Razzie nelle case al mare e in città: oltre 250 colpi da Lecce sino al Capo di Leuca. Otto arrestati e nove indagati

Casarano – Otto arresti e nove indagati per quella che i carabinieri hanno chiamato una vera e propria “holding delinquenziale”. Ovvero un’associazione  a delinquere specializzata  nel saccheggiare negozi e abitazioni (soprattutto estive) tra Taviano, Racale e Ugento e le marine di Mancaversa, Torre Suda e quelle limitrofe, sino a Torre Mozza e alle altre località sino al Capo di Leuca ed in alcuni casi anche in paesi vicino a Lecce. Oltre 250 sono gli episodi riconducibili alla banda. La tecnica estorsiva spesso usata quella del cosiddetto “cavallo di ritorno”, ovvero con la proposta rivolta agli stessi derubati di riacquistare le loro cose. L’attività d’indagine dei carabinieri ha preso le mosse verso la fine del 2015 in seguito ai numerosissimi furti ai danni di abitazioni, spesso estive, nel corso dei quali i ladri dimostravano interesse soprattutto per condizionatori d’aria, elettrodomestici vari, giare in terracotta (antiche o di nuova fattezza), ma anche biciclette, televisori e persino posate: in genere ogni oggetto utile da poter piazzare con facilità sul mercato della ricettazione.

La tecnica d’azione: amici evitati e amici contattati – I carabinieri hanno pure appurato l’accortezza della banda nell’evitare di colpire le abitazioni di amici e parenti: i colpi venivano programmati soprattutto nelle ore serali e notturne, utilizzando auto di proprietà degli stessi componenti in sodalizio criminale. Spesso e volentieri, quand’era possibile risalire ai proprietari derubati, questi ultimi venivano contattati direttamente con la proposta di riavere indietro le loro cose dietro il corrispettivo di un pagamento. Il più delle volte, invece, la banda si rivolgeva ad acquirenti compiacenti, ben consapevoli del loro ruolo di ricettatori, attraverso vere e proprie indagini di mercato al fine di stabilire il possibile prezzo.

Otto arrestati e nove denunciati – Una volta individuato il gruppo d’azione, i carabinieri sono riusciti tramite le intercettazioni telefoniche ed ambientali ad intrecciare le posizioni dei diversi soggetti coivolti. Questa mattina, all’alba, i carabinieri della Compagnia di Casarano sono entrati in azione procedendo ad otto arresti nel corso dell’operazione  denominata “Alì Babà”, ai carabinieri del sesto Elinucleo di Bari e ad unità cinofile al fine di verificare la presenza di armi e droga. In carcere sono finiti Gianfranco Schito, custode del depuratore comunale di Taviano, Fabio Nobile, autotrasportatore di Taviano, ed il marocchino Zakaria Kadim. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Mattia Schito (figlio di Gianfranco) e Andrea Giannelli mentre al momento sono irreperibili altri tre destinatari dei provvedimenti cautelari, ovvero Nicolas Lezzi, Marco Danilo e Mattia Greco. A vario titolo, le accuse loro rivolte sono quelle di associazione delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio. Nello specifico il custode del depuratore comunale di Taviano avrebbe utilizzato un rudere nei pressi dello stesso impianto per il deposito degli oggetti rubati. Altre nove persone risultano denunciate con le accuse di minacce e tentato furto.

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