Quella fabbrica senza pace

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La fabbrica di radiofarmaci

Casarano. Non c’è pace per il centro di produzione di radio farmaci. Dopo il ricorso al Consiglio di Stato da parte di un’azienda di Ruvo di Puglia, giunge un’interrogazione ministeriale a risposta scritta formulata da un senatore della Repubblica.

Sin dalla sua edificazione nella zona industriale, il centro realizzato dal consorzio Radion trovò la forte resistenza da parte di un comitato spontaneo guidato dall’associazione «Idee insieme». Tra i contrari, c’era chi avanzava forti preoccupazioni per la sicurezza dell’impianto e chi, invece, contestava l’iter burocratico attraverso il quale erano state concesse le autorizzazioni alla costruzione del centro.

È proprio sulla base di alcune presunte irregolarità che la Itel Telecomunicazioni aveva presentato, nel 2008, un ricorso al Tar, poi respinto con sentenza del 10 maggio 2010. La Itel, però, non demorde e decide di appellarsi al Consiglio di Stato nel tentativo di far valere le proprie ragioni.

Non meno pesanti i rilievi formulati dal senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, il quale vuole vederci chiaro sui 4milioni 618mila euro a fondo perduto concessi dalla Regione al consorzio Radion, nell’ambito del Por 2000-2006.

Dalle ricerche condotte dal senatore, infatti, risulterebbe che «dalla data della sua costituzione, il 28 novembre 2006, fino a tutt’oggi, la società Radion è rimasta totalmente inattiva e priva di mezzi e di organizzazione, pur essendo l’unico soggetto legittimato a ottenere e ad impiegare i finanziamenti concessi dalla Regione. I finanziamenti erogati con determinazione del 22 ottobre 2007 non risulterebbero essere stati ricevuti da Radion, nemmeno in minima parte, e detto finanziamento risulterebbe, tuttavia, essere stato erogato». Eppure, il regolamento regionale che disciplina le agevolazioni nell’ambito dei Pit dispone la revoca del finanziamento qualora il programma non venga ultimato entro i termini previsti dai bandi. Termini che, per l’impianto in questione, scadevano il 30 giugno 2008.

«Risulta – incalza Lettieri – che né il consorzio Radion, a tutt’oggi inattivo, né i singoli consorziati abbiano rispettato alcuno dei termini previsti dalla normativa generale e specifica delle agevolazioni concesse, decadendo dalla possibilità di usufruire delle medesime».

Da qui l’interrogazione di Lettieri per sapere se e quali controlli siano stati effettuati dal comitato di sorveglianza del Por Puglia 2000-2006 e quali provvedimenti siano stati  presi.

Alberto Nutricati

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