Manni: «La raccolta va fatta dall’albero»

I macchinari del frantoio

Racale. È proprio la stagione giusta per “andar per olio”, partendo però dall’inizio del percorso, dalla raccolta delle olive, passando dai frantoi, per arrivare poi a gustarlo a tavola.

Singolare modo di dare il benvenuto al nuovo olio, scelto dalla Coldiretti di Lecce che, insieme al movimento di promozione territoriale “Repubblica salentina”, ha promosso l’iniziativa “Benvenolio” coinvolgendo scuole, turisti e i migliori frantoi del territorio.

Tre fine settimana per far conoscere uno dei prodotti simbolo della nostra terra. Alcuni frantoi hanno aperto le loro porte e hanno guidato gruppi di studenti e di visitatori negli oliveti per far toccare con mano e apprezzare il lavoro che serve per ricavare un prodotto di qualità.

Tra i frantoi c’è anche la “Società cooperativa Acli di Racale”, che ha programmato”Festa in famiglia”: prima la raccolta delle olive, poi la macinazione e infine un pranzo con pietanze preparate con l’olio extravergine presso la trattoria “Spili”. Infine anche la degustazione di vini prodotti dalla vitivinicola “Torre Ospina”, sempre di Racale.

La cooperativa Acli non è nuova a queste iniziative, impegnata com’è da anni nella promozione dell’olio di oliva.

La cooperativa è nata nel 1963, conta circa 600 soci (presidente è Antonio Foccillo)  e conduce con successo una incisiva opera di comunicazione; basta aprire il sito o leggere i depliant che vengono diffusi,

«Quest’anno – dice Enzo Manni, presenza costante e storica nella cooperativa Acli, impegnata anche nella produzione delle pregiate patate novelle – abbiamo stimolato i produttori a raccogliere le olive dall’albero per ottenere un prodotto di qualità migliore. Poi ci serviamo di macchinari ad alta tecnologia. Cerchiamo di convincere le famiglie ad usare quotidianamente l’olio extravergine. Abbiamo fatto anche degli incontri presso le scuole per promuove la cultura dell’olio d’oliva».

Quale il segreto della qualità dell’olio? La raccolta dall’albero, la spremitura a freddo in tempi brevi, quello che viene definito il ciclo continuo: i macchinari cioè sono collegati in continuità tra di loro e quindi non c’è alcuna interruzione nel processo lavorativo.

Previsioni sulla produzione: «Sarà un’annata buona», conclude Manni e c’è da credergli.

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