Il commissario Grandaliano al centro col Sindaco Colafati e l’assessore Pappadà

Poggiardo – Seconda diffida del Sindaco di Poggiardo alla Regione, alla sua Agenzia per la gestione dei rifiuti ed al gestore Progetto Ambiente Lecce 2 nel giro di meno di tre settimane ed assemblea generale convocata dal commissario di Ager per martedì alle 11,30 al Palazzo della Cultura di piazza Umberto I a Poggiardo, per reclamare provvedimenti ed uscire da una sorta di autodenuncia collettiva.

Gli amministratori dei Comuni di Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Castro, Collepasso, Corigliano D’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, San Cassiano di Lecce, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano, Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano la Chiesa, Zollino. 46 con lo stesso Poggiardo, sono infatti chiamati a rispondere in sostanza della grave violazione delle prescrizioni Aia (Autorizzazione integrata ambientale) circa il rifiuto da conferire all’impianto di località Pastorizze.

La denuncia e l'”autodenuncia” dei Comuni A quel biostabilizzatore deve finire il rifiuto indifferenziato secco, non anche i resti dei pranzi domestici o del giardinaggio casalingo e simili con conseguente percolato che spesso finisce per strada. La violazione, secondo alcuni, avrebbe aspetti penali perché non rispetta l’Aia, ma le proteste dei cittadini di Poggiardo e della vicina Giuggianello non sono di carattere legale, bensì di disagi olfattivi ripetuti e ricorrenti, insomma non più sopportabili.

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Dopo la prima diffida del Comune di Poggiardo datata 30 agosto, erano partite dal commissario Ager lettere di avvertimento a tutti gli Enti che fanno parte di questo bacino; il Comune di Poggiardo si era impegnato anche a creare un servizio ad hoc per controllare i camion compattatori in arrivo e verificare le perdite di percolato durante il loro tragitto. Il commissario si era anche detto disposto a collaborare con i Comuni per trovare la struttura più conveniente, in termini di distanze, per lo smaltimento della parte umida dei rifiuti solidi urbani.

Prima delle auspicate risposte ha fatto notizia l’ennesima ondata di cattivi odori che ha investito la zona. Con la nuova protesta ufficiale e la minaccia di interrompere il trasporto degli automezzi verso Pastorizze, il Sindaco Giuseppe Colafati oltre alla formale diffida ha richiamato il commissario Gianfranco Grandaliano che ha piuttosto velocemente reagito, convocando i responsabili di quanto accade, cioè i Sindaci dei 46 Comuni (Poggiardo compreso, altro paradosso), che non differenziano come dovrebbero. “Noi abbiamo già chiesto all’Ager informazioni circa l’impianto a cui portare il nostro rifiuto umido – ha dichiarato ai media l’assessore all’Ambiente di Poggiardo, Antonella Pappadà – ed appena avremo la risposta procederemo mettendo da parte la frazione umida dall’indifferenziata”.

Il punto dolente è proprio questo: dove portare il rifiuto umido di Gallipoli, Nardò (fascia jonica), Maglie, Otranto, Andrano (fascia adriatica)? In tutta la provincia di Lecce un impianto idoneo ancora non c’è. C’è la volontà della Regione di realizzarlo ma ancora non si sa dove farlo. Pochi mesi fa ad un avviso pubblico avevano risposto positivamente alcuni Comuni tra cui Melpignano, Nardò, Soleto. La scelta era caduta su quest’ultimo Comune che però poco dopo, temendo ricadute negative sul proprio territorio, vi ha rinunciato, costituendo così un ulteriore paradosso in questa in credibile vicenda in cui, per fare un altro esempio, neanche la società che gestisce il biostabilizzatore per i rifiuti residui secchi può fare molto se non chiudere i cancelli a quegli utenti visibilmente non in regola.

Costringerò tutti i Comuni a conferire solo la frazione secca”, ha assicurato Grandaliano in vista della riunione plenaria di martedì. Ha aggiunto che ci sono impianti adeguati in provincia di Taranto e di Brindisi. “Ma per predisporre il flusso di camion dal Salento fin là ho bisogno di sapere da ogni singolo Comune a quanto ammonta l’umido”, afferma il commissario sottolineando l’urgenza imposta dalla situazione.

Chi pagherà i costi del trasporto fuori provincia?  Mentre il commissario rimane in trepida attesa di una urgente risposta, anzi di 46 risposte, gli amministratori locali si pongono o tornano a porsi un’altra domanda dalla risposta difficile ed anche questa in attesa di risposta; quanto costerà il servizio di trasporto fuori provincia, probabilmente nel Tarantino? E chi lo pagherà?

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