Poggiardo – “Per chi è assente peggio per lui: si riporterà i rifiuti a casa”: amareggiato ma combattivo, il Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati, ha risposto così all’ultima domanda dell’assemblea dei 46 Comuni che smaltiscono rifiuti domestici solidi nell’impianto di Pastorizze, tra gli scarti umidi che l’impianto non  tollera. Non può essere soddisfatto Colafati, al suo secondo mandato, davanti a tante sedie vuote del salone del Palazzo della Cultura. Hanno risposto alla convocazione del commissario dell’agenzia regionale per la gestione dei rifiuti (Ager), Gianfranco Grandaliano, meno della metà dei Comuni che ogni mattina spediscono a Poggiardo il “residuo secco non riciclabile” ma anche una percentuale insostenibile e fuorilegge (si parla di quasi il 50%) di rifiuto umido, con conseguente spandimento di puzze insopportabili nelle comunità di Poggiardo, della frazione Vaste e della vicina Giuggianello.

Tra Sindaci, assessori e tecnici comunali hanno risposto, oltre ai due paesi citati, Neviano, Tuglie, Seclì, Muro Leccese, Surano, Sanarica, Cutrofiano, Nociglia, Andrano, Diso, Otranto, Minervino, Sogliano Cavour, Maglie, Ortelle, Casarano, Corigliano d’Otranto, vale a dire diciannove su 46. Anche se al padrone di casa pesano soprattutto le assenze di Nardò e Gallipoli, i più popolosi quindi i maggiori produttori di immondizie. “Come se il problema fosse solo nostro, di questa comunità”, rimarca Colafati, il quale potrebbe perdere anche la pazienza e fare il passo successivo alle due diffide inviate dal 30 agosto al 21 settembre: “Impedirò l’ingresso degli automezzi sul territorio di Poggiardo se non hanno separato l’umido dal rifiuto da conferire qui”.

Alla presenza di un dirigente della società che gestisce il biostabilizzatore, ing. Cordella che ha partecipato ai lavori, la riunione piena di problemi e piuttosto vara di soluzioni almeno al momento, un rinnovato richiamo ai Comuni affinché analizzino e stimino la produzione di rifiuto umidi su base settimanale, Su quei dati l’Ager “farà conoscere la destinazione e la tariffa”, considerando naturalmente le compostiere più vicine, che sono Ginosa, Manduria e Laterza, tutti e tre nel Tarantino ed il fatto che nel Leccese non ce n’è manco una. Piccolo precedente non proprio rassicurante circa la collaborazione degli Enti locali: alla domanda “Dove smaltite l’umido?” fatta dall’agenzia ai primi del mese, hanno risposto solo in tre. Galatina, Melpignano e Corigliano d’Otranto.

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L’attacco di Neviano con replica “Visto che la Regine decide su tutto, perché non indicate voi il sito? Nardò, per esempio, ha ettari ed ettari di terreno sulla via per l’Avetrana… non scaricate le colpe sui Sindaci, come ha fatto Grandaliano in un’assemblea con i Sindaci comunisti. Diteci quanto costa, si sentono in giro tante cifre, chiediamo chiarezza, qui non si capisce niente. Se vado io col camion dei rifiuti il peso risulta di 1.300 tonnellate, se vanno da soli le tonnellate diventano 2.200 chissà perché…”: una scatenata Silvana Cafaro, Sindaco di Neviano ha regolato i conti a modo suo col commissario, reo di aver partecipato ad una riunione “che è diventata un processo al Sindaco, spalleggiato da altri sindaci comunisti”. Non senza qualche sforzo e interruzione, il commissario ha ricordato che il capitolo rifiuti è per legge in capo ai Sindaci”. “la Regione fa il suo – ha continuato – come per esempio scegliere la via di un sistema impiantistico pubblico. Abbiamo dovuuto commissariare venti Aro perché gli amministratori locali non si mettevano d’accordo (tra gli altri Maglie, Nardò, Casarano e Tricase nel marzo scorso, ndr); il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Regione su tutti i punti su cui hanno aperto vertenze i Comuni negli ultimi venti anni. La Regione ha scelto la via della condivisione col territorio per i siti: ci dicano i Comuni dove farli”. Grandaliano ha ricordato anche la soglia del 65% di raccolta differenziata (indicata già per il 2012), sotto la quale scatterà l’ecotassa dal prossimo anno.  Poi l’ammissione di un limite rimarcato dal Sindaco Colafati: “E’ vero, è mancato un ristoro importante per il territorio ospitante; la Regione vuole introdurlo insieme ad una maggiore informazione”.

Una dolente cronistoria L’ex discarica in post gestione dal 2005; gli “anni difficili” 2007-10 della gestione Sud Gas proprio per i cattivi odori; l’arrivo della Progetto Ambiente Lecce 2 nel 2010 con le prescrizioni dei servizi di controllo ambientali della Regione (Aia 2015, Rischi ambientali); il ripresentarsi degli stessi problemi odorigeni: la tormentata convivenza con questo tipo di attività era stata tracciata in apertura dal Sindaco Colafati che aveva posto anche una domanda: “Ma la Regione si è posto mai il problema del perché nessuno dei 97 Comuni vuole questi impianti?”. Per Colafati sono mancate negli anni garanzie di sostenibilità (strade, emissioni, controlli), un consistente sgravio fiscale a carico delle comunità coinvolte, un ristoro finanziario che fino al 2011 non c’era (il Tar ha poi dato ragione a Poggiardo ma i soldi non sono mai arrivati in Comune). Oltre a rinforzi del personale di Ufficio tecnico vigili urbani.

 Rifiuti marini, automezzi inadeguati, controlli Altri chiarimenti sono stati posti nelle due ore di riunione al dottor Grandaliano circa i contratti in essere che non prevedono la raccolta separata dell’umido (Sogliano Cavour); i rifiuti che il mare deposita sui tratti costieri (assessore De Donno di Otranto); la gara-ponte avviata nell’Aro di Maglie (il presidente Antonio Fitto); le carenze di vigili per controllare gli automezzi carichi anche di percolato. A riportare le lancette indietro è arrivata la domanda finale di un Sindaco: “Ma da quando dovremmo separare l’umido?”. Bruciante e la risposta quasi all’unisono di Colafati e Grandaliano: “Da subito! Non c’è più tempo: siamo fuori legge”. Tra ‘altro, incombe la verifica dell’impianto da parte dell’Aia: qualora riscontrasse problemi non imputabili ai rifiuti conferiti, potrebbe scattare anche il fermo.

 

 

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