Rifiuti "gonfiati"

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Galatone. Continua a far discutere, con sviluppi in parte inattesi, l’aumento della tassa sui rifiuti, la Tarsu. Mentre si raccolgono le firme contro l’annunciato incremento pari al 25%, l’Esecutivo cittadino sostiene con forza la legittimità della delibera adottata.

Negli scorsi giorni, si è consumato un vero e proprio botta e risposta tra il Partito democratico e il sindaco Livio Nisi (nella foto sotto). «L’aumento della Tarsu è illegittimo», ha affermato senza mezzi termini Caterina Dorato (foto sopra), consigliere comunale d’opposizione e coordinatore cittadino del Pd.

«Poiché il gettito complessivo della Tarsu supera il costo del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani – si legge nella nota indirizzata dalla Dorato al Prefetto –  è chiara l’illegittimità della delibera di Giunta dal momento che viola l’articolo 61 del decreto legislativo 507/93 che prevede che il gettito complessivo della tassa non può superare il costo del servizio di raccolta».

La Giunta cittadina, insomma, secondo l’opposizione, avrebbe richiesto complessivamente ai cittadini 266mila euro in più rispetto al dovuto.

Al Prefetto ha replicato anche il sindaco Livio Nisi. «Per determinare l’importo da iscrivere a ruolo, la Giunta ha preso in esame i dati dei bilanci preventivi e consuntivi del servizio di raccolta rifiuti degli anni 2010 e 2011», si legge nella nota. Se il Pd è giunto ad un prezzo finale di “soli” 121 euro a tonnellata, Nisi, sulla base dei dati riferiti, va invece oltre. «Nel 2011 il costo per tonnellata della indifferenziata è stato previsto per 140 euro, anche in ossequio all’indicazione dell’Ato Lecce 2 ed in virtù dei ricorsi pendenti innanzi al Tar in merito alla revisione dei prezzi di conferimento da parte delle ditte appaltatrici per l’adeguameto Istat».

Dovendo, dunque, prevedere anche gli oneri indiretti ed i costi di spazzamento, “ritenuti dalla Corte dei Conti, invece, parte integrante del servizio”, si giunge all’importo impegnato. «In ogni caso l’eventuale eccedenza di gettito sarà computata in diminuzione del tributo iscritto a ruolo per l’anno successivo», ha concluso Nisi il quale ha sostenuto che nei lavori in Commissione non sia stata, però, espressa “alcuna forma di dissenso o proposta alternativa”.

 DC

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