Rifiuti tossici interrati illegalmente: i pentiti raccontano

PEPPINO BASILEUGENTO – Sono tornati prepotentemente d’attualità tutti gli interrogativi intorno alla morte – ancora per certi versi misteriosa – del consigliere provinciale Peppino Basile di Ugento, ucciso a coltellate nella notte tra il 14 e 15 giugno del 2008. Basile aveva testardamente denunciato la presenza di discariche abusive di rifiuti altamente inquinanti sotterrati nelle campagne di Ugento, lo stesso meccanismo venuto alla luce solo ora – ma descritto dall’allora pentito del clan camorristico dei casalesi, Carmine Schiavone – già nel 1997 alla Commissione parlamentare ecomafie e finora tenuto segreto.

Prima Schiavone e da ultimo il pentito della Sacra corona unità Silvano Galati, di Supersano, hanno indicato anche il Salento come zona di “smaltimento” di scarti tossici e nocivi. E in molti hanno pensato in queste ore ai ripetuti allarmi lanciati da Basile su traffici illegali e pericolosi per la salute dei cittadini gestiti dalla criminalità organizzata. Galati, confermando che anche la Scu compartecipava al ricchissimo affare, ha indicato nel territorio di Casarano un possibile sito clandestino. Le indagini su questi preoccupanti scenari potrebbero ora riprendere con maggiore vigore.

Commenta la notizia!