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Scendevano lacrime quel giorno in cui il cielo
coprì la sua luce sotto ad un velo,
un uomo morì quel giorno di maggio
un uomo i cui occhi trasmettevan coraggio,
coraggio di credere che la Fede fervente
sia il Dono più alto di Dio per la gente.
Lui umile in terra e beato nel cielo
Fu ardente e sincero testimone del Vero,
amante dei fichi che in campagna coglieva
comprava i formaggi e la Puglia egli amava,
brevi istantanee di una vita serena
ricordi mai spenti che in cuore portava.
I figli, la moglie, i nipoti, gli amici
furon per Aldo doni e sorrisi.
Il terrore quel dì con il suo oscuro lavoro
Uccise impietoso il dolce Aldo Moro.
Ancora oggi commossa piange la gente
Sussurrando un saluto
“Ciao Presidente!”.

Luca Imperiale – Sannicola

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Gallipoli – Il 4 aprile le classi terze del liceo classico Quinto Ennio di Gallipoli si sono recate presso la redazione del giornale “Piazzasalento” per incontrare il direttore Fernando D’Aprile e due suoi collaboratori. Tanti sono stati gli argomenti affrontati dal giornalista in una piacevole chiacchierata in cui ha fatto riferimento ad episodi e situazioni vissuti in prima persona nel corso della sua carriera giornalistica. Ne sono scaturite affermazioni interessanti sul ruolo e sul metodo di lavoro del giornalista.
Inizialmente il direttore si è soffermato su come procurarsi le notizie per scrivere un articolo giornalistico in modo corretto. Innanzitutto dal momento che la lettura del giornale cartaceo da parte dei giovani è diminuita e soprattutto negli ultimi anni si preferisce informarsi sul web, bisogna prestare molta attenzione alle cosiddette fake news (false notizie). Oppure molto spesso i giornali di portata locale tendono ad inserire notizie associando loro un titolo di impatto che poi non corrisponde all’esatta realtà dei fatti per ottenere più click.
I tre giornalisti hanno inoltre spiegato ai ragazzi che, nonostante le notizie di cronaca nera interessino una fetta di popolazione maggiore, è per un giornale locale anche molto importante valorizzare attività ed eventi riguardanti la comunità.
“Il giornale locale è un servizio sociale”, afferma infatti il direttore Fernando D’Aprile, “che ha come obiettivo quello di avvicinare le persone, di favorire i rapporti umani”.

Durante gli ultimi minuti dell’incontro dedicati alle curiosità dei ragazzi, una domanda in particolare ha colpito il direttore. Quanto incide il lavoro del giornalista sulla vita privata? La risposta ha messo in evidenza il lato negativo di questo mestiere poiché un giornalista deve cercare di essere sempre il primo a cogliere la notizia e dunque ciò può rappresentare un limite per la vita privata.

Terze classi Liceo Classico – Gallipoli

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Le classi 3°A e 3°B del Liceo Classico “Quinto Ennio” hanno realizzato presso la redazione giornalistica “Piazzasalento” di Gallipoli una fase molto importante dell’attività di ASL “Giornalisti in alternanza”. Gli alunni, accompagnati dalle docenti Rosaria Tarantino e Anna Santo, hanno avuto, il 4 aprile 2018, alle ore 9:15,  la possibilità di incontrare il direttore Fernando D’Aprile e il correlatore Mauro Stefano, i quali hanno illustrato le problematiche che devono affrontare quotidianamente i giornalisti nello svolgimento del loro lavoro. Appellandosi alla loro personale esperienza lavorativa, il Direttore e il Correlatore hanno consentito agli alunni di comprendere  quanto sia importante nella stesura di un articolo la verifica delle fonti e il rispetto delle principali regole deontologiche. La scelta editoriale di “Piazzasalento” è significativa del loro modo di operare: il valore dell’informazione non sta nel sensazionale, ma nella sua attendibilità, esaustività e sinteticità. Da ciò la decisione di offrire notizie locali, che consentano la piena conoscenza del nostro territorio,   di rendere protagoniste le persone attive nella comunità, alle quali si cerca di dare una voce, e di non puntare sulla cronaca nera per raggiungere il maggior numero di lettori. E questa scelta editoriale ha pagato e si può ben affermare, con soddisfazione, che la testata sta crescendo.

Riguardo alla necessità di verificare l’attendibilità delle notizie, il direttore D’Aprile ha evidenziato quali siano i rischi professionali a cui si incorre nel divulgare false informazioni e quanto le stesse possano ledere il vissuto di una persona. A tal proposito  è stata ricordata la Carta di Treviso, un protocollo firmato dall’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione della stampa italiana, con cui si è regolamentato nello stesso tempo il diritto di cronaca e l’esigenza di difendere l’identità e i diritti dei minori, autori o vittime di reati. E non è mancato il riferimento al “diritto all’oblio”, ossia il diritto e la garanzia a non diffondere, senza che ve ne sia una motivata giustificazione, dati sensibili che possano compromettere l’onore di una persona.    

Interesse ed attenzione partecipata hanno dimostrato le due scolaresche, che hanno potuto, grazie a tale incontro, rinforzare le conoscenze acquisite in modo teorico durante l’attività di alternanza.  Una bellissima esperienza quella vissuta dai ragazzi, i quali si sono appassionati nei confronti di una professione che richiede serietà, competenza ed anche rinunce personali.

Martina Maggio

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Correva l’anno 1986 e le radio italiane cantavano le note di Rosalino Cellamare, in arte Ron: “E’ l’Italia che va con le sue macchinine vrum vrum, sulle piccole autostrade bum, sotto cieli di cristallo blu, blu …”
È il ritornello che mi rimbalzava nella testa, mentre vedevo i tanti giovani (circa 10.000), come quelli rappresentati nella foto, in fila, per partecipare ai test di medicina per accedere all’immatricolazione. Quella folla, pardon, quei giovani hanno suscitato in me tanta tenerezza, alimentata sicuramente dal mio essere genitore, ma anche tanta speranza perché si tratta di giovani con tante potenzialità e pieni di un entusiasmo e passione non comune. 
Quel fiume umano, che scorreva lungo i rivoli della nuova fiera di Roma per accedere ai padiglioni in cui si sarebbe svolta la prova, disarmava; era necessario avere un gran rifornimento di passione, entusiasmo e speranza per non cedere alla tentazione di abbandonare. 
Ed invece quei giovani procedevano, guardavano avanti, vedevano oltre quella marea e cercavano di proiettarsi verso un futuro.

“È l’Italia che va”, mi ripetevo. 
Ma quale Italia!!!
Non è l’Italia che va, sono quei giovani che vanno! Vanno in cerca di un futuro. E ormai, sempre più frequentemente, vanno fuori dai confini nazionali, dove molti di loro troveranno risposte alle loro potenzialità, al loro genio, alla loro passione.
Quest’Italia, invece, non so dove stia andando!

Non mi sarei meravigliato se avessi visto 10.000 persone partecipare ad un concorso per circa 200 posti; e non mi sarei nemmeno meravigliato se avessi visto 10.000 medici concorrere per aspirare a 200 posti. 
Mi meraviglio invece nel vedere che viviamo in un Paese dove si selezionano 10.000 giovani per 200 posti di aspirante universitario, che di per se dovrebbe essere un diritto garantito ad ogni cittadino.
Lo reputo senz’altro un non-senso in un epoca in cui giornalmente ci ripetono che presto in Italia mancheranno medici; lo reputo un non-senso nel constatare che negli ospedali pubblici mancano medici. Lo reputo un non-senso se penso che in ogni professione, per ogni facoltà, per ogni scelta, sará comunque e sempre l’attitudine, la capacità e la genialità di ciascuno a fare la selezione; ed una volta immessoti nel mercato è il mercato stesso che ti selezionerà, scegliendoti o bocciandoti. 
Con la differenza che a quel punto ognuno avrà avuto la sua chance, la sua occasione che è e deve essere, o forse dovrebbe essere, un diritto di tutti.

Mi sono trovato a dialogare con un illustre amico, mio ex compagno di liceo – oggi, medico specializzato, con esperienza acquisita nelle migliori strutture sanitarie ed università europee, autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali, capitoli su volumi internazionali, autore di numerose relazioni e presentazioni orali a congressi nazionali e internazionali, attualmente Professore associato in una illustre Università Italiana – il quale mi rappresentava la sua contrarietà all’attuale sistema di accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università Italiane e mi diceva “probabilmente se 34 anni fa io e i nostri amici medici ci fossimo dovuti sottoporre all’attuale selezione di accesso, nessuno di noi avrebbe superato test del genere”, aggiungendo, “dispiace dover constatare che quello che è stato consentito a noi, alla mia generazione, cioè di giocare la nostra partita, non è consentito ai nostri figli che sono meglio e più svegli di come eravamo noi”.

E allora mi chiedo: Qui prodest? A chi giova questo sistema, se è vero, come è vero che molti dei nostri giovani vanno a studiare Medicina fuori, esportando finanza e genialità nelle altre nazioni Europee, peraltro, in molti casi, in Università gestite all’estero da quelle Italiane? E chi questa possibilità non può permettersela?
A chi giova? Giova, giova! 
Giova alla “meccanica”!!! Giova ai meccanismi del nostro sistema: le selezioni di ieri hanno fatto incassare, euro in più, euro in meno, 1 MILIONE E 200MILAEURO, per non parlare di tutto il resto del sistema che ci gira intorno: corsi di preparazione organizzati, durante l’anno, in giro per l’Italia da facoltà e scuole; aziende e società specializzate nell’organizzazione dei test, affitti di fiere, soggiorni, ecc ecc ecc.
Insomma, è l’Italia che va … o forse che non va.
Intanto, a tutti Voi giovani di buona speranza, il mio augurio che i vostri sogni possano vedere l’alba; ma sopratutto l’augurio che possiate essere il futuro di quest’Italia che, attualmente, ne è rimasta orfana.

Avv. Antonio Ermenegildo Renna (Vice Sindaco Comune di Alliste)

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In questa campagna elettorale, che sa di commedia dell’assurdo, siamo stati costretti a subire situazioni che fino a pochi anni fa sarebbero potute essere solo prodotti fantasiosi di cattivo gusto: Salvini acclamato a salvatore del sud; squallidi rigurgiti fascisti accolti come la nuova e strabiliante soluzione dei tanti problemi della nostra Italia; statisti di Voghera a gogo; politici d’acciaio, riciclabili all’infinito.

In questa macedonia dell’irrazionale c’è una vicenda che sembra possa mantenere vivo un barlume di speranza: quello che è stato definito il “popolo degli imprenditori”. A Verona, Confindustria ha organizzato un tavolo di lavoro alla cui fase finale hanno partecipato ben 7000 imprenditori che ha avuto come risultato la redazione di un business plan per l’Italia.

Sono proposte concrete, frutto di necessità impellenti che vengono pretese dalla classe politica.

Guardando i logori quadri di questa campagna elettorale, vissuta da tutti come la più pirotecnica, in quanto a promesse, e la più bugiarda, in quanto alla loro irrealizzabile entità, sono anche mancati momenti seri di discussioni o peggio ancora sono mancati addirittura tematiche serie su cui confrontarsi.

Ogni posizione diversa è stata estremizzata, compromettendo di fatto la possibilità di confronti. L’opinione pubblica è stata marginalizzata fino a diventare afona e del tutto assente.

In questa crepuscolare situazione, forse, un appello è da rivolgere proprio ai nostri imprenditori che scommettono quotidianamente del loro, che affidano il proprio destino, e quello dei propri dipendenti, sì alle proprie capacità e competenze, ma una parte di successo -non residuale tra l’altro-, dipende dal contesto territoriale in cui agiscono, dalle infrastrutture, dal sistema creditizio e proprio per questo hanno il sacrosanto diritto di esigere condizioni favorevoli.

Perché, allora, non emulare l’esperienza veronese del Popolo degli imprenditori? Perché non organizzare un’assise, da cui far uscire un business plan per il Salento, per la Puglia che deve essere l’unico canale di comunicazione consentito al mondo politico?

È pura minestra riscaldata la “visita in fabbrica” del politico di turno. È offensivo per le intelligenze di tutti continuare a credere che, sia il politico, sia l’imprenditore abbiano la reale speranza di trarre beneficio da queste visite pastorali.

Se i politici sentono così tanto il desiderio di incontrarvi, di visitare le vostre fabbriche, di indagare, addirittura, sulla privata vita dei singoli operari, cambiate il vostro modo di accoglierli, fatelo solo ed esclusivamente sottoponendo loro quel “business plan” che deve stillare concretezza, ancorarli a scelte e non più promesse.

Unitevi e fate fronte comune, sarebbe un gesto Politico, sociale e umano di una potenza dirompente e di straordinario impatto. Sarebbe l’unico gesto concreto e sensato di questa trita sfilata elettorale.

Si parla di una ripresa economica anche per il TAC; compattarsi ed esigere scelte forti potrebbe essere un segno di maturità imprenditoriale.

Potrebbe rappresentare il gesto della rinascita di un settore che dagli errori del proprio recente passato trae lezioni imprescindibili per operare, finalmente, quel salto di qualità che ci proietterà in una dimensione di maggiore autonomia e identità imprenditoriale. Potrebbe essere il presupposto per trasformare in variopinta e forte farfalla ciò che oggi è stato una timida e soggiogata crisalide.

Il resto della società civile sembra aver smarrito l’interesse a occuparsi in modo incisivo della cosa pubblica, creando un preoccupante vuoto sociale.

La speranza è che i vostri interessi, la vostra intraprendenza possano essere quella scintilla tale da riportare questa sommatoria di individui a ridiventare società, Popolo, recuperando il ruolo centrale dell’agire politico.

Marco Mazzeo – Casarano 

Andando a spasso con il mio nipotino di sei anni, mi sono avvicinata alla piazzetta della stazione, cercavo di fargli visitare il Monumento ai caduti e spiegargli il suo significato.

Ho avuto vergogna quando il bambino, vedendo l’acqua della fontana sporca e maleodorante, ha osservato:” Nonna, dove mi hai portato? Qui è tutto sporco e puzzolente!”

Non ho saputo trovare le parole adatte che giustificassero lo stato del posto e la dimenticanza di quanti hanno perso la vita per onorare la Patria.

Come possiamo insegnare il rispetto e l’amore per il nostro passato quando calpestiamo il ricordo di chi ha difeso e combattuto per i nostri valori?

Si dice che i giovani non avviano valori; a me sembra che siano proprio le istituzioni ad averli cancellati così distratti dal contingente e dall’apparire.

Sono amareggiata per le condizioni generali in cui versa Gallipoli dove da diversi anni è cresciuta l’arroganza e la forza del dio-denaro (unico valore).

Mille manifesti autocelebrativi si smentiscono di fronte ad una amarissima realtà

Gallipoli – Giuseppina Montuori

Caro Direttore,
la presente lettera è doverosa per due motivi:
da una parte per rendere omaggio al servizio dialisi del Presidio Ospedaliero di Gallipoli, dove mio suocero ha dializzato per pochi mesi prima di morire e che a noi, come familiari, è sembrato d’eccellenza. E dall’altra, senza voler accusare o denunciare qualcuno, per cercare in qualche modo di segnalare, per migliorare, i comportamenti di alcune figure professionali. Mio suocero è morto il 6 settembre u.s. ed ha dializzato a Gallipoli, dove il personale tutto, dai tecnici, infermieri e i medici, hanno dimostrato, verso una persona sofferente,  tanta comprensione, disponibilità infinita e umanità, che oggi non è poco per familiari e pazienti.

Da questo ne è scaturito un encomio scritto,  ufficiale, con targhetta in pergamena, che abbiamo consegnato ai bravi medici del servizio di dialisi.

Ma purtroppo in questa mia si rende doveroso evidenziare come nel nostro peregrinare nei vari reparti della provincia, abbiamo incontrato non poche difficoltà e disservizi dovuti ai tagli ed accorpamenti di ospedali, che una politica reg.le, bieca e malvagia, sta praticando contro il diritto alla salute delle nostre popolazioni. Per non dire di comportamenti personali, di alcuni sanitari, che spesso esulano dalle inefficienze strutturali, e che vanno ricondotte solo ad atteggiamenti individuali, di alcuni. Come quei medici che per tre volte avevano dimesso mio suocero, e poi fatto rimanere in reparto perché litigiosi tra di loro, non riuscivano a mettersi d’accordo sulle condizioni effettive del paziente. Oppure potrei dire di quel primario che ha sempre negato il nostro familiare avesse contratto in dialisi (non a Gallipoli ovvio) epatite C e poi gravemente ammalato.

Ma qui sarà la magistratura a stabilire verità e giustizia.   

O ancora di quel medico, in un altro reparto, che si è dimostrato verso mio suocero che soffriva, burbero e scontroso. Spesso il servizio dialisi, e noi stessi come familiari, abbiamo chiesto quando stava male il nostro congiunto se fosse possibile praticare una paracentesi per alleviare,  anche se momentaneamente, quel corpo sofferente. E c’era chi accampava pretesti. Alle volte rivolgere un sorriso o una parola di conforto per un paziente che sta male, è come attenuare un dolore fisico. Dico solo questo ai medici e, non solo medici anche miei colleghi infermieri, a chi non riesce a comprendere le sofferenze degli altri: in un ospedale, molti anni fa, c’erano alcuni baroni che dispensavano sorrisi e riservavano stanze solo a chi, pazienti e familiari, si dimostrava “generoso” con loro, con cibi piacevolmente freschi.

La saluto cordialmente, direttore.

Maurizio Maccagnano – Galatone

Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto, veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.

Tasse e servizi.

Pagare le tasse è un dovere per tutti i cittadini, è anche un bel modo civile per avere dei servizi.

Come dovremmo sapere tutti le tasse che i cittadini pagano, servono per avere tanti servizi e possibilmente ben funzionanti ed efficienti.

A livello locale, scuole, asili nido, manutenzione delle strade, acquedotti, fognature, centri sociali per anziani, case di riposo e molti altri servizi.

A livello nazionale, esercito militare, forze per la pubblica sicurezza, servizio sanitario nazionale, istruzione e formazione, università, trasporti, infrastrutture sul territorio nazionale, protezione civile, ambiente, salute e tantissimi altri servizi.

Se tutti pagassero il dovuto, si pagherebbe di meno tutti e si avrebbero più risorse per avere servizi migliori.

Cari giornalisti e mezzi d’informazione vi chiedo, fate più informazione, formazione, con più trasparenza e obiettività.

Vi chiedo anche perché non dite che chi evade il fisco, chi porta i soldi all’estero, quelli che fanno il lavoro nero, i corrotti, il mal affare, i mafiosi, perché non dite che tutti questi che fanno cose illegali, godono dei servizi che pagano con le tasse i tanti cittadini onesti.

Perché non dite che questi disonesti se vogliono godere dei servizi pubblici, se li dovrebbero pagare.

Cari giornali e tutti mezzi d’informazione, uscite dal generico e delle discussioni inutili, entrate in merito al dovere delle tasse, che vanno pagate, fate chiarezza trasparente, limpida, servirebbe per far crescere la  coscienza e consapevolezza nei cittadini del bene comune, che è un nobile dovere civile e sociale pagare il dovuto.

E ne trarrebbero vantaggio tutti i cittadini, il paese e tutta la società.

Francesco Lena  – Cenate Sopra ( Bergamo)

Gentile direttore,

ho molto apprezzato l’inchiesta su Gallipoli fatta da Piazza Salento.

Da salentino a Roma credo che il giornalismo locale abbia funzioni e responsabilità non inferiori a quelle della classe politica sulla costruzione del dibattito pubblico e sulla crescita culturale del territorio. C’è bisogno di coraggio e verità.

Anche per questo ho pensato di citare una parte dell’inchiesta in un articolo a mia firma su Tap per Strade, una testata nazionale da sempre impegnata in battaglie contro l’irrazionalità e per l’innovazione (link qui: http://stradeonline.it/innovazione-e-mercato/3040-tap-per-fortuna-cresce-il-salento-ancora-no)

Un cordiale saluto e buon lavoro,

Michele De Vitis – Roma

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Aurelia Trianni

Aurelia Trianni

E ancora grazie a “PiazzaSalento” per aver dato visibilità al mio esperimento di socio-fotografia sulle borse delle donne. Trovo pressoché doveroso che tutti noi ci rechiamo in edicola ad acquistare la copia del giornale, il cui costo equivale alla rinuncia di un caffè al bar due volte al mese, ed essere coerenti con la stessa curiosità ed interesse che ha contraddistinto il lettore di “PiazzaSalento” quando il giornale era gratuito. “PiazzaSalento” rappresenta, secondo il mio parere, la piazza reale di ogni singola comunità; nella specifica pagina “del Paese” sono riportati, infatti, non solo i fatti salienti di cronaca ed attualità, ma ogni minimo processo e fermento culturale, in un senso d’ appartenenza e identificazione che a molte, e più prestigiose, testate giornalistiche sfugge. Leggere “PiazzaSalento” è impadronirsi di ogni movimento, sia esso sportivo, politico, amministrativo o ludico, che avviene nel nostro territorio e alle porte di esso, per questo ribadisco il concetto che un giornale che parla “di noi” debba, da noi stessi ,essere sostenuto e garantito nel suo futuro editoriale. “‘Accattatibe ‘ u giornale” è una frase di rito che spesso utilizzo come forma di dovere da parte di chi questo territorio lo vive. In bocca al lupo e sinceri auguri a tutto lo staff editoriale e redazionale.

Aurelia Trianni* – Racale

*Si occupa di formazione; attualmente è tutor ad un master universitario. Ha la passione della fotografia, è impegnata in attività sociali, culturali e di volontariato.

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polo 2 casarano piazza (9)Tanto lavoro dietro una pagina!!
Il 5 aprile 2016, noi delle classi quinte C ed E dell’Istituto Comprensivo Polo 2 di Casarano, abbiamo visitato la redazione di “Piazzasalento”. È stata una bellissima ed interessante esperienza che ci ha ispirato a scrivere quanto segue. Ci sono stati dati molti chiarimenti, grazie alle efficaci e chiarissime spiegazioni del Direttore Fernando D’Aprile: non immaginavamo neanche lontanamente che dietro una pagina ci fosse un lavoro cosi duro, faticoso e di grande responsabilità! Il caporedattore ci ha mostrato il “Cervellone”, che elabora tutti i dati ricevuti dai diversi corrispondenti, inviati e collabora;tori. Entrando nel suo studio, quasi per scusarsi del “disordine cartaceo” sulla sua scrivania, ha detto che, nel proprio disordine, ognuno trova le sue cose. Successivamente, ci ha incantati con un particolarissimo termometro, davvero indescrivibile, realizzato per la prima volta da Leonardo Da Vinci. A fine visita, siamo stati chiamati per ricevere un’inedita sorpresa: ci hanno dedicato una pagina del loro giornale, in tempo reale, con le nostre foto e quella della dirigente Luisa Cascione. Secondo noi, tutti i ragazzi dovrebbero avere queste opportunità, per incrementare le proprie conoscenze sulla stesura di un giornale, per invogliare a leggere ciò che succede intorno e soprattutto per stimolare i ragazzi ad esprimere il loro parere su fatti, eventi e situazioni che sono di grande interesse. A dire il vero ,noi siamo fortunati perchè spesso discutiamo di attualità e i maestri sono sempre pronti ad ascoltarci, anche quando la pensiamo diversamente da loro. Grazie, perciò, al Direttore che ci ha ospitato, alle maestre e alla Dirigente per averci dato l’opportunità di allargare le nostre conoscenze, perchè, in fondo, loro credono in noi e sanno che NOI SIAMO IL FUTURO!

Le classi 5^ C e 5^ E – Polo Due Casarano

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Ne vogliamo parlare di questa Sanità salentina tanto bistrattata a livello regionale? Tanto per loro è importante solo non sforare il budget… Se sono qui a raccontarvela devo dire grazie alla preparazione e solerzia di una giovane dottoressa, del Reparto di Cardiologia di Casarano, che ha saputo intravedere tra le “ombre” di un veloce Ecocardiogramma i segni di un sicuro “danno” che stava per sopraggiungere e, con la solerzia che dicevo prima, mi ha “spedito” direttamente, pur essendo domenica,nel Reparto di Emodinamica del “Vito Fazzi” di Lecce. Un “mostruoso” grazie a questo reparto di Eccellenza che, sull’eredità del dottor Montinaro viene egregiamente diretto dal dottor Colonna, sa trattare con preparazione, cortesia ed umanità i tantissimi casi che si avvicendano giornalmente. ( i letti di degenza non fanno in tempo a raffreddare che subito vengono occupati da chi aspetta dietro la porta). Quel mio “mostruoso” Grazie, come dicevo prima va ai dottori Tondo e Fischietti, in un primo episodio, e al dottor Fischietti e alla dottoressa Romano in un secondo episodio, dopo venti giorni dal primo, che se non risolti tempestivamente e magistralmente mi avrebbero causato un infarto sicuramente fatale. Infine, sempre un “mostruoso” grazie a tutto lo Staff, nessuno escluso, e alla dottoressa Bergamo, molto preparata, umana, sensibile e chiara nel comunicare le notizie cliniche agli interessati. Grazie a tutti.

Raffaele Leopizzi – Matino

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Caro Direttore,
la vorrei informare che dopo i lavori di ristrutturazione del Parco “Don Tonino Bello” hanno migliorato la zona per gli amici a 4 zampe recintando la zona, ma per quanto riguarda la zona adibita con i giochi dei bimbi ,invece di metterla in sicurezza credo che abbiano peggiorato la situazione. Mi spiego. Dove prima c’era il cancello, nel lato del viale per il cimitero, adesso ci sono 3 paletti per non far accedere le macchine, ma si può entrare tranquillamente con uno scooter, il muretto di recinzione che c’era precedentemente è stato sostituito da una ringhiera, che in alcuni tratti è sprovvista della siepe e quindi i bimbi potrebbero passare gli spazi della ringhiera e ritrovarsi sulla strada principale dove le macchine transitano anche a velocità sostenuta. Le chiedo se può segnalare questo problema, soprattutto per l’incolumità dei nostri piccoli, e mettendo la “zona BIimbi” in sicurezza. La ringrazio a nome di tutti i genitori.

Anna Pugliese – Alezio

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All’attenzione del direttore di Piazzasalento
Il Progetto Martina è un Service nazionale Lions che ha come obiettivo la “lotta ai Tumori attraverso la cultura della prevenzione”. E’ rivolto ai giovani delle classi terze e quarte delle scuole superiori. E’ dedicato a Martina, appunto, colpita, in giovane età, da un tumore della mammella e che ha espresso, come testamento morale, il desiderio che i giovani abbiano la possibilità di essere “accuratamente informati ed educati ad aver maggior cura della propria salute”. Il Progetto, che ha interessato, in diversi incontri le scuole superiori della provincia, il 4 marzo 2016 ha fatto tappa presso la Scuola superiore “E. Medi” di Galatone. L’incontro è stato realizzato grazie alla sensibilità del dirigente prof. Cammarota e della referente alla salute della scuola, professoressa Angela Mazza, in collaborazione con la dr.ssa Anna Rosa Prete, psicologa (Lions Club Lecce Sallentum Universitas) che ne ha curato l’organizzazione. Hanno preso parte all’iniziativa in qualità di relatori il dott. Pietro Durante, coordinatore Circoscrizionale del Progetto e Past – President del Lions Club Lecce Sallentum Universitas, che ha illustrato gli obiettivi dei Lions ed ha trattato l’argomento della prevenzione dei tumori giovanili e dei rischi connessi a stili di vita sbagliati nonchè all’uso di alcool e droghe; la dott.ssa Luigina Rimo, ginecologa che ha trattato i tumori della sfera genitale maschile e femminile e la dott.ssa Paola Calabrese, dermatologa che ha affrontato le questioni relative al melanoma ed alla sua prevenzione.

Lettera firmata – Galatone

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ferrovie-del-sud-est-come-arrivare-in-salentoA “Piazzasalento, grata per la pubblicazione.
Dopo aver consultato il giorno prima il sito ufficiale delle Ferrovie Sud-Est ed aver verificato l’orario di partenza dalla Stazione di Nardò-Città del treno per Novoli in coincidenza con quello per Martina Franca ore 12,56 il giorno venerdì 22 aprile scorso ho acquistato il biglietto €.9,10 e mi sono recata in stazione ma all’orario stabilito il suddetto treno non passa; immagino si tratti del consueto ritardo di almeno 15 minuti: ma il treno non arriva. Chiedo ad una ragazza che insieme a me aspetta l’arrivo di un treno ma cortesemente mi informa che spesso quel treno per Novoli-Martina Franca viene soppresso senza alcun preavviso! In effetti nonostante il sito ufficiale Sud-Est confermi la partenza da Nardò Città alle ore 12,56 il treno è stato all’improvviso soppresso: per averne notizia bisogna andare a leggere un avvivo appiccicato alla porta della stazione che è del tutto priva di personale: persino la biglietteria è soppressa e bisogna acquistare i biglietti al vicino Bar. A questo punto telefono alla stazione di Novoli ma non sanno darmi nessuna informazione precisa sul “treno fantasma”. Avendo un appuntamento di lavoro alle ore 16,00 ad Alberobello e dovendo arrivare a Martina Franca per poi effettuare il cambio sono costretta a recarmi precipitosamente a Lecce con la mia auto e correre in Stazione per prendere il primo treno sud-est utile che parte alle 14,30 per arrivare a Martina Franca alle 16,31 e poi effettuare il cambio per Alberobello. Una vera e propria odissea fatta di disagio, nervosismo e tante maledizioni all’ex-amministratore della Sud-Est Luigi Fiorillo.

Tonia De Matteis – Nardò

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ecocentro gallipoli foto luglio 2014Buongiorno Redazione, vi scrivo per segnalare quanto mi è accaduto poco fa. Avendo da tempo in garage un paio di vecchi sacchi di cemento e intonaco, ed essendo anche già in ritardo con le pulizie di primavera, mi decido finalmente a smaltire questi pesanti rifiuti speciali. Ben bello mi sono recato presso l’Ecocentro! Eh sì, Gallipoli ha da qualche tempo un ecocentro, un punto di raccolta per rifiuti, specialmente rifiuti ingombranti e che necessitano di procedure particolari per lo smaltimento. Un po’ timoroso di trovarlo chiuso, non conosco gli orari di apertura ed era già mezzogiorno, rimango piacevolmente sorpreso nel trovarlo aperto. Entrando mi viene incontro un impiegato che mi saluta e mi chiede che tipo di rifiuti sono venuto a conferire. Mi sento quasi in colpa per aver dubitato dell’efficienza dei nostri servizi, della nostra capacità di amministrarci e anche sotto sotto della nostra civiltà, e per nostra intendo gallipolina, meridionale, italiana! Lo vedi che non abbiamo niente da invidiare ai nostri vicini europei?

L’illusione dura poco: basta un lapidario “Non è possibile ricevere quel tipo di rifiuti, c’è un problema all’impianto” per riportarmi sulla terra e in particolare a Gallipoli, profondo Sud di un’Italia che sprofonda. “Ma… sono rifiuti speciali, vanno smaltiti no?” . “Li può buttare nel cassonetto”. “Hum, nel mio quartiere c’è la raccolta differenziata, quindi niente bidoni. In ogni caso non sono sicuro che sia quello il posto giusto. Sarà per questo che le strade qua intorno sono piene di montagnole di calcinacci… le ha presente? Sono tipiche delle nostre stradine di campagna, di solito c’è anche un water e/o un lavandino”. “Non sono a conoscenza di questa abitudine”. “Ah ok. Scusi il disturbo, buon lavoro”. Facendo manovra intorno all’ecocentro non posso non notare una delle famose montagnole salentine, con tanto di water in cima. E a neanche quattro metri dall’entrata dell’ecocentro. Ho buttato i sacchi di cemento in un bidone con la scritta “Non introdurre calcinacci”. A più di tre anni dall’apertura, è chiaro che l’ecocentro non funziona, non ha mai funzionato, e niente fa pensare che possa funzionare in futuro. Per favore tenete viva l’attenzione su questo spreco di denaro, che è anche e soprattutto una sonora presa per i fondelli ai cittadini che vogliono seguire le regole …e magari pagare un po’ di meno di Tarsu, Tari o come si chiama lei!
Grazie e saluti,

Antonio Giungato – Gallipoli

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Ancora una volta le case popolari di viale Ferrari a Casarano senza acqua, siamo alle solite! Come sempre, per colpa di alcuni devono pagare tutti. Infatti, ormai è da una settimana che, a causa di alcuni morosi, viene chiusa l’acqua a tutti i condomini, ora mi chiedo io: perché non vanno casa per casa e fanno i loro controlli? Così, se l’acqua viene chiusa solo a chi non paga, magari si mette in regola. C’è da dire anche che, nonostante si paghi un amministratore da ormai 8 anni, il debito verso l’Acquedotto pugliese cresce sempre di più,chissà come mai. Saluti.

Emanuele Civino – Casarano

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Al Direttore di Piazzasalento.  Nardò, martedì 22 marzo, ore 8.30. Devo recarmi a Gallipoli e decido di prendere il treno. Sul sito delle Ferrovie del Sud Est trovo la corsa che fa al caso mio: la Nardò-Gallipoli delle 10.26, con un cambio previsto a Nardò Centrale. Alle 10.10 sono in stazione a Nardò Città. Chiedo conferma (non si sa mai) del mio treno in partenza tra poco. Ecco la sorpresa: alle 10.26 non c’è nessun treno per Gallipoli, né diretto né indiretto. “Come? È segnalato sul vostro sito!”. “Quel treno non c’è più da un anno”, ribatte il personale della stazione, ignorando il mio riferimento al sito Internet. Saluto e vado via mestamente. Forse ho sbagliato a digitare. Torno a casa. Accendo il pc. Cerco lo stessa tratta, inserendo stavolta la data del giorno dopo: 23 marzo. Sul sito www.fseonline. it il mio treno “inesistente” delle 10.26 campeggia fieramente tra le corse disponibili. Addirittura è cliccabile il tasto “Acquista il biglietto”. Nel pomeriggio raggiungo Gallipoli col treno delle 15.06. I quasi trenta minuti di ritardo sembrano una bazzecola rispetto a quello che ho vissuto qualche ora prima. Un passeggero al quale racconto la mia disavventura mi spiega che il treno delle 10.26 è diventato un periodico, attivo nel periodo estivo. Anche questo involontario “alibi” non regge. Sul sito delle Sud Est ho inserito le date di partenza (22 e 23 marzo): essendo un treno “estivo” non avrei dovuto pertanto visualizzare quella corsa. Invece era ed è ancora lì, senza alcun riferimento a corse attive solo in alcuni periodi, nemmeno mezzo asterisco. Anche lui non risponde e fa spallucce, come il personale di Nardò Città stamattina. Scandali, consulenze milionarie e prebende a pioggia ma di aggiornare un sito manco a parlarne.

Stefano Manca – Nardò

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KMBT_C224-20160324184734Al Direttore di Piazzasalento, confidando sulla sua sensibilità. Vandalismo e violenza nel nostro Centro storico. Quanta rabbia nel vedere le foto di cornici di leccese distrutte e buttate nei cestini dell’immondizia. Si grida solo alle responsabilità, al controllo e alla vigilanza ma non si dice niente sulle cause e su quello che possiamo fare per evitare tutto questo. Anzitutto ci tengo a dire che violenza alla risorsa Centro storico vuol dire anche gettare mozziconi di sigarette e rifiuti per terra, non pulire dalle erbacce facciate, balconi, cornici e parapetti, non fermare l’avanzata distruttrice dei piccioni, percorrere alcuni vicoli con le macchine, rovinare il basolato, non rispettare la segnaletica stradale,effettuare parcheggi selvaggi, eccetera, ecc. Continuo da tempo a ripetere che oltre al giusto controllo ci vogliono contemporaneamente strumenti di conoscenza, di partecipazione e di educazione che coinvolgano soprattutto le scuole e le associazioni e che abbiano come fine il rispetto e la salvaguardia delle risorse presenti nel nostro Centro antico.

Per gestire e programmare il Centro storico occorre la corresponsabilità della Pubblica Amministrazione e dei cittadini e un grande sforzo comune per una partecipazione di idee e strumenti che metta da parte l’individualismo, gli interessi di parte e personali e pensi soprattutto allo sviluppo della principale risorsa della nostra città nell’interesse di tutti. Alcune proposte il Comitato “Idee in Piazza “ da tempo le ha messe sul tappeto. Sono: l’elaborazione di un “Piano di gestione complessivo per il Centro storico“; la creazione di strumenti di educazione e controllo; l’insediamento di una Commissione consultiva e la realizzazione di un Ufficio unico per il Centro storico. La campagna elettorale già in corso potrebbe anche essere l’occasione per un momento di confronto e di riflessione propositivo che porti all’individuazione di strategie e proposte utili perché il Centro storico diventi una parte viva, dinamica e attiva della nostra Città. Meno foto, meno slogan. Più proposte, più idee e più decisioni concrete di responsabilità.

Pantaleo Pagliula – Nardò

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A Piazzasalento. Forse torno a casa, a Nardò dopo 25 anni di esperienza in gastronomia, di cui cinque nel più grande e famoso Hotel 5 stelle sull’isola di RÜGEN (Cliff Hotel), mar Baltico, che il presidente Honecher della Ddr fece costruire. Conserva ancora il suo splendore. Io sono molto orgoglioso di aver contribuito al suo attuale successo a livello gastronomico, di intrattenimento e di management. Ho fatto esibire i “Bambini Latini”, gruppo musicale di Nardò, Davide Tarantino… e tantissimi altri validi… Forse avrei una possibilità, chissà, tornando nella mia Città?

Franco Carrino – Nardò

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Carissimo, l’argomento “Omicidio stradale”, in questo ultimo tempo, è stato motivo di cronaca sulla stampa, in tv, nelle conversazioni pubbliche e private, nelle aule del Parlamento. L’origine della questione risale a circa 20 anni fa, quando, per condannare un pirata della strada, catturato dalle forze dell’ordine, il giudice era costretto a ricorrere agli strumenti giuridici a sua disposizione, cioè all’art. del Codice penale che riguardava un crimine generico, non sempre conforme a quello dell’incidente stradale in questione, cioè alla norma che si riferiva alla “colpa cosciente”, molto vaga e spesso impropria. Allora emerse evidente la discrasia tra colpa cosciente ed incidente stradale, compiuto da un soggetto in stato di ebbrezza o drogato. Fu fatta finalmente chiarezza sulle motivazioni di un incidente stradale e sulla condanna del giudice, inadeguata alla colpa del reo sulla strada. Il risultato del lungo ed estenuante dibattito è stato quello della nascita del nuovo termine “reato di omicidio stradale” da inserire nel Codice di procedura penale.

I punti principali della legge. 1) Il contenuto della Legge del “reato di omicidio stradale”, votato dal Parlamento, in via definitiva, il mese di marzo 2016, prevede, in sintesi, aggravamento di pene sino a 18 anni di carcere, a secondo della gravità dell’azione e dello stato psicofisico del reo; inoltre prevede anche la sospensione della patente e il sequestro del mezzo di locomozione. 2) Il giudice del Tribunale penale non ha più alibi, almeno così si pensa. Ha il dovere di assumersi tutta la responsabilità, inerente alla sua funzione, di fronte alla società, alla Giustizia, alle vittime ed ai loro familiari. Al giudice si chiede chiarezza e rapidità di esecuzione per far cessare le comprensibili reazioni dei familiari e vittime della strada contro la Giustizia, contro le assicurazioni, soprattutto l’odio e la vendetta verso i responsabili del crimine e verso le loro famiglie. 3) Gli obiettivi da conseguire con la legge votata dal Parlamento sono: elevare a livello di crimine la incidentalità stradale, compiuta da un conducente sotto l’effetto di alcol e di droga; comminare una pena adeguata alla colpa; accelerare l’iter giudiziale; render giustizia piena alle vittime e ai familiari delle vittime. 4) Odio e vendetta. E’ comprensibile il sentimento di odio e di vendetta dei familiari delle vittime verso il reo e la sua famiglia, ma non è condivisibile. Tale sentimento radicato profondamente, è indice di carenza etica nei soggetti interessati. La misericordia è quel sentimento che, forse, è gradito alle vittime di incidente. 5) I dirigenti delle Associazioni Vittime della Strada sono colpevoli di inadempienza ai loro doveri, se trascurano di organizzare incontri e dibattiti per i soci, al fine di elaborare il lutto o il dolore, in funzione di una convivenza pacifica e della pace. Saluti.

Antonio Lerario Galatone-Roma

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In occasione della XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia, vista la valenza educativa della tematica, i docenti della Scuola Secondaria di I Grado “G. Dimo” hanno convenuto di dedicare le terze e quarte ore di mercoledì 16 marzo alla condivisione in classi aperte degli approfondimenti, precedentemente realizzati attraverso le modalità laboratoriali, di alcuni aspetti del fenomeno mafioso; l’intera giornata di lunedì 21 al dibattito e al confronto sulla tematica in oggetto.Questo il programma: mercoledì 16 lavoro per classi parallele (terza e quarta ora): classi prime, Concetto di legalità (intervento del prof. Aldo D’antico); classi seconde, I “Grandi” uccisi dalla mafia; il fenomeno mafioso/ La giornata delle vittime della mafia/ Renata Fonte e Peppino Impastato; Dalla Chiesa; Borsellino; Falcone. Classi terze, Ecomafia, Archeo-mafia, Abusivismo edilizio, Traffico di rifiuti, Incendi boschivi. Ogni classe presenta al gruppo, tramite la metodologia del Peer to peer, l’argomento su cui ha precedentemente lavorato.

Si passa alla riflessione e si conclude con l’impegno di trovare, prima di lunedì 21 uno slogan per classe che sia rappresentativo. Lunedì 21 ore 9,30 lavoro in classe su un lenzuolo bianco (simbolo della lotta alla mafia); 9,30-10,20 affissione delle lenzuola fuori e dentro la scuola; ore 11 nell’Auditorium inizio del dibattito: intervento della dirigente, prof.ssa Tonia Perrone, del prof. Aldo D’Antico, del Giudice Antonio Gatto e del giornalista dott. Fernando D’Aprile. A conclusione: le riflessioni di alcuni alunni e la proiezione del video pre- parato precedentemente da un gruppo di alunni (due per classe). Al termine si intonerà la canzone simbolo della giornata “Pensa” di Fabrizio Moro a cura del Coro dell’Istituto comprensivo. La Referente del progetto è stata la prof. Maria Antonella Fazio.

Scuola Media “G.Dimo” – Parabita

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Gcntilissimo Direttore di PiazzaSalento,
Le chiedo di pubblicare questa mia lettera nella speranza di fare cosa utile alla mia città.
Mi sono chiesto tante volte perché Gallipoli continui ad essere privata e letteralmente spogliata dalle diverse e varie Istituzioni pubbliche che in essa avevano da sempre la loro sede territoriale fino a poco tempo fa! La risposta che mi sono dato può essere semplice: Gallipoli non esprime da tempo una classe politica capace né di custodire, né di creare, né di onorare con i fatti e non solo con le parole ciò che ha sempre posseduto e quel che possiede, ma che continuamente le viene tolto. C’è da considerare. inoltre, alcuni aspetti negativi della prevalenza dei gallipolini: la pigrizia, l’indifferenza, l’inerzia, l’apatia., l’arroganza, l’individualismo ossia il credere solo al proprio io dimenticando anche il più elementare rispetto verso le cose, l’ambiente e principalmente verso le persone e facendo prevalere solo l’interesse egoistico personale. Questo comportamento è un vero boomerang e si ripercuote su tutta la Città! Cosi, si sono perse: – le Carceri mandamentali; – la Tenenza dei Carabinieri; – la Pretura; – l’Ufficio della Conciliazione; – l’Agenzia delle Entrnte; – la sede Episcopale; – l’Inps; Istituzioni che in Gallipoli erano presenti tutte da tempi immemorabili e il loro spostamento è da attribuire al demerito dei Gallipolini e al merito dei paesi vicini che le hanno fatte proprie, causando un depauperamento e l’impoverimento dell‘ intera collettività locale. Spero, tuttavia. che qualcosa stia cambiando: il recente “Riordino ospedaliero” ha suscitato l’ira di Casarano che, avendo già fatto razzia delle Istituzioni site in Gallipoli, ritiene impropriamente di essere “Capitale del Salento” e quasi dichiara guerra. In questa occasione, però, i Gallipolini, che sono abitualmente amorfi, indifferenti, capaci di sopportare qualsiasi oltraggio per noncuranza e individualismo, si sono svegliati e hanno saputo dimostrare che il “S. Cuore di Gesù” è l’ospedale più a norma di tutto il Salento. l’Organo Istituzionale Pugliese, infatti, saggiamente, oculatamente, realisticamente e razionalmente si è pronunciato ed ha individuando in Gallipoli la sede più idonea al primo livello di assistenza.

Insieme ai paesi limitrofi dobbiamo educarci ad uno spirito di corpo cioè coltivare una coscienza civica protesa al benessere e alla tutela del nostro territorio, in tutti i sensi. Ai Gallipolini chiedo di fare qualche passo indietro per recuperare quanto è stato perduto e quanto è stato dimenticato degli insegnamenti degli antichi, che erano saggi, semplici e custodi attenti del patrimonio storico, naturale e principalmente del mare: tutti amavano e valorizzavano il mare in ogni circostanza, senza distruggerlo come si verifica oggi, attraverso i comportamenti di quanti dimostrano il contrario dell’amore e perseverano, come si dice in gallipolino a “sputare nel piatto in cui mangiano”. Forza Gallipoli! Cambia il tuo modo di essere e ritorna al tuo antico splendore, attraverso la più semplice delle qualità: la buona educazione verso le persone, gli animali e l’ambiente. Altrimenti sarà la fine della nostra “Città Bella” che tale resterà come un antico miraggio. Un po’ di intraprendenza, pertanto, non guasterebbe. Un Gallipolino dell‘antica “isola di Gallipoli“.

Gioacchino Pagliarini – Gallipoli

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Preg. mo Direttore,

vorrei condividere con lei una piccola soddisfazione. Ho inviato ieri alla redazione di Popotus ( quel piccolo
giornale rivolto a bambini e ragazzi allegato ogni martedì e giovedì al quotidiano Avvenire). gli auguri per il ventennale, che ricorrerà il prossimo 23 marzo.
Che sorpresa vedermi arrivare in breve tempo una risposta da Nicoletta Martinelli, giornalista di Avvenire, responsabile della pubblicazione.
(Se troverà il tempo, le allego qualche dettaglio in merito ). Che ne pensa se un giorno potessimo trovare un inserto del genetr anche sul nostro
preziosissimo Piazzasalento?
Un abbraccio affettuso e tanti… in bocca al lupo!
Tonio Scanderebech – Alliste

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Preg.mo Magg. Nicola Candido
Comandante del N.O.E. di Lecce
Preg.mo Dott. Claudio Palomba
Prefetto di Lecce
Preg.mo Avv. Antonio Mariano
Sindaco di Scorrano
Preg.mo Dott. Bruno Corrado
Sindaco di Supersano
A “Piazzasalento”
Oggetto: Smaltimento acque di vegetazione e di rifiuti pericolosi. Comunicazioni.
La recente operazione effettuata dal N.O.E. dei Carabinieri di Lecce sui territori di Scorrano e Supersano non può che trovare il plauso della scrivente Associazione che nel corso degli anni spesso ha denunciato lo svolgimento di attività illecite in diversi comuni della nostra provincia e che non sempre ha visto le istituzioni locali operative attraverso le opportune azioni di prevenzione, di controllo e di contrasto.
Nel caso in questione si è registrata una efficace sinergia tra Enti locali e Forze dell’ordine che hanno determinato il sequestro delle aree oggetto degli illeciti e la denuncia dei responsabili di tali attività illecite che hanno provocato danni ambientali significativi al nostro territorio e – specificatamente – alterazioni del suolo e delle acque ed utilizzo improprio di opere di interesse pubblico come i canali di bonifica. Pertanto questa Associazione con la presente intende ringraziare il N.O.E. dei Carabinieri
di Lecce (nella persona del Comandante), per tale operazione e le tante altre che effettua quotidianamente nel perseguire i numerosi danni che vengono perpetrati al nostro territorio, e nel contempo prendere atto dell’attività di controllo e di denuncia di tali illeciti effettuata dai Sindaci in indirizzo ed incoraggiarli nel proseguimento di tali attività (ma anche delle numerose altre che determinano degrado ambientale e paesaggistico) per determinare quella necessaria inversione di tendenza di quel processo con cui – da alcuni decenni – il nostro territorio è stato sistematicamente alterato. Allo stesso tempo invitiamo S.E. il Prefetto di Lecce (per quanto già impegnato) ad incoraggiare e a sollecitare le amministrazioni locali ad attivare organiche azioni di sensibilizzazione, di controllo e di repressione delle tante illecite operazioni che determinano alterazione ambientale che sistematicamente si verificano nelle campagne, ma anche in molte periferie,
di quasi tutti i comuni della provincia di Lecce e che, oltre a compromettere (spesso irreversibilmente) le risorse primarie, determinano un’immagine orripilante del territorio che con fatica cerca da qualche decennio di proporsi come meta turistica. Confidando nella sensibilità e nella volontà di proseguire in tale direzione, questa Associazione si rende disponibile ad offrire la sua collaborazione nelle forme più opportune.
Distinti saluti
Il presidente di Italia Nostra sezione Sud Salento – Marcello Seclì
Parabita

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...