Quel tesoro così “volatile”

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Casarano. Si “sgretola” il patrimonio finanziario dell’imprenditore calzaturiero Adelchi Sergio rinviato a giudizio, insieme a due figli e due stretti collaboratori, con l’accusa di aver sottratto all’Inps contributi per 8,4 milioni di euro.

La Guardia di finanza di Gallipoli è tornata ad apporre i sigilli alle sue proprietà, come già accaduto nel 2011 per ben 17 milioni di euro, ma questa volta ha dovuto prendere atto che la disponibilità dell’imprenditore casaranese è ora ridotta ad “appena” 8 milioni di euro tra quote societarie e patrimonio immobiliare (un milione).

Tra un sequestro e l’altro, beni per 16 milioni di euro sono stati donati o venduti a familiari estranei alle vicende giudiziarie. Per le Fiamme gialle c’è ora la difficoltà aggiuntiva di riuscire a dimostrare l’eventuale natura “illecita” o “fittizzia” delle operazioni condotte. Il dissequestro si rese possibile dopo che il Tribunale del riesame qualificò quale “appropriazione indebita”   la condotta dell’imprenditore dapprima ritenuta “truffa aggravata ai danni dello Stato”.

Secondo l’accusa, Adelchi avrebbe raggirato l’Istituto nazionale di previdenza sociale attraverso un abile gioco di “scatole cinesi” con il licenziamento e la riassunzione di circa 1.500 dipendenti. Se di truffa o altro si sia trattato lo stabilirà ora il Tribunale: di certo l’imprenditore e i suoi si sono sempre detti estranei alle imputazioni contestate ritenendo di aver agito “nell’interesse dei lavoratori”. Il rinvio a giudizio riguarda  anche i figli Sergio Adelchi Sergio e Cinzia ed i collaboratori Ippazio Prete di Matino e Eugenio Scarnera di Tricase.

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