Rivellino, si riparte ma la via è lunga

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Il castello col Rivellino (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. «L’amministrazione non poteva limitarsi ad una generica non conformità del progetto alle caratteristiche della zona da esso interessata, ma aveva l’onere di esplicitare in che modo avese tenuto conto dell’interesse dell0odierno ricorrente, interesse tanto più meritevole di tutela in quanto consolidatosi nel corso degli anni, e rafforzatosi in virtù di una pronuncia del giudice amministrativo a lui favorevole»: è il passo saliente della sentenza del Tribunale amministrativo regionale, prima sezione, di Lecce pubblicata in questi giorni e riguardante l’ex cinema Rivellino che la famiglia Petrucelli vorrebbe riaprire come luogo di attività culturali anche invernali, coprendo quindi la struttura di cui è concessionaria con un sistema provvisorio e smontabile.

“Vorrebbe”, perchè gli anni passano ma del progetto degli imprenditori culturali gallipolini non ci sono ancora tracce concrete nella realtà. Lo ricorda lo stesso Tar leccese,  richiamando la data   di presentazione del progetto: 15 ottobre 2003. Da allora ad oggi, in mezzo una autorizzazione paesaggistica ed un permesso di costruire che il Comune aveva poi revocato (e il Tar sbloccato), pareri e dinieghi successivi negativi del Comune di Gallipoli e della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Puglia.

Le ultime decisioni degli enti non sono illegittime – stabilisce il giudice – ma lo stesso Comune doveva però ben motivare la “non conformità del progetto”, aggiungendo “prescrizioni stringenti quanto alla volumetria massima assentibile”. «Di tale motivazione non c’è traccia nei provvedimenti impugnati (da Pasquale Petrucelli, ndr) sicchè per tale ragione gli stessi devono essere annullati», conclude il Tar.

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