Rianimazione a giugno?

Il presidio permanente all’ospedale

Gallipoli. «Quel medico deve restare, almeno per il momento, al “Sacro Cuore” di Gallipoli»: lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale cui si era rivolto il sindaco Francesco Errico con un ricorso contro la decisione dell’Asl Lecce di trasferire a Galatina uno dei cinque medici in servizio presso Ostetricia e Ginecologia. Il Tar ha concesso la sospensiva al trasferimento, con soddisfazione di quanti – comitato pro ospedale in testa – aveva denunciato l’ulteriore impoverimento di un reparto in cui – sulla carta – i medici dovrebbero essere nove e da molto tempo sono cinque appena.

Un presidio di protesta da allora è attivo presso il reparto dell’ospedale. L’azione di sensibilizzazione ha ricevuto via via crescenti appoggi. Il comitato, da poco costituitosi in associazione onlus, ha denunciato “le deficienze di una programmazione sanitaria che nella provincia di Lecce presta il fianco a numerosi interrogativi e critiche in merito a scelte che hanno giustificazioni artificiose”. «Il rammarico è quello di non veder pienamente valorizzata una struttura in grado di offrire molto di più, fino al doppio dei posti letto fin qui assegnati dal piano di rientro», afferma il presidente Giacinto Scigliuzzo, al quale la costruzione di un nuovo ospedale da 400 posti letto appare miope e frutto di “calcoli elettoralistici”.

Oltre al Sindaco, schieratosi in prima linea in questa ennesima vertenza con i vertici Asl, attestazioni di solidarietà sono giunte anche dai Giovani democratici della città: «L’ulteriore depontenziamento dell’organico ospedaliero – scrive Luca Frisenna – è un grave errore per le esigenze dei pazienti dell’arco jonico salentino». Inoltre il Tribunale dei diritti del malato

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