Rifiuti umidi e odori nauseabondi: scende in campo l’Arpa per esaminare l’impianto di Poggiardo

Poggiardo – Scende in campo il servizio Autorizzazioni ambientali e chiama all’azione l’Arpa Puglia per accertare la causa dei cattivi odori percepiti in alcuni periodi dell’anno a Poggiardo Vaste e Giuggianello, dove ha sede un biostabilizzatore per rifiuti: lo si è appreso, tra l’altro, dall’assemblea dei Comuni del bacino Lecce 2 svoltasi a Poggiardo ed a cui hanno partecipato meno della metà degli Enti locali interessati. Il servizio regionale che rilascia le autorizzazioni in tema ambientale, vuole sapere espressamente se i nauseabondi odori che creano gravi disagi nei centri abitati della zona, siano dovuti ad un eventuale cattivo funzionamento dell’installazione autorizzata, anche col parere positivo del servizio Rischio ambientale, nel 2015 ed additata come modello almeno per tutto il Sud.

In campo indagine dell’Arpa Per tale indagine l’Aia chiede all’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, di svolgere un sopralluogo e di riferire le conclusioni, come scrive in una nota inviata in questi giorni ai Comuni di Poggiardo e Giuggianello e alla società Progetto Ambiente Lecce 2. Da quanto si è finora appreso, per la verità l’obiettivo ultimo d questa iniziativa del servizio Aia sembra essere un altro: acquisire un altro elemento che confermi l’impatto pesantemente negativo sull’impianto di contrada Pastorizze del tipo di rifiuto che quell’impianto è chiamato a trattare, tanto differente da quello autorizzato da mandarlo in tilt.

Troppo il rifiuto vietato in  quello conferito Il rifiuto secco residuale da raccolta differenziata, quello cioè che ha il disco verde, sarebbe all’incirca il 50-60% da quello conferito dai 46 Comuni. La restante parte, evidentemente non marginale, sarebbe composta da rifiuto umido, il vero imputato in questa vicenda, per stessa ammissione dei Sindaci che – forse non del tutto consci del reato ipotizzabile – hanno ammesso anche oggi di non portare la loro frazione umida in alcun impianto.

Alla lettera-diffida del Sindaco di Poggiardo, Giuseppe Colafati, e del commissario dell’Ager, l’altra agenzia regionale che si occupa della gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, che chiedevano ai Comuni conferitori di far conoscere la destinazione della parte dei rifiuti domestici umidi, hanno risposto finora in tre: Melpignano, che dal 2017 si è dotata di una compostiera di comunità; Galatina e Corigliano d’Otranto che separa però solo di ortofrutta e materiale vegetale da sfalcio.

Nella missiva dell’Aia la direttrice Antonella Riccio chiede anche conto all’azienda dei tempi per l’installazione delle centraline – due a nord e una a sud – che nell’incontro del 7 maggio scorso erano state preannunciate “a 150 giorni dall’ordine di acquisto”: il servizio chiede di sapere la data di trasmissione dell’ordine; la posizione definitiva delle tre centraline che analizzeranno gli effluvi emessi dalla struttura. La dirigente chiede infine un nuovo documento definitivo aggiornato al tavolo tecnico del maggio scorso. Sull’argomenti si registra anche un sollecito del Sindaco di Poggiardo datato 12 luglio scorso. Il servizio regionale si tira fuori, per incompatibilità, dall’altro capitolo aperto: l’adeguatezza degli automezzi che trasportano i rifiuti al biostabilizzatore ed il percolato che in molti casi non riescono a contenere, spargendolo per strada durante il tragitto.  (dall’alto il Sindaco Colafati, il commissario Ager Gianfranco Grandaliano e la platea dei partecipanti)

 

 

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