La corsa all’oro rosso costa

Rosario Caraccio

Casarano. Aveva commesso un furto di rame a Nardò nel 2006, ora i carabinieri della stazione di Casarano hanno eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce, e così Rosario Caraccio, 52enne casaranese (foto), dovrà scontare la pena residua di due anni.

Furti di rame, quindi, sempre sulle pagine di cronaca, non solo nel Salento, in cui negli ultimi anni sono diventati frequentissimi, ma in tutto il Paese.

Solo a ricordare gli episodi più recenti, vengono subito alla memoria quello della settimana scorsa a Melissano, i reiterati saccheggi perfino nei cimiteri, l’assalto agli impianti fotovoltaici, il furto sistematico di cavi nelle luminarie per le feste patronali. Alcuni  furti arrecano danni notevoli come quello di Corigliano al deposito d’acqua dell’Acquedotto pugliese che ha rischiato di lasciare senza risorse idriche alcuni paesi.

Uno dei motivi dell’intensificarsi di questa caccia all’oro rosso può derivare dall’aumentato costo del rame e dal coinvolgimento della malavita organizzata. Hanno cominciato a preoccuparsi le imprese sistematicamente prese di mira che hanno chiesto aiuto allo Stato. Ecco, quindi, che negli ultimi giorni del mese scorso è stato istituito un “ Osservatorio nazionale sui furti di rame” con la firma di un protocollo d’intesa tra il Viminale, l’ Agenzia delle dogane, Ferrovie dello Stato, Enel, Telecom con l’obiettivo di studiare bene il fenomeno che negli ultimi periodi è diventato una vera e propria emergenza nazionale. Il problema, infatti è capire dove porta la filiera dei furti, tenendo conto che possono mettere in difficoltà interi comparti economici, e cercare di scardinare il problema alla radice. C’è da annotare anche che se i furti di rame sono aumentati del 50% nel 2011, è aumentata anche la percentuale dei reati scoperti (78%) e quella degli arresti e denunce (90%).

Commenta la notizia!