Quel “tesoretto” chiamato Tarsu

 

consiglio comunale

MATINO. È in corso la raccolta firme a supporto della petizione popolare promossa dal gruppo consiliare di opposizione “Matino la tua città”. L’azione, resa nota nel corso dell’ultimo Consiglio comunale e pubblicizzata attraverso manifesti ed anche sul profilo Facebook del gruppo, ha come tema ancora una volta la Tarsu, ovvero la tassa sui rifiuti solidi urbani. Questa volta però non si tratta né di pagamenti né di riscossioni, ma addirittura di rimborsi.

«Questa petizione servirà a fare chiarezza e a chiudere definitivamente il capitolo Tarsu», afferma Luigi Provenzano di “Matino la tua città”. Secondo le cifre fornite nella petizione dagli stessi promotori, tra il 2004 ed il 2012 il Comune di Matino avrebbe accumulato un saldo attivo di oltre un milione di euro ottenuto dalla differenza tra i proventi derivanti dai tributi riscossi ed il costo effettivo del servizio.

Senza tener conto dell’accertamento Tarsu, che ha interessato i cittadini di Matino relativamente alle imposte corrisposte tra il 2004 ed il 2008, che fa lievitare, non di poco, tale importo. «La normativa vigente, all’articolo 61 del decreto legislativo  n. 507/93, dispone che il gettito complessivo della tassa non può superare il costo di esercizio del servizio ed  inoltre stabilisce che l’eventuale eccedenza di gettito è computata in diminuzione del tributo iscritto a ruolo per l’anno successivo», continua Provenzano. In poche parole, se l’Ente  ha incassato più di quanto ha speso, dovrebbe redistribuire l’avanzo riducendo l’importo complessivo dell’imposta dovuta nell’anno seguente ed i cittadini dovrebbero pagare meno.

La normativa però non è applicabile alla nuova Tares data la differenza fra la base imponibile e le modalità di determinazione che differenziano quest’ultima dalla vecchia Tarsu che va a sostituire.

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