Riavviamo il cuore antico

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Uno scorcio del centro storico nei pressi di via Vernicchia

Parabita. Il morente centro storico cittadino lancia il suo Sos. Da diverso tempo ormai non si registrano più azioni mirate alla sua salvaguardia e rivalutazione e per questo lo scrigno più importante della città, che conserva ancora intatti secoli e secoli di storia locale, rischia di scomparire e di essere completamente abbandonato a se stesso.

Qualcosa, però, sta cominciando a muoversi. Il sindaco Alfredo Cacciapaglia, di recente, ha istituito una nuova delega assessorile, alle “Politiche di sviluppo e riqualificazione del centro storico” che ha affidato al suo vice, Alberto Cacciatore.

Il nuovo incarico all’assessore che già si occupa dei tributi, della trasparenza e della comunicazione istituzionale dell’ente, era già nell’aria, dal momento che l’Amministrazione aveva palesato l’intenzione di rilanciare il borgo antico del paese, dopo la redazione di un atto di indirizzo, dotando  la pubblica amministrazione di un progetto di valorizzazione commerciale del centro storico, da redigere in accordo  con i soggetti pubblici, privati e con le associazioni. «La parte più antica del paese – sostiene il vicesindaco Alberto Cacciatore – è sicuramente tra le più belle e caratteristiche del Salento, ma oggi paga a caro prezzo l’assenza di adeguate politiche di sviluppo. Ora  l’Amministrazione intende rimediare garantendo l’incentivazione agli investimenti da parte dei privati, come accade oggi in molte altre località, ricche di locali gastronomici e piccole botteghe artigianali, e nel frattempo si prodigherà per la valorizzazione degli spazi attraverso una progettazione di recupero».

Far rivivere il centro storico significa rivalutare le bellezze architettoniche, come il castello angioino di piazza Umberto I e la casa medievale di via Vernicchia (datata intorno al 1.200) che fonti storiche indicano come la più antica abitazione di Parabita, entrambi di proprietà privata.

Il vicesindaco a breve incontrerà i proprietari per avviare azioni comuni che possano rendere fruibili al pubblico due “tesori”.

 

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