Rifiuti tossici interrati: la comunità, anche su Facebook, vuole sapere

protesta rifiuti casarano

CASARANO. Un gruppo Facebook con quasi 6000 adesioni ed un comitato intercomunale (“Liberi dai veleni e dai rifiuti tossici”) in grado di radunare Lilt, Legambiente, Cittadinanzattiva, Csv Salento, “Io conto” (di Ugento), comitato per l’Ambiente di Taurisano, varie altre associazioni e tanti cittadini, tutti coinvolti sul tema della tutela ambientale. Una “coscienza civica diffusa” che è riuscita a portare la propria voce in prefettura, nel vertice convocato per tracciare la rotta che possa giungere all’auspicata “verità” sui rifiuti potenzialmente pericolosi interrati, o semplicemente abbandonati, nelle campagne del Salento.

La paura è tanta così come la consapevolezza che aver “trascurato”, per anni, il rispetto delle più elementari regole di buon senso non possa che aver procurato dei danni, anche sanitari. Resta, ora, da capire come poter porre rimedio, “prima ancora di rincorrere le responsabilità”: «Questo ci farebbe perdere degli anni, come accaduto per l’Ilva e per l’amianto, che tutti sapevano fosse nocivo già dal 1960 senza, però, far nulla per eliminarlo», come affermato dall’oncologo Giuseppe Serravezza.

Vedere il nome della città, con quello dei centri vicini, associato ai  rifiuti tossici sotterrati ha contribuito ad alimentare antichi sospetti e paure mai sopite. Tornano alla mente, allora, i rifiuti bruciati nei pressi della zona industriale, con il fumo che, negli anni del boom del calzaturiero, finiva con l’invadere la provinciale per Maglie. «Fino a pochi anni fa era normale bruciare i rifiuti speciali alla luce del sole, in aperta campagna e, purtroppo, c’è chi continua a farlo anche oggi», ha affermato il sindaco Gianni Stefàno che ha avviato una mappatura dei siti potenzialmente pericolosi, di quelle aree dove c’è il sospetto che qualcosa di illecito possa esserci stato. Spetterà poi a dei tecnici analizzare la situazione e fornire le attese rassicurazioni.

Ciò che si teme più di ogni cosa e che l’incremento, nella zona, dell’incidenza delle malattie tumorali (soprattutto polmonari) possa essere in stretta relazione con l’abbandono di rifiuti tossici sul territorio. Lo pensa senza’altro quel gruppo di cittadini che ha organizzato la “fiaccolta silenziosa” per le vie della città in ricordo delle “tante, troppo, persone care che ci hanno lasciato a causa di una patologia tumorale”.  “Verità e giustizia”, invocava lo striscione che apriva il corteo e che poi è stato adagiato sul marciapiede adiacente il Municipio insieme alle tante fiaccole ancora accese.

Commenta la notizia!