Riecco il Castello!

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rivellino castello interno (1)

GALLIPOLI. Ricordano che l’ultima volta che la sala ennagonale fu usata era il 1998, in occasione della premiazione di una regata velica. Poi anche quella singolare costruzione a nove lati del torrione poligonale, l’unica parte del Castello utilizzata saltuariamente negli anni ‘80 anche dal nascente Premio Barocco, fu chiusa per non essere mai più riaperta. Problemi di agibilità, disse l’Intendenza di finanza, mentre il piano superiore fino a una decina di anni fa era in mano alla Guardia di finanza.

Questi sono giorni invece importanti per l’antico maniero, nato sulle ceneri di una preesistente fortificazione rasa al suolo dagli Angiò che poi con Carlo I fecero costruire l’attuale monumento quasi del tutto circondato dal mare, a difesa dell’isola grande, il centro storico. E sono giorni importanti per la città, che vede avvicinarsi il momento in cui potrà tornare a sentirlo suo questo castello, che aprirà le sue sale, i quattro torrioni – il quinto, il Rivellino, resta in concessione ai signori Petrucelli – le gallerie e i corridoi, una volta passato dal Demanio statale al Comune.

«In città non c’è più un contenitore culturale, se si eccettua il teatro Garibaldi, che però ha i suoi problemi», si lamentava poco tempo fa un operatore gallipolino, costretto a guardare altrove, nei paesi vicini, per poter portare avanti la sua attività. Nel giro di poco tempo, ne potrà avere due: uno già a disposizione, con la riapertura del Mercato coperto di piazza Imbriani; l’altro col castello. L’affidamento provvisorio dello storico immobile, a seguito del bando pubblico fatto dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Francesco Errico (foto piccola a sinistra), ha visto solo due concorrenti: il raggruppamento di imprese salentine tra “Orione srl” di Maglie, la coop perugina  “Sistema museo” e l’altra coop “Kalecò” di Gallipoli; il consorzio campano “Arte’m net”. Il primo ha vinto con 87,50 punti, contro i 78,50 del competitore.  Toccherà  alla capofila “Orione” mettere in sesto l’immobile, che non versa certo in condizioni buone dopo tanti anni di abbandono per poi aprirlo al pubblico. Con “Sistema museo” garantirà il coordinamento generale, i servizi museali, il marketing e la comunicazione; la cooperativa gallipolina composta da sei giovani,  che da agosto gestisce un frantoio ipogeo nella città vecchia, si occuperà dei servizi al pubblico. La direzione artistica sarà affidata all’architetto Raffaela Zizzari. Ad esclusione di “Kalecò”, gli altri protagonisti sono reduci ad una positiva esperienza col castello di Otranto dove, nel corso del 2012, sono stati staccati 62mila biglietti per altrettanti visitatori di mostre ed eventi.

«Valorizzare il castello reintegrandolo nel patrimonio culturale nazionale; riconnetterlo con la città e farlo diventare un luogo fisico di produzione culturale in collegamento col tessuto produttivo cittadino e territoriale»: questi gli obiettivi che indica Luigi Orione Amato. Lì troveranno posto il Museo del mare, con una dotazione di strumenti tecnologici, multimediali e interattivi; uno spazio aperto  con mostre e iniziative a ripetizione; uno spazio di respiro internazionale, una vera e propria “finestra sul mondo”.

Passate le verifiche dei requisiti e i tempi per eventuali ricorsi (35 giorni dal 16 settembre), i vincitori potranno procedere. Hanno otto mesi di tempo per arrivare a  riaprire i portoni un pezzo ormai misterioso della città.

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