: le novità emerse nelle ultime ore sulla questione fogna di Porto Cesareo e scarico a mare di Nardò impongono una decisa accelerata! Bisogna trovare una soluzione a questi problemi, che sia adeguata alle necessità del territorio. Per questo i Comuni interessati devono al più presto dotarsi di un progetto alternativo all’anacronistico megaprogetto di concentrazione di tutte le fogne di Nardò, delle marine e di Porto Cesareo a Torre Inserraglio.
Abbiamo perso oltre un decennio senza che ci fosse mai proposta un’idea alternativa possibile e, ora, occorre non farsi trovare impreparati. Porto Cesareo ha bisogno di realizzare al più presto un adeguato sistema di smaltimento dei reflui, risolvendo anche l’annosa questione del depuratore. Nardò, dal canto suo, vanta una robusta tradizione di attenzione ecologica e vuole eliminare al più presto lo scarico a raso: quest’ultima è un’idea largamente condivisa, che accomuna tutti coloro che si sono interessati dell’argomento e risponde alle esigenze concrete della popolazione.

Alla luce di questi fatti, in considerazione dell’impegno, a cui va reso merito, del consigliere regionale Cristian Casili per ottenere un nuovo piano di tutela delle acque e di quanto sia strategicamente importante, per l’economia e per l’ambiente, investire in sistemi di riuso e ripascimento delle falde (con acqua altamente depurata) e, inoltre, considerando la posizione della Regione Puglia, le amministrazioni comunali di Nardò e Porto Cesareo dovrebbero al più presto avviare una nuova progettazione, che possa essere utile a chiunque sia chiamato a gestire la situazione. Ciò eviterebbe che questa esigenza sentita e concreta dei territori interessati, possa diventare strumento di campagna elettorale o, peggio, in caso di imposizioni forzate, perfino motivo di inquietudine nell’ordine pubblico. Bisogna approfittare del momento per far convergere in un’unica direzione tutti i protagonisti in campo, al fine di ottenere quello che il territorio merita: una nuova mentalità nella gestione dei reflui, che devono diventare una risorsa per il territorio.

Agostino Indennitate
Movimento No Tub – Nardò

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ulivi malati in contrada Mazzì, tra Alezio e Gallipoli

ulivi malati in contrada Mazzì, tra Alezio e Gallipoli

California, 1997. Julia Hill, ventitre anni, salì sulla cima di una sequoia millenaria destinata ad essere abbattuta per mano di un’industria del legno. Restò su una piccola piattaforma per 738 giorni (poco più di due anni), e scese dall’albero dopo che l’azienda assicurò di conservarlo insieme all’area circostante. Tasmania, 2011. Miranda Gibson, trentenne, scalò un eucalipto di 60 metri pronto a diventare legname. Il suo soggiorno sulla pianta, durato ininterrottamente 449 giorni, finì a causa di un incendio che la costrinse ad abbandonare la zona. Grazie alla sua impresa la foresta vergine australiana divenne patrimonio dell’umanità. Salento, aprile 2015. Nelle campagne di Oria una donna di San Cesario si arrampicò su un ulivo per bloccarne l’abbattimento; una donna di Melendugno rimase per nove ore su un ulivo in contrada Duchessa a Veglie. Ometto le loro generalità per non fare un torto ai tanti altri uomini e donne che fisicamente (e pacificamente) hanno difeso per mesi gli ulivi del Salento dalle ruspe; mezzi messi in moto per attuare un intervento fitosanitario che per molti aspetti è apparso come un autentico delirio di distruzione. Nella strage sono caduti circa millecinquecento ulivi, alcuni di essi secolari.

Impossibile dimenticare Renata Fonte, trentatre anni, insegnante di Nardò che nel 1984 pagò il prezzo più alto per aver contrastato la speculazione edilizia di Portoselvaggio. Successivamente riconosciuta vittima di mafia, e Portoselvaggio primo parco naturale regionale della Puglia. Per i più giovani, ricordo “La posta in gioco”, libro e film che descrissero la triste vicenda. Altre due donne, le dottoresse Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci della Procura della Repubblica di Lecce insieme al capo Cataldo Motta, prima di Natale bloccano il piano Silletti con un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, dieci indagati e diversi filoni d’indagine ancora in corso. Decreto convalidato dal gip Alcide Maritati. In futuro sarebbe bello che mai più nessuno salisse su un albero, se non per lavoro o per gioco.

Dott. Fabio Coppola – Veglie

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L’assenza di democrazia nei partiti: Forza Italia in Puglia, a Cavallino e a Taviano governa con Emiliano o sta all’opposizione? La questione è interamente politica e rimanda al fatto che i partiti sono diventati “scalabili” in modo non trasparente. Personalmente penso che i partiti debbano essere scalabili in senso positivo : oggi essendo molti cittadini politicamente “ aperti “ il modello correlato deve essere “aperto” , i cittadini devono poter guardare dentro i partiti,immaginare di poter contribuire alla loro affermazione, persino di poterli dirigere. In una parola, il tema della democrazia, che nei vecchi partiti era reso secondario dalla necessità di fede e richiedeva una struttura accentrata e guidata dall’alto, oggi diventa invece essenziale e dirimente. L’assenza di democrazia ha a mano a mano ucciso i vecchi partiti, la deformazione della democrazia ha trasformato e trasforma i “nuovi” partiti in soggetti non ben comprensibili, se non impresentabili.

Diventerebbero, invece, presentabili se la logica che presiede la militanza politica, che prevede l’esistenza di ambizioni personali – anzi le reclama – è costruita attorno a idee-forti, in pratica al sapere con chi stai, chi difendi, quindi chi sei. Ecco, dunque, il tema. E’ un’idea “democratica” avviare una guerra di valori e di riferimenti in mezzo al popolo ed alle Comunità locali ? Forza Italia in Puglia governa con Emiliano o è all’opposizione? O sta nascendo “un’altra cosa”, come a Cavallino ed a Taviano in provincia di Lecce? Se il contesto sociale, la questione sociale, è indifferente, la scalabilità di un partito viene solo per dare seguito alle ambizioni di un leader, vero o presunto. Per cui Cuffaro in Sicilia varrebbe il tesseramento di Bisceglie in Puglia , ma non si capisce perché si dovrebbe scegliere l’oppositore Emiliano e mandare a casa Renzi, ovvero se non sia più giusto mandare al diavolo tutti e due e condurre una battaglia per la vera Liberazione della Repubblica Costituzionale nata dalla Resistenza.
Le vecchie bandiere sono per il ricordo, i vessilli nuovi per il combattimento.

Francesco Longo, già Sindaco
Taviano

Voce al Direttore

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Le immagini che scorrono e scorreranno sugli schermi fino a sera tardi ed in parte anche domani, sono le ultime che hanno il sapore...