Si nascerà a Casarano

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LAVORI AFFIDATI ALLA “DE NIGRIS” La direzione generale dell’Asl ha dato il nulla osta per l’inizio dei lavori di ampliamento del reparto di ostetricia (nella foto l’ingresso). I posti letto diventeranno 25 e permetteranno di aumentare il numero annuo dei parti che attualmente è intorno ai 600. Reazioni di cauto ottimismo circa il mantenimento del punto nascita nel “Ferrari”. Al momento non è stata presa alcuna decisione

Casarano. Via libera ai lavori relativi al reparto di ostetricia. Dopo settimane di attesa, è finalmente giunto da parte della direzione generale il nulla osta all’avvio dei lavori di ampliamento che vedranno aumentare i posti letto del reparto da 15 a 25. Il polo casaranese dovrebbe servire, secondo indiscrezioni, anche le utenze di Gallipoli e Scorrano.

I lavori, eseguiti dalla ditta “De Nigris” di Trepuzzi per un importo complessivo di 180mila euro, consentiranno di ristrutturare e ammodernare il reparto, ubicato al primo piano del primo lotto.

L’aumento dei posti letto dovrebbe garantire la fatidica soglia dei mille parti annui che consentirebbe all’unità operativa di scongiurare ogni rischio di chiusura.

Chi si dice ottimista sulle sorti del reparto sono gli esponenti locali di Sel, che, nei giorni scorsi, hanno incontrato Antonio Matarrelli, membro della terza commissione  “Assistenza sanitaria e servizi sociali” del Consiglio regionale.

Casarano. Lo scopo dell’incontro è stato quello di ricevere ragguagli in merito alla riorganizzazione della rete dei punti nascita, a cui tutte le Regioni sono obbligate in base all’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, ma, soprattutto, conoscere in che misura le necessità del riordino andranno ad incidere sull’attuale assetto dell’ospedale di Casarano.

«Sino ad oggi – fanno sapere i responsabili di Sel – non è stata predisposta alcuna chiusura di punti nascita in provincia. L’apposito comitato regionale ha appena prodotto un documento contenente gli indicatori delle nuove direttive che dovrà essere discusso in sede di commissione consiliare. Ogni futura decisione scaturirà dalla concertazione tra Regione, direttori delle Asl e soggetti dei territori interessati».

Da quanto si è potuto intuire, è molto probabile che si procederà con la chiusura definitiva dei centri con meno di 500 parti l’anno, ritenuti insicuri in base ai nuovi standard di sicurezza. Difatti, è proprio in questi reparti, spesso privi di guardia attiva “h24” del personale sanitario necessario, che si praticano con maggiore frequenza i parti cesarei.

«Tuttavia, in considerazione del fatto che il “Ferrari”, nel Piano di riordino ospedaliero e nel Pal di Lecce, è qualificato – continuano gli esponenti locali di Sel – come ospedale di secondo livello e struttura pubblica di riferimento del comprensorio del Capo di Leuca, non nascondiamo un certo ottimismo riguardo alle sorti della sua unità operativa di ostetricia e ginecologia per la quale sono già stati predisposti interventi di ristrutturazione».

AN

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