Racale: un nuovo ristorante? Sì e c’è anche un unico lungo tavolo per incontrare perfetti sconosciuti

Racale – L’era dei social network ha portato con sé il paradosso di un progressivo isolamento dalle persone che si hanno attorno a favore di realtà lontane raggiungibili tramite la rete. A chi non è mai capitato di ritrovarsi in comitive o a cene dove tutti sono impegnati a consultare il proprio smartphone, essendo di fatto sconnessi da tutti gli altri? Se il fenomeno si verifica tra conoscenti, figurarsi con sconosciuti. Ecco perché appare coraggiosamente in contrasto con i tempi la scelta di alcuni ristoratori di proporre ai loro avventori menù degustazione da consumare su di un grande tavolo comune, fianco a fianco con perfetti sconosciuti. La tendenza, di origine americana, del “communal dining”, da noi traducibile con “pasto in comune”, ha cominciato a farsi strada pure in Italia, soprattutto a Roma e in Toscana. Pioniere di questa idea nel Salento è Giorgio Trovato, executive chef di origine calabrese che ha avviato la nuova gestione de “Il giardino dei Tolomei” a Racale.

In un palazzo del 1400, Trovato ha portato la modernità della cucina internazionale e l’ha superata adibendo il piano inferiore a sala conviviale dal nome esplicativo: “Incontriamoci e conosciamoci”. “Il concept culinario proposto – spiega lo chef – riflette la mia visione di cucina e di convivialità anche se ovviamente influenzate dalle mie esperienze in giro per il mondo. Penso che nutrirsi sia non un’attività meccanica ma un modo per alimentare l’anima. Il convivio, i dettagli, l’atmosfera ci portano al confronto e all’esaltazione di certi stati d’animo. Per questo proponiamo uno spazio dedicato al convivio, mentre al piano superiore portiamo il nostro concept gastronomico. Spazi differenti per emozioni differenti.”

Nonostante le caratteristiche della sala vengano spiegate all’ingresso, la positiva risposta del pubblico sembra dimostrare che la voglia di conoscenza – nonostante un mondo iper tecnologico – superi l’immaginario immateriale dell’era digitale.

M.C. 

 

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