Gallipoli – E’ un appuntamento  letterario ma è anche storia della città quello che giovedì 30 (ore 20,30) si svolgerà nella sala Ponte del Club Bellavista di corso Roma 219. Si presenta il libro “Grattacielo di Gallipoli – Monumento alla modernità” di Gino Schirosi. Singolare il formato del volume, che si sviluppa in altezza quasi a scimiottare il grattacielo che campeggia in copertina; come pure singolare è il suo contenuto che, nel bene e nel male, ha segnato la storia recente di questa città, dividendo i gallipolini tra favorevoli e contrari, questi ultimi la stragrande maggioranza.

Finito di stampare a luglio scorso da Tipografia 5 Emme di Tuglie, il volume rappresenta “la ricostruzione della complicata e travagliata storia ossia della divisiva e assurda vicenda del grattacielo di Gallipoli, il famigerato mostro orribile, aberrante e per certi versi infamante per una città gloriosa e civile dalle tradizioni antiche;  è stato puntualmente scandagliata, esaminata, analizzata e vagliata sotto ogni prospettiva possibile e immaginabile è il compendio di una vicenda travagliata”, come scrive l’autore. “Ma oggi, a distanza di 56 anni, va detto a onor del vero, con tutta franchezza e onestà intellettuale – prosegue Schirosi – che la realtà si è completamente  ribaltata, se effettivamente ogni polemica si è di colpo spenta”. (foto di Toti Magno)

Infatti quest’opera avveniristica e imponente che nessuno (nemmeno la politica che contava a quei tempi) è mai riuscito a demolire nonostante autorevoli firme, costruita a pochi metri dalla Fontana greca, la più antica d’Italia se non proprio d’Europa, ha visto la luce per un imprenditore illuminato e lungimirante, il commendatore Otello Torsello, e solo ora, a così tanti anni di distanza, sta finalmente trovando una piena legittimazione urbanistica ed anche una sua funzione socio-economica grazie ad un altro imprenditore altrettanto lungimirante, Attilio Caroli-Caputo che ha rilevato e investito sull’intera struttura. Caroli Hotels rappresenta la tradizione di ospitalità nel Salento dal 1965, quando Attilio Caroli e Gilda Nuzzolese aprirono a Santa Maria di Leuca l’Hotel Terminal e poi nel 1976 rilevarono il complesso alberghiero Le Sirenuse a Gallipoli, trasformato successivamente in Ecoresort Le Sirenè. Con l’arrivo della terza generazione – Annamaria, Attilio, Gilda e Pierluigi Caputo – si acquisiscono nuove strutture: nel 1985 l’ottocentesca Villa La Meridiana a Santa Maria di Leuca; nel 1987 il Joli Park Hotel di Gallipoli; nel 1995 si avvia la ristrutturazione del Bellavista Club.  Alle attività alberghiere la famiglia Caroli – Caputo ne ha affiancate altre, nel 1995 la commercializzazione di prelibatezze enogastronomiche salentine con il marchio La Dispensa di Caroli, poi l’agenzia viaggi Caroli Turismo, la promozione del Salento attraverso le attività sportive con il brand Caroli Sport.

Gilda Nuzzolese e Attilio Caroli
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Oggi è la quarta generazione con i pronipoti Mario e Gabriele a prenedere il testimone del gruppo “Caroli-Caputo: i posti letto sono oltre mille e Caroli Hotels s’impegna costantemente nella formazione professionale dei dipendenti e nella ricerca di nuovi servizi e iniziative per la promozione del territorio. Con SVieni a Gallipoli organizza altresì un fitto calendario annuale di eventi in tutto il Salento, che spaziano dallo sport all’arte, dalla gastronomia alla cultura, dal benessere alla spiritualità e all’informazione (con il Festival del giornalismo locale Figilo in collaborazione con piazzasalento). Innovazione e dinamismo, servizi efficienti e accoglienza tagliata su misura, con particolare attenzione alle esigenze della famiglia. Certificati Ecolabel EU, nei Caroli Hotels si utilizzano le tecnologie più innovative legate al campo delle energie alternative rinnovabili e materiali a basso impatto ambientale.

Le 175 pagine dell’opera – si legge in una nota dei Caroli Hotels promotori dell’iniziativa – impreziosita da un’accattivante grafica curata da Salvatore Mangia, sono il frutto di un’approfondita ricerca storica abbinata ad un’inedita documentazione fotografica che narra le vicissitudini di un’imponente architettura che irrompe nel cielo gallipolino nel quale si specchia l’isola del borgo antico in tutta la sua bellezza”. Dopo i saluti del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, del presidente della provincia Antonio Gabellone e del direttore dei “Caroli Hotels” Attilio Caputo, ci sarà la relazione del giudice e attore teatrale Salvatore Cosentino; le conclusioni sono affidate all’autore. Intermezzi musicali a cura di Mariarita Schirosi al pianoforte e Dino Scalabrin al violino. Ne emergerà la figura del pioniere Torsello, il creatore dal nulla di Lido San Giovanni. Nella sua testa il grattacielo, pensato per bonificare un’area che mal si conciliava con l’imbocco del centro storico, comincia a prendere forma nell’inverno del 1960, come scrive il suo biografo riconosciuto, Gianni Caridi; una idea fissa che lo metterà in serie difficoltà, tra attacchi politici e tribunali, carte bollate e giudici e contenziosi arrivati fin dentro le sale del Quirinale. Ma il “palazzaccio” alla fine vinse. E vincerà ancora di più nei lustri successivi alle diatribe tra vecchio e nuovo.

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