Quote rosa, s’apre il caso

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Matino. Chiede il rispetto del principio costituzionale delle “quote rosa”, Pamela Lecci, l’unica donna eletta consigliere comunale.

Pamela Leucci

Lo ha fatto, subito dopo l’ufficializzazione della nuova giunta, preannunciando immediato ricorso innanzi al Tribunale amministrativo regionale, sezione di Lecce, per far rispettare la norma, contenuta nello stesso statuto comunale, secondo la quale “nella composizione della Giunta comunale deve essere garantita la presenza di assessori di entrambi i sessi”.
Malgrado le deleghe ottenute in qualità di semplice consigliere (tra le quali proprio quella alle Pari opportunità), la Lecci (qui a destra)non ci sta ed ha chiesto al capo del’amministrazione matinese, ormai tramite i giudici amministrativi, di riconsiderare la sua posizione.

La consigliera eletta nel Pdl con 206 preferenze (praticamente subito dopo i cinque chiamati in Giunta da Cataldi) era, tra l’altro, una delle due sole donne in lista con Anna Marinella Chezza per il centorodestra.
Dopo il primo rimpasto in Giunta, già consumatosi in fretta e furia per la sollevazione di tre assessori appena nominati e quattro consiglieri, appare, però, difficile che il nuovo sindaco ci ripensi. Per quanto nulla escluda che Cataldi possa scegliere anche assessori donna esterni per la sua giunta.

Si vedrà come andrà a finire la questione (il pronunciamento del tribunale si avrà sicuramente entro giugno, come assicura l’avvocato Giuseppe Nuzzaci di Matino) ma è ormai abbastanza certo che il Tar riconosca le buone ragioni delle donne che invocano le pari opportunità e il rispetto di almeno una presenza femminile in piccoli consessi quali sono gli organi esecutivi comunali.

Le quote rosa sono state al centro di recente, in quest’area, di un caso analogo sorto e tuttora aperto a Melissano. Lì il vicesindaco defenestrato dal suo capo Roberto Falconieri per problemi politici, cioè Valeria Marra (foto a sinistra), ha subito reclamato non tanto per il ritiro della nomina operata da Falconieri, dal quale era ormai lontana , quanto per il fatto che al suo posto il sindaco non abbia chiamato un’altra donna. Da qui l’accusa, formalizzata davanti al Tar, di mancato rispetto e considerazione delle quote rosa.

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