«Quarantena, perché no?» e i vivaisti vanno all’attacco

Mostra piante grasse con Piero Tunno

TAVIANO. C’è una categoria che sta pagando un prezzo piuttosto alto a  causa dell’epidemia degli ulivi senza, molto probabilmente, averne alcuna colpa. Sono i vivaisti salentini, su cui è scesa la quarantena già dall’autunno scorso, con il divieto di commercializzare alcune piante che potrebbero propagare il contagio da Xylella. Un danno economico non da poco, da subito segnalato alla Regione e alle altre Istituzioni senza conseguenze.

Troppi ritardi nell’applicazione della quarantena per le zone colpite (ufficialmente ottomila ettari, secondo stime del novembre scorso); inefficienza degli organici fitosanitari di controllo, di cui si chiedono adesso le dimissioni; indagini da avviare con una speciale commissione d’inchiesta per stabilire le responsabilità ai vari livelli: questi i punti principali del contrattacco sferrato dai vivaisti. Piero Tunno di Taviano è il  vicepresidente del Distretto florovivaistico pugliese: «Sono trascorsi oltre sei mesi dalla scoperta della Xylella fastidiosa ma, in pratica, non si è deciso niente. Qui qualcuno è responsabile – ha dichiarato – di non aver applicato i protocolli di quarantena previsti in questi casi». Da ultimo, la categoria sta pensando ad una “class action” per chiedere il ristoro dei danni subiti in conseguenza di tali presunte inadempienze.

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