Rifiuti, il piano va in ferie i problemi proprio no

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L’emergenza 2010

Gallipoli.  Ora è il piano rifiuti ad andare in ferie. Entro la metà di settembre si ritorna al regime ordinario ed il tour de force messo in atto da Comune e società Seta-Cogei, partito il 15 luglio scorso, chiude con un bilancio in chiaro-scuro.

La percezione si era già avuta nella fase cruciale a ridosso di Ferragosto. L’emergenza estiva è stata da un lato arginata, ma i nervi scoperti restano molti e di  difficile soluzione in nome e per conto di una città a dimensione di turismo di massa. Ancora oggi sono visibili i segnali indecorosi lungo le strade cittadine e a ridosso delle marine, in particolar modo nei pressi della pineta di Lido S. Giovanni e lungo l’ingresso nord dello stadio comunale. Per non parlare della passeggiata del lungomare Galilei, sempre più bersagliata da “tovagliolo selvaggio”, anche perchè pochi o inesistenti i cestini portarifiuti.

Il quadro della situazione post-estiva è dunque definitivo:  il piano stagionale, in vigore per due mesi, ha retto per quanto concerne il potenziamento dei cassonetti e lo svuotamento degli stessi, servizio migliorato e più puntuale rispetto all’emergenza della passata stagione. Non è riuscito invece a garantire una capillare e decorosa pulizia e uno spazzamento delle strade degno di tal nome. Per una serie di motivi contingenti.

Ma non solo. Molti operatori, nel cantiere Seta della zona artigianale, continuano a sostenere che il problema reale è riconducibile al deficit strutturale della ditta. Emblematico il caso limite degli automezzi per la raccolta fermi ai box a metà  agosto per guasti meccanici. Ovviamente da parte degli operatori ecologici si lamentano altre anomalie (mancanza di attrezzature base come scope, palette, guanti, e di mezzi per raggiungere i luoghi di lavoro assegnati) e il cronico ritardo nel pagamento degli stipendi (due gli arretrati e dall’1 settembre stato di agitazione per questo). Non di rado gli “spazzini di quartiere” sono stati visti all’opera con vecchie scope e  cartoni  per metterci dentro i rifiuti raccolti. Condizioni che dalla ditta Seta-Cogei sono state più volte ascritte anche ad un “indolente” rispetto degli ordini di servizio.

Quel che è certo è che il servizio estivo integrativo ha gravato sulle casse comunali per ulteriori 225mila euro e che ora si attende il resoconto dettagliato del supervisore, l’architetto Simonetta Previtero che aveva il compito di effettuare i controlli settimanali.

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