Rifiuti e raccolta: l’intrigo è servito

Una protesta di netturbini contro il ritardo nel pagamento degli stipendi

Casarano. Ricorsi e polemiche a non finire per la raccolta dei rifiuti a Casarano. Sulla scia di una tradizione consolidata, infatti, l’avvio del nuovo appalto per l’importante (e costoso) servizio pubblico è stato caratterizzato da una falsa partenza.

A svolgere il servizio è ora l’Igeco costruzioni spa, giunta seconda nel recente bando di assegnazione del servizio. Ad aggiudicarsi la gara, con un ribasso dell’11,37%, era stata la Cogea srl, esclusa però per una “carenza documentale” segnalata dalla Prefettura di Lecce. La stessa società è stata dapprima riammessa dal Tar prima di essere nuovamente estromessa da altra nota della Prefettura, categorica nel rilevare “gravi irregolarità” nella documentazione della ditta con sede legale a Foggia.

Che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si era capito quando sul sito internet del Comune è apparsa la determinazione di assegnazione del servizio alla Igeco, la numero 28 del 2 marzo a firma del responsabile dei servizi tecnici, con un “omissis” in luogo del testo dell’atto. Tormentati, e con molte interruzioni, erano stati anche i lavori della commissione tecnica chiamata a valutare le offerte. Quella della Cogea creava dei dubbi per aver la società rilevato e presentato la stessa documentazione dell’Anci ambiente srl.

Ulteriori sorprese non sono da escludere nel momento in cui i giudici amministrativi saranno chiamati a pronunciarsi nel merito dell’intricata questione.

Intanto, dopo le periodiche proteste (e gli scioperi) dei dipendenti della Geotec Ambiente, ad alzare la voce sono ora i lavoratori precari dell’azienda che, almeno sino ad inizio marzo, ha gestito il servizio di raccolta rifiuti in città.

«Gli stipendi sono in arretrato di 5-6 mesi e per noi è umiliante vedere in bacheca l’avviso dei pagamenti e scoprire che non riguarda solo i dipendenti a tempo determinato. Ci sentiamo umilianti e senza alcuna garanzia» afferma un precario. L’incertezza è ancora maggiore perché gli stessi operai (ai quali vengono proposti contratti mensili) non hanno alcuna garanzia circa il loro utilizzo con il nuovo servizio. «Facciamo turni di lavoro massacranti, affiancando e supplendo il lavoro dei dipendenti stabili, ben oltre le 7 ore da contratto», affermano alcuni precari in cerca di certezze. A raccogliere il loro grido d’allarme è stato il coordinatore cittadino dell’Italia dei valori, Piergiorgio Caggiula, per il quale “quello che succede a Casarano, da anni e non da ieri l’altro, è la conferma che i diritti dei lavoratori sembrerebbero essere oramai un dato confutabile a piacimento”.

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