Roberta, 17 anni. E ora niente più

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Roberta Izzo

Gallipoli. Non doveva accadere e non sarebbe accaduto se i due ragazzi avessero saputo che le regole danno spesso un senso alle nostre storie. Appaiono noiose e invece  possono rivelarsi vitali. Ma la fretta di vivere tutto e subito, quella che non si ferma davanti al senso delle cose, ha divorato pure loro per un attimo, dimentichi di dover fare i conti con un sorso canaglia e qualche  velo dentro la testa.

L’attimo è stato quello sbagliato per Roberta Izzo, 17 anni, liceale a Casarano, mentre abbracciava dal sellino posteriore il suo ragazzo, Alessandro Tricarico, di due anni più grande.

Il test in ospedale, dove è finito lui, ha confermato l’uso di alcol e marijuana; per lei non c’è stato niente da fare in una notte di sabato uguale a tante altre, mentre dal lungomare Galilei tornava a casa su di uno scooter troppo potente,  con solo un casco per ripararsi  dalla sfiga. Chi lo indossasse e chi fosse alla guida sono quesiti secondari davanti al fatto irreparabile.

La commozione ha preso tanti, sui social network e nei passaparola. Alcuni si sono fermati a pensare che la vita è troppo mitica per metterla a repentaglio con una serie di leggerezze, quasi tutte poco significative se prese una per una. Annichiliti i loro genitori;  turbati tutti i genitori con figli così giovani e la città: può accadere a tanti di perdere il controllo e, per una fatalità, perdere tutto il resto contro un muretto fatto per trattenere dalle cadute. Invece quell’ammasso inerte ha frantumato una felice parabola e ne ha scheggiato irreparabilmente un’altra, facendo diventare lo sfrontato “Don’t stop me now” tatuato sulla spalla di lei, una implorazione tragicamente irricevibile.

C’è chi tenta di consolarsi.  Ma se è vero che Roberta avrà per sempre 17 anni, è anche vero che non ne vedrà altri. E questo un senso proprio non ce l’ha.

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