La “Comi” ha riaperto

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Taurisano. I circa 60 alunni frequentanti la «Sezione Primavera» sono tornati a varcare i cancelli della scuola:(nella foto la “Comi”) le tre sezioni dell’asilo gratuito per bambini sotto i tre anni, infatti, hanno ripreso a funzionare dopo la chiusura, durata circa due settimane, giunta a seguito di un esposto inviato in Procura per segnalare la mancanza di alcuni requisiti di legge nelle strutture dei due poli scolastici della città.

Per riattivare il servizio è stata necessaria un’autorizzazione dell’Ufficio scolastico regionale e l’assicurazione, da parte del Comune, che negli edifici esistono i requisiti minimi e che sono in corso le procedure per dotare le strutture di tutto ciò che la legge richiede.

Se i disagi dei genitori – e in particolar modo delle mamme lavoratrici – sono finiti, lo stesso non si può dire delle polemiche che hanno accompagnato la vicenda. Infatti il firmatario dell’esposto – il responsabile cittadino di «Nuova Italia» Antonio Montonato – non arretra dalle sue posizioni e afferma che «la riapertura delle classi è avvenuta in modo illegale e irresponsabile. Gli edifici non sono a norma e, inoltre, ad autorizzare il servizio è stato il Comune e non, secondo le norme, l’Ambito sociale territoriale di zona».

Montonato ha pubblicato su Facebook una lettera indirizzata a tutte le mamme dei piccoli alunni, in cui spiega i motivi che lo hanno spinto ad inviare il ricorso. L’esponente politico ne ha per tutti: dal dirigente scolastico Aldo Alibrando, che avrebbe accettato di avviare il progetto anche senza autorizzazione dell’Ambito, all’ex sindaco Luigi Guidano, che negli anni passati avrebbe autorizzato l’apertura dell’asilo anche in assenza dei requisiti di legge, all’attuale primo cittadino Lucio Di Seclì, che non avrebbe fornito i chiarimenti richiesti da Montonato sul perché si sia rifiutato di firmare l’autorizzazione ad aprire la «Sezione Primavera» (il documento è stato sottoscritto dal vicesindaco Claudio Scordella, ed è proprio questa circostanza che avrebbe generato i sospetti di Montonato).

La lettera si chiude con un messaggio alle mamme: «Non sono e non siamo contrari a simili progetti. Anzi, ben vengano! Ma nel rispetto della legalità. Perché possiate essere sicure di lasciare i vostri figli in mani fidate e in strutture adeguate».                                      

PT

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