Rivellino, la burocrazia lo sta affondando

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Il Rivellino visto dal Canneto. Foto di Emiliano Picciolo

Gallipoli. Prime reazioni alla lettera delle dottoressa Beatrice Sances, aletina di nascita ma praticamente gallipolina d’adozione per motivi di lavoro, dirigente da anni del Consultorio familiare. «Rivogliamo il nostro magico cinema Rivellino», è stato il suo appello pubblicato sul numero scorso. Apprezzamenti e sostegni sono giunti in redazione, accompagnati da alcuni perchè. Perchè è chiuso da tanti anni?, è il più frequente; alcuni hanno anche indicato una azione di forza verso gli attuali concessionari, la famiglia Petrucelli, qualora “non si decidono ad aprirlo”.

Le cose però non stanno esattamente così. Gli storici animatori del cinema a Gallipoli e del Rivellino nello specifico, attraverso una concessione demaniale del ’57, sembrano essere i primi a voler riattivare il Rivellino, magari non tanto come cinema quanto come sala culturale e per piccoli spettacoli teatrali.

Non dicono altro i Petrucelli, Pasquale e il figlio Gianluigi, riservati come sempre. Si viene però a sapere che il percorso per la riapertura è iniziato ben quattro anni fa; i progetti sono stati fatti e rifatti ed adattati alle indicazioni delle varie istituzioni interessate; la struttura di copertura per l’inverno sarebbe stata ultimata e pagata ma è ancora presso la fabbrica di Melissano che l’ha prodotta. Chi ci nega il Rivellino? La burocrazia, pare.

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