Poggiardo – Una stretta sui controlli dei camion che trasportano i rifiuti solidi urbani ed un’altra sui Comuni, con una lettera ufficiale lunedì prossimo, per il tipo di rifiuti conferiti allo stabilimento che si trova tra Poggiardo e Giuggianello, all’origine dei cattivi odori: questi i risultati, al momento, di una mossa e contromossa tra Comune e Regione verificatasi nel giro di 24 ore, a testimoniare la delicatezza e la drammaticità della situazione, complessa anche per l’incompletezza del ciclo di trattamento dei rifiuti. In mezzo 45 centri abitati dell’ex Ambito territoriale ottimale Lecce 2, l’Ato che comprende la parte centrale del Salento.

Il Sindaco Colafati: “Chiudo l’impianto” Davanti all’ennessima invasione di miasmi verificatasi mercoledì scorso durato dalle 17,30 circa fino a mezzanotte, sgradevole fenomeno che costella le estati della zona da almeno cinque anni, c’è stato l’ultimatum da parte degli amministratori comunali, in testa il Sindaco Giuseppe Colafati e l’assessore all’Ambiente Antonella Pappadà. Cinque giorni di tempo e, in assenza di interventi, drastiche misure compresa quella della chiusura dello stabilimento di trattamento dei rifiuti. La reazione immediata della Regione, tramite il commissario dell’Ager (agenzia gestione rifiuti), Giancarlo Grandaliano, che si è recato all’impianto e in Comune, ha permesso di sedare gli animi e provare a trovare le contromisure più adatte e fattibili, considerato che i precedenti accorgimenti – come il biofiltro – non hanno dato evidentemente gli effetti auspicati da tutti. Durante l’incontro in Municipio si è anche stabilito che l’entrata in funzione delle centraline installate lo scorso 20 giugno – due a nord e una a sud dell’impianto della Progetto Ambiente – avverrà il prossimo  novembre. Questi apparecchi sono in grado di identificare la tipologia dei rifiuti trattati. Perché il colpevole c’è e si chiama rifiuto umido che non dovrebbe andare a finire a Pastorizze.

La “qualità” inquinata del rifiuto conferito , come ha affermato il commissario Grandaliano, “rappresenta, di fatto, la causa principale del fenomeno odorigeno, essendo l’impianto di biostabilizzazione adatto a smaltire il rifiuto indifferenziato secco e non, come spesso accade, rifiuti con una forte percentuale di materiale organico”. Il Sindaco di Poggiardo e il suo omologo Pino Pesino di Giuggianello – in base ai venti le emissioni odorigene colpiscono Giuggianello se spirano da sud e Poggiardo se da nord – hanno dichiarato che dai loro paesi partirà subito la separazione dei rifiuti organici dal resto degli scarti domestici e che gli stessi verranno conferiti “negli appositi impianti indicati da Ager”. Un’azione utile che “oltre a risolvere definitivamente il problema dei cattivi odori, porterebbe indubbi benefici in termini di ecotassa e migliorerebbe la qualità del rifiuto inertizzato che va a finire in discarica (attualmente fuori provincia)”.

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In paese proteste e dolorosi dubbi “Il periodico disagio potrebbe non essere solo olfattivo”: è quanto temono i cittadini più direttamente coinvolti. Ai loro rappresentanti in Consiglio comunale che si fanno portavoce di questo e di altri aspetti preoccupanti (come il liquido che alcuni autocompattatori rilasciano durante il tragitto dal loro paese di partenza fino allo stabilimento), “si è concordato – come si legge in una nota del Comune di Poggiardo – dal commissario e dai due Sindaci un supporto all’attività di controllo sulla tenuta stagna dei mezzi e sugli orari di conferimento” con l’impiego dei vigili urbani. Gli amministratori poggiardesi infine prendono posizione circa presunte correlazioni fatte da esponenti dell’opposizione “tra le emissioni odorigene e i dati epidemiologici di incidenza e mortalità, in particolare per il tumore al polmone”. Dal Comune ricordano che Arpa Puglia (agenzia regionale per l’ambiente), organo competente in matria di controlli,  ha effettuato nel tempo, su indicazione dell’Amministrazione comunale e anche della magistratura, i controlli sul livello di acido solfidrico e limonene “non rilevandone alcuna pericolosità per la salute dei cittadini”. Qualora però ci fossero dati “che dimostrino la correlazione denunciata” il Comune si dice pronto a convocare immediatamente Arpa, Asl, e Regione “al fine di valutarne l’attendibilità e le conseguenti azioni da adottare”.

 

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