L’ictus fa meno paura

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Salvatore Guarini, di Tuglie, e il suo staff

Tuglie. Un tugliese che fa sperare nella cura dell’ischemia cerebrale.

E’ questa la notizia che rapidamente si è diffusa a Tuglie ed in provincia. Infatti, il professore che nei giorni scorsi ha guidato l’equipe di ricercatori modenesi, appartenenti al Dipartimento di scienze biomediche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, identificando l’effetto neurogenico delle melanocortine in condizioni di ischemia cerebrale (ictus) è nato a Tuglie e spesso ci ritorna per le vacanze.

Tutti i media ne hanno parlato e ci hanno presentato Salvatore Guarini, colui che insieme alla sua equipe ha condotto delle importanti ricerche che potrebbero creare le basi per un approccio terapeutico innovativo in patologie caratterizzate da degenerazione e morte cellulare a livello cerebrale.

La notizia si è subito diffusa in paese: orgoglio ed emozione hanno preso subito il sopravvento. Orgoglio e soddisfazione perché un figlio del Salento è riuscito a raggiungere importantissimi risultati a livello internazionale. Professore ordinario di Farmacologia presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Salvatore Guarini è direttore della Scuola di specializzazione in Farmacologia medica.

Membro di centri di ricerca e scuola internazionale di dottorato di ricerca, oltre che ad essere socio ordinario di società scientifiche. Autore di pubblicazioni scientifiche prevalentemente su riviste internazionali e di molte comunicazioni e relazioni a convegni e congressi nazionali e internazionali.

I principali campi di ricerca sono la farmacologia cardio-cerebrovascolare, farmacologia della neuroprotezione, farmacologia dei neuropeptidi melanocortinici. Insieme ai suoi allievi medici, Daniela Giuliani, Alessandra Ottani, Luca Spaccapelo, Maria Galantucci, Laura Neri, Ettore Ardimento ed il laureando Fabrizio Canalini, il professor Salvatore Guarini ha avviato questi studi preclinici circa due anni fa, ottenendo grande risultati tanto da essere riconosciuti dalla rivista scientifica internazionale “Acta Neuropathologica”.

In alcune fasi di questa ricerca hanno collaborato anche il docente Annibale e Botticelli Miranda Contri dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Raggiunto telefonicamente nel suo studio modenese, il professor Salvatore Guarini ci sintetizza l’importanza di questo risultato.

«Abbiamo dimostrato per la prima volta in assoluto che nell’ischemia cerebrale, ovvero l’ictus ischemico – afferma il professor Guarini – alcuni piccoli frammenti dell’ormone Acth, neuropeptidi melanocortinici, promuovono la nascita di nuove cellule nervose che poi si integrano nelle funzioni di tutti i circuiti nervosi del cervello».

«In pratica, abbiamo compreso – continua il medico di origini tugliesi – che queste stimolano fortemente la nascita delle cellule neurali staminali presenti nel cervello, che a loro volta danno poi origine a cellule nervose mature in grado di comunicare con tutte le altre, consentendo un vero e proprio recupero funzionale dal danno ischemico. È la prima volta che – conclude – sotto una stimolazione farmacologica di alcuni giorni, è dimostrata una nascita di cellule nervose e per lo più  funzionanti. Inoltre, un dato rilevante è che questo effetto si ottiene anche se la terapia inizia diverse ore dopo l’ischemia».

Una scoperta importantissima, quindi, avvalorata dal fatto che fino ai nostri giorni nessun farmaco o medicinale potesse stimolare la neurogenesi.

                                                                                                                                                                                    GP

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